Ricevuta prestazione occasionale guida alla compilazione

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Guida pratica alla compilazione della ricevuta per attività di lavoro autonomo occasionale. Tutti i punti chiave per compilare correttamente la ricevuta spiegati passo per passo. Il modello di ricevuta per lavoro autonomo occasionale da scaricare.

La ricevuta è l’elemento indispensabile per tutti i soggetti che si trovano ad effettuare un’attività di lavoro autonomo occasionale.

La ricevuta assolve la funzione di quietanza di pagamento per il committente la prestazione e allo stesso modo serve a certificare il compenso percepito dal lavoratore.

Per questo motivo ogni soggetto che si avvi a svolgere un attività di lavoro autonomo occasionale, dovrebbe avere ben chiaro il ruolo fondamentale assolto dalla ricevuta, e dovrebbe sapere come compilarla correttamente.

Per questo motivo, approfittando anche delle numerose domande che mi arrivano dai lettori, ho pensato di scrivere la nostra guida definitiva dedicata alla compilazione della ricevuta per prestazioni di lavoro autonomo occasionale.

Cominciamo!

Ricevuta per prestazione occasionale
Ricevuta per prestazione occasionale

Attività di Lavoro Autonomo Occasionale

Il lavoro autonomo occasionale è disciplinano all’interno dell’articolo 2222 del c.c., che riguarda il contratto di opera. Sulla base di quando previsto dalla normativa posiamo definire lavoratore autonomo occasionale:

il soggetto che si obbliga a compiere, dietro corrispettivo, un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio senza vincolo di subordinazione, ne potere di coordinamento del committente ed in via del tutto occasionale

Da questa definizione possiamo individuare le caratteristiche essenziali del di questa particolare tipologia di lavoro, legate all’assenza di alcuni elementi, ovvero: abitualità, professionalità, continuità e coordinazione.

In presenza di questi elementi, invece, la prestazione deve essere considerata come effettuata in maniera professionale, e quindi, è obbligatoria l’apertura della partita Iva.

Non volendo, tuttavia, essere esaustivo su questo aspetto, ti consiglio di e valutare se possiedi i requisiti per beneficiare dei vantaggi offerti dal c.d. “Regime Forfettario“. Si tratta di un regime fiscale privilegiato che consente una semplificazione degli adempimenti e una riduzione delle imposte dovute, ma soltanto rispettando i requisiti di accesso e di permanenza.

Una volta che hai verificato che l’attività di lavoro autonomo (attenzione non attività commerciale), che stai svolgendo ha le caratteristiche per rientrare nel lavoro autonomo occasionale, può esserti utile seguire passo passo i nostri consigli per la compilazione della ricevuta che dovrai rilasciare al committente.


Compilazione della Ricevuta per Attività di Lavoro Autonomo Occasionale

Vediamo di seguito tutti i passaggi per arrivare alla corretta compilazione della ricevuta per Lavoro Autonomo Occasionale.

Prima di tutto, una precisazione. Trattandosi di un documento non fiscale, la ricevuta può essere predisposta su un qualsiasi foglio di carta bianca. Comunque di seguito puoi trovare il nostro modello di ricevuta per prestazione occasionale da scaricare.

Quando devo rilasciare la ricevuta per prestazione occasionale?

La ricevuta per prestazione occasionale deve essere rilasciata al cliente solo e solamente al momento del pagamento del compenso. La ricevuta, infatti, assolve la funzione di quietanza di pagamento.

Sostanzialmente, questo documento in mano al cliente gli certifica di aver pagato quella prestazione.

L’effetto per il prestatore di emettere una ricevuta prima del pagamento è di trovarsi nella condizione di dover pagare imposte su un compenso non (ancora) percepito.

Il Numero e Data della Ricevuta: la compilazione

I primi elementi da inserire nella ricevuta sono il numero progressivo di emissione e la data. A prima vista sembrano due elementi di facili e di poca importanza, tutt’altro. Molte ricevute per lavoro autonomo occasionale vengono compilare in maniera errata, proprio nell’indicazione della data.

Vediamone il motivo.

Ogni ricevuta deve riportare un numero progressivo annuale (1, 2, 3, etc), che identifichi inequivocabilmente il documento. Questa numerazione riparte da zero annualmente.

La data da inserire nella ricevuta deve essere obbligatoriamente quella in cui si è ricevuto il pagamento del corrispettivo. L’errore più comune è quello di inserire una data qualsiasi al documento, in quanto nella prassi il committente vuole ricevere la ricevuta dal prestatore prima di effettuare il pagamento.

Come detto, la ricevuta ha valenza di quietanza di pagamento per il committente, quindi, rilasciargli la ricevuta prima del pagamento equivale a certificare che la transazione è avvenuta.

Per questo motivo, se non hai adeguata sicurezza che il committente effettui il pagamento non consegnate la ricevuta prima che il pagamento sia stato effettuato.

Compilazione dei dati anagrafici del prestatore e del committente

Questa parte è molto semplice, per prima cosa è necessario indicare i dati anagrafici del prestatore, avendo cura di inserire il proprio codice fiscale e l’indirizzo di residenza.

Stessa cosa deve essere fatta per il committente. In questo caso devi prestare molta attenzione al fatto che il committente sia o meno un soggetto dotato di partita IVA, (sia esso un professionista, una ditta individuale, una società, o un’associazione).

Se il committente è un soggetto professionale, oltre ai soliti dati anagrafici dovete inserire anche il suo numero di partita IVA.

Questo aspetto è molto importante in quando influirà sulla compilazione numerica della ricevuta, per quanto riguarda l’applicazione della ritenuta di acconto, come vedremo in seguito.

Compilazione della descrizione dell’attività svolta

Nella parte descrittiva della ricevuta deve essere indicata la descrizione dell’attività svolta dal prestatore. E’ consigliabile indicare anche i giorni nella quale la prestazione è stata effettuata, avendo cura di specificare anche le ore in cui la stessa è stata svolta.

Pur non essendo obbligatoria questa precisa indicazione dei termini di svolgimento dell’attività, l’indicazione di questi dati può essere utile al prestatore e al soggetto committente. Questo, nel caso in cui l’Amministrazione finanziaria vada, in caso di controlli, a contestare l’esercizio di un’attività abituale e professionale in luogo di quella occasionale. Ebbene, l’indicazione sulla ricevuta delle ore prestate più risultare un elemento a nostro favore.

Il corrispettivo lordo nella ricevuta per prestazione occasionale

Il corrispettivo lordo della prestazione è l’importo concordato tra committente e prestatore per l’esecuzione della prestazione di lavoro autonomo occasionale.

Le prestazioni di lavoro autonomo occasionale si caratterizzano per essere delle prestazioni del tutto sporadiche ed occasionali, per le quali non è obbligatoria la stipula di un contratto.

Tuttavia, per avere una qualche evidenza del rapporto contrattuale che si è instaurato tra committente e prestatore d’opera può essere opportuno arrivare a stipulare un contratto, dove dovrà essere indicato anche il corrispettivo lordo della prestazione.

Tale contratto, può diventare importante nel caso di contestazioni sulla prestazione e nel caso in cui vi sia il mancato pagamento della prestazione.

La ritenuta di acconto sul corrispettivo lordo

L’applicazione della ritenuta di acconto nella ricevuta per prestazione occasionale è dovuta solo se il committente:

  • E’ un soggetto titolare di partita IVA, oppure un’associazione o fondazione dotati di codice fiscale;
  • Trattasi di soggetto avente residenza o sede in Italia.

Quindi, al contrario, quando la prestazione è svolta verso:

  • Soggetti privati o
  • Soggetti aventi residenza o sede fuori dal territorio nazionale

la ricevuta per prestazione occasionale non prevede l’applicazione della ritenuta di acconto.

Sostanzialmente, per stabilire se la ritenuta deve essere applicata il prestatore d’opera deve verificare se il proprio committente rientra nella qualifica di “sostituto di imposta“. La definizione la si può ritrovare all’interno dell’articolo 64 del DPR n. 600/73.

A titolo esemplificativo, assumo la qualifica di sostituto di imposta le persone fisiche esercenti arti o professioni, gli esercenti attività commerciale, le società e gli enti di ogni tipo, le società agricole, i condomini, le associazioni, ecc.

Ogni qualvolta il soggetto che esercita attività di lavoro autonomo occasionale si trova a dover effettuare la prestazione nei confronti di uno di questi soggetti è tenuto ad applicare nella ricevuta la ritenuta di acconto.

Che fine fa la ritenuta d’acconto trattenuta dal committente?

La ritenuta d’acconto rappresenta un acconto ai fini IRPEF, che il committente è tenuto a versare all’Erario, per conto del soggetto che ha prestato per lui l’attività lavorativa. In pratica, il committente effettua un versamento all’Erario per conto del prestatore d’opera che subisce la ritenuta, attraverso la detrazione di parte del suo compenso (corrispettivo lordo).

La ritenuta di acconto si determina applicando una percentuale (l’aliquota è del 20%), che andrà detratta dal corrispettivo lordo.

La ratio dell’applicazione della ritenuta di acconto consiste nella maggiore affidabilità per l’Erario, che il versamento delle imposte venga effettuato correttamente, se l’onere è affidato ad un soggetto terzo rispetto a quello su cui grava l’onere tributario (prestatore di opera).

Nel caso in cui il prestatore abbia percepito nell’anno soltanto compensi per prestazione occasionale di importo non superiore a 4.800 euro la ritenuta può essere recuperata.

In questo caso, infatti, presentando la dichiarazione dei redditi è possibile recuperare l’importo della ritenuta di acconto subita, che si trasforma in credito di imposta. Credito che puoi utilizzare per il pagamento di altre imposte, con modello F24 oppure puoi chiedere il rimborso di tale credito.

La ritenuta previdenziale alla gestione separata INPS

Il soggetto che effettua attività di prestazione occasionale deve sempre monitorare l’importo delle stesse raggiunte ogni anno. Infatti, l’INPS prevede che il prestatore nel momento in cui raggiunge la soglia dei 5.000 euro lorde di prestazioni occasionali debba versare contributi INPS.

Al superamento della soglia il prestatore è tenuto ad effettuare l’iscrizione alla Gestione Separata INPS. La disposizione è quella prevista dall’articolo 44, comma 2, del DL n 269/03.

L’iscrizione, deve essere effettuata a cura del soggetto committente la prestazione. Infatti, il prestatore quando si accorge di essere arrivato a superare la soglia di compensi annui è tenuto ad avvertire il suo committente (solitamente con una certificazione firmata). Questi deve effettuare l’iscrizione del prestatore alla Gestione Separata, come collaboratore, ed effettuare la relativa ritenuta previdenziale.

La ritenuta previdenziale si applica soltanto sulla quota di compensi che supera la soglia dei 5.000 euro annui. Quindi, ad esempio, se hai raggiunto la soglia di 4.000 euro lordi e stai per svolgere una prestazione di 2.000 euro, la ritenuta di applica solo su 1.000 euro (la quota oltre i 5.000 euro).

Le aliquote di contribuzione INPS

Sono previste aliquote differenziate a seconda che il lavoratore occasionale sia privo o meno di altra tutela obbligatoria (per le aliquote in vigore “Aliquote gestione separata“). Attualmente, l’aliquota INPS per i lavoratori parasubordinati è del 34,23%.

Il committente è tenuto, quindi, a farsi carico della contribuzione previdenziale del lavoratore. Contribuzione che non è, in alcun modo, a carico del lavoratore. Questo, in quanto la ritenuta previdenziale (ovvero l’importo dei contributi a carico del prestatore) non costituisce compenso ex art. 25 e 25-bis DPR n 600/1973 (a differenza del 4% di rivalsa dei professionisti inscritti a Gestione Separata INPS).

Il contributo previdenziale, infatti, soltanto formalmente è suddiviso per i 2/3 sul committente e per il restante terzo a carico del prestatore. Infatti, tutto il carico previdenziale rimane a totale carico del committente. Il prestatore non ne rimane inciso nel suo compenso.

Sul punto appare utile ricordare quali sono gli obblighi di versamento dei contributi per i committenti.

I committenti interessati devono versare i contributi INPS sugli emolumenti dagli stessi corrisposti nel predetto anno, entro il giorno 16 del mese successivo al relativo pagamento.

Il versamento deve essere effettuato tramite modello F24 e utilizzando i codici tributo:

  • CXXsoggetti non iscritti ad altra forma pensionistica” o
  • C10soggetti iscritti ad altra forma pensionistica“.

Corrispettivo netto della ricevuta

Il corrispettivo netto è il risultato di una semplice sottrazione, ovvero la differenza tra:

  • Il corrispettivo lordo;
  • L’importo della ritenuta di acconto.

Il risultato di questa sottrazione è, appunto, il corrispettivo netto che il lavoratore percepisce al momento del pagamento della prestazione.

Ricordo che per i soggetti che effettuano prestazioni di lavoro autonomo occasionale nei confronti di soggetti che non rientrano tra i sostituti di imposta (c.d. “privati“), il corrispettivo lordo e netto coincidono. In questo caso, infatti, come detto, non è dovuta la prestazione occasionale.

Questo è l’importo che finanziariamente viene erogato al prestatore, ma l’importo che deve essere preso in considerazione per la dichiarazione dei redditi è il corrispettivo lordo (e la relativa ritenuta d’acconto). Questi elementi, vengono poi riepilogati e certificati dal committente nella Certificazione Unica. La Certificazione Unica deve essere rilasciata al prestatore, da parte del committente, entro la fine del mese di marzo, con riferimento all’anno precedente.

La rilevanza dei rimborsi spesa

Anche per i soggetti che effettuano prestazioni di lavoro autonomo occasionale, l’articolo 71, comma 2, del DPR n. 917/86 dispone che l’imponibile fiscale sia ricavato per differenza tra:

  • L‘ammontare percepito nel periodo di imposta e
  • Le spese specificamente inerenti alla loro produzione.

Questo significa che il soggetto che effettua un’attività di lavoro autonomo occasionale può portare a riduzione del proprio reddito le spese inerenti l’attività che ha sostenuto.

In alternativa, il lavoratore può chiedere al committente il rimborso di queste spese sostenute. Nel caso, tali spese non possono essere portare a deduzione del proprio reddito, proprio perché oggetto di rimborso da parte del committente.

Nel caso in cui il committente accetti di rimborsare le spese sostenute dal lavoratore, questi ha diritto ad indicare nella propria ricevuta l’importo delle spese che si intende farsi rimborsare dal committente.

Tali spese, ove adeguatamente dimostrate attraverso ricevuta, scontrino o fattura, non concorrono a formare reddito per lavoratore occasionale, quindi, non dovranno essere assoggettate a ritenuta di acconto. Classico caso è quello relativo alle spese di viaggio e trasporto.

In questo caso tutte i documenti dovranno essere allegati alla ricevuta. Nel caso opposto, ove il rimborso sia a forfait, questo costituirà ulteriore compenso per il lavoratore, che dovrà essere assoggettato a ritenuta di acconto.

E’ opportuno, quindi, prestare la dovuta attenzione alla tipologia di rimborso che andrai a chiedere al committente.

Il netto a pagare della ricevuta

Il netto a pagare è la voce ultima della parte numerica della ricevuta per lavoro autonomo occasionale. Tale voce si determina aggiungendo al compenso netto il valore dei rimborsi spesa documentati (ove vi siano).

Altrimenti la voce compenso netto e netto a pagare saranno di importo coincidente. Questo importo è quello che sarà poi pagato dal committente.

La marca da bollo nella ricevuta per prestazione occasionale

Infine, ricordo che è obbligatorio apporre sulla ricevuta la marca da bollo da €. 2,00, quando la prestazione supera la soglia dei € 77,47 .

La marca da bollo è a carico del soggetto che presta la propria opera, ma può essere facoltativamente addebitata nella ricevuta al committente. In questo caso il riaddebito della marca da bollo nella ricevuta non costituendo compenso non deve essere assoggetta a ritenuta di acconto.

La marca da bollo deve essere apposta sull’originale della ricevuta che deve essere rilasciata al soggetto committente al momento del pagamento del compenso pattuito.

Indicazioni finali da inserire nella Ricevuta

In calce alla ricevuta devono essere riportate alcune indicazioni utili al committente, sia da un punto di vista fiscale che previdenziale:

Operazione non soggetta a IVA a norma dell’articolo 5, comma 2, DPR n 633/72

Tale indicazione è fondamentale per dimostrare al committente che la nostra ricevuta riguarda una prestazione di lavoro autonomo occasionale. E’ un elemento fondamentale della ricevuta che qualifica il documento come tale.

Dichiarazione di non aver superato al soglia dei €. 5.000

Questa dichiarazione è fondamentale per dimostrare al committente che non deve versare alcun contributo previdenziale alla Gestione separata in merito alla prestazione lavorativa.

Questa indicazione non può trovare riscontro quando si supera tale soglia. In questo caso, infatti, deve essere rilasciata al committente una comunicazione di superamento della soglia di 5.000 euro.


Esempi di compilazione di Ricevuta per Prestazione Occasionale

Vediamo adesso alcuni casi con esemplificazione numerica di compilazione della ricevuta per prestazione occasionale.

Ricevuta per prestazione occasionale verso privato

DescrizioneImporto
Compenso lordo€ 1.000
Ritenuta fiscale (20%)
Rimborso spese di trasporto€ 100
Compenso netto€ 1.100

In questo esempio, il compenso lordo è di 1.000 euro a cui si aggiungono 100 euro di riaddebito di spese di trasporto documentate da fattura. Non si applica la ritenuta di acconto in quanto si tratta di committente privato.

Ricevuta per prestazione occasionale verso committente sostituto d’imposta

DescrizioneImporto
Compenso lordo€ 1.000
Ritenuta fiscale (20% sul compenso lordo)€ 200
Rimborso spese di trasporto€ 100
Compenso netto (lordo – ritenuta + rimborso)€ 900

In questo caso il compenso di 1.000 euro è soggetto all’applicazione di una ritenuta di acconto del 20% (200 euro). Il rimborso spese di trasporto documentate da fattura non è soggetto a ritenuta di acconto.

Ricevuta per prestazione occasionale verso committente sostituto di imposta e rimborso forfettario

DescrizioneImporto
Compenso lordo€ 1.000
Ritenuta fiscale (20% sul compenso lordo e rimborso)€ 220
Rimborso spese di trasporto€ 100
Compenso netto (lordo – ritenuta + rimborso)€ 880

In questo caso, rispetto al precedente il rimborso spese non è documentato, ma a forfait. Per questo motivo tale rimborso costituisce compenso aggiuntivo e deve essere assoggettato a ritenuta di acconto.

Ricevuta per prestazione occasionale verso committente sostituto di imposta e contribuzione INPS

DescrizioneImporto
Compenso lordo€ 6.000
Ritenuta fiscale (20% sul compenso lordo e rimborso)€ 1.200
Rimborso spese di trasporto€ 100
Compenso netto (lordo – ritenuta + rimborso)€ 4.900

Ipotizziamo questa volta una prestazione di 6.000 euro. In questo caso, superando il valore lordo di 5.000 euro deve essere applicata la contribuzione INPS alla Gestione Separata.

Il committente è tenuto all’iscrizione del lavoratore alla Gestione Separata INPS come collaboratore. In questo caso, quindi, deve provvedere al versamento dei contributi per suo conto.

I contributi previdenziali non appaiono nella ricevuta in quanto, anche se formalmente sono suddivisi per 2/3 sul committente ed 1/3 sul prestatore, questa suddivisione è solo formale. Questo, in quanto l’iscrizione INPS avviene come “collaboratore“. Per questo motivo tutta la contribuzione avviene a carico dell’azienda committente.

Ricevuta per prestazione occasionale e rimborso marca da bollo

DescrizioneImporto
Compenso lordo€ 1.000
Ritenuta fiscale (20% sul compenso lordo e rimborso) € 200
Riaddebito marca da bollo€ 2
Compenso netto (lordo – ritenuta + riaddebito) € 802

In questo caso il riaddebito della marca da bollo non entra nella base imponibile della ritenuta di acconto non costituendo compenso.

Ricevuta per prestazione occasionale verso committente estero

Questa è una domanda che mi viene posta con molta frequenza, ovvero come devo comportarmi se ricevo una prestazione da parte di un committente estero.

Vediamolo insieme.

DescrizioneImporto
Compenso lordo€ 1.000
Ritenuta fiscale (20% sul compenso lordo e rimborso)
Rimborso spese di trasporto€ 100
Compenso netto (lordo – ritenuta + rimborso)€ 1.100

In questo caso, trattandosi di committente estero non vi sono obblighi di sostituzione di imposta. Quindi, non si applica alcuna ritenuta in fattura (tutte le imposte si applicano in dichiarazione dei redditi).

Nel caso in cui nell’anno vengano superati i 5.000 euro le prestazioni effettuate verso committenti esteri non prevedono l’applicazione dei contributi INPS. Il committente estero (che non è identificato direttamente in Italia e non ha stabile organizzazione) non ha obblighi previdenziali in Italia.

In questo caso, quindi, l’importo lordo coincide con il netto a cui si aggiunge (eventualmente) il rimborso documentato.


Ricevuta per Prestazione Occasionale: conclusioni e consulenza

La realizzazione di questo articolo è frutto della collaborazione dei lettori di Fiscomania.com. Ho deciso, infatti, di raccogliere tutte le domande, i contributi, ed anche gli approfondimenti dei lettori per scrivere questo articolo.

Ad oggi questo rappresenta una guida aggiornata e completa sulla ricevuta per prestazione occasionale. Ti invito, tuttavia, a continuare a fare domande sull’argomento in quanto possono essere utili per aggiornare nuovamente l’articolo ed arricchirlo ancora.

Il consiglio che posso darti è quello di prestare la massima attenzione al momento della compilazione della ricevuta per prestazione occasionale. Comunque, qualora tutto questo non dovesse esserti sufficiente ti consiglio di contattarmi per una consulenza.

Segui il link sottostante per metterti in contatto con me e ricevere una consulenza personalizzata sull’argomento. Potrai così risolvere i tuoi dubbi in modo definitivo.

116 COMMENTI

  1. Buongiorno. La soglia dei 5.000 euro non può essere superata con le sole ritenute d’acconto o bisogna inserire nel calcolo anche i rimborsi spesa?
    Ad esempio: se io avessi guadagnato nell’anno solare 3.000 euro con ritenuta d’acconto e avessi incassato 3000 euro di rimborsi spesa, avrei superato la soglia o no? Grazie

  2. Rientrano nel conto anche i rimborsi spesa forfettari, ovvero quelli ove non vi è allegata alla ricevuta la documentazione relativa alle spese per cui si chiede il rimborso.

  3. Grazie. Ancora una cosa: avendo superato tale soglia (ho ricevuto un anticipo che non mi aspettavo a metà del mese scorso) come posso fare per regolare i conti con l’INPS? Mi hanno detto che devo iscrivermi alla gestione separata e pagare le tasse sull’eccedenza nella prossima dichiarazione dei redditi, è corretto? (sono iscritto come ex Enpals, ma a quanto ho capito una cosa non esclude l’altra) Basta questo?
    Grazie

  4. Dovrà regolare i contributi in dichiarazione dei redditi, anche se la procedura corretta sarebbe stata quella di avvertire il committente in anticipo in modo che fosse lui ad effettuare le trattenute previdenziali obbligatorie.

  5. Salve, in seguito ad una prestazione occasionale ho rilasciato due ricevute (su indicazioni del committente): una per l’effettivo compenso della prestazione con ritenuta d’acconto e una seconda per il rimborso spese carburante (precedentemente pattuito in base ai km) senza ritenuta d’acconto. Questa secondo compenso per cui ho rilasciato ricevuta numerata, devo sommarlo agli altri compensi annuali ai fini del calcolo del tetto di 5000 euro o no?

    Grazie mille per la vostra disponibilità

  6. Salve Irene, se si tratta di rimborso spese documentato, quindi, con tutti i documenti giustificativi delle spese sostenute e di cui chiede il rimborso, non deve considerarlo ai fini della soglia in oggetto. Altrimenti se non ci sono giustificativi anche questo importo concorrerà alla verifica della soglia annuale.

  7. Gentilissimi Esperti
    avrei bisogno di un vostro consulto in materia di lavoro autonomo occasionale, e spero in un vostro cortese riscontro anche considerato il possibile interesse generale:
    1. le spese rilevanti (ai fini IRPEF e per calcolare l’imponibile INPS, ove si superano i 5000 euro lordi) quali sono? e devono essere le stesse o possono variare ai due distinti fini?
    2. possono essere utilizzate (ai menzionate fini INPS/IRPEF) le spese x il taxi per raggiungere la stazione del treno utile a raggiungere la città dove si svolge la prestazione?
    3. per essere dedotte nel 730 e pe calcolare l’imponibile INPS. le spese (documentate o documentabili) devono essere state indicate tutte analiticamente nelle ricevute date ai committenti?
    4. come si calcola in concreto l’imponibile ai fini INPS? Es. : compenso lordo 1000 euro; rimborso spese forfettario lordo 200 euro (viaggio, vitto e alloggio); spese effettive 100; compenso lordo precedenti lavori 4500. In questo caso l’imponibile INPS complessivo è 1200 + 4500 – 100= 5600?
    5. il rimborso forfettario lordo, ai fini dell’imponibile inps, rientra nel compenso e quindi si somma a quest’ultimo ? posso sottrarre al compenso (lordo) l’intero rimborso forfettario o solo le spese effettivamente sostenute e documentate?
    Perdonate l’eccesso di domande, ma su altro siti ci sono tanti documenti che non chiariscono. Grazie di cuore per le risposte che riterrete di fornirmi.
    Buone ferragosto.
    Luca

  8. Salve Luca, in varia articoli sul sito che trattano l’argomento delle prestazioni occasionali può trovare le sue risposte. Altrimenti se vuole ci sentiamo in consulenza e risponderò in dettaglio a tutti i suoi dubbi. Come può capire è impossibile fornire una risposta completa a tutte le sue domande in questa sede.

  9. Grazie per la risposta. Mi rimane un dubbio. Come “documento giustificativo” per il rimborso delle spese viene utilizzato una sorta di diario dei viaggi (km dal domicilio alla sede, giorno e attività svolta, quota da rimborsare a km), questo quando viene utilizzata la propria macchina e non mezzi pubblici (per i quali ovviamente ci sono i biglietti).

    Come mi devo comportare con questa tipologia di rimborso spese? Se è tutto specificato, come sopra riportato, posso considerarlo “giustificativo”?

    Grazie

  10. Questo non è un documento giustificativo per un rimborso spese da prestazione occasionale. Quello che percepisce con questi documenti giustificativi non è un rimborso di oneri ma reddito. Servono fattura e ricevute a lei intestate per ottenere un rimborso di oneri sostenuti (che non è reddito).

  11. Buongiorno se si viene pagati per prestazione occasionale con bonifico quale è la data che deve risultare nella ricevuta?quali sono le sanzioni se si sbaglia la data?

  12. La data da riportare nella ricevuta è quella di incasso del bonifico, quindi quella di disponibilità della somma. La sanzione dipende da cosa viene contestato in relazione alla data, dalla omessa dichiarazione del reddito, all’infedele dichiarazione dei redditi. Dipende dai vari casi.

  13. se devo rilasciare una ricevuta per la prestazione occasionale, dove mi procuro il bollettario?

  14. Non occorre il bollettario, non è una ricevuta fiscale. E’ sufficiente un foglio di carta, ma correttamente compilato, come indicato nell’articolo.

  15. buongiorno, l’azienda alla quale devo presentare la ricevuta con ritenuta d’acconto mi pagherà solo su presentazione della ricevuta, quindi io non saprò mai la data esatta di ricezione del bonifico. Cosa si fa in questi casi?

    grazie, Stefania

  16. E’ una pratica non corretta, la ricevuta è un documento che attesta l’avvenuto pagamento. L’azienda che la riceve, potrebbe benissimo poi rifiutarsi di pagare visto che ha la ricevuta in mano.

  17. Grazie davvero, è un punto che nessuno mi aveva mai fatto notare. In questi casi (‘mi mandi la fattura che provvediamo al pagamento) cosa consiglia di fare? Grazie, stefania

  18. Può mandare una mail con i dati per far provvedere al pagamento indicando il suo compenso e la ritenuta di acconto. Indicherà che dopo il pagamento riceveranno la ricevuta, rimarcando che la ricevuta attesta l’avvenuto pagamento del compenso.

  19. Buongiorno, nel mese di novembre dovrò emettere una ritenuta per un compenso lordo pari a 5600€, quindi sforo i 5000€. Alla fine la cifra netta che mi rimarrà quale sarà?

  20. Domanda: nei rapporti tra privati non titolari di partita IVA, sia da parte del committente che del prestatore, al superamento della soglia dei 5000 € lordi, il committente è tenuto a provvedere all’iscrizione alla gestione separata INPS per conto del prestatore e poi versare i contributi a carico di entrambi? non riesco a trovare risposta a questa questione…. grazie

  21. Buonasera, in caso di errori nella ricevuta è possibile fare rettifiche entro l’anno della prestazione? Nello specifico manca il bollo sull’originale. Se no, quali sono le sanzioni? Ringrazio in anticipo.

  22. Buonasera, ho un dubbio. Mi trovo a poter svolgere una prestazione occasionale (tra privati) ma sarebbe relativa al mio mestiere( che però al momento non esercito ne da dipendente ne come titolare di partita iva, ovviamente). Il dubbio è relativo al discorso “professionalità” menzionato ad inizio articolo. Posso farlo o, dal momento che svolgerei ciò per cui ho studiato, anche se lo faccio una volta all’anno, per un privato, non posso?

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