La prestazione occasionale è uno strumento che deve essere utilizzato dai soggetti che vogliono intraprendere attività professionali in modo saltuario e sporadico. Si tratta di situazioni in cui vi sono soggetti sono esonerati dall’apertura di una partita IVA  in quanto svolgono l’attività professionale in modo non abituale e continuativo.

Sto facendo riferimento ad attività professionali minimali e residuali. Attività con le quali un soggetto può raggiungere piccoli guadagni, senza avviare una vera e propria attività (professionale). Sul web se cerchi la parola “prestazione occasionale” troverai una moltitudine di articoli. Si tratta di testi scritti molto spesso da persone che con il mondo fiscale non hanno niente a che vedere, ma che con il tempo hanno contribuito a creare molta confusione su ambito e limiti di applicazione di questa disciplina.

Il risultato è che oggi molti pensano che le prestazioni occasionali sia l’alternativa alla partita IVA. Ovvero la soluzione per fare attività professionali o commerciali, senza dover pensare agli adempimenti fiscali. Niente di più sbagliato. Inoltre, l’articolo 54-bis del D.L. n. 50/2017 ha introdotto la disciplina sul lavoro occasionale accessorio (da non confondere con il lavoro autonomo occasionale).

L’articolo che leggerai di seguito ho voluto suddividerlo in due parti:

  • La prima è dedicata all’attività di lavoro autonomo occasionale, normata dal contratto d’opera. Si tratta di tutte quelle attività autonome svolte occasionalmente;
  • La seconda dedicata al lavoro occasionale sotto la direzione altrui, per attività eterodirette da un committente. Classico caso è quello legato all’utilizzo del libretto famiglia per colf, badanti, etc.

Indice degli Argomenti

Prestazioni occasionali tra lavoro autonomo ed alle dipendenze altrui

Il punto di partenza per comprendere al meglio questa guida è capire che la stessa è suddivisa in due parti, che seguono la disciplina delle prestazioni occasionali. La prestazione occasionale è una attività lavorativa svolta in modo del tutto occasionale, episodica, e non continuativa nel tempo. Questo tipo di attività può assumere natura di:

  • Prestazione di lavoro autonomo occasionale (c.d. “collaborazioni occasionali“), dove la prestazione riguarda attività a prevalente vocazione intellettuale, come nel caso di consulenza, scrittura, e tutte le attività affini. Si tratta delle prestazioni professionali a carattere intellettuale. Si tratta di soggetti che non hanno obbligo di iscrizione ad albi o elenchi professionali che svolgono occasionalmente l’attività. Classico caso è quello dell’amministratore di condominio che esercita l’attività soltanto nel proprio stabile. Oppure ancora l’attività del procacciatore d’affari occasionale;
  • Prestazione occasionale, in senso stretto. E’ una normativa, questa, che riguarda esclusivamente le attività non abituali legate ad attività di tipo subordinato, quindi con un committente stabilito. Quindi in questo caso l’attività di lavoro non è autonoma, come nel caso precedente, ma alle dipendente di un committente. Anche in questo caso faccio un esempio per farti comprendere meglio. Pensa ad una studentessa che si finanzia gli studi facendo la baby sitter, oppure facendo la commessa in un negozio nei fine settimana. Attività che possono essere gestite con il contratto di prestazione occasionale (per le aziende) o con il libretto famiglia (per i privati).

Esempi di prestazioni occasionali

Prima di andare avanti proviamo a fare ancora un esempio per capire la differenza tra collaborazioni occasionali di lavoro autonomo e prestazioni occasionali (alle dipendenze altrui). Ad esempio, se devi svolgere un’attività autonoma di consulenza informativa per il tuo vicino di casa, devi seguire la disciplina delle collaborazioni occasionali (di lavoro autonomo), che vedremo di seguito. Mentre, ipotizzando il caso di esercizio di attività come il bagnino in piscina, la colf, la baby sitter, o ogni attività assimilabile, trattandosi di attività occasionali alle dipendenze altrui, devi seguire la disciplina (che vedrai nella seconda parte dell’articolo, dedicata ai contratti di prestazione occasionale ed al libretto famiglia.

Ho deciso di realizzare questo contributi proprio per andare a specificare le differenze dei due rami della disciplina sulla prestazioni occasionali che, spesso, possono trarre in inganno, e portare a commettere errori che poi possono essere oggetto di sanzione in caso di controllo. Per questo motivo, andiamo ad analizzare insieme le prestazioni occasionali, per come sono in vigore nel 2022. Naturalmente, al termine dell’articolo troverai la possibilità di lasciare un commento se vuoi condividere la tua esperienza, oppure contattarmi direttamente per una consulenza sulla tua situazione personale.


Prestazioni di lavoro autonomo occasionale (collaborazioni occasionali) 2022


Lavoro autonomo occasionale:
Si può definire lavoratore autonomo occasionale chi si obbliga a compiere, dietro corrispettivo, un opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio di tipo intellettuale, senza vincolo di subordinazione, ne potere di coordinamento del committente in via del tutto occasionale.

La prima disciplina che andiamo ad analizzare riguarda lo svolgimento di attività professionali in modo episodico, saltuario e non continuativo nel tempo (collaborazioni occasionali). In particolare, le prestazioni di lavoro autonomo occasionale, di cui all’art. 2222 c.c. riguardano attività episodiche, saltuarie e non programmate (vedasi sul punto la nota del Ministero delle Finanze n. 984/97). Tali attività, proprio per queste caratteristiche si differenziano dalle attività professionali svolte con abitualità, regolarità, e sistematicità dei comportamenti e professionalità (svolgimento di una pluralità di atti coordinati tra di loro finalizzati a un identico scopo). Si può definire come prestazione di lavoro autonomo occasionale:

qualsiasi attività di lavoro caratterizzata dall’assenza di abitualità, professionalità, continuità e coordinazione

Sotto il profilo fiscale, infatti, vi sono differenze nella qualificazione del reddito tra:

  • Le prestazioni di lavoro autonomo occasionale, che sono produttive di redditi diversi, ex art. 67, co. 1, lett. l del TUIR;
  • Le attività di lavoro autonomo svolte in modo professionale e continuativo, che sono produttive di redditi da lavoro autonomo, ex art. 71, co. 2 del TUIR.

Lavoro autonomo senza partita IVA è possibile?

La domanda sull’argomento lavoro occasionale che maggiormente mi viene posta è se sia possibile lavorare senza partita IVA per l’esercizio di attività di lavoro autonomo. La risposta non può che essere affermativa, lavorare senza partita IVA è possibile ma solo a determinate condizioni:

  • L’attività non deve essere svolta in modo professionale;
  • L’attività deve essere occasionale, quindi del tutto episodica;
  • Non deve esserci coordinazione del lavoro ed impiego di mezzi (non deve trattarsi di attività di impresa).

Rispettando queste condizioni è possibile operare senza partita IVA. Tuttavia, come avrai capito il lavoro senza partita IVA non può che essere qualcosa di temporaneo, utilizzabile fino a quando l’attività non assume il carattere di abitualità e professionalità.

Partita IVA, iscrizione ad Albi professionali

Non costituiscono prestazioni di lavoro autonomo occasionale, anche se di importo minimo, oppure se in numero limitato, quelle rese da soggetti, titolari di partita IVA, iscritti ad Albi professionali e rientranti nell’oggetto della professione esercitata. Solo eventuali prestazioni professionali escluse dall’oggetto della professione abituale esercitata possono essere rese con lavoro autonomo occasionale. Tuttavia, è sempre opportuno verificare la situazione con il proprio Albo professionale di iscrizione.

Assenza di inquadramento normativo proprio

Le attività di lavoro autonomo occasionale non sono identificabili in base a parametri predefiniti. Conseguentemente, stante l’assenza di limitazioni di durata, numero o importo, la natura occasionale (o meno) della prestazione deve essere verificata caso per caso, andando a ricercare nella fattispecie concreta le caratteristiche tipiche suindicate. Per questo è di fondamentale importanza l’ausilio del tuo dottore commercialista di fiducia, in modo che possa aiutarti ad inquadrare al meglio la tua situazione.

Devi prestare attenzione, inoltre, al fatto che non trovano applicazione i limiti economici (5.000 euro/2.500 euro di compensi annui) e di durata (280 ore annue) stabiliti per legge ai fini del ricorso alle prestazioni occasionali ex art. 54-bis del D.L. n. 50/2017 (libretto di famiglia e contratto di prestazione occasionale, sostitutivi dei c.d. “voucher“), in quanto i compensi percepiti in relazione a tali prestazioni occasionali sono esenti da imposizione fiscale. Allo stesso modo, non trovano applicazione i limiti economici e di durata previsti dalla c.d. “Legge Biagi” (D.Lgs. n. 276/03, così come modificato dall’articolo 24 del D.L. n. 201/2011 c.d. “Legge Fornero“), ovvero durata max. di 30 giorni per committente nell’anno e max. 5.000 euro lorde di compensi. Tale disposizione, infatti, è stata abrogata a partire dal 25 giugno 2015, giorno di entrata in vigore del D.Lgs. 81/2015. Ad oggi, quindi, l’unico riferimento normativo sul lavoro autonomo occasionale è dato dall’art. 2222 del codice civile, che riguarda la prestazione d’opera. Pertanto, sulla base di questa disposizione si può definire lavoratore che effettua una prestazione occasionale:

chi si obbliga a compiere, dietro corrispettivo, un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio senza vincolo di subordinazione, ne potere di coordinamento del committente ed in via del tutto occasionale”

Definizione di lavoro autonomo occasionale ai sensi del Codice Civile

Le caratteristiche delle prestazioni di lavoro autonomo occasionale

Come accennato all’inizio di questa analisi affinché un soggetto possa svolgere un’attività di lavoro autonomo senza partita IVA, è necessario rispettare i seguenti requisiti:

  • Mancanza di continuità e abitualità della prestazione di lavoro autonomo. La definizione di abitualità, non essendo stata chiaramente definita dal Ministero, può essere identificata come un’attività duratura nel tempo, che possa fare presumere non ad una attività sporadica, ma prolungata nel tempo. In ogni caso, occorre fare una valutazione ad hoc caso per caso;
  • Mancanza di coordinamento della prestazione. Affinché vi sia coordinamento occorre che l’attività sia svolta all’interno dell’azienda o nell’ambito del ciclo produttivo del committente.

Nell’ipotesi in cui la prestazione occasionale perda i suoi requisiti, troveranno applicazione le discipline riguardanti:

  • Il lavoro dipendente, se è riscontrabile l’elemento della coordinazione, ed eterodirezione del lavoro oppure
  • Il lavoro autonomo (con partita IVA), per più prestazioni autonome abituali.

Nel caso del lavoro autonomo ti consiglio di verificare e valutare se possiedi i requisiti per beneficiare dei vantaggi offerti dal c.d. “regime forfettario“. Si tratta di un regime di vantaggio che presenta una semplificazione degli adempimenti e una riduzione delle imposte dovute, ma soltanto rispettando i requisiti di accesso e di permanenza. Per maggiori informazioni su questo regime puoi leggere: “Regime forfettario per i contribuenti minori“.

Le attività di lavoro autonomo eseguite in maniera del tutto sporadica e non abituale sono svolte quotidianamente da tantissime persone. Molto spesso accanto alla propria attività lavorativa principale (lavoro dipendente o lavoro autonomo con partita IVA o di impresa) esercitano un’attività professionale saltuaria. Pensa, ad esempio, al caso di un lavoratore dipendente che per pura passione si trova a riparare il PC del vicino di casa. In questo caso, trattasi di attività professionale del tutto occasionale. L’occasionalità dell’attività è il requisito che consente l’utilizzo della prestazione occasionale (e non della partita IVA). Un’altra situazione, su cui spesso mi viene richiesto un parere è il caso di un soggetto che vende oggetti su Ebay. In questo caso, non si parla di attività professionale, ma di un’attività di tipo commerciale. Quindi, le prestazioni occasionali non si rendono applicabili. Nel caso potrà essere emessa una ricevuta non fiscale di vendita. Questo, a patto, anche in questo caso, che l’attività di vendita non sia continuativa nel tempo.

Incompatibilità

I prestatori di lavoro autonomo occasionale possono svolgere contestualmente altre attività lavorative di tipo sia subordinato sia autonomo, queste ultime con carattere di abitualità e prevalenza. Tuttavia, vi sono alcune eccezioni:

  • Dipendenti con rapporto di lavoro a tempo parziale con prestazione lavorativa non superiore al 50% di quella a tempo pieno;
  • Dipendenti pubblici non possono rendere prestazioni di lavoro autonomo occasionale, a meno che non siano stati a ciò specificamente autorizzati dall’Amministrazione di appartenenza (art. 53 co. 6 e 7 del D.Lgs. n. 165/01, art. 1 co. 60 della Legge n. 662/96).

Il contratto di lavoro autonomo occasionale

Quando ci sia accorda per l’effettuazione di una collaborazione occasionale molto spesso ci si accorda verbalmente. Per la mia esperienza si tratta di una cosa assolutamente da evitare. Quando un committente incarica un soggetto che esercita in modo “non professionale” sa benissimo di contrattare con una posizione di forza. In molti casi, vengono raggiunti accordi verbali proprio per evitare di avere documentazione che possa provare il lavoro del prestatore, e quindi, potersi porre nella condizione di non pagarlo. E’ una situazione molto più frequente di quanto possa sembrare. Ci sono aziende che si approfittano del lavoro di studenti e disoccupati, in questo modo. Se puoi, evita accordi di questo tipo. Ma soprattutto chiedi sempre un contratto scritto che abbia ad oggetto lo svolgimento di lavoro occasionale. Nella redazione del contratto di collaborazione occasionale dovrai fare attenzione a tre aspetti.

  • Il primo riguarda la descrizione dell’attività che andrai a svolgere indicandone tempi e modalità. Devi essere quanto più preciso possibile.
  • Il secondo aspetto riguarda il compenso, determinandone l’ammontare e soprattutto le tempistiche di pagamento. Non accettare tempistiche indefinite o che non ti soddisfano. Essere chiari è a tuo vantaggio.
  • Il terzo requisito è quello che riguarda la possibilità di recedere anticipatamente dal contratto. Devi rendere chiaro in quali casi puoi risolvere anticipatamente il contratto, e con quali modalità.

So che questi punti possono sembrarti aspetti banali, ma ti assicuro che nella pratica quotidiana non lo sono affatto.

Scarica il contratto di collaborazione occasionale

Sottoscrivere un contratto di lavoro occasionale redatto nel modo corretto è davvero raro. Ti consiglio di fare attenzione e nel caso di farti assistere da un legale o da un commercialista per quanto meno verificare che il tuo contratto davvero ti stia tutelando. Per cercare di aiutarti ho realizzato una bozza di contratto di lavoro occasionale che puoi scaricare al link seguente. Puoi utilizzarlo per la tua attività con poche semplici modifiche.

Stipula e firma del contratto

L’ultima fase, una volta stilato il contratto è quella legata alla firma (da parte del committente). Se il tuo committente è un privato, molto probabilmente non riscontrerai particolari problemi nel far firmare il tuo contratto. Per te sarà sicuramente un sollievo perché con il contratto di lavoro occasionale firmato puoi essere al sicuro anche in caso di mancato pagamento. Al contrario, invece, se il tuo committente è un’impresa o un professionista dotato di partita IVA le cose si complicano. In questi casi, infatti, il committente non vorrà vincolarsi al contratto e restare nella sua posizione “di forza“. Il mio consiglio è quello di non accettare di iniziare il lavoro senza un contratto firmato. Solo in questo modo puoi essere sicuro di tutelare al massimo i tuoi interessi (soprattutto in caso di mancato pagamento).

Emissione della ricevuta non fiscale per lavoro autonomo occasionale

Il soggetto che effettua la prestazione di lavoro autonomo occasionale è tenuto a rilasciare al soggetto committente della prestazione, una ricevuta “non fiscale. Tieni presente che l’emissione della ricevuta non è obbligatoria, a meno che non sia il committente a richiederla, a condizione che il regolamento della prestazione avvenga con mezzi tracciabili (bonifico, carta, assegno, etc). La ricevuta assume la funzione di “quietanza di pagamento“, quindi la sua emissione certifica l’avvenuto pagamento della prestazione. Per questo è importante emettere la ricevuta non prima dell’avvenuto pagamento del compenso da parte del committente. Puoi redigere la ricevuta anche su un normale foglio di carta, a condizione che tu riporti questi elementi obbligatori:

  • I tuoi dati anagrafici;
  • I dati anagrafici del tuo committente;
  • La data di emissione e il numero progressivo d’ordine della ricevuta;
  • Il corrispettivo lordo concordato della tua prestazione lavorativa;
  • L’eventuale ritenuta d’acconto (pari al 20% dei compenso lordo). Questo solo se il committente è un “sostituto d’imposta“;
  • L’importo netto che ti è stato corrisposto dal committente.

Voglio precisare che la ritenuta d’acconto del 20% deve essere applicata a riduzione del compenso lordo dovuto per la prestazione. In pratica, si tratta di un acconto sulle imposte che il committente è tenuto a trattenere e versare all’Amministrazione finanziaria per conto del soggetto che presta la propria attività professionale. La ritenuta d’acconto deve essere applicata soltanto nel caso in cui la prestazione occasionale è svolta nei confronti di sostituti di imposta. Per approfondire: “Chi è il sostituto di imposta?“.

Chi sono i soggetti che si qualificano come sostituti di imposta?

Se stai compilando la ricevuta per lavoro occasionale sono sicuro che ti stai chiedendo se nel tuo caso devi applicare la ritenuta di acconto o meno. Come detto, la ritenuta di acconto si applica solo se il tuo committente rientra tra quelli indicati nell’articolo 23 del DPR n. 600/73. Tale disposizione identifica i sostituti di imposta, che possono essere così sintetizzati:

  • Imprese e professionisti (che non applicano il regime forfettario);
  • Società di persone e di capitali;
  • Associazioni ed enti di ogni tipo;
  • Condomini.

Se il tuo committente rientra tra questi devi inserire la ritenuta di acconto nella tua ricevuta per la lavoro autonomo occasionale. Facciamo un esempio:

Compenso lordo della prestazione€ 1.000
Ritenuta di acconto del 20%€ 200
Compenso netto da corrispondere € 800

La data e l’applicazione della marca da bollo sulla ricevuta

Altro aspetto su cui prestare attenzione è data da attribuire alla ricevuta. Data che deve essere obbligatoriamente quella in cui il prestatore ha ricevuto il compenso da parte del committente. La ricevuta, infatti, ha la funzione di certificare al committente l’avvenuto pagamento della prestazione richiesta. Ed allo stesso tempo rappresenta strumento utile al contribuente per rendicontare i propri compensi percepiti, per la predisposizione della propria dichiarazione dei redditi. Altro elemento indispensabile per la corretta compilazione della ricevuta è l’apposizione della marca da bollo. Trattandosi di una ricevuta “non fiscale“, il legislatore ha previsto l’apposizione sulla ricevuta di una marca da bollo da 2,00 euro. Questo nel caso in cui l’importo della prestazione superi la soglia di 77,47 euro. La marca da bollo deve riportare una data anteriore rispetto a quella di emissione della ricevuta. Altrimenti si incorrerà in sanzione. Ricordo che l’importo della marca da bollo può essere chiesto a rimborso al committente della prestazione. Infine, se la ricevuta è nei confronti di committente estero, è comunque opportuno apporla.

Scarica il modello di ricevuta

Scarica il nostro modello di ricevuta da utilizzare.

La comunicazione preventiva di utilizzo del lavoro occasionale obbligatoria

Una rilevante novità in materia di prestazioni di lavoro autonomo occasionale, approvata dal Senato, è stata introdotta con un emendamento in sede di conversione in Legge del cosiddetto Decreto Fiscale (D.L. n. 146/2021). Infatti, al fine di svolgere attività di monitoraggio e contrastare forme elusive di tale tipologia lavorativa, l’avvio dell’attività dei lavoratori autonomi occasionali deve essere oggetto di preventiva comunicazione all’Ispettorato Territoriale del Lavoro competente da parte del committente, mediante sms o posta elettronica, secondo le modalità operative applicate in caso di rapporti di lavoro intermittente. In particolare, la comunicazione preventiva deve essere effettuata, a partire dal 1° maggio 2022 esclusivamente con un unico canale telematico valido presente su “Servizio Lavoro” messo a disposizione dal ministero del Lavoro. Il modello di comunicazione permette di scegliere tre ipotesi per il termine entro il quale deve essere conclusa l’opera o il servizio: entro 7, 15 o 30 giorni. Se, invece, l’opera o il servizio non saranno conclusi nell’arco temporale indicato, si renderà necessario effettuare una nuova comunicazione.

L’Ispettorato del lavoro, è chiamato ad adottare un provvedimento di sospensione dell’attività lavorativa qualora riscontri che almeno il 10% dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro risulti, al momento dell’accesso ispettivo:

  • Occupato senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro;
  • Inquadrato come lavoratore autonomo occasionale, in assenza delle condizioni richieste dalla normativa.

In particolare, i requisiti essenziali del lavoratore autonomo occasionale, è opportuno ricordare, che sono i seguenti:

  • Mancanza di vincoli di subordinazione;
  • Mancanza di coordinamento con il committente;
  • Autonomia organizzativa;
  • Occasionalità della prestazione.

La nuova disposizione prevede poi che, in caso di violazione dei predetti obblighi, si applichi una sanzione amministrativa di importo compreso tra 500 e 2.500 euro per ciascun lavoratore autonomo per cui sia stata omessa la comunicazione preventiva. Sul punto si attendono pertanto ulteriori chiarimenti al fine di comprendere con precisione secondo quali modalità il committente debba ottemperare a tali nuovi adempimenti in caso di utilizzo di prestazioni di lavoro autonomo occasionale. Con la nota congiunta dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro con il Ministero del Lavoro n. 109/2022 sono state, infatti, pubblicate dieci Faq che forniscono importanti chiarimenti su alcuni aspetti inerenti al nuovo adempimento, sul quale, anche dopo la nota n. 29/2022, permanevano ancora alcuni interrogativi.

Soggetti tenuti ad effettuare la comunicazione preventiva sulle prestazioni occasionali

Per quanto riguarda i soggetti obbligati alla comunicazione è stato evidenziato come tale adempimento sia collocato all’interno dell’art. 14 del D.Lgs. n. 81/2008, che disciplina il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale. Questo fa si che l’applicabilità della comunicazione preventiva nel lavoro autonomo occasionale riguardi soltanto i committenti che operano in qualità di imprenditori sono tenuti a effettuare la comunicazione di avvio delle prestazioni occasionali. In perfetta coerenza con tale orientamento, la nota n. 109/2022 esclude dal campo di applicazione tutti quei committenti privi di tale status normativo.

Pertanto, devono ritenersi esclusi da tale comunicazione i liberi professionisti (o gli studi professionali), ove gli stessi non operino e non siano organizzati in forma d’impresa (Faq 10), le pubbliche amministrazioni (Faq 4). Sono esclusi anche gli enti del terzo settore, a condizione che non svolgano attività commerciale. Qualora venga esercitata attività di impresa la comunicazione si rende necessaria, ma solo nei confronti di quei lavoratori che, mediante prestazione autonoma occasionale, vengano impiegati in attività che rivestono i caratteri dell’imprenditorialità (Faq 1). Sono escluse da tale obbligo comunicativo anche le associazioni e società sportive dilettantistiche (Faq 9). In tutti questi casi è proprio l’assenza della natura imprenditoriale e dello scopo di lucro a determinarne l’esclusione dal campo di applicazione della normativa. Sono esclusi dalla comunicazione anche i lavoratori dello spettacolo i quali, tuttavia, sono soggetti a certificato di agibilità (Faq 7).

L’obbligo di comunicazione non riguarda gli addetti alle vendite (Faq 2) e i procacciatori d’affari (Faq 3), in quanto attività che, se anche rese in modo occasionale, hanno comunque natura commerciale e i cui compensi e le cui provvigioni sono diversamente inquadrate nell’ambito dell’art. 67 comma 1 lett. i) del TUIR (la nota n. 29/2022 si riferiva ai redditi diversi ex art. 67 comma 1 lett. l). Inoltre il lavoro da remoto, non esonera dall’effettuare la comunicazione a meno che non si tratti di prestazione intellettuale (Faq 6).

Tipologia di rapporti lavorativi da comunicare: prestazioni intellettuali escluse

L’aspetto sicuramente di maggiore interesse riguarda l’ambito dell’attività lavorativa da comunicare. La Faq 5 della nota 109/2022 prevede l’esclusione dall’obbligo di comunicazione nei confronti delle prestazioni che abbiano una natura prettamente intellettuale. Pertanto, tutte le attività di natura intellettuale, come ad esempio, i correttori di bozze, i progettisti grafici, i lettori di opere in festival o in libreria, i relatori in convegni e conferenze, i docenti e i redattori di articoli e testi. La natura meramente esemplificativa di tale elencazione comporta, quindi, la possibilità di ritenere esonerate anche ulteriori ipotesi, a condizione che le prestazioni siano di natura esclusivamente intellettuale.

Nella nota 109/2022, l’Ispettorato ha chiarito che il luogo di svolgimento della prestazione non è una scriminante dell’obbligo di comunicazione. Perciò, in caso di lavoro svolto da remoto con modalità telematica dall’abitazione o dall’ufficio della voratore, sarà necessaria la comunicazione, salvo che non si tratti di una prestazione prettamente intellettuale. Se invece la prestazione di lavoro occasionale è resa in smart working fuori dal territorio italiano, da lavoratori non residenti in Italia, la disciplina applicabile sarà quella del Paese dove viene eseguito il lavoro.

Come effettuare la comunicazione preventiva nel lavoro autonomo occasionale?

Per accedere all’applicazione “LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE” è necessario collegarsi al portale Servizi Lavoro al link https://servizi.lavoro.gov.it. La comunicazione di inizio di attività di lavoro autonomo occasionale deve contenere le informazioni seguenti:

  • Dati del committente e del prestatore;
  • Luogo della prestazione;
  • Sintetica descrizione dell’attività;
  • Data di inizio della prestazione e presumibile arco temporale entro il quale potrà considerarsi compiuta l’opera o il servizio. E’ opportuno precisare che, qualora la prestazione non sia compiuta nell’arco temporale indicato si rende necessaria una nuova comunicazione;
  • Ammontare del compenso stabilito tra le parti.

Per quanto riguarda la comunicazione preventiva è opportuno indicare che la stessa comunicazione può essere oggetto di annullamento o di modifica dei dati prima che l’attività lavorativa del prestatore abbia inizio. Di seguito puoi trovare la guida alla compilazione.

La disciplina fiscale legata alle prestazioni di lavoro autonomo occasionale

Ai fini fiscali, il reddito derivante da prestazioni occasionali rientra nella categoria dei “redditi diversi“, secondo quanto disposto dall’articolo 67, comma 1, lettera l), del DPR n. 917/86 (TUIR). I redditi da lavoro autonomo (anche quelli derivanti da attività occasionali), si determinano, secondo quanto disciplinato dall’articolo 71, comma 2, del TUIR. In pratica, il calcolo è dato dalla differenza tra l’ammontare dei compensi percepiti nel periodo d’imposta e le spese specificamente inerenti alla loro produzione. Da un punto di vista dichiarativo, i redditi derivanti dalle attività occasionali devono essere indicati:

  • Nel quadro D del modello 730 oppure,
  • Nel quadro RL del modello Redditi Persone Fisiche.

Sia che si presenti il 730 piuttosto che il modello Redditi, quindi, è opportuno indicare nell’apposito quadro l’importo del reddito lordo percepito e dell’eventuale ritenuta d’acconto subita. In questo modo il reddito percepito sconterà la tassazione IRPEF, facendo cumulo con gli altri redditi imponibili percepiti (lavoro dipendente, lavoro autonomo, etc).

Redditi da attività occasionali nel quadro D del modello 730

Quadro D altri redditi modello 730

I redditi derivanti da prestazioni occasionali devono essere indicati nel quadro D del modello 730. In particolare, il riferimento è al rigo D5 del modello 730. Nella colonna 1 deve essere indicata la tipologia di reddito percepita. I codici da utilizzare sono, alternativamente, i seguenti:

  • 1. Per i redditi derivanti da attività commerciali non esercitate abitualmente;
  • 2. Per i redditi derivanti da attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente.

Nella colonna 2 devono essere indicati i redditi percepiti nel periodo di imposta (il reddito da inserire è sempre il reddito lordo), mentre nella successiva colonna 3 è possibile riportare le spese sostenute inerenti la produzione del reddito (attenzione, perché l’inserimento di un dato in questa colonna presuppone la presenza di documentazione come fatture o ricevute intestate ed inerenti la produzione del reddito). Infine, nella colonna 4 devono essere indicate le ritenute di acconto subite (come riportate nella Certificazione Unica rilasciata).

Redditi da attività occasionali nel quadro RL del modello Redditi P.F.

Per i soggetti che percepiscono redditi che non possono essere dichiarati nel modello 730 (modello obbligatorio per i soggetti titolari di partita Iva o che percepiscono redditi di capitale, etc) i proventi da prestazione di lavoro occasionale possono essere dichiarati nel modello Redditi P.F. In questo caso, i redditi derivanti dall’attività occasionale trovano collocazione all’interno del quadro RL, dedicato ai redditi diversi.

Le modalità di compilazione del Modello Redditi Persone Fisiche sono le seguenti:

RIGO RL15 – Devono essere riportati in colonna 1 compensi derivanti da attività di lavoro autonomo, non esercitate abitualmente. Mentre, in colonna 2 possono essere riportate le spese sostenute per l’esercizio dell’attività, fino a concorrenza dei compensi percepiti. Naturalmente le spese sostenute per la produzione del reddito devono essere validamente documentate ed inerenti all’attività esercitata (come ad esempio carburante, treni, ristoranti, cancelleria, ecc).

E’ bene sottolineare che spesso per l’Amministrazione finanziaria il sostenimento di costi per l’esercizio di un’attività considerata occasionale, fanno pensare che la stessa possa essere un’attività abituale, e quindi esercitabile solo con partita Iva. E’ quindi bene prestare la massima attenzione all’iscrizione di tali spese.

RIGO RL20 – Deve essere riportato il totale delle ritenute d’acconto subite, che andrà a confluire nel quadro RN del Modello Redditi Persone Fisiche. E’ bene sottolineare che l’importo delle ritenute da inserire in questo rigo è quello che deriva dalla Certificazione (modello di Certificazione Unica) che il sostituto d’imposta è obbligato ad inviare all’Agenzia delle Entrate e a rilasciarvi in copia entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui avete percepito il compenso per la prestazione di lavoro autonomo occasionale svolta.

Lavoro occasionale ed esonero dalla presentazione della dichiarazione dei redditi

Aspetto importante riguarda la possibilità di essere esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. Questa possibilità riguarda unicamente i soggetti che hanno percepito soltanto redditi da collaborazioni occasionali sotto la soglia di 4.800 euro lordi annui. Sotto questa soglia il reddito percepito può non essere inserito in dichiarazione. Fino a tale valore vi è, infatti, una specifica detrazione IRPEF che abbatte (ed azzera) l’imposta (IRPEF) dovuta. Se ti trovi in questa fattispecie ti consiglio di prestare attenzione perché potresti sfruttare un vantaggio. Se hai svolto prestazioni occasionali verso un sostituto di imposta che ti ha applicato la ritenuta di acconto presentare la dichiarazione per te è vantaggioso. Con un reddito inferiore ai 4.800 euro di prestazione di lavoro occasionale e con ritenute di acconto subite presentare la dichiarazione dei redditi ti consente il recupero delle ritenute d’acconto subite. Queste, infatti, in dichiarazione si trasformano in crediti di imposta che possano essere sfruttati, alternativamente:

  • Utilizzato in compensazione: puoi sfruttare il credito per il pagamento di eventuali altre imposte erariali o contributive dovute;
  • Chiesto a rimborso: in questo caso puoi chiedere in dichiarazione il rimborso del credito spettante.

Se ti stai chiedendo quale sia la scelta migliore, dipende dalla tua situazione fiscale personale (contattami se vuoi per un consiglio).

Come si calcola la ritenuta di acconto?

Le prestazioni di lavoro autonomo occasionale, nel momento in cui vengono svolte per conto di un soggetto che riveste la qualifica di sostituto di imposta (come ad esempio, associazioni, società, cooperative, ditte individuali, professionisti, etc), sono soggette all’applicazione della ritenuta di acconto. L’applicazione della ritenuta di acconto è obbligatoria tutte le volte in cui il committente della prestazione sia un sostituto d’imposta, di cui all’articolo 64, comma 3, del DPR n. 600/73. In questo caso il soggetto prestatore d’opera è soggetto all’applicazione di una ritenuta d’acconto del 20% sul proprio compenso lordo. Si tratta di una particolare forma di pagamento di un acconto dell’IRPEF, che sarà calcolata definitivamente con la dichiarazione dei redditi. La base imponibile su cui applicare la ritenuta è il compenso della prestazione eseguita, ed eventuali rimborsi spese forfettari. Qualora, invece, vi siano rimborsi spese analitici (ovvero documentati da fattura), non trattandosi di compensi, ma di veri e propri rimborsi, questi sono esclusi dall’applicazione della ritenuta di acconto.

Il versamento della ritenuta di acconto

Il sostituto di imposta quando eroga un reddito da prestazione occasionale deve trattenere la ritenuta di acconto del 20% sul compenso lordo. Chiariamo con un esempio. Se il sostituto di imposta eroga un reddito pari a 1.000 euro, deve trattenere la ritenuta di acconto del 20% (pari a 200 euro), versando al lavoratore (prestatore) l’importo netto di 800 euro. L’importo della ritenuta d’acconto deve essere trattenuto e versato all’Erario entro il giorno 16 del mese successivo a quello di pagamento del compenso.

Esempio di versamento della ritenuta di acconto con modello F24:

Codice tributoRateazione/MeseAnno di riferimentoImporti a debito versatiImporti a credito compensati
104001012022xxxx

Annualmente il sostituto d’imposta è chiamato alla predisposizione della Certificazione Unica, che deve essere trasmessa telematicamente all’Agenzia delle Entrate, ed inviata al lavoratore occasionale. Tale documento è utile per la dichiarazione dei redditi del lavoratore.

Recupero Della Ritenuta Di Acconto Subita

Arrivati a questo punto della compilazione, quello che devi fare è analizzare il Quadro RN della dichiarazione. Si tratta del quadro di riepilogo della dichiarazione dei redditi che raccoglie i dati degli altri quadri dichiarativi per effettuare il riepilogo della tassazione IRPEF. Da questo quadro può emergere una differente situazione:

  • Imposta a debito da versare. L’importo della tassazione effettiva è superiore all’importo delle ritenute subite.
  • Imposta a credito. In questo caso la tassazione effettiva è risultata inferiore alle ritenute subite.

In caso di emersione di imposta a debito devi provvedere al pagamento entro il 30 giugno dell’anno di presentazione della dichiarazione, al pagamento. Il pagamento avviene presentando il modello F24. La presentazione può avvenire con modalità telematica, home banking, oppure presso uno sportello di Banche o Poste. L’emersione del credito, invece, si ha quando la ritenuta d’acconto è maggiore rispetto all’IRPEF dovuta per quel periodo d’imposta. In questo caso, la maggiore ritenuta subita, diventa un credito IRPEF. Credito che dovrà essere indicato nel Quadro RX del modello Redditi PF. Attraverso il Quadro RX hai la possibilità di scegliere come utilizzare il credito. Le possibilità che hai a disposizione sono due:

  1. Utilizzo in compensazione del credito. Il credito può essere utilizzato per compensare altre imposte nel modello F24. La compensazione può avvenire liberamente per crediti di importo fino a 5.000 euro. Limite oltre il quale dovrà essere apposto il visto di conformità sulla dichiarazione dei redditi;
  2. Richiesta di rimborso del credito. Scelta da fare quando non ci sono nell’anno altre imposte da versare. I tempi di rimborso del credito variano molto, ma in media occorre circa un anno per vedersi rimborsare sul conto corrente la cifra del credito.

La certificazione unica per il lavoro autonomo occasionale

Come capire se durante il lavoratore occasionale ha subito una ritenuta di acconto? 

Quando si effettuano collaborazioni occasionali nei confronti di sostituti di imposta, gli stessi sono tenuti a rilasciare ai prestatori d’opera la Certificazione Unica dei compensi percepiti nell’anno precedente. In questo documento sono evidenziati sia i redditi percepiti con lavoro occasionale che le eventuali ritenute subite.

I committenti devono rilasciare la certificazione ai prestatori entro il 31 di marzo di ogni anno. Una volta ricevuta la Certificazione quello che si deve fare è verificare se vi è stata l’applicazione di ritenute di acconto e quanto è stato il vostro reddito lordo imponibile. In base alle considerazioni fatte in precedenza potrete capire se siete obbligati o meno a presentare la dichiarazione dei redditi.

Posso effettuare attività con committente estero?

L’attività di lavoro autonomo occasionale può essere svolta anche con committente estero (non residente). In questo caso l’importo della prestazione professionale non è soggetto all’applicazione della ritenuta di acconto, a condizione che il committente non residente non sia dotato di stabile organizzazione in Italia. Quindi l’importo della prestazione professionale viene erogato al lordo da parte del committente non residente al prestatore di lavoro italiano. Questi, è tenuto ad applicare la relativa tassazione direttamente in dichiarazione dei redditi, a meno che non verifichi una delle condizioni di esonero.

Per approfondire: “Casi di esonero dalla presentazione della dichiarazione dei redditi“.

Posso farmi pagare all’estero?

La prestazione di lavoro autonomo occasionale può essere pagata sia in Italia che su un eventuale conto corrente estero del lavoratore. Il fatto che il pagamento avvenga all’estero non esonera il lavoratore dalla dichiarazione dello stesso in Italia, in dichiarazione dei redditi. Quello che conta ai fini fiscali è la residenza fiscale italiana del lavoratore e non il luogo ove avviene il pagamento dell’attività lavorativa. Inoltre, occorre prestare attenzione agli obblighi di monitoraggio fiscale del conto corrente estero.

Posso farmi pagare in contanti?

Ad oggi, è possibile ricevere pagamenti in contanti fino alla soglia di 2.000 euro. Sopra questa soglia il pagamento deve essere effettuato con mezzi tracciabili. Affinché vi possa essere pagamento in contanti c’è bisogno, comunque, dell’accordo contrattuale tra le parti.

In caso di controllo come si dimostra il lavoro occasionale?

In caso di controllo sul lavoratore il lavoro autonomo occasionale si dimostra attraverso il contratto e le ricevute emesse a fronte dei pagamenti ricevuti. Inoltre, la dimostrazione avviene attraverso l’attività concretamente svolta dal lavoratore. Mentre, come detto ne paragrafo precedente, i controlli sul datore di lavoro riguardano eventuali sanzioni come lavoro dipendentemascherato“, i controlli sul lavoratore riguardano, invece, l’ipotesi di mancata apertura della partita IVA. Per questo, infatti, ove venga contestata questa fattispecie il lavoratore autonomo occasionale rischia di vedersi applicare sanzioni su questa fattispecie.

Prestazione occasionale in dichiarazione dei redditi: infografica riepilogativa

Di seguito una infografica riepilogativa delle modalità di compilazione della dichiarazione dei redditi in caso di percepimento di redditi derivanti da prestazioni occasionali.

Disciplina previdenziale

Nel caso in cui il prestatore di lavoro occasionale raggiunga nell’anno la soglia di 5.000 euro lorde di prestazioni occasionali c’è l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS. Questo è quanto disposto dall’articolo 44 del D.L. n. 269/2003, convertito dalla Legge n. 326/2003. Questa norma prevede, quindi, l’obbligo della contribuzione previdenziale in capo ai prestatori che superano la soglia annua di 5.000 euro lorde di prestazioni occasionali.

La soglia di 5.000 euro lorde annue deve essere così conteggiata:

Prendendo a riferimento solo le prestazioni occasionali svolte
Sommando tutti gli importi lordi incassati nell’anno fino a quel momento
Considerando gli importi percepiti da tutti i committenti
Escludendo tutti i redditi di altre categorie (es. lavoro dipendente o autonomo)

Soglia di esenzione contributiva di 5.000 euro

I contributi devono essere versati solamente sulla quota di reddito eccedente la soglia dei 5.000 euro. In pratica tale soglia funge da franchigia per i contributi previdenziali. Attenzione, questa soglia non ha niente a che vedere con quanto detto ai fini fiscali! L’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata è a carico del datore di lavoro e nasce nell’anno in cui il lavoratore supera il predetto limite di compensi. Pertanto, i lavoratori autonomi occasionali con compensi fino a 5.000 euro nell’anno solare non sono obbligati né all’iscrizione alla Gestione Separata. Nemmeno, al versamento di contributi previdenziali.

Comunicazione al committente del superamento della soglia di compensi annui

Per i soggetti che superano la soglia di esenzione, l’imponibile previdenziale è costituito dal compenso lordo erogato al lavoratore, che supera la soglia annua di 5.000 euro. Compenso dal quale devono essere dedotte eventuali spese poste a carico del committente e risultanti da fattura o ricevuta. I lavoratori interessati devono comunicare tempestivamente ai propri committenti il superamento della soglia di esenzione e, solo per la prima volta, iscriversi alla Gestione. Questo a meno che non si tratti di collaboratori o soggetti assimilati già iscritti. Di seguito puoi trovare il link per scaricare la dichiarazione dei compensi da comunicare al soggetto committente la prestazione (al superamento dei 5.000 euro). Nella ricevuta il lavoratore si vedrà applicare la ritenuta previdenziale pari ad 1/3 del contributo dovuto. Questo in quanto i restanti 2/3 di contributo sono direttamente a carico del datore di lavoro.

Contributi dovuti sulla quota eccedente 5.000 euro

Una delle domande che maggiormente mi arrivano sull’argomento riguarda il superamento della soglia di 5.000 euro annui con le prestazioni occasionali. Come ho già avuto modo di dire, questa soglia ha effetti soltanto previdenziali ed obbliga per gli importi superiori alla limite il versamento dei contributi previdenziali. Come ti ho indicato si tratta di contributi dovuti alla Gestione separata INPS, e che sono suddivisi:

  • Per 1/3 a carico del lavoratore e
  • Per 2/3 a carico del datore di lavoro.

Al fine di permettere al datore di lavoro di effettuare correttamente le trattenute previdenziali è necessario che il lavoratore comunichi allo stesso che a breve supererà la soglia  annua di 5.000 euro per tutti i committenti. In questo modo il datore di lavoro sarà a conoscenza di dover effettuare i versamenti contributivi per la quota a lui spettante. Se la comunicazione da parte del lavoratore non avviene non vi è alcuna responsabilità da parte dell’azienda committente sul versamento contributo dovuto.

Superamento della soglia di 5.000 euro e apertura della partita IVA

Altro aspetto da chiarire riguarda la voce che vede che soglia di 5.000 euro e partita IVA siano collegati. E’ bene ribadirlo ancora una volta, non è così! L’obbligo di apertura della partita IVA è indipendente dal volume di compensi raggiunto. La partita IVA si apre quando una attività professionale diventa abituale e continuativa nel tempo. Se ad esempio realizzi testi per testate giornalistiche e lo fai esclusivamente nel tempo libero o nel fine settimana, due volte al mese, anche se superi i 5.000 euro non avrai obbligo di Partita IVA. L’attività esercitata non è abituale, ed in questo non influisce il volume dei tuoi compensi. Al massimo se superi di 5.000 euro dovrai iscriverti alla Gestione separata INPS e versare i contributi. Se, invece, l’attività di scrittura viene svolta tutti i fine settimana dell’anno, o anche durante la settimana, ecco che c’è una continuità dell’attività nell’anno. A questo punto, sempre indipendentemente dal compenso percepito vi è obbligo di operare con partita IVA.

Quello che posso consigliarti è di valutare sempre la tua posizione personale con un dottore Commercialista. Non esiste infatti un metodo di giudizio unico per determinare se vi è obbligo o comunque convenienza ad operare con la partita IVA. Per questo motivo il consulto con un esperto può essere importante per evitarti di commettere errori, che in caso di accertamenti si pagano cari. Ricorda sempre che l’eventuale mancata apertura della Partita IVA è sempre una tua responsabilità. L’Agenzia delle Entrate se riscontra violazioni potrebbe contestarti e richiederti il versamento dell’IVA. Quindi attenzione!

Prestazioni previdenziali erogate

Il lavoratore autonomo occasionale soggetto all’obbligo di iscrizione presso la Gestione Separata, laddove il reddito annuo derivante da detta attività sia superiore a 5.000 euro e se obbligato al versamento della relativa maggiorazione contributiva, ha titolo alle prestazioni di malattia e maternità (circ. INPS 13.3.2006 n. 41). I lavoratori autonomi occasionali esclusi dall’obbligo di iscrizione alla Gestione separata non hanno alcuna tutela previdenziale.

Compatibilità con la NASPI

Il lavoro autonomo occasionale presenta compatibilità con la NASPI. Infatti, nel caso in cui venga effettuata un’attività lavorativa autonoma dalla quale derivi un reddito (fino a 3.000 euro) che corrisponde ad un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’art. 13 del TUIR, il beneficiario ha la possibilità di continuare a percepire la NASPI, con importo ridotto, pari all’80% dell’importo previsto, rapportato al periodo di tempo che intercorre tra la data di inizio dell’attività autonoma e la data in cui termina il periodo di godimento dell’indennità. Sul punto, vedasi i seguenti chiarimenti: art. 10, co. 1, del D.Lgs. n. 22/15 e Circolare INPS n. 94/15.

Di particolare importanza è l’obbligo posto a carico del soggetto che svolge attività autonoma, il quale è tenuto ad informare l’INPS, entro il termine di un mese dall’inizio dell’attività, oppure entro un mese dalla domanda di NASPI (se l’attività era preesistente), dichiarando il reddito annuo che si prevede di percepire dall’attività autonoma esercitata. Sul punto occorre tenere presente che la riduzione viene calcolata d’ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi, oppure (se non si è obbligati alla presentazione della dichiarazione) il soggetto beneficiario dell’indennità è chiamato a presentare all’INPS una autocertificazione con l’indicazione dell’effettivo reddito percepito. Tale comunicazione deve essere presentata entro il 31 marzo di ciascun anno (con riferimento ai redditi percepiti nell’anno precedente). In mancanza di tale informazione, il soggetto è chiamato a restituire la NASPI percepita dall’inizio dell’attività di lavoro autonomo effettuata.

Approfondimenti sulla prestazione di lavoro autonomo occasionale

La disciplina sulla prestazione occasionale prevede anche ulteriori aspetti che per motivi di brevità non ho trattato in questo articolo. Tuttavia, ho realizzato altri articoli che ti lascio di seguito con cui puoi approfondire altri argomenti legati al lavoro occasionale. Per quanto riguarda la disciplina dei rimborsi spese del lavoratore autonomo occasionale vi rimando a questo articolo:

Inoltre, ho deciso di raccogliere in un contributo tutte le domande (con le mie risposte) relative al lavoro autonomo occasionale. Ecco il link all’articolo:


Prestazioni occasionali per attività sotto direzione altrui 2022


La norma attualmente in vigore sulla prestazione occasionale è data dall’art. 54-bis del D.L. n. 50/2017, convertito dalla Legge n. 96/2017. Questa disposizione (a seguito dell’abrogazione della disciplina sul lavoro accessorio) ha permesso l’utilizzo di prestazioni occasionali (lavoro occasionale alle dipendenze altrui), con due diverse modalità alternative:

  • Il libretto famiglia, per le persone fisiche che non operano nell’esercizio di attività professionale o di impresa;
  • Il contratto di prestazione occasionale (da non confondere con il contratto di collaborazione occasionale visto sopra), per i soggetti diversi dalle persone fisiche (es. associazioni, fondazioni, imprese, soggetti esteri con stabile organizzazione in Italia, etc) e per le persone fisiche che operano in forma professionale o di impresa.

Il contratto di prestazione occasionale è rivolto a diverse categorie di utilizzatori, ognuno con propri limiti e caratteristiche peculiari: professionisti, lavoratori autonomi, imprenditori, associazioni, fondazioni e altri enti di natura privata, imprese agricole, pubbliche amministrazioni, enti locali, aziende alberghiere e strutture ricettive del settore turismo, onlus e associazioni che possono acquisire prestazioni di lavoro attraverso contratti di prestazioni di lavoro occasionale, per attività lavorative sporadiche e saltuarie, nel rispetto dei limiti economici previsti dalla norma.

Limiti economici delle prestazioni occasionali

Le prestazioni occasionali sono quelle attività lavorative, occasionali, e sotto la direzione altrui che danno luogo, che nel corso di un anno non superano i seguenti limiti per il soggetto prestatore e per l’utilizzatore:

Massimo 280 ore di lavoro per ogni utilizzatore (eccezioni per il settore agricolo)
Compensi fino a 5.000 euro, per ogni prestatore, da parte della totalità degli utilizzatori
Compensi fino a 5.000 euro, per ogni utilizzatore, nei confronti della totalità dei prestatori
Compensi fino a 2.500 euro per ogni prestatore, da parte dello stesso utilizzatore

Tutti i compensi si riferisco ad importi al netto di contributi, premi INAIL e costi di gestione.

Con riferimento alla soglia di utilizzo relativa alla totalità dei prestatori, sono conteggiati al 75% del loro importo i compensi per prestazioni di lavoro occasionale rese dai seguenti soggetti:

  • Titolari di pensione di vecchiaia o d’invalidità;
  • Giovani con meno di venticinque anni di età. Se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un Istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado. Ovvero, a un ciclo di studi presso l’Università;
  • Disoccupati che abbiano reso la DID;
  • Percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (REI) ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito.

In ogni caso non può essere superato il limite massimo di 280 ore lavorative nell’arco dell’anno.

Per quali attività è possibile utilizzare le prestazioni occasionali?

Privati e famiglie possono utilizzare le prestazioni occasionali per svolgere:

  • Piccoli lavori domestici, inclusi i lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione;
  • Assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità;
  • Insegnamento privato supplementare.

Imprese e professionisti possono sfruttare il Lavoro Occasionale per effettuare attività occasionali nella generalità dei settori produttivi. Infine, gli enti della Pubblica Amministrazione possono utilizzare questo regime nell’ambito dell’attività istituzionale, solo ed esclusivamente per:

  • Progetti speciali rivolti a specifiche categorie di soggetti in stato di povertà, di disabilità, di detenzione, di tossicodipendenza o che fruiscono di ammortizzatori sociali;
  • Lavori di emergenza correlati a calamità o eventi naturali improvvisi;
  • Attività di solidarietà. In collaborazione con altri enti pubblici o associazioni di volontariato;
  • Organizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritative.

Limiti di utilizzo

E’ fatto divieto di utilizzare la disciplina in commento nelle seguenti fattispecie. Per imprese e professionisti:

  • Con soggetti che abbiano cessato da meno di 6 mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione col medesimo utilizzatore;
  • Da parte degli utilizzatori che occupano più di 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato;
  • Da parte delle imprese del settore agricolo con i braccianti agricoli;
  • Imprese dell’edilizia o esercenti l’attività di escavazione o lavorazione di materiale lapideo, delle imprese del settore delle miniere, cave e torbiere;
  • Nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi.

Per gli enti della Pubblica Amministrazione è fatto divieto di utilizzo di questa disciplina:

  • Oltre i vincoli previsti dalla vigente disciplina in materia di contenimento delle spese di personale;
  • Oltre il limite di 280 ore nell’arco dello stesso anno civile.

La procedura telematica dell’INPS

Al fine di poter usufruire delle prestazioni occasionali è prevista una apposta piattaforma informatica messa a disposizione dall’INPS:

Per la registrazione è necessario fornire le informazioni identificative necessarie per la gestione del rapporto di lavoro e dei connessi adempimenti contributivi (vedi la Circolare INPS n. 107/17). In particolare, al momento della registrazione:

  • Gli utilizzatori (famiglie o imprese) devono indicare la scelta per il Libretto Famiglia o contratto di prestazione di lavoro occasionale;
  • I prestatori di attività lavorativa devono indicare l’IBAN del conto corrente bancario/postale ovvero il numero del libretto postale o della carta di credito sul quale ricevere il compenso pattuito.

Con maggiore dettaglio, l’utilizzatore (famiglia e/o impresa) è chiamato a seguire i seguenti adempimenti:

  • Effettuare il versamento preventivo delle somme necessarie al pagamento delle prestazioni di lavoro occasionale, comprensive dell’assolvimento degli oneri di assicurazione sociale e dei costi di gestione attraverso l’alimentazione del proprio “portafoglio elettronico”. Il versamento delle somme può essere effettuato tramite intermediari, modello F24 Elide, F24 Enti pubblici, utilizzando la utilizzando la causale contributo “LIFA”, per il Libretto Famiglia e “CLOC” per il contratto di prestazione di lavoro occasionale (Risoluzione n. 81/E/2017) o mediante strumenti di pagamento elettronico (con addebito su c/c ovvero su carta di credito), accessibili esclusivamente dal Portale dei Pagamenti INPS e gestiti attraverso le modalità di pagamento “pagoPA”;
  • Comunicare, entro i termini stabiliti per ciascuna tipologia contrattuale, lo svolgimento dell’attività lavorativa, utilizzando un calendario giornaliero gestito dalla procedura INPS.

Il pagamento dei compensi ai prestatori di lavoro ed il versamento dei contributi

Il meccanismo di funzionamento della prestazione occasionale e libretto famiglia dell’INPS prevede che sia lo stesso istituto a prevedere il pagamento delle somme ai prestatori. In particolare è previsto:

  • Il pagamento del compenso al prestatore (con accredito sul conto corrente bancario o con bonifico) entro il giorno 15 del mese successivo a quello di svolgimento della prestazione;
  • L’accreditamento dei contributi previdenziali sulla posizione contributiva del prestatore;
  • Il trasferimento all’INAIL, il 30 giugno e il 31 dicembre di ciascun anno, dei premi per l’assicurazione INAIL.

L’art. 2-bis co. 1, lett. f) del D.L. n. 87/2018 prevede una alternativa modalità di erogazione delle somme secondo cui, su richiesta del prestatore espressa al momento della registrazione nella piattaforma telematica, il pagamento delle somme spettanti possa essere effettuato decorsi 15 giorni dal momento in cui la prestazione lavorativa inserita nella procedura informatica si è consolidata. Il pagamento dovrà essere effettuato presso gli sportelli postali e solo dietro generazione e presentazione di un mandato di pagamento emesso tramite la piattaforma informatica INPS e stampato dall’utilizzatore, che identifichi le parti, il luogo, la durata della prestazione e l’importo del corrispettivo.

Il regime previsto per l’agricoltura

Per le imprese operanti nel settore agricoltura con non più di cinque dipendenti è possibile il ricorso al contratto di prestazione occasionale esclusivamente per le attività lavorative rese da lavoratori appartenenti alle seguenti categorie:

  • titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità;
  • giovani con meno di 25 anni di età, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado, ovvero a un ciclo di studi universitario;
  • persone disoccupate, ai sensi dell’articolo 19, decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150;
  • percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (REI o SIA), ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito.

L’utilizzatore è tenuto a effettuare una dichiarazione preventiva almeno un’ora prima dell’inizio della stessa.

L’importo del compenso minimo giornaliero indicato dall’utilizzatore non può essere inferiore alla misura minima fissata per la remunerazione di quattro ore lavorative. La misura del compenso delle ore successive è liberamente fissata dalle parti, nel rispetto della misura minima oraria prevista per il settore agricoltura.

Il compenso minimo è determinato in base all’importo della retribuzione oraria delle prestazioni di natura subordinata individuata dal contratto collettivo stipulato dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. In particolare, sono previsti tre importi orari differenti, a seconda dell’area di appartenenza del lavoratore:

  • Area 1: 9,65 euro;
  • Area 2: 8,80 euro;
  • Area 3: 6,56 euro.

Le imprese del settore agricolo possono ricorrere al contratto di prestazione di lavoro occasionale impiegando esclusivamente alcune categorie di lavoratori che in ogni caso non devono essere stati iscritti l’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli e che siano:

  • titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità;
  • studenti con meno di 25 anni di età;
  • persone disoccupate, ai sensi dell’articolo 19, decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150;
  • percettori di prestazioni integrative del salario, di REI o SIA, ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito.

Il regime previsto per la pubblica amministrazione

Le pubbliche amministrazioni possono fare ricorso a questo tipo di contratto esclusivamente per esigenze temporanee o eccezionali e per attività specifiche previste dalla legge:

  • Nell’ambito di progetti speciali rivolti a specifiche categorie di soggetti in stato di povertà, di disabilità, di detenzione, di tossicodipendenza o di fruizione di ammortizzatori sociali;
  • Per lo svolgimento di lavori di emergenza correlati a calamità o eventi naturali improvvisi;
  • Per attività di solidarietà, in collaborazione con altri enti pubblici e/o associazioni di volontariato;
  • Per l’organizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritatevoli.

Le pubbliche amministrazioni non sono soggette al divieto di utilizzo del contratto previsto per i datori di lavoro con più di cinque dipendenti in rapporto.

Regime per le aziende alberghiere e le strutture ricettive nel settore del turismo

Per le aziende alberghiere e le strutture ricettive che operano nel settore del turismo, che abbiano alle proprie dipendenze fino a otto lavoratori a tempo indeterminato, è possibile il ricorso al contratto esclusivamente per le attività lavorative rese da lavoratori appartenenti alle seguenti categorie:

  • titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità;
  • giovani con meno di 25 anni di età, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado, ovvero a un ciclo di studi universitario;
  • persone disoccupate, ai sensi dell’articolo 19, decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150;
  • percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (REI o SIA), ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito.

Nel caso in cui l’azienda alberghiera o la struttura ricettiva del settore turismo sia già registrata, fra gli utilizzatori, nella piattaforma informatica delle prestazioni occasionali, è tenuta ad aggiornare la classificazione.

Regime per gli enti locali

Gli enti locali possono fare ricorso al contratto di prestazione occasionale, nel rispetto dei vincoli previsti dalla vigente disciplina in materia di contenimento delle spese di personale e fermo restando il limite di durata di cui al comma 20, dell’articolo 54-bis, del d.lgs. 50/2017, esclusivamente per esigenze temporanee o eccezionali:

  • nell’ambito di progetti speciali rivolti a specifiche categorie di soggetti in stato di povertà, di disabilità, di detenzione, di tossicodipendenza o di fruizione di ammortizzatori sociali;
  • per lo svolgimento di lavori di emergenza correlati a calamità o eventi naturali improvvisi;
  • per attività di solidarietà, in collaborazione con altri enti pubblici e/o associazioni di volontariato;
  • per l’organizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritatevoli.

Gli enti locali, come le pubbliche amministrazioni in genere, non sono soggetti al divieto di utilizzo del contratto di previsto per i datori di lavoro con più di cinque dipendenti in rapporto, nel caso in cui l’ente locale sia già registrato, fra gli utilizzatori, nella piattaforma informatica delle prestazioni occasionali.

Il regime sanzionatorio

Per l’applicazione delle sanzioni in caso di violazioni ai limiti e ai divieti posti dall’art. 54-bis del D.L. n. 50/17 convertito, occorre far riferimento ai chiarimenti resi con la circ. INL 9.8.2017 n. 5, con cui l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha dettato al proprio personale le prime istruzioni operative per l’applicazione del regime sanzionatorio.

Superamento del limite economico individuale e del limite orario

Per le prestazioni rese con il libretto famiglia o con il contratto di prestazione occasionale, l’utilizzatore incorre nella trasformazione del relativo rapporto in un rapporto di lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato, a far data dal giorno in cui si realizza il superamento, se, nel corso dell’anno (art. 54-bis co. 20 del D.L. n. 50/2017):

  • Retribuisce il prestatore più di 2.500 euro;
  • Lo impiega per più di 280 ore o il diverso limite previsto nel settore agricolo.

I due limiti devono essere considerati come alternativi tra loro e i datori di lavoro dovranno far riferimento a quello raggiunto per primo.

Impiego di lavoratori con rapporto ancora in corso o cessato da meno di 6 mesi

E’ vietato acquisire prestazioni di lavoro occasionale da soggetti con cui l’utilizzatore abbia in corso o abbia cessato da meno di 6 mesi (art. 54-bis co. 5 del D.L. n. 50/2017):

  • Un rapporto di lavoro subordinato;
  • Una collaborazione co.co.co.

La violazione del divieto comporta la conversione in un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato, a condizione che sia accertato il carattere subordinato dello stesso.

Violazione dell’obbligo di comunicazione preventiva

Per i soli contratti di prestazione occasionale è prevista l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria (da 500 a 2.500 euro) per ogni prestazione lavorativa giornaliera per cui risulta accertata la violazione (art. 54-bis co. 20):

  • Dell’obbligo di comunicazione preventiva. Vi rientrano tra l’altro il caso in cui la comunicazione sia effettuata in ritardo, il caso in cui non contenga tutti gli elementi richiesti e quello in cui detti elementi non corrispondano a quanto effettivamente accertato (ad es., se la prestazione giornaliera sia stata effettivamente svolta per un numero di ore superiore rispetto a quello comunicato). Per la mancata comunicazione;
  • Di uno dei limiti soggettivi disposti per gli utilizzatori del contratto di prestazione occasionale (ad es., sia utilizzato da chi abbia alle proprie dipendenze più di 5 lavoratori a tempo indeterminato).

Se l’utilizzatore del contratto non adempie all’obbligo di comunicazione preventiva, oppure nel caso in cui egli, dopo averla effettuata, la revochi, è fondamentale verificare se si tratti di:

  • Ad una semplice prestazione “non comunicata“, che richiederà l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria di cui sopra (co. 20 dell’art. 54-bis);
  • Ad un vero e proprio rapporto di lavoro in nero, sanzionabile esclusivamente con la maxi-sanzione per il lavoro nero.

Lavoro autonomo occasionale ed accessorio e prestazioni a sostegno del reddito


L’Inps ha precisato i regimi di compatibilità e cumulabilità della prestazione occasionale con le seguenti prestazioni sociali:

  • Indennità di mobilità;
  • Naspi;
  • Disoccupazione agricola;
  • Cassa Integrazione Guadagni

Le prestazioni di lavoro occasionale non possono, in ogni caso, determinare un doppio accredito contributivo relativo al medesimo periodo. Pertanto in caso di concomitanza con l’erogazione di prestazioni integrative e/o di sostegno al reddito non può essere riconosciuta la relativa contribuzione figurativa.

Indennità di mobilità e lavoro occasionale

I soggetti beneficiari di indennità di mobilità possono contare sulla piena compatibilità con i redditi derivanti da prestazioni di lavoro occasionale ed accessorio. L’indennità di mobilità, risulta quindi cumulabile:

  • Al 100% con prestazioni di lavoro occasionale accessorio contenute nel tetto annuale di 3.000,00 euro (annualmente rivalutabile)
  • Entro i limiti della retribuzione percepita dal lavoratore al momento della risoluzione del rapporto di lavoro che ha determinato la collocazione nelle liste di mobilità (rivalutata ai sensi dell’articolo 9, comma 9, della Legge n. 223/1991), per compensi percepiti oltre il tetto di 3.000,00 euro (e comunque entro il limite massimo previsto di 7.000,00 euro).

Il beneficiario della prestazione a sostegno del reddito (indennità di mobilità) è tenuto obbligatoriamente a comunicare all’Inps il reddito che presume di percepire nell’anno in relazione all’attività di lavoro occasionale ed accessorio. La comunicazione deve avvenire entro cinque giorni dall’inizio dell’attività lavorativa, oppure, all’atto della presentazione della domanda di accesso alla prestazione sociale nei casi di attività lavorativa preesistente.

Indennità di disoccupazione involontaria (naspi) e lavoro occasionale e accessorio

Anche con riferimento all’indennità prevista per la disoccupazione involontaria (Naspi) è sancita la totale compatibilità con i compensi derivanti da attività di lavoro occasionale e di tipo accessorio. Con riferimento alla cumulabilità con tali redditi, la Naspi risulta:

  • Interamente cumulabile con attività accessorie contenute nel limite annuale di 3.000,00 euro;
  • Ridotta nella misura dell’80% del compenso percepito oltre il tetto di 3.000,00 euro (ed entro il limite di 7.000,00 euro).

In virtù della limitata cumulabilità, il beneficiario dell’indennità Naspi è obbligatoriamente tenuto a comunicare all’Inps il presunto reddito derivante da attività di lavoro occasionale di tipo accessorio. La comunicazione deve avvenire entro un mese dall’inizio dell’attività di lavoro accessorio, oppure, entro la data di presentazione della domanda di Naspi, in caso di attività preesistente.

Disoccupazione agricola lavoro occasionale ed accessorio

L’Inps conferma la compatibilità della prestazione occasionale e del lavoro occasionale di tipo accessorio anche con il percepimento di indennità di disoccupazione agricola. Tuttavia, la cumulabilità è limitata al limite di 3.000,00 euro.

In considerazione delle tempistiche previste per l’ottenimento della disoccupazione agricola (che viene riconosciuta nell’anno successivo a quello in cui si è verificato lo stato di disoccupazione), si deve aver cura di prendere come riferimento, ai fini della verifica del cumulo reddituale, gli emolumenti derivanti da attività di lavoro occasionale ed accessorio percepiti nell’anno di competenza della prestazione di disoccupazione.

Ad esempio, un lavoratore agricolo che ha lavorato solo in parte nell’anno “n”, decide di chiedere lo stato di disoccupazione agricola nell’anno “n+1”. Se nell’anno “n” ha percepito redditi da lavoro occasionale accessorio sotto i 3.000 euro l’importo della sua disoccupazione agricola non subirà alcuna decurtazione (come detto si prendere a riferimento l’anno di competenza della disoccupazione, e non l’anno di erogazione della prestazione).

Cassa integrazione guadagni (cig) e lavoro occasionale

Le integrazioni salariali restano interamente cumulabili entro il limite, già più volte citato, di 3.000,00 euro annuali (rivalutati annualmente). Il conseguimento di redditi di lavoro occasionale ed accessorio eccedenti tale limite, e fino a 7.000,00 euro per anno civile, fanno scattare il regime di cumulabilità parziale ordinariamente previsto per i casi di svolgimento di attività di lavoro autonomo o subordinato, con diniego del diritto al trattamento di integrazione salariale per le giornate di lavoro effettuate (vedi Circolare Inps n. 130/2010).

Ne consegue l’obbligo (vigente esclusivamente nel caso il percettore superi il limite di 3.000,00 euro) di comunicazione preventiva all’Inps dello svolgimento di attività lavorative, pena la decadenza dalle integrazioni salariali (a tal riguardo restano in vigore i chiarimenti forniti con le Circolari n. 75/2007 e 57/2014 dell’Inps).


Prestazioni Occasionali e lavoro autonomo occasionale: consigli pratici e consulenza


In questo articolo, sotto forma di guida, ho cercato di riassumere tutte le principali informazioni che riguardano le due discipline del lavoro autonomo occasionale (per attività professionali occasionali) e della prestazione occasionale (libretto famiglia o contratto di prestazione di lavoro occasionale) per le attività svolte sotto la direzione altrui. L’errore che maggiormente si commette è quello di non riuscire ad inquadrare correttamente l’attività lavorativa che ci si appresta ad effettuare, oppure a confondere le due normative, finendo per commettere errori importanti che, spesso, comportano l’applicazione di sanzioni importanti.

Stai per effettuare un’attività di lavoro autonomo? Vuoi applicare alla tua situazione questa disciplina?

Oppure se vuoi sapere se sei tenuto o meno all’applicazione delle prestazioni occasionali, piuttosto che all’apertura della partita Iva? Contattaci compila il form di contatto seguente dedicato a questo tipo di consulenza. Altrimenti se vuoi condividere con noi la tua esperienza con le prestazioni occasionali, lasciaci un commento.

Considerata la mole di commenti pervenuti, nell’articolo saranno pubblicati soltanto commenti che espongono problematiche non trattate in precedenza. In tutti gli altri casi, se volete contattarmi sono a vostra disposizione, attraverso il servizio di consulenza online.

Prestazioni occasionali: FAQ

Chi può svolgere prestazioni occasionali?

Possono essere svolte da qualsiasi soggetto, privato o titolare di reddito da lavoro autonomo con partita IVA. Non possono utilizzare il lavoro autonomo occasionale i professionisti iscritti ad albi professionali per l’esercizio dell’attività rientrante nel proprio ordine professionale (tranne eccezioni, come quella dei giornalisti) ed i soggetti che percepiscono erogazioni a sostegno del reddito (es. NASPI, sino ad una soglia massima di 4.800 euro). Nel caso l’importo dell’attività di lavoro autonomo occasionale deve essere comunicato all’INPS.

Cos’è una prestazione occasionale?

La prestazione di lavoro autonomo occasionale è una prestazione di lavoro autonomo (non sotto la direzione altrui) effettuata non professionalmente e non abitualmente. Questo significa che si tratta di prestazioni lavorative autonome, sporadiche ed esercitate in modo non professionale. Ad esempio, una prestazione di giardinaggio, la riparazione di un PC, l’effettuazione di ripetizioni scolastiche, etc. Non vi sono più obblighi di legge su numero di giorni lavorativi e compenso percepito (con l’abrogazione del job’s act del 2015). Oggi la prestazione di lavoro autonomo occasionale è normata solo dall’art. 2222 del c.c., dalle circolari INPS, e dal DPR n. 633/72 per quanto riguarda gli obblighi di apertura della partita IVA per le prestazioni di lavoro autonomo abituali e professionali.

Come funziona la prestazione con ritenuta d’acconto?

Come indicato nell’articolo non si deve confondere tra lavoro accessorio occasionale legato ai voucher INPS e prestazioni occasionali. Nel primo caso si tratta di attività di lavoro dipendente che possono essere svolte con determinati limiti per il committente e per il lavoratore. L’attività è di lavoro autonomo ed è non professionale e non abituale. In questo caso il prestatore è tenuto a rilasciare una ricevuta al proprio committente al momento del pagamento del corrispettivo. Si tratta della ricevuta per lavoro autonomo occasionale. Se il committente è un sostituto di imposta deve essere applicata la ritenuta di acconto del 20%. Inoltre, se il prestatore ha superato la soglia di 5.000 euro di compensi annui allora è necessaria anche la ritenuta previdenziale sui compensi che superano la franchigia.

Quanto tempo si può operare con prestazione occasionale?

Non esistono limiti temporali (abrogazione Job’s act del 2015). Oggi la questo tipo di prestazione riguarda attività autonome non professionali e non abituali nel tempo. La verifica dell’abituale è annuale. Quindi, l’esercizio di più attività di lavoro autonomo nell’anno, determinano l’abitualità della prestazione e quindi l’obbligo di operare con partita IVA (indipendentemente dal volume di compensi percepiti).

Cosa si intende per occasionale?

Non esiste una vera e propria definizione di attività occasionale da parte del Fisco. L’occasionalità viene valutata in modo soggettivo in relazione all’attività esercitata ed al numero di prestazioni che vengono effettuate nel corso dell’anno. Per questo motivo, oggi la portata della prestazione di lavoro autonomo occasionale è limitata. Questo, in quanto i rischi di una contestazione per la mancata apertura della partita Iva solo elevati, proprio per una mancata oggettività sulla definizione di “occasionale”.

Come avviene il pagamento della prestazione occasionale?

Il pagamento da parte del committente deve avvenire secondo i termini stabiliti contrattualmente. Il committente che funge da sostituto di imposta è chiamato ad applicare la ritenuta di acconto del 20% sul compenso erogato. Nel caso deve essere rilasciata la Certificazione Unica per permettere al prestatore la compilazione della propria dichiarazione dei redditi. La ricevuta da parte del prestatore deve essere obbligatoriamente rilasciata in caso di pagamento in contanti (dal 2022 limite di 999 euro) oppure in caso di richiesta da parte del committente. Per i pagamenti effettuati con mezzi tracciabili non c’è obbligo di rilasciare la ricevuta (se non su richiesta).

Quando si applica la ritenuta di acconto nella prestazione occasionale?

La ritenuta di acconto si applica quando il pagamento della prestazione viene effettuato da un soggetto che ha la qualifica di sostituto di imposta. In questo caso il sostituto è tenuto ad applicare, sul compenso lordo (non sui rimborsi spesa) la ritenuta del 20% che deve essere trattenuta e versata (con modello F24 entro il giorno 16 del mese successivo) all’Erario. La ritenuta rappresenta una quota della tassazione dovuta dal prestatore che viene versata per lui dal committente. Qualora il prestatore alla fine dell’anno non verifichi requisiti per dover presentare la dichiarazione dei redditi, le ritenute di acconto diventano credito di imposta, attivabile attraverso la presentazione della dichiarazione dei redditi (quindi in questi casi presentare la dichiarazione anche se non si è obbligati è opzione favorevole a far emergere crediti di imposta da utilizzare in compensazione o chiedere a rimborso).

Quando si applica la ritenuta previdenziale INPS alla prestazione occasionale?

Quando il prestatore supera la franchigia di 5.000 euro di prestazioni occasionali effettuate nell’anno, sui compensi successivi erogati da sostituti di imposta, è necessario che, oltre alla ritenuta fiscale, venga applicata anche la ritenuta previdenziale. Si tratta di una ritenuta con aliquota della gestione separata spettante suddivisa in:
– 1/3 a carico del prestatore, sotto forma di ritenuta dal compenso;
– 2/3 a carico del committente, come onere a suo carico ulteriore al compenso del prestatore.
La ritenuta previdenziale ha come presupposto l’iscrizione del lavoratore alla gestione separata INPS come collaboratore. Tale adempimenti è a carico del committente, che è chiamato ad effettuare le comunicazioni previdenziali previste per le ritenute dei collaboratori.

Cosa cambia nelle prestazioni occasionali con committente estero?

Nel caso in cui il prestatore nazionale effettui delle prestazioni verso committenti esteri (non residenti in Italia e privi di stabile organizzazione) il compenso del prestatore viene erogato al lordo. Non sono previste, in questo caso, le ritenute fiscali e previdenziali, in quanto l’ente non residente non ha le caratteristiche per essere sostituto di imposta in Italia. In questo caso il prestatore è chiamato a valutare se vi sono per lui gli obblighi connessi alla presentazione della dichiarazione dei redditi in Italia (per tassare il reddito percepito).

E’ opportuno redigere un contratto di prestazione occasionale?

Il contratto è sempre opportuno che venga redatto per scritto e firmato dalle parti. Tale contratto, infatti, è importante per entrambe le parti in quanto deve contenere indicazioni importanti, come:
– La durata della prestazione lavorativa (che ricordo deve essere non professionale e non abituale);
– Il compenso percepito (e l’eventuale applicazione di ritenute fiscali e previdenziali, anche in relazione alle certificazioni rilasciate dal prestatore);
– Le modalità di pagamento del compenso ed il rilascio della ricevuta;
– Termini e condizioni di esecuzione dell’attività di lavoro autonomo.
Il contratto può essere un elemento importante per la dimostrazione della non abitualità dell’attività.

Cosa succede se l’attività non è autonoma ma sotto la direzione di un’azienda?

La prestazione di lavoro autonomo occasionale riguarda prestazioni lavorative autonome, quindi senza etero-direzione altrui. Tuttavia, capita sovente nella pratica che molte aziende sotto il cappello dell’attività occasionale arruolino lavoratori temporanei. Ebbene, questa pratica è sicuramente scorretta, in quanto l’azienda ha a disposizione altri strumenti validi per questi obiettivi (vedi i voucher INPS del lavoro accessorio occasionale). Quando si verificano queste situazioni i rischi principali, in caso di controlli fiscali, sono a carico dell’azienda datore di lavoro. Tuttavia, eventuali responsabilità potrebbero ricadere anche sul lavoratore, in quanto avrebbe dovuto non accettare un contratto di lavoro non in regola.

Che succede se continuo a svolgere lavoro autonomo occasionale verso uno stesso committente?

Quando l’attività di lavoro autonomo occasionale viene svolta sempre verso uno stesso committente è possibile che si verifichi una di queste due fattispecie:
– L’attività non è autonoma, ma sotto la direzione dell’azienda committente;
– L’attività è in mono-committenza, quindi non c’è vero e proprio lavoro autonomo.
In questi casi le responsabilità cadono nei confronti dell’azienda committente che potrebbe essere chiamata anche alla trasformazione del rapporto in contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato.

Potrebbero contestare di non aver aperto tempestivamente la partita IVA?

Il rischio principale di chi svolge attività di lavoro autonomo occasionale è che gli venga contestata l’abitualità dell’attività e quindi la ritardata apertura della partita IVA. Questo tipo di contestazione comporta soprattutto sanzioni legate alla mancata applicazione dell’IVA sui compensi percepiti. Per questo motivo è sempre consigliabile farsi assistere da un dottore Commercialista per valutare l’apertura della partita IVA.

Chi ha partita IVA può svolgere lavoro autonomo occasionale?

La disciplina del lavoro autonomo occasionale riguarda i soggetti che svolgono esclusivamente attività professionali di carattere intellettuale. Si tratta di soggetti che non hanno obbligo di iscrizione ad albi o elenchi professionali che svolgono occasionalmente l’attività. Addio alle prestazioni occasionali da parte di medicidentisti, ma anche per ingegneri, avvocati, biologi, farmacisti, etc. Qualsiasi tipo di prestazione di tipo intellettuale e professionale deve essere giustificata da una partita IVA. Gli unici casi in cui un professionista può emettere una prestazione di lavoro autonomo occasionale si hanno quando l’attività professionale esula da quelle per cui il professionista è iscritto al proprio ordine professionale.

1612 COMMENTI

  1. Salve, in caso di una prestazione occasionale con un committente a distanza, per vendita di mie creazioni che poi il committente metterà in vendita sul suo sito e-commerce, dove il pagamento avviene tramite bonifico o altro, come si procede per realizzare la ricevuta non fiscale dove scrivere tutte le voci comprese quelle della ritenuta d’acconto? Considerando che quella cartacea ha anche un numero progressivo per ogni foglio..
    Grazie

  2. Mi sembra che lei abbia concordato un contratto di conto vendita. In ogni caso deve predisporre una ricevuta, indicando data e numero progressivo di emissione. Nell’articolo trova il link per scaricare un modello di ricevuta che può utilizzare. Se le servono altre info mi contatti in privato.

  3. Buongiorno! Le scrivo perchè vorrei capire una cosa…per guadagno lordo cosa si intende?
    Io vendo occasionalmente a mercatini opere del proprio ingegno, rilascio ricevuta non fiscale e a fine anno sommo tutte le ricevute e vedo il guadagno. E’ questo il guadagno lordo? Oppure è la somma di tutte le ricevute meno le spese? Per spese intendo le spese per i materiali usati per la produzione degli oggetti, la quota per partecipare ai mercati…
    Grazie mille e buona giornata.
    Elena

  4. Salve, complimenti per gli articoli e la competenza con la quale li scrive. Vorrei porle una domanda sulla prestazione occasionale;
    1)Attualmente ho un contratto di collaboratore domestico con reddito annuale superiore a 5000 € lordi;
    2)Ho la gestione separata inps utilizzata nel 2015 per un lavoro presso una cooperativa e non più usata.
    3)Ora sto svolgendo un lavoro occasionale per conto di un’altra cooperativa con il compenso lordo di 900 €.
    La domanda è: posso dichiarare alla cooperativa che il mio reddito non supera la soglia di 5000 € oppure sono obbligato a usare la gestione separata inps dal momento che esiste?
    Grazie e saluti

  5. Grazie molte per i complimenti. Ogni anno nel momento in cui lei supera la soglia di €. 5.000 di prestazioni è obbligato ad avvertire i committenti per l’applicazione delle ritenute previdenziali dovute alla gestione separata Inps. Questa non è una facoltà ma un obbligo.

  6. Salve! Grazie per le esaurienti informazioni! La mia domanda è questa: sono disoccupata da pochi mesi, posso comunque emettere delle ricevute non fiscali per prestazioni occasionali (in quanto vendo delle creazioni artigianali di mio ingegno) senza che queste mi vengano sottratte dalla somma che ricevo dalla disoccupazione? grazie

  7. Buon giorno, quest’estate proverò ad iniziare la mia attività di guida ho ottenuto un contatto o un committente che potrebbe portarmi a sforare non di molto il budget dei 5000 €, si tratta di un’azienda speciale, e in più altre piccole attività autonome. Secondo i miei calcoli non supererò i 6500€.
    L’azienda spinge perche io apra partita iva, pur volendo continuare questo orientamento lavorativo non ho progetti o programmi stabiliti per il futuro e aprire partita iva alla prima esperienza mi sembra un azzardo.
    Le mie domande sono:
    – Pur avendo meno di 35 anni, e quindi poter usufruire delle agevolazioni per la p.iva, mi conviene continuare con la prestazione occasionale?
    – se dopo quest’esperienza continuassi con altre attività in prestazione occasionale, fino a quale limite mi posso spingere nell’anno in corso?
    – la parte eccedente ai 5000 in quale percentuale viene tassata? E come mi devo comportare se non ho un committente ma mi pagano direttamente i clienti?

    Spero possiate rispondermi nonostante le tante domande, ma ho ricevuto consigli contrastanti e volevo provare anche qui.

    Grazie

  8. L’attività che sta svolgendo è continuativa, quindi, non può continuare con le prestazioni occasionali, deve obbligatoriamente aprire partita Iva. E’ necessario verificare se può beneficiare di agevolazioni, per questo se vuole la ricontatto in privato. Naturalmente con la partita Iva non potrà effettuare altre prestazioni occasionali, in quanto dovrà fatturare tutte le prestazioni che andrà ad effettuare. Mi faccia sapere.

  9. Salve,io dovrei fare un lavoro di riparazione e aggiornamento di due pc all’interno di un centro benessere di un’amica di famiglia, non ho partita IVA, posso fare lo stesso la ricevuta senza ritenuta d’acconto? PErchè non ho capito bene le novità del jobs act

  10. Salve, complimenti per la chiarezza con la quale affrontate questa materia molto contorta.
    A breve aprirò una partità iva con iscrizione alla gestione separata per portare avanti l’attività professionale di ‘Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari’ cod ateco 73.11.02.
    Vorrei sapere se contemporaneamente posso continuare ad avere una collaborazione occasionale (pagamento con ritenuta d’acconto) se le due attività sono completamente diverse.
    In caso di risposta negativa, come posso giustificare una fattura per una prestazione che non ricada nel campo di ‘Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari’?
    Via ringrazio anticipatamente per le vostre preziose risposte
    Saluti
    Daniele

  11. Non può fare prestazioni occasionali. Dovrà fatturare anche la prestazione effettuata in un settore diverso. Se ha già un commercialista si rivolga a lui, altrimenti se vuole la ricontatto in privato.

  12. Salve, un amico mi ha chiesto di allestire il suo locale, premetto che non l’ho mai fatto, ma avendo capacità manuali e fantasia, ho accettato, anche perché farei risparmiare il mio amico-committente. Non avendo partita iva, pensavo di fornire una ricevuta non fiscale, ho due dubbi a riguardo
    1) dovendo sostenere delle spese di materiali e aggiungendo il mio lavoro, ho calcolato una cifra di € 2.500,
    nella ricevuta dovrò indicare :

    Il corrispettivo lordo concordato: € 2.500
    La ritenuta d’acconto (pari al 20% dei compenso lordo) € 500
    L’importo netto che verrà corrisposto dal committente € 2.000

    Oppure
    Il corrispettivo lordo concordato: € 3.125
    La ritenuta d’acconto (pari al 20% dei compenso lordo) € 625
    L’importo netto che verrà corrisposto dal committente € 2.500

    2) il committente mi chiede se per lui questa spesa è deducibile pari a qualsiasi altra fattura

    Grazie in anticipo

  13. La scelta dipende da come vi trovate d’accordo lei e il suo cliente. Per lui la ricevuta sarà un costo deducibile se ci sono i requisiti fiscali per poter dedurre il costo, ma direi di si.

  14. Grazie per la risposta, ma non capisco quando dice “la scelta dipende da voi” io pensavo che uno dei due metodi fosse un errore. Riformulo la domanda in maniera più semplice:
    da questo lavoro,che è chiaramente occasionale, vorrei ricevere un compenso di €2.500 potrebbe illustrarmi come va compilata la ricevuta non fiscale?
    La ringrazio infinitamente

  15. La compilazione con compenso lordo di €. 3.125 le porta un compenso netto di €. 2.500. Si tratta comunque di un compenso da sottoporre a tassazione in dichiarazione dei redditi.

  16. Salve, ho iniziato ora a fare ricevute per prestazioni occasionali, ho comprato un blocco Buffetti per prestazioni non soggette ad IVA ma (purtroppo dopo che l’ho fatta la prima) ho notato che non c’è la famosa scritta “di non essere soggetto al regime Iva a norma dell’ex art. 5, comma 2, D.P.R. 633/722” e le altre diciture in calce che ho visto nel vostro modello. Devo ritenere non valida la ricevuta che ho fatto? E’ un blocco che non è adatto a questo scopo?

  17. Salve, io nel 2016 ho svolto diverse prestazioni occasionali presso diversi soggetti, di preciso 5 prestazioni occasionali dell’importo lordo di € 5.000,00 per 5 aziende diverse. Dal punto di vista fiscale, compilando la dichiarazione dei redditi al quadro RL come reddito 25.000 euro dovrei essere in regola, mentre se non erro dovrei fare iscrizione alla gestione separata inps dal momento che ho superato ai fini previdenziali la soglia dei 5.000 annui. Inoltre, svolgendo prestazione occasionale per diverse aziende, posso continuare a farlo oppure poi sorge l’obbligo di aprire p.iva? Grazie

  18. Con queste cifre mi pare ovvio che lei sta facendo un’attività continuativa, quindi è obbligatoria la partita Iva. Se ha bisogno di maggiori info, o anche di un preventivo, mi contatti in privato.

  19. Il blocco di ricevute è sicuramente idoneo, ma è lei che deve integrarlo con le indicazioni previste per emettere una ricevuta per prestazione occasionale. I blocchi sono “bianchi” perché possono essere utilizzati per vari scopi, per questo va personalizzato per questa fattispecie.

  20. Vorrei fare 2/3 mercatini mostre scambio per articoli motociclette epoca, ho del materiale di molti anni fa, per motociclette degli anni 70/80, nuovo che ho conservato negli anni, naturalmente acquistato negli anni da privati o in giro per mercatini senza alcun documento cartaceo, fatture /ricevute, ora la passione è venuta meno e vorrei vendere del materiale…come posso fare senza avere durante il mercatino problemi di controlli fiscali, visto che sono un privato appassionato che vuole vendere la merce che negli anni ho conservato scrupolosamente?

  21. Prima di tutto chiedere al SUAP del suo Comune se sono previsti eventuali “patentini da hobbista” per partecipare ai vari mercatini nel Comune e fare la stessa cosa se fa mercatini in altri Comuni. Poi rilasciare ricevuta ad ogni eventuale vendita. Infine, presentare la dichiarazione dei redditi.

  22. Buonasera, intanto grazie per le spiegazioni date nell’articolo. Vorrei sapere se un musicista inoccupato, che durante l’anno svolge attività di musica dal vivo per matrimoni (non più di 20 all’anno e tutti con committenti diversi) e non arriva ai 5.000€ rientra nella definizione di lavoratore occasionale. Se la risposta è si, dovrei essere esente da iva, rilasciare fatture non fiscali come letto nell’articolo e non produrre reddito?

    Grazie in anticipo

  23. Buonasera e grazie per la chiarissima spiegazione. Sono uno studente di informatica e insieme ad un amico dovremmo sviluppare un ecommerce per un cliente. Io non ho reddito e il mio amico attualmente ha un contratto di stage part time in un azienda, l’importo per la prestazione non dovrebbe superare i 5000€, non prevediamo di effettuare questa attività in modo continuativo. Come possiamo svolgere il lavoro ed essere in regola con il fisco? Se dovessi fare tutto a mio nome?

  24. Se non proseguirete con questa attività in futuro è sufficiente rilasciare una ricevuta al cliente al momento del pagamento. Se la somma ricevuta da ognuno non supera i €. 4.800 in assenza di altri redditi non si è obbligati a dichiarare la somma, altrimenti, come nel caso del suo amico, è necessario presentare la dichiarazione e inserire anche questa somma.

  25. Buona sera e anticipatamente grazie per l’aiuto che potrà darmi.

    Sono socia di un’attività stagionale (ambulanti su stabulazione fissa e su suolo pubblico) legati ad una licenza specifica per merceologia di vendita e somministrazione e a tempi determinati.
    Nella I stagionalità annua ( esercizio da giov a dom, per 8 settimane) del 2016 ci siamo avvalsi di un lavoratore occasionale retribuito regolarmente con i voucher (lavorava un paio di ore al giorno il fine settimana). Ad oggi non è più possibile e stiamo pensando se il contratto di lavoro occasionale possa fare al caso nostro.
    In breve, il lavoratore noleggia da terzi l’attrezzatura che serve per l’attività (friggitrice), noi sottoscriviamo un contratto occasionale in cui pattuiamo il compenso per il suo servizio (ovvero per la sua mano d’opera applicata alla sua attrezzatura) … è legittimo? Oppure il fatto che “i mezzi propri” vengano utilizzati nella sede della nostra società e di esercizio, implica la subordinazione? Un lavoro che occupa qualche ora, quattro giorni alla settimana per otto settimane, può essere considerato “occasionale”?

    Grazie mille …

  26. Il lavoro autonomo occasionale non vi mette in regola. L’attività del lavoratore sta svolgendo un’attività commerciale, quindi le soluzioni sono, fargli aprire partita Iva, oppure sottoscrivere con lui un contratto di lavoro a tempo determinato. Sicuramente non si tratta di una prestazione occasionale.

  27. Buongiorno, mia moglie ha segnalato un cliente per la conclusione di un’affare ad un operatore e quest’ultimo vorrebbe riconoscere un compenso.
    Mia moglie è fiscalmente a mio carico, non lavora e non redige nessuna dichiarazione di redditi.
    Tale compenso rientrerebbe nell’occasonalita’ e fino a quale importo? farebbe cumulo con i miei redditi?
    Grazie anticipatamente

  28. Buongiorno e complimenti sia per l’articolo che per le risposte fornite, sempre puntualissime! Veniamo al caso: un ristoratore possiede un furgoncino con cui intende partecipare agli ormai di moda street food e ha la necessità di avere una seconda persona che gli dia una mano nel cucinare e servire (d’ora in poi chiamiamolo aiutante). Se facessero un solo street food (quindi tre giorni), l’aiutante potrebbe essere gestito come lavoro occasionale? In caso di risposta affermativa, quale documentazione dovrebbero avere a disposizione per tutelarsi di fronte ad un controllo di inps o agenzia entrate? In caso di risposta negativa, se l’aiutante avesse una propria partita iva quale ristoratore, c’e’ qualche tipo di accordo che puo’ essere sottoscritto per evitare che l’inps o agenzia delle entrate, in caso di controllo, possano contestare che trattasi di contratto di lavoro a tempo indeterminato? Ringrazio e rinnovo i complimenti!!

  29. L’attività dell’aiutante è sicuramente un’attività di lavoro dipendente, non può essere un’attività di lavoro autonomo, quindi la disciplina sul lavoro autonomo occasionale non può essere utilizzata. Il rischio è per lei che l’Agenzia le consideri il lavoratore come dipendente assunto a tempo indeterminato, quindi la costringerebbe all’assunzione immediata e al pagamento di sanzioni. Molto meglio fare un contratto di lavoro a chiamata o a tempo determinato. Chieda consulto ad un consulente del lavoro, oppure si avvalga di un collaboratore con partita Iva.

  30. Buongiorno, come pensionato sto svolgendo un’attività di Procacciatore d’Affari e Agente di Vendita, con regolari contratti, con 3 Ditte del settore elettrico. In totale emetterò circa 7-8 fatture /anno, con totale annuo dei compensi < 10.000 €.
    L'attività è saltuaria, mi occupa per per un tempo limitato e non è ripetitiva.
    Posso fare a meno di aprire partita IVA e operare come lavoratore autonomo occasionale ?
    Grazie e cordiali saluti

  31. Buongiorno,
    avrei bisogno di un aiutino… In pratica sono il gestore di un sito web + app d’informazioni su una città in provincia di Salerno e per recuperare spese e fare qualche guadagno avrei alcuni clienti che vorrebbero realizzare campagne di web marketing tramite sito ed app.
    Per fare questa cosa posso utilizzare la prestazione occasionale con ritenuta del 20% o c’è bisogno di aprire una partita iva? Sono dipendente con contratto a tempo indeterminato a tempo parziale (30h settimanali).
    Grz 1000

  32. Deve aprire partita Iva, lei sta svolgendo un’attività commerciale per la quale è obbligatoria la partita Iva. Se vuole maggiori info la contatto in privato.

  33. Buongiorno,
    sto stipulando un contratto di procacciatore d’affari occasionale con un’azienda della mia città.
    La mia domanda è: da questa stessa ditta posso essere pagato massimo 2000€ o 5000€ all’anno?
    E’ l’unica azienda per la quale ho un contratto di questi tipo.
    Grazie!
    Lorenzo

  34. Avrei cortesemente bisogno di informazioni in merito a questa casistica: mio marito lavoratore autonomo titolare di p.iva, intende dare per la prima volta, incarico di collaborazione occasionale ad una persona nel limite dei 5000 euro annui, chiedo: che tipo di vantaggi e o svantaggi puo’ avere sulla propria dichiarazione dei redditi? Puo’ ad esempio (azzardo perchè sono ignorante in materia), compensare l’irpef (la propria con quella che dovrebbe versare al prestatore). Se non sbaglio , poi, ogni mese dovremmo fare versamento entro il 16 della ritenuta d’acconto e azzardo di nuovo predisporre l’anno prossimo CU? Grazie mille per la eventuale risposta che mi sarà molto utile.

  35. Buon giorno! Purtroppo non ho ben capito una cosa!
    Io sono disoccupato,mi hanno chiesto di fare un lavoro, e io vorrei avere come compenso 500 euro (In tasca) quindi dovrei fare una ricevuta di 600 euro ,dalla quale loro trattengono il 20%? Giusto?
    Grazie mille

  36. salve complimenti per l’articolo, vorrei svolgere delle attività professionali in modo occasionale e sempre con clienti diversi, persone fisiche e non giuridiche, per l’espletamento delle pratiche è necessario l’apposizione di un timbro di appartenenza ad un albo professionale al quale sono regolarmente inscritto, gli importi complessivi delle attività non superano i 5.000 euro annui, è possibile svolgere in questo modo lavori occasionali? grazie

  37. Gli iscritti ad albi professionali devono operare obbligatoriamente con partita Iva, la prestazione occasionale non è utilizzabile. Ci sono solo rare eccezioni come ad esempio i giornalisti.

  38. Buongiorno,
    ho un’attivita’ commerciale(negozio elettronica su strada)posso assumere con contratto occasionale per due settimane ad agosto vista la mia assenza in negozio?
    Grazie della risposta

  39. Salve,a maggio 2016 ho effettuato un trasporto con il mio furgone ad uso proprio di alcuni oggetti da lavoro per conto di una ditta che mi ha pagato le spese sostenute (autostrada,gasolio ecc) euro 550 tramite bonifico dal conto dell’azienda…..la domanda è……per aiutare quella ditta ad avere una tracciabilità di quel bonifico posso in data odierna rilasciare una ricevuta di prestazione occasionale a copertura delle spese sostenute?

  40. Buonasera,
    avrei un quesito da porle sulla ritenuta d’acconto.
    Mia figlia nel 2016 ha fatto dei lavoretti durante il periodo estivo, quest’anno mi sono arrivate regolarmente due CU relative a quel periodo, l’importo totale sono circa 1.600 euro, quindi lei è rimasta a mio carico, come posso fare a recuperare il 20% di ritenuta già pagata dai datori di lavoro considerando che lei non fa denuncia e io faccio il 730.
    E’ diventata maggiorenne in aprile 2016 e questi lavori sono dell’estate cambia se minore o meno, ho cercato nella modulistica ma non ho trovato un quadro dove inserire questi dati, deve forse fare una dichiarazione solo per lei??

  41. Buongiorno, avrei bisogno di una delucidazione. Un associazione bandaistica fino a metà marzo ha pagato i propri insegnanti con i voucher. Ora per due mesi (fino a giugno) sottolineo che la prestazione avviene per due pomeriggi a settimana, non sa come regolarizzarli … può fare un contratto di collaborazione occasionale?

  42. Buongiorno. Vorrei sapere se una baby sitter/insegnante privata di lingua inglese,senza contratto, lavorando 1 volta alla settimana (2 ore) per 3 famiglie diverse (in giorni diversi per famiglia quindi), potrebbe rilasciare ricevute per prestazioni occasionali, in modo da poter fare una dichiarazione dei redditi. Sarebbero quindi 20 giorni a famiglia non continuativi ma dilazionati in cinque mesi, rientra nel lavoro occasionale? I 30 giorni sono per diverso commitente o si sommano? Se si guadagna meno di X euro all’anno, non è necessario fare la dichiarazione dei redditi oppure non è necessario pagare le tasse, ma dichiarare si?
    Grazie, cordiali saluti

  43. Può fare ricevute per prestazioni occasionali l’alternativa è l’apertura della partita Iva, ma se non fattura molto, non riuscirebbe a sostenerne i costi.

  44. Salve,

    Innanzitutto vorrei fare anche io i miei complimenti per gli articoli.
    Poi, avrei un dubbio atroce: nel 2016 ho effettuato prestazione occasionale con ritenuta d’ acconto entro la soglia dei 5000 lordi.
    Nello stesso anno però, ho ricevuto anche pagamenti in ritardo dall’inps per lo stage con garanzia giovani (effettuato nel 2015), per un ammontare di 1600 €.
    La soglia dei 5000€ oltre la quale effettuare l’iscrizione alla gestione separata inps, si applica solo relativamente alle prestazioni occasionali, o devo sommarci in questo caso anche le indennità di garanzia giovani? E poi, avendo complessivamente superato i 5000€ lordi a causa di garanzia giovani, non posso più richiedere il rimborso degli acconti?
    Grazie in anticipo!

  45. La soglia su cui basarsi per l’iscrizione alla gestione separata Inps riguarda solo le prestazioni occasionali. Nel suo caso lo stage “garanzia giovani” è considerato lavoro dipendente, quindi non rientra in questo calcolo. A questo punto lei è obbligata a presentare la dichiarazione dei redditi, che probabilmente non finirà a credito.

  46. Buongiorno, sono stato contattato da un’azienda straniera (area intracomunitaria) per prestazione occasionale in occasione di una fiera (tre giorni presso lo stand). Volevo sapere se quanto descritto nell’articolo è valido anche in caso di collaborazione con aziende straniere oppure no. E in caso affermativo, che tipo di operatività andrebbe cosiderata.
    Grazie mille.

  47. Salve,
    una psicologa iscritta all’albo ma che non esercita la professione, può utilizzare le prestazioni occasionali per una consulenza non psicologica ma rivolta ad un’azienda? E se si, il limite è di 5.000€ annue per committente o per totale dei committenti? Grazie mille, Laura

  48. In questo caso può utilizzare le prestazioni occasionali. Non esiste più il limite dei €. 5.000, se l’attività è continuativa ed abituale bisogna aprire partita Iva.

  49. Salve ho una domanda… se la ricevuta fiscale la rilascio a clienti finali, che non hanno partita iva, la ritenuta d’acconto del 20% non dev’essere calcolata giusto?

    Se invece rilascio una ricevuta fiscale ad una persona con partita iva e il compenso totale è di 50 euro (ad esempio), il 20% di questi 50euro saranno di ritenuta? Io riceverò solo 50 euro meno il 20% giusto? e il mio cliente come farà a dare il restante 20%?

  50. Buonasera,
    sono una guida turistica che collabora con prestazione occasionale per un Ente, se nel corso dell’anno dovessi sforare i 5000 euro (per es. di 2000 Euro) come devo calcolare la ritenuta INPS? La gestione separata l’ho già aperta qualche anno fa, non ho partita IVA e percepisco indennità di disoccupazione.
    Grazie

  51. A prescindere dal volume dei compensi se fa continuativamente la guida turistica per un ente deve obbligatoriamente aprire partita Iva. Se supera i €. 5.000 questo è indice che l’attività è continuativa.

  52. Buongiorno,
    devo fare una certificazione energetica di un appartamento, non è il mio lavoro ma sono titolato a farlo e quindi capita una volta all’anno per somme ben inferiori ai limiti di 4800 e 5000 euro citati nell’articolo.
    Ricevo il pagamento direttamente da un cittadino privato. E’ corretto rilasciare una ricevuta con la sola voce Importo Netto, corredata da Marca da Bollo da 2 euro (per importo netto superiore a 77,46 euro)?
    Grazie mille

  53. Come soggetto iscritto all’albo lei è tenuto ad operare esclusivamente con partita Iva per effettuare prestazioni di lavoro autonomo, come il rilascio di un attestato per la certificazione energetica di edifici.

  54. Volevo gentilmente chiedere se me lo consente, in caso di ricevute emesse a luogo di prestazione occasionale,emesse da una dietista senza partita Iva e alle prime armi, quando scatta l obbligo di iscrizione alla gestione separata. La ringrazio tanto e complimenti.

  55. Chi esercita un’attività professionale, come un dietista, anche se alle prime armi, non può utilizzare la forma delle prestazioni occasionali per incassare compensi. Vi è comunque obbligo di aprire partita Iva ed iscriversi alla gestione separata dell’Inps. Se vuole maggiori informazioni mi faccia sapere, la ricontatto in privato.

  56. Ho raggiunto il limite dei 5000€ per collaborazione con una società di visual merchandising per quest’anno, sono a chiederle cortesemente un preventivo dei costi e tasse da sostenere per aprire una partita iva forfettaria per un’attività da Vetrinista o Visual Merchandiser (teoricamente codice attività Ateco 2007 73.11.01 ideazione di campagne pubblicitarie) presumendo di fatturare un’importo che può oscillare sui 6/8000euro.
    Io lavoro già come dipendente settore marketing ed il mio CUD ammonta a circa 10000euro ed ho una seconda entrata derivante da un appartamento in affitto di circa 5000euro.

  57. Buona sera nel farle i complimenti per la grande competenza le volevo porre un quesito, ho una esperienza pluriennale nella gestione e organizzazione di segreteria e amministrazione, al momento sono in mobilità e una coop di servizi mi ha chiesto collaborazione presso di loro 3 o 4 giorni al mese probabilmente una volta alla settimana o come meglio credo io, per sistemare e organizzare la segreteria , il compenso sarebbe di circa 70 euro al giorno quindi rientro nella soglia dei 4800 euro annuali e non superò i 30 giorni nella anno. La domanda è posso stipulare un contratto di prestazione occasionale senza piva? E se si c’è obbligo di registrazione ? La ringrazio anticipatamente per la cortese risposta che mi vorrà fornire

  58. Il problema è che la prestazione se continuativa nel tempo, non rispetta il requisito dell’occasionalità. Le prestazioni occasionali, come avrà letto nell’articolo, non hanno più il requisito dei €. 5.000 e dei trenta giorni annui, ma adesso è sufficiente che la prestazione sia abituale per uscire dalla normativa sulle prestazioni occasionali. Nel suo caso la prestazione si protrae continuativamente nel tempo, quindi nel suo caso l’apertura della partita Iva è indispensabile, questo a prescindere dal compenso percepito. Se ha bisogno di maggiori info la contatto in privato.

  59. Grazie per il celere riscontro, e stato molto esauriente . Mi tocca valutare qualche altra soluzione poiché non vorrei aprire la p.Iva , ma non vorrei perdere la mobilita che mi scadrà a giugno del 2018.. magari se ci fosse la possibilità gradirei essere contattata in privato grazie buon lavoro

  60. Salve, complimenti per l’articolo molto chiaro ed esplicativo. Vorrei porle una domanda. Sono lavoratore dipendente, e quest’anno svolgerò due attività occasionali con due aziende differenti (sono già iscritto anche alla gestione separata dell’INPS). Dalla prima prevedo di ricevere 4500 euro lordi, dalla seconda 1800 euro lordi. Come dovrò compilare le ricevute di prestazione d’opera occasionale? Su entrambe dovrò prevedere una ritenuta di acconto del 20%? Per il calcolo del limite dei 5000 euro, va considerato il reddito da lavoratore dipendente? Il limite dei 5000 euro è lordo o netto?
    Grazie.

  61. Buongiorno,
    vorrei chiederle se il mio caso possa rientrare nella prestazione di lavoro occasionale.
    Vorrei testare un attività ovvero una piattaforma on-line nella quale vendo per ora solo un prodotto di un altra persona e guadagno una percentuale sulla vendita. In questo caso si può parlare di lavoro occasionale visto he le vendite saranno decisamente esigue e di conseguenza la mia fee farà parecchio fatica a raggiungere anche solo i 5000 euro?

    Ma quindi non c’è più l’obbligo di max 5000 euro di guadagno annuo (se non ai fini previdenziali)?
    o non ho capito niente io?
    grazie
    Valeria

  62. Salve Valeria, il lavoro autonomo occasionale riguarda attività di tipo professionale e non attività commerciali. Se lei vende online un prodotto e riceve una percentuale sulla vendita sta facendo attività di agente o rappresentante che è un attività di tipo commerciale. Per questo motivo le prestazioni occasionali non sono utilizzabili, deve valutare se è il caso di operare con partita Iva, magari in regime forfettario. Magari la contatto in privato.

  63. Salve!! Ho una azienda agricola con una piccola attività di agriturismo e sono aperta poche domeniche all’anno e solo in alcuni eventi. Non ho lavoratori subordinati e negli ultimi anni ho lavorato con voucher. Siccome le ragazze con cui saltuariamente lavoro sono gia dipendenti vorrei sapere se possaono farmi loro ricevuta con ritenuta d’acconto come prestatrici occasionali. Nel caso in cui fosse possibile dobbiamo prima fare un contrattino? Di che tipo? Oppure, se non è possibile in che modo potrei risolvere? Grazie mille

  64. Per capire se possono sfruttare le prestazioni occasionali è necessario capire il tipo di attività svolto da queste ragazze, visto che le prestazioni occasionali riguardano il mondo dei professionisti.

  65. Buongiorno, grazie della veloce risposta,
    in realtà però io non vendo il prodotto ma metto a disposizione una piattaforma web nella quale sono esposti i prodotti, la fattura al cliente che acquista online sulla mia piattaforma non è emessa da me ma dal proprietario del prodotto, al quale io chiedo poi una percentuale sulla vendita visto che è avvenuta attraverso la mia piattaforma.
    grazie

  66. Come le dicevo lei effettua un’attività di agente o rappresentante. Trattasi di attività commerciale che non può gestire con prestazioni occasionali, che riguardano attività professionali e non commerciali. In questo modo non è in regola con la normativa fiscale. Se vuole maggiori info la contatto in privato.

  67. buona sera, ho letto con molto interesse le precedenti domande e le sue puntuali risposte. Complimenti!
    Ora passo a sottoporle anche la mia domanda. Sono una signora attualmente disoccupata e non percepisco alcun reddito (ho la casa di proprietà), vorrei fare un “esperimento” nell’organizzazione di eventi (ho partecipato ad alcuni corsi in merito). Vorrei organizzare un paio di eventi artistici nel mio paese e chiaramente avrò bisogno di fornitori di servizi e materiali vari, oltre che l’artista di turno.
    Posso affrontare questi esperimenti senza avere la partita IVA? Posso quindi considerare questo una prestazione occasionale? Inoltre se dovessi trovare un lavoro come dipendente, come posso continuare (a livello fiscale e previdenziale)l’hobby dell’organizzazione di eventi?
    La ringrazio anticipatamente della sua collaborazione.
    Cordialmente
    Orietta

  68. Grazie per i complimenti. Se questa attività è svolta solo occasionalmente può rientrare nella disciplina del lavoro autonomo occasionale. Se dovesse trovare lavoro come dipendente può certamente continuare, ma se nel corso del tempo l’attività diventa abituale dovrà obbligatoriamente aprire partita Iva come professionista.

  69. Buongiorno, ho letto l’articolo scritto davvero in modo molto chiaro e comprensibile.
    Avrei una domanda da sottoporle:
    mia nipote stà dando sporadicamente lezioni a studenti. Lo scorso anno queste venivano pagate tramite voucher ma non essendo più possibile ritengo che possano rientrare nella casistica del lavoro autonomo occasionale. Il mio dubbio è la ritenuta d’acconto visto che il committente è un soggetto privato non sostituto d’imposta; la ritenuta deve essere comunque effettuata/versata? Preciso che mia nipote non ha altri redditi.
    Ringrazio per la sua disponibilità.
    Cordialmente

  70. Buongiorno, mi scusi, ma nel caso di collaborazione autonoma, un’unica operazione il cui pagamento supera i 5.000 euro anui legittima l’apertura d’ufficio della partita IVA? L’esubero non comporta solamente la necessità di gestione separata Inps?
    Grazie per l’attenzione.

  71. L’apertura della partita Iva non è legata ai compensi, ma alla continuità dell’attività. Se lei ha svolto una singola operazione sopra i €. 5.000 ha solo l’obbligo di iscrizione alla gestione separata Inps, ma se la sua attività è esercitata in modo continuativo, allora ha anche l’obbligo di aprire partita Iva.

  72. Buon giorno, essendo ciclista da molti anni mi è capitato che alcuni amici mi hanno chiesto di organizzare dei tour guidati in bicicletta per turisti italiani ed esteri e avendo un lavoro da dipendente par-time ho un po’ di tempo per farlo ma non ho mai iniziato perché con gli adempimenti per l’apertura della partita IVA non coprirei neanche le spesa. Dopo aver letto il vostro articolo le chiedo se fosse possibile organizzare qualche tuor come lavoro autonomo occasionale e se lavorando con privati devo emettere ricevuta con ritenuta o no e se nel caso in cui possa anche comorendere nel prezzo il noleggio della bici cambia qualcosa. Grazie mille..

  73. Può fare questa attività sfruttando le prestazioni occasionali, ma il lavoro deve essere effettivamente occasionale. Nei confronti di privati non c’è ritenuta.

  74. Salve, complimenti per la chiarezza (non usuale anche con professionisti privati). vorrei chiederVi, trovandomi in una situazione in cui svolgo prestazione occasionale oltre agli orari di lavoro del mio impiego principale, collaborazione che al momento non raggiunge le 4.800€ lorde trattandosi di attivita’ di intrattenimento radiofonico, cosa succede in caso di stop lavorativo causato da malattia. Per chiarezza, sono stato sottoposto a nr 3 interventi chirurgici per sospetta nuova neoplasia (gia’ operato un anno fa per melanoma ed avendo codice sanitario 048) con prognosi di nr 15 gg di riposo. In questo caso, trattandosi di collaborazione piu’ ludica che lavorativa, dovrei sospendere anche questa anche rispettando gli orari di visita fiscale previsti dall’ Inps? Potrei dedicarmi di tanto in tanto a questa che piu’ che un lavoro e’ una distrazione? Grazie per l’attenzione.

  75. Buongiorno, vi leggo sempre con vivo interesse e rinnovo i complimenti per i consigli che ci date.
    Veniamo al dubbio del giorno….
    Ho effettuato una prestazione occasionale per 5.000 euro, oltre a spese di viaggio per circa 500 euro (documentando le spese autostradali e calcolando in base alle tabelle aci il solo costo chilometrico da paese a paese, al costo minimo per km, senza considerare le voci tipo “assicurazione” ecc. ecc., che altrimenti farebbero reddito).
    Ora, nella CU mi ritrovo come somma erogata il totale con distinzione tra imponibile, ritenuta applicata ed altre somme non soggette a ritenuta (dove sono inserite le somme dei costi documentati).
    E’ corretto inserire nel rigo D5 il solo imponibile, ed il restante metterlo nelle spese (dato che di spese si tratta)? Altrimenti avrei una somma in piu’ su cui non ho versato le ritenute relative alla gestione separata (sono iscritto) e non mi corrisponderebbe neppure la ritenuta d’acconto…..
    Non vedo altre soluzioni coerenti….. grazie ancora per l’attenzione

  76. La soglia dei 30 giorni è intesa che il totale dei giorni in cui si lavora non deve superare i 30 giorni o come lasso di tempo?
    E la soglia dei 5000 euro è per ogni committente o per il totale delle prestazioni?

    Io faccio lezioni private di strumento, per stare nei paletti posso fare massimo 30 lezioni con ogni committente e farmi pagare massimo 5000 euro da ognuno, giusto?

  77. Tali indici, di giorni e fatturato, come indicato nell’articolo non esistono più dal 2015. Se lei svolge attività in modo continuativo, adesso è tenuto ad operare professionalmente con partita Iva, indipendentemente da fatturato e giorni lavorati nell’anno.

  78. Buonasera,
    mi è stato chiesto di fare un servizio fotografico per un’attività commerciale, premesso che non ho P.Iva e al momento sono disoccupata e non percepisco nessun reddito,devo quindi rilasciare la ricevuta con la dicitura “Corrispettivo lordo”, “ritenuta d’acconto” e “Importo Netto”, corredata da marca da bollo? Ma soprattutto poi cosa dovrò inserire nella dichiarazione dei redditi?
    Grazie in anticipo per la risposta.

  79. Deve rilasciare una ricevuta per prestazione occasionale, con le voci che ha indicato. Nella dichiarazione dovrà indicare l’importo lordo ricevuto e ritenuta di acconto in base alla certificazione che le rilasceranno.

  80. Buon pomeriggio!

    Innanzitutto complimenti e grazie per la chiarezza.

    Avrei cortesemente il seguente quesito da sottoporre:

    un nostro tecnico teatrale, assunto come lavoratore dipendente a tempo indeterminato con contratto part-time verticale, ha svolto occasionalmente il lavoro di “ideatore luci spettacolo”.
    – quesito 1: può per quest’ultimo lavoro emettere una ricevuta per “prestazione occasionale – compenso derivante da cessione dei diritti d’autore” (R.A. 20% sul 75% dell’imponibile lordo) senza che l’importo “passi” dal cedolino paga?
    – quesito 2: se l’importo della prestazione occasionale fosse superiore a 5.000,00 euro, dovrei iscriverlo alla gestione separata Inps, nonostante sia un lavoratore dipendente che versa già i contributi Inps di legge per il lavoro che svolge come lavoratore dipendente a tempo indeterminato?

    Nel ringraziare per la cortese attenzione, invio distinti saluti.

  81. La prestazione occasionale e il diritto di autore sono due discipline diverse, e lei in questo caso mi sembra stia facendo confusione. Il tecnico può fare una prestazione occasionale pur avendo un contratto da lavoro dipendente, se l’importo della prestazione supera i €. 5.000 deve iscriverlo alla gestione separata e versare i contributi previsti. Il diritto di autore è altra cosa.

  82. Buonasera!! A me invece è stato chiesto da un privato di fare un servizio fotografico in occasione della comunione del figlio. Come faccio ad essere tranquilla per qualsiasi controllo? Di solito quando facvio qualche servizio fotografico ad aziende uso la ricevuta con ritenuta d’acconto. Come faccio in caso di rapporti con soggetti non sostituti d’imposta??? Help me. Grazie

  83. Deve fare la stessa cosa, ma nella ricevuta non ci sarà la ritenuta d’acconto. Deve fare attenzione al fatto che se la prestazione di lavoro è continuativa nel tempo deve aprire partita Iva.

  84. Quindi emetto una ricevuta con importo lordo ed indicazione dei dati del soggetto per il quale presto il servizio. Numero e data e poi devo consegnarla al commercialista. In caso di qualche controllo di finanza sarei a posto solo con la ricevuta o devo fare prima un contrattino con il soggetto? In oni caso è un lavoro occasionale perche sono tipografa con contratto di tirocinio.

  85. Oltre che chiaro è anche celere. Complimenti e grazie.
    facendo seguito alla Sua cortese risposta:
    1) forse non ho chiaramente precisato che la prestazione occasionale ed il lavoro dipendente a tempo indeterminato sono svolti per la stessa azienda. Ho letto, dopo che Le ho scritto, la risposta che diede il 28/06/2016 al Sig. Emiliano: ” no, purtroppo non è possibile emettere ricevuta per lavoro occasionale per l’azienda presso cui si lavora con contratto di lavoro dipendente”. Non avevo precisato chiaramente o dal giugno 2016 è cambiato qualcosa?
    2) la prestazione occasionale (il nostro teatro l’ha già fatto ed a questo punto mi sembra di capire, non correttamente) riguarda l’ideazione delle luci di uno spettacolo e pertanto considera il lavoro svolto “opere dell’ingegno” alle quali applicare la ritenuta d’acconto del 20% sul 75% dell’imponibile lordo.
    Sarebbe così gentile di valutare queste mie due ultime “considerazioni”?
    Grazie ancora per il supporto.
    Ornella

  86. p.s. rileggendo il mio primo post mi son resa conto di non esser stata chiara e d’aver confuso le opere dell’ingegno con i diritti d’autore. Mi scuso.
    Ornella

  87. 1) No, la prestazione occasionale non può essere effettuata presso la stessa azienda verso la quale si ha un contratto di lavoro dipendente. Forse mi era sfuggito questo aspetto nella risposta precedente.
    2) Effettuare l’operazione come cessione del diritto di autore può ovviare la cosa. Ma dovrebbe essere stilato un contratto in cui l’autore dell’opera cede al teatro lo sfruttamento della stessa per un certo periodo di tempo. Il teatro poi dovrebbe cedere a terzi, immagino teatranti, lo sfruttamento dell’opera, quando affitta il teatro. Se strutturata in questo modo la cosa può stare in piedi.

  88. Sarebbe meglio avere un contratto scritto e firmato da esibire in caso di controlli. La ricevuta la consegnerà al commercialista per la sua dichiarazione dei redditi.

  89. Grazie mille!
    Quindi se,ad esempio, il corrispettivo lordo è di 120€ con la ritenuta del 20% l’importo netto (quello che viene pagato a me) sarà 100; mentre i 20€ andranno versati dal cliente?
    Scusi per la banalità delle domande, ma sono completamente inesperta in materia.

    grazie mille

  90. Buongiorno.
    Grazie per l’ottimo articolo. La mia limitata comprensione di questioni fiscali mi lascia tuttavia in dubbio:
    ho un lavoro dipendente “classico.” Vorrei tuttavia cominciare in parallelo un lavoro saltuario di traduzioni, che mi impegni per meno di 30 giorni/anno con ciascun committente e che certamente non andrà a superare i 5000 euro lordi/anno. Il primo committente col quale ho a che fare vorrebbe emettere (giustamente) a mio nome una ricevuta per prestazione occasionale, trattenendo la ritenuta d’acconto. Fin qui tutto bene. Vorrei però capire se, avendo io come lavoratore dipendente un reddito superiore ai 5000 euro annui, io debba segnalare qualcosa a qualcuno o debba semplicemente inserire, l’anno prossimo, la o le ricevute per prestazione occasionale nella dichiarazione dei redditi che già faccio.
    Grazie!

  91. Buongiorno. Porti pazienza, ma ho ancora un dubbio: a proposito della Sua risposta n. 2, il nostro dipendente ha ideato e realizzato le luci per un NOSTRO spettacolo. Quando verrà rappresentato in sede, cioè nel nostro teatro, ad usufruirne sarà il pubblico. In tournée, ne usufruirà sempre il pubblico con la variante che verremo ospitati in altri teatri. E’ in questo senso che Lei scrive “il teatro poi dovrebbe cedere….”? Grazie mille

  92. Salve,
    oramai questo blog è la mia fonte di consulenza primaria, complimenti davvero.
    Dovrò rilasciare ricevute per prestazioni occasionali (consulenza Social Media e comunicazione) ad uno stesso committente, pertanto mi chiedevo:
    – Il limite dei 5mila euro (lordi?) in un anno solare, è riferito alla somma di tutti i committenti?
    – Il carattere di “abitualità” dei 30 giorni in un anno, si intende per unica prestazione o diverse?
    (es. Posso rilasciare in un anno n° 14 fatture di 2 giorni vs/ lo stesso committente).
    – Sotto i 4800 euro lordi, non ho obbligo di dichiarazione redditi?

    Grazie!

  93. Mi sembra una cosa un po’ forzata, perché definire il posizionamento delle luci come un opera oggetto di diritto di autore, non torna molto. Comunque se volete proseguire in questo modo fate un contratto.

  94. Grazie per i complimenti. Il limite dei €. 5.000 che vale per la contribuzione Inps riguarda tutti i committenti. Non esiste più il limite dei 30 giorni, rilegga bene l’articolo. In assenza di altri redditi sotto i €. 4.800 di prestazioni occasionali non ha obbligo di dichiarazione dei redditi. Tenga presente che le prestazioni durano nel tempo è necessario aprire partita Iva.

  95. La invito a rileggere bene l’articolo. Non esistono più ai fini reddituali i 30 giorni e i €. 5.000 riguardano solo la soglia contributiva. Facendo prestazioni occasionali lei è tenuto ad inserirle in dichiarazione dei redditi. Tenga presente che se la prestazione è continuativa nell’anno, ad esempio nei fine settimana ma per periodi di tempo continuativi, vi è obbligo di operare con partita Iva. Per usufruire delle prestazioni occasionali la prestazione deve iniziare e finire con un termine iniziale e finale. Se l’attività si ripete varie volte, anche con soggetti diversi, si deve operare come professionisti, con partita Iva, a prescindere dal volume di reddito percepito.

  96. Grazie ancora.
    La storia dei 30 giorni ormai decaduti mi era sfuggita. É il problema di avere a che fare con una materia del tutto aliena alle proprie capacità di comprensione. Il lavoro di tradizione sarebbe effettivamente saltuario. Esistono riferimenti per determinare cosa sia considerato occasionale, sia a livello di quante volte nell’arco dell’anno che a livello di entrate lorde? Fosse quasi ogni settimana si giungerebbe a 40/50 prestazioni. Io avevo in mente qualcosa di più vicino alle 5/10 all’anno. Grazie ancora per l’opera di chiarimento per quelli di noi che sono persi in questo ambito.

  97. Grazie per la pazienza e la disponibilità, ma soprattutto per la celerità e la competenza. Le vostre risposte sono sempre molto esaustive. Finalmente ho trovato un “punto di riferimento”. Grazie, grazie, grazie.
    Ornella Rinaldi

  98. I riferimenti non esistono, la normativa prevede che con l’abitualità della prestazione scatti l’apertura della partita Iva, ma se fa 5/10 traduzioni all’anno il problema non si pone. Però se le commissioni aumentano deve pensare alla partita Iva.

  99. L’abitualità è data dalla continuazione nel tempo dell’attività, l’Agenzia non ha mai definito parametri, ma quando un’attività si svolge in modo continuativo siamo di fronte ad un’attività abituale.

  100. Buongiorno.. io lavoro con decine di agenzie di promozione l’anno, ora che hanno tolto i voucher, molte di queste pagheranno con prestazione occasionale quindi probabilmente per la prima volta nel 2017 supererò la soglia dei 5000 euro. cosa devo fare quando e se la supererò dovrò comunicarlo a tutte le 15 20 30 agenzie diverse con cui ho collaborato? e se superassi di poco. ossia arrivassi a 5500 mi converrebbe superarlo il limite o pagherei troppe tasse? e mi converrebbe restare a 5000? con 5500 per esempio quanto dovrei pagare?

  101. La sua attività è sicuramente continuativa nel tempo. Considerato che lavora per più agenzie nel corso del tempo. Questo significa che deve operare con partita Iva. Valuti la possibilità di aprire in regime forfettario. Ci sono molti vantaggi, in termini di adempimenti e tassazione ridotta.

  102. Certamente, se lei fosse dovrebbe firmare un contratto diverso. Il fatto che firmi contratti dove dichiara di non essere titolare di partita Iva tutela la società che le commissiona il lavoro, ma non la sua posizione fiscale individuale.

  103. Buongiorno,
    con la stagione estiva alle porte, ho degli accordi con un ex datore di lavoro di andare presso il suo campeggio a dare una mano con le attività di routine della struttura (più attività di coordinamento del personale che altro).
    Si tratta di andare per una decina di giornate spalmate su 3 mesi e mezzo, per un totale di circa 80 ore complessive e 1.000€ circa di compenso.
    Rientro nel sistema della ritenuta d’acconto?

  104. Sicuramente non si tratta di lavoro autonomo, ma di lavoro alle dipendenze di un datore di lavoro. Deve utilizzare altre forme tipiche del lavoro dipendente, ad esempio i contratti di lavoro a chiamata.

  105. Buongiorno,,complimenti per l’articolo.
    Sono un lavoratore dipendente a tempo indeterminato nel settore delle telecomunicazioni, da qualche anno mi occupo di gestione e manutenzione piscine nel tempo libero, quest’anno un amministratore di residence con piscina mi richiede la manutenzione della stessa per la stagione estiva per un compenso netto di 5000 euro, rientra nelle prestazioni occasionali? Che variazione di tassazione avrò nella dichiarazione dei redditi, considerando un lordo di circa 40000? E la soluzione migliore?
    Grazie per la disponibilità
    Giovanni

  106. L’attività di manutenzione è un’attività commerciale e non professionale. Utilizzare le prestazioni occasionali non è sicuramente la soluzione migliore. Più corretto allora utilizzare contratti a chiamata.

  107. Buongiorno e complimenti per le risposte. Sono un pubblico dipendente e sono stata autorizzata dalla mia azienda a svolgere un incarico extra istituzionale occasionale come componente del Nucleo di Valutazione presso altra struttura pubblica la quale mi ha rilasciato CU per redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi per importo lordo 4.461,42 e ritenuta acconto 892,28. Sul sito Agenzia Entrate ho stampato il modello 730 precompilato dove risulta inserito unicamente il reddito della mia azienda e non quello occassionale. Però nel foglio sempre della Agenzia delle Entrate alegato alla dichiarazione precompilata si legge che entrambi i CU sono stati acquisiti ed utilizzati e mi trovo a conguaglio un credito (per recupero altri oneri e spese). E’ corretto, o devo rettificare e inserirlo io nella dichiarazione 730 nel quadro D – Altri redditi e pagare quindi la restante ritenuta?

  108. Ringrazio il CU della azienda dove ho svolto incarico riporta: Certificazione lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi
    – Tipologia reddituale: Causale A (rigo 1)
    – Dati fiscali: Ammontare lordo corrisposto E. 4461,42 (rigo 4)
    Imponibile E. 4461,42 (rigo 8)
    Ritenuta a titolo d’acconto E. 892,28 (rigo 9).
    Il dubbio mi è sorto perchè l’Agenzia delle Entrate, avendo acquisito i dati di entrambe i CU, nella precompilata, hanno indicato unicamente quelli del datore di lavoro pubblico.

  109. La causale A identifica i soggetti titolari di partita Iva, per quello non trova rispondenza nel 730, è sbagliata la certificazione oppure loro pensavano che lei agisse con partita Iva.

  110. Buonasera e complimenti io se possibile vorrei porle due quesiti:
    Il primo e se un condomino può saldare la sua morosità con un prestazione di lavoro occasionale di tinteggiatura e se da tale prestazione e anche coperto assicurativamente con la presentazione della ricevuta.

    Il secondo quesito e se mia moglie vende oggetti realizzati come opere del proprio ingegno e non supera i 5000 euro tutti i suoi gudadagni fanno comunque ugualmente cumulo con i miei redditti di lavoro dipendente (siamo in comunione di beni)

  111. Per la prima domanda la risposta è negativa, il condominio può avere una prestazione di lavoro occasionale, ma non si è coperti da un punto di vista assicurativo. Per la seconda domanda c’è bisogno di una consulenza più approfondita per rispondere. Se vuole mi contatti in privato.

  112. Ringrazio moltissimo per la precisione. Io non ho partita IVA in quanto dipendente pubblico. Ho verificato il CU dello scorso anno e avevano indicato la causale M. Devo fare quindi rifare il CU con la sigla M e inserire l’importo nel 730? Grazie ancora per l’aiuto preziosissimo.

  113. Buongiorno. Sono un dipendente, ma ho svolto diverse prestazioni occasionali per due società nel corso del 2016, emettendo regolare ricevuta per ogni prestazione. Tuttavia ad oggi mi è stata pagata solamente una parte dei relativi compensi, e per di più i relativi pagamenti sono avvenuti tutti nel 2017. Queste somme vanno dichiarate quest’anno o l’anno prossimo? Attualmente nessuna di queste due società mi ha mandato la CU. Grazie.

  114. Buongiorno, a breve inizierò una collaborazione di tipo occasionale con la Commissione Europea, avrei bisogno di acquistare un pc per l’attività svolta. La mia domanda è: per poter portare in diminuzione del compenso le spese percepite per l’attività (che in questo caso saranno le spese relative a due viaggi e il pc) è necessario che io acquisti il pc dopo la firma del contratto o non è necessario?
    Grazie e buona giornata

  115. Buongiorno, sono una grafica e l0anno scorso ho dovuto chiudere partita IVA (forfettaria) in quanto ho avuto dei problemi con un cliente grosso che non mi ha pagato e non riuscivo più a coprire le spese. Attualmente ho realizzato (si tratta di grafica e impaginazione) due numeri per una rivista semestrale, in questo caso posso farmi pagare con ritenuta d’acconto per prestazione occasionale? Il guadagno è di circa 2.000 € e il tempo impiegato è inferiore ai 30 giorni ma non so, data la periodicità, se si può considerare continuativo.
    Non credo valga la pena riaprire partita iva solo per questa cifra, mi hanno anche suggerito di farmi pagare con cessione di diritti d’autore. si potrebbe fare?
    Grazie mille per l’aiuto. Buona giornata.

  116. Utilizzi la cessione del diritto di autore se si tratta di un compenso legato alla cessione dello sfruttamento delle foto realizzate, altrimenti emetta una prestazione occasionale. Se facesse prestazioni di questo tipo ulteriormente nel corso dell’anno è necessario riaprire partita Iva. Se l’attività continua mi è strano che abbia voluto chiudere.

  117. Grazie mille, no, non si tratta di realizzazione di foto ma di impaginazione e grafica realizzata da me. Ho chiuso perché il guadagno dell’ultimo anno è stato inferiore ai 5.000 € che sono andati via per pagare l’inps, la camera di commercio, l’Inail e le tasse del 2015, quindi non ho avuto guadagno ma solo perdite.
    Grazie ancora.

  118. Buon pomeriggio,
    ricevo proposta per prestazioni occasionali per circa 2mila (al lordo di RdA) ma percepisco Naspi.
    E’ corretto dire che l’Inps tratterrà l’80% del compenso sull’indennità di disoccupazione?
    Ringrazio anticipatamente per la cortese disponibilità.

  119. Complimenti per l’articolo molto bene fatto con informazioni spiegate in maniera semplice e dettagliate, e proprio per questo vorrei porre un quesito, sono un odontotecnico dipendente, e mi si presenta l’occasione di collaborare SALTUARIAMENTE con dei clienti, e visto che sono l’unico sostegno per la mia famiglia (monoreddito) non posso ancora prendere in considerazione l’apertura di una p.i. visto i costi che comporta e visto che non so ancora che volume d’affari potrei generare, quindi le mie domande sono le seguenti:
    MA SE LA DITTA PER QUI LAVORO COME DIPENDENTE LO SCOPRE PUO’ LICENZIARMI?
    SONO TENUTO A COMUNICARE ALLA MIA ATTUALE DITTA QUESTA MIA ATTIVITA’ PARALLELA?
    Grazie anticipatamente per la disponibilità

  120. Lei come dipendente non può fare attività concorrenziale rispetto a quella che esercita come dipendente. Questo come regola generale. Se la azienda per cui lavora può dimostrare che lei ha sviato clientela o ha fatto concorrenza a servizi che anche loro svolgono potrebbe rischiare il licenziamento.

  121. Buonasera, sono un lavoratore dipendente e ho percepito nell’anno scorso una prestazione occasionale di 750 euro. Mi aspettavo di ritrovarmelo nel 730 precompilato, invece non c’è. Devo dichiarare necessariamente la prestazione nel 730? Il reddito da lavoratore dipendete supera tranquillamente i 5000 euro. Grazie per la disponibilità.

  122. Non è detto che il 730 precompilato sia corretto. Lei è obbligato ad inserire la prestazione occasionale modificando il 730, in caso contrario è a rischio sanzioni.

  123. Buonasera, sono percettrice di Naspi, ho un contratto come dipendente a tempo determinato part-time di un mese che probabilmente mi verrà rinnovato per un altro mese. Per la stessa azienda ho fatto una collaborazione occasionale come procacciatrice d’affari che non mi è stata ancora pagata ma mi hanno promesso di fare il pagamento a breve. Posso rilasciare una ricevuta fiscale anche se ho un contratto di lavoro subordinato con la stessa ditta?

  124. Buongiorno.
    nel 2015 ho svolto un lavoro (prestazione occasionale con ritenuta di acconto)
    per una società che si occupa di eventi culturali. fin qui tutto ok, perchè sono stato pagato ecc.
    e giusto in questi giorni scopro qualcosa che secondo me, e non solo, ha dell’inverosimile…
    in pratica mi rivolgo a questa società per richiedergli il cud del 2016 con riferimento al 2015
    perchè mi serve per compilare l’isee e cosa scopro?!..che la cifra che mi è stata dichiarata
    è stata replicata 3 volte, nel senso che al caf risultava una cifra intorno ai 1800 eu,
    mentre sul CUD che mi è stato dato dal loro commercialista risultava un compenso di 600 eu
    piu le ritenute, al che chiamo la società per chiarimenti e mi dicono che per loro è tutto ok,
    a questo punto mi rivolgo all’agenzia delle entrate e scopro che la stessa società mi aveva,
    sempre a mia insaputa, dichiarato per 3 lavori invece che 1 e all’agenzia delle entrate risultava
    che la società mi aveva dichiarato, per 2 volte a marzo ed una a settembre 2015, per la stessa e identica cifra, cioè 600 eu, ed ecco scoperto l’arcano. Richiamo la società, parlano con il commercialista che gli dice,
    pare, che probabilmente cè stato un errore… molto strano, considerando che l’ultima è partita, sempre per errore, a settembre??!! Adesso sono in attesa che mi risolvono la questione, visto che il casino l’hanno fatto loro. Mi hanno detto che andranno all’agenzia dell’entrate per chiarire la cosa ma, ad oggi ancora nessuna risposta. Sinceramente a me la cosa puzza di imbroglio, perchè le loro iniziative vengono finanziate da regione, provincia, comune ecc e devono comunque presentare un bilancio e spese varie, per cui come diceva Andreotti: a pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca…
    A questo punto chiedo a voi un parere su questa vicenda al quanto bizzarra.
    grazie

  125. Il problema non è di facile soluzione, perché lei indicando un importo diverso dalla certificazione rischia un accertamento sulla sua dichiarazione dei redditi. Lei a quel punto sarà costretto a dimostrare che non ha percepito le somme oltre a quelle dichiarare. A mio avviso si faccia rilasciare dal legale rappresentante dell’Ente una dichiarazione ove si dimostra che lei ha percepito solo le somme effettivamente riscosse, si rivolga poi ad un legale per vedere la strada giusta per intraprendere un’eventuale azione legale, dopo una prima lettera di avvertimento, per modificare le certificazioni uniche emesse.

  126. la ringrazio per il chiarimento ma, ero al corrente dei rischi…
    per quanto riguarda “l’errore”..come le sembra possibile?
    a mio parere ci hanno provato perchè pensavano che non gli avrei mai chiesto
    il CUD, non le pare?

  127. Per firmare una certificazione energetica, occorre un titolo professionale di un iscritto ad Albo e pertanto secondo me, non puo’ avvalersi della prestazione occasionale ma deve aprire P.iva.

  128. Buongiorno, sono il responsabile del Gruppo Storico “Le Maschere di Mario del ‘700 Veneziano”, vorrei chiederle se il nostro Gruppo partecipando ad uno spettacolo di Danze Storiche sul palco di Piazza San Marco durante il Carnevale di Venezia, fa richiesta di rimborso spese varie per una cifra di €880,00 deve avere la partita iva(non siamo un’associazione, solamente un gruppo di persone). La ditta è privata Spa (Ve.La. di Venezia). Grazie per la risposta, cordiali saluti…

  129. Buona sera. fino al mese scorso sono stata pagata con i voucher quando chiamata occasionalmente per lavorare in agenzia viaggi; ora che i voucher non ci sono più , mi è stato proposto un contratto di prestazione occasionale; come valutare se la soluzione è per me conveniente o se è più opportuno aprire partita iva ? Grazie

  130. La prestazione occasionale si può fare solo se la prestazione non è continuativa nel tempo. Altrimenti bisogna aprire partita Iva. Se può beneficiare del regime forfettario è sicuramente meglio aprire partita Iva. Se vuole la contatto in privato.

  131. Buonasera, complimenti per la chiarezza, apprezzata da me che non sono un addetto ai lavori.
    Sono in mobilità da un anno e lo sarò ancora per molti mesi .
    Sono un elettrotecnico esperto nella riparazione di macchine elettriche ed in particolare quelle per il caffè.
    Alcuni bar mi chiamano saltuariamente per piccoli lavori di manutenzione alle macchine.
    Non prevedo di incassare più di 5.000,00 euro all’anno.
    Come devo comportarmi? Sono obbligato ad aprire la partita IVA per proseguire in questo tipo di attività che in massima parte mi vede impegnato con un due clienti?
    Posso rilasciare solo delle ricevute non fiscali con ritenuta di acconto per ogni intervento?
    Grazie per la disponibilità

  132. Può continuare rilasciando ricevuta ai clienti che chiedono il suo intervento, anche se la prestazione che effettua è di tipo abituale. Sinceramente visti gli importi che fattura non mi sento di consigliarle di aprire partita Iva, ma se i compensi dovessero aumentare diventa consigliabile aprirla.

  133. soddisfatto per le risposte che date , vorrei porre un quesito sono un professore di diritto e mi viene l’occasione di fare delle parti al cinema come lavoratore occasionale per due o quattro volte al mese, come mi devo comportare con la mia scuola in che modo posso avere dei permessi per fare l’altro lavoro.
    grazie per la risposta in attesa invio distinti saluti

  134. I docenti hanno la possibilità di esercitare attività private, ma faccia attenzione al fatto che se questa attività prosegue di mese in mese deve aprire partita Iva.

  135. Grazie per la risposta, però non riesco a capire la differenza tra commerciale e professionale, io mi occuperei della pulizia della vasca e controllo sala filtri con misure periodiche sulla qualità dell’acqua, non potendo usufruire del contratto a chiamata perché non rientro nelle fasce d’età quale alternativa ho?
    Grazie

  136. Continuo ad avere un dubbio: impresa familiare, attività di ambulanti presso mercati. Uno dei due deve assentarsi per pochi giorni e vorrebbero prendere una persona in aiuto, per la vendita al pubblico, in quei giorni. Possono farlo con ricevuta di lavoro occasionale? Grazie mille per l’aiuto.

  137. Ringrazio per la precisione dell’articolo. Una cosa non mi è chiara e non riesco a capire. Spero possiate aiutarmi: come presentare tutte le ricevute e come compilare il modulo F24? Chi se ne occupa? Insomma, chi fa cosa? E rispetto ai codici ateco, c’è la necessità di comunicare un determinato codice ateco nell’F24 anche senza avere partita iva? Quanta confusione… Vi ringrazio!

  138. Il modello F24 per la compilazione della ritenuta d’acconto deve compilarlo il suo committente, non lei che ha prestato attività lavorativa. Nel modello si deve inserire il codice tributo della ritenuta.

  139. Salve, una domanda.
    Lavoro ormai da un anno a tempo pieno in un’azienda che ogni mese mi paga con prestazione occasionale. Siamo passati da lavorare a giorni alterni , a part time e, infine, da 6 mesi, full time. Ho responsabilità e soddisfazioni professionali ma mi sentirei anche un po’ presa in giro. Sto aspettando un contratto che non arriva, non accumulo ferie nè dieitti, non posso pensare di comprare casa né di programmare minimamente la mia vita (nonostante guadagni bene, anche solo programmare un viaggio è quasi impensabile), non ho diritto di ammalarmi e i giorni festivi non vengono retribuiti. Nel frattempo, impazzisco e mi stresso a morte. Consigli?

  140. Buongiorno,
    avrei un’altra precisazione da chiedere.
    Ditta individuale che deve partecipare ad una fiera e la figlia minorenne della titolare che farebbe da hostess per 1 settimana. Ipotizzabile la prestazione occasionale, anche per evitare aperture Inail, Inps, assunzioni, etc, considerando che la ditta non ha e non avrà nel breve dipendenti?
    Ringrazio in anticipo per la cortese disponibilità.
    Buona giornata
    Cristiano

  141. Lei sia da un punto di vista fiscale e contributivo è fuori da ogni regola. Il suo datore di lavoro rischia moltissimo, e se non ha effettuato ritenute previdenziali rischia anche lei. Mi rendo conto della situazione e della precarietà, ma a queste condizioni non starei ancora. Chieda un contratto oppure cerchi un altro posto di lavoro.

  142. Salve,
    faccio le pulizie nella palestra di un personal trainer. In totale 5 ore a settimana. Sono sempre stata pagata tramite voucher, adesso che sono stati aboliti mi chiedo con quale tipo di contratto posso continuare la prestazione lavorativa. Posso rientrare nella prestazione occasionale?

  143. La prestazione è continuativa nel tempo, quindi la prestazione occasionale non può trovare applicazione. Deve chiedere una contratto di collaborazione o lavoro a chiamata.

  144. Quando l’altro giorno mi è stato presentato il foglio della preatazione occasionale, ho fatto presente alla mia titolare che siamo oltre la aoglia minima e che la prestazione dovrebbe essere discontinua, cosa che ovviamente non è il mio caso.
    Lei mi ha risposto che la sua commercialista le ha detto di farlo, che non ci son problemi.
    Credo, anzi ne ho la certezza, che la mia titolare sia una persona alquanto stupida nel capire come funzionano le cose e, soprattutto, la burocrazia. Ma in quanto ad aggirare le leggi no. Ho pure preso 200 euro in meno perchè ad aprile abbiamo lavorato meno giorni tra ponte e pasqua, quindi io che non conto niente,non ho diritti neanche alle feste rosse.
    Senza contare che ho una salute d’acciaio per fortuna, ma anche un piccolo problemino che al momento è sotto controllo. Se mai dovesse farmi male, perderei sicuramente il lavoro. È ovvio che me ne voglia andare, sto cercando altro nel mio campo professionale, ma al momento non è possibile rinunciare a queste entrate. Ho 30 anni e un mutuo. Vorrei semplicemente capire meglip alcune cose, così da riportarle a muso duro a chi di dovere: 1.devo pagare cosa? Quando? Quanto? 2.per il 2016 se la soglia massima è stata superata, come faccio? I miei datori di lavoro devono assumersi qualche responsabilità? 3.per metterli con le spalle al muro, che strumenti ho?

  145. Mi sembra di capire che lei lavori come dipendente e che venga pagata con prestazione occasionale. A parte il fatto che questo è totalmente fuori da ogni regola, a rischiare maggiormente è il suo datore di lavoro. Quello che può fare è inviare una raccomandata o PEC al datore di lavoro ove si riepiloga la sua situazione personale da un punto di vista lavorativo e che lei non ritiene di essere in regola, considerato il fatto che lei sta operando a tutti gli effetti come un dipendente. Indicherà che se entro 30 giorni la situazione non sarà mutata andrà a denunciare la cosa alle autorità. Naturalmente questo la espone al rischio che vogliano cessare il rapporto con lei.
    Per quanto riguarda quello che deve pagare dipende dai redditi percepiti, lo scoprirà presentando la dichiarazione dei redditi. Avere superato la soglia espone lei all’apertura della partita Iva per continuare, oppure farsi assumere come dipendente.

  146. Salve, ho letto con interesse il suo articolo e le altre domande e vorrei esporle anche il mio caso e le mie perplessità.

    Mi occupo di insegnamento in corsi di formazione e nel 2017 ho collaborato con 4 diversi centri. Sono prossima al superamento dei 5000€ e vorrei capire come mi conviene muovermi. Non credo che la mia attività sia abbastanza remunerativa per pensare ad una p.iva, ma vorrei capire se continuare con la prestazione occasionale sia corretto nel mio caso.

    Se fosse possibile mi piacerebbe se mi contattasse in privato per valutare quali possibilità ci sono.
    Grazie

  147. Buonasera, ho letto anche io con molto interesse il suo articolo.

    Insieme ad un amico vorremmo vendere, per conto di una gelateria, dei gelati con un carretto (la gelateria ha licenza di commercio ambulante itinerante) ma senza percepire stipendio (entrambi siamo lavoratori con indeterminato full-time, l’attività del carretto è per uno studio di mercato)

    Una perplessità: qualora la prestazione di lavoro occasionale sia gratuita , è comunque necessario emettere fattura? come si gestisce la ritenuta d’acconto?

    Molte grazie in anticipo per la disponibilità

    Marcos

  148. Questa attività non può rientrare nel lavoro occasionale. La gelateria ha bisogno di autorizzazioni per fare questa attività e voi sareste lavoratori alle dipendenze dalla gelateria, non stareste svolgendo lavoro autonomo, quindi, questa forma sicuramente non è corretta. Se ci fosse un controllo, voi non avreste titolo per vendere quei gelati.

  149. questa e solo legge truffa contro i lavoratori voluto da Biagi prima e fornero dopo, con questa legge le case di riposo assumono tanti ragazzi come operatori socio sanitari se ne approfittano finche non guadagnano 5000 euri vengono spremuti come limoni e trattati da schiavi!!!!! vergogna!!!! buttati e usati come fossero fazzolettini di naso!!!!

  150. Mi capita spesso di suonare per bar e ristoranti e vorrei emettere una ricevuta per prestazioni occasionali mi potreste, con un esempio numerico, farmi in esempio di ricevuta

    Grazie
    Luigi

  151. Nell’articolo è presente il link per scaricare un modello di ricevuta. Nell’articolo è presente il link ad un articolo ove è indicata in dettaglio la modalità di compilazione della ricevuta.

  152. Buonasera, sono a disturbarla per un chiarimento che non ho trovato in nessuna delle varie domande che altri le hanno rivolto. Ecco il quesito: sono da poco pensionato e l’azienda per cui ero dipendente da + di 30 anni vuole che rimanga come collaboratore/consulente ( svolgevo attività di supervisione di cantieri per la parte impiantistica, mi occupavo della gestione del sistema qualità ISO 9001 e altre attività similari) Preciso inoltre che 15 anni fa per premio (!?) sono stato inserito nell’organico aziendale(che è una S.r.l.) come consigliere senza naturalmente percentuali di azienda. Qual’è la più legale/giusta e economica soluzione per farmi pagare? tenuto conto che queste prestazioni potrebbero durare anche 2 anni e saranno sicuramente superiori a 5000€/anno. Preciso che non avrò obblighi di orario e agirò secondo mie programmazioni con un unico impegno: consegnare nei tempi concordati le varie risultanze delle attività. Scusi la lungaggine. Saluti

  153. La soluzioni sono: 1) assunzione con contratto di lavoro dipendente. 2) Apertura di una partita Iva. In nessun caso può operare con prestazioni occasionali. La sua non è un’attività occasionale, mi sembra chiaro. Se ha bisogno di maggiori informazioni sui costi e gestione di una partita Iva, la contatto in privato.

  154. Buongiorno,
    mio figlio ha svolto per un negozio un piccolo allestimento grafico per un compenso di €300 €.

    Volendo fare ricevuta x lavoro occasionale, prevedendo che non ne farà altri perché impegnato in un corso di studi, nella suddetta dovrà calcolare ugualmente la ritenuta d’acconto?

  155. Salve,
    avrei due domande su quest’argomento. Quindi svolgendo un qualsiasi lavoro occasionale per un privato cittadino, come un servizio fotografico, non c’è bisogno di indicare nella ricevuta la ritenuta d’acconto? E se la data della marca da bollo applicata non coincide con il giorno di rilascio della ricevuta, in quale tipo di sanzione si incorre? Grazie!

  156. Se il committente è un soggetto privato non dotato di partita Iva, la ritenuta di acconto non trova applicazione. La sanzione nel caso in cui la data della marca sia più recente della data sulla ricevuta è variabile dal doppio al quintuplo del valore della marca da bollo. Articolo 25 DPR n. 642/1972.

  157. Chiedo scusa, mi sono spiegata male nella domanda precedente. Volevo dire : la data della marca da bollo deve essere antecedente, ma nel caso in cui abbia la stessa data di rilascio della ricevuta, è comunque regolare? Grazie ancora…

  158. Salve,
    Complimenti per il sito! 🙂 Le chiedo solo un chiarimento: mi sto occupando di corsi di formazione e di insegnamento e nel 2017 ho lavorato 20 giorni in un Ente e 12 in una scuola a chiamata e non secondo giorni predefiniti e continuativi. I compensi lordi saranno rispettivamente di 3.300 e 2.500.
    Il compenso da non sforare di 5000 euro è in totale o per ogni pagamento con ritenuta d’acconto?
    Se venissi pagato per una terza prestazione diversa non come docente ma giornalista, sempre per meno di 5000 euro per qualche articolo varrebbe come attività continuativa rispetto a quella della docenza?
    Grazie e buona serata.

  159. Grazie per i complimenti. I compensi ricevuti con il lavoro a chiamata non deve considerarli ai fini del limite dei €. 5.000. Quando con prestazioni occasionali supera i €. 5.000 sono dovute dal committente ritenute previdenziali. Presti attenzione al fatto che se supera €. 1.700 come giornalista, per i compensi superiori dovrà iscriversi alla gestione separata e il suo committente dovrà farle anche trattenute previdenziali. Se poi l’attività diventasse continuativa, a quel punto sarebbe obbligatoria (ed anche vantaggiosa) la partita Iva.

  160. Salve, vorrei chiedere informazioni riguardo la mia situazione: lavoro come assistente alla poltrona presso uno studio dentistico per 2/3 giorni la settimana ed il dentista vorrebbe inserirmi come lavoratrice occasionale ma, da quello che ho letto nel vostro articolo, non può farlo giusto? In quanto sarei una dipendente o sbaglio? Quindi come dovrebbe regolarizzare la mia posizione? Con quale tipo di contratto? Ovviamente non supero i 5000€.
    Grazie in anticipo.

  161. Buongiorno desidero sapere se per piccoli lavori di riparazione relativi ad impianti elettrici di abitazioni private, es. sostituzione prese o interruttori, ricerca guasti, ecc. di modesta entità economica posso rilasciare la ricevuta di prestazione occasionale senza la ritenuta d’acconto.
    Grazie e saluti

  162. Salve, mio figlio 17 enne per guadagnare qualche soldo per le sue spese ( scooter , pizza , ricarica ecc ) compra degli oggetti per poi rivenderli a prezzo maggiore sui vari siti di annunci.
    Vende di media 2/3 articoli a settimana .
    Il suo guadagno pulito si aggira sotto i 4800 all’anno..credo che guadagni di media sui 250/350 al mese .
    Non ha bisogno di partita iva …può essere considerato lavoro saltuario ?
    Se nel caso non lo fosse a cosa andrebbe incontro ?

    Intanto ringraziandovi fin da ora per una vostra risposta
    Vi auguro una felice giornata .
    Simone

  163. Roberto, salve a tutti. Il mio consulente, e non soltanto lui, sostiene che la ritenuta d’acconto vada sottratta dal compenso lordo nella misura del 23% e non del 20% come indicate Voi. Se fosse come da Voi indicato, presentando una dichiarazione con ritenuta d’acconto al 23% si incorrerebbe in qualche sanzione?
    Grazie per la risposta che vorrete darmi.

  164. Il 23% si applica sulle provvigioni, che sono cosa diversa da quello indicato in questo articolo. Qui si parla di prestazione occasionale, lei sta parlando di ricevuta per provvigioni occasionali. Non bisogna fare confusione, sono cose diverse.

  165. intanto grazie per la risposta , avvertirò mio figlio a smettere in quanto fargli una partita iva sarebbe un pò costosa .
    Nel caso mio figlio continuasse a mia insaputa a cosa andrebbe / andrei incontro ??? multe ecc. ?

    Intanto ringraziandovi fin da ora per una vostra risposta
    Vi auguro una felice giornata .
    Simone

  166. In caso di controlli, gli contesterebbero il mancato esercizio di attività commerciale, gli chiederebbero l’Iva non versata, i contributi Inps non versati, come fanno i commercianti. Ora, se si tratta di qualche vendita, con piccoli importi, lascerei perdere, ma se l’attività di acquisto e vendita prosegue continuativamente, è necessario regolarizzare la situazione.

  167. Buonasera avrei una domanda a riguardo, io ho un contratto di lavoro subordinato di 40 ore settimanali come impiegata e avrei intenzione di svolgere un altra attività come barista solamente per 2 giorni a settimana e solo per un mese, ho visto che la prestazione occasionale è quella che per me , dico giusto?
    Un altra domanda : una barista quanto viene remunerata ad ore?e a che titolo di prestazione emetto la ricevuta?
    Grazie per la pazienza.
    Eleonora

  168. Se lei vuole fare la barista, non si tratta di lavoro autonomo, ma di lavoro dipendente, la prestazione occasionale non rende in regole lei e nemmeno il suo datore di lavoro. I datori di lavoro usano la prestazione occasionale per mascherare contratti di lavoro dipendente, perché in questo modo non hanno contributi da pagare ma in caso di controlli si rischia grosso. Dovrebbe essere assunta con un contratto di lavoro a chiamata.

  169. E’ possibile iscriversi all’albo senza obbligo di apertura di partita iva, infatti io sono abilitato all’esercizio della professione e iscritto all’albo.
    Vedasi circolari varie del CNI

  170. Il discorso è serio! Potrebbe fornire il riferimento legislativo atto a sostenere quanto scrive in precedenza (“Come soggetto iscritto all’albo lei è tenuto ad operare esclusivamente con partita Iva per effettuare prestazioni di lavoro autonomo”)?

  171. Buonasera,

    poiché mi sono state richieste delle prestazioni di interpretariato da un ministero, posso presentare per il compenso unas ricevuta di ritenuta d’acconto oppure gli enti pubblici hanno bisogno di una fattura di P.IVA?
    Grazie

  172. Buonasera, scusate l’intromissione, ma la questione oltre che interessarmi direttamente, mi risulta impostabile in maniera differente. Verso gli enti pubblici è obbligatorio fatturare in forma elettronica, questo si, tuttavia la ricevuta di prestazione occasionale non è una fattura, ne è disciplinata tra i documenti gestibili in forma elettronica (es. Come le parcelle degli avvocati), quindi mi risulta rientri ancora tra i documenti di cui è ancora possibile la trasmissione in forma cartacea, sia in versione pro-forma (perché alcuni enti hanno bisogno di una pezza x emettere il mandato di pagamenti) sia in versione ufficiale (nel momento dell’effettivo incasso. Se non fosse così mi son perso qualche aggiornamento normativo….

  173. Buongiorno, complimenti per il sito molto chiaro ed esaustivo. Cercherò di esporre il problema nel modo più semplice possibile. Mio padre come privato si trova ad essere committente per un altro privato lavoratore occasionale, già iscritto alla Gestione Separata. Il lavoratore ha comunicato a mio padre che deve versare i contributi, avendo superato le soglia dei 5,000 euro. Mi sono recato all’Inps dove mi dicono che mio padre deve iscriversi come committente col il modello sc 82 e presentare il modello uniemens. È corretto quanto mi dicono ?

  174. In generale posso concordare con lei, che non esiste una ricevuta da inviare in forma elettronica. Il fatto è che, almeno per mia esperienza non tutte le amministrazioni pubbliche accettano la ricevuta per prestazioni continuative viene spesso richiesta espressamente la fattura. La decisione è comunque del singolo ente pubblico che decide di volta in volta. Se comunque accetta la ricevuta non ci sono problemi, ma preferisco consigliare la fattura, visto che la signora aveva già una partita Iva aperta.

  175. Se suo padre è un privato, ed è committente di un soggetto che ha superato i €. 5.000 non deve fare trattenute previdenziali, proprio perché è un privato. Il soggetto che effettua la prestazione occasionale pagherà l’Inps tutta in dichiarazione dei redditi.

  176. Buongiorno, ha ragione, non avevo colto quell’ aspetto. Per chi intende chiudere la partita Iva, la fatturazione elettronica, con l’obbligo di conservazione sostitutiva (di.cui molti si dimenticano) rischia- a mio parere- do diventare più onerosa in termini di gestione nel.tempo… se uno avesse già deciso, forse la scelta migliore sarebbe quella di chiuderla e procedere con la prestazione….
    Comunque grazie mille per la sempre puntuale ed esauriente trattazione della materia e dell’impegno che dedica a questo forum!!!!

  177. Grazie a lei, il forum è vivo anche grazie allo scambio di opinioni propositive come la sua. La fatturazione elettronica è onerosa e più complessa e purtroppo tra un po’ di tempo diventerà obbligatoria per tutti. La direzione che sta prendendo l’Amministrazione finanziaria è questa, dovremmo abituarci.

  178. Buongiorno,complimenti per il sito!Fino al mese di marzo sono stata pagata con i voucher per lavoro di segreteria e accettazione in uno studio medico privato per circa 6 ore a settimana.Ora mi hanno chiesto di aprire partita iva..Tengo a precisare che è l’unico lavoro che svolgo e sono a carico di mio marito che possiede partita iva come professionista.Ho 47 anni e non è possibile avere il contratto a chiamata. La mia domanda è: c’è un altra alternativa alla partita iva visto che il commercialista di mio marito ce l’ha sconsigliata? Grazie

  179. Grazie per i complimenti. Mi dispiace, ma l’unica alternativa alla partita Iva è essere assunti con contratto di lavoro dipendente. Perché sconsigliata?! Se può aprire in regime forfettario, avrà pochi costi di gestione e pagherà solo sui compensi incassati.

  180. Buongiorno,
    può una sostituzione ferie come commessa in erboristeria rientrare in un incarico di lavoro autonomo occasionale? specifico che ho 39 anni e lavorerò in negozio dal 1 Giugno al 3 Settembre per circa 50 giorni in turni di 6 ore al giorno.
    In alternativa mi hanno proposto un contratto di lavoro a chiamata con un inquadramento bassissimo al VII livello.
    Ringrazio anticipatamente per la risposta e il servizio

  181. Questa ovviamente non è una prestazione occasionale. Deve farsi assumere con un contratto da lavoro dipendente (va bene il contratto a chiamata) oppure aprire partita Iva.

  182. Buongiorno, complimenti per il sito!
    Vorrei una delucidazione per quanto riguarda la mia situazione: insegno in una scuola di musica, ma sono stata contattata da un committente estero per realizzare la colonna sonora di un videogioco, e pensavo di richiedere un pagamento per lavoro occasionale autonomo (non ho p.iva). Comporre colonne sonore è una cosa che mi piace fare, ma essendo quasi estranea al settore e non avendo grandi richieste, al momento lo faccio per puro hobby. Il mio dubbio è: nel caso dovesse capitarmi un’altra commissione a, diciamo, 3-4 mesi di distanza (o anche più, ma all’interno di un anno) dalla sopracitata, la mia risulterebbe ancora un’attività sporadica oppure diverrebbe continuativa?
    Vi ringrazio in anticipo.

  183. Se l’attività prosegue nel corso del tempo, anche a distanza di mesi, diventa necessaria l’apertura di una partita Iva. L’occasionalità è legata ad attività che non si ripetono nel tempo. Grazie per i complimenti!

  184. Salve, mi rivolgo di nuovo a questo sito anche per rinnovare i miei complimenti per la chiarezza con cui si risponde alle domande del pubblico. La mia domanda: le misure sostitutive dei voucher che vengono ora discusse in Parlamento riguarderanno in qualche modo anche le prestazioni occasionali a ritenuta d’acconto? Grazie

  185. Buonasera,
    sono un cittadino italiano senza p.iva al quale è stato chiesto di eseguire una prestazione di tipo occasionale per conto di un’azienda d.o.o slovena, il lavoro lo svolgerò autonomamente a distanza dall’Italia . E’ possibile fare la prestazione occasionale senza ritenuta d’acconto (essendo il committente estero)? ci sono delle norme specifiche da indicare per quanto riguarda gli accordi bilaterali tra Italia e Slovenia sulla doppia imposizione? E’ possibile quindi emetterla, in modo che sia regolare sia per l’Italia che per la Slovenia?

    Ringrazio in anticipo,

  186. Buonasera.
    Innazitutto complimenti per l’articolo chiaro ed esaustivo.
    Le sottopongo il mio quesito: siamo un’associazione culturale senza fini di lucro con solo il codice fiscale, non facciamo vendite, non abbiamo l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi. Per Il prossimo mese stiamo organizzando una esposizione di modellini, per questa attività il comune di riferimento ci riconosce 1000 euro di rimborso. Io vorrei emettere una ricevuta per erogazione liberale, il comune vuole una fattura per prestazione occasionale.Qual’è la soluzione più corretta? Grazie mille per la risposta.

  187. LA soluzione più corretta è che ci sia la ricevuta per l’erogazione ricevuta a titolo di rimborso. La sua soluzione prevede che il Comune si associ e le versi un contributo volontario.

  188. Buongiorno e complimenti.

    Quest’anno ho svolto un’attività occasionale per un committente, che mi chiede di dilazionarne il pagamento in 5 parti, e a me va bene.

    Il suo commercialista gli dice però di farmi fare 5 ritenute, perchè sostiene che ad ogni ritenuta emessa deve corrispondere un bonifico, e non ne posso fare una con il totale ed aspettare che il committente mi paghi le varie tranches…a me sembra molto strano, e farne 5 mi sembra di violare (almeno formalmente) il vincolo della non ripetitività. Chi ha ragione?

  189. Salve, possiedo un blog sul quale appaiono dei banner pubblicitari. Ricevo mensilmente (o cumulativamente per più mesi) la provvigione per la pubblicità ospitata, come “corrispettivo per attività commerciale occasionale di localizzazione elementi pubblicitari all’interno del sito…” E’ un compenso ampiamente sotto i 5000 euro annui. Non è soggetto né a ritenuta d’acconto né ad iva.
    Non riesco a capire:
    1. come deve essere considerato: prestazione occasionale, lavoro autonomo, attività commerciale…
    2. occorre avere la partita iva anche se il guadagno non raggiunge i 5000 euro annui?
    3. il guadagno va dichiarato come “redditi derivanti da attività occasionale (commerciale o di lavoro autonomo) e da obblighi di fare e non fare e permettere” sul modello 730? E quindi assoggettato a tassazione come un lavoro dipendente?

  190. Quando si percepiscono guadagni pubblicitari su un sito stiamo svolgendo attività commerciale, e come tale deve essere sempre effettuata con partita Iva, a prescindere dall’importo. La prestazione occasionale in questi casi non può essere utilizzata. La prestazione è continuativa nel tempo, e si tratta di attività pubblicitaria, quindi commerciale a tutti gli effetti. Il mio consiglio è quello di valutare se ha i requisiti per aprire partita Iva sfruttando i vantaggi del regime forfettario, altrimenti le consiglio di sospendere i pagamenti e riprenderli quando potrà aprire partita Iva. Continuare in questo modo la espone al rischio che in caso di controlli le contestino il mancato esercizio dell’attività e sarà sanzionata. Se vuole la contatto in privato per valutare meglio la sostenibilità della partita Iva.

  191. Salve, io da quest’anno collaboro con alcune società che tramite applicazione sullo smartphone danno la possibilità di svolgere dei piccoli lavoretti di rilevazione fotografica all’interno di alcuni esercizi commerciali a fronte di un piccolo compenso. Queste ditte (Bemyeye, Roamler, ect…)pagano con prestazione occasionale con limite a 5.000€. La mia domanda è….il mio limite di 5000€ ce l’ho sommando i compensi di ogni ditta o devo contabilizzarli singolarmente? Io ho anche un reddito da lavoratore dipendente, si va a sommare al reddito da prestazione occasionale e quindi anche se per quest’ultimo non supero i 5000€ sono lo stesso obbligato a dichiararli nel 730?
    Grazie

  192. Buonasera, e complimenti per l’articolo! Io sono un lavoratore dipendente che nel tempo libero fa qualche lavoretto di giardinaggio per privati, posso usare questo tipo di ricevuta occasionale? Altra domanda, la ricevuta con la marca da bollo originale deve essere data al committente o devo conservarla io? O devo farne una fotocopia? La ringrazio.

  193. Salve,
    Sono lavoratore dipendente. Volevo chiedere se,oltre al reddito dadipendente che i aggira inotorno ai 20.000 euro annui, dovessi percepire somme inferiori a 5000 euro annui per pubblicità online pagate da youtube per il mio canale. È sufficiente che aggiunga questa somma nel mio 730? Se sì,a quale rigo? Devo rilasciare ricevute a youtube?

  194. Buongiorno, nel 2016 oltre al mio lavoro da dipendente, ho svolto un’attività occasionale con ritenuta d’acconto. Il datore mi ha rilasciato un CU con causale A nella tipologia reddituale. Ora sto compilando il 730 e questa causale mi sembra errata. Anche nelle istruzioni per la compilazione non è riportata. Come mi devo comportare?

  195. Se legge l’articolo si rende conto che le prestazioni occasionali non hanno più il limite di €. 5.000, ma al momento in cui l’attività diventa continuativa nel tempo è necessario operare con partita Iva. Dovrà presentare obbligatoriamente la dichiarazione dei redditi.

  196. Per questa attività deve obbligatoriamente aprire partita Iva, altrimenti non sarà comunque in regola. Per maggiori info, c’è il servizio di consulenza, oppure posso contattarla in privato.

  197. Buongiorno,
    vorrei sapere l’importo lordo massimo , ove incorrere a pagare delle tasse, con la prestazione occassionale avendo già un contratto a tempo indetrminato – appredistato con il massimo delle detrazioni in busta paga.

  198. La detrazione relativa alle prestazioni occasionali riguarda soggetti che non percepisco altri redditi. Se lei percepisce anche redditi da lavoro dipendente tutti gli importi delle prestazioni occasionali dovranno essere tassati.

  199. Salve, per permettere il pagamento di un lavoro di tipo occasionale, mi è stato chiesto di emettere prima della ricevuta una nota proforma, mi basta inserire nella suddetta nota che la ricevuta valida ai fini fiscali sarà inviata a versamento avvenuto oppure devo scrivere altro?
    Grazie

  200. Buongiorno, ho eseguito dei lavori elettrici a casa di mio suocero che è in fase di ristrutturazione. Volevo fargli una ricevuta fiscale per lavoro occasionale di 900euro per la mia manodopera , anche se il compenso sono stati spaghetti e grigliate nel week-end. La relazione impiantistica è stata fatta da un amico tecnico abilitato. Per giustificare relazione e lavorazioni, posso eseguire la ricevuta specificando le attività svolte e la collaborazione con l’amico tecnico? devo dichiarare nel 730 l’introito dei 900euro lorde? Mio suocero può NON presentare in dichiarazione dei redditi e quindi non dedurre le spese della ricevuta ? la ringrazio anticipatamente per la sua gentilezza e disponibilità

  201. Lei deve indicare il compenso ricevuto nella sua dichiarazione dei redditi. Suo suocero, in ogni caso non avrebbe potuto detrarsi la spesa, perché per la detrazione è necessaria la fattura da parte di chi esegue i lavori, ed altri adempimenti successivi, che in questo caso non ci sono.

  202. Buongiorno a tutti, scusate l’intromissione… In effetti posso confermare che gli enti pubblici, ma anche qualche privato, ha la necessità di una “pezza” su cui basare i provvedimenti di liquidazione delle spese.
    Considerando che, giocoforza, non emettero’ ricevuta ufficiale fintanto che non ho incassato le somme (considerando certe entità a volte si rischia di passare anche l’anno di competenza…), non resta che emettere un documento “fuffo”, chiamandolo pro-forma….

  203. Innanzitutto complimenti per gli articoli, apprezzo davvero la loro chiarezza e completezza.

    Essendo inesperto in materia, vorrei chiedervi un vostro consiglio. Sono studente universitario, a carico dei miei genitori, e (spero) percipiente di una borsa di studio. Mi è stato proposto un lavoro per la stagione estiva, da regolare attraverso una “prestazione occasionale”, dovendo poi io emettere fattura non fiscale. L’attività è da svolgere in ufficio a tempo pieno, con un compenso complessivo per i 3 mesi inferiore a 5.000€.
    Considerando queste caratteristiche dunque, è un contratto legittimo e conveniente? Dovrò poi, l’anno prossimo, presentare dichiarazione dei redditi?

    Vi ringrazio

  204. A mio avviso è totalmente fuori da ogni regola quello che le hanno proposto. La prestazione occasionale non è un modo per retribuire attività di lavoro dipendente come le hanno proposto. In ogni caso, dovrà presentare obbligatoriamente la dichiarazione.

  205. Buonasera,
    dovrei esibirmi ad un evento in Francia suonando tracce musicali di mia produzione con computer e strumenti per conto di una agenzia francese.
    Anticipo che è la prima volta che faccio una ricevuta di questo genere e di conseguenza anche al committente, il valore di tale esibizione ammonta a 500 euro.

    Questa è il giusto procedimento nel mio caso?
    1- compilo il modulo per una prestazione occasionale, visto che il compenso supera i 77 euro sono obbligato ad applicargli una marca da bollo da 2 euro che sia antecedente la data della ricevuta della prestazione occasionale;
    2- nel momento della dichiarazione dei redditi se sono un lavoratore dipendente dovrò presentare il mod. 730 mentre invece se al momento della dichiarazione non percepirò nessun stipendio da lavoratore dipendente dovrò compilare il modello Unico

    Saluti e grazie mille per il suo tempo!

  206. Salve, dovrei iniziare un progetto per un Sito Web e il cliente vorrebbe pagarlo in due volte. Io volevo farmi dare un acconto all’inizio e il resto del compenso alla fine. Ora, siccome i soldi vorrei farglieli accreditare tramite IBAN, come posso fare questa prestazione spalmata in due rate? In tutto viene 850€ + il 20% di ritenuta d’acconto. Sinceramente non saprei proprio come fare.

  207. Deve calcolare il lordo dell’operazione poi dividerlo in due rate, rilasciando due ricevute. Quello che deve chiedersi però è se l’operazione di creare siti web è occasionale oppure si ripete nel tempo. Nel secondo caso è obbligatoria la fatturazione dell’operazione (e non l’emissione di ricevuta).

  208. Può essere più specifico nel caso dell’obbligo di fatturazione? Non ho capito questa cosa.
    In pratica ho già fatto un sito web nel mese di novembre con medisimo prezzo, ma il compenso era stato saldato tutto in una volta a fine lavoro (e ho fatto una ricevuto da 1062€ lorde) e mi è stato mandato anche il CU dal mio cliente. Questo sarebbe il secondo. Non posso fare cosi fino al raggiungimento di 4800 lorde? (visto che fino a quella somma non devo dichiarare nulla.)
    Quindi dovrei fare due ricevute da 531€ lorde (che sarebbero 424,80€ nette?)
    In più nella ricevuta non saprei cosa scriverci “Pagamento Sito web Rata 1/2”?

    Grazie comunque! Gentilissimi!

  209. L’apertura della partita Iva non è legata al raggiungimento di soglie di compensi ma dalla continuità dell’attività. Se lei realizza siti web più volte nell’anno sta facendo un’attività abituale da regolare con fattura. Non può continuare con prestazioni occasionali. Se vuole la contatto in privato.

  210. nono, ma io non voglio aprire una PIVA. Questi lavori li faccio appunto occasionalmente. Capità 1 o 2 volte l’anno. Io sapevo che comunque potevo arrivare fino a 4800€ lorde in prestazioni occasionali senza ne dichiarare ne aprire una PIVA. Quindi ora che ho fatto un sito web già a Novembre per un cliente, ora non posso farne un’alltro, per un’altro cliente?
    Se vuole, può contattarmi per email.

  211. Non sono informazioni corrette quelle che ha trovato. La prestazione occasionale riguarda attività professionali non ripetibili nel tempo. Prima di tutto la sua non è un’attività professionale ma artigianale e seconda cosa la prestazione non è unica, quindi l’attività che sta svolgendo non può definirsi regolare da un punto di vista fiscale.

  212. Buongiorno,
    sono un musicista e mi trovo nella stessa condizione. Dovevano pagarmi la fine dei miei corsi con i voucher ma visto che questi sono stati aboliti vogliono pagarmi in ritenuta d’acconto la parte restante.
    In questo modo però sforerei la soglia dei 5000 euro di contratti occasionali perché va a sommarsi ad altre prestazioni precedenti. Sono già iscritto alla gestione separata dal 2010. Nel caso dovrei fare una nuova iscrizione? E come devo calcolare i contributi sulla parte eccedente i 5000?
    In alternativa lei propone contratti di lavoro dipendente a chiamata, quali sono i requisiti per rientrarvi?

    Grazie in anticipo per la sua disponibilità.
    Siriki

  213. Deve indicare al committente di farle le ritenuta previdenziali sulla somma complessiva che eccede i €. 5000. Ad esempio se ha già percepito compensi per €. 4.000 e adesso ha un nuovo compenso di €. 2.000 il committente dovrà farle ritenute previdenziali su €. 1.000 (calcolato come 4.000+2000-5000). Tutta la ritenuta previdenziale la trattiene e versa il committente, lei deve solo avvertirlo e comunicargli la cifra su cui applicare la ritenuta.

  214. Buongiorno ho apprezzato molto la chiarezza degli articoli. Vi chiedo se possibile una delucidazione:
    io ho finora, da due anni, eseguito un lavoro part time di pulizie condominiali per 2 condomini pagato dall’amministratore con i voucher. Vorrei sapere se d’ora in poi è possibile far ricorso a un contratto di prestazione occasionale per lo stesso lavoro o se dovrei necessariamente aprire una partita IVA per poter continuare. Il sole 24ore non mette l’opportunità di collaborazione occasionale per questo genere di lavoro e temo che sarò lasciata a casa a favore di un impresa di pulizie perchè non posso essere messa in regola.
    Vi ringrazio per l’attenzione,
    Laura

  215. La sua è un’attività commerciale, non può utilizzare le prestazioni occasionali in quanto non riguardano le attività di tipo commerciale ma solo le attività professionali. Deve assolutamente aprire partita Iva per proseguire l’attività. L’alternativa è la collaborazione occasionale ma difficilmente per queste attività i condomini assumono, è preferibile chi opera con partita Iva. Valuti l’opportunità e i vantaggi del regime forfettario. In questo modo avrebbe un regime agevolato.

  216. Salve,
    orientativamente quali sono i costi fissi e variabili per anno sul regime forfettario avendo già un lavoro a tempo indeterminato con orario parziale (30h settimanale) ?
    Grazie

  217. Buonasera, sono lavoratore dipendente (23 mila euro) e quest’anno ho anche fatto una prestazione occasionale, sempre alla mia azienda, per 2500 euro (2000 + 500 di ritenuta).
    Da quel poco che ho capito della precompilata il mio reddito 2016 è pari a 25500 e l’irpef viene calcolata su questo importo. Ma i 500 euro di ritenuta dove sono finiti? Ovvero, per semplificare, sui 2500 di prest. occasionale ci pago 500 euro di ritenuta + 600 euro di irpef (per semplificare, il 25% di 2500)?
    Grazie

  218. I costi dipendono dall’attività che vuole svolgere, professionale o commerciale. Per i professionisti imposte e contributi sono in percentuale sul reddito, non ci sono costi fissi. Per le attività commerciali i costi fissi sono i diritti alla Camera di commercio per €. 100 annue circa e i contributi fissi Inps per circa €. 3.600 annue.

  219. E’ quello che credevo anche io ma nel 730 precompilato il recupero delle 500 euro non configura. Dove dovrei trovarlo sulla parte “prospetto di liquidazione relativo all’assistenza fiscale prestata”? Poichè questi 500 euro sono nel quadro D5 (giustamente) ma poi non le ritrovo più!

  220. Buonasera, al momento sono disoccupata e vorrei intraprendere un’attività di cuoca a domicilio. inizialmente si tratterebbe di organizzare alcune serate (2-3 al massimo fino a settembre) presso un bar con cucina dove lavorerei in piena autonomia. in questo caso emetterei ricevuta con ritenuta d’acconto, il gestore del bar si occuperebbe di pagare l’f24 al 16 del mese successivo e le ricevute finirebbero nella mia dichiarazione dei redditi del prossimo anno. se nel frattempo dovessi fare cene a domicilio presso privati, emetterei ricevute senza la ritenuta, e anche queste andranno incluse nella mia dichiarazione dei redditi l’anno prossimo? è corretto? ringrazio anticipatamente

  221. Bisogna fare molta attenzione quando si manipola il cibo. Non si possono fare in questo caso prestazioni occasionali. Se si decide di lavorare in autonomia lo si deve fare professionalmente, fatturando l’operazione, seguendo i vari corsi che consentono di poter maneggiare il cibo per terzi (vedi HACCP), ed eventualmente avere un’assicurazione per eventuali danni causati a terzi. Senza questi aspetti si è totalmente fuori regola. Le sconsiglio vivamente di effettuare questa cosa senza essere in regola.

  222. Salve.
    Mese scorso ho rilasciato la prima ricevuta per prestazione occasionale (ad un committente A), nominandola come numero 1 del…. etc.

    Ora per un altro committente B, la notula sarà numero 2 oppure numero 1 per committente B?

  223. Non mi è chiara una cosa….
    rileggendo l’articolo ed analizzando un pò le vostre risposte parlate del fatto che ogni qualvolta si svolga una prestazione occasionale bisogna usare una numerazione per anno… quello che non capisco è perchè poi ogni qualvolta una persona dica che svolgerà due/tre/quattro prestazioni in un anno voi dite che c’è continuità e che bisogna aprire la partita iva?
    Parlare di numerazione credo che indichi che le prestazioni saranno sicuramente più di una….
    Potreste chiarirmi le idee? Grazie

  224. La disciplina sulle prestazioni occasionali prevede che la prestazione non sia continuativa nel tempo, ma appunto occasionale. Se lei fa una prestazione tutti i fine settimana dell’anno, non si tratta più attività occasionale ma continuativa, quindi emettere ricevuta non la fa essere in regola con la normativa fiscale (anche se molti credono di si, magari pensando che sia sufficiente non superare i €. 5.000, cosa sbagliata perché questa soglia non ha rilevanza fiscale). Detto questo il fatto che le ricevute si numerino progressivamente non ha niente a che vedere con la prestazione occasionale perché le ricevute si possono emettere anche in molti altri casi, ma la modalità di compilazione della ricevuta è sempre la stessa.

  225. Se allora faccio una prestazione a Gennaio per un cliente A e poi questo cliente A mi richiede una prestazione dopo 4 mesi ed infine un’altra dopo 2 mesi non sono in continuità in quanto non c’è una cadenza fissa nelle chiamate, giusto?

  226. Salve,

    Volevo chiedervi se e’ possibile effettuare una ricevuta occasionale nei confronti di una scuola statale (quindi un organo dello stato) per un progetto che duri 32 ore distribuite in una settimana come progetto scolastico .

  227. buongiorno, ho effettuato prestazioni occasionale lo scorso anno per 5000 euro e le ho riportate in dichiarazione dei redditi con ritenuta del 20%, adesso nel 2017 ho effettuato nel mese di marzo ed aprile di nuovo una prestazione occasionale stesso committente il quale dopo avermela pagata con ritenuta adesso mi chiede l’apertura della p.iva per un totale di fatturato annuo di 10.000 euro. DOMANDE:
    1- Ci sono problemi per aver effettuato due prestazione occasionali stesso committente anche se in anni diversi?
    2- dopo aver firmato ricevuta per anno 2017 prestazione occasionale, posso aprire p.iva e fatturare 10.000 euro?
    3- che costi avro’ fatturando 10.000 euro?

    grazie

  228. Aprire partita Iva è obbligatorio quando come nel suo caso si effettuano prestazioni continuative nel tempo. Può aprire partita Iva sfruttando i vantaggi del regime forfettario. Non vi sono problemi se ha già emesso prestazioni occasionali. I costi sono proporzionali al suo fatturato (imposte 5% e contributi 25,72). Se vuole la contatto in privato per un preventivo.

  229. Buongiorno.
    Spiego brevemente la mia situazione. Da Gennaio lavoro presso l’ufficio turistico gestito dall’associazione Pro Loco, UNPLI. Mi è stato detto potevo lavorare a ritenuta d’acconto emettendo ogni mese una ricevuta, ma mi rendo conto solo oggi che tutto ciò non era legalmente possibile. Ora io ho raggiunto la soglia dei 5000€ lordi, ho avvisato il committente ma non ho ricevuto un riscontro. Il committente vorrebbe proseguire fino a fine settembre con questa modalità di ricevuta mensile ignorando la Gestione Separata d’imposta e il limite lavorativo di 30 giorni. Come posso fare?

  230. L’unica cosa che può fare è rifiutare il lavoro. L’alternativa è aprire partita Iva e proseguire come professionista. Un’attività che prosegue di mese in mese non può essere attività occasionale. Il committente ha delle responsabilità in tutto questo ad anche lei se prosegue. Se vuole proseguire con questa modalità di lavoro, sempre che non arrivino controlli, dovrà versare lei tutte le ritenute Inps, cosa che non è corretta.

  231. Intanto grazie mille per il supporto e la risposta.
    Il problema è che al momento non ho alternative, in quanto è l’unico lavoro che ho. Se dovessero arrivare controlli a cosa vado incontro io? Posso denunciare il fatto o rischio sanzioni anch’io? Mi proposero partita iva ma la paga misera non mi consente una sostenibilità. Sono molto, molto tentata dal lasciare tutto ma ho paura di non trovare altro

  232. Quello che rischia lei è la mancata apertura della partita Iva. Può benissimo denunciare il fatto, ma le probabilità che facciano qualcosa sono minime. Perché non tenta la strada della partita Iva, usufruendo del regime forfettario ha una tassazione più bassa rispetto a quella della prestazione occasionale e comunque i contributi da versare sono in percentuale al reddito. Se poi in futuro non dovesse trovare altro ha sempre la possibilità di chiuderla. Nel frattempo potrebbe pensare a qualche attività da fare come freelance (traduzioni, ripetizioni, assistente virtuale, etc).

  233. In una sanzione per violazione formale di qualche centinaia di euro e la richiesta dell’Iva dovuta su ogni operazione effettuata per la quale non si aperto partita Iva.

  234. purtroppo la paga mensile non mi permetterebbe di poter sostenere la spesa della partita iva, in quanto il lavoro sarebbe concepito come lavoro dipendente. Scusi la poca conoscenza ma in cosa consisterebbe versare tutte le ritenute INPS? Sono i famosi 1/3 a carico mio e 2/3 a carico loro?

  235. Buongiorno, compleimenti per l’articolo.
    Sono dipendente a tempo indeterminato di un’azienda ma vorrei propormi per un’attività occasionale 5 weekend ad agosto in un altro settore.
    Diciamo che attualmente guadagno 1330€ lorde al mese tassate al 33% (quindi 1000€ netti al mese).
    Se per questa attività occasionale guadagnassi 100€ lordi a weekend (totale 500€ lordi con ritenuta d’acconto sarebbero 400€). A questo punto immagino che dovrei mettere nella prossima dichiarazione questi soldi (400€ o 500€?). Su questi soldi potrei chiedere un rimborso oppure dovrei pagare la differenza tra la ritenuta d’acconto (20%) e l’iposta attualmente versata (33%)?

  236. Buonasera e grazie anticipatamente per il tempo e la cortesia a me dedicati: mia moglie svolge attività di promoter con due agenzie. Una applica il CONTRATTO DI COLLABORAZIONE AUTONOMA OCCASIONALE ed ogni volta firma autocertificazione per il non raggiungimento del limite dei 5000 euro,l’altra invia ogni mese (quando lavora il mese precedente) busta paga con contratto COMMERCIO CONFESERCENTI PER OPERAI INTERMITTENTI dove risultano anche i contributi INPS al 9,19 e ritenute IRPEF al 23%. La mia domanda è: nel caso di sforamento dei 5000 euro oltre a comunicare al committente lo sforamento devo iscrivere mia moglie anche alla gestione separata inps? Grazie

  237. Nel caso di superamento della soglia sono dovuti contributi previdenziali alla gestione separata che saranno trattenuti dal committente e versati. Naturalmente è necessaria l’iscrizione alla gestione separata Inps. Faccia attenzione al fatto che se l’attività di lavoro è continuativa nel tempo per essere in regola con la normativa fiscale è necessario operare con partita Iva.

  238. Salve! Mi aggiungo ai complimenti! Articolo davvero utile! Tuttavia non mi è chiaro completamente se ciò che mi è stato proposto è riconducibile o no ad una prestazione occasionale. Nei prossimi mesi ho l’occasione di svolgere delle ore di docenza distribuite su alcuni giorni in aula presso un ente di formazione. Sono dipendente di P.A. e svolgerei l’incarico nel tempo libero e quindi ho fissato io giornate ed orari. I compensi sono entro i limiti. Si tratta davvero di prestazione occasionale anche se sarà svolta presso la sede del committente e per alcuni giorni, anche se pianificati in date ed orari in base alle mie disponibilità? Grazie

  239. Lei sta esercitando un’attività professionale, in modo autonomo. Quello a cui deve fare attenzione è il fatto che l’attività resti occasionale. Occasionale significa sporadica. Se fa un’attività nel tempo libero ma la stessa si protrae nel tempo. Ad esempio tutti i sabati per 6 mesi all’anno, l’attività diventa continuativa nel tempo e non più occasionale.

  240. Salve, mio figlio, studente di 20 anni quest’anno ha forse trovato da occuparsiin qualche sporadica attività che intende regolarizzare con “Collaborazioni Occasionali”. Essendo lui per il fisco ancora a mio carico, esiste una soglia di prestazioni occasionali per evitare che io perda le detrazioni previste per il figlio a carico?
    Grazie

  241. Salve,
    un collaboratore occasionel nel corso del 2016 ha superato i 5.000 euro, ora l’azienda deve versare il 27,72% dell’eccedenza con codice CXX (in ritardo).
    Al collaboratore ho già rilasciato la CU, devo dargli un’altra certificazione per il contributo versato?
    La ringrazio per la risposta

  242. Buongiorno , complimenti per la chiarezza delle informazioni … volevo porvi alcune domande..
    Ho chiesto da circa 1 settimana l indennità di disuccupazione perché non ho avuto il rinnovo di un contratto per l azienda per cui lavoravo . Al contempo Dal 2013 sono liquidatore di un Srl con una indennità annua di 1500€ + 8% sul valore di vendita di un immobile appena venduto (a gennaio 2017) per 25000€
    Adesso sono in fase di compilare assieme al consulente del bilancio finale di liquidazione e ho chiesto al consulente se nel percepire questi compensi perderò il diritto alla disoccupazione…da premrpettere che negli anni non ho percepito nulla perché per patto espresso coi soci avrei riscosso i compensi a fine liquidazione per mancanza di liquida societaria..
    Come appena detto a breve (settembre ottobre ) approveremo il bilancio finale ed il consulente mi dice (ma non mi è sembrato sicuro) che configurandosi come un co.co.co. nulla a che fare con lindennita di disoccuoazione e che non devo preoccuparmi.. percepirò circa 9500 € lordi ma la competenza dell’anno sarebbe di soli 1500+8%(25000€)= 3500…
    qual é il giusto approccio per fare tutto in regola col fisco .?
    Perderò lindennita di disoccupazione.. ?

  243. Buongiorno.
    Un committente (Srl) mi ha pagato una somma di 300€ con ritenuta d’acconto, ma nel mio 730 precompilato non lo trovo. Io ho emesso ricevuta con marca da bollo da 2€.
    Posso comunque dichiarare l’importo e recuperare la ritenuta? Oppure l’agenzia delle entrate me lo contesterà?
    Grazie dell’aiuto

  244. Buonasera, grazie per aver condiviso la vostra conoscenza in materia con tale chiarezza.
    Da neofita chiedo conferma per quanto segue; nel caso in cui un soggetto SENZA partita IVA presta un’opera occasionale ad un altro soggetto SENZA partita IVA per un valore complessivo comunque superiore a 77,46 euro:
    – (1) il prestatore d’opera è tenuto ad inviare una ricevuta non fiscale con numero, marca da bollo (che presenta data precedente rispetto al pagamento) e indicazione della data che sarà postuma rispetto al giorno dell’effettuato pagamento da parte del committente;
    – (2) nella ricevuta è indicato l’importo lordo, meno la ritenuta d’acconto del 20% e quindi l’importo netto che dovrà pagare il committente;
    – (3) non è necessario scrivere un contratto che fissa alcuni termini tra prestatore d’opera e committente.

    Affermazioni giuste?
    Inoltre, è necessario da parte del prestatore d’opera emettere una “notula” per richiedere il pagamento prima che questo sia effettivamente emesso dal committente?

    Inoltre, nel caso specifico, il committente avendo richiesto una prestazione della durata di circa 15 giorni per un importo complessivo che si avvicina al migliaio di euro, ha richiesto la possibilità di rateizzare. Come è possibile eventualmente gestire questa peculiarità? Si emettono ad es. 3 ricevute per tre trance di pagamento? oppure si emette un’unica ricevuta indicando quando sono stati effettuati i pagamenti? Lo stesso per un’eventuale notula.

    Grazie in anticipo per l’attenzione e la disponibilità

  245. Tra due privati non si applica ritenuta di acconto. La ricevuta si emette al momento del pagamento. Il contratto regola il pagamento del compenso. In caso di rateizzo si emettono tante ricevute quante le rate di pagamento.

  246. Salve premetto che ancora non ho iniziato, ma vorrei capire .. Io dovrei trovare clienti e persuaderli a comprare, poi l’azienda interviene e fa il resto col cliente(il tutto avviene a tutti i livelli solo ed esclusivamente via bonifici bancari, esclusivamente). Dopo l’azienda, mi da la mia parte..e rende noto tutto legalmente che mi da la mia parte e, io poi , sono responsabilizzato a fare il 730 dove menzionerò tali entrate. Quale la mia figura? In che situazione entro dal punto di vista tasse? Vi spono riferimenti concreti da cui attingere info per capire quanto pagherei, o piu o meno da quanto a quanto?Spero di essere stato chiaro..
    Grazie

  247. Quello che lei vuole fare è la figura dell’agente o rappresentante di commercio. Figura che deve esercitare con partita Iva se vuole essere in regola con la normativa fiscale e previdenziale. Quello che le ha detto l’azienda è sbagliato, non le garantisce alcuna tutela. Se vuole fare le cose per bene deve operare come agente di commercio.

  248. Buongiorno, ho letto l’articolo e mi complimento per la chiarezza e la semplicità con cui avete trattato l’argomento. Ho svolto una docenza per un corso professionale finanziato da FormaTemp con lettera di incarico di una società privata; nella medesima lettera di incarico era indicato che “sarà riconosciuto al docente il corrispettivo per l’attività effettivamente svolta e gli sarà accreditato e liquidato a ricezione pagamento ente finanziatore”.

    Non essendo titolare di partita iva devo fare una ricevuta per prestazione occasionale a ritenuta d’acconto, ho visto il Vostro modello di ricevuta per prestazione occasionale e vorrei avere un chiarimento sulla parte di testo “Il sottoscritto …… dichiara di ricevere la somma lorda di euro (….)”.

    Siccome non ho ancora ricevuto il pagamento, la formula che è stata utilizzata nel modello deve essere lasciata così come la leggo oppure deve essere modificata/eliminata?

    Grazie.

  249. Salve, avrei bisogno di capire se la ritenuta d’acconto può essere utilizzata per un sedicenne che saltuariamente fa dei lavori per un’azienda informatica. Ogni tanto, al sabato visto che va ancora a scuola, esegue qualche attività al computer, è possibile percorrere la strada della ritenuta d’acconto per il pagamento?

  250. La ricevuta serve per certificare il pagamento. Per questo la si emette dopo e non prima che si deve essere pagati. Emettere la ricevuta prima equivale a dare quietanza di pagamento al committente, che teoricamente avrebbe titolo per non doverla pagare più. Credo di avere reso l’idea. Se deve mandare un documento per farsi pagare deve indicare l’importo che dovrà ricevere, ma non potrà chiamare quel documento “ricevuta”.

  251. Tolga l’indicazione “ricevuta”. Al posto della indicazione che si sono percepiti compensi potrà indicare che “con il presente documento si richiede il pagamento del compenso pattuito in ….. euro alle seguenti coordinate”.

  252. Buongiorno e grazie per le esaurienti spiegazioni. Ho tuttavia un dubbio, che mi deriva dal fatto di aver ricevuto solo i contratti relativi alla prestazione occasionale per maggio e giugno, in cui la somma erogata era dichiarata in € 1500. Faccio presente che il contratto è stato firmato da me e dal datore di lavoro, al contrario NON ho mai ricevuto alcuna ricevuta. Ho lavorato dal 10 maggio al 31 maggio (1° contratto) e poi dal 1° giugno al 13 (secondo contratto, sempre con lo stesso datore) – sabati e domeniche esclusi.
    Il rapporto è stato poi interrotto unilateralmente dal datore di lavoro.
    Le mie domande sono le seguenti:
    1- Ho diritto ad ottenere la ricevuta sul modello di quella da voi allegata? Nel caso la risposta sia positiva, posso richiederla entro quanto tempo? La marca da bollo deve apporla il datore di lavoro o io?
    2- Nella ricevuta vengono indicate le ore ed il compenso per ora lavorata?
    3- Se l’importo indicato nel contratto è di 1500 €, è questo riferito alla somma netta o lorda? E va presa in considerazione totalmente o calibrata sul numero di ore effettivamente lavorate? Questo perché, per l’appunto, ho lavorato non per un mese intero ma a maggio per 20 giorni e a giugno per meno di una decina, e dunque mi è stato fatto un bonifico per circa 800 €.

  253. Se il contratto che ha firmato riguarda una prestazione occasionale è totalmente fuori regola sia lei che il datore di lavoro. LA durata del rapporto e la direzione del datore di lavoro fanno si che lei abbia lavorato come dipendente e non come professionista. Ha rischiamo molto sia lei che il suo datore di lavoro. Non faccia altri contratti in questo modo. Se poi, invece, si tratta di contratto di collaborazione continuativa le cose cambiano, ma l’argomento è fuori dall’articolo.

  254. Chiedo scusa, ma perché sarebbe fuori regola? E per quanto riguarda le altre domande, specie sul fatto che possa richiedere interamente i 1500 €, cosa mi dite? Grazie mille

  255. Buongiono un’azienda di servizi catering che sporadicamente ha bisogno di un cameriere mi ha offerto di stipulare con loro un contratto occasionale appunto come cameriere, volevo sapere se è una cosa fattibile secondo lei (non possono utilizzare i nuovi voucher perchè sopra i 5 dipendenti) e il contratto può essere fatto per 6 mesi.
    Grazie per la risposta
    Enrica

  256. Non è lavoro occasionale questo, ma un contratto da lavoro dipendente mascherato. L’azienda rischia sanzioni, lei non avrebbe titolo di trovarsi nel locale a fare il cameriere.

  257. Complimenti per il sito, volevo chiederLE alcune delucidazioni, scusi per le eventuali banalità

    1) La definizione dice: “qualsiasi attività di lavoro caratterizzata dall’assenza di abitualità, professionalità, continuità e coordinazione”. Cosa si intende per assenza di professionalità, che non si deve essere iscritti ad albi professionali?

    2) Leggo tra i commenti: L’occasionalità è legata ad attività che non si ripetono nel tempo: cioè posso fare quell’attività solo una volta quindi? o è da intendersi il ripetersi a intervalli prestabiliti?

    3)Faccio un esempio per fugare ogni dubbio

    Eseguo una prestazione (diciamo realizzazione grafica di una brochure) per il committente A a gennaio per un lordo di € 2500 e una a novembre di € 2000 sempre per il committente A (per un’altra brochure). Posso tranquillamente fare le ricevute per prestazione occasionale?

    4) L’anno prossimo probabilmente capiterà la stessa cosa magari non negli stessi periodi, ma sempre 2 -3 volte l’anno; posso continuare con la prestazione occasionale? Non ho indicato i giorni impiegati perchè mi pare di capire che non ci sia più il limite dei 30 giorni

    Grazie

  258. Finché si tratta di prestazioni che effettua massimo due o tre volte all’anno può emettere ricevute, ma se la prestazione viene ripetuta anche ad intervalli di tempo, allora la stessa presenta i requisiti dell’abitualità e nel caso si devono adottare soluzioni diverse.

  259. salve, ho una situazione simile, sono in disoccupazione ed emetto ricevute con RA per traduzioni che faccio ogni tanto.

    non riesco a capire fino a quanto posso incassare senza rincorrere nella riduzione naspi o la sua perdita. ho visto numeri come 3000 euro (lordi?), 4800 euro, 7000 euro… non riesco a trovare la normativa che regoli questa cosa.

    e un’altra domanda importante – se rimango sotto i 3000 euro devo comunque mandare il naspi-com?…. perché nel Messaggio numero 494 del 04-02-2016 l’inps dice che non è obbligatorio, parlando però del lavoro accessorio.

    grazie mille

  260. Se guarda sul sito Inps trova la risposta. La Naspi smette di essere dovuta al raggiungimento di €. 4.800 lordi annui. Tenga presente che se le ricevute che emette, dovrebbe operare come soggetto dotato di partita Iva.

  261. “Se guarda sul sito Inps trova la risposta. La Naspi smette di essere dovuta al raggiungimento di €. 4.800 lordi annui. ”

    potrebbe indicare gentilmente il numero della circolare inps da controllare?

    “Tenga presente che se le ricevute che emette, dovrebbe operare come soggetto dotato di partita Iva”

    non ho capito.

    Devo inviare la naspi-com per comunicare il reddito presunto in ogni caso? anche se rimango sotto i 3000 euro?

    grazie

  262. Buongiorno
    Una SNC gestisce una piscina per la stagione estiva.
    Vorrebbe organizzare corsi di nuoto dal lunedì al giovedì per i mesi di Luglio e Agosto direttamente gestiti da un istruttore di nuoto ( senza Partita IVA) che da Ottobre a Giugno collabora con una ASD e che il venerdì, sabato e domenica lavora come Bagnino con contratto di lavoro subordinato presso un’altra Piscina gestita da una società commerciale.
    E’ possibile in questo caso instaurare un Contratto di Collaborazione Occasionale ( si riconosce all’istruttore un importo di 12,00€ per ogni ora di lezione di nuoto – gli orari delle lezioni saranno gestiti direttamente dall’istruttore)?
    Ringrazio fin d’ora per la cortese risposta.
    Martina Riccardi

  263. Salve Martina, è impossibile utilizzare le prestazioni occasionali in questo caso, non sarebbe un’attività occasionale se si ripete ogni giorno, e l’attività non sarebbe autonoma. Se attiveranno i voucher potrete usare quelli.

  264. Salve, attualmente sono disoccupato e percepisco la naspi da un anno… mi hanno proposto di fare una prestazione occasionale per soli due mesi a circa 1000€ al mese .. quindi in totale (2000€ + rimborso spese)..
    se dovessi accettare perderei la disoccupazione o mi verrà decurtata??
    grazie in anticipo per la risposta.
    Saluti

  265. Se la prestazione occasionale dura due mesi, come fa ad essere occasionale? E’ ovvio che in questi casi il datore di lavoro sfrutta impropriamente la prestazione occasionale per evitare di pagarle i contributi da lavoro dipendente. Questo rende sia lei che il datore di lavoro passibili di sanzioni. Capisco la situazione, ma il mio consiglio è di chiedere a sua tutela un contratto assimilato a quello di lavoro dipendente.

  266. Salve, ho letto con molto interesse le risposte che Lei ha fornito, ma onde evitare errori le riporto il mio caso, mia moglie ha prestato negli anni 2013, 2015 e 2016 lavoro occasionale (ATTIVITA’ DI INTRATTENIMENTO E DI DIVERTIMENTO) per il quale ha percepito una ritenuta d’acconto di € 250 nel 2013, € 1888 nel 2015 e € 1875 nel 2016. Premesso che sono un lavoratore dipendente e che mia moglie è a mio carico posso inserire l’importo del 2016 nel mio 730 per recuperare il credito d’imposta? E per gli anni 2013 e 2015 posso ancora recuperare il credito.
    Grazie.