La Gestione Separata INPS è un organo che si occupa di gestire gli aspetti previdenziali di lavoratori autonomi e liberi professionisti.

Chi deve iscriversi alla Gestione Separata INPS? Quali sono le aliquote 2022? Il massimale di reddito 2022 è pari a 105.014 euro. Se anche tu stai cercando risposta a queste domande, ecco tutto ciò che devi sapere.

La Gestione Separata INPS è un fondo pensionistico finanziato con i contributi previdenziali obbligatori dei lavoratori assicurati. Questa gestione previdenziale nasce con l’articolo 2, comma 26 della Legge n. 335/95, meglio nota anche come “riforma Dini“. Sostanzialmente, la Gestione Separata nasce per offrire una tutela previdenziale obbligatoria ad alcune categorie di lavoratori autonomi. In particolare, si tratta dei lavoratori autonomi non iscrivibili a Casse di previdenza legate ad ordini professionali. Ancora oggi la Gestione Separata INPS accoglie i contributi previdenziali di tutti i professionisti non iscritti ad Albi o elenchi professionali. Si tratta, quindi, di una gestione previdenziale piuttosto varia. Ivi vengono confluiti contributi derivanti da redditi di professionisti operanti in diversi settori. Sostanzialmente questo fondo previdenziale accoglie contributi di medio/piccolo importo e, pertanto, fa fatica ad erogare prestazioni pensionistiche ai propri iscritti. Prima di andare ad analizzare aliquote ed obblighi contributivi previsti, ci tengo ad invitarti ad effettuare una attenta riflessione prima di avviare un’attività di lavoro autonomo iscrivibile alla Gestione Separata INPS. In questo contributo, intendo andare ad analizzare tutte le informazioni utili per l’iscrizione ed il versamento dei contributi previdenziali alla Gestione Separata INPS. Cominciamo!


Cos’è la Gestione Separata INPS?

La Gestione Separata INPS è un particolare regime previdenziale che si caratterizza per il fatto di essere separato, da tutti gli altri regimi previdenziali. Infatti, difficilmente i contributi versati a questa gestione possono essere cumulati con quelli di altre gestioni previdenziali. Come ad esempio i contributi dei lavoratori dipendenti o quelli degli artigiani o commercianti. Attualmente, quindi, la Gestione Separata è un regime previdenziale che non è ancora pienamente in grado di offrire prestazioni contributive di tipo pensionistico.

Versano in questa gestione attualmente tantissimi piccoli professionisti e lavoratori parasubordinati. Tuttavia, gli importi esigui versati, non permettono all’INPS di poter garantire un trattamento pensionistico efficace a chi raggiunge i requisiti pensionistici. Per questo motivo, è opportuno verificare con attenzione se e quando si è obbligati all’iscrizione a questo particolare regime previdenziale.

Contribuzione dovuta alla Gestione separata

La contribuzione dovuta alla Gestione separata presenta caratteristiche diverse rispetto alle altre gestioni previdenziali obbligatorie (la gestione dell’assicurazione obbligatoria dei lavoratori dipendenti, e le gestioni dei commercianti, artigiani, e lavoratori agricoli autonomi).

In particolare:

  • L’iscrizione alla Gestione separata non è subordinata al requisito della prevalenza dell’attività svolta. Essendo obbligatoria ogni qualvolta si sia titolari di determinati redditi. Es. redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente derivanti da collaborazioni coordinate e continuative o redditi da lavoro autonomo professionale. Indipendentemente dal loro ammontare e dalla contestuale iscrizione in altre gestioni previdenziali;
  • Quanto sopra trova conferma nella previsione di aliquote contributive differenti a seconda che si tratti di:  
    • Soggetti iscritti alla Gestione separata che non risultino iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie. Né pensionati;
    • Soggetti iscritti alla Gestione separata iscritti provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria o titolari di pensione;
  • Ai fini del computo della base imponibile contributiva, si applica il principio di cassa e non di competenza.

Chi deve iscriversi alla gestione separata INPS?

La normativa di riferimento per la Gestione Separata INPS è la Legge n. 335/95. Questa stabilisce quali siano le categorie di soggetti che devono obbligatoriamente iscriversi a questa gestione previdenziale. Sostanzialmente, si tratta dei Lavoratori Autonomi non iscritti ad altra forma previdenziale, i lavoratori parasubordinati, ed in alcuni casi chi effettua attività di lavoro autonomo occasionale. In dettaglio si tratta delle seguenti categorie di lavoratori:

  • Lavoratori autonomi (con partita IVA) senza cassa professionale;
  • Collaborazioni coordinate e continuative;
  • Venditori a domicilio;
  • Lavoratori autonomi occasionali;
  • Assegnisti di ricerca e percettori di borse di studio;
  • Medici con contratto di formazione specialistica;
  • Volontari del servizio civile nazionale.

Lavoratori autonomi senza cassa professionale

Devono iscriversi alla Gestione Separata tutti i liberi professionisti, per i quali non è stata prevista alcuna specifica cassa previdenziale. Devono iscriversi alla Gestione Separata i lavoratori autonomi che esercitano un’attività abituale di tipo intellettuale (prevalenza dell’intelletto sull’organizzazione ed i mezzi), che non sono iscritti ad albi o elenchi professionali. Questi professionisti, sono tenuti a versare i contributi alla Gestione Separata dell’INPS. Ad esempio, è il caso degli amministratori di condominio, dei fisioterapisti, consulenti informatici, consulenti di marketing, i consulenti SEO, i fotografi professionisti, etc.

Attenzione però! Nella fattispecie devono quindi essere ricompresi anche i professionisti con cassa previdenziale. Tuttavia, nel caso in cui, ai sensi del proprio regolamento, l’attività esercitata non sia iscrivibile. Provo a farti un esempio. Pensa al caso di un ingegnere che contemporaneamente all’attività professionale svolge anche attività di lavoro dipendente. Stessa cosa per il farmacista che opera come dipendente in una farmacia.

Collaborazioni coordinate e continuative

Devono iscriversi alla Gestione Separata INPS anche i soggetti che operano con forme di collaborazione coordinata e continuativa (c.d. “co-co-co“). Tutte forme che fino ad allora non avevano mai beneficiato di alcuna disciplina specifica. Né giuridica, né previdenziale. In questo caso l’iscrizione deve essere effettuata a cura del datore di lavoro. E’ opportuno ricordare che rientrano in questa casistica anche gli amministratori di società di capitali che percepiscono il c.d. “compenso amministratore” con cedolino paga.

I venditori a domicilio

La categoria dei venditori a domicilio, ex articolo 36, Legge n. 426/71, che deve iscriversi riguarda i lavoratori con contratto di lavoro autonomo. I venditori a domicilio, infatti, sono considerati professionisti e devono iscriversi alla Gestione Separata per il versamento dei contributi previdenziali.

I lavoratori autonomi occasionali

lavoratori autonomi occasionali, qualora abbiano conseguito redditi superiori alla soglia annua di 5.000 euro lorde devono iscriversi alla Gestione Separata INPS. La soglia è riferita alla totalità di committenti annui. In questo caso, il lavoratore è tenuto a comunicare il superamento della soglia ai suoi committenti che devono provvedere alla sua iscrizione alla Gestione Separata INPS.

Assegnisti di ricerca e di borse di studio

Tutti gli assegnisti di ricerca che operano nelle Università italiane devono iscriversi alla Gestione Separata. Stessa cosa per i beneficiari di borse di studio per dottorati di ricerca. Come nei casi precedenti, anche in questa fattispecie, è il datore di lavoro che deve provvedere ad effettuare l’iscrizione dell’assegnista di ricerca o del borsista.

Medici con contratto di formazione specialistica

I medici che hanno sottoscritto un contratto di formazione specialistica sono obbligati all’iscrizione alla Gestione Separata INPS.

I volontari del servizio civile nazionale

I volontari del Servizio Civile Nazionale sono obbligati all’iscrizione per i compensi percepiti.


Come ci si iscrive alla gestione separata INPS?

I soggetti sopra individuati sono obbligati all’iscrizione alla Gestione Separata INPS. L’iscrizione può essere automatica, all’avvio dell’attività, oppure successiva. Mi riferisco, per esempio, al caso del lavoro autonomo occasionale, dove l’iscrizione è obbligatoria  al superamento della soglia dei 5.000 euro di compensi (lordi) percepiti nell’anno.

Competente sulla domanda di iscrizione è la stessa sede INPS che ha la competenza sulla costituzione delle posizioni assicurative dei lavoratori e sulle eventuali azioni di recupero dei contributi. La sede INPS di competenza deve essere così determinata:

  • Per il professionista è quella competente nel territorio di residenza;
  • Per le collaborazioni, associazioni e simili è quella competente nel territorio in cui è ubicata la sede amministrativa del committente o la filiale. Sede che, a scelta dell’azienda, amministra i pagamenti a favore del singolo soggetto.

Ciascun lavoratore può presentare la domanda di iscrizione alla Gestione Separata telematicamente, al sito del INPS, al seguente indirizzo: www.inps.it/Servizi per il cittadino, attraverso l’utilizzo del canale di accesso SPID. Si tratta di un sistema di accesso con il quale, una volta avuto accesso alla propria pagina personale, è possibile compilare un apposito modulo di iscrizione alla Gestione Separata INPS. Oppure, in alternativa, è possibile iscriversi alla Gestione Separata INPS telefonando al numero verde del Contact Center INPS al numero 803 164.

Il modulo di iscrizione alla Gestione Separata INPS

Nel modulo di iscrizione alla Gestione Separata, oltre ai dati anagrafici ed eventuali recapiti sono richieste le seguenti informazioni come:

  • La data di inizio dell’attività (ovvero la data di inizio dell’attività indicata nel modulo di apertura della partita IVA);
  • La tipologia dell’attività che si intende svolgere, ovvero in qualità di professionista (in tal caso sono richieste alcune informazioni aggiuntive: 
    • Numero di partita IVA;  
    • Codice ATECO 2007, eventuale qualifica di socio di studio associato.

Con queste informazioni si può ottenere l’immediata iscrizione alla Gestione separata INPS. Al termine della procedura viene rilasciata apposita ricevuta che attesta l’avvenuta iscrizione. Deve essere evidenziato che l’iscrizione è unica. Una volta iscritto il lavoratore, anche se cessa l’attività, e poi viene ripresa dopo qualche anno, l’iscrizione effettuata a suo tempo rimane valida. In pratica una volta effettuata l’iscrizione non ci sono cancellazioni, si rimane iscritti a vita a questa gestione, anche se in futuro potrebbero verificarsi periodi ove non vi sono obblighi di versamento.

Qual è il termine per iscriversi alla Gestione Separata INPS?

Il termine per iscrizione alla Gestione Separata INPS è di 30 giorni dal momento di apertura della partita IVA, o dal momento in cui inizia l’attività lavorativa per cui è obbligatoria l’iscrizione. Per i lavoratori autonomi, considerando che i primi contributi verranno versati soltanto al momento della prima dichiarazione dei redditi utile (dichiarazione ove il professionista dichiara un reddito imponibile positivo) è plausibile che l’iscrizione possa avvenire anche entro questa data senza alcuna sanzione. Tuttavia, l’INPS procede anche in automatico all’iscrizione qualora veda contributi previdenziali versati dal contribuente alla Gestione Separata.


Il versamento dei contributi dovuti alla Gestione Separata INPS

I soggetti obbligati all’iscrizione alla Gestione Separata INPS sono obbligati a versare i relativi contributi previdenziali obbligatori. Tali contributi vengono calcolati e versati con modalità diverse a seconda della tipologia di lavoro svolta. Ogni tipologia di soggetto obbligato, infatti, ha diverse modalità di calcolo e versamento dei contributi previdenziali dovuti. Di seguito passo in rassegna le varie casistiche che si possono presentare la per la determinazione ed il versamento dei contributi.

Contributi previdenziali dei lavoratori parasubordinati

I collaboratori coordinati e continuativi (c.d. “co-co-co“) sono anche detti lavoratori parasubordinati. I lavoratori parasubordinati rappresentano una categoria intermedia fra il lavoro autonomo ed il lavoro dipendente. Essi lavorano infatti in piena autonomia operativa, escluso ogni vincolo di subordinazione, ma nel quadro di un rapporto unitario e continuativo con il committente del lavoro. Si tratta di lavoratori che sono funzionalmente inseriti nell’organizzazione aziendale e possono operare all’interno del ciclo produttivo del committente, al quale viene riconosciuto un potere di coordinamento dell’attività del lavoratore con le esigenze dell’organizzazione aziendale.

Quali sono i requisiti del lavoratore parasubordinato?

I requisiti tipici della collaborazione coordinata e continuativa sono quindi:

  • L’autonomia. Il collaboratore decide autonomamente tempi e modalità di esecuzione della commessa. Tuttavia non impiega propri mezzi organizzati, bensì, ove occorra, quelli del committente;
  • Il potere di coordinamento con le esigenze dell’organizzazione aziendale. Potere esercitato dal committente, quale unico limite all’autonomia operativa del collaboratore. Esso non può in ogni caso essere tale da pregiudicare l’autonomia operativa e di scelta del collaboratore nell’esecuzione della prestazione;
  • La prevalente personalità della prestazione;
  • La continuità. Deve essere ravvisata non tanto e non solo nella reiterazione degli adempimenti, che potrebbe anche mancare in virtù delle peculiarità specifiche dell’attività lavorativa. Quanto nella permanenza nel tempo del vincolo che lega le parti contraenti. In mancanza di tale requisito, e del correlato potere di coordinamento e del vincolo funzionale, si delinea invece la fattispecie della prestazione occasionale;
  • Oggetto della collaborazione devono essere attività con contenuto artistico-professionale o anche attività manuali e operative. Purché il rapporto lavorativo conservi il suo carattere autonomo e sussistano quindi tutti gli altri requisiti tipici della categoria;
  • La non attrazione dell’attività lavorativa nell’oggetto dell’eventuale professione svolta dal contribuente;
  • La retribuzione che deve essere corrisposta in forma periodica e prestabilita.

Ai fini fiscali i redditi percepiti dai co-co-co sono stati considerati redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente. Tale qualificazione fiscale dei compensi da collaborazione comporta l’applicazione degli istituti tipici del rapporto di lavoro dipendente. Quali ad es. le diverse norme di definizione della base imponibile (articolo 51 del DPR n. 917/86).

Lavoratori parasubordinati e versamento dei contributi alla Gestione Separata

Nelle collaborazioni coordinate e continuative e figure assimilate il contributo previdenziale dovuto alla Gestione Separata deve essere suddiviso in due parti. Infatti, il contributo previdenziale è in parte a carico del committente ed in parte a carico del collaboratore. In particolare, le quote di ripartizione del contributo dovuto sono le seguenti:

  • 2/3 del contributo dovuto alla Gestione Separata sono a carico del committente e per
  • 1/3 il contributo rimane a carico del collaboratore sotto forma di ritenuta dal suo compenso.

L’obbligo di versamento compete del contributo, tuttavia, al committente anche per la quota a carico del lavoratore (spetta al committente anche l’iscrizione del collaboratore alla Gestione Separata INPS). La quota di contributo a carico del collaboratore viene direttamente trattenuta in busta paga all’atto della corresponsione del compenso.

Ai fini di una corretta applicazione dell’aliquota, il committente deve inoltre acquisire dal lavoratore apposita dichiarazione sulla sua situazione contributiva (eventuale titolarità di pensioni o di ulteriori rapporti assicurativi).

Il versamento del contributo previdenziale deve essere effettuato con modello F24 ed il termine di scadenza è il giorno 16 del mese successivo a quello di pagamento del compenso. Questo è quanto stabilito dalle disposizioni previste dai D.Lgs. n. 241/97 e n. 422/98 in materia di riscossione unificata.

Lavoro autonomo occasionale e versamento dei contributi INPS

Per i soggetti che svolgono attività di lavoro autonomo occasionale , ai sensi dell’articolo 2222 del codice civile, presentano regole proprie. Infatti, al superamento della soglia dei 5.000 euro di compensi lordi annui, si applicano le stesse regole viste per i Collaboratori Coordinati e Continuativi viste sopra. Questo significa che il lavoratore autonomo occasionale è chiamato a comunicare in anticipo al proprio committente il superamento della soglia. Ricevuta tale comunicazione il committente effettua l’iscrizione del lavoratore alla Gestione Separata INPS. Una volta effettuata l’iscrizione, nella ricevuta del lavoratore deve essere applicata la ritenuta previdenziale sul compenso spettante al lavoratore. Anche in questo caso 2/3 del contributo dovuto sono a carico del committente, mentre il restante terzo deve essere trattenuto dal compenso del lavoratore occasionale.

La ritenuta previdenziale è una ulteriore trattenuta oltre a quella fiscale che deve essere trattenuta dal compenso spettante al lavoratore occasionale. Ti consiglio di fare molta attenzione, perché su questo aspetto vengono commessi sempre tantissimi errori.

Se hai bisogno di aiuto su come compilare correttamente la ricevuta leggi questo articolo: “Ricevuta Lavoro Autonomo Occasionale: compilazione“.

Contributi previdenziali alla Gestione Separata dei lavoratori autonomi

Come hai visto sono obbligati all’iscrizione alla Gestione Separata INPS tutti i professionisti che esercitano attività non compresa in Albo o Elenco professionale. Si tratta di attività di tipo professionale o artistico che non hanno una autonoma gestione previdenziale. Per questi lavoratori il contributo si calcola sulla differenza tra i ricavi e costi deducibili derivanti dall’attività esercitata. Questa rappresenta la base imponibile sulla quale dovranno essere applicate le aliquote, stabilite ogni anno dall’INPS. Quindi, la base per effettuare il calcolo dei contributi previdenziali è data dal reddito professionale generato ogni anno.

Il reddito professionale è dato dalla differenza tra ricavi tassabili e costi deducibili dal reddito. Su questo importo viene calcolato il contributo previdenziale dovuto annualmente.

Lavoratori autonomi e versamenti dei contributi previdenziali INPS

Il contributo previdenziale totale annuo così determinato dovrà essere versato con lo stesso meccanismo di acconto e saldo previsto per le imposte sui redditi. In pratica il 30 giugno di ogni anno deve essere versato il saldo del contributo dell’anno precedente. Contestualmente deve essere versato anche il contributo in acconto per l’anno in corso. Contributo previdenziale calcolato come il 50% del contributo dovuto nell’anno precedente. Inoltre, entro il 30 di  novembre deve essere versato il secondo acconto per il periodo di imposta in corso. In questo caso il versamento è dato dal restante 50% del contributo calcolato sull’anno d’imposta precedente. Come detto, tutti i versamenti devono essere effettuati con modello F24.

Applicazione della rivalsa INPS in fattura da parte del professionista

I professionisti che aderiscono alla Gestione Separata Inps hanno la possibilità (e non l’obbligo) di addebitare ai propri committenti il contributo del 4% a titolo di rivalsa. L’esercizio di tale facoltà ha rilevanza solo nei rapporti fra il professionista ed il cliente. Si tratta della possibilità concessa dal legislatore per far concorrere al versamento dei contributo previdenziale anche del prestatore anche il committente.

Attenzione però, perché il contributo previdenziale a titolo di rivalsa costituisce reddito professionale soggetto a tassazione IRPEF. In pratica, il professionista ha facoltà di addebitare al cliente il 4% della prestazione professionale. Tuttavia, questo contributo del 4% costituisce reddito tassabile per il professionista.

Per approfondire: “Rivalsa Insp: l’applicazione in fattura“.

La scadenza del versamento contributivo alla gestione separata

La scadenza per il versamento contributo a saldo alla gestione separata INPS è il 30 giugno di ogni anno, con riferimento ai contributi dell’anno precedente (ad esempio, il 30 giugno dell’anno “n“, è in scadenza il versamento del contributo a saldo relativo all’anno di imposta “n-1“). Su tale importo devono poi essere detratti gli acconti versati relativi a tale periodo di imposta. In questo modo si determina il contributo netto a saldo da versare.

Acconti dovuti alla Gestione Separata

Oltre al versamento del saldo, i professionisti iscritti alla gestione separata dell’INPS sono tenuti a versare due acconti riferiti all’anno di imposta in corso. Gli acconti si determinano prendendo a riferimento l’80% del contributo dovuto calcolato sul reddito imponibile Irpef dichiarato nel modello Redditi Persone Fisiche relativo all’anno di imposta precedente.

Ad esempio, nell’anno di imposta “n” gli acconti sono dovuti sull’80% del contributo a saldo dovuto per l’anno “n-1“, prendendo a riferimento il reddito imponibile Irpef dichiarato nel modello Redditi per l’anno di imposta “n-1“. Gli importi relativi al reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi, su cui calcolare l’acconto alla Gestione Separata, sono ricavabili:

  • Nel quadro RE (reddito da lavoro autonomo derivante dall’esercizio di arti e professioni), nel rigo RE25 relativo al reddito imponibile Irpef;
  • Nel quadro LM (reddito dei soggetti con regime dell’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità ai sensi dell’art. 27 del D.L. n. 98/2011 avendo barrato la casella “autonomo”) nel rigo LM6-LM9.
  • Nel quadro LM (reddito dei soggetti che applicano il Regime Forfettario) nel rigo LM36.

L’acconto deve essere versato in due rate di pari importo entro le scadenze previste per il pagamento delle imposte sui redditi. Quindi per l’anno di imposta “n”, il primo acconto per i contributi dovuti alla Gestione Separata deve essere versato entro il 30 giugno “n” o il 30 luglio “n”, con la maggiorazione dello 0,4%. Mentre il secondo acconto deve essere versato in un’unica soluzione entro il 30 novembre, sempre dell’anno “n”.

Resta ferma la possibilità per i contribuenti di determinare l’acconto dovuto con il metodo previsionale. Questo, nel caso in cui si presuma di conseguire un reddito nell’anno in corso inferiore a quanto dichiarato nell’anno di imposta precedente e quindi versare un acconto inferiore (o non versare alcun importo) rispetto a quanto sarebbe dovuto utilizzando il metodo storico. Bisogna prestare la dovuta attenzione nell’eventuale calcolo degli acconti con il metodo previsionale. Infatti, qualora tali acconti non dovessero risultare essere sufficienti a coprire il saldo del contributo dovuto nell’anno, si rendono applicabili sanzioni amministrative.

Compensazioni INPS e tassazione separata

L’articolo 17, comma 1, lettera n-bis) del TUIR prevede che siano assoggettate a tassazione separata, salva l’opzione per la tassazione ordinaria, le somme conseguite a titolo di rimborso di imposte o di oneri dedotti dal reddito complessivo o per i quali si è fruito di una detrazione. Nella casistica vi rientra anche l’ipotesi di contributi versati alla gestione separata INPS che, rivelatisi poi eccedenti rispetto a quelli effettivi calcolati in sede di saldo. Tipicamente, la situazione si presenta quando il reddito di un anno, utilizzato come base di computo per gli acconti, cala drasticamente nel periodo successivo. In questi casi nella dichiarazione dei redditi successiva, i contributi versati in acconto durante l’anno risultano eccedenti l’effettivo debito, con la conseguenza che l’esubero può essere oggetto di compensazione nel modello F24. In questo caso, nel quadro RM del modello Redditi P.F. il contribuente deve segnalare la restituzione dell’importo dei contributi INPS a credito utilizzati in F24 (pari all’importo utilizzato in compensazione), assoggettando tale importo:

  • A tassazione separata, come regola di default, oppure
  • E’ possibile optare per la tassazione ordinaria.

Quali sono le aliquote della Gestione Separata INPS 2022?

Andiamo ad analizzare, adesso, tutte le aliquote relative ai contributi previdenziali INPS dovuti alla gestione separata, analizzando le due casistiche possibili, ovvero:

  • Soggetti iscritti anche ad altra gestione previdenziale o pensionati;
  • Soggetti iscritti solo alla gestione separata e non pensionati.

Vediamo in dettaglio queste casistiche.

Soggetti iscritti anche ad altra gestione previdenziale o pensionati

I soggetti iscritti alla Gestione Separata, ed anche ad altre gestioni previdenziali, sono ad esempio i lavoratori dipendenti o i pensionati con partita Iva.

Per i soggetti iscritti anche ad altra gestione previdenziale l’aliquota contributiva INPS Gestione Separata è fissata al 24%.

Per i soggetti iscritti anche ad un’altra Gestione previdenziale obbligatoria o titolari di pensione, non è dovuto alcun contributo aggiuntivo a titolo assistenziale.

Soggetti iscritti solo alla gestione separata e non pensionati

L’aliquota INPS Gestione Separata per i soggetti iscritti esclusivamente a tale gestione prevede due casistiche. Si tratta delle seguenti:

  • Soggetti dotati di partita IVA, con attività professionale, aliquota INPS Gestione Separata al 26,23%;
  • Soggetti non titolari di partita IVA, aliquota Gestione Separata INPS al 33,72% (occorre poi verificare se è prevista l’applicazione della contribuzione aggiuntiva DIS-COLL dello 1,31%.

Questi soggetti, hanno l’obbligo di versare un contributo aggiuntivo dello 0,72% a titolo assistenziale. Tale contributo è finalizzato al finanziamento delle prestazioni economiche temporanee erogate dall’INPS. Si tratta, ad esempio, delle seguenti:

  • Indennità di Maternità / Paternità;
  • Trattamento economico per congedo parentale;
  • Indennità giornaliera di malattia;
  • Indennità di malattia per degenza ospedaliera;
  • Assegno per il nucleo familiare.

Tabella aliquote Gestione Separata INPS 2022

Riepilogando, per l’anno 2022, sono previste le seguenti aliquote INPS Gestione Separata, così come pubblicato dalla Circolare INPS n. 25 del 11-02-2022.

Tabella aliquote Gestione Separata INPS

Di seguito il riepilogo per aliquote relativo all’applicazione della Gestione Separata INPS.

COLLABORATORIALIQUOTE
Soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie per i quali è prevista la contribuzione aggiuntiva Dis-Coll35,03% (33,00 + 0,72 +1,31 aliquote aggiuntive)
Soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie per i quali non è prevista la contribuzione aggiuntiva Dis-Coll33,72% (33,00 + 0,72 aliquote aggiuntive)
Soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria24%
LIBERI PRIFESSIONISTIALIQUOTE
Soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie26,23% (25,00 IVS + 0,72 aliquota aggiuntiva + 0,51 ISCRO)
Soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria24%

Massimale e minimale di reddito Gestione Separata 2022

Per l’anno 2022 il massimale di reddito previsto dall’articolo 2, comma 18, della Legge n. 335/95 è pari a 105.014,00 euro. Pertanto, le aliquote per il 2022 si applicano, con i criteri sopra indicati, facendo riferimento ai redditi conseguiti dagli iscritti alla Gestione separata fino al raggiungimento del citato massimale.

Per l’anno 2022 il minimale di reddito previsto dall’articolo 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n. 233, è pari a 16.243,00 euro.

Conseguentemente, gli iscritti per i quali è applicata l’aliquota del 24% avranno l’accredito dell’intero anno con un contributo annuo di € 3.898,32, mentre gli iscritti per i quali il calcolo della contribuzione avviene applicando l’aliquota maggiore avranno l’accredito con un contributo annuale pari ai seguenti importi:

  • € 4.260,54 (di cui € 4.060,75 ai fini pensionistici) per i professionisti che applicano l’aliquota del 26,23%;
  • € 5.477,14 (di cui € 5.360,19 ai fini pensionistici) per i collaboratori e le figure assimilate che applicano l’aliquota del 33,72%;
  • € 5.689,92 (di cui € 5.360,19 ai fini pensionistici) per i collaboratori e le figure assimilate che applicano l’aliquota del 35,03%.

Per approfondire: “Come aprire Partita IVA senza pagare contributi INPS“.


Gestione Separata INPS: consulenza

Se hai letto questo articolo molto probabilmente hai necessità di capire meglio il funzionamento della gestione separata INPS. Che tu sia un lavoratore a progetto oppure un libero professionista, gestire i propri contributi previdenziali non è semplice. Per questo motivo consiglio sempre di rivolgersi ad un dottore commercialista esperto in questo ambito.

Il rischio di commettere errori è elevato, ed è meglio prevenire che modificare gli errori in futuro. Per qualsiasi dubbio contattami.

Gestione separata INPS: FAQ

Devo iscrivermi se sono un pensionato?

Il professionista pensionato che continua a svolgere attività di lavoro autonomo senza essere tenuto a versare il contributo soggettivo all’Ente previdenziale di categoria, deve iscriversi alla Gestione separata INPS.

Quando si percepisce pensione alla gestione separata?

Per la pensione occorrono:
– almeno 5 anni di contribuzione effettiva (no figurativi)
– 57 anni di età
– importo di pensione pari ad almeno l’1,2 dell’importo dell’assegno sociale. Se l’importo è inferiore, per l’erogazione della prestazione bisogna attendere il 65° anno di età.

Chi deve iscriversi alla gestione separata?

Devono iscriversi alla gestione separata tutti i freelance (liberi professionisti) che non hanno una specifica cassa previdenziale, i lavoratori occasionali, collaboratori coordinati e continuativi, beneficiari di borse, assegnisti di ricerca, i medici che si stanno formando (formazione specialistica).

Che succede se non mi iscrivo alla gestione separata?

Se il contribuente non provvede al pagamento entro 30 giorni o non provvede a richiedere il pagamento rateale dell’importo omesso e della sanzione, seguirà una cartella esattoriale dove la sanzione sarà maggiorata al 30% dell’importo.

Come chiedere il rimborso dei contributi dovuti?

Per la contribuzione risultante a credito e non utilizzata in compensazione il professionista deve presentare istanza di rimborso, utilizzando esclusivamente la modalità online collegandosi all’indirizzo www.inps.it, selezionando dall’opzione – Elenco di tutti i servizi Gestione Separata: domanda di rimborso.

Come cancellarsi dalla gestione separata?

La cancellazione dalla Gestione separata INPS non è effettuabile tramite portale online e risulterebbe anche inutile in quanto la permanenza non comporta alcun contributo fisso. In ogni caso è necessario un modulo cartaceo nel quale si dichiara la cessazione dell’attività.

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Dottore Commercialista, Tax Advisor, Revisore Legale. Aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale. La Fiscalità internazionale le convenzioni internazionali e l'internazionalizzazione di impresa sono la mia quotidianità. Continuo a studiare perché nella vita non si finisce mai di imparare. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.

207 COMMENTI

  1. Salve sono un ingegnere iscritto regolarmente a ordine professionale e inarcassa, con partita iva.

    Vorrei iniziare una nuova attività imprenditoriale parallela (ditta individuale o srls) che fornisca i seguenti servizi:

    – posa in opera di intonaci e finiture per edifici
    – posa in opera di isolamento termico in edifici
    – vendita di corsi online autoprodotti

    Detto questo, chiedo cosa succede a livello previdenziale e fiscale nel caso di ditta individuale o srls? E le fatture come dovranno essere impostate?

    Grazie mille!

  2. Salve, prima di tutto le consiglio di verificare la compatibilità di questa attività con il suo albo professionale. Una volta chiarito questo a livello previdenziale con una ditta individuale si dovrebbero versare i contributi alla gestione artigiani e commercianti dell’Inps, contributi fissi per €. 3.600 fino al reddito di €. 15.000 circa e poi ulteriori contributi sul reddito oltre il minimale. All’inizio le consiglio questa strada, se poi l’attività sarà avviata può sempre costituire una Srl.

  3. Buongiorno, seguo con molta attenzione il vostro sito e le vostre newsletter e ringrazio per la puntualità e la precisione con cui rispondete. Mi avete aiutato piu’ di una volta.
    Vi sottopongo due dubbi: sono dipendente pubblico, tempo pieno e indeterminato.
    Svolgo prestazioni occasionali di consulenza informatica e quest’anno ho avuto la fortuna di seguire una cosa che mi ha consentito di raggiungere i fatidici 5.000 euro lordi.
    Sono stato ricercato per un’altra possibile collaborazione occasionale, da un altro committente (ente pubblico) e mi sono iscritto alla gestione separata (telematicamente con PIN Inps: da non crederci, e’ stato immediato…).
    Dubbio 01: nel caso in cui non si attivi la collaborazione, rimanendo quindi al di sotto dei 5.001 euro lordi, il prossimo anno dovrei comunque presentare il modello UNICO invece del 730 con la compilazione del quadro RR? O comunque in generale, se non dovessi neppure piu’ svolgere prestazioni occasionali, per il solo fatto di essere iscritto alla gestione separata dovrei utilizzare solo UNICO?
    Dubbio 02: mi dicono (adesso) che per i dipendenti (pubblici) a tempo pieno e indeterminato non sia comunque possibile effettuare prestazioni occasionali per importi maggiori di 5.000 annui, a prescindere dal numero di committenti. Secondo voi corrisponde al vero? Quindi non potrei neppure sfruttare i voucher (altra disciplina fiscale, non cumulabili ecc. ecc.)
    Vi ringrazio in anticipo se vorrete porre attenzione a queste domande e comunque mi complimento nuovamente perché in ogni caso siete un punto di riferimento per noi poveri incompetenti.

  4. Salve siamo felici di esserle di aiuto, per la prima domanda la risposta è negativa, l’iscrizione alla gestione separata non obbliga alla presentazione del modello Unico, tuttavia se effettua prestazioni occasionali sopra la soglia dei €. 5.000 lordi nell’anno è tenuto a versare i relativi contributi alla gestione separata, presentando anche il quadro RR di Unico. Se non sono dovuti contributi non è obbligatorio presentare l’Unico, lei può fare benissimo il 730. Per la seconda domanda un dipendente pubblico non può fare prestazioni occasionali a meno di specifica autorizzazione ricevuta dall’ufficio al quale appartiene. Stessa cosa per i voucher, insomma, il dipendente pubblico può esercitare altra attività soltanto se è stato autorizzato formalmente, altrimenti vige il principio di esclusività della propria prestazione lavorativa. In realtà, esiste un piccolo spazio possibile, se il dipendente pubblico lavora part time, egli può essere titolare di collaborazioni occasionali, purché esse non contrastino con i principi di imparzialità e di buon andamento dell’attività amministrativa, che sono obblighi costituzionali. In ogni caso verifichi cosa riporta il suo contratto di lavoro e ne parli con un consulente del lavoro.

  5. Grazie per la sollecita risposta. Ha ragione, non l’ho specificato perché lo davo per scontato. Sto parlando di incarichi autorizzati, nel nostro regolamento sono possibili 3 autorizzazioni all’anno. Il punto focale era l’interpretazione che 1 o 3 nn potevano comunque superare i 5.000€ annui complessivamente. Questo non è indicato nel regolamento, e pensavo in nessuna norma, ma mi dicono diversamente, di qui il dubbio che ho esposto. Grazie mille.

  6. Buongiorno.
    Sono un ingegnere lavoratore dipendente con 15 anni di contributi. Nel 2017 ho in progetto di aprire con un socio una srl.
    In futuro i contributi potranno essere totalizzati in pensione unica?
    Dovrò iscrivermi alla gestione separata INPS?
    Grazie mille!

  7. Se l’attività di amministratore richiede competenze che riguardano la sua attività principale di ingegnere allora non è necessario versare contributi alla gestione separata, in caso contrario è obbligatorio il versamento.

  8. Salve, ringrazio anticipatamente per le informazioni che rilasciate quotidianamente. Io sono una dipendente a tempo indeterminato in uno studio commerciale con contratto part time a 30 ore settimanali. A inizio 2016 ho aperto la partita iva per consulenza alle imprese (codice attività 692013) nella prospettiva di abilitarmi come esperto contabile. Ovviamente il mio datore di lavoro ne è a conoscenza. Non avendo una cassa di previdenza sono sono iscritta alla gestione separata Inps. La prima domanda è quando dovevo fare l’iscrizione alla gestione separata? O per me gli dire dovevo farlo all’aall’atto dell’apertura della partita iva? Perché l’ho fatto solo da qualche giorno e la prima fattura che emettero’ sarà a fine dicembre. Ci sono eventualmente sanzioni ?
    Inoltre posso pagare l’aliquota ridotta del 24%? In tal caso dovevo fare preventiva conunicazicomunicazione o sono ancora in tempo?
    Ultima domanda: esiste un minimo di contributi che magari sommando quelli da lavoro dipendente e quelli da partita iva c’è il rischio che non riesca a raggiungere (Come i classici euro 3500 circa per gli artigiani) ?

    Ringrazio anticipatamente.
    Marzia.

  9. Salve Marzia, l’obbligo di iscrizione alla gestione separata scatta dopo 30 giorni dall’apertura della partita Iva, quindi le consiglio di iscriversi al più presto. Se ha anche un contratto da lavoro dipendente in essere le spetta l’aliquota ridotta che chiederà al momento dell’iscrizione. Per la gestione separata non ci sono pagamenti fissi, il pagamento dei contributi avviene solo in base al reddito generati dall’attività professionale.

  10. SALVE.
    Sono una dipendente con contratto a tempo determinato come barista e ho firmato con il comune un contratto di collaborazione per 2 mesi. Devo iscrivermi alla gestione separata dell’Inps?
    Se si, quanto mi costa?

  11. Bisogna vedere che tipo di contratto ha sottoscritto, in ogni caso, se è dovuta l’iscrizione dovrà esserle comunicato dal datore di lavoro. L’iscrizione prevede per il collaboratori coordinati e continuativi, il versamento di contributi del 23% (in quanto lei iscritta ad altra forma previdenziale), 2/3 dei contributi sono a carico del datore di lavoro, mentre il restante 1/3 è a suo carico e le sarà trattenuto in busta paga.

  12. Ringrazio innanzitutto per la sollecita risposta. In pratica è un contatto di collaborazione come assistente sociale. All’interno del contratto stesso è rihiesta l iscrizione alla geatione separata, solo che io pensavo che essendo anche dipendente a tempo deerminato nello stesso periodo non occorresse. Quindi devo iscrivermi e comunicare che ho anche un contratto di lavoro dipendente? Grazie mille

  13. Dovrà iscriversi tramite la procedura online messa a disposizione dell’Inps, e poi comunicare al datore di lavoro che ha diritto alla riduzione di aliquota visto che ha in essere un’altra forma contributiva data dal contratto di lavoro dipendente che ha in essere.

  14. Salve, ho aperto una partita iva come procacciatore d’affari, con codice 461902, ma all’atto dell’iscrizione on line alla gestione separata, vedo che tale codice non risulta; cosa fare?

  15. Il procacciatore d’affari non deve iscriversi alla gestione separata Inps, ma alla gestione commercianti. Credo che abbia bisogno di consultarsi con un Commercialista, se ha bisogno mi contatti in privato.

  16. Salve, sono pensionato da circa due mesi ed ho intenzione di prendere in gestione un parcheggio privato ma mi chiedo a questo punto in quale gestione previdenziale dovrei essere inquadrato per l’attività che voglio intrascendere. …..grazie

  17. Più che alla gestione previdenziale dovrebbe guardare alla gestione fiscale, visto che dovrebbe aprire partita Iva come commerciante. Eventualmente iscriversi alla gestione commercianti dell’Inps.

  18. Buongiorno,
    dopo 25 anni di lavoro dipendente, da 4 anni lavoro con contratti co.co.co.
    Ora mi viene proposto nuovamente un contratto di lavoro dipendente a tempo determinato. Mi è stato detto però che tutti i contributi versati in gestione separata saranno “persi” perché il periodo minimo di contribuzione sarebbe di 5 anni. E’ vero? Mi converrebbe quindi continuare con contratti di co.co.co.?
    Grazie
    Cristina

  19. La gestione separata non consente di cumulare i contributi versati con altre gestioni. In ogni caso, è una gestione che non riesce ad erogare prestazioni pensionistiche, quindi passare ad una contribuzione legata al lavoro dipendente sarebbe sicuramente preferibile.

  20. Buonasera.
    Sono un ex dirigente di banca licenziato a causa di riorganizzazione seguita a grave default. Già prima del licenziamento mi occupavo dell’amministrazione di due condominii dove ho delle proprietà e quindi non a scopo professionale. Nel 2010 ero residente all’estero ma volli acquisire la partita IVA per essere in regola con il reddito prodotto in Italia e quindi aderii al regime dei minimi (5%). Per quanto riguarda l’Inps, mi fu riferito (dall’AdE) che non avevo alcun obbligo di iscrizione alla gestione separata INPS, perché ero residente all’estero e perché ero già iscritto alla previdenza come dipendente della banca (nel periodo estero, continuavo a versare tasse e contributi in Italia, oltre che all’estero).
    Nel gennaio 2013 sono stato licenziato con preavviso di 12 mesi e quindi con il mantenimento della posizione INPS fino al gennaio 2014; poi sono stato iscritto alla previdenza figurativa in quanto titolare di assegno di disoccupazione fino al gennaio 2015. Nel 2015 ho incassato soltanto € 1200,00 dall’attività di amministrazione, ma dovendo fare di necessità virtù, ho iniziato ad amministrare altri due condominii con circa 200 condòmini e quindi nel 2016 il mio reddito è salito ad € 25.000,00 circa. Dal 1 marzo 2017 sono in quiescenza con la sospirata pensione, ma intendo continuare l’attività di amministratore.
    Quesito: dovendo obbligatoriamente iscrivermi alla gestione separata (che proprio non capisco a cosa mi possa servire, data l’età avanzata e pensionato), devo temere sanzioni per non essermi iscritto prima ? Mi sarei dovuto iscrivere subito a mio rientro dall’estero (2013) oppure essendo rimasto sotto la soglia dei 5.000 euro fino al 2016 non ho nulla da temere?
    Ringrazio in anticipo per la cortese replica.
    Cordialità
    Alessandro

  21. Salve Alessandro, l’iscrizione alla Gestione separata è adempimento obbligatorio dal momento in cui si apre partita Iva. Nel suo caso l’obbligo di iscrizione è scattato nel momento in cui ha ripreso la residenza fiscale in Italia. Il rischio di un controllo esiste, quindi le consiglio di iscriversi adesso, quanto meno per rendere in regola la situazione per il futuro.

  22. Sono un medico in pensione dal 2015 e percepisco la pensione ENPAM .All inizio del 2016 essendo titolare di un impianto fotovoltaico di circa 10 kw con esclusiva vendita ho dovuto mantenere la mia precedente partita iva ,modificandone la attività.Vorrei sapere se sono tenuto ad iscrivermi all INPS come commerciante e quanto devo versare considerando che l impianto mi rende circa seimila euro all anno dei quali solo settecento sono in fatture con iva mentre il restante è il contributo del GSE non assoggettato ad iva.Inoltre mi chiedo se il versamento INPS come commerciante potrà generare un trattamento pensionistico in seguito .Spero di essere stato chiaro e vi ringrazio della Vostra disponibilità.

  23. Certamente, lei deve iscriversi alla gestione commercianti Inps. Avrà diritto ad aliquote ridotte. Per capire se i versamenti potranno generare pensione futura le consiglio di chiedere direttamente all’Inps.

  24. Buongiorno, sono una dipendente di un Consiglio regionale, che ha assunto un incarico extra ufficio con un compenso di € 2000, lorde annue, per ricoprire un ruolo all’interno del Nucleo di valutazione di una azienda pubblica di servizi. Volevo sapere se sono tenuta all’iscrizione obbligatoria alla gestione separata, grazie

  25. Salve sono un libero professionista nel campo dell’ igiene e in più ingegnere. Percepisco complessivamente, con partita IVA, un reddito inferiore a 30.000 €/anno con tassazione del 5%. Se accettassi un incarico come insegnante statale influirebbe sulla tassazione? Se sì, in che modo? Grazie in anticipo.

  26. Se con il reddito da lavoro dipendente supera i €. 30.000 perderebbe il suo regime agevolato che ha con partita Iva. Se vuole maggiori info la contatto in privato.

  27. buongiorno,sono un lavoratore dipendente a tempo indeterminato, sono iscritto alla gestione separata dal 1994, perchè collaboravo come co.co.co., ma ho smesso nel 2009, ora collaboro occasionalmente scegliendo come pagamento la formula diritto d’autore, essendo la mia prestazione di tipo artistico,ora sto per iniziare una nuova collaborazione, mi chiedevo se ra il caso di utilizzare la mia gestione separata, sempre se è ancora valida,quali sono i miei doveri fiscali in proposito? e scattano solo se supero i 5000 euro con quell’unico committente? Nel caso mi scatterebbe anche qualche settimana di anzianità in più da
    aggiungere alla mia anzianità?
    grazie delle vostre gentili risposte

  28. Se utilizza la disciplina legata allo sfruttamento economico del diritto di autore non ci sono obblighi contributi Inps. Se vuole fare versamenti dovrà farli in forma autonoma e volontaria.

  29. Buonasera,ho un contratto di collaborazione a progetto (da più di 2 anni) con una società che si occupa di recupero crediti. Si tratta del mio unico impegno lavorativo. Volevo sapere,cortesemente,se anche io sono tenuta ad iscrivermi alla gestione separata. La ringrazio in anticipo.

  30. E’ il committente che è tenuta ad iscriverla e a versare i relativi contributi, in parte a carico del committente ed in parte a suo carico come trattenuta in busta paga.

  31. Salve,
    Sono una libera professionista (interprete e traduttrice) con partita iva agevolata (regime dei minimi).
    Vorrei capire se con il nuovo regime forfetario si passa automaticamente?! o cosa bisogna fare?

    Grazie molte

  32. Buongiorno, lavoro per due aziende come collaboratrice occasionale, volevo sapere se devo considerare come soglia massimo i 5.000€ lordi per ogni committente o devo fare la somma totale dei redditi percepiti da entrambi ?

  33. Salve, sto predisponendo la dichiarazione dei redditi di un amico il quale ha redditi di lavoro occasionale per Euro 6123,00 realizzati con date non ben definite, quindi soggetto al pagamento INPS gestione separata per l’importo che eccede i 5000,00. Inoltre ha percepito nel 2016 Euro 5118,00 per assegno di ricerca universitaria, per il quale l’Università ha rilasciato Certificazione Unica con l’indicazione dei contributi versati e quelli a carico del parasubordinato in tutto aliquota del 31,72%. Il quadro RR (gestione separata INPS) prevede codice 3 lavoro occasionale e codice 4 assegno di ricerca, ma quando bisogna indicare l’aliquota da applicare sono previste solo le aliquote 24% e 28,72%, Cosa devo indicare? Inoltre chiudendo la dichiarazione a credito, posso compensare il credito IRPEF con il debito INPS? Ringrazio per l’aiuto

  34. Salve svolgo attività di disegnatore tecnico libero professionista ho fatto l’iscrizione alla gestione separata INPS NEL 2010 e ho sempre versato il contributo calcolato nel modello Unico sezione II quadro RR ho sempre avuto un reddito superiore al minimale Inps quest’anno purtroppo il lavoro è diminuito e il mio reddito è inferiore al minimale di euro 15.548,00 devo calcolare il contributo adeguandomi al minimale o calcolo il contributo sul reddito effettivamente percepito? grazie

  35. Salve, sono un rappresentante editoriale fino al 2015 ho avuto un contratto a progetto durato per più di tre anni
    Rinnovo il contratto come procacciatore di affari, vorrei sapere se posso usufruire di questo nuovo contratto con la stessa agenzia per cui lavoro da più di 10 anni, il contratto risulta regolare ? Non ho problemi di continuità?
    Grazie

  36. Quindi è possibile passare da un contratto co.co.co a un contratto a procacciatore di affari applicando un regime di vantaggio con la stessa agenzia?
    E soprattutto senza la gestione Inps separata?
    Grazie

  37. Lei sta parlando di un contratto di agenzia, il quale prevede, i versamenti obbligatori all’Enasarco e alla gestione commercianti Inps. Prima di tutto, a mio avviso, deve fare chiarezza e poi deve parlare con un Commercialista, in modo che possa simulare versamenti fiscali e contributivi e verificare quanto le rimane di netto.

  38. Buongiorno,
    lavoro in una azienda come contabile con contratto a tempo indeterminato ed ora mi è capitata l’occasione di svolgere delle attività extra aziendali (consulenza alle imprese del settore energetico), vorrei sapere con quale formula mi converrebbe accettare: apertura di una partita Iva o co.co.co.?

    I contributi versati fino ad oggi come dipendente sarebbero in qualche modo cumulabili con quelli che si verseranno d’ora in avanti con l’apertura di una partita Iva o per effetto del co.co.co.?

    Ringrazio anticipatamente.

  39. Se vuole fare consulenza deve operare con partita Iva e iscrizione alla gestione separata. I contributi dovuti alla gestione separata non possono essere cumulati con quelli di altre gestioni previdenziali. Per ottenere la pensione si dovranno rispettare i requisiti di questa gestione previdenziale.

  40. Buongiorno, sono iscritta alla gestione separata con il codice ateco 74.90.99. Ora ho necessità di cambiare il codice in 82.99.99. La mia domanda è questa: dato che questo codice non è tra quelli elencati quando ci si iscrive alla gestione separata posso comunque cambiarlo? O meglio se lo cambio all’agenzia delle entrate rimango comunque iscritta alla gestione separata? Grazie per la risposta

  41. L’Inps permette comunque l’iscrizione alla gestione separata anche con il codice 82.99.99 “Altri servizi di sostegno alle imprese”. Naturalmente l’attività svolta deve essere a carattere professionale e non commerciale.

  42. Buongiorno,
    sono dipendente di un’azienda e nel 2011 ho aperto p.iva ( regime dei minimi) per attività di libero professionista con l’idea iniziale di arrotondare lo stipendio. Negli anni non ho mai superato un fatturato da libera professione superiore ad € 5.000. Sono tenuto all’iscrizione alla gestione separata INPS versando già i contributi nell’attività di lavoratore dipendente e non superando i 5.000€/anno?
    Ringrazio e saluto cordialmente.

  43. GABRIELE,Buongiorno.
    sono un professionista che in passato ( 2011) ha dichiarato iun reddito da lavoro autonomo ( 2.450 Euro) che non è stato però assogettato a contribuzione obbligatoria a favore della Cassa professionale perchè all’epoca facoltativa; il mio consulente inoltre non ha redatto il quadro RR dell’UNICO per la gestione separata .Perviene SOLO ora verifica INPS di versamento del contributo dovuto per la gestione separata con relativa sanzione pecuniaria :come opera la PRESCRIZIONE se nel pervenuto prospetto INPS allegato alla lettera di invito al pagamento è stata anche indicata puale data di scadenza del versamento il 09.07.2012 ?
    Ringrazio ed invio molti cordiali saluti

  44. Salve,
    avrei necessità di alcuni chiarimenti in merito all’aliquota da applicare ai compensi percepiti in qualità di lavoratore autonomo occasionale. Mi spiego meglio: sono un insegnante con contratti di lavoro a tempo determinato. Attualmente non sto esercitando in quanto ancora non sono stato assunto da alcuna scuola e di conseguenza in questo momento non percepisco alcun emolumento per questo tipo di attività. Nel frattempo però ho svolto delle collaborazioni di lavoro autonomo occasionale per le quali dovrò emettere la relativa ricevuta. La mia domanda è la seguente:
    L’aliquota Inps da applicare è quella del 32,72% poichè attualmente non ho alcun contratto in vigore con la scuola oppure si deve applicare l’aliquota del 24% in ragione del fatto che nell’anno solare 2017 risulto iscritto ad un altra gestione previdenziale obbligatoria?

  45. E’ il committente soggetto passivo Iva che deve applicare la ritenuta corretta sulle sue ricevute, di cui 1/3 a suo carico e 2/3 a carico del committente. Se, invece, i committenti sono privati, pagherà i contributi in dichiarazione. Se ha superato i €. 5.000 si presume attività continuativa da effettuare con partita Iva. Se vuole ne parliamo in una consulenza in privato.

  46. Buongiorno desidero avere un chiarimento inerente il minimale della gestione separata non riesco a comprendere se fatturando sotto la soglia dei 15.548,00 euro debba lo stesso versare obbligatoriamente il contributo di euro 3.731,52 oppure posso versare solo sul fatturato sotto la soglia del minimale?Grazie

  47. I contributi devono essere versati comunque alla gestione separata. Il contributo si determina sul reddito. Lei ha bisogno della consulenza di un commercialista. Se vuole sono a disposizione.

  48. buongiorno,
    sono una lavoratrice dipendente a tempo indeterminato (32 ore settimanali) e vorrei fare un lavoro extra però mi chiedono la gestione separata …. io di solito faccio le note occasionali che poi aggiungo alla dichiarazione dei redditi annuale ….. vorrei sapere in cosa consiste questa gestione separata.
    Grazie.

  49. Salve, svolgo l’attività di insegnante dal 2005, prima presso scuola paritaria poi dal 2007 in scuole pubbliche. Nel 2011 ho aperto la partita IVA per svolgere l’attività di produttore assicurativo di III livello ma continuando a svolgere la professione di docente a tempo determinato fino al 2015, poi a tempo indeterminato. La settimana scorsa l’INPS mi ha sollecitato il pagamento di contributi e more dovuti ai redditi prodotti nell’anno 2011 con apertura di posizione in gestione separata. La domanda è: avendo già una posizione con l’INPS in quanto docente avrei dovuto ugualmente aprire una nuova posizione in gestione separata? Io non l’avevo mai fatto né il mio consulente mi aveva sollecitato a procedere in tal senso. Come devo procedere?
    Grazie per la cortese risposta e complimenti per il lavoro svolto.

  50. Avrebbe dovuto aprire una posizione Insp per versare i contributi relativi all’attività svolta. In questo caso non ci sono margini per intervenire, avrebbe dovuto operare correttamente in anticipo. Per la gestione separata non esiste prevalenza.

  51. Buonasera,
    sono una design d’interni e sono assunta in uno studio d’architettura a tempo indeterminato. Adesso dovrei fare un lavoro occasionale per il quale mi hanno richiesto obbligatoriamente l’iscrizione alla gestione separata. Ho visto che è semplice farlo tramite il portale inps ma mi chiedo: nel caso che questo nell’arco dell’anno sia l’unico lavoro e considerando che non supererà i 5000 euro su cosa viene applicata l’aliquota: sull’importo del lavoro o c’è un importo minimo su cui calcolarla e poi se non farò più altri lavori devo comunque pagare fino a che non mi cancello dalla gestione separata?
    Grazie della risposta.

  52. Gentili,
    avrei un quesito da porre. Con delle colleghe educatrici stiamo per aprire un associazione professionale avente un’unica Partita IVA (quella dell’associazione), offriremo servizi alle famiglie.
    Siamo già dipendenti private con un rapporto di lavoro di circa 30 ore a settimana.

    Dobbiamo versare lo stesso i contributi per la nuova attività? Dobbiamo iscriverci alla Gestione separata o siamo esenti?
    Non prevediamo guadagni alti essendo principalmente impegnate con il lavoro dipendente.
    Vorremo solo essere certe di non pagare troppe tasse!
    Grazie per la risposta e per il vostro lavoro.

  53. Salve Gigliola, ma che cosa vuole dire che vogliono l’iscrizione alla gestioene separata? che farà una prestazione occasionale sopra i €. 5.000. Nel caso bisogna fare attenzione. Immagino, invece che le chiedano di operare con partita Iva. In ogni caso, prima di agire si consulti con un commercialista per vedere bene pro e contro di ogni ipotesi. Se vuole mi contatti in privato.

  54. L’associazione deve fornire servizi agli associati. Chi presta questi servizi può farlo gratuitamente oppure dietro compenso, ma in questo caso è necessario operare in regola con la normativa fiscale per le attività professionali. Credo ci sia bisogno di qualcuno che vi aiuti ad inquadrare il tutto a livello fiscale, evitando di fare errori e minimizzando i costi. Se volete contattatemi in privato.

  55. Buongiorno,
    sono un lavoratore occasionale, facendo un controllo ho scoperto, ignoranza mia, di aver sforato i 5000€ lordi poiché una prestazione del precedente anno è andata in pagamento nell’anno corrente.
    Mi sono reso conto di aver sforato dopo più di un mese. In cosa posso incorrere? Come posso regolarizzare la mia posizione?
    Anticipatamente ringrazio.

  56. Salve,
    sono un architetto che al momento lavoro come dipendente in un negozio di arredamento con contratto a tempo determinato. Ho sempre la piva ma da quando sono dipendente non ho di fatto fatto nessuna notula. Sono iscritta alla gestione separata e mi sono cancellata da inarcassa. La mia domanda è questa nel caso rimanessi incinta avrei diritto a qualche forma di tutela?

  57. Alle lavoratrici autonome iscritte alla gestione separata Inps spetta l’indennità di maternità a condizione che: non abbiano altre forme di copertura previdenziale obbligatoria;
    non siano titolari di pensione diretta o di reversibilità; risultino attribuite almeno tre mensilità di contribuzione nei dodici mesi precedenti l’inizio del periodo indennizzabile (la contribuzione deve essere comprensiva della maggiorazione dovuta per maternità, malattia e assegno al nucleo familiare). Nel suo caso avendo altra copertura previdenziale data dal lavoro dipendente non le spetta l’indennità di maternità come lavoratore autonomo. Le spetterà eventualmente nella gestione dei lavoratori dipendenti. Altrimenti a contatto di lavoro dipendente terminato per ottenerla dovrà aver versato almeno tre mensilità di contribuzione nell’anno.

  58. Buona sera. Sono un soggetto che svolge attività di lavoro autonomo occasionale , ai sensi dell’articolo 2222 del codice civile, per conto di diversi committenti lungo l’arco dell’anno e supero la soglia dei €. 5.000 di compensi annui. Chiedo la soglia è riferita al singolo committente o si cumulano i compensi indipendentemente da esso?
    inoltre ipotizzando di raggiungere i 5000 euro e poi di ricevere un incarico da 1000 euro, allora il contributo da versare è pari a 240 euro; poi ricevo un altro incarico da 1000 euro da altro committente. In questo caso arrivo a superare la soglia per 1000+1000 euro. Devo pagare 480 euro? Oppure solo altri 240 euro poichè il contributo sui primi 1000 l’ho già pagato?
    Grazie per le risposte

  59. Da quello che mi dice, prima di tutto, lei con la prestazione occasionale non è in regola. Operando durante l’anno con più committenti dovrebbe operare con partita Iva. Il mio consiglio è quello di pensare prima di tutto a questo aspetto, perché in caso di controlli è passibile di sanzioni.

  60. Salve, ho una società sas dove io rappresento il socio accomandatario mentre mio fratello il socio accomandante. Volevo sapere se sono obbligato ad essere iscritto al cassetto previdenziale artigiani e commercianti e quindi a versare l’INPS trimestralmente. Nel caso in cui fossi obbligato non c’è un’altra forma di società che non me lo imponga?
    Grazie mille
    Luca

  61. Il socio accomandatario è tenuto all’iscrizione alla gestione commercianti e al pagamento dei relativi contributi fissi. Il socio accomandante non è tenuto a tale iscrizione visto che non ha titolo per svolgere attività nell’azienda.

  62. Salve sono un ingegnere iscritto regolarmente a ordine professionale e inarcassa, con partita iva.
    Sono stato selezionato per un incarico da docente per un corso serale presso una scuola secondaria pubblica. Vorrei sapere se è necessaria o meno la cancellazione da Inarcassa e l’iscrizione alla Gestione separata INPS. Durante questo periodo, come gestisco le fatture? o meglio… a chi dovrò versare i miei contributi?
    Detto questo, chiedo cosa succede a livello previdenziale e fiscale? E le fatture come dovranno essere impostate?

    Grazie mille!

  63. E’ necessario aprire un secondo codice attività, iscriversi alla gestione separata, e avere due contabilità separate, per le quali dovrà versare contributi diversi, all’Inps e a Inarcassa. Le consiglio di farsi seguire da un Commercialista di fiducia. Se non ne ha uno, siamo a disposizione. Se vuole la contatto in privato.

  64. Buongiorno, desideravo porvi il seguente quesito:
    Essendo stato lavoratore dipendente per circa 30 anni fino al 2016, mentre dal 2017 ad oggi sto usufruendo dell’indennità NaspI, se volessi intraprendere un attività, che a seconda del tipo categoria ATECO 2007 potrebbe essere obbligata ad iscriversi alla Gestione Separata INPS, anziché a quella di una cassa previdenziale Artigiani o viceversa, ai fini pensionistici, quando sarà il momento di raggruppare i vari contributi accumulati in diverse casse previdenziali, mi chiedevo quale sistema tra Gestione Separata (da adottare come professionista) e Cassa Artigiani e quella che penalizza maggiormente nel calcolo previdenziale finale? Oppure non vi sono differenze di trattamento pensionistico nel calcolo finale tra le diverse gestioni previdenziali?

  65. La gestione separata è una gestione previdenziale che ad oggi non può essere cumulata con le altre, quindi, o si riesce a raggiungere il minimo contributivo con questa gestione, oppure, amaramente, si perde tutto. Ma per questi aspetti, a mio avviso occorre parlare direttamente con l’Inps. Ad oggi, comunque, la gestione separata non è in grado di pagare pensioni.

  66. Stessa cosa riguarda me. Ingegnere con partita iva sottoposta a regime de minimi con tassazione al 5% e probabilità di essere assunta come insegnante e quindi Inps. In questo caso vorrei sapere anche io se dovessi versare alla gestione separata in quanto ho letto alcune sentenze contrastanti che sostengono di si e di no. Ho anche letto che se lavori sotto dipendenze e in più hai partita iva con regime de minimi/forfettario non perdi le agevolazioni di quest’ultimo in quanto i due redditi non cumulano. Non bisogna in entrambi i casi superare la soglia dei 30000 euro. Vi sarei grata se mi rispondeste perchè son un pò confusa in merito. Grazie

  67. Salve Federica, per prima cosa, in questi casi è sempre opportuno farsi seguire fiscalmente da un Commercialista, per non commettere errori. Nel suo caso, il lavoro dipendente avrà i suoi contributi e la partita Iva continuerà a versare ad Inarcassa. Può restare nel regime forfettario, se non supera i €. 30.000 annui di lavoro dipendente. Per maggiori info e per il preventivo di una consulenza se vuole la contatto in privato.

  68. Salve, dovrei aprire partita iva con codice 96.09.09 ‘Altre attività di servizi alla persona’. immagino debba iscrivermi alla gestione separata inps. Quindi domando se è meglio prima aprire la partita iva o fare l’iscrizione all’inps. Grazie

  69. Salve Alessandro, si affidi alla consulenza di un Commercialista di sua fiducia, per farsi seguire al meglio. Se non ne ha uno di riferimento mi contatti in privato.

  70. Buongiorno, sono la titolare di una impresa di pulizie e servizi, ditta individuale, con mio marito iscritto come coadiuvante, al quale verso regolarmente i contributi inps.
    Da gennaio 2018 dovrei essere assunta a tempo pieno da un condominio per un servizio di portierato vorrei sapere se questa attività di dipendente è compatibile con l’attività della ditta e se posso mantenere mio marito come coadiuvante. Per i contributi da versare all’inps che cosa cambierebbe? ho un limite per quanto riguarda il fatturato della ditta?

  71. Buongiorno, a settembre 2017 ho percepito € 5000 lordi da un unico committente per un contratto di collaborazione e non ho versato quindi contributi alla gestione separata.
    Lo stesso committente mi ha proposto un’assunzione a tempo indeterminato a partire da dicembre 2017.
    Posso stare tranquilla o in qualche modo i 5000 euro possono fare cumulo con lo stipendio che percepirò e avere qualche problema con l’inps?
    Grazie mille
    Rita

  72. Buongiorno,
    sono un lavoratore occasionale non iscritto alla gestione separata. A differenza degli altri anni in cui non ho mai sforato la soglia dei 5.000€ mi sono reso conto che per un errore di un committente che mi ha versato un importo che avrei voluto venisse pagato a gennaio 2018, quest’anno ho raggiunto la soglia di 5.400euro lordi.
    Il committente mi ha comunicato che ha difficoltà a stornare il pagamento ed il relativo versamento della ritenuta che ha appena effettuato. Cosa posso fare ? Qualora dovessi necessariamente iscrivermi alla gestione separata solo a causa di questo disguido dovrei pagare i contributi INPS su tutti i 5.400 euro oppure ho la possibilità di versali solo sulla quota eccedente i 5mila? Come posso risolvere questo errore del committente nei confronti del fisco? Se dovessi iscrivermi alla gestione separata anche i prossimi anni dovrei versare i contributi anche se rimanessi sotto la soglia dei 5mila giusto?
    Grazie mille

  73. Salve Roberto, la prestazione occasionale, nei termini che mi descrive non è più applicabile. Per risolvere la situazione dovrà versare lei in dichiarazione tutti i contributi Inps. Per il futuro dovrà farsi pagare con i buoni lavoro PrestO’, oppure operare con partita Iva.

  74. Buonasera,
    ho intenzione di aprire un’attività online inquadrata nell’ADECO 73.11.02.
    Se per esempio fatturassi per 15000€ annui a quanto ammonterebbe la cifra da versare all’INPS annualmente? Sarei nella Gestione Separata?
    E poi, se avessi dei “collaboratori” ai quali versare dei Rimborsi Spese (quindi sarei il titolare della mia impresa che occasionalmente usufruisce del lavoro di “collaboratori”, rimborsati una tantum a fine anno), questi sono da considerarsi “costi deducibili”? Potreste farmi esempi di costi deducibili? Cosa si intende per “costi deducibili”?

    Grazie

    Marco

  75. Salve Marco, impossibile risponderle in questo contesto. Se vuole ci sentiamo in privato per una consulenza sulla sua situazione. Le indicherò tutti gli adempimenti e le modalità di tassazione fiscale e previdenziale previste per la sua attività.

  76. Buonasera
    Mio figlio svolge dei lavori saltuari come collaboratore artistico presso alcune palestre che svolgono attivita’ sportive dilettantistiche il reddito percepito da ogni palestra non supera mai i 5000€ ma nell’arco dell’anno fiscale la somma dei redditi supera tale soglia e’ obbligato all’iscrizione nella Gestione Separata non avendo altra iscrizione all’inps e/o ad altre casse pensionistiche? lui pero’ a un assicurazione pensionistica privata questa lo puo’ esonerare dall’iscrizione? e per ultimo quale sarebbe la quota da versare nel caso l’iscrizione sia obbligatoria e va applicata alla somma dei redditi totali o si calcola la parte di reddito che supera i 5000€ ?
    Vi ringrazio anticipatamente per la vostra cortesia e professionalita’ porgendovi cordiali saluti

  77. Questo è l’articolo dedicato all’attività sportiva dilettantistica. Dovrebbe trovare tutte le risposte che cerca. “Sportivi dilettanti: il trattamento fiscale dei compensi

  78. Salve, sono una docente statale a tempo indeterminato al momento in aspettativa retribuita per dottorato di ricerca. All’interno del dottorato sono risultata assegnataria di contratto per attività di tutorato (n. 100 ore) dove si prevede l’iscrizione alla Gestione Separata Inps.
    Al momento non ho notizie univoche e concordanti sul fatto che debba attivare o meno un’iscrizione per la gestione separata e chiedo a voi cosa si debba fare in questi casi.

    Grazie mille!

  79. Buongiorno Sono insegnante statale a tempo indeterminato di scuola media superiore della Provincia di Trento e pago i contributi al TESORO
    Esercito in maniera non prevalente la professione 62.01.00 Produzione di software non connesso all’edizione (per questa attività non è prevista iscrizione ad albi né tantomeno a specifiche casse previdenziali). Devo iscrivermi alla gestione separata INPS? Se sì cambia qualcosa se degli anni supero i 5000€ di fatturato e degli invece non li supero?
    Grazie mille!!

  80. Buongiorno! Ho un lavoro dipendente in una ONG mascherato da cococo (46 ore al mese, ne lavoro 40 a settimana, nessuna autonomia, limiti in ferie e permessi, progetti che mi possono venir tolti e assegnati ad altri).
    Mi avevano offerto una rpestazione occasionale ma ho rifiutato in quanto al limite dei 5000 annui.
    Il mio cococo è di 6 mesi per 850 euro lordi mensili, e potrebbe essere rinnovato per altri 6 mesi.
    Presento ogni anno la dichiarazione dei redditi, ma ho dubbi con la Gestione Separata.
    Allo sportello INPS mi hanno detto che non conviene aprirla per contratti inferiori ai 3 anni, ma online leggo tutt’altro, e sono preoccupata, perchè in passato lavoravo con cocopro per importi anche superiori.
    Che devo fare nella mia situazione?

  81. All’Inps deve chiedere per la parte previdenziale, non per quella fiscale. Nel suo caso le opzioni sono, o un contratto da dipendente, o da professionista con partita Iva. La prestazione occasionale non esiste più nei limiti dei €. 5.000 annui.

  82. Salve, ho lavorato qualche anno fa attraverso l’attivazione di voucher da parte del mio titolare e in tale periodo Non ho mai aperto la gestione separata. Attualmente ho un contratto a collaborazione e avevo la necessità di fare l’iscrizione alla GS ma nel momento in cui vado ad inserire la data dell’attuale contratto mi viene riportato una voce con scritto: ” risultata una posizione aperta come parasubordinato o percettore di Voucher inps. Non è possibile effettuare l’iscrizione con data successiva alla seguente : e mi riporta la data della prima esperienza lavorativa”.
    Come devo procedere?

  83. Buonasera, oltre al lavoro dipendente primario (indeterminato part time) ho un p.iva commercianti (sito web) con bassissimo reddito (sotto i 5.000). Poichè i contributi inps per il commercio sono insostenibili vorrei tramutare l’attività in gestione separata diventando professionista (eliminando il discorso commercio) e abbinando anche un nuovo codice ateco.
    Nel passaggio alla gestione separata, il mio numero di p.iva attuale rimarrebbe lo stesso o dovendo chiudere la posizione in cam com e inps per commerciante, viene assegnato un nuovo numero di p.iva per professionista?

  84. Bisogna vedere l’attività che svolge in creto. Non è una libera scelta passare da commerciante a professionista. Rischia sanzioni in caso di controlli e il pagamento di tutti i contributi evasi. Bisogna fare molta attenzione.

  85. Buonasera, sono un medico con contratto di formazione specialistica, volevo sapere se devo iscrivermi alla gestione separata come professionista o come lavoratore parasubordinato.
    Grazie

  86. Il mio è un sito web intermediario (noleggio spazi per vendere) e non vorrei assolutamente evadere ma mutare la natura dell’attività, senza più fare da intermediario per le vendite ma prestando un servizio da professionista di organizzazione corsi nel settore. La p.iva nel passaggio rimarrebbe la stessa?

  87. Certamente la partita rimane la stessa. Se ha bisogno di un Commercialsita che la assista nella sua attività, possiamo farle avere un preventivo. Mi contatti in privato.

  88. UN LAVORATORE DIPENDENTE DI UNA SOCIETà INGLESE CON SEDE IN INGHILTERRA, ASSUNTO CON CONTRATTO INGLESE E DISCIPLINATO DALLA LEGGE INGLESE OVE in inghilterra VENGONO PAGATE SIA TASSE CHE CONTRIBUTI previdenziali (LA SOCIETà NON HA SEDI ED UFFICI IN ITALIA) IL LAVORATORE è RESIDENTE IN ITALIA E PRESTA LAVORO PER LA SOCIETà INGLESE ANCHE IN ITALIA dalla sua casa e procaccia anche clienti DEVONO ESSERE VERSATI CONTRIBUTI IN ITALIA? VI è OBBLIGO ASSICURATIVO IN ITLIA? GRAZIE

  89. Se trattasi di contratto di lavoro dipendente non c’è obbligo contributivo in Italia. Per la tassazione la cosa è diversa. Se vuole maggiori info mi contatti per una consulenza personalizzata.

  90. sono una signora con 14 anni di contributi settore commercio,ora dal 1/1/2017 sto versando i contributi volontari essendosi interrotto il lavoro precedente, ma alcuni giorni fa ho firmato un contratto co.co.co.ex art 2,d.lgs 85/15 ed ho iniziato la collaborazione. Il mio problema e’che non so se devo continuare o interrompere il versamento volontario per poi riprenderlo in caso di cessazione della collaborazione.RINGRAZIO ANTICIPATAMENTE CHI PUO DARMI UN CONSIGLIO.
    Fiorella 31/01/2018

  91. Buonaserta
    Ho chiesto,avendo al tempo uin contratto co-co-co, entro i 5 anni previsti, l’assegno per il nucleo familiare per gli anni 2012-13-14 nei quali, come da estratto, risultano contributi versati a mio nome per una aliquota del 27,72 su un imponibile congruo.
    L’INPS ha risposto che nella mia posizione gestione separata non risultano mesi contributivi accreditati senza sapermi spiegare perchè.
    Chiedo gentilmente e precisando che, visto che non figurava, ho rifatto l’iscrizione alla gestione separata l’anno passato, c’è un modo per ottenere questo diritto considerando che i miei contributi sono in regola e che non ho avuto alcun chiarimento dell’ INPS. veramente grazie

  92. Salve, svolgo attività di montatore cinematografico, vorrei aprire una partita iva a regime forfetario. La domanda è: se una società vuole impiegarmi come montatore, per un progetto a tempo determinato, se io emetto fattura per il compenso, deve, la società, comunque versare i contributi della gestione separata, o tali contributi sono a mio carico, e quindi i costi della società si limitano all’ammontare della fattura?
    Grazie per la risposta e buon lavoro

  93. Tutti i soggetti che operano con partita Iva devono provvedere in autonomia al versamento dei proprio contributi previdenziali. Se ha bisogno di consulenza fiscale continuativa per l’avvio e la gestione della sua attività mi faccia sapere, la ricontatto in privato.

  94. Buongiorno
    Sono un medico assunto a tempo indeterminato.
    Ho accettato una prestazione di tipo occasionale. Mi chiedo se supero i 5000€ lordi oltre alla normale dichiarazione dei redditi , devo iscrivermi ala gestione separata INPS? Se si sono solo io che devo versare i contributi su questa somma? Più o meno che aliquota si applica su una somma di 8000€? Grazie mille

  95. I soggetti iscritti ad albi professionali non possono operare con prestazione occasionale. Questo se l’ambito nel suo caso è quello medico. Nel caso dovrà operare con partita Iva.

  96. Sono un pensionato ex gescal ,dal 2013 svolgo l’attività di amministratore di condominio. Vorrei sapere se posso cumulare agli effetti della pensione i contributi che sto versando alla gestione separata inps. Posso percepire un incremento della pensione statale?

  97. La gestione separata, è una gestione previdenziale, di regola non cumulabile con altre gestioni, se non rispettando alcuni requisiti molto particolari. La cosa migliore è andare direttamente all’Inps e verificare con loro questa possibilità nel suo caso.

  98. Gentile Fiscomania ho svolto una C.T.U. per il Tribunale di Sassari ed il Giudice ha messo in capo alla P.A. il pagamento della mia parcella. Quest’ultima non intende versare il contributo previdenziale Legge 335/1995 (rivasa INPS) dicendomi che ricade tutto in capo a me. Vorrei sapere se, invece, la P.A. abbia l’obbligo di versarmi questo 4%.
    Tante grazie
    Giovanni B. Lippi

  99. Salve Giovanni, se non è stato concordato prima non è detto che il committente paghi la rivalsa Inps, visto che l’applicazione è facoltativa da parte del prestatore. Quindi, senza accordo firmato che preveda l’applicazione della rivalsa il committente può rifiutarsi di vedersela applicare.

  100. Buongiorno,

    la mia professione é quella di Ingegnere libero professionista. Dal 1 Gennaio 2018 sono titolare di Partita IVA e conseguentemente mi sono iscritta ad INARCASSA. Nel 2017 ho svolto attività di prestazione occasionale per più committenti, ma mi sono accorta solo ora di aver superato, anche se di poco, i 5000 euro. Come mi devo comportare, visto che ho già aperto la P. IVA e mi sono iscritta ad una casa previdenziale diversa dalla Gestione separata INPS? Grazie e buongiorno

  101. Dovrà sistemare la situazione in dichiarazione dei redditi versando i contributi Inps dovuti alla gestione separata per le prestazioni occasionali effettuate. Se ha bisogno di un commercialista per gli adempimenti fiscali legati alla sua partita Iva e per sistemare la situazione mi contatti in privato.

  102. Svolgo attivita occasionale di traduttrice e consulenza estero per aziende non ho p iva. Se le prestazioni superano i 5000 euro annuo arrivando presumibilmente a 20000 posso iscrivermi a gestione separata Inps e quanto è l aliquota da versare e con quale scadenza? Posso comunque evitare di aprire P Iva?
    Grazie e saluti
    Alessandra

  103. Salve Alessandra, la partita Iva non dipende dal volume dei compensi ma dall’abitualità dell’attività. Lei avrebbe già dovuto aprire partita Iva se la sua attività si è protratta nel tempo. Bisogna fare attenzione. Se vuole le scrivo in privato, così analizziamo meglio la situazione e vediamo il da farsi.

  104. Buongiorno,
    sono titolare di partita iva (con regime forfettario) come designer (ateco 74.10.10) e sono iscritta alla gestione separata inps ma non alla camera di commercio in quanto generalmente il mio lavoro si limita alla progettazione. Saltuariamente realizzo oggetti in materiale di recupero e di recente ne ho inseriti alcuni sulla piattaforma etsy.com . Sono stata contattata da una cliente del sito che mi ha chiesto una grossa produzione, per un totale di oltre 7.000 €. Come devo comportarmi in questo caso? Il tipo di lavoro può rientrare nel campo della mia partita iva? essendoci produzione di oggetti fisici, dovrei iscrivermi alla camera di commercio (e di conseguenza alla gestione artigiani)? o posso considerare questo lavoro come occasionale e dichiararlo separatamente rispetto al fatturato relativo alla partita iva? Oltretutto per la realizzazione dovrei sostenere delle spese che potrebbero far scendere il guadagno al di sotto della soglia dei 5000 € (e che con il regime forfettario non potrei detrarre).
    spero di essermi spiegata.
    grazie

  105. Salve Jessica, se la sua partita Iva riguarda un’attività professionale, adesso deve operare con un secondo codice attività legato ad attività artigianale, iscrivendosi in camera di commercio e poi all’Inps. Dovrà tenere, in pratica, due contabilità distinte, una per l’attività professionale e l’altra per l’attività artigianale, verificando di non superare i limiti per restare in regime forfettario, considerati i due codici attività. Se ha bisogno di maggiori info mi contatti in privato.

  106. Buongiorno, sono architetto libero prof. con partita iva attiva dal 2012 (irpef al 5% – mai sforato il limite di 30.000 euro annui, età inferiore a 35 anni).
    A marzo di quest’anno sono stata assunta a tempo indeterminato part time da una società che si occupa di servizi alle imprese, e la mia posizione è di architetto senior, ma posso comunque esercitare la mia professione come libero prof.
    Ho scoperto solo ora che sarà obbligatoria la cancellazione da inarcassa pur dovendo versare il 4% su ogni fattura.
    Come si configura la mia posizione previdenziale? valgono i contributi versati dall’azienda o devo iscrivermi alla gestione separata? ed in caso di gestione separata, quando si dice, stabilita l’aliquota a seconda o meno di altra forma previdenziale, che i 2/3 sono a carico del datore di lavoro ed 1/3 a csarico del dipendente, a cosa ci si riferisce? al solo reddito da lavoro dipendente o al reddito totale? grazie in anticipo
    ( se può essere di ulteriore chiarimento, non supererò neanche con questo nuovo lavoro il valore di 30000 annui)

  107. Salve Teresa, c’è un po’ di confusione in quello che mi dice. Le posizioni da professionista e da dipendente prevedono due gestioni fiscali diverse. Se vuole mi contatti in privato per una consulenza.

  108. Buonasera,
    sono una professionista e titolare di partita iva (regime forfettario) e da settembre dello scorso anno svolgo anche l’attività di docente. Successivamente ho effettuata la richiesta alla mia Cassa per la cancellazione a seguito di iscrizione ad Altro Ente di previdenza (come lavoratore dipendente) ed è stata accolta con decorrenza dal 1° gennaio 2018. Ora ho il dubbio se devo iscrivermi alla gestione separata Inps,in quanto vi è l’assenza di copertura previdenziale del reddito professionale che viene comunque prodotto, ma che è ora inferiore a 5000 euro annui.

  109. A mio avviso non doveva cancellarsi dalla cassa professionale. Essendosi cancellata dovrà versare i contributi alla gestione separata Inps, e sicuramente non le conviene.

  110. Bisogna analizzare l’attività che andrà in concreto a svolgere. Oltre all’aspetto previdenziale deve tenere presenti adempimenti legati alla camera di commercio e alla SCIA per l’attivo dell’attività. Se le serve un commercialista che la segua, la contatto in privato.

  111. Salve, io sono titolare di partita iva da libero professionista dal 2013 con regime dei minimi (5% irpef + 27%) in tutti questi anni purtroppo non ho mai fatturato molto e stavo sempre al di sotto della soglia dei 5000 euro di fatturato , quindi il mio commercialista non mi ha iscritto al’inps. nel 2017 ho fatturato circa 8000€ ed ora devo iscrivermi per forza all’inps, vorrei capire cosa andrò a pagare , poichè dai vostri articoli si evince che pagherò la percentuale di inps sulla differenza tra entrate ed uscite , mentre il mio commercialista mi ha detto che non è così, potreste darmi qualche chiarimento in più? grazie

  112. Quello che mi scrive non è corretto. Con partita Iva aperta avrebbe dovuto comunque iscriversi all’Inps. Adesso deve pagare i contributi in percentuale al reddito prodotto. Si faccia seguire da un professionista preparato.

  113. Salve,
    sono un insegnante, l’anno scorso (2017) in previsione del superamento dei 5000 Euro per un contratto come esperto mi sono iscritto alla GESTIONE SEPARATA iNPS. Alla fine il contratto è “saltato” ed ho avuto redditi per 2.000 Euro. Che si fa ora? li posso considerare solo come prestazione occasionale?
    Grazie per l’aiuto

  114. Buonasera. Ho firmato in questi giorni i miei primi contratti. Si tratta di due cococo presso la stessa committente. Essendo richiesta la mia iscrizione alla gestione separata INPS, ho proceduto attraverso la modalita’ online, inserendo la data di inizio attività. E’ sufficiente così oppure occorre iscriversi tante volte quante sono i contratti? Chiedo scusa ma sono completamente ignorante in materia!
    Grazie.

  115. Salve, quest’anno ho svolto attività di insegnante per 6 mesi per una scuola pubblica con contratto a termine, ho ora la possibilità di svolgere un lavoro occasionale, non mi è chiaro nel caso superassi i 5000 euro se devo comunque iscrivermi alla gestione separata INPS.

  116. Sono un dottore Commercialista iscritto da quest’anno alla CNDC, assunta da azienda privata part time. Ho costituito con mio fratello uno studio associato di consulenza. Sono esonerata dal versamento dei contributi dovuti alla Cassa in quanto già coperta da altra forma Assicurativa obbligatoria.
    Ora però lavorando anche nello studio Associato sono comunque tenuta a iscrivermi alla Gestione Separata INPS?
    Grazie

  117. Buongiorno,
    sono un impiegato di banca a tempo indeterminato (reddito da CUD 2017 – 33.904 annui).
    Saltuariamente svolgo attività di sommelier per un’unico committente (la nostra associazione). Il tesoriere mi ha avvisato che per il 2018 ho superato i 5000 euro lordi annui e che per poter continuare ad operare devo iscrivermi alla gestione separata INPS.
    Nel caso decidessi di iscrivermi, devo pagare i contributi (24%) solo per la quota eccedente i 5.000?
    Inoltre questi contributi entrano nel monte della mia pensione futura come versamenti?
    Grazie mille

  118. Buongiorno. ad Un mio amico in pensione e arrivata lettera inps per contributi anno 2012 gestione separata non versati su reddito da lavoro in libero professionista. I che che andrà a versare sono deducibili dal reddito del 2018. Solo la parte dei contributi o anche la sanzione e deducibile? Un’altra cosa se lui decide di sanare anche altri 4 anni può chiedere pensione su contributi versati a gestione separata?

  119. Buongiorno,
    sono un dipendente pubblico cha ha avuto nel 2017 una attività di lavoro occasionale, regolarmente autorizzata dall’ente, con una società estera per un corrispetivo di circa 15.000 euro. Nel 2018 non ho avuto, ne avrò, altri incarichi. Non essendo la società per cui ho lavorato sostituto d’imposta in Italia ho capito che devo versare io l’intera somma, cioè il 24% (in quanto già INPS) dell’eccedente i 5000euro. Le sembra corretto? Inltre è possibile evitare di pagare gli acconti INPS e IRPEF per il 2018?
    La ringrazio infinitamente

  120. Non rispettando la normativa previdenziale adesso si trova costretto a versare lei tutti i contributi, non c’è altro da fare. Occorre avere ben chiara la normativa prima di avviare l’attività, e non successivamente. Altrimenti si corre il rischio di dover versare di più del dovuto, come nel suo caso. Per versare poi gli acconti con metodo previsionale bisogna avere certezza che nell’anno in corso si percepirà un reddito inferiore rispetto a quello dell’anno precedente. Se così non fosse, tuttavia, ci saranno sanzioni da pagare.

  121. Salve, sono un ingegnere libero professionista con p.iva e iscritto alla cassa previdenziale, vorrei avviare un attività di vendita on line, devo iscrivermi alla gestione separata INPS?
    La ringrazio.

  122. Per una attività di vendita online non ci si deve iscrivere alla gestione separata. I passaggi da fare sono diversi. Se vuole ne parliamo in consulenza. Nel caso le scrivo in privato.

  123. Buongiorno,
    sono attualmente disoccupata, ma prevedo per il 2019 di poter fare consulenze per 6000 euro circa e di dovermi dunque iscrivere alla gestione separata. A fronte di tale reddito quanto dovrò pagare di tasse, perchè per quello che ho capito sono un minimo di 4000 euro oltre al 33% quindi altri 1980 che praticamente equivale all’importo guadagnato.
    Spero di aver capito male.
    Grazie per una risposta

  124. Il problema non è l’Inps ma il fatto che dovrà operare con partita Iva, per essere in regola. Se vuole ne parliamo in dettaglio in privato, le spiegherò il regime fiscale e la tassazione a cui andrà incontro.

  125. Mi hanno offerto un lavoro del tipo co.co.co. e un compenso lordo giornaliero fisso. Da questa cifra io devo detrarre tutte le spese di gestione dell’INPS: cioè i 2/3 terzi del committente e 1/3 del lavoratore. A quanto ammonterebbe tale percentuale? Sempre 25,72%? o superiore? Ho letto il 34,72%…

    Il mio lavoro andrà ad occupare un coefficiente di redditività del 67%, con 5% di tasse per i primi 5 anni. Se prendiamo come esempio 100 lordi giornalieri, la base imponibile è 67 euro e le tasse ammontano al 34,72% per l’INPS (cioè 22,11 €) e al 5% (cioè 3,35 €), cioè 74,54 netti. I miei calcolo sono corretti? (ricordando che le tasse per l’INPS sono tutte a mio carico). Grazie mille!

  126. Salve Federico, ci sono molte imprecisioni in quello che dice, e anche alcune problematiche, come il problema delle “false partite IVA”. Se vuole ne parliamo in dettaglio in privato e risolverò i suoi dubbi.

  127. Buonasera volevo cortesemente sapere se il secondo acconto INPS gestione separata per un professionista consulente può essere ricalcolato sulla base del reddito effettivo 2018 come per l’irpef
    Grazie

  128. Certamente è possibile effettuare il versamento con il metodo previsionale, ma bisogna prestare attenzione a non commettere errori, altrimenti saranno applicate sanzioni.

  129. buongiorno,
    chiedo un informazione,
    sono iscritto alla gestione separata inps come professionista,
    lavorando anche all’università, mi chiedono l’iscrizione alla gestione separata come parasubordinato.
    sono obbligato a questa seconda iscrizione essendo già iscritto come professionista?

  130. Buongiorno,
    mio figlio è un lavoratore dipendente full time. In marzo 2018 ha aperto la partita iva per un’attività come personal trainer ed è iscritto alla gestione separata Inps .
    Vorrei sapere in quale percentuale deve versare i contributi nella gestione separata, dato che già versa i contributi come lavoratore dipendente.
    Grazie.

  131. Buongiorno, sono un pensionato ex enpals che continua a lavorare come partita iva nel settore dello spettacolo. I contributi previdenziali devono essere versati all’ Inps secondo secondo le solite aliquote e modalità previste per i lavoratori dello spettacolo o alla gestione separata?
    Grazie

  132. Dipende dall’attività concretamente svolta. Se trattasi di attività spettacolistica dovrà versare i contributi secondo questa gestione. Altrimenti verserà il normale contributo dovuto alla gestione separata.

  133. Buongiorno,
    da quest’anno svolgo lavori come libera professionista in campo linguistico (traduzioni, interpretariato durante fiere, etc), e non avendo la partita IVA, emetto una ritenuta d’acconto alle aziende per cui lavoro, pagando il 20% dei contributi. Vorrei sapere se è corretto oppure se dovrei pagare di più.
    Mi è venuto il dubbio perché consultando l’estratto dei miei contributi all’INPS online, c’è la pagina ‘Estratto conto regime generale’ con i lavori subordinati che ho fatto, e poi ce n’è un’altra, ‘Estratto conto gestione separata’, con il sunto di alcuni lavori a collaborazione occasionale: è possibile che io sia iscritta alla gestione separata INPS senza saperlo??? Non capisco.

    Grazie in anticipo
    Michela

  134. Salve Michela, lei sta operando molto probabilmente non in regola con la normativa fiscale. Da quanto mi dice ho il dubbio che lei debba operare obbligatoriamente con partita IVA. E’ possibile che l’abbia iscritta uno dei suoi committenti alla gestione separata, ma non è questo il problema, il problema è sicuramente la sua posizione fiscale. Se vuole sono disponibile ad analizzare la sua situazione per indirizzarla al meglio, se lo vorrà, attraverso il mio studio professionale.

  135. Buon pomeriggio,
    sono una ragazza di 28 anni e lavoro part-time presso uno studio di amministrazione condominiale.
    A gennaio 2019 aprirò la mia partita I.V.A. per iniziare l’attività di amministratrice di condominio pur continuando il lavoro dipendente.
    Dovrò inscrivermi alla Gestione Separata INPS? Quale aliquota contributiva verrà applicata?
    Inoltre, la mia attività può essere considerata una “start up” in quanto la mia età è inferiore a 35 anni?

    Ringrazio anticipatamente per la disponibilità.

  136. Salve Alessandra, la situazione deve essere analizzata con maggiore dettaglio per capire se può aderire al regime forfettario. Anche per quanto riguarda l’aspetto previdenziale probabilmente può beneficiare dell’aliquota ridotta, ma occorre verificare il tipo di contratto da lavoro dipendente. Se vuole approfondiamo il tutto in privato.

  137. Sono un professionista iscritto all’albo professionale, andato in pensione il 1 novembre di quest’anno. Prima di andare in pensione ero un dipendente dello stato è ho svolto alcune consulenze occasionali inserendo il 20% di ritenuta d’acconto. Avendo superato i 5000 euro credo che dovrei io versare il contributo INPS del 24% ed eventualmente chiedere il 4% al committente (cosa che non farò). Come devo versare il contributo INPS? ho fatto 4 consulenze (14/06; 18/07; 09/08;17/09) per un totale al netto della ritenuta dl 20% di 14.400 euro. Posso farlo con la dichiarazione dei redditi del 2019?

  138. La prestazione occasionale prevede che sia il committente a trattenere il contributo previdenziale del compenso del professionista per versarlo all’INPS. Lei avrebbe dovuto comunicare ai committenti il superamento della soglia di € 5.000 per applicarle le ritenute, che per 2/3 sarebbero state a carico del committente. Adesso è chiamato lei in dichiarazione dei redditi a versare tutto il contributo dovuto.

  139. Gentile Migliorini,

    Per quanto riguarda il lavoro autonomo occasionale ex art. 2222 c.c., se ho capito, si parla di obbligatorietà dell’iscrizione alla Gestione separata Inps se il reddito annuo derivante da tale lavoro autonomo occasionale è superiore a € 5.000.

    Non mi è chiaro, però, se tale somma di € 5.000 si intende comprensiva di Ritenuta D’Acconto 20% versata.
    Nel concreto:
    Se si emette ricevuta per €5.100, di cui €1.020 sono Ritenuta d’acconto versata dal committente e €4080 l’importo netto pagato al prestatore, il prestatore va o meno iscritto alla Gestione separata?

    Mi scuso se la domanda è banale, ma non sono riuscito a trovare una risposta chiara per un non esperto quale sono.

    Grazie per la disponibilità e il lavoro di divulgaziuone svolto.

  140. Salve Chiara, se la prestazione lorda supera i € 5.000 vi è obbligo di iscrizione del prestatore alla gestione separata. In questo caso il committente è tenuto sia ad effettuare la ritenuta fiscale che quella previdenziale. Nel suo esempio si supera la soglia con il compenso lordo, quindi vi è obbligo di iscrizione INPS.

  141. Buongiorno sono un militare e saltuariamente faccio qualche serata come dj-karaoke mi hanno consigliato di fare l’iscrizione all’inps sono stato in sede inps e mi hanno detto che dovrei iscrivermi alla gestione separata ma posso farlo oppure no? avendo gia una posizione contributiva esistente?perdoni la mia ignoranza in materia grazie

  142. Certamente nel suo caso deve iscriversi alla gestione separata INPS, può farlo anche un’altra gestione previdenziale aperta. E’ da valutare se la sua prestazione è continuativa nel tempo. Nel caso dovrà anche aprire una posizione IVA.

  143. Salve, volevo porre un quesito che fino ad ora ne inps ne caaf, ne commercialisti vari hanno saputo risolvere, il quesito è il seguente:
    Io e la mia compagna (non sposati) abbiamo due figli che fanno parte del nucleo famigliare di lei, io ho un’altra residenza, lei è iscritta alla gestione separata come professionista senza cassa e come tale versa le quote dovute e percepisce gli “Assegni Nucleo Famigliare” per i nostri figli come previsto dalla vigente normativa. Tali ANF gli vengono riconosciuti però solo per alcuni periodi dell’anno, cioè quelli che corrispondono ai “periodi contributivi” (che coprono pochi mesi all’anno). Di conseguenza Io, che sono lavoratore dipendente, ho presentato richiesta per gli ANF per i miei figli per i restanti periodi dell’anno, tali assegni, in questo caso, vengono da me richiesti (Tramite modulo ANF DIP) e rilasciati alla madre in quanto convivente con i bambini e fin qui tutto regolare. Purtroppo però il mio datore di lavoro non vuole rilasciare tali assegni perché nel modello ANF/FN (necessario per presentare la richiesta) la madre deve dichiarare la natura i propri redditi e deve inserire tali redditi (a detta del mio datore di lavoro) nella colonna “Altri redditi”(in quanto derivano da lavoro autonomo) anziché nella colonna “redditi da lavoro dipendente o assimilati”. Questo passaggio purtroppo è cruciale ed annulla automaticamente il suo diritto ad avere gli ANF, questo avviene in virtù del fatto che per avere diritto agli ANF il reddito globale del Nucleo Famigliare (madre +figli) deve derivare almeno al 70% da lavoro dipendente o assimilato. La mia domanda è questa: ma se il suo reddito da lavoro autonomo, che rappresenta il100% dei suoi redditi, gli da diritto agli ANF per determinati periodi dell’anno in quanto versa alla gestione separata inps, non significa automaticamente che tale reddito è equiparabile a quello da lavoro dipendente? (ovviamente ai fini del riconoscimento degli ANF).
    Ringrazio anticipatamente
    Umberto

  144. Sua moglie opera come professionista senza cassa, reddito da lavoro autonomo e non dipendente.Se la somma dei vostri redditi non deriva per il 70% da lavoro dipendente l’assegno familiare non spetta.

  145. Scusa Umberto, tutto quello che dice il tuo datore di lavoro sarebbe giusto se voi foste sposati. Ma siccome non lo siete, a meno che non siate una coppia di fatto, tu devi richiedere all’inps l’autorizzazione ANF e una volta ottenuta compili il mod. ANF per il tuo datore di lavoro senza indicare né i redditi né i dati della tua compagna, in quanto lei ai fini ANF non fa parte del nucleo familiare. L’unico problema secondo me sta nell’alternanza, cioè non potete percepire gli assegni per alcuni mesi tu e per altri la tua compagna, puoi semplicemente prenderli sempre tu

  146. Buongiorno,
    Ho un quesito che al momento nessuno ha saputo risolvere. Lavoro a tempo pieno in un’azienda dove figuro come Amministratore dal 2006. Essendo iscritto all’Albo dei Farmacisti, verso regolarmente i contributi pensionistici all’ENPAF. Devo essere iscritto anche alla gestione separata?
    Grazie

  147. Buongiorno volevo chiedere iscrivendomi alla gestione separata e facendo un lavoro saltuario piu o meno un giorno a settimana ed avendo gia una posizione contributiva Inpdap come vengono calcolati i contributi da versare e quali spese mi porta questa cosa grazie?

  148. Il calcolo dei contributi INPS si effettua sul reddito imponibile determinato ai fini fiscali. Dovrà aprire una partita IVA. Se vuole ne parliamo in privato in consulenza.

  149. Ho aperto partita Iva nel 2011, iscritta alla gestione separata. Ho fatturato 5.000 € nel 2011. Ho chiuso subito p.iva. L’Inps mi chiede il versamento dei contributi sui 5.000 del 2011. È corretto?

  150. Salve Federico,
    sono amministratore , residente fiscalmente da 10 anni in spagna , di una SRL italiana.
    Vorrei prelevare un compenso per la mia attivita svolta da amministratore che se ho capito bene si tassa al 30% in quanto assimilabile ad un lavoro dipendente. Giusto?
    Il mio dubbio e`se sono obbligato a versare anche i contributi INPS (GEstione Separata) o no, visto che non effettuo dichiarazione dei redditi in italia ed inoltre sono gia coperto in Spagna da un versamento sulla sicurezza sociale effettuato da una societa spagnola dalla quale ricevo una busta paga per un lavoro dipendente.

  151. Buongiorno,
    ho aperto la partita iva come ditta individuale e mi sono iscritto alla gestione separata.
    Purtroppo ho avuto un grave imprevisto e sono costretto a chiuderla, senza aver mai fatturato nulla.
    In questo caso, con partita iva aperta per 2 mesi (settembre-ottobre) senza imponibile, sono dovuti dei contributi minimi visto che a livello percentuale non devo nulla?
    Grazie

  152. Salve il mio dubbio subentra nel caso io avessi p.Iva freelance senza albo e il mio reddito minimo annuo è sui 10.000 euro circa, quali sarebbero le mie tasse Inps?? Grazie

  153. Salve. Se ho un contratto co.co.co, il mio datore di lavoro ha il dovere di effettuare per me l’iscrizione alla gestione separata? Oppure devo farlo da sola? Grazie mille.

  154. buon giorno una attività codice ateco 02 (.01,02,03,04) esercitata sia in autonomo che conto terzi, ma che supera di poco i 6000 euro annui e, per utilizzo di attrezzature e vista la stagionalità, non credo possa definirsi occasionale; non può iscriversi alla gestione separata?

  155. Buongiorno Sig. Migliorini, devo aprire p. iva con codice ateca 70 22 09 – altre attività di consulenza amministrativa. La mia attività si baserà su consulenza esterna per una società e preventivo un valore di fatturato annuo di € 50.000 / 60.000, sono laureato in economia e commercio ma non sono iscritto all albo. Vorrei sapere se sono tenuto all’iscrizione separata o iscrizione inps ordinaria. Grazie in anticipo

  156. Salve, ho aperto una partita iva a gennaio e sto lavorando come consulente informatica. Il mio commercialista mi ha detto che l’iscrizione alla gestione separata deve essere fatta il prossimo anno quando verserò i contributi. è corretto?
    Grazie

  157. Salve, Federico.
    Sono un dottore commercialista iscritto all’Albo.
    Tempo fa ho chiesto l’esonero dalla Cassa nazionale perchè dipendente presso un’azienda privata.
    Ora vorrei aprire anche la partita iva da dottore commercialista.
    Ho letto online che forse c’è la necessità di aderire alla gestione separata.
    E’ corretto? E se sì, cosa dovrei versare? C’è un minimo annuo?

    Grazie mille e buon Natale.

  158. Buongiorno, un lavoratore autonomo con p.iva iscritto alla gestione separata ottiene anche una borsa di dottorato di ricerca. L’università applica l’aliquota contributiva del 34% anziché quella del 25,72% . chiedo se sia corretto, visto che se in presenza di altre forme assicurative andrebbe a calcolarsi il 24%

    grazie

  159. Buongiorno, mi sorge una domanda! Lavoro come collaboratore autonomo con soglie che restano poco al di sotto dei 5000 annui per cui vengo pagato in ritenuta d’acconto! Deve risultare qualcosa nella mia gestione separata riguardo eventuali contributi o qualsiasi altra cosa in merito da parte mia o dell’azienda per cui lavoro?

  160. Buongiorno, intanto faccio i miei complimenti sia per il sito che avete creato e sia per l’articolo in questione. Ho letto tutto ed è stato più che utile, ma ho rimasto un solo dubbio al quale sono sicura che riceverò un’ottima risposta per cui vi ringrazio in anticipo.

    Codice ateco 96.09.09 per cui posso iscrivermi alla gestione separata Inps. Di conseguenza iscrivendomi alla gestione separata se ho capito bene, non devo pagare minimali annui anche se fatturo 0, ma pago l’inps soltanto su ciò che fatturo.

    A fine articolo però avete menzionato un minimo di € 15.878,00 reddito annuo che mi ha fatto confusione su tutto. Quindi c’è obbligatoriamente un minimo di reddito anche se sono iscritto alla gestione separata Inps per attività professionale?

  161. Il reddito minimo è il mio reddituale per garantirsi una annualità di contribuzione versata. Se il reddito è inferiore si deve versare i contributi sul reddito, ma quei contributi non permetteranno il raggiungimento di una annualità contributiva. Se vuole approfondire siamo a disposizione per una consulenza.

  162. Complimenti per l’articolo, raramente si trovano in rete documenti così chiari e completi.
    Sto per attivare un CoCoCo con inizio 1.4.2022 e termine 31.3.2024.
    Se negli ultimi tre mesi, Gennaio, Febbraio e Marzo 2024, percepissi un compenso superiore al reddito minimo (per il 2022 16mila e rotti euro, nel 2024 vedremo…), otterrei una intera annualità di contribuzione, cioè coprirei l’intero 2024?
    O “comanda” la durata effettiva del rapporto di lavoro e quindi maturerei solo tre mesi di contribuzione per il 2024?
    E il fatto che questa annualità sarebbe proprio quella che mi occorre ai fini della maturazione dei requisiti per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi), rileva in qualche modo (sia a me favorevole che al contrario sfavorevole)?
    Grazie.

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