Il trasporto di denaro al seguito ed il suo utilizzo secondo le istituzioni internazionali favorisce il terrorismo internazionale, il riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite, l’esportazione di capitali e chi più ne ha più ne metta.

La libera circolazione dei capitali all’interno della Comunità Europea dovrebbe essere uno dei pilastri sui cui la stessa si basa. Ed in effetti, la Comunità ha posto limiti al trasporto del denaro contante per chi entra ed esce dal suo territorio. A queste limitazioni se ne aggiungono altre imposte, senza alcun coordinamento, da alcuni stati membri.

L’Italia ha inoltre posto un limite ai pagamenti di acquisti e servizi con pagamento in contanti. La soglia è di mille euro, ne parlo approfonditamente in questo articolo: “Denaro contante: limiti di utilizzo“.

Trasporto di denaro al seguito

In questo contributo ho deciso di concentrare la mia attenzione sulla disciplina legata al trasporto di denaro al seguito, e ad i relativi profili sanzionatori. Questo sia per indicarti la corretta procedura per effettuare trasferimenti di denaro contante verso l’estero, sia per quanti di voi hanno esportato capitali all’estero in modo irregolare e desiderano regolarizzare la propria situazione.

La regola generale sul trasporto di denaro al seguito

L’obbligo di dichiarazione dei movimenti di denaro liquido fa parte della strategia comunitaria della lotta contro il finanziamento al terrorismo ed il riciclaggio di denaro sporco.

Questa è la regola generale da ricordare.

Chiunque desideri entrare od uscire dal territorio dell’Unione Europea trasportando con se una somma di denaro contante uguale o superiore a 10.000 euro, o al suo controvalore in altre valute, deve presentare una dichiarazione alle autorità doganali.

Trasporto di denaro al seguito: le movimentazioni

Esiste una disciplina particolare che regola il trasporto al seguito di valuta da un paese all’altro. Il rimpatrio materiale di denaro, titoli ed altri investimento finanziari può avvenire attraverso:

  • L’utilizzo di intermediari residenti a cui, ad esempio, viene conferito l’incarico di ricevere su un conto segregato un bonifico da un intermediario non residente, al fine di riportare in Italia le somme trasferite all’estero e ivi detenute in violazione della normativa sul monitoraggio fiscale;
  • Il trasporto al seguito, secondo quanto stabilito dal D.Lgs. n. 195/2008, ossia quando il contribuente preleva, ad esempio, il proprio denaro depositato all’estero e lo riporta materialmente in Italia con conseguente obbligo di dichiarazione in dogana se l’importo eccede i € 10.000.

In particolare, l’art. 3 D.Lgs. n. 195/2008, che muta il quadro normativo in materia di controllo sul denaro contante in attuazione del Reg. CE n. 1889/05, stabilisce che “chiunque entra nel territorio nazionale o ne esce e trasporta denaro contante di importo pari o superiore a 10.000 euro deve dichiarare tale somma all’Agenzia delle dogane. L’obbligo di dichiarazione non è soddisfatto se le informazioni fornite sono inesatte o incomplete“.

Cosa si intende per denaro contante?

Per denaro contante si intede:

  • Le banconote e le monete metalliche aventi corso legale;
  • Gli strumenti negoziabili al portatore, compresi quelli monetari quali traveller’s cheque;
  • Gli strumenti negoziabili emessi al portatore, compresi assegni, effetti all’ordine e mandati al pagamento, girati senza restrizioni a favore di un beneficiario fittizio o emessi in forma tale che il rispettivo titolo passa alla consegna, gli strumenti incompleti, compresi assegni, effetti all’ordine e mandati di pagamento, firmati ma privi del nome del beneficiario.

La comunicazione legata al trasporto di denaro contante

L’obbligo di dichiarazione del denaro contante al seguito sussiste per tutti i trasferimenti di denaro contante da e verso l’estero, anche effettuati mediante plico postale o equivalente.

La dichiarazione da compilare e consegnare all’Agenzia delle Dogane, redatta in conformità al sopracitato decreto, può essere, in alternativa:

  • Trasmessa telematicamente, prima dell’attraversamento della frontiera, secondo le modalità e le specifiche pubblicate nel sito dell’Agenzia delle Dogane. Il dichiarante deve recare al seguito copia della dichiarazione e il numero di registrazione attribuito dal sistema telematico doganale;
  • Consegnata in forma scritta, al momento del passaggio, presso gli uffici doganali di confine o limitrofi, che ne rilasciano copia con attestazione del ricevimento da parte dell’ufficio. Il dichiarante deve recare al seguito copia della dichiarazione con attestazione del ricevimento.

ATTENZIONE!
E’ stata soppressa la possibilità (consentita in passato) di effettuare la dichiarazione nel termine di 48 ore posteriori o antecedenti al passaggio transfrontaliero.

Di seguito il modello di dichiarazione di trasferimento di denaro contante al seguito da presentare alle autorità doganali.

Comunicazione e trasferimenti per plico postale

In questo caso, ovvero per i trasferimenti effettuati con plico postale, la dichiarazione di trasporto di denaro al seguito deve essere consegnata a Poste italiane Spa, all’atto della spedizione o nelle 48 ore successive al ricevimento (nel computo dei termini non si tiene conto dei giorni festivi).

Gli uffici postali ed i fornitori di servizi che ricevono la dichiarazione ne rilasciano ricevuta al dichiarante e provvedono alla trasmissione della dichiarazione per via telematica all’Agenzia delle Dogane entro sette giorni.

Diversamente, tali disposizioni non si applicano ai trasferimenti di vaglia postali o cambiari, ovvero di assegni postali, bancari o circolari, tratti su o emessi da banche o Poste italiane Spa che rechino l’indicazione del nome del beneficiario e la clausola di non trasferibilità.

Le violazioni legate al trasporto di denaro al seguito: il regime sanzionatorio

Il sistema prevede sanzioni amministrative relative all’inosservanza degli obblighi dichiarativi connessi al c.d. “trasporto al seguito” di denaro.

Tali sanzioni hanno natura valutaria, quindi non sono applicabili i principi contenuti nel D.Lgs. n. 472/97, in particolare, il ravvedimento operoso.

Ai sensi dell’art. 3 co. 1 del D.Lgs. n. 195/2008, chiunque entri nel territorio nazionale (o ne esca) trasportando “denaro contante” di importo “pari o superiore” a 10.000,00 euro deve dichiarare tale somma alle Dogane. L’obbligo di dichiarazione non è soddisfatto se le informazioni sono inesatte o incomplete.

La violazione di tali disposizioni è punita con una sanzione:

  • Dal 10% al 30% dell’importo trasferito o che si tenta di trasferire in eccedenza rispetto alla soglia dei 10.000,00 euro, se tale valore non è superiore a 10.000,00 euro;
  • Dal 30% al 50% dell’importo trasferito o che si tenta di trasferire in eccedenza rispetto alla soglia dei 10.000,00 euro, se tale valore è superiore a 10.000,00 euro.

Le sanzioni amministrative, quindi, sono differenziate in base all’entità dell’importo trasferito in violazione della suddetta disciplina.

Il sequestro del denaro

L’art. 6 del D.Lgs. n. 195/2008 disciplina il sequestro del denaro contante trasferito (o che si tenta di trasferire) al seguito, in entrata o in uscita dall’Italia, di importo pari o superiore a 10.000,00 euro in violazione dell’obbligo dichiarativo.

Il sequestro è eseguito nel limite del 30% dell’importo trasferito o che si tenta di trasferire in eccedenza rispetto alla soglia dei 10.000,00 euro. Mentre, se tale valore non è superiore a 10.000,00 euro, e del 50% dell’importo eccedente, negli altri casi.

E’ stabilito che il denaro sequestrato garantisce con preferenza su ogni altro credito il pagamento delle sanzioni amministrative pecuniarie.

Possibilità di definizione della sanzione

Il soggetto cui è stata contestata una violazione della dichiarazione di trasferimenti di denaro al seguito può chiederne l’estinzione effettuando un pagamento, in misura ridotta, pari al:

  • 5% dell’importo trasferito o che si tenta di trasferire in eccedenza rispetto alla soglia dei 10.000,00 euro, se tale valore non è superiore a 10.000,00 euro, o pari al
  • 15% se l’eccedenza non supera i 40.000,00 euro. La somma pagata, comunque, non può essere inferiore a 200,00 euro.

Il pagamento in misura ridotta può essere effettuato:

  • All’Agenzia delle Dogane o alla Guardia di Finanza al momento della contestazione (le richieste di pagamento in misura ridotta ricevute dalla Guardia di Finanza, con eventuale prova dell’avvenuto pagamento, sono trasmesse all’Agenzia delle Dogane);
  • Al Ministero dell’Economia e delle Finanze, entro 10 giorni dalla contestazione stessa.

Nel caso di pagamento contestuale non si procede al sequestro.

Qualora il pagamento avvenga nei 10 giorni dalla contestazione, il Ministero dell’Economia e delle Finanze dispone la restituzione delle somme sequestrate entro 10 giorni dal ricevimento della prova dell’avvenuto pagamento.

Pagamento in misura ridotta precluso

Il pagamento in misura ridotta è precluso quando:

  • L’importo del denaro eccedente 10.000,00 euro superi 40.000,00 euro;
  • Il soggetto cui è stata contestata la violazione si sia già avvalso della stessa facoltà oblatoria nei 5 anni antecedenti la ricezione dell’atto di contestazione concernente l’illecito per cui si procede.

La definizione della sanzione

Ai sensi dell’art. 8 co. 1 del D.Lgs. n. 195/2008, chi non si avvale dell’oblazione di cui all’art. 7 del decreto stesso, entro il termine di 30 giorni dalla data di ricezione dell’atto di contestazione, può presentare scritti difensivi e documenti al Ministero dell’Economia e delle Finanze o chiedere di essere sentito dalla stessa Amministrazione.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, udito il parere della Commissione consultiva per le infrazioni valutarie ed antiriciclaggio, di cui all’art. 1 del DPR 14.5.2007 n. 114, determina, con decreto motivato, la somma dovuta per la violazione e ne ingiunge il pagamento.

Per effetto dell’art. 8 co. 3 del DLgs. 195/2008, il decreto con cui si provvede alla determinazione della somma dovuta deve essere emesso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze nel termine perentorio di 180 giorni dalla data in cui riceve i verbali di contestazione.

La mancata emanazione del decreto nei termini indicati comporta l’estinzione dell’obbligazione al pagamento delle somme dovute per le violazioni contestate.

Contro il decreto può essere proposta opposizione davanti al Tribunale del luogo in cui è stata commessa la violazione; ciò ai sensi ed entro i termini previsti dagli artt. 22 ss. della L. 689/81.

In particolare, gli interessati possono proporre opposizione entro il termine di 30 giorni dalla notificazione del provvedimento. Il termine è di 60 giorni se l’interessato risiede all’estero.

Disciplina sanzionatoria per violazioni minori

Il D.Lgs. n. 90/2017 è intervenuto in modifica dell’art. 9 del D.Lgs. n. 195/2008 in materia di sanzioni per le violazioni relative al trasporto di denaro al seguito.

Non è stata modificata la misura delle sanzioni che rimane quella prevista dal comma 1 dell’art. 9, ma sono stati inseriti due nuovi commi, il comma 2 ed il comma 3, relativi a nuove disposizioni in caso di trasporto di denaro al seguito con dichiarazione inesatta o incompleta.

In sostanza, viene previsto che nel caso in cui la violazione consista nell’aver fornito informazioni inesatte o incomplete e la differenza tra l’importo trasferito e l’importo dichiarato non sia superiore a 30.000 euro, il minimo editale della sanzione di cui alle leggere a) e b) del comma 1, è pari al 3% dell’importo trasferito o che si tenta di trasferire in eccedenza rispetto alla soglia di cui all’art. 3 (10.000 euro).

L’Amministrazione finanziaria terrà conto:

  • Dell’entità dell’importo trasferito o che si tenta di trasferire in eccedenza rispetto alla soglia di cui all’art. 3;
  • Dell’entità dell’importo non dichiarato in termini assoluti e percentuali;
  • Delle precedenti violazioni accertate relative alle medesime disposizioni.

Trasporto di denaro al seguito: conclusioni

L’intento dell’Amministrazione finanziaria attraverso la disciplina riguardante il trasporto di denaro al seguito è quello di prevenire situazioni di riciclaggio di denaro o di finanziamento del terrorismo. Per questo motivo gli importi legati alle sanzioni sono di importo non irrilevante. Inoltre, si deve tenere in considerazione che questa disciplina deve essere letta in concerto con gli obblighi di pagamento con denaro contante non superiori alla soglia prevista.

Tuttavia, l’Amministrazione finanziaria vuole comunque mitigare l’effetto sanzionatorio disposto a fronte di minime imprecisioni. Può essere il caso, ad esempio, del trasporto di somme nello svolgimento di attività professionale (portavalori), o di sbarco in territorio italiano di navi da crociera. In caso di piccole inesattezze nella dichiarazione l’applicazione delle sanzioni avviene in modo mitigato.

In tutto questo se hai trasferito all’estero somme non dichiarate in Italia ai fini del monitoraggio fiscale, anche in relazione agli obblighi di scambio automatico di informazioni finanziarie è arrivato il momento di confrontarti con un professionista preparato in grado di valutare la tua situazione. Ogni anno valutiamo moltissime situazioni di soggetti che desiderano rimpatriati capitali esteri non correttamente dichiarati. In questo caso, contattaci per valutare la tua situazione e ricevere delle risposte chiare.

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