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Marketer e guadagni online: guida alla tassazione

Dott. Federico Migliorini
Commercialista | Fiscalità Internazionale
7 min di lettura
In sintesi

Guadagni da affiliazioni e banner pubblicitari e business online. Aprire partita Iva marketer guadagni online da video corsi e insegnamento.

Sei un giovane Marketer che ha appena aperto un blog? Hai un business o stai per crearne uno online? Vuoi iniziare a monetizzare il tuo blog con advertising, banner pubblicitari e affiliazioni? Vuoi vendere i tuoi prodotti online? Se hai risposto in modo affermativo anche solo ad una di queste domande, sono sicuro che il più grande dubbio che hai in testa è: come riuscire a districarsi nella normativa fiscale, devo aprire partita IVA? Bene, questo contributo è fatto a posta per te!

Ho maturato esperienza sugli obblighi fiscali di business online e posso dirti che ancora oggi la maggior parte dei marketer che avvia la propria attività, ancora oggi non conosce o non ha chiari gli adempimenti fiscali obbligatori e le modalità di tassazione dei propri guadagni online. Questa situazione deriva sia da una normativa giuridica che ancora non è al passo con i tempi, ma soprattutto per la grande confusione che regna sul web su questi argomenti. Per questo motivo, se lavori con il web ti consiglio di non perderti questo articolo. Ho deciso di aiutarti a comprendere come gestire al meglio gli adempimenti fiscali legati ad affiliazioni, Google Adsense ed advertising online, questa è la guida per te.

Sei pronto? si comincia!

Marketer e guadagni online

Se stai gestendo un sito web, oppure un blog, e stai iniziando a guadagnare con l’affiliate marketing, in questa guida troverai tutte le risposte di cui hai bisogno. Ti spiegherò qual è l’errore più comune che quasi tutti commettono, la strada migliore per non correre rischi in ambito fiscale. Nel caso in cui tu non conosca cosa siano le affiliazioni e l’affiliate marketing e come puoi guadagnare online ti suggerisco di leggere questa guida: “Affiliate marketing: guadagni e tassazione“. Prima di proseguire, ci tengo precisare che quella che stai per leggere non è una guida per indirizzarti a quale sia la forma migliore di advertisement per il tuo blog. Se, invece, stai cercando di approfondire quali siano le migliori strategie per guadagnare online, in giro ci sono centinaia di articoli che parlano di questo, fatti da persone sicuramente più preparate di me sull’argomento.

Quello che, invece, troverai di seguito è ciò che nessuno vi ha ancora detto sull’affiliate marketing e sul guadagno online. Ovvero come essere in regola fiscalmente con i guadagni derivanti da banner pubblicitari ed affiliazioni (per quanti di voi invece utilizzino un blog per fare e-commerce, la guida che fa per voi è indicata sotto). A questo punto possiamo cominciare.

Affiliate marketing in Italia

Che tu sia un esperto di tecnologia, di giochi, o una fashion o travel blogger all’Amministrazione finanziaria poco importa. L’aspetto fondamentale è che tu sappia che ogni guadagno effettuato tramite il tuo blog (derivante da affiliazioni o banner pubblicitari) deve essere dichiarato ed assoggettato a tassazione, ai fini delle imposte dirette. Molte domande che ci arrivano dai nostri lettori derivano proprio dalla scarsa informazione che c’è su questo argomento.

Nessuno sa cosa deve fare. Spesso ci si affida al passaparola e si finisce con il commettere degli errori. Altri blogger, invece, preferiscono non inserire banner pubblicitari (come Adsense, Teads, Simply  o Plavid), soltanto perché non correttamente informati non vogliono trovarsi ad avere problemi fiscali legati a questo tipo di guadagni.

Niente di più sbagliato!

Quello che c’è da sapere è che al momento in Italia non esiste ancora una  vera e propria regolamentazione giuridica o fiscale che disciplini chiaramente come devono essere dichiarati i guadagni on-line derivanti da affiliazioni commerciali e advertising!

Per questo su internet si trovano informazioni spesso non corrette, frutto della confusione che ancora regna su questi argomenti (pareri improvvisati o soluzioni discutibili promosse da addetti ai lavori). Invitandoti a seguire soltanto informazioni quanto più certificate e attendibili, vediamo quali sono i miei consigli sull’argomento. Fatta questa doverosa premessa, per capire come dichiarare all’Amministrazione finanziaria i propri guadagni online è necessario monitorare e rendicontare i guadagni che ci arrivano dalle varie forme di advertisement.

Marketer e Partita Iva

“Se avvio un’attività di affiliate Marketing (o guadagni online) sul mio blog posso evitare di aprire Partita Iva?”

Questa è la domanda che  più spesso mi viene rivolta da giovani marketer. Ovvero se possono evitare di aprire partita IVA quando monetizzano sul loro blog. Ebbene, a questa domanda c’è una sola risposta: aprire la partita IVA non è una facoltà ma un obbligo se l’attività che stai svolgendo è un’attività commerciale esercitata abitualmente.

Per l’Amministrazione finanziaria l’attività di affiliate marketing e la gestione di banner pubblicitari all’interno di un sito web sono da considerare come attività commerciali di tipo abituale. Questo significa, quindi, è si rende obbligatoria l’apertura di una partita IVA. L’apertura di una posizione IVA non è una facoltà ma piuttosto un obbligo legato all’esercizio di un’attività economica di tipo abituale. Di fatto, quindi, il volume dei compensi che si vanno a percepire non influisce sulla necessità di operare con partita IVA. Comprendere da subito questo aspetto è molto importante. Infatti, effettuare la giusta scelta ed individuare il regime fiscale da adottare con la partita IVA è il primo passo per iniziare l’attività nel modo giusto (evitando di doverti preoccupare di possibili sanzioni).

Falsi miti del web sulla partita IVA

Su questo argomento in rete si trovano le più discordanti e fantasiose interpretazioni. Tra tutte quella che ancora oggi è la più diffusa riguarda il falso mito della soglia di 5.000 euro. Si tratta del presunto limite al di sotto del quale sarebbe possibile esercitare qualsiasi attività senza partita IVA. Ebbene, è opportuno ribadirlo ancora una volta: non ci sono disposizioni fiscali che consentono, ad oggi, di avere soglie di esenzione dalla partita IVA. Questa è obbligatoria ogni volta che siamo di fronte ad un’attività economica svolta in modo abituale nel tempo. Possiamo affermare, quindi, che l’apertura della partita IVA è condizionata a situazioni “di fatto” e non a parametri oggettivi. Come ad esempio può essere il fatturato.

Ogni caso deve essere valutato individualmente con l’ausilio di un commercialista esperto

Questa premessa alquanto doverosa, ci costringe però a fare delle riflessioni importanti!

Abbiamo detto che la partita IVA è necessaria quando si vuole avviare un’attività di affiliate marketing o di gestione di banner pubblicitari all’interno di un sito web. Questo perché tale attività commerciale è abituale e continuativa nel tempo.

Quindi, i piccoli siti web, come fanno a restare in regola con la normativa fiscale?

Valutazioni di convenienza

I piccoli siti web, o blog che ospitano banner pubblicitari o avviano le loro campagne di affiliazione sono tenuti a regolamentarsi tramite l’apertura di una partita IVA, per dichiarare i guadagni, spesso davvero esigui, e per questo è bene capire se è conveniente aprire la partita IVA. Diciamo subito che aprire la partita IVA ha un costo, legato sia al Commercialista che ti seguirà per gli adempimenti fiscali periodici, sia per quanto riguarda la tassazione ed i contributi previdenziali obbligatori da versare (l’importo ordinario si aggira intorno alle 4.000 euro annue).

Si tratta di cifre che molti blogger, almeno inizialmente, non sono in grado di generare. In tutti questi casi aprire partita IVA non consentirà nemmeno di coprire tutti i costi legati alla gestione.

Quindi meglio lasciar perdere affiliazioni e pubblicità online? Per guadagni esigui di qualche centinaia di euro all’anno sicuramente è la soluzione migliore. Quello che dico sempre agli imprenditori che mi contattano in consulenza per essere seguiti nella loro attività è di non spaventarsi degli obblighi fiscali. Tra gli investimenti iniziali del business che si sta avviando si deve considerare anche il costo legato alla compliance fiscale e previdenziale. Sottovalutare questi aspetti potrà farti risparmiare qualcosa nel breve periodo ma si rischia di pagare questa irregolarità nel momento in cui, in futuro, potrebbero arrivare i controlli. L’applicazione di sanzioni, infatti, potrebbe rendere vano il risparmio iniziale. Per questo motivo, la fase di pianificazione del business è fondamentale per capire la sostenibilità dell’attività che stai andando ad avviare.

Apertura della Partita IVA

La compliance fiscale di un business online passa attraverso l’apertura della partita IVA. Aprire partita IVA è un adempimento obbligatorio che non presenta dei costi vivi. Hai la possibilità di aprire la partita IVA in autonomia presentando i modelli previsti direttamente presso uno degli uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, il miglior consiglio che posso darti è quello di affidarti all’ausilio di un dottore commercialista esperto. Se non ne hai uno di riferimento, contattami pure, sarò lieto di aiutarti! Ci faremo una chiaccherata, ci conosceremo meglio, ed analizzeremo insieme la tua attività. In questo contesto valuteremo insieme le opzioni migliori per il tuo business.

Uno degli aspetti più importanti connessi all’apertura della partita IVA riguarda la scelta del codice attività (ATECO). Per le attività di marketing, affiliazioni, etc, il codice da utilizzare è il seguente:

Codice attivita’: 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari

Il secondo adempimento che devi considerare riguarda l’iscrizione in Camera di Commercio (costo circa €. 80 annue se si opera individualmente). L’iscrizione è obbligatoria per tutte le attività di tipo commerciale.

Da un punto di vista previdenziale deve essere valutata l’iscrizione alla gestione commercianti dell’Inps (circa 4.000 euro annue, dovute indipendentemente dai guadagni percepiti). Tieni presente che non sempre i contributi alla gestione commercianti sono dovuti interamente. In alcuni casi, al verificarsi di alcuni requisiti, potrai essere esonerato dall’iscrizione, oppure, se detieni altri requisiti, potrai versare in misura ridotta. Non dimenticarlo! Parleremo di tutto questo insieme e potrai capire gli adempimenti che ti spettano!

L’errore che molti commettono e pensare che avvalersi dell’ausilio di un commercialista sia un costo aggiuntivo, in realtà, se ti avvali del giusto consulente, investirai sul successo della tua attività, in quanto ti potrai dedicare con sicurezza esclusivamente a far crescere il tuo business online!

Il regime fiscale del marketer

Una volta aperta partita IVA si deve scegliere il regime fiscale da adottare. Per i soggetti che aprono partita IVA per la prima volta, e che ne rispettano i requisiti di accesso (puoi approfondirli quì: “Regime forfettario: requisiti e vantaggi“), è possibile aderire al regime forfettario. Si tratta di un regime fiscale particolarmente vantaggioso. Consente di essere esonerati dagli adempimenti IVA, dalla tenuta delle scritture contabili, e dall’applicazione degli ISA. Si tratta, in buona sostanza, di un regime fiscale di vantaggio che limita al massimo gli oneri fiscali per il contribuente, e che quindi si presenta un regime fiscale da sfruttare. In pratica per i guadagni derivanti da affiliazioni e da banner pubblicitari, l’imprenditore può emettere la fattura sulla base dell’effettivo compenso versato sul conto corrente dall’agenzia pubblicitaria.

Con la partita IVA ogni anno è necessario presentare la dichiarazione dei redditi, attraverso la compilazione del modello “Redditi PF“. Le uscite per il pagamento delle imposte saranno pari al 5% del reddito netto (per i primi cinque anni di attività, poi al 15%). A cui poi dovranno aggiungersi i versamenti previdenziali Inps.

Per quanti di voi marketer si chiedano quale sia il regime naturale nel momento in cui non è possibile accedere al regime forfettario,  la risposta è semplice. Il regime fiscale da utilizzare in questo caso è quello della contabilità semplificata. Regime utile fino al raggiungimento di 700.000 euro annui di ricavi. In questo regime, naturalmente, gli oneri contributivi e gli adempimenti fiscali aumentano. Questo vuol dire, adempimenti IVA, spesometro, ma soprattutto la tenuta delle scritture contabili!

Soluzione al problema dei contributi

Il problema maggiore che devono superare i Marketer che svolgono un’attività di affiliazione e che vorrebbero aprire la partita IVA è rappresentato dai contributi fissi Inps dovuti alla gestione commercianti. Contributi obbligatori da versare a prescindere dal proprio volume di affari. Se l’attività di affiliazione è svolta in maniera continuativa hai capito che ciò implica l’apertura della partita IVA. Tuttavia, se i ricavi sono di poche centinaia di euro all’anno, il rischio è che i contributi previdenziali superino il reddito. Questo aspetto, non certo trascurabile, ha rappresentato negli anni uno dei deterrenti maggiori all’apertura della Partita Iva da parte dei web Marketer italiani.

Ma con il regime forfettario le cose migliorano!

Chi ha i requisiti per entrare in questo regime fiscale di vantaggio, può beneficiare di una riduzione del 35% dei contributi fissi. Per poter beneficiare di questo regime contributivo agevolato è necessario inviare all’Inps un’apposita comunicazione telematica in sede d’iscrizione o, per coloro che sono già iscritti, entro il 28 febbraio dell’anno di decorrenza dell’agevolazione contributiva. Per approfondire: “Riduzione contributi INPS regime forfettario“.

Marketer, non lasciarti sfuggire questa occasione!

Marketer e fatturazione

Una volta scelto il regime fiscale più appropriato, non rimane che iniziare a dedicarsi al proprio business. Naturalmente avendo cura di fatturare tutte le operazioni attive e passive riguardanti la tua attività. La tassazione, infatti, viene effettuata su quello che viene chiamato reddito imponibile costituito dalla differenza tra le operazioni attive (ricavi), e i componenti negativi (costi) relativi a ciascun periodo di imposta. Quando, come nel caso di advertising o affiliazioni commerciali si percepiscono compensi da parte di soggetti esteri (compagnie di affiliazione, Google, o compagnie pubblicitarie), è necessario chiedersi come effettuare correttamente fattura nei confronti di questi soggetti. Ogni fattura deve contenere, infatti, apposite indicazioni obbligatorie che permettano alla controparte di capire chi è il debitore di imposta per quanto riguarda l’IVA. Per evitare di commettere errori nella fatturazione di queste operazioni ti consiglio di chiedere sempre ausilio al tuo commercialista di fiducia.

Per approfondire ti lascio il link a due articoli nei quali ho trattato con maggior e dettaglio questi argomenti:

Google Adsense: la corretta fatturazione“.

Operazioni estere nel regime forfettario“.

Guadagni da e-commerce

Per quanto riguarda i guadagni derivanti da attività di E-commerce, ti ricordo che questa attività è considerata dall’Amministrazione finanziaria come una attività commerciale. Per questo tale deve essere esclusivamente regolata attraverso l’apertura di una partita IVA, a prescindere da quale sia il volume annuo dei vostri ricavi. Si tratta di una disciplina piuttosto complessa che presuppone l’iscrizione anche alla gestione commercianti dell’Inps. La quale prevede il versamento di contributi minimi fissi, a prescindere dal reddito effettivamente percepito dall’attività. Per questo motivo, prima di intraprendere questo tipo di attività è consigliabile rivolgersi ad un consulente (di solito ad un dottore commercialista), per pianificare insieme l’avvio dell’attività. Pianificazione che passa attraverso la redazione di Business Plan, che possa aiutarti a pianificare la fase di Start-Up e valutare opportunamente costi e benefici di tutta l’operazione.

In ogni caso, per maggiori informazioni ti rimando a questo mio contributo: “Aprire Partita Iva per la vendita di beni in e-commerce“.

Marketer e guadagni online: conclusioni e consulenza

Spero sinceramente di averti aiutato effettivamente a comprendere le modalità di tassazione dei guadagni derivanti dall’affiliate marketing e dall’advertising pubblicitario.

Ci tenevo soprattutto a metterti in guardia dalle imprecisioni che puoi trovare in rete su quest’argomento (e sono tante). Ad ogni persona che mi contatta su questo argomento devo rispiegare per bene tutto questo, perché in rete le false informazioni che si leggono sono tantissime. So che però i dubbi restano tanti, soprattutto in un campo di attività scarsamente regolamentato e che lascia spazio a molteplici interpretazioni. Nell’incertezza, fatti guidare dall’esperienza e dalla professionalità di un commercialista. Quando si inizia una nuova attività è fondamentale pianificare in anticipo i costi e gli investimenti da effettuare per capire quali sono le risorse finanziarie di cui avrai bisogno per partire. Questo tipo di attività, solitamente, avviene attraverso la presentazione di un business plan. Questo documento che, può sembrare poco utile, molto spesso è il documento che permette all’imprenditore di rendersi davvero conto della fattibilità del suo progetto imprenditoriale e sulle capacità di andare a reperire sul mercato le risorse finanziarie di cui necessita.

Se sei un Marketer o vuoi diventarlo e  hai dei dubbi, domande, oppure ti va semplicemente di farmi conoscere il tuo parere, lasciami il tuo commento qui sotto!

Altrimenti puoi utilizzare l’apposito servizio di consulenza on-line. Ti risponderò nel più breve tempo!

Dott. Federico Migliorini
Commercialista | Fiscalità Internazionale

Dottore Commercialista iscritto all’Ordine di Firenze, Tax Advisor e Revisore Legale. Specializzato in Fiscalità Internazionale, aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale strategica. La gestione delle convenzioni internazionali e i processi di internazionalizzazione d’impresa sono il cuore della mia attività quotidiana. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.

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