Google Adsense: tassazione e corretta fatturazione

48
2006

Scopri come fatturare a Google Adsense ed essere in regola con l’Amministrazione finanziaria. Le fatture sono emesse a Google Ireland, e sono non soggette ad IVA ai sensi dell’articolo 7-ter del DPR n 633/72. Scoprirai come predisporre la fattura ed inviarla a Google. 

Se stai ospitando sul tuo sito web degli spazi pubblicitari acquistati da terzi, devi sapere che stai svolgendo un’attività imprenditoriale.

L’esercizio di una attività commerciale è sempre svolta in forma imprenditoriale. Questo indipentemente dalla durata e dal volume dei compensi raggiunti nell’anno.

Ad oggi la piattaforma pubblicitaria più famosa è quella promossa da Google.

Si tratta di  Google Adsense.

Se hai deciso di leggere questo articolo probabilmente anche tu gestisci un sito internet ed utilizzi Google Adsense (o altri sistemi), per la vendita di spazi pubblicitari.

Quello che troverai in questo articolo è la corretta gestione fiscale di questo tipo di attività. Molti Marketer, infatti, operano con forme pubblicitarie senza preoccuparsi di come gestire da un punto di vista Amministrativo e fiscale l’attività.

Per questo motivo ho deciso di mettere a disposizione la mia esperienza sull’argomento, fornendoti tutte le informazioni di cui hai bisogno. Scoprirai quando è necessario aprire Partita IVA e tutti gli adempimenti per gestire questo tipo di attività pubblicitaria.

Sei pronto?! si comincia!


Quanto si guadagna ospitando spazi pubblicitari sul proprio sito?

La maggior parte dei blogger che gestiscono siti di piccole o medie dimensioni non riesce a guadagnare grandi cifre con l’advertising online.

La maggior parte dei siti italiani che utilizzano queste forme di monetizzazione riescono soltanto abbattere i costi di gestione del sito.

Posso assicurarti che arrivare a questo punto è già un ottimo inizio.

La pubblicità online, infatti, riesce ad essere remunerativa soltanto su portali con centinaia migliaia di visite al giorno.

Tutti gli altri, purtroppo devono accontentarsi delle briciole.

Lavorando con continuità ed impegno sul proprio progetto web, tuttavia, è possibile trasformare AdSense in un’entrata economica interessante.

Un guadagno che in alcuni casi può anche permettere di vivere senza doversi dedicare ad altro.

In questi casi, quando i proventi di Google AdSense iniziano ad essere veramente interessati è necessario pensare concretamente a regolarizzare la propria situazione da un punto di vista fiscale.

Oggi ho tra i miei clienti molti marketer che utilizzano anche google Adsense per monetizzare i propri siti.

Da questo mi sono reso conto che ancora oggi vi è molta confusione per quanto riguarda la dichiarazione fiscale dei propri guadagni online.

Pensa, che ancora oggi ricevo tantissime domande sulla possibilità di non aprire Partita IVA quando si usufruisce dei servizi di Adsense.

La risposta non può che essere negativa ovviamente!

Quello che molti pensano è che non dichiarando i problemi si risolvano.

Quello che invece non sanno è che quando si raggiungono cifre importanti si può pensare ad una più appropriata pianificazione fiscale.

Pianificazione che se gestita correttamente può portare ad un notevole risparmio fiscale.

Ad oggi non esiste online una guida che aiuti a capire come gestire fiscalmente i guadagni percepiti da Google Adsense.

Per questo motivo ho deciso di scrivere per te questa guida pratica, frutto della mia esperienza sul campo.

Google Adsense: il funzionamento

Prima di passare all’esame degli adempimenti, una piccola premessa sul funzionamento del servizio “Google Adsense“.

Si tratta di uno strumento pubblicitario, offerto da Google.

E’ uno strumento che permette ai titolari di un sito web proprietario di concedere l’inserimento di banner pubblicitari sul proprio sito.

Gli spazi pubblicitari offerti alla pubblicità sono oggetto di asta promossa da Adsense con le aziende investitrici. Ogni spazio pubblicitario è, infatti, venduto al miglior offerente.

Il proprietario del sito, l’editore, riceve un compenso in denaro (in base al numero di esposizioni o di click sull’annuncio) corrisposto con cadenza mensile.

Per poter essere ammessi al circuito pubblicitario di Google Adsense è necessario che il sito sia ritenuto idoneo da Google ed è necessario un certo numero di visitatori unici giornalieri.

Se hai un nuovo sito, il primo passo è sicuramente quello di essere ritenuto idoneo. Puoi registrare il tuo sito a questo link: “Goggle Adsense

Google opera in Europa attraverso la società Google Ireland Limited, una società con sede in Irlanda.


Google Adsense e aspetti fiscali

Come detto l’esercizio di un’attività di tipo commerciale, come quella pubblicitaria, deve essere gestita in forma imprenditoriale.

Questo significa, necessariamente dover operare in regola con gli adempimenti fiscali, contributivi e amministrativi.

Operare al di fuori di questi adempimenti, ti rende passibile di sanzioni amministrative.

Per questo motivo non devi farti cogliere impreparato.

Per vendere direttamente spazi pubblicitari all’interno di un sito web, la normativa fiscale prevede necessariamente l’apertura di una partita IVA.

Questo, in quanto, tale tipologia di attività ha carattere continuativo (i banner pubblicitari sono presenti sul sito in maniera continuativa).

Per questo non è possibile ricorrere ad altre forme o regimi diversi dalla partita IVA.

Una volta arrivati a questo punto, il passo successivo è quello di rivolgervi al tuo dottore Commercialista di fiducia. Senza un valido esperto ti sarà difficile adempiere a tutti gli adempimenti necessari alla gestione fiscale del proprio sito web.

Per questo motivo ti consiglio di non affidarti ad un Commercialista qualunque. Devi trovare un vero esperto di questo campo. Al termine dell’articolo, se lo vorrai, trovi il link per metterti direttamente in contatto con me!

Quello che voglio dirti è che devi vedere il tuo consulente come un valore aggiunto per l’attività che stai svolgendo.

Vediamo adesso i principali elementi che possono creare fonte di incertezza, da un punto di vista fiscale.

Codice attività per Google Adsense

La domanda che maggiormente mi viene posta online, per chi inizia ad utilizzare Google Adsense, riguarda il corretto codice attività.

Quando si apre Partita IVA, infatti, è necessario che venga individuato il corretto codice attività che meglio rappresenta l’attività economica svolta.

Per l’advertising online i codici attività da utilizzare possono essere alternativamente:

Codice attività Ateco 73.11.02 – “Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari“;

Codice attività Ateco 73.12.00 – “Attività delle concessionarie pubblicitarie“.

Non ci sono altri codici attività che si possono utilizzare per intraprendere questo tipo di attività.

Non fidarti delle prime informazioni che trovi online, verificale sempre, e verifica l’attendibilità della fonte!

Attività commerciale

In caso contrario, se non avete una partita IVA, è necessario avviare una vera e propria attività commerciale. Per cui, oltre alla partita Iva è obbligatoria anche l’iscrizione al Registro delle Imprese, gestito dalla Camera di Commercio.

Il costo dell’iscrizione al Registro delle imprese ammonta a € 35,50 per diritti e bolli. Oltre al diritto camerale di € 88,00 se piccolo imprenditore e di € 200,00 per gli iscritti nella sezione ordinaria.

Nel caso in cui il sito web sia gestito già da un’impresa commerciale (ad esempio un negozio di abbigliamento, che apre il suo sito web di E-commerce), questi adempimenti saranno già stati effettuati. Per cui basterà comunicare l’esercizio dell’attività di gestione di spazi pubblicitari, utilizzando i codici attività visti in precedenza.

Per gli esercenti attività commerciale, oltre agli adempimenti amministrativi è anche obbligatoria l’iscrizione a una forma previdenziale.

Le opzioni sono due presso l’INPS:

Non bisogna però fare confusione. Le due gestioni non sono alternative. La scelta dell’una o dell’altra è dipesa dal tipo di attività esercitata.

Se l’attività svolta è al 100% di  gestione di spazi pubblicitari, allora è obbligatoria la scelta della Gestione Commercianti dell’INPS.

Viceversa, se viene svolta sul web anche altra attività (web marketing, consulente informatico, tecnico web, etc.) e l’attività pubblicitaria tramite Google Adsense è soltanto accessoria, allora è prevista l’iscrizione alla Gestione Separata INPS.

Tra le due gestioni previdenziali Inps, sicuramente la Gestione Separata presenta dei vantaggi non indifferenti. In questo caso, infatti, i contributi si pagano in base al reddito che si produce (con aliquota del 25,72% sul reddito imponibile).

Mentre, nel caso della Gestione Commercianti, c’è un minimo fisso all’anno da pagare a prescindere dal reddito (circa € 3.861,41), oltre a contributi aggiuntivi al superamento di un reddito imponibile di circa € 15.000.


La fatturazione a Google Adsense

Dal 1 gennaio 2013, è diventato obbligatorio, per tutti i soggetti passivi IVA stabiliti nel territorio nazionale emettere fattura anche per le operazioni carenti del requisito della territorialità. Tra cui vi rientrano anche quelle relative alle operazioni svolte per Google Adsense.

A questo punto dobbiamo capire come fatturare a Google Adsense per essere in regola con la normativa fiscale italiana. 

Google svolge ogni attività dalla propria sede in Irlanda e, pertanto, secondo la legge fiscale in materia di IVA viene considerata un soggetto passivo comunitario.

Google stessa, sul proprio sito, precisa che i pagamenti sono eseguiti da Google Ireland, azienda costituita ai sensi della legge irlandese.

Il reverse charge

Secondo le direttive comunitarie e le leggi fiscali interne in materia di IVA, i servizi pubblicitari forniti a Google Adsense sono soggetti al meccanismo dell’inversione contabile (c.d. “Reverse Charge“).

Si tratta di una norma secondo cui nelle prestazioni di servizi tra due soggetti passivi IVA comunitari (in questo caso il prestatore italiano e il committente Google Irlandese), l’IVA deve essere assolta dal soggetto destinatario (committente della prestazione), cioè Google Adsense.

Il regime IVA di inversione contabile (“Revese Charge“) prevede che Google riceva la fattura in Irlanda senza l’apposizione dell’IVA da parte del soggetto italiano che emette la fattura.

Google Adsense, infatti, non è tenuto a pagare l’IVA al proprio fornitore di servizi italiano (che, pertanto, né la incasserà né sarà tenuto a versarla allo Stato italiano), ma verrà assolta con particolari meccanismi contabili dalla società di Google in Irlanda.

La fattura da spedire

La fattura da emettere e spedire a Google dovrà essere così intestata:

Google Ireland, Gordon House, Barrow Street, Dublin 4, Ireland, Registration Number 368047 con indicazione della seguente Partita IVA IE6388047V.

La Fattura deve essere inviata a questo indirizzo all’indirizzo email: AdSenseVAT@google.com.

Nella fattura, dopo la descrizione dei servizi effettuati, come ad esempio:

prestazioni pubblicitarie relative al periodo compreso tra il …… e il ……

dovranno essere indicati i riferimenti alla normativa Iva relativi all’applicazione dell’inversione contabile.

Sulla fattura dovrà essere indicata la dicitura “Revese Charge“, e facoltativamente potrà essere inoltre specificato quanto segue:

Operazione soggetta all’inversione contabile o VAT reverse charge in base all’art. 7-ter del DPR 633/72 assolta dal destinatario, Google Ireland, in conformità all’articolo 196 della Direttiva 2006/112/CE del Consiglio dell’Unione Europea e della Direttiva 2008/8/CE

 In questo modo verrà rilevato che l’IVA non è dovuta in Italia, ma nello stato in cui è residente Google Adsense (Irlanda).

La Fattura Elettronica

Il soggetto, operatore economico italiano, non è obbligato ad emettere Fattura Elettronica. Questo, in quanto, la controparte dell’operazione Google Ireland è soggetto comunitario.

Tuttavia, al fine di evitare di dover adempiere alla comunicazione c.d. Esterometro, può essere consigliabile l’emissione della Fattura Elettronica. In questo caso l’emissione della E-fattura esonera da questo ulteriore adempimento.

Naturalmente, se operi in un regime di vantaggio, vedo il Regime Forfettario, puoi continuare ad emettere fatture in modo ordinario.

Compilazione elenchi Intrastat

I contribuenti che vendono servizi pubblicitari a Google AdSense devono iscriversi obbligatoriamente al Vies (archivio dei soggetti fiscali abilitati alle operazioni intracomunitarie), ed hanno anche l’obbligo di comunicare trimestralmente (salvo i compensi non siano superiori a €. 50.000,00, ove le comunicazioni Intrastat sono mensili) gli elenchi Intrastat con tutte le prestazioni e gli importi a favore di Google Adsense indicando il codice Ateco:

631130 – Spazi pubblicitari in Internet

Sono esclusi dall’adempimento Intrastat i contribuenti che operano con il cosiddetto “regime dei minimi” e con il “Regime Forfettario“.


Compilazione della dichiarazione dei redditi

I proventi dei guadagni pubblicitari derivanti dall’uso di Google Adsense una volta fatturati devono essere riportati in dichiarazione dei redditi, all’interno del modello Redditi Persone Fisiche.

Il quadro del modello Redditi varia a seconda dell’attività svolta dal soggetto, professionale o commerciale.

In ogni caso, l’aspetto peculiare da tenere in considerazione è che, mentre i professionisti seguono un criterio di cassa nella determinazione dei compensi (fatturano soltanto i compensi incassati nel periodo d’imposta).

I commercianti, invece, devono seguire il criterio di cassa/competenza economica, secondo il quale è necessario fatturare tutte le prestazioni incassate/pagate in quel periodo d’imposta ed in alcuni casi quelle di sola competenza dell’esercizio.

Questo significa, per quanto riguarda i guadagni derivanti da Google Adsense, che i professionisti dovranno fatturare i guadagni effettivamente bonificati nell’anno.

Mentre i commercianti dovranno fatturare anche i guadagni dei mesi di competenza dell’esercizio ma non ancora pagati (ad esempio i guadagni di dicembre bonificati a gennaio dell’anno successivo, saranno fatturati a gennaio dal professionista. Mentre il commerciante dovrà inserire fatture da emettere a dicembre dell’anno precedente, per il principio di competenza).


Google Adsense: è sempre attività di impresa?

Altro aspetto molto importante che spesso è fonte di errore riguarda l’attività commerciale.

Infatti, come detto, l’advertising online è sempre da considerare attività commerciale. Quindi, d’impresa.

Tuttavia, si deve sempre verificare l’attività prevalente, qualora ne venga esercitata più di una.

Se stai già esercitando un’attività professionale di lavoro autonomo (avvocato, commercialista, architetto, geometra, consulente, informatico, etc.) con autonoma partita IVA, l’attività di gestione pubblicitaria tramite Google Adsense rappresenterà per te un’attività accessoria.

Attività che dovrà essere comunicata all’Agenzia delle Entrate, attraverso l’indicazione di un secondo codice attività legato alla promozione di spazi pubblicitari in internet.

E’ una semplificazione non di poco conto, non dimenticarla!


Google Adsense: consulenza fiscale

In questo articolo, sotto forma di guida, ho voluto riepilogarti quanto per la mia esperienza è importante per operare correttamente con Goggle Adsense.

Naturalmente, affinché questa guida possa esserti veramente utile mi occorre anche il tuo aiuto. Commentando l’articolo con la tua esperienza aiuterai altri lettori a capire meglio come devono gestire la propria attività e potrai condividere la tua esperienza con gli altri.

Per qualsiasi informazione, dubbio o chiarimento riguardante la corretta modalità di fatturazione a Google Adsense lasciatemi un commento.

Altrimenti, per avere una consulenza personalizzata ed eventualmente scegliermi come consulente fiscale, contattami attraverso il seguente link:

48 COMMENTS

  1. Salve, purtroppo non c’è un indirizzo email dove inviare le fatture a Google. E’ necessario procedere all’invio per posta. Non ci sono attualmente altre modalità.

  2. Salve. Una domanda in merito al discorso contributivo legato ad professionista già iscritto ad albor e cassa. Gli incassi derivanti da Google Adsense, come ben spiegato in questo articolo, non concorrono a formare altra base imponibile Inps. Questo vale anche per qualsiasi altra forma di ricavo pubblicitario derivante da altre agenzie o da contratti stipulati direttamente con determinati clienti?

  3. Salve,
    nell’articolo si fa riferimento al fatto che la gestione previdenziale obbligatoria: si parla di gestione commercianti o di gestione separata, a seconda dei casi. Qualsiasi sia la sua attività i guadagni Adsense devono essere dichiarati sia da un punto di vista fiscale che previdenziale.

  4. Grazie per la celere risposta. Ero arrivato alla prima riflessione leggendo questo passaggio del vostro articolo: “Per questi soggetti è importante sottolineare che è escluso l’obbligo di pagamento dei contributi previdenziali se il professionista è già iscritto ad altra forma previdenziale. Sia i professionisti che già pagano la Cassa di Previdenza del proprio ordine o albo che i lavoratori dipendenti (full time), non sono tenuti al versamento di altri contributi previdenziali”

  5. Si, nel passaggio intendo dire che un soggetto iscritto ad una cassa di previdenza, non è obbligato ad aprire una posizione Inps, per i contributi relativi ai guadagni da banner. Tali redditi, e quindi anche i contributi andranno versati alla propria cassa di previdenza. Non c’è esenzione contributiva.

  6. Salve, io ho un canale youtube associato a Google Adsense che nel 2015 ha generato un guadagno di circa 700€ per dichiararli quindi dovrei aprire la partita iva o ho un modo piú semplice per farlo in quanto ho deciso di non proseguire disabilitando la monetizzazione ed il 2015 è stato l’unico anno in cui il canale ha generato un guadagno. Grazie

  7. Salve, trattandosi di prestazione continuativa, quella relativa ai guadagni derivanti da banner pubblicitari (Google Adsense), deve essere percepita con l’apertura della partita Iva. Tuttavia se la prestazione è chiusa e non sarà proseguita potrà dichiarare questi incasso sotto forma di prestazione occasionale.

  8. Salve,
    mi trovo a fatturare per la prima volta un accredito da parte di Adsense sul mio conto corrente.
    Essendo un forfettario mi ritrovo a fatturare senza iva e vorrei capire se la mia fattura è corretta.
    Ad esempio su un importo di €100,00 io fatturo € 100 IMPONIBILE
    non inserisco la marca da bollo essendo un’operazione UE, e metto la dicitura “Reverse Charge”.
    E’ corretto?
    Ringrazio anticipatamente

  9. Salve, per i contribuenti in regime forfettario la fattura ad Adsense deve essere emessa rispettando le regole proprie del regime. Dovrà essere indicata la dicitura “inversione contabile”, ai sensi dell’articolo 7-ter del DPR n. 633/72. Si ricordi di inviare la fattura ad Adsense.

  10. Buongiorno,

    avrei bisogno di chiarimenti analoghi per il sito freelancer.com. In questo caso si tratta di prestazioni di servizi a soggetto extra UE (Australia). Un’ulteriore domanda è circa la data di emissione della fattura in regime di partita iva: va emessa quando maturo gli importi o quando decido di incassarli?

  11. Se emette fattura a soggetto extra UE per prestazione di servizi la fattura è non soggetta ad Iva ex articolo 7-ter DPR n. 633/72. La fattura si emette, al più tardi, al momento del pagamento del corrispettivo.

  12. Buongiorno, nel vostro articolo si dice che “per vendere direttamente spazi pubblicitari all’interno di un sito web, la normativa fiscale prevede necessariamente l’apertura di una partita iva”. Dopo una ricerca, anche tramite l’amministrazione finanziaria, non ho trovato alcun riferimento normativo che attesti questo. Potete gentilmente fornirmi tale riferimento?

  13. Non esiste un riferimento normativo specifico, ma in generale quando si esercita un’attività abituale e continuativa si deve operare professionalmente con partita Iva.

  14. Salve, avrei una domanda un po’ articolata. Sono pensionato ma la mia pensione è di 5500 euro circa.
    Quindi usufruisco della no tax area. Posso aprire la partita iva per fatturare i guadagni di google adsense?
    Cosa succede alla mia pensione se per esempio il mio reddito totale (pensione più adsense) fosse di 10000 euro circa? Devo pagare contributi comunque? Se si nuova posizione contributiva?
    Grazie

  15. Se lei ha guadagni derivanti da Google Adsense deve dichiararli obbligatoriamente con partita Iva, non ha alternative. L’esercizio di questa attività è considerata attività commerciale, quindi da esercitare solo con partita Iva. I guadagni derivanti dall’attività sconteranno l’Irpef assieme ai suoi redditi da pensione. Per quanto riguarda i contributi essendo lei pensionato non avrebbe ulteriori contributi da versare. Se sta già percependo guadagni deve aprire partita Iva.

  16. Grazie della risposta. Si certo aprirei partita Iva senza alcun dubbio.
    Per l’irpef che intende di preciso che “sconteranno l’irpef”?
    Che comunque continuerò ad avere la no tax area o che pagherò l’aliquota irpef anche per la parte della pensione che ora non pago?
    Grazie ancora

  17. Pagherà l’aliquota Irpef su tutti i redditi (pensione + altri redditi) se supera l’importo delle detrazioni spettanti.

  18. Salve,
    nell’articolo avete scritto “Sono esclusi dall’adempimento Intrastat i contribuenti che operano con il cosiddetto “regime dei minimi“, vorrei quindi chiedervi se la medesima condizione si possa applicare al regime forfettario.
    Grazie e complimenti per la qualità dei Vostri articoli.

  19. I contribuenti in regime forfettario devono presentare il modello Intrastat relativo alle operazioni di servizi effettuate.

  20. E quale sarebbe questo indirizzo? Inoltre, se per un motivo X non vengono inviate (ma dichiarate cmq nelle ns dichiarazioni dei redditi) cosa succede?

  21. La cosa importante è che siano dichiarate, ma la fattura deve essere spedita al committente.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here