Esterometro
Esterometro

Invio telematico delle operazioni con controparti estere a cadenza trimestrale, l’Esterometro. Comunicazione che riguarda tutte le operazioni transfrontaliere. La comunicazione telematica dei dati delle operazioni transfrontaliere, Esterometro con tutte le istruzioni per la compilazione.

A partire dal 1º gennaio 2019 è in vigore l’obbligo di emissione della Fattura Elettronica per tutte le operazioni tra privati (B2B e B2C). Questo secondo quanto previsto dall’articolo 1, comma 909, lettera a) n) 4 Legge n 205/17. Accanto a questo adempimento, in ottica di semplificazione è stato eliminato l’adempimento legato alla comunicazione delle fatture emesse e ricevute. Mi riferisco al c.d. Spesometro.

Dall’obbligo di fatturazione elettronica rimangono escluse le fatture emesse e ricevute nei confronti/da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato. Per questo motivo si è reso necessario introdurre un nuovo adempimento legato alla comunicazione di questo tipo di fatture, l’Esterometro. Questo adempimento è stato poi oggetto di modifica dal parte del comma 1-bis dell’art. 16 del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124. Questa disposizione ha modificato la periodicità di presentazione dell’Esterometro, portandola a cadenza trimestrale.

Sul tema l’art. 1, co. 1103 della Legge n. 178/20 ha previsto una revisione della comunicazione dei dati delle operazioni transfrontaliere di cui all’art. 1, co. 3-bis del D.Lgs. n. 127/15 a decorrere dalle operazioni effettuate dal primo gennaio 2022. Rimangono ferme le modalità ed i termini di effettuazione delle comunicazione per le operazioni effettuate nel 2021. Vediamo, quindi, tutte le informazioni relative alla nuova comunicazione periodica delle operazioni effettuate con controparti aventi sede in un Paese estero.

Che cos’è l’esterometro? La comunicazione trimestrale delle operazioni transfrontaliere

Il fatto che l’obbligo di fatturazione elettronica delle operazioni attive e passive riguardi soltanto le operazioni concluse con controparti residenti comporta alcune conseguenze. Prima tra tutte l’impossibilità per l’amministrazione finanziaria di tracciare tutte le operazioni effettuate dalle imprese o dai professionisti italiani con controparti estere (sia UE che Extra-UE). Per questo è stato introdotta una comunicazione periodica volta a monitorare le operazioni estere.

Come detto, tali operazioni rimangono escluse dall’obbligo della fatturazione elettronica e spesso le frodi fiscali sono perpetrate con l’ausilio di operatori esteri. Per tale motivo si è resa necessaria questa nuova comunicazione.

L’Esterometro, infatti fa riferimento alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso soggetti esteri che non sono tenuti a doversi identificare in Italia per operare. La comunicazione c.d. Esterometro è una comunicazione telematica dei dati delle operazioni transfrontaliere da inviare con cadenza trimestrale all’Agenzia delle Entrate.

Quali sono i soggetti obbligati ed esclusi dall’esterometro?

Sono obbligati alla trasmissione dell’Esterometro gli operatori IVA obbligati all’emissione della fatturazione elettronica. Questo con particolare riferimento alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato. La norma prevede quindi l’assoggettamento a fatturazione elettronica per i soggetti identificati, escludendoli, di conseguenza, dall’Esterometro.

Sono esclusi dall’obbligo di fatturazione elettronica i contribuenti che applicano un regime fiscale di vantaggio o un Regime Forfettario ovvero il regime speciale degli agricoltori. Sono esclusi, inoltre, i soggetti non residenti e non stabiliti in Italia.

Il comma 3-bis dell’articolo 1, del DLgs n 127/2015 prevede che:

I soggetti passivi di cui al comma 3 trasmettono telematicamente all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato, salvo quelle per le quali è stata emessa una bolletta doganale e quelle per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche secondo le modalità indicate nel comma 3. La trasmissione telematica è effettuata entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data del documento emesso ovvero a quello della data di ricezione del documento comprovante l’operazione

Comma 3-bis articolo 1 Dlgs n 127/15

I soggetti obbligati dovrebbero essere quelli residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato direttamente ex art. 35-ter del DPR n 633/1972 o per mezzo di rappresentante fiscale.

La Circolare n 13/E/2018 ha invece escluso i soggetti non residenti identificati ai fini IVA specificando:

Ne consegue che, a sensi della normativa comunitaria, tra i soggetti ‘‘stabiliti’’ non possono essere inclusi i soggetti non residenti meramente identificati. Questo, a meno
che non possa essere dimostrata l’esistenza di una stabile organizzazione”

Circolare n 13/E/2018 Agenzia delle Entrate
DETTAGLIO DEI SOGGETTI OBBLIGATI ED ESCLUSI

Per approfondire i soggetti obbligati ed esclusi ti lascio a questo articolo dedicato: “Soggetti obbligati ed esclusi dall’esterometro“.

I dati da trasmettere nell’esterometro

I dati che devono essere indicati nella Comunicazione riguardano le operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato. Si fa riferimento al tracciato ed alle regole di compilazione previste dalle specifiche tecniche allegate al Provvedimento 30 aprile 2018:

Dati da indicare nella comunicazione

  1. I dati identificativi del cedente/prestatore;
  2. I dati identificativi del cessionario/committente;
  3. La data del documento comprovante l’operazione;
  4. La data di registrazione (per i soli documenti ricevuti e le relative note di variazione);
  5. Il numero del documento;
  6. La base imponibile;
  7. L’aliquota IVA applicata e l’imposta ovvero, ove l’operazione non comporti l’annotazione dell’imposta nel documento, la tipologia dell’operazione (codice natura).

Codici natura operazione nell’esterometro

Nella tabella che segue riepilogo i principali codici relativi alla natura dell’operazione per l’esterometro.

 CodiceNatura dell’operazione 
 N1Escluse ex art. 15
 N2Non soggette
N2.1Non soggette ad IVA ai sensi degli art. 7 – 7-septies
N2.2Non soggette – Altri casi
 N3Non imponibili
N3.1Non imponibili – Esportazioni
N3.2Non imponibili – Cessioni intracomunitarie
N3.3Non imponibili – Cessioni verso San Marino
N3.4Non imponibili – Operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione
N3.5Non imponibili – A seguito di dichiarazione di intento
N3.6Non imponibili – Altre operazioni che non concorrono alla formazione del plafond
 N4Esenti
 N5Regime del margine/iva non esposta in fattura
 N6Inversione contabile/reverse charge
 N6.1Inversione contabile – Cessione di rottami e altri materiali di recupero
N6.2Inversione contabile – Cessione di oro e argento puro
N6.3 Inversione contabile – Subappalto nel settore edile
N6.4Inversione contabile – Cessione di fabbricati
N6.5Inversione contabile – Cessione di telefoni cellulari
N6.6Inversione contabile – Cessione di prodotti elettronici
N6.7Inversione contabile – Prestazioni comparto edile e settori connessi
N6.8Inversione contabile – Operazioni settore energetico
N6.9Inversione contabile – Altri casi
N7Iva assolta in altro Stato UE

Per le operazioni attive, il dato “Natura” dell’operazione deve essere valorizzato solamente nel caso in cui il cedente o prestatore non abbia indicato l’Iva in fattura, avendo inserito in luogo dell’imposta una specifica annotazione sul documento.

Per gli acquisti in reverse charge, oltre alla valorizzazione del campo “Natura dell’operazione“, devono essere compilati anche i dati riferiti all’aliquota e all’imposta.

La struttura dell’Esterometro è sostanzialmente quella dello Spesometro. L’unica differenza riguarda il fatto che i dati da trasmettere sono limitati a quelli che si riferiscono a rapporti con l’estero. Infatti, tutte le altre operazioni “nazionali” sono già conosciute all’Amministrazione Finanziaria attraverso il Sistema di Interscambio. Si tratta dell’hub da cui transitano tutte le Fatture Elettroniche.

Operazioni effettuate mediante emissione o ricezione di bolletta doganale

La predisposizione e l’invio dell’Esterometro rimane facoltativa per tutte le operazioni per le quali è stata emessa una Bolletta Doganale. Questo in quanto si tratta di operazioni già note all’Erario, e quelle per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche per mezzo del sistema di interscambio (SDI). Come specificato dall’Agenzia delle Entrate, verranno mantenute le semplificazioni dei modelli INTRA acquisti in vigore dal 1º gennaio 2018.

I termini per la trasmissione dell’esterometro

La trasmissione telematica della Comunicazione deve essere effettuata entro l’ultimo giorno del trimestre successivo a quello della data del documento emesso. Ovvero entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data di ricezione del documento comprovante l’operazione. Questo è quanto modificato a cura del comma 1-bis dell’art. 16 del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, con effetto a partire da gennaio 2020. Per data di ricezione si intende la data di registrazione dell’operazione ai fini della liquidazione dell’IVA.

Facciamo un semplice esempio. Caso di una fattura di un fornitore tedesco datata 31 gennaio 2020 registrata il 20 febbraio 2020. Il termine per effettuare l’invio della comunicazione in oggetto è il 31 aprile 2021.

EMISSIONE DELLA FATTURA ELETTRONICA PER OPERAZIONI TRANSFRONTALIERE

Per le sole fatture emesse, la comunicazione Esterometro non è dovuta se viene predisposta la fatturazione elettronica.

In tal caso si trasmette al sistema dell’Agenzia delle Entrate l’intera fattura emessa, con apposito formato XML e compilando solo il campo “CodiceDestinatario” con un codice convenzionale composto da sette ‘‘ics’’ (‘‘XXXXXXX’’). Così come indicato nelle specifiche tecniche allegate al citato provvedimento.

L’Agenzia delle Entrate, nel corso di un Incontro con la stampa specializzata del 24 maggio 2018 ha, infatti, così risposto alla seguente domanda:

Si possono trasformare le fatture emesse e ricevute dall’estero in fatture elettroniche inviandole attraverso lo SDI in modo da adempiere all’obbligo trimestrale di comunicazione?

La risposta è affermativa con riferimento solo alle fatture emesse verso soggetti esteri.

Infatti, il punto 9.4 del provvedimento del 30 aprile 2018 stabilisce che:

Per le sole fatture emesse, le comunicazioni relative a ‘‘operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate verso soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato’’ possono essere eseguite trasmettendo al sistema dell’Agenzia delle Entrate l’intera fattura emessa. L’invio avviene in un file nel formato stabilito al punto 1.3 e compilando solo il campo ‘‘Codice Destinatario’’ con un codice convenzionale indicato nelle specifiche tecniche allegate al presente provvedimento

Punto 9.4 Provvedimento 30 Aprile 2018 Agenzia delle Entrate

Sarebbe una grande semplificazione dal punto di vista operativo l’introduzione dell’invio al sistema SDI anche delle fatture da operatori non residenti, attualmente non contemplata dalla norma.

Trasmissione telematica dell’esterometro e consultazione

I dati delle fatture relativi ad operazioni verso o da soggetti non residenti, non stabiliti, non identificati in Italia, da trasmettere all’Agenzia delle Entrate devono essere rappresentati in formato XML (eXtensible Markup Language). Questo, secondo lo schema e le regole riportate nell’allegato del provvedimento 30 aprile 2018. Affinché il file XML sia accettato dal sistema dell’Agenzia delle Entrate predisposto per la ricezione dei file (di seguito Sistema Ricevente), il responsabile della trasmissione (il soggetto obbligato o un suo delegato) deve apporvi una firma elettronica (qualificata o basata su certificati Entrate). Oppure, solo in caso di invio del file tramite upload sull’interfaccia web del servizio ‘‘Fatture e Corrispettivi’’, il sigillo elettronico dell’Agenzia delle Entrate.

La consultazione e l’acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici messi a disposizione nell’area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate dei singoli operatori è consentita anche agli intermediari. Soggetti individuati dall’articolo 3, comma 3, del DPR 22 luglio 1998, n. 322 appositamente delegati dal cedente/prestatore o dal cessionario/ committente.

La delega può essere conferita e revocata dal cedente/prestatore o dal cessionario/committente direttamente attraverso le funzionalità rese disponibili nel sito web dell’Agenzia o presentando l’apposito modulo presso un qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia stessa. L’intermediario delegato al predetto servizio è abilitato anche alla consultazione dei dati delle fatture transfrontaliere.

Rettifica ed annullamento dell’esterometro

Che cosa fare nel caso in cui ci si accorga di aver commesso un errore nell’Esterometro? Vediamo insieme i possibili rimedi.

Per le comunicazioni dei dati delle fatture inviate entro il termine di scadenza ed eventualmente scartate, è possibile effettuare un nuovo invio entro i 5 giorni successivi dalla ricezione dell’esito. In questo caso non vi è applicazione di sanzioni.

Nel diverso caso in cui la comunicazione dei dati delle fatture inviata entro il termine sia formalmente corretta (dunque non scartata), ma presenti delle irregolarità rispetto ad alcuni dei dati oggetto di invio, sono previste due possibilità:

  • L’annullamento dei dati trasmessi inviando una nuova comunicazione con tutti i dati corretti;
  • La rettifica della comunicazione originariamente inviata con la modifica dei soli dati errati.

In caso di annullamento, i dati inviati con la comunicazione originaria si considerano non trasmessi. In caso di rettifica, invece, i dati originari sono sostituiti da quelli corretti. Si precisa, a tal proposito, che anche nell’ipotesi di più rettifiche, la comunicazione da modificare è quella originaria.

Eesterometro: le sanzioni per gli operatori

Per l’omissione o l’errata trasmissione dei dati delle operazioni transfrontaliere si applica la sanzione amministrativa di € 2,00 per ciascuna fattura. La sanzione è applicata, comunque, entro il limite massimo di € 1.000,00 per ciascun trimestre.

La sanzione è ridotta alla metà, entro il limite massimo di € 500, se la trasmissione è effettuata entro i quindici giorni successivi alla scadenza stabilita dalla norma. Ovvero se, nel medesimo termine, è effettuata la trasmissione corretta dei dati.

Non si applica l’istituto del cumulo giuridico (previsto dall’articolo 12 del DLgs n 472/97). In pratica, è necessario sommare le singole sanzioni applicabili.

Sulla sanzione è possibile applicare il Ravvedimento Operoso. Istituto di cui all’articolo 13 del DLgs n 472/97.

Il Ravvedimento Operoso per l’Esterometro si applica:

  • Sulla sanzioneridotta” se la regolarizzazione della comunicazione avviene nei 15 giorni dalla scadenza;
  • Sulla sanzionepiena” se la regolarizzazione avviene successivamente ai 15 giorni dalla scadenza.

Ad esempio il Ravvedimento Operoso dell’Esterometro entro un anno porta alle riduzione ad 1/8. Quindi, si tratta di ridurre ad 1/8 l’importo della sanzione di € 2,00 per ogni operazione. Rimane sempre fermo il limite di € 1.000 per ciascun trimestre.

Sanzioni esterometro

Sanzioni esterometro dal 2022

L’art. 1 co. 1104 della Legge n. 178/20 ha modificato il regime sanzionatorio per le violazioni connesse alla comunicazione in esame, con riferimento alle operazioni effettuate dal 2022. L’art. 11, co. 2-quater del D.Lgs. n. 471/97 è novellato, prevedendo l’applicazione di una sanzione amministrativa pari a 2,00 euro per ciascuna fattura non trasmessa correttamente o non trasmessa tempestivamente e modificando il limite massimo.

Il nuovo importo massimo della sanzione è pari a 400,00 euro su base mensile, riducibili alla metà (entro il nuovo limite massimo di 200,00 euro per ciascun mese), se la trasmissione dei dati è avvenuta entro i 15 giorni successivi ai termini previsti.

Repubblica di San Marino ed esterometro

Dal 1° gennaio 2019 gli operatori nazionali che intrattengono rapporti di interscambio di beni con operatori sanmarinesi devono continuare a ricevere o a emettere fatture cartacee su cui l’ufficio tributario di San Marino appone il proprio timbro.

L’acquisizione da parte dell’operatore italiano della fattura di vendita o di acquisto munita del visto dell’ufficio tributario sanmarinese costituisce infatti prova dell’avvenuta importazione o esportazione dei beni tra Italia e San Marino.

Non essendo obbligati all’emissione delle fatture elettroniche gli operatori nazionali quando realizzano vendite o acquisti con residenti in San Marino devono predisporre l’esterometro. Tuttavia, quest’ultimo adempimento è superabile almeno per quanto riguarda la fatturazione attiva. Infatti, è prevista la possibilità di emettere fattura elettronica attiva verso l’estero apponendo nel codice destinatario il codice “XXXXXXX“.

Ovviamente il soggetto non residente non potrà ricevere dallo SdI la fattura elettronica, né potrà prenderne visione nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate a cui non può accedere, per cui è necessario che gli sia inviata una copia della fattura elettronica in formato cartaceo. Questo in modo da poterla presentare in triplice copia all’ufficio tributario.

Al contrario per gli acquisti presso operatori sanmarinesi gli operatori italiani non possono evitare la compilazione dell’esterometro. Al massimo nel caso in cui assolvano l’imposta con il meccanismo del reverse charge possono inviare allo SdI un documento elettronico realizzato in base alla fattura ricevuta dal fornitore sanmarinese munita del visto dell’ufficio tributario sanmarinese.

Fattura sanmarinese con IVA esposta

Negli acquisti di beni da San Marino il decreto del 24 dicembre 1993 contempla anche la possibilità di assolvere l’imposta mediante fatture con IVA prepagata che, se minute del timbro dell’ufficio tributario e dell’Agenzia delle Entrate di Pesaro, sono parificate ai fini degli adempimenti a fatture emesse da operatori italiani. Tuttavia, l’operatore italiano è tenuto, comunque, alla compilazione dell’esterometro.

Prestazioni di servizi da e verso San Marino

Per le operazioni di servizi attive con operatore sanmarinesi si deve seguire la procedura legata alla fatturazione verso operazioni extracomunitarie. Pertanto, l’operatore italiano può emettere la fattura elettronica nei confronti del soggetto sanmarinese con codice “XXXXXXX”, nel codice destinatario per evitare la compilazione dell’esterometro. In questo caso è comunque necessaria la copia cartacea della fattura da consegnare all’operatore sanmarinese.

Allo stesso modo, nel caso in cui il committente soggetto passivo stabilito in Italia riceva una prestazione di servizi territorialmente rilevante, non avendo la necessità di acquisire una fattura proveniente dal prestatore sanmarinese, in quanto è obbligato ad autofatturarsi. In questo modo il soggetto passivo italiano può emettere un documento elettronico da inviare al sistema di interscambio. Ad ogni modo rimane obbligatoria la presentazione dell’esterometro.

Modifiche all’esterometro dal 2022

L’art. 1 co. 1103 della Legge n. 178/20 ha previsto una revisione della comunicazione dei dati delle operazioni transfrontaliere a decorrere dalle operazioni effettuate dal primo gennaio 2022. La comunicazione dei dati delle operazioni transfrontaliere dovrà essere effettuata in via obbligatoria mediante il Sistema di Interscambio adottando il formato XML.

La trasmissione avverrà secondo le specifiche tecniche approvate con provv. Agenzia delle Entrate 30 aprile 2020 n. 89757, successivamente modificato dal provvedimento n. 99922 del 28.02.2020 e n. 166579 del 20.04.2020. La norma, quindi, prevede che opera le operazioni effettuate dal primo gennaio 2022:

  • I dati relativi alle operazioni svolte nei confronti di soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato devono essere trasmessi telematicamente entro i termini di emissione delle fatture o dei documenti che ne certificano i corrispettivi;
  • I dati relativi alle operazioni ricevute da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato sono trasmessi telematicamente entro il quindicesimo giorno del mese successivo a quello di ricevimento del documento che comprova l’operazione o di effettuazione dell’operazione.

L’allineamento delle tempistiche di trasmissione dei dati delle operazioni con l’estero con i termini di emissione delle fatture è un elemento determinante per la precompilazione dei registri IVA e della dichiarazione annuale da parte dell’Agenzia delle Entrate.


ESTEROMETRO FAQ

Operatore sanitario italiano emette fattura verso non residente, va in Esterometro?

Il medico italiano che emette una fattura ad un soggetto privato estero deve inserire la fattura (emessa con modalità cartacea) nell’esterometro.

Le prestazioni di servizi generiche ex articolo 7-ter non rilevanti in Italia vanno in Esterometro?

L’operazione non è rilevante ai fini IVA in Italia, ma deve essere inserita in Esterometro. Questo a meno che l’operazione non transiti da Fattura Elettronica che transita da SDI.

Impresa che ha comprato da un privato francese un impiant o che si trova in Italia. Ho fatto autofattura, va in Esterometro?

Un soggetto passivo italiano che acquista un bene che si trova in Italia, non deve fare autofattura. Non si deve compilare l’Esterometro.

Soggetto Statunitense che vende all’impresa italiana un bene che si trova in Italia.

Articolo 17, comma 2, l’impresa italiana fa autofattura per adempiere agli obblighi IVA. L’operazione va in Esterometro.

Impresa italiana che fa ristrutturazione ad immobile in Francia. Va in Esterometro?

Operazione valida ai fini dell’articolo 7-quater, non rilevante ai fini IVA in Italia. L’operazione per il prestatore italiano va in Esterometro.

L’Esterometro lo deve presentare anche il soggetto che opera in Regime Forfettario?

Articolo 1, commi 3 e 3-bis Dlgs n 123/15. L’esterometro è dovuto dai soggetti indicati dal comma 3, ovvero tutti i soggetti passivi IVA ad esclusione di minimi e Forfettari.

Quali sono le informazioni da comunicare con lo Spesometro Fatture Elettroniche?

Le informazioni da inserire nello Spesometro Fatture Elettroniche sono le seguenti:
– Tutte le fatture emesse. Questo a prescindere dalla loro registrazione o annotazione nel registro corrispettivi;
– Fatture ricevute + bollette doganali + fatture ricevute da contribuenti in regime forfettario;
– Note di variazione delle Fatture Elettroniche

Come si inviano i dati dello Spesometro?

I contribuenti per procedere all’invio devono indicare tutte le informazioni in un file chiamato Dati Fattura, in formato Xml. Circolare n 1/E/2017 delle Entrate.

Quali sono i codici Spesometro da utilizzare?

Operazioni Escluse –> N1 – Operazioni escluse IVA ex articolo 15;
Operazioni non soggette –> N2 – Operazioni non soggette IVA;
Operazioni non imponibili –> N3 – Non imponibile;
Operazioni esenti –> N4 – Esente;
Operazioni in Regime del Margine –> Regime del Margine IVA non esposta in fattura;
Reverse charge –> Inversione contabile IVA, Reverse charge;
IVA assolta in altro Stato –> IVA assolta in altro Stato.


Esterometro: le operazioni ed i soggetti interessati


Esterometro operazioni con soggetti UE non stabiliti




70 COMMENTI

  1. DOMANDO
    Prestazioni di servizio ricevute da San Marino ( fattura senza iva ), devo fare autofattura ma, nell’esterometro entrano solo i dati dell’acquisto art. 17 comma 2 oppure anche quelli dell’autofattura emessa ?
    Oppure l’autofattura emessa dev’essere inviata allo SDI ?
    Ringrazio anticipatamente
    Cordiali Saluti
    Ale

  2. Per le operazioni passive con San Marino gli operatori italiani non possono esimersi dalla compilazione dell’esterometro. Al massimo nel momento in cui venga assolta l’IVA con il meccanismo dell’inversione contabile possono inviare al SdI un documento elettronico realizzato sulla base della fattura ricevuta dal fornitore sanmarinese munita del visto.

  3. Buongiorno, leggendo gli aggiornamenti per il 2021 mi sembra aver capito che per le fatture passive, il codice natura va inserito solo per quelle fatture con IVA a 0 (es. operazioni di triangolazione senza sdoganamento art. 8 quindi N3.1).
    Per le fatture INTRA invece suppongo che non vada indicata la natura ma basti il codice fattura TD10 o TD11 a seconda che sia un bene o servizio.
    Ho capito bene questa nuova procedura?
    Grazie e buon lavoro

  4. Dal 1° gennaio 2021 il campo “Natura” non può accogliere il codice generico N2, N3 o N6, in analogia con quanto previsto per la fatturazione elettronica. Per questo motivo sono stati introdotti ulteriori codici di dettaglio. I seguenti:
    N2.1 non soggette ad Iva ai sensi degli articoli da 7 a 7-septies del D.P.R. 633/1972
    N2.2 non soggette – altri casi
    N3.1 non imponibili – esportazioni
    N3.2 non imponibili – cessioni intracomunitarie
    N3.3 non imponibili – cessioni verso San Marino
    N3.4 non imponibili – operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione
    N3.5 non imponibili – a seguito di dichiarazioni d’intento
    N3.6 non imponibili – altre operazioni che non concorrono alla formazione del plafond

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