La ricevuta fiscale è il documento utilizzabile dai soggetti passivi IVA, in alternativa al documento commerciale (ex scontrino fiscale), per adempiere agli obblighi di certificazione dei corrispettivi (art. 12 Legge n. 413/91). Con l’introduzione della memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri (co. 1, art. 2, D.Lgs. n. 127/15), le casistiche di emissione della ricevuta sono molto diminuite.

Cos’è la ricevuta fiscale?

La ricevuta fiscale è un documento IVA che certifica l’avvenuto pagamento da parte di un soggetto debitore nei confronti di un altro soggetto, ovvero il creditore. Prima di proseguire nell’analisi dettagliata relativa all’emissione di una ricevuta fiscale appare opportuno premettere che la ricevuta fiscale è quella emessa da soggetti dotati di partita IVA. I soggetti privati che emettono ricevute devono seguire le regole relative alle ricevutenon fiscali“. E’ il caso ad esempio degli hobbisti.

La ricevuta fiscale è il documento utilizzabile dai soggetti passivi IVA, in alternativa allo scontrino fiscale, al fine di adempiere l’obbligo di certificazione dei corrispettivi di cui all’art. 12 della Legge n. 413/91. Tuttavia, per effetto dell’introduzione del regime obbligatorio di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri (art. 2 co. 1 del D.Lgs. n. 127/2015), le tradizionali modalità di certificazione fiscale mediante scontrino o ricevuta sono state gradualmente sostituite dai nuovi adempimenti telematici. Di conseguenza, a partire dal 2020, la generalità delle operazioni di cui all’art 22 del DPR n. 633/72 non può più essere certificata mediante scontrino o ricevuta. Dall’1.1.2021, invece, possono certificare le operazioni mediante scontrino o ricevuta fiscale soltanto i soggetti che rientrano in alcune delle ipotesi di esonero dall’invio dei corrispettivi previste dal DM 10.5.2019.

Chi la emette?

Come anticipato, a partire dall’1.1.2020, i soggetti che effettuano operazioni ex art. 22 del DPR n. 633/72 (e dall’1.7.2019 i soggetti con volume d’affari superiore a 400.000 euro) sono tenuti alla memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi ex art. 2 co. 1 del D.Lgs. n. 127/2015, fatte salve alcune esclusioni. Infatti, la memorizzazione e la connessa trasmissione dei dati all’Agenzia delle Entrate sostituiscono le modalità di assolvimento dell’obbligo di certificazione fiscale (nonché la registrazione dei corrispettivi ex art. 24 co. 1 del DPR n. 633/72). Di conseguenza, a partire dal 2020, la generalità delle operazioni di cui all’art 22 del DPR n. 633/72 non potrà più essere certificata mediante scontrino o ricevuta. Le tradizionali modalità di certificazione resteranno valide per alcune operazioni escluse dalla trasmissione telematica (DM 10.5.2019), ovvero le seguenti:

  • Le operazioni non soggette all’obbligo di certificazione dei corrispettivi ai sensi dell’art. 2 del DPR n. 696/96. Si tratta, ad esempio, delle seguenti:
    • cessioni di tabacchi;
    • cessioni di beni iscritti nei pubblici registri, di carburanti e lubrificanti per autotrazione nei confronti di clienti che acquistano al di fuori dell’esercizio di impresa, arte e professione;
    • cessioni di giornali quotidiani, di periodici, di supporti integrativi, di libri;
    • etc;
  • prestazioni di trasporto pubblico collettivo di persone e di veicoli e bagagli al seguito, con qualunque mezzo esercitato, per le quali i biglietti di trasporto, compresi quelli emessi da biglietterie automatiche, assolvono la funzione di certificazione fiscale;
  • operazioni effettuate a bordo di una nave, di un aereo o di un treno nel corso di un trasporto internazionale

Questi soggetti per le sopra indicate operazioni sono tenuti a rilasciare una ricevuta fiscale cartacea che deve riportare gli identificativi fiscali del cliente (codice fiscale) e della transazione, solo quando il cliente lo richieda espressamente.

Documenti fiscali alternativi

Scontrino fiscale

Le operazioni per le quali non è obbligatoria l’emissione della fattura, se non su richiesta del cliente, ma per le quali sussiste l’obbligo di certificazione fiscale, possono essere documentate, indipendentemente dall’esercizio di apposita opzione, mediante il rilascio della ricevuta fiscale ovvero dello scontrino fiscale (art. 1 del DPR n 696/96), salvo che debba applicarsi l’obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi.

Fattura

Non è obbligatorio il rilascio della ricevuta fiscale (così come dello scontrino fiscale) nel caso in cui, per la stessa operazione soggetta all’obbligo di certificazione, sia emessa fattura immediata ai sensi dell’art. 21 co. 1 del DPR 633/72 (art. 3 co. 2 del DPR n. 696/96). Con C.M. 4.4.97 n. 97 era stato chiarito che la fattura ha funzione sostitutiva dei citati documenti soltanto se emessa contestualmente alla consegna del bene o all’ultimazione della prestazione. Ciò in considerazione del fatto che, in caso di emissione del documento in un momento successivo, verrebbe meno la possibilità di controllo immediato sulle operazioni. Tuttavia, il termine di emissione della fattura immediata è stato ampliato a 12 giorni dal momento di effettuazione dell’operazione.

Come si compila la ricevuta?

La ricevuta fiscale deve essere emessa in duplice esemplare utilizzando modelli sostanzialmente conformi a quello approvato con D.M. 30.03.1992. La ricevuta fiscale può essere acquistata in blocchi da rivenditori autorizzati (tabacchi, edicole, ecc). Al momento dell’acquisto è necessario presentare al rivenditore il proprio numero di partita IVA e la propria visura camerale (nel caso in cui siate soggetti tenuti all’iscrizione in Camera di Commercio, come artigiani e commercianti). La ricevuta fiscale deve essere emessa in duplice copia: al cliente deve essere consegnato l’originale della ricevuta. Mentre, al soggetto emittente resterà la copia, che dovrà poi consegnare al proprio Commercialista che si occupa della tenuta della sua contabilità. Questo in modo tale da adempiere gli obblighi Iva.

Elementi obbligatori della ricevuta fiscale

La Ricevuta Fiscale, ai fini della sua validità, deve contenere al suo interno, i seguenti elementi:

  • La numerazione progressiva effettuata per anno solare (n. 1, n. 2, n. 3, ecc);
  • La data di emissione. Ovvero, la data in cui si riceve il pagamento del corrispettivo;
  • I dati della propria attività: nome, cognome, eventuale ragione sociale, codice fiscale, partita Iva e indirizzo. I dati del soggetto che effettua il pagamento non devono essere inseriti;
  • Descrizione dei beni ceduti o dei servizi prestati, quantità degli stessi;
  • Importo totale della prestazione o della cessione, al lordo dell’Iva. Nelle ricevute fiscali l’Iva è incorporata al costo del bene o del servizio reso;
  • Se si tratta di prestazioni esenti da Iva, come quelle rese da parte di medici, sulla ricevuta fiscale dovrà essere apposta una marca da bollo da €. 2,00. L’apposizione della marca è a carico del cedente, ma egli avrà facoltà di riaddebitare al cliente il costo della marca da bollo, nella ricevuta che emette.

Fanno utilizzo della ricevuta fiscale la maggior parte dei commercianti e degli artigiani che la utilizzano al posto dello scontrino fiscale, al fine di ridurre i costi legati alla gestione di un registratore di cassa fiscalizzato.

Esonero dall’emissione della ricevuta

Esistono, poi, delle operazioni per le quali è previsto l’esonero dell’emissione della ricevuta fiscale (e dello scontrino fiscale). Si tratta di operazioni quali, ad esempio, le cessioni di tabacchi, di carburanti per l’autotrazione, di giornali e beni mediante distributori automatici funzionanti a gettone o a moneta. Altri casi di esonero del rilascio della ricevutaan> fiscale sono previsti per i conducenti di taxi (i quali, tuttavia, in caso di specifica richiesta del cliente, sono tenuti al rilascio della fattura) e per altre attività considerate minori (ad esempio, ciabattini, ombrellai ed arrotini).

Che differenza c’è tra ricevuta fiscale e non fiscale?

Molto spesso si tende a confondere la Ricevuta Fiscale con la ricevuta non fiscale.

La Ricevuta Fiscale è un documento valido, ai fini fiscali appunto, per certificare l’avvenuta transazione commerciale conseguente ad uno scambio di denaro. Per questo motivo l’emissione della ricevuta fiscale, o dello scontrino fiscale è obbligatoria per tutti i commercianti al minuto, secondo quanto previsto dal DPR n. 600/73 e dal DPR n. 633/72.

La ricevuta non fiscale, invece, non è obbligatoria per legge, ed è quella che deve essere emessa dai soggetti non titolari di partita Iva, quando effettuano una transazione commerciale (ad esempio la cessione di un quadro, un motorino, la vendita di oggetti home made in genere, ecc). La ricevuta non fiscale, rappresenta essenzialmente un documento rilasciato a garanzia del debitore a fronte del pagamento del compenso fissato per la prestazione ottenuta.

La differenza fondamentale tra ricevuta fiscale e non fiscale sta nel fatto che:

  • La ricevuta fiscale contiene all’interno del valore dei beni ceduti o dei servizi prestati, anche l’IVA;
  • La ricevuta non fiscale essendo emessa da privati, non contiene l’IVA. Per questo motivo, su tutte le ricevute non fiscali, deve essere sempre apposta una marca da bollo da €. 2,00. L’applicazione della marca da bollo è responsabilità di entrambe le parti in causa.

Quando si emette la ricevuta?

La ricevuta fiscale va emessa di regola al momento di ultimazione della prestazione, anche se il corrispettivo non viene pagato in tutto o in parte. Il mancato pagamento del corrispettivo deve risultare dalla ricevuta fiscale. Occorre distinguere a seconda che la consegna del bene o l’ultimazione del servizio precedano o seguano il pagamento del corrispettivo ed a seconda che l’operazione consista di una cessione di beni o di una prestazione di servizi. Se la consegna del bene o l’ultimazione del servizio precede il pagamento del corrispettivo, la ricevuta deve essere emessa al momento della consegna del bene o dell’ultimazione del servizio.

Momento di emissione per beni e servizi

Nelle cessioni di beni, però, non occorre rilasciare un’ulteriore ricevuta al momento del pagamento. Questo in quanto l’Iva è comunque esigibile per l’Erario alla data della consegna del bene. Questo ai sensi dell’articolo 6, comma 1, del DPR n. 633/72.

Nelle operazioni di servizi, invece, l’esigibilità dell’imposta scatta nel momento del pagamento del corrispettivo (articolo 6, comma 3). Pertanto, l’Iva è dovuta soltanto quando il committente la corrisponde il corrispettivo in denaro al prestatore.

Operativamente, occorre dunque:

  • Emettere la ricevuta fiscale al momento della conclusione dell’operazione;
  • Indicare in tale ricevuta che il corrispettivo non è stato pagato (in tale modo si evita di anticipare l’Iva).
  • Emettere un’ulteriore ricevuta, al momento del pagamento, che faccia esplicito riferimento alla precedente ricevuta rilasciata.

Ricevuta e corrispettivo non incassato

Nel caso in cui venga emessa una ricevuta fiscale per prestazione di servizi con la dicitura “corrispettivo non incassato“, questa non deve essere annotata nel registro dei corrispettivi. Tuttavia, al contrario, la registrazione deve avvenire al momento dell’incasso, momento in cui verrà emessa un’altra ricevuta con l’aliquota in vigore in tale momento.

L’indicazione della dicitura “corrispettivo non pagato” consente, cioè, di non includere nei corrispettivi del giorno, da riportare in apposito registro ai fini della liquidazione dell’imposta, gli importi per i quali non è ancora scattata l’esigibilità dell’IVA. In tale modo i corrispettivi relativi alle prestazioni di servizi concorrono alla liquidazione Iva del periodo in cui vengono incassati, anziché del periodo in cui vengono certificati. Se, invece, il pagamento del corrispettivo viene anticipato, in tutto o in parte, rispetto alla consegna del bene o all’ultimazione del servizio, occorre, in ogni caso, emettere due ricevute. La prima al momento del pagamento anticipato. La seconda al momento della consegna del bene o ultimazione del servizio, indicando nell’ultima ricevuta gli estremi della ricevuta già emessa.

Tabella riepilogativa: emissione della ricevuta fiscale per le cessioni di beni

MOMENTO DEL PAGAMENTO – CESSIONE BENIMOMENTO DI EMISSIONE DELLA RICEVUTA
Pagamento effettuato, in tutto o in parte, dopo la consegna o spedizione      La ricevuta va emessa all’atto della consegna o spedizione dei beni, per l’intero importo
Pagamento effettuato, in tutto o in parte, prima della consegna o spedizione La ricevuta va emessa all’atto del pagamento, per l’importo già versato.
In caso di pagamento parziale, all’atto della consegna o spedizione dei beni dovrà essere emessa un’altra ricevuta fiscale, recante gli estremi del documento già emesso

Tabella riepilogativa: emissione della ricevuta fiscale per le prestazioni di servizi

MOMENTO DEL PAGAMENTO – PRESTAZIONE SERVIZIMOMENTO DI EMISSIONE DELLA RICEVUTA
Pagamento effettuato, in tutto o in parte, prima dell’ultimazione della prestazione      La ricevuta va emessa all’atto del pagamento, per l’importo già versato.
In caso di pagamento parziale, in coincidenza con l’ultimazione della prestazione dovrà essere emessa un’altra ricevuta fiscale per il residuo importo pagato, recante gli estremi della ricevuta già emessa.
Pagamento effettuato, in tutto o in parte, dopo l’ultimazione della prestazione La ricevuta va emessa al momento dell’ultimazione della prestazione, con l’indicazione che il corrispettivo non è stato pagato, in tutto o in parte.
In ogni caso, all’atto del pagamento occorrerà emettere un’altra ricevuta fiscale per l’importo versato, recante gli estremi del documento già emesso.

La registrazione contabile delle ricevute fiscali

I corrispettivi riscossi, certificati mediante emissione di scontrino o ricevuta fiscale, devono essere registrati nei registri Iva. La registrazione, suddivisa per giorni, va eseguita, ai sensi DPR n. 695/96 e dell’articolo 15 DPR  n. 435/2001, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di riferimento. La registrazione nel registro corrispettivi deve essere effettuata con riferimento a tutti i corrispettivi riscossi in ciascun mese solare precedente.

Sanzioni per mancata emissione della ricevuta

Il mancato rilascio della ricevuta fiscale nei termini di legge, al termine della prestazione di un servizio o della cessione di un bene comporta l’applicazione di sanzioni amministrative e penali, per il soggetto cedente (commerciante). Allo stesso tempo, però non è prevista alcuna sanzione per il soggetto cessionario acquirente (cliente finale).

Le sanzioni applicabili possono essere così riepilogate:

  • Sanzione amministrativa:
    • Violazione obblighi di fatturazione/registrazione per operazioni imponibili: sanzione dal 100% al 200% dell’Iva relativa al corrispettivo non documentato/registrato con un minimo di €. 516;
    • Registrazione con indicazione di un’imposta inferiore a quella dovuta: sanzione dal 100% al 200% dell’imposta non documentata, con un minimo di €. 516;
    • Omesso o insufficiente versamento periodico: sanzione pari al 30% dell’importo non versato.
  • Sanzione penale:
    • Emissione di fatture per operazioni inesistenti: reclusione da 1 e 6 mesi a 6 anni. Se l’importo è inferiore a €. 154.937,07 per periodo d’imposta, si applica la reclusione da 6 mesi a 2 anni.

Modello ricevuta da scaricare

Di seguito il link per scaricare un modello di ricevuta fiscale

Conclusioni: oggi chi può emettere una ricevuta?

La regola generale è che un soggetto titolare di partita IVA deve sempre emettere una fattura o nel caso in cui sia un commerciante al minuto, il documento commerciale, nei confronti del cliente. In quest’ultimo caso la fattura, viene emessa su richiesta del cliente e prima della conclusione della transazione. Come abbiamo visto, ad oggi, solo le categorie esonerate dall’emissione dei corrispettivi elettronici possono ancora rilasciare una ricevuta fiscale compilata a mano per la quale oggi non esiste un corrispondente documento elettronico. Tutte le altre categorie di professionisti e lavoratori autonomi/imprese devono, invece, rilasciare una fattura elettronica B2B o B2C. In ogni caso è opportuno chiedere l’ausilio del proprio Commercialista di fiducia per approfondire la propria situazione ed individuare la soluzione idonea alla propria situazione.


Fonti dell’articolo:

GAZZETTA UFFICIALE | D.MEF – 10/05/2019
GAZZETTA UFFICIALE | D.MEF – 24/12/2019
GAZZETTA UFFICIALE | DPR n. 696/96

123 COMMENTI

  1. Salve,
    ho trovato l’articolo davvero chiarissimo e utilissimo. Volevo però, se possibile, un chiarimento riguardo una situazione che mi è capitata qualche giorno fa. Ultimamente ho partecipato ad una manifestazione musicale che prevedeva una quota di partecipazione di 50 euro e un premio in denaro di 500 euro. Al momento del pagamento dei 50 euro, ho richiesto la ricevuta per i soldi versati, ma gli organizzatori non hanno voluto lasciarmi nulla di nulla. Il problema è che adesso mi stanno accusando del fatto che io avrei dovuto scrivere e firmare la ricevuta da consegnare a loro e che fanno così da oltre 6 anni.
    Ora, a prescindere dalla situazione ridicola, in casi come questi, gli organizzatori erano tenuti a rilasciare per legge una qualche ricevuta? Se non vogliono rilasciare nulla, io che sto pagando come devo comportarmi?
    Grazie
    Francesco

  2. Salve, in questo caso stiamo parlando di ricevute non fiscali. Era obbligo degli organizzatori rilasciarle la ricevuta dietro sua richiesta, ed allo stesso modo è suo obbligo rilasciare loro ricevuta dietro loro richiesta. La ricevuta non fiscale non è mai obbligatoria, se non dietro richiesta del soggetto che si trova a versare la somma di denaro, in quanto costituisce quietanza di avvenuto pagamento.

  3. Salve,
    devo registrare un documento numerato e datato, identificato dal fornitore come “quietanza”. E’ stato emesso come prestazione occasionale ai sensi dellìart. 67 lett. L del TUIR 917/86 e fuori campo iva ai sensi dell’art. 5 DPR 26/10/72 n. 663 con relativa ritenuta d’acconto IRPEF 20%. Visto che c’è una ritenuta da versare, deve passare dal “registro iva” anche se questo fornitore non ha la partita iva ma solo il codice fiscale?
    Grazie

  4. Salve,
    lei deve registrare un documento che non ha valenza fiscale, si tratta di una ricevuta “non fiscale”, riguardante una ricevuta per prestazione di lavoro autonomo occasionale, disciplinata dall’articolo 2222 del codice civile, e regolato dall’articolo 67, lettera L del Tuir. Questo documento non deve passare dai registri Iva, ma esclusivamente dalla prima nota.

  5. Buongiorno, non mi è chiaro un aspetto. Qualora un cliente al quale io abbia venduto qualcosa tramite ecommerce, e lo stesso mi richieda non una fattura ma una ricevuta fiscale io posso fargliela? e sono obbligato e richiedergli il codice fiscale anche per cifre irrisorie o posso ometterlo?
    La ringrazio,
    Eleonora

  6. Se lei vende tramite e-commerce e il cliente le chiede l’emissione di una fattura (cosa che è sua facoltà chiedere), lei è obbligata ad emettere la fattura. La ricevuta non deve essere emessa se il cliente chiede la fattura. La fattura se richiesta deve essere emessa anche per cifre irrisorie.

  7. In realtà il mio dubbio era, ma io posso farla una ricevuta fiscale?? quindi senza dover per forza indicare codice fiscale del cliente ecc.. ho capito di non aver l’obbligo di farla, ma qualora io volessi farla posso o no??

  8. La ricevuta fiscale e la fattura sono due cose diverse. Lei in generale deve annotare sul registro corrispettivi (oppure emettere una ricevuta), poi se qualcuno le chiede la fattura è obbligata ad emetterla. Se lei volesse emettere fattura ad ogni vendita, certo che può farlo.

  9. Buongiorno, avrei bisogno di un consulto per la registrazione delle fatture per un ristorante.
    La cliente emette delle fatture che inserisce nel totale dei corrispettivi. Per lo spesometro, sono obbligata a registrare le fatture emesse a parte oppure posso lasciarle all’interno dei conteggi dei corrispettivi?
    Grazie e buona giornata.
    Cristina

  10. Se registra le fatture nel registro corrispettivi è necessario che ti dati di tali fatture siano comunque registrati a parte per permettere poi l’inserimento manuale delle stesse nello spesometro. Altrimenti, la cosa migliore è registrare direttamente queste fatture nel registro Iva vendite.

  11. Buongiorno,
    nel caso a seguito di una ricevuta fiscale il cliente dovesse rendermi la merce, che genere di documento devo emettere? Da fattura nasce nota di accredito ma da ricevuta fiscale un reso da ricevuta fiscale? Dal punto di vista contabile, è uno strono di ricavo, come una nota di accredito?
    GRazie mille
    Moira

  12. La procedura da seguire è questa:
    – Presa in carico dei beni e della ricevuta emessa;
    – Emissione di una ricevuta con l’indicazione “rimborso per restituzione vendita”, da annotare nel registro corrispettivi con segno negativo.

  13. Ho rinnovato la patente di guida+cqc per il camion 400euro non rilasciano ricevute e non accettano pagamento con carta di credito ,tutto questo in una scuola guida,a chi posso rivolgermi per avere questa ricevuta o sporgere denuncia, informarmi come mi devo muovere in questa fastidiosa situazione perché e una cosa veramente dell’incredibile.

  14. Buongiorno! Domanda: ho dimenticato di emettere una ricevuta ad un cliente che mi ha già pagato ed io ho versato l’ assegno del pagamento una settimana fa. Nel frattempo ho emesso altre ricevute (tutte fiscali) fino ad oggi.Come mi devo comportare?

  15. Buongiorno,
    ho un dubbio: ho letto nel vostro articolo che sulla ricevuta fiscale non è obbligatorio indicare i dati di chi la riceve (quindi del pagante).
    Nel caso di un gruppo di persone che acquistano del materiale, dando i soldi a uno solo di loro che poi acquisterà per tutti, se emettiamo ricevuta fiscale cumulativa, senza inserire i dati di chi acquista, è possibile? Oppure a un ipotetico controllo la persona che ha raccolto i soldi per il gruppo di acquisto potrebbe trovarsi nei guai?
    Grazie

  16. Salve, avrei da chiederle delucidazioni in merito al mio nuovo misuratore fiscale che mette solo ricevute/fatture e non scontrini fiscali.
    Il dubbio è se ho l’obbligo, in caso di controllo, di avere in sede il libretto del misuratore e quindi provvedere alla revisione annuale dello stesso, come accade con i misuratori che emettono scontrini fiscali.
    Grazie in anticipo.

  17. Scusate, ho una domanda “tecnica”. Ho pubblicato un libro da indipendente su Amazon. Adesso, un museo inerente all’argomento trattato nel libro (oltre a un’altra libreria su Torino) mi avrebbe chiesto un certo numero di copie in conto vendita con il seguente accordo: a loro il 40% sul venduto e a me il 60%. Solo che mi hanno chiesto la fattura ma, non avendo io partita iva, non gliela posso emettere. In questo caso va bene la ricevuta non fiscale con la marca da bollo da 2 euro? Grazie per le eventuali risposte che vorrete darmi.

  18. Buonasera.
    Una società che svolge attività di intermediazione di spazi pubblicitari per quotidiani e periodici, emette fatture di importo minimo (tra 20 e 50 euro) a migliaia di privati (non titolari di Partitia Iva). Secondo la norma anche tali operazioni vanno inserite nello spesometro con forte aggravio di lavoro per la registrazione e l’invio dei dati con alta percentuale di errore sui codici fiscali forniti. Una soluzione potrebbe essere l’emissione di ricevuta fiscale con riepilogo degli incassi su registro dei corrispettivi? Se si fa riferimento all’art. 22 del dpr 633 la risposta è negativa e non ho trovato altra normativa favorevole.

  19. La società non può emettere corrispettivi, deve fatturare l’operazione. Capisco il problema, ma solitamente queste società richiedono di compilare tutte le informazioni per la fatturazione. Non vedo soluzioni alternative purtroppo.

  20. buongiorno, nel caso di un ecommerce in cui il venditore abbia emesso una ricevuta fiscale e il cliente renda la merce (e la ricevuta originale) richiedendo la resistuzione dell’importo come da suo diritto, come si fa a stornare la ricevuta nel caso sia stata già registrata nel registro dei corrispettivi?

  21. Buongiorno, da gennaio ho sostituito le classiche ricevute fiscali a blocchetti con ricevute stampate su carte termica da una stampante EPSON.
    Ho notato che tendono a sbiadirsi ma la normativa prevede che io le debba conservare 10 anni.
    Vorrei capire, se diventano non leggibili, sono sanzionabile e soprattutto c’è una soluzione per evitare che si sbiadiscano?
    Ovviamente non è pensabile scansionare o fotocopiare tutte le ricevute.
    Chi vende queste stampanti è perseguibile nel caso non siano conformi alle normative?
    Producono ricevuti non conservabili per 10 anni

  22. Buongiorno,

    io ho acquistato 100 lampadine ad un prezzo speciale e le sto vendedo su amazon come privato, un cliente mi ha chiesto fattura, ma non avendo la partita IVA, posso effettuare una ricevuta fiscale con il modello che ha reso disponibile in questa pagina?

    Se SI, devo numerarla come n.01 perchè è il primo cliente a chiederla?
    oppure devo rilasciarla obbligatoriamente a tutti i 30 clienti che hanno acquistato precedentemente senza chiederla e quindi numerarla come n.31 ?

    Grazie mille dell’aiuto

    Grazie

  23. Chi fa commercio, acquisto un prodotto e lo rivendo, deve operare con partita Iva, obbligatoriamente, rispettando tutte le regole del commercio. Questo vale anche se questa fosse l’unica operazione che effettua. Anche se emette ricevuta non è in regola, comunque.

  24. Salve,
    cosa succede se viene scritta nel blocco delle ricevute una ricevuta solo con l importo incassato senza decrizioni e senza aver staccato la copia del cliente?
    e cosa succede se nn vengono riportati su blocco ricevute fiscli, gli incassi a d esempio di un bancomant ?
    grazie

  25. In caso di controlli si è sanzionati, per omessa certificazione dei corrispettivi, nei casi più gravi per contabilità inattendibile. Dipende dai vari casi e dalla gravità.

  26. buonasera, manco dall ‘ italia da 20 anni, ora mi accingo a portare un marchio americano (con i quali ho firmato un contratto per poter poter usare il marchio) in forma di evento artistico dove artisti si battagliano a colpi di pennello. E’ la prima volta che lo faccio e vorrei sapere che tipo di ricevuta devo fare al proprietario del locale che dovrebbe dami le somme stipulate dalle percentuali stabilite fra entrate e bar. ritengo sia una prestazione occasionale visto che e’ la prima volta. giusto? una ricevuta non fiscale? grazie per delucidarmi.

  27. In questi termini la sua non è una prestazione occasionale. Lei ha organizzato un evento, che gestisce, gestendo un marchio. La sua è un’attività commerciale, che dovrebbe esercitare con partita Iva.

  28. Buongiorno,io vorrei prestare servizio come ufficiale di gara in alcune manifestazioni automobilistiche organizzate da ACISPORT che prevedono una diaria giornaliera di rimborso spese di 50 euro,posso emettere come privato una ricevuta non fiscale?

  29. Può emettere ricevuta se la sua partecipazione sarà sporadica e quindi non continuativa nel tempo. Se lei partecipa in modo continuativo a queste manifestazioni dovrà operare come professionista e quindi aprire partita Iva.

  30. Buongiorno

    avrei una domanda da fare… viene emessa una ricevuta fiscale, ad esempio con numero 3 e poi questa viene annullata perchè sbagliata.Dopo io posso emettere una nuova ricevuta fiscale sempre con numero 3 o devo emetterne una con numero 4,scrivendo sulla n.3 la dicitura “Annullata”?Perchè mi è capitato ed ho notato che sul registro corrispettivi c’è il salto di un numero…qual è la procedura giusta?

  31. Salve,
    realizzo oggetti fatti a mano, per poterli vendere ad attività commerciale (negozio), devo essere in possesso di partita Iva o essendo una cifra irrisoria ci sono soluzioni alternative?
    rimango in attesa di riscontro,
    grazie e buona serata

  32. buongiorno, è tutto chiaro. Tuttavia le chiedo: in caso di prestazione di lavoro occasionale ex art. 2222 c.c. svolta da non iscritto a un albo, per un valore inferiore a 5.000 euro nell’anno (oggi aggiornato a 7.000 euro?), dunque esente da IVA e da contribuzione INPS, occorre comunque versare il 4% di contributi all’INPS in quanto il lavoratore è iscritto alla gestione separata, avendo in anni precedenti superato il massimale? Se sì, a carico del committnte o del lavoratore? Grazie, cordiali saluti. Paolo

  33. Buongiorno. Ho partita Iva e sono in contabilità ordinaria con registri Iva Acquisti e Corrispettivi. Non ho registro Vendite. Per una manutenzione caldaia il fornitore mi prospetta due possibilità: 1. ricevuta fiscale 2. fattura in regime di reverse charge.
    In questo secondo caso, mi sembra che dovrei aprire un registro Iva Vendite per fare una doppia registrazione.
    E’ corretto optare per una ricevuta fiscale da registrare in contabilità generale COSTO a CASSA onde evitare l’apertura del registro vendite ?
    Esistono altri modi di contabilizzare una fattura in reverse charge che non comporti l’apertura del registro vendite ?
    Grazie

  34. Prima bisogna capire una serie di elementi e poi casomai come farsi fare fattura, o ricevuta. Solo se l’immobile è per lei strumentale può farsi fare fattura in reverse, che andrà obbligatoriamente registrata, anche nel registro Iva vendite.

  35. Grazie della risposta.
    L’immobile è strumentale. La manutenzione della caldaia vale 98 euro.
    Per una sola registrazione all’anno dovrei aprire un registro IVA. Mi sembra una cosa senza senso.
    Se mi faccio fare la ricevuta fiscale sono soggetto a sanzioni ?
    Cordialità

  36. Salve, ho un b&b a conduzione familiare senza partita Iva, e da quanto ho compreso, dovrei soltanto emettere ricevute non fiscali. Ho letto che se l’importo è superiore a 77, 47 la marca da bollo da applicare è 2,00. In caso contrario nulla? o va sempre applicata?
    Grazie

  37. Buonasera volevo chiedere un consiglio. Sono hobbista e devo cominciare a fare mercatini. Al momento della vendita devo rilasciare una ricevuta non fiscale giusto? Ma se l’importo della vendita e’ inferiore ai 77,47 euro (per esempio 5 o 10 euro) devo apporre lo stesso la marca da bollo di 2 euro? Queste ricevute poi dovro’ conservarle e dichiararle nel 730 giusto?

  38. La ricevuta è non fiscale, quindi deve essere sempre emessa e conservata per la dichiarazione dei redditi. La marca da bollo si appone sulla ricevuta al momento della vendita.

  39. Salve, in un piccolo ristorante usiamo i classici blocchetti per ricevute fiscali comprati da rivenditori autorizzati. Mi sono accorto solo ora che in un paio di occasioni la numerazione a penna è stata sbagliata. Come posso, se devo, rimediare? In quali sanzioni potrei incorrere? Grazie.

  40. Per rimediare dovrebbe rinumerare tutto il blocchetto correttamente. In caso di controlli potrebbe rischiare l’accertamento induttivo. E’ opportuno correggere al più presto.

  41. salve
    ho una fattura da annullare; come procedo per la compilazione dei corrispettivi?
    inserisco o no la fattura da annullare sul totale fatture del giorno in cui è stata emessa

  42. Buongiorno, vorrei un chiarimento in merito al trattamento contabile di una ricevuta monetizzata che riporta la seguente dicitura ” non soggetto ad I.V.A – ris. Min Finanze n°504929 / 73 del 7 dicembre 1973″.
    La presente ricevuta ha per oggetto la ricezione di una somma di denaro corrispondente ad un certo numero di capi allevati e ceduti ( siamo in tema di allevamento di animali di piccola taglia da carne e le parti hanno un contratto di soccida ).
    Tale documento come va contabilizzato? inoltre il regime iva nella certificazione unica, si andrà ad inquadrare nel quadro VE o VF? grazie

  43. BUON GIORNO VOLEVO SAPERE SE SI EMETTE RICEVUTA FISCALE PER OPERAZIONI ART. 10 COMMA 10 DPR 633/72,IN PAROLE POVERE IO O UNA SCUOLA GUIDA,VOLEVO SAPERE SE DEVO O NON DEVO EMETTERE RICEVUTA FISCALE DATO CHE FACCIO PARTE DELLA CATEGORIA DI OPERAZIONI ESENTI A NORMA ART. 10 COMMA 10 DPR 633/72?
    GRAZIE

  44. Se al posto delle ricevute fiscali ho utilizzato, per erroneo consiglio, blocchettari non fiscali, pur avendo registrato tutti gli incassi nel registro dei corrispettivi, che sanzione rischio? irregolare tenuta della contabilità? Grazie.

  45. La ricevuta fiscale è un documento obbligatorio, che certifica la somma pagata dal cliente. Se non viene emessa correttamente sono applicate le sanzioni legate alla mancata emissione. Sicuramente non le sarà contestata l’irregolare tenuta della contabilità, se ha correttamente registrato gli incassi nel registro dei corrispettivi.

  46. Buongiorno, ho una domanda da porre. Ho terminato il blocchetto con le ricevute fiscali. Devo ripartire da 1 con la numerazione del nuovo blocchetto o si prosegue con quella del precedente blocchetto?

  47. Salve,
    Grazie per l’articolo, molto esaustivo avendo io fino ad ora utilizzato solo fatture. A tal proposito avrei una domanda. Sono titolare di partita IVA, ditta individuale, in regime dei minimi per gli under 30. Sto organizzando uno spettacolo in teatro e per la vendita dei biglietti la responsabile SIAE della zona mi ha suggerito di comprare un blocchetto per ricevute fiscali e utilizzarle come titolo di accesso al posto dei biglietti. Quello che non riesco a capire (e che nemmeno la responsabile sembrava sapere) è se poi io andrò a pagare la tassazione secondo il mio regime fiscale o seguendo l’IVA al 22%…
    Saprebbe aiutarmi?
    Grazie

  48. Salve, sono titolare di uno studio tatuaggi e di conseguenza lavoro su appuntamento.. vorrei sapere se nei giorni in cui non prendo appuntamenti e quindi non rilascio nessuna ricevuta nel registro devo lasciare lo spazio bianco del giorno o inserire l’importo 0,00

  49. UN ARTIGIANO IDRAULICO ELETTRICISTA FABBRO VORREBBE EMETTERE DELLE RICEVUTE FISCALI PER I PICCOLI LAVORETTI CHE FA’, PUO’ CREARLE SU WORD OPPURE DOVRA’ NECESSARIAMENTE ACQUISTARLE?
    iNOLTRE PUò EMETTERE DELLE RICEVUTE PER LA TIPOLOGIA DI ATTIVITà? A FINE MESE SI PUò EMETTERE UN SOLA FATTURA CON LA SOMMA DEGLI IMPORTI DI TUTTE LE RICEVUTE OPPURE DOVRà PER FORZA COMPILARE IL REGISTRO DEI CORRISPETTIVI?
    RINGRAZIO ANTICIPATAMENTE

  50. Un artigiano può emettere ricevute, ma devono essere quelle acquistate e prenumerate in blocco. Se si emette ricevuta non si emette fattura. Prima di fare confusione si affidi ad un valido commercialista che la segua. Se vuole siamo a disposizione.

  51. le aziende della grande distribuzione organizzata (GDO) possono emettere scontrini non fiscali; i costi inerenti questi scontrini possono essere portati in deduzione da una srl in quanto spese sostenute da dipendenti in trasferte con carte aziendali ? O non essendo gli scontrini fiscali sono costi indeducibili? grazie

  52. La GDO ha facoltà do emettere scontrini non fiscali in quanto effettua una comunicazione di tutte le transazioni effettuate ogni mese. Lo scontrino non fiscale non è un documento utile per dedursi il costo sostenuto da parte di una Srl. Per farlo è necessario chiedere il rilascio della fattura.

  53. Ho sempre avuto attività in cui ogni vendita di prodotti e/o servizi era giustificata tramite fattura. Ora per la prima volta mi trovo ad aver acquisito una società con una gestione mista, fatta di fatture per i clienti con p.iva e di ricevute per gli altri. Secondo voi posso fare fatture a tutti, per evitare la gestione del doppio registro iva e corrispettivi? oppure esiste un modo diverso dal registratore di cassa telematico per gestire in via informatica le ricevute fiscali? da quello che ho letto non ho trovato alternative a registri cartacei o registratore.
    Grazie

  54. Buonasera, mi chiamo Gianfranco e sono in procinto di avviare una attività di vendita online.
    Le mie domande sono sulla ricevuta fiscale:
    1 nelle compilazione devo obbligatoriamente inserire il codice fiscale del cliente?
    2 posso utilizzare un software per la stampa e compilazione delle ricevute fiscali oppure devo obbligatoriamente acquistare i blocchetti?
    Grazie in anticipo.

  55. Prima di tutto in un’attività di vendita online non si usa la ricevuta fiscale. Consiglio di farsi assistere da un Commercialista esperto nel settore in cui vuole operare. In questo modo rischia di sbagliare.

  56. Salve, vorrei sapere se sia possibile stampare delle ricevute fiscali da zero con la propria stampante purché siano rispettati tutti i campi da compilare previsti dalla legge o se sia obbligatorio utilizzare modelli in vendita come quelli buffetti o stampati da tipografie autorizzate. Se fosse possibile stamparsi autonomamente le ricevute fiscali mi chiedo che senso abbiano le tipografie autorizzate…

  57. Salve, vorrei chiedere una cosa riguardo le ricevute generiche da compilare per delle vendite effettuate su un marketplace (etsy, nello specifico) con spedizione della merce. Nella ricevuta generica, l’importo da segnare deve comprendere le spese di spedizione pagate dall’acquirente o va indicato solamente l’importo ricevuto per l’articolo?

    Grazie mille 🙂

  58. Se si vende su marketplace, bisogna fatturare l’operazione, come imprese, non si possono emettere ricevute. Questo per indicarle che per vendere online anche su portali, bisogna essere inquadrati correttamente da un punto di vista fiscale. L’emissione della fattura, dovrà poi comprendere il totale pagato dal cliente.

  59. Salve,

    Essendo le ricevute fiscali già pre-numerate c’è l’obbligo di numerarle? Ho trovato riferimenti di legge che sollevano dall’obbligo di numerarle essendo, per l’appunto, già numerate.
    Chiedo questo perchè dovrei avere diversi blocchetti in giro in diversi stand allo stesso tempo e non saprei come numerarle tutte progressivamente.
    Grazie

  60. Buongiorno,
    se stampo le ricevute fiscali numerandole e datandole progressivamente con il mio software gestionale ma inversamente sul modello predisposto dalla tipografia autorizzata commetto un’infrazione ???
    Es:
    ric.fisc. nr. 1 del 01/01/2018 stampata sul modello xba 1000
    Ric.fisc. nr. 2 del 01/01/2018 stampata sul modello xba 999

    etc.etc.

  61. Salve ho da poco aperto la partita iva in regime forfettario vendita al dettaglio online(in questo caso Negozio Ebay)se non mi viene chiesto di emettere fattura devo per forza fare una ricevuta fiscale oppure basta solo compilare il registro dei corrispettivi a fine giornata?Sono molto confuso e non vorrei emettere errori!!grazie mille e buon lavoro

  62. Salve volevo avere un chiarimento sulle prestazioni d’opera occasionali. Sono amante delle fotografie ma non sono un professionista però mi capita a volte di essere chiamato da bar o discoteche per fotografare eventi o serate particolari organizzate da loro. Io non chiedo soldi sono loro che a fine serata mi danno un compenso, come mi devo comportare? Non ho partita IVA devo fare ricevute non fiscali?

  63. Se l’attività è comunque svolta con continuità durante tutto l’arco dell’anno, non potrà effettuare prestazioni occasionali, ma dovrà operare con partita Iva.

  64. Salve, ho aperto da un mese una partita iva con regime forfettario, avendo poco chiare le idee a riguardo, avrei qualche domanda da esporle. Rivendo online e vorrei sapere quali sono i miei adempimenti, conservare in serie progressiva tutte le ricevute fiscali? Per quanto riguarda gli acquisti invece? Se puo contattarmi privatamente, le sarei molto grata.
    Saluti
    Daniela

  65. Buongiorno,
    ho un’attività di riparazione veicoli, da sempre utilizzo le ricevute fiscali pre-numerate dalla tipografia per poi fatturarle a fine mese con fatturazione differita. Sono obbligata ad usare la pre-numerazione della tipografia, oppure, emettendo fattura a fine mese posso usare un modello simile, stampato su semplice carta intestata?
    Grazie
    Anna

  66. scusi ma non sono sicura di avere capito, emettendo fattura differita a fine mese (il cliente mi paga dopo l’emissione della fattura) sono obbligata a rilasciare Ricevute Fiscali pre-numerate dalla tipografia all’atto della consegna del veicolo o posso rilasciare al loro posto un “rapporto di intervento” con la descrizione dei lavori ecc. su carta libera? Cioè sono obbligata ad usare le Ricevute fiscali o posso usare carta intestata con una numerazione nostra?
    Grazie Anna

  67. Buongiorno, in merito al rilascio delle ricevute non fiscali , per chi effettua mercatini dell’handmade, non e’ obbligatoria per legge cosa si intende? Devo rilasciarla o no? Nel caso di rilascio , la marca da bollo da apporre a entrate superiori i 77,00 euro va apposta sull’originale che lascio al cliente o sulla copia che invece resta a me ?

  68. Il rilascio della ricevuta, come detto non è obbligatorio, se non su richiesta dell’acquirente. In caso di emissione se ci sono i presupposti si deve applicare la marca da bollo. Il mio consiglio è quello di emettere sempre la ricevuta.

  69. Buonasera,
    premetto che sono un privato e che vorrei stipulare un contratto di affitto di un appartamento con una ditta tedesca che lo utilizzerà per un proprio dipendente. La ditta mi chiede la fattura, in quanto privato non posso emettere fatture ma solo ricevute non fiscali, chiedo se per la ditta la ricevuta non fiscale ha la stessa valenza di una fattura. Possono detrarla come costo ecc?
    grazie

  70. La ricevuta consente all’impresa di dedursi il costo sostenuto dal reddito, ma non essendo un documento fiscale, non consente la detrazione dell’Iva. Se lei è un privato non può emettere fattura e la locazione sarebbe comunque esente Iva. In questo caso, fattura o ricevuta, per l’impresa non cambia niente.

  71. Buonasera, stavo compilando una ricevuta fiscale, in quanto posseggo partita Iva. Nel compilare ho sbagliato la descrizione, inserendo un articolo che non dovevo inserire. Come posso fare per correggere? Tiro una riga sopra o proprio faccio un altra ricevuta, anche se appunto sono numerate e dopo ne risulterebbe una mancante.

  72. Buongiorno,

    mi sono trasformata in SAS tramite un conferimento da ditta individuale. I blocchetti di ricevute fiscale le devo sostituire o posso usare quelli già in mio possesso? Grazie

  73. Buogiorno.
    Se ho annullatto una ricevuta fiscale (di quelle a mano, a blocchetti) il numero della ricevuta successiva deve essere il numero successivo e non lo stesso numero di quella annullata. E’ corretto?
    Mi viene il dubbio perchè mi hanno detto che la numerazione deve essere progressiva e senza salti… però in questo caso annullandone una il “salto” ci sarebbe!
    grazie

  74. MI SERVE UN CHIARIMENTO UNA VOLTA
    MI E’ CAPITATA SOTTOMANO UNA RICEVUTA FISCALE DI UN RISTORANTE LA CUI DATA ERA RIFERITA ALL’ANNO PRECEDENTE DI QUELLO CHE SI TROVA ACCANTO AL NUMERO PROGRESSIVO GIA STAMPIGLIATO SULLA RICEVUTA E POICHE MI E’SEMPRE RIMASTO IL DUBBIO SULLA SUA VALIDITA CHIEDO SE QUESTO PUO’ESSERE POSSIBILE

  75. Buongiorno, come titolare di bar in caso di guasto al registratore di cassa annoto le operazioni su registro corrispettivi in attesa dell’assistemia. Il cliente può richiedermi una ricevuta fiscale?

  76. Buongiorno, ho fatto una ricevuta per un lavoro occasionale. A richiesta del laboratorio ho inserito una nota che specificava meglio il periodo. Ho scritto A MANO e mi è stata contestata. C’è una norma che vieta di scrivere a mano una ricevuta o è solo una scusa per non pagare i 100 euro che mi devono? Grazie

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