Lavoro Dipendente e Partita Iva: si può fare?

31
5489

Un lavoratore dipendente può avviare anche un’attività di lavoro con Partita Iva? Lavoro dipendente e Partita IVA sono due cose sono conciliabili? I dipendenti pubblici possono aprire Partita Iva ed esercitare un’attività autonoma? Ecco tutti i casi in cui è possibile, le comunicazioni da fare al datore di lavoro e i contributi Inps da versare. Tutte le informazioni nella nostra guida su Lavoro Dipendente e Partita Iva.

Sei un lavoratore dipendente (del settore pubblico o privato) e hai il sogno di aprire partita Iva per fare diventare un business una tua passione? Vuoi sapere se il lavoro dipendente e quello con partita IVA si possono svolgere contemporaneamente e con quali costi. 

Vediamolo insieme.

Sono tantissime le domande che mi arrivano ogni giorno su questo argomento.

Posso svolgere contemporaneamente attività di Lavoratore Dipendente e avere una Partita IVA?

È questa la classica domanda che mi arriva, praticamente ogni giorno.

In questo articolo ti mostrerò come è possibile aprire Partita Iva anche se sei un lavoratore dipendente. Al termine avrai tutti gli strumenti per identificare la tua posizione e scegliere la migliore strategia fiscale applicabile alla tua situazione.

Il mio obiettivo è quello di fornirti una serie di strumenti che possono esserti di aiuto per identificare la tua situazione da un punto di vista fiscale. Il mondo fiscale non è semplice, e riuscire ad implementare una strategia fiscale lo è ancora di più.

Per questo motivo, al termine di questo articolo ti consiglio di contattarmi direttamente. Soltanto attraverso l’ausilio di un Dottore Commercialista esperto potrai iniziare ad operare in tranquillità nel tuo nuovo business online.

Ogni anno aiuto tantissimi imprenditori del web nella loro Pianificazione Fiscale. Per questo motivo avere a disposizione un consulente che conosca bene l’ambito in cui stai lavorando è di fondamentale importanza per il tuo business.

Vediamo, quindi, di rispondere alla domanda sulla compatibilità tra lavoro dipendente e Partita Iva.

[divider style=”solid” top=”20" bottom=”20"]

LAVORO DIPENDENTE E PARTITA IVA POSSONO COESISTERE?


La risposta a questa domanda non è mai univoca. Bisogna partire dal presupposto che ogni situazione può essere diversa dall’altra.

Per questo la risposta esatta è: dipende.

Ci sono tre variabili che devi prendere in considerazione. Mi riferisco alle seguenti:

  • La concreta possibilità di avviare una attività economica con Partita Iva;
  • Eventuali obblighi di comunicazione verso il tuo Datore di Lavoro;
  • Il fatto che tu operi nel settore privato piuttosto che in quello pubblico.

AVVIARE UN’ATTIVITÀ ECONOMICA CON PARTITA IVA

Il primo aspetto che devi verificare è se la tua attività che vuoi svolgere in proprio richiede necessariamente di operare con Partita Iva.

Dico questo in quanto in alcuni casi la Partita IVA non è necessaria.

Si tratta di poche casistiche, ma devono essere richiamate.

Il primo caso è quello delle prestazioni professionali non abituali. Si tratta di tutte quelle attività in cui l’aspetto intellettuale prevale sull’organizzazione del lavoro e sui mezzi.

Ad esempio, se effettui una consulenza ad un amico per aiutarlo ad utilizzare un software allora puoi utilizzare le prestazioni di Lavoro Autonomo Occasionale.

Per poterle utilizzare la prestazione effettuata deve essere di tipo intellettuale e deve essere non continuativa nel tempo.

Altra situazione è quella che riguarda il percepimento di Royalties per lo sfruttamento del diritto di autore.

Anche in questo caso la partita Iva non è obbligatoria.

In tutti gli altri casi, come le attività imprenditoriali o artigianali la partita Iva è sempre obbligatoria. Ad esempio se vuoi avviare un business nelle affiliazioni commerciali, nel network marketing, oppure se vuoi avviare un E-commerce, la Partita Iva è sempre obbligatoria.

[box[box type=”info” align=”” class=”” width=””]avoratore dipendente del settore privato può aprire la Partita Iva per avviare un’attività freelance (ad esempio sei segretaria di uno studio legale e vuoi aprire la Partita Iva come web designer), mantenendo il proprio lavoro dipendente a patto che non vi sia concorrenza tra il lavoro svolto come dipendente e quello a partita Iva e sempre che il contratto non lo vieti espressamente.[/bo[/box]

Se vuoi approfondire questo argomento: “Apertura Partita Iva: consigli costi suggerimenti

OBBLIGO DI COMUNICAZIONE VERSO IL DATORE DI LAVORO

Per i lavoratori dipendenti del settore privato non vi è alcuna limitazione di legge all’apertura di una Partita Iva.

Lavoro dipendente e Partita Iva, quindi, possono coesistere.

Annunci

L’unico aspetto che ti invito a prendere in considerazione è una eventuale attenzione al Patto di Fedeltà all’Azienda.

Si tratta di un Patto di non Concorrenza. Infatti  è fatto divieto al lavoratore dipendente di svolgere attività in concorrenza al datore di lavoro, in proprio o per conto di terzi.

Tale obbligo sussiste fino a quando il lavoratore è dipendente dell’azienda e una volta che questo si dimette o viene licenziato non vige più alcun divieto in questo senso.

Accanto a questo aspetto devi tenere in considerazione un Obbligo di Riservatezza delle Informazioni. Che cosa vuol dire?

Il lavoratore dipendente, anche dopo la sua fuoriuscita dall’azienda ha l’obbligo di non divulgare a terzi le informazioni ricevute durante il suo lavoro. Questo aspetto inserito in tutti i contratti di lavoro, serve per tutelare l’azienda, da possibili scambi di informazioni con concorrenti.

[box[box type=”info” align=”” class=”” width=””]articolo 2105 del Codice Civile prevede l’obbligo di fedeltà del lavoratore di non trattare affari, per conto proprio o di terzi, in concorrenza con l’imprenditore, né divulgare notizie attinenti all’organizzazione e ai metodi di produzione dell’impresa, o farne uso in modo da poter recare ad essa pregiudizio.[/bo[/box]

DEVO COMUNICARE AL DATORE DI LAVORO LA MIA PARTITA IVA?

Questa domanda è collegata al punto precedente. Tantissime persone mi chiedono se dopo aver aperto Partita Iva sono tenuti a comunicarlo ad datore di lavoro.

Per i dipendenti del settore privato non vi è alcun obbligo di comunicazione al datore di lavoro in merito all’apertura di Partita Iva. Questo sia per attività di lavoro autonomo di tipo professionale che imprenditoriale.


Allo stesso modo, anche se si svolgono attività di Lavoro Autonomo Occasionale o il percepimento di Royalties.

Il consiglio che comunque mi sento di darti è quello di informare comunque il tuo datore di lavoro in merito all’attività che vuoi avviare.

L’obiettivo è quello di andare a tutelarti al massimo, per evitare una possibile causa per danni o da un licenziamento. Infatti, i lavoratori dipendenti infedeli al Patto di non Concorrenza possono andare incontro al licenziamento per giusta causa, e al rimborso del danno al datore di lavoro.

LAVORATORI DIPENDENTI DEL PUBBLICO IMPIEGO E APERTURA DELLA PARTITA IVA

Quella che ti ho spiegato sino ad ora è la disciplina che riguarda i lavoratori dipendenti del settore privato.

Le cose cambiano se il lavoratore dipendente è nel settore pubblico.

Nel pubblico impiego Lavoro Dipendente e Partita Iva possono coesistere molto più difficilmente.

Tutti i lavoratori della Pubblica Amministrazione sono vincolati dall’Obbligo di Esclusività. Si tratta di un vincolo ulteriore rispetto a quelli che ti ho indicato per il settore privato (Patto di Fedeltà e di Riservatezza).

Il dipendente pubblico è chiamato a svolgere il proprio lavoro in maniera esclusiva per la Amministrazione a cui appartiene.

Tuttavia, esistono alcune eccezioni a questo principio (ad esempio i docenti e gli insegnanti pubblici possono esercitare la libera professione), ed il personale in part-time con prestazione lavorativa non superiore al 50%.

 Tale Obbligo è riservato ai soli Dipendenti della Pubblica Amministrazione, chi lavora per aziende che sono partecipate dallo Stato non è soggetto a queste regole ma a quelle per i Dipendenti Privati.

Ciò perché le aziende partecipate sono a tutti gli effetti delle normali aziende private nelle quali però uno dei soci è lo Stato.

COME VERIFICARE SE SEI UN DIPENDENTE PUBBLICO?

Se hai il dubbio sul considerarti o meno un Dipendente Pubblico verifica dal tuo contratto di lavoro se c’è un riferimento al Dlgs n 165/2001.

Nel caso negli allegati A, B e C al Dlgs n 165/2001 è presente la lista completa di tutti gli Enti Pubblici. Se appartieni ad uno di questi enti devi sottostare al Patto di Esclusività.

Solo in alcuni casi il dipendente pubblico, può svolgere un incarico di tipo diverso e percepire quindi redditi da lavoro autonomo. Questo solo se autorizzato dalla propria Amministrazione a patto che:

  • Sia un incarico temporaneo e occasionale e non interferisca con l’impiego presso la pubblica amministrazione;
  • Non vi sia un conflitto di interessi con gli interessi della Pubblica amministrazione;
  • L’attività sia svolta al di fuori dell’orario di servizio.

Ad esempio, in base a questi criteri sono da considerarsi inderogabilmente come attività incompatibili:

  • L’esercizio di qualsiasi attività commerciale, industriale o di tipo professionale che non prevedono uno specifico albo (ad esempio istruttore di scuola guida);
  • L’impiego alle dipendenze sia di privati che di enti pubblici;
  • L’incarico in società costituite a fini di lucro, tranne che si tratti di cariche in società od enti per i quali la nomina è riservata allo Stato.

ECCEZIONI AL PATTO DI ESCLUSIVITÀ

In alcuni casi Lavoro Dipendente e Partita Iva nel settore pubblico possono coesistere. Si tratta delle esclusioni al Patto di Esclusività.

La prima eccezione riguarda l’orario di lavoro che svolgi presso la Pubblica Amministrazione.

Il Dipendente Pubblico part-time con al massimo 18 ore di servizio (e cioè il 50% di ore stabilite per legge come orario pieno) può sempre aprire una propria Partita Iva. Questo proprio perché la parzialità dell’orario di lavoro genera la non applicabilità del divieto totale.

Ovviamente tale situazione viene a cessare quando il Lavoratore a tempo parziale diventa a tempo pieno, con contestuale obbligo di cessazione dell’attività e chiusura della Partita Iva.

La seconda eccezione riguarda gli Insegnati.


Un Insegnante con contratto a tempo pieno infatti può aprire una Partita Iva ma solo per svolgere una Libera Professione Regolamentata (Avvocato, Commercialista, Medico, etc.) e solo se in armonia con le materie insegnate a scuola.

Ad esempio se sei un insegnante di Economia potrai svolgere l’attività di Commercialista mentre se sei un Insegnante di Matematica non potrai svolgere l’attività di Ingegnere, anche se abilitato.

REGOLE DEL DIPENDENTE PUBBLICO CHE SVOLGE LAVORO DIPENDENTE E PARTITA IVA

Il Dipendente Pubblico con Partita IVA deve sempre rispettare tre regole fondamentali:

  1. L’attività svolta non deve essere in conflitto d’interessi con la funzione pubblica esercitata come Dipendente dello Stato;
  2. L’attività svolta non deve recare pregiudizio (creare problemi) allo svolgimento del lavoro svolto come Dipendente dello Stato;
  3. Infine, l’attività deve essere svolta al di fuori dall’orario di servizio e compatibilmente con lo stesso.

I lavoratori del Pubblico Impiego sono obbligati a comunicare al proprio ente la volontà di intraprendere una determinata attività economica.

Essi, infatti, devono obbligatoriamente ricevere anche un’apposita autorizzazione allo svolgimento della attività economica, anche se si tratta di Prestazioni Occasionali.

Insomma se sei un Dipendente Pubblico quasi sicuramente avrai molta difficoltà ad aprire Partita IVA .

Per chiarire al meglio la tua situazione dovresti parlarne con il tuo dirigente di competenza, anche solo per fare delle Prestazioni Occasionali che non sono vietate ma vanno comunque autorizzate.

[div[divider style=”solid” top=”20" bottom=”20"]

LAVORO DIPENDENTE E PARTITA IVA: DISCIPLINA FISCALE E PREVIDENZIALE

Una volta verificato che la tua attività di imprenditore o lavoratore autonomo non sia incompatibile e non crei concorrenza con la tua attività di lavoro dipendente, non resta che aprire Partita Iva.

Non spaventarti da quello che senti dire in giro, aprire Partita Iva comporta dei costi certo, ma ci sono anche molti vantaggi.

Svolgendo contemporaneamente un Lavoro Dipendente e un’attività economica con Partita Iva percepirai due redditi distinti e separati.

Questi redditi devono essere indicati in maniera autonoma nella tua dichiarazione dei redditi e che si comporteranno diversamente in base al Regime Fiscale della tua Partita Iva.

Se vuoi aprire una Partita Iva, per la tua attività puoi scegliere tra due regimi diversi: il regime forfettario e il regime ordinario (c.d. “contabilità semplificata“).

REGIME FORFETTARIO PER LA PARTITA IVA CON LAVORO DIPENDENTE

I soggetti che desiderano svolgere Lavoro Dipendente e Partita Iva, possono applicare il Regime Forfettario, senza particolari vincoli.

A partire dal primo gennaio 2019, non vi è più il limite di € 30.000 di reddito da lavoro dipendente da verificare nell’annualità precedente.

Questo significa che gli unici due vincoli che hai per applicare questo regime fiscale sono dati dal:

  • Volume massimo di fatturato di € 65.000 annui rapportati ad anno;
  • Nessuna partecipazione in società di persone, capitali o studi professionali.

Il Regime Forfettario è il regime fiscale naturale per i soggetti che presentano i due requisiti indicati.

Quando, invece, non trovano verifica uno o entrambi i requisiti il regime fiscale da applicare è quello ordinario.

In ogni caso per avere maggiori informazioni sul regime forfettario potete consultare questo nostro contributo: Regime forfettario per i contribuenti minori

REGIME ORDINARIO PER LA PARTITA IVA CON LAVORO DIPENDENTE

Nel caso, infine, si opti per l’apertura di una partita Iva con regime ordinario non sussistono i limiti di cui sopra.

La contabilità semplificata rappresenta, infatti, il regime fiscale naturale per i professionisti ed imprenditori che fatturano annualmente oltre € 65.000 di reddito.

Tale regime a differenza del regime forfettario, permette la determinazione del reddito attraverso la differenza tra ricavi imponibili e costi deducibili, prevede l’applicazione dell’Iva e delle ritenute di acconto.

Si tratta di un regime più complesso che prevede la tenuta dei registri Iva, e quindi, costi di gestione più elevati.

In ogni casi, se percepisci sia redditi da lavoro dipendente che redditi da lavoro autonomo sei obbligato a presentare il modello “Redditi” e non più il 730.

Per avere maggiori informazioni sul regime ordinario: Regime contabile: come scegliere il migliore

[divider[divider style=”solid” top=”20" bottom=”20"] style="text-align: center;">LAVORO DIPENDENTE E PARTITA IVA: CONTRIBUTI INPS

Aspetto di particolare interesse è quello che riguarda il rapporto con i contributi Inps.

Ogni soggetto con Partita IVA individuale deve obbligatoriamente versare i Contributi Previdenziali.

Contributi dovuti iscrivendosi alla Gestione INPS di competenza.

La gestione dei Contributi per la pensione è infatti gestita, ad eccezione che per i Professionisti iscritti ad un Ordine Professionale, dall’INPS tramite tre canali distinti:

LA GESTIONE SEPARATA INPS

La Gestione Separata si rivolge a tutti i Professionisti “Senza Albo”. quei soggetti che svolgono una Professione per la quale non esiste un Albo stabilito dalla legge.

Per verificare se appartieni a questa categoria puoi consultare una tabella fornita dall’INPS dove sono segnalati tutti i codici ATECO che possono iscriversi alla Gestione Separata. Puoi trovare questa tabella sul sito Inps.

Il metodo di calcolo dei Contributi per la Gestione Separata è molto semplice.

È necessario moltiplicare il reddito imponibile del Professionista per l’aliquota di contribuzione fissata per legge.

Chi svolge contemporaneamente un Lavoro Dipendente e Partita IVA deve necessariamente iscriversi e pagare con l’aliquota del 24% sul reddito imponibile.

GESTIONE ARTIGIANI E COMMERCIANTI INPS

La Gestione Commercianti e la Gestione Artigiani si rivolgono ai soggetti che decidono di intraprendere un’attività Imprenditoriale o un’attività Artigiana.

Gli Iscritti alla Gestione Commercianti e alla Gestione Artigiani sono obbligati, nonostante abbiano anche loro una percentuale di contribuzione stabilita per legge, a versare una somma fissa a prescindere dal reddito percepito: il cosiddetto Minimale IVS.

I Lavoratori Dipendenti che contemporaneamente hanno una Partita Iva possono essere esonerati dall’Iscrizione alla Gestione Commercianti. In questo modo possono non pagare nessun ulteriore contributo, se si verificano contemporaneamente due presupposti:

  1. Il Reddito da Lavoro Dipendente è Prevalente su quello da Impresa/Artigiano. Tale Prevalenza va valutata sia in termini economici (guadagni di più) che che temporali (occupa una maggior parte del tuo tempo lavorativo);
  2. Il Contratto di Lavoro è a Tempo Indeterminato e Full Time. In realtà l’INPS potrebbe sancire l’esonero anche per casi di Contratto di Part-Time ma è un caso molto complesso da gestire e dipende fondamentalmente da quanto stabilito dalla Direzione Provinciale INPS. Purtroppo per quanto riguarda gli artigiani questa possibilità non è prevista in nessun caso , in quanto l’Attività Artigiana è sempre considerata prevalente.

[divider sty[divider style=”solid” top=”20" bottom=”20"]le="text-align: center;">LAVORO DIPENDENTE E PARTITA IVA: CONSULENZA FISCALE

Sei anche tu un lavoratore dipendente e vuoi aprire partita Iva?

Vuoi avere maggiori informazioni per avviare la tua attività di impresa o da freelance?

Vuoi sapere se da lavoratore dipendente hai i requisiti per aprire partita Iva in regime forfettario?

Utilizza il servizio di consulenza fiscale online.

Potrai metterti in contatto con me e contare sull’assistenza di un professionista preparato che saprà aiutarti capire se e come avviare la tua attività da freelance nel migliore dei modi.

Ricorda sempre che una adeguata attività di Pianificazione Fiscale costa meno rispetto al dover intervenire successivamente su una situazione non corretta in partenza.

Lavoro dipendente e Partita Iva, non aspettare, contattami o lasciami un tuo commento se vuoi condividere con me la tua esperienza.


31 COMMENTI

  1. Buongiorno io lavoro ful time e tempo pieno nel 2013 ho aperto p. i con regime agevolato come ditta individuale volevo sapere se l Inps mi può richiedere i contributi.

Lascia una Risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here