Hobbisti: se vendo le mie creazioni come devo regolarmi da un punto di vista fiscale? Quali sono gli adempimenti per partecipare ad un mercatino per vendere le mie creazioni? Queste sono alcune delle principali domande che ci rivolgono gli hobbisti che voglio vendere prodotti fatti a mano che hanno realizzato. Di seguito la guida per vendere i propri oggetti home made.

Questo contributo è dedicato a fare chiarezza in merito alla disciplina fiscale che gli hobbisti devono rispettare per la vendita dei propri realizzati home-made.

Nella mia attività online mi sto rendendo conto che tantissime persone realizzano prodotti fatti a mano come passione. Passione che spesso porta alla vendita di questi oggetti, quando si incontra un potenziale acquirente.

Le tantissime richieste che mi arrivano ogni giorno mi hanno spinto a fornire alcuni chiarimenti riguardanti l’obbligo di aprire la partita IVA nel caso di piccole attività.

Ci sono tantissimi articoli online, ne ho letti molti, prima di scrivere questo articolo. Posso assicurarti che molti di questi non sono scritti da veri addetti ai lavori. Questo, inevitabilmente, ha portato molta confusione.

Devo premettere che la normativa da rispettare è molto variegata (oltre alla normativa nazionale vi sono poi i vari regolamenti regionali). Per il quadro della situazione non può che essere complesso.

Riepilogando, quindi, di seguito troverai una breve e semplice guida agli adempimenti civilistici fiscali ed amministrativi. Guida utile a tutti gli hobbisti che vogliono provare a vendere i propri prodotti fatti a mano.

L’obiettivo è quello di farti essere in regola e non incorrere problemi con l’Amministrazione finanziaria. Cominciamo!


HAI DUBBI SU COME E QUANDO E POSSIBILE VENDERE OGGETTI REALIZZATI A MANO?

Se le domande che ti stai facendo sono le seguenti, in questo contributo troverai le corrette risposte.

E’ necessario aprire la partita IVA per realizzare e vendere beni nuovi frutto della propria manualità ed estro ?

E per vendere oggetti vintage nei mercatini, su eBay, su Etsy e altri siti simili?

Oppure per dare lezioni di matematica o per collaborare alla gestione di una Pagina Facebook?

La risposta è: dipende.

VENDERE PRODOTTI FATTI A MANO: CHI È L’HOBBISTA?

Prima di entrare nel vivo della disciplina è opportuno andare a chiarire, chi sono i soggetti che possono essere considerati hobbisti? e come si differenziano dai venditori professionisti?

In Italia non esiste una disciplina nazionale che regolamenti l’hobbistica.

Infatti, l’articolo 28 del D.Lgs. n 114/98 rimanda alle varie disposizioni regionali che a loro volta definiscono gli hobbisti come:

“operatori non professionali che vendono, propongono, espongono, o barattano, in modo sporadico ed occasionale, prodotti di modico valore, per lo più opere della propria creatività o del proprio ingegno”

In pratica, gli elementi che caratterizzano un hobbista, sono i seguenti:

  • Vendita, baratto o scambio di prodotti di modico valore, cioè prodotti che non possono in ogni caso avere un valore superiore a € 250 (il limite in alcune regioni scende fino a € 100);
  • Svolge l’attività in modo occasionale. Attività di partecipazione e vendita svolta in modo del tutto saltuario, in modo non professionale, senza vincolo di subordinazione e senza vincolo di mezzi. Ad esempio, rispetto il limite se decido di partecipare a uno/due mercatini l’anno, ma non se pratico tutti i mercatini della regione, ogni settimana;
  • I ricavi derivanti dall’attività, che devono essere certificati dal rilascio di una ricevuta non fiscale.

Se ti rispecchi in questi requisiti allora rientri nella categoria degli hobbisti. Ovvero, dei soggetti che vendono prodotti realizzati in home made, in maniera non professionale.

Per voi, di seguito, la guida per vendere in tranquillità i vostri prodotti.

CHE DIFFERENZA C’È TRA HOBBISTI E CREATIVI?

Una delle difficoltà che riscontro in tante domande che ricevo è che non si riscontra una differenza tra l’hobbista ed il creativo.

In generale possiamo dire che esiste una differenza tra hobbisti e creativi.

Gli hobbisti sono coloro che vendono, barattano, assemblano beni già esistenti. Creano qualcosa di nuovo partendo da beni già esistenti.

I creativi, invece, sono coloro che realizzano beni nuovi con la loro manualità e ingegno. In pratica i creativi sono quei soggetti che creano nuovi oggetti su cui possono vantare la paternità dell’opera. I creativi possono vantare il diritto di autore sull’opera.

Da un punto di vista fiscale vi sono delle differenze sostanziali tra hobbisti e creativi.

Gli hobbisti, sostanzialmente sono degli artigiani che difettano del requisito della abitualità dell’attività.

I creativi invece  possono sfruttare la disciplina legata allo sfruttamento del diritto di autore.

Se sei interessato alla disciplina sugli hobbisti leggi di seguito. Altrimenti, per la disciplina fiscale dei creativi ti lascio questo link:

Sfruttamento del diritto di autore: normativa“.


HOBBISTI: QUANDO È NECESSARIO APRIRE PARTITA IVA?

Gli articoli 4 e 5 del DPR 633/72 dicono rispettivamente:

Per esercizio di imprese si intende l’esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, delle attività commerciali o agricole di cui agli articoli 2135 e 2195 del codice civile, anche se non organizzate in forma di impresa. Nonché l’esercizio di attività, organizzate in forma di impresa, dirette alla prestazione di servizi che non rientrano nell’articolo 2195 del codice civile.”

Per esercizio di arti e professioni si intende l’esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, di qualsiasi attività di lavoro autonomo da parte di persone fisiche. ovvero da parte di società semplici o di associazioni senza personalità giuridica costituite tra persone fisiche per l’esercizio in forma associata delle attività stesse.”

Quindi il termine su cui devi porre la massima attenzione è “abituale”.

Quando un’impresa, un’arte o professione è abituale occorre aprire la Partiva IVA.

E che cosa significa abituale?

Senza dubbio significa continuativa e non occasionale.

Inoltre, nel lontano 1977, la circolare delle Finanze 7/1946  aveva stabilito che:

“l’attività svolta in forma abituale deve intendersi un normale e costante indirizzo dell’attività del soggetto che viene attuato in modo continuativo: deve cioè trattarsi di un’attività che abbia il particolare carattere della professionalità.

Continuativa e professionale.

Deve anche essere l’unica attività esercitata?

No, perché gli articoli 4 e 5 dicono espressamente ancorché non esclusiva”.

Di seguito ti propongo qualche esempio per rendere tutto più chiaro.

ESEMPI DI ATTIVITÀ OCCASIONALI ED ABITUALI

Realizzazione occasionale di oggetti home made


Chiara è una lavoratrice dipendente. Nel tempo libero realizza piccole bomboniere fatte a mano che espone e a volte vende ad amici e conoscenti. 
La sua attività è saltuaria in quanto viene svolta senza abitualità, né continuità.
Inoltre questi introiti non rappresentano per lei la fonte principale di reddito, ma un piccolo arrotondamento.
In questo caso  Siamo nel caso di NON obbligo di Partita IVA.

Partecipazione e vendita a mercatini e su portali Web


Cristina è un lavoratore nell’azienda familiare. Ha la passione per la realizzazione di braccialetti fatti a mano acquistando materiali assemblandoli e rivendendo gli oggetti.
Partecipa con molta frequenza nei mercatini della sua regione, ed opera anche su portali di vendita online.
Il tempo che Cristina dedica a questa attività è sicuramente costante e rilevante nel suo tempo.
In questo caso è necessario essere in possesso della Partita IVA. Questo in quanto l’attività di Cristina presenta caratteristiche di abitualità.

Erogazione di lezioni private a studenti


Francesco è uno studente di economia a Milano. Impartisce occasionalmente lezioni private a studenti delle superiori. L’occasionalità gli permette sicuramente di operare senza obbligo di Partita IVA.

Attività artistica


Sara è disoccupata ed impiega il suo tempo per dipingere quadri, che espone settimanalmente in spazi espositivi e che espone sui suoi profili social e su marketplace online. Ha l’obbligo di partita IVA.

HOBBISTI ED OBBLIGO DI PARTITA IVA

Che cosa faranno Francesco e Chiara che non hanno l’obbligo di partita IVA?

Emetteranno una semplice ricevuta ad ogni incasso e dichiareranno il loro reddito nel quadro RL del Modello Redditi (o quadro equivalente del 730) ai sensi dell’articolo articolo 67 DPR n 917/86 lettere i) ed l). Di seguito maggiori dettagli.

Mentre Sara e Cristina dovranno emettere regolare fattura con tutti gli elementi obbligatori.

Al termine di questo contributo ci saranno maggiori informazioni anche per loro.

Altrimenti puoi trovare maggiori informazioni consultando questo contributo:

Aprire Partita IVA: consigli, costi e suggerimenti“.

Potrai verificare se rientri nei requisiti per applicare il regime forfettario e potrai fare le opportuna valutazioni in merito alla tua iscrizione INPS.


HOBBISTI COME VENDITORI OCCASIONALI: ADEMPIMENTI

Come visto dalla definizione l’hobbista è un venditore occasionale.

Si tratta di un soggetto che per diletto decide di vendere un prodotto che ha realizzato, effettuando un’attività del tutto artigianale (non in serie), e con compensi limitati nel corso dell’anno.

Ti consiglio di fare molta attenzione e non sottovalutare la tua situazione, approfondendo la tua situazione personale con un commercialista esperto. Al termine della guida troverai come potermi contattare.

Dico questo anche guardando la sentenza della Cassazione 15031/2014. Sentenza che ha affermato che anche un’attività esigua può comportare l’obbligo di Partita IVA.

Nella fattispecie si trattava di un falegname con fatturato inferiore a € 5.000. Soggetto che effettuava preventivi, disegni, costi di trasporto ecc. che hanno evidenziato, secondo la sentenza, abitualità e professionalità.

Quindi attenzione!

Una volta verificato che sei tra i soggetti non obbligati alla Partita IVA, la normativa fiscale è piuttosto semplice.

E’ sufficiente rispettare poche semplici regole per essere in regola con l’Amministrazione finanziaria.

LA RICEVUTA NON FISCALE PER GLI HOBBISTI

La prima regola riguarda l’emissione della ricevuta non fiscale.

La ricevuta non fiscale è la ricevuta che viene emessa da parte dei privati (non titolari di Partita IVA), quando effettuano la cessione di un bene.

La ricevuta deve essere emessa al momento di incasso del corrispettivo di vendita, e sulla stessa deve essere sempre apposta una marca da bollo da € 2,00, quando l’importo della vendita supera le € 77,47.

La marca da bollo è a carico del cedente, ma può essere addebitata all’acquirente.

Per maggiori informazioni sulla compilazione della ricevuta non fiscale e per scaricare una bozza di ricevuta, ti riamando a questo articolo: “Ricevuta: istruzioni per l’uso“.

Cosa importante da ricordare è che la ricevuta non fiscale non deve essere prenumerata in origine. Per questo potete utilizzare anche modelli da stampare di volta in volta.

CONSERVAZIONE DELLE RICEVUTE NON FISCALI

La seconda regola riguarda la conservazione delle ricevute emesse.

Le ricevute, oltre che per attestare l’avvenuta transazione di denaro, rappresentano un documento che ti sarà utile per capire se dovete predisporre la dichiarazione dei redditi.

Quello che voglio dire che non avere obbligo di aprire Partita IVA non significa non avere l’obbligo di dichiarare questi redditi. Si tratta di redditi che devono essere sempre dichiarati.

In questa sede non è possibile trattare tutti i casi, ma vi basti sapere che se non avete altri redditi nell’anno, se avete effettuato cessioni sino €. 4.800, siete esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi.

In caso contrario (se ad esempio sei anche lavoratore dipendente) dovrai indicare il reddito nel quadro dei redditi diversi. redditi di cui all’articolo 67, comma 1, lettera i) del DPR n 917/86, (quadro D del modello 730 o quadro RL del modello Redditi PF), i compensi percepiti dalle vendite di oggetti home made.

Per approfondire: “La ricevuta per prestazione occasionale


PARTECIPAZIONE AI MERCATINI PER LA VENDITA DI OGGETTI

Solitamente gli hobbisti che desiderano vendere i propri prodotti, partecipano a mercatini occasionali.

Si tratta di piccole manifestazioni organizzate da varie associazioni presenti nei vari comuni. Oppure in alcuni casi è direttamente lo stesso Comune che organizza appositi mercatini hobbisti.

Per vendere nei mercatini hobbisti è necessario essere in possesso di tutta la documentazione necessaria per la “vendita temporanea“.

Documentazione da esibire in caso di possibili controlli da parte delle forze dell’ordine, polizia municipale o Guardia di Finanza:

  • Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. Dichiarazione che l’hobbista deve presentare presso il Comune dove si svolge, in cui si dichiara di esercitare l’attività di esposizione e vendita di oggetti. Stessa cosa per le opere dell’ingegno a carattere creativo senza necessità di autorizzazione amministrativa (articolo 4, comma 2, lettera h), D.Lgs. n. 114/98). Non vi è un modello standard, ma puoi trovare il modello di tuo interesse presso la pro loco competente per ogni Comune. Oppure presso le varie associazioni che si occupano di promuovere i vari mercatini locali;
  • Tesserino degli hobbisti. Varie normative regionali o comunali prevedono il rilascio di un tesserino degli hobbisti obbligatorio per esporre le proprie creazioni nei mercatini. Il tesserino ha un costo variabile da Comune a Comune;
  • Eventuale altra documentazione aggiuntiva richiesta dai singoli Comuni. Come ad esempio, il pagamento della tassa legata all’occupazione di suolo pubblico. Anche in questo caso la normativa varia da Comune a Comune.

NORMATIVE TERRITORIALI PER GLI HOBBISTI

Come ti sarai accorto è impossibile riassumere tuta la normativa regionale o comunale in dettaglio.

Ogni regione e più in dettaglio ogni Comune ha regole proprie.

Per questo motivo è sempre opportuno informarsi presso il Comune ove si svolge la manifestazione, oppure presso l’ente che organizza il mercatino.

Ricordo agli hobbisti che è possibile partecipare anche a più mercatini durante l’anno. A condizione però che non si superino limiti per identificare come abituale e continuativa la propria attività di esposizione e vendita.

In alternativa alla vendita nei mercatini è possibile utilizzare la formula dei temporary shop.

Si tratta di avviare un vero e proprio negozio temporaneo dove esporre le proprie creazioni. Questo negozio, tuttavia, per poter essere avviato in modo non professionale deve necessariamente restane aperto per meno di 30 giorni all’anno.

In questo caso gli adempimenti amministrativi e fiscali sono molto ridotti.

Per maggiori informazioni su questo tipo di attività vi rimando a questo contributo:

Temporary store: guida all’apertura e adempimenti“.


LA VENDITA SU INTERNET PER HOBBISTI E CREATIVI

Accanto alla tradizionale vendita dei prodotti nei mercatini, molti hobbisti preferiscono provare a vendere sfruttando internet.

Ebbene, in questo caso le cose si complicano, ed è necessario prestare molta attenzione.

In linea generale, ad un hobbista non è consentito avere un proprio sito internet dove si espongono i propri prodotti se sugli stessi vi sono applicati prezzi di vendita.

In questo caso, infatti si rende obbligatorio l’esercizio con Partita IVA.

Attenzione!

Questo non vuol dire che un hobbista non possa avere un proprio sito dove espone le proprie creazioni.

Deve trattarsi però di un mero sito vetrina. Si tratta di un sito o di una pagina di social network in cui si espongono foto e descrizioni di oggetti, senza che siano visibili ed esposti prezzi di vendita.

Per l’Amministrazione finanziaria l’hobbista o il creativo che apre un proprio sito internet per la pubblicizzazione o la vendita di prodotti, e considerato a tutti gli effetti un commerciante o un artigiano, a seconda dei casi.

Questo significa inevitabilmente dover sottostare a tutti gli obblighi fiscali, contabili e amministrativi visti sopra, per i soggetti che devono aprire Partita IVA.

Se sei interessato ad avere maggiori informazioni su questa disciplina, può trovare aiuto da questo contributo: “Aprire partita Iva per la vendita di beni in e-commerce“.

I MARKETPLACE PER HOBBISTI

Per tutti gli altri hobbisti, che invece, non ritengono opportuno, o non sono interessati, alla vendita professionale, è possibile ovviare a tutti questi adempimenti.

Nel caso puoi farti i ospitare da altri siti web, come vetrina per le tue creazioni di oggetti fatti a mano.

Infatti, l’hobbista che desidera vendere le proprie creazioni online senza possedere Partita IVA, può avvalersi di uno dei tantissimi marketplace, dove esporre i propri prodotti.

Vi possono essere marketplace dedicati esclusivamente ad uno specifico settore merceologico.

Mi riferisco ad esempio a siti come misshobby.com, etsy.com, e molti altri. Oppure vi sono marketplace generalisti, destinati ad ospitare vari prodotti e servizi, come e-bay.it, subito.it, ecc.

Attenzione!

La possibilità di essere ospitati su questi portali e rimanere classificati come hobbisti o creativi dipende dalla possibilità di non vedere esposti i prezzi di vendita degli oggetti.

Se promuovi continuativamente le tue creazioni su questi portali ed esponi i prezzi di vendita sei automaticamente considerato un imprenditore, commerciante o artigiano. Insomma, un soggetto che deve operare obbligatoriamente con Partita IVA.

Anche in questo caso, quindi, è necessario prestare la dovuta attenzione. La vendita per gli hobbisti e i creativi deve essere occasionale. Esattamente come visto per i mercatini reali (non virtuali).

Se l’attività di vendita online è organizzata, abituale (si lasciano prodotti in vetrina sul sito per settimane), allora anche in questo caso è necessario l’avvio di un’attività professionale.

L’Agenzia delle Entrate coadiuvata dalla Guardia di Finanza effettua controlli ogni anno sui vari portali per verificare il rispetto di questi requisiti da parte dei venditori.

L’attività di controllo sui venditori da parte dell’agenzia delle entrate

Con l’art. 13, comma 1, D.L. n. 34/2019 ha previsto l’obbligo a carico dei marketplace online (come Etsy, ma anche molti altri), ovvero degli operatori che, avvalendosi di piattaforme elettroniche facilitano la vendita a distanza, di trasmettere i flussi di vendita dei propri iscritti all’Agenzia delle Entrate. Questa comunicazione dei dati parte dall’anno di imposta 2019, per poi arrivare a regime ad essere effettuata con cadenza trimestrale.

A cosa serve tale monitoraggio? L’Agenzia delle Entrate dichiara, nella propria pagina dedicata all’adempimento, che tali dati verranno utilizzati per monitorare il volume delle vendite a distanza dei beni. Di fatto, non esistendo un regime di vendita occasionale per artigiani e commercianti, questo permetterà la segnalazione di diverse posizioni irregolari presenti sui marketplace anche da diversi anni. Come abbiamo detto più volte in vari articoli, la vendita occasionale di beni non esiste, chi vende online deve farlo con partita Iva.

Lo stesso portale Etsy, ha reso noto che tutti gli operatori che vendono con il loro portale devono obbligatoriamente indicare il numero di partita Iva, invitandoli a registrare tale dato per procedere con la comunicazione dei dati delle vendite all’Agenzia delle Entrate.

Quello che possiamo dire è che la comunicazione dei dati delle transazioni effettuate da parte dei vari marketplace online permetterà di effettuare dei controlli incrociati da parte dell’Agenzia delle Entrate. I controlli riguarderanno l’incrocio tra i dati presenti in dichiarazione dei redditi e quelli trasmessi dai marketplace. In questo modo le Entrate potranno verificare la corretta indicazione dei redditi percepiti in dichiarazione. In questo modo tutti gli operatori che vendono (irregolarmente) senza partita Iva rischieranno un accertamento fiscale, con sanzioni importanti. Inoltre, tali dati verranno condivisi con il Registro delle Imprese, con l’Inps e l’Inail, che potrebbero a loro volta volta far partire accertamenti per l’iscrizione d’ufficio a tali enti. Per questo motivo il consiglio non può che essere quello di regolarizzare immediatamente la propria posizione con tutti gli enti coinvolti.


HOBBISTI: I VANTAGGI DEL CONTRATTO DI CONTO VENDITA

Uno degli strumenti che consiglio sempre di utilizzare a tutti gli hobbisti che mi contattano è il contratto di conto vendita.

Il contratto estimatorio o di conto vendita è disciplinato dagli articoli 1556 e seguenti del codice civile, secondo il quali:

con il contratto estimatorio una parte (denominata tradens) consegna una o più cose mobili all’altra (denominata accipiens) e questa si obbliga a pagare il prezzo. Salvo che restituisca le cose nel termine stabilito

In pratica, con questo tipo di contratto, un soggetto cedente consegna una fornitura di beni, ad un altro soggetto cessionario.

Sogetto che contrarrà l’obbligo di pagarne il prezzo d’acquisto soltanto nell’ipotesi in cui, entro un dato periodo di tempo, riesca ad effettuare la vendita della merce affidata.

Il contratto estimatorio può essere utilizzato anche dagli hobbisti, che possono sfruttarlo per trovare potenziali negozianti che possano mettere in vetrina i loro prodotti.

Per maggiori informazioni sul contratto di conto vendita potete consultare questo articolo:

Contratto estimatorio: disciplina civilistica e fiscale“.

In conclusione, possiamo dire che per effettuare la vendita di prodotti realizzati home made è necessario prestare molta attenzione alla normativa civilistica e fiscale in vigore.

Per questo motivo, quanti di voi avessero ancora qualche dubbio in merito, possono contattarmi tramite i commenti.


HOBBISTI E VENDITA DI OGGETTI: COME FARE?

L’esperienza maturata in questi ultimi anni attraverso la gestione fiscale di molti ex hobbisti, diventati alcuni artigiani, altri ancora commercianti, insegna che il momento che desta maggiori criticità è quello iniziale.

Molti di voi, infatti, si trovano nella situazione di effettuare qualche vendita durante l’anno, ma considerato anche il fatto che per restare in regola come hobbisti non è possibile farsi pubblicità in alcun modo, le cose non migliorano.

Quello che consiglio sempre in questi casi è valutare bene la vostra attività.

So bene che sia difficile, ma quello che dovete capire è quanto credete in quello che fate e capire quanto riscontro potrete avere.

Provate con i vostri amici, vicini di casa o parenti. Provate a proporre loro la vostra idea o qualche prodotto home made che avete realizzato. In questo modo avrete un primo riscontro.

Quello che posso fare per voi, invece, è affiancare questo riscontro ad un primo business plan dell’attività. Prima faremo il punto della situazione, analizzando la vostra situazione personale. Successivamente, inquadrerò l’attività da un punto di vista fiscale e con il tuo aiuto realizzerò per voi un business plan personalizzato. Dove potrete trovare i principali costi dell’attività e potrete capire meglio la fattibilità dell’operazione.

Poi faremo una valutazione assieme per capire se proseguire o meno verso l’avvio di un’attività professionale. Se sei interessato a questo tipoi di analisi contattatemi in privato, oppure nei commenti.

Se credi in quello che fai non perdere quest’occasionle!


IL PASSAGGIO DA HOBBISTI AD ARTIGIANI

In caso contrario, se non rientri nei requisiti per operare come hobbista sei un imprenditore. Ovvero un soggetto che pur realizzando i propri prodotti in maniera autonoma e artigianale, effettua un’attività di vendita continuativa ed organizzata. Questo a prescindere dalla natura dei beni commercializzati.

Se la tua attività di vendita è continuativa (ad esempio vendi in e-commerce), se vendi in maniera professionale con un marchio, oppure con un’organizzazione di mezzi (hai un locale, usi pubblicità, cartellonistica, ecc), allora sei un commerciante.

Come tale sei soggetto all’obbligo di apertura della Partita IVA, all’iscrizione alla Camera di Commercio (sezione commercianti o artigiani).

Inoltre, è dovuta la presentazione della Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) al vostro Comune. E’ poi obbligatoria la tenuta delle scritture contabili (quest’ultimo obbligo peraltro ha un contenuto differente a seconda del regime fiscale al quale si è assoggettati).

Naturalmente in questo caso è indispensabile la consulenza di un Dottore commercialista. Un valido professionista che si occupi di affiancarvi sia per gli adempimenti fiscali (dichiarazione dei redditi e tenuta della contabilità). Sia per i vari adempimenti amministrativi.

Per chi volesse maggiori informazioni mi contatti pure nei commenti.


COME TROVARE UN’IDEA DA UN MILIONE DI DOLLARI?

Uno degli aspetti che maggiormente interessa i creativi, una volta chiarito l’aspetto fiscale, è capire se la loro idea possa funzionare sul mercato. Ovvero se la stessa possa essere considerata un’idea da “un milione di dollari“.

Per questo motivo ho deciso di consigliarti un libro che ho letto recentemente. Si chiama:

Come avere un’idea da un milione di dollari: … e trarre il massimo anche da quelle da cinque centesimi!

Il libro è di Takumi Yamada, una scrittrice Giapponese, che ha tratto il suo libro dal lavoro quinquennale di due ingegneri studiosi di psicologia, filosofia e mistica orientale. Dal mio punto di vista leggerlo ti aiuterà a capire se davvero la tua idea che coltivi come hobby può diventare un prodotto di successo nel business.

Se lo hai letto anche tu, fammi sapere cosa ne pensi.

Commenti:
Considerata l’elevata quantità di commenti che ci arrivano ogni giorno è opportuno effettuare alcune precisazioni. Saranno pubblicati soltanto commenti che arricchiscono il testo dell’articolo con particolari situazioni, utili anche per altri lettori. Se non trovi il tuo commento pubblicato significa che ho già fornito risposta al quesito e che, quindi, la risposta si trova nel testo dell’articolo o in altri commenti. Se comunque desideri una risposta o l’analisi della tua situazione personale, puoi contattarci attraverso il servizio di consulenza fiscale.

Articolo precedenteCome vendere su Etsy?
Prossimo ArticoloCome vendere prodotti artigianali online?
Dottore Commercialista, Tax Advisor, Revisore Legale. Aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale. La Fiscalità internazionale le convenzioni internazionali e l'internazionalizzazione di impresa sono la mia quotidianità. Continuo a studiare perché nella vita non si finisce mai di imparare. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.

610 COMMENTI

  1. trovo niente male come guida,
    ma ci tenevo pure a dire che seguo degli amici che partecipano attivamente ai mercatini di hobbysti – fiere della creativita’- mercatini pulci e di tutte quelle attivita’ che non rientrano nella fatti specie riguardanti il commercio parliamo di decine di mercatini ((liguria- piemonte – lombardia))
    dove e’ necessario avere necessariamente la licenza commerciale e la partita iva.
    nessuno dico nessuno ho mai visto rilasciare la ricevuta non fiscale, anche con la finanza e l’annonaria in giro quello che conta effettivamente e’ essere in possesso dell’atto di notorieta’ ed eventualmente del tesserino degli hobbysti sopratutto se non si vendono cose realizzate da se vedi opere del proprio ingegno e del proprio intelletto in particolare quando si fa’ a capo di una organizzazione o una associazione dove si paga la quota di partecipazione legata all’evento e quindi regolamentata dalle norme vigenti.
    da quello che si evince anche parlando con tutti i venditori interpellati e’ sufficiente portare l’atto di notorieta ed eventualmente il tesserino, parliamo di gente non i miei amici che partecipano a questi mercatini da anni.
    magari il discorso della ricevuta ricade per tutti quelli che fanno vendite al di fuori di questi contesti pagando al comune solo lo spazio pubblico.
    penso che nessuno che fa i mercatini si arrichisca, anzi e’ piu’ le volte che non si guadagna nulla e si faccia fatica a recuperare le spese relative alla quota di partecipazione, e da quello che so gli enti preposti ai controlli sanno benissimo che e’ cosi.
    mi piacerebbe avere conferma da altri di quello che vi ho scritto.
    saluti marco di milano

  2. Salve,
    in merito al suo commento volevo soltanto precisare che i soggetti che operano nei mercatini ed hanno partita Iva, sono comunque tenuti a rilasciare ricevuta, ma questa volta si parla di ricevuta fiscale, oppure su richiesta del cliente devono emettere fattura.

  3. sul fatto dei commercianti che operano nei mercatini e’ assodato che devono essere in possesso di partita iva e rilasciare la ricevuta fiscale, io mi riferivo esclusivamente agli hobbysti e creativi .
    rispondetemi in base a quella richiesta.
    grazie infinite
    marco

  4. Gli hobbisti che operano nei mercatini devono rilasciare ricevuta non fiscale, quando effettuano la cessione di un bene da loro prodotto. Che poi effettivamente non sia così, non lo metto in dubbio, ma questo è quando prescrive la normativa.

  5. Salve,
    un hobbista non può esporre i prezzi nel caso in cui li esponga su un proprio sito web. Se mettesse i prezzi effettuerebbe un’attività commerciale di e-commerce che richiede obbligatoriamente: partita Iva, iscrizione alla Camera di Commercio, iscrizione all’Inps, ecc. L’hobbista può vendere su piattaforme come e-bay ma esclusivamente in maniera saltuaria, altrimenti anche in questo caso (se ad esempio vi sono vari oggetti in vetrina che vi permangono per molto tempo), si presume che lo stesso eserciti attività commerciale, con le conseguenze di cui sopra.

  6. Buonasera a tutti. premetto la mia posizione fiscale al fine di dare un quadro completo della situazione. Sono dipendente a tempo indeterminato, ho pi come regime minimi per attivitá di design diverse. Mi diletto anche nella realizzazione di prodotti home Made per il periodo natalizio (palline decorative, babbi natale ecc). Sto valutando, avendo un negozio di una conoscente sfitto, la possibilitá di poter utilizzare il locale per la vendita di alcune mie creazioni sotto il periodo di natale. Vorrei poter tenere aperto solamente 4 giornate (sabati). Il mio commercialista ravvede in questa attivitá un attivitá commerciale in tutti i sensi, con l’obbligo dei relativi adempimenti (scia, iscrizione in cciaa ecc). Perché invece non posso rientrare nel caso degli hobbisti? È infatti una prestazione puramente occasionale che andrei a dichiarare tra i redditi diversi del mio unico. Aspetto una risposta, grazie!

  7. Salve,
    l’attività di vendita di beni è considerata attività commerciale da esercitare con partita Iva, iscrizione in CCIAA, Scia da presentare in Comune, e iscrizione alla gestione commercianti Inps. Gli hobbisti hanno facoltà di effettuare la cessione di beni da loro prodotti, senza tutti questi adempimenti proprio perché essi operano senza abitualità, e sotto determinati limiti reddituali, e per questo possono vendere soltanto emettendo una ricevuta. Se lei decide di aprire un negozio, anche solo per pochi giorno, per vendere i suoi oggetti, deve sottostare a tutte le regole: prima di tutto l’apertura di un negozio, fa presumere un’attività abituale e quindi necessita di partita Iva e iscrizione in CCIAA (e iscrizione alla gestione commercianti Inps), e poi per poter tenere aperto deve comunicare al Comune l’attività che vuole fare tramite la presentazione di una SCIA. Questi adempimenti sono obbligatori, aprire e gestire un negozio è a tutti gli effetti un’attività commerciale per il Fisco, non può mai essere considerata un’attività da hobbista. L’hobbista è solo colui che crea per hobby, appunto, alcuni oggetti, e che saltuariamente ha occasione di vendere, ma mai in un negozio proprio, in quanto diventerebbe automaticamente un commerciante. Quello che lei vuole fare è un temporary shop, ovvero negozi che aprono solo in determinate occasioni. Tenga presente che ci sono queste particolari regole da seguire, e che sia fiscalmente che amministrativamente (mi riferisco alla SCIA), ci sono sanzioni elevate, per chi non rispetta le regole.

  8. Tutto chiarissimo. Siccome voglio fare tutto alla luce del sole, nel caso invece di temporary shop, mi risulta che se l’attività è inferiore ai 30 gg si può solo fare la comunicazione SCIA al comune senza adempimenti in CCIAA. Sbaglio? E poi alla chiusura si deve fare un’ulteriore comunicazione.
    Nel caso invece fosso obbligatorio fare iscrizione in CCIAA e all’INPS Commercianti, poi alla chiusura del temporary shop (che comunque sarà inferiore ai 30 gg) cosa dovrei fare? E a livello di costi e imposte fisse (minimali INPS ecc.), sapete darmi qualche indicazione?
    Ancora grazie

  9. Per aprire un termporary shop, è necessario essere in possesso di tutte le autorizzazioni/adempimenti necessari per aprire un negozio vero e proprio, a meno che non lo si voglia tenere aperto per meno di 30 giorni all’anno. Nel caso si tratta di partita Iva, comunicazione in CCIAA, iscrizione INPS gestione commercianti e SCIA al Comune. Tutte autorizzazioni da presentare prima dell’apertura e poi successivamente dopo alla chiusura del negozio. A livello di costi, ci sono tutti quelli legati alla gestione del negozio. I costi principali sono legati all’affitto dell’area, alle attrezzature, all’esposizione, e alla gestione fiscale/amministrativa degli adempimenti da porre in essere, come descritti.

  10. Salve,vi scrivo perché sto pensando di vendere alcuni prodotti da me realizzati.avevo pensato di aprire una pagina, dedicata, su un social network su cui caricare le varie immagini dei prodotti. La pagina avrebbe un puro scopo illustrativo in quanto la vendita sarebbe poi effettuata di persona. A quanto ho capito,quindi,per essere considerata solo hobbista, non devo indicare i prezzi dei prodotti sulla pagina,devo emettere la ricevuta non fiscale al momento della vendita e non devo superare i 5.000 euro annui. Non mi è chiara la parte dei 30 gg all’anno perché non avendo intenzione,al momento, di partecipare a mercatini,come mi posso regolare? E per quanto riguarda le materie prime, occorre tenere traccia dell’acquisto?Grazie in anticipo

  11. Salve,
    i limiti quantitativi e dei giorni servono per avere un parametro per separare l’attività occasionale dalla vera e propria attività commerciale o artigianale di vendita che devono essere regolate con l’apertura della partita Iva. Se lei intende aprire una pagina web all’interno di un social network come vetrina per gli oggetti che realizza può farlo liberamente a patto di non esporre i prezzi, altrimenti l’attività diventerebbe automaticamente commerciale. In questo caso il limite dei 30 giorni non la riguarda in quanto non espone prezzi, e quindi la sua è solo una vetrina di prodotti, e non un vero sito di e-commerce. Per le materie prime teoricamente lei potrebbe portarle in deduzione del reddito, ma operando come privato diventa difficile stabilire quanta materia prima ha utilizzato per la vendita dei prodotti venduti durante l’anno. Insomma, per dedursi il costo dovrebbe essere in grado di documentare e provare, in caso di controlli, che quell’effettiva materia prima a concorso a formare quel prodotto (cosa che nella maggior parte dei casi è assai difficile da dimostrare).

  12. Buongiorno, realizzo x hobby bigiotteria fatta a mano e vorrei proporre il conto vendita ad alcuni negozi. Da quanto scritto sopra deduco che posso farlo senza partita iva a patto che non vengano esposti i prezzi e che non superi il famoso limite dei 5000€, perché a questo punto sarebbe una semplice vetrina corretto?
    Grazie

  13. Buonasera, sono casalinga e dipingo quadri per passione. Vorrei provare a venderli in internet su etsy o ebay o altro. Non voglio aprire una partita iva visto che non so nemmeno se ne venderò uno! Con il fisco come funziona?
    Grazie mille!

  14. Salve,
    per realizzare un contratto di conto vendita, per lei non è obbligatoria la partita Iva, a patto che la sua attività non sia di tipo abituale, questo a prescindere dalla soglia dei €. 5.000. Per farle capire: se lei ogni mese realizza oggetti e stipula contratti di conto vendita, l’attività che lei realizza non può essere considerata come occasionale, e quindi regolata attraverso il rilascio di una sua ricevuta, ma per il Fisco è un’attività abituale che richiede la partita Iva.
    Il discorso di non esporre i prezzi, riguarda chi ha un proprio sito internet o una pagina facebook, dove espone foto dei propri oggetti. In questo caso, queste pagine devono essere solo delle vetrine e non devono esporre i prezzi di vendita, altrimenti si passa da vetrina a vero e proprio sito di e-commerce, che richiede l’esercizio professionale con partita Iva.
    Il consiglio che posso darle è di iniziare l’attività con ricevute per prestazione occasionale e poi valutare il da farsi quando i contratti di conto vendita aumenteranno. Se vuole potrà confrontarsi con noi, per valutare il momento opportuno di apertura della partita Iva.

  15. Salve,
    la sua domanda è molto generica, se legge l’articolo sovrastante, potrà farsi un idea della normativa. Nel suo caso, se si tratta di mettere su un portale soltanto uno o due dipinti, allora nel momento in cui riuscirà a venderne uno emetterà una semplice ricevuta. Se, invece, si tratta di mettere sui portali molti oggetti, lei avvierebbe un’attività commerciale e dovrebbe aprire partita Iva. Se vuole dopo la vendita dei suoi primi quadri, possiamo risentirci per analizzare più in dettaglio la convenienza, nel suo caso, all’apertura della partita Iva.

  16. Gentile Fiscomania, ottima guida ben spiegata per la vendita degli hobbisti, solo una cosa non ho capito, la vendita sui siti “marketplace” , lei dice che se l’hobbista lascia le sue creazioni per settimane nelle vetrine virtuali diventa “commerciante” a tutti gli effetti , ma se questi siti chiedono soldi per contratti annuali allora sono in cattiva fede? se non posso esporre per tutto l’anno che pago c’è qualcosa che non quadra, o no??
    guardando in alcuni di questi siti leggo che questi articoli di hobbisti sono esposti in questi negozi virtuali da 2-3 anni, violano la legge allora??
    la ringrazio in anticipo per la sua risposta e la saluto cordialmente

    marwy

  17. Salve marwy,
    la normativa fiscale italiana prevede che chiunque effettui in maniera non occasionale, e quindi abituale, la vendita di oggetti, sia per definizione un commerciante, e quindi debba rispettare tutte le normative civilistiche e fiscali che riguardano questa attività commerciale, prima tra tutte l’apertura della partita Iva. Il concetto di hobbista, ovvero colui che produce per hobby, appunto, un bene e per diletto (piuttosto che per guadagno), effettua la vendita di questo oggetto, viene lasciato libero di rilasciare una semplice ricevuta al momento dell’incasso del corrispettivo. L’hobbista, tuttavia, quando espone (con i prezzi) su vari siti o social network le proprie creazioni, è assimilato ad un commerciante che ha il proprio sito internet e che vende la propria merce. Per questo motivo, l’hobbista, se intende rimanere tale può esporre i propri prodotti, ma non può indicare il prezzo di vendita. La disciplina dell’e-commerce è molto chiara in questo. Per rispondere alla sua domanda, mi rendo conto che molti siti internet, permettano ai potenziali hobbisti di lasciare i propri prodotti esposti per molto tempo. L’obbiettivo del sito internet è quello di essere un “marketplace”, ovvero una vetrina per potenziali “commercianti”, non per i vari hobbisti. Mi rendo conto che per l’hobbista sfruttare questi siti sia importante, ma non devono dimenticare che qualora oltre alla creazione vogliano affiancare la vendita, non sono più hobbisti, ma veri e propri artigiani o commercianti, e come tali devono identificarsi nei confronti del Fisco. Non bisogna fare confusione tra hobbista, ovvero colui che produce qualcosa per hobby in maniera episodica e colui che produce per vendere. L’hobbista che lascia esposti i suoi prodotti con il prezzo di vendita viola la normativa fiscale, se lo fa in maniera costante nel tempo, non c’è dubbio. La responsabilità però non è tento del sito che lo ospita, quanto sua, che non si è adeguato alla normativa fiscale. Spesso la mancata conoscenza della normativa o il mancato consulto di esperti fanno commettere errori che possono avere conseguenze. Spesso l’apertura della partita Iva, con un regime fiscale agevolato, può essere meno onerosa di quanto si possa pensare. Tutto sta a cercare il giusto consulente a cui affidarsi. Spero di aver chiarito i suoi dubbi.

  18. Grazie ancora per i suoi chiarimenti, per terminare il discorso, allora se si tengono gli articoli esposti su un marketplace per meno dei “fatidici” 30 giorni va bene si è in regola anche senza partita Iva, mentre sul proprio profilo fb li si possono tenere sempre a patto che non ci siano i prezzi, esatto?? 30 giorni all’anno naturalmente.
    un saluto

  19. E’ possibile tenere articoli esposti in un marketplace anche senza partita Iva in quanto io potrei voler vendere un vecchio oggetto e non per questo dovrei essere considerato un commerciante. Ma se l’attività di vendita è abituale divento commerciante e necessito di partita Iva. Sul proprio profilo fb, invece, se espongo i prezzi degli oggetti esposti, faccio diventare la possibile “vetrina” di fb, come un vero e proprio negozio di e-commerce, e quindi, devo avere anche in questo caso la partita Iva. Grazie a lei, spero che tornerà presto a visitare il nostro sito.

  20. Grazie per la risposta.la mia e le altre risposte sono state esaustive per capire ciò che mi è permesso e cosa no senza partita iva. Chiedo scusa se non sono riuscita a scrivere prima queste due righe . Naturalmente farò del mio meglio per dimostrarvi il mio ringraziamento!

  21. La ringrazio, spero che torni a consultare Fiscomania.com per ogni altro dubbio possa avere in materia fiscale, sia attraverso i nostri articoli, che la nostra consulenza. A presto!

  22. Buongiorno, e grazie per questo articolo chiaro ma soprattutto aggiornato. Vorrei riprendere il commento fatto poco sopra da Simona, riguardante il contovendita presso i negozi. Mi sembra di capire dalla risposta che il consiglio è quello di iniziare con l’emissione di ricevute per prestazione occasionale, ma vedendo alcuni fac-simile in internet, si parla di ritenuta d’acconto.
    Trovo delle frasi tipo: ”
    La ditta XYZ effettuerà la ritenuta di acconto del 20 % sul corrispettivo erogato, da versare entro il ….. del mese successivo al pagamento.” e anche “Ricevero’, a vendita avvenuta, la somma di € _________________quale saldo, al netto della ritenuta di acconto del 20%. Tale corrispettivo è relativo a cessione di beni compiuta quale attività commerciale occasionale di cui all’art. 67 del DPR 917/86.”
    Vorrei capire se questa ritenuta deve essere considerata o no. Grazie.

  23. Salve,
    effettuare contratti di conto vendita con vari soggetti e per peridi di tempo continuativi, presuppone che vi sia un’attività abituale da svolgere con partita Iva. Per ovviare a questo tipo di problematica (l’apertura di una partita Iva, con i costi con essa conseguenti), è possibile iniziare a vendere qualche oggetto con semplici ricevute per vendite occasionali. In questo modo può verificare qual’è la mole degli oggetti venduti e successivamente iniziare i contratti di conto vendita quando avrà aperto partita Iva. Quella che lei mi ha riportato non è una vera ricevuta, piuttosto una via di mezzo tra una ricevuta e un contratto di conto vendita. Nella ricevuta deve essere riportato che il soggetto A vende al soggetto B il bene indicato per il prezzo di euro xxxx. Il venditore emette una ricevuta dove inserisce i propri dati e quelli dell’acquirente, la data, il prezzo di vendita e la descrizione del prodotto ed applica una marca da bollo da €. 2,00. E’ importante inserisce una dicitura che identifichi in maniera univoca la cessione del bene: “corrispettivo relativo a cessione di beni compiuta quale attività commerciale occasionale di cui all’articolo 67 del DPR 917/86“. L’acquirente qualora sia un soggetto dotato di partita Iva è tenuto ad applicare la ritenuta d’acconto del 20% (articolo 25, primo comma, DPR n. 600/73). La cessione del bene avviene al momento del pagamento e del rilascio della ricevuta. Se il pagamento avviene quando il soggetto B (acquirente) effettua la cessione del bene a terzi, siamo di fronte ad un contratto di conto vendita. Spero di aver chiarito il suo dubbio.

  24. gentile fiscomania, la disturbo ancora per un altro quesito riguardo
    al tesserino per hobbista, come detto lo rilascia il proprio comune
    di appartenenza, ma poi vale in tutti i comuni dove si svolgono
    i mercatini? e valgono anche in comuni fuori regione???
    che poi è la cosa che mi interessa di più .

    la ringrazio in anticipo per la risposta.

  25. Grazie per la risposta. Mi sembra quindi di aver capito che l’unico modo per lasciare dei miei oggetti in un negozio sia venderglieli emettendo una ricevuta nel momento in cui glieli lascio. E’ corretto?

  26. Salve,
    la normativa, riguardante il rilascio del tesserino per hobbisti, è quella della sua regione di appartenenza, che evidentemente ha previsto l’istituzione del Tesserino. Lo stesso è rilasciato dal suo Comune di residenza ed è valido in tutto il territorio Regionale. Ogni regione, infatti, ha la sua specifica normativa e le sue regole per il rilascio dei tesserini.

  27. Mi sembra la soluzione migliore. Il conto vendita, viene spesso promosso perché è vantaggioso per il “negoziante”, che così può mettere prodotti in vetrina senza pagarli, senza preoccuparsi del fatto che l’hobbista di turno potrebbe non essere in regola se effettua continuativamente contratti di conto vendita. Questo come regola generale, poi ogni situazione deve essere analizzata nel dettaglio per dare una risposta certa.

  28. grazie per la sua velocità nel rispondere , dalla sua risposta allora deduco che
    se voglio andare a fare un mercatino in umbria per esempio, devo fare un secondo tesserino nel comune umbro dove si svolge il mercatino?………
    se è così allora il limite di mercatini all’anno va a farsi benedire, perchè
    ipoteticamente uno ne può fare 10 (se il limite annuale è tale) per ogni regione……..è così??

    saluti

  29. Salve,
    non si perda d’animo. Io proverei a chiamare il Comune umbro dove si svolgerà il mercatino e chiederei se con il suo tesserino di altra regione può partecipare al loro mercatino come hobbista. Non sono a conoscenza di questo limite di 10 mercatini per regione, può darmi qualche riferimento in più per capire meglio.

  30. gentile fiscomania giusta osservazione chiamare il comune umbro per informarmi se si può partecipare con il tesserino del comune laziale, lo farò, ho letto sul web che ogni regione mette un limite annuale di partecipazione ai mercatini a proprio piacimento, chi ha fissato a 6 mercatini e via via al massimo qualche regione ne permette 12…………ed anche questa disparità nel porre limiti mi fa pensare che ogni tesserino vale nella
    regione dove è emesso…………mi informerò.

    grazie per la risposta

  31. buonasera Fiscomania, complimenti per la guida, desideravo porvi un quesito: sono un operatore creativo dell’ingegno (produco oggetti di cuoio di poco valore, braccialetti..) e durante un’esposizione in un centro commerciale ho subito una multa di euro 1000 dalla Guardia di finanza per “L’omessa installazione degli apparecchi per l’emissione dello scontrino fiscale previsti dall’articolo 1 della legge 26 gennaio 1983, n. 18”.
    ho fatto presente di non essere soggetto ad obblighi fiscali in quanto il mio volume d’affari è inferiore a 5000 euro ed occasionale la mia attività, ma nulla.
    Mi consegnate di impugnare la multa? Vi ringrazio in anticipo per la risposta che sarebbe di massima importanza per capire come muovermi. IO ritengo che la multa sia infondata

  32. Salve,
    essere un creativo, produrre i progetti è un conto, ma provare a venderli direttamente in un centro commerciale è un altro. L’immagino che l’esposizione a cui ha fatto parte sia stata di un gruppo di hobbisti come lei, e che quindi la multa avrebbe dovuto essere fatta a tutti quanti. L’errore che ha commesso è quello di non aver rilasciato ricevuta, che nel suo caso sarebbe “non fiscale”. La Guardia di Finanzia non vedendole rilasciare alcun documento ha pensato che lei stesse agendo “in nero”, e quindi ha posto la multa. Per farsi annullare la multa lei dovrebbe documentare di aver partecipato ad una esposizione di hobbisti, dovrebbe dimostrare il motivo per il quale non ha esibito la dichiarazione sostitutiva di atto notorio, che avrebbe dovuto presentare al Comune per dimostrare che la sua vendita è occasionale, e poi anche fornire prova che la sua attività sia del tutto sporadica ed occasionale, non comportando alcun obbligo da un punto di vista fiscale. Insomma, al momento del controllo lei non era in possesso di alcun documento che dimostrasse la sua reale attività come hobbista, quindi la GDF l’ha multata. Per dimostrare il contrario dovrebbe avere valide giustificazioni, da portare in giudizio.

  33. Fiscomania, un chiarimento. Tu scrivi:Se l’attività di vendita online è organizzata, abituale (si lasciano prodotti in vetrina sul sito per settimane), e si superano le soglie di vendita di €. 5.000 all’anno, allora anche in questo caso è necessaria l’apertura di una partita Iva.
    Mia domanda: Debbono sussistere entrambe le situazioni oppure anche solo una cioè: puó essere continuativa e non raggiungere € 5.000 per non aprire la partita iva? E se non raggiunge € 5.000 posso non dichiararli?
    Grazie

  34. Salve,
    la normativa fiscale prevede che l’apertura della partita Iva è obbligatoria in caso di attività esercitata abitualmente, a prescindere dall’importo dei compensi percepiti. La soglia dei €. 5.000 è indicativa del fatto che l’attività non è più occasionale, ma diventa abituale. Quindi, la risposta alla sua domanda è che si deve aprire partita Iva anche se non si raggiungono i €. 5.000 ma l’attività che svolgiamo è abituale. I compensi percepiti devono essere sempre dichiarati nel quadro dei “redditi diversi” della dichiarazione dei redditi.
    Nel caso in cui volesse approfondire il discorso sull’apertura della partita Iva può leggere il nostro contributo sul regime forfettario, che offre molti vantaggi per chi intende aprire partita Iva.

  35. Gentile Fiscomania, avrei un dubbio riguardo alla vendita di oggetti online tramite marketplace.
    Sono una creativa e realizzo in maniera occasionale accessori moda hand-made, ho da poco ideato una piccola collezione che vorrei destinare alla vendita online e dedicare un sito web dove esporre gli oggetti. Ora mi sorge un dubbio: l’inserimento di un link dal sito ad una piattaforma e-commerce come Etsy potrebbe trasformare il sito web da semplice vetrina a negozio? I prezzi sarebbero comunque esposti anche se in maniera indiretta, è esplicito il riferimento ad uno shop, dunque mi chiedevo se a questo punto sarebbe necessaria partita Iva.
    Grazie mille

  36. Salve,
    quello che afferma è corretto. I siti vetrina sono quei siti gestiti esclusivamente per l’esposizione prodotti, senza alcun riferimento (diretto o indiretto) al prezzo. Quando, invece, nel sito si inseriscono i prezzi di vendita (e-commerce indiretto gestito dal proprietario), oppure si rimanda ad altre piattaforme che gestiscono la vendita, stiamo a tutti gli effetti esercitando un’attività commerciale, e come tale deve sottostare alla normativa fiscale prevista per questa attività. E’ necessario aprire partita Iva e gestire l’attività fatturando le prestazioni di vendita. Può valutare l’opportunità di aderire al regime forfettario, che permette notevoli vantaggi e riduzione di molti adempimenti annuali. Se interessata ad avere maggiori informazioni, e a valutare più concretamente l’opportunità di aprire partita Iva ci faccia sapere, la ricontatteremo in privato, con ulteriori informazioni.

  37. Salve. Sono un hobbysta in procinto di partire per la spagna, e sto cercando informazioni sulle regolamentazioni locali per la vendita in strada. Purtroppo ci sono vari punti che non riesco a chiarire. Potreste aiutarmi, anche solo indicandomi dove reperire documentazioni? Grazie mille

  38. Vedo che molti sono hobbisti o creativi, non leggo però, organizzatori di questi eventi. bene io sono il presidente di una associazione AP.S. che vuole organizzare una mostra di tre giorni dedicata ad hobbisti e creativi. Avendo un locale privato dove posso invitarli, mi necessita sapere se devo controllare se hanno la tessera di hobbista e la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, se possiedono la partita IVA ed infine a chi devo informare per poter effettuare tale evento? per gli hobbisti e creativi posso farmi rilasciare una autodichiarazione nella quale non sono responsabile di di dichiarazione mendace?

  39. Salve,
    trattandosi di mercatino per hobbisti realizzato in area privata, non occorre alcuna particolare autorizzazione. L’aspetto principale da verificare con attenzione è che i soggetti che vi partecipano siano veramente hobbisti e non operatori professionali. Per farlo può richiedere di mostrare la tessera di hobbista e la certificazione di atto notorio che hanno rilasciato in Comune. In pratica dovrà verificare che a nessun nominativo corrisponda una partita Iva per l’esercizio di un’attività economica. Certamente, può farsi rilasciare una dichiarazione nella quale il partecipante si assume tutte le responsabilità in caso di dichiarazioni mendaci.

  40. Salve.
    sono un commerciante (bigiotteria e chincaglieria) con regolare licenza. Oltre ad effettuare rivendita di oggetti, ne produco anche artigianalmente (sempre di bigiotteria).
    Ho problemi a partecipare ai mercatini di hobbysti essendo commerciante ovviamente, ma mi chiedevo se posso rientrare anche come hobbista qualora in tali mercatini vendessi solo oggetti prodotti da me atrigianalmente.

  41. Salve,
    per diventare hobbisti e partecipare a mercatini è necessario, tra le altre cose, rilasciare al Comune un’autocertificazione dove si dichiara di esercitare come hobbista, non possedendo una partita Iva legata al commercio. Ora, anche nel caso in cui lei effettivamente produca oggetti diversi, e li venda, la sua attività non può che essere quella commerciale, quindi li dovrà vendere con questa modalità. Esercitare come hobbista rappresenterebbe un modo per evitare la tassazione, se non fiscale, sicuramente quella contributiva. Per questo motivo l’Agenzia delle Entrate le contesterebbe il comportamento, e la mancata fatturazione di quelle vendite.

  42. Grazie mille per la risposta, vorrei chiedervi un’altra cosa.
    Tempo fa mi è stato detto che ad un commerciante o un artigiano, anche qualora chiudesse la propria attività, non è mai più consentito iscriversi come hobbista.
    Mi sembra una gran bufala, però vorrei sentire il vostro parere.
    Se chiudo la mia attività, posso fare mercatini da hobbista vero?
    Grazie ancora

  43. Se chiude la sua partita Iva e cessa l’attività da commerciante lei diventa un privato e come tale può rientrare nella normativa per gli hobbisti. Naturalmente a patto che lei sia effettivamente un hobbista, e che non mascheri un’attività commerciale di vendita sotto forma di hobbista. Mi spiego meglio: se lei chiude partita Iva, ma vende lo stesso oggetti nei mercatini in maniera continuativa, sta esercitando un’attività commerciale, sotto forma privata, quindi è passibile di sanzione. L’Agenzia potrebbe riaprirle d’ufficio la partita Iva e metterle a reddito i compensi percepiti da queste vendite. Bisogna fare molta attenzione in questi casi. Se chiudere partita Iva e operare come hobbista è un modo per evitare tassazione e contributi, allora è sconsigliabile, in caso di controlli si rischiano sanzioni e il pagamento integrale di tasse e contributi.

  44. Gentili esperti, provo a sottoporvi il mio caso abbastanza complicato. Ho partita Iva in regime dei minimi come libera professione (Psicologa) che esercito da un anno ma avendo comunque un passato di illustratrice e la formazione artistica dell’Accademia, vorrei mantenere la mia attività creativa (materiali e spese espositive) con la vendita sporadica (purtroppo) delle mie opere. In passato ho avuto negozio ebay ed etsy, in perdita totale. Ora sto riattivando il negozio etsy, con l’idea di indirizzare al sito eventuali interessati soprattutto quando partecipò ad esposizioni dal vivo, con associazioni a cui però non posso essere presente per concludere le ipotetiche vendite… Pensavo di lasciare i quadri esposti, accompagnati da biglietti che rimandano alle piattaforme di vendita. Premetto che in questo modo realisticamente non mi aspetto neanche di recuperare le spese di partecipazione, che tra l’altro non posso neanche detrarre a meno che non aggiunga l’attività di artista come secondaria a quella di Psicologa… Ho comunque una gestione separata INPS già aperta, in questo momento ravvivata da una borsa di ricerca… Che devo fare? Ho già da anni il foglietto timbrato dal mio comune per la vendita di opere dell’ingegno, il problema è che la vendita è un evento raro… Ci mancano solo le multe e le marche da bollo! Aspetto lumi….

  45. Salve,
    partiamo da un presupposto: l’hobbista è colui che effettua un’attività di produzione di oggetti utilizzando il proprio intelletto e la propria creatività. Si differenzia dall’artista proprio perché il suo obiettivo è la creazione per puro hobby, appunto, e non con l’obiettivo di vendere l’opera, che invece, contraddistingue l’attività dell’artista vero e proprio. L’attività artistica è un’attività professionale, questo a prescindere dal volume di ricavi conseguito dalla vendita delle proprie opere, e come tale deve essere esercitata con partita Iva, a maggior ragione se sta avviando una forma di vendita su una piattaforma virtuale. Su questo aspetto non possono esserci diversità di interpretazioni: la partita Iva è obbligatoria. A parte questo aspetto, la partita Iva le permetterebbe di potersi dedurre tutti i costi relativi: da quelli legati alla produzione dell’opera fino alle spese di partecipazione ad eventi, tutti oneri che le abbatteranno il reddito nel momento in cui effettuerà una vendita. Non vedo controindicazioni nel mantenere due distinti codici attività nella sua partita Iva, anzi in questo momento vi è la possibilità di dedurre maggiori costi. Anche da un punto di vista previdenziale, alla gestione separata, verserà soltanto quando avrà effettuato delle vendite.

  46. Salve, molto interessante.
    In passato ho avuto PI come artista, facendo l’illustratrice e avendo una completa formazione in quel campo. Dopo circa 24 anni ho riaperto come Psicologa a regime dei minimi, ma mi tengo l’arte come ricerca personale. Preferisco non farmi rappresentare da gallerie, dati gli alti costi e la non disponibilità delle stesse a condividere i rischi. Quindi ogni tanto partecipo ad estemporanee o ad esposizioni come parte di associazioni di artisti, in passato mi sono anche fatta fare il permesso per la vendita di opere dell’ingegno….vendita però che è rarissima!!! Ora in previsione di un’esposizione alla quale non potrò essere presente di persona, vorrei riattivare il mio negozio Etsy o Ebay, per rimandare a questi eventuali visitatori interessati. Ma lo posso fare? e se abbinassi l’attività di artista come secondaria, utilizzando la PI? ho già una posizione INPS a gestione separata, questo potrebbe rendere tutto legale e mi permetterebbe di scaricare le spese, ma se non vendo nulla che succede? e se per puro caso vendessi? grazie, è raro trovare qualcuno esperto della normativa in questo settore, molto utile alle persone che come me vorrebbero fare le cose alla luce del sole senza avere costi insostenibili!

  47. Si, se abbinasse un secondo codice attività per l’attività artistica potrebbe gestire la vendita sul portale, e avrebbe la possibilità di scarica i costi, oltre che agire come professionista, quindi in regola con la normativa. Se poi effettuasse una vendita il compenso confluirà insieme a quello della seconda attività (al netto dei costi deducibili), a determinare il reddito imponibile su cui applicare l’imposta sostitutiva dei contribuenti minimi. In pratica dovrà tenere due contabilità distinte, una per l’attività di psicologo e l’altra per l’attività artistica, in quanto su ogni reddito imponibile dovrà versare i relativi contributi, alla cassa psicologi e all’Inps. Per le imposte dirette, entrambi i redditi, come detto, sconteranno l’imposta sostitutiva. Se ha bisogno di maggiori informazioni, mi faccia sapere, la ricontatterò via email. Grazi e a lei per essere passata dal sito, spero tornerà a trovarci.

  48. Grazie, quindi aprire con un secondo codice di attività sembra la cosa più conveniente, soprattutto in caso di basse vendite…benissimo! (non tenga conto del secondo messaggio che avevo riscritto pensando non fosse arrivato il primo) siete disponibili anche privatamente? come posso contattarvi? grazie

  49. Buongiorno, chiedo la Vs competenza perchè vorrei vendere come hobbista nei mercatini, dei prodotti alimentari (biscotti fatti in casa e torte piuttosto che qualche marmellata), a quali regole devo sottopormi essendo prodotti alimentari…è fattibile la vendita se confeziono i prodotti dentro a sacchetti trasparenti di cellophane oppure in vasi ermetici trasparenti ? Grazie, spero mi possiate aiutare

  50. Salve,
    il consiglio che posso darle è che se veramente vuole produrre e vendere prodotti alimentari, dovrebbe farlo in maniera professionale (partita Iva e iscrizione in Camera di Commercio, nella sezione artigiani). Dico questo in quanto, la normativa disciplina questa attività soltanto in maniera professionale. Il Regolamento CE 852/2004 consente la vendita di prodotti realizzati in casa, a privati o esercizi commerciali a patto che il prodotto sia confezionato ed etichettato. Tuttavia, tale attività, anche se non professionale dovrebbe essere comunque approvata dal suo Comune, attraverso al presentazione di una SCIA per attività non commerciale. Ad oggi risulta la maggior parte dei Comuni non consentano questo tipo di attività, in quanto non rispetterebbe le varie normative igienico sanitarie, che invece sono tenuti a rispettare i soggetti che operano professionalmente. Per questo motivo operare nei mercatini in questo modo la mette fuori legge, e l’unica strada praticabile attualmente è quella di operare professionalmente.

  51. buongiorno il giorno 1 maggio avrò possibilità di esporre le mie creazioni adesive e t-shirt ad un evento in luogo privato ma aperto al pubblico. siccome vorrei nel caso anche vendere qualcosina , volevo capire come posso farlo senza avere una partita iva e senza prendere multe o sanzioni in caso di controlli. si tratta di vendere oggetti di massimo euro 10 di valore. non voglio spendere cifre per permessi e aperture posizioni iva. premesso che non si tratta di una fiera hobbistica, ma di un raduno di auto sportive. e che non ci sarà un vero e proprio mercatino, se non quei 2/3 stand del settore.

  52. Salve, le consiglio di chiedere informazioni al proprio Comune per capire se le servono autocertificazioni per ottenere il tesserino di hobbista e poter esporre nei mercatini. Con quello sarà libero di vendere le sue creazioni, e non rischiare sanzioni in caso di controlli. Quando effettua una vendita rilasci una ricevuta al cliente. Naturalmente qualora l’attività diventasse continuativa la situazione cambia.

  53. Salve, io vorrei cominciare “L’attività” di hobbista….volevo capire ma se io nella creazione di un prodotto utilizzo computer, stampanti o presse (per esempio per fare magliette o quadretti di vario tipo con disegni o frasi personalizzate ovviamente non in serie), possono essere ritenuti tali prodotti idonei alla vendita in un mercatino per hobbisti?? perchè leggevo che i prodotti devono essere fatti a mano….poi altra domanda…l’hobbista non può svolgere tale attività per più di 30 giorni all’anno….ma come lo si deve dimostrare tale dato?? in caso di controlli se un hobbista avesse svolto tale attività per più tempo come lo verrebbero a scoprire?? E soprattutto a quali sanzioni andrebbe incontro, anche nel caso il guadagno sia inferiore o uguale ai famosi 5000 euro??

  54. Salve, non bisogna confondere l’attività degli hobbisti, con chi invece vuole avviare un’attività economica. L’hobbista è colui che crea oggetti con le proprie mani (piccoli manufatti), e li espone in appositi mercatini, ove è possibile arrivare a vendere i prodotti. Naturalmente l’hobbista non deve effettuare questa attività di esposizione e vendita in modo continuativo, altrimenti si effettua un’attività commerciale. La verifica viene fatta da ispettori Comunali solitamente. Per il fisco conta l’abitualità, e non la soglia dei compensi, per determinare l’obbligo di aprire partita Iva.
    I soggetti che come lei vogliono creare oggetti, con mezzi meccanici devono creare un’impresa per poter vendere i loro prodotti.

  55. Buonasera,
    vorrei sottoporvi il mio problema:
    da qualche anno realizzo gioielli in metallo (ottone) e pietre non preziose e vorrei venderle online. Non riesco a capire se l’aprire una partita iva e relative autorizzazioni sia direttamente connessa all’obbligo di avere un laboratorio / sede anch’esso provviso di eventuali autorizzazioni. Ovvero: se io nel mio garage realizzo i miei gioielli e decido di aprire una p. iva, ricevo automaticamente controlli inerenti al locale di lavorazione?
    Inoltre ho già avuto una partita iva, chiusa il settembre scorso, per la mia attività principale (geometra) e vorrei sapere se questo è in contrasto con la possibilità di avvalersi del regime forfetario.
    Grazie mille per la vostra disponibilità!

  56. Ultimo dubbio: voi consigliate di mettere in vetrina le proprie creazioni sui marketplace come per esempio Etsy rispettando tutte le regole degli hobbysti, ma non mi è chiaro come si possa farlo nel momento in cui se io metto i miei prodotti su etsy sono praticamente costretta ad inserire un prezzo.
    Grazie!

  57. Salve, partiamo dal presupposto che l’hobbista non è colui che produce per vendere, ma è il soggetto che produce oggetti per suo diletto e che saltuariamente, può trovarsi anche di fronte ad una vendita. Il soggetto che produce oggetti e li rivende a terzi è l’artigiano. Questa premessa è fondamentale per capire come è regolata la disciplina degli hobbisti. Naturalmente se lei produce gioielli in ottone e vuole venderli deve inquadrarsi fiscalmente come un artigiano, il che vuol dire partita Iva, gestione previdenziale Inps, e autorizzazioni per il laboratorio. Altrimenti le cose che produce potrebbe venderle solo occasionalmente, il che vuol dire senza pubblicizzarsi in qualsiasi forma. Se lei ha chiuso da poco la partita Iva e adesso la riapre per l’Agenzia delle Entrate è come se la partita Iva non fosse mai stata chiusa e quindi ripartirebbe dal regime fiscale che aveva in precedenza.

  58. Per quanto riguarda i marketplace, l’hobbista come qualsiasi altro cittadino privato ha facolta di utilizzare questi portali per vendere un bene, ma deve essere chiaramente un’attività occasionale e non ripetitiva. Metto in vendita un oggetto una volta, ma non posso mettere in vendita tutti gli oggetti che produco manualmente, altrimenti si configura un’attività commerciale non correttamente dichiarata. Se io espongo i prezzi sul mio sito internet dove espongo i miei prodotti sicuramente esercito un attività commerciale abituale, per quello devo operare con partita Iva. Sui marketplace, come qualsiasi soggetto privato posso provare a vendere un oggetto, ma se l’attività di vendita è continuativa o di fari oggetti diversi, allora anche in questo caso si configura un’attività commerciale, da esercitare con partita Iva. Spero di aver chiarito il suo dubbio.

  59. Buongiorno
    le chiedo delucidazioni su questo argomento: realizzo bomboniere per amici e parenti, acquistando i confetti in negozio e creando la confezione. Faccio mercatini per hobbisti (con regolare tesserino) con soprattutto bigiotteria e vorrei iniziare a portare anche alcuni esempi di bomboniere che poi realizzerei solo su ordinazione. Lo posso fare? Come mi devo comportare per la questione delle normative igienico-sanitarie?
    Grazie mille

  60. Salve, questa attività proprio peechè ha anche a che fare con normative igienico-sanitarie, non può svolgerla come hobbista, ma deve avviare un’attività commerciale. Nel momento in cui lei accetta un ordinazione non è più un hobbista ma un artigiano che produce e vende, quindi deve sottostare alla normativa fiscale per gli artigiani. Solo in questo modo potrebbe essere in regola con tutte le normative.

  61. Salve, sono arrivata al suo sito grazie al post scritto su Briciole e Puntini e vorrei porle alcune domande per chiarire alcuni miei dubbi.
    Premessa: sono disoccupata e non trovo lavoro da anni, visto che so usare l’uncinetto vorrei provare a vendere le borse che realizzo.
    La mia idea è quella di aprire uno shop online sulla piattaforma Etsy, dove ogni articolo rimane “in vetrina” per 3 mesi.
    Le domande a questo punto sono molteplici:
    1- Se ogni tanto mettessi in pausa lo shop su Etsy, ed esempio ogni 2 settimane, verrebbe considerata comunque come attività commerciale continuativa? (quando il negozio viene messo in pausa tutti gli articoli non sono più visibili e non è possibile ricevere ordini)

    2- Quando può costare, indicativamente, la partiva IVA annuale di un artigiano?

    3- Se aprissi partiva IVA, visto che probabilmente venderò pochissimo almeno nei primi tempi, è strettamente necessario rivolgersi ad un commercialista o posso gestire le cose da sola? Ho fatto alcune ricerche online al riguardo e ho letto che per un artigiano si può arrivare a migliaia e migliaia di euro annui per il commercialista e io non potrei assolutamente permettermelo.

    Vorrei aprire partiva IVA, ma non vorrei fare il passo più lungo della gamba.

  62. Salve e benvenuta su Fiscomania.com, capisco benissimo le sue perplessità e le dico subito che sono le stesse che ogni soggetto che vuole avviare una propria attività si pone. In questo è fondamentale la consulenza di un Commercialista, proprio per evitare che possa fare il passo più lungo della gamba, sia riguardo all’apertura della partita Iva, sia riguardo alla sua gestione annua, per quanto riguarda tutti gli adempimenti fiscali annui.
    Mi sembra di capire che la sua attività al momento non sia ancora partita, il consiglio che posso darle è quello di provare ad aprire la sua pagina di Etsy magari con qualche sua creazione che crede possa avere maggiore successo, magari per i primi tre mesi e vedere un attimo come va. Per le vendite che riscontrerà potrà utilizzare un modello di ricevuta per vendita occasionale. In questo modo potrà verificare se e come potrà essere l’attività di vendita vera e propria, da gestire con partita Iva. Nel momento in cui l’attività di vendita inizia ad essere continuativa, è necessario aprire partita Iva, e in questo le consiglio, se non lo ha già fatto di verificare se ha i requisiti per adottare il regime forfettario (qui il link al nostro articolo). Si tratta di un regime fiscale molto vantaggioso, e con pochissimi adempimenti fiscali, quindi anche il costo del Commercialista è minimo. Il fatto che più ostacola i piccoli commercianti come lei è però la gestione previdenziale, che ordinariamente prevede il versamento di circa €. 3.600 annue di contributi fissi (a prescindere dal fatturato). Con il regime forfettario è tuttavia possibile ridurre tali contributi del 35%. Una bella agevolazione. Se vuole avere maggiori informazioni la ricontattiamo via email.

  63. Salve , sono un ceramista a tempo perso,quindi non professionista , sono senza p.iva e vorrei
    partecipare ai mercatini per hobbysti e creativi del proprio ingegno, ma vorrei farlo senza rischiare
    multe o problemi fiscali , sto girando tutti i siti per le normative del caso e devo dire che c’è una
    confusione incredibile, la prima domanda che le vorrei fare, ma l’hobbista e il creativo o handmade
    o artigiano per diletto, non sono due cose diverse??
    ho trovato commercialisti che dicono che l’hobbista è quello che vende le cose usate e spesso
    dicono che deve dichiarare l’elenco delle merci esposte e anche la provenienza, e possedere
    il tesserino rilasciato dal comune, tesserino che è escluso per chi espone e vende opere del proprio
    ingegno o l’handmade come detto sopra.
    per la documentazione da esibire per l’opi c’è l’autocertificazione che non è da consegnare al comune
    ma solo da esibire alle autorità in caso di controllo, l’autocertificazione è nata proprio per sburocratizzare
    le pratiche e in ultimo i suoi colleghi escludono l’obbligo della ricevuta ne tantomeno l’apposizione della
    marca da 2 euro se non per importi superiori a 77, qualcosa euro , anche perchè mi sembrerebbe
    inverosimile che uno venda una cosetta da 3-4 euro e debba metterci una marca da due euro.
    in giro ci sono tanti moduli per l’autocertificazione,in uno di questi ho trovato questi articoli di legge
    lei che ne pensa???

    “Consapevole che le dichiarazioni mendaci, la falsità negli atti e l’uso di atti falsi sono puniti ai sensi
    del Codice penale e delle leggi speciali in materia, dichiara: di esporre e vendere oggetti di propria
    creazione, intesi come opere dell’ingegno creativo, senza necessità di autorizzazione amministrativa ai sensi
    dell’art. 4 comma II lettera H del D.L. 31-03-1998 nr. 114 e ai sensi dell’art. 1 comma II del decreto
    ministeriale 21-12-1992 per le categorie non soggette all’obbligo di documentazione disposto dall’art. 12
    comma I legge 30- 12-1991 nr. 413 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 22-12-1992 nr. 300 riguardante
    l’esonero dall’obbligo di rilascio di ricevuta fiscale.”

    dopo aver acquisito tante informazioni e fattomi un’idea ,leggendo tutte le sue risposte sono ripiombato
    nell’incertezza totale, la prego mi chiarisca il tutto.

    la ringrazio in anticipo e la saluto

    gennaro

  64. Salve, mi sembrava di aver già chiarito gli aspetti legati alla ricevuta, ma forse è necessario ribadire ancora questo aspetto. La dichiarazione che ha trovato è una sorta di autocertificazione che lei è un hobbista, ovvero un soggetto che non esercita attività commerciale o artigianale, ma che espone oggetti realizzati con il proprio ingegno creativo. Gli hobbisti, come qualsiasi soggetto privato non hanno obbligo di rilasciare la ricevuta fiscale quando riescono a vendere un oggetto, ma tuttavia, a mio personale parere, il rilascio della ricevuta è opportuno per due motivi: si fa capire chiaramente che l’attività è occasionale, e se ne rilascia un documento (la ricevuta), che lo attesta, e secondo per poter avere traccia di tutti i compensi percepiti dalla vendita, che dovranno essere tassati. Rilasciare la ricevuta non è obbligatorio, ma a mio avviso è opportuno.

  65. Salve..in primis complimenti per il sito, i consigli e le informazioni che pubblicate.
    Vorrei richiedervi alcune delucidazioni riguardo alla categoria Hobbista. Mi pare di aver capito che si appartiene alla categoria solo con la produzione di oggetti artistici o bigiotteria, mentre per oggetti di altra natura no??!!!
    Ovvero, prodotti che includono componenti di vario genere, acquistati separatamente e assemblati nel proprio artigianato, non possono essere venduti dal hobbista????
    Ho realizzato una specie di mini torcia, con led e batteria acquistati a parte, mentre tutto il resto è da me costruito.. posso venderle come hobbista ?? in caso contrario come dovrei comportarmi?
    Tale prodotto o anche quelli di artigianato artistico necessitano di marcatura CE o altre prescrizioni segnalate sulla confezione o fogiletto illustrativo??
    Attendo vostre notizie e porgo cordiali saluti.

  66. Salve e grazie, l’hobbista è colui che produce qualcosa prevalentemente utilizzando il proprio ingegno. Anche nel suo caso può vendere questo oggetto come hobbista. Se il suo obiettivo è quello di vendere l’oggetto al pubblico in maniera continuativa, quello che deve fare e operare come artigiano, e avere tutte le necessarie autorizzazioni e certificazioni. Per il momento fino a quando l’attività di vendita sarà sporadica, può farlo tranquillamente come hobbista.

  67. Salve, vivo in un paese in provincia di Brescia. Realizzo degli oggetti che vorrei vendere e, non potendo aprire la partita iva, vorrei venderli in mercatini per hobbisti. Ho così chiesto info riguardanti il tesserino dell’hobbista al mio comune ma la risposta che ho ricevuto è che “al momento non è previsto, in regione Lombardia, il rilascio del tesserino (come avviene per esempio in Emilia Romagna) per l’esercizio dell’attività di Hobbista e l’attività di vendita è riservata ai commercianti. Gli Hobbisti dal punto di vista giuridico/commerciale, ad oggi, non esistono nell’ordinamento. L’hobbista ha un Hobby, un passatempo. Alcune regioni come detto, visto la vastità del fenomeno, si stanno muovendo. La regione Lombardia ha allo studio una legge, non ancora promulgata per disciplinare la materia”.
    C’è una soluzione?
    Grazie
    Distinti saluti

  68. Salve, non esiste una disciplina nazionale per quanto riguarda gli hobbisti, in quanto sono le Regioni, di concerto con i Comuni che decidono di regolamentare specificatamente la materia, come hanno fatto alcune regioni che hanno previsto l’apposito tesserino. La soluzione è quella di affidarsi alle varie associazioni di hobbisti e seguire assieme a loro l’evolversi della situazione.

  69. La ringrazio molto per la risposta.
    Credo seguirò il suo consiglio di aprire una pagina su Etsy per qualche mese e vedere come va.
    Avrei un’altra domanda: ho un blog (su piattaforma Blogger) dove parlo di vari argomenti ma soprattutto delle mie creazioni. Se aprissi una pagina nel mio blog, chiamata ad esempio “le mie creazioni in vendita” con le foto delle mie creazioni senza alcun prezzo, e in fondo alla pagina scrivessi “per informazioni, acquisti o commissioni scrivetemi a [lamiaemail]” sarai in regola come hobbista?

  70. Sul blog non dovrebbe esserci alcun riferimento alla vendita degli oggetti, quindi toglierei esplicitamente la parola acquisto, lasciando un più generico scrivetemi se siete interessati. Per quanto riguarda la vendita sulla piattaforma mi auguro che possa ottenere il successo che merita. Se avesse bisogno di stimare meglio il volume di vendita che le consente di sostenere i costi di una partita Iva, mi faccia sapere.

  71. Salve una domanda da cui non riesco a capire , se invece di produrre qualcosa da me compro in quantita moderata un prodotto e lo rivendo occasionalmente non superando i 5000 euro l anno avrei bisogno di aprire una partita iva o no ? grazie

  72. Salve, se lei acquista e rivende prodotti, anche occasionalmente, è configurabile come commerciante, e come tutti i commercianti deve aprire partita Iva, obbligatoriamente, oltre all’iscrizione in Camera di Commercio e al versamento dei contributi Inps. Questo è quanto prevede la normativa fiscale.

  73. Salve, a breve parteciperò al mio primo mercatino per hobbysti tramite la proloco. Mi hanno detto che non è necessario il tesserino e che non dovrò rilasciare obbligatoriamente la ricevuta non fiscale. Ma quello che proprio non sanno dirmi è se POSSO esporre accanto alle mie creazioni il prezzo di vendita. Aiutatemi Voi per favore, non vorrei incorrere in sanzioni. Grazie

  74. Salve, se inserisce i prezzi di vendita si presuppone che lei sia un commerciante, e non un hobbista. Il prezzo di vendita non può essere indicato, a meno che lei non voglia avviare un’attività artigianale.

  75. Salve,
    vorrei un informazione, sono un hobbista e vorrei vendere una mia creazione nel regno unito ad una portale che successivamente rivenderà la mia creazione, come devo comportarmi?vorrei sapere se innanzitutto posso e se si, come posso farmi pagare e quale è la mia posizione nei confronti del fisco.
    grazie.

  76. Salve, se questa è una attività solo episodica che non si ripeterà in futuro le baserà rilasciare una ricevuta per il compenso che riceve. Poi inserirà il compenso percepito in dichiarazione dei redditi.

  77. Salve
    la ringrazio molto per la rapidità della risposta, cortesemente le chiedo ma se io se volessi continuare a vendere saltuariamente nel regno unito, come dovrei comportarmi, cosa cambierebbe?e con quale sistema posso farmi pagare?
    grazie

  78. Se l’attività continua dovrà aprire partita Iva e fatturare la prestazione. Se rispetta i requisiti potrebbe aderire al regime agevolato per chi apre partita Iva (“regime forfettario”). Per il pagamento può scegliere quello che vuole, ma sono opportuni mezzi tracciabili come bonifico o Paypal. Se ha bisogno di una consulenza più approfondita la contatto in privato.

  79. Buonasera, forse ad un quesito simile al mio è già stata data una risposta, ma provo gentilmente a proporlo.
    Possiedo come molte persone l’hobby di dipingere, e non nascondo che mi piacerebbe vendere online anche qualche mio lavoro. Ovviamente non possiedo partita iva, ne ho in prospettiva di aprirla, dato che le mie velleità artistiche e commerciali sono limitate. Mi chiedevo però, visto che ho scoperto molti siti online, spesso stranieri, specializzati in promozione e vendita di opere pittoriche, o comunque attinenti all’arte visiva, se nel caso mi iscrivessi e oltre a tenere un profilo, lasciassi necessariamente proporre al sito, come avviene di prassi, alcuni miei lavori con indicato il prezzo, se in quel caso rientrassi automaticamente nella categoria dei venditori, continuativi anche se per delega. Associata a questa domanda però sorge in me un altra questione, e cioè se invece che online, esponessi in una galleria, una volta sola all’anno, per un periodo poniamo di 15 giorni circa, e dovessi anche vendere qualcosa, pur rimanendo sotto la soglia dei 5000 euro annui, rientrerei in quale categoria? In attesa di una vostra gentile risposta, vi porgo i miei cordiali saluti.

  80. Salve, come già accennato in precedenza se si espongono le proprie creazioni in un portale Web per periodi continuativi, si presuppone che si stia svolgendo un’attività di tipo artigianale o commerciale, da esercitare con partita Iva. Attività di esposizione su portali Web prolungata comporta la presunzione di una attività che non può essere definita come occasionale. Di tutt’altro avviso può essere l’esposizione per qualche giorno all’anno in una mostra, in questo caso potrebbe essere considerata un’attività occasionale, che potrebbe essere gestita con una ricevuta qualora vi fosse una vendita. Naturalmente questo vale se l’esposizione è di qualche giorno all’anno, se invece si partecipa a varie esposizioni all’anno in diverse mostre, allora anche in questo caso siamo di fronte ad una attività abituale.

  81. Grazie davvero per il chiarimento, quello però che ancora non ho chiaro è questo : se dovessi aprire un mio sito, e mettessi ovviamente esposte a titolo esemplificativo, alcune mie opere senza nessun indicazione di prezzo, potrebbe il numero delle opere esposte rappresentare di per se un criterio per farmi rientrare nella categoria dei lavori continuativi? Insomma vi è il buon senso nel porre il numero delle immagini esposte, per non apparire un potenziale sito di rimando ad un attività continuativa? E l’altra cosa decisiva che non sono riuscita a capire dalle risposte che avete dato ad altri utenti è quella riguardante i tempi dell’esposizione online nel proprio sito di una medesima opera. In buona sostanza se il sito non espone prezzi, ma solo un eventuale contatto mail, la permanenza prolungata, per tempi indefiniti di una, tutte, o più opere nelle pagine del sito, farebbe scattare la valutazione che interviene nel caso dei siti di e commerce o insomma nei portali, generici o specialisti che siano? e vi è da fare differenza tra proprio sito e sito ospitante sempre non finalizzato alla vendita?) Ancora grazie per la cortese disponibilità.

  82. Salve, se lei apre un suo sito ove non ci sono indicazioni legate alla vendita delle sue opere non si tratta di sito commerciale, ma semplicemente di una vetrina. Naturalmente non dovrà essere fatto cenno al fatto che le opere sono in vendita non dovrà essere esposto un prezzo di vendita o l’esplicita indicazione di contatto per avere informazioni sulla vendita. Insomma, deve trattarsi di una semplice esposizione. In questo modo non ci saranno possibilità che vi sia un’attività commerciale dietro al sito. Il numero delle opere esposte non può da solo essere preso a riferimento per una attività commerciale del sito. I siti di e-commerce sono regolati da una apposita disciplina, partecipare a questi siti espone il soggetto all’esercizio automatico di attività commerciale. Pubblicare un proprio sito senza alcun rimando ad attività commerciale è lecito, e si possono lasciare pubblicate le foto senza limiti di tempo. A patto di non dare riferimenti commerciali.

  83. Buongiorno,
    Ho letto tute le vostre spiegazioni ma una cosa non mi è chiarissima. Mi piacerebbe vendere dei miei quadri su etsy e ho letto nel sito che per vendere devo aprire con loro un negozio e che i miei quadri resterebbero esposti per massimo quattro mesi o fino a vendita. Non ho mai venduto e quindi sarebbe un esperimento, motivo per cui non voglio aprire una partita iva non sapendo se può funzionare. Ammettendo che io non venda più di 5 000 euro l’anno, posso farlo senza partita iva o devo aprirla?

  84. Salve, non si deve guardare tanto alla soglia di ricavi percepita ma all’abitualità della prestazione. Lasciare un quadro esposto per molti mesi su un portale dedicato alle vendite induce che la sua attività sia abituale e quindi da esercitare con partita Iva. Naturalmente può iniziare con questo “esperimento”, per i 4 mesi, e se dovesse vendere il quadro può rilasciare all’acquirente una semplice ricevuta. Tuttavia, se dovesse proseguire nel tempo, è opportuno pensare seriamente ad aprire partita Iva. Se ha bisogno di maggiori informazioni, anche solo farsi un’idea dei costi di una partita Iva, mi faccia sapere.

  85. Grazie mille per la sua risposta. Era proprio ciò che volevo sapere, cioè se per cominciare con pochi pezzi e per poco tempo potevo fare senza partita iva. Nel caso poi la cosa funzioni e da esperimento passi a mettere altri quadri in vendita per altro tempo penserò di fare diversamente. In tal caso le chiederò i costi. Solo una precisazione, le ricevute che dovrei rilasciare sono quei blocchetti da compilare a mano che si vedono adoperare nei mercati?

  86. Buongiorno, nel mese di maggio, avendo perso il lavoro, ho iniziato a partecipare ad alcuni mercatini come hobbista nei paesi limitrofi al mio, esponendo piccole creazioni in fimo (orecchini, anelli, portachiavi, cindoli ecc.). Ora vado a raccogliere fragole e spesso mi vengono regalate quelle piccole, ho iniziato a fare la marmellata di fragole e, visto che a chi l’ho regalata è piaciuta tantissimo, pensavo di provare a venderla. Quando espongo le mie creazioni in fimo posso anche vendere le mie marmellate oppure ho bisogno di permessi particolari? I miei mercatini sono molto saltuari da inizio maggio ad oggi ne ho fatti 4. In attesa di una sua gradita risposta porgo distinti saluti

  87. Salve, non le consiglio la vendita di prodotti alimentari come hobbista. La vendita di alimenti in ambito artigianale e commerciale ha delle precise regole da rispettare. Molti Comuni chiedono il rispetto di alcuni requisiti per la vendita, come la partecipazioni a corsi di Haccp, o altro. Le consiglio, per sicurezza di contattare il Suap del suo Comune. Per quanto riguarda le altre vendite può continuare ad emettere ricevuta.

  88. Buongiorno, ho un locale a Milano catastato a10 ma acquistato come privato in cui svolgo la mia attività professionale. Per Natale vorrei organizzare all’interno del locale un mercatino per:
    – hobbisti che rilasceranno le loro ricevute e prenderanno i soldi dagli oggetti venduti
    – un banco di lavori fatti a mano sempre da hobbisti i cui ricavati andranno in beneficienza a una onlus

    io non riceverò soldi ma metto a disposizione lo spazio come privato.
    Burocraticamente come devo muovermi?

  89. Da un punto di vista amministrativo se l’immobile è privato non deve chiedere nessuna autorizzazione, tranne eventuali regolamenti condominiali. Per quanto riguarda la vendita chiederei al Suap del suo Comune, perché quell’immobile da loro non è individuato tra quelli che fanno attività di vendita al minuto.

  90. Salve,
    avrei una domanda da fare riguardo a questo argomento.
    Ho un negozio in cui vendo oggetti di vari artigiani locali, a breve aprirò uno shop online e vorrei far firmare una dichiarazione da parte dei suddetti artigiani in cui danno il consenso alla vendere online – non so se c’è una legge vigente in questi casi!-, in modo da essere coperta in caso di ripensamenti ecc..
    Grazie mille,
    Guia

  91. Buonasera, avrei una domanda banale sui marketplace : la ricevuta non fiscale va fatta? O vale semplicemente come ricevuta la documentazione di avvenuta vendita online? Io vorrei vendere dei prodotti digitali (immagini stampabili), quindi non esiste spedizione “fisica” di oggetti a cui allegare eventuale ricevuta non fiscale. Grazie, cordiali saluti.

  92. Salve, non è obbligatorio il rilascio della ricevuta in questo caso. Tuttavia, emettere comunque la ricevuta aiuta a rendicontare la situazione delle vendite avvenute nell’anno, ai fini della compilazione della dichiarazione dei redditi.

  93. Buonasera, avrei una domanda sui marketplace. Sono un creativo SENZA PARTITA IVA e vorrei vendere qualcosa su Etsy e simili. E’ sufficiente/obbligatorio allegare la ricevuta non fiscale alle spedizioni? inoltre, è possibile vendere ovunque, vorrei potere vendere negli USA, o ci sono limitazioni? e nel caso sia possibile, quali documenti di viaggio o doganali sono necessari?

  94. Salve, la ricevuta si allega solo se l’acquirente la richiede. Vendere all’estero, non è tipico di un hobbista, ma di un commerciante. Nel caso aprire partita Iva diventa indispensabile. Una volta aperta partita Iva dovrà essere compilato il DDT, da allegare alle merci che andrà a spedire.

  95. Salve, ho un e-commerce in cui metto in vendita alcuni prodotti (non tutti) realizzati da artigiani senza partita iva, tramite vendita occasionale. Loro mi cedono alcune loro creazioni in conto vendita, concordando un prezzo ed io li metto sul mio sito. Sul mio e-commerce ho anche prodotti realizzati da artigiani e commercianti regolarmente inquadrati a livello fiscale. In caso di controlli io, essendo titolare del sito web regolarmente iscritto alla camera di commercio, rischio qualcosa per la vendita di quei prodotti realizzati da chi non ha partita iva?

  96. Salve, per i prodotti realizzati da hobbisti e messi in vendita sul suo sito lei è in regola se ha un contratto di conto vendita firmato, oppure se li ha acquistati direttamente deve farsi rilasciare una ricevuta per l’acquisto.

  97. salve,
    un sito web vetrina senza prezzi implica una vera occasionalità nella vendita, qualora non ci siano prezzi né venga menzionata la vendita, rispetto ad una vetrina su un marketplace dove effettivamente si vende continuamente? lo chiedo perché io creo oggetti ma non ho mai venduto nulla, nel caso dovessi vendere dubito fortemente di raggiungere un giro di affari tale da giustificare una partita iva, anzi, fallirei prima di incominciare
    per dire un sito dove dico sono pinco pallino e ho la passione per creare questo tipo di oggetto, con foto, descrizioni ecc, sono libero di farlo in un’ottica di sito personale e stop? se qualcuno è interessato mi contatta privatamente e a quel punto è realmente una transazione occasionale tra privati, mi conferma?
    grazie

  98. Confermo quando dice, ma tenga presente che non c’è un limite minimo di reddito per aprire una partita Iva, il solo esporre prezzi di vendita in un sito o la sola predisposizione del soggetto alla vendita sono considerate attività che richiedono partita Iva, a prescindere dal volume dei compensi annui raggiunti.

  99. la ringrazio per la risposta
    mi pareva di aver letto che una partita iva che non fattura viene chiusa d’ufficio o considerata perfino falsa perchè viene dato per scontato che non sia possibile non avere introiti e si viene considerati evasori, è vera questa cosa?
    lei consiglia di aprire subito la partita iva o di aspettare di avere un bacino di clienti effettivamente interessati e un minimo giro di affari?
    grazie

  100. Se deve aprire partita Iva adesso per fatturare una prestazione all’anno, direi di no. Ma nel momento in cui vede che si tra creando qualche vendita, direi di si. Se la partita Iva è inattiva per qualche anno conviene chiudere, ma non ci sono problemi, o costi particolari da sostenere.

  101. Salve
    posso essere considerata operatrice dell’ingegno se assemblo varie parti di prodotti acquistati separatamente? In particolare costruisco profumatori per la casa con saponette profumate (che acquisto da un’azienda artigianale) e piccoli oggetti in legno, stoffa, metallo talvolta fatti direttamente da me, talvolta acquistati, e altri elementi decorativi vari (nastri, fiocchi, perle ecc). Io penso di sì perchè anche chi vende maglioni fatti a mano, compra il filo di lana. Vorrei avere però una sua conferma.
    Inoltre, io so fare il sapone “in casa”, ma in base alle informazioni da me raccolte, non posso venderlo ai mercatini perchè è necessario avere un laboratorio specifico che rispetti le norme di legge previste per la produzione dei cosmetici.
    Queste informazioni corrispondono al vero?
    La ringrazio

  102. Questa è un’attività artigianale, allo stesso modo di chi fa maglioni di lana. Sono tutte attività artiginali, che fino a quando sono fatte in modo non abituale e senza vendita a terzi sono attività tipiche degli hobbisti. Quando invece l’hobbista vende abitualmente a terzi diventa a tutti gli effetti un artigiano, con tutti gli adempimenti del caso da effettuare.
    Per quanto riguarda i saponi e tutti gli elaborati che richiedono preparazioni specifiche è necessario rispettare la normativa in materia. Stessa cosa, per chi vuole vendere prodotti alimentari.

  103. La ringrazio per la sollecitudine con la quale ha risposto.
    Io svolgo questa attività in modo del tutto saltuario ma non ho ben chiaro cosa significa “senza vendita a terzi”, visto che appunto vendo le mie produzioni nei mercatini.
    Può chiarirmi?

  104. Buongiorno
    sono un’operatrice dell’ingegno e durante un mercatino in una cittadina non ho rilasciato una ricevuta (non fiscale) per una banale dimenticanza. In quel momento era presente la finanza che mi ha fatto un verbale per mancato rilascio di scontrino fiscale. A nulla è valso mostrare l’autocertificazione degli operatori dell’ingegno che porto sempre con me, hanno anche sostenuto che questa non mi esonerava dall’avere la partita iva!. Comunque, come di prassi, il verbale verrà esaminato dall’agenzia delle entrate che entro tre mesi deciderà se dovrò pagare la sanzione o no.
    Ho fatto mettere a verbale le mie dichiarazioni, ma nel caso mi venga contestata mi può dare consigli su un eventuale ricorso (visto che pare non ci sia un obbligo stretto di rilasciare la ricevuta) e a quanto eventualmente ammonta la sanzione?
    Grazie

  105. Un hobbista può certamente vendere nei mercatini, ma quando l’attività diventa abitudinaria e continuativa, a quel punto l’hobbista diventa artigiano. Questo significa che l’attività di mera creazione di oggetti, ed eventualmente di vendita, si trasforma in attività volta esclusivamente alla vendita, quindi sa esercitare con partita Iva.

  106. La sanzione a cui va incontro è quella del 100% dell’imposta evasa (Iva), con un minimo di €. 500. Non so dirle se l’Agenzia le erogherà la sanzione ma bisogna prestare attenzione e rilasciare sempre la ricevuta quando si vende, anche come hobbisti.

  107. Buongiorno, provo ad esporre la mia situazione.
    Sono hobbista dedicandomi a produrre saltuariamente e a vendere (ancora più saltuariamente!) oggetti in ceramica completamente realizzati da me. Mi capita ora di avere possibilità di fare una breve esposizione (7gg) in un negozio di parrucchiera, che in occasione del proprio compleanno voleva organizzare una mostra dei miei oggetti. Ora qui nasce il problema perché il comune di competenza ha detto che questa cosa NON si può fare se non in presenza di partita Iva per poi redigere una SCIA. La mia è, ripeto, attività sporadica e sicuramente non professionale, ma ovviamente la titolare dell’attività si è “spaventata” delle incombenze, pur avendo già fatto cose del genere, perché nessuno le aveva detto che non era possibile farlo.
    A me sembra una cosa veramente assurda che non si possa assolutamente fare una cosa del genere, che darebbe lustro all’attività e una piccola vetrina al sottoscritto, ma se devo creare problemi non se ne farà nulla. Cosa mi potete dire a riguardo?
    Grazie anticipatamente.

  108. Che purtroppo gli hobbisti possono esporre in mercatini regolamentati ed autorizzati, altrimenti effettuano, come in questo caso un’attività commerciale. E’ il comune che in questi casi effettua i controlli, quindi se il Comune volesse, in ogni caso potrebbe farle delle sanzioni.

  109. Ma se io lasciassi il materiale in conto vendita al negozio? Mi pare di aver letto qui sul sito, che gli hobbisti possono farlo, salvo poi rilasciare eventuale ricevuta alla fine del periodo se sono stati venduti oggetti, altrimenti ci sarò la restituzione. Mi pare che così potrebbe essere regolare, o no?

  110. Da un punto di vista civilistico si, ma se il Comune prevede che gli hobbisti debbano comunque presentare una Scia, c’è poco da fare. Può essere una soluzione, ma non le garantisco che in questo caso possa funzionare.

  111. Buongiorno,
    innanzitutto Vi ringrazio per le informazioni che fornite, veramente utilissime. Vi pongo anch’io 2 quesiti:
    1) Se in un anno io emettessi solo una manciata di ricevute non fiscali (faccio solo 2 mercatini), e l’anno successivo non le inserissi nella dichiarazione dei redditi (che io compilo essendo lavoratore dipendente), a cosa potrei andare incontro? Che tipo di controlli incrociati potrebbero fare gli organi di controllo?
    2) Per quanto riguarda l’atto di notorietà, basta la mia firma e basta? Ho letto in giro che, per poter essere valido, dovrebbe essere vidimato/protocollato dal comune. In caso affermativo, dovrei farlo vidimare al mio comune di residenza o, di volta in volta, dovrei portarlo al comune in cui si effettua il mercatino?
    Grazie e buona giornata,
    Elisa

  112. 1) Non ci sono controlli incrociati se le ricevute non sono fatte a privati. Quello a cui potrebbe andare incontro è un accertamento e l’applicazione di sanzioni dal 100% al 200% dell’imposta dovuta e non versata su quelle ricevute.
    2) Ogni Comune prevede regole proprie, quindi se fa mercatini in vari Comuni deve avere un atto di notorietà valido per ognuno di quei Comuni. L’atto dovrebbe essere vistato dal Comune.

  113. Buongiorno,
    Ho letto con attenzione il post e i diversi commenti, tutti molto utili ma mi sorge un dubbio.
    Stasera per la prima volta lascerò le mie creazioni in conto vendita in un temporary shop. Ho preparato il contratto usando un fac simile trovato su internet. Chiedo come dovranno comportarsi queste persone quando “venderanno” i miei articoli: dovranno emettere una ricevuta non fiscale? Se si posso preparare io stessa delle.ricevute cartacee su carta semplice (anche se mi sorge il problema di mantenere una copia per me) o devo comprare un blocchetto (se esiste). Inoltre, io ormai creo da diversi anni e vendo qualcosina anche se sporadicamente. Ho da poco aperto uno shop su Etsy che se ho capito bene é il caso che io chiuda fino a quando non sarò in regola con la normativa.a questo punto, poiché vorrei far crescere la mia attività le chiedo qual é il regime fiscale più conveniente per pagare meno tasse e pochi contributi che solitamente sono fissi anche in caso di zero vendite (giusto?) La ringrazio in anticipo

  114. Buona sera.

    La “dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà” ( simile a questa comune.mottavisconti.mi.it/download/documenti/autocert_hobbisti.pdf) che gli operatori dell’ingegno e gli hobbisti si portano con sè in caso di controlli da parte della Finanza, deve essere necessariamente timbrata dal comune di residenza?

    Ho vari amici che hanno una dichiarazione timbrata e con addirittura marca da bollo da 16 euro, però il mio comune si rifiuta di apporre il timbro sulla mia…

    Se tale timbro fosse obbligatorio, che riferimenti legislativi devo citare al funzionario del Comune per esigere tale timbro?

    Grazie mille.

    mass

  115. Non ci sono normative cogenti in ambito nazionale, ogni Comune fa e disfa tutto come vuole. In regola si, l’autocertificazione deve essere vistata dal Comune, ma se il suo Comune non lo prevede, evidentemente ha stabilito regole diverse. Si faccia indicare da loro, in base a quale norma è previsto questo.

  116. salve nel tempo libero realizzo quadri a mosaico. Vorrei venderne qualcuno (anche per rifarmi delle spese) rimanendo nell’ambito delle vendite occasionali. Ho letto con molta attenzione questo interessante forum e tuttavia mi sono rimasti dei dubbi. Se per ipotesi provo a vendere ogni anno 1-2 quadri su subito o su altre piattaforme simili senza mettere il prezzo e lasciandoli esposti che ne so per max 1-2 mesi magari un paio di volte all’anno posso rientrare nell’ambito delle vendite occasionali oppure potrei essere individuato come un venditore abituale?..o si possono esporre per max 30 giorni all’anno richiamando la normativa biagi sulle prestazioni occasionali?…e in caso di vendita online sarebbe necessaria anche l’autocertificazione (quella da fare per vendere nei mercatini reali)?….se non ho capito male posso tranquillamente esporre i miei lavori sulla mia pagina facebook purché non faccia alcun riferimento alla vendita e senza ovviamente metterci dei prezzi

  117. La cosa migliore per restare senza problemi come hobbista è esporre su fb senza mettere i prezzi. In tutti gli altri modi, se l’attività dura nel tempo (i 30gg non esistono più), rischia di vedersi contestare il mancato esercizio abituale dell’attività.

  118. Buongiorno fiscomania,
    sono un hobbysta, realizzo bigiotteria fatta a mano. Vorrei iniziare a vendere online come venditore occasionale le mie creazioni appoggiandomi nei vari siti dedicati all’artigianato. Fino ad oggi ho realizzato gioielli con materiali di riciclo e metalli poveri. Mi piacerebbe utilizzare anche argento per le mie creazioni. Posso farlo sempre come hobbysta?
    Grazie,
    Marcello

  119. Salve Marcello, se vuole vendere sui vari siti in modo continuativo non può farlo come hobbista, ma come artigiano, quindi con partita Iva. Per utilizzare metalli preziosi, come l’argento è necessario rispettare una normativa particolare, quindi è necessario essere dotati di partita Iva per poterlo fare.

  120. Gentili redattori di Fiscomania,
    Vorrei porvi un mio dubbio. Sono il proprietario di un bar e pago normalmente ogni anno l’affitto del suo pubblico per il mantenimento permanente di una piazza di tavoli.

    Per dare vita ad un clima più festoso ed anche per attirare un pò di gente, mi piacerebbe ospitare in questo spazio, anche in modo gratuito, delle bancarelle con prodotti di hobbysti. Ovviamente non chiederei soldi nè percentuale alle varie bancarelle. E’ una cosa che posso fare? Ci sono obblighi particolari?

  121. buonasera, ho una partita iva in regime dei minimi, come educatrice cinofila.
    Ho trovato un sito estero dal quale acquisto materiale per fare i guinzagli ed ho iniziato a farli per i miei cani.
    vorrei sapere se posso aprire una pagina facebook per reclamizzarli senza indicare i prezzi e mettermi a venderli su ebay, senza rientrare nel commercio.
    grazie

  122. Esporre prezzi su pagine fb o aprire una pagina di ebay equivale ad effettuare un’attività commerciale. Se sulla pagina fb non espone prezzi di vendita può esporre gli oggetti, non ci sono dubbi. Se dovesse iniziare ad avere vendite le cose cambiano, sarà necessario regolarizzare l’attività commerciale.

  123. Buongiorno. Ho un profilo sul marketplace tictail. Ho effettuato 2 vendite e ora ho il dubbio…..come faccio a fare ricevuta non fiscale alla cliente? Devo fare la dichiarazione dei redditi per queste 2 vendite? Per essere hobbista devo chiudere la pagina e aprirla solo sporadicamente? (30 giorni l’anno?)
    Aspetto risposta. Grazie di cuore

  124. Deve compilare una ricevuta con i suoi dati, quelli del cliente e la descrizione del bene venduto. Gli importi percepiti dovranno essere indicati in dichiarazione dei redditi. Per restare hobbista non deve vendere con continuità ed abitualità nel corso dell’anno. Ove questo avvenga deve aprire partita Iva.

  125. Salve, nel momento in cui vendo un oggetto su ebay devo emettere una ricevuta? per quanto riguarda le inserzioni che pubblico su ebay, è più problematico pubblicare la stessa inserzione per molto tempo o pubblicarne tante o è irrilevante?
    Grazie

  126. Si deve sempre emettere una ricevuta. Quello che conta per la non imprenditorialità è che lei non effettui continuamente inserzioni, o che non pubblichi la stessa per svariato tempo. Insomma, la vendita deve essere sporadica per restare hobbista, altrimenti diventa un commerciante.

  127. Tony
    Buona sera, complimenti per il vostro lavoro.
    Sono anche io un hobbysta e produco piccoli oggeti in carta riciclata. Sono in possesso di Atto Sostitutivo di Notorietà rilasciato dal comune con marca da 16.00 €. Espongo in un bar e mi capita molto raramente di vendere qualche oggetto di poco valore Max 20/25 € (generalmente solo a pochi euro), rilascio ricevuta non fiscale e posso arrivare ad una somma di Max 100.00 € ogni anno (sono due anni che espongo). il mio problema è questo: espongo tutto il periodo dell’anno senza interruzione (in pratica gli oggetti sono più di arredo che altro, quando ne vendo uno ne riproduco un altro) e comunque non espongo prezzi. Posso essere multato per questo? Altra domanda: in questo bar saltuariamente faccio corsi per insegnare questa tecnica (nel 2016 ho fatto un solo corso a 2 persone con un compenso di 60.00 € con ricevuta non fiscale). Posso tenere questi corsi o no? Ringrazio infinitamente

  128. A mio avviso non rischia multa, ma per maggiore sicurezza può stipulare un contratto di conto vendita con il bar. Per quanto riguarda i corsi, fino a quando resta un’attività occasionale, può continuare ad operare in questo modo.

  129. Buon pomeriggio, la ringrazio immensamente per la risposta e per la celerità cosa che ho molto apprezzato. Chiedo un ulteriore chiarimento: vorrei sapere se basta una scrittura privata con il responsabile del bar oppure devo fare qualcosa di ufficiale? Se si presso chi devo rivolgermi?
    La saluto e la ringrazio.
    Tony

  130. Salve a tutti. Trovo molto interessante questo sito e veramente preparate sull’argomento diverse persone che vi partecipano. Vorrei porvi una domanda. Girando nei vari mercatini dell’antiquariato e degli hobbisti nella regione toscana ho notato che ci sono anche venditori di caldarroste e anche piccoli banchetti con macchine per popcorn zucchero filato e crepes. Per golosità mi fermo spesso presso di questi e noto che nelle realtà all’interno di questi mercatini non mi fanno mai scontrino e non hanno nè cassa ,nè libretto ricevute … vorrei sapere se, anche chi produce prodotti alimentari “semplici” direttamente nel mercatino come popcorn zucchero filato,crepes,waffle ecc… rientra nella categoria degli hobbisti e arte del proprio ingegno . Grazie

  131. Chi fa questo tipo di attività, ovvero la vendita di alimentari, in modo ambulante non è un hobbista, ma un vero e proprio commerciante. Quindi deve necessariamente operare come tale. La vendita di alimenti deve rispettare norme precise, per questo è regolamentata e non può essere svolta in modo non professionale.

  132. Salve Fiscomania,
    sono un’hobbista che ormai da 4 anni partecipa a mercatini , amo quello che faccio e sto pensando seriamente di trasformarlo in un vero e proprio lavoro. Il mio sogno sarebbe quello di poter aprire un negozio /bottega con i miei lavori e perche’ no aggiungere anche dei corsi relativi a quello che faccio. Ho gia’ attivo un blog, vorrei anche aprire negozi virtuali.
    Mi piacerebbe poter avere delle direttive in merito, spero possa aiutarmi, grazie mille per questa guida.

  133. Salve Fiscomania, ho letto l’intero articolo e gran parte dei commenti, ha risposto in modo molto gentile e completo a tutte le richieste quindi mi piacerebbe descriverle le mie perplessità.
    Vorrei aprire un account amazon di artigiano e vendere nella sezione homemade i miei prodotti di bigiotteria che ho creato negli ultimi 5 anni come hobby, però ho diversi dubbi.
    Secondo lei, quando vendo un prodotto su Amazon (che aggiunge costi di spedizione e commissione Amazon) devo compilare una fattura non fiscale con il relativo franco bollo da 2 euro? So che si compila in originale e una copia, l’originale devo spedirlo all’acquirente e io devo tenere la copia? Se questo fosse necessario, per quanto tempo devo tenerla?
    Grazie mile in anticipo della sua gentile risposta.

  134. Se lei vuole aprire un account su Amazon deve farlo come “artigiano”, ovvero come soggetto che realizza oggetti con le proprie mani e li vende. Per questo è indispensabile l’apertura di una partita Iva e l’iscrizione in Camera di commercio. Non è possibile operare come “hobbista” su Amazon. La ricontatto in privato per darle maggiori informazioni.

  135. salve, mi è sorto un dubbio “atroce”: come hobbista creativa realizzo piccoli oggetti autoprodotti, tutti di valore inferiore ai 77 euro (che mi obbligherebbero ad applicare il bollo sulla ricevuta non fiscale).
    Però come mi dovrei comportare nel caso la stessa persona mi acquistasse un numero tale di esemplari per cui, sommati, supererebbero tale cifra? dovrei fare un’unica fattura di pari importo applicando il bollo? Potrei fare una fattura per ogni gruppo di esemplari, tale che sommandoli non raggiungano il limite imposto che farebbe scattare l’obbligo del bollo?
    Ovvero: ai fini del bollo, che fa testo è il prezzo di ciascun oggetto (che non deve essere maggiore del limite imposto dalla legge affinchè non sia obbligatorio? Conta l’ammontare dei vari oggetti sommati per una stessa persona in uno stesso acquisto? Oppure conta la data di acquisto per quella stessa persona, per cui se passa una prima volta e compra per 50 euro e una seconda ricompra per 30 euro, al secondo passaggio devo emettere ricevuta con bollo?
    La prego mi aiuti, sono molto confusa (ma spero di essermi spiegata). Grazie in anticipo!

  136. Se lei riceve un’unica somma di denaro da un soggetto acquirente deve rilasciare una ricevuta. Se l’importo acquistato supera, complessivamente la soglia di €. 77,47 si deve applicare il contrassegno dell’imposta di bollo.

  137. salve. mi sembra che non sia stato preso in considerazione un caso come il mio… sono un’ ARTISTA che ha fatto la scelta di fare il proprio mestiere in piena regola, aprendo p. iva, pagando quindi contributi, tasse, inail ,ecc… e tutto questo per vivere e vendere LE PROPRIE OPERE alla luce del sole…. dipingo quadri, faccio sculture ecc…in questi tempi di magra, inutile dire che non fatturo nemmeno vicino ai 5000 euro consentiti agli “hobbisti” …. ma continuo a stare in regola perchè voglio continuare a credere nella legalità e spero che a qualcosa forse servirà…. non venitemi a parlare di “vendite sporadiche” … conosco e vedo personalmente molti “hobbisti” che in realtà fanno un vero e proprio mestiere di creazione e vendita e partecipano a TUTTI i mercatini possibili, comprese fiere importanti….e vendono ben oltre il limite e se ne guardano bene dal “dichiararlo” …. hanno indovinato gli articoli… buon per loro… ma la mia rabbia, oltre a tutto quello che è ormai ovvio ( lavoro nero, mancanza di controlli ecc…) , ultimamente viene dal sentirmi rifiutare le domande di partecipazione : “TU HAI LA PARTITA IVA NON PUOI PARTECIPARE AL MERCATINO CREATIVO”… ….. chi ha la p. iva non è necessariamente un commerciante…. IO SONO UN’ARTISTA ….Non capisco come facciano i comuni e le regioni a permettere che sul proprio suolo pubblico si svolga un’intensa attività di lavoro nero, MA contemporaneamente impediscono di svolgere l’attività a chi ne ha IL DIRITTO …..per ora mi fermo qui….. grazie per l’attenzione.

  138. Capisco la sua frustrazione. Il mondo degli hobbisti è molto vario, ci sono persone che realmente realizzano oggetti per hobby e partecipano a mercatini, ma vi sono anche molti piccoli commercianti, che per avere maggiori opportunità fanno prendere il patentino da hobbista ad un familiare e si fanno i mercatini, vendendo (anche in nero). Purtroppo, non possiamo cambiare le regole, ma sarebbe auspicabile che almeno si facessero maggiori controlli, a tutela di tutti. I Comuni non sono preparati, e l’unico criterio che adottano è quello della partita Iva.
    Ora, se lei davvero è un artista, forse quello dei mercatini è un canale di vendita non coerente. Chi partecipa ad un mercatino non cerca l’opera artistica, ma probabilmente un oggetto carino, nulla più. Il canale che dovrebbe sfruttare è quello della vendita online, magari su sito proprio, o su portali di terzi. Cercare di realizzare contratti di conto vendita con chi partecipa a mostre, o con negozianti. Tutto dipende da quello che realizza. A mio avviso l’artista è colui che realizza qualcosa di unico, sfrutti questa unicità, senza pensare di confondersi con chi fa questo per hobby. Ma questa è solo la mia personale opinione.

  139. grazie . .. ma non ho avuto risposta sul PERCHE’ non posso partecipare ai mercatini creativi… sono una creativa artista e creo oggetti di vario genere… dalla statuina di pochi cm ai quadri di grandi dimensioni… ai mercatini porterei ovviamente quello che è più idoneo… che differenza c’è tra quello che faccio io per mestiere e quello che fa un “hobbista” ? farlo per mestiere include un sacco di spese che gli obbisti non hanno, ma che VOGLIO sobbarcarmi per i motivi detti nella mail precedente, MA NON SIGNIFICA che chi ha la p. iva si faccia le budelle d’oro con il proprio lavoro… NON HO NESSUN NEGOZIO e HO IL DIRITTO di provare a vendere ciò che produco, ALMENO quanto gli altri …. oltre tutto l’hobby è fare cose per passatempo…. quando questo include una vendita, quindi produce DENARO, diventa a tutti gli effetti un LAVORO NERO (che pare sia consentito )!! …NON SI PUO’ e NON SI DEVE GENERALIZZARE P.IVA=COMMERCIANTE …. quindi ??? a chi posso rivolgermi per avere una risposta definitiva del perchè vengo rifiutata ??? c’è una legge chiara, alla quale fare riferimento, che vieta la partecipazione di chi ha p.iva NON commerciante ( come me ) ?? grazie

  140. Non esiste una legge, sono le associazioni che organizzano i mercatini o i Comuni a decidere chi può partecipare al mercatino. Non ci sono leggi nazionali che regolamentano i mercatini. E’ con questi interlocutori che deve rifarsi per avere una risposta.

  141. Gentile fiscomania faccio mercatini come opi da molti anni, e il solito problema sono gli scontrini non fiscali.Faccio anche parte ad una associazione culturale che organizza mercatini dove devo rilasciare scontrino fiscale e pagare alla fine della giornata 11,5% sul venduto. Le mie domande sono: si possono fare mercatini lunghi 5-6 giorni e anche 20 giorni consecutivi? Il fatto che tutti gli anni partecipo agli stessi mercatini va bene? E per finire che senso ha emettere scontrini non fiscali quando non sono timbrati e alla fine uno puo’ buttar via tutto e comperare un altro blocchetto. Grazie

  142. Un hobbista emette ricevuta non fiscali, sono su richiesta dell’acquirente, come quietanza di pagamento. Se l’acquirente non chiede ricevuta non è necessario emetterla. Tuttavia, consiglio sempre di emettere la ricevuta per rendicontare le entrare, in vista della dichiarazione dei redditi. Per i giorni dipende da mercatino a mercatino e secondo quando disciplinano i vari Comuni, non si può dare una risposta generica.

  143. Ho letto tutti i commenti da cima a fondo, e -ringraziandovi in anticipo- sono a porre due questioni.

    1. A maggio parteciperò a un mercatino di hobbisti durante la sagra del mio paese, dove ho intenzione di vendere oggetti (abiti,borse, bavagli per neonati etc) cuciti, disegnati e inventati da me.
    Siccome il mio lavoro full-time è quello di grafica, ho anche preparato una serie di illustrazioni che ho intenzione di far stampare su alcune t.shirt a tema, da vendere in quel contesto.
    La t.shirt e la stampa, ovviamente, non saranno “prodotte” da me, bensì affidate a un’azienda (o sito internet: sto valutando i costi), ma non esisterebbero tal quali se non fosse per il mio ingegno, che ne ha prodotto la stampa, differenziandole dunque da qualsiasi altra t.shirt esistente.
    Come la mettiamo? E’ commercio?
    Io, ovviamente, al negozio o al sito internet da cui acquisterò le magliette e a cui affiderò la stampa, pagherei il prezzo ivato, e non lo dedurrei in alcun modo come costo.

    2. ho sempre fatto ricevute non fiscali per le vendite dei miei manufatti, riportando su di esse la seguente descrizione: “nome – CF – Vendita di proprie opere d’arte, nonché quelle dell’ingegno a carattere creativo senza necessità di autorizzazione amministrativa (articolo 4, comma 2, lettera h), D.Lgs. n. 114/98)”.
    Nel 2015 ne avevo solamente 2, e mi è stato detto dall’operatrice del CAF che costituivano un reddito che non andava inserito nel 730.
    Siccome per il 2016 ne ho qualcuno in più, attestanti un reddito di circa 500,00 euro, temo che possano darmi la stessa risposta (“temo” perchè, da quanto letto sopra, è sbagliata).
    Che devo fare?
    Quanto questo reddito andrebbe a incidere sul mio, da dipendente a tempo indeterminato?
    Potrebbe farmi “saltare di aliquota”?
    O è tassato in maniera inferiore in quanto frutto, per l’appunto, di vendita di oggetti dell’ingegno?

    Mille grazie per tutto il lavoro svolto.

  144. Salve io sono un hobbista creo oggetti artigianali dipinti e vorrei proporli a qualche negozio in conto vendita a scadenza di 45 giorni ,mi chiedevo come funziona per il negoziante vendere le mie creazioni deve emettere scontrino o semplice ricevuta ? e alla scadenza io gli faccio solo la ricevuta non fiscale in merito alla merce che lui ha venduto per me ?
    grazie

  145. 1. Si tratta di attività commerciale, lei acquista e rivende, anche se ci mette del suo, ma siamo di fronte ad attività di commercio, da esercitare con partita Iva.
    2. L’indicazione fornita nella ricevuta non è corretta e l’importo doveva essere dichiarato. Questo reddito va a sommarsi al suo reddito da dipendente, e se dovesse andare all’aliquota Irpef superiore avrebbe conseguenze anche sul suo reddito da dipendente, che subirebbe maggiori ritenute.
    Cerchi di valutare a quanto ammontano le entrate che potrebbe avere quest’anno e provi a capire se ci sono margini per aumentare un po’ le vendite e potersi permettere l’apertura di una partita Iva. Da valutare se può aprire in regime forfettario, altrimenti, in regime ordinario dei commercianti, servono volumi di fatturato ben più alti se si vuole portare a casa qualcosa. Nel caso mi contatti in privato per approfondire la questione.

  146. In questo contributo trova tutte le informazioni che cerca: “Contratto di conto vendita“. Il negoziante vende a prezzo pieno applicando l’Iva solo sul suo margine. Lei rilascia ricevuta al negoziante per l’importo di sua spettanza, che nello scontrino del negoziante sarà fuori campo Iva.

  147. Grazie per la solerte risposta!

    1. Se acquistassi le magliette bianche, e le decorassi a mano (invece che stamparle) oppure applicassi delle decorazioni in stoffa su di esse?
    A questo punto le t.shirt sarebbero un vero e proprio “pezzo” di un’opera, come lo è a tutti gli effetti la stoffa (o i bottoni, zip, passamanerie etc) che acquisto?

    2. mi può indicare cortesemente quale sia allora la corretta dicitura?
    Dato che nel 2017 non ho ancora venduto nulla, sono in tempo a rimediare.

  148. 1. Sicuramente meglio dell’opzione precedente, la parte manuale aumenta.
    2. Non c’è una dicitura, non siamo di fronte a sfruttamento del diritto di autore. E’ sufficiente una ricevuta dove dice che per la vendita dell’aggetto ha ricevuto la seguente somma di denaro.

  149. Buongiorno!! Avrei bisogno di un’informazione… Leggevo in un commento precedente che nel caso in cui realizzassi bomboniere create da me (gessetti profumati o fimo) complete anche di confetti, per questo ultimo motivo non potrei essere considerata hobbista in quanto i confetti sono alimenti giusto?! Anche se la bomboniera è realizzata con oggetti della mia creatività… Ho capito bene?! Però conosco diverse persone che realizzano ‘torte di polistirolo’ ricoperte di caramelle sfuse tipo marshmellow e si definiscono hobbiste tranquillamente vendendo tramite la pagina vetrina sui social network senza esporre i prezzi ovviamente…. Per essere ‘in regola’ hanno conseguito l’attestato dell’haccp ‘manipolazione cibi e bevande’ e quindi svolgono l’attività da hobbisti in modo saltuario a privati (no mercatini) tranquillamente…. La mia domanda è: io che utilizzo i confetti e quindi come per le caramelle sfuse sono considerati alimenti, se dovessi conseguire anch’io quell’attestato dell’haccp cambierebbe la mia posizione?! Cioè potrei realizzare queste bomboniere ai miei amici saltuariamente? Grazie mille per la risposta!!!

  150. L’unica regolamentazione a riguardo, per gli alimenti è costituita dall’attestato haccp, che qualifica esclusivamente la capacità di manipolare in modo sicuro ed igienico cibi e bevande. Realizzare oggetti che prevedano anche cibi, di per se non fa uscire dalla qualifica di hobbisti, ma bisogna fare attenzione, perché trattandosi di alimenti, potrebbero esserci degli inconvenienti, e per questo operare professionalmente ed essere coperti da assicurazione, a mio avviso è la cosa migliore. Lei può benissimo qualificarsi come hobbista, ma faccia attenzione anche a questi aspetti.

  151. Buongiorno, una domanda… sono un hobbista, realizzo gioielli e partecipo ai mercatini per hobbisti, non ho siti internet se non una pagina facebook dove metto le foto delle mie creazioni ma non ci sono prezzi o altri riferimenti.
    Se volessi portare i miei gioielli in un negozio in conto vendita è vero che il negoziante può rilasciare una ricevuta non fiscale al cliente e poi io rilascio una ricevuta non fiscale al negoziante di come lui mi sta dando i soldi dell’oggetto venduto?
    Altra domanda è se dovessi portare i miei gioielli in più negozi sempre in conto vendita, l’attività viene sempre considerata abituale?
    Grazie mille per le risposte che mi saprete dare.

  152. Nel conto vendita il negoziante emette scontrino fiscale al cliente per l’importo totale della vendita. Il compenso del negoziante sarà soggetto ad Iva e la parte del suo compenso fuori campo Iva. Lei rilascerà ricevuta al negoziante per il suo compenso. Se lei realizza oggetti per farli vendere è un artigiano non più un hobbista. Poi tutto dipende anche da quanto si fattura, perché aprire una partita Iva se si porta a casa qualche centinaia di euro l’anno è impensabile. Cominci con un negoziante e veda come va, se poi vede che ci sono vendite e la cosa funziona si può pensare a come fare per rendere sostenibile la cosa.

  153. la ricevuta che devo rilasciare io al negoziante sarà fiscale o non fiscale? perchè essendo hobbista io non ho ricevute fiscali ma solo quelle generiche non fiscali.
    No no io non supero le 5000 euro all’anno anzi magari li potessi superare 🙂
    Facendo un esempio pratico, il negoziante vende un paio di orecchini per 10 euro e fa lo scontrino fiscale alla cliente, dopo di che io di quanto dovrei fare la ricevuta al negoziante?

  154. La ricevuta è non fiscale. L’importo del suo compenso lo deve decidere lei e il negoziante e deve essere riportato nel contratto di conto vendita che dovete redigere e firmare, a tutela di entrambi.

  155. buongiorno! intanto complimenti, ottima pagina e ottimi chiarimenti e risposte veloci, grazie! ho un quesito da porvi. espongono opere del proprio ingegno a Venezia con permessi che rilascia il comune per creativi. questa attività creativa é considerata occasionale, dunque, il reddito delle prestazioni occasionali si calcola sottraendo le spese,giusto!? invece x essere esente dall’ obbligo della dichiarazione dei redditi si considera il reddito lordo!? e quando compilo la DSU per il calcolo Isee che reddito IRPEF metto? ( Non faccio la dichiarazione dei redditi quindi devo inserire io il reddito) Il reddito irpe é il lordo o quello calcolato con detrazione delle spese!? non ci capisco più nulla!
    grazie mille intanto e buona giornata!Elena

  156. Grazie per i complimenti. Il reddito che deve considerare ai fini Isee è quello al netto delle spese. Per l’obbligo della dichiarazione dei redditi si guarda il lordo.

  157. salve e complimenti per la chiarezza e grazie molte perchè già avete risposto a molti miei interrogativi. ma quello che vorrei fare non so bene in quale tipologia collocarlo. io sono un hobbista e vorrei chiedere la licenza per un banchetto nel mercatino rionale del mio quartiere. dopo aver letto la vostra guida ho capito che non posso farlo un giorno a settimana come pensavo ma distribuirei i 30 giorni consentiti all’anno in 8-9 mesi. quindi è occupazione di suolo pubblico in area mercatale da parte di un hobbista quindi un soggetto senza obbligo di partita iva, ma anche sul sito del comune di napoli tale tipologia non c’è, ci sono gli itineranti ma devono aprire partita iva ovviamente. quindi è un mercato rionale non un mercatino temporaneo dell’artigianato, per quelli ho qualche contatto con associazioni ma non mi entusiasmo all’idea soprattutto per come si svolgono nella mia città, Napoli. grazie molte, nell’attesa, distinti saluti

  158. Se lei vuole avere un banco al mercato rionale, non deve operare come hobbista, ma come commerciante. Gli hobbisti fanno mercatini appositi organizzati dal Comune o da specifiche associazioni. Se lei vuole partecipare ad altri tipi di “mercati” non è più un hobbista ma un commerciante, e come tale deve operare. I mercati organizzati dai Comuni settimanalmente sono dedicati ad attività commerciali.

  159. Buonasera, intanto complimenti, già molto dubbi li ho risolti leggendovi, ma forse voi potete aiutarci a far chiarezza una volta per tutte, nel paese dove vivo in provincia di Cuneo, Centallo, tutti gli anni in occasione della festa patronale della seconda metà di maggio, viene organizzata da un ‘associazione che fa le veci della pro loco, una rassegna dell’hobbistica dove i partecipanti sperano di vendere le loro opere, ma quest’anno stiamo trovando un ostacolo pare insormontabile dalla polizia municipale, premesso che l’occupazione di suolo pubblico è già stata richiesta e concessa da tempo, loro sostengono che non basta un’autocertificazione dei partecipanti che le creazioni sono opera loro, la richiesta alla partecipazione all’evento e copia dei documenti di identità, con le relative due marche da bollo che la regione Piemonte vuole dai singoli partecipanti, ma ogni singolo partecipante deve inviare almeno un mese prima a loro la richiesta, i documenti e la prima marca da bollo, esclusivamente per via telematica è più precisamente per posta certificata! Vi risulta? Aiutateci a salvare la festa patronale. Grazie

  160. Grazie per i complimenti. Purtroppo, come già detto, non esiste una normativa nazionale che regolamenti i mercatini degli hobbisti. Questo significa che a livello comunale ogni Comune può farsi regole proprie, e se il suo Comune ha previsto questi adempimenti, c’è poco da fare, devono essere rispettati. Quello che potete fare è chiedere alla Municipale, in quale norma sia indicato quello che loro chiedono. Non vedo alternative.

  161. Buonasera, ho letto questo interessante articolo e gli altri a esso correlati per farmi un’idea della normativa fiscale vigente riguardo la vendita in e-commerce di articoli fatti a mano, ma mi sono sorti alcuni dubbi che spero possano trovare una risposta. Quindi cortesemente chiedo il vostro aiuto in proposito e ringrazio in anticipo per l’attenzione.
    Io ho una passione per la realizzazione di pupazzi, bambole, piccole sculture e simili, e mi piacerebbe che, un giorno, possa diventare un vero e proprio lavoro. Per questo motivo da un po’ di tempo sto cercando informazioni per quanto riguarda gli oneri nei confronti del fisco per operare nel pieno rispetto della legalità.
    Prima di trasformare l’hobby in attività di “commercio” vera e propria, stavo pensando di iniziare a vendere online tramite marketplace (es. Etsy.com) per “tastare un po’ il terreno” e vendere qualche mia creazione senza aprire partita IVA (almeno finché il volume di affari resti all’interno dei famosi 5000€ annui; del resto non avrebbe molto senso aprire partita IVA e non essere sicuri che le proprie opere siano apprezzate almeno un minimo dai potenziali acquirenti), ma da questo articolo e dai relativi commenti già fatti da altri utenti noto che, aprendo uno shop su un marketplace e inserendo più inserzioni nello stesso periodo di tempo (ovviamente di oggetti diversi), violerei la condizione di saltuarietà della vendita; ho chiesto recentemente a un commercialista della mia zona e mi ha detto che la durata dell’inserzione non influisce. Cos’è allora “che non va bene”? E’ forse il fatto di vendere più oggetti contemporaneamente nel marketplace a violare tale condizione di saltuarietà della vendita, o contribuisce anche la durata dell’inserzione?
    Inoltre, per la vendita sempre online a livello internazionale, avevo letto in qualche blog che c’è obbligatoriamente bisogno di partita IVA: è vero? Bisogna obbligatoriamente emettere fatture? Se no, che documenti sono necessari? Il commercialista sopra citato ha affermato che è sufficiente anche una fattura non fiscale e che basta apporre la dicitura “GIFT” alle proprie spedizioni per vendere anche senza partita IVA.
    Ultima cosa: proporsi e accettare commissioni di oggetti personalizzati rientra nelle “possibilità” di vendita di un artista senza partita IVA?
    Chiedo gentilmente il vostro aiuto per raccogliere più pareri possibili sulla questione.
    Scusandomi per il papiro, ringrazio di cuore per l’attenzione e l’assistenza.
    Cordiali saluti.

  162. Per quanto riguarda la vendita su Marketplace, non è la durata dell’inserzione ad influire ma il fatto che lei sta promuovendo una vendita in modo continuativo. L’esercizio di un’attività commerciale in modo continuativo nel tempo necessita dell’esercizio professionale dell’attività. L’hobbista non è il commerciante che vende poco o che è all’inizio dell’attività, hobbista è colui che produce oggetti per passione, non per tentare la vendita. Su questo l’Agenzia delle Entrate è categorica. Chi vuole vendere oggetti online deve farlo con partita Iva a meno che la vendita non sia sporadica. Vendo un oggetto o due all’anno e basta. La disciplina per la vendita intracomunitaria ha una disciplina particolare che non posso mettermi a riassumere qui. Il mio consiglio è quello di provare con un sito vetrina, senza esporre prezzi, oppure con contratti di conto vendita, e poi vedere se la cosa funziona di passare ad una vera e propria attività commerciale. Se ha bisogno di maggiori info mi contatti in privato.

  163. Salve,complimenti per l’articolo,molto chiaro,però essendo io un ansiosa vorrei capire se ho compreso bene.
    Avendo una nipote che ha un negozio,ed essendo io un hobbysta posso dare la mia merce in esposizione e eventuale vendita nel negozio di mia nipote?Il contratto di contovendita deve essere redatto da un commercialista oppure è una scrittura privata tra le parti?Posso apporre un etichetta con il mio nome sulle mie creazioni?Ringraziando lascio
    Cordiali saluti

  164. Il contratto di conto vendita è una scrittura provata tra le parti, ma deve seguire i requisiti del contratto di conto vendita. Lei può esporre nel negozio di sua nipote come hobbista che ha stipulato con lei un contratto di conto vendita, ma se appone un marchio visibile e riconoscibile alle sue creazioni è logico che non si tratta più di hobbista ma di attività artigianale.

  165. Buongiorno, ho letto tutti i post..interessantissimi. Grazie per il servizio che prestate.
    Avrei anch’io la mia domanda..
    Ho perso il mio lavoro da poco e, mentre sono alla ricerca di nuova occupazione (sono un’impiegata), vorrei realizzare qualcosa vendendo alcuni oggetti obsoleti della mia casa, che stanno da anni in cantina.sono oggetti di mia produzione alcuni, altri di mia proprietà, ma acquistati almeno 30 anni fa.
    Parlo per esempio di un vecchio divano o altri mobiletti che in passato arredavano la mia casa; parlo della mia collezione di francobolli di quando ero ragazza e di quella di monete, che prima di me era di papa’.
    Parlo anche di maglie e abiti fatti da me, cucendo o lavorando a ferri; e di oggetti di bricolage che realizzo.
    oppure miei libri che per tutta la vita ho messo in garage ogni volta che finivo di leggerli e che ora occupano scaffali inutilmente.

    in pratica sarei un’hobbista…ma nel contempo una venditrice occasionale.
    Per i mercatini credo non dovrei aver problemi a partecipare, ma mi par di capire che dovrò fare due certificazioni diverse al comune di appartenenza (Lombardia). Giusto?
    E dovrò avere 2 blocchetti diversi di ricevuta o ne basta uno per entrambe le tipologie di vendita ?

    Per i francobolli e le monete pensavo invece ad una piattaforma online tipo e-bay, rivolgendomi magari al pubblico straniero, che potrebbe aver maggiore interesse.
    Non ci sono rarità né pezzi di pregio, ma qualcuno ha 100 anni , per lo piu’ si va dal 1920 al 1990 ,con valori che a catalogo stanno sotto i 10 euro, anche molto sotto..)

    Per spedizioni cosi’ piccole, dove spesso i costi di spedizione superano il valore merce, devo egualmente rilasciare ricevuta non fiscale? se va in Paesi extra Cee devo per forza fare fattura, Dual Use…anche se sono un privato,occasionale nella cessione dei prodotti, che una volta finito queste cose sue..non venderà più?
    e i costi delle spedizioni ( Corrieri vari o Poste italiane ) potro’ recuperarli?
    Grazie per l’aiuto
    Sonia

  166. Salve Sonia, lei dovrà fare una sola autocertificazione al suo Comune in qualità di hobbista. Le ricevute che emetterà saranno numerate progressivamente indipendentemente da cosa andrà a vendere. Faccia attenzione al fatto che se vende su piattaforme come E-bay in modo continuativo dovrà aprire obbligatoriamente partita Iva, specialmente se fa vendite all’estero in modo continuativo. Bisogna fare attenzione a questi aspetti. Se sa già di avere materiale da vendere, la cosa migliore, anche da un punto di vista fiscale è verificare i requisiti per accedere al regime forfettario. In questo modo avrà una deduzione forfettaria e la possibilità di tassare con aliquota al 5%. Se vuole la ricontatto in privato per approfondire l’argomento.

  167. Salve ho letto la vostra guida e mi è servita molto per avere informazioni per quanto riguarda gli hobbisti. Quindi la ricevuta nn fiscale la devo fare in qualsiasi caso. Ho una domanda da farvi ma io hobbista posso esporre i prezzi ai mercatini che faccio oppure nn posso? Grazie mille

  168. Se lei fa mercatini esponendo prezzi di vendita è un artigiano non un hobbista. Gli hobbisti espongono per diletto non per vendere. Se si creano oggetti e si vendono esponendo prezzi bisogna fare riferimento alla normativa che riguarda gli artigiani.

  169. Salve! Sono traduttrice freelance con p.iva e regime forfettario e sto pensando di aprire un negozio Etsy per proporre delle creazioni originali di cucito. Considerando che il successo di tale iniziativa resta un’ipotesi, io che ho già p.iva in che posizione sarei con il fisco in caso di vendite effettuate? Il mio obiettivo sarebbe comunque quello di avere un’attività non continuativa ma che mi consentirebbe di arrotondare pure di poche decine di euro al mese (e più un hobby che una vera attività di vendita) per poter appunto continuare a finanziare il mio hobby.

    Con il regime forfettario ho un tetto massimo di 30.000 lordi annui. Con un’attività del genere, seppure con guadagni minimi, tali importi extra andrebbero a sommarsi agli importi accumulati con la mia attività principale di traduzione? Se (per ipotesi, sempre), l’attività dovesse andare bene come dovrei comportarmi avendo già una p.iva attiva? Grazie 🙂

  170. Il fatto che abbia già partita Iva la agevola molto perché potrebbe cominciare fatturando le vendite che effettua, che resterebbero attività accessoria a quella principale. Se poi questa attività andrà bene si potrà aprire una posizione anche come artigiano, sempre in regime forfettario, se resta nei limiti, altrimenti in regime ordinario. Se vuole ne parliamo meglio in privato.

  171. Buongiorno, grazie per le sue spiegazioni. Io sono un’artigiana senza partita iva che fa ricevute non fiscali, dò i miei prodotti in conto vendita nelle librerie. Ho un sito internet dove non ci sono i prezzi, ma indico i miei punti vendita.
    1)
    Se volessi fare conto vendita per librerie che si trovano fuori dall’Italia (Francia, Inghilterra, Svizzera….) è sempre valida la mia ricevuta non fiscale (faccio vendita occasionale per l’esattezza)?
    2)
    Ho da poco fatto la dichiarazione dei redditi del 2016, anno che non ho avuto vendite del mio artigianato, per l’anno 2017 invece le ho. Ho chiesto al CAAF se l’anno prossimo li devo portare e loro mi hanno detto che non ne sapevano niente e che sarà meglio se vado da un commercialista, dovrò andare da un commercialista anche se non raggiungo i 5000€?
    3)
    a un’altra utente, Simona, ha risposto che se faccio ricevute non fiscali ogni mesi non importa se raggiungo o meno i 5000€, dovrei avere comunque una partita IVA. La trovo una regola assurda (so che no dipende da lei). Ma se le ricevute sono di una cifra bassa vale lo stesso? Io fin’ora ne ho fatta una a febbraio e una a maggio, ma nel frattempo ho spedito ad altre 3 punti vendita e rifornito chi mi ha saldato. Una persona della mia famiglia ha la partita IVA e a meno di non avere un bel commercio ci sono solo spese da pagare e a me questo mi preoccupa, mi sarei accontentata di guadagnare dalla mia creatività 4000€ all’anno per sempre pur di non aprire una partita iva, ma mi par di capire che non si può comunque?

    grazie

  172. 1) certamente, la procedura è identica. 2) andare da un commercialista significa farsi seguire da una persona competente in materia fiscale, cosa che le consiglio anche io, non importa la cifra raggiunta, credo lo dicano perché loro non sono in grado di seguirla su questi aspetti. Se vuole possiamo seguirla noi. 3) Purtroppo la normativa prevede che sia l’abitualità della prestazione a determinare l’apertura di una partita Iva e non il fatturato raggiunto. Non mi sembra, al momento, che il suo caso sia da partita Iva. Tenga però presente che se può aderire al regime forfettario i costi fiscali sono ridotti. La partita Iva non è sempre un aspetto negativo.

  173. Buongiorno. Per hobby realizzo dipinti su tela. Ho iniziato questa attività per pura passione senza pensare che le mie opere potessero essere vendute. Poichè i quadri iniziavano essere molti e lo spazio in casa limitato ho chiesto ad un centro olistico che frequento se le loro sale potessero ospitare i miei quadri. Poichè sono rimasti molto colpiti mi hanno chiesto di farne una presentazione al pubblico.
    Mi chiedevo…
    – se qualcuno fosse interessato eventualmente a comprare un quadro come mi devo comportare?
    Non è il mio lavoro quindi non ho una partita iva. Inoltre sono ora in stato di disoccupazione in attesa di riprendere il lavoro a settembre, posso effettuare ugualmente una vendita? Grazie

  174. Buongiorno,
    ho letto il vostro articolo (molto chiaro) ma ho un dubbio che non sono riuscita a chiarire leggendo i commenti. Vorrei ricavare qualcosa dalla realizzazione di alcuni oggetti a cui mi dedico per hobby e vorrei esporre le foto su Facebook. Vedo molte pagine in cui sotto le foto, viene pubblicato qualcosa tipo “per info contattare in privato” oppure “per info su ordini e prezzi mandare un messaggio privato”. In questi casi e’ necessario avere P.IVA in quanto assimilati a commercianti o ci si puo’ ancora considerare hobbisti? Grazie

  175. Fino a quando non si espongono pubblicamente i prezzi si può restare in questo limbo in cui tanti stanno ove non si apre partita Iva. Il mio consiglio è comunque quello di regolarizzarsi non appena si iniziano ad avere vendite che permettono di sostenere il costo di una partita Iva.

  176. Buongiorno, ho partita iva sotto regime forfettario come libero professionista e vorrei aprire un negozio su etsy. Sapete dirmi se alle commissioni di etsy viene applicata l’iva o se dovrò assolverla poi io tramite f24 (intrastat)?
    Grazie!

  177. C’è molta confusione in quello che dice. Primo perché per avviare un’attività commerciale, se si ha partita Iva come professionista, ci sono degli adempimenti amministrativi e previdenziali da effettuare. In secondo luogo l’Iva non si applica in regime forfettario. Poi per quanto riguarda le operazioni intracomunitarie c’è una disciplina apposita. Se non ha un commercialista che la segue rischia di commettere errori. Se vuole siamo a disposizione per assisterla, ma fare da soli non è la scelta migliore.

  178. La ringrazio per la risposta, premetto che la mia domanda era solo per farmi un’idea iniziale prima di parlare con il mio commercialista; siccome ho aperto il regime forfettario sono già a conoscenza del fatto che non si applichi l’IVA al mio tipo di regime. La domanda nasceva dal fatto che Etsy, chiedendo commissioni sulle vendite, rappresenta un servizio a pagamento di cui io usufruisco e poiché Etsy ha sede estera, non sapevo come ci si dovesse comportare al riguardo.
    Ne parlerò comunque con il mio commercialista.
    Saluti.

  179. Etsy emetterà fattura a lei per il compenso. Lei essendo un soggetto che non può detrarli l’Iva dovrà versarla. Per i soggetti in regime forfettario ad ogni acquisto intracomunitario si deve versare l’Iva.

  180. Vi chiedo se, ricavando in totale meno di 5000 euro annui per vendite occasionali nei mercatini di prodottii homemade, e non avendo altri redditi, sia tenuta a presentare dichiarazione dei redditi. In tal caso, a quanto ammonterebbe la tassazione dii legge? Ringrazio e faccio i complmenti per le ampie spiegazioni in risposta ai numerosi dubbi posti dagli interessati

  181. Lei è tenuta a presentare la dichiarazione dei redditi anche per proventi inferiori ai 5.000 euro. Fino a 4.800 euro l’imposta si azzera per le detrazioni, poi è il 23%.

  182. Opere del proprio ingegno o attività artistica? Ho un dubbio che devo assolutamente chiarire. Sono insegnante di scuola materna, perciò una dipendente statale e al pomeriggio mi diverto a creare manufatti originali progettati e realizzati da me in campo abbigliamento moda. Pertanto parto dal disegno, poi progetto tecnico modellistico e infine realizzazione sartoriale. Il tutto in una stanza adibita a laboratorio concessami dalla parrocchia, dove pago l’affitto. Considerata la saltuarietà e l’occasionalità delle opere io potrei creare abiti per altri ricevendo un esiguo compenso? Come va inquadrato il mio hobby?

  183. Essendo lei una dipendente statale, il suo dovrà rimanere un hobby, considerata l’esclusività dell’attività per i dipendenti della pubblica amministrazione. Nel suo caso, può creare abiti e ricevere un compenso, ma se l’attività diventa continua e abituale, si va in contrasto con la sua attività principale di dipendente pubblico. In ogni caso, trattasi di attività commerciale.

  184. Grazie per la risposta. Il mio hobby quindi anche se saltuario sarebbe comunque un’attività commerciale? Per non incorrere in brutte sorprese allora cosa mi conviene fare?

  185. Mi scusi se insisto, farò un esempio pratico andando proprio nel dettaglio- Se un privato mi chiede un costume o un capo unico nel suo genere e io decidessi di realizzarlo con un compenso inferiore ai 50 euro, non continuativo, ad esempio potrebbe capitare 2 volte in un mese, come mi devo comportare? Se la mia passione è palesemente sporadica ed occasionale con opere della mia creatività o del mio ingegno di modico valore economico, rientro nell’Hobby ?Quale sarebbe la linea corretta da seguire?

  186. La linea da seguire è che se percepisce compensi, anche solo due volte al mese, si sta svolgendo un’attività commerciale. L’hobbista non è coloui che vende poco, ma è colui che realizza oggetti con le proprie mani, per puro piacere. Se al piacere si abbina l’aspetto economico si diventa automaticamente artigiani o commercianti. Quindi, se l’attività è per lo più di creazione ed esposizione, si è hobbisti, ma se si vende, anche qualche volta al mese, si diventa dei veri e propri artigiani o commercianti, ed in questo modo ci si deve adeguare alla normativa. Fare gli hobbisti non significa vendere poco, altrimenti tutti i commercianti che per vari motivi vendono poco diventano hobbisti. Poi si può anche continuare a fare l’hobbista con un attività artigianale continuativa, ma in caso di controlli, i rischi sono alti, e ci sono sanzioni.

  187. Innanzitutto mi complimento con Federico per questo sito e con lo staff per le risposte sempre puntuali ed esaurienti. La materia fiscale è sempre irta di insidie, ed avere delle prime risposte a dei dubbi è un beneficio assolutamente encomiabile. Il mio: sono un dipendente statale e insieme a mio figlio coltivo la passione di realizzare dei videomontaggi. Vacanze, eventi, ricorrenze, cerimonie… Risultando essere molto piacevoli, più volte ci hanno chiesto di realizzarli dietro compenso. Sarebbe gratificante, ma temo di incorrere in grane fiscali. Non si tratterebbe di un’attività continuativa, ma mio figlio, entusiasta, vorrebbe addirittura “esporre” (pagina FB, sito autoprodotto..) dei modelli di montaggio (transizioni , slideshow..) . Non so come districarmi e come inquadrare o limitare il tutto. Potete aiutarmi a capirne qualcosa? grazie.

  188. Salve Gennaro e grazie per i complimenti. Lei come dipendente statale non può in nessun modo avviare un’attività professionale o commerciale, visto il vincolo legato all’attività che hanno i dipendenti pubblici. Questo vuol dire che la sua attività di video montaggio dovrà restare un hobby. Questo significa che se le chiederanno di realizzare qualcosa dietro compenso potrà rilasciare ricevuta, ma dovrà fare attenzione al che l’attività resti del tutto episodica durante l’anno. Non potrà esporre o farsi pubblicità in alcun modo. Questo fino a quando resterà un dipendente pubblico.

  189. …e se fosse mio figlio a cimentarsi in questa sporadica attività? In che limiti può agire per non considerarla attività commerciale? Potete fornirmi eventuali fonti normative? Mi scuso per aver approfittato di questa vostra preziosa disponibilità .grazie ancora.

  190. Bisogna che l’attività non sia continuativa nel tempo. La fonte normativa è l’articolo 2222 del codice civile e l’articolo 53 del Tuir. E’ l’Agenzia delle Entrate poi che nei controlli eventualmente sanziona chi svolge attività continuativa senza partita Iva. Meglio mettersi in regola prima.

  191. Buongiorno,
    ho letto i vostri articoli che trovo molto interessanti e approfitto per togliermi alcuni dubbi . Produco ad uso personale aceto balsamico e annualmente nel mese di Febbraio o Marzo prelevo l’aceto. Spesso ne ho in esubero e vorrei poterlo vendere. Essendo un alimento dovrei avere comunque la p.iva?
    Grazie

  192. La sua non può essere considerata attività hobbistica, ma attività commerciale a tutti gli effetti. Dovrebbe operare con partita Iva ed adempiere a tutti gli obblighi legati alla vendita di questi prodotti.

  193. Salve fiscomania,
    complimenti per il sito che è fatto molto bene, chiaro e conciso, non sono purtroppo riuscito a trovare risposta al mio caso personale che volevo sottoporvi:
    Posso reputarmi un hobbista e mi diletto a fare disegni a mano nel mio poco tempo libero che ho a disposizione (un paio d’ore a settimana mediamente), sono stato convinto da dei miei amici a provare a dare un valore ai miei disegni online, ho iniziato così una ricerca dei molteplici siti che si possono trovare su internet e ho trovato un sito molto vantaggioso per me che non ho sicuramente tempo di stare dietro alle “vendite”.
    Questo sito permette di caricare i disegni o foto in digitale e si occupano poi loro di fare stampe su vari loro prodotti a seconda di cosa i loro “clienti” desiderano avere con quel determinato disegno proposto e si occupano anche della spedizione, il mio guadagno è minimo (si tratta di circa un paio di euro a prodotto che loro vendono) ma anche il tempo che io devo dedicare al sito è relativamente poco perché non sono io che gestisco niente. Essendo solo un hobby non ho molto tempo da decidare e questo sito sembrava perfetto per me, non cerco un guadagno importante ma più che altro una crescita personale, sapere che quello che faccio piace agli altri.
    Detto questo la mia domanda viene spontanea: posso farlo senza partita iva?
    Secondo il mio ragionamento opererei il tutto in modo sporadico e occasionale e rimarrebbe solo un hobby lasciandogli purtroppo il tempo che si trova.
    Detto ciò vi ringrazio anticipatamente.
    In attesa di Vs. risposta
    Saluti

  194. Fino a quando l’attività è sporadica e i guadagni irrisori, è sufficiente che rilasci una ricevuta per ogni pagamento e dichiari le entrate nella sua dichiarazione. Quando, però l’attività dovesse diventare abituale, in termini di tempo speso in questa cosa, al di la dei ricavi che ne derivano è necessario operare con partita Iva. Per il momento continui così ma sarebbe comunque necessaria l’apertura di una partita Iva.

  195. Il problema è che questo sito vende a nome suo e rilascia lei stessa la ricevuta in quanto è il sito che spedisce usando la mia immagine.
    Il mio ritorno è minimo per ogni operazione del sito ed è dato dal sito che vende cose sue tramite la mia immagine donata. Come faccio a fare la ricevuta? Devo ancora iniziare per questo chiedo consiglio a voi.
    Grazie per la rapida risposta

  196. Per prima cosa verifichi se con il sito deve stipulare un contratto di cessione del diritto di autore. In questo caso c’è una disciplina a parte (mi contatti in privato per info), altrimenti per ogni pagamento che riceve dal sito dovrà emettere ricevuta al sito stesso.

  197. Buongiorno,
    faccio parte di una associazione onlus per la quale vorrei realizzare delle bomboniere solidali, ricavandone solamente il rimborso delle spese materiali da me sostenute. (non ho partita iva e sono dipendente part-time a tempo indeterminato).Come comportarmi? Chi deve fatturare?
    Il cliente committente dovrebbe pagare la bomboniera all’associazione direttamente e, in un secondo momento, l’associazione mi rimborserà le spese oppure il cliente dovrebbe pagare l’intera somma a me e poi io, successivamente, girare il pagamento all’associazione, trattenendo le mie spese?

  198. salve grazie per il lavoro che state facendo per noi. La mia figura dovrebbe essere quella del “creativo…” non hobbista e non partecipante a mercatini per hobbisti. avrei per cortesia 2 domande, la prima è come devo compilare esattamente la ricevuta se vendo a un commerciante o a un privato, per questo ho letto più sopra nel blog la dicitura riguardo DPR 917/86 e mi sembra chiara se non avete nulla da aggiungermi, la seconda ma forse la principale è: come faccio a dimostrarmi un venditore “temporaneo” e sopratutto sotto la figura del “creativo…” esiste un documento che posso ottenere oppure una dichiarazione che devo fare in ogni comune dove potenzialmente posso vendere nei termini di cui sopra? oppure è una “Attività silente” in cui non devo essere in possesso di autorizzazioni o altro (ripeto, si tratta di vendita occasionale e non come hobbista ai mercatini).
    RingraziandoVi ancora per lo stupendo lavoro e la pazienza che dimostrate invio cordialità
    fabrizio merlotti

  199. La figura del creativo che partecipa a mercatini, ufficialmente non esiste. Per dimostrarsi venditore temporaneo molti Comuni adottano una serie di autocertificazione da rilasciare al Comune, altri una sorta di patentino per gli hobbisti. Chieda al SUAP del suo Comune, cosa è in vigore da loro. Per quanto riguarda la ricevuta la dicitura che ha trovato è corretta.

  200. Salve finalmente un articolo esaustivo su questa materia. Vorrei porvi un quesito che ancora non mi è chiaro.
    Vorrei sapere se potrei proporre nei mercatini i miei biscotti decorati e le mie creazioni in pasta di zucchero, premetto che di solito non vengono mangiati, o se devo cambiare la base in biscotto con altro prodotto e la pdz con altro materiale.Vi ringrazio e saluto Claudia

  201. Salve Claudia, operare nei mercatini con prodotti commestibili è un rischio, sia perché non ci sono normative a riguardo per gli hobbbisti, e sia perché non avrebbe alcuna tutela se qualcuno dopo l’ingerimento, dovesse malauguratamente stare male. Per questo poter avere un prodotto non commestibile, la aiuterebbe sicuramenete, almeno da questo punto di vista. Questo per una sua tutela personale.

  202. Salve, l’articolo è molto chiaro ed esaustivo, mi chiedevo se per i prodotti alimentari ci sono altri tipi di normative da seguire, mi spiego meglio. Svolgo la mia attivitá in Spagna come regolare venditore e mi piacerebbe vendere i miei prodotti in territori italiano durante una manifestazione privata della durata di 7 giorni (come hobbisti, non superando il reddito di 5000€). Alcuni prodotti dei prodotti che venderó saranno realizzati in Spagna, confezionati e riveduti; altri invece saranno realizzati in loco. Avrò bisogno di particolari licenze? Se si, sapete indicarmi un ufficio al quale rivolgermi? Grazie mille e auguro a tutti buon lavoro !

  203. Prima di tutto se lei in Spagna è un commerciante, non può operare in Italia come hobbista. Per la vendita di prodotti alimentari come hobbista è molto complicato perché non ci sono regole o normative, che riguardano invece chi opera professionalmente. Per questo non consiglio di vendere prodotti alimentari come hobbisti, non ci sono regole, quindi tutele.

  204. Buongiorno. Innanzitutto complimenti per il vostro sito. La mia domanda è questa: Realizzo bomboniere a mano, rilascio ricevute non fiscali, non arrivo a a raggiungere la soglia dei €5000 annui, c’è però la continuità…premesso questo…Posso io mettermi in regola con P.Iva e continuare la mia “attività” presso la mia residenza? Vale a dire Il mio domicilio fiscale potrebbe risultare presso la mia residenza? Potrei continuare a svolgere tutto in casa mia come ho sempre fatto? Grazie

  205. L’esercizio in forma imprenditoriale dell’attività può essere svolto, nel suo caso, anche presso la propria abitazione senza problemi. Se ha bisogno di un Commercialista per la gestione di tutti gli adempimenti e la dichiarazione dei redditi annuale, mi contatti in privato.

  206. Buongiorno. Ho letto con interesse il suo articolo e mi ha chiarito molto le idee.

    Nello specifico io produco e vendo (per adesso solo tra amici) profumi artigianali, costituiti interamente da oli essenziali naturali. Vorrei partecipare a mercatini e simili o comunque vendere ad un più ampio pubblico, rimanendo tra privati. Rientro nelle su scritte norme anche per il settore di profumeria? Oppure mi serve qualche certificato di analisi dell’ azienda sanitaria locale?

    Grazie mille

    Sergio

  207. Può partecipare a mercatini di hobbisti, ma se l’attività si promuove online, allora si diventa artigiani/commercianti, e le cose cambiano. Non ci sono regole particolari per chi opera come hobbista.

  208. Ok, grazie mille per la celere risposta. Ho un altro dubbio: posso anch’io dare articoli in conto vendita alle erboristerie o dovrei avere certificati tipo HACCP?

    Da quanto leggo nei commenti precedenti chi produce generi alimentari li vende come hobbista a proprio rischio, non essendoci una normativa in merito, e quindi totale assenza di tutela in caso di inconveniente… inconveniente che é assai probabile con i generi alimentari ma altrettanto probabile con i profumi (ad esempio il rischio di allergie da parte del cliente). Per tutelarmi in questo caso basterebbe una semplice (ma completa) lista degli ingredienti?

    Oppure dovrei anch’ io seguire tutta la normativa europea sui prodotti cosmetici (Regolamento europeo 1223/2009) incluse le linee guida sulle pratiche di buona fabbricazione (GMP – Good Manufacturing Practices) e le indicazioni di etichettatura (a cui chiaramente, da hobbista, non posso assolvere in nessuna maniera)

    Cordialità

    Sergio

  209. Come detto, non ci sono norme obbligatorie per gli hobbisti, proprio perché l’hobbista non ha l’obiettivo di vendere. Per mettere in commercio prodotti alimentari o cosmetici ci sono le norme previste per chi opera nella produzione di questi prodotti. E’ consigliabile seguire queste normative, quantomeno per tutelarsi, anche se, come detto, non è possibile tutelare attività, che non sono fatte per vendite, ma per esporre.

  210. Buongiorno, nel tempo libero..sopratutto per Natale..creo centrotavola, elementi decorativi in feltro..mi chiedevo due cose:
    1) se decidessi di vederli on line creando una pagina instagram senza esporre i prezzi dovrei emettere la ricevuta non fiscale?

    2) se decidessi di partecipare alla Sagra del mio paese dovrei comunque emettere la ricevuta non fiscale? (senza esporre i prezzi)

    E dato che sicuramente non supererebbero i 5.000 euro l’anno…dovrei dichiararli nelle tasse o No?
    Grazie

  211. L’attività di vendita percepita deve sempre essere inserita in dichiarazione dei redditi, ed in entrambi i casi deve emettere ricevute. Ricordo, che da hobbista la vendita è esclusa, quindi qualsiasi messaggio che richiami alla vendita dei prodotti, la espone ad operare come artigiano/commerciante e a rispettare i relativi obblighi.

  212. Salve la mia compagna è titolare di un negozio da 30 anni ora sta chiudendo e volevo farle un sito per avere un pò di visibilità in questi ultimi mesi di vendite.Il sito non sarà un reale e-commerce con annesso carrello ma semplicemente una vetrina con gli articoli in offerta e relativi prezzi e si acquisterà ovviamente ancora in negozio.Ho letto da qualche parte che l’apertura di un sito e-commerce implica una serie di adempimenti fiscali e gentilmente chiedo,nel mio caso dove non esiste appunto il carrello di vendita ci sono adempimenti oppure posso tranquillamente esporre delle offerte con relativi prezzi ?
    Grazie infinite

  213. Per fare un sito vetrina che non sia considerato e-commerce, non devono essere esposti prezzi di vendita e in nessun modo devono esserci frasi o rimandi commerciali che invitino il cliente all’acquisto dei beni esposti sul sito. In caso contrario siamo di fronte ad un E-commerce, che richiede adempimenti particolari, da un punto di vista fiscale.

  214. Salve Daniele, non so come sia finita la sua vicenda ma temo che la GDF avesse ragione. In effetti per la legislazione italiana i braccialetti e gli oggetti di cuoio non sono opere dell’ingegno, ma oggetti di artigianato e pertanto la loro vendita è soggetta alle norme sul commercio, compreso il rilascio di ricevuta fiscale/scontrino.

  215. Salve, è da qualche mese che mi diletto nella creazione di presepi totalmente fatti a mano e prodotti con materiali insoliti. Ne ho prodotti una buona quantità e mi è stato chiesto, da conoscenti, di poterglieli vendere come regali di Natale, come devo considerare questa attività? Dovrei rilasciare ricevuta non fiscale o badare anche ad altro?
    In caso una azienda mi chiedesse alcuni di questi prodotti già realizzati, rientrerebbero nella “prestazione occasionale”?
    Grazie mille, saluti, Marco.

  216. Salve Marco, ovviamente non può trattarsi di prestazione occasionale, ma di attività artigianale a tutti gli effetti. Attività per la quale deve operare professionalmente. Non è prevista la possibilità di operare occasionalmente per chi effettua attività artigianali o commerciali. Per procedere, quindi, dovrà prima regolarizzare la sua posizione da un punto di vista amministrativo, fiscale e contributivo.

  217. Buongiorno, da qualche mese confeziono amigurumi (bambole e animali fatti all’uncinetto). Comincio a pensare di venderne qualcun e tutti i post precedenti hanno fatto chiarezza sulla mia confusione di come propormi in qualità di hobbista. Avrei però bisogno di un chiarimento riguardo una situazione particolare. Una mia amica che ha un negozio dove vende solo oggetti fatti a mano (dai biglietti di auguri alle cornici, ai quadri ecc) mi ha proposto di trascorrere un sabato mattina nel suo negozio lavorando uno dei miei soggetti per far capire alle persone quanta fatica c’è dietro un prodotto artigianale e quanto valore in più può avere rispetto a uno industriale. Dai post precedenti ho capito che quel giorno non sarà opportuno vendere niente, ma mi chiedevo, in caso di un controllo, 1) se sarà comunque necessario portare autocertificazione e tessera dell’hobbista 2) se posso raccogliere eventuali prenotazioni di persone che vogliono realizzato uno dei miei soggetti. Vi ringrazio e complimenti per la professionalità con cui gestite il tutto

  218. Salve Antonella, lei in pratica, non ha alcun titolo per stare dentro al negozio a realizzare l’oggetto. Raccogliere prenotazioni significa farsi pubblicità da quello che sta facendo, e questo presupporrebbe un’attività artiginale. Quello che si deve capire è che l’hobbista non vende i suoi prodotti e non è interessato a farlo. Se si vuole vendere, si deve operare come artigiani.

  219. Grazie mille per la celerità della risposta. Mi sembra di capire che l’unica strada che posso percorrere con questa mia amica è fare la tessera dell’hobbista e concordare con lei un conto visione. Ho capito bene? Inoltre approfitto per chiedere, come posso fare per pubblicizzare i miei prodotti e sapere se possono generare una quantità di richieste che giustifichi l’apertura di una P. IVA? Per esempio è possibile mettere delle foto di alcuni soggetti su instagram e dire che, se piacciono, possono contattarmi in privato? Altrimenti potete consigliarmi un altro percorso? Va considerato che ogni pupazzo richiede dai 2 ai 4 giorni di lavoro quindi non riuscirò mai a generare una produzione che vada oltre i 300 euro mensili, quindi come gestire una P. IVA con un guadagno così basso? Grazie in anticipo per il sostegno che potete darmi in un mondo, quello del fisco, che per me è davvero nebuloso.

  220. Antonella la pubblicità su qualsiasi canale online, comprese foto che rimandano a contatti in privati, presuppongono un’attività commerciale alle spalle. Attualmente in Italia non esiste un regime fiscale che tuteli chi come lei produce qualche oggetto con l’intento di venderlo. A mio avviso, l’opzione migliore che ha è provarci. Voglio dire, se crede in quello che fa perché non investire su di lei?! perché non provare ad operare professionalmente per un periodo. Poi farà le opportune valutazioni del caso. In quel periodo potrà farsi tutta la pubblicità che vuole e apparire come soggetto professionale. In quel periodo capirà se l’idea è stata giusta, o meno. Perché non provarci? Io come fatto con molti suoi colleghi posso mettermi a disposizione per valutare la sua situazione e farle un piccolo business plan con regime fiscle e costi da sostenere. Poi possiamo ragionare insieme sulla fattibilità del tutto. Se le interessa mi faccia sapere.

  221. La sua risposta mi ha aperto il cuore perchè è riuscito a cogliere esattamente la mia situazione, dopo otto anni di disoccupazione e una precedente mia azienda chiusa con concordato preventivo, ho finalmente ritrovato la voglia di mettermi in gioco e lei mi ha dato una speranza. Quindi accolgo di cuore la sua disponibilità a una consulenza e resto in attesa di indicazioni per come procedere per i contatti successivi. Un caro saluto

  222. Buonasera,
    scusate ma io non ho ancora capito…
    se partecipo ad un mercatino, posso o devo esporre i prezzi oppure no?
    inoltre devo avere tesserino da hobbista se previsto, eventuale dich sost atto di notorieta´e basta giusto?
    devo inoltre emettere ricevuta non fiscale: la devo numerare al momento? posso usare un normalissimo blocchetto di ricevute in doppia Copia?
    grazie 1000 per l´aiuto

  223. Angela i mercatini sono fatti per esporre non per vendere, anche se poi si spera qualche pezzo di venderlo anche. Serve tesserino o dichiarazione sostitutiva di atto notorio, dipende dal Comune. Le ricevute sono non fiscali e può utilizzare un blocchetto preso in cartoleria.

  224. Buongiorno, vorrei un chiarimento sui Redditi Diversi.
    Sono un’hobbysta e produco piccoli oggetti handmade. Un’associazione di promozione sociale mi darà la possibilità di esporre alcuni prodotti in una vetrina presso la sede dove si svolge la loro attività. Premesso che ho un contratto di lavoro dipendente part-time, se inserissi il ricavato di queste vendite nei redditi diversi, dovrei pagare tasse per un importo pari a 22% in sede di dichiarazione dei redditi? Ho pensato di lasciare un libretto di ricevute non fiscali nel loro negozio e farle emettere a loro al momento della vendita.
    Consigliereste altrimenti un contratto di conto vendita? qualora l’associazione decidesse di vendere gli oggetti senza rincari sul prezzo come si potrebbe gestire la cosa dal punto di vista della ricevuta?
    Grazie

  225. Un hobbista, come detto più volte non ha l’obiettivo di vendere. Per evitare problematiche fiscali, melgio fare un contratto di conto vendita con l’associazione. In questo modo la situazione si semplifica, almeno parzialmente. Al momento della vendita emetterà ricevuta in base a quando l’associazione le corrisponderà. Deve essere lei a fare ricevute all’associazione, quello che fa l’associazione non è un problema suo. Loro devono sapere come fare a vendere quegli oggetti restando in regola fiscalmente.

  226. Grazie per la risposta. Dunque io farò la ricevuta non fiscale all’associazione, e il totale delle ricevute andrà inserito nei redditi diversi del modello 730. Questi saranno tassati?

  227. Buongiorno Angela, la risposta alla tua domanda dipende da quello che vendi,

    Per la tipologia dei mercatini possiamo identificare 3 categorie (tralasciando gli operatori professionali):

    1) Hobbisti, sono coloro che vendono ai mercatini dell’usato (Vedi regolamenti regionali per i mercatini dell’hobbistica)

    2) Opere Ingegno (Pittura, scultura, arti figurative, opere letterarie etc etc)

    3) Picolo artigianato (Cinture, borse, sciarbe, braccialetti, etc etc)

    Le categorie 2 e 3 le troviamo di solito nei mercatini dell’artigianato (Spesso erroneamente chiamati mercatini per Hobbisti creativi)

    Queste tre tipologie hanno regole diverse e riassumo le principali

    1) Hobbisti: Obbligo del tesserino, limitazioni sul valore del singolo oggetto, limnitazioni sul valore globale degli oggetti esposti obbligo di esporre i prezzi oppure no’ (dipende dal regolamento regionale/comunale) emissione ricevuta (dipende dal regolamento regionale/comunale).

    Per queste info puo’ contattare l’ufficio SUAP (Attivita Produttive) del suo comune di residenza oppure del comune dove si tiene il mercatino.

    2) Opere dell’ingegno. Questa categoria è una categoria a parte in quanto riservata ad artisti/scrittori etc etc spesso confusa con chi crea opere di piccolo artigianato), Non hanno obbligo di rilascio della ricevuta, non hanno tetti sul valore delle opere e del totale del valore esposto, non hanno l’obbligo di esporre i prezzi, non hanno l’obbligo dell’ atto sostitutivo di notorieta ma solo di un’autocertificazione.

    3) Piccolo artigianato. Sono coloro che ai mercatini producono e vendono borse, cinture, lavori a maglia/uncinetto, bigiotteria, stoffa, pannolenci etc. etc. tutto rigorosamente prodotto a mano. Questi rientrano (diversamente dalle opere dell’ingegno) sotto la legge del commercio e pertanto devono avere l’atto sostitutivo di notorieta, esporre i prezzi, rilasciare la ricevuta, anche in questo caso consiglio vivamente di contattare l’ufficio SUAP (Attivita Produttive) del suo comune di residenza oppure del comune dove si tiene il mercatino.

    Saluti

  228. Spett.le Fiscomania, gradirei un vs parere. Io frequento mercatini dell’artigianato (Faccio quadri) con l’autocertificazione delle opere dell’ingegno. Dalle mie ricerche risulta che le Opere dell’Ingegno sono quelle creazioni di natura artistica (Pittura, scultura, arti figurative, opere letterarie etc. etc.) A questi mercatini pero’ vedo che anche chi vende borse, scarpe, bigiotteria, lavori a maglia etc etc usa l’autocertificazione delle opere dell’ingegno. Ho parlato con qualche organizzatore che sostiene che in realta’ per la legislazione sono tutte opere dell’ingegno. Quale e’ il vostro parere in merito?

    Grazie

  229. Come detto anche nell’articolo non esiste una regolamentazione univoca degli hobbisti. Questo significa che tutti quelli che effettuano creazioni frutto del loro ingegno, con il solo scopo di esporli sono considerati hobbisti. Ogni Comune ha poi regole diverse per le autocertificazioni o i patentini da esporre. Il fatto è che nel mondo degli hobbisti ci sono impropriamente piccoli commercianti che non possono permettersi di operare professionalmente ed in regola, che utilizzano i mercatini come veri e propri mercati, eludendo la normativa.

  230. Grazie per la risposta. Vorrei sottoporre una nuova domanda che necessita di una piccola premessa.

    Mi sono preso la briga di leggere il regolamento della regione Veneto che recita: … Gli operatori non professionali (hobbisti) possono vendere esclusivamente antiquariato, cose vecchie, cose usate, oggettistica antica, fumetti, libri, stampe, oggetti da collezione. … ” salta subito all’occhio che non si parla di prodotti fatti a mano.

    Incuriosito dalla cosa ho letto anche i regolamenti di Piemonte ed Emilia Romagna e anche questi fanno riferimento ai mercatini dell’usato e antiquariato.

    Il regolamento Emilia Romagna si spinge oltre dicendo all’art. 7 bis : “… Non rientrano nella definizione di hobbisti i soggetti di cui all’articolo 4, comma 2, del decreto legislativo n. 114 del 199… ” ovvero una lista di figure che comprende anche le Opere Dell’ingegno.

    Si evince che la normativa regionale (almeno per le regioni che ho potuto leggere) che regola i mercatini per hobbisti si riferisca a coloro che vendono cose usate o da collezione nei mercatini dell’usato.

    Alla luce di queste normative quale è la vostra opinione?

  231. L’opinione è quella che ho sempre espresso, ovvero che un hobbista e qualcuno che realizza qualcosa per diletto, oppure che come indicato vende oggettistica o beni usati. Quando, invece, la professionalità, l’ingegno e l’opera artigianale prevalgono, e l’intento è quello di vendere, siamo di fronte ad attività commerciali, che anche se “minime” da un punto di vista di fatturato, devono essere inquadrate fiscalmente come tali.

  232. Salve, sono stato contattato da un gruppo di ragazzi per poter esporre per una sola giornata, insieme ad altri hobbisti, le varie creazioni artigianali.
    Premesso che è la prima volta che provo a esporre i miei manufatti.
    Io mi diletto a lavorare ogni tanto il cuoio ma non lo faccio per una vendita continuativa e dalle varie discussioni lette qui devo avere con me dietro durante l’esposizione, l’atto sostitutivo di notorietà e rilasciare la ricevuta (generica e non pre-numerata).
    Sono andato al mio Comune, al SUAP, con l’atto sostitutivo di notorietà e non sanno nè cosa sia e nè come funzioni la procedura.
    Ho perso un’ora faendomi girare tre uffici inutilmente.
    Alla fine mi hanno detto che mi devo iscrivere come OPI (Operatore del Proprio Ingegno), devo andare nel sito del SUAP della mia Regione, scaricare il modello DUAP (DOCUMENTO UNICO ATTIVITA’ PRODUTTIVE), pagare un versamento di 50,00 euro, fare una dichiarazione ai fini dell’iscrizione all’albo, e poi spedire tutto tramite PEC, e non avendo la PEC devo fare una procura per la spedizione tramite PEC di terzi.

    Come mi devo muovere per non incorrere a inutili sanzioni?
    Grazie per la disponibilità.

  233. Buongiorno, sono hobbista e vendo libri usati. Mi capita di acquistare libri da privati per poi rivenderli ai mercatini. All’atto dell’acquisto sono tenuto a rilasciare una qualche ricevuta?

  234. La vendita di libri usati, acquistati e rivenduti, non rientra nell’ambito dell’attività hobbistica. Si tratta di attività commerciale marginale, e come tale deve essere inquadrata. Qualora ci sia una continuità nell’arco dell’anno della vendita, attraverso mezzi online o partecipazione a mercatini, e necessario regolarizzare il tutto attraverso l’avvio di attività commerciale. In ogni caso l’acquisto deve essere certificato da ricevuta, esattamente come all’atto di vendita.

  235. Salve,
    non mi è chiara una cosa.
    Io vorrei aprire un “negozio” su etsy. Faccio delle piccole creazioni home made
    ma non è niente di abituale anzi, a volte il mio store sarà anche vuoto.
    Vorrei sapere se, anche in questo caso, dovrò denunciarlo alla denuncia dei redditi.
    Non sono senza lavoro, faccio un lavoro part time. La vendita delle mie creazioni
    sarebbe più una soddisfazione personale.
    Grazie mille.

  236. Aprire un’attività online, richiede una serie di adempimenti, tra cui la partita Iva. Operare sui portali per vendere, è incompatibile con l’attività di hobbista, intesa intesa come attività di creazione per puro diletto, e non ai fini di vendita.

  237. Non voglio aprire un attività online, semplicemende vendere le mie creazioni che saranno 4/5 all’anno per puro diletto. Per questo chiedo se conviene oppure no. Dovró dichiararlo nella denuncia dei redditi? Quante tasse dovró pagare?

  238. Purtroppo Giulia la legislazione attuale esclude dalle regole sul commercio solo le opere d’arte e le opere dell’ingegno. Tutto il resto, anche se homemade ricade sotto le regole del commercio e/o artigianato.

  239. Buonasera,

    ho letto i tantissimi post e le diverse risposte molto esaurienti.

    Da poco ho iniziato a produrre piccola bigiotteria che vorrei proporre a qualche negozio. Se ho capito bene potrei cominciare con una ricevuta per prestazione occasionale per poi eventualmente in base all’andamento delle richieste aprire una P.I
    E’ corretto ?
    Se trovassi due o tre negozi interessati ai miei prodotti sarebbe ancora sufficiente emettere ricevuta per prestazione occasionale ?

    Grazie

  240. Se vuole lasciare i suoi oggetti nei negozi deve farlo tramite contratti di conto vendita. La prestazione occasionale può andare bene se vende un oggetto in un mercatino, mentre se espone e vuole vendere online la partita Iva è obbligatoria.

  241. Ciao, io ho trovato da poco uno spazio che voglio utilizzare come laboratorio. Ho semplicemente bisogno di spazio. Sono una designer e realizzo pezzi unici solitamente su commissione. Ma non è il mio unico lavoro. Questo al momento è considerato da hobbysta sia per il guadagno che per la regolamentazione. Nello spazio trovato c’è una vetrina su strada, non diventerà mai un negozio e non esporro’ prezzi ma è chiaro che le persone passando mi vedranno lavorare e le possibilità di vendita privata aumenteranno. In termini di legge devo fare attenzione a cone gestisco questa cosa? (Che fino ad ora ho fatto a casa) come posso muovermi? Non sono nella condizione economica di aprire una partita iva, non per il momento almeno. Grazie mille! Giorgia

  242. Se non è in grado di aprire partita Iva allora in questo modo meglio lasciar perdere perché richia soltanto che le contestino un’attività commerciale simulata. Non sarebbe in regola da nessun punto di vista. L’alternativa è aprire un’associazione culturale dedicata alla promozione dell’arte, ed esporre in questo modo le sue opere nel locale. Non prosegua nel modo in cui sta facendo perché richia soltanto di incorrrere in sanzioni. Se vuole ne parliamo in privato.

  243. buonasera, sono un hobbysta, e recenteente ho venduto un mio quadro per il quale mi è stata chiesta ricevuta; il dubbio mi sorge in quanto percepisco pensione d’invalidità con accompagnamento, non faccio il 730 ma il red. Come mi devo comportare? Spero mi possa sciogliere quello che sta diventando il dilemma dell’anno,
    Grazie mille ! Claudia

  244. Buonasera, sono una lavoratrice dipendente e per hobby realizzo dei bijoux di cui pubblico le foto su instagram senza alcun riferimento alla vendita ne’ indicazioni di prezzo. Ho ricevuto su instagram la proposta di una persona che si offre di recensire i miei lavori che giudica interessanti; dopo una veloce ricerca ho visto che effettivamente recensisce altri oggetti.
    Ammesso che accetti la proposta, vi chiedo: queste sue recensioni possono essere inquadrate come pubblicità a mio favore? Qualora a seguito della recensione venissi contattata per effettuare la vendita di un oggetto e volendo effettuarla, come mi dovrei comportare dal punto di vista fiscale? Devo emettere una ricevuta non fiscale e dichiarare nella dichiarazione dei redditi quanto percepito?
    Grazie per l’attenzione.

  245. La recensione è una forma di pubblicità. L’hobbista è coloui che realizza oggetti per diletto, non con lo scopo di vendere. Se si vendono oggetti si è artigiani o commercianti, a seconda dei casi. Dovrà operare in regola se la sua attività di vendita diventa regolare.

  246. Salve,

    da anni ormai coltivo la passione per la realizzazione di bijoux artigianali, con componenti realizzati interamente da me o insieme ad altre creative. Ho vissuto alcuni anni negli States dove ho aperto un sito su Etsy. Ora, rientrata stabilmente in Italia vorrei sapere se e come posso continuare la vendita su Etsy, visto che gli articoli (pezzi unici) possono rimanere esposti anche per mesi (finchè qualcuno non li compra). Non ho partita iva né conto di prenderla a breve…
    Inoltre, volendo provare a vendere anche tramite conto vendita a qualche negozio, come posso regolarmi? devo farmi preparare un contratto di conto vendita da un commercialista? Grazie!

  247. buongiorno…ho letto tutto il sito e molti commenti, il tutto molto interessante, ma non so ancora come comportarmi: faccio fotografie naturalistiche per hobby e talvolta le faccio stampare da un sito online, tali stampe poi le monto su delle cornici da me prodotte utilizzando legno vecchio o di scarto. tali opere poi le vendo a parenti amici e conoscenti o a chi me le chiede. tutto cio rientra nelle opere artistiche o di ingegno? inoltre se emetto ricevuta non fiscale posso ritenermi fiscalmente a posto? grazie per l’eventuale risposta…

  248. Quello che deve fare è capire se la vendita è abituale oppure accessoria. Se vende un oggetto o due all’anno può fare ricevute, ma altrimenti dovrà mettersi in regola.

  249. Buonasera, L’anno scorso ho fatto due mercatini per Natale vendendo qualche oggetto con ricevuta non fiscale. Ma io quest’anno essendo disoccupata da parecchio tempo non faro’ il 730, come funziona per questi incassi? E vorrei capire anche i costi fiscali per oggettistica venduta su miss hobby in maniera saltuaria. Grazie dell’aiuto e dell’ articolo interessante.

  250. I compensi percepiti devono essere dichiarati, anche se non si hanno altri redditi, ma valuti la situazione con il suo consulente. Mentre se si vende su portali online è obbligatoria la partita Iva. Per maggiori info mi contatti in privato.

  251. Buongiorno,
    Ringrazio innanzitutto per questo articolo che, tra centinaia, è l’unico davvero completo.
    Io sto portando avanti un progetto momentaneo e scolastico, che terminerà tra 4 mesi massimo. Quest’ultimo consiste nella produzione artigianale di bigiotteria e la successiva vendita, cercando di applicare le mie competenze scolastiche. Detto ciò volevo comprendere più chiaramente in che ambito potrei vendere con il solo utilizzo della ricevuta non fiscale e il ruolo che può svolgere internet per non sfociare in quello che diventerebbe attività di un commerciante. L’utilizzo dei matketplace, come ad esempio etsy, cosa comporterebbe? Dovrei poi rilasciare/spedire ai compratori la ricevuta non fiscale?
    Ringrazio anticipatamente,
    Buona giornata.
    Giada.

  252. Salve Giada e grazie per le sue parole. L’attività hobbistica si caratterizza per la realizzazione di oggetti per puro diletto, quindi senza la successiva attività di vendita. Quando si realizza e si vende si sta sfociando in attività di tipo commerciale/artigianale. Attività che deve essere regolata da un punto di vista amministrativo contributivo e fiscale. Questo indipendentemente dal volume di vendita. Per evitare di sfociare nell’attività commerciale è opportuno evitare di vendere su portali online tipo Etsy ed anche promuovendo online prezzi di vendita. Ad esempio foto su profili facebook o instagram con prezzi di vendita non sono possibili. Quindi cosa fare? La soluzione migliore è quella di fare contratti di conto vendita con negozianti. In questo modo si può vendere emettendo una ricevuta non fiscale al negoziante. Oppure avere dei siti o profili anche facebook, ma che siano esclusivamente vetrina, quindi che non espongano prezzi di vendita. Per approfondire, se vuole, mi contatti in privato.

  253. Salve,
    Grazie mille per l’articolo.
    Una domanda: nel caso di vendita su siti internet (marketplace), bisogna rilasciare una ricevuta? Potrebbe dirmi come funziona?
    Grazie!

  254. Se si vende sui portali online bisogna operare professionalmente, quindi con partita Iva ed emettendo fattura. In ogni caso, per maggiori info possiamo sentirci in privato.

  255. Grazie mille delle informazioni riportate nell`articolo, leggerlo è stato molto utile. Avrei una domanda riguardo a in caso non trattato dall`articolo. Ē possibile communicate privatamente? Grazie mille Saluti Serena

  256. Buongiorno
    Articolo molto ben fatto ed estremamente utile, avrei però bisogno di qualche chiarimento perché, da hobbista quale sono, credo di essere un po’ al limite con l’apertura della p.iva.
    In tal caso vorrei capire che tipo di p.iva aprire. Grazie!
    Mauro

  257. Buonasera, ho letto il suo articolo ed i suoi consigli, di cui, Lei permettendo, mi vorrei avvalere.

    Si tratta di un prodotto parzialmente ” home made” tuttavia artigianale.
    Come tutti i principianti , vorrei parlargliene in privato, ora stò facendo un corso sul digitale e pertanto
    si tratta anche di fare una scelta quasi nell’immediato o comunque nei prossimi mesi.
    Vorrei poter essere pronta per Maggio, vedremo.

    in attesa di poterle scrivere in privato, resto in attesa di risposta al mio contatto. grazie cordiali saluti

  258. Buongiorno! 1-Bellissimo articolo e scritto bene! 2-ho da poco aperto un negozio su Etsy, e se si avviasse provvederei ovviamente all’apertura della p.IVA, ma nel frattempo ho un dubbio. Nell’articolo si specifica che i prezzi non possono essere indicati in una vetrina relativa ad un sito (personale), ma non si specifica se la vetrina della pagina FB è considerata tale. La vetrina FB obbliga a mettere la voce prezzo. Nel caso l’alternativa sarebbe mettere 0 che è un pò fuorviante. Specifico che nella vetrina ovviamente selezionerei la modlità: vendita articoli tramite sito web esterno. Quindi di fatto su fb io non posso vendere nulla, vorrei solo capire se pubblicare il prezzo può essermi contestato. Grazie

  259. Salve Sandra. Grazie prima di tutto per i complimenti. Per sito vetrina si intende un sito ove si possono solo far vedere gli oggetti realizzati, senza prezzi o inviti alla vendita. Quindi, Etsy è un portale di ecommerce, e non una vetrina. Stessa cosa per le pagine FB dedicate alla vendita. Quindi, sia Etsy che FB la obbligano ad operare fin da subito con partita Iva e tutti gli adempimenti conseguenti. Per approfondire, se vuole la contatto in privato.

  260. Buongiorno, grazie per questo dettagliatissimo link. io sono un bobbista. Avrei voluto aprire un attività, ma amici mi hanno sconsigliato in quanto faccio si e no 3 mercatini annui (solo al mio piccolissimo paese) con vendita minima… Se nel paese c’è gente di fuori riesco a vendere abbastanza.in quanto ai miei paesani, escono battute quali “ecco le opere dei mongoloidi” “che vergogna i tuoi lavori, perché non ti metti una corda al collo?” stavo valutando l’e-comerce, ma noto che si necessità di partita iva…

  261. Il consiglio che do sempre è quello di investire su se stessi. Se si crede che le proprie creazioni possano piacere allora meglio provare a fare le cose per bene e poi valutare come va. Se, invece, si vuole lasciare che il tutto resti un hobby allora va bene continuare a fare solo i mercatini. Se vuole possiamo sentirci in privato. Così posso spiegarle meglio e magari valutare la situazione.

  262. Salve vorrei dei consigli.. io sono un hobbista. Lavoro saltuariamente vendite pari a zero ! Forse si è no 1/2 l’anno..Mi piace molto creare e quindi.. voglio sempre credere che andrà meglio.!. Essendo che non vendo molto posso stare tranquilla nell’ ambito finanziario.. ho ce bisogno di qualche certificazione apposita per continuare a creare tranquillamente ? Grazie mille per in anticipo x la.risposta

  263. Chieda al suap del suo Comune se ci sono autorizzazioni particolari per chi vuole operare come hobbista. Fatto questo può stare tranquilla se non vende online ma nei mercatini emettendo ricevuta. Quando le vendite diventaranno abituali allora dovrà regolarizzare la posizione.

  264. Buona sera, grazie per le informazioni. Volevo delucidazioni in merito ad un aspetto. .E’ possibile, da hobbista, aprire una pagina Facebook generica, non di vendita, che funga solo da vetrina per mostrare i lavori? Senza prezzi e senza indicazioni di vendita, solo con la possibilità di richiedere informazioni tramite messaggio privato.

  265. “l’hobbista che desidera vendere le proprie creazioni online senza possedere partita Iva, può avvalersi di uno dei tantissimi marketplace” e poi viene nominato Etsy. Poi in un commento Etsy viene considerato un’ecommerce, quando è praticamente il mondo degli hobbisti. Quindi articolo e commento sono contraddittori.

  266. Tutto dipende dall’abitualità della prestazione. In generale utilizzare marketplace per la vendita è prerogativa di attività commerciale. Quindi ad una domanda generica la risposta è generica. Nello specifico poi bisogna valutare caso per caso. Se su Etsy espongo solo un oggetto per un periodo limitato posso essere comunque hobbista. Ma se ho vendite periodiche e molti prodotti esposti, passo ad essere un commerciante. Il confine spesso è labile, come detto perché la figura fiscale dell’hobbista non esiste. Se si vende si fa attività commerciale.

  267. Se volessi lasciare in esposizione le mie creazioni in un negozio, che non è mio, come mi devo comportare in caso di vendita? E il titolare del negozio cosa deve fare? Grazie!

  268. Buonasera, ho un lavoro dipendente e per diletto ho intenzione di scrivere un libro riguardante una passione che ho coltivato per anni. Lo farei stampare in tipografia a mie spese e vorrei vendere qualche centinaio di copie tra gli appassionati di quel settore su internet, servendomi di siti vetrina per la pubblicità o in occasione di raduni tematici. Potrei essere considerato un hobbista e procedere senza dover avere una partita iva, dichiarando semplicemente il ricavato nella mia dichiarazione dei redditi e rilasciando ricevute non fiscali? Grazie
    Michele

  269. Se vende direttamente il libro, dovrà operare con partita Iva, non ci sono alternative. Se, invece, cede a terzi il diritto di vendere dietro royalties, come ad esempio fanno gli scrittori con le case editrici, non occorre partita Iva, c’è una disciplina fiscale particolare. Mi contatti in privato per maggiori info.

  270. Quindi se io vendessi su Etsysì i miei prodotti artigianali quanti giorni devono stare in vetrina per essere considerato un hobbista e non un venditore professionale
    Facciamo un esempio se fossero 10 giorni ed io al 10º giorno cambio l’articolo in vendita e ne metto un altro e lo faccio stare altri 10 giorni e così via sarei sempre considerato un hobbista ?

  271. Buongiorno. Questa guida la provo fantastica e ogni volta che ho dubbi, vengo qui a chiarirli. Ora però ho un dubbio per cui chiederei il suo consulto in privato, sarebbe possibile?

  272. Buongiorno, io per quanto abbia cercato di sviscerare questa normativa, non capisco se queste modalità consentano di vendere occasionalmente SOLTANTO nei mercatini o anche in qualunque luogo pubblico come ad esempio una piazza, senza però invadere il suolo con alcun tipo di esposizione, s’intende… se poi potesse contattare anche me, avrei molti altri dubbi da esporle! Grazie infinite

  273. L’attività di hobbista consente soltanto la vendita nei mercatini, altrimenti la sola esposizione. Ogni altra attività fa uscire da questa casistica per sfociare nell’attività artigianale. La contatto in privato.

  274. Buongiorno,
    Facendo la dichiarazione dei redditi per altro (730), il reddito ad esempio derivante da due quadretti venduti come hobbista, come va inserito?considerato che la cifra arriva su un totale di 30€. Nel quadro D non c’è una voce specifica…
    Inoltre sulla piattaforma BLURB ho in vendita, pubblicato un mio libro. Ma vendendolo tramite loro, quindi loro si occupano di stamparlo, produrlo e spedirlo, io devo dichiarare qualcosa? O é un’altra cosa…?

    F

  275. Il compenso relativo alla vendita dei quadri va sicuramente nei redditi diversi, nelle attività occasionali. Per la vendita del libro bisogna verificare se il reddito percepito rientra nella cessione del diritto di autore. Le serve sicuramente un aiuto per compilare la dichiarazione dei redditi.

  276. Salve, per il contratto in conto vendita quindi il commerciante vende ed emette scontrino (già sono i primi 22%di IVA ) poi a me hobbista paga la ricevuta al netto della ritenuta di acconto (e sono altri 20% che vanno a gravare sullo stesso prodotto giusto? )

  277. Lei stabilisce che per ogni vendita del prodotto le spettano ad esempio 10 euro. Poi il negoziante può vendere al pubblico alla cifra che preferisce, sapendo che comunque a lei spettano 10 euro dalla vendita. Di queste 10 euro a lei arrivano nette 8 perché 2 sono di ritenuta di acconto che recupererà in dichiarazione dei redditi.

  278. Buonasera,ho letto l’articolo e mi è stato utile come prime informazioni ma chiedo se è possibile essere contattata in privato per maggiori informazioni. Grazie in anticipo.

  279. Salve, innanzitutto grazie per l’impegno che mette nel suo sito.
    Ho l’hobby di personalizzare casse musicali con stnecil, decoupage, collage con varie foto, stampe ecc…per intenderci sono casse bluetooth che personalizzo con fotografie di parenti amici ecc…
    Queste casse le compro e al momento le vendo ai parenti o amici che mi fanno richiesta.
    Qui da me faranno per tutta estate dei mercatini di artigiani-hobbisti, saranno una dozzina in tutto. Vorrei sapere se vado a questi mercatini posso farlo ancora come hobbista o mi consiglia di evitare perchè configurerei attività continuativa? Prevedo di non superare i 4800 euro.
    Inoltre, un amico ha un negozio di design per la casa, e leggendo la vostra guida ho pensato che potrei proporgli un conto vendita, ma mi chiedo se lui avrebbe problemi con la garanzia (che io non posso dare ovviamentea) sulle componenti elettroniche (casse, ricevitore bluetooht ecc)?
    Grazie

  280. Per capire se può partecipare come hobbista ai mercatini deve fare riferimento ai vari SUAP dei comuni ove parterciperà per capire se richiedono requisiti o limiti di partecipazione. Sulla sua seconda domanda, ovviamente, la vendita di oggetti con parti elettroniche, fa propendere l’attività svolta più per una attività artigianale, quindi farei attenzione ad offrire questi prodotti in conto vendita.

  281. Buon pomeriggio, vorrei sapere se quanto indicato in questo articolo sia valido solo per i prodotti home made o se lo sia anche per gli articoli usati ricevuti in eredità.
    Grazie

  282. Buongiorno, mi chiamo Laura Battagin e ho trovato questo articolo molto interessante. Faccio la sarta e da diversi mesi sono indecisa se aprire partita IVA. Da quando mi sono trasferita il mio lavoro è diminuito ma non per questo demordo. Ho creato anche degli accessori per uomo e donna che espongo in mercatini occasionali e su Etsy.com.
    Sono articoli di nicchia e mi rendo conto che non è semplice venderli. Sono alla ricerca di un rappresentante di abbigliamtento/accessori per piazzarli nei negozi, ma non avere partita IVA mi blocca
    Un negozio qui a Torino me li ha tenuti in conto vendita per sei mesi: al termine ho scritto una ricevuta con marca da bollo per gli articoli da lei venduti.
    Farse il salto di qualità o restare fermi?Insomma, un bel rebus.

  283. Buongiorno , gradirei cortesemente un approfondimento rispetto alla definizione di hobbista , ossia : dal momento che la normativa prevede che hobbisti siano definiti come :operatori non professionali che vendono, propongono, espongono, o barattano, in modo sporadico ed occasionale, prodotti di modico valore, per lo più opere della propria creatività o del proprio ingegno, la domanda sarebbe : – essendo coadiuvante artistica di una pittrice a tutti gli effetti e avendo ricevuto mandato da costei per una possibile attività da svilupppare ed essendo io alle prima armi, le chiedo ispirandomi alla normativa …per lo più opere del proprio ingegno ed essendo magari da inquadrare in questi casi , poteri richiedere ed ottenere il patentino di hobbista con queste caratteristiche .?Inoltre volevo chiedere se è possibile ottenere un business plan come ho visiti scritto da parte Vostra In attesa grazie tanto, Annalisa

  284. Salve Annalisa, l’attività di un pittore npuò mai essere un attività hobbistica. Trattasi di attività professionale, e come tale deve essere svolta anche da un punto di vista fiscale. L’hobbista vende sporadicamente, e realizza oggetti, il pittore utilizza il proprio ingegno per realizzare un’opera d’arte. Siamo su due campi diversi. In ogni caso, se vuole, posso scriverle in privato per analizzare meglio la sua situazione ed eventualmente pensare al business plan. Mi faccia sapere.

  285. Buongiorno Annalisa, Esiste una netta distinzione tra hobbisti e OPI (Opere del proprio ingegno) può farsene un’idea leggendo la risoluzione del ministero dello sviluppo economico scaricabile a questo link: http://www.sviluppoeconomico.gov.it/attachments/article/2033711/224879varie.pdf
    Inoltre gli OPI non rientrano nella normativa sul commercio (vedi Dlgs 114/98 comma 4 Lettea 2 par. h) inoltre i comuni non possono legiferare o normare le attività OPI vedi costituzione italiana art 117/r
    che recita “Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie: …opere dell’ingegno…”
    Saluti.

  286. Buongiorno!! Vi seguo da un anno e devo dire grazie per questo interessantissimo servizio che mettete a disposizione!! Vengo alla mia domanda…. creo piccoli articoli regalo in feltro e materiali simili e confeziono bomboniere sempre in modo artigianale e saltuariamente (ho attestato di alimentarista HACCP per i confetti). Alcuni negozi mi hanno chiesto di poter avere una specie di depliant con una raccolta fotografica delle mie creazioni (senza i prezzi) in modo da lasciarlo in visione alle loro clienti…. lo posso fare tranquillamente o devo chiedere qualche permesso in comune? Grazie per l’attenzione!

  287. Buongiorno,grazie per la guida.
    Mi chiamo Laura e sarei interessata a vendere piccoli oggetti realizzati a mano soprattutto tramite web.
    Non me la sento di aprire partita IVA prima ancora di sapere se gli oggetti funzioneranno e in quanto tempo sarei in grado di guadagnare abbastanza da poterne fare un lavoro.
    La guida è chiara tranne l’aspetto legato all’e-commerce/vetrina.
    Considerando che Etsy,ad esempio,non richiede necessariamente la partita iva per vendere sul sito e non vi sono “negozi virtuali”in cui non compaiano i prezzi degli articoli,anche nei casi in cui la p-Iva non viene indicata,mi chiedo quindi come facciano queste persone a vendere.
    Inoltre la ricevuta non fiscale come viene rilasciata tramite web?
    Grazie
    Laura

  288. Salve Maria Rosa, grazie a voi lettori se tutto questo è possibile. Per quanto riguarda la sua attività, quello che può fare è un contratto di conto vendita, ove lascia al negoziante i suoi oggetti, e magari il depliant delle creazioni, e per ogni vendita può emettere una ricevuta non fiscale, con un prezzo pattuito con il negoziante stesso. Non occorrono autorizzazioni particolari per questo. Poi se vuole vendere direttamente le cose cambiano.

  289. Salve Laura, Etsy non è tenuto a far rispettare ai propri inserzionisti la disciplina fiscale italiana. Questo perché i responsabili sono i singoli venditori. Tutti i venditori sui portali che effettuano attività in modo continuativo ed abituale sono tenuti ad operare in regola con la normativa fiscale e tutte le autorizzazioni del caso. Chi non lo fa non sta operando in regola. Molti pensano che nessuno arriverà mai a fare un controllo quindi operano rischiando, consapevolmente o meno. Per vendere direttamente sui portali come Etsy, in modo continuativo occorre essere in regola da subito e a prescindere dai ricavi ottenuti. Quello che le posso consigliare è di iniziare a vendere qualche oggetto, ed iniziare a porsi il problema quando le vendite saranno continuative ed abituali. Per quanto riguarda tutti gli aspetti fiscali e contabili per apertura e gestione dell’attività sono a disposizione.

  290. Buongiorno,

    sono una hobbista e creo saltuariamente, non
    ho la P.Iva ma ho avuto una richiesta consistente di creazioni e vorrei sapere se posso far effettuare la fattura a una mia conoscente con P.Iva per me? Perchè, ma è solo una idea, due mie conoscenti commercianti, si proporrebbero per agevolarmi e se si potesse, come potrei regolarmi con loro? – aldilà della cortesia dico a livello di bolli etc.. –

    In alternativa alla P.Iva, come privata, in cosa consiste la ricevuta non fiscale, cioè basta il mio CF?

    Grazie

  291. Salve Ines, io opererei attraverso contratti di conto vendita con i commercianti. Redige il contratto con loro lo firma, ed emette ricevute per ogni vendita. Se ha bisogno di maggiori info mi contatti in privato per una consulenza.

  292. salve, mi chiamo florinda , sono socia di un’associazione onlus e realizziamo vari oggetti fatti a mano. per quanto riguarda i mercatini abbiamo delle autorizzazioni a vendere dietro ricevuta non fiscale fino ad un raggiungimento tot annuale. ho ricevuto una richiesta di vendita da un commerciante che poi vorrebbe rivendere le mie creazioni, mi ha chiesto una fattura e io non so come comportarmi, non si tratta di una cifra altissima per cui non mi sembra il caso di aprire una partita iva, potreste aiutarmi? grazie

  293. salve, io non realizzo niente a mano, però volevo avviare un progetto nella mia città mettendo su un blog, e vorrei fare pubblicità a piccoli commercianti e negozi…chiedendo naturalmente piccolissime cifre per poi in futuro continuare a collaborare con loro…nella speranza che diventi poi un lavoro vero….mi chiedevo se potevo iniziare come hobbista?

  294. Questa attività non ha niente a che vedere con gli hobbisti. Tuttavia, se vuole mi contatti in privato per una consulenza. Le saprò indicare il modo giusto per avviare correttamente la sua attività.

  295. Buongiorno, mi chiamo Silvia, sono titolare insieme ad una socia di un negozio di prodotti biologici, alimentari confezionati, cosmetica, make up ecc. Come hobby realizzo piccoli oggetti e accessori. Vorrei sapere se posso vendere questi oggetti nel mio negozio e come fare per essere in regola con la vendita. Grazie mille

  296. Salve, io ho registrato un marchio, aperto p. iva un anno fa, sono prodotti di bigiotteria importati, io li assemblo e li confeziono con packaging comprato in Italia. Vendo su e-commerce (poco) e faccio i mercati peró il ricavato non é sufficiente a pagare tutte le spese di commercialista, inps ecc. Inoltre ho subito 4 operazioni quest’ anno ed ho problemi di salute.Se chiudo il website e continuo solo con mercati e mercatini posso chiudere p. iva e fare l’ hobbista facendo attenzione a non superare il fatturato di 4.800 euro l’ anno?
    Grazie per la vostra risposta, sono ad un passo a chiudere l’ attività purtroppo.
    Saluti cordiali

  297. Salve sono Natalia e realizzo a mano bigiotteria….frequento mercatini artigianali come hobbista da circa 6 anni con buoni successi ed ora ho in mente di aprire solo per un mese un temporary store ….ho letto che necessito di partita iva….esiste una partita iva temporanea economica agevolata per chi crea artigianalmente ? Vorrei risparmiare con le spese perché l operazione risulti più conveniente che fare mercatini in strada…ha qualcosa eventualmente da propormi?

  298. Buongiorno, ho una domanda… sono un hobbista, realizzo la bigiotteria (braccialetti e collane) che di norma vengono regalati agli amici ad occasione delle feste ed adesso voglio partecipare ad un mercatino per hobbisti ed esporre un certo numero di pezzi in un negozio sotto il contratto di conto vendita occasionale. Il commerciante mi ha richiesto il documento di trasporto. Io però non ho una partita IVA.
    Il DDT può essere emesso coll’inserimento del solo codice fiscale da parte mia ed è effettivamente indispensabile o in questo caso si può fare a meno avendo stipulato il contratto di conto vendita occasionale con il negoziante? grazie in anticipo,
    Sergio

  299. I soggetti non dotati di partita Iva non possono emettere DDT. Lei deve stipulare il contratto di conto vendita e consegnare il materiale al commerciante.

  300. Gentile Fiscomania,
    grazie della risposta, chiara e puntuale come sempre. Avrei un’altra domanda riguardante il contratto estimatorio, ma la farò nella sezione dedicata.
    Cordiali saluti,
    Sergio

  301. Sono un hobbista che vorrebbe partecipare a dicembre 2018 ad una importante fiera del mobile in miniatura (Dolls hause miniature) a Londra.
    Da hobbista non ho partita IVA , posso stipulare un conto di vendita occasionale con la fiera che mi ospita? come si chiama in Inglese per poterlo chiedere alla padrona della fiera?.
    Vorrei anche sapere se, aprendo un conto in banca per l’occasione, infatti al momento non ho C/C posso portare con me un Poss per ricevere i soldi direttamente sul nuovo conto invece che cash?
    cordiali saluti
    maria

  302. Il contratto di conto vendita non si fa con la fiera, ma deve farlo con un venditore professionale, che parteciperà alla fiera al posto suo. Altrimenti dovrà diventare lei un venditore professionale ed operare in regola. Nella sua situazione può soltanto trovare un commerciante a cui affidare i suoi oggetti in conto vendita.

  303. Buongiorno,
    vorrei aprire un ecommerce per vendere bijoux assemblati a mano da me, perché come diceva Fiorenzo, con i mercatini e i marketplace non si vende niente o quasi e comunque l’assemblaggio non viene accettato, ho necessità di avviare un’attività professionale a tutto tondo

    considerato che per il sito e le foto non avrei spese, quanto mi verrebbe a costare, indicativamente ovviamente, come burocrazia, commercialista, tasse ecc? la bigiotteria assemblata rientra nell’artigianato? perché per esempio ai mercatini non è considerata opera dell’ingegno ecc.

    se Fiorenzo legge il mio messaggio volevo chiedergli anche se con il sito lui vendeva bene rispetto a mercatini e marketplace

    grazie

  304. Salve, sono una graphic designer e mi sto appoggiando su alcuni siti che vendono magliette con stampe di mie illustrazioni (prezzi esposti sulla pagina). Mi sono posta il problema dell’iva solo adesso; essa non è richiesta da questi siti e uno di essi specifica che bisogna fornire PI solo se si è azienda e non privato. In circa 2 mesi ho venduto solo 4 pezzi, con guadagno molto basso e non sono neanche stata pagata, perché c’è un minimo da raggiungere prima di ricevere l’importo. Anche in questo caso bisogna avere una partita iva?
    Grazie

  305. Buongiorno Fiscomania, questa guida mi è stata molto utile.
    Io realizzo oggettini fatti a mano ed a brevissimo vorrei iniziare a fare anche i mercatini, però mi chiedo: cosa viene considerato fatto a mano e cosa no per poter rientrare nella categoria Hobbisti?
    Io ad esempio oltre che a peluche, oggetti in legno o in cartone realizzo anche tazze personalizzate (semplicemente decorando delle tazze), magliette con disegni fatti a mano ed assemblo bracciali e collane comprano ciondoli e catenine e creando i vari gioielli.
    Chiedo quindi: viene tutto considerato realizzato a mano anche se comunque le tazze, le magliette ed i ciondoli li compro già fatti ed io “decoro” ed assemblo?
    Grazie.

  306. Salve Marta, se vuole possiamo sentirci in privato così possiamo farle un preventivo dettagliato per la nostra assistenza fiscale continuativa per la sua nuova attività. Mi faccia sapere.

  307. La vendita di oggetti online è considerata e-commerce. Attività per cui è richiesta partita Iva. Se vuole mi scriva in privato così possiamo analizzare con maggiore dettaglio la sua situazione.

  308. L’attività che sta facendo è sicuramente un’attività di tipo artigianale, così viene considerata la realizzazione o la modifica essenziale di oggetti. Per quanto riguarda i mercatini, non esiste una norma che identifichi chiaramente cosa è considerato “fatto a mano”, da cosa invece non lo è. Il tutto è lasciato molto alla discrezione dei Comuni che si occupano di gestire i mercatini, oppure il tutto è a cura della discrezione degli organizzatori privati.

  309. buongiorno,
    grazie per la risposta, dopo Le scrivo
    per quanto riguarda la decorazione e l’assemblaggio di oggetti già pronti, so che ai mercatini non sono accettati perché non sono ritenuti opera dell’ingegno e in alcuni casi ci sono stati anche creativi multati ai mercatini perché vendevano oggetti di questo genere
    tuttavia per esempio sui marketplace dell’handmade, assemblaggio e decoro di oggetti già pronti, sono considerati handmade
    quindi è una cosa un po’ ambigua

  310. Buongiorno, dato che citate Etsy, vorrei chiedere delucidazioni in merito. Io ho un “negozio” Etsy per la vendita di file digitali da me creati in PDF come tutorial per creare bijoux…dunque io non ho partita iva e nemmeno vorrei aprirla xche ho già un lavoro da dipendente nel settore privato. Gli incassi sono molto irrisori. Però ovvio su Etsy i prezzi sono esposti ma con il seguente criterio: io fisso un prezzo imponibile 5 €. La cliente pagherà 5+iva 22% = 6.10€. Io incasserò solo 5€ meno tutte le commissioni (ivate) che si prende Etsy… Etsy dell’Iva che “trattiene” dalla mia vendita (1.10€) pare che la versi per mio conto.
    1) avendo già altro reddito, nel prossimo 730 farò rientrare sotto la voce altri redditi il totale di questi piccoli incassi che sicuramente non arrivano nemmeno a 250€ annui (purtroppo…)
    2) devo fare qualcosa per il discorso IVA? nel senso…basta ciò che fa Esty come “sostituto”?
    3) siccome non sono l’unica su Etsy…sono quasi certa che nessuno ha la partita iva!!! ma cosa si deve fare??se è marketplace si può vendere, ma se è un inserzione fissa non è più attività saltuaria..e quindi non basta più solo fare la dichiarazione?
    C’è troppa confusione in merito e mi piacerebbe capire come fare! grazie in anticipo

  311. Capisco le sue motivazioni, ma lei ha un negozio online, e come tale per essere in regola deve sottostare alla normativa civilistica, fiscale e previdenziale. Non fare questo significa non essere in regola e rischiare sanzioni da tutti questi punti di vista. Nel nostro ordinamento chi gestisce un negozio online, indipendentemente dal fatturato, ha una normativa da rispettare. Non possono essere applicate prestazioni occasionali per i negozi online. Questo aspetto deve essere chiaro.

  312. Ora però che ci penso nell’articolo scrive che marketplace come Etsy è il posto giusto per vendere per noi hobbisty, ma poi sostanzialmente mi ha confermato che non possiamo vendere senza partita iva; quindi in ogni caso serve la partita iva anche per Etsy o misshobby? Grazie.

  313. Salve
    mi permetto di lasciare un mio commento barra domanda a questo articolo molto esaustivo.
    Io ho uno shop su Etsy, in due anni ho fatto solo 32 vendite, quindi possiamo considerare la cosa come sporadica? (non ho altri lavori); i miei articoli,come quelli di tutti, hanno per forza di cose i prezzi in evidenza perchè siamo in vetrina, e ogni tanto, quando creo qualcosa in maniera artigianale, lo inserisco: se lo vendo bene, senno resta li per parecchio.
    Come devo comportarmi?? dovrei aprirmi la p.i. nonostante venda quando capita oppure posso limitarmi a emettere la ricevuta non fiscale quando vendo?
    La ringrazio anticipatamente

  314. Operare su Etsy significa gestire le una attività di e-commerce. Non esiste una regolamentazione per l’occasionalità di questo tipo di attività. Se si decide di operare in e-commerce bisogna farlo necessariamente in modo professionale. Non esistono alternative che consentono di restare in regola. Questo va detto, poi bisogna valutare se può convenire o meno operare con una partita Iva agevolata. Dipende dai casi, per alcuni può essere molto vantaggioso anche con poche vendite. Bisogna analizzare in dettaglio la situazione. E’ quello che consiglio a tutti in questi casi. Se vuole sono a disposizione e la contatto in privato.

  315. Buongiorno,
    mi piacerebbe partecipare ad un mercatino di Natale in Piemonte proponendo beni alimentari assemblati da me, principalmente con alimenti secchi o disidratati. Gli ingredienti sarebbero acquistati da altri. Non il classico cestino ma qualcosa di più creativo.
    Come si configurerebbe, a quale normativa devo fare riferimento, e di cosa devo essere in possesso?
    Grazie

  316. Salve,
    Ho una curiosità, da circa un anno dipingo quadri per hobby che non vendo in quanto per me è solo un passatempo, ma di cui pubblico semplicemente le foto nella mia pagina di Instagram.
    Vedo che molti profili simili al mio nella home o sotto le foto dei propri quadri utilizzano la dicitura “Messaggio privato per commissioni”, un utilizzo del genere di Instagram con tale dicitura può essere interpretata come “attività continuativa”? Oppure il fatto che non ci siano prezzi e che vengano fatte solo opere su richiesta lo fa rientrare nella hobbistica?
    Come detto per me è un hobby, ma non mi dispiacerebbe poter vendere i miei quadri per poter riprendere almeno le spese dei materiali, tuttavia se questo deve comportare l’apertura di una PI con ulteriori spese, preferisco continuare a tenermeli o a regalarli a parenti e amici.
    Grazie in anticipo

  317. Sicuramente invitare al contatto privato è sinonimo di attività commerciale. Sicuramente si tratta di un modo sicuramente più velato di far figurare la cosa, ma invitare al contatto privato, significa contattami per l’acquisto, quindi si tratta di attività commerciale.

  318. Leggendo il suo esaustivo articolo soprattutto sul tema Etsy ho capito che non posso continuare a gestire la mia vetrina se non ho partita IVA, vorrei avere un colloquio privato con lei per avere informazioni sui costi per aprirla e mettermi in regola.

  319. Buonasera,le scrivo in quanto non ho ancora trovato una risposta esaustiva al mio “problema”.
    Sono una p.iva con regime forfettario (design moda),e mi chiedevo se la partecipazione saltuaria 2/3 volte l’anno dove espongo e vendo accessori fatti completamente a mano e pezzi unici con materiali di riciclo mi comporta l’apertura della camera di commercio e quindi il cambio di codice ateco da professionista ad artigiana. Visto che il mio lavoro abituale non è vendere queste borse mi chiedevo se c’è la possibilità di poter dichiarare queste entrate in sede di modello unico in un altro modo. Spero mi possa aiutare.
    Buona serata.
    Valentina

  320. Salve Valentina, certamente la posso aiutare, ma ho bisogno di avere maggiori informazioni per poterle indicare al meglio come operare. Se vuole ne parliamo in privato e le spiego anche il nostro servizio di assistenza fiscale continuativo per soggetti dotati di partita IVA.

  321. Finalmente un articolo che da informazioni corrette in materia anche se vi è una importante precisazione da fare.

    L’art. 117 della costituzione Italiana afferma che “Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie r): ..Opere dell’ingegno”

    Pertanto qualsiasi norma Regionale/comunale (limiti, prezzo massimo, numero di pezzi, numero di mercatini, tesserini etc. etc. ) per le opere dell’ingegno è incostituzionale.

    Rispettando la costituzione Italiana, la stessa legge nazionale del commercio 114/98 (che citate in apertura) all’art. 4) par. 2) lett. h) Afferma:

    “Il presente decreto non si applica a: … chi venda o esponga per la vendita le proprie opere d’arte, nonche’ quelle dell’ingegno a carattere creativo”

    Conseguentemente anche il successivo art. 27 che demanda alle regioni la regolamentazione delle vendite sul suolo pubblico non si applica alle vendite delle opere dell’ingegno.

    Dunque per il legislatore le attività di vendita di Opere dell’ingegno non è commercio e non vi sono leggi che le regolamentano.

    Questo concetto è espresso chiaramente dal MiSE nella Risoluzione n. 224879 del 5 novembre 2015 dove, dopo aver citato la legge di cui sopra afferma:

    “E’ evidente, pertanto, che la normativa di settore (del commercio) non regolamenta queste vendite, né reca alcun riferimento normativo atto a definire i limiti oltre i quali l’attività diventa abituale.”

    Si deduce pertanto che per quanto riguarda la vendita delle opere dell’ingegno esiste un vero e proprio “buco” legislativo.

    Questo “buco” però riguarda solo le Opere dell’ingegno non l’handmade in generale, differenza che spiego in questo articolo: opereingegno.blogspot.com

    Saluti.

  322. Grazie per la precisazione ma i soggetti che possono beneficiare della creazione di un opera frutto del proprio ingegno da un punto di vista fiscale può beneficiare di un regime tra i più vantaggiosi che esistano. La cosa importante è creare un qualcosa di cui si possa vantare la paternità dell’opera da un punto di vista creativo.

  323. Buongiorno, ho auto prodotto un libro e vorrei venderlo. Posso farlo on line, nelle librerie e in occasione degli incontri (pochi)? Rientro nella categoria degli hobbisti? Se sì, cosa devo fare per poter emettere le ricevute? Grazie mille, Maurizio

  324. La cessione di un libro è un’attività commerciale, non rientra nella disciplina degli hobbisti. Consiglio però di delegare a terzi la vendita, in questo modo può beneficiare di una disciplina fiscale sicuramente p