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Quadro RW modello Redditi 2020: guida alla compilazione

La compilazione del quadro RW per attività patrimoniali e finanziarie detenute all'estero da parte di contribuenti fiscalmente residenti in Italia: istruzioni di compilazione, sanzioni, consulenza.

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Il quadro RW del modello Redditi accoglie gli investimenti patrimoniali e finanziari esteri detenuti da persone fisiche residenti in Italia. Vediamo quali sono le principali problematiche applicative e le modalità di compilazione del quadro RW per persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali.

Le persone fisiche residenti fiscalmente in Italia, le società semplici e gli enti non commerciali che detengono investimenti patrimoniali all’estero, o attività finanziarie suscettibili di produrre reddito in Italia devono compilare il quadro RW.

Si tratta di un particolare quadro della dichiarazione dei redditi di Persone fisiche ed enti non commerciali.

Quadro RW modello Redditi 2020

Il quadro RW del modello Redditi Persone Fisiche (o ENC) è dedicato al monitoraggio annuale delle attività finanziarie e degli investimenti patrimoniali detenuti all’estero da parte di persone fisiche residenti in Italia.

Nonché per la determinazione delle due relative imposte patrimoniali:

  • IVIE – Imposta sugli immobili detenuti all’estero;
  • IVAFE – Imposta sulle attività finanziarie detenute all’estero.

Il quadro RW del Modello Redditi deve essere presentato esclusivamente in via telematica entro il 30 novembre dell’anno successivo alla chiusura di ogni periodo di imposta.

L’obiettivo di questo contributo è di analizzare la disciplina riguardante la compilazione del quadro RW del modello Redditi.

Conseguentemente determinare anche i valori imponibili per le imposte patrimoniali: Ivie e Ivafe eventualmente dovute dal contribuente.

Sei pronto?! Si comincia!


Indice degli Argomenti

Chi sono i soggetti tenuti alla compilazione del quadro RW?

L’articolo 4 del DL n 167/90 prevede l’obbligo di indicazione nella dichiarazione dei redditi:

  • Degli investimenti all’estero, ovvero
  • Delle attività estere di natura finanziaria.

Questo tipo di indicazione deve essere effettuata nel quadro RW del modello Redditi.

I contribuenti residenti in Italia interessati alla normativa sul monitoraggio fiscale sono:

  • Le Persone Fisiche;
  • Le Società Semplici (e le associazioni equiparate);
  • Gli enti non commerciali.

Rientrano nell’ambito di applicazione della norma anche le operazioni poste in essere dagli interessati in qualità di esercenti attività commerciali in regime di contabilità ordinaria.

Sono escluse le società di persone commerciali e gli altri soggetti equiparati esercenti attività commerciale. Soggetti che possono documentare allo stesso modo dei soggetti IRES le movimentazioni sulla base dei dati di Bilancio.

Sono, inoltre, soggetti alla dichiarazione i titolari di redditi da lavoro autonomo anche per le operazioni compiute in relazione all’attività professionale.

Quadro RW anche per chi ha disponibilità di fatto

La Cassazione n 9320/03 ha esteso l’obbligo di applicazione della norma anche ai soggetti che amministrano e gestiscono somme e investimenti all’estero.

L’obbligo di compilazione del quadro RW non riguarda soltanto il beneficiario effettivo o l’intestatario formale.

L’obbligo di compilazione del quadro RW riguarda anche colui che all’estero abbia la disponibilità di fatto e la possibilità di movimentazione di somme non proprie, con il compito fiduciario di trasferirle al beneficiario.

Quadro RW per i trust residenti in Italia

Per questo motivo l’obbligo di compilazione del quadro RW riguarda anche i trust residenti.

Questo in quanto il trust in quanto soggetto passivo IRES equiparabile ad un ente non commerciale. In particolare l’obbligo riguarda il trustee, oltre che i beneficiari effettivi, se esistenti, degli investimenti all’estero.

Inoltre, sono tenuti agli obblighi di dichiarazione i soggetti che pur non essendo possessori diretti degli investimenti esteri siano i titolari effettivi dell’investimento. Questo secondo quanto previsto dall’articolo 1, comma 2, lettera pp) e articolo 20 DLgs n 231/07.

Quali soggetti sono esonerati dalla presentazione del quadro RW?

Pertanto possiamo dire che sono esonerati dalla compilazione del quadro RW:

  • Le società di capitali;
  • Gli enti commerciali;
  • Le società in nome collettivo;
  • Le società in accomandita semplice.

Proviamo a fare qualche esempio che può essere utile a capire.

Una società in accomandita semplice detiene all’estero beni. La società non è tenuta a segnalarli nel quadro RW.
Le società semplici sono tenute alla compilazione del quadro RW. Questo poiché IVIE e IVAFE sono dovuti solamente dalle Persone Fisiche il quadro RW delle Società di Persone e degli Enti non Commerciali risulta semplificato.

Il caso degli investimenti esteri tramite società italiana

È escluso dal monitoraggio fiscale l’investimento estero effettuato da società italiana iper conto del socio della società.

L’obbligo dichiarativo in capo al “titolare effettivo” sussiste esclusivamente in caso di partecipazioni in società di diritto estero.

Tale obbligo, non riguarda, invece, anche l’ipotesi di partecipazioni dirette in una o più società residenti che effettuano investimenti all’estero.

Ad esempio, il socio di una società italiana che detiene investimenti esteri non ha obbligo di presentare il quadro RW per questa fattispecie. Le informazioni sugli investimenti esteri della società italiana, infatti, possono essere desunti dalla dichiarazione dei redditi.

La presentazione del quadro RW

Se rientri tra i soggetti obbligati alla presentazione del quadro RW devi capire come deve essere compilato il quadro. Sul punto occorre chiarire che:

Se il contribuente è obbligato alla presentazione del modello Redditi PF il presente quadro deve essere presentato unitamente a tale modello. Entro i termini di presentazione.

Se sussistono casi di esonero dalla presentazione della dichiarazione dei redditi o è stato presentato il modello 730 vi è una deroga. E’ in questo caso possibile presentare il solo quadro RW ed il frontespizio del modello Redditi.


Le attività patrimoniali e finanziarie estere: cosa indicare nel quadro RW del modello Redditi?

I contribuenti residenti fiscalmente in Italia (persone fisiche, enti non commerciali, società semplici), sono tenuti a dichiarare nel quadro RW del modello Redditi PF.

Questo per indicare tutte le attività patrimoniali e finanziarie detenute all’estero nel corso del periodo d’imposta.

Il quadro RW è un quadro dichiarativo relativamente complicato in quanto presenta più adempimenti:

La compilazione del quadro è obbligatoria anche in caso di disinvestimento effettuato prima del termine del periodo d’imposta stesso.

In pratica sono soggette a monitoraggio tutte le attività suscettibili di produrre reddito imponibile in Italia. Questo,indipendentemente dall’effettiva produzione di reddito nel periodo d’imposta.

Infatti, con la compilazione del quadro RW l’Amministrazione finanziaria può monitorare gli investimenti esteri effettuati dai contribuenti residenti.

Il contribuente che detiene direttamente un investimento all’estero o attività estere di natura finanziaria, è tenuto ad indicarne il valore nel presente quadro. Nonché la quota di possesso espressa in percentuale.

I contribuenti sono tenuti ad indicare nel quadro RW sia gli investimenti all’estero sia le attività estere di natura finanziaria, detenuti nel periodo di imposta, attraverso cui possono essere conseguiti redditi imponibili in Italia.

L’obbligo sussiste a prescindere dall’importo delle attività finanziarie e patrimoniali possedute in detto periodo.

Obbligo di compilazione anche in caso di mera disponibilità o movimentazione dell’attività estera

Il quadro RW deve essere compilato anche dai soggetti che hanno la mera disponibilità o possibilità di movimentazione delle attività detenute all’estero.

Ad esempio tutti i cointestatari di un conto corrente devono compilare il quadro RW, indicando l’intero ammontare del conto medesimo. A condizione che ciascuno abbia la piena disponibilità delle somme.
Allo stesso modo anche il soggetto non titolare del conto corrente estero, ma con possibilità di movimentazione delle somme, deve compilare il quadro RW.

Gli obblighi di dichiarare le consistenze delle attività estere di natura finanziaria e gli investimenti esteri (articolo 4 del D.L. n. 167/90) sussistono solo per le attività di natura finanziaria attraverso cui possono essere conseguiti redditi di fonte estera, che siano imponibili in Italia.

Gli obblighi di dichiarazione non sussistono, invece, per le attività finanziarie e patrimoniali affidate in gestione o in amministrazione agli intermediari residenti e per i contratti comunque conclusi attraverso il loro intervento, qualora i flussi finanziari e i redditi derivanti da tali attività e contratti siano riscossi attraverso l’intervento degli intermediari stessi.

Per questo motivo, ove possibile, si consiglia sempre di far intervenire un intermediario finanziario residente, in caso di detenzione di attività di questo tipo.

Quali sono le attività patrimoniali estere da indicare nel quadro RW?

Per attività patrimoniali si intendono tutti i beni patrimoniali detenuti all’estero da contribuenti residenti in Italia, quali:

  • Immobili situati all’estero (ad esempio l’immobile in Francia), o i diritti reali immobiliare su di essi (comproprietà, multiproprietà);
  • Oggetti preziosi ed opere d’arte;
  • Imbarcazioni e altri beni mobili detenuti all’estero e/o registrati in pubblici registri esteri.

Le attività patrimoniali devono essere dichiarate nel quadro RW indipendentemente dall’effettiva produzione di reddito nel periodo d’imposta.

Per far scattare l’obbligo dichiarativo è infatti sufficiente che la loro capacità di produrre reddito imponibile sia meramente potenziale

Quali sono le attività finanziarie estere da indicare nel quadro RW?

Per attività finanziarie si intendono le attività da cui derivano redditi di capitale o redditi diversi di natura finanziaria di fonte estera.

Come ad esempio:

  • Depositi e conti correnti bancari costituiti all’estero;
  • Conti correnti valutari;
  • Criptovalute, Bitcoin, etc.
  • I metalli preziosi detenuti all’estero;
  • Le attività e gli investimenti detenuti all’estero per il tramite di soggetti localizzati in Paesi diversi da quelli collaborativi. nonché in entità giuridiche italiane o estere, diverse dalle società, qualora il contribuente risulti essere “titolare effettivo“;
  • Le partecipazioni al capitale o al patrimonio di soggetti non residenti;
  • Le obbligazioni estere o titoli similari, i titoli pubblici e i titoli equiparati emessi all’estero, i titoli non rappresentativi di merce e i certificati di massa emessi da non residenti;
  • I diritti all’acquisto o alla sottoscrizione di azioni estere o strumenti finanziari assimilati;
  • I contratti di natura finanziaria stipulati con controparti non residenti (finanziamenti, riporti, pronti contro termine, prestito titoli);
  • I contratti derivati e altri rapporti finanziari stipulati al di fuori del territorio dello Stato;
  • Le forme di previdenza complementare organizzate o gestite da soggetti esteri, escluse quelle obbligatorie per legge;
  • Le polizze di assicurazione sulla vita e di capitalizzazione;
  • Le attività finanziarie italiane detenute all’estero, anche se in cassetta di sicurezza;
  • Le attività finanziarie estere detenute in Italia al di fuori del circuito degli intermediari residenti;
  • I titoli o diritti offerti ai lavoratori dipendenti ed assimilati (cosiddette “stock option“) nei casi in cui, al termine del periodo di imposta, il prezzo di esercizio sia inferiore al valore corrente del sottostante.

La valorizzazione degli elementi patrimoniali e finanziari esteri nel quadro RW

I contribuenti obbligati alla presentazione del quadro RW ai fini del monitoraggio fiscale o del pagamento delle imposte patrimoniali devono valorizzare le attività estere detenute.

I soggetti non tenuti al pagamento dell’IVIE e dell’IVAFE dovranno utilizzare i medesimi criteri di valorizzazione delle attività esclusivamente ai fini del monitoraggio fiscale.

La valorizzazione degli immobili esteri nel quadro RW

Per l’individuazione del valore degli immobili situati all’estero devono essere adottati gli stessi criteri validi ai fini dell’IVIE, anche se non dovuta.

Pertanto il valore dell’immobile è costituito dal costo di acquisto.

Oppure, in mancanza, dal valore di mercato rilevabile al termine di ciascun anno solare nel luogo in cui è situato l’immobile.

Qualora l’immobile non sia più posseduto alla data del 31 dicembre dell’anno si deve fare riferimento al valore dell’immobile rilevato al termine del periodo di detenzione.

Per gli immobili acquisiti per successione o donazione, il valore è quello indicato nella dichiarazione di successione.

In mancanza si assume il costo di acquisto o di costruzione sostenuto dal de cuius o dal donante.

La determinazione del valore per immobili situati in Paesi UE o SEE

Se l’immobile è situato in un Paese dell’Unione Europea o in Paesi aderenti allo Spazio Economico Europeo (SEE) che garantiscono un adeguato scambio di informazioni, il valore da utilizzare diverge.

In questo caso, infatti, è necessario utilizzare:

  • Il valore catastale o, in mancanza,
  • Il costo di acquisto o,
  • In assenza, il valore di mercato rilevabile nel luogo in cui è situato l’immobile.

La determinazione del valore delle altre attività patrimoniali estere

Per le altre attività patrimoniali detenute all’estero, diverse dagli immobili, per le quali non è dovuta l’IVIE, il contribuente deve indicare:

  • Il costo di acquisto, ovvero
  • Il valore di mercato

Valore da rilevare:

  • All’inizio di ciascun periodo di imposta (ovvero al primo giorno di detenzione) e
  • Al termine dello stesso (ovvero al termine del periodo di detenzione dello stesso).

Esempi di attività patrimoniali per le quali non è dovuto il versamento dell’IVIE sono le imbarcazioni o gli aerei.

La valorizzazione delle attività finanziarie estere nel quadro RW

Per l’individuazione del valore delle attività finanziarie (azioni, obbligazioni, titoli, ETF, etc) devono essere adottati gli stessi criteri validi ai fini dell’IVAFE. Vediamo, le casistiche a disposizione.

Valorizzazione delle attività finanziarie estere negoziate in mercati regolamentati

Per le attività finanziarie quotate in mercati regolamentati (es. le azioni) si deve fare riferimento al valore di mercato.

Tale valore deve essere rilevato al termine del periodo di imposta o al termine del periodo di detenzione.

Valorizzazione delle attività finanziarie estere NON negoziate in mercati regolamentati

Per le attività finanziarie non quotate in mercati regolamentati si deve fare riferimento al valore nominale o, in mancanza, al valore di rimborso.

Indicazione di ogni movimentazione patrimoniale o finanziaria nel quadro RW

Il quadro RW deve rispecchiare le movimentazioni avvenute durante il periodo di imposta, sia in termini di investimenti che di disinvestimenti (patrimoniali o finanziari).

Questo significa che ogni volta che avviene un investimento, questo deve trovare collocazione nel quadro. Allo stesso modo deve trovare riscontro ogni singolo disinvestimento.

Da un punto di vista pratico questo si traduce in un obbligo molto complesso, soprattutto per tutte quelle attività finanziarie soggette a movimentazioni giornaliere. Vedi il caso delle operazioni nel mercato del Forex, le azioni quotate, e tutte le operazioni effettuate sulle comodities.

In questi casi l’indicazione delle singole movimentazioni può essere molto complicata. Per questo motivo l’Agenzia delle Entrate, nelle istruzioni di compilazione del quadro RW ha previsto una semplificazione nella compilazione del quadro.

Il prospetto riassuntivo delle movimentazioni delle attività finanziarie dello stesso tipo

La semplificazione riguarda la possibilità di sfruttare un prospetto riassuntivo delle movimentazioni avvenute su attività finanziarie della stessa tipologia.

La Circolare 12/E/2016, coerentemente alle istruzioni al modello Redditi, aggiunge che:

per consentire l’attività di controllo permane, comunque, l’onere per il contribuente di predisporre e conservare un apposito prospetto, da esibire o trasmettere su richiesta dell’amministrazione finanziaria, in cui sono specificati i dati delle singole attività finanziarie valorizzate in conformità ai criteri di valorizzazione delle attività contenuti nella Circolare 38/E del 2013

Questa semplificazione non riguarda il calcolo dei redditi imponibili da indicare nei quadri RM, RT ed RL della dichiarazione. Questi valori continuano ad essere calcolati analiticamente secondo le disposizioni del TUIR.

Cessione di attività finanziarie della stessa categoria e criterio LIFO

Nel caso in cui siano cedute attività finanziarie appartenenti alla stessa categoria, acquistate a prezzi e in tempi diversi, per stabilire quale delle attività finanziarie è detenuta nel periodo di riferimento il metodo da adottare è il cd “LIFO“.

Pertanto, si considerano ceduti per prime le attività acquisite in data più recente.

Quale tasso di cambio utilizzare nel quadro RW?

Quanto al cambio valutario da applicare nel quadro RW si deve far riferimento al tasso applicato alla valuta della movimentazione. Questo significa che si deve prendere a riferimento il cambio giornaliero relativo al momento di effettuazione dell’investimento (o disinvestimento).

Quando siamo di fronte ad un portafoglio titoli è necessario fare riferimento:

  • Per il valore iniziale, a quello medio del mese di dicembre dell’anno precedente, o del mese di inizio del rapporto in corso d’anno e,
  • Per il valore finale, quello del mese di dicembre dell’anno o del mese di chiusura del rapporto.

Il valore da convertire è infatti quello della valutazione ai valori correnti del totale delle attività comprese nel dossier.

Per quanto riguarda i movimenti di contante da investimenti al dossier titoli questi non devono essere indicati separatamente nel quadro RW. Questi, facendo parte di un’unica relazione finanziaria sono compresi in quell’attività considerata prevalente.

Per approfondire: Ivie: imposta sugli immobili all’estero

Per approfondire: Ivafe: imposta sulle attività finanziarie estere


I conti correnti esteri nel quadro RW: la soglia di riferimento

Il possesso di un conto corrente estero non deve essere sempre oggetto di Monitoraggio Fiscale o pagamento di IVAFE.

Per i conti correnti devono essere tenute in considerazione delle soglie di esenzione.

SOGLIA DEL CONTO CORRENTE PER INDICAZIONE NEL QUADRO RW PER IL SOLO MONITORAGGIO FISCALE

Un conto corrente estero deve essere indicato nel quadro RW ai fini del monitoraggio fiscale soltanto qualora superi la soglia di € 15.000 nel corso dell’anno.

E’ sufficiente che il conto corrente superi, anche solo per un giorno nell’anno, tale soglia affinché vi sia l’obbligo di indicazione del valore nel quadro RW. Questo tipo di indicazione vale soltanto ai fini del Monitoraggio fiscale.

Questo è quanto prevede la Legge n. 186/2014. Norma che ha modificato l’articolo 2, comma 4-bis del DL n 4/2014, convertito in Legge n. 50/2014.

Norma ha previsto che l’obbligo di monitoraggio per le attività finanziarie detenute all’estero non sussista per i depositi e i conti correnti bancari costituiti all’estero.

SOGLIA DEL CONTO CORRENTE ESTERO PER IL PAGAMENTO IVAFE

L’obbligo di compilazione del quadro RW sussiste comunque laddove lo stesso sia obbligatorio ai fini del calcolo dell’IVAFE.

Un conto corrente estero è tenuto al versamento dell’IVAFE nel caso in cui la consistenza media annua sia superiore a € 5.000.

SITUAZIONI PARTICOLARI PER I CONTI ESTERI NEL QUADRO RW

Di conseguenza, la compilazione del quadro RW potrebbe portare ad alcune situazioni particolari, come ad esempio:

  • Conto corrente estero con giacenza media maggiore di €. 5.000 ma che, nel corso dell’anno, non ha superato come valore massimo i €. 15.000. Il quadro RW andrà compilato esclusivamente ai fini IVAFE;
  • Conto corrente estero con giacenza media inferiore a €. 5.000 ma che, come valore massimo, ha superato i €. 15.000. Il quadro RW deve essere compilato soltanto ai fini del monitoraggio fiscale.

Il conto PayPal si dichiara nel quadro RW?

Aspetto che molto spesso è fonte di incertezza è se nel quadro RW debba essere indicato il conto Paypal.

Ebbena Paypal è a tutti gli effetti un istituto finanziario estero. In particolare, un istituto finanziario con sede in Lusssemburgo. Per questo motivo, a tutti gli effetti il conto corrente che detieni su questa piattaforma online è soggetto a monitoraggio fiscale.

Questo significa che dovrai considerare il conto Paypal come un normale conto corrente estero. Dovrai quindi verificare se lo stesso nel corso dell’anno ha superato o meno i limiti indicati sopra e validi per tutti i conti correnti.

I due limiti sono il valore massimo che il conto Paypal ha raggiunto nell’anno e la giacenza media del conto Paypal raggiunta nell’anno. Se uno di questi due limiti è superato sarai chiamato alla compilazione del quadro RW.

Attenzione, quindi, verifica sempre come compilare il quadro seguendo un esperto o le istruzioni di compilazione del quadro RW.

Se hai verificato il tuo obbligo di indicare il conto Paypal nel quadro RW devi porti il problema di come determinare la giacenza media del conto. Come tutti gli istituti finanziari esteri anche Paypal non fornisce la giacenza media del conto.

Per questo motivo devi provvedere in autonomia al calcolo della giacenza media. Per aiutarti in questo puoi trovare al link sottostante un modello Excel per il calcolo della giacenza media sul conto corrente estero.

Dossier titoli ed indicazione nel quadro RW

Il possesso di conti correnti esteri porta spesso con se il possesso anche di dossier titoli. Questo tipo di fattispecie va a complicare la compilazione del quadro RW (e dei connessi quadri reddituali).

Dalla mia esperienza professionale posso dire che negli ultimi anni molti istituti finanziari, soprattutto svizzeri o del Principato di Monaco, offrono ai loro clienti dei report già lavorati. Questo rende sicuramente più agevole la trasposizione dei dati nella dichiarazione dei redditi. Il tutto, previa verifica di massima sui dati indicati.

Quando il report non viene fornito è compito del contribuente (o del suo consulente fiscale) procedere alla lavorazione dei dati utili alla compilazione della dichiarazione dei redditi, sia ai fini patrimoniali che reddituali.

Compilazione semplificata del quadro RW in presenza di dossier titoli

In merito al dossier titoli l’Agenzia delle Entrate ha ammesso la possibilità di compilare in modo semplificato l’RW in presenza di dossier titoli monitorando solo il relativo valore iniziale e quello finale complessivo. Questo tipo di compilazione evita, in sostanza, di rilevare acquisti e vendite di ciascun titolo detenuto all’interno del dossier.

L’orientamento è stato confermato dalla Circolare n 12/E/2016 § 1.4. Tuttavia, viene richiesto al contribuente di conservare un prospetto riepilogativo redatto con i criteri analitici delineati dalla Circolare n 38/E/2013.

La circolare AdE 12/E/2016, peraltro, precisa che nel caso in cui nel corso dell’anno vi sia un nuovo apporto di capitale (come ad esempio in caso di versamento contanti o di conferimento titoli), questo fa scattare ulteriori obblighi di monitoraggio nel senso che:

  • Si dovrà indicare in un rigo il valore iniziale e il valore finale di detenzione immediatamente antecedente al momento dell’apporto;
  • In un nuovo rigo, successivamente, si dovrà indicare il valore iniziale di detenzione successivo al momento dell’apporto e il valore finale.

Codice 20 per l’indicazione del portafoglio titoli

Per individuare in modo univoco i dossier titoli esteri è stato istituito l’apposito codice 20 “conto deposito titoli all’estero”.

L’Agenzia delle Entrate, peraltro, nella citata circolare richiama spesso il concetto di “relazione finanziaria” e dunque sembra ammettere la compilazione “unificata” sia per il dossier titoli che per i conti correnti di appoggio (per i quali ordinariamente valgono regole di compilazione diverse, dovendosi indicare la giacenza media degli stessi, anche ai fini IVAFE visto che si applica per ciascun conto l’imposta fissa di 34 euro).

Va ricordato, da ultimo, che la suddetta semplificazione, in ogni caso, non riguarda gli aspetti reddituali.

Ai fini delle imposte, in sostanza, è pur sempre necessario calcolare in modo analitico i redditi (dividendi, interessi, capital gain e altri redditi di natura finanziaria che possono rientrare nell’ambito dei redditi di capitale di cui all’articolo 44 Tuir o dei redditi diversi di cui all’articolo 67 Tuir) prodotti dai titoli presenti nel dossier applicando le rispettive regole di determinazione.


Monitoraggio fiscale e pagamento di imposte patrimoniali: IVIE e IVAFE

Per evitare l’annoso problema del disallineamenti tra gli elementi di compilazione del quadro RW ai fini del monitoraggio fiscale, e le disposizioni in materia IVIE e IVAFE, è stata inserita nel quadro la casella 20.

Casella con la quale il contribuente dovrà segnalare il fatto che il quadro RW viene compilato ai soli fini del monitoraggio fiscale ma non ai fini IVIE e/o IVAFE. Questo in assenza, ad esempio, dei presupposti impositivi di tali due imposte.

Uno dei casi può essere quello segnalato in relazione ai concetti di valore massimo e di giacenza media dei conti correnti ma possono essere elencate un’altra serie di casistiche nelle quali il disallineamento è totale.

In base a quanto previsto dall’articolo 38 del D.L. n. 78/2010, sono esonerati dagli obblighi di monitoraggio fiscale i contribuenti che, per la maggior parte del periodo di imposta, hanno svolto una attività lavorativa in stati o territori limitrofi all’Italia, in relazione agli investimenti detenuti nello Stato ove prestano la predetta attività.

Esonero dal monitoraggio fiscale per immobili esteri

L’articolo 7-quater, comma 23, del D.L. n. 193/2016 introduce un esonero dalla disciplina sul monitoraggio fiscale che riguarda gli immobili situati all’estero per i quali non siano intervenute variazioni nel corso del periodo di imposta (cambio di proprietà, modifiche di diritti reali, ampliamento o modifiche strutturali dei fabbricati, etc).

Tuttavia, è fatto salvo  l’obbligo del pagamento dell’imposta sul valore dei predetti immobili. Ne consegue che il modello deve essere compilato secondo le medesime modalità degli anni precedenti. L’unico vantaggio è che viene meno l’applicazione delle sanzioni in materia di monitoraggio.

In sostanza, nel caso di una persona fisica, di una società semplice o di un ente non commerciale residenti che possiedono gli immobili esteri nel corso del periodo di imposta, non vi sarà obbligo di compilare il quadro RW. Nonostante questo esonero, viene confermato l’obbligo di liquidazione e di versamento dell’IVIE.

Pertanto, le persone fisiche residenti dovranno liquidare e versare tale imposta anche se saranno esonerati dagli adempimenti riguardanti il monitoraggio fiscale. Secondo le nuove disposizioni.

Il collegamento tra quadro RW ed i quadri reddituali collegati

Nel quadro RW deve essere effettuato anche un collegamento tra attività patrimoniale o finanziaria detenuta all’estero e quadro reddituale. In pratica, nella colonna 18 del quadro RW occorre specificare in numero per indicare la compilazione di uno o più quadri reddituali conseguenti al cespite indicato oggetto del monitoraggio, ovvero, si deve riportare il n. 5 se il bene è risultato infruttifero.

In pratica si deve inserire un collegamento con il reddito dichiarato.

Se ad esempio si tratta di affitto di fabbricati si deve indicare il numero 1 che si riferisce al quadro RL. Quadro ove a quel punto si dovrà indicare il reddito derivante dall’affitto estero dell’immobile.


La nozione di Titolare Effettivo ai fini del Monitoraggio Fiscale

Come noto, in relazione alla applicazione delle disposizioni in materia di monitoraggio fiscale, viene richiesta la compilazione del quadro RW mediante specifica evidenziazione, della situazione del soggetto che risulta essere titolare effettivo dell’investimento estero. In particolare, di tale situazione deve essere data contezza mediante la compilazione della colonna 2 del quadro RW.

Questo concetto, è particolarmente incisivo nel caso in cui una persona fisica risulti essere titolare effettivo di attività estera per il tramite della partecipazione, superiore al 25% in una società localizzata in uno stato o in un territorio non collaborativo.

In questo caso il contribuente deve indicare nel quadro RW il valore complessivo degli investimenti e delle attività estere della società estera; nonché, la percentuale di partecipazione.

E’ chiaro che questa indicazione complica le indicazioni da dover fornire da un punto di vista pratico nell’ambito del quadro RW.

Inoltre, il contribuente è chiamato ad indicare nel quadro RW, per ogni società, il valore complessivo di tutte le attività finanziarie e patrimoniali di cui risulta essere titolare effettivo. Avendo cura di predisporre e conservare un apposito prospetto in cui devono essere specificati i valori delle singole attività.

In ogni caso, le indicazioni che sono necessarie ai fini della compilazione del quadro RW relativamente al monitoraggio fiscale, non trovano coordinamento con quanto previsto ai fini Ivafe.

E’ infatti chiaro come, invece, ai fini di tale tributo l’obbligo impositivo sussista esclusivamente per gli investimenti diretti. E dunque sulla partecipazione detenuta attraverso la quale, invece, si sostanzia la nozione di titolare effettivo di investimenti esteri diversi dalla partecipazione.


La compilazione del quadro RW in caso di attività estere detenute in Paesi non White List

Le modalità di compilazione del quadro RW sopra esaminata non possono essere applicate qualora il contribuente detenga una attività patrimoniale o finanziaria in un territorio non White List.

Per Stati o territori collaborativi si devono intendere quelli che assicurano la possibilità di un controllo da parte dell’Amministrazione Finanziaria italiana da attuare attraverso lo scambio di informazioni.

Si tratta dei Paesi che appartengono alla White List di cui al DM 4.9.96 ma anche i Paesi che prevedono un adeguato scambio di informazioni. Si tratta dei Paesi con cui l’Italia ha in vigore una convenzione contro le doppie imposizioni o uno specifico accordo internazionale.

Riportiamo di seguito i Paesi elencati nel DM 4.9.96 aggiornati ad opera del DM 23.3.17.

ELENCO PAESI WHITE LIST

AlbaniaAlderneyAlgeriaAndorraAnguilla
Arabia SauditaArgentinaArmeniaArubaAustralia
AustriaAzerbaijan BangladeshBarbadosBelgio
BelizeBermudaBielorussiaBosnia ErzegovinaBrasile
BulgariaCamerunCanadaCileCina
CiproColombiaCongoCorea del SudCosta d’Avorio
Costa RicaCroaziaCuracaoDanimarcaEcuador
EgittoEmirati Arabi UnitiEstoniaEtiopiaFederazione Russa
FilippineFinlandiaFranciaGeorgiaGermania
GhanaGiapponeGibilterraGiordaniaGrecia
GroenlandiaGuernseyHermHong KongIndia
IndonesiaIrlandaIslandaIsola di ManIsole Cayman
Isole CookIsola FaroeIsola Turks e CaicosIsole Vergini BritannicheIsraele
JerseyKazakistanKirghizistanKuwaitLettonia
LibanoLiechtensteinLituaniaLussemburgoMacedonia
MalaysiaMaltaMaroccoMauritiusMessico
MoldovaMonacoMontenegroMontserratMozambico
NauruNigeriaNiueNorvegiaNuova Zelanda
OmanPaesi BassiPakistanPoloniaPortogallo
QatarRegno UnitoRepubblica CecaRepubblica SlovaccaRomania
Saint Kitts e Nevis Saint Vincent e Grenadine SamoaSan MarinoVaticano
SenegalSerbiaSeychelles SingaporeSint Maarten
SiriaSloveniaSpagnaSri LankaStati Uniti d’America
Sud AfricaSveziaSvizzeraTagikistanTaiwan
TanzaniaThailandiaTrinidad e TobagoTunisiaTurchia
TurkmenistanUcrainaUgandaUngheriaUruguay
UzbechistanVenezuelaVietnamZambia

La compilazione del quadro RW per attività detenute in Paesi non White List

Per il contribuente italiano è necessario evidenziare particolare accortezza verso alcune tipologie di investimento detenute in un Paese non considerato White List.

Trattasi di partecipazioni societarie detenute in Paesi non White List e di conti correnti sempre localizzati in Stati che non scambiano informazioni con l’Italia.

In relazione ai conti correnti, ad esempio, ricordo che è necessario non solo indicare nel quadro RW il valore iniziale e la giacenza media. Bensì in colonna 9 anche il valore più alto (detto picco) che tale conto corrente ha raggiunto nel corso del periodo di detenzione.

In relazione alle partecipazioni, qualora si tratti di partecipazioni rilevanti, così come definite dalla normativa antiriciclaggio per le quali il contribuente risulta essere titolare effettivo è necessario:

  • Indicare non tanto il valore nominale della partecipazione stessa;
  • Bensì l’ammontare complessivo degli investimenti e delle attività estere evidenti nell’attivo della società stessa, applicando l’approccio look through. Questo superando lo schermo societario.

Le sanzioni per la mancata o incompleta presentazione del quadro RW

La corretta compilazione del quadro RW è elemento fondamentale anche per determinare correttamente gli importi previsti ai fini Ivie ed Ivafe.

Infatti, i valori indicati nel quadro costituiscono l’elemento di riferimento per l’applicazione di eventuali sanzioni nel caso in cui venga rilevata una compilazione del quadro RW non corretta.

Ad oggi, la sanzione applicabile per l’omessa dichiarazione di investimenti e attività detenute all’estero viene ora fissata nella seguente misura:

Sanzione compresa tra il 3 e il 15% dell’ammontare degli importi non dichiarati (articolo 5, comma 2, DL n 167/90)

Solo laddove i predetti investimenti e attività siano stati detenuti in Stati o territori a regime fiscale privilegiato, la misura della predetta sanzione è aumentata nella seguente misura:

Sanzione compresa tra il 6 e il 30% degli importi non dichiarati

Applicazione delle sanzioni per la mancata o incompleta presentazione del quadro RW

In ogni caso, a prescindere dall’ammontare delle sanzioni previste dalla norma, si ritiene che, nel caso di informazioni che sono state comunque fornite dal contribuente in relazione ai propri investimenti esteri ma che non siano esattamente coerenti con le richieste formulate nelle istruzioni, possano soccorrere i principi contenuti nelle disposizioni della Legge n. 212/00.

Deve essere formulata una più generale osservazione sulla complessità della compilazione del quadro RW rispetto alle esigenze di controllo che lo stesso rappresenta.

Infatti, si deve considerare come una errata compilazione del quadro RW sia evento del tutto ricorrente e possibile alla luce della complessità delle disposizioni di legge e delle stesse istruzioni.

Pertanto, appare del tutto sostenibile la tesi in base alla quale, tranne evidentemente le ipotesi di omissione, non appare costituire violazione sanzionabile una compilazione del quadro che non risponda, esattamente, ai dettami delle indicazioni di prassi e delle istruzioni.

In altri termini, andrebbe privilegiato, comunque, il comportamento del contribuente che provvede alla compilazione del quadro errando, in buona fede, sui valori riportati nello stesso.

Per approfondire: Mancata compilazione del quadro R-W: il ravvedimento operoso

Il raddoppio dei termini per le sanzioni penali tributarie

Il meccanismo del raddoppio dei termini è particolarmente temuto poiché al verificarsi dei presupposti previsti dalla Legge, permette di effettuare un controllo sostanziale del contribuente.

L’Amministrazione finanziaria in questi casi può effettuare un controllo sostanziale del contribuente sulla sua regolarità fiscale beneficiando di una notevole estensione temporale.

Questo le consente di poter formalizzare la pretesa impositiva con maggiore calma.

Il raddoppio dei termini di accertamento è stato introdotto dal DL n 78/09 articolo 12, comma 2.

Secondo il quale le attività localizzate in Paesi Black List sottostanno alla presunzione relativa di evasione e che le sanzioni irrogabili (ex Dlgs n 471/98) sono raddoppiate.

L’articolo 1, comma 3 del DL 25/10 introduce il meccanismo del raddoppio dei termini di accertamento per le imposte sui redditi se gli assets esteri non dichiarati sono detenuti in un Paese Black List (comma 2-bis).


Quadro RW e trasferimento di denaro all’estero

La compilazione del Quadro RW è molto spesso legata anche a contribuenti che effettuano trasferimenti di denaro all’estero.

Molto spesso, per motivi di investimento, di tutela, o di effettivo trasferimento all’estero si spostano somme di denaro tra vari Paesi.

Queste operazioni sono perfettamente legali se effettuate nel rispetto della normativa in vigore. In particolare, deve trattarsi di denaro derivante da fonte lecita.

La presenza di conti correnti, o investimenti finanziari all’estero, prevede, come hai visto, l’indicazione nel quadro RW. Se vuoi saperne di più sugli aspetti legati al trasferimento di denaro all’estero ecco il mio consiglio di lettura:

Trasferimento di denaro all’estero: guida


Caso pratico: quadro RW e partecipazioni estere

ESEMPIO 1

Una persona fisica, fiscalmente residente in Italia, detiene una partecipazione al capitale sociale di una società estera.

–> Dovrà compilare il quadro RW per indicare la quota di partecipazione in tale società.

ESEMPIO 2

Una persona fisica, fiscalmente residente in Italia, detiene una partecipazione al capitale sociale di una società italiana in misura pari al 50%.

Società  che, a sua volta, detiene una partecipazione al capitale di una società estera in misura pari al 100% la quale detiene all’estero investimenti e attività estere di natura finanziaria.

–> In tal caso il contribuente non deve compilare il Quadro RW.

ESEMPIO 3

Infine, una persona fisica detiene una partecipazione al capitale sociale di una società estera localizzata in un Paese white list in misura pari al 15% (partecipazione diretta) e una partecipazione in una società italiana nella misura del 50%.

Società che, a sua volta, detiene una partecipazione nella medesima società estera nella misura del 50% (partecipazione indiretta).

–> In tal caso il contribuente integra il requisito di “titolare effettivo” nella società estera, sommando il 15% della partecipazione diretta con il 25% della partecipazione indiretta.

Pertanto, deve indicare nel Quadro RW il valore della partecipazione nella società estera diretta e indiretta pari al 40%.

Ricordo che l’Ivafe non è dovuta sul possesso di partecipazioni a quote di capitale in società estere.


Consulenza per la predisposizione del quadro RW in caso di capitali all’estero (o di impatrio di capitali dall’estero)

Vuoi sapere se anche tu devi compilare il quadro RW? Devi compilare il quadro RW della tua dichiarazione dei redditi e hai bisogno di aiuto?

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Stessa cosa se ti sei accorto di non aver compilato correttamente la dichiarazione dei redditi per le annualità passate, in relazione a redditi esteri, e attività patrimoniali e finanziarie detenute all’estero.

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240 COMMENTI

  1. Salve, vorrei farvi questa domanda: se sul mio conto PayPal verso 1000€ o 2000€ non ho nessun obbligo di dichiarare nulla ?
    Grazie.

  2. Questa info da sola non è sufficiente per indicarle se ha o meno obblighi di monitoraggio o tassazione. Se vuole ne parliamo in privato.

  3. Salve, per quanto riguarda il monitoraggio fiscale dei conti correnti esteri, considerando il limite oltre il quale scatta l obbligo, cioè 15000 euro, e Considerando comunque l obbligo se la giacenza media supera i 5000 euro (per il pagamento Dell’ ivafe) questo si riferisce alla somma posseduta totale presso un singolo intermediario? Se avessi 4 conti in differenti istituti esteri (e magari 4 paesi diversi) da 5000 euro l’uno, raggiungerei i 20000 ma non supererei la soglia in nessun Conto. In questo caso vanno dichiarati tutti e 4 o nessuno dei 4?

  4. Buongiorno,
    mi trovo davanti ad un dubbio;
    nel corso del 2018 ho acquistato delle azioni da una società degli Stati Uniti non ancora quotata in Borsa,
    le stesse non superano l’importo di 5000 euro, occorre comunque indicarle nel quadro RW con la spunta della casella 20? come potrei indicarle?
    Grazie mille per l’attenzione

  5. Salve Matteo, le azioni si dichiarano sempre in quadro RW. I € 5.000 vale solo per i conti correnti. Per info sulla compilazione del quadro, se non trova le info nell’articolo, mi contatti in privato per una consulenza.

  6. Salve, volevo chiedere se il denaro versato presso un broker forex estero, che poi ho perso in buona parte, circa 20.000 euro, va dichiarato e se mi consente di avere un credito d’imposta per l’anno successivo. Grazie

  7. Salve Giovanni, il quadro riguarda il monitoraggio e non la tassazione, se non per le imposte patrimoniali. La invito a contattarmi per una consulenza se non ha chiaro, dopo aver letto l’articolo, la sua situazione personale.

  8. Salve,
    mi confermate che che non e’ prevista la compilazione del quadro RW in fase dichiarazione redditi, per la tenuta di un c/c all’estero (riferito ai soli proventi derivanti da stipendio statale) per il personale appartenente a corpi diplomatici o militari all’estero impiegati in organizzazioni internazionali, per il solo periodo di permanenza all’estero per motivi lavorativi?

  9. Salve, non ho mai capito una cosa (non solamente nel suo articolo ma in tantissimi articoli che trattano il quadro RW), per il monitoraggio nel caso delle criptovalute:
    quando si fa un investimento si trasferiscono dei fondi ad un exchanger, per esempio mettiamo che gli si fa un bonifico di 2000 euro, e questi non vengono convertiti tutti in bitcoin ma finiscono in un deposito (in euro). Poi mettiamo che si decide di convertire 500 euro (presi da quel deposito) in bitcoin.
    Sul quadro RW come valore iniziale dovranno essere messi tutti i 2000 euro (ovvero 1500 euro + il valore di mercato dei bitcoin acquistati, 500 euro) oppure dovrà essere riportato il solo valore di mercato dei bitcoin (500 euro).
    Dall’articolo sembra essere il primo caso, ma non è chiarissimo.

  10. Salve sulla mia precompilata 2019 mi esce effettivamente cio che avete scritto riguardo all IVIE:

    Risulta compilato il quadro RW relativo all’IVIE per l’anno d’imposta 2017 oppure risultano versamenti con F24 relativi all’IVIE effettuati per gli anni d’imposta 2017 e/o 2018. Si ricorda che per gli immobili situati all’estero qualora non siano intervenute variazioni nel periodo d’imposta non è obbligatorio compilare il quadro RW, ma se l’imposta è dovuta va comunque versata con modello di pagamento F24.

    Che si intende per variazioni (premetto che l’immobile e’ sempre mio come lo era l’anno scorso), l’unica cosa e che il valore e salito perche indicizzato al reale valore di mercato ogni anno) tipo l anno scorso era 185000 quest’anno 250000.

    Vuol dire che nel campo valore posso rimanere 185000 ?

    Grazie Sergio

  11. Salve Sergio, le variazioni riguardano sia il periodo di possesso sia l’eventuale valore di mercato, se è questo il valore utilizzato per l’indicazione dell’immobile estero. Se ci sono variazioni nell’anno si deve compilare il rigo RW, altrimenti non è obbligatorio.

  12. Salve Andrea, in RW deve essere indicato il valore, nel periodo di possesso, del denaro detenuto nel conto deposito e separatamente l’indicazione delle eventuali criptovalute detenute al 31.12.

  13. Buonasera, nel 2018 mi sono state assegnate 50 performance shares che sono state tassate IRPEF facendole passare dal cedolino paga. Il 50% delle shares sono state vendute 5 giorni dopo l’assegnazione creando una plusvalenza e il restante 50% è vincolato per tre anni.
    Mi chiedevo se : per le shares vincolate devo compilare il quadro RW e pagare l’ivafe
    E per la plusvalenza realizzata dalla vendita compilare il quadro RT e tassarla al 26%. Visto che hanno già subito una tassazione IRPEF più alta.
    Grazie molte

  14. Salve Ornella, i suoi obblighi riguardano sia il quadro RT per la plusvalenza che il quadro RW. Per capire come devono essere compilati i quadri, se vuole mi contatti per una consulenza.

  15. Salve Federico, vorrei porre alla sua cortese attenzione le seguenti domande:
    Avendo due c/c presso un istituto bancario estero (white list) di cui uno operativo e l’altro deposito (ognuno con più di 5000 euro di giacenza media) devo compilare 2 righi del quadro RW e quindi pagare doppia imposta IVAFE?
    Inoltre per ognuno dei conti devo inserire valore iniziale e finale nelle colonne 7 e 8 oppure solamente il valore medio di giacenza (iniziale+finale/2) nella colonna 8?
    Le chiedo poi alcune conferme riguardo al conto deposito che ha fruttato interessi nel corso del 2018:
    Devo inserire il codice 2 (quadro RM) nella colonna 18?
    L’ammontare del reddito va inserito nella colonna 3 Sez. V del quadro RM?
    In caso affermativo qual è l’aliquota da inserire nella colonna 4?
    Grazie in anticipo per la cortese disponibilità.

  16. Premesso che:
    1. nel 2018 ho riscattato una polizza vita stipulata da oltre 8 anni in Francia con la Società “GIE AFER “ ;
    2. mi hanno liquidato una somma maggiore rispetto a quella versata (plusvalenza) tassata in Francia al 7,50%.
    Chiedo di sapere:
    1) La plusvalenza è tassabile in Italia?
    In caso affermativo:
    2) quale quadro e righi si compilano nel modello UNICO 2019?
    3) La trattenuta operata in Francia del 7,50% sulla plusvalenza va recuperata nel modello UNICO 2019? Eventualmente in quale quadro e rigo?

    Grazie per la collaborazione

  17. Salve Angelo, per questi aspetti, se vuole, mi scriva in privato per una consulenza. Le informazioni generiche le può trovare tutte nell’articolo. Per l’analisi di una posizione personale e compilazione del quadro RW sono a disposizione tramite consulenza.

  18. Buongiorno Sig. Federico, ho un dubbio; sono stato all’estero (Brasile) iscritto all’ AIRE dal 98 al 2017 ,lavorando come dipendente, e tutti i miei risparmi attualmente sono ancora lá. Sono residente in Italia dal 07/2017. Devo compilare il quadro rw 2018 dei miei risparmi maturati come residente all’estero? Attualmente non ho reddito in Italia.

  19. Salve Marco, da quello che scrive vi sono elementi che portano a pensare che lei debba compilare il quadro RW. Per poterle rispondere occorre analizzare con dettaglio la sua situazione. Se vuole mi contatti in privato per una consulenza.

  20. GentileDott. Migliorini

    Sul presente articolo leggo che:
    “Gli obblighi di dichiarazione non sussistono, invece, per le attività finanziarie e patrimoniali affidate in gestione o in amministrazione agli intermediari residenti e per i contratti comunque conclusi attraverso il loro intervento, qualora i flussi finanziari e i redditi derivanti da tali attività e contratti siano riscossi attraverso l’intervento degli intermediari stessi.

    Per questo motivo, ove possibile, si consiglia sempre di far intervenire un intermediario finanziario residente, in caso di detenzione di attività di questo tipo.”

    Ora nel caso di investimento estero su piattaforma peer to peer lending, in questo caso Housers, io non sono titolare di nessun conto corrente estero e ogni operazione avviene tramite intermediario. Il quadro RW non va quindi compilato nè per monitaroggio nè per IVAFE?

    I redditi prodotti li ho dichiarati sul 730.

    Grazie in anticipo di un suo riscontro in merito.

  21. Salve, lei è titolare di attività finanziarie, ovvero finanziamenti concessi per il tramite di un intermediario estero. Per questo motivo vi è obbligo di compilazione del quadro RW.

  22. Gentile Dott. Migliorini,
    sono un lavoratore dipendente in Belgio e sono residente fiscalmente in Italia. In Belgio ho un conto corrente e un conto risparmio. Inoltre il mio datore di lavoro paga contributi pensionistici ad un fondo di pensione integrativo. Tutte queste attivita vanno incluse nel modello RW?
    Grazie in anticipo

  23. Buongiorno dottor Migliorini,

    una domanda in merito a Paypal: vorrei fare un acquisto/abbonamento online ma il venditore accetta solamente pagamenti tramite Paypal direttamente oppure tramite una carta di credito agganciata a Paypal. Se creo un conto Paypal e ci aggancio la mia carta di credito (per esempio Postepay o comunque una carta di un istituto italiano) devo preoccuparmi del monitoraggio fiscale? Lo userei solamente per i pagamenti e Paypal farebbe solamente da tramite. I pagamenti comunque verrebbero fatti tramite carta italiana. Quindi il saldo Paypal stesso rimarebbe sempre a zero. Spero mi può aiutare. Grazie.

  24. Buongiorno Federico,
    una domanda,ho effettuato nel 2011 un versamento importante(40k) in una società estera(Brasile)costituita da un gruppo di persone.
    Non ho mai percepito nessun provento.
    Il primo anno ho compilato il quadro Rw 11 con la quota posseduta,successivamente nn ho più dichiarato nulla.
    Sono in difetto? devo dichiararla?devo fare un ravvedimento per il pregresso?avrò delle sanzioni per l’omisione.
    Grazie

  25. Salve Antonio, da qualche anno i trasferimenti di denaro non devono essere dichiarati. Tuttavia se la società brasiliana è anche di sua proprietà avrebbe dovuto dichiararne il possesso. Adesso occorre effettuare delle dichiarazioni integrative agendo con ravvedimento operoso.

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