Abbonati
In evidenza

Trust e Quadro RW: obblighi di monitoraggio fiscale

Dott. Federico Migliorini
Commercialista | Fiscalità Internazionale
9 min di lettura
In sintesi

Trust e Quadro RW: obblighi per beneficiari, disponente, trustee e protector. Quando scatta il monitoraggio fiscale e quali attività indicare.

La presenza di un trust non determina automaticamente l’obbligo di Quadro RW per tutti i soggetti coinvolti. Occorre distinguere la posizione del trust, dei beneficiari, del disponente, del trustee e del protector e individuare quali attività estere siano effettivamente oggetto di monitoraggio.


Gli obblighi di monitoraggio fiscale collegati a un trust dipendono dalla posizione concretamente assunta dai diversi soggetti e dal rapporto con gli investimenti o le attività estere detenute attraverso la struttura. La sola qualifica formale di disponente, trustee, protector o beneficiario non consente quindi di stabilire automaticamente chi debba compilare il Quadro RW. Occorre analizzare, in particolare, la posizione dei beneficiari individuati o facilmente individuabili, le caratteristiche del trust e l’eventuale relazione con il patrimonio amministrato. Una volta individuato il soggetto obbligato, resta poi da stabilire che cosa debba essere monitorato, distinguendo la posizione nel trust dalle attività estere sottostanti quando la disciplina richiede di considerarle direttamente.

Trust-e-Quadro-RW-obblighi-di-monitoraggio-fiscale-infografica

Chi deve compilare il Quadro RW in presenza di un trust?

La presenza di un trust non comporta automaticamente l’obbligo di compilare il Quadro RW per tutti i soggetti che ne fanno parte. Il monitoraggio fiscale riguarda il trust quando ricorrono i presupposti soggettivi previsti dall’art. 4 del D.L. n. 167/1990 e può interessare anche persone fisiche residenti che, pur non essendo intestatarie formali degli investimenti esteri, assumono una posizione rilevante rispetto al patrimonio detenuto attraverso il trust.

L’art. 4 del D.L. n. 167/1990 comprende infatti tra i soggetti tenuti al monitoraggio le persone fisiche, gli enti non commerciali e le società semplici ed equiparate residenti in Italia che detengono investimenti o attività estere di natura finanziaria. La stessa disciplina considera anche le situazioni nelle quali il contribuente può essere individuato come titolare effettivo dell’investimento.

Nel caso del trust, tuttavia, non è sufficiente applicare automaticamente le qualifiche previste dalla normativa antiriciclaggio. La Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 53/E del 29 maggio 2019 ha chiarito che la nozione di titolare effettivo deve essere adattata alle specifiche finalità del monitoraggio fiscale. L’obiettivo è individuare una relazione con gli investimenti esteri che giustifichi l’obbligo dichiarativo, senza estenderlo indistintamente a chiunque ricopra una funzione nella struttura.

Di conseguenza, occorre prima stabilire quale posizione assume concretamente ciascun soggetto rispetto al trust e al suo patrimonio. Solo dopo questa verifica è possibile determinare chi sia tenuto al Quadro RW e quali attività debbano essere indicate.

La distinzione è importante anche rispetto alla disciplina generale del titolare effettivo ai fini del Quadro RW: nel trust assumono particolare rilievo la posizione dei beneficiari, i poteri eventualmente mantenuti dal disponente e il ruolo effettivamente esercitato dagli altri soggetti coinvolti. Per le regole generali sui soggetti e sulle attività interessate dall’adempimento si rinvia invece alla disciplina del monitoraggio fiscale delle attività estere.

La tabella sintetizza il criterio di analisi; le singole situazioni vengono approfondite nelle sezioni successive.

Soggetto o situazione Elemento da verificare Possibile conseguenza ai fini RW Approfondimento necessario
Trust residente Detenzione di investimenti o attività estere Il trust può essere direttamente soggetto al monitoraggio fiscale Verificare anche la posizione dei soggetti residenti collegati al trust
Beneficiario residente Posizione rispetto al trust, individuazione e diritti sul patrimonio Può sorgere un autonomo obbligo di monitoraggio Distinguere, in particolare, tra trust discrezionali e non discrezionali
Disponente Poteri conservati e rapporto effettivo con i beni conferiti La sola qualifica di disponente non consente di stabilire automaticamente l’obbligo Verificare se la segregazione patrimoniale è effettiva
Trustee Natura dei poteri esercitati sul patrimonio nell’interesse del trust La funzione gestoria non determina, da sola, un obbligo personale di monitoraggio Distinguere la gestione fiduciaria dalla disponibilità nel proprio interesse
Protector o guardiano Poteri attribuiti dall’atto istitutivo e funzione concretamente esercitata La qualifica formale non determina automaticamente l’obbligo RW Valutare la relazione effettiva con il patrimonio
Trust interposto Effettiva autonomia del trustee e disponibilità sostanziale del patrimonio Il monitoraggio può ricadere direttamente sul soggetto cui i beni sono sostanzialmente riferibili Occorre prima qualificare correttamente la struttura

Trust residente e trust estero: come cambia il monitoraggio fiscale?

La residenza fiscale del trust è rilevante ai fini del monitoraggio, ma non basta da sola a stabilire chi deve compilare il Quadro RW. Occorre distinguere tra obbligo proprio del trust e obblighi che possono riguardare soggetti residenti in Italia collegati alla struttura.

Trust residente con attività estere

Un trust fiscalmente residente in Italia, se rientra tra gli enti non commerciali soggetti alla disciplina dell’art. 4 del D.L. n. 167/1990 e detiene investimenti o attività estere di natura finanziaria, può essere direttamente tenuto al monitoraggio fiscale.

In questa situazione il primo livello di analisi riguarda quindi il trust stesso: devono essere individuate le attività estere detenute e verificata la loro rilevanza ai fini del Quadro RW.

La presenza dell’obbligo in capo al trust, tuttavia, non esclude automaticamente che debba essere valutata anche la posizione di soggetti residenti collegati alla struttura. La disciplina del monitoraggio può infatti attribuire rilievo anche ai titolari effettivi, secondo criteri che nel caso del trust devono essere applicati tenendo conto della funzione propria del Quadro RW.

Ne deriva che il trust residente e il beneficiario residente non rappresentano necessariamente due alternative:

  • il trust può avere un proprio obbligo dichiarativo per le attività estere detenute;
  • parallelamente, deve essere verificato se un beneficiario o altro soggetto residente assuma una posizione rilevante ai fini del monitoraggio.

Abbonati per continuare a leggere

Accedi a tutti i contenuti premium di Fiscomania.com

Abbonamento trimestrale

72€ / 3 mesi
24,00€/mese
  • Accesso a tutti gli articoli premium
  • Guide operative, checklist e modulistica
  • Newsletter settimanale su fiscalità internazionale
  • Disdici quando vuoi — garanzia 14 giorni
Abbonati ora
Dott. Federico Migliorini
Commercialista | Fiscalità Internazionale

Dottore Commercialista iscritto all’Ordine di Firenze, Tax Advisor e Revisore Legale. Specializzato in Fiscalità Internazionale, aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale strategica. La gestione delle convenzioni internazionali e i processi di internazionalizzazione d’impresa sono il cuore della mia attività quotidiana. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.

Richiedi la tua consulenza fiscale

Risposta entro 24 ore lavorative · Dati protetti

Qual è il tuo profilo fiscale?

Scegli per personalizzare la consulenza.

Descrivi brevemente la tua situazione

Più dettagli ci dai, più la nostra risposta sarà mirata. Bastano 2-3 frasi.

Come ti contattiamo?

Solo nome ed email sono obbligatori. Il telefono velocizza la risposta.

Conferma e invia

Controlla i dati e invia la richiesta. Ti rispondiamo entro 24 ore lavorative.