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Quanto costa aprire partita IVA?

A quanto ammontano i costi legati all'apertura della partita IVA per freelance? Tutte le info utili sui costi vivi legati all'avvio di un'attività in proprio.

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Quando si vuole avviare un’attività in proprio uno degli aspetti che maggiormente spaventa è il costo da sostenere per aprire partita IVA per operare come freelance. Ogni settimana riceviamo tantissime domande di questo tipo.

Si tratta di freelance che iniziano l’attività, piccoli imprenditori, hobbisti che si trovano a superare i limiti della prestazione occasionale si chiedono quali siano i costi da sostenere per aprire partita IVA.

Sull’argomento, soprattutto in rete, si trovano molte informazioni, ma molto spesso non sono informazioni complete ed attendibili in quanto sempre scritte da consulenti fiscali. Per questo motivo, in questo articolo, andiamo a vedere quali sono i costi da sostenere per l’apertura di una partita IVA individuale.

Quanto costa aprire partita IVA

Qual’è il momento in cui si deve aprire partita iva?

Prima di tutto devi sapere che ci sono una serie di elementi diversi da prendere in considerazione per aprire partita IVA. In particolare si tratta dei seguenti:

  • La continuità e l’abitualità dell’esercizio dell’attività;
  • La professionalità, e l’esercizio in forma organizzata dell’attività.

Quando si è in presenza di questi requisiti si è obbligati ad aprire partita IVA. Tale apertura si rende necessaria anche se l’attività di per se non ha prodotto alcun ricavo. L’aspetto che conta ai fini fiscali e la propensione del soggetto ad esercitare un’attività idonea a produrre reddito. Anche se, magari, per il momento il reddito non è stato generato.

Tuttavia l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che con il termine “abituale” deve intendersi un’attività che si ripete nel tempo costantemente nel tempo e che necessita dell’impegno intellettuale o materiale per essere svolta.

E’ considerata abituale anche la predisposizione dei mezzi necessari a svolgere quest’attività. Ne sono esempi la pubblicità su riviste od online o ancora l’iscrizione a portali legati a trovare incarichi online. Come il caso del famoso portale di incarichi per Freelance, Upwork o altri simili. Ti faccio ancora qualche esempio.

Alcuni esempi di attività “abituale

Un soggetto che effettua una consulenza informatica ad giornaliera un cliente al mese per 12 mesi, pur avendo lavorato per 12 giorni all’anno, è tenuto ad aprire partita IVA.

Questo in quanto la prestazione è continuativa nel tempo, quindi abituale. A prescindere dal compenso percepito.

Lo stesso soggetto che ha inserito la propria candidatura su portali online per la ricerca di incarichi, deve aprire partita IVA. Questo perché la sola predisposizione ad esercitare un’attività professionale in modo continuativo rende quell’attività abituale.

Se ci pensi bene questa attività è paragonabile a quella di un altro professionista, poniamo un avvocato. Soggetto che non ha ancora clienti, ma che ha aperto uno studio, e sta aspettando i suoi primi incarichi. Anche in questo caso vi è obbligo di operare con partita IVA.

Apertura della partita iva al superamento di soglie di reddito: falso!

Spesso si tende a fare confusione tra soglia di ricavi (i famosi €. 5.000) e obbligo di apertura della partiva IVA.

Niente di più sbagliato!

ricavi non sono mai un parametro di riferimento che da solo può stabilire se di deve o meno aprire partita IVA. Il concetto fondamentale che obbliga all’apertura della partita IVA può essere così sintetizzato:

Abitualità + Continuità dell’attività = Apertura della partita IVA

Questa semplice equazione è l’unico parametro di riferimento per stabilire quando sia arrivato il momento di aprire partita IVA.

Tuttavia, una definizione precisa di questi due elementi non è mai stata fornita con chiarezza dall’Amministrazione finanziaria.

Per questo motivo, è necessario valutare attentamente caso per caso, se lo ritenete opportuno con il nostro ausilio, per verificare la necessità di aprire partita IVA.

Tuttavia, possiamo darvi quale considerazione aggiuntiva per aiutarvi a stabilire se anche voi siete obbligati ad aprire partita IVA. Quello che dovete ricordarvi è che:

qualsiasi attività si considera svolta in maniera abituale e continuativa nel momento in cui è svolta con regolarità e sistematicità

Per un approfondimento su questo argomento potete consultare questo nostro contributo.

Quali i passi per aprire la partita IVA 2020?

Per aprire una partita IVA bisogna presentare richiesta all’Agenzia delle Entrate, che provvederà ad attribuire al richiedente il codice di 11 cifre utile per identificare il soggetto richiedente. Si tratta del numero di partita IVA.

Si tratta di una procedura gratuita che non ha costi vivi. Tuttavia, se si decide di farsi assistere nella procedura da un dottore Commercialista, ci saranno eventualmente da sostenere i costi legati alla sua consulenza nell’espletamento della pratica.

Quali sono i costi di apertura della partita Iva in Regime Forfettario?

Quanto costa aprire la partita IVA in Regime Forfettario? E’ questa la domanda che si pongono la maggior parte dei soggetti che vogliono iniziare un’attività in proprio.

Prima di tutto occorre sottolineare che se si apre una partita IVA in regime forfettario non si è tenuti a versare:

  • L’Iva;
  • L’Irpef;
  • L’Irap.

Si è solamente tenuti al pagamento di un’imposta sostitutiva equivalente al 15% dei guadagni maturati (l’aliquota scende al 5% per i primi cinque anni di attività). Si deve ovviamente aggiungere il costo delle spese Inps, perché è il soggetto stesso che deve versare i contributi previdenziali nell’apposita cassa Inps (a meno che l’attività non sia quella per cui è prevista l’iscrizione ad una cassa di previdenza autonoma).

Oltre a queste spese a quali altri costi si va incontro prima di procedere all’apertura di una partita Iva agevolata?

Prima di tutto dobbiamo dire che la procedura di apertura di partita IVA può essere gestita autonomamente recandosi presso una sede dell’Agenzia, oppure tramite un intermediario abilitato alla trasmissione telematica del modello. Per questa pratica non ci sono costi vivi da sostenere, eventualmente solo il costo dell’intermediario per la presentazione della pratica per conto dell’istante.

Accanto alla pratica di apertura della partita IVA ci sono poi una serie di comunicazioni aggiuntive, che hanno dei costi vivi da sostenere. Si tratta, a seconda dei casi:

  • L’iscrizione al registro delle imprese tenuto dalla Camera di Commercio competente. In questo caso i costi da sostenere sono di circa 150 euro all’anno;
  • Contributi previdenziali. In questo caso l’onere varia a seconda dell’iscrizione alla gestione separata INPS, della gestione artigiani e commercianti INPS o dell’iscrizione alla cassa di previdenza obbligatoria dei professionisti. In questo caso l’onere è variabile a seconda del reddito;
  • Imposta sostitutiva del regime forfettario. Il regime di tassazione è pari al 5% del reddito dell’attività (per i primi cinque anni). Successivamente si passa con tassazione al 15%;
  • SCIA: comunicazione certificata di inizio attività. Si tratta di una pratica che deve essere presentata al Comune ove si inizia l’attività. In questo i costi per diritti e bolli variano ma si rimane intorno alle 300 euro.

Quali costi per l’apertura di partita Iva di una ditta individuale

Quali costi iniziali bisogna sostenere per aprire una ditta individuale? È la domanda che si pone chi ha intenzione di avviare una nuova attività e che non può operare con il regime forfettario. In questo caso l’unica possibilità a disposizione è quella di operare con una ditta individuale in “contabilità semplificata“.

A differenza di altri tipi di attività, le procedure per avviare una ditta individuale non sono particolarmente complesse. Si tratta infatti di una semplice attività a fa capo una singola persona, il titolare.

Ma quali sono gli elementi che possono spingere una persona scegliere di aprire una ditta individuale anziché una società? I fattori sono molteplici, primo tra tutti proprio la possibilità di avere sotto il proprio totale controlla l’azienda, senza entrare in conflitto con possibili soci.

Un costo da mettere subito in preventivo per l’apertura di partita iva di una ditta individuale è la parcella di un dottore Commercialista che sarebbe meglio consultare per ottenere tutti i consigli utili, le procedure da seguire ma, anche sulla tipologia stessa di attività che si intende avviare.

L’apertura delle partita IVA in se è gratuita ma, ci sono dei costi di gestione della pratica da pagare al proprio consulente di riferimento. Si tratta del modello AA7/9 e l’invio dello stesso all’Agenzia delle Entrate.

A questo si aggiunge quello per l’iscrizione camera di commercio. Come indicato anche in precedenza il costo vivo da sostenere comunque si aggira intorno ai 150 euro. Oltre a questo rimane anche in questo caso il costo legato alla presentazione della SCIA in Comune, con un costo vivo di circa 300 euro.

Costi della partita IVA: FAQ

Come aprire partita IVA?

Per aprire una partita IVA bisogna presentare richiesta all’Agenzia delle Entrate, che provvederà ad attribuire al richiedente il codice di 11 cifre utile per identificare il soggetto richiedente. Si tratta del numero di partita IVA.

E’ possibile non pagare contributi INPS con una partita IVA individuale?

Con una partita IVA individuale non esistono possibilità non pagare l’INPS ed i relativi contributi! Quindi, aprire Partita Iva significa avere l’obbligo di versare contributi previdenziali: All’Inps, se sei un artigiano, un commerciante, o un professionista senza cassa di previdenza, oppure.

Quanto costa aprire partita IVA?

Si tratta di una procedura gratuita che non ha costi vivi. Tuttavia, se si decide di farsi assistere nella procedura da un dottore Commercialista, ci saranno eventualmente da sostenere i costi legati alla sua consulenza nell’espletamento della pratica.

Chi può aprire partita IVA?

La partita IVA deve essere richiesta da chiunque voglia intraprendere un’attività economica o professionale. Pertanto, può essere aperta sia da persone fisiche che da società.

Come aprire partita IVA in regime forfettario?

Per aprire la partita IVA forfettaria si deve presentare la richiesta all’Agenzia delle Entrate, modello AA7/9 che provvederà ad attribuire al richiedente il codice di 11 cifre utile per identificare il soggetto richiedente, denominato partita IVA.

Qual’è il miglior mese per aprire partita IVA?

Non esiste, in generale, un mese migliore per avviare la propria attività. Tuttavia,
il periodo migliore dell’anno per aprire la partita Iva sia quello dell’inizio dell’anno, ovvero nei mesi da gennaio a marzo per avere tutto il resto dell’anno per fatturare e creare reddito per il pagamento di imposte, contributi e costi vivi.

Cosa succede se non apro partita IVA?

Prima di tutto precisiamo che se si apre partita Iva e non si riesce a fatturare da un punto di vista fiscale non ci sono particolari conseguenze: non essendoci ricavi tassabili non potranno esserci imposte da pagare. Questa è la conseguenza di una partita Iva inattiva.

Come aprire partita IVA da professionista?

Per aprire la partita Iva in qualità di liberi professionisti è necessario compilare un modulo apposito: per le persone fisiche è il Modello Apertura partita Iva AA9; per i soggetti diversi dalle persone fisiche è il Modello Apertura partita Iva AA7

Quanto costa chiudere una partita IVA?

Se la ditta individuale è iscritta al registro delle imprese, la cancellazione prevede il pagamento della marca da bollo (17,50 euro) da presentare entro la scadenza dei 30 giorni dalla cessazione dell’attività. Altrimenti, la procedura di cessazione della partita IVA in Agenzia delle Entrate è gratuita.

Quanto costa chiudere una partita IVA inattiva?

In altre parole, grazie al decreto 193/2016 si offre la possibilità di chiudere la partita IVA inattiva senza alcuna sanzione per il titolare. In questo modo, il contribuente, non dovrà pagare la sanzione di 516 euro, o la riduzione di 172 euro per i pagamenti pervenuti entro 30 giorni dalla notifica.

Quanto costa aprire partita IVA: consulenza

Se hai letto questo articolo e ti stai rendendo conto che necessiti dell’analisi della tua situazione personale, ti invito a contattarci attraverso il form di cui al link seguente. Riceverai il preventivo per una consulenza personalizzata in grado di risolvere i tuoi dubbi sull’argomento.

Soltanto in questo modo, infatti, potrai essere sicuro di evitare di commettere errori, che in futuro possono esserti contestati e quindi sanzionati.

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