L’Affiliate marketing è uno degli strumenti più utilizzati dai marketer per guadagnare online. Dopo aver analizzato le leve su cui focalizzarsi per ottenere guadagni affronto il regime fiscale di tassazione. Se vuoi capire come tantissime persone guadagnano tramite le affiliazioni non perderti questa guida.

Tantissimi ragazzi oggi raggiungono cifre da capogiro attraverso i loro business online.

Si tratta di un mercato underground. E’ sufficiente un PC, una connessione internet per riuscire a guadagnare anche centinaia di euro a settimana.

Ormai l’affiliate marketing non è una novità.

Tantissime persone lo stanno sfruttando proficuamente ormai da anni. Ma non tutto è perduto. Ci sono ancora molte nicchie di mercato ancora profittevoli.

Guadagnare dall’affiliate marketing è ancora possibile.

L’affiliate marketing è uno strumento di marketing. Con esso molte aziende che vendono beni o servizi si avvalgono di siti web esterni, affiliati. Il tutto per la promozione della loro rete di vendita.

I siti web, in cambio ottengono una provvigione. Si tratta di un compenso che varia in percentuale sulle vendite ottenute dalla società mandante.

Negli ultimi anni le affiliazioni hanno registrato un notevole incremento. Questo grazie anche alla facilità di utilizzo di questo strumento da parte di tanti gestori di siti internet e blog.

In pratica, attraverso la rete di affiliati le aziende produttrici possono incrementare la propria rete di vendita.

Di seguito andrò ad analizzare come funziona questa particolare tipologia di marketing e quali sono i potenziali guadagni che si possono ottenere. Naturalmente avendo cura di trattare anche i relativi riflessi fiscali.

Sei pronto ad iniziare questa avventura?!

Per qualsiasi dubbio, o per avere una consulenza personalizzata con me al termine troverai il link di contatto.


Affiliate marketing

L’affiliate marketing, conosciuto anche con il termine “affiliazione“, è una particolare strategia di marketing legata al mondo di internet.

Si tratta di una strategia di per piuttosto semplice. Si è sviluppata molto però soprattutto negli ultimi 7 anni.

In questo tipo di strategia  di marketing sono coinvolti tre soggetti:

  • Il ratailer. L’azienda che ha prodotti o servizi da promuovere sul mercato, che utilizza il webmaster per promuovere la propria rete di vendita;
  • Il webmaster. Gestore del sito web, che si avvale dell’affiliazione con il retailer, per promuovere prodotti o servizi, tramite appositi articoli, o tramite appositi banner presenti nel sito web;
  • Il customer. Il cliente finale che acquista il prodotto o il servizio cliccando sul link contenente l’affiliazione, presente sul sito del webmaster.

In pratica, il webmaster funge da motore dell’operazione di marketing. La riuscita dell’operazione dipende dal numero di click ottenuti sull’affiliazione da parte dell’utente finale.

In pratica tutto dipende dalla capacità di attrarre l’utente verso determinati prodotti o servizi da promuovere. Maggiore è la capacità di invogliare l’utente all’acquisto maggiori sono i risultati che si possono ottenere.

Il sistema di provvigioni

Il retailer riconosce al webmaster una percentuale (di solito dal 10% al 30%), sul prezzo del prodotto o del servizio.

Mensilmente viene fatta una rendicontazione delle vendite effettuate. Quindi, al superamento di determinate soglie di provvigioni avviene il pagamento (mediante bonifico o Paypal).

Le campagne di affiliate marketing sono più complesse rispetto ad altre metodologie. Penso ad esempio ai banner pubblicitari che tanti blogger ospitano sui propri siti.

La pubblicità online si basa su un concetto semplice, per ogni click dell’utente spetta un compenso. Naturalmente, tale compenso è molto basso. Per ottenere dei veri guadagni devi essere un vero e proprio portale aggiornato quotidianamente e con milioni di lettori.

L’affiliate marketing ha un meccanismo più complesso. Oltre al primo click dell’utente deve esserci la vendita di un prodotto, entro un determinato periodo di tempo. L’utente, quindi, è chiamato ad acquistare un prodotto dopo aver visitato una specifica pagina web.

In questo caso il guadagno è più consistente e valutato in percentuale rispetto al prodotto venduto.

Caratteristica peculiare dell’affiliate marketing è che, a differenza del rapporto tra i grossisti e chi vende al dettaglio, il webmaster l’affiliato non ha nessun tipo di obbligo nei confronti del retailer.

Se il webmaster genera vendite, tutti i soggetti realizzano un loro guadagno le cui percentuali vengono stabilite all’inizio rapporto.

L’affiliate marketing è diventato popolare proprio in quanto l’affiliato gode della massima libertà nello scegliere i prodotti o servizi da promuovere, il tempo da dedicare e le strategie da seguire.

Pensa, inoltre, che fare un’unica vendita da € 50, è uguale a fare 10 vendite da € 5,00. Per questo motivo, il valore del prodotto che promuovi vale relativamente. Quello che conta è la capacità di invogliare gli utenti ad effettuare un’acquisto.


Affiliate marketing online

Oggi, buona parte degli marketer utilizza le campagne di affiliazione come strumento per monetizzare attraverso il proprio sito internet.

Tuttavia, soltanto pochi di loro riescono effettivamente a trovarne un lauto profitto.

Tanti ci provano ogni giorno. Sul web è pieno di “guru” che vogliono farti capire quanto sia facile fare soldi con il mondo delle affiliazioni. Ma purtroppo riuscire davvero a fare soldi non è semplice.

Saper condurre una campagna di affiliate marketing non è una cosa banale.

Serve conoscenza del mondo del web, conoscenza del marketing, della SEO e del copywriting. Ma soprattutto conoscenza di strumenti per individuare nicchie di mercato.

Anche se possiedi già queste caratteristiche, non è detto che tu possa riuscire a guadagnare con le affiliazioni. Questo in quanto le variabili in gioco sono molte. E per capire bene quali sono le leve da sfruttare può richiedere tempo e sacrificio.

La formula vincente dell’affiliate marketing

Ogni webmaster che vuole ottenere guadagni sul web sa benissimo che l’equazione da sfruttare al massimo è la seguente:

offerte di affiliazione + pubblicita’ a pagamento = Profitto

Offerte Affiliati

Sono le offerte di affiliazione.

Tali offerte si trovano su siti specializzati, i più famosi sono Tradedoubler, Awin, Amazon, Juiceadv, Wordfilia, ecc.

Si tratta di portali che permettono agli utenti, previa registrazione, di poter pubblicare sui loro siti i vari link dei prodotti o dei servizi che commercializzano.

Per poter sfruttare al meglio una campagna di affiliazione, è necessario tenere presente alcuni elementi essenziali. Primo tra tutti l’affidabilità dell’azienda retailer.

Per verificare la serietà di queste aziende, ti basterà confrontare le commissioni che offrono rispetto a quelle del mercato. Ma soprattutto andare a leggere le opinioni degli affiliati pubblicate nei vari forum che trattano questi argomenti.

Verifica anche che i cookie (ovvero il sistema di tracciabilità degli affiliati), rimanga in memoria per un periodo sufficientemente lungo.

Ogni potenziale cliente, infatti, prima di effettuare un acquisto online soltanto dopo diversi accessi sulla stessa pagina. Se il tempo di tracciabilità è troppo breve le commissioni sull’acquisto potrebbero non essere accreditate.

Per poter individuare la giusta campagna di affiliazione è indispensabile trovare una nicchia di mercato. Un piccolo settore specifico dove offrire determinati prodotti, in linea con il target, e compatibili la linea editoriale del sito.

Per trovare una nicchia di mercato è possibile utilizzare uno dei tanti strumenti messi a disposizione da Google. Ovvero, Google Keywords Tool. Uno strumento indispensabile per analizzare quante e quali ricerche vengono effettuate dagli utenti di Google nelle ricerche di prodotti da acquistare.

Saper usare correttamente questo strumento sarà di indispensabile valore per la vostra attività di ricerca delle giuste campagne di affiliazione alle quali aderire.

Pubblicità a pagamento

Il paid advertising  è la disciplina di digital marketing più efficace per acquisire velocemente visitatori in modo targettizzato, misurabile e preciso.

Fanno parte del paid advertising:

In pratica il paid advertising non è altro che l’insieme delle strategie di marketing legate alla promozione a pagamento di prodotti o servizi.

Tramite il corretto utilizzo di questi strumenti è possibile per il webmaster portare visite a pagamento sul proprio sito.

Nel linguaggio del web, avere visitatori, e quindi “traffico” è l’elemento alla base di qualsiasi campagna di advertisting, come le stesse affiliazioni.

Questa equazione, quindi, se adeguatamente sfruttata può portare notevoli risultati in termini di guadagno per il webmaster.

Non tutto è così semplice però. Saper agire sulle leve di questa equazione non è semplice. Bisogna saper maneggiare e conoscere bene il web, la SEO, il social media marketing. Argomenti che, notoriamente, non sono alla portata di tutti. Conoscerli richiede esperienza e approfondite conoscenze tecniche. 

Tieni presente che in media, un sito web con almeno 1.000 utenti unici giornalieri, può portare a qualche risultato soddisfacente in termini di guadagno netto.

Detto questo, il consiglio che posso darti è che guadagnare con le affiliazioni è possibile e potenzialmente molto remunerativo.

Tuttavia, vale la pena aderirvi solo nel caso in cui tu non debba effettuare paid advertising.

Avere già una tua lista di utenti in target con i prodotti o servizi da affiliare è fondamentale.


Affiliate marketing e capitale da investire

Effettuare campagne di affiliate marketing significa a tutti gli effetti avviare un’attività imprenditoriale.

Come tutte le attività imprenditoriali, è necessario, se si vogliono ottenere dei frutti, investire del capitale.

A differenza dei business “tradizionali“, il mondo delle affiliazioni è un business liquido, ovvero un business ove è relativamente semplice arrivare a liquidare il capitale investito.

Cosa voglio dire?!

Per poter avere pubblico, potenzialmente interessato ai prodotti affiliati che proponi è necessario arrivare a quel pubblico. Per farlo è necessario investire in campagne di paid advertising.

L’ideale è avere tra i 500 e i 5000 euro da investire, e non è detto che i guadagni arriveranno da subito.

La maggior parte dei marketer oggi spende migliaia di euro in pubblicità online. Non solo per arrivare al proprio pubblico, ma anche per essere più visibile dei propri concorrenti. Maggiore visibilità, infatti, vuol dire maggiori click e quindi maggiori possibilità di arrivare alla vendita.

C’è gente che spende 2000 euro in campagne prima di riuscire ad andare in profitto.

Se hai paura di investire il tuo capitale perché non sei disposto a perderlo è meglio che non inizi.

I soldi che si investono devono essere soldi che non impattano in maniera decisiva sui propri risparmi totali. Devono essere risparmi che sei disposto a perdere in cambio di nuove competenze e capacità.

Stai investendo su te stesso nel lungo termine, ricordalo! Pensa che stai investendo in una curva di apprendimento che ti poterà ad acquisire nuove conoscenze e di pari passo, se stai agendo correttamente, anche profitti.

All’inizio investirai molti soldi e i tuoi profitti saranno piuttosto bassi. Tuttavia, con l’aumentare dell’esperienza la spesa diventerà irrisoria rispetto ai guadagni che potrai ottenere con una campagna profittevole.


Tassazione dell’Affiliate marketing

Passiamo adesso ad analizzare la disciplina fiscale legata ai guadagni derivanti dall’attività di affiliate marketing.

Preliminarmente devo necessariamente premettere che ogni singolo contratto di affiliazione deve essere analizzato in dettaglio (condizioni contrattuali, durata e numero di siti web utilizzati, ecc), in quanto non esiste una disciplina fiscale valida per tutte le fattispecie di affiliazione attualmente utilizzabili.

Infatti, l’attività di affiliate marketing ha delle caratteristiche affini sia all’attività di procacciamento di affari degli agenti (legata alle provvigioni), sia anche all’attività commerciale legata ai servizi pubblicitari.

Per questo motivo l’analisi del contratto non può che essere il punto di partenza per l’analisi del regime fiscale da applicare ai guadagni derivanti da questa attività sul web.

Naturalmente per fare questo vi servirà un commercialista esperto in questo ambito. Se non ne hai ancora uno, contattami!

Come gestire fiscalmente i guadagni da affiliate marketing?

L’apertura della Partita IVA è un adempimento obbligatorio quando si eserciti in forma abituale un’attività economica. Attività che in questo caso è realizzata tramite una campagna di affiliazione.

L’Agenzia delle Entrate considera questa attività come abituale (tranne rare eccezioni). Questo perché le campagne di affiliazione hanno generalmente una durata costante nel tempo.

Per questo motivo l’Agenzia richiede necessariamente l’apertura di una Partita IVA per dichiarare i guadagni derivanti da programmi di affiliazione commerciale.

Tuttavia, per i webmaster che sono all’inizio della loro attività (nel primo anno di attività commerciale) e se l’importo dei guadagni ottenuti è veramente esiguo (poche centinaia di euro all’anno), è possibile optare, almeno per il primo anno, per le prestazioni di lavoro autonomo occasionale.

Per dichiarare quest guadagni sarà sufficiente predisporre una ricevuta (qui le modalità di compilazione) per l’attività di lavoro autonomo occasionale da rilasciare all’azienda che ha erogato il compenso. Ove l’azienda che ha corrisposto i redditi sia straniera, non dovrà essere indicata la ritenuta di acconto.

La ricevuta servirà poi per dichiarare questi guadagni nel quadro RL del modello Redditi PF. Modello che contiene la categoria reddituale dei “redditi diversi“.

Stessa cosa se invece, compiliamo il modello 730.

Questa soluzione, che appare condivisibile, in quanto con guadagni così esigui non sarebbe sopportabile il costo di gestione di una partita Iva, può non mettervi al riparo da eventuali contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate in caso di accertamento.

Apertura della Partita IVA per l’affiliate marketing

L’obbligo di operare con una Partita IVA si rende necessario quando:

  • I guadagni ottenuti iniziano ad essere di entità rilevante;
  • L’attività è già iniziata da qualche tempo (sei al secondo anno).

Insomma, in tutti i casi in cui l’attività diventa abituale e continuativa nel tempo è obbligatoria la Partita IVA.

Con la Partita IVA i guadagni percepiti con l’affiliate marketing devono essere dichiarati all’Erario. Questo avviene tramite l’emissione di una Fattura.

Attraverso l’emissione della fattura andrai a certificare il compenso percepito per la tua attività di affiliazione. In pratica, andrai a certificare il compenso percepito sul tuo conto corrente per l’attività.

Tieni presente che devi prestare particolare attenzione nel caso in cui la Fattura sia intestata ad un soggetto estero. Se l’azienda con cui collabori per l’affiliazione non ha sede in Italia dovrai emettere una fattura estera.

Naturalmente, per questo, hai bisogno della consulenza di un Commercialista esperto.

Se vorrai ne parleremo in privato in consulenza.

Quello che posso dirti adesso è che puoi sfruttare le informazioni che ho messo a disposizione in questo articolo:Come fatturare a Google Adsense.

Devi ricordarti, inoltre, che ove l’azienda committente abbia sede in uno dei Paesi UE è obbligatoria la presentazione degli elenchi Intrastat.

Dichiarazione dei redditi

I guadagni derivanti dall’affiliate marketing, devono essere obbligatoriamente inseriti in dichiarazione dei redditi.

Questo sia nel caso in cui gli stessi vengano regolati con:

  • Prestazioni di lavoro autonomo occasionale, che
  • Tramite l’utilizzo di Partita IVA.

Per quanto riguarda le prestazioni di lavoro autonomo occasionale, dovranno essere riportate nel quadro RL del modello Redditi PF.

Se operi con Partita IVA devi compilare l’apposito quadro relativo al regime fiscale di appartenenza.

Quello che devi ricordare è che, in ogni caso, i guadagni dell’affiliate marketing devono essere assoggettati ad imposte dirette.

Per questo motivo è sempre di fondamentale importanza affidarti nella tua attività all’ausilio di un Commercialista preparato ed esperto in questo campo.

In questo modo puoi risparmiare tempo. Ma soprattutto puoi essere indirizzato nel modo giusto per regolare i guadagni della tua attività.

Se poi non hai intenzione di lavorare dall’Italia, beh allora ci possono essere importanti soluzioni estere da prendere in considerazione.

Regime Forfettario nell’affiliate marketing

La principale soluzione per gestire i guadagni dall’affiliate marketing è il Regime Forfettario.

Si tratta di un regime fiscale semplificato, regime naturale per le partite IVA individuali. Il regime prevede un fatturato massimo di € 65.000.

Il reddito è determinato con un coefficiente di redditività del 40%. Questo significa che ogni 100 euro incassate ne tassi soltanto 40. Non male vero!

Se consideri che andrai a tassare con aliquota del 5% il reddito così generato il vantaggio aumenta. Dopo i primi cinque anni l’aliquota sale al 15%.

Con questo regime fiscale potrai gestire ottimamente i guadagni che derivano da questa attività. Il tutto senza contare che eviterai l’applicazione dell’IVA, dell’IRAP e della Fatturazione Elettronica.

Se vuoi maggiori informazioni su questo regime o desideri effettuare una simulazione numerica, contattami per una consulenza!


Affiliate marketing: consulenza fiscale

In questo articolo ho cercato di fornirti molte informazioni di base sull’affiliate marketing in generale, ma soprattutto sulla tassazione dei relativi guadagni.

Si tratta di informazioni relativamente generiche che possano essere di ausilio per tutti i lettori.

Tuttavia, se vuoi avere maggiori info o se vuoi parlarmi dell’attività di affiliate che vuoi intraprendere, contattami!

Ne parleremo insieme e se vorrai potrai contare sulla mia consulenza continuativa, per al tua gestione fiscale!

E tu, stati sfruttando l’affiliate marketing sul tuo blog?

Raccontaci nei commenti la tua esperienza, le piattaforme migliori e le campagne di marketing più riuscite.

76 COMMENTI

  1. Buongiorno,
    decidendo di volersi affiliare ad Amazon e decidendo di aprire partita IVA per essere in regola, come funziona poi la dichiarazione dei redditi?
    Ho scritto ad Amazon per avere chiarimenti e mi hanno risposto:
    “I servizi di marketing online forniti dai membri del programma di affiliazione sono per Amazon EU Sarl, una società con sede nel Lussemburgo e numero di partita IVA LU20260743. Ciò significa che tutte le persone con residenza fiscale in UE (ad eccezione delle persone con residenza fiscale in Lussemburgo) non devono più addebitare l’IVA ad Amazon. Invece Amazon EU Sarl deve contabilizzare l’IVA autonomamente. Ciò avviene perché secondo la legislazione europea in materia di IVA, i servizi marketing forniti dai membri del programma di affiliazione UE con sede al di fuori del Lussemburgo sono soggetti a IVA nel paese in cui il ricevente del servizio ha sede Articolo 56(1) della direttiva IVA 2006/112/CE.”
    Quindi, una volta aperta l’IVA come devo procedere? Emettere delle fatture per Amazon per gli importi versatimi non addebitando l’IVA?
    Grazie dell’attenzione!

  2. Salve, lei come soggetto Iva dovrà rilasciare fattura ad Amazon “fuori campo Iva” ai sensi dell’articolo 7-ter del DPR n. 917/86. Le consiglio di rivolgersi ad un Commercialista. Se non ne ha uno di riferimento possiamo assisterla noi. Se è interessata la ricontatto in privato.

  3. Buongiorno, da circa 1 mese sono iscritto a diverse piattaforme cosiddette di Revenue Share, dove comprando dei pacchetti pubblicitari e poi cliccando ogni giorno su dei banner pubblicitari ricevi dei guadagni. Quello che volevo sapere è: in quale tipologia di redditi rientrano questi guadagni?

    Aprendo la partita iva e accedendo al Regime Forfettario devo/posso utilizzare il codice ateco 73.11.02 (Conduzione di campagne pubblicitarie e altri servizi pubblicitari)? Grazie mille per l’attenzione.

  4. Buongiorno….ho una partita iva come procacciatore d’affari (network marketing). Posso utilizzarla anche per emettere fatture per il pagamento di provvigioni da affiliate marketing?

  5. Può utilizzare la stessa partita Iva, ma ci sono degli accorgimenti da prendere, come la modifica del codice attività. Penserà a tutto il commercialista che la segue.

  6. questi accorgimenti in sintesi in cosa consistono? allo stato attuale con l’unica attività di network marketing non devo fare nemmeno la dichiarazione dei redditi….cosa cambierà poi?….il soggetto per il quale mi comporto come affiliato verserà la quota irpef e inps delle mie fatture com fa allo stato attuale l’azienda di network marketing con la quale collaboro?

  7. Faccia attenzione, un soggetto che ha partita Iva, deve sempre presentare la dichiarazione dei redditi. Credo che abbia bisogno di un Commercialista. Se vuole mi contatti in privato.

  8. Buon giorno,
    vorrei iniziare a lavorare come affiliate marketing. Poi che non sono sicuro di fare fatturato ma sarei obbligato a fare la denuncia dei redditi per la forma di lavoro autonomo occasionale e tengo a precisare che attualmente non faccio perchè ho basso reddito, quali tasse e quanto ammonterebbe da pagare?
    Se successivamente aprirò partita IVA (forfettario), se il fatturato sarà poco e il meccanismo fiscale farà il suo corso, quanto ammonterebbe da pagare per gli adempimenti di base ( irpef o altro)? Il mio timore è che mi toccherà di pagare al fisco una cifra più di quanto io abbia guadagnato.
    Grazie.

  9. Lavorare con prestazione occasionale va bene fino a quando non riceve incarichi in modo continuativo. Poi dovrà obbligatoriamente passare alla partita Iva. Da un punto di vista fiscale la prestazione occasionale le fa pagare il 23% di Irpef fino a 23.000 euro. Il regime forfettario, invece, le fa pagare un imposta sostitutiva del 5% per i primi cinque anni, restando sotto la soglia di fatturato di 30.000 euro. Quello che deve pagare di imposte e contributi è sempre in percentuale al reddito. Se non c’è reddito non ci sono imposte e contributi, quindi la sua paura è infondata. Valuterei senza dubbio l’opzione regime forfettario, tenendo presente che quanto dovrà versare tra imposte e contributi sarà circa il 30 di quanto fattura.

  10. Salve,
    io da circa un anno ho iniziato a gestire un sito web e mi sono iscritto ad alcuni programmi di affiliazione che, ad oggi, mi consentono di guadagnare importi molto esigui (nell’ordine dei 15-20 euro al mese totali). Contemporaneamente sono iscritto anche al programma Google Adsense, sul quale non arrivo che a pochi centesimi al giorno.
    Non essendo titolare di partita iva, come dovrei comportarmi?
    Grazie per il supporto!

  11. Salve Mario, le attività di affiliazione commerciale e di gestione di banner pubblicitari sul proprio sito sono considerate attività commerciali e come tali devono essere esercitate obbligatoriamente con partita Iva. La normativa prevede, infatti, che sia obbligatoria l’esposizione della partita Iva nel sito che ospita questo tipo di attività. Mi rendo conto che aprire una partita Iva per questo tipo di guadagni sia difficile, ma le assicuro che in caso di controlli le sanzioni sono elevate. Cosa fare quindi? Consiglio di non incassare fino a quando i proventi non saranno tali da consentire la gestione di una partita Iva. Nel frattempo, se vuole approfondire ed analizzare insieme come operare con partita Iva e cosa è possibile fare per ridurre la tassazione al minimo, sono a disposizione in privato.

  12. Buongiorno, io aprirò la partita iva per vendere il mio corso online, ad ogni vendita dovrò emettere fattura.
    Ho intenzione di aggiungere la possibilità di generare commissioni agli acquirenti che rivendono il corso.
    I soldi che io invierò agli utenti che rivenderanno il mio corso, li devo dichiarare tramite un Documento apposito?
    E’ sufficiente inserire la causale “Servizi occasionali di web marketing” nel pagamento?
    Grazie per l’attenzione.

  13. Salve Massimiliano, l’attività che lei vuole svolgere è un’attività commerciale legata alle affiliazioni commerciali. E’ necessario capire bene come affrontare la cosa da un punto di vista amministrativo e fiscale. Se vuole sono a disposizione per una consulenza e per l’attività di assistenza contabile e fiscale per la sua partita Iva. Se desidera la contatto in privato.

  14. Buongirono , sono un lavoratore dipendente ma vorrei intraprendere l’attività di Internet Marketer leggendo i commenti vedo che è necessario aprire una partita IVA . Ma lavorando prevalentemente in affiliate marketing e ricevendo commissioni sulle vendite da diversi soggetti esteri che hanno regimi fiscali diversi come dovrei gestire gli adempimenti IVA ?

    grazie
    Piergiorgio

  15. Deve affidarsi ad un Commercialista esperto in questo settore che sappia affiancarla in tutti gli adempimenti. Soprattutto quelli Iva. Se vuole siamo a disposizione. Possiamo ricontattarla in privato.

  16. No, ma è necessario operare in regola con gli adempimenti fiscali e amministrativi, legati all’Agenzia delle Entrate all’Inps, alla Camera di Commercio e al Comune. Per maggiori info la contatto in privato.

  17. Grazie per rispondere ai commenti. Sto considerando i vostri servizi.
    Mi chiedevo come ci si comporta con i servizi resi su siti come upwork e fiverr come freelance. Come si possono pagare le imposte su tali profitti?

  18. Operare tramite portali online significa dove operare come impresa o professionista a seconda dell’attività svolta. Se vuole ne parliamo meglio in privato analizzando la sua attività.

  19. Buongiorno,

    ho letto con interesse il suo articolo.
    Premetto che al momento il mio interesse è ancora teorico e che qualora decidessi di avviare una attività simile mi farei seguire da un commercialista esperto, ho alcuni dubbi che vorrei mi potesse chiarire tramite un esempio che le andrò a fare e i miei dubbi sullo stesso.
    ESEMPIO
    Lavoratore dipendente a tempo indeterminato (con reddito percepito lordo annuo superiore a 30.000 e e quindi escluso dal regime forfettario) che decide di intraprendere una attività di affiliate marketing realizzato attraverso la gestione di un blog e di un canale youtube. Sulle pagine WEB così come sul canale youtube non saranno presenti banner pubblicitari quindi l’unica potenziale fonte di reddito potrà essere determinata dalla gestione dell’affiliazione con un marketplacer (stile AMAZON, EBAY ecc.).
    1) mi sembra di capire che, indipendentemente dai guadagni che ci si aspetta di percepire (che soprattutto nel primo anno potrebbero essere irrisori), pur non avendo il carattere di “subordinazione” (perchè il modo e il tempo di lavoro non è imposto da nessuno) l’attività in questione manchi del carattere di “occasionalità” e che quindi sia inquadrabile un’attività “abituale” (scrittura di articoli di blog con recensioni di prodotti che rimandano al marketplacer affiliato o video recensioni con link su youtube che rimandano al marketplacer affiliato) da effettuare in regime di partita IVA ordinaria (con relativi costi e adempiti amministrativi). Corretto?
    2) credo che per questo tipo di attività e nelle ipotesi di cui al punto 1) sia più conveniente (o forse meno oneroso) aprire partita IVA come libero professionista (piuttosto che come ditta individuale o addirittura una società di capitali). Essendo il soggetto di cui si parla già lavoratore dipendente non occorre iscriversi alla gestione separata INPS per commercianti e non occorre versare i relativi contributi. Corretto?

  20. Salve Fabio, sono un commercialista esperto e sarò lieto di rispondere a tutti i suoi dubbi, come indicati nel commento, ma tramite apposita consulenza. Come può capire rispondere ai suoi dubbi comporta l’indicazione di diversi risvolti sia fiscali che previdenziali che non possono essere trattati in questa sede. Se vuole sono a disposizione in privato per spiegarle il tutto.

  21. Sono un professionista con partita IVA in regime forfettario. Ho un sito web e vorrei iniziare un affiliate marketing con diverse modalità:

    direttamente con aziende, sia italiane, che europee che extraeuropee (USA)

    attraverso i Marketers

    Amazon

    etc
    C’è una modalità migliore di essere retribuiti?
    Quali sono fiscalmente le differenze?

  22. Salve Alessandro, per avviare questo tipo di attività dovrà aprire un secondo codice attività e valutare il margine che ha di fatturato per restare ancora in regime forfettario. Dovrà valutare anche per quanto riguarda la gestione previdenziale dell’attività. Fatto questo potrà pensare a come essere retribuito per questa attività. Quello che posso dirti in questo momento è che sicuramente l’affiliazione è la modalità che le consente un ritorno minore, perché andrà a vendere prodotti di altri. Prodotti su cui non ha controllo. Se nessuno vuole quel prodotto o smettono di fabbricarlo, non vendi più niente. Sicuramente è meglio avere prodotti propri da vendere. Immagino però che voglia vendere su portali come Amazon, quindi, in dropshipping. Se vuole ne parliamo in privato in modo approfondito tramite consulenza.

  23. Salve, premetto che argomenti riguardanti il fisco per me sono arabo; non so se la mia situazione si configuri con i casi dell’articolo, ad ogni modo vado ad esporre sperando che lei possa fare un po’ di chiarezza su eventuali adempimenti fiscali da ottemperare: sono una dipendente privata contratto part-time con un reddito di circa 8000€ annui, faccio 730 congiunto con mio marito anche lui dipendente privato a tempo pieno. Ho l’opportunità di ricavare una rendita da un sito internet estero ( Malta) visualizzando video, rispondendo a sondaggi e accumulando crediti, trascorsi i tempi previsti i crediti acquisiti sono monetizzati. C’é anche la possibilità di acquistare promozioni che sempre sfruttando il sistema su descritto porterebbero ad un introito di sicuro superiore ai 6000€ annui. La mia domanda è: come si configurerebbe questa attività e gli eventuali introiti come andrebbero dichiarati? Spero di essere stata abbastanza chiara da consentire una risposta. Mi scuso per la lungaggine, grazie mille.

  24. Sono ingegnere professionista non inscritto ad inarcassa perchè sono anche insegnante di ruolo.
    Posso vendere infoprodotti ( miei video corsi, e libri) e fare affiliazioni con la mia p. iva? Mica devo iscrivermi alla camera di commercio o cose simili ?
    Grazie.

  25. Può utilizzare la sua partita IVA ma deve operare come un’attività commerciale, quindi iscriversi alla Camera di Commercio e alla gestione commercianti INPS. Non esistono alternative.

  26. L’attività che descrivi è di E-commerce, quindi occorre essere in regola con la normativa fiscale, previdenziale e amministrativa. Occorre avere partita IVA e tutti gli altri adempimenti previsti. Se vuoi ne parliamo in privato, anche con qualche simulazione numerica.

  27. Se vendo libretti, audio libri, libri cartacei, su kindle Amazon e raggiungo entrate dell’ordine delle 5000 $/mese ( cinquemila dollari al mese), posso comunque NON aprire la P. IVA ?
    Grazie.

  28. Blog post molto informativo, ma non capisco perché venga dichiarato con affiliate marketing il coefficiente forfetario del 40%. Come da Lei riportato nello stesso post, i codici Ateco per affiliate marketing sono nel gruppo 73, quindi con coefficiente del 78%, che è ben diverso. Oppure si può usare un codice Ateco di commercio al dettaglio? Quale, in tal caso?

  29. Se invece ho un e-commerce, nel quale ho inserito un programma di affiliazione per promuovermi con gli utenti. Come devo dichiarare il costo del pagamento della commissione all utente?

  30. Buonasera.
    Siamo tre amici che vogliono aprire un marketplace. Non abbiamo ancora costituito la società nè aprto partita iva, e stiamo ancora cercando di costruire il sito, tuttavia vorremmo che al momento del lancio il nostro marketplace fosse già popolato di venditori, di conseguenza vorremmo già iniziare a cercarli. Se sul sito non è possibile fare acquisti e non sono presenti banner è possibile farlo rientrare nella condizione di “sito vetrina” e tenerlo online permettendo alle persone di mettere in mostra i propri prodotti nonostante noi siamo ancora privi di p.iva oppure è necessaria la partita iva?

  31. Salve Federico e complimenti per l’articolo…
    se trovo il modo per fare affiliate marketing SENZA FARMI PAGARE LE COMMISSIONI, con il solo scopo di capire quanto riesco a vendere e in base a ciò valutare l’apertura di una partita iva, posso farlo?
    Grazie per la risposta.

  32. Salve Luca, quello che conta è l’attività esercitata, quindi l’organizzazione i mezzi e la professionalità per l’obbligo di partita IVA, non tanto i compensi percepiti. Il consiglio è di valutare una partita IVA agevolata, magari per qualche mese, e se le cose dovessero andare male, chiudere. In questo modo è al riparo da contestazioni e beneficerà di tassazione agevolata. Se vuole ne parliamo in privato.

  33. Ciao Federico, innanzitutto complimenti per l’articolo!
    Sarei interessanto ad iniziare l’attività di affiliate marketing con portali come worldfilia, ecc…
    Da come ho capito si può iniziare con il regime forfettario sezione separata, dico bene?
    La mia domanda è sulle spese pubblicitarie di facebook, Google, ecc che hanno sede in Irlanda. Ho sentito che i forfettari devono pagare l’iva del 22% su queste suddette fatture e allo stesso tempo di non poterle scalare. E’ vera qesta cosa? Se così fosse la vedo difficile starci dentro con le spese. Mi auguro di aver capito male. Se fosse vera questa cosa, consiglierebbe una partita iva ordinaria?
    Grazie mille in anticipo

  34. Grazie Andrea, le affiliazioni sono attività di impresa, quindi ok il regime forfettario se ci sono i requisiti, ma la gestione previdenziale non è la gestione separata ma la gestione commercianti INPS. Per la domanda sull’IVA, è corretto, il forfettario non scarica i costi. Senza un’analisi della situazione con costi e ricavi non è possibile consigliare niente, ma se vuole mi scriva in privato e riceverà tutte le informazioni che le occorrono ed una simulazione numerica (in consulenza).

  35. Buonasera, esiste una normativa di riferimento, magari anche la circolare che utilizza l’Agenzia delle Entrate, per capire nel dettaglio come bisogna muoversi per iniziare l’attività di Affiliate marketing? Le chiedo questo perchè mi piacerebbe approfondire la parte che è stata riportata in questo nell’articolo e precisamente quando si fa riferimento che in fase di inizio dell’attività, se i guadagni ottenuti sono esigui si può ricorrere per il primo anno alla prestazione occasionale senza l’obbligo di aprire la P. Iva.
    Per quel poco che ne so, l’attività di Affiliate è considerata da parte del Fisco come lavoro abituale e continuativo (un sito/blog contenente link di affiliazioni rimane accessibile 365 giorni su 365), quindi , viene meno dunque il concetto di occasionalità.
    A tal proposito mi piacerebbe sapere il suo parere. Grazie

  36. Giuseppe nell’articolo si parla chiaramente del fatto che l’attività è considerata di impresa e non ci sono dubbi sul fatto che debba essere aperta partita IVA. Nell’articolo si indica soltanto che se l’attività è sporadica o se si riesce a raggiungere un volume minimo di attività la prestazione occasionale può essere una soluzione (non corretta ma almeno utile a monitorare la situazione). Ovviamente ogni attività abituale e continuativa nel tempo va operata solo con partita IVA, la nostra è solo una precisazione.

  37. Salve se voglio provare a fare affiliate marketing senza partita IVA per vedere come va e aprirla successivamente se percepisco le commissioni è possibile?
    Se uno percepisce la Naspi l’apertura della partita IVA è fattibile?
    Grazie.

  38. Salve, un sito web che mostra un catalogo prodotti fungendo da intermediario tra fornitore e cliente finale in quale categoria rientrerebbe? In pratica il cliente finale trova il prodotto di suo interesse sul sito, ne richiede disponibilità e solo in un secondo momento potrà acquistare il prodotto del fornitore. Il sito intermediario prende la commissione della transazione tra fornitore e cliente finale. Vorrei capire in quale categoria ricade il sito per la determinazione degli obblighi fiscali e previdenziali.

  39. Buonasera,
    come fa ad essere, per il primo anno, attività autonoma occasionale se un sito o un blog è on line sempre? Notte e giorno,tutti i giorni? Non mi quadra.
    Il fatto poi che io venda per conto mio o per terzi una qualsiasi tipologia di prodotto (anche se vendessi un unico pdf sul mio sito) non implicherebbe anche l’apertura di una scia come commerciante con tutte le tasse che ne seguono indipendentemente dal fatto che opti per un regime forfettario?

  40. Se io fatturo 60 k dall’affiliate marketing ma netti, cioè tolti i costi pubblicitari ne guadagno 30k, come viene considerato il tutto?
    Se devo pagare le tasse su quei 60 k incassati in realtà ne guadagnerei 30k- le tasse sui 60k, molto poco, poco più di 1k al mese a fronte di 60k incassati.

  41. Per l’analisi di situazioni personali per le quali è richiesto maggiore dettaglio, come nel suo caso, se vuole ci scriva in privato per una consulenza. La aiuteremo a risolvere i suoi dubbi. Per risponderle bisogna capire il regime fiscale e previdenziale che andrà ad applicare.

  42. Salve ma mi chiedevo l’affiliate marketing rientra nel regime forfettario con gestione separata dell’inps? Chi dice una cosa e chi ne dice altre anche tra commercialisti.

  43. Buongiorno, grazie per la guida.
    Vorrei aprire un blog solo con programmi di affiliazioni (per il momento) e sono iscritto all’AIRE. In questo caso sono obbligato ad aprire partita IVA in Italia?
    Da quello che apprendo, se successivamente vorrei offrire servizi o prodotti in Italia anche i soggetti con residenza estera sono soggetti ad apertura p.IVA, corretto?
    Grazie per la risposta.
    Saluti

  44. Buongiorno,
    Come funziona invece la tassazione nel caso in cui non sia io direttamente ad avere un blog o comunque ad avere rapporti con clienti e aziende, ma al contrario semplicemente deposito una somma su una piattaforma che fa questo in automatico al posto mio riconoscendomi una percentuale?
    Grazie spero di essere stato chiaro.

  45. Salve, sono già titolare di una partita Iva in regime forfettario nella categoria web designer. Vorrei iniziare a fare affiliate marketing, devo aprire un’altra partita iva con un diverso codice ateco?
    grazie mille

  46. Consiglio di prendere in considerazione che se i primi anni ricevete commissioni inferiori a 3400annui (ed è già difficile di questi tempi)i, siete in perdita, perchè in ogni caso dovete pagare:
    A-2502 circa di minimali INPS forfettari gstione commerciale
    B-53 euro tassa iscizione CCIAA
    C-200-300euro di IREF e addizzionali varie
    D-700Euro circa di commercialista per gli adempimenti fiscalburocratici
    E-Permessi ecc quanto?
    Se mi sfuggono altre spese il Dr Migliorini mi corrigerà sicuramente.
    Quindi come si può vedere l’art.53 della costituzione, può essere abolito.

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