Aprire partita Iva: il web è pieno di guide dedicate all’apertura di una partita Iva, ma sono sicuro che stai leggendo questo articolo è perché non hai ancora trovato le informazioni che cerchi.

Anche io ho deciso di scrivere una guida dedicata a questo argomento, ma non in base alle classiche informazioni che puoi ottenere, ma in base alla mia esperienza di consulente aziendale.

Sul punto la prima cosa che mi sento di dirti è di sgombrare ogni tuo dubbio riguardante la possibilità di utilizzare le prestazioni occasionali per l’esercizio di un’attività in proprio. Inutile ripetere ancora che fiscalmente non esiste alcuna soglia di 5.000 euro in cui la prestazione occasionale è permessa.

Il primo concetto che voglio passarti è questo:

Ogni attività economica svolto in modo abituale e continuativo deve essere esercitata professionalmente, quindi, con partita Iva

Detto questo, quando si inizia un’attività di lavoro autonomo o di impresa ci sono sempre molti dubbi su quando sia obbligatorio operare professionalmente. Con il termine operare professionalmente faccio riferimento al superamento di un’attività svolta in forma privata per diventare attività economica regolamentata.

Si tratta, come avrai capito, di un aspetto molto delicato e fonte di tantissimi errori. Continuare ad operare in forma privata quando si superano requisiti per operare professionalmente può costare caro. Ci sono sanzioni amministrative, fiscali ed anche in ambito contributivo.

aprire partita iva

Per cercare di aiutarti nel districare la tua situazione ho deciso di scrivere questo articolo. Mi piacerebbe che questo diventasse una sorta di guida valida per tutti il lettori di Fiscomania.com che vogliono avviare la loro attività.

Il mio obiettivo è di farti capire quando diventa obbligatorio Aprire Partita Iva e per quali attività. Successivamente ti indicherò la scelta migliore per operare, ovvero la scelta di una forma individuale o societaria.


Attività professionali ed economiche svolte in forma privata

Qual’è il momento giusto per Aprire Partita IVA?

La risposta esatta è: dipende.

Ci sono una serie di variabili che influenzano l’esatto momento in cui diventa obbligatorio esercitare un’attività in modo professionale.

Non per tutti i soggetti questo obbligo arriva nello stesso momento. Ci sono delle attività, ad esempio in cui non si rende mai obbligatoria l’apertura dei una partita Iva.

Vediamo di seguito le principali casistiche che si possono presentare.

L’esercizio dell’attività di lavoro autonomo occasionale

Le prestazioni di Lavoro Autonomo Occasionale sono delle attività lavorative a carattere professionale svolte in modo non continuativo.

La prima caratteristica è la prevalenza dell’aspetto intellettuale. Questo aspetto dell’attività deve prevalere sull’organizzazione e sui mezzi impiegati.

Per farti un esempio uno studente che effettua nei mesi estivi ripetizioni di matematica ad uno studente sta svolgendo una prestazione occasionale.

Se, invece, l’attività di ripetizioni prosegue per tutto l’anno e ci sono vari studenti che seguono le ripetizioni, l’attività non è occasionale ma organizzata professionalmente. In questo caso la prestazione occasionale non può essere applicata.

ATTENZIONE!
Fai attenzione che dal 2015 non esistono più i limiti di massimo 30 giorni all’anno e di € 5.000 lorde per identificare una prestazione occasionale. Devi fare molta attenzione perché ad oggi la prestazione occasionale risulta essere applicabile in poche fattispecie.

Se desideri approfondire le possibilità di sfruttare le prestazioni di lavoro autonomo occasionale ti consiglio di leggere in modo approfondito questo articolo.

L’esercizio di attività artigianali e commerciali

Se sei un Hobbista e stai creando oggetti per il tuo diletto con l’obiettivo di arrivare a venderli in qualche mercatino, puoi operare come privato.

L’hobbista è colui che crea un oggetto con le proprie mani per il suo diletto, senza alcun fine commerciale.

L’articolo 28 del D.Lgs. n 114/98 rimanda alle varie disposizioni regionali che a loro volta definiscono gli hobbisti come:

“operatori non professionali che vendono, propongono, espongono, o barattano, in modo sporadico ed occasionale, prodotti di modico valore, per lo più opere della propria creatività o del proprio ingegno”

Se ogni tanto partecipando a mercatini appositamente creati nei vari Comuni o dalle Associazioni sparse sul territorio vendi un oggetto non devi preoccuparti. Ti sarà sufficiente emettere una ricevuta non fiscale per regolare il corrispettivo percepito.

Se, invece, l’attività di vendita diventa continuativa nel tempo, magari perché si partecipa e si vendono oggetti in tutti i mercatini organizzati nella regione, allora l’attività diventa artigianale. Invece, se si acquista e si vendono prodotti l’attività diventa commerciale.

Se, invece, vendi su portali online come Etsy.com, leggi il paragrafo seguente dedicato alle attività online. Quando vendi oggetti online non sei più un hobbista ma un soggetto che opera come un E-commerce.

Per approfondire il mondo degli Hobbisti ti consiglio di leggere questo articolo che ho realizzato per chiarire tutti gli aspetti fiscali su questo argomento.

La vendita di oggetti e servizi online (E-commerce)

Nel caso in cui, invece, la tua attività sia quella di vendere oggetti online, le cose cambiano.

Se decidi di vendere oggetti privati, ad esempio un quadro da collezione, o vestiti usati o ancora piccoli oggetti, non devi preoccuparti. Se la tua presenza sui portali di vendita non è continuativa, ma esclusivamente dedicata alla vendita di un oggetto puoi regolare la vendita con una ricevuta.

Anche in questo caso si tratta di una ricevuta non fiscale.

Quando, invece, si vendono oggetti creati o acquistati su un portale web in modo continuativo nel tempo siamo di fronte ad una attività commerciale. Quindi, in questo caso Aprire Partita Iva diventa obbligatorio.

Per una attività imprenditoriale di tipo commerciale l’apertura della Partita Iva è obbligatoria fin da subito. Non esistono esimenti. La continuità e l’organizzazione dei mezzi rendono l’attività imprenditoriale.

Ad esempio, se esponi su un portale o sul tuo sito una serie di oggetti con l’intento di venderli e l’esposizione dura nel tempo, l’attività è sempre di tipo imprenditoriale. Questo anche se in un anno hai venduto pochissimo oggetti.

Quello che conta in questo caso è l’organizzazione dei mezzi e la continuità di esposizione. Esattamente come se tu avessi un negozio fisico.

Se desideri approfondire questo argomento ti lascio a questo articolo dedicato a chiarire quali sono gli aspetti fiscali legati all’esercizio di attività di E-commerce.

Lo sfruttamento economico del diritto di autore

Altro aspetto che capita sovente è quello legato allo sfruttamento economico del Diritto di Autore.

Il Diritto di Autore non è altro che il diritto che può vantare chi detiene la paternità di un opera di concedere a terzi il suo sfruttamento in cambio di un ritorno economico.

Tale disciplina riguarda sia le opere artistiche letterarie, ma anche visive e figurative.

Un soggetto che può vantare la paternità di un opera ha quindi il vantaggio di poter cedere il suo sfruttamento a terzi soggetti.

Classico caso è quello di alcuni giornalisti che producono articoli, ceduti poi a testate giornalistiche sotto forma di sfruttamento economico del diritto di autore.

Operare attraverso questa forma contrattuale permette a livello fiscale di avere un particolare vantaggio legato ad un regime fiscale di favore.

Sui proventi legati allo sfruttamento economico spettano deduzioni forfettarie nella seguente misura:

  • Del 25% dei proventi stessi se il beneficiario ha un’età pari o superiore ai 35 anni, alla data di percezione dei redditi dichiarati;
  • Del 40% dei proventi stessi se il beneficiario ha un’età inferiore ai 35 anni.

Per approfondire la disciplina fiscale legata allo sfruttamento economico del diritto d’autore ti lascio a questo contributo dedicato.


Qual’è il momento in cui si deve Aprire Partita Iva?

Quello che ho cercato di spiegarti fino ad ora è che ci sono una serie di elementi diversi da prendere in considerazione per Aprire Partita Iva.

Non in tutte le attività economiche la partita Iva si apre nello stesso momento. Ogni attività esercitata ha delle sue caratteristiche proprie.

Gli elementi da prendere sempre in considerazione per capire se e quando devi Aprire Partita Iva sono:

  • La continuità e l’abitualità dell’esercizio dell’attività;
  • La professionalità, e l’esercizio in forma organizzata dell’attività.

Quando si è in presenza di questi requisiti si è obbligati ad Aprire Partita Iva.

L’apertura della Partita Iva con questi requisiti si rende necessaria anche se l’attività di per se non ha prodotto alcun ricavo. L’aspetto che conta ai fini fiscali e la propensione del soggetto ad esercitare un’attività idonea a produrre reddito. Anche se, magari, per il momento il reddito non è stato generato.

Tuttavia l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che con il termine “abituale” deve intendersi un’attività che si ripete nel tempo costantemente nel tempo e che necessita dell’impegno intellettuale o materiale per essere svolta.

E’ considerata abituale anche la predisposizione dei mezzi necessari a svolgere quest’attività.

Come ad esempio la pubblicità su riviste od online o ancora l’iscrizione a portali legati a trovare incarichi online. Come il caso del famoso portale di incarichi per Freelance, Upwork o altri simili.

Ti faccio ancora qualche esempio.

Alcuni esempi di attività “abituale

Un soggetto che effettua una consulenza informatica ad giornaliera un cliente al mese per 12 mesi, pur avendo lavorato per 12 giorni all’anno, è tenuto ad Aprire Partita Iva.

Questo in quanto la prestazione è continuativa nel tempo, quindi abituale. A prescindere dal compenso percepito.

Lo stesso soggetto che ha inserito la propria candidatura su portali online per la ricerca di incarichi, deve Aprire Partita Iva. Questo perché la sola predisposizione ad esercitare un’attività professionale in modo continuativo rende quell’attività abituale.

Se ci pensi bene questa attività è paragonabile a quella di un altro professionista, poniamo un avvocato. Soggetto che non ha ancora clienti, ma che ha aperto uno studio, e sta aspettando i suoi primi incarichi. Anche in questo caso vi è obbligo di operare con Partita Iva.

Apertura della Partita Iva al superamento di soglie di reddito: FALSO!

Spesso si tende a fare confusione tra soglia di ricavi (i famosi €. 5.000) e obbligo di apertura della partiva Iva.

Niente di più sbagliato!

ricavi non sono mai un parametro di riferimento che da solo può stabilire se di deve o meno Aprire Partita Iva. Il concetto fondamentale che obbliga all’apertura della partita IVA può essere così sintetizzato:

Abitualità + Continuità dell’attività = Apertura della partita IVA

Questa semplice equazione è l’unico parametro di riferimento per stabilire quando sia arrivato il momento di aprire partita IVA.

Tuttavia, una definizione precisa di questi due elementi non è mai stata fornita con chiarezza dall’Amministrazione finanziaria.

Per questo motivo, è necessario valutare attentamente caso per caso, se lo ritenete opportuno con il nostro ausilio, per verificare la necessità di aprire partita Iva.

Tuttavia, possiamo darvi quale considerazione aggiuntiva per aiutarvi a stabilire se anche voi siete obbligati ad aprire partita Iva. Quello che dovete ricordarvi è che:

qualsiasi attività si considera svolta in maniera abituale e continuativa nel momento in cui è svolta con regolarità e sistematicità

Per un approfondimento su questo argomento potete consultare questo nostro contributo.

Apertura della Partita Iva e svolgimento contemporaneo di lavoro dipendente

Infine, un ultimo aspetto che è sempre fonte di dubbio o di domande, riguarda la possibilità di Aprire Partita Iva quando si sta svolgendo un’attività di lavoro dipendente.

La risposta è affermativa, ma ci possono essere alcune limitazioni per i soggetti che sono dipendenti pubblici.

Per chiarire tutti questi aspetti potete leggere questo nostro contributo sull’argomento.

Considerazioni pratiche sulla Partita Iva

Oltre a questa regola, dovete tenere a mente anche le seguenti considerazioni pratiche:

  • Partita Iva e lavoro dipendente – I soggetti che già svolgono un attività di lavoro dipendente a tempo pieno o parziale non sono automaticamente esonerati dall’apertura della partita Iva.
  • Ripetitività nel tempo della prestazione – Ripetitività, regolarità, stabilità e sistematicità dell’attività: sono queste le caratteristiche contraddistinguono l’abitualità e la continuità della prestazione. Se effettuate attività che si ripetono nel tempo in termini di frequenza, considerate chi esercita un’attività a cicli periodici (ad esempio tutti i weekend), deve necessariamente aprire partita Iva;
  • Esclusività della prestazione – Per l’apertura della partita Iva nulla conta l’esclusività della prestazione;
  • Reddito annuo – Come più volte ribadito il reddito non ha alcuna importanza per l’obbligo di apertura della partita Iva, anche se è un elemento da tenere in considerazione.

In pratica la partita Iva deve essere aperta ogni volta che un soggetto svolge un’attività in maniera costante nel tempo.

Osservando queste semplici osservazioni vi sarà più agevole capire se anche voi dovete aprire partita Iva per lo svolgimento della vostra attività. Ricorda che l’apertura della partita Iva è un adempimento obbligatorio, e non facoltativo.

Restare ad operare in maniera privata quando, invece, si dovrebbe agire in modo professionale, è una fattispecie che in caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate viene severamente punita.

Considera che, se viene contestata la mancata apertura della partita Iva, l’Agenzia delle Entrate vi contesterà la mancata fatturazione delle operazioni e vi chiederà di pagare tutta l’Iva non versata.

Inoltre, da un punto di vista reddituale andranno a verificare la tassazione dei proventi che avete percepito.

Per questo motivo, dovi prestare la dovuta attenzione. Fare da soli spesso è controproducente, l’insidia può essere sempre dietro l’angolo!


Come si apre la Partita Iva?

Una volta chiarito quali sono i soggetti tenuti all’apertura della partita Iva vediamo quali sono i passi necessari per aprirla.

Prima di tutto, ricordo che sarà il tuo Dottore Commercialista a pensare a tutti questi adempimenti. Tuttavia, è sempre opportuno conoscere cosa bisogna fare per diventare a  tutti gli effetti imprese o professionisti.

Come prima cosa è necessario predisporre e compilare il seguente modello di apertura della partita Iva rilasciato dall’Agenzia delle Entrate:

Modello necessario sia in caso di prima iscrizione sia in caso di variazione dei dati precedentemente comunicati.

Il modello dovrà contenere i vostri dati anagrafici, indirizzo, domicilio fiscale e codice fiscale.

Nel modello si dovrà scegliere il codice attività ATECO, ovvero il codice con il quale l’Agenzia delle Entrate identifica le varie attività economiche.

La scelta della struttura operativa del tuo business

Il primo passo da compiere è quello di scegliere la corretta struttura operativa con cui operare.

La struttura operativa è quella che può determinare la riuscita o meno del tuo business.

Operare singolarmente può essere la scelta migliore se si è da soli, oppure se il business è di minori dimensioni.

Se invece si tratta di avviare un business più strutturato è opportuno pensare ad una struttura più complessa che possa maggiormente darti garanzie. Mi riferisco alla possibilità di avviare l’attività sotto forma di società di persone o di capitali.

Si tratta di due tipologie societarie molto diverse tra loro che presentano entrambe vantaggi e svantaggi. Per farti un esempio, le società di persone presentano il vantaggio di avere costi di gestione meno elevati ed una gestione diretta e personale dell’attività. Al contrario lo svantaggio è che non vi è separazione patrimoniale tra società e socio. Questo aspetto spesso può essere controproducente. Allora è il caso di avviare l’attività con una società più strutturata che garantisce separazione patrimoniale tra socio e società. Mi riferisco alla SRL.

La cosa importante che devi ricordare è individuare la migliore struttura possibile per il tuo business.

È impossibile definire a priori quella che è la migliore struttura possibile.

Ogni business ha le sue caratteristiche, per questo è importante avere al proprio fianco un Dottore Commercialista esperto con cui analizzare la situazione.

Se vuoi al termine dell’articolo puoi trovare le indicazioni per contattarmi.

La scelta del Regime Fiscale da applicare con la Partita Iva

Inoltre dovrà essere inserito il regime fiscale a cui il soggetto decide di aderire.

La scelta del corretto regime fiscale per la vostra attività, e il più indicato per le tue caratteristiche personali ti farà risparmiare molti soldi.

In generale, la scelta del regime fiscale dipende dalla struttura del business che hai individuato nel punto precedente.

Per questo è fondamentale il confronto con il Commercialista. Sbagliare regime fiscale o ancora peggio fare da soli, può rivelarsi una mossa pessima, soprattutto in caso di errori.

Provo a farti un esempio, se adotto immediatamente una struttura societaria complessa e strutturata come quella di una SRL potresti non avere benefici, nemmeno dagli adempimenti contabili e fiscali obbligatori. Operare con una società di persone, o ancora meglio in Regime Forfettario, aiutano ad avere minori costi di gestione.

La cosa può essere vista anche al contrario. Un business di grandi dimensioni non può essere gestito correttamente con una struttura societaria non adatta.

Per approfondire questo argomento vi rimando all’articolo riguardante il “Regime fiscale forfettario“.

La tenuta delle scritture contabili

Infine, l’ultima indicazione da inserire nel modello di apertura della partita Iva è il luogo dove eventualmente, saranno tenute le scritture contabili.

Tale luogo solitamente è quello dove viene esercitata l’attività, oppure il domicilio del Commercialista, se sarà lui a tenere la contabilità della tua attività.

Il modello può essere stampato e compilato a mano con consegna all’Agenzia delle Entrate, oppure direttamente scaricando il software a disposizione ed effettuare l’invio telematico.

In generale gli obblighi contabili dipendono dal regime fiscale adottato. Per questo motivo, come indicato anche in precedenza devi scegliere correttamente la struttura migliore per il tuo business.

Gli aspetti previdenziali collegati alla Partita Iva

Accanto agli aspetti fiscali devono essere tenuti presenti anche quelli previdenziali.

Sia per le imprese che per i professionisti è necessario procedere con la regolarizzazione della propria posizione nei confronti dell’ente previdenziale di riferimento.

L’individuazione del corretto ente previdenziale dipende principalmente dalla categoria professionale di appartenenza.

Se sei un lavoratore autonomo che non ha una cassa professionale di riferimento dovrai iscriverti alla Gestione Separata INPS.

Al contrario se sei un professionista con un Albo professionale l’istanza di iscrizione dovrà essere effettuata presso la Cassa previdenziale dell’Ordine di appartenenza.

Nel caso del lavoratore autonomo l’iscrizione alla cassa previdenziale o alla gestione separata deve essere effettuata separatamente rispetto alla Comunicazione Unica.

Per quanto riguarda, invece, gli imprenditori le cose cambiano. Commercianti ed Artigiani sono obbligati all’iscrizione alla Gestione INPS di riferimento. L’iscrizione avviene tramite Comunicazione Unica. Tali soggetti sono obbligati a versare annualmente contributi fissi nella misura di € 3.800 annui.

Il versamento dei contributi avviene con periodicità trimestrale (febbraio, maggio, agosto, novembre) con modello F24. Tali contributi fissi coprono circa € 15.000 di reddito dell’attività. Al superamento della soglia scatta il versamento di ulteriori contributi da versare in percentuale sul reddito con una aliquota del 24%.

L’agevolazione contributiva per gli imprenditori in Regime Forfettario

I soggetti che operano in Regime Forfettario hanno diritto di beneficiare di una agevolazione che consente loro di ridurre i versamenti previdenziali.

L’agevolazione consiste nel poter beneficiare di una riduzione del 35% dei contributi previdenziali previsti annualmente come obbligatori.

Al fine di poter beneficiare di questa agevolazione i soggetti che operano in Regime Forfettario sono tenuti ad effettuare una comunicazione all’INPS. Tale comunicazione deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica entro il 28 febbraio di ogni anno.

La comunicazione deve essere presentata per la prima annualità di applicazione di questo regime previdenziale e rimane valida fino a quando permangono i requisiti per l’applicazione del Regime Forfettario.

Partita Iva ed analisi dei costi di gestione

Al di là di quanto si possa pensare, aprire la partita Iva non presuppone il sostenimento di costi iniziali.

Gli unici costi sono quelli legati alla connessione internet, per l’invio telematico del modello AA9/12.

Tuttavia, però, ci sono dei costi di gestione e, ovviamente, dopo l’apertura si dovranno iniziare a pagare le tasse e i contributi all’INPS o all’eventuale cassa di previdenza istituita per la vostra attività.

Si tratta di adempimenti obbligatori che devono essere gestiti con cura e adeguatamente pianificati con il vostro consulente, al fine di programmare adeguatamente i pagamenti in tempo.

In generale il costo del Commercialista in questa prima fase è nullo. Egli solitamente vi farà sicuramente una tariffa a forfait per l’apertura e la gestione annuale dell’attività.

Il costo della tariffa annua, invece, varia in funzione della mole di lavoro che necessita la gestione e che sono una diretta conseguenza della tipologia della natura delle prestazioni e della quantità di movimentazione.

Quindi, l’onorario annualeche potrà chiedere un dottore Commercialista, sarà diretta conseguenza delle caratteristiche dell’attività.

In particolare del regime fiscale prescelto, del volume d’affari, della presenza di operazioni con l’estero o con paesi black list o di particolari regimi speciali Iva si può registrare un maggiore o minore impegno del professionista a cui si assocerà un più o meno alto onorario annuale.

I nostri consigli in merito all’apertura della Partita Iva

Con questo articolo ho voluto cercare di fare chiarezza in un ambito ancora poco chiaro, e dove in rete circola ancora molta disinformazione.

Per capire, quindi, se devi o meno aprire partita Iva per la tua attività, il mio consiglio è quello di verificare sempre lo schema che ti ho mostrato sopra:

Abitualità + Continuità = Apertura della partita Iva.

Sicuramente questo non sarà sufficiente ad eliminare tutti i dubbi.

Per approfondimenti o analizzare le singole situazioni personale avete a disposizione i commenti, a cui certamente risponderò, oppure se desideri maggiore privacy scrivimi contattandomi in privato per una consulenza.

Se avete hai letto con attenzione, a questo punto dovresti essere comunque in grado di capire se la tua attività deve essere esercitata con partita Iva.

Se la risposta che vi siete dati è positiva, non spaventatevi, possiamo esservi di aiuto ad affrontare l’avvio della vostra attività, sia da un punto di vista fiscale, contabile e amministrativo.

In ogni caso per approfondire gli aspetti legati all’apertura della partita Iva e gli adempimenti connessi potete consultare alcuni nostri contributi sul tema: a questo link potete trovare tutti i nostri articoli sul tema.

Gli skills fondamentali per l’avviso di un’attività in proprio

Ricordatevi che avviare un’impresa o un’attività di lavoro autonomo non è un’avventura da affrontare da soli.

Qualsiasi sia la vostra business idea, affinché abbia successo è indispensabile crearsi attorno un team di lavoro vincente.

Anche il miglior “self made man” non può avere, da solo, tutte le competenze necessarie che occorrono per raggiungere il successo, ovvero:

  • Flessibilità e approccio olistico;
  • Strategie commerciali;
  • Tecniche di marketing e social media;
  • Competenze amministrative, fiscali, contabili;
  • Capacità relazionali e di leadership.

Ogni soggetto deve capire quali sono le sue skill naturali e farsi affiancare da un team che abbia le competenze chiave per completare il proprio background.

Il rischio, in questi casi non può che essere quello dell’insuccesso. Per questo avere ben chiari questi aspetti fin dall’avvio della propria attività è un elemento fondamentale.

Consulenza fiscale legata all’apertura della Partita Iva per imprenditori e professionisti

Se stai pensando di avviare una nuova attività hai sicuramente bisogno di un Commercialista che possa affiancarti ed aiutarti a prendere le decisioni migliori.

Mi occupo da anni di aspetti fiscali legati a professionisti e PMI. In particolare ho specializzato la mia attenzione sugli aspetti di Fiscalità Internazionale che questi soggetti riscontrano ogni giorno nella loro attività.

Se la tua attività ha riflessi in ambito internazionale ti consiglio di rivolgerti a qualcuno che conosca concretamente questi aspetti e come devono essere gestiti.

Se hai queste caratteristiche e stai pensando di avviare un’attività, contattami!

Insieme fisseremo una prima call conoscitiva, ove mi spiegherai la tua situazione e le tue intenzioni di avviare l’attività.

A quel punto ti offrirò le prime indicazioni e il preventivo per la mia assistenza annuale.

Fisseremo delle call periodiche oppure degli appuntamenti in Studio per seguirti passo passo e fornirti di tutta l’assistenza di cui necessiti.

Se, invece, hai dei dubbi oppure ti va semplicemente di farmi conoscere il tuo parere lasciami un commento qui sotto.

Ti risponderò nel più breve tempo.

79 COMMENTI

  1. Spett.le Direzione,

    vengo a Voi per chiedere questa informazione come sotto descritta:

    MEDICO SPECIALIZZANDO IN CARDIOLOGIA DAL MESE DI LUGLIO 2016 VOLENDO FARE VISITE AMBULATORIALI E’ OBBLIGATO AD APRIRE PARTITA IVA? QUALE SARA’ LA QUOTA IMPONIBILE DA TENER PRESENTE SIA COME ENTRATE DI FATTURAZIONE CHE DI USCITE PER VARIE DI INIZIO ATTIVITA’
    SE CORTESEMENTE POTRESTE DARMI QUESTI CONSIGLI VE NE SAREI GRATA, SERVONO A MIO FIGLIO.
    DISTINTI SALUTI.
    EMILIANA NOE’

  2. Salve, può contattarci in privato compilando l’apposito form, a destra dell’articolo, oppure a questo link.

  3. Salve,
    suo figlio è obbligatoriamente tenuto ad aprire partita Iva e operare professionalmente. L’apertura della partiva Iva di per se non costa niente. Il costo è legato al Commercialista che seguirà suo figlio per gli adempimenti tributari e per la tenuta della contabilità. Spiegarle in questo ambito tutta la normativa per la determinazione del reddito non avrebbe senso, ma se ha ulteriori dubbi, mi faccia sapere, la ricontatterò in privato.

  4. Ringrazio sentitamente della risposta pervenutami; se dovessi aver bisogno di chiarimenti più approfonditi disturberò sicuramente.
    Nuovamente grazie; e grazie anche per tutte le novità, gli articoli oltre ad essere utili sono molto interessati e vanno presi alla lettera.
    Con simpatia
    Emiliana Noè

  5. La ringrazio molto, è uno stimolo per andare avanti e fare ancora meglio. Torni a trovarci.

  6. SALVE un musicista di pano bar può essere assunto anche come dipendente se il datore di lavoro non lo assume cosa rischia se viene pizzicato dal fisco? ho abbligato ad aprire la partita iva?

  7. Salve, un musicista può essere assunto come dipendente o lavorare come professionista con partita Iva. Se lavora al di fuori di queste modalità in caso di controlli le contesterebbero la mancata fatturazione delle operazioni. Le consiglio l’opportunità di aprire partita Iva utilizzando il regime forfettario.

  8. Salve, aprire una partita IVA non costa nulla, come bisogna fare senza rivolgersi ad un commercialista?
    Inoltre una domanda: ci si può far assistere ad un CAF per tenere la contabilità per un regime forfettario al 5 o 15%?

    Grazie e complimenti per il sito.

  9. Salve, aprire partita Iva non costa niente ma serve la conoscenza necessaria per la compilazione del modello AA9/11 per l’apertura della stessa, serve la conoscenza per effettuare correttamente la fatturazione delle operazioni, specialmente se si hanno clienti o fornitori di paesi UE o extra UE. Serve la conoscenza necessaria a predisporre la partita Iva. Fare da soli, fa risparmiare certo, ma a quale costo?! Di vedersi arrivare un accertamento tra qualche anno, dove pagherà con gli interessi quanto avrebbe potuto pagare per la consulenza di un Commercialista esperto. Anche sul Web può trovare Commercialisti pronti ad aiutarla anche con compensi ridotti, specialmente se aderisce al regime forfettario. Altrimenti, se vuole può rivolgersi a noi. Il consiglio che posso darle è di non improvvisare, e di affidarsi a consulenti esperti del settore in cui andrà ad operare.

  10. Salve,
    Sono uno studente residente in Italia (a breve dovrei laurearmi). A ottobre inizierò una collaborazione con dei danzatori residenti a Londra. Inizialmente il lavoro non sarà continuativo, in seguito andrà a definirsi. Dagli articoli che ho letto mi sembra di capire che nel mio caso sia conveniente inizare con una prestazione di lavoro autonomo occasionale con committente all’estero. E’ corretto? La mia domanda è: conviene prendere direttamente residenza in Inghilterra o tenere la mia residenza qui? Con tutto che è ora è passata la brexit.

  11. Salve, tutto dipende dalla continuità della sua attività e dal tempo che trascorrerà all’estero. La risposta alla sua domanda dipende da queste variabili. Se il tempo in cui intende restare all’estero è lungo oltre all’anno potrebbe valutare di aprire partita Iva in Inghilterra ed iscriversi all’AIRE. Per fare la giusta scelta servono maggiori informazioni un confronto con un professionista. Se vuole la contattiamo in privato.

  12. Gentile staff di fiscomania, vorrei aprire nel 2017 una partita iva e ho un dubbio sulle detrazioni. E’ pacifico che posso detrarre le spese necessarie per l’attività, ma posso detrarre anche le spese sanitarie o per gli interessi passivi del mutuo per la prima casa, ovvero detrazioni che non riguardano l’attività? Devo presentare il modello Unico?
    Grazie in anticipo

  13. Tutto dipende dal regime Iva con il quale aprirà l’attività. Ha bisogno di un consulto con un Commercialista. Se non ne ha uno di riferimento posso contattarla in privato.

  14. La ringrazio per la risposta e per la disponibilità. Per ora si tratta più di una idea che di un progetto concreto perchè sto aspettando una risposta per un lavoro. Nel caso le cose non andassero in porto la ricontatterò. La saluto e la ringrazio nuovamente.

  15. Mia figlia è stata assunta da un ente che si occupa di assistenza ai minori come educatrice-pedagogista e come libera professionista. Paga le tasse sul compenso stabilito. Adesso le hanno consigliato di aprire la partita IVA. Quanto costerà? È obbligata? Grazie per la risposta.

  16. La partita Iva si rende obbligatoria tutte le volte in cui un’attività professionale diventa continuativa nel tempo. Se l’attività di lavoro come professionista di sua figlia è continuativa è obbligatorio aprire partita Iva, iscriversi alla gestione separata dell’Inps e fatturare le prestazioni effettuate. Se vuole maggiori informazioni sull’apertura della partita Iva e sul regime fiscale migliore da applicare per sua figlia, mi contatti in privato.

  17. Salve vorrei sapere se facendo la promoter per un rivenditore di macchinari meccanici sono obbligata ad aprire una partita iva, ci tengo a precisare che ne ho chiusa una solamente nel 2016!

  18. L’apertura della partita Iva è obbligatoria quando si esercita un’attività in modo continuativo nel tempo. Mi sembra che lei svolga questa attività in modo continuativo, quindi è tenuta ad aprire partita Iva, a prescindere da quante vendite sia riuscita a concludere. Mi contatti in privato se le interessa avere maggiori info, anche su come gestire la situazione adesso.

  19. Buongiorno,

    ho un lavoro in azienda produttiva come dipendente e non sono iscritta a nessun albo.
    Una scuola di formazione mi ha chiesto di tenere per loro dei corsi in qualità di relatore, al momento sono stati definiti 6 incontri (3 nel 2017 e 3 nel 2018) su 4 tematiche differenti, l’ultima si svilupperà in 3 giornate.
    Al momento non si sa se questi corsi avranno seguito in futuro, dipende un po’ dal successo della prima edizione.

    E’ possibile inoltre che tra i partecipanti ci saranno richieste di attività presso le loro aziende, in merito alla stessa formazione o svolgimento delle attività in relazione a quanto spiegato ai corsi per l’ottimizzazione dei loro processi produttivi, come consulenza.

    E’ necessario che apra la partita IVA per una o entrambe le prestazioni?
    Come devo gestire la parte contrattuale con i committenti e fiscale?

    Grazie per il supporto.

  20. Sicuramente questa non è un’attività di lavoro autonomo occasionale visto che è comunque programmata e pianificata nel tempo. Dovrà aprire partita Iva come professionista. Da valutare la possibilità di aprire in regime forfettario.

  21. Buonasera, io sono un impiegato nel settore bancario e ogni tanto mi cimento in piccole operazioni immobiliari. Più precisamente nel 2013 ho finito la costruzione della mia abitazione principale, nel 2014 ho comprato un piccolo bivano per fini locativi e nel 2016 un altro bivano con la stessa finalità. Ora ho messo in vendita il primo bivano acquistato e nel caso dovessi riuscirci vorrei comprare un altro piccolo immobile all’asta. Secondo Voi potrei essere obbligato ad aprire partita iva. Grazie

  22. Nel suo caso l’attività di acquisto e vendita non si può dire occasionale, l’apertura della partita Iva sarebbe necessaria, visto che l’attività di acquisto e vendita prosegue.

  23. Sono disoccupata da tempo. Ho sottoscritto un contratto di noleggio per cui percepisco mensilmente un corrispettivo mensile inferiore ai 4800 euro l’anno. Se avessi reddito dovrei dichiararlo nel quadro RL. Fino a che cifra posso non aprire la partita Iva?

  24. Se lei svolge attività di noleggio di attrezzatura o mezzi, senza svolgere attività commerciale, può operare senza partita Iva, dichiarando i compensi nel quadro dedicato ai redditi diversi.

  25. Alla luce della riforma, gazzetta ufficiale 31 luglio, il vice procuratore onorario deve aprire la partita iva?
    Grazie.

  26. Buongiorno, sono un’ingegnere dipendente part-time o meglio una schiava (€5/ora) con stipendio di 400€ al mese, che come capirete è assolutamente da fame.
    Riesco ad arrotondare svolgendo nel pomeriggio attività di lezioni private per studenti anche universitari, ma è ovvio che non posso andare avanti così per molto.
    Ho 35 anni e anche avendo provato a mettermi in proprio con p.iva professionale, i costi delle tasse erano talmente esagerati rispetto ai miei guadagni che ho preferito chiuderla e accettare questo stipendio da fame.
    La mia domanda è questa: considerando che sono anche un’hobbista (mi dedico all’uncinetto) e mi piacerebbe poter vendere anche accessori legati a questo hobby, è obbligatorio aprire una partita iva commerciale? E se sì, è compatibile col mio lavoro da dipendente? Quali sono i costi (tasse, ecc.) che dovrei sostenere nel caso l’aprissi?
    Vi ringrazio per qualsiasi consiglio possiate darmi.

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