Come aprire la partita IVA e quanto costa farlo? il web è pieno di guide dedicate all’apertura di una partita IVA, ma sono sicuro che stai leggendo questo articolo è perché non hai ancora trovato le informazioni che cerchi. Anche io ho deciso di scrivere una guida dedicata a questo argomento, ma non in base alle classiche informazioni che puoi ottenere, ma in base alla mia esperienza di consulente aziendale.

Sul punto la prima cosa che mi sento di dirti è di sgombrare ogni tuo dubbio riguardante la possibilità di utilizzare le prestazioni occasionali per l’esercizio di un’attività in proprio. Inutile ripetere ancora che fiscalmente non esiste alcuna soglia di 5.000 euro in cui la prestazione occasionale è permessa. Il primo concetto che voglio passarti è questo:

Ogni attività economica svolto in modo abituale e continuativo deve essere esercitata professionalmente, quindi, con partita Iva

Detto questo, quando si inizia un’attività di lavoro autonomo o di impresa ci sono sempre molti dubbi su quando sia obbligatorio operare professionalmente. Con il termine operare professionalmente faccio riferimento al superamento di un’attività svolta in forma privata per diventare attività economica regolamentata. Si tratta, come avrai capito, di un aspetto molto delicato e fonte di tantissimi errori. Continuare ad operare in forma privata quando si superano requisiti per operare professionalmente può costare caro. Ci sono sanzioni amministrative, fiscali ed anche in ambito contributivo.

Per cercare di aiutarti nel districare la tua situazione ho deciso di scrivere questo articolo. Mi piacerebbe che questo diventasse una sorta di guida valida per tutti il lettori di Fiscomania.com che vogliono avviare la loro attività. Il mio obiettivo è di farti capire quando diventa obbligatorio aprire partita Iva e per quali attività. Successivamente ti indicherò la scelta migliore per operare, ovvero la scelta di una forma individuale o societaria.


Indice degli Argomenti

Che cos’è la partita IVA?

La partita IVA è un codice numerico che identificano una persona fisica, che intende effettuare un’attività professionale o imprenditoriale, oppure una società. La partita IVA composta da 11 numeri, così suddivisi:

  • I primi 7 numeri del codice collegano la partita IVA al contribuente che ne è titolare;
  • I successivi 3 corrispondono al codice identificativo dell’Ufficio delle Entrate;
  • L’ultimo numero ha una funzione di controllo.

La partita IVA si apre al momento dell’apertura dell’attività e rimane valida sino al momento in cui il contribuente non decide di cessare l’attività e ne comunica la chiusura. Tieni presente che è molto importante individuare correttamente il momento di apertura e di chiusura della partita IVA. Per questo è importante l’ausilio di un dottore commercialista preparato che possa assisterti su tutto il periodo di svolgimento dell’attività.

Chi sono i soggetti obbligati ad aprire partita IVA?

soggetti obbligati ad aprire una partita IVA sono tutti coloro che svolgono attività in forma autonoma (individualmente o tramite società). Può trattarsi di liberi professionisti o imprese che offrono beni o servizi, che devono adempiere autonomamente ai propri obblighi fiscali attraverso l’apertura della partita IVA.

In buona sostanza, sono obbligati ad aprire la partita IVA tutti i lavoratori autonomi e gli imprenditori, ovvero chi offre un servizio o un bene per conto proprio e non è titolare di rapporto di lavoro subordinato, deve essere titolare di partita IVA.

Qual è la conseguenza legata all’apertura della partita IVA?

La principale conseguenza legata all’apertura della partita IVA riguarda l’obbligo di emissione della fattura per regolare i compensi connessi alle cessioni di beni o le prestazioni di servizi. L’emissione della fattura è adempimento obbligatorio ai fini IVA e serve anche per la determinazione del reddito di impresa o da lavoro autonomo ai fini delle imposte dirette.

Quando è obbligatorio aprire partita IVA?

La partita IVA è obbligatoria in tutti i casi in cui l’attività professionale o di impresa viene svolta in modo abituale ancorché non esclusiva, a prescindere dal fatto che sia organizzata prevalentemente con il lavoro vostro o con quello dei vostri collaboratori. Tutte le volte in cui si esercita un’attività in modo abituale e continuativo il contribuente ha l’obbligo di aprire la propria partita IVA. Non conta il volume dei compensi percepiti durante l’anno e nemmeno il numero di giorni in cui si è svolta l’attività lavorativa. Se la prestazione è stata abituale e continuativa vi è l’obbligo di operare con partita IVA. Non in tutte le attività economiche la partita IVA si apre nello stesso momento. Ogni attività esercitata ha delle sue caratteristiche proprie. Gli elementi da prendere sempre in considerazione per capire se e quando devi aprire partita IVA sono:

  • La continuità e l’abitualità dell’esercizio dell’attività;
  • La professionalità, e l’esercizio in forma organizzata dell’attività.

Quando si è in presenza di questi requisiti si è obbligati ad aprire partita IVA. L’aspetto che conta ai fini fiscali e la propensione del soggetto ad esercitare un’attività idonea a produrre reddito. Anche se, magari, per il momento il reddito non è stato generato. Tuttavia l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che con il termine “abituale” deve intendersi un’attività che si ripete nel tempo costantemente nel tempo e che necessita dell’impegno intellettuale o materiale per essere svolta. E’ considerata abituale anche la predisposizione dei mezzi necessari a svolgere quest’attività. Come ad esempio la pubblicità su riviste od online o ancora l’iscrizione a portali legati a trovare incarichi online. Come il caso del famoso portale di incarichi per Freelance, Upwork o altri simili. Ti faccio ancora qualche esempio.

Alcuni esempi di attività “abituale

Un soggetto che effettua una consulenza informatica ad giornaliera un cliente al mese per 12 mesi, pur avendo lavorato per 12 giorni all’anno, è tenuto ad aprire partita IVA. Questo in quanto la prestazione è continuativa nel tempo, quindi abituale. A prescindere dal compenso percepito. Lo stesso soggetto che ha inserito la propria candidatura su portali online per la ricerca di incarichi, deve Aprire Partita Iva. Questo perché la sola predisposizione ad esercitare un’attività professionale in modo continuativo rende quell’attività abituale. Se ci pensi bene questa attività è paragonabile a quella di un altro professionista, poniamo un avvocato. Soggetto che non ha ancora clienti, ma che ha aperto uno studio, e sta aspettando i suoi primi incarichi. Anche in questo caso vi è obbligo di operare con Partita Iva.

Apertura della Partita Iva al superamento di soglie di reddito: FALSO!

Spesso si tende a fare confusione tra soglia di ricavi (i famosi €. 5.000) e obbligo di apertura della partiva IVA. Niente di più sbagliato! ricavi non sono mai un parametro di riferimento che da solo può stabilire se di deve o meno aprire partita IVA. Il concetto fondamentale che obbliga all’apertura della partita IVA può essere così sintetizzato:

Abitualità + Continuità dell’attività = Apertura della partita IVA

Questa semplice equazione è l’unico parametro di riferimento per stabilire quando sia arrivato il momento di aprire partita IVA. Tuttavia, una definizione precisa di questi due elementi non è mai stata fornita con chiarezza dall’Amministrazione finanziaria. Per questo motivo, è necessario valutare attentamente caso per caso, se lo ritenete opportuno con il nostro ausilio, per verificare la necessità di aprire partita Iva. Tuttavia, possiamo darvi quale considerazione aggiuntiva per aiutarvi a stabilire se anche voi siete obbligati ad aprire partita Iva. Quello che dovete ricordarvi è che:

qualsiasi attività si considera svolta in maniera abituale e continuativa nel momento in cui è svolta con regolarità e sistematicità

Il lavoro autonomo occasionale

Nel web si è diffusa da anni l’opinione che sia possibile superare l’obbligo di apertura della partita IVA utilizzando il lavoro autonomo occasionale. Questa disciplina, oggi regolata soltanto dall’art. 2222 c.c. e dalle circolari di chiarimento dell’INPS è una disciplina che riguarda le attività autonome che non hanno vincolo di coordinamento da parte del committente e che sono del tutto saltuarie ed episodiche (non si ripetono nel tempo). Di fatto, quindi, la prestazione occasionale oggi è una disciplina che può essere utilizzata solo per attività che non vengono ripetute nel tempo.

Le prestazioni di lavoro autonomo occasionale sono delle attività lavorative a carattere professionale svolte in modo non continuativo. La prima caratteristica è la prevalenza dell’aspetto intellettuale. Questo aspetto dell’attività deve prevalere sull’organizzazione e sui mezzi impiegati. Per farti un esempio uno studente che effettua nei mesi estivi ripetizioni di matematica ad uno studente sta svolgendo una prestazione occasionale. Se, invece, l’attività di ripetizioni prosegue per tutto l’anno e ci sono vari studenti che seguono le ripetizioni, l’attività non è occasionale ma organizzata professionalmente. In questo caso la prestazione occasionale non può essere applicata.

Importante:
Fai attenzione al fatto che dal 2015 non esistono più i limiti di massimo 30 giorni all’anno e di 5.000 euro lorde per identificare una prestazione occasionale. Devi fare molta attenzione perché ad oggi la prestazione occasionale risulta essere applicabile in poche fattispecie.

Se desideri approfondire le possibilità di sfruttare le prestazioni di lavoro autonomo occasionale ti consiglio di leggere in modo approfondito questo articolo.

Tabella: obbligo di apertura della partita IVA

CARATTERISTICADESCRIZIONE
Ripetitività nel tempo della prestazioneRipetitività, regolarità, stabilità e sistematicità dell’attività: sono queste le caratteristiche contraddistinguono l’abitualità e la continuità della prestazione. Se effettuate attività che si ripetono nel tempo in termini di frequenza, considerate chi esercita un’attività a cicli periodici (ad esempio tutti i weekend), deve necessariamente aprire partita IVA.
Esclusività della prestazionePer l’apertura della partita Iva nulla conta l’esclusività della prestazione.
Reddito percepitoIl reddito non ha alcuna importanza per l’obbligo di apertura della partita Iva, anche se è un elemento da tenere in considerazione.

Come fare ad aprire la partita IVA?

L’apertura della partita IVA richiede la presentazione di un apposito modulo presso l’Agenzia delle Entrate, la quale rilascia il codice della partita IVA, che serve ad identificare in modo univoco il soggetto richiedente. Il modulo legato all’apertura della partita IVA è il:

Si tratta dei modelli di dichiarazione di inizio attività, che deve essere presentata entro il termine di 30 giorni dall’avvio dell’attività professionale o di impresa in forma autonoma. La presentazione del modello può avvenire, alternativamente, con una di queste due modalità:

  • Telematicamente, attraverso i servizi online messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, oppure tramite un intermediario (es. dottore commercialista);
  • Con modalità cartacea, presentandosi personalmente, o tramite delega, presso uno degli uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate.

Al momento di apertura della partita IVA è necessario andare ad individuare il corretto codice ATECO da utilizzare in relazione all’attività professionale o economica che il soggetto andrà a svolgere. La scelta del codice ATECO da utilizzare non è una scelta banale, in quanto la scelta dello stesso ha conseguenze sotto il profilo delle imposte dirette (vedi i contribuenti che adottano il regime forfettario), ed anche previdenziali (per la scelta del regime contributivo). Inoltre, occorre tenere in considerazione che buona parte delle professioni digitali ancora oggi non sono dotate di uno specifico codice ATECO. Per questo motivo è consigliabile approfondire la propria situazione con un dottore commercialista.

I titolari di partita IVA sono obbligati, inoltre, ad aprire la propria posizione previdenziale all’INPS per il pagamento dei contributi e all’INAIL per l’assicurazione obbligatoria. Questo a meno che non si tratti di attività professionale per la quale è prevista l’iscrizione ad una cassa di previdenza autonoma.

Quanto costa aprire partita IVA?

Il costo di apertura di una partita IVA è di per sé pari a zero. L’intera procedura per l’apertura può effettuarsi online o direttamente in una delle sedi dell’Agenzia delle Entrate.

Le principali casistiche pratiche di apertura della partita IVA

Qual è il momento giusto per Aprire Partita IVA? La risposta esatta è: dipende. Ci sono una serie di variabili che influenzano l’esatto momento in cui diventa obbligatorio esercitare un’attività in modo professionale. Non per tutti i soggetti questo obbligo arriva nello stesso momento. Ci sono delle attività, ad esempio in cui non si rende mai obbligatoria l’apertura dei una partita IVA. Andiamo ad analizzare, di seguito, le principali casistiche che si possono presentare.

Avvio di attività artigianali e commerciali

Se sei un hobbista e stai creando oggetti per il tuo diletto con l’obiettivo di arrivare a venderli in qualche mercatino, puoi operare come privato. L’hobbista è colui che crea un oggetto con le proprie mani per il suo diletto, senza alcun fine commerciale. L’articolo 28 del D.Lgs. n 114/98 rimanda alle varie disposizioni regionali che a loro volta definiscono gli hobbisti come:

“operatori non professionali che vendono, propongono, espongono, o barattano, in modo sporadico ed occasionale, prodotti di modico valore, per lo più opere della propria creatività o del proprio ingegno”

Se ogni tanto partecipando a mercatini appositamente creati nei vari Comuni o dalle Associazioni sparse sul territorio vendi un oggetto non devi preoccuparti. Ti sarà sufficiente emettere una ricevuta non fiscale per regolare il corrispettivo percepito. Se, invece, l’attività di vendita diventa continuativa nel tempo, magari perché si partecipa e si vendono oggetti in tutti i mercatini organizzati nella regione, allora l’attività diventa artigianale. Invece, se si acquista e si vendono prodotti l’attività diventa commerciale. Se, invece, vendi su portali online come Etsy.com, leggi il paragrafo seguente dedicato alle attività online. Quando vendi oggetti online non sei più un hobbista ma un soggetto che opera come un E-commerce. Per approfondire il mondo degli Hobbisti ti consiglio di leggere questo articolo che ho realizzato per chiarire tutti gli aspetti fiscali su questo argomento.

Avvio di attività di vendita di beni e servizi online (E-commerce)

Nel caso in cui, invece, la tua attività sia quella di vendere oggetti online, le cose cambiano. Se decidi di vendere oggetti privati, ad esempio un quadro da collezione, o vestiti usati o ancora piccoli oggetti, non devi preoccuparti. Se la tua presenza sui portali di vendita non è continuativa, ma esclusivamente dedicata alla vendita di un oggetto puoi regolare la vendita con una ricevuta. Anche in questo caso si tratta di una ricevuta non fiscale. Quando, invece, si vendono oggetti creati o acquistati su un portale web in modo continuativo nel tempo siamo di fronte ad una attività commerciale. Quindi, in questo caso aprire partita IVA diventa obbligatorio. Per una attività imprenditoriale di tipo commerciale l’apertura della partita IVA è obbligatoria fin da subito. Non esistono esimenti. La continuità e l’organizzazione dei mezzi rendono l’attività imprenditoriale.

Ad esempio, se esponi su un portale o sul tuo sito una serie di oggetti con l’intento di venderli e l’esposizione dura nel tempo, l’attività è sempre di tipo imprenditoriale. Questo anche se in un anno hai venduto pochissimo oggetti.

Quello che conta in questo caso è l’organizzazione dei mezzi e la continuità di esposizione. Esattamente come se tu avessi un negozio fisico. Se desideri approfondire questo argomento ti lascio a questo articolo dedicato a chiarire quali sono gli aspetti fiscali legati all’esercizio di attività di E-commerce.

Avvio di attività di sfruttamento del diritto di autore

Altro aspetto che capita sovente è quello legato allo sfruttamento economico del diritto di autore. Il diritto di autore non è altro che il diritto che può vantare chi detiene la paternità di un opera di concedere a terzi il suo sfruttamento in cambio di un ritorno economico. Tale disciplina riguarda sia le opere artistiche letterarie, ma anche visive e figurative. Un soggetto che può vantare la paternità di un opera ha quindi il vantaggio di poter cedere il suo sfruttamento a terzi soggetti. Classico caso è quello di alcuni giornalisti che producono articoli, ceduti poi a testate giornalistiche sotto forma di sfruttamento economico del diritto di autore. Operare attraverso questa forma contrattuale permette a livello fiscale di avere un particolare vantaggio legato ad un regime fiscale di favore. Sui proventi legati allo sfruttamento economico spettano deduzioni forfettarie nella seguente misura:

  • Del 25% dei proventi stessi se il beneficiario ha un’età pari o superiore ai 35 anni, alla data di percezione dei redditi dichiarati;
  • Del 40% dei proventi stessi se il beneficiario ha un’età inferiore ai 35 anni.

Per approfondire la disciplina fiscale legata allo sfruttamento economico del diritto d’autore ti lascio a questo contributo dedicato.


Posso aprire la partita IVA e svolgere anche attività da dipendente?

Altro aspetto spesso frutto di errore riguarda la possibilità di aprire partita IVA quando si sta svolgendo un’attività di lavoro dipendente. La risposta è affermativa, ma ci possono essere alcune limitazioni per i soggetti che sono dipendenti pubblici. Per chiarire tutti questi aspetti potete leggere questo nostro contributo sull’argomento.


Quale regime fiscale per una partita IVA individuale: contabilità semplificata o regime forfettario?

Al momento della presentazione del modello di apertura della partita IVA è necessario scegliere anche il regime fiscale da adottare. Il regime fiscale è, sostanzialmente, la metodologia con la quale si va a determinare l’imponibile fiscale e previdenziale della tua attività. Come avrai capito, quindi, la scelta del corretto regime fiscale per la tua attività, è fondamentale. Sbagliare regime fiscale significa perdere soldi, in quanto il regime fiscale determina la tua tassazione e contribuzione previdenziale con la partita IVA.

Il regime fiscale deve essere valutato attentamente, in relazione alle tue caratteristiche personali ed a quelle dell’attività che andrai a svolgere. Nei casi più complessi si rende necessaria una simulazione numerica per individuare il regime fiscale da applicare. Per questo è fondamentale il confronto con il tuo Commercialista di fiducia. Sbagliare regime fiscale o ancora peggio fare da soli, può rivelarsi una mossa pessima, soprattutto in caso di errori.

Provo a farti un esempio, se adotto immediatamente una struttura societaria complessa e strutturata come quella di una SRL potresti non avere benefici, nemmeno dagli adempimenti contabili e fiscali obbligatori. Operare con una società di persone, o ancora meglio in Regime Forfettario, aiutano ad avere minori costi di gestione.

La cosa può essere vista anche al contrario. Un business di grandi dimensioni non può essere gestito correttamente con una struttura societaria non adatta. Per approfondire questo argomento vi rimando all’articolo riguardante il “Regime fiscale forfettario“.

La cosa importante che devi ricordare è individuare la migliore struttura possibile per il tuo business. È impossibile definire a priori quella che è la migliore struttura possibile. Ogni business ha le sue caratteristiche, per questo è importante avere al proprio fianco un dottore commercialista esperto con cui analizzare la situazione. Se vuoi al termine dell’articolo puoi trovare le indicazioni per contattarmi.

La tenuta delle scritture contabili

L’ultima indicazione da inserire nel modello di apertura della partita IVA è il luogo dove eventualmente, saranno tenute le scritture contabili. Tale luogo solitamente è quello dove viene esercitata l’attività, oppure il domicilio del Commercialista, se sarà lui a tenere la contabilità della tua attività.

Il modello può essere stampato e compilato a mano con consegna all’Agenzia delle Entrate, oppure direttamente scaricando il software a disposizione ed effettuare l’invio telematico. In generale gli obblighi contabili dipendono dal regime fiscale adottato. Per questo motivo, come indicato anche in precedenza devi scegliere correttamente la struttura migliore per il tuo business.

L’iscrizione al VIES

Il VIES è l’archivio dove vengono iscritte tutte le partite IVA che intendo effettuare operazioni intracomunitarie (B2B). È fondamentale, quindi, iscriversi al VIES direttamente al momento di presentazione del modello di apertura dell’attività, in modo da essere immediatamente iscritti in questo elenco. Ho approfondito questo aspetto nell’articolo seguente al quale ti rimando per approfondimenti:

Devo obbligatoriamente iscrivermi all’INPS con la partita IVA?

Accanto agli aspetti fiscali devono essere tenuti presenti anche quelli previdenziali. Sia per le imprese che per i professionisti è necessario procedere con la regolarizzazione della propria posizione nei confronti dell’ente previdenziale di riferimento.

L’individuazione del corretto ente previdenziale dipende principalmente dalla categoria professionale di appartenenza. Se sei un lavoratore autonomo che non ha una cassa professionale di riferimento dovrai iscriverti alla Gestione Separata INPS. Al contrario se sei un professionista con un Albo professionale l’istanza di iscrizione dovrà essere effettuata presso la Cassa previdenziale dell’Ordine di appartenenza.

Nel caso del lavoratore autonomo l’iscrizione alla cassa previdenziale o alla gestione separata deve essere effettuata separatamente rispetto alla Comunicazione Unica. Per quanto riguarda, invece, gli imprenditori le cose cambiano. Commercianti ed Artigiani sono obbligati all’iscrizione alla Gestione INPS di riferimento. L’iscrizione avviene tramite Comunicazione Unica. Tali soggetti sono obbligati a versare annualmente contributi fissi nella misura di 4.000 euro annui. Il versamento dei contributi avviene con periodicità trimestrale (febbraio, maggio, agosto, novembre) con modello F24. Tali contributi fissi coprono circa 15.000 euro di reddito dell’attività. Al superamento della soglia scatta il versamento di ulteriori contributi da versare in percentuale sul reddito con una aliquota del 24%.

L’agevolazione contributiva per gli imprenditori in Regime Forfettario

I soggetti che operano in regime forfettario hanno diritto di beneficiare di una agevolazione che consente loro di ridurre i versamenti previdenziali. L’agevolazione consiste nel poter beneficiare di una riduzione del 35% dei contributi previdenziali previsti annualmente come obbligatori. Al fine di poter beneficiare di questa agevolazione i soggetti che operano in Regime Forfettario sono tenuti ad effettuare una comunicazione all’INPS. Tale comunicazione deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica entro il 28 febbraio di ogni anno. La comunicazione deve essere presentata per la prima annualità di applicazione di questo regime previdenziale e rimane valida fino a quando permangono i requisiti per l’applicazione del Regime Forfettario. Per approfondire:

Partita IVA e analisi dei costi di gestione

Al di là di quanto si possa pensare, aprire la partita Iva non presuppone il sostenimento di costi iniziali. Gli unici costi sono quelli legati alla connessione internet, per l’invio telematico del modello AA9/12. Tuttavia, però, ci sono dei costi di gestione e, ovviamente, dopo l’apertura si dovranno iniziare a pagare le tasse e i contributi all’INPS o all’eventuale cassa di previdenza istituita per la vostra attività.

Si tratta di adempimenti obbligatori che devono essere gestiti con cura e adeguatamente pianificati con il vostro consulente, al fine di programmare adeguatamente i pagamenti in tempo. In generale il costo del Commercialista in questa prima fase è nullo. Egli solitamente vi farà sicuramente una tariffa a forfait per l’apertura e la gestione annuale dell’attività.

Il costo della tariffa annua, invece, varia in funzione della mole di lavoro che necessita la gestione e che sono una diretta conseguenza della tipologia della natura delle prestazioni e della quantità di movimentazione. Quindi, l’onorario annualeche potrà chiedere un dottore Commercialista, sarà diretta conseguenza delle caratteristiche dell’attività.

In particolare del regime fiscale prescelto, del volume d’affari, della presenza di operazioni con l’estero o con paesi black list o di particolari regimi speciali IVA si può registrare un maggiore o minore impegno del professionista a cui si assocerà un più o meno alto onorario annuale.


Aprire partita Iva: lavoratore autonomo o ditta individuale

Aprire partita Iva, è un passo importante, e deve essere valutato attentamente, con l’aiuto di un esperto in materia fiscale (dottore commercialista), che sappia accompagnarti ed indirizzarti lungo tutto l’arco di vita della tua attività.

Sicuramente il primo aspetto da prendere in considerazione per i soggetti che si accingono ad aprire partita Iva riguarda l’appartenenza alla categoria dei professionisti o a quella delle imprese individuali.

E’ opportuno affermare subito che non si tratta di una scelta libera tra queste due opzioni. L’appartenenza ad una piuttosto che ad un altra categoria comporta comporta un diverso inquadramento sia fiscale che previdenziale. So che può sembrarti un aspetto banale ma vengono commessi molti errori su questi aspetti, e non devi sottovalutare la questione.

Per questo vediamo di capire meglio cosa differenzia un professionista da una ditta individuale, per permetterti di capire se a quale di queste due categorie appartiene l’attività che ti stai apprestando ad intraprendere.

Differenze tra professionista e ditta individuale

Come abbiamo visto il soggetto che intende aprire partita Iva per l’esercizio di una attività, può appartenere alla categoria dei professionisti o degli imprenditori individuali. Di solito è il Commercialista ad effettuare questa distinzione e ad effettuare tutte le pratiche necessarie per farti partire immediatamente con la tua attività, anche perché molto spesso le differenze tra un professionista e un impresa possono essere molto labili e soggettive, ed effettuare una scelta sbagliata potrebbe comportare scelte contributive e fiscali non coerenti con l’attività effettivamente svolta.

Chi sono gli imprenditori individuali?

In generale possiamo dire che appartengono alla categoria degli imprenditori individuali gli artigiani e i commercianti. Si tratta delle due categorie di partite Iva  che sono obbligate all’iscrizione all’interno del Registro delle Imprese, istituito all’interno della Camera di Commercio provinciale. In particolare sono artigiani i soggetti che svolgono un’attività manuale o professionale in modo artigianale (per fare qualche esempio, gli imbianchini, gli idraulici, i meccanici, pasticceri, gelatai, fabbri, estetisti, parrucchieri, ecc). Mentre, i commercianti sono tutti quei soggetti che svolgono un’attività di acquisto di merci (o materie prime) con l’intenzione di rivenderle.

All’interno della categoria dei commercianti possiamo trovare i dettaglianti (come ad esempio i negozi di vicinato, il commercio ambulante, venditori porta a porta ecc), oppure i grossisti, che acquistano grandi quantità di merce ed hanno come principali clienti i vari venditori al dettaglio. Rientrano nella categoria dei commercianti anche tutti quei soggetti che effettuano vendite di prodotti sul web, sempre che gli stessi siano stati a loro volta acquistati (classico caso dei negozi online che vendono prodotti di marchi esterni, mentre se vendete oggetti sul web realizzati da voi allora appartenete alla categoria degli artigiani, e più in generale degli imprenditori individuali.

Chi sono i professionisti o lavoratori autonomi?

Rientrano, invece, nella categoria dei lavoratori autonomi tutti quei soggetti che svolgono un’attività per la quale il lavoro intellettuale prevale sul resto dell’attività. Pertanto sono lavoratori autonomi tutti i professionisti iscritti in un Albo od ordine professionale, come ad esempio i commercialisti, gli avvocati, i notai, i consulenti del lavoro, i medici, i giornalisti, gli architetti, geometri, psicologi, ingegneri, dentisti, agronomi, ecc. Allo stesso modo sono sempre lavoratori autonomi anche i c.d. professionisti “senza ordine“, ovvero tutti quelli che non tenuti ad iscriversi ad Albi professionali per esercitare la loro attività, come ad esempio i consulenti informatici, gli amministratori di condominio, i critici d’arte, i consulenti aziendali, i web master, ecc. In sostanza questi soggetti, che appartengono alla categoria dei lavoratori autonomi, svolgono un’attività per la quale non ci si deve iscrivere al Registro delle Imprese.

Aprire partita Iva: come distinguere un imprenditore individuale da un professionista?

E’ opportuno precisare che ai fini dell’appartenenza alla categoria degli imprenditori individuali o dei lavoratori autonomi il discrimine è soltanto la tipologia dell’attività: non conta niente la detenzione di beni strumentali o di lavoratori dipendenti o collaboratori, o il luogo dove svolgete l’attività.

Esempio:
Ad esempio, un medico con partita Iva che ha al suo servizio lavoratori dipendenti, resta sempre un lavoratore autonomo, allo stesso modo un idraulico che non utilizza beni strumentali, resta sempre un’impresa individuale.

Come detto, chi intende aprire partita Iva deve prestare attenzione alla propria categoria di appartenenza, in quanto le differenze da un punto di vista fiscale e previdenziale sono importanti. In ogni caso, a prescindere dalla categoria (professionista o imprenditore) si rientra sempre nella più grande categoria dei lavoratori che operano con partita Iva, in forma individuale.

Aprire partita Iva: le differenze previdenziali tra professionista e ditta individuale

A livello previdenziale, aprire partita Iva come professionista o imprenditore individuali comporta delle rilevanti differenze.

Aspetti previdenziali degli imprenditori individuali

Gli imprenditori individuali, siano essi artigiani o commercianti, sono obbligati ad iscriversi all’Inps, nella gestione IVS artigiani o commercianti. Si tratta di una gestione previdenziale che prevede il versamento di contributi previdenziali fissi, a prescindere dal fatturato, da pagare per ogni trimestre dell’anno. Oltre a questi contributi è necessario poi effettuare un conguaglio per chi supera determinate sogli di reddito derivante dall’attività imprenditoriale. Per avere maggiori informazioni, o capire meglio come vengono calcolati i contributi in questa gestione contributiva vi rimando a questo contributo: “Contributi Inps artigiani e commercianti“.

Aspetti previdenziali dei professionisti

I lavoratori autonomi, invece, da un punto di vista contributivo si differenziano tra quelli obbligati ad iscriversi ad una cassa professionale di riferimento e quelli cosiddetti “senza cassa“. I primi sono tutti quei professionisti che abbiamo visto prima sono obbligati ad iscriversi ad un Ordine o Albo professionale per esercitare la propria attività: così, un avvocato per esercitare è tenuto anche ad iscriversi alla Cassa forense, stessa cosa per un architetto, con l’Inarcassa, un giornalista all’Inpgi e così via. In questo caso ogni cassa professionale applica proprie regole di determinazione dei contributi, ma in generale tutti hanno come riferimento il volume del fatturato annuo, e il reddito imponibile ai fini delle imposte dirette (Irpef). Per chi volesse maggiori informazioni può consultare i vari siti internet delle varie casse di previdenza professionali, oppure leggere questo nostro contributo: “Contributi previdenziali dei professionisti“.

I professionisti non tenuti ad iscriversi ad un ordine, debbono obbligatoriamente iscriversi alla gestione separata dell’Inps. Si tratta di una gestione previdenziale che basa i contributi esclusivamente sul reddito imponibile del professionista. I versamenti avvengono con le stesse date previste per i versamenti degli acconti delle imposte sui redditi, ovvero a giugno e novembre. Anche in questo caso per chi volesse maggiori informazioni, può trovarle a questo contributo: “Gestione separata Inps: soggetti obbligati e contributi“.

La differenza tra gestione commercianti e artigiani e la gestione separata Inps

Un aspetto che spesso ci viene chiesto è quello legato alle differenze tra:

  • La gestione artigiani e commercianti Inps;
  • La gestione separata Inps.

Da un punto di vista previdenziale la gestione artigiani e commercianti è un fondo previdenziale obbligatorio che prevede il versamento di contributi previdenziali fissi. Si tratta di contributi per circa 4.000 euro annue che coprono fino al raggiungimento di circa 15 mila euro di reddito annuo. Al superamento di questa soglia l’imprenditore è tenuto al versamento di ulteriori contributi, sulla quota eccedente il “reddito minimale” con aliquota del 24%.

La gestione separata Inps, invece, dedicata ai professionisti senza cassa di previdenza autonoma, si caratterizza per una gestione più diretta dei contributi dovuti. Il professionista iscritto, infatti, è chiamato a versare i propri contributi, calcolati direttamente sul reddito generato dall’attività professionale, senza minimi obbligatori. Questa è la principale differenza tra queste due gestioni previdenziali obbligatorie dell’Inps con cui un soggetto che intende aprire partita Iva deve confrontarsi.

Aprire partita Iva: le differenze previdenziali tra professionista e ditta individuale

Aprire partita Iva come lavoratore autonomo o come imprenditore individuale ha dei riflessi non di poco conto ai fini fiscali. L’Amministrazione finanziaria prevede, infatti, l’applicazione di regimi fiscali differenziati, con diverse modalità di determinazione del reddito imponibile soggetto a tassazione ai fini Irpef.

Fiscalità dei lavoratori autonomi

Dal punto di vista delle imposte dirette, i lavoratori autonomi vengono tassati soltanto in base ai compensi e ai costi effettivamente percepiti nel periodo d’imposta, c.d. “principio di cassa“. In generale il reddito dei lavoratori autonomi si tassa sulla base del reddito imponibile che deriva dalla differenza tra i compensi incassati e i costi deducibili. Nel modello Redditi P.F. il lavoratore autonomo deve compilare:

Naturalmente la scelta del regime fiscale da adottare è fondamentale, e per questo motivo la scelta è bene che sia preventivamente concordata con il vostro consulente fiscale di fiducia.

Fiscalità per gli imprenditori individuali

Gli imprenditori individuali, a loro volta, sono tassati ai fini Irpef, sul proprio reddito imponibile annuale, determinato il reddito sempre con un principio di cassa, anche se alcune voci seguono il criterio di competenza economica.

L’imprenditore individuale nel modello Redditi P.F. è chiamato a compilare:

  • Il quadro RF se utilizza la contabilità ordinaria (registrazione di fatture attive/passive, incassi e pagamenti), oppure
  • Il quadro RG se è in contabilità semplificata (registra solo fatture attive/passive),
  • Infine, il quadro LM se adottano il regime dei contribuenti minimi di cui all’articolo 27 del D.L. n. 98/2011. Dal 2015 è possibile aderire anche al regime forfettario di cui alla Legge n. 190/2014.

Naturalmente l’appartenenza al regime di contabilità ordinaria o semplificata non dipende da una libera scelta ma è vincolato dal volume dei ricavi annui.


Consigli in merito all’apertura della Partita IVA

Con questo articolo ho voluto cercare di fare chiarezza in un ambito ancora poco chiaro, e dove in rete circola ancora molta disinformazione. Per capire, quindi, se devi o meno aprire partita IVA per la tua attività, il mio consiglio è quello di verificare sempre lo schema che ti ho mostrato sopra:

Abitualità + Continuità = Apertura della partita Iva.

Sicuramente questo non sarà sufficiente ad eliminare tutti i dubbi. Per approfondimenti o analizzare le singole situazioni personale avete a disposizione i commenti, a cui certamente risponderò, oppure se desideri maggiore privacy scrivimi contattandomi in privato per una consulenza.

Se avete hai letto con attenzione, a questo punto dovresti essere comunque in grado di capire se la tua attività deve essere esercitata con partita Iva. Se la risposta che vi siete dati è positiva, non spaventatevi, possiamo esservi di aiuto ad affrontare l’avvio della vostra attività, sia da un punto di vista fiscale, contabile e amministrativo.

In ogni caso per approfondire gli aspetti legati all’apertura della partita Iva e gli adempimenti connessi potete consultare alcuni nostri contributi sul tema: a questo link potete trovare tutti i nostri articoli sul tema.

Gli skills fondamentali per l’avviso di un’attività in proprio

Ricordati che avviare un’impresa o un’attività di lavoro autonomo non è un’avventura da affrontare da soli. Qualsiasi sia la tua business idea, affinché abbia successo è indispensabile crearsi attorno un team di lavoro vincente. Anche il miglior “self made man” non può avere, da solo, tutte le competenze necessarie che occorrono per raggiungere il successo, ovvero:

  • Flessibilità e approccio olistico;
  • Strategie commerciali;
  • Tecniche di marketing e social media;
  • Competenze amministrative, fiscali, contabili;
  • Capacità relazionali e di leadership.

Ogni soggetto deve capire quali sono le sue skill naturali e farsi affiancare da un team che abbia le competenze chiave per completare il proprio background. Il rischio, in questi casi non può che essere quello dell’insuccesso. Per questo avere ben chiari questi aspetti fin dall’avvio della propria attività è un elemento fondamentale.

Serve un conto corrente dedicato all’attività?

Allo stato attuale non vi sono obblighi legati all’apertura di un conto corrente dedicato all’attività professionale o di impresa in forma individuale (vi sono obblighi per le società di persone e di capitali). Tuttavia, aprire un conto corrente dedicato può essere un’opzione da prendere in considerazione in quanto può portare dei vantaggi. In primo luogo, il conto dedicato permette di ottenere una separazione netta tra i movimenti in entrata e in uscita relativi alla sfera professionale rispetto a quelli dedicati alla sfera personale. Attraverso l’utilizzo di un conto corrente dedicato la gestione dei movimenti è sicuramente più fluida e ordinata. Inoltre, il conto corrente dedicato dei lavoratori autonomi e dei professionisti permette all’Agenzia delle entrate di effettuare in maniera più agevole gli accertamenti fiscali relativi all’attività.

Consulenza fiscale legata all’apertura della Partita Iva per imprenditori e professionisti

Se stai pensando di avviare una nuova attività hai sicuramente bisogno di un Commercialista che possa affiancarti ed aiutarti a prendere le decisioni migliori. Mi occupo da anni di aspetti fiscali legati a professionisti e PMI. In particolare ho specializzato la mia attenzione sugli aspetti di Fiscalità Internazionale che questi soggetti riscontrano ogni giorno nella loro attività.

Se la tua attività ha riflessi in ambito internazionale ti consiglio di rivolgerti a qualcuno che conosca concretamente questi aspetti e come devono essere gestiti. Se hai queste caratteristiche e stai pensando di avviare un’attività, contattami! Insieme fisseremo una prima call conoscitiva, ove mi spiegherai la tua situazione e le tue intenzioni di avviare l’attività.

A quel punto ti offrirò le prime indicazioni e il preventivo per la mia assistenza annuale. Fisseremo delle call periodiche oppure degli appuntamenti in Studio per seguirti passo passo e fornirti di tutta l’assistenza di cui necessiti.

Se, invece, hai dei dubbi oppure ti va semplicemente di farmi conoscere il tuo parere lasciami un commento qui sotto.

Ti risponderò nel più breve tempo.

111 COMMENTI

  1. Spett.le Direzione,

    vengo a Voi per chiedere questa informazione come sotto descritta:

    MEDICO SPECIALIZZANDO IN CARDIOLOGIA DAL MESE DI LUGLIO 2016 VOLENDO FARE VISITE AMBULATORIALI E’ OBBLIGATO AD APRIRE PARTITA IVA? QUALE SARA’ LA QUOTA IMPONIBILE DA TENER PRESENTE SIA COME ENTRATE DI FATTURAZIONE CHE DI USCITE PER VARIE DI INIZIO ATTIVITA’
    SE CORTESEMENTE POTRESTE DARMI QUESTI CONSIGLI VE NE SAREI GRATA, SERVONO A MIO FIGLIO.
    DISTINTI SALUTI.
    EMILIANA NOE’

  2. Salve,
    suo figlio è obbligatoriamente tenuto ad aprire partita Iva e operare professionalmente. L’apertura della partiva Iva di per se non costa niente. Il costo è legato al Commercialista che seguirà suo figlio per gli adempimenti tributari e per la tenuta della contabilità. Spiegarle in questo ambito tutta la normativa per la determinazione del reddito non avrebbe senso, ma se ha ulteriori dubbi, mi faccia sapere, la ricontatterò in privato.

  3. Ringrazio sentitamente della risposta pervenutami; se dovessi aver bisogno di chiarimenti più approfonditi disturberò sicuramente.
    Nuovamente grazie; e grazie anche per tutte le novità, gli articoli oltre ad essere utili sono molto interessati e vanno presi alla lettera.
    Con simpatia
    Emiliana Noè

  4. SALVE un musicista di pano bar può essere assunto anche come dipendente se il datore di lavoro non lo assume cosa rischia se viene pizzicato dal fisco? ho abbligato ad aprire la partita iva?

  5. Salve, un musicista può essere assunto come dipendente o lavorare come professionista con partita Iva. Se lavora al di fuori di queste modalità in caso di controlli le contesterebbero la mancata fatturazione delle operazioni. Le consiglio l’opportunità di aprire partita Iva utilizzando il regime forfettario.

  6. Salve, aprire una partita IVA non costa nulla, come bisogna fare senza rivolgersi ad un commercialista?
    Inoltre una domanda: ci si può far assistere ad un CAF per tenere la contabilità per un regime forfettario al 5 o 15%?

    Grazie e complimenti per il sito.

  7. Salve, aprire partita Iva non costa niente ma serve la conoscenza necessaria per la compilazione del modello AA9/11 per l’apertura della stessa, serve la conoscenza per effettuare correttamente la fatturazione delle operazioni, specialmente se si hanno clienti o fornitori di paesi UE o extra UE. Serve la conoscenza necessaria a predisporre la partita Iva. Fare da soli, fa risparmiare certo, ma a quale costo?! Di vedersi arrivare un accertamento tra qualche anno, dove pagherà con gli interessi quanto avrebbe potuto pagare per la consulenza di un Commercialista esperto. Anche sul Web può trovare Commercialisti pronti ad aiutarla anche con compensi ridotti, specialmente se aderisce al regime forfettario. Altrimenti, se vuole può rivolgersi a noi. Il consiglio che posso darle è di non improvvisare, e di affidarsi a consulenti esperti del settore in cui andrà ad operare.

  8. Salve,
    Sono uno studente residente in Italia (a breve dovrei laurearmi). A ottobre inizierò una collaborazione con dei danzatori residenti a Londra. Inizialmente il lavoro non sarà continuativo, in seguito andrà a definirsi. Dagli articoli che ho letto mi sembra di capire che nel mio caso sia conveniente inizare con una prestazione di lavoro autonomo occasionale con committente all’estero. E’ corretto? La mia domanda è: conviene prendere direttamente residenza in Inghilterra o tenere la mia residenza qui? Con tutto che è ora è passata la brexit.

  9. Salve, tutto dipende dalla continuità della sua attività e dal tempo che trascorrerà all’estero. La risposta alla sua domanda dipende da queste variabili. Se il tempo in cui intende restare all’estero è lungo oltre all’anno potrebbe valutare di aprire partita Iva in Inghilterra ed iscriversi all’AIRE. Per fare la giusta scelta servono maggiori informazioni un confronto con un professionista. Se vuole la contattiamo in privato.

  10. Gentile staff di fiscomania, vorrei aprire nel 2017 una partita iva e ho un dubbio sulle detrazioni. E’ pacifico che posso detrarre le spese necessarie per l’attività, ma posso detrarre anche le spese sanitarie o per gli interessi passivi del mutuo per la prima casa, ovvero detrazioni che non riguardano l’attività? Devo presentare il modello Unico?
    Grazie in anticipo

  11. Tutto dipende dal regime Iva con il quale aprirà l’attività. Ha bisogno di un consulto con un Commercialista. Se non ne ha uno di riferimento posso contattarla in privato.

  12. La ringrazio per la risposta e per la disponibilità. Per ora si tratta più di una idea che di un progetto concreto perchè sto aspettando una risposta per un lavoro. Nel caso le cose non andassero in porto la ricontatterò. La saluto e la ringrazio nuovamente.

  13. Mia figlia è stata assunta da un ente che si occupa di assistenza ai minori come educatrice-pedagogista e come libera professionista. Paga le tasse sul compenso stabilito. Adesso le hanno consigliato di aprire la partita IVA. Quanto costerà? È obbligata? Grazie per la risposta.

  14. La partita Iva si rende obbligatoria tutte le volte in cui un’attività professionale diventa continuativa nel tempo. Se l’attività di lavoro come professionista di sua figlia è continuativa è obbligatorio aprire partita Iva, iscriversi alla gestione separata dell’Inps e fatturare le prestazioni effettuate. Se vuole maggiori informazioni sull’apertura della partita Iva e sul regime fiscale migliore da applicare per sua figlia, mi contatti in privato.

  15. Salve vorrei sapere se facendo la promoter per un rivenditore di macchinari meccanici sono obbligata ad aprire una partita iva, ci tengo a precisare che ne ho chiusa una solamente nel 2016!

  16. L’apertura della partita Iva è obbligatoria quando si esercita un’attività in modo continuativo nel tempo. Mi sembra che lei svolga questa attività in modo continuativo, quindi è tenuta ad aprire partita Iva, a prescindere da quante vendite sia riuscita a concludere. Mi contatti in privato se le interessa avere maggiori info, anche su come gestire la situazione adesso.

  17. Buongiorno,

    ho un lavoro in azienda produttiva come dipendente e non sono iscritta a nessun albo.
    Una scuola di formazione mi ha chiesto di tenere per loro dei corsi in qualità di relatore, al momento sono stati definiti 6 incontri (3 nel 2017 e 3 nel 2018) su 4 tematiche differenti, l’ultima si svilupperà in 3 giornate.
    Al momento non si sa se questi corsi avranno seguito in futuro, dipende un po’ dal successo della prima edizione.

    E’ possibile inoltre che tra i partecipanti ci saranno richieste di attività presso le loro aziende, in merito alla stessa formazione o svolgimento delle attività in relazione a quanto spiegato ai corsi per l’ottimizzazione dei loro processi produttivi, come consulenza.

    E’ necessario che apra la partita IVA per una o entrambe le prestazioni?
    Come devo gestire la parte contrattuale con i committenti e fiscale?

    Grazie per il supporto.

  18. Sicuramente questa non è un’attività di lavoro autonomo occasionale visto che è comunque programmata e pianificata nel tempo. Dovrà aprire partita Iva come professionista. Da valutare la possibilità di aprire in regime forfettario.

  19. Buonasera, io sono un impiegato nel settore bancario e ogni tanto mi cimento in piccole operazioni immobiliari. Più precisamente nel 2013 ho finito la costruzione della mia abitazione principale, nel 2014 ho comprato un piccolo bivano per fini locativi e nel 2016 un altro bivano con la stessa finalità. Ora ho messo in vendita il primo bivano acquistato e nel caso dovessi riuscirci vorrei comprare un altro piccolo immobile all’asta. Secondo Voi potrei essere obbligato ad aprire partita iva. Grazie

  20. Nel suo caso l’attività di acquisto e vendita non si può dire occasionale, l’apertura della partita Iva sarebbe necessaria, visto che l’attività di acquisto e vendita prosegue.

  21. Sono disoccupata da tempo. Ho sottoscritto un contratto di noleggio per cui percepisco mensilmente un corrispettivo mensile inferiore ai 4800 euro l’anno. Se avessi reddito dovrei dichiararlo nel quadro RL. Fino a che cifra posso non aprire la partita Iva?

  22. Se lei svolge attività di noleggio di attrezzatura o mezzi, senza svolgere attività commerciale, può operare senza partita Iva, dichiarando i compensi nel quadro dedicato ai redditi diversi.

  23. Buongiorno, sono un’ingegnere dipendente part-time o meglio una schiava (€5/ora) con stipendio di 400€ al mese, che come capirete è assolutamente da fame.
    Riesco ad arrotondare svolgendo nel pomeriggio attività di lezioni private per studenti anche universitari, ma è ovvio che non posso andare avanti così per molto.
    Ho 35 anni e anche avendo provato a mettermi in proprio con p.iva professionale, i costi delle tasse erano talmente esagerati rispetto ai miei guadagni che ho preferito chiuderla e accettare questo stipendio da fame.
    La mia domanda è questa: considerando che sono anche un’hobbista (mi dedico all’uncinetto) e mi piacerebbe poter vendere anche accessori legati a questo hobby, è obbligatorio aprire una partita iva commerciale? E se sì, è compatibile col mio lavoro da dipendente? Quali sono i costi (tasse, ecc.) che dovrei sostenere nel caso l’aprissi?
    Vi ringrazio per qualsiasi consiglio possiate darmi.

  24. Salve Giulia, l’attività di hobbista non prevede la vendita, se si effettuano vendite in modo continuativo nel tempo si passa da hobbisti ad artigiani ed è obbligatoria la partita Iva con iscrizione alla gestione commercianti Inps. Quello che può fare è partecipare a qualche mercatino, ma se vuole vendere online si diventa automaticamente artigiani, che producono per vendere (e non più per solo diletto, come gli hobbisti), quindi è necessario operare con partita Iva. Per maggiori info sulla partita Iva mi contatti in privato.

  25. Buongiorno, ho seguito dei corsi di formazione per diventare massaggiatore , ho lavorato saltuariamente presso una struttura per alcuni mesi venendo pagato tramite voucher, adesso vorrei iniziare a lavorare in maniera autonoma e vorrei avere informazioni su quale possa essere la direzione giusta da prendere per essere in regola, vorrei effettuare prestazioni a privati. Devo aprire una partita iva o posso iniziare a lavorare come lavoratore occasionale autonomo ? Quali sono le precauzioni per lavorare in maniera sicura ?
    grazie.

  26. Buongiorno,
    se apro una partita iva come libero professionista ed imposto la denominazione come “MARCO ROSSI” posso utilizzare la dicitura “Servizi Web di Marco Rossi” su fatture, sito web, bigliettini pubblicitari?
    Grazie mille.

  27. Salve, avrei bisogno di un chiarimento: qualora un hobbista volesse aprire non un sito web, bensì una pagina Facebook, per pubblicizzare le proprie creazioni, e volesse utilizzare la nuova funzione “vetrina” proposta da Facebook(che impone di indicare il prezzo dell’oggetto), sarebbe obbligato ad aprire la partita iva?
    Che differenza c’è tra aprire un sito web, aprire una pagina Facebook e vendere su un market place in termini di partita iva?
    Ringrazio in anticipo per la risposta e vi faccio i complimenti per il sto! buona giornata!

  28. Se si apre una “vetrina” di facebook è obbligatorio operare con partita Iva, perché è come avere un sito web di proprietà ove si fa attività di e-commerce. Da un punto di vista fiscale non ci sono differenze in queste due ipotesi. In entrambi i casi si sta effettuando attività commerciale. Per non essere richiesta la partita Iva è necessario che non vi siano prezzi di vendita e non ci siano indicazioni relative al possibile acquisto.

  29. Buonasera a tutti!! Il quesito che pongo e’ il seguente. Se dovessi operare in maniera del tutto occasionale e con pochissime frequenze mensili nella funzione di incaricato alle vendite porta a porta e dovessi riuscire a raggiungere un fatturato di circa 1000,00 euro mensili,si dovrebbe ricorrere obbligatoriamente all’apertura della partita iva?? Certo di un Vostro positivo riscontro,porgo ringraziamenti anticipati

  30. Buongiorno,
    Ho accquistato 5 appartamenti all’ asta facenti parte dello stesso fabbricato ma sono comunque 5 lotti diversi e conto di rivenderli sicuamente entro i 5 annirealizzando cosi una plusvalenza che verrà tassata al 20% ( la famosa imposta sostitutiva).
    Premesso che daparte mia si trattato davvero di un’ operazione sporadica, l’ Agenzia potrebbe contestarmi l’ abitualità dell’ attivita visto che si tratta di vendere comunque 5 appartamenti?

  31. Da poco tempo, sto vendendo un servizio personale tramite ebay, non si tratta di vendere o ricomprare oggetti.
    Riguarda degli account di gioco online, che condivido e vendo agli altri..
    sono dichiarati oggetti personali, (visto che vengono creati ed usati in primis da me) o vengono visti come oggetto di commercio?
    Perchè in caso smetterei subito, è solo per arrotondare,(non avendo un lavoro attualmente) non parliamo di chissà quale cifra.
    Ringrazio anticipatamente per la risposta.

  32. Buongiorno
    Sono un lavoratore dipendente e vorrei iniziare ad intraprendere in parallelo una attività che, mi dicono, può assimilarsi all’agente di commercio.
    Vorrei chiedere se è obbligatorio, una volta superati certi valori di fatturato, oltre ad aprire la partita IVA anche lasciare il lavoro attuale, quindi quello da lavoro dipendente.
    Grazie

  33. Prima di tutto occorre valutare se c’è incompatibilità o conflitto di interesse con il lavoro dipendete. Poi si potrà iniziare ad avviare la procedura per l’attività di agente di commercio. Si dovrà valutare se ci sono i requisiti per poter diventare agente. Se vuole mi contatti in privato. Valuteremo assieme la situazione.

  34. Buongiorno
    MI hanno conunicato che la figura non sarebbero agente di commercio bensì intermediario assicurativo
    Quindi, a quanto ho letto, non ci dovrebbe essere incompatibilità… Almeno credo…

  35. Buongiorno,

    siaomo un Ristorante italiano, abbiamo fatto un evento all’estero in grecia, ed é andato lo chef con un ragazzo.
    Giustamente la prestazione dello Chef viene pagata direttamente a Lui, senza dover dare la regione sociale del Ristorante.
    il problema che lo Chef non ha partita IVA,
    come deve fare per essere pagato direttamente con il solo Codice Fiscale?!?!?

    Grazie

  36. Lo chef può emettere una ricevuta per prestazione occasionale per regolarizzare il pagamento, anche se vedo la cosa come non molto in regola. La cosa migliore sarebbe che fosse il ristorante a fatturare la prestazione effettuata dal suo chef.

  37. Ciao! Sono lavoratrice dipendente… Da qualche mese ho iniziato a commercializzare le mie creazioni e su consiglio del commercialista non ho aperto la partita iva in quanto mi ha spiegato che esiste un’apposita normativa dedicAta ai creativi e che finché il mio fatturato è sotto una certa soglia, posso semplicemente fare dei contratti di conto vendita con i vari esercenti con cui collaboro e fatturare a fine contratto il venduto con ricevuta fiscale in ritenuta d’acconto.
    Ora però sto pensando anche di organizzare per il prossimo inverno dei corsi creativi post scuola per i bambini qui a casa mia… a parte l’informarmi con il mio assicuratore x accertarmi di avere l’adeguata copertura x i partecipanti, diventerà obbligatorio aprire la partita iva o potrò aspettare di vedere come mi va la prima annata?!? Grazie, buona domenica!

  38. Non esiste alcuna normativa che tuteli dall’apertura della partita Iva sotto soglie di fatturato. Per qualsiasi attività economica l’obbligo di partita Iva deriva dall’abitualità della prestazione, se lei svolge più attività in modo continuativo, è tenuta ad operare con partita Iva a prescindere dal fatturato raggiunto. Deve fare riferimento ad un bravo commercialista e pianificare con lui quando è il momento opportuno di operare con partita Iva. Se vuole siamo a disposizione.

  39. salve ho un attività che ho un bar che ho aperto per soli 5 mesi in estate 3 anni fà ma poi ho chiueso la partita iva a causa dei pochi guadagni e troppi costi e vorrei riaprire per soli 3 mesi posso non aprire la partita iva ed usare un altra forma di regime fiscale?
    Grazie

  40. Salve, sono stato assunto come autista part-time con contratto a termine dal 16 maggio al 31 luglio 2018. Per i primi due mesi ho percepito Euro 223,00 con cedolino e per le restanti ore lavorate ho presentato ricevute fuori campo IVA con ritenuta d’acconto che sono state regolarmente accettate. Per il mese di luglio mi chiedono di aprire la Partita Iva ed emettere fattura. Il rapporto di lavoro e’ finito e Le chiedo se sono obbligato ad aprire la Partita Iva o posso presentare Ricevuta senza Iva come per i mesi precedenti.
    Grazie

  41. Per una attività come la sua non è mai possibile emettere ricevuta per prestazione occasionale. La prestazione occasionale riguarda i professionisti e non gli imprenditori. Considerato questo, le opportunità di lavorare in regola sono o con contratto di lavoro dipendente a tempo determinato o aprire partita Iva.

  42. Buongiorno, sono uno studente universitario di 22 anni e sto lavorando con alcuni amici alla creazione di un brand di abbigliamento. Venderemo online, attraverso un sito.
    Vorrei sapere se, per vedere il riscontro che avremmo il primo periodo, si può inizare ad operare senza P.IVA e quindi aprirla successivamente se dovessimo iniziare a vendere.
    Questo perché ho paura di perdere diverse agevolazioni a livello fiscale in Università aprendo la P.IVA.
    Vi ringrazio anticipatamente.
    Cordiali saluti.

  43. Non è possibile vendere in E-commerce online senza partita IVA. Si violano sia norme fiscali che amministrative, ed inoltre non si offre sicurezza agli acquirenti. Oltre che essere vietato e controproducente per voi. Se avete bisogno di un commercialista esperto, contattatemi in privato.

  44. Salve,
    sono residente a Cipro ( membro CE) e collaboro con un amico residente in Italia per la realizzazione di oggetti da vendere in Italia (ed eventualmente in altri paesi europei). La progettazione e il lavoro di disegno viene svolta da me mentre il mio amico in italia si occupa dell’assemblaggio. La produzione delle componenti viene fatta da terzi.
    Sarebbe possibile aprire partita IVA qui a Cipro e utilizzarla per il nostro commercio?
    Sarebbe il modo migliore o piu’ conveniente.
    Grazie in anticipo

  45. Salve Sergio, per capire cosa sia conveniente fare bisogna analizzare la situazione con maggiore dettaglio e capire i vostri ruoli nell’attività, ma sopratutto dove viene svolta e quali sono i mercati di riferimento. Se vuole posso aiutarla, mi contatti in privato per una consulenza.

  46. Sono un soggetto in regime forfettario con regolare partita iva, avendo l’esigenza di trasformare tale partita iva in p.iva comunitaria, chiedo se poi posso continuare a restare nel regime forfettario oppure devo obbligatoriamente passare al regime semplificato o ordinario ed applicare l’iva?
    In attesa di chiarimenti, grazie, con i più distinti saluti
    Alfredo

  47. Sono un soggetto in regime forfettario con regolare partita iva, avendo l’esigenza di trasformare tale partita iva in p.iva comunitaria, chiedo se poi posso continuare a restare nel regime forfettario oppure devo obbligatoriamente passare al regime semplificato o ordinario ed applicare l’iva?
    Se sarà poi possibile restare nel regime forfettario si sarà obbligati a inviare Elenco riepilogativo degli acquisti e delle vendite intracomunitarie di beni e servizi?
    In attesa di chiarimenti, grazie, con i più distinti saluti
    Alfredo

  48. Buonasera,
    Innanzitutto complimenti per sito web dato che ci sono informazioni chiare e precise. Avrei una domanda da porle: sono un dipendente di un’azienda con sede in UK e stiamo valutando un mio eventuale spostamento.

    Tra le varie opzioni avevo considerato l’apertura di una partita Iva dato che non hanno sedi in Italia. Sarebbe possibile effettuare attività continuativa con l’azienda avendo solo quest’ultima come cliente?

    Grazie in anticipo per l’assistenza.

  49. Buon giorno, le ho scritto in privato. Le faccio i complimenti per il sito che chiarisce argomenti sempre ostici. Cionostante io devo essere piuttosto stupida perchè non ho rilevato nulla che possa andare bene per quello che vorrei fare io. In attesa di un suo riscontro la saluto e la ringrazio
    Loredana

  50. Buongiorno, ho il progetto di aprire uno studio medico in cui sarò socio d’opera per la parte di gestione amministrativa, non sono infatti io il medico ma occorre il mio aiuto per le “scartoffie”. Esiste un codice attività ATECO che io possa utilizzare pur senza avere una specifica professionalità? Grazie per la risposta e complimenti per il sito, mi è stato di molto aiuto.
    Luca

  51. Salve Luca, socio d’opera presuppone l’apertura di una società. Se apre una partita IVA individuale non sarà socio dello studio medico. Vedo un po’ di confusione. Se vuole ne possiamo parlare in dettaglio in privato, ed individueremo il miglior codice attività.

  52. Salve,sono un privato in disoccupazione e vorrei regolarizzare la mia posizione dato che realizzo in casa alcuni oggetti d’arredamento in maniera che può diventare continuativa…ho anche una pagina Facebook dove espongo ciò che realizzo e occasionalmente mi viene chiesto di vendere…secondo voi devo aprire partita iva? se si,in che regime?…non bastano le ricevute non fiscali con il bollo da 2 euro?
    Grazie mille

  53. Salve Alessandro, per vendere con ricevuta da attività occasionale non deve esporre prezzi di vendita ed invitare all’acquisto. Altrimenti è necessaria la Partita IVA. Il regime fiscale dipende dalla presenza di alcuni requisiti che devono essere verificati. Nel caso mi contatti in privato per analizzare insieme la sua situazione in consulenza.

  54. Salve,
    il numero di clienti é una condizione per la partita iva? Mi spiego meglio, é possibile aprire una partita iva e avere 1 solo cliente fisso una volta al mese?
    Grazie mille

  55. Se decidessi di fare dei video su youtube in modo continuativo, tipo uno alla settimana/mese. E riuscissi dalle pubblicità ad avere un profitto di circa, in media, 10 euro al mese, sarei obbligato ad aprire partita IVA perché tra l’attività di fare video, montaggio e pubblicazione effettuata in queste modalità sto svolgendo una attività continuativa e abituale? Che oltretutto devo richiederla entro 30 giorni dall’inizio attività quindi non so neanche se veramente i miei video saranno o meno profittevoli ma intanto le spese per mantenerla sono fisse e sicuro maggiori dei ricavi.
    Stesso dubbio mi viene nel caso in cui decidessi di comprare uno stock di 50 magliette a 100 euro e rivederle singolarmente a 5 euro l’una su ebay, che tolto il 15% tra commissioni ebay e paypal sui 250 di ricavi lordi avrò un ricavo netto di 212,50€.
    Il problema è che aprendo parità Iva anche in questo caso le spese per mantenerla, tra commercialista ecc saranno sicuramente maggiori dei ricavi netti.. Mi sembra un po assurda come cosa. Possibile che il ricavo non conti a prescindere ma conti solo il modo in cui tale attività viene esercitata nel tempo?

  56. Daniele quanto afferma è corretto, l’attività pubblicitaria online è attività di impresa, a prescindere da quanto si incassa. Vale la stessa cosa per l’attività di commercio online. Quello che conta è il tipo di attività esercitato e quelle indicate sono attività di impresa e per operare in forma di impresa occorrono partita IVA e iscrizioni INPS e quant’altro. Quello che deve chiedersi è se si tratta di un passatempo (allora meglio lasciar perdere) oppure se vuole farla diventare la sua attività ed allora deve investire su se stesso e credere in quello che sta facendo. Tutte le imprese del mondo investono per avviare la propria attività, non esistono soluzioni facili, ma se ha un business scalabile deve sfruttarlo. Se vuole approfondire e cerca un commercialista che possa aiutarla mi scriva in privato.

  57. Salve,
    Vorrei inserire il link per le donazioni su paypal nella descrizione dei miei video/live che eseguo. Però non so se Bisogna aprire una partita o meno…

  58. Salve. Io da due anni faccio i bracciali a mano e primo tempo li vendevo su Instagram, in un anno andando avanti così ho guadagnato circa 4 mila euro. Adesso vendo i bracciali tramite Instagram e Facebook, 80% di ordinazioni ho da estero perciò persone mi pagano la spedizione più alta – 20 euro prezzo di bracciale + 13 euro costo della spedizione. Questo anno ho superato 5 mila euro, tutti questi soldi risultano sul mio conto corrente, non ho mai dichiarato la mia attività. Posso avere vostro consiglio come devo fare adesso, contro quali sanzioni vado contro ?
    Grazie

  59. Salve,
    sono in procinto di autopubblicare il mio primo romanzo su una piattaforma di selfpublishing, in questo caso Amazon. Le eventuali vendite dell’ebook avvengono attraverso il pagamento di royalties a seconda del prezzo da applicare al libro, La mia ttività si limita solamente all’autopubblicazione SENZ attività di marketing e promozione. Bisogna aprire la Partita Iva? In Rete si trovano elementi discordanti, ci sono commercialisti che affermano di sì, che è una attività di impresa e io sono l’editore,ì e altri no, facendo riferimento al diritto d’autore. Non ho trovato la posizione ufficiale dell’Agenzia dell’Entrate. Grazie.

  60. Luca Amazon non stipula contratti legati allo sfruttamento del diritto di autore ma contratti di distribuzione. La sua attività di vendita avviene attraverso un canale distributivo e l’attività è di impresa. Cosa diversa sarebbe se trovasse un editore che pubblica il suo libro (con contratto legato allo sfruttamento del diritto di autore). Se vuole approfondire siamo a disposizione per una consulenza.

  61. Salve sono un dipendente privato , vorrei aprire un attività di commercio ambulante alimentare.
    l’attività non sarà continuativa , ho saputo che con il regime forfettario potrei risparmiare le tasse , ma siccome nel 2019 ho percepito come reddito dipendente/assimilati più 30000 euro non ho i requisiti per il forfettario.
    La domanda e:
    Sono condannato alla partita IVA ? (Checco Zalone)
    Ci sono alternative di Regime fiscale ?

  62. buona sera,
    grazie per la panoramica molto interessante.
    chiedo per un dipendente che intende aprire partita iva e collaborare con altre realtà
    come sara calcolata la parte previdenziale?
    per esempio: sono e resto operaio artigianato,
    e voglio aprire un ateco 43.21.01 installazioni impianti elettrici in maniera non prevalente.
    grazie per l’attenzione

  63. L’attività è quella artigianale, deve verificare prima di tutto che non vi siano incompatibilità o conflitti con il suo lavoro e poi occorre analizzare meglio la sua situazione per la parte previdenziale, dove ci sono i contributi fissi alla gestione artigiani INPS (verificando possibili esoneri). Se vuole approfondire siamo a disposizione per una consulenza.

  64. Buonasera. Sono pensionato con quota 100 e coltivo per hobby un migliaio di metri quadri di terreno, per consumi familiari prevalentemente. Vorrei però poter vendere alcuni prodotti in mercati cittadini (o paesani). So che non posso superare un reddito di 4800 euro. Devo aprire p. IVA con regime forfettario? Se io pensassi di aprire p. IVA a nome di mia figlia studente universitaria, è preferibile? Non credo comunque spererei i 4800 euro.
    Grazie
    Claudio

  65. Salve, ho appena aperto un canale youtube e per il momento non supero i 200 euro al mese. Ho letto che è necessario aprire la partita iva, ma allo stato attuale non mi conviene. Lei mi sa dire se c’è anche un altro modo per continuare questa attività senza dover per forza aprire la partita iva? Grazie

    Michela

  66. La partita Iva è obbligatoria perché lei sta esercitando attività di tipo commerciale. Consiglio di fare molta attenzione perché ha obblighi amministrativi fiscali e previdenziali che potrebbero esserle contestati. Se non si è in grado di operare con partita Iva è meglio sospendere la monetizzazione fino al momento in cui non si sarà in grado di rispettare la normativa.

  67. Buongiorno
    Sn lavoratore dipendente e dovrei aprire partita iva X attività di servizi (fermopoint e pagamento utenze droppoint) consulenza turistica e affittacamere, è possibile aprire una srls uni personale con regime forfettario ? Grz marco

  68. Salve, vorrei domandarle se per aprire una piccola società di eventi privati bar con somministrazione alcolica necessita
    Per forza di un srl srls
    O si può fare anche con partita iva a reggime forfettario
    Grazie in anticipo
    Gabriele

  69. La scelta del regime fiscale e della forma giuridica dipendono da molte variabili, che richiedono analisi accurata dell’attività e delle caratteristiche del soggetto che avvia l’attività. Se vuole analizzare la sua situazione ci contatti in privato per una consulenza. La aiuteremo.

  70. Salve, avevo p. iva ma dopo alcuni anni di attività è stata chiusa d’ufficio per prolungata inattività. Posso riaprirla?
    Ho un sito dove ospito gratuitamente pagine web da me create, di aziende, posso continuare finché mi creo una base di potenziali clienti da far poi pagare se apro la partita iva? Grazie.

  71. Buongiorno, grazie per il suo articolo, molto interessante.
    Io ho una domanda: sono una social media manager con priva forfettaria, vorrei aprire un negozio in cui faccio quello e inserisco anche vendita di abbigliamento handmade (cosa che fino allo scorso anno facevo con le ricevute non fiscali perché occasionale).
    Legalmente, oltre ad ampliare il codice ateo, quali accorgimenti dovrei adottare? posso vendere o devo procurarmi un registratore di cassa con relative spese che non posso scaricare?

    Grazie mille e buon lavoro
    Chiara

  72. Sicuramente ci sono molti accorgimenti da prendere, come l’iscrizione in camera di commercio, la SCIA in Comune, ma soprattutto le occorre un commercialista che la possa aiutare in relazione agli obblighi connessi ai corrispettivi di vendita ed eventualmente alla normativa OSS se vende anche a privati UE. Nel caso ci contatti in privato per una consulenza, la aiuteremo.

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