Marketer e guadagni online: guida alla tassazione

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Aprire Partita Iva per guadagni online e affiliazioni, come e quando? La guida per pagare le imposte sui guadagni derivanti da banner pubblicitari, affiliazioni, e marketing. In questa guida vediamo le modalità di dichiarazione e i nostri consigli. Al termine della lettura sarai un Marketer migliore, ma soprattutto diminuirai le possibilità che l’Amministrazione finanziaria bussi alla tua porta.

Sei un giovane Marketer che ha appena aperto un blog?

Hai un business o stai per crearne uno online?

Vuoi iniziare a monetizzare il tuo blog con advertising, banner pubblicitari e affiliazioni?

Vuoi vendere i tuoi prodotti online?

Se hai risposto in modo affermativo anche solo ad una di queste domande, sono sicuro che il più grande dubbio che hai in testa è: come riuscire a districarsi nella normativa fiscale, devo aprire Partita Iva?

Bene, questo contributo è fatto a posta per te!

Gestisco gli adempimenti fiscali di business online da anni, e dalla mia esperienza personale posso dirvi che la maggior parte dei Marketer quando avvia la propria attività, ancora non conosce bene quali sono gli adempimenti fiscali e le modalità di tassazione dei propri guadagni.

Questo è frutto sia di una normativa interna non ancora delineata, ma soprattutto dalla grande confusione che regna sul web.

Se lavori con il web ti interesserà anche sapere quali siano le migliori strategie per gestire al meglio gli adempimenti fiscali legati ad affiliazioni, Google Adsense ed advertising online, questa è la guida per te.

Sei pronto? si comincia!

Marketer e guadagni online

Chi di voi gestisce un sito web, oppure un blog, e sta iniziando a guadagnare con l’affiliate marketing, in questa guida troverà tutte le risposte di cui ha bisogno, senza contare che potrete scrivere nei commenti i vostri ulteriori dubbi.

Ti spiegherò qual è l’errore più comune che quasi tutti commettono, la strada migliore per non correre rischi in ambito fiscale.

Nel caso in cui tu non conosca cosa siano le affiliazioni e l’affiliate marketing e come puoi guadagnare online ti suggerisco di leggere questa guida: “Affiliate marketing: guadagni e tassazione“.

Prima di proseguire, ci tengo precisare che quella che stai per leggere non è una guida per indirizzarti a quale sia la forma migliore di advertisement per il tuo blog. Oppure di quali siano le migliori strategie per guadagnare online, in giro ci sono centinaia di articoli che parlano di questo, fatti da persone sicuramente più preparate di me sull’argomento.

Quello che, invece, troverete di seguito è ciò che nessuno vi ha ancora detto sull’affiliate marketing e sul guadagno online. Ovvero come essere in regola fiscalmente con i guadagni derivanti da banner pubblicitari ed affiliazioni (per quanti di voi invece utilizzino un blog per fare e-commerce, la guida che fa per voi è indicata sotto).

A questo punto possiamo cominciare.

Affiliate marketing in Italia

Che tu sia un esperto di tecnologia, di giochi, o una fashion o travel blogger all’Amministrazione finanziaria poco importa.

L’aspetto fondamentale è che tu sappia che ogni guadagno effettuato tramite il tuo blog (derivante da affiliazioni o banner pubblicitari) deve essere dichiarato e soggetto a tassazione, ai fini delle imposte dirette.

Molte domande che ci arrivano dai nostri lettori derivano proprio dalla scarsa informazione che c’è su questo argomento.

Nessuno sa cosa deve fare. Spesso ci si affida al passaparola e si finisce con il commettere degli errori. Altri blogger, invece, preferiscono non inserire banner pubblicitari (come Adsense, Teads, Simply  o Plavid), soltanto perché non correttamente informati non vogliono trovarsi ad avere problemi fiscali legati a questo tipo di guadagni.

Niente di più sbagliato!

Quello che c’è da sapere è che al momento in Italia non esiste ancora una  vera e propria regolamentazione giuridica o fiscale che disciplini chiaramente come devono essere dichiarati i guadagni on-line derivanti da affiliazioni commerciali e advertising!

Per questo su internet si trovano informazioni spesso non corrette, frutto della confusione che ancora regna su questi argomenti (pareri improvvisati o soluzioni discutibili promosse da addetti ai lavori).

Invitandoti a seguire soltanto informazioni quanto più certificate e attendibili, vediamo quali sono i miei consigli sull’argomento.

Fatta questa doverosa premessa, per capire come dichiarare al Fisco i propri guadagni online. Bisogna monitorare e rendicontare i guadagni che ci arrivano dalle varie forme di advertisement.

Marketer e Partita Iva

“Se avvio un’attività di affiliate Marketing (o guadagni online) sul mio blog posso evitare di aprire Partita Iva?”

Questa è la domanda che  più spesso mi viene rivolta da giovani Marketer. Ovvero se possono evitare di aprire Partita Iva quando monetizzano sul loro blog.

Ebbene, a questa domanda c’è una sola risposta: aprire la Partita Iva non è una facoltà ma un obbligo se l’attività che stai svolgendo è un’attività commerciale esercitata abitualmente.

Per l’Amministrazione finanziaria l’attività di affiliate marketing e di gestione di banner pubblicitari all’interno di un sito web è considerata un’attività economica di tipo abituale. Come tale deve essere necessariamente gestita attraverso l’apertura di una Partita Iva (questo a prescindere dal volume di ricavi percepiti nell’anno).

Falsi miti del web

Su questo argomento in rete si trovano le più discordanti e fantasiose interpretazioni, come il falso mito dei €. 5.000.,ù

Limite al di sotto del quale sarebbe possibile operare senza Partita Iva.

Non è così, l’apertura della Partita Iva è condizionata a situazioni “di fatto” e non a parametri oggettivi. Come ad esempio può essere il fatturato.

Ogni caso deve essere valutato individualmente con l’ausilio di un commercialista esperto

Questa premessa alquanto doverosa, ci costringe però a fare delle riflessioni importanti!

Abbiamo detto che la Partita Iva è necessaria quando si vuole avviare un’attività di affiliate marketing o di gestione di banner pubblicitari all’interno di un sito web.

Questo perché tale attività commerciale è abituale e continuativa nel tempo.

Quindi, i piccoli siti web, come fanno a restare in regola con la normativa fiscale?

Valutazioni di convenienza

I piccoli siti web, o blog che ospitano banner pubblicitari o avviano le loro campagne di affiliazione sono tenuti a regolamentarsi tramite l’apertura di una Partita Iva, per dichiarare i guadagni, spesso davvero esigui, e per questo è bene capire se è conveniente aprire la Partita Iva.

Diciamo subito che aprire partita ha un costo, legato sia al Commercialista che vi seguirà per gli adempimenti fiscali periodici, sia per quanto riguarda la tassazione e i contributi previdenziali obbligatori da versare (circa €. 3.600 annue).

Si tratta di cifre che molti blogger non sono in grado di generare.

In tutti questi casi aprire Partita Iva non consentirà nemmeno di coprire tutti i costi legati alla gestione.

Quindi meglio lasciar perdere affiliazioni e pubblicità online?

Per guadagni esigui di qualche centinaia di euro all’anno sicuramente è la soluzione migliore.

Tuttavia quando i guadagni sono un po’ più alti e si inizia a percepire qualche migliaio di euro all’anno, si potrebbe pensare di tenere in sospeso i pagamenti (funziona disponibile sull’account Adsense).

I guadagni si dichiarano per cassa, quindi, se non vi sono guadagni incassati, non vi sono obblighi fiscali.

Quindi, tenere in sospeso i pagamenti ed aspettare che questi raggiungano cifre più importanti, può essere utile in questi casi. Ma quanto aspettare?

Almeno fino a quando i proventi non siano tali da coprire tutti i costi inerenti l’apertura della Partita Iva.

Oppure se ti occupi di vendita diretta può essere il caso di partire con un “temporay shop“.

Apertura della Partita Iva

Quando i guadagni iniziano a diventare più consistenti e riuscite a sostenere i costi per l’apertura della Partita Iva (che ricordo nuovamente è obbligatoria), non fate da soli!

Il miglior consiglio che posso darvi è quello di affidarvi ad un commercialista esperto in materia di E-commerce, affiliazioni e di guadagni online.

Se non ne hai uno di riferimento, contattami pure, sarò lieto di aiutarti!

Ci faremo una chiaccherata, anche su Skype, ci conosceremo meglio, ed analizzeremo insieme la tua attività.

In questo contesto valuteremo insieme le opzioni migliori per il tuo business.

Se decideremo di aprire Partita Iva, codice attività da utilizzare per l’esercizio di attività di affiliazioni e guadagni da advertising, il codice attività (ATECO 2007) è il seguente:

 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari

Assieme all’apertura della Partita Iva, dovrà essere effettuata l’iscrizione in Camera di Commercio (costo circa €. 80 annue se si opera individualmente).

Da un punto di vista previdenziale deve essere valutata l’iscrizione alla gestione commercianti dell’Inps (circa €. 3.600  annue, dovuti indipendentemente dai guadagni percepiti).

⚠️ Attenzione!

Non sempre i contributi alla gestione commercianti sono dovuti interamente. In alcuni casi, al verificarsi di alcuni requisiti, potrai essere esonerato dall’iscrizione, oppure, se detieni altri requisiti, potrai versare in misura ridotta.  Non dimenticarlo!

Parleremo di tutto questo insieme e se vorrai, mi occuperò io per voi di questi adempimenti!

Una volta che collaboreremo insieme, voi dovrete pensare esclusivamente al vostro business online!

Per gli adempimenti fiscali ci potrete contare sulla mia consulenza!

Il regime fiscale del marketer

aprire la partita iva giovaniUna volta aperta Partita Iva si deve scegliere il regime fiscale da adottare.

Per i soggetti che aprono Partita Iva per la prima volta, e che ne rispettano i requisiti di accesso, è possibile aderire al regime forfettario.

Si tratta di un regime fiscale particolarmente vantaggioso. Regime che consente di essere esonerati dagli adempimenti Iva, Irap e dalla compilazione degli studi di settore.

Si tratta di un regime fiscale di vantaggio che limita al massimo gli oneri fiscali per il contribuente, e che quindi si presenta un regime fiscale da sfruttare.

In pratica per i guadagni derivanti da affiliazioni e da banner pubblicitari, il contribuente potrà emettere la fattura sulla base dell’effettivo compenso versato sul conto corrente dall’agenzia pubblicitaria.

Con la Partita Iva ogni anno è necessario presentare la dichiarazione dei redditi, attraverso al compilazione del modello “Redditi PF“.

Le uscite per il pagamento delle imposte saranno pari al 5% del reddito netto (per i primi cinque anni di attività, poi al 15%). A cui poi dovranno aggiungersi i versamenti previdenziali Inps.

Per quanti di voi Marketer si chiedano quale sia il regime naturale nel momento in cui non è possibile accedere al regime forfettario,  la risposta è semplice.

Il regime fiscale da utilizzare in questo caso è quello della contabilità semplificata. Regime utile fino al raggiungimento di €. 700.000 annui di ricavi. In questo regime, naturalmente, gli oneri contributivi e gli adempimenti fiscali aumentano.

Questo vuol dire, adempimenti Iva, spesometro, ma soprattutto la tenuta delle scritture contabili!

Soluzione al problema dei contributi

Il problema maggiore che devono superare i Marketer che svolgono un’attività di affiliazione e che vorrebbero aprire la Partita Iva è rappresentato dai contributi fissi Inps dovuti alla gestione commercianti.

Contributi obbligatori da versare a prescindere dal proprio volume di affari.

Se l’attività di affiliazione è svolta in maniera continuativa hai capito che ciò implica l’apertura della Partita Iva. Tuttavia, se i ricavi sono di poche centinaia di euro all’anno, il rischio è che i contributi previdenziali superino il reddito.

Questo aspetto, non certo trascurabile, ha rappresentato negli anni uno dei deterrenti maggiori all’apertura della Partita Iva da parte dei web Marketer italiani.

Ma con il regime forfettario le cose migliorano!

Chi ha i requisiti per entrare in questo regime fiscale di vantaggio, può beneficiare di una riduzione del 35% dei contributi fissi.

Per poter beneficiare di questo regime contributivo agevolato è necessario inviare all’Inps un’apposita comunicazione telematica in sede d’iscrizione o, per coloro che sono già iscritti, entro il 28 febbraio dell’anno di decorrenza dell’agevolazione contributiva.

Marketer, non lasciatevi sfuggire questa occasione!

Marketer e fatturazione

Una volta scelto il regime fiscale più appropriato, non rimane che iniziare a dedicarsi al proprio business.

Naturalmente avendo cura di fatturare tutte le operazioni attive e passive riguardanti la vostra attività.

La tassazione, infatti, viene effettuata su quello che viene chiamato Reddito Imponibile costituito dalla differenza tra le operazioni attive (ricavi), e i componenti negativi (costi) relativi a ciascun periodo di imposta.

Quando, come nel caso di advertising o affiliazioni commerciali si percepiscono compensi da parte di soggetti esteri (compagnie di affiliazione, Google, o compagnie pubblicitarie), è necessario chiedersi come effettuare correttamente fattura nei confronti di questi soggetti.

Ogni fattura deve contenere, infatti, apposite indicazioni obbligatorie che permettano alla controparte di capire chi è il debitore di imposta per quanto riguarda l’Iva.

Per evitare di commettere errori nella fatturazione di queste operazioni vi consigliamo di chiedere sempre al vostro commercialista di fiducia.

Per approfondire vi lascio il link a due articoli nei quali ho trattato con maggior e dettaglio questi argomenti:

Google Adsense: la corretta fatturazione

Operazioni estere nel regime forfettario

Guadagni da e-commerce

Per quanto riguarda i guadagni derivanti da attività di E-commerce, vi ricordo che questa attività è considerata dall’Amministrazione finanziaria come una attività commerciale.

Per questo tale deve essere esclusivamente regolata attraverso l’apertura di una Partita Iva, a prescindere da quale sia il volume annuo dei vostri ricavi.

Si tratta di una disciplina piuttosto complessa che presuppone l’iscrizione anche alla gestione commercianti dell’Inps. La quale prevede il versamento di contributi minimi fissi, a prescindere dal reddito effettivamente percepito dall’attività.

Per questo motivo, prima di intraprendere questo tipo di attività è consigliabile rivolgersi ad un consulente (di solito ad un dottore commercialista), per pianificare insieme l’avvio dell’attività.

Pianificazione che passa attraverso la redazione di Business Plan, che possa aiutarti a pianificare la fase di Start-Up e valutare opportunamente costi e benefici di tutta l’operazione.

In ogni caso, per maggiori informazioni ti rimando a questo mio contributo: “Aprire Partita Iva per la vendita di beni in e-commerce“.

I miei consigli

Spero sinceramente di averti aiutato effettivamente a comprendere le modalità di tassazione dei guadagni derivanti dall’affiliate marketing e dall’advertising pubblicitario.

Ci tenevo soprattutto a metterti in guardia dalle imprecisioni che puoi trovare in rete su quest’argomento (e sono tante).

Ad ogni persona che mi contatta su questo argomento devo rispiegare per bene tutto questo, perché in rete le false informazioni che si leggono sono tantissime.

So che però i dubbi restano tanti, soprattutto in un campo di attività scarsamente regolamentato e che lascia spazio a molteplici interpretazioni.

Nell’incertezza, fatti guidare dall’esperienza e dalla professionalità di un commercialista.

Se sei un Marketer o vuoi diventarlo e  hai dei dubbi, domande, oppure ti va semplicemente di farmi conoscere il tuo parere, lasciami il tuo commento qui sotto!

Altrimenti puoi utilizzare l’apposito servizio di consulenza on-line.

Ti risponderò nel più breve tempo!

35 COMMENTS

  1. Salve, vorrei aprire un blog inserendo banner pubblicitari. Il punto è che sono dipendente statale, per cui dovrei chiedere oltre il nulla osta al dirigente anche il part time del 50% del tempo pieno. Ma dopo che ho letto degli obblighi fiscali partita Iva e Inps mi è passata la voglia.. O lo apro gratis come dire per la gloria .. magari non andrà neanche.

  2. Salve Giulia, se non ci sono centinaia di migliaia di pagine visitate al mese mettere i banner non serve a niente, non rischierei nella sua posizione per pochi euro al mese. I banner portano entrate quando il sito è molto visitato, altrimenti meglio non averli.

  3. Ok, la ringrazio tanto per la sua risposta precisa ed esauriente. Penso di aprirlo senza pubblicità e dopo valuto come va.

  4. come viene considerato chi apre un sito web dove inserisce sconti e promozioni di diverse aziende facendosi pagare qualche soldo per metterli on line…. possibile farlo senza partita iva o con ricevute fiscali..etc…

  5. Salve Federico, sicuramente si tratta di attività imprenditoriale per cui la partita IVA e le varie autorizzazioni amministrative sono obbligatorie. Se interessato ad approfondire

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