Aprire Partita IVA: Guida definitiva a tutte le casistiche

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Con questa guida scoprirai in quali casi è obbligatorio mettersi in proprio ed Aprire Partita IVA. In questa ti guiderò passo passo per capire se nella tua situazione sei obbligato ad operare o meno con Partita IVA. 

Se stai leggendo questo articolo molto probabilmente hai avviato un’attività e vuoi sapere se sei o meno in regola fiscalmente.

Quando si inizia un’attività di lavoro autonomo o di impresa ci sono sempre molti dubbi su quando sia obbligatorio operare professionalmente.

Con il termine operare professionalmente faccio riferimento al superamento di un’attività svolta in forma privata per diventare attività economica regolamentata.

Si tratta, come avrai capito, di un aspetto molto delicato e fonte di tantissimi errori. Continuare ad operare in forma privata quando si superano requisiti per operare professionalmente può costare caro. Ci sono sanzioni amministrative, fiscali ed anche in ambito contributivo.

Per cercare di aiutarti nel districare la tua situazione ho deciso di scrivere questo articolo.

Mi piacerebbe che questo diventasse una sorta di guida valida per tutti il lettori di Fiscomania.com che vogliono avviare la loro attività.

Il mio obiettivo è di farti capire quando diventa obbligatorio Aprire Partita IVA e per quali attività. Successivamente ti indicherò la scelta migliore per operare, ovvero la scelta di una forma individuale o societaria.

Sei pronto?!

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ATTIVITÀ PROFESSIONALI ED ECONOMICHE SVOLTE IN FORMA PRIVATA

Qual’è il momento giusto per Aprire Partita IVA?

La risposta esatta è: dipende.

Ci sono una serie di variabili che influenzano l’esatto momento in cui diventa obbligatorio esercitare un’attività in modo professionale.

Non per tutti i soggetti questo obbligo arriva nello stesso momento. Ci sono delle attività, ad esempio in cui non si rende mai obbligatoria l’apertura dei una Partita IVA.

Vediamo di seguito le principali casistiche che si possono presentare.

LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE

Le prestazioni di Lavoro Autonomo Occasionale sono delle attività lavorative a carattere professionale svolte in modo non continuativo.

La prima caratteristica è la prevalenza dell’aspetto intellettuale. Questo aspetto dell’attività deve prevalere sull’organizzazione e sui mezzi impiegati.

Per farti un esempio uno studente che effettua nei mesi estivi ripetizioni di matematica ad uno studente sta svolgendo una prestazione occasionale.

Se, invece, l’attività di ripetizioni prosegue per tutto l’anno e ci sono vari studenti che seguono le ripetizioni, l’attività non è occasionale ma organizzata professionalmente. In questo caso la prestazione occasionale non può essere applicata.

[box type=”warning” align=”” class=”” width=””]Fai attenzione che dal 2015 non esistono più i limiti di massimo 30 giorni all’anno e di € 5.000 lorde per identificare una prestazione occasionale. Devi fare molta attenzione perché ad oggi la prestazione occasionale risulta essere applicabile in poche fattispecie[/box]

Per approfondire: “Le Prestazioni di Lavoro Autonomo Occasionale

ATTIVITÀ ARTIGIANALI E COMMERCIALI

Se sei un Hobbista e stai creando oggetti per il tuo diletto con l’obiettivo di arrivare a venderli in qualche mercatino, puoi operare come privato.

L’hobbista è colui che crea un oggetto con le proprie mani per il suo diletto, senza alcun fine commerciale.

L’articolo 28 del D.Lgs. n 114/98 rimanda alle varie disposizioni regionali che a loro volta definiscono gli hobbisti come:

“operatori non professionali che vendono, propongono, espongono, o barattano, in modo sporadico ed occasionale, prodotti di modico valore, per lo più opere della propria creatività o del proprio ingegno”

Se ogni tanto partecipando a mercatini appositamente creati nei vari Comuni o dalle Associazioni sparse sul territorio vendi un oggetto non devi preoccuparti. Ti sarà sufficiente emettere una ricevuta non fiscale per regolare il corrispettivo percepito.

Se, invece, l’attività di vendita diventa continuativa nel tempo, magari perché si partecipa e si vendono oggetti in tutti i mercatini organizzati nella regione, allora l’attività diventa artigianale. Invece, se si acquista e si vendono prodotti l’attività diventa commerciale.

Se, invece, vendi su portali online come Etsy.com, leggi il paragrafo seguente dedicato alle attività online. Quando vendi oggetti online non sei più un hobbista ma un soggetto che opera come un E-commerce.

Per approfondire il mondo degli Hobbisti: “Guida Fiscale per Hobbisti

VENDITA DI OGGETTI E SERVIZI ONLINE (E-COMMERCE)

Nel caso in cui, invece, la tua attività sia quella di vendere oggetti online, le cose cambiano.

Se decidi di vendere oggetti privati, ad esempio un quadro da collezione, o vestiti usati o ancora piccoli oggetti, non devi preoccuparti. Se la tua presenza sui portali di vendita non è continuativa, ma esclusivamente dedicata alla vendita di un oggetto puoi regolare la vendita con una ricevuta.

Anche in questo caso si tratta di una ricevuta non fiscale.

Quando, invece, si vendono oggetti creati o acquistati su un portale web in modo continuativo nel tempo siamo di fronte ad una attività commerciale. Quindi, in questo caso Aprire Partita IVA diventa obbligatorio.

Per una attività imprenditoriale di tipo commerciale l’apertura della Partita IVA è obbligatoria fin da subito. Non esistono esimenti. La continuità e l’organizzazione dei mezzi rendono l’attività imprenditoriale.

Ad esempio, se esponi su un portale o sul tuo sito una serie di oggetti con l’intento di venderli e l’esposizione dura nel tempo, l’attività è sempre di tipo imprenditoriale. Questo anche se in un anno hai venduto pochissimo oggetti.

Quello che conta in questo caso è l’organizzazione dei mezzi e la continuità di esposizione. Esattamente come se tu avessi un negozio fisico.

Per approfondire: “Guida all’apertura di un E-commerce

SFRUTTAMENTO ECONOMICO DEL DIRITTO DI AUTORE

Altro aspetto che capita sovente è quello legato allo sfruttamento economico del Diritto di Autore.

Il Diritto di Autore non è altro che il diritto che può vantare chi detiene la paternità di un opera di concedere a terzi il suo sfruttamento in cambio di un ritorno economico.

Tale disciplina riguarda sia le opere artistiche letterarie, ma anche visive e figurative.

Un soggetto che può vantare la paternità di un opera ha quindi il vantaggio di poter cedere il suo sfruttamento a terzi soggetti.

Classico caso è quello di alcuni giornalisti che producono articoli, ceduti poi a testate giornalistiche sotto forma di sfruttamento economico del diritto di autore.

Operare attraverso questa forma contrattuale permette a livello fiscale di avere un particolare vantaggio legato ad un regime fiscale di favore.

Sui proventi legati allo sfruttamento economico spettano deduzioni forfettarie nella seguente misura:

  • Del 25% dei proventi stessi se il beneficiario ha un’età pari o superiore ai 35 anni, alla data di percezione dei redditi dichiarati;
  • Del 40% dei proventi stessi se il beneficiario ha un’età inferiore ai 35 anni.

Per approfondire questi aspetti: “Redditi da Diritto di Autore: disciplina fiscale

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QUANDO DEVO APRIRE PARTITA IVA?

Quello che ho cercato di spiegarti fino ad ora è che ci sono una serie di elementi diversi da prendere in considerazione per Aprire Partita IVA.

Non in tutte le attività economiche la partita IVA si apre nello stesso momento. Ogni attività esercitata ha delle sue caratteristiche proprie.

Gli elementi da prendere sempre in considerazione per capire se e quando devi Aprire Partita IVA sono:

  • La continuità e l’abitualità dell’esercizio dell’attività;
  • La professionalità, e l’esercizio in forma organizzata dell’attività.

Quando si è in presenza di questi requisiti si è obbligati ad Aprire Partita IVA.

L’apertura della Partita IVA con questi requisiti si rende necessaria anche se l’attività di per se non ha prodotto alcun ricavo. L’aspetto che conta ai fini fiscali e la propensione del soggetto ad esercitare un’attività idonea a produrre reddito. Anche se, magari, per il momento il reddito non è stato generato.

Tuttavia l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che con il termine abituale deve intendersi un’attività che si ripete nel tempo costantemente nel tempo e che necessita dell’impegno intellettuale o materiale per essere svolta.

E’ considerata abituale anche la predisposizione dei mezzi necessari a svolgere quest’attività.

Come ad esempio la pubblicità su riviste od online o ancora l’iscrizione a portali legati a trovare incarichi online. Come il caso del famoso portale di incarichi per Freelance, Upwork o altri simili.

Ti faccio ancora qualche esempio.

ATTIVITÀ ABITUALE: ESEMPI

Un soggetto che effettua una consulenza informatica ad giornaliera un cliente al mese per 12 mesi, pur avendo lavorato per 12 giorni all’anno, è tenuto ad Aprire Partita IVA.

Questo in quanto la prestazione è continuativa nel tempo, quindi abituale. A prescindere dal compenso percepito.

Lo stesso soggetto che ha inserito la propria candidatura su portali online per la ricerca di incarichi, deve Aprire Partita IVA. Questo perché la sola predisposizione ad esercitare un’attività professionale in modo continuativo rende quell’attività abituale.

Se ci pensi bene questa attività è paragonabile a quella di un altro professionista, poniamo un avvocato. Soggetto che non ha ancora clienti, ma che ha aperto uno studio, e sta aspettando i suoi primi incarichi. Anche in questo caso vi è obbligo di operare con Partita IVA.

APERTURA DELLA PARTITA IVA AL SUPERAMENTO DI SOGLIE DI REDDITO: ERRORE!

Spesso si tende a fare confusione tra soglia di ricavi (i famosi €. 5.000) e obbligo di apertura della partiva IVA.

Niente di più sbagliato!

ricavi non sono mai un parametro di riferimento che da solo può stabilire se di deve o meno Aprire Partita IVA. Il concetto fondamentale che obbliga all’apertura della partita IVA può essere così sintetizzato:

Abitualità + Continuità dell’attività = Apertura della partita IVA

Questa semplice equazione è l’unico parametro di riferimento per stabilire quando sia arrivato il momento di aprire partita IVA.

Tuttavia, una definizione precisa di questi due elementi non è mai stata fornita con chiarezza dall’Amministrazione finanziaria.

Per questo motivo, è necessario valutare attentamente caso per caso, se lo ritenete opportuno con il nostro ausilio, per verificare la necessità di aprire partita Iva.

Tuttavia, possiamo darvi quale considerazione aggiuntiva per aiutarvi a stabilire se anche voi siete obbligati ad aprire partita Iva. Quello che dovete ricordarvi è che:

qualsiasi attività si considera svolta in maniera abituale e continuativa nel momento in cui è svolta con regolarità e sistematicità

Per un approfondimento su questo argomento potete consultare questo nostro contributo: “Pagare meno tasse: guida per i professionisti“.

PARTITA IVA E LAVORO DIPENDENTE

Infine, un ultimo aspetto che è sempre fonte di dubbio o di domande, riguarda la possibilità di Aprire Partita IVA quando si sta svolgendo un’attività di lavoro dipendente.

La risposta è affermativa, ma ci possono essere alcune limitazioni per i soggetti che sono dipendenti pubblici.

Per chiarire tutti questi aspetti potete leggere questo nostro contributo sull’argomento: “Dipendente e partita Iva: si può fare?

CONSIDERAZIONI PRATICHE SULLA PARTITA IVA

Oltre a questa regola, dovete tenere a mente anche le seguenti considerazioni pratiche:

  • Partita Iva e lavoro dipendente – I soggetti che già svolgono un attività di lavoro dipendente a tempo pieno o parziale non sono automaticamente esonerati dall’apertura della partita Iva.
  • Ripetitività nel tempo della prestazione – Ripetitività, regolarità, stabilità e sistematicità dell’attività: sono queste le caratteristiche contraddistinguono l’abitualità e la continuità della prestazione. Se effettuate attività che si ripetono nel tempo in termini di frequenza, considerate chi esercita un’attività a cicli periodici (ad esempio tutti i weekend), deve necessariamente aprire partita Iva;
  • Esclusività della prestazione – Per l’apertura della partita Iva nulla conta l’esclusività della prestazione;
  • Reddito annuo – Come più volte ribadito il reddito non ha alcuna importanza per l’obbligo di apertura della partita Iva, anche se è un elemento da tenere in considerazione.

In pratica la partita IVA deve essere aperta ogni volta che un soggetto svolge un’attività in maniera costante nel tempo.

Osservando queste semplici osservazioni vi sarà più agevole capire se anche voi dovete aprire partita IVA per lo svolgimento della vostra attività. Ricorda che l’apertura della partita Iva è un adempimento obbligatorio, e non facoltativo.

Restare ad operare in maniera privata quando, invece, si dovrebbe agire in modo professionale, è una fattispecie che in caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate viene severamente punita.

Considera che, se viene contestata la mancata apertura della partita Iva, l’Agenzia delle Entrate vi contesterà la mancata fatturazione delle operazioni e vi chiederà di pagare tutta l’Iva non versata.

Inoltre, da un punto di vista reddituale andranno a verificare la tassazione dei proventi che avete percepito.

Per questo motivo, dovi prestare la dovuta attenzione. Fare da soli spesso è controproducente, l’insidia può essere sempre dietro l’angolo!

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COME APRIRE PARTITA IVA?

Una volta chiarito quali sono i soggetti tenuti all’apertura della partita IVA vediamo quali sono i passi necessari per aprirla.

Prima di tutto, ricordo che sarà il tuo Dottore Commercialista a pensare a tutti questi adempimenti. Tuttavia, è sempre opportuno conoscere cosa bisogna fare per diventare a  tutti gli effetti imprese o professionisti.

Come prima cosa è necessario predisporre e compilare il modello “Apertura partita IVA AA9“.

Modello necessario sia in caso di prima iscrizione sia in caso di variazione dei dati precedentemente comunicati.

Il modello dovrà contenere i vostri dati anagrafici, indirizzo, domicilio fiscale e codice fiscale.

Nel modello si dovrà scegliere il codice attività ATECO, ovvero il codice con il quale l’Agenzia delle Entrate identifica le varie attività economiche.

SCELTA DELLA STRUTTURA OPERATIVA

Il primo passo da compiere è quello di scegliere la corretta struttura operativa con cui operare.

La struttura operativa è quella che può determinare la riuscita o meno del tuo business.

Operare singolarmente può essere la scelta migliore se si è da soli, oppure se il business è di minori dimensioni.

Se invece si tratta di avviare un business più strutturato è opportuno pensare ad una struttura più complessa che possa maggiormente darti garanzie. Mi riferisco alla possibilità di avviare l’attività sotto forma di società di persone o di capitali.

Si tratta di due tipologie societarie molto diverse tra loro che presentano entrambe vantaggi e svantaggi. Per farti un esempio, le società di persone presentano il vantaggio di avere costi di gestione meno elevati ed una gestione diretta e personale dell’attività. Al contrario lo svantaggio è che non vi è separazione patrimoniale tra società e socio. Questo aspetto spesso può essere controproducente. Allora è il caso di avviare l’attività con una società più strutturata che garantisce separazione patrimoniale tra socio e società. Mi riferisco alla SRL.

La cosa importante che devi ricordare è individuare la migliore struttura possibile per il tuo business.

È impossibile definire a priori quella che è la migliore struttura possibile.

Ogni business ha le sue caratteristiche, per questo è importante avere al proprio fianco un Dottore Commercialista esperto con cui analizzare la situazione.

Se vuoi al termine dell’articolo puoi trovare le indicazioni per contattarmi.

SCELTA DEL REGIME FISCALE DA ADOTTARE

Inoltre dovrà essere inserito il regime fiscale a cui il soggetto decide di aderire.

La scelta del corretto regime fiscale per la vostra attività, e il più indicato per le tue caratteristiche personali ti farà risparmiare molti soldi.

In generale, la scelta del regime fiscale dipende dalla struttura del business che hai individuato nel punto precedente.

Per questo è fondamentale il confronto con il Commercialista. Sbagliare regime fiscale o ancora peggio fare da soli, può rivelarsi una mossa pessima, soprattutto in caso di errori.

Provo a farti un esempio, se adotto immediatamente una struttura societaria complessa e strutturata come quella di una SRL potresti non avere benefici, nemmeno dagli adempimenti contabili e fiscali obbligatori. Operare con una società di persone, o ancora meglio in Regime Forfettario, aiutano ad avere minori costi di gestione.

La cosa può essere vista anche al contrario. Un business di grandi dimensioni non può essere gestito correttamente con una struttura societaria non adatta.

Per approfondire questo argomento vi rimando all’articolo riguardante il Regime fiscale forfettario“.

TENUTA DELLE SCRITTURE CONTABILI

Infine, l’ultima indicazione da inserire nel modello di apertura della partita IVA è il luogo dove eventualmente, saranno tenute le scritture contabili.

Tale luogo solitamente è quello dove viene esercitata l’attività, oppure il domicilio del Commercialista, se sarà lui a tenere la contabilità della tua attività.

Il modello può essere stampato e compilato a mano con consegna all’Agenzia delle Entrate, oppure direttamente scaricando il software a disposizione ed effettuare l’invio telematico.

In generale gli obblighi contabili dipendono dal regime fiscale adottato. Per questo motivo, come indicato anche in precedenza devi scegliere correttamente la struttura migliore per il tuo business.

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ASPETTI PREVIDENZIALI COLLEGATI ALLA PARTITA IVA

Accanto agli aspetti fiscali devono essere tenuti presenti anche quelli previdenziali.

Sia per le imprese che per i professionisti è necessario procedere con la regolarizzazione della propria posizione nei confronti dell’ente previdenziale di riferimento.

L’individuazione del corretto ente previdenziale dipende principalmente dalla categoria professionale di appartenenza.

Se sei un lavoratore autonomo che non ha una cassa professionale di riferimento dovrai iscriverti alla Gestione Separata INPS.

Al contrario se sei un professionista con un Albo professionale l’istanza di iscrizione dovrà essere effettuata presso la Cassa previdenziale dell’Ordine di appartenenza.

Nel caso del lavoratore autonomo l’iscrizione alla cassa previdenziale o alla gestione separata deve essere effettuata separatamente rispetto alla Comunicazione Unica.

Per quanto riguarda, invece, gli imprenditori le cose cambiano. Commercianti ed Artigiani sono obbligati all’iscrizione alla Gestione INPS di riferimento. L’iscrizione avviene tramite Comunicazione Unica. Tali soggetti sono obbligati a versare annualmente contributi fissi nella misura di € 3.800 annui.

Il versamento dei contributi avviene con periodicità trimestrale (febbraio, maggio, agosto, novembre) con modello F24. Tali contributi fissi coprono circa € 15.000 di reddito dell’attività. Al superamento della soglia scatta il versamento di ulteriori contributi da versare in percentuale sul reddito con una aliquota del 24%.

AGEVOLAZIONE CONTRIBUTIVA PER IL REGIME FORFETTARIO

I soggetti che operano in Regime Forfettario hanno diritto di beneficiare di una agevolazione che consente loro di ridurre i versamenti previdenziali.

L’agevolazione consiste nel poter beneficiare di una riduzione del 35% dei contributi previdenziali previsti annualmente come obbligatori.

Al fine di poter beneficiare di questa agevolazione i soggetti che operano in Regime Forfettario sono tenuti ad effettuare una comunicazione all’INPS. Tale comunicazione deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica entro il 28 febbraio di ogni anno.

La comunicazione deve essere presentata per la prima annualità di applicazione di questo regime previdenziale e rimane valida fino a quando permangono i requisiti per l’applicazione del Regime Forfettario.

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PARTITA IVA E COSTI DI GESTIONE

Al di là di quanto si possa pensare, aprire la partita Iva non presuppone il sostenimento di costi iniziali.

Gli unici costi sono quelli legati alla connessione internet, per l’invio telematico del modello AA9/12.

Tuttavia, però, ci sono dei costi di gestione e, ovviamente, dopo l’apertura si dovranno iniziare a pagare le tasse e i contributi all’INPS o all’eventuale cassa di previdenza istituita per la vostra attività.

Si tratta di adempimenti obbligatori che devono essere gestiti con cura e adeguatamente pianificati con il vostro consulente, al fine di programmare adeguatamente i pagamenti in tempo.

In generale il costo del Commercialista in questa prima fase è nullo. Egli solitamente vi farà sicuramente una tariffa a forfait per l’apertura e la gestione annuale dell’attività.

Il costo della tariffa annua, invece, varia in funzione della mole di lavoro che necessita la gestione e che sono una diretta conseguenza della tipologia della natura delle prestazioni e della quantità di movimentazione.

Quindi, l’onorario annuale che potrà chiedere un dottore Commercialista, sarà diretta conseguenza delle caratteristiche dell’attività.

In particolare del regime fiscale prescelto, del volume d’affari, della presenza di operazioni con l’estero o con paesi black list o di particolari regimi speciali Iva si può registrare un maggiore o minore impegno del professionista a cui si assocerà un più o meno alto onorario annuale.

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CONSIGLI SULL’APERTURA DELLA PARTITA IVA

Con questo articolo ho voluto cercare di fare chiarezza in un ambito ancora poco chiaro, e dove in rete circola ancora molta disinformazione.

Per capire, quindi, se devi o meno aprire partita Iva per la tua attività, il mio consiglio è quello di verificare sempre lo schema che ti ho mostrato sopra:

Abitualità + Continuità = Apertura della partita Iva.

Sicuramente questo non sarà sufficiente ad eliminare tutti i dubbi.

Per approfondimenti o analizzare le singole situazioni personale avete a disposizione i commenti, a cui certamente risponderò, oppure se desideri maggiore privacy scrivimi contattandomi in privato per una consulenza.

Se avete hai letto con attenzione, a questo punto dovresti essere comunque in grado di capire se la tua attività deve essere esercitata con partita Iva.

Se la risposta che vi siete dati è positiva, non spaventatevi, possiamo esservi di aiuto ad affrontare l’avvio della vostra attività, sia da un punto di vista fiscale, contabile e amministrativo.

In ogni caso per approfondire gli aspetti legati all’apertura della partita Iva e gli adempimenti connessi potete consultare alcuni nostri contributi sul tema: a questo link potete trovare tutti i nostri articoli sul tema.

GLI SKILLS FONDAMENTALI

Ricordatevi che avviare un’impresa o un’attività di lavoro autonomo non è un’avventura da affrontare da soli.

Qualsiasi sia la vostra business idea, affinché abbia successo è indispensabile crearsi attorno un team di lavoro vincente.

Anche il miglior “self made man” non può avere, da solo, tutte le competenze necessarie che occorrono per raggiungere il successo, ovvero:

  • Flessibilità e approccio olistico;
  • Strategie commerciali;
  • Tecniche di marketing e social media;
  • Competenze amministrative, fiscali, contabili;
  • Capacità relazionali e di leadership.

Ogni soggetto deve capire quali sono le sue skill naturali e farsi affiancare da un team che abbia le competenze chiave per completare il proprio background.

Il rischio, in questi casi non può che essere quello dell’insuccesso. Per questo avere ben chiari questi aspetti fin dall’avvio della propria attività è un elemento fondamentale.

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APERTURA DELLA PARTITA IVA: CONSULENZA

Se stai pensando di avviare una nuova attività hai sicuramente bisogno di un Commercialista che possa affiancarti ed aiutarti a prendere le decisioni migliori.

Mi occupo da anni di aspetti fiscali legati a professionisti e PMI. In particolare ho specializzato la mia attenzione sugli aspetti di Fiscalità Internazionale che questi soggetti riscontrano ogni giorno nella loro attività.

Se la tua attività ha riflessi in ambito internazionale ti consiglio di rivolgerti a qualcuno che conosca concretamente questi aspetti e come devono essere gestiti.

Se hai queste caratteristiche e stai pensando di avviare un’attività, contattami!

Insieme fisseremo una prima call conoscitiva, ove mi spiegherai la tua situazione e le tue intenzioni di avviare l’attività.

A quel punto ti offrirò le prime indicazioni e il preventivo per la mia assistenza annuale.

Fisseremo delle call periodiche oppure degli appuntamenti in Studio per seguirti passo passo e fornirti di tutta l’assistenza di cui necessiti.

CONTATTAMI

Se, invece, hai dei dubbi oppure ti va semplicemente di farmi conoscere il tuo parere lasciami un commento qui sotto.

Ti risponderò nel più breve tempo.

75 COMMENTS

  1. Non è possibile vendere in E-commerce online senza partita IVA. Si violano sia norme fiscali che amministrative, ed inoltre non si offre sicurezza agli acquirenti. Oltre che essere vietato e controproducente per voi. Se avete bisogno di un commercialista esperto, contattatemi in privato.

  2. Salve,
    sono residente a Cipro ( membro CE) e collaboro con un amico residente in Italia per la realizzazione di oggetti da vendere in Italia (ed eventualmente in altri paesi europei). La progettazione e il lavoro di disegno viene svolta da me mentre il mio amico in italia si occupa dell’assemblaggio. La produzione delle componenti viene fatta da terzi.
    Sarebbe possibile aprire partita IVA qui a Cipro e utilizzarla per il nostro commercio?
    Sarebbe il modo migliore o piu’ conveniente.
    Grazie in anticipo

  3. Salve Sergio, per capire cosa sia conveniente fare bisogna analizzare la situazione con maggiore dettaglio e capire i vostri ruoli nell’attività, ma sopratutto dove viene svolta e quali sono i mercati di riferimento. Se vuole posso aiutarla, mi contatti in privato per una consulenza.

  4. Sono un soggetto in regime forfettario con regolare partita iva, avendo l’esigenza di trasformare tale partita iva in p.iva comunitaria, chiedo se poi posso continuare a restare nel regime forfettario oppure devo obbligatoriamente passare al regime semplificato o ordinario ed applicare l’iva?
    In attesa di chiarimenti, grazie, con i più distinti saluti
    Alfredo

  5. Salve Alfredo, avere partita IVA per effettuare operazioni intracomunitarie non cambia il regime fiscale. Vedo un po’ di confusione in quello che mi dice. Forse è il caso di sentirsi in privato e chiarire tutti i suoi dubbi.

  6. Sono un soggetto in regime forfettario con regolare partita iva, avendo l’esigenza di trasformare tale partita iva in p.iva comunitaria, chiedo se poi posso continuare a restare nel regime forfettario oppure devo obbligatoriamente passare al regime semplificato o ordinario ed applicare l’iva?
    Se sarà poi possibile restare nel regime forfettario si sarà obbligati a inviare Elenco riepilogativo degli acquisti e delle vendite intracomunitarie di beni e servizi?
    In attesa di chiarimenti, grazie, con i più distinti saluti
    Alfredo

  7. Buonasera,
    Innanzitutto complimenti per sito web dato che ci sono informazioni chiare e precise. Avrei una domanda da porle: sono un dipendente di un’azienda con sede in UK e stiamo valutando un mio eventuale spostamento.

    Tra le varie opzioni avevo considerato l’apertura di una partita Iva dato che non hanno sedi in Italia. Sarebbe possibile effettuare attività continuativa con l’azienda avendo solo quest’ultima come cliente?

    Grazie in anticipo per l’assistenza.

  8. Salve Marco, grazie per i complimenti. Operare con Partita IVA con un unico committente espone al problema delle c.d. “false partite IVA”. Tuttavia, questa è una problematica che riguarda soprattutto rapporti con aziende italiane.

  9. Buon giorno, le ho scritto in privato. Le faccio i complimenti per il sito che chiarisce argomenti sempre ostici. Cionostante io devo essere piuttosto stupida perchè non ho rilevato nulla che possa andare bene per quello che vorrei fare io. In attesa di un suo riscontro la saluto e la ringrazio
    Loredana

  10. Buongiorno, ho il progetto di aprire uno studio medico in cui sarò socio d’opera per la parte di gestione amministrativa, non sono infatti io il medico ma occorre il mio aiuto per le “scartoffie”. Esiste un codice attività ATECO che io possa utilizzare pur senza avere una specifica professionalità? Grazie per la risposta e complimenti per il sito, mi è stato di molto aiuto.
    Luca

  11. Salve Luca, socio d’opera presuppone l’apertura di una società. Se apre una partita IVA individuale non sarà socio dello studio medico. Vedo un po’ di confusione. Se vuole ne possiamo parlare in dettaglio in privato, ed individueremo il miglior codice attività.

  12. Salve,sono un privato in disoccupazione e vorrei regolarizzare la mia posizione dato che realizzo in casa alcuni oggetti d’arredamento in maniera che può diventare continuativa…ho anche una pagina Facebook dove espongo ciò che realizzo e occasionalmente mi viene chiesto di vendere…secondo voi devo aprire partita iva? se si,in che regime?…non bastano le ricevute non fiscali con il bollo da 2 euro?
    Grazie mille

  13. Salve Alessandro, per vendere con ricevuta da attività occasionale non deve esporre prezzi di vendita ed invitare all’acquisto. Altrimenti è necessaria la Partita IVA. Il regime fiscale dipende dalla presenza di alcuni requisiti che devono essere verificati. Nel caso mi contatti in privato per analizzare insieme la sua situazione in consulenza.

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