sostituto di imposta

Per molte procedure fiscali e relative ai redditi, è necessario che il sostituto di imposta agisca al posto del lavoratore. Si tratta di un soggetto importante per la gestione di numerose procedure burocratiche, fiscali e contributive per ogni lavoratore dipendente.

Eppure non tutti sanno chi è e di cosa si occupa. Il sostituto di imposta è il soggetto datore di lavoro, che interviene specialmente nel momento del versamento delle imposte per conto dei lavoratori dipendenti, che viene poi accertato tramite ad esempio la presentazione della certificazione unica. Il sostituto di imposta è il soggetto che si occupa di sostituire il lavoratore negli obblighi fiscali previsti dalle normative.

Di fatto il datore di lavoro si occupa di gestire tutte le procedure fiscali, contributive e burocratiche per conto dei propri lavoratori dipendenti, per questo motivo è molto importante in fase di dichiarazione dei redditi, presentare le dovute informazioni relative al datore di lavoro. I lavoratori dipendenti non si occupano in modo diretto del versamento delle imposte, al contrario di come avviene per i lavoratori autonomi.

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Possiamo dire che il sostituto di imposta è un soggetto, pubblico o privato, chiamato a sostituire il contribuente nell’adempimento dei suoi obblighi fiscali, come previsto dalla legge n. 600 del 1973.

Il sostituto di imposta è obbligato ad effettuare alcune procedure nei confronti dei propri dipendenti e del fisco, e questo da un lato rende più semplice il rapporto tra lavoratore e fisco, dall’altro lato garantisce una maggiore trasparenza nei confronti del fisco.

Tutto ciò che il sostituto d’imposta versa allo Stato deve essere comunicato mediante:

Vediamo nell’articolo da vicino chi è il sostituto di imposta, di cosa si occupa e quali sono i principali procedimenti per cui interviene.


Sostituto di imposta: è il datore di lavoro

Per tutti i lavoratori dipendenti subordinati, il sostituto di imposta nella maggior parte dei casi è di fatto il datore di lavoro. Quest’ultimo si occupa, attraverso il supporto di professionisti esterni abilitati, di gestire tutte le pratiche dei propri lavoratori dipendenti, in termini di erogazione dello stipendio, tramite busta paga, dei contributi previdenziali, e nella presentazione di documentazioni utili a procedere con la dichiarazione dei redditi al fisco.

Se il lavoratore cambia lavoro, sussiste anche il cambiamento del sostituto di imposta, ovvero di chi si occupa di versare le imposte per conto del lavoratore. Di fatto il sostituto di imposta ha l’obbligo di trattenere dallo stipendio erogato al dipendente le somme necessarie per il pagamento delle imposte previste sui redditi del lavoratore.

Tra le imposte previste nelle norme italiane, la principale che riguarda i redditi da lavoro è l’IRPEF. Questo tipo di tassa è un’imposta progressiva, che aumenta all’aumentare del reddito annuo prodotto dal lavoratore. Questa tassa viene applicata tramite sostituto di imposta, che andrà a versare al fisco quanto il lavoratore deve annualmente.

Il lavoratore è poi tenuto a presentare ogni anno, superata una certa soglia di reddito, una dichiarazione dei redditi congrua a trasmettere al fisco quali sono i redditi percepiti nello specifico anno di riferimento. Ogni anno è obbligatorio provvedere alla dichiarazione dei redditi percepiti durante l’anno precedente, e il sostituto di imposta è fondamentale anche in questo passaggio.

Il sostituto di imposta è un soggetto, pubblico o privato, chiamato a sostituire il contribuente nell’adempimento dei suoi obblighi fiscali. Come abbiamo detto, uno dei principali casi è il datore di lavoro che sostituisce i propri dipendenti. La “sostituzione” può avvenire in due modi:

  • Sostituzione a titolo d’imposta, nel caso in cui il sostituto di imposta paga tutto l’importo dovuto da parte del contribuente, il quale non ha più alcun debito con Stato o altre amministrazioni;
  • Sostituzione a titolo d’acconto, nel caso in cui il sostituto di imposta anticipa al contribuente il pagamento dei contributi, tuttavia, egli rimane comunque un soggetto passivo. Pensiamo al pagamento della ritenuta d’acconto in cui il committente paga il 20% dell’imponibile, oppure le trattenute IRPEF ai dipendenti da parte del datore di lavoro.

Modello 730 e certificazione unica

Il modello 730 è il documento utilizzato in Italia per procedere con la dichiarazione dei redditi. Ogni anno il cittadino contribuente deve provvedere alla presentazione di tutte le informazioni relative ai redditi percepiti nel corso dell’anno, sia che si tratti di redditi prodotti in un unico lavoro, sia nel caso in cui il cittadino abbia cambiato più lavori nello stesso anno.

Tramite questa dichiarazione, è possibile che successivamente avvenga un conguaglio, in positivo o in negativo: nel primo caso il soggetto si vede accreditare una somma corrispondente alle imposte pagate in surplus, nel secondo caso invece deve provvedere al pagamento di una somma in base a ciò che non è stato saldato.

Mentre da un lato il cittadino è tenuto alla presentazione della dichiarazione dei redditi percepiti, il sostituto di imposta deve provvedere all’emissione della certificazione unica ai lavoratori. Tramite questo documento il sostituto di imposta dichiara in modo trasparente al lavoratore di aver versato le imposte adeguatamente allo stato, in riferimento al reddito percepito dal lavoratore.

Il lavoratore deve annualmente assicurarsi di ricevere questo documento, oppure chiederlo al proprio datore di lavoro, che di fatto è il sostituto di imposta, per verificare che tutto sia stato svolto correttamente. In caso contrario, il fisco può procedere a chiedere, al lavoratore e al datore di lavoro, quanto dovuto.

Modello 770

Infine vi è un altro documento importante di cui tenere conto: il modello 770. Si tratta di un documento che i sostituti di imposta sono tenuti a presentare, nel caso in cui hanno corrisposto:

  • Somme soggette a ritenuta alla fonte sui redditi di capitale;
  • Compensi per l’avviamento commerciale;
  • Contributi a enti pubblici o privati;
  • Riscatti da contratti di assicurazione sulla vita;
  • Premi e vincite finanziarie;
  • Utili da partecipazioni in società di capitali o altri redditi.

Sono tenuti a presentare il modello 770 società di capitali e enti commerciali, enti non commerciali o enti pubblici, associazioni non riconosciute, società e enti di ogni tipo, condomini, trust, società di persone, oltre ai soggetti che hanno applicato l’imposta sostitutiva su interessi, dividendi o plusvalenze, e come spiega l’Agenzia delle Entrate, inoltre sono inclusi:

“I soggetti tenuti agli obblighi di comunicazione per l’opzione per l’imposta sostitutiva (articolo 6, comma 2, Dlgs n. 461/1997) e di comunicazione da parte degli intermediari dei dati relativi alle singole operazioni effettuate nell’anno precedente (articolo 10 Dlgs n. 461/1997).”

Il Modello 770 è una comunicazione obbligatoria avente la funzione di attestare le ritenute fiscali operate dai sostituti d’imposta ed i relativi versamenti effettuati. Esso ha la funzione di effettuare il pagamento dei tributi da parte del contribuente.

Imposte non versate: sanzioni

Nel caso in cui il sostituto di imposta non provvede al versamento delle imposte dovute al fisco per i propri dipendenti, a trovarsi in svantaggio sono anche i dipendenti stessi. Per questo motivo è importante ogni anno che i lavoratori si preoccupino di chiedere la documentazione, relativa per esempio alla certificazione unica, che riporta tutte le informazioni sui tributi versati.

Quando il sostituto di imposta non versa le imposte dovute al fisco, quest’ultimo può pretenderne il pagamento non solamente allo stesso datore di lavoro, ma anche al lavoratore. Questo consiste in un doppio svantaggio per il contribuente: da un lato gli sono state trattenute le cifre per le imposte dalle buste paga, dall’altro però, queste ultime non sono state poi saldate dal sostituto di imposta.

Il lavoratore comunque può provare di aver ricevuto in busta paga il salario senza la cifra relativa alle imposte, tuttavia la colpevolezza è individuata generalmente in entrambi i soggetti. Il sostituto di imposta tuttavia, una volta accertato il mancato versamento effettivo delle imposte, può andare incontro a diverse sanzioni, sia amministrative che penali, dal mancato versamento delle imposte dovute al fisco.

Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

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