Accertamento sui Redditi Esteri: in scadenza i termini sull’anno 2014

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Accertamento sui Redditi Esteri con scadenza dei termini per l’annualità 2014, in caso di dichiarazione dei redditi presentata e per il quadro RW. Per chi ha omesso la dichiarazione l’annualità da dichiarare è il 2013. In caso di redditi non dichiarati in Paesi Black List c’è il raddoppio dei termini di accertamento. 

Quando si parla di Redditi Esteri è sempre importante capire quali sono i corretti termini di accertamento

Per termini di accertamento si intende il tempo che l’Amministrazione Finanziaria ha a disposizione per verificare la dichiarazione dei redditi del contribuente e accertare i relativi redditi dichiarati

Una volta trascorsi i termini di accertamento sui redditi esteri l’Amministrazione Finanziaria non può più intervenire. Questo significa che l’annualità è ormai caduta in prescrizione e non è più possibile richiedere eventuali irregolarità al contribuente. 

Conoscere i termini di accertamento diventa informazione importante per tutti quei contribuenti che si sono accorti di aver omesso o dichiarato in modo infedele Redditi Esteri. Oppure attività Patrimoniali o Finanziarie detenute all’estero. 

In questo contributo voglio concentrare la mia attenzione sui Termini di Accertamento sui Redditi Esteri. Ti indicherò le principali fattispecie e i termini previsti per i controlli da parte dell’Amministrazione Finanziaria. Mi concentrerò, infine, sulla disciplina del raddoppio dei termini di accertamento. Questo per le attività detenute in Paradisi Fiscali.

Sei pronto!? Si comincia!


Termini Ordinari di Accertamento


Per quanto riguarda i termini ordinari di accertamento fiscale occorre fare riferimento agli articoli 43 del DPR n 600/73 e 57 del DPR n 633/72. Si deve fare riferimento alla norma antecedente alle modifiche della Legge n 208/2015

Per questo motivo, ordinariamente, entro il 31 dicembre 2018, a pena di decadenza, devono essere notificati gli avvisi di accertamento in tema di imposte sui redditi, IVA, IRAP relativi all’annualità 2014. Si fa riferimento al modello Unico 2015, Dichiarazione IVA e IRAP 2015.

Nel caso in cui, invece, si tratti di omessa dichiarazione, entro fine anno l’annualità in scadenza è il 2013. Quindi modello Unico, Dichiarazione IVA e IRAP 2014.

Questo in quanto, secondo la normativa previgente, a meno di decadenza, l’accertamento deve essere notificato entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione. Si va al quinto anno successivo in caso di omessa dichiarazione. 

Termini di accertamento sui redditi esteri

I termini di accertamento indicati si rendono applicabili anche in caso di Redditi Esteri dichiarati in modo infedele, oppure omessi. Questo a patto che tali redditi, siano stati prodotti in Paesi diversi da quelli considerati come Paradisi Fiscali.

Normativa attuale sui termini di accertamento fiscale

A partire dalle dichiarazioni presentate nel 2017 (quindi relative al periodo d’imposta 2016), operano le modifiche della Legge n 208/2015.

Quindi, a partire dall’anno di imposta 2016, a meno di decadenza, l’accertamento deve essere notificato entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione. Sei anni in caso di dichiarazione omessa. Tutto questo essendo stato abrogato il raddoppio dei termini di accertamento per violazioni penali. 

La stessa normativa per queste annualità si applica anche in caso di Redditi Esteri dichiarati in modo infedele, oppure omessi. Questo a patto che tali redditi, siano stati prodotti in Paesi diversi da quelli considerati come Paradisi Fiscali.

Se vuoi approfondire questo argomento ti lascio a questo contributo: “Termini di accertamento per imposte sui redditi e IVA


Termini di accertamento e situazioni particolari

In merito all’omessa dichiarazione, si evidenzia che il maggior termine di cinque (o di sette) anni non opera, naturalmente, per i contribuenti che, ad esempio siccome possessori di soli redditi di lavoro dipendente erogati da un unico sostituto d’imposta, non devono assolvere l’obbligo dichiarativo.

L’obbligo dichiarativo, ai fini dei termini, non si può, secondo la giurisprudenza, nemmeno ritenere sussistente se il reddito è imputato dagli uffici per effetto di semplici presunzioni. Come la presunzione di distribuzione degli utili extra-contabili nelle società di capitali ristrette.

Termini di accertamento sui redditi esteri speciali

Regole speciali valgono per alcune categorie di contribuenti che possono beneficiare di riduzioni  sui termini di accertamento se congrui e coerenti con gli studi di settore. Questo anche nel caso in cui si tratti di redditi conseguiti all’estero.

In questa fattispecie non rientrano i professionisti. Così come indicato dagli appositi provvedimenti direttoriali dell’Agenzia delle Entrate.

In tal caso, salvo violazioni penali tributarie, i termini di decadenza sono ridotti di un anno.

Ci sono anche altre disposizioni specifiche di cui bisogna tenere conto che riguardano l’accertamento sui redditi esteri.


Raddoppio dei termini di accertamento per possedimenti esteri in Paesi Black List

Aspetto particolarmente interessante riguarda i possedimenti esteri in Paesi Black List.

Su questo aspetto si deve tenere presente quanto indicato dall’articolo 12 del DL n 78/2009.

Si tratta di una norma che introduce una una presunzione legale relativa, per i possedimenti esteri detenuti in paradisi fiscali (Black List).

Il soggetto, infatti, che detiene questi investimenti senza averli dichiarati nel quadro RW della dichiarazione dei redditi, si vede applicare tale presunzione. 

Tali attività finanziarie, infatti, in virtù di questa norma si presumono generate con redditi frutto di evasione fiscale.

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Si tratta di una presunzione sicuramente non di poco conto. Pensa ad un soggetto che non dichiarata un conto corrente detenuto in negli Emirati Arabi. L’importo non dichiarato detenuto sul conto è considerato, di fatto, reddito frutto di evasione fiscale.

Inoltre, come se non bastasse, in questa ipotesi, i termini di accertamento per richiedere le imposte derivanti dalla menzionata presunzione sono raddoppiati.

La norma, in merito alle imposte e alle consequenziali sanzioni da dichiarazione infedele oppure omessa, non può essere retroattiva. Sul punto vedi la Cassazione n 2662 febbraio 2018.

Pertanto, la presunzione opera dall’anno 2009, per le dichiarazioni che avrebbero dovuto essere presentate entro il 30 settembre 2010.
L’anno 2009, quindi, viene accertato, alle condizioni e nei limiti dell’articolo 12 del DL n 78/2009, entro l’ottavo anno successivo (al 2010). 

Per approfondire questi aspetti ti rimando a questo contributo: “Raddoppio dei termini di accertamento per attività finanziarie omesse in Paradisi Fiscali

Accertamento sui Redditi Esteri in Paesi BL: inversione dell’onere della prova

L’effetto di questa presunzione legale determina per il contribuente un gravoso onere. Si tratta dell’inversione dell’onere della prova.

Ordinariamente è l’Amministrazione Finanziaria che è chiamata a fondare il suo accertamento su provegravi precise e concordanti. In situazioni in cui, invece, vi è una inversione dell’onere della prova, tutto questo è posto a carico del contribuente.

Per l’Agenzia delle Entrate è sufficiente far scattare un controllo verso il contribuente, sarà poi lui a dover dare prova e smontare la presunzione legale.


Per questo motivo, se hai intenzione di effettuare investimenti finanziari in Paesi Black List, quindi, non collaborativi, devi prestare la dovuta attenzione.

Nessun intermediario finanziario ti dirà mai queste cose, e spesso si scoprono troppo tardi. Quindi è opportuno fare attenzione!

Se non si è in grado di smontare la presunzione legale il contribuente è chiamato a dover tassare l’importo dell’investimento. Questo in quanto la presunzione prevede che l’investimento sia prodotto con redditi non dichiarati. Oltre, naturalmente al pagamento di sanzioni ed interessi.

Sanzioni che poi riguardano anche il monitoraggio fiscale e l’IVAFE.

Raddoppio dei termini di accertamento sui Redditi Esteri e quadro RW

Dalla violazione, deriva poi normalmente la sanzione per l’omessa compilazione del modulo RW. Per la quale la norma dispone espressamente che i termini, ordinariamente previsti, siano raddoppiati.

L’articolo 20 del D.Lgs. n. 472/97 disciplina i termini per la contestazione delle sanzioni. Esso prevede che l’atto deve essere notificato, a pena di decadenza, entro il 31.12 del quinto anno successivo a quello in cui è avvenuta la violazione o nel diverso termine previsto per l’accertamento dei singoli tributi.

Con riferimento alle disponibilità detenute in paradisi fiscali, quindi, la sanzione va notificata entro il 31.12 del decimo anno successivo.

Diversa è invece l’ipotesi di una mera contestazione di sanzioni non legata ad un accertamento delle imposte dirette o dell’Iva. È il caso, ad esempio, di una violazione RW (non riferita a paradisi fiscali) o degli omessi versamenti delle ritenute di acconto scoperte in sede di rettifica dell’Ufficio.


Termine di notifica degli avvisi di recupero imposte sugli accertamenti sui redditi esteri

Per quanto riguarda l’accertamento sui redditi esteri deve essere tenuto in considerazione anche un ulteriore termine. 

Mi riferisco al termine decadenziale per la notifica degli avvisi di recupero dei crediti di imposta inesistenti. Mi riferisco ai crediti indebitamente compensati dal contribuente. Magari crediti che derivano anche da Redditi Esteri

Ebbene, il termine di notifica di questo tipo di accertamento sui redditi esteri è il 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello in cui è avvenuta la compensazione. 

Tramite un’interpretazione sistematica, dunque, è possibile sostenere che il termine sia del 31 dicembre del quarto (o quinto) anno successivo a quello di utilizzo del credito, se l’indebita compensazione concerne crediti esistenti ma non spettanti.


Termini di accertamento sui redditi esteri: consulenza fiscale 

In questo articolo ho voluto riepilogarti la disciplina che riguarda i termini di accertamento sui redditi esteri.

Conoscere i termini di accertamento può aiutarti nel capire se ti sei accorto di aver effettuato un errore nel dichiarare correttamente i tuoi redditi esteri.

Se ti sei accorto di un errore di questo tipo quello che posso consigliarti è di non improvvisare. Di non fare da solo. Si tratta di una fattispecie molto particolare. Posso assicurarti che non tutti i consulenti trattano quotidianamente questi aspetti, quindi le possibilità di errore sono alte.

Per questo motivo se ti sei accorto di un errore nella tua dichiarazione dei redditi, rivolgiti ad un Dottore Commercialista esperto in redditi esteri e pianificazione fiscale internazionale.

Ricorda sempre che effettuare una corretta Pianificazione Finanziaria ti farà risparmiare, rispetto a dover intervenire sulle conseguenze di una negligenza.

Se vuoi farmi analizzare la tua situazione, contattami attraverso l’apposito servizio di consulenza fiscale online.

Sarai ricontattato nel più breve tempo e potrai contare sull’assistenza di un professionista preparato.


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