Esterometro 2019 per le operazioni transfrontaliere: guida pratica

58
14779

A partire dal 1º gennaio 2019 è obbligatorio l’invio telematico dell’Esterometro. Comunicazione che riguarda le operazioni transfrontaliere. Modello da emettere entro la fine del mese successivo a quello della data del documento emesso. Ovvero a quello della data di ricezione del documento comprovante l’operazione. La comunicazione telematica dei dati delle operazioni transfrontaliere, Esterometro.

A partire dal 1º gennaio 2019 è in vigore l’obbligo di emissione della Fattura Elettronica per tutte le operazioni tra privati (B2B e B2C). Questo secondo quanto previsto dall’articolo 1, comma 909, lettera a) n) 4 Legge n 205/17.

Accanto a questo adempimento, in ottica di semplificazione è stato eliminato l’adempimento legato alla comunicazione delle fatture emesse e ricevute. Mi riferisco al c.d. Spesometro.

Dall’obbligo di fatturazione elettronica rimangono escluse le fatture emesse e ricevute nei confronti/da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato.

Per questo motivo si è reso necessario introdurre un nuovo adempimento legato alla comunicazione di questo tipo di fatture, l’Esterometro.

Vediamo, quindi, tutte le informazioni relative alla nuova comunicazione periodica delle operazioni effettuate con controparti aventi sede in un Paese estero.


CHE COS’È L’ESTEROMETRO? LA COMUNICAZIONE MENSILE DELLE OPERAZIONI TRANSFRONTALIERE

Il fatto che l’obbligo di fatturazione elettronica delle operazioni attive e passive riguardi soltanto le operazioni concluse con controparti residenti comporta alcune conseguenze.

Prima tra tutte l’impossibilità per l’amministrazione finanziaria di tracciare tutte le operazioni effettuate dalle imprese o dai professionisti italiani con controparti estere (sia UE che Extra-UE).

Per questo è stato introdotta una comunicazione periodica volta a monitorare le operazioni estere.

Come detto, tali operazioni rimangono escluse dall’obbligo della fatturazione elettronica e spesso le frodi fiscali sono perpetrate con l’ausilio di operatori esteri.

Per questo motivo si è resa necessaria questa nuova comunicazione.

L’Esterometro, infatti fa riferimento alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso soggetti esteri.

Soggetti che non sono tenuti a doversi identificare in Italia per operare.

La comunicazione c.d. Esterometro è una comunicazione telematica dei dati delle operazioni transfrontaliere da inviare con cadenza mensile all’Agenzia delle Entrate.

ESTEROMETRO SOGGETTI OBBLIGATI ED ESCLUSI

Sono obbligati alla trasmissione dell’Esterometro gli operatori IVA obbligati all’emissione della fatturazione elettronica.

Questo con particolare riferimento alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato.

La norma prevede quindi l’assoggettamento a fatturazione elettronica per i soggetti identificati, escludendoli, di conseguenza, dall’Esterometro.

Sono esclusi dall’obbligo di fatturazione elettronica i contribuenti che applicano un regime fiscale di vantaggio o un Regime Forfettario ovvero il regime speciale degli agricoltori.

Sono esclusi, inoltre, i soggetti non residenti e non stabiliti in Italia.

Il comma 3-bis dell’articolo 1, del DLgs n 127/2015 prevede che:

I soggetti passivi di cui al comma 3 trasmettono telematicamente all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato, salvo quelle per le quali è stata emessa una bolletta doganale e quelle per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche secondo le modalità indicate nel comma 3. La trasmissione telematica è effettuata entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data del documento emesso ovvero a quello della data di ricezione del documento comprovante l’operazione

Comma 3-bis articolo 1 Dlgs n 127/15

I soggetti obbligati dovrebbero essere quelli residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato direttamente ex art. 35-ter del DPR n 633/1972 o per mezzo di rappresentante fiscale.

La Circolare n 13/E/2018 ha invece escluso i soggetti non residenti identificati ai fini IVA specificando:

Ne consegue che, a sensi della normativa comunitaria, tra i soggetti ‘‘stabiliti’’ non possono essere inclusi i soggetti non residenti meramente identificati. Questo, a meno
che non possa essere dimostrata l’esistenza di una stabile organizzazione”

Circolare n 13/E/2018 Agenzia delle Entrate
DETTAGLIO DEI SOGGETTI OBBLIGATI ED ESCLUSI

Per approfondire i soggetti obbligati ed esclusi ti lascio a questo articolo dedicato:

Soggetti obbligati ed esclusi dall’esterometro

I DATI DA TRASMETTERE NELL’ESTEROMETRO

I dati che devono essere indicati nella Comunicazione riguardano le operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato.

Si fa riferimento al tracciato ed alle regole di compilazione previste dalle specifiche tecniche allegate al Provvedimento 30 aprile 2018:

Dati da indicare nella comunicazione

  1. I dati identificativi del cedente/prestatore;
  2. I dati identificativi del cessionario/committente;
  3. La data del documento comprovante l’operazione;
  4. La data di registrazione (per i soli documenti ricevuti e le relative note di variazione);
  5. Il numero del documento;
  6. La base imponibile;
  7. L’aliquota IVA applicata e l’imposta ovvero, ove l’operazione non comporti l’annotazione dell’imposta nel documento, la tipologia dell’operazione (codice natura).

CODICI NATURA OPERAZIONE ESTEROMETRO

Nella tabella che segue riepilogo i principali codici relativi alla natura dell’operazione per l’esterometro.

 CodiceNatura dell’operazione Operazioni attive Operazioni passive 
 N1Escluse ex art. 15Operazioni con esclusione dal computo della base imponibile Iva  
 N2Non soggettePrestazioni di servizio “fuori campo”Iva in assenza del requisito della territorialità (es. servizi extra-UE ex art. 7-ter DPR 633/72) 
 N3Non imponibiliCessioni Intra-UECessioni all’esportazione (incluse quelle in regime del margine)Acquisti Intra-UE non imponibili 
 N4EsentiCessioni e prestazioni in regime di esenzione Iva ex art. 10 DPR 633/72Acquisti Intra-UE esenti 
 N5Regime del margine/iva non esposta in fatturaRegime del margine per i beni usati 
 N6Inversione contabile/reverse chargePrestazioni di servizi nei confronti di soggetti passivi debitori d’imposta in altro stato UE
Acquisti di servizi extra-UE (autofatture)Acquisti intracomunitari di beni e servizi 
 N7Iva assolta in altro Stato UEVendite a distanzaPrestazioni di servizi in regime MOSS 

Per le operazioni attive, il dato “Natura” dell’operazione deve essere valorizzato solamente nel caso in cui il cedente o prestatore non abbia indicato l’Iva in fattura, avendo inserito in luogo dell’imposta una specifica annotazione sul documento.

Per gli acquisti in reverse charge, oltre alla valorizzazione del campo “Natura dell’operazione“, devono essere compilati anche i dati riferiti all’aliquota e all’imposta.

La struttura dell’Esterometro è sostanzialmente quella dello Spesometro.

L’unica differenza riguarda il fatto che i dati da trasmettere sono limitati a quelli che si riferiscono a rapporti con l’estero. Infatti, tutte le altre operazioni “nazionali” sono già conosciute all’Amministrazione Finanziaria attraverso il Sistema di Interscambio. Si tratta dell’hub da cui transitano tutte le Fatture Elettroniche.

OPERAZIONI EFFETTUATE MEDIANTE EMISSIONE O RICEZIONE DI BOLLETTA DOGANALE

La predisposizione e l’invio dell’Esterometro rimane facoltativa per tutte le operazioni per le quali è stata emessa una Bolletta Doganale.

Questo in quanto si tratta di operazioni già note all’Erario, e quelle per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche per mezzo del sistema di interscambio (SDI).

Come specificato dall’Agenzia delle Entrate, verranno mantenute le semplificazioni dei modelli INTRA acquisti in vigore dal 1º gennaio 2018.

TERMINE PER TRASMETTERE LA COMUNICAZIONE TELEMATICA

La trasmissione telematica della Comunicazione deve essere effettuata entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data del documento emesso. Ovvero entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data di ricezione del documento comprovante l’operazione.

Tale adempimento è sicuramente maggiormente gravoso per i contribuenti essendo la scadenza mensile anziché trimestrale/semestrale come lo spesometro.

Per data di ricezione si intende la data di registrazione dell’operazione ai fini della liquidazione dell’IVA.

Facciamo un semplice esempio. Caso di una fattura di un fornitore tedesco datata 31 gennaio 2019 registrata il 20 febbraio 2019. Il termine per effettuare l’invio della comunicazione in oggetto è il 31 marzo 2019.

EMISSIONE DELLA FATTURA ELETTRONICA PER OPERAZIONI TRANSFRONTALIERE

Per le sole fatture emesse, la comunicazione Esterometro non è dovuta se viene predisposta la fatturazione elettronica.

In tal caso si trasmette al sistema dell’Agenzia delle Entrate l’intera fattura emessa, con apposito formato XML e compilando solo il campo
CodiceDestinatario” con un codice convenzionale composto da sette ‘‘ics’’ (‘‘XXXXXXX’’). Così come indicato nelle specifiche tecniche allegate al citato provvedimento.

L’Agenzia delle Entrate, nel corso di un Incontro con la stampa specializzata del 24 maggio 2018 ha, infatti, così risposto alla seguente domanda:

Si possono trasformare le fatture emesse e ricevute dall’estero in fatture elettroniche inviandole attraverso lo SDI in modo da adempiere all’obbligo mensile di comunicazione?

La risposta è affermativa con riferimento solo alle fatture emesse verso soggetti esteri.

Infatti, il punto 9.4 del provvedimento del 30 aprile 2018 stabilisce che:

Per le sole fatture emesse, le comunicazioni relative a ‘‘operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate verso soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato’’ possono essere eseguite trasmettendo al sistema dell’Agenzia delle Entrate l’intera fattura emessa. L’invio avviene in un file nel formato stabilito al punto 1.3 e compilando solo il campo ‘‘Codice Destinatario’’ con un codice convenzionale indicato nelle specifiche tecniche allegate al presente provvedimento

Punto 9.4 Provvedimento 30 Aprile 2018 Agenzia delle Entrate

Sarebbe una grande semplificazione dal punto di vista operativo l’introduzione dell’invio al sistema SDI anche delle fatture da operatori non residenti, attualmente non contemplata dalla norma.

TRASMISSIONE TELEMATICA DELL’ESTEROMETRO E CONSULTAZIONE

I dati delle fatture relativi ad operazioni verso o da soggetti non residenti, non stabiliti, non identificati in Italia, da trasmettere all’Agenzia delle Entrate devono essere rappresentati in formato XML (eXtensible Markup Language).

Questo, secondo lo schema e le regole riportate nell’allegato del provvedimento 30 aprile 2018.

Affinché il file XML sia accettato dal sistema dell’Agenzia delle Entrate predisposto per la ricezione dei file (di seguito Sistema Ricevente), il responsabile della trasmissione (il soggetto obbligato o un suo delegato) deve apporvi una firma elettronica (qualificata o basata su certificati Entrate). Oppure, solo in caso di invio del file tramite upload sull’interfaccia web del servizio ‘‘Fatture e Corrispettivi’’, il sigillo elettronico dell’Agenzia delle Entrate.

La consultazione e l’acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici messi a disposizione nell’area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate dei singoli operatori è consentita anche agli intermediari.

Soggetti individuati dall’articolo 3, comma 3, del DPR 22 luglio 1998, n. 322 appositamente delegati dal cedente/prestatore o dal cessionario/ committente.

La delega può essere conferita e revocata dal cedente/prestatore o dal cessionario/committente direttamente attraverso le funzionalità rese disponibili nel sito web dell’Agenzia o presentando l’apposito modulo presso un qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia stessa.

L’intermediario delegato al predetto servizio è abilitato anche alla consultazione dei dati delle fatture transfrontaliere.

RETTIFICA ED ANNULLAMENTO DELL’ESTEROMETRO

Che cosa fare nel caso in cui ci si accorga di aver commesso un errore nell’Esterometro?

Vediamo insieme i possibili rimedi.

Per le comunicazioni dei dati delle fatture inviate entro il termine di scadenza ed eventualmente scartate, è possibile effettuare un nuovo invio entro i 5 giorni successivi dalla ricezione dell’esito.

In questo caso non vi è applicazione di sanzioni.

Nel diverso caso in cui la comunicazione dei dati delle fatture inviata entro il termine sia formalmente corretta (dunque non scartata), ma presenti delle irregolarità rispetto ad alcuni dei dati oggetto di invio, sono previste due possibilità:

  • L’annullamento dei dati trasmessi inviando una nuova comunicazione con tutti i dati corretti;
  • La rettifica della comunicazione originariamente inviata con la modifica dei soli dati errati.

In caso di annullamento, i dati inviati con la comunicazione originaria si considerano non trasmessi.

In caso di rettifica, invece, i dati originari sono sostituiti da quelli corretti. Si precisa, a tal proposito, che anche nell’ipotesi di più rettifiche, la comunicazione da modificare è quella originaria.

ESTEROMETRO LE SANZIONI PER GLI OPERATORI

Per l’omissione o l’errata trasmissione dei dati delle operazioni transfrontaliere si applica la sanzione amministrativa di € 2,00 per ciascuna fattura.

La sanzione è applicata, comunque, entro il limite massimo di € 1.000,00 per ciascun trimestre.

La sanzione è ridotta alla metà, entro il limite massimo di € 500, se la trasmissione è effettuata entro i quindici giorni successivi alla scadenza stabilita dalla norma. Ovvero se, nel medesimo termine, è effettuata la trasmissione corretta dei dati.

Non si applica l’istituto del cumulo giuridico (previsto dall’articolo 12 del DLgs n 472/97). In pratica, è necessario sommare le singole sanzioni applicabili.

Sulla sanzione è possibile applicare il Ravvedimento Operoso. Istituto di cui all’articolo 13 del DLgs n 472/97.

Il Ravvedimento Operoso per l’Esterometro si applica:

  • Sulla sanzioneridotta” se la regolarizzazione della comunicazione avviene nei 15 giorni dalla scadenza;
  • Sulla sanzionepiena” se la regolarizzazione avviene successivamente ai 15 giorni dalla scadenza.

Ad esempio il Ravvedimento Operoso dell’Esterometro entro un anno porta alle riduzione ad 1/8.

Quindi, si tratta di ridurre ad 1/8 l’importo della sanzione di € 2,00 per ogni operazione.

Rimane sempre fermo il limite di € 1.000 per ciascun trimestre.

ESTEROMETRO PER OPERAZIONI CON CONTROPARTI ESTERE: CONCLUSIONI

La comunicazione delle operazioni intercorse con controparti estere in vigore dal 1° gennaio 2019 è un’ulteriore adempimento per i contribuenti.

Tutti i soggetti coinvolti dalla Fattura Elettronica dovranno adempiere a questo ulteriore onere. Vediamo, tuttavia, come è possibile affrontarlo al meglio con qualche accorgimento.

In particolare, vediamo, come è possibile ridurre al minimo l’impatto dell’esterometro.

Fatture Attive tramite SDI

Un primo elemento da prendere in considerazione può essere quello di far transitare per il sistema di interscambio la fatturazione attiva.

E’ vero che la fattura elettronica non arriva al destinatario (soggetto estero), e che per questo deve essere inviata fattura cartacea. Tuttavia, emettere comunque la fattura elettronica fa si che il sistema di interscambio riceva la fattura.

La ricezione della fattura da parte dello SDI comporta l’esonero per la stessa fattura dalla comunicazione esterometro. Infatti, tale fattura è già stata presa in carico dall’Amministrazione Finanziaria.

Operare in questo modo con tutte le fatture estere fa si che non vi sia obbligo di inserire gli stessi documenti nell’esterometro.

Fatture Passive registrate una volta a trimestre

Per le fatture passive le cose si complicano. Non è possibile, infatti, che un soggetto estero invii la fattura a SDI. Per questo motivo tutta la fatturazione passiva dovrà passare obbligatoriamente per l’esterometro.

Come è possibile, tuttavia, semplificare la situazione?

Quello che si può fare è sfruttare il fatto che le fatture nella comunicazione seguono la data di registrazione contabile e non quella di ricezione della fattura.

Per questo motivo, è possibile registrare le fatture passive una sola volta a trimestre. In questo modo non si perde la normale detrazione dell’IVA ed è possibile inviare per un solo mese nel trimestre la comunicazione.

Una bella semplificazione. Cosa ne pensate?


ESTEROMETRO FAQ

Operatore sanitario italiano emette fattura verso non residente, va in Esterometro?

Il medico italiano che emette una fattura ad un soggetto privato estero deve inserire la fattura (emessa con modalità cartacea) nell’esterometro.

Le prestazioni di servizi generiche ex articolo 7-ter non rilevanti in Italia vanno in Esterometro?

L’operazione non è rilevante ai fini IVA in Italia, ma deve essere inserita in Esterometro. Questo a meno che l’operazione non transiti da Fattura Elettronica che transita da SDI.

Impresa che ha comprato da un privato francese un impiant o che si trova in Italia. Ho fatto autofattura, va in Esterometro?

Un soggetto passivo italiano che acquista un bene che si trova in Italia, non deve fare autofattura. Non si deve compilare l’Esterometro.

Soggetto Statunitense che vende all’impresa italiana un bene che si trova in Italia.

Articolo 17, comma 2, l’impresa italiana fa autofattura per adempiere agli obblighi IVA. L’operazione va in Esterometro.

Impresa italiana che fa ristrutturazione ad immobile in Francia. Va in Esterometro?

Operazione valida ai fini dell’articolo 7-quater, non rilevante ai fini IVA in Italia. L’operazione per il prestatore italiano va in Esterometro.

L’Esterometro lo deve presentare anche il soggetto che opera in Regime Forfettario?

Articolo 1, commi 3 e 3-bis Dlgs n 123/15. L’esterometro è dovuto dai soggetti indicati dal comma 3, ovvero tutti i soggetti passivi IVA ad esclusione di minimi e Forfettari.

Quali sono le informazioni da comunicare con lo Spesometro Fatture Elettroniche?

Le informazioni da inserire nello Spesometro Fatture Elettroniche sono le seguenti:
– Tutte le fatture emesse. Questo a prescindere dalla loro registrazione o annotazione nel registro corrispettivi;
– Fatture ricevute + bollette doganali + fatture ricevute da contribuenti in regime forfettario;
– Note di variazione delle Fatture Elettroniche

Come si inviano i dati dello Spesometro?

I contribuenti per procedere all’invio devono indicare tutte le informazioni in un file chiamato Dati Fattura, in formato Xml. Circolare n 1/E/2017 delle Entrate.

Quali sono i codici Spesometro da utilizzare?

Operazioni Escluse –> N1 – Operazioni escluse IVA ex articolo 15;
Operazioni non soggette –> N2 – Operazioni non soggette IVA;
Operazioni non imponibili –> N3 – Non imponibile;
Operazioni esenti –> N4 – Esente;
Operazioni in Regime del Margine –> Regime del Margine IVA non esposta in fattura;
Reverse charge –> Inversione contabile IVA, Reverse charge;
IVA assolta in altro Stato –> IVA assolta in altro Stato.


ESTEROMETRO: LE OPERAZIONI ED I SOGGETTI INTERESSATI


Esterometro operazioni con soggetti UE non stabiliti




58 COMMENTS

  1. Buonasera ,
    ho il caso di un acquisto da fornitore tedesco identificato con partita iva italiana ma non stabilito in Italia. Ho ricevuto fattura con iva al 22% : devo comunicare l’acquisto in esterometro ? E come identificativo del fornitore estero quale partita iva devo segnalare nel modello?
    Saluti,

    Paola.

  2. Buonasera,
    le pongo il mio caso: acquisto di servizio da un fornitore statunitense. io devo emettere autofattura. devo comunicare con esterometro l’autofattura registrata nel registro acquisti indicando il fornitore estero o posso indicare un fornitore fittizio creato ad hoc?
    grazie.

  3. Buonasera ,
    ho acquistato una licenza Microsoft ma non avendo fatto la registrazione al VIES mi è arrivata la fattura intestata alla mia azienda ma senza partita iva e con l’applicazione Dell’ iva al 22% : devo comunicare l’acquisto in esterometro ?
    Saluti,

    Barbara

  4. Buongiorno,
    ho ricevuto una fattura per prestazioni alberghiere effettuate su territorio inglese.
    La fattura riporta correttamente i dati della nostra società e di quella estera compresa la P.IVA, e da una verifica effettuata VIES la partita IVA GB risulta regolarmente attiva. La fattura è stata ivata dal paese in cui è stata emessa al 20%.
    Pensavo di registrare la fattura sul libro IVA con indicazione F.C.IVA ART. 7 -QUATER o eventualmente solo in contabilità.
    Il mio commercialista vuole farmi emettere autofattura e registrare sia in vendita che in acquisto imputando IVA italiana al 22%. Ritiene inoltre che la GB non è più da considerarsi paese comunitario e quindi va trattato come EXTRA-ue (cmq ai fini della registrazione come pensavo io questo non cambierebbe le cose..)
    Lei cosa ne pensa? Come devo procedere? Nel caso registri come F.C.IVA ART. 7- QUATER devo comnunque fare esterometro? Grazie

  5. Salve Francesca, la fattura riporta correttamente l’IVA UK, in quanto l’operazione è ivi territorialmente rilevante. La fattura non deve transitare dai registri IVA, non è un documento rilevante ai fini IVA in Italia.

  6. Buongiorno
    in merito all’ultimo quesito posto dalla sig.ra Francesca per la fattura UK, questa fattura va in esterometro e come? Imponibile e IVA inglese al 20%, solo imponibile, solo il totale (imponibile + iva)? e come causale fattura TD01 o TD11?
    Grazie per la risposta

  7. Con l’esterometro ciò che rileva al fine di verificare l’obbligo di comunicazione non è tanto il regime territoriale dell’operazione, bensì la controparte dell’operazione, con conseguente inclusione nell’esterometro anche delle operazioni che ai fini IVA rilevano territorialmente in Italia (operazioni passive 7-quater). Quindi, qualora si decida di procedere ad annotare il documento (non tra le spese ma tra le fatture), è necessario includere l’operazione nella sezione “Dati relativi alle fatture ricevute – DTR” della comunicazione delle operazioni transfrontaliere, avendo cura di riportare il codice “N2” (operazione non soggetta) nel campo “Natura” dell’operazione.

  8. Buongiorno
    quindi mi conferma che va riportata con il codice N2 e con l’importo totale di imponibile + iva.
    Da rilevare comunque che non c’è corrispondenza tra il totale fatture estere ricevute ed annotate nel registro IVA acquisti e il totale delle fatture trasmesse con lo spesometro in quanto le fatture menzionate transitano solo in contabilità e non nei registri IVA.
    La ringrazio anticipatamente per la Sua risposta
    Giuseppe

  9. Buongiorno, io ho una sola fattura mensile, cosa succede se non faccio l esterometro? Rischio solamente la multa di 2 euro e basta?
    Grazie mille

  10. Il rischio di non presentare l’esterometro è legato sia alle sanzioni previste, ma anche alla possibilità di ricevere un accertamento fiscale in relazione alle operazioni non comunicate, che comunque verrebbero certificate dalla presentazione della dichiarazione IVA.

  11. Buonasera,
    ho questa situazione: fattura per licenza microsoft fornitore inglese senza partita iva (ci ha anche inviato una dichiarazione dove attesta il fatto di non essere in possesso di partita iva).
    Il commercialista ci ha fatto fare la registrazione non come fattura ma bensì come documento non iva.
    Rientra nell’esterometro?

    Grazie

  12. Salve Pamela, il comportamento tenuto è corretto, il documento ricevuto non è un documento valido ai fini IVA, ma piuttosto una ricevuta. Questo documento, quindi, non va in esterometro.

  13. Buonasera vorrei avere un chiarimento su come predisporre il file esterometro. Io ho ricevuto un servizio da un fornitore estero inglese senza partita iva comunitaria. La fattura che questo mi ha inviato l’ho registrata con un autofattura con FUORI CAMPO IVA ART 2 COMMA 3 DPR 633. Ora nell’esterometro quali dati devo inserire quelli miei relativi alla autofattura o quelli del fornitore onglese? E se nel caso devo inserire i dati del fornitore inglese nel campo della partita iva cosa devo mettere se questo non ne ha una. La natura dell’iva in questo caso è fuori campo N2 o N6. Il tipo di documento è un TD01 autofattura o td11 fattura acquisto intracomunitario
    Grazie per la vostre cortesi risposte

  14. Salve Lucia, se la fattura ricevuta dal fornitore è priva di partita IVA perché il fornitore è sotto le soglie UK per la partita IVA, la fattura deve essere considerata come documento non IVA, quindi deve essere indicata solo in prima nota. Questo significa che tale documento non rileva ai fini dell’esterometro.

  15. Ho effettuato un acquisto tramite amazon DA FORNITORE CINESE che mi ha inviatodocumento per email indicando partita iva italiana, ma non ho ricevuto fattura elettronica. cosa devo fare esterometro?

  16. Salve Marco, prima di tutto chiederei la fattura al fornitore. Se si è identificato in Italia, come credo, questi non deve emettere fattura elettronica, e la fattura sarà con IVA italiana, quindi non va in Esterometro. Questo sempre se le indicazioni di partenza fornite sono corrette.

  17. BUONGIORNO ABBIAMO ESEGUITO UN LAVORO A BARCELLONA E ABBIAMO LE FATTURE DELL’ALBERGO SPAGNOLO CON IVA 10% PAGATE CON REGOLARE CARTA DI CREDITO. LE FATTURE SONO STATE REGISTRATE TRA LE SPESE DOCUMENTATE E NON AI FINI IVA E NON E’ STATO FATTO ESTEROMETRO .
    E’ CORRETTO ? O DOVEVANO ESSERE COMUNICATE IN ESTEROMETRO.
    RINGRAZIO E BUONA GIORNATA.

  18. Buonasera, abbiamo emesso una fattura ad una persona fisica residente in America ma in possesso di CF italiano, in quanto nato in Italia.
    Il programma di contabilità esclude questo documento dall’ esterometro in quanto privo di CF/PI, non considerando il CF da noi regolarmente inserito nell’anagrafica del cliente così come nella fattura.
    E’ corretta l’esclusione dalla comunicazione?
    Barbara P.

  19. Buonasera Federico, per prima cosa grazie per la precedente risposta. Ora approfitterei ancora della sua cortese disponibilità e le propongo un altro quesito. Abbiamo fatto un acquisto da un fornitore Inglese con p.iva comunitaria a maggio. La merce nonostante spedita a maggio a noi è arrivata causa ritardi a luglio, ma ha comunque documento di trasporto con data di maggio. Abbiamo poi richiesto fattura e questi ce l’hanno inviata ora il 11/08/19, ma anche questa purtroppo è datata a maggio. Ora ci chiediamo per l’esterometro dobbiamo far riferimento alla data di ricezione fattura (agosto) ricezione fattura e farlo entro il 30/09 oppure facciamo riferimento all’arrivo della merce a luglio e farlo entro il 31/08? Oppure potremmo registrarla ora con data agosto ma di competenza luglio (facendo riferimento alla data di arrivo merce) e integrarla nell’esterometro di luglio Oppure siamo fuori tempo perchè avremmo dovuto farlo a maggio visto che i documenti hanno quella data e non è dimostrabile la consegna del pacco a luglio? grazie per il suo consiglio

  20. Salve Lucia, in questo caso ci sono problemi legati alla ritardata registrazione della fattura. Questo si riflette poi sull’esterometro. Non posso farle consulenza in risposta ad un commento su questa fattispecie, ma se vuole può contattarci in privato per una consulenza.

  21. Riguardo all’ultimo quesito sulla registrazione tardiva delle fatture estere..leggevo anche in alto il suo commento “Quello che si può fare è sfruttare il fatto che le fatture nella comunicazione seguono la data di registrazione contabile e non quella di ricezione della fattura. Per questo motivo, è possibile registrare le fatture passive una sola volta a trimestre. In questo modo non si perde la normale detrazione dell’IVA ed è possibile inviare per un solo mese nel trimestre la comunicazione”
    MA quando è il termine di registrazione contabile di una fattura estera? E l’esterometro poi va fatto nel mese successivo alla regsitrazione di questa?

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here