Il quadro RW del modello Redditi accoglie gli investimenti patrimoniali e finanziari esteri detenuti da persone fisiche residenti in Italia. Vediamo quali sono le principali problematiche applicative e le modalità di compilazione del quadro RW per persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali.

Le persone fisiche residenti fiscalmente in Italia, le società semplici e gli enti non commerciali che detengono investimenti patrimoniali all’estero, o attività finanziarie suscettibili di produrre reddito in Italia devono compilare il quadro RW del modello Redditi. Si tratta di un particolare quadro della dichiarazione dei redditi di Persone fisiche ed enti non commerciali, da compilare in specifiche fattispecie.

Il quadro RW del modello Redditi Persone Fisiche (o ENC) è dedicato al monitoraggio annuale delle attività finanziarie e degli investimenti patrimoniali detenuti all’estero da parte di persone fisiche residenti in Italia, nonché per la determinazione delle due relative imposte patrimoniali:

  • IVIE – Imposta sugli immobili detenuti all’estero;
  • IVAFE – Imposta sulle attività finanziarie detenute all’estero.

Il quadro RW del modello redditi deve essere presentato esclusivamente in via telematica entro il 30 novembre dell’anno successivo alla chiusura di ogni periodo di imposta. L’obiettivo di questo contributo è di analizzare la disciplina riguardante la compilazione del quadro RW del modello Redditi. Questo al fine di adempiere alla disciplina del monitoraggio fiscale per determinare anche i valori imponibili per le imposte patrimoniali: Ivie e Ivafe eventualmente dovute dal contribuente.

Quadro RW modello Redditi
Quadro RW modello Redditi

Indice degli Argomenti

Chi sono i soggetti tenuti alla compilazione del quadro RW?

L’articolo 4 del D.L. n. 167/90 prevede l’obbligo di indicazione nella dichiarazione dei redditi:

  • Degli investimenti all’estero, ovvero
  • Delle attività estere di natura finanziaria.

Questo tipo di indicazione deve essere effettuata nel quadro RW del modello Redditi. I contribuenti residenti in Italia interessati alla normativa sul monitoraggio fiscale sono:

  • Le persone fisiche;
  • Le società semplici (e le associazioni equiparate);
  • Gli enti non commerciali.

Rientrano nell’ambito di applicazione della norma anche le operazioni poste in essere dagli interessati in qualità di esercenti attività commerciali in regime di contabilità ordinaria (attraverso il bilancio). Sono escluse le società di persone commerciali e gli altri soggetti equiparati esercenti attività commerciale. Soggetti che possono documentare allo stesso modo dei soggetti IRES le movimentazioni sulla base dei dati di bilancio d’esercizio. Sono, inoltre, soggetti alla dichiarazione i titolari di redditi da lavoro autonomo anche per le operazioni compiute in relazione all’attività professionale.

Quadro RW anche per chi ha disponibilità di fatto

La Cassazione n. 9320/03 ha esteso l’obbligo di applicazione della norma anche ai soggetti che amministrano e gestiscono somme e investimenti all’estero. L’obbligo di compilazione del quadro RW non riguarda soltanto il beneficiario effettivo o l’intestatario formale.

L’obbligo di compilazione del quadro RW riguarda anche colui che all’estero abbia la disponibilità di fatto e la possibilità di movimentazione di somme non proprie, con il compito fiduciario di trasferirle al beneficiario.

Per approfondire: “Titolare effettivo di attività estere nel quadro RW“.

Quadro RW per i trust residenti in Italia

Per i motivi sopra indicati l’obbligo di compilazione del quadro RW riguarda anche i trust residenti. Questo in quanto il trust come soggetto passivo IRES è equiparabile ad un ente non commerciale. In particolare l’obbligo riguarda il trustee, oltre che i beneficiari effettivi, se esistenti, degli investimenti all’estero. Inoltre, sono tenuti agli obblighi di dichiarazione i soggetti che pur non essendo possessori diretti degli investimenti esteri siano i titolari effettivi dell’investimento. Questo secondo quanto previsto dall’articolo 1, comma 2, lettera pp) e articolo 20 D.Lgs. n. 231/07.

Quali soggetti sono esonerati dalla presentazione del quadro RW?

Possiamo dire che sono esonerati dalla compilazione del quadro RW le seguenti categorie di enti:

  • Le società di capitali;
  • Gli enti commerciali;
  • Le società in nome collettivo;
  • Le società in accomandita semplice.

Proviamo a fare qualche esempio che può essere utile a capire.

Una società in accomandita semplice detiene all’estero beni. La società non è tenuta a segnalarli nel quadro RW.
Le società semplici sono tenute alla compilazione del quadro RW. Questo poiché IVIE e IVAFE sono dovuti solamente dalle Persone Fisiche il quadro RW delle Società di Persone e degli Enti non Commerciali risulta semplificato.

Il caso degli investimenti esteri tramite società italiana

È escluso dal monitoraggio fiscale l’investimento estero effettuato da società italiana per conto del socio della società. L’obbligo dichiarativo in capo al “titolare effettivo” sussiste esclusivamente in caso di partecipazioni in società di diritto estero. Tale obbligo, non riguarda, invece, anche l’ipotesi di partecipazioni dirette in una o più società residenti che effettuano investimenti all’estero.

Ad esempio, il socio di una società italiana che detiene investimenti esteri non ha obbligo di presentare il quadro RW per questa fattispecie. Le informazioni sugli investimenti esteri della società italiana, infatti, possono essere desunti dalla dichiarazione dei redditi.

La presentazione del quadro RW

Se rientri tra i soggetti obbligati alla presentazione del quadro RW devi capire come deve essere compilato il quadro. Sul punto occorre chiarire che:

Se il contribuente è obbligato alla presentazione del modello Redditi PF il presente quadro deve essere presentato unitamente a tale modello. Entro i termini di presentazione.

Se sussistono casi di esonero dalla presentazione della dichiarazione dei redditi o è stato presentato il modello 730 vi è una deroga. E’ in questo caso possibile presentare il solo quadro RW ed il frontespizio del modello Redditi.


Le attività patrimoniali e finanziarie estere: cosa indicare nel quadro RW del modello Redditi?

I contribuenti residenti fiscalmente in Italia (persone fisiche, enti non commerciali, società semplici), sono tenuti a dichiarare nel quadro RW del modello Redditi PF. Questo per indicare tutte le attività patrimoniali e finanziarie detenute all’estero nel corso del periodo d’imposta. Il quadro RW è un quadro dichiarativo relativamente complicato in quanto presenta più adempimenti:

La compilazione del quadro è obbligatoria anche in caso di disinvestimento effettuato prima del termine del periodo d’imposta stesso. In pratica, sono soggette a monitoraggio tutte le attività suscettibili di produrre reddito imponibile in Italia. Questo, indipendentemente dall’effettiva produzione di reddito nel periodo d’imposta. Infatti, con la compilazione del quadro RW l’Amministrazione finanziaria può monitorare gli investimenti esteri effettuati dai contribuenti residenti.

Il contribuente che detiene direttamente un investimento all’estero o attività estere di natura finanziaria, è tenuto ad indicarne il valore nel presente quadro. Nonché la quota di possesso espressa in percentuale.

I contribuenti sono tenuti ad indicare nel quadro RW sia gli investimenti all’estero sia le attività estere di natura finanziaria, detenuti nel periodo di imposta, attraverso cui possono essere conseguiti redditi imponibili in Italia. L’obbligo sussiste a prescindere dall’importo delle attività finanziarie e patrimoniali possedute in detto periodo.

Obbligo di compilazione anche in caso di mera disponibilità o movimentazione dell’attività estera

Il quadro RW deve essere compilato anche dai soggetti che hanno la mera disponibilità o possibilità di movimentazione delle attività detenute all’estero.

Ad esempio tutti i cointestatari di un conto corrente devono compilare il quadro RW, indicando l’intero ammontare del conto medesimo. A condizione che ciascuno abbia la piena disponibilità delle somme.
Allo stesso modo anche il soggetto non titolare del conto corrente estero, ma con possibilità di movimentazione delle somme, deve compilare il quadro RW.

Gli obblighi di dichiarare le consistenze delle attività estere di natura finanziaria e gli investimenti esteri (articolo 4 del D.L. n. 167/90) sussistono solo per le attività di natura finanziaria attraverso cui possono essere conseguiti redditi di fonte estera, che siano imponibili in Italia.

Gli obblighi di dichiarazione non sussistono, invece, per le attività finanziarie e patrimoniali affidate in gestione o in amministrazione agli intermediari residenti e per i contratti comunque conclusi attraverso il loro intervento, qualora i flussi finanziari e i redditi derivanti da tali attività e contratti siano riscossi attraverso l’intervento degli intermediari stessi. Per questo motivo, ove possibile, si consiglia sempre di far intervenire un intermediario finanziario residente, in caso di detenzione di attività di questo tipo.

Quali sono le attività patrimoniali estere da indicare nel quadro RW?

Per attività patrimoniali si intendono tutti i beni patrimoniali detenuti all’estero da contribuenti residenti in Italia, quali:

  • Immobili situati all’estero (ad esempio l’immobile in Francia), o i diritti reali immobiliare su di essi (comproprietà, multiproprietà);
  • Oggetti preziosi ed opere d’arte;
  • Imbarcazioni e altri beni mobili detenuti all’estero e/o registrati in pubblici registri esteri.

Le attività patrimoniali devono essere dichiarate nel quadro RW indipendentemente dall’effettiva produzione di reddito nel periodo d’imposta. Per far scattare l’obbligo dichiarativo è infatti sufficiente che la loro capacità di produrre reddito imponibile sia meramente potenziale

Quali sono le attività finanziarie estere da indicare nel quadro RW?

Per attività finanziarie si intendono le attività da cui derivano redditi di capitale o redditi diversi di natura finanziaria di fonte estera. Ad esempio, è possibile identificare le seguenti:

  • Depositi e conti correnti bancari costituiti all’estero;
  • Conti correnti valutari;
  • Criptovalute, Bitcoin, etc.
  • I metalli preziosi detenuti all’estero;
  • Le attività e gli investimenti detenuti all’estero per il tramite di soggetti localizzati in Paesi diversi da quelli collaborativi. nonché in entità giuridiche italiane o estere, diverse dalle società, qualora il contribuente risulti essere “titolare effettivo“;
  • Le partecipazioni al capitale o al patrimonio di soggetti non residenti;
  • Le obbligazioni estere o titoli similari, i titoli pubblici e i titoli equiparati emessi all’estero, i titoli non rappresentativi di merce e i certificati di massa emessi da non residenti;
  • I diritti all’acquisto o alla sottoscrizione di azioni estere o strumenti finanziari assimilati;
  • I contratti di natura finanziaria stipulati con controparti non residenti (finanziamenti, riporti, pronti contro termine, prestito titoli);
  • I contratti derivati e altri rapporti finanziari stipulati al di fuori del territorio dello Stato;
  • Le forme di previdenza complementare organizzate o gestite da soggetti esteri, escluse quelle obbligatorie per legge;
  • Le polizze di assicurazione sulla vita e di capitalizzazione;
  • Le attività finanziarie italiane detenute all’estero, anche se in cassetta di sicurezza;
  • Le attività finanziarie estere detenute in Italia al di fuori del circuito degli intermediari residenti;
  • I titoli o diritti offerti ai lavoratori dipendenti ed assimilati (cosiddette “stock option“) nei casi in cui, al termine del periodo di imposta, il prezzo di esercizio sia inferiore al valore corrente del sottostante.

La valorizzazione degli elementi patrimoniali e finanziari esteri nel quadro RW

I contribuenti obbligati alla presentazione del quadro RW ai fini del monitoraggio fiscale o del pagamento delle imposte patrimoniali devono valorizzare le attività estere detenute.

I soggetti non tenuti al pagamento dell’IVIE e dell’IVAFE dovranno utilizzare i medesimi criteri di valorizzazione delle attività esclusivamente ai fini del monitoraggio fiscale.

La valorizzazione degli immobili esteri nel quadro RW

Per l’individuazione del valore degli immobili situati all’estero devono essere adottati gli stessi criteri validi ai fini dell’IVIE, anche se non dovuta. Pertanto il valore dell’immobile è costituito dal costo di acquisto. Oppure, in mancanza, dal valore di mercato rilevabile al termine di ciascun anno solare nel luogo in cui è situato l’immobile.

Qualora l’immobile non sia più posseduto alla data del 31 dicembre dell’anno si deve fare riferimento al valore dell’immobile rilevato al termine del periodo di detenzione. Per gli immobili acquisiti per successione o donazione, il valore è quello indicato nella dichiarazione di successione. In mancanza si assume il costo di acquisto o di costruzione sostenuto dal de cuius o dal donante.

La determinazione del valore per immobili situati in Paesi UE o SEE

Se l’immobile è situato in un Paese dell’Unione Europea o in Paesi aderenti allo Spazio Economico Europeo (SEE) che garantiscono un adeguato scambio di informazioni, il valore da utilizzare diverge. In questo caso, infatti, è necessario utilizzare:

  • Il valore catastale o, in mancanza,
  • Il costo di acquisto o,
  • In assenza, il valore di mercato rilevabile nel luogo in cui è situato l’immobile.

Tabella con imposte estere utili a determinare l’imponibile degli immobili esteri in paesi UE

PaeseImposta ai fini IVIEImposta patrimoniale detraibile
AustriaGrundsteuerGrundsteuer
BelgioPrécompte immobilier/
Onroerende Voorheffing
BulgariaDanak varhu nedvizhimite imoti
(Данък върху недвижимите имоти)
Danak varhu nedvizhimite imoti
(Данък върху недвижимите имоти)
CiproForos akinitis periousias
(Φόρος Ακίνητης Περιουσίας)
Foros akinitis periousias
(Φόρος Ακίνητης Περιουσίας)
DanimarcaLov om statslig, kommunal og
amtskommunal ejendomsværdiskat;
Kommunal og amtskommunal
grundskyld
Lov om statslig, kommunal og
amtskommunal ejendomsværdiskat;
Kommunal og amtskommunal
grundskyld
EstoniaMaamaksMaamaks
FinlandiaKiinteistövero/
Fastighetsskatt
Kiinteistövero/
Fastighetsskatt
Francia– Tax foncière
– Impôt de Solidarité sur la Fortune
GermaniaGrundsteuerGrundsteuer
GreciaForos akinitis periousias
(Φόρος Ακίνητης Περιουσίας)
Foros akinitis periousias
(Φόρος Ακίνητης Περιουσίας)
IrlandaThe rates
IslandaFasteignagjöldFasteignagjöld
LettoniaNekustamā īpašuma nodoklisNekustamā īpašuma nodoklis
LituaniaNekilnojamojo turto mokestisNekilnojamojo turto mokestis
LussemburgoImpôt foncierImpôt foncier
Malta
NorvegiaEiendomsskatt– Eiendomsskatt
– Formuesskatt
OlandaOnroerendzaak belastingOnroerendzaak belasting
PoloniaPodatek od nieruchomościPodatek od nieruchomości
PortogalloImposto Municipal sobre ImóveisImposto Municipal sobre Imóveis
Regno UnitoCouncil tax
Rep. CecaDaň z nemovitostíDaň z nemovitostí
RomaniaTaxa pe cladiriTaxa pe cladiri
SlovacchiaDan z nehnutelnostiDan z nehnutelnosti
SloveniaNadomestilo za uporabo
stavbnega zemljišča
Davek na premoženje
Davek na nepremično
premoženje večje vrednosti
Nadomestilo za uporabo
stavbnega zemljišča
Davek na premoženje
Davek na nepremično
premoženje večje vrednosti
SpagnaImpuesto sobre Bienes InmueblesImpuesto sobre Bienes Inmuebles
SveziaFastighetsskatt
Kommunal Fastighetsavgift
Fastighetsskatt
Kommunal Fastighetsavgift
UngheriaEpítményadòEpítményadò

Tabella che riporta quando indicato nella Circolare n. 28/E/2012 dell’Agenzia delle Entrate.

Per approfondire: “Casa in Francia: monitoraggio fiscale ed IVIE“.

La determinazione del valore delle altre attività patrimoniali estere

Per le altre attività patrimoniali detenute all’estero, diverse dagli immobili, per le quali non è dovuta l’IVIE, il contribuente deve indicare:

  • Il costo di acquisto, ovvero
  • Il valore di mercato

Valore da rilevare:

  • All’inizio di ciascun periodo di imposta (ovvero al primo giorno di detenzione) e
  • Al termine dello stesso (ovvero al termine del periodo di detenzione dello stesso).

Esempi di attività patrimoniali per le quali non è dovuto il versamento dell’IVIE sono le imbarcazioni o gli aerei.

La valorizzazione delle attività finanziarie estere nel quadro RW

Per l’individuazione del valore delle attività finanziarie (azioni, obbligazioni, titoli, ETF, etc) devono essere adottati gli stessi criteri validi ai fini dell’IVAFE. Vediamo, le casistiche a disposizione.

Valorizzazione delle attività finanziarie estere negoziate in mercati regolamentati

Per le attività finanziarie quotate in mercati regolamentati (es. le azioni) si deve fare riferimento al valore di mercato. Tale valore deve essere rilevato al termine del periodo di imposta o al termine del periodo di detenzione.

Valorizzazione delle attività finanziarie estere NON negoziate in mercati regolamentati

Per le attività finanziarie non quotate in mercati regolamentati si deve fare riferimento al valore nominale o, in mancanza, al valore di rimborso.

Indicazione di ogni movimentazione patrimoniale o finanziaria nel quadro RW

Il quadro RW deve rispecchiare le movimentazioni avvenute durante il periodo di imposta, sia in termini di investimenti che di disinvestimenti (patrimoniali o finanziari). Questo significa che ogni volta che avviene un investimento, questo deve trovare collocazione nel quadro. Allo stesso modo deve trovare riscontro ogni singolo disinvestimento.

Da un punto di vista pratico questo si traduce in un obbligo molto complesso, soprattutto per tutte quelle attività finanziarie soggette a movimentazioni giornaliere. Vedi il caso delle operazioni nel mercato del Forex, le azioni quotate, e tutte le operazioni effettuate sulle comodities. In questi casi l’indicazione delle singole movimentazioni può essere molto complicata. Per questo motivo l’Agenzia delle Entrate, nelle istruzioni di compilazione del quadro RW ha previsto una semplificazione nella compilazione del quadro.

Il prospetto riassuntivo delle movimentazioni delle attività finanziarie dello stesso tipo

La semplificazione riguarda la possibilità di sfruttare un prospetto riassuntivo delle movimentazioni avvenute su attività finanziarie della stessa tipologia. La Circolare 12/E/2016, coerentemente alle istruzioni al modello Redditi, aggiunge che:

per consentire l’attività di controllo permane, comunque, l’onere per il contribuente di predisporre e conservare un apposito prospetto, da esibire o trasmettere su richiesta dell’amministrazione finanziaria, in cui sono specificati i dati delle singole attività finanziarie valorizzate in conformità ai criteri di valorizzazione delle attività contenuti nella Circolare 38/E del 2013

Questa semplificazione non riguarda il calcolo dei redditi imponibili da indicare nei quadri RM, RT ed RL della dichiarazione. Questi valori continuano ad essere calcolati analiticamente secondo le disposizioni del TUIR.

Cessione di attività finanziarie della stessa categoria e criterio LIFO

Nel caso in cui siano cedute attività finanziarie appartenenti alla stessa categoria, acquistate a prezzi e in tempi diversi, per stabilire quale delle attività finanziarie è detenuta nel periodo di riferimento il metodo da adottare è il cd “LIFO“. Pertanto, si considerano ceduti per prime le attività acquisite in data più recente.

Quale tasso di cambio utilizzare nel quadro RW?

Al fine di poter correttamente individuare il tasso di cambio da utilizzare nella conversione di valute estere è necessario prendere a riferimento il criterio di valutazione dell’attività estera. Ai fini della compilazione del quadro RW del modello Redditi, per il  monitoraggio fiscale e la liquidazione di Ivie ed Ivafe occorre verificare se:

  • L’attività patrimoniale o finanziaria è valutata al Costo. In questo caso la conversione di valuta estera deve essere effettuata al cambio medio del mese in cui ricade la data di acquisto. In questo caso non è necessario aggiornare di anno in anno l’importo indicato in dichiarazione;
  • L’attività patrimoniale o finanziaria è valutata al valore di Mercato. In questo caso la conversione di valute estere deve essere effettuata al cambio medio del mese di determinazione di tale valore. Ad esempio il 31 dicembre del periodo di imposta o del periodo di detenzione dell’attività estera. Pertanto è necessario aggiornare annualmente il valore all’interno del quadro RW.

Queste sono in linea generale le principali indicazioni a cui è opportuno rifarsi quando si deve effettuare la conversione di valute estere. Tuttavia, è possibile ritenere che vi sia una obiettiva difficoltà interpretativa nella disposizione dell’Agenzia. Per questo motivo eventuali comportamenti difformi da parte del contribuente possono non essere oggetto di contestazione. Quando siamo di fronte ad un portafoglio titoli è necessario fare riferimento:

  • Per il valore iniziale, a quello medio del mese di dicembre dell’anno precedente, o del mese di inizio del rapporto in corso d’anno e,
  • Per il valore finale, quello del mese di dicembre dell’anno o del mese di chiusura del rapporto.

Il valore da convertire è infatti quello della valutazione ai valori correnti del totale delle attività comprese nel dossier. Per quanto riguarda i movimenti di contante da investimenti al dossier titoli questi non devono essere indicati separatamente nel quadro RW. Questi, facendo parte di un’unica relazione finanziaria sono compresi in quell’attività considerata prevalente.

Per approfondire: “Ivie: imposta sugli immobili all’estero“.

Per approfondire: “Ivafe: imposta sulle attività finanziarie estere“.

Per approfondire: “Conversione di valute estere al cambio medio nel quadro RW“.


I conti correnti esteri nel quadro RW: la soglia di riferimento

Il possesso di un conto corrente estero non deve essere sempre oggetto di Monitoraggio Fiscale o pagamento di Ivafe. Per i conti correnti devono essere tenute in considerazione delle soglie di esenzione.

SOGLIA DEL CONTO CORRENTE PER INDICAZIONE NEL QUADRO RW PER IL SOLO MONITORAGGIO FISCALE

Un conto corrente estero deve essere indicato nel quadro RW ai fini del monitoraggio fiscale soltanto qualora superi la soglia di € 15.000 nel corso dell’anno. E’ sufficiente che il conto corrente superi, anche solo per un giorno nell’anno, tale soglia affinché vi sia l’obbligo di indicazione del valore nel quadro RW. Questo tipo di indicazione vale soltanto ai fini del monitoraggio fiscale. Questo è quanto prevede la Legge n. 186/2014. Norma che ha modificato l’articolo 2, comma 4-bis del DL n 4/2014, convertito in Legge n. 50/2014. Norma ha previsto che l’obbligo di monitoraggio per le attività finanziarie detenute all’estero non sussista per i depositi e i conti correnti bancari costituiti all’estero.

SOGLIA DEL CONTO CORRENTE ESTERO PER IL PAGAMENTO IVAFE

L’obbligo di compilazione del quadro RW sussiste comunque laddove lo stesso sia obbligatorio ai fini del calcolo dell’IVAFE. Un conto corrente estero è tenuto al versamento dell’IVAFE nel caso in cui la consistenza media annua sia superiore a € 5.000.

SITUAZIONI PARTICOLARI PER I CONTI ESTERI NEL QUADRO RW

Di conseguenza, la compilazione del quadro RW potrebbe portare ad alcune situazioni particolari, come ad esempio:

  • Conto corrente estero con giacenza media maggiore di €. 5.000 ma che, nel corso dell’anno, non ha superato come valore massimo i €. 15.000. Il quadro RW andrà compilato esclusivamente ai fini IVAFE;
  • Conto corrente estero con giacenza media inferiore a €. 5.000 ma che, come valore massimo, ha superato i €. 15.000. Il quadro RW deve essere compilato soltanto ai fini del monitoraggio fiscale.

Il conto PayPal si dichiara nel quadro RW?

Aspetto che molto spesso è fonte di incertezza è se nel quadro RW debba essere indicato il conto Paypal. Ebbene Paypal è a tutti gli effetti un istituto finanziario estero. In particolare, un istituto finanziario con sede in Lusssemburgo. Per questo motivo, a tutti gli effetti il conto corrente che detieni su questa piattaforma online è soggetto a monitoraggio fiscale. Questo significa che dovrai considerare il conto Paypal come un normale conto corrente estero. Dovrai quindi verificare se lo stesso nel corso dell’anno ha superato o meno i limiti indicati sopra e validi per tutti i conti correnti.

I due limiti sono il valore massimo che il conto Paypal ha raggiunto nell’anno e la giacenza media del conto Paypal raggiunta nell’anno. Se uno di questi due limiti è superato sarai chiamato alla compilazione del quadro RW. Attenzione, quindi, verifica sempre come compilare il quadro seguendo un esperto o le istruzioni di compilazione del quadro RW.

Se hai verificato il tuo obbligo di indicare il conto Paypal nel quadro RW devi porti il problema di come determinare la giacenza media del conto. Come tutti gli istituti finanziari esteri anche Paypal non fornisce la giacenza media del conto. Per questo motivo devi provvedere in autonomia al calcolo della giacenza media. Per aiutarti in questo puoi trovare al link sottostante un modello Excel per il calcolo della giacenza media sul conto corrente estero.

Dossier titoli ed indicazione nel quadro RW

Il possesso di conti correnti esteri porta spesso con se il possesso anche di dossier titoli. Questo tipo di fattispecie va a complicare la compilazione del quadro RW (e dei connessi quadri reddituali). Dalla mia esperienza professionale posso dire che negli ultimi anni molti istituti finanziari, soprattutto svizzeri o del Principato di Monaco, offrono ai loro clienti dei report già lavorati. Questo rende sicuramente più agevole la trasposizione dei dati nella dichiarazione dei redditi. Il tutto, previa verifica di massima sui dati indicati.

Quando il report non viene fornito è compito del contribuente (o del suo consulente fiscale) procedere alla lavorazione dei dati utili alla compilazione della dichiarazione dei redditi, sia ai fini patrimoniali che reddituali.

Compilazione semplificata del quadro RW in presenza di dossier titoli

In merito al dossier titoli l’Agenzia delle Entrate ha ammesso la possibilità di compilare in modo semplificato l’RW in presenza di dossier titoli monitorando solo il relativo valore iniziale e quello finale complessivo. Questo tipo di compilazione evita, in sostanza, di rilevare acquisti e vendite di ciascun titolo detenuto all’interno del dossier.

L’orientamento è stato confermato dalla Circolare n 12/E/2016 § 1.4. Tuttavia, viene richiesto al contribuente di conservare un prospetto riepilogativo redatto con i criteri analitici delineati dalla Circolare n 38/E/2013.

La circolare AdE 12/E/2016, peraltro, precisa che nel caso in cui nel corso dell’anno vi sia un nuovo apporto di capitale (come ad esempio in caso di versamento contanti o di conferimento titoli), questo fa scattare ulteriori obblighi di monitoraggio nel senso che:

  • Si dovrà indicare in un rigo il valore iniziale e il valore finale di detenzione immediatamente antecedente al momento dell’apporto;
  • In un nuovo rigo, successivamente, si dovrà indicare il valore iniziale di detenzione successivo al momento dell’apporto e il valore finale.

Codice 20 per l’indicazione del portafoglio titoli

Per individuare in modo univoco i dossier titoli esteri è stato istituito l’apposito codice 20 “conto deposito titoli all’estero”. L’Agenzia delle Entrate, peraltro, nella citata circolare richiama spesso il concetto di “relazione finanziaria” e dunque sembra ammettere la compilazione “unificata” sia per il dossier titoli che per i conti correnti di appoggio (per i quali ordinariamente valgono regole di compilazione diverse, dovendosi indicare la giacenza media degli stessi, anche ai fini IVAFE visto che si applica per ciascun conto l’imposta fissa di 34 euro).

Va ricordato, da ultimo, che la suddetta semplificazione, in ogni caso, non riguarda gli aspetti reddituali. Ai fini delle imposte, in sostanza, è pur sempre necessario calcolare in modo analitico i redditi (dividendi, interessi, capital gain e altri redditi di natura finanziaria che possono rientrare nell’ambito dei redditi di capitale di cui all’articolo 44 Tuir o dei redditi diversi di cui all’articolo 67 Tuir) prodotti dai titoli presenti nel dossier applicando le rispettive regole di determinazione.


Monitoraggio fiscale e pagamento di imposte patrimoniali: IVIE e IVAFE

Per evitare l’annoso problema del disallineamenti tra gli elementi di compilazione del quadro RW ai fini del monitoraggio fiscale, e le disposizioni in materia IVIE e IVAFE, è stata inserita nel quadro la casella 20.

Casella con la quale il contribuente dovrà segnalare il fatto che il quadro RW viene compilato ai soli fini del monitoraggio fiscale ma non ai fini IVIE e/o IVAFE. Questo in assenza, ad esempio, dei presupposti impositivi di tali due imposte.

Uno dei casi può essere quello segnalato in relazione ai concetti di valore massimo e di giacenza media dei conti correnti ma possono essere elencate un’altra serie di casistiche nelle quali il disallineamento è totale.

In base a quanto previsto dall’articolo 38 del D.L. n. 78/2010, sono esonerati dagli obblighi di monitoraggio fiscale i contribuenti che, per la maggior parte del periodo di imposta, hanno svolto una attività lavorativa in stati o territori limitrofi all’Italia, in relazione agli investimenti detenuti nello Stato ove prestano la predetta attività.

Esonero dal monitoraggio fiscale per immobili esteri

L’articolo 7-quater, comma 23, del D.L. n. 193/2016 introduce un esonero dalla disciplina sul monitoraggio fiscale che riguarda gli immobili situati all’estero per i quali non siano intervenute variazioni nel corso del periodo di imposta (cambio di proprietà, modifiche di diritti reali, ampliamento o modifiche strutturali dei fabbricati, etc).

Tuttavia, è fatto salvo  l’obbligo del pagamento dell’imposta sul valore dei predetti immobili. Ne consegue che il modello deve essere compilato secondo le medesime modalità degli anni precedenti. L’unico vantaggio è che viene meno l’applicazione delle sanzioni in materia di monitoraggio.

In sostanza, nel caso di una persona fisica, di una società semplice o di un ente non commerciale residenti che possiedono gli immobili esteri nel corso del periodo di imposta, non vi sarà obbligo di compilare il quadro RW. Nonostante questo esonero, viene confermato l’obbligo di liquidazione e di versamento dell’IVIE.

Pertanto, le persone fisiche residenti dovranno liquidare e versare tale imposta anche se saranno esonerati dagli adempimenti riguardanti il monitoraggio fiscale. Secondo le nuove disposizioni.

Il collegamento tra quadro RW ed i quadri reddituali collegati

Nel quadro RW deve essere effettuato anche un collegamento tra attività patrimoniale o finanziaria detenuta all’estero e quadro reddituale. In pratica, nella colonna 18 del quadro RW occorre specificare in numero per indicare la compilazione di uno o più quadri reddituali conseguenti al cespite indicato oggetto del monitoraggio, ovvero, si deve riportare il n. 5 se il bene è risultato infruttifero.

In pratica si deve inserire un collegamento con il reddito dichiarato.

Se ad esempio si tratta di affitto di fabbricati si deve indicare il numero 1 che si riferisce al quadro RL. Quadro ove a quel punto si dovrà indicare il reddito derivante dall’affitto estero dell’immobile.


La nozione di Titolare Effettivo ai fini del Monitoraggio Fiscale

Come noto, in relazione alla applicazione delle disposizioni in materia di monitoraggio fiscale, viene richiesta la compilazione del quadro RW mediante specifica evidenziazione, della situazione del soggetto che risulta essere titolare effettivo dell’investimento estero. In particolare, di tale situazione deve essere data contezza mediante la compilazione della colonna 2 del quadro RW.

Questo concetto, è particolarmente incisivo nel caso in cui una persona fisica risulti essere titolare effettivo di attività estera per il tramite della partecipazione, superiore al 25% in una società localizzata in uno stato o in un territorio non collaborativo.

In questo caso il contribuente deve indicare nel quadro RW il valore complessivo degli investimenti e delle attività estere della società estera; nonché, la percentuale di partecipazione.

E’ chiaro che questa indicazione complica le indicazioni da dover fornire da un punto di vista pratico nell’ambito del quadro RW.

Inoltre, il contribuente è chiamato ad indicare nel quadro RW, per ogni società, il valore complessivo di tutte le attività finanziarie e patrimoniali di cui risulta essere titolare effettivo. Avendo cura di predisporre e conservare un apposito prospetto in cui devono essere specificati i valori delle singole attività.

In ogni caso, le indicazioni che sono necessarie ai fini della compilazione del quadro RW relativamente al monitoraggio fiscale, non trovano coordinamento con quanto previsto ai fini Ivafe.

E’ infatti chiaro come, invece, ai fini di tale tributo l’obbligo impositivo sussista esclusivamente per gli investimenti diretti. E dunque sulla partecipazione detenuta attraverso la quale, invece, si sostanzia la nozione di titolare effettivo di investimenti esteri diversi dalla partecipazione.


La compilazione del quadro RW in caso di attività estere detenute in Paesi non White List

Le modalità di compilazione del quadro RW sopra esaminata non possono essere applicate qualora il contribuente detenga una attività patrimoniale o finanziaria in un territorio non White List.

Per Stati o territori collaborativi si devono intendere quelli che assicurano la possibilità di un controllo da parte dell’Amministrazione Finanziaria italiana da attuare attraverso lo scambio di informazioni.

Si tratta dei Paesi che appartengono alla White List di cui al DM 4.9.96 ma anche i Paesi che prevedono un adeguato scambio di informazioni. Si tratta dei Paesi con cui l’Italia ha in vigore una convenzione contro le doppie imposizioni o uno specifico accordo internazionale.

Riportiamo di seguito i Paesi elencati nel DM 4.9.96 aggiornati ad opera del DM 23.3.17.

ELENCO PAESI WHITE LIST

AlbaniaAlderneyAlgeriaAndorraAnguilla
Arabia SauditaArgentinaArmeniaArubaAustralia
AustriaAzerbaijan BangladeshBarbadosBelgio
BelizeBermudaBielorussiaBosnia ErzegovinaBrasile
BulgariaCamerunCanadaCileCina
CiproColombiaCongoCorea del SudCosta d’Avorio
Costa RicaCroaziaCuracaoDanimarcaEcuador
EgittoEmirati Arabi UnitiEstoniaEtiopiaFederazione Russa
FilippineFinlandiaFranciaGeorgiaGermania
GhanaGiapponeGibilterraGiordaniaGrecia
GroenlandiaGuernseyHermHong KongIndia
IndonesiaIrlandaIslandaIsola di ManIsole Cayman
Isole CookIsola FaroeIsola Turks e CaicosIsole Vergini BritannicheIsraele
JerseyKazakistanKirghizistanKuwaitLettonia
LibanoLiechtensteinLituaniaLussemburgoMacedonia
MalaysiaMaltaMaroccoMauritiusMessico
MoldovaMonacoMontenegroMontserratMozambico
NauruNigeriaNiueNorvegiaNuova Zelanda
OmanPaesi BassiPakistanPoloniaPortogallo
QatarRegno UnitoRepubblica CecaRepubblica SlovaccaRomania
Saint Kitts e Nevis Saint Vincent e Grenadine SamoaSan MarinoVaticano
SenegalSerbiaSeychelles SingaporeSint Maarten
SiriaSloveniaSpagnaSri LankaStati Uniti d’America
Sud AfricaSveziaSvizzeraTagikistanTaiwan
TanzaniaThailandiaTrinidad e TobagoTunisiaTurchia
TurkmenistanUcrainaUgandaUngheriaUruguay
UzbechistanVenezuelaVietnamZambia

La compilazione del quadro RW per attività detenute in Paesi non White List

Per il contribuente italiano è necessario evidenziare particolare accortezza verso alcune tipologie di investimento detenute in un Paese non considerato White List.

Trattasi di partecipazioni societarie detenute in Paesi non White List e di conti correnti sempre localizzati in Stati che non scambiano informazioni con l’Italia.

In relazione ai conti correnti, ad esempio, ricordo che è necessario non solo indicare nel quadro RW il valore iniziale e la giacenza media. Bensì in colonna 9 anche il valore più alto (detto picco) che tale conto corrente ha raggiunto nel corso del periodo di detenzione.

In relazione alle partecipazioni, qualora si tratti di partecipazioni rilevanti, così come definite dalla normativa antiriciclaggio per le quali il contribuente risulta essere titolare effettivo è necessario:

  • Indicare non tanto il valore nominale della partecipazione stessa;
  • Bensì l’ammontare complessivo degli investimenti e delle attività estere evidenti nell’attivo della società stessa, applicando l’approccio look through. Questo superando lo schermo societario.

Le sanzioni per la mancata o incompleta presentazione del quadro RW

La corretta compilazione del quadro RW è elemento fondamentale anche per determinare correttamente gli importi previsti ai fini Ivie ed Ivafe.

Infatti, i valori indicati nel quadro costituiscono l’elemento di riferimento per l’applicazione di eventuali sanzioni nel caso in cui venga rilevata una compilazione del quadro RW non corretta.

Ad oggi, la sanzione applicabile per l’omessa dichiarazione di investimenti e attività detenute all’estero viene ora fissata nella seguente misura:

Sanzione compresa tra il 3 e il 15% dell’ammontare degli importi non dichiarati (articolo 5, comma 2, DL n 167/90)

Solo laddove i predetti investimenti e attività siano stati detenuti in Stati o territori a regime fiscale privilegiato, la misura della predetta sanzione è aumentata nella seguente misura:

Sanzione compresa tra il 6 e il 30% degli importi non dichiarati

Applicazione delle sanzioni per la mancata o incompleta presentazione del quadro RW

In ogni caso, a prescindere dall’ammontare delle sanzioni previste dalla norma, si ritiene che, nel caso di informazioni che sono state comunque fornite dal contribuente in relazione ai propri investimenti esteri ma che non siano esattamente coerenti con le richieste formulate nelle istruzioni, possano soccorrere i principi contenuti nelle disposizioni della Legge n. 212/00.

Deve essere formulata una più generale osservazione sulla complessità della compilazione del quadro RW rispetto alle esigenze di controllo che lo stesso rappresenta.

Infatti, si deve considerare come una errata compilazione del quadro RW sia evento del tutto ricorrente e possibile alla luce della complessità delle disposizioni di legge e delle stesse istruzioni.

Pertanto, appare del tutto sostenibile la tesi in base alla quale, tranne evidentemente le ipotesi di omissione, non appare costituire violazione sanzionabile una compilazione del quadro che non risponda, esattamente, ai dettami delle indicazioni di prassi e delle istruzioni.

In altri termini, andrebbe privilegiato, comunque, il comportamento del contribuente che provvede alla compilazione del quadro errando, in buona fede, sui valori riportati nello stesso.

Per approfondire: “Mancata compilazione del quadro R-W: il ravvedimento operoso“.

Il raddoppio dei termini per le sanzioni penali tributarie

Il meccanismo del raddoppio dei termini è particolarmente temuto poiché al verificarsi dei presupposti previsti dalla Legge, permette di effettuare un controllo sostanziale del contribuente. L’Amministrazione finanziaria in questi casi può effettuare un controllo sostanziale del contribuente sulla sua regolarità fiscale beneficiando di una notevole estensione temporale. Questo le consente di poter formalizzare la pretesa impositiva con maggiore calma. Il raddoppio dei termini di accertamento è stato introdotto dal DL n 78/09 articolo 12, comma 2.

Secondo il quale le attività localizzate in Paesi Black List sottostanno alla presunzione relativa di evasione e che le sanzioni irrogabili (ex Dlgs n 471/98) sono raddoppiate.

L’articolo 1, comma 3 del DL 25/10 introduce il meccanismo del raddoppio dei termini di accertamento per le imposte sui redditi se gli assets esteri non dichiarati sono detenuti in un Paese Black List (comma 2-bis).

Per approfondire: “Termini di accertamento per imposte sui redditi e iva“.


Quadro RW e trasferimento di denaro all’estero

La compilazione del Quadro RW è molto spesso legata anche a contribuenti che effettuano trasferimenti di denaro all’estero. Molto spesso, per motivi di investimento, di tutela, o di effettivo trasferimento all’estero si spostano somme di denaro tra vari Paesi.

Queste operazioni sono perfettamente legali se effettuate nel rispetto della normativa in vigore. In particolare, deve trattarsi di denaro derivante da fonte lecita. La presenza di conti correnti, o investimenti finanziari all’estero, prevede, come hai visto, l’indicazione nel quadro RW.

Se vuoi saperne di più sugli aspetti legati al trasferimento di denaro all’estero ecco il mio consiglio di lettura: “Trasferimento di denaro all’estero: guida“.


Caso pratico: quadro RW e partecipazioni estere

ESEMPIO 1

Una persona fisica, fiscalmente residente in Italia, detiene una partecipazione al capitale sociale di una società estera.

–> Dovrà compilare il quadro RW per indicare la quota di partecipazione in tale società.

ESEMPIO 2

Una persona fisica, fiscalmente residente in Italia, detiene una partecipazione al capitale sociale di una società italiana in misura pari al 50%.

Società  che, a sua volta, detiene una partecipazione al capitale di una società estera in misura pari al 100% la quale detiene all’estero investimenti e attività estere di natura finanziaria.

–> In tal caso il contribuente non deve compilare il Quadro RW.

ESEMPIO 3

Infine, una persona fisica detiene una partecipazione al capitale sociale di una società estera localizzata in un Paese white list in misura pari al 15% (partecipazione diretta) e una partecipazione in una società italiana nella misura del 50%.

Società che, a sua volta, detiene una partecipazione nella medesima società estera nella misura del 50% (partecipazione indiretta).

–> In tal caso il contribuente integra il requisito di “titolare effettivo” nella società estera, sommando il 15% della partecipazione diretta con il 25% della partecipazione indiretta.

Pertanto, deve indicare nel Quadro RW il valore della partecipazione nella società estera diretta e indiretta pari al 40%.

Ricordo che l’Ivafe non è dovuta sul possesso di partecipazioni a quote di capitale in società estere.


Consulenza per la predisposizione del quadro RW in caso di capitali all’estero (o di impatrio di capitali dall’estero)

Vuoi sapere se anche tu devi compilare il quadro RW? Devi compilare il quadro RW della tua dichiarazione dei redditi e hai bisogno di aiuto?

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Stessa cosa se ti sei accorto di non aver compilato correttamente la dichiarazione dei redditi per le annualità passate, in relazione a redditi esteri, e attività patrimoniali e finanziarie detenute all’estero.

Hai sicuramente bisogno della consulenza di un professionista preparato su questo argomento.

Considerate le sanzioni che si applicano per infedele dichiarazione, se hai dubbi sulla gestione delle tue attività estere rivolgiti ad un professionista.

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Commenti:
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260 COMMENTI

  1. Salve Federico, 2 domande: 1) attualmente il codice identificativo di nuove società in Cina è di 18 cifre, mentre il quadro RW colonna 21 può contenere al massimo 16 cifre, come comportarsi in questo caso? 2) Il valore nominale iniziale è da ritenersi il capitale sociale versato al primo giorno di detenzione, da notare che un valore iniziale pari a zero non viene accettato, ovvero al giorno del primo versamento? Il cambio iniziale è sempre quello medio mensile finale al 31.12 oppure è il cambio del mese a cui è riferito il valore iniziale? Grazie.

  2. Buongiorno, avrei una domanda: con leggerezza ho aperto due conti esteri, Monese e Revolut, a ottobre 2019 e li ho chiusi a gennaio 2020. Su entrambi ho depositato solo pochi euro e poi li ho svuotati. Cosa devo fare?

  3. Buonasera dott. Migliorini, complimenti per le informazioni contenute nella pagina. Volevo comunque chiederle se e come vanno dichiarate le somme che sono state bonificate dall’Italia a favore di società estere LLC con fini di investimento immobiliare, di cui si è titolari, e che sono servite per l’acquisto di immobili sempre all’estero. In questo caso bisogna indicare nel quadro RW la quota di partecipazione e il valore della quota societaria oppure bisogna indicare le somme innanzi dette che sono state inviate con bonifico dall’Italia per permettere alla società di acquisire gli immobili? E se sì, in quale colonna del quadro RW vanno indicate?

  4. Buongiorno Federico,

    Prima di tutto mi complimento con il suo lavoro e la sua professsionalità, il sito fiscomania è veramente scritto bene ed un servizio che spero potrei utilizzare in futuro una volta risolte questioni localmente.

    Avrei una domanda sopra al quadro RW, se una persona fisica, risiede in Italia, possiede azioni (50%) in una azienda non quotata con sede all’estero che svolge la propria attività immobiliare all’estero, ma non percepisce ne reddito, ne dividendi (quindi tutti i profitti aziendali sono mantenuti nell’azienda estera che svolge attività all’estero), vi è una base imponibile ai fini dell’IVAFE?

    Da quello che comprendo vi sarebbe solamente la necessità di segnalare al fisco la detenzione delle azioni, ma se le azioni hanno valore nominale di 50 centesemi, e il resto del valore dell’impresa è incorporato in “growth shares” separate da passare alle prossime generazioni, non vi dovrebbe essere alcuna base imponibile ne per IVIE ne per IVAFE.

    Cosa ne pensa?

  5. Buongiorno e grazie per la sua disponibilità.
    Ho inteso che per un conto in valuta estera detenuto in Italia che superi la soglia di 51.645 € ogni plusvalenza è sottoposta a tassazione da dichiarare a cura del contribuente.
    Ciò che non mi è chiaro è se anche in assenza di operazioni nel corso di tutto l’ anno è obbligatorio dichiarare anche la sola esistenza del conto tramite il modulo RW.
    Grazie mille

  6. Grazie per l’articolo, molto utile!

    Posso condividere il link su fb in gruppo “Expats in Italy”, forse qualcuno dal UK e interresato in consulenza?

    Unica cosa non chiare e il esonero per immobili al estero:
    “In sostanza, nel caso di una persona fisica, di una società semplice o di un ente non commerciale residenti che possiedono gli immobili esteri nel corso del periodo di imposta, non vi sarà obbligo di compilare il quadro RW. Nonostante questo esonero, viene confermato l’obbligo di liquidazione e di versamento dell’IVIE.”
    Esempio:
    Quindi se Richard (residente in Italia dal 2019) e proprietario (dal 2017) di un immobile in UK di valore 15 000 EU, sotto il limite del 26 000 (IVIE 200 EU). Richard deve compilare il RW, e in caso di omissione vengono sanzioni?

  7. Buongiorno Dott. Migliorini, ipotizzi che un cliente abbia in una banca svizzera un conto corrente regolarmente dichiarato in US$ (ed anche un c/c in euro) ed approfittando dei tassi sia pur di poco superiori allo zero, abbia sottoscritto nell’anno 2020 un deposito fiduciario (durata tre mesi ed interesse predeterminato) addebitando il conto nella stessa valuta US$, con un obiettivo non certo speculativo ma semplicemente per pagarsi le spese del conto a fine anno. Il quesito è: se il cambio contro Euro (teorico in quanto non viene fatta alcuna negoziazione) dovesse apprezzarsi tra l’apertura e la chiusura del deposito fiduciario, a suo parere si genererebbe plusvalenza (sia pure teorica in quanto la divisa rimane tale non venendo negoziata né venduta), e quindi occorre pagare l’imposta sostitutiva del 26% su questa (fittizia) plusvalenza, dichiarandola al rigo RT29?

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