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Lavoro autonomo occasionale in dichiarazione dei redditi

Hai effettuato delle prestazioni di lavoro autonomo occasionale, ma non sai se devi fare la dichiarazione dei redditi? Esiste possibilità di esenzione per prestazioni occasionali sotto i € 4.800 annui in assenza di altri redditi.

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Quando devo dichiarare il reddito derivante dal una prestazione occasionale? Come devo inserire in dichiarazione dei redditi il compenso dovuto per il lavoro autonomo occasionale?

Voglio partire da queste domande capire come devi inserire in dichiarazione dei redditi il compenso percepito da una prestazione di lavoro autonomo occasionale. Sono sempre più numerosi i casi in cui un soggetto si trova nel corso dell’anno ad effettuare attività non professionali e non abituali, rientranti nella categorie delle prestazioni di lavoro autonomo occasionale. Se anche tu ti trovi in questa fattispecie, nell’articolo troverai le informazioni necessarie a capire se e quando sei tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi.

L’indicazione del lavoro autonomo occasionale in dichiarazione dei redditi non è sempre semplice. Pensa al caso in cui hai effettuato la tua prestazione di lavoro verso un sostituto di imposta. Mi riferisco ad imprese, enti, associazioni, ditte individuali, etc, ovvero tutti i soggetti di cui all’articolo 64, comma 3, del DPR n. 600/73. In questo caso, infatti, sorge il problema di come, eventualmente, indicare (o recuperare) le ritenute d’acconto subite. Inoltre, in alcuni casi sei soggetto anche a ritenute previdenziali INPS.

Sono tantissime le domande che mi arrivano su questo argomento ogni anno e sono molti gli errori che vengono commessi, specialmente, quello di credere che la ritenuta di acconto possa essere sempre recupera in dichiarazione dei redditi. Per questo motivo ti propongo alcune informazioni ed alcuni consigli che potrebbero esserti utili. Andiamo ad analizzare, quindi, come inserire le prestazioni di lavoro autonomo occasionale in dichiarazione dei redditi. Cominciamo!

Lavoro autonomo occasionale in dichiarazione

Lavoro autonomo occasionale ed i falsi miti sul web

Sono definiti redditi da lavoro autonomo quelli derivanti dall’esercizio di arti o professioni, cioè per l’esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva di attività di lavoro autonomo non rientranti tra quelle imprenditoriali, anche se esercitate in forma associata.

Quindi, possiamo schematizzare che sono due i requisiti da non verificare per rendere un’attività professionale come non abituale, e quindi rientrante nella disciplina del lavoro autonomo occasionale:

  • Professionalità. Sussiste quando il contribuente pone in essere una molteplicità di atti coordinati e finalizzati verso un identico scopo con regolarità, stabilità e sistematicità;
  • Abitualità. Si diversifica dall’occasionalità in quanto quest’ultima implica attività episodiche, saltuarie e comunque non programmate.

La non professionalità e la non abitualità di una prestazione autonoma (non di natura imprenditoriale) è la fattispecie che prendiamo in considerazione in questo articolo. Si tratta della c.d. “prestazione occasionale” che è già stata approfondita in questo articolo sotto forma di guida: “Lavoro autonomo occasionale: la guida“. Ti consiglio la lettura di questo contributo se vuoi inquadrare correttamente se l’attività che stai svolgendo ha le caratteristiche per essere considerata non professionale ed occasionale.

Detto questo, l’aspetto che, tuttavia, ancora in pochi hanno davvero compreso è che la disciplina del lavoro autonomo occasionale vede molti falsi miti che circolano ancora sul web. Posso dirti che ci sono ancora molte informazioni false o inesatte su molti articoli che posso portarti in errore. Mi riferisco, in particolare, alla soglia dei “famosi” 5.000 euro che spesso leggiamo online. Al di sotto di questa soglia, parrebbe possibile operare senza aprire partita Iva.

Attenzione, questo limite a livello fiscale non esiste!

La prestazione occasionale oggi è definita soltanto dall’articolo 2222 del c.c., e dalla regola generale in materia di Iva, secondo la quale:

ogni tipo di attività esercitata abitualmente e professionalmente , deve essere effettuata operando con una Partita IVA

Il problema che si pone, quindi è stabilire quando una prestazione sia abituale. L’abitualità non è stabilita da alcuna norma. Tuttavia, per l’Amministrazione Finanziaria un’attività è abituale quando viene esercitata per più di una volta durante l’anno. Non conta se una attività è svolta una volta a settimana, una volta al mese o una volta ogni sei mesi.

Se l’attività professionale è ripetuta è per forza abituale.

Pensa al caso di uno studente che fa ripetizioni nei mesi estivi per 4 mesi all’anno. L’attività non è occasionale ma abituale. Così per tutte le attività che si ripetono nell’anno. Allo stesso modo pensa allo studente che fa il bagnino nei mesi estivi. In quei mesi l’attività è continuativa e non occasionale. Inoltre, tutte le attività di impresa, come le affiliazioni commerciali, l’e-commerce o la vendita di beni online, non possono essere gestite con l’attività occasionale, in quanto attività di impresa (che richiede sempre la partita Iva).

Quello che sto cercando di farti capire è che devi prestare molta attenzione all’attività che concretamente svolgi al fine di poterla correttamente inquadrare da un punto di vista fiscale.

Focus sull’individuazione delle attività professionali

Come abbiamo detto la prestazione occasionale non riguarda indistintamente tutti i tipi di attività, ma piuttosto, esclusivamente le attività professionali. Si tratta di quelle attività in cui l’elemento intellettuale è preminente rispetto al capitale e ai mezzi impiegati per svolgere l’attività.

Ad esempio, gestire un chiosco di bibite sulla spiaggia è un’attività commerciale e non professionale. Effettuare l’attività di amministratore di condominio per l’immobile in cui si vive è un’esempio di attività professionale. Ed ancora, gestire un e-commerce è attività di impresa, come anche l’attività di vendita di beni sui portali online o l’attività di affiliazione commerciale.

Detto questo è utile ribadire che soltanto le attività professionali, non esercitate abitualmente, possono essere svolte con la prestazione occasionale. In tutti gli altri casi non è possibile operare con la prestazione occasionale, e quindi è necessario operare con la partita Iva. Questa differenziazione è molto importante e per questo ti invito ancora una volta a verificare con attenzione la tua posizione.


Lavoro autonomo occasionale in dichiarazione dei redditi

Il mio primo obiettivo in questa guida è farti capire quando puoi sfruttare la prestazione occasionale. Adesso, invece, passiamo ad analizzare come devi indicare i redditi da prestazione occasionale in dichiarazione annuale (modello 730 o Redditi P.F.).

I redditi derivanti dal lavoro autonomo occasionale fanno parte della categoria dei cd “redditi diversi“. E’ una categoria residuale tra quelle in cui sono divisi i redditi imponibili IRPEF, secondo l’art. 6 del TUIR.

Se nel corso dell’anno hai percepito redditi da prestazione occasionale la domanda che devi porti è: “sono obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi?” La risposta corretta a questa domanda è: “dipende“. Infatti, ogni anno sei chiamato a verificare se hai l’obbligo o meno di presentare la tua dichiarazione dei redditi. La dichiarazione dei redditi può essere:

  • Il modello 730, se hai percepito anche redditi da lavoro dipendente o assimilati;
  • Oppure il modello Redditi PF. Questo se non hai un sostituto di imposta, o se non hai un credito da chiedere a rimborso.

Detto questo, andiamo ad analizzare in quali casi sei obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi se hai percepito redditi da prestazione occasionale. Successivamente scoprirai come indicare il reddito da lavoro autonomo occasionale in dichiarazione dei redditi.

La soglia di esenzione per il lavoro autonomo occasionale

Si parla tantissimo di esenzione da dichiarazione in caso di prestazione occasionale ed assenza di altri redditi. La cosa è vera, ma soltanto in parte. Infatti, in assenza di altri redditi percepiti nell’anno (attenzione, solo in questo caso), la dichiarazione dei redditi è obbligatoria solo se i compensi ricevuti superano i 4.800 euro. Mi riferisco ad una soglia lorda di compensi annui percepiti, per prestazioni occasionali.

Lo ripeto ancora una volta, l’esenzione vale solo in assenza di altri redditi percepiti nel corso dell’anno. La verifica di questa soglia non è casuale. Essa, infatti è disciplinata dall’articolo 13 DPR n 917/86. Questa norma prevede una specifica detrazione d’imposta per alcune categorie reddituali. La detrazione in esame presenta queste caratteristiche:

  • Riguarda soltanto i redditi da lavoro autonomo occasionale;
  • Decresce all’aumentare del reddito, sino alla soglia di 4.800 euro lorde annue;
  • Non è cumulabile con altre detrazioni;
  • Non deve essere rapportata al periodo lavorativo.

L’ammontare della detrazione fino ai 4.800 euro è pari a 1.104 euro. In pratica, la detrazione sino a questa soglia copre interamente l’imposta (IRPEF) dovuta sulla prestazione occasionale. Per questo motivo trova riscontro l’esonero dalla presentazione della dichiarazione. L’esonero, tuttavia, è valido soltanto se il limite reddituale di 4.800 euro non viene superato nel corso dell’anno, e non vengono percepiti altri redditi. Questo aspetto è molto importante ed è frutto, spesso, di tantissimi errori ogni anno, quindi presta la dovuta attenzione!

Lavoro autonomo occasionale in presenza di altri redditi

Come avrai capito, quando nell’anno:

  • Si percepiscono nell’anno redditi da prestazione occasionale ed
  • Altre tipologie di reddito (redditi da lavoro dipendente, redditi da fabbricati, redditi diversi, etc)

la possibilità di esonero dalla dichiarazione dei redditi viene meno. In questi casi, infatti, sei obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi. In particolare, se percepisci nell’anno le seguenti tipologie di reddito in presenza di prestazione occasionale sei obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi.

  • Redditi da lavoro dipendente;
  • Redditi di capitale imponibili IRPEF;
  • Altre tipologie di “redditi diversi“, come il diritto di autore;
  • Assegni derivanti dal coniuge a seguito di separazione legale.

La regola generale che devi ricordare è questa:

Se percepisci redditi da Prestazione Occasionale e di altre tipologie reddituali devi sempre presentare la dichiarazione dei redditi.

In questo caso i redditi percepiti vanno tutti inseriti in dichiarazione, fin dal primo euro percepito, non essendoci esoneri applicabili.

Lavoro autonomo occasionale in presenza di ritenute di acconto

Altra fonte di errore nelle prestazioni occasionali riguarda la ritenuta d’acconto. Infatti, quando l’attività di lavoro autonomo occasionale è svolta per conto di un soggetto qualificabile come sostituto d’imposta, vi è l’obbligo di applicazione della ritenuta. In generale, assumono la veste di sostituto di imposta:

  • I professionisti e gli imprenditori individuali dotati di partita Iva (tranne i casi di utilizzo di regimi fiscali agevolati);
  • Le imprese che operano in forma societaria (sia società di persone che di capitali);
  • Le associazioni e gli enti associativi dotati di codice fiscale.

Per un elenco esaustivo dei soggetti guarda l’articolo 64, comma 3 del DPR n. 600/73. In tutti questi casi, quando operi la tua prestazione verso uno di questi soggetti devi applicare la ritenuta d’acconto nella ricevuta. In pratica, il committente, al momento del pagamento trattiene una somma pari al 20% del tuo compenso lordo. Questa somma viene trattenuta e versata per tuo conto all’Erario. In questo modo, è come se tu avessi versato un acconto sulle tue future imposte. Si tratta di una particolare forma di pagamento di un acconto dell’IRPEF. Una anticipazione di imposta che sarà calcolata definitivamente con la dichiarazione dei redditi. Quando vai a compilare la ricevuta per la tua attività di lavoro autonomo occasionale prestata devi quindi fare attenzione alla presenza della ritenuta.

Ritenuta di acconto e credito di imposta

Se hai analizzato con attenzione quanto detto sinora avrai capito che potresti trovarti con:

  • L’applicazione della ritenuta di acconto nella ricevuta per Prestazione Occasionale;
  • Rientrare nella fattispecie di esonero dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. Prestazione Occasionale fino a € 4.800 lordi ed assenza di altri redditi.

In questo caso, la ritenuta d’acconto subita non risulta essere dovuta. Come avrai capito la detrazione d’imposta vista copre totalmente l’imposta dovuta. Tuttavia, il committente, per legge, ti ha già versato all’Erario il 20% del compenso percepito.

Che cosa fare, quindi, in questo caso?

Non è come credi, la ritenuta d’acconto non è perduta. Il recupero della ritenuta subita avviene presentando la dichiarazione dei redditi. Anche se formalmente ne saresti esonerato, presentando la dichiarazione dei Redditi puoi recuperare la ritenuta applicata dal committente. Presentando la dichiarazione, infatti, la ritenuta subita si trasforma credito d’imposta.

Cosa posso farne di questo credito? Il credito di imposta, a tua scelta, può essere utilizzato:

  • Con modello F24 in compensazione, per il pagamento di altre imposte. Classico caso è relativo al versamento IMU. Scelta, questa, fruibile immediatamente.
  • Oppure, il credito può essere richiesto a rimborso all’Erario. Nel caso occorre aspettare circa un anno per vedersi accreditato il rimborso.

Qual è la scelta migliore da prendere? compensazione o rimborso?

La compensazione è la scelta migliore se nell’anno si hanno altre imposte da pagare, come ad esempio l’IMU. Se, invece, non hai altre imposte da pagare, l’unica strada è la richiesta di rimborso. Detto questo, voglio puntualizzare un ultimo aspetto. Per ottenere il credito di imposta in dichiarazione devi inserire sia il reddito percepito che la ritenuta d’acconto subita. Questo in quanto la ritenuta concorre alla determinazione dell’imposta IRPEF definitiva. Solo così emerge il credito d’imposta.


Indicazione operativa del lavoro autonomo occasionale in dichiarazione

A questo punto non rimane che analizzare, operativamente, come inserire il lavoro autonomo occasionale in dichiarazione dei redditi. L’operazione è piuttosto semplice, ma devi comunque prestare attenzione. Le indicazioni che vado a fornirti riguardano il Modello Redditi Persone Fisiche. Modello che devi utilizzare se non hai un sostituto di imposta. Tuttavia, le stesse indicazioni trovano riscontro (con nomenclatura diversa) anche per il modello 730.

Analizziamo, quindi, come inserire il lavoro autonomo occasionale in dichiarazione dei redditi. Il primo passo è individuare la categoria dei redditi diversi. All’interno di questa categoria i righi interessati sono i seguenti.

RIGO RL15

Nel Rigo RL15 devono essere indicate le prestazioni di lavoro autonomo occasionale in dichiarazione dei redditi. Devono essere riportati in colonna 1 compensi derivanti da attività di lavoro autonomo, non esercitate abitualmente. Mentre, in colonna 2 possono essere riportate le spese sostenute per l’esercizio dell’attività. Fino a concorrenza dei compensi percepiti.

Naturalmente le spese sostenute per la produzione del reddito devono essere validamente documentate ed inerenti all’attività esercitata. Sono esempi di spese quelle relative al carburante, ai treni, i ristoranti, la cancelleria, ecc. Attenzione però! Il sostenimento di costi per l’esercizio di attività considerata occasionale induce a ritenere che l’attività sia, invece, abituale. Questo è quanto sostiene molto spesso l’Amministrazione finanziaria. Questo è quanto accade in caso di controlli sulla dichiarazione dei redditi. Di conseguenza, in questi casi, l’attività svolta diventa esercitabile solo con l’utilizzo di partita Iva. Per questo motivo, è quindi bene prestare la massima attenzione all’iscrizione di tali spese.

RIGO RL20

Al Rigo RL20 deve essere riportato il totale delle ritenute d’acconto subite. Il valore del Rigo RL20 confluisce poi nel Quadro RN del modello Redditi PF. Quadro di riepilogo che determina l’imposta dovuta a saldo, o il credito d’imposta spettante. E’ bene sottolineare che l’importo delle ritenute da inserire in questo rigo è quello che deriva dalla Certificazione Unica (modello CU). Si tratta del modello certificativo che il sostituto d’imposta è obbligato a rilasciarti. La Certificazione Unica deve pervenirti obbligatoriamente entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello del pagamento della prestazione. Se non ricevi la Certificazione entro questo termine devi sollecitare il committente al rilascio della stessa.

Prestazioni occasionali in dichiarazione: recupero della ritenuta di acconto subita

Arrivati a questo punto della compilazione, quello che devi fare è analizzare il Quadro RN della dichiarazione. Da questo quadro può emergere una differente situazione:

  • Imposta a debito da versare. L’importo della tassazione effettiva è superiore all’importo delle ritenute subite.
  • Imposta a credito. In questo caso la tassazione effettiva è risultata inferiore alle ritenute subite.

In caso di emersione di imposta a debito devi provvedere al pagamento entro il 30 giugno dell’anno di presentazione della dichiarazione, al pagamento. Il pagamento avviene presentando il modello F24. La presentazione può avvenire con modalità telematica, home banking, oppure presso uno sportello di Banche o Poste. L’emersione del credito, invece, si ha quando la ritenuta d’acconto è maggiore rispetto all’IRPEF dovuta per quel periodo d’imposta. In questo caso, la maggiore ritenuta subita, diventa un credito IRPEF. Credito che dovrà essere indicato nel Quadro RX del modello Redditi PF. Attraverso il Quadro RX hai la possibilità di scegliere come utilizzare il credito. Le possibilità che hai a disposizione sono due:

  1. Utilizzo in compensazione del credito. Il credito può essere utilizzato per compensare altre imposte nel modello F24. La compensazione può avvenire liberamente per crediti di importo fino a 5.000 euro. Limite oltre il quale dovrà essere apposto il visto di conformità sulla dichiarazione dei redditi;
  2. Richiesta di rimborso del credito. Scelta da fare quando non ci sono nell’anno altre imposte da versare. I tempi di rimborso del credito variano molto, ma in media occorre circa un anno per vedersi rimborsare sul conto corrente la cifra del credito.

Lavoro autonomo occasionale in dichiarazione dei redditi: consigli

In questa guida ho cercato di racchiudere tutte le informazioni utili per la corretta compilazione della dichiarazione dei redditi. Tantissimi errori vengono commessi ogni anno da soggetti che compilano autonomamente la dichiarazione. Avvalersi di un professionista, specialmente, se i redditi percepiti nell’anno non sono molti, può essere troppo costoso. Tuttavia, questo non significa che si debba rinunciare a prendersi un eventuale credito, se spettante.

Per farlo occorre compilare correttamente la propria dichiarazione dei redditi. Per questo motivo il mio intento è stato quello di indirizzarti nel modo giusto in questo senso. Il mio intento, con questo articolo, è fornirti una base utile per risolvere i tuoi dubbi.

Se hai letto questo articolo e ti stai rendendo conto che necessiti dell’analisi della tua situazione personale, ti invito a contattarci attraverso il form di cui al link seguente. Riceverai il preventivo per una consulenza personalizzata in grado di risolvere i tuoi dubbi sull’argomento. Soltanto in questo modo, infatti, potrai essere sicuro di evitare di commettere errori, che in futuro possono esserti contestati e quindi sanzionati.

Commenti:
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548 COMMENTI

  1. Buongiorno,
    se si sforano i 5.000,00 e vengono applicate ritenute contributive queste ultime vanno indicate in qualche modo in dichiarazione dei redditi? e se si sforano i 5.000,00 ma non vengono applicate le ritenute previdenziali, c’è modo a posteriori di sanare la situazione? e in che modo?
    Grazie mille!

  2. Buonasera, sono una neolaureata in Scienze Agrarie e non ho la partita IVA.
    Mi è stato commissionato un lavoro temporaneo per il quale è stato stabilito un rimborso spese di 1560 euro lordi, ovvero al lordo degli oneri fiscali ed al netto dell’IVA. Il committente è un libero professionista che ha la partita IVA, il quale mi ha fatto firmare un “contratto di consulenza” simile ad una scrittura privata, quindi non un vero e proprio contratto di prestazione occasionale.

    Inoltre, lo stesso committente ha specificato che “le eventuali imposte, tasse e ogni altro importo anche di natura contributiva e/o previdenziale dovuta dal Consulente ad amministrazioni fiscali e/o statali italiane e/o straniere derivanti e/o connesse ai corrispettivi dovuti sono a carico del Consulente” ovvero io stessa. Come devo comportarmi per quanto richiesto, non essendo in possesso di nessuna partita IVA? Inoltre il compenso è nettamente inferiore ai 5000 euro annui oltre i quali è necessario dichiarare.

    Grazie per la cortese risposta.

  3. La partita Iva è necessaria ogni volta che siamo di fronte ad un’attività professionale autonoma e continuativa ne tempo. Deve prima di tutto prestare attenzione a questo aspetto per valutare se necessità di una partita Iva o meno ed a seconda dei casi seguire la relativa disciplina fiscale.

  4. Buongiorno e grazie per questo articolo ben dettagliato. Una domanda: è possibile recuperare le ritenute d’acconto di anni precedenti in cui però non è stata effettuata la dichiarazione dei redditi (perchè esensati)?

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