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Gamer professionista e la tassazione dei redditi

Il settore del gioco online (gamer eSport) e la tassazione dei proventi percepiti dai gamer professionisti.

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Gli aspetti fiscali legati all’attività di gamer professionista. Obblighi legati alla dichiarazione delle vincite legate ai tornei, l’apertura della partita Iva e gli aspetti legati alla fiscalità internazionale, anche in ottica di pianificazione fiscale.

Negli ultimi anni abbiamo visto un crescente interesse mediatico nei confronti del settore del gaming online, degli e-sport. Sempre più ragazzi, spesso giovanissimi, si affacciano per divertimento a questo settore diventando in alcuni casi dei veri e propri “professionisti“.

Si tratta, per lo più di partecipazioni a delle competizioni organizzate di gaming legate a sport virtuali in grado di superare barriere fisiche e geografiche. Questi eventi organizzati ormai in ogni parte del mondo hanno saputo catalizzare l’attenzione di investitori internazionali.

Oggi intorno al mondo del gaming internazionale possiamo trovare squadre di gamer professionisti, con sviluppatori, organizzatori di eventi, investitori e sponsor. E’ all’interno di questi contesti che giocatori provetti diventano dei professionisti pagati per vincere tornei.

In questo contesto ci dobbiamo chiedere se e come viene regolamentata a livello giuridico internazionale la questione. Ebbene, su questo tema è necessario premettere l’assenza di una regolamentazione giuridica organica che, di fatto, influisce sul trattamento fiscale di questo settore.

Considerate le richieste di consulenza che ci arrivano su questo settore ho deciso di raccogliere in questo contributo tutte le informazioni fiscali legate al mondo dei gamer negli e-sport. In particolare andremo a verificare come gestire fiscalmente le vincite che realizzano i gamer, e quando si rende necessario operare professionalmente con una partita Iva.

Vediamo, quindi, come gestire le problematiche legate alla fiscalità dei gamer professionisti.

Gamer professionisti e l’incertezza legata alla mancanza di una disciplina giuridica internazionale

Il settore del gaming e degli e-sport è notevolmente radicato in due aree geografiche nel mondo. Mi riferisco, in particolare all’Asia ed agli Stati Uniti d’America. Tuttavia, negli ultimi anni stiamo assistendo ad un aumento considerevole di gamer provenienti dall’Europa (Italia compresa).

Si tratta di un settore che presenta un giro d’affari molto elevato essendo fortemente interrelato sia con il mondo del gambling che con il mondo dello sport e dei giochi. Per questo motivo attorno ai gamer possiamo trovare sponsor importanti disposti ad investire budget importanti per sostenere team di gamer in grado di vincere tornei, portando il loro marchio alla visione di un pubblico di giovanissimi.

Questa situazione, ad oggi, non è ancora stata oggetto di un inquadramento giuridico specifico, sia a livello internazionale. Questo, inevitabilmente, influisce sulla difficoltà di inquadramento anche a livello domestico, e di conseguenza rende incerta anche la disciplina fiscale applicabile ai gamer professionisti.

E’ proprio per queste ragioni che sarebbe opportuno intervenire per regolamentare un settore che sta crescendo vertiginosamente e che richiede attenzione sul lato giuridico. Se guardiamo l’ambito fiscale del settore non possiamo sottovalutare il rischio di potersi trovare di fronte ad una contestazione fiscale da parte dell’Amministrazione finanziaria, che potrebbe di volta in volta operare in relazione alla maggiore promiscuità del settore con l’ambito sportivo piuttosto che con l’ambito del gaming.

Il gaming online non rientra nelle federazioni sportive riconosciute dal Coni

A corollario di quanto affermato sinora possiamo dire che il gaming (e quindi il gamer professionista) non rientra tra le federazioni sportive riconosciute dal Coni. Anche questo aspetto, infatti, finisce per influire sugli aspetti giuridici e di conseguenza sulla disciplina fiscale legata ai proventi percepiti da questo tipo di “giocatori professionisti” di e-sports.

La disciplina fiscale del gamer professionista

Come accade solitamente quando manca una disciplina giuridica a regolamentare un settore economico si deve necessariamente fare riferimento alle norme attualmente in vigore. In questi casi occorre ricondurre un settore specifico alle disposizioni generali che regolano la materia. Questo accade oggi in molti ambiti specialmente nelle attività online.

Tale procedure è quella che dobbiamo necessariamente seguire per inquadrare fiscalmente i proventi percepiti da parte di un gamer professionista di e-sports. Si tratta di capire, individuare ed inquadrare i guadagni che esso percepisce per ricondurli all’interno delle diverse categorie reddituali previste dal TUIR (DPR n. 917/86). Come vedremo, infatti, è possibile ricondurre i proventi percepiti, alternativamente, tra i redditi diversi, di cui all’art. 67 del TUIR, ai compensi derivanti da attività di lavoro autonomo, di cui all’art. 53 del TUIR, o ancora ai redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente, ex art. 51 del TUIR.

Detto questo vediamo come è possibile classificare e suddividere i proventi percepiti da un gamer professionista di e-sport.

La classificazione dei proventi percepiti da un gamer professionista

Senza avere pretese di esaustività possiamo affermare, per quanto riguarda la nostra esperienza in questo ambito, che per un gamer professionista le fonti di guadagno possano essere le seguenti:

  1. Proventi derivanti dall’attività di gaming online:
    • Premi e vincite derivanti dalla partecipazione a tornei;
    • Guadagni derivanti da collaborazioni stabili con team di gamer;
  2. Provanti derivanti da sponsor e pubblicità:

Premi e vincite derivanti da partecipazioni a tornei

E’ una fonte di reddito molto importante per il gamer, che si allena per arrivare a partecipare a tornei sempre più importanti. Ci sono infatti organizzazioni internazionali che mettono in palio somme considerevoli per i vincitori di tornei di gaming online. Si tratta di veri e propri campionati che sono dotati di montepremi che viene poi suddiviso tra i partecipanti in proporzione al posto in classifica raggiunto.

L’obiettivo degli organizzatori è quello di mettere in palio montepremi sempre più elevati per far partecipare i gamer migliori ai propri tornei. Queste competizioni, infatti, vengono svolte online e sono seguite in diretta da moltissimi follower. Come puoi immaginare, il traffico generato da queste manifestazioni è in grado di generare introiti consistenti che alimentano questo tipo di attività.

Guadagni derivanti dalla collaborazione con team di gamer

La partecipazione ai tornei di gamer molto spesso viene gestita attraverso dei team. A livello internazionale, infatti, ci sono diversi team di gamer professionisti che partecipano ai tornei più importanti. Ognuno di questi team è paragonabile ad una squadra sportiva. Possiamo trovare, infatti, all’interno del team ruoli ben definiti ed una organizzazione piramidale. L’obiettivo di ogni team è quello di ingaggiare di gamer migliori per farli partecipare ai tornei.

Il gamer partecipa al torneo e permette al team di incassare la vincita. Poi a fine anno tutte le vincite dei vari gamer vengono ripartite ai vari membri. Questo tipo di remunerazione è consigliabile se non si riesce a guadagnare direttamente dalla partecipazione ai tornei.

Proventi da pubblicità online

I gamer più famosi al mondo sono seguiti da milioni di follower. Questi seguendo i tornei o i video pubblicati da gamer generano traffico sui vari social network che può essere sfruttato a fini pubblicitari. Molti dei social network, infatti, permettono la monetizzazione in relazione al numero di visualizzazioni ottenute. Caso classico è quello di Youtube, che grazie al suo programma di monetizzazione permette di guadagnare per ogni visualizzazione di video ottenuta.

Pensa che ci sono gamer in grado di guadagnare anche 100.000 dollari nel giro di qualche mese solo per le visualizzazioni dei propri video online. Vedi il caso di Richard Tyler “Ninja” Blevins, il giovane più seguito al mondo su Twitch.

Proventi derivanti dallo sfruttamento economico della propria immagine

Molto spesso i gamer vengono contattati da brand famosi con l’obiettivo di legare la propria immagine a quella di un brand per invogliare i follower a fare altrettanto. Lo sfruttamento economico della propria immagine, proprio come avviene per i personaggi famosi dello spettacolo, è in grado di generare importanti guadagni per i gamer più famosi e popolari.

La tassazione dei proventi del gamer

Quando un gamer percepisce dei proventi derivanti dall’attività non è più possibile parlare di hobby, ma è necessario parlare di attività di lavoro autonomo. Tuttavia, l’inquadramento fiscale dei proventi dipende dalla tipologia di reddito percepita.

Proviamo, di seguito ad effettuare qualche riflessione sull’argomento.

Proventi dalla vincita di tornei come redditi diversi

Qualche settimana fa siano stati contattati dai genitori di un gamer di e-sport di 16 anni, che ha percepito una somma di 6.000 dollari per essersi piazzato nei primi dieci ad un torneo internazionale. La preoccupazione dei genitori riguarda il corretto inquadramento fiscale del provento percepito dal figlio.

In questo caso, l’art. 67, lettera d) del TUIR afferma che rientrano nella categoria dei redditi diversi (se non costituiscono redditi di capitale e se non conseguiti nell’esercizio di arti o professioni o da imprese commerciali):

Le vincite derivanti da lotterie, concorsi a premio, dei giochi e delle scommesse organizzati per il pubblico e i premi derivanti da prove di abilità o dalla sorte nonché quelli attribuiti in riconoscimento di particolari meriti artistici scientifici o sociali.

Da questa disposizione possiamo ricavare che le vincite da “prove di abilità” possono comprendere ai compensi percepiti dalle vincite ai tornei di gaming. Quindi, i proventi derivanti dalle vincite di montepremi ad e-games, rientrano nella categoria dei redditi diversi ai fini IRPEF.

Indirettamente questo significa che per la gestione di un mero provento da partecipazione ad un torneo non è necessario per il gamer operare con partita Iva. Trattasi di reddito diverso che può essere dichiarato come tale, senza che questo indichi la volontà di operare in modo abituale e continuativo come gamer professionista.

Come si dichiara il montepremi percepito in dichiarazione dei redditi?

Abbiamo detto che la vincita derivante da una competizione da parte del gamer non deve essere necessariamente gestito con partita Iva. Questo, nel caso in cui quello in commento sia l’unico provento percepito nell’anno, come nel caso del nostro esempio del gamer di 16 anni che ha partecipato ad un torneo.

In questo caso il reddito percepito deve comunque essere indicato in dichiarazione dei redditi nella categoria dei redditi diversi. Tale reddito deve essere inserito nel quadro D del modello 730 o nel quadro RL del modello Redditi P.F.

In dettaglio, l’art. 69 del TUIR indica che l’importo da dichiarare è composto dalla mera vincita lorda ottenuta. Non si deve tener conto di eventuali costi sostenuti dal gamer al fine di realizzare la vincita. Ad esempio, non si deve tener conto dei costi legati a trasferte, connessione internet, o per l’acquisto di consolle o apparecchiatura connessa utile per la partecipazione al game.

Sulla vincita il gamer sconterà l’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) secondo i vari scaglioni di reddito.

Scaglioni di reddito in €Aliquota
fino a 15.00023%
da 15.000,01 a 28.000(23% e) 27%
da 28.000,01 a 55.000(23%, 27% e) 38%
da 55.000,01 a 75.000(23%, 27%, 38% e) 41%

Quando il gamer professionista deve aprire partita Iva?

Fuori dalla casistica delle vincite percepite dalla partecipazione ad attività di gaming online, il gamer professionista può trovarsi di fronte allo svolgimento di attività di tipo abituale. Infatti, se le vincite dei tornei possono essere inquadrate come proventi occasionali, in alcuni casi il gamer si trova ad operare in modo continuativo ed abituale, attraverso:

  • L’assunzione del gamer da parte di un team internazionale;
  • La prestazione della propria attività in modo autonomo.

Le due possibilità, spesso alterntive tra loro hanno come conseguenza fiscale l’inquadramento come attività di lavoro autonomo con reddito di fonte estera nel primo caso. Nel secondo caso, invece, la prestazione di attività in modo autonomo richiedere l’apertura di una partita Iva come gamer abituale.

L’obbligo di apertura della partita Iva come gamer professionale

Quando l’attività del gamer è svolta in modo autonomo ed in modo abituale nel tempo è sicuramente necessario aprire partita Iva. In questo modo il gamer ha la possibilità di fatturare sia i proventi derivanti dalle vincite legate alla partecipazione ai tornei, sia i proventi derivanti dall’attività di promozione, sia essa svolta sui social network, sia quella derivante dallo sfruttamento economico della propria immagine.

In questi casi la partita Iva diventa d’obbligo non solo per tutela in caso di verifiche fiscali da parte dell’Agenzia delle Entrate, ma anche e soprattutto per beneficiare di forme di tassazione più convenienti rispetto a quelle previste per la prestazione occasionale.

Come aprire la partita Iva per un gamer e-sport?

L’apertura della partita Iva è un adempimento che ogni contribuente può svolgere in modo autonomo e gratuito. Al momento dell’apertura della partita Iva è necessario indicare uno o più specifici “Codice attività” (definito anche Codice Ateco).

Per un gamer professionista quelli indicati di seguito possono essere i principali codici attività da utilizzare:

Codice ATECODescrizione dell’attività
82.99.99Per attività di Gamer vera e propria (“altri servizi alle imprese”)
73.11.02Per i gamer che beneficiano di guadagni in maggior parte derivanti dai canali social (“Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari”)
63.12.00Da utilizzare per i gamer che gestiscono un proprio portale o che operano tramite portali o piattaforme differenti (“Gestione portali web”)

Sostanzialmente, inserendo nel modello AA9/12 di apertura della partita Iva questi codici il gamer può ricoprire tutte queste attività e fatturare ai propri committenti.

In tutti i casi trattasi di attività professionale, quindi non è richiesta l’iscrizione in camera di commercio.

E’ però necessaria anche l’iscrizione all’INPS, per il versamento dei contributi previdenziali sui propri compensi: in tal caso si procederà all’iscrizione alla “gestione separata” INPS. Il gamer deve gestire la propria contribuzione andando a compilare il quadro RR del modello Redditi P.F.

La tassazione di un gamer professionista: il regime fiscale

Il gamer professionista può essere assoggettato, alternativamente, ad un regime fiscale tra i seguenti:

  • Regime Forfettario: regime di tassazione agevolato al 5% (per i primi 5 anni di attività). Se desideri approfondire: “Regime Forfettario: guida“;
  • Regime di contabilità semplificata: regime di tassazione ad aliquote progressive IRPEF, ma con il vantaggio di potersi dedurre tutti i costi inerenti all’attività svolta. Per approfondire: “Determinazione del reddito in contabilità semplificata“.

Non è nostra intenzione andare in questo momento ad approfondire i vari aspetti legati alla tassazione dei redditi derivanti dall’attività di gamer di e-sport. Ci sono, infatti, diversi aspetti che devono essere singolarmente approfonditi. Uno tra tutti il discorso legato alla tassazione di redditi di fonte estera. Aspetto che si rende necessario approfondire quando i proventi derivano da organizzazioni situate all’estero. In questo caso il gamer potrebbe trovarsi di fronte a ritenute in uscita dal Paese della Fonte del reddito e quindi a situazioni di doppia imposizione da fronteggiare.

Ebbene, se desideri approfondire questo aspetto ti lascio a questo articolo dedicato presente sul sito: “Prestazioni estere dei professionisti: fatturazione e tassazione“.

Pianificazione fiscale internazionale per il gamer professionista

Come hai visto non abbiamo volutamente dato spazio a molti approfondimenti in merito alla tassazione italiana del gamer professionista. Molti gamer, infatti, grazie alla possibilità di svolgere online la propria attività hanno deciso di lasciare l’Italia per andare a vivere e lavorare in altri Stati.

Naturalmente non si tratta soltanto di motivazioni legate all’ottenimento di un migliore livello di tassazione rispetto a quello italiano. I gamer, infatti, solitamente operano in gruppo si spostano e collaborano tra di loro al fine di migliorare le proprie performance. Per questo motivo, molto spesso, ci si trova di fronte gamer che vogliono pianifica al meglio la loro vita all’estero scegliendo di vivere e lavorare in Paesi che possono offrire vantaggi anche da un punto di vista fiscale.

Senza entrare in dettaglio sull’argomento, nel caso potrai farlo contattandoci per una consulenza personalizzata, ti lascio questo articolo che crediamo possa esserti utile in ottica di pianificazione del futuro: “Regimi fiscali per impatriati: i 6 Paesi più attraenti“.

Gamer professionista e disciplina fiscale: conclusioni

Il settore dei gamer, del gaming online e degli e-sport è in costante evoluzione e diffusione. Per questo motivo è fondamentale, per ogni gamer, definire in maniera corretta la propria posizione fiscale per evitare sorprese.

Posso assicurarti che non tutti i consulenti fiscali conoscono questo ambito e sono in grado di affiancarti con esperienza nella gestione delle problematiche fiscali legate a proventi di fonte estera. Questo sia per quanto riguarda le ritenute in uscita e le problematiche di doppia imposizione, ma anche per quanto riguarda gli aspetti legati al monitoraggio fiscale di attività patrimoniali e finanziarie di fonte estera.

Occorre conoscere il mondo del gaming e delle relative potenzialità di guadagno oltre che quello dei giochi e dello sport in genere, evitando disinvolte soluzioni fiscali, anche se appetibili, che potrebbero dar luogo poi a contestazioni da parte dell’amministrazione finanziaria. 

Consulenza fiscale per i gamer professionisti

Se hai letto questo articolo e ti stai rendendo conto che necessiti dell’analisi della tua situazione personale, ti invito a contattarci attraverso il form di cui al link seguente. Riceverai il preventivo per una consulenza personalizzata in grado di risolvere i tuoi dubbi sull’argomento.

Soltanto in questo modo, infatti, potrai essere sicuro di evitare di commettere errori, che in futuro possono esserti contestati e quindi sanzionati.

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