irpef 2022

Con la nuova Legge di Bilancio 2022 (Legge n. 234/21) cambiano gli scaglioni IRPEF che vengono rimodulati. Si tratta di una anticipazione di una più grande riforma generale della disciplina fiscale. Dal primo gennaio 2022, infatti, è entrata in vigore la prima parte della riforma fiscale programmata dal Governo. L’obiettivo principale dell’ultima manovra è quello di ridurre la pressione fiscale per il ceto medio, e al centro della riforma vi è in particolar modo l’IRPEF. Si tratta di uno degli elementi cardine individuati nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) per incentivare la ripresa economica del Paese.

L’IRPEF, ovvero l’imposta sui redditi delle persone fisiche, viene modificata per garantire al ceto medio un risparmio sulle imposte relative al lavoro, e la prima modifica a questa imposta riguarda le sue aliquote. Questa tassa è infatti suddivisa in scaglioni, che determinano l’applicazione delle imposte per ogni fascia di reddito annuale.

Nuove aliquote IRPEF 2022

Ai sensi dell’art. 11 co. 1 del TUIR (modificato dall’art. 1, co. 2, lett. a) della Legge n. 234/2021), le aliquote IRPEF sono le seguenti a partire dal 1° gennaio 2022:

SCAGLIONI DI REDDITOALIQUOTA IRPEF
Fino a 15.000 euro di reddito23%
Da 15.000 euro a 28.000 euro di reddito25%
Da 28.000 euro a 50.000 euro di reddito35%
Oltre 50.000 euro di reddito43%

Le aliquote IRPEF indicate sono applicabili a partire dal periodo di imposta 2022 (modello 730/2023 o Redditi P.F. 2023). Tuttavia, occorre tenere conto del principio di cassaallargato” di cui all’art. 51, co. 1 e 52 del TUIR, secondo il quale i compensi da lavoro dipendente relativi all’anno precedente ed incassati entro il 12 gennaio dell’anno successivo rientrano nel reddito dell’anno precedente.

In questa modulazione degli scaglioni IRPEF occorre tenere in considerazione anche la rimodulazione della detrazioni di imposta, che hanno un’incidenza proporzionalmente superiore per i redditi più bassi e diminuiscono progressivamente all’aumentare del reddito.

Cos’è l’Irpef

L’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) è un’imposta progressiva: vuol dire che la quota percentuale di reddito assorbita dall’imposta aumenta in proporzione al reddito stesso. Questo risultato è ottenuto con l’applicazione di aliquote crescenti sui diversi scaglioni di reddito ed inoltre di deduzioni dal reddito e detrazioni d’imposta.

L’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) deve essere corrisposta da tutte le persone fisiche, residenti e non residenti nel territorio dello Stato, che possiedono le previste tipologie di reddito. Ai sensi dell’art. 1 del TUIR, presupposto dell’IRPEF è il possesso di redditi, in denaro o in natura, rientranti in una delle seguenti categorie previste dall’art. 6 del TUIR:

  • Redditi fondiari (artt. 25 – 43 del TUIR);
  • Redditi di capitale (artt. 44 – 48 del TUIR);
  • Redditi di lavoro dipendente (artt. 49 – 52 del TUIR);
  • Redditi di lavoro autonomo (artt. 53 – 54 del TUIR);
  • Redditi d’impresa (artt. 55 – 66 del TUIR);
  • Redditi diversi (artt. 67 – 71 del TUIR).

I soggetti residenti sono assoggettati ad imposizione anche per i redditi prodotti all’estero, mentre i soggetti non residenti sono assoggettati a tassazione limitatamente ai redditi prodotti nel territorio dello Stato (art. 3 co. 1 del TUIR).

Chi deve pagarla

L’Irpef è dovuta da tutti coloro che hanno un reddito, sia come lavoratore dipendente, sia come autonomo, nonché soci di impresa, sono tenuti a pagare questa imposta. La cosa importante, che rende soggetti al suo pagamento, è essere residenti o aver conseguito il reddito in Italia.

Periodo d’imposta

Per le persone fisiche, l’imposta è dovuta per anno solare (art. 7 del TUIR). Pertanto, in linea generale, ogni anno sorge un’obbligazione tributaria autonoma, salvo quanto avviene in caso di riporto delle perdite derivanti dall’esercizio di imprese commerciali individuali o di società in nome collettivo o in accomandita semplice (art. 8 co. 3 del TUIR) e nel caso in cui l’ammontare dei crediti d’imposta e di alcune detrazioni sia superiore a quello dell’imposta netta (art. 11 co. 4 secondo periodo del TUIR). L’imputazione dei redditi al periodo d’imposta è regolata dalle norme relative alla categoria nella quale rientrano, vale a dire secondo il principio di cassa o di competenza a seconda della categoria reddituale.

Come si calcola l’IRPEF?

L’IRPEF viene determinata secondo la seguente procedura:

  • Si determina la base imponibile;
  • Si determina l’imposta lorda, applicando alla base imponibile le aliquote IRPEF;
  • Si scomputano dall’imposta lorda le detrazioni, ottenendo l’imposta netta;
  • Si scomputano quindi le ritenute, i crediti d’imposta, le eccedenze pregresse e gli acconti versati, ottenendo l’imposta da versare effettivamente all’Erario (o a credito).

IRPEF: passaggio da 5 a 4 aliquote

La principale misura presa con la riforma del fisco e con la Legge di Bilancio 2022 riguarda il passaggio dell’IRPEF da un sistema a 5 aliquote ad uno a 4 aliquote. Ricapitoliamo qui quali sono le vecchie aliquote valide ancora per il 2021:

  • Redditi da 0 a 15.000 euro annui: aliquota Irpef al 23%;
  • Redditi da 15.001 euro a 28.000 euro: aliquota Irpef al 27%;
  • Redditi da 28.000 euro a 55.000 euro: aliquota Irpef del 38%;
  • Redditi da 55.001 euro e 75.000 euro: aliquota Irpef del 41%;
  • Redditi superiori a 75.000 euro: aliquota Irpef del 43%;

Da un sistema basato su una distribuzione di aliquote di questo tipo, nel 2022 si passerà ad un sistema con 4 aliquote, per cui alcune percentuali vengono diminuite a favore del ceto medio, mentre altre rimarranno simili:

  • Redditi da 0 a 15.000 euro: aliquota IRPEF al 23%;
  • Redditi da 15.001 euro a 28.000 euro: aliquota IRPEF al 25%;
  • Redditi da 28.0001 euro a 50.000 euro: aliquota IRPEF al 35%;
  • Redditi oltre i 50.000 euro: aliquota IRPEF al 43%.

Come si può facilmente comprendere, l’aliquota massima viene mantenuta invariata al 43%, ma si abbassano le soglie di reddito: la maggiore pressione fiscale verrà distribuita sui redditi da 50.000 euro in poi. Invece per quanto riguarda i redditi più bassi, inferiori a 15.000 euro, la pressione fiscale rimarrà la stessa, con una aliquota al 23%. Nel mezzo, le soglie vengono abbassate, mentre sparisce completamente l’aliquota al 41%.

IRPEF 2022: rimodulazione delle detrazioni

L’art. 1, co. 2, lett. b) della Legge n. 234/21 ha modificato le detrazioni di imposta per le varie tipologie reddituali, di cui all’art. 13 del TUIR. In particolare per:

  • Redditi da lavoro dipendente;
  • Redditi da pensione;
  • Redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente, redditi da lavoro autonomo, ed alcuni redditi diversi.

Detrazioni IRPEF reddito da lavoro dipendente

(art 13 comma 1 lett a), b) e c) TUIR)

REDDITOIMPORTO DELLA DETRAZIONE FISCALE IRPEF
Fino a 15mila1.880 (non inferiore a 690 o se a tempo determinato non inferiore a 1.380)
Oltre 15.000 fino a 28.000 1.910 + 1.190 * (28.000 – reddito) / 13.000 + 65 euro se reddito compreso tra 25.000 e 28.000 euro
Oltre 28.000 fino a 50.0001.910 * (50.000 – reddito) / 22.000 + 65 euro se reddito compreso tra 28.000 e 50.000 euro
Oltre 50.000

Ulteriore detrazione:

  • la detrazione spettante è aumentata di un importo pari a 65 euro se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 25.000 euro ed inferiore a 28.000 euro;
  • la detrazione è spettante è aumentata di un importo pari a 65 euro se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 28.000 ma non a 35.000 euro.

Detrazioni IRPEF per redditi da pensione

(art 13 comma 3 lett a), b) e c) TUIR)

REDDITO IMPORTO DELLA DETRAZIONE FISCALE IRPEF
Fino a 8.5001.955 (non inferiore a 713)
Oltre 8.500 fino a 28.000 700 + (1.955 – 700) * (28.000 – reddito) / 19.500 + 50 euro se il reddito complessivo oltre 25.000 e fino a 28.000 euro
Oltre 28.000 fino a 50.000700 * (50.000 – reddito) / 22.000 + 50 euro se il reddito complessivo oltre 28.000 e fino a 29.000 euro
Oltre 50.000

Ulteriore detrazione:

  • la detrazione spettante è aumentata di un importo pari a 50 euro se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 25.000 euro ed inferiore a 28.000 euro;
  • la detrazione è spettante è aumentata di un importo pari a 50 euro se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 28.000 ma non a 29.000 euro.

Detrazioni per redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e altri redditi 

(art 13 comma 5 lett a), b) TUIR)

REDDITO IMPORTO DELLA DETRAZIONE FISCALE IRPEF
Fino a 5.5001.265
Oltre 5.500 fino a 28.000 500 + (1.265 – 500) * (28.000 – reddito) / 22.500 + 50 euro se reddito complessivo oltre 11.000 e fino a 17.000 euro
Oltre 28.000 fino a 50.000500 * (50.000 – reddito) / 22.000
Oltre 50.000

Redditi da lavoro autonomo da 11.000 a 17.000. L’importo della detrazione viene aumentato di 50 euro.

Le detrazioni di imposta per figli a carico 2022

In questo contesto occorre tenere in considerazione che le modifiche che riguardano la disciplina delle detrazioni per figli a carico, di cui all’art. 12 del TUIR, a seguito dell’entrata in vigore dell’assegno unico e universale per i figli. Secondo quanto previsto dall’art. 3 della Legge n. 46/2021 l’introduzione dell’assegno unito determina la soppressione di alcune misure a sostegno delle famiglie:

  • Assegni per il nucleo familiare;
  • Assegni per il nucleo familiare con almeno tre figli minori;
  • Bonus bebè;
  • Premio alla nascita;
  • Detrazioni IRPEF di cui all’art. 12 del TUIR.

L’assegno unico e universale per i figli è applicabile dal 1° marzo 2022 ed è erogato dall’INPS dietro presentazione di specifica istanza. Per approfondimenti: “Assegno unico per i figli 2022: domanda e importi“. Detto questo, in relazione all’introduzione dell’assegno unico per i figli:

  • Le detrazioni IRPEF per figli a carico, di cui all’art. 12 del TUIR, sono applicabili solo con riferimento ai figli a carico di età pari o superiore a 21 anni;
  • Le detrazioni IRPEF per figli a carico, di cui all’art. 12 del TUIR, che siano disabili, sono applicabili in aggiunta all’assegno unico per figli di età pari o superiore ai 21 anni. Tuttavia sono abrogate le maggiori detrazioni previste per figli a carico disabili.

Applicazione del trattamento integrativo della retribuzione

Il trattamento integrativo della retribuzione è stato modificato in modo da essere coordinato con l’attuale sistema di aliquote. Tale trattamento riguarda i contribuenti titolari di reddito da lavoro dipendente ai sensi dell’art. 49 del TUIR (escluse le pensioni). Per poter beneficiare del bonus è necessario che il soggetto titolare di redditi da lavoro dipendente presenti un IRPEF lorda superiore alle detrazioni di imposta spettanti ai sensi dell’art. 13, co. 1 del TUIR.

Il bonus è di 1.200 euro annue (100 euro al mese) per i contribuenti con reddito complessivo fino a 15.000 euro. Per i contribuenti con reddito compreso tra 15.001 e 28.000 euro vi è un particolare trattamento di applicazione del contributo integrativo legato a situazioni di “incapienza”. In particolare, il trattamento viene riconosciuto a condizione che l’IRPEF lorda sia inferiore alla somma:

  • Delle detrazioni per familiari a carico, di cui all’art. 12 del TUIR;
  • Delle detrazioni per redditi da lavoro dipendente (escluse le pensioni) e redditi assimilati ex art. 13, co. 1 TUIR;
  • Delle detrazioni per gli interessi pagati su prestiti o mutui agrari o per gli interessi pagati su mutui ipotecari per l’acquisto o la costruzione dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale;
  • Delle rate relative alle detrazioni per spese sanitarie, per interventi di recupero del patrimonio edilizio.

Al verificarsi di una di queste condizioni il trattamento integrativo viene erogato in una misura pari alla differenza tra la somma delle detrazioni e l’imposta lorda e comunque fino al limite di 1.200 euro annue.

La “no tax area” 2022

La no tax area è costituita da quella fascia di cittadini con un reddito talmente inferiore alle soglie minime, tale da poterli escludere dal sistema di tassazione IRPEF. La no tax area con la modifica IRPEF si è leggermente rimodulata al rialzo.

Valutazioni di convenienza tra regime ordinario e forfettario per le partite IVA

Uno dei quesiti che maggiormente ci stanno arrivano in questi giorni riguarda la valutazione di convenienza per i soggetti titolari di partita IVA in relazione al regime forfettario o all’utilizzo del regime ordinario IRPEF di tassazione.

La prima considerazione da fare è che il reddito soggetto ad imposta sostitutiva (da regime forfettario) è escluso dalla base imponibile IRPPEF. Pertanto, in caso di assenza di altri redditi, il contribuente non può beneficiare di deduzioni o detrazioni IRPEF. Pertanto, il primo suggerimento è che la convenienza verso il regime agevolato può essere modesta in ogni caso in cui vi è elevata incidenza delle detrazioni che riducono l’IRPEF effettivamente dovuta. Naturalmente, questa considerazione di carattere generale deve essere seguita da una valutazione caso per caso per tenere conto di ulteriori variabili:

  • L’applicazione di deduzioni o detrazioni IPREF (spese mediche, interessi su mutui, interventi sul recupero del patrimonio edilizio, etc);
  • L’incidenza dei costi sostenuti inerenti l’attività di impresa o lavoro autonomo esercitata;
  • La possibilità di usufruire nel regime forfettario della riduzione di aliquota al 5% dell’imposta sostitutiva, per i primi cinque anni di attività;
  • La possibilità di accedere alla riduzione dei contributi INPS dovuti alla gestione artigiani e commercianti del 35%;
  • La semplificazione degli adempimenti amministrativi e contabili connessi al regime forfettario (esenzione da IVA, ritenute di acconto, e sugli adempimenti contabili e fiscali annuali).

Valutazione di convenienza in merito al regime di trasparenza fiscale

Il regime della trasparenza fiscale nelle società di capitali di cui all’art. 116 del TUIR è un regime opzionale che prevede l’attribuzione del reddito prodotto dalla società ai soci persone fisiche. Questo, indipendentemente dall’effettiva percezione, così come avviene per le società di persone. Questo regime fiscale è da valutare positivamente quando il reddito della società può essere distribuito tra i propri soci, potendo beneficiare singolarmente di aliquote IRPEF, inferiori all’aliquota IRES del 24%. Pertanto, la modifica gli scaglioni IRPEF va, inevitabilmente, ad incidere sulle valutazioni di convenienza su questo regime. Anche in questo caso giocano un ruolo importante le detrazioni e le deduzioni che i soci persone fisiche possono beneficiare da confrontare con l’imposizione complessiva (socio più società) in caso di applicazione del regime ordinario di tassazione del 24%. Anche in questo caso è importante effettuare una valutazione specifica sulla singola situazione per verificare eventuali ipotesi di risparmio fiscale.

Variazioni IRPEF: come influiranno sui lavoratori

Alcune considerazioni vanno fatte in merito al cambiamento dell’IRPEF, la misura di maggiore interesse per quanto riguarda il fisco. Il passaggio da un sistema di 5 aliquote ad un sistema a 4 aliquote vuole favorire l’abbassamento della pressione fiscale soprattutto per il ceto medio, per sostenere così una rapida ricrescita economica successivamente all’emergenza sanitaria.

Ma cosa cambierà in busta paga per i cittadini? Per i lavoratori scomparirà il bonus IRPEF nel caso di redditi alti, mentre rimarrà attivo per i redditi più bassi. Per altri lavoratori invece i tagli al fisco comporteranno un guadagno in busta paga, in termini di risparmio sulle imposte. Per i lavoratori che guadagnano circa 40.000 euro lordi, il risparmio può arrivare anche a quasi mille euro complessivi grazie all’abbassamento delle aliquote IRPEF. Anche per redditi leggermente inferiori il guadagno può essere vantaggioso in termini di qualche centinaia di euro aggiuntivi in busta paga.

Per quanto riguarda i redditi più bassi invece al momento non sembrano esserci sostanziali modifiche, tant’è che alcuni sindacati hanno indetto scioperi appositi per chiedere maggiore attenzione al governo alle fasce di reddito inferiori. Tuttavia con il recente emendamento il bonus IRPEF viene confermato anche per i redditi inferiori a 15.000 euro, misura che va a rimediare ad uno svantaggio che era inizialmente ipotizzato come effetto collaterale al cambiamento degli scaglioni IRPEF.

Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

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