Limiti funzionamento e tassazione della prestazione occasionale per il 2020. Quali soggetti possono usufruire delle prestazioni occasionali? Quali sono i limiti da rispettare? Come funziona la tassazione? La ricevuta è necessaria? E’ necessaria la presentazione della dichiarazione dei redditi? In che modo si concilia la prestazione occasionale con il lavoro accessorio di cui al Libretto famiglia e ai buoni PrestO’? Tutte le risposte nella nostra guida. 

La Prestazione Occasionale è uno strumento che deve essere utilizzato dai soggetti che vogliono intraprendere attività professionali in modo saltuario e sporadico.

Si tratta di situazioni in cui vi sono soggetti sono esonerati dall’apertura di una partita IVA  in quanto svolgono l’attività professionale in modo non abituale e continuativo.

Sto facendo riferimento ad attività professionali minimali e residuali. Attività con le quali un soggetto può raggiungere piccoli guadagni, senza avviare una vera e propria attività (professionale).

Prestazione occasionale

Online se cerchi la parola “Prestazione occasionale” troverai una moltitudine di articoli.

Testi scritti molto spesso da persone che con il mondo fiscale non hanno niente a che vedere. Testi che con il tempo hanno contribuito a creare molta confusione su ambito e limiti di applicazione delle prestazioni occasionali.

Il risultato è che oggi molti pensano che la prestazione occasionale sia l’alternativa alla partita IVA. Ovvero la soluzione per fare attività professionali o commerciali, senza dover pensare agli adempimenti fiscali.

Niente di più sbagliato.

Inoltre, l’articolo 54-bis del D.L. n. 50/2017 ha introdotto la disciplina sul lavoro occasionale accessorio.

Cominciamo!

Indice degli Argomenti

Lavorare senza partita IVA è possibile?

La domanda sull’argomento lavoro occasionale che maggiormente mi viene posta è se sia possibile lavorare senza partita IVA.

La risposta non può che essere affermativa, lavorare senza partita IVA è possibile ma solo a determinate condizioni:

  • L’attività non deve essere svolta in modo professionale;
  • L’attività deve essere occasionale, quindi del tutto episodica;
  • Non deve esserci coordinazione del lavoro ed impiego di mezzi (non deve trattarsi di attività di impresa).

Rispettando queste condizioni è possibile operare senza partita IVA. Tuttavia, come avrai capito il lavoro senza partita IVA non può che essere qualcosa di temporaneo, utilizzabile fino a quando l’attività non assume il carattere di abitualità e professionalità.

In tutto questo non devi considerare il volume dei compensi che percepisci. Come ti spiegherò meglio in seguito, la famosa soglia dei 5.000 euro di attività senza partita IVA non esiste. Non c’è, infatti, nessun riferimento fiscale relativo a questa soglia.

Questo significa che quanti vogliono emettere “fattura senza partita IVA” fino a 5.000 euro, devono fare attenzione ad operare con i requisiti visti in precedenza, altrimenti si incorre in sanzione.

Lavoro occasionale e lavoro accessorio: quali differenze?

Il primo chiarimento da effettuare è che oggi vi sono due diverse normative che riguardano le attività non continuative e non abituali.

  • Lavoro autonomo occasionale
  • Lavoro occasionale accessorio.

La disciplina del lavoro autonomo occasionale riguarda i soggetti che svolgono esclusivamente attività professionali di carattere intellettuale.

Si tratta di soggetti che non hanno obbligo di iscrizione ad albi o elenchi professionali che svolgono occasionalmente l’attività.

Classico caso è quello dell’amministratore di condominio che esercita l’attività soltanto nel proprio stabile. Oppure ancora l’attività del procacciatore d’affari occasionale.

Tale attività può essere regolata attraverso la disciplina del lavoro occasionale.

Accanto a questa normativa vi è quella che riguarda il cd lavoro occasionale accessorio.

E’ una normativa, questa, che riguarda esclusivamente le attività non abituali legate ad attività di tipo subordinato, quindi con un committente stabilito.

Quindi in questo caso l’attività di lavoro non è autonoma, come nel caso precedente, ma alle dipendente di un committente.

Anche in questo caso ti faccio un esempio per farti comprendere meglio. Pensa ad una studentessa che si finanzia gli studi facendo la baby sitter, oppure facendo la commessa in un negozio nei fine settimana. Attività che possono essere gestite con la disciplina del lavoro accessorio (attraverso i voucher INPS o buoni lavoro).

Come ti spiegherò meglio in seguito esistono due forme di lavoro accessorio.

  • Il Libretto Famiglia, che possono utilizzare le famiglie
  • Il PrestO’, strumento totalmente dedicato alle imprese.

Esempio di attività da svolgere tramite buoni lavoro occasionale

Provo a riepilogare facendo un esempio pratico.

Se devi svolgere un’attività autonoma occasionale come una consulenza informatica per il vicino di casa, devi utilizzare le prestazioni occasionali, attraverso il rilascio di una ricevuta.

Mentre, se occasionalmente ti offri per fare la giornata come cameriere, bagnino, colf, baby sitter, o ogni altra attività assimilabile al lavoro dipendente potrai utilizzare il Libretto Famiglia o il PrestO’.

Per fare chiarezza su questi argomenti ho pensato di realizzare questo contributo, aggiornando limiti condizioni e funzionamento della prestazione occasionale al 2020.


Disciplina della Prestazione Occasionale dal 2020

Vediamo di seguito tutta la disciplina che riguarda lo svolgimento di attività professionali senza partita IVA

I vantaggi della Prestazione Occasionale per attività non abituali

Le attività di lavoro autonomo eseguite in maniera del tutto sporadica e non abituale sono svolte quotidianamente da tantissime persone. Molto spesso accanto alla propria attività lavorativa principale (lavoro dipendente o lavoro autonomo con partita IVA o di impresa) esercitano un’attività professionale saltuaria.

La disciplina del lavoro autonomo occasionale è particolarmente semplice e non prevede particolari obblighi fiscali. Il tutto, a patto di rispettare i limiti che vedremo di seguito.

Pensa, ad esempio, al caso di un lavoratore dipendente che per pura passione si trova a riparare il PC del vicino di casa. In questo caso, trattasi di attività professionale del tutto occasionale. L’occasionalità dell’attività è il requisito che consente l’utilizzo della prestazione occasionale (e non della partita IVA).

Un’altra situazione, su cui spesso mi viene richiesto un parere è il caso di un soggetto che vende oggetti su Ebay. In questo caso, non si parla di attività professionale, ma di un’attività di tipo commerciale. Quindi, le prestazioni occasionali non si rendono applicabili. Nel caso potrà essere emessa una ricevuta non fiscale di vendita. Questo, a patto, anche in questo caso, che l’attività di vendita non sia continuativa nel tempo.

La definizione di Prestazione Occasionale

Si può definire come prestazione di Lavoro Autonomo Occasionale o semplicemente “Prestazione Occasionale“):

qualsiasi attività di lavoro caratterizzata dall’assenza di abitualità, professionalità, continuità e coordinazione

La disciplina riguardante le prestazioni occasionali è stata introdotta dalla Legge n. 30/2003 (“legge delega al governo in materia di occupazione e mercato del lavoro“). Tale normativa è poi sfociata nella cd “Legge Biagi” (DLgs n 276/2003, così come modificato dall’articolo 24 del D.L. n. 201/2011 c.d. “Legge Fornero“).

Questa normativa aveva introdotto le Prestazioni Occasionali, che si caratterizzavano essenzialmente per due requisiti:

  • Durata non superiore a 30 giorni con lo stesso committente in un anno;
  • Compenso non superiore a € 5.000 da ogni committente.

Abrogazione dal 2015 della Legge Biagi sulle Prestazioni Occasionali

La Legge Biagi è stata abrogata a partire dal 25 giugno 2015, giorno di entrata in vigore del D.Lgs. 81/2015. Tale norma è il quarto dei decreti applicativi che fanno parte del cosiddetto “Jobs Act“, la legge delega per la riforma del lavoro.

Tale disposizione ha, sostanzialmente, abrogato la Prestazione Occasionale, con le caratteristiche sopra indicate (durata e soglia di compensi). Quindi, ad oggi, l’unica disciplina giuridica che definisce le Prestazioni Occasionali è l’articolo 2222 del codice civile.

L’articolo 2222 del cc riguarda il contratto di prestazione d’opera. Sulla base di questa disposizione si può definire lavoratore che effettua una prestazione occasionale:

chi si obbliga a compiere, dietro corrispettivo, un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio senza vincolo di subordinazione, ne potere di coordinamento del committente ed in via del tutto occasionale”

Definizione di Prestazione Occasionale ai sensi del Codice Civile

Le caratteristiche della Prestazione di Lavoro Autonomo Occasionale

Come accennato all’inizio di questa analisi affinché un soggetto possa svolgere un’attività di lavoro autonomo senza partita IVA, rientrando nelle disciplina delle Prestazioni Occasionali è necessario rispettare i seguenti requisiti:

  • Mancanza di continuità e abitualità della prestazione di lavoro autonomo. La definizione di abitualità, non essendo stata chiaramente definita dal Ministero, può essere identificata come un’attività duratura nel tempo, che possa fare presumere non ad una attività sporadica, ma prolungata nel tempo. In ogni caso, occorre fare una valutazione ad hoc caso per caso;
  • Mancanza di coordinamento della prestazione. Affinché vi sia coordinamento occorre che l’attività sia svolta all’interno dell’azienda o nell’ambito del ciclo produttivo del committente.

Nell’ipotesi in cui la Prestazione Occasionale perda i suoi requisiti, troveranno applicazione le discipline riguardanti:

  • Il lavoro dipendente, se è riscontrabile l’elemento della coordinazione, ed eterodirezione del lavoro oppure
  • Il lavoro autonomo (con partita IVA), per più prestazioni autonome abituali.

Nel caso del lavoro autonomo ti consiglio di verificare e valutare se possiedi i requisiti per beneficiare dei vantaggi offerti dal c.d. “regime forfettario“. Si tratta di un regime di vantaggio che presenta una semplificazione degli adempimenti e una riduzione delle imposte dovute, ma soltanto rispettando i requisiti di accesso e di permanenza.

Per maggiori informazioni su questo regime puoi leggere:

Regime forfettario per i contribuenti minori“.

Il contratto di lavoro occasionale

Quando ci sia accorda per l’effettuazione di una prestazione occasionale molto spesso ci si accorda verbalmente.

Per la mia esperienza si tratta di una cosa assolutamente da evitare.

Quando un committente incarica un soggetto che esercita in modo “non professionale” sa benissimo di contrattare con una posizione di forza.

In molti casi, vengono raggiunti accordi verbali proprio per evitare di avere documentazione che possa provare il lavoro del prestatore, e quindi, potersi porre nella condizione di non pagarlo.

E’ una situazione molto più frequente di quanto possa sembrare. Ci sono aziende che si approfittano del lavoro di studenti e disoccupati, in questo modo.

Se puoi, evita accordi di questo tipo. Ma soprattutto chiedi sempre un contratto scritto che abbia ad oggetto lo svolgimento di lavoro occasionale.

Nella redazione del contratto di collaborazione occasionale dovrai fare attenzione a tre aspetti.

Il primo riguarda la descrizione dell’attività che andrai a svolgere indicandone tempi e modalità. Devi essere quanto più preciso possibile.

Il secondo aspetto riguarda il compenso, determinandone l’ammontare e soprattutto le tempistiche di pagamento. Non accettare tempistiche indefinite o che non ti soddisfano. Essere chiari è a tuo vantaggio.

Il terzo requisito è quello che riguarda la possibilità di recedere anticipatamente dal contratto. Devi rendere chiaro in quali casi puoi risolvere anticipatamente il contratto, e con quali modalità.

So che questi punti possono sembrarti aspetti banali, ma ti assicuro che nella pratica quotidiana non lo sono affatto.

Scarica il contratto di lavoro occasionale

Sottoscrivere un contratto di lavoro occasionale redatto nel modo corretto è davvero raro. Ti consiglio di fare attenzione e nel caso di farti assistere da un legale o da un commercialista per quanto meno verificare che il tuo contratto davvero ti stia tutelando.

Per cercare di aiutarti ho realizzato una bozza di contratto di lavoro occasionale che puoi scaricare al link seguente. Puoi utilizzarlo per la tua attività con poche semplici modifiche.

Stipula e firma del contratto di collaborazione occasionale

L’ultima fase, una volta predisposto il tuo contratto di collaborazione occasionale, è quella di ottenere la firma da parte del tuo committente.

Se il tuo committente è un privato, molto probabilmente non riscontrerai particolari problemi nel far firmare il tuo contratto. Per te sarà sicuramente un sollievo perché con il contratto di lavoro occasionale firmato puoi essere al sicuro anche in caso di mancato pagamento.

Al contrario, invece, se il tuo committente è un’impresa o un professionista dotato di partita IVA le cose si complicano. In questi casi, infatti, il committente non vorrà vincolarsi al contratto e restare nella sua posizione “di forza“. Il mio consiglio è quello di non accettare di iniziare il lavoro senza un contratto firmato. Solo in questo modo puoi essere sicuro di tutelare al massimo i tuoi interessi (soprattutto in caso di mancato pagamento).

L’emissione della ricevuta per Lavoro autonomo Occasionale

Il soggetto che effettua la prestazione occasionale di lavoro autonomo è tenuto a rilasciare al soggetto committente della prestazione, una ricevuta “non fiscale.

La ricevuta per Prestazione Occasionale ha carattere di “quietanza di pagamento“, quindi la sua emissione certifica l’avvenuto pagamento della prestazione. Per questo è importante emettere la ricevuta non prima dell’avvenuto pagamento del compenso da parte del committente.

Puoi redigere la ricevuta per lavoro autonomo occasionale anche su un normale foglio di carta, a condizione che tu riporti questi elementi obbligatori:

  • I tuoi dati anagrafici;
  • I dati anagrafici del tuo committente;
  • La data di emissione e il numero progressivo d’ordine della ricevuta;
  • Il corrispettivo lordo concordato della tua prestazione lavorativa;
  • L’eventuale ritenuta d’acconto (pari al 20% dei compenso lordo). Questo solo se il committente è un “sostituto d’imposta“;
  • L’importo netto che ti è stato corrisposto dal committente.

Voglio precisare che la ritenuta d’acconto del 20% deve essere applicata a riduzione del compenso lordo dovuto per la prestazione. In pratica, si tratta di un acconto sulle imposte che il committente è tenuto a trattenere e versare all’Amministrazione finanziaria per conto del soggetto che presta la propria attività professionale.

Attenzione però.

La ritenuta d’acconto deve essere applicata soltanto nel caso in cui la prestazione occasionale è svolta nei confronti di sostituti di imposta.

Chi sono i soggetti per cui devo applicare la ritenuta di acconto nella Prestazione Occasionale?

Se stai compilando la ricevuta per lavoro occasionale sono sicuro che ti stai chiedendo se nel tuo caso devi applicare la ritenuta di acconto o meno. Come detto, la ritenuta di acconto si applica solo se il tuo committente rientra tra quelli indicati nell’articolo 23 del DPR n 600/73.

Tale disposizione identifica i sostituti di imposta, che possono essere così sintetizzati:

  • Imprese e professionisti (che non applicano il regime forfettario);
  • Società di persone e di capitali;
  • Associazioni ed enti di ogni tipo;
  • Condomini.

Se il tuo committente rientra tra questi devi inserire la ritenuta di acconto nella tua ricevuta per la Prestazione Occasionale. Facciamo un esempio:

Compenso lordo della prestazione occasionale€ 1.000
Ritenuta di acconto del 20%€ 200
Compenso netto da corrispondere€ 800

La data e l’applicazione della marca da bollo sulla ricevuta per lavoro occasionale

Per compilazione della ricevuta per prestazione occasionale è necessario prestare attenzione alla data da attribuire alla ricevuta. Data che deve essere obbligatoriamente quella in cui il prestatore ha ricevuto il compenso da parte del committente.

La ricevuta, infatti, ha la funzione di certificare al committente l’avvenuto pagamento della prestazione richiesta. Ed allo stesso tempo rappresenta strumento utile al contribuente per rendicontare i propri compensi percepiti, per la predisposizione della propria dichiarazione dei redditi.

Altro elemento indispensabile per la corretta compilazione della ricevuta è l’apposizione della marca da bollo.

Trattandosi di una ricevuta “non fiscale“, il legislatore ha previsto l’apposizione sulla ricevuta di una marca da bollo da €. 2,00. Questo nel caso in cui l’importo della prestazione superi la soglia di €. 77,47.

La marca da bollo deve riportare una data anteriore rispetto a quella di emissione della ricevuta. Altrimenti si incorrerà in sanzione.

Ricordo che l’importo della marca da bollo può essere chiesto a rimborso al committente della prestazione. Infine, se la ricevuta è nei confronti di committente estero, è comunque opportuno apporla.

Scarica il nostro modello di ricevuta per prestazione occasionale.

La disciplina fiscale legata alle Prestazioni Occasionali

Ai fini fiscali, il reddito derivante da prestazioni occasionali rientra nella categoria dei “redditi diversi“, secondo quanto disposto dall’articolo 67, comma 1, lettera l), del DPR n. 917/86.

I redditi da lavoro autonomo (anche quelli derivanti da attività occasionali), si determinano, secondo quanto disciplinato dall’articolo 71, comma 2, del DPR n. 917/86.

In pratica il calcolo è dato dalla differenza tra l’ammontare dei compensi percepiti nel periodo d’imposta e le spese specificamente inerenti alla loro produzione.

Da un punto di vista dichiarativo, i redditi derivanti dalle Prestazioni Occasionali devono essere indicati:

  • Nel quadro D del modello 730 oppure,
  • Nel quadro RL del modello Redditi Persone Fisiche.

Sia che si presenti il 730 piuttosto che il modello Redditi, quindi, è opportuno indicare nell’apposito quadro l’importo del reddito lordo percepito e dell’eventuale ritenuta d’acconto subita.

In questo modo il reddito percepito sconterà la tassazione IRPEF, facendo cumulo con gli altri redditi imponibili percepiti (lavoro dipendente, lavoro autonomo, etc).

Lavoro occasionale ed esonero dalla presentazione della dichiarazione dei redditi

Aspetto importante riguarda la possibilità di essere esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. Questa possibilità riguarda unicamente i soggetti che hanno percepito soltanto redditi da Prestazione Occasionale sotto i € 4.800 lordi annui.

Sotto questa soglia il reddito percepito può non essere inserito in dichiarazione. Fino a tale valore vi è, infatti, una specifica detrazione IRPEF che abbatte (ed azzera) l’imposta (IRPEF) dovuta.

Se ti trovi in questa fattispecie ti consiglio di prestare attenzione perché potresti sfruttare un vantaggio. Se hai svolto prestazioni occasionali verso un sostituto di imposta che ti ha applicato la ritenuta di acconto presentare la dichiarazione per te è vantaggioso.

Con un reddito inferiore ai € 4.800 di prestazione occasionale e con ritenute di acconto subite presentare la dichiarazione dei redditi ti consente il recupero delle ritenute d’acconto subite. Queste, infatti, in dichiarazione si trasformano in crediti di imposta che possano essere sfruttati, alternativamente:

  • Utilizzato in compensazione: puoi sfruttare il credito per il pagamento di eventuali altre imposte erariali o contributive dovute;
  • Chiesto a rimborso: in questo caso puoi chiedere in dichiarazione il rimborso del credito spettante.

Se ti stai chiedendo quale sia la scelta migliore, dipende dalla tua situazione fiscale personale (contattami se vuoi per un consiglio).

Obblighi contributivi alla gestione separata nella Prestazione occasionale

Nel caso in cui il prestatore di lavoro occasionale raggiunga nell’anno la soglia di € 5.000 lorde di prestazione occasionale c’è l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS.

Questo è quanto disposto dall’articolo 44 del D.L. n. 269/2003, convertito dalla Legge n. 326/2003. Questa norma prevede, quindi, l’obbligo della contribuzione previdenziale in capo ai prestatori che superano la soglia annua di 5.000 euro lorde di prestazioni occasionali.

La soglia di € 5.000 lorde annue deve essere così conteggiata:

Prendendo a riferimento solo le prestazioni occasionali svolte
Sommando tutti gli importi lordi incassati nell’anno fino a quel momento
Considerando gli importi percepiti da tutti i committenti
Escludendo tutti i redditi di altre categorie (es. lavoro dipendente o autonomo)

Soglia di esenzione contributiva di € 5.000

I contributi devono essere versati solamente sulla quota di reddito eccedente la soglia dei € 5.000. In pratica tale soglia funge da franchigia per i contributi previdenziali.

Attenzione, questa soglia non ha niente a che vedere con quanto detto ai fini fiscali!

L’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata è a carico del datore di lavoro e nasce nell’anno in cui il lavoratore supera il predetto limite di compensi.

Pertanto, i lavoratori autonomi occasionali con compensi fino a € 5.000 nell’anno solare non sono obbligati né all’iscrizione alla Gestione Separata. Nemmeno, al versamento di contributi previdenziali.

Comunicazione al committente del superamento della soglia di compensi annui con prestazione occasionale

Per i soggetti che superano la soglia di esenzione, l’imponibile previdenziale è costituito dal compenso lordo erogato al lavoratore, che supera la soglia annua di € 5.000. Compenso dal quale devono essere dedotte eventuali spese poste a carico del committente e risultanti da fattura o ricevuta.

I lavoratori interessati devono comunicare tempestivamente ai propri committenti il superamento della soglia di esenzione e, solo per la prima volta, iscriversi alla Gestione. Questo a meno che non si tratti di collaboratori o soggetti assimilati già iscritti.

Di seguito puoi trovare il link per scaricare la dichiarazione dei compensi da comunicare al soggetto committente la prestazione (al superamento dei € 5.000).

Nella ricevuta il lavoratore si vedrà applicare la ritenuta previdenziale pari ad 1/3 del contributo dovuto. Questo in quanto i restanti 2/3 di contributo sono direttamente a carico del datore di lavoro.

Cosa succede al superamento della soglia di € 5.000 con la prestazione occasionale?

Una delle domande che maggiormente mi arrivano sull’argomento riguarda il superamento della soglia di € 5.000 annui con le prestazioni occasionali.

Come ho già avuto modo di dire, questa soglia ha effetti soltanto previdenziali ed obbliga per gli importi superiori alla limite il versamento dei contributi previdenziali.

Come ti ho indicato si tratta di contributi dovuti alla Gestione separata INPS, e che sono suddivisi:

  • Per 1/3 a carico del lavoratore e
  • Per 2/3 a carico del datore di lavoro.

Al fine di permettere al datore di lavoro di effettuare correttamente le trattenute previdenziali è necessario che il lavoratore comunichi allo stesso che a breve supererà la soglia  annua di €5.000 per tutti i committenti.

In questo modo il datore di lavoro sarà a conoscenza di dover effettuare i versamenti contributivi per la quota a lui spettante.

Se la comunicazione da parte del lavoratore non avviene non vi è alcuna responsabilità da parte dell’azienda committente sul versamento contributo dovuto.

Superamento della soglia di € 5.000 e apertura della Partita IVA

Altro aspetto da chiarire riguarda la voce che vede che soglia di € 5.000 e Partita IVA siano collegati.

E’ bene ribadirlo ancora una volta, non è così!

L’obbligo di apertura della partita IVA è indipendente dal volume di compensi raggiunto.

La Partita IVA si apre quando una attività professionale diventa abituale e continuativa nel tempo.

Se ad esempio realizzi testi per testate giornalistiche e lo fai esclusivamente nel tempo libero o nel fine settimana, due volte al mese, anche se superi i € 5.000 euro non avrai obbligo di Partita IVA.

L’attività esercitata non è abituale, ed in questo non influisce il volume dei tuoi compensi. Al massimo se superi di € 5.000 dovrai iscriverti alla Gestione separata INPS e versare i contributi.

Se, invece, l’attività di scrittura viene svolta tutti i fine settimana dell’anno, o anche durante la settimana, ecco che c’è una continuità dell’attività nell’anno.

A questo punto, sempre indipendentemente dal compenso percepito vi è obbligo di operare con Partita IVA.

Chiedi aiuto ad un esperto in caso di incertezza sulla Prestazione Occasionale

Quello che posso consigliarti è di valutare sempre la tua posizione personale con un dottore Commercialista.

Non esiste infatti un metodo di giudizio unico per determinare se vi è obbligo o comunque convenienza ad operare con la Partita IVA.

Per questo motivo il consulto con un esperto può essere importante per evitarti di commettere errori, che in caso di accertamenti si pagano cari.

Ricorda sempre che l’eventuale mancata apertura della Partita IVA è sempre una tua responsabilità. L’Agenzia delle Entrate se riscontra violazioni potrebbe contestarti e richiederti il versamento dell’IVA. Quindi attenzione!

Prestazione Occasionale compatibile con Quota 100 e NASPI

L’accesso al trattamento di pensione anticipata, Quota 100, è consentito, in via sperimentale per il triennio 2019-2021 in presenza di:

  • Un’età anagrafica pari almeno a 62 anni e
  • Un’anzianità contributiva minima di 38 anni (di qui la denominazione “quota 100”),

a coloro che sono iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e alle forme esclusive e sostitutive della medesima, gestite dall’INPS. Nonché alla Gestione Separata ex Legge n 335/95.

Ai fini del conseguimento della Quota 100 è possibile cumulare i periodi assicurativi non coincidenti nelle stesse gestioni amministrate dall’INPS seguendo le regole del cumulo gratuito dei contributi.

Tuttavia, uno degli aspetti forse più interessanti è costituito dall’incumulabilità dell’assegno pensionistico con altri redditi da lavoro.

Quota 100 non è cumulabile, con i redditi da lavoro dipendente o autonomo. Fatta eccezione per quelli derivanti da lavoro autonomo occasione, nel limite di complessivi € 5.000  lordi annui.

Questo a far data dal primo giorno di decorrenza del trattamento pensionistico e fino alla maturazione dei requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia (ossia 67 anni).

Approfondimenti sulla Prestazione Occasionale

La disciplina sulla prestazione occasionale prevede anche ulteriori aspetti che per motivi di brevità non ho trattato in questo articolo. Tuttavia, ho realizzato altri articoli che ti lascio di seguito con cui puoi approfondire altri argomenti legati al lavoro occasionale.

Per quanto riguarda la disciplina dei rimborsi spese del lavoratore autonomo occasionale vi rimando a questo articolo:

Inoltre, ho deciso di raccogliere in un contributo tutte le domande (con le mie risposte) relative al lavoro autonomo occasionale. Ecco il link all’articolo:


La disciplina del Lavoro Occasionale Accessorio dal 2020

Dal 24 giugno 2017 è entrata in vigore la nuova disciplina del Lavoro Occasionale Accessorio. Si tratta della disciplina che è andata a sostituire gli abrogati buoni-lavoro c.d. “Voucher Inps” e che come abbiamo visto riguarda le attività non abituali alle dipendenze di un committente.

Alle prestazioni legate al Lavoro Occasionale Accessorio possono fare ricorso:

  • Le persone fisiche, non nell’esercizio dell’attività professionale o d’impresa, attraverso il Libretto Famiglia;
  • Imprese, professionisti e PA per l’acquisizione di prestazioni di lavoro mediante il contratto di prestazione occasionale (PrestO’).

In particolare, il Legislatore ha introdotto il “libretto di famiglia” per le prestazioni occasionali rese ai privati e il “contratto di Prestazione Occasionale (PrestO)” per le imprese ed i professionisti.

Questo con il dichiarato intento di consentirne l’utilizzo per prestazioni occasionali o saltuarie e, nel contempo, garantire un minimo di tutele previdenziali, normative e assistenziali a favore dei prestatori.

Chi può utilizzare i voucher per il Lavoro Occasionale Accessorio?

Privati e famiglie possono utilizzare il Lavoro Occasionale per svolgere:

  • Piccoli lavori domestici, inclusi i lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione;
  • Assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità;
  • Insegnamento privato supplementare.

Imprese e professionisti possono sfruttare il Lavoro Occasionale per effettuare attività occasionali nella generalità dei settori produttivi.

Infine, gli enti della Pubblica Amministrazione possono utilizzare questo regime nell’ambito dell’attività istituzionale, solo ed esclusivamente per:

  • Progetti speciali rivolti a specifiche categorie di soggetti in stato di povertà, di disabilità, di detenzione, di tossicodipendenza o che fruiscono di ammortizzatori sociali;
  • Lavori di emergenza correlati a calamità o eventi naturali improvvisi;
  • Attività di solidarietà. In collaborazione con altri enti pubblici o associazioni di volontariato;
  • Organizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritative.

I divieti di utilizzo dei voucher legati al Lavoro Occasionale Accessorio

E’ fatto divieto di utilizzare la disciplina del Lavoro Occasionale Accessorio nelle seguenti fattispecie.

Per imprese e professionisti:

  • Con soggetti che abbiano cessato da meno di 6 mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione col medesimo utilizzatore;
  • Da parte degli utilizzatori che occupano più di 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato;
  • Da parte delle imprese del settore agricolo con i braccianti agricoli;
  • Imprese dell’edilizia o esercenti l’attività di escavazione o lavorazione di materiale lapideo, delle imprese del settore delle miniere, cave e torbiere;
  • Nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi.

Per gli enti della Pubblica Amministrazione è fatto divieto di utilizzo di questa disciplina:

  • Oltre i vincoli previsti dalla vigente disciplina in materia di contenimento delle spese di personale;
  • Oltre il limite di 280 ore nell’arco dello stesso anno civile.

I limiti economici da rispettare nel Lavoro Occasionale Accessorio

Per tutte le categorie di utilizzatori valgono regole comuni.

La possibilità di attuare attività di Lavoro Occasionale Accessorio è ammessa per ciascun anno civile, entro il limite di:

€ 5.000, per ciascun prestatore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori
€ 5.000, per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori
Infine, € 2.500, per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore.

Con riferimento alla soglia di utilizzo relativa alla totalità dei prestatori, sono conteggiati al 75% del loro importo i compensi per prestazioni di lavoro occasionale rese dai seguenti soggetti:

  • Titolari di pensione di vecchiaia o d’invalidità;
  • Giovani con meno di venticinque anni di età. Se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un Istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado. Ovvero, a un ciclo di studi presso l’Università;
  • Disoccupati che abbiano reso la DID;
  • Percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (REI) ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito.

In ogni caso non può essere superato il limite massimo di 280 ore lavorative nell’arco dell’anno.

Acquisto ed attivazione dei buoni (voucher) e tracciabilità della prestazione

L’acquisto dei buoni deve essere effettuato sulla piattaforma Inps dedicata, con pagamento anticipato.

Il link per accedere al servizio è il seguente:

Il valore dei buoni acquistabili è di €. 12,00 lorde a cui corrisponde un entrata netta per il lavoratore di €. 9,00.

Attivazione dei voucher sul lavoro occasionale accessorio

Il buono deve essere attivato almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione lavorativa.

Per l’accesso alle prestazioni di cui al presente articolo, gli utilizzatori e i prestatori sono tenuti a registrarsi e a svolgere i relativi adempimenti. Questo anche tramite un intermediario autorizzato ad intrattenere i rapporti con l’Inps. Come ad esempio un consulente del lavoro.

La comunicazione avviene all’interno di un’apposita piattaforma informatica, gestita dall’Inps, che effettua anche le operazioni di erogazione e di accreditamento dei compensi.

Piattaforma che si occupa anche di valorizzazione della posizione contributiva dei prestatori attraverso un sistema di pagamento elettronico.

I pagamenti possono essere effettuati anche utilizzando il modello di versamento F24.

Tuttavia, è esclusa la possibilità di compensazione con eventuali crediti. Le regole di registrazione sono diverse a seconda che si tratti di utilizzatore privato o professionale.

Le sanzioni legate al Lavoro Occasionale Accessorio

Comune ad entrambe le tipologie, PrestO’ e Libretto Famiglia, è anche il regime sanzionatorio.

Rale regime prevede che, in caso di superamento, da parte di un utilizzatore diverso da una pubblica amministrazione, dei limiti di cui sopra, la trasformazione del rapporto da occasionale a rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato.

In caso di violazione dell’obbligo di comunicazione ,e quindi di attivazione del buono, si applica una sanzione amministrativa pecuniaria.

Sanzione che prevede il pagamento di una somma da €. 500 a €. 2.500 per ogni prestazione lavorativa giornaliera per cui risulta accertata la violazione. Senza possibilità di diffida ad adempiere.

Libretto famiglia per il Lavoro Occasionale Accessorio

Le famiglie hanno a disposizione un libretto nominativo prepagato. Nello stesso sono titoli dal valore unitario di €. 10,00 da consegnare al prestatore d’opera per ogni ora di lavoro.

Il libretto nominativo, c.d. libretto Famiglia, è acquistabile presso la piattaforma telematica dell’Inps. Oppure presso gli uffici postali.

Il libretto famiglia è utilizzabile per il pagamento delle prestazioni occasionali.

Prestazioni che possono consistere in:

  • Piccoli lavori domestici. Inclusi lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione;
  • Assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità;
  • Insegnamento privato supplementare (ripetizioni private a studenti, ad esempio).

Come si è detto, il libretto Famiglia contiene titoli di pagamento dal valore nominale di €. 10,00. Ciascuno utilizzabile per compensare una prestazione di durata non superiore ad un’ora.

Per ogni titolo di pagamento sono a carico dell’utilizzatore gli oneri contributivi pari a:

  • €. 1,65 di contribuzione IVS, da versare alla Gestione Separata Inps;
  • €. 0,25 per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

Adempimenti per la famiglia sull’attivazione dei voucher

L’utilizzo dei buoni famiglia prevede alcuni adempimenti a carico della famiglia committente.

Entro il terzo giorno del mese successivo alla prestazione, il committente è chiamato a comunicare alcuni dati all’Inps. Si tratta dei:

  • Dati identificativi del prestatore d’opera;
  • Il compenso pattuito;
  • Il luogo di svolgimento;
  • La durata della prestazione.

Nonché ogni altra informazione necessaria ai fini della gestione del rapporto. Il prestatore riceve contestuale notifica attraverso comunicazione di short message service (SMS) o di posta elettronica.

La comunicazione dei dati avviene attraverso la piattaforma informatica Inps ovvero avvalendosi dei servizi di contact center messi a disposizione dall’Inps.


Voucher PRESTO’ per il Lavoro Occasionale Accessorio per imprese e professionisti

Gli operatori professionali (imprese e professionisti) potranno retribuire prestazioni di lavoro occasionali o saltuarie di limitata entità utilizzando il contratto di prestazione occasionale “PrestO“.

Naturalmente osservando una serie di regole intese a garantire il monitoraggio del nuovo istituto dei buoni lavoro.

Sul punto ricordiamo che il ricorso al contratto occasionale tramite PrestO’ è vietato nei seguenti casi:

  • Soggetti che abbiano in corso o abbiano cessato da meno di sei mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa col medesimo utilizzatore;
  • Utilizzatori che hanno alle proprie dipendenze più di cinque lavoratori subordinati a tempo indeterminato;
  • Imprese del settore agricolo. Salvo che per le attività lavorative rese dai soggetti non iscritti nell’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli;
  • In edilizia e settori affini:  
    • Imprese esercenti l’attività di escavazione o lavorazione di materiale lapideo;
     
    • Imprese del settore delle miniere, cave e torbiere;
     
    • Nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi.

Importo minimo della prestazione dei voucher PrestO’

Ogni ora di lavoro deve essere retribuita con un importo minimo di €. 9,00. A questo devono aggiungersi:

  • La contribuzione alla gestione separata Inps, nella misura del 33% del compenso;
  • Il premio dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Nella misura del 3,5% del compenso.
  • Infine, l’1% degli importi versati è destinato al finanziamento degli oneri gestionali.

I compensi sono corrisposti al prestatore direttamente dall’Inps e sono:

  • Esenti da imposizione fiscale;
  • Non incidono sul suo stato di disoccupato;
  • Sono computabili ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.

Procedura di attivazione dei buoni lavoro PrestO’

L’utilizzatore del buono lavoro PrestO’ è tenuto a trasmettere, almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione, con le medesime modalità, una dichiarazione.

Dichiarazione che deve contenente:

  • I dati anagrafici e identificativi del prestatore;
  • Il luogo di svolgimento della prestazione;
  • L’oggetto della prestazione;
  • La data e l’ora di inizio ed il termine della prestazione. Ovvero, se imprenditore agricolo:
    • La durata della prestazione con riferimento ad un arco temporale non superiore a tre giorni;
    • Il compenso pattuito per la prestazione, in misura non inferiore a €. 36, per prestazioni di durata non superiore a quattro ore continuative nell’arco della giornata.

Se la prestazione non è stata resa, è possibile trasmettere la comunicazione di revoca.

Comunicazione da trasmettere attraverso la piattaforma informatica Inps o avvalendosi dei servizi di contaci center messi a disposizione dall’Inps. Questo entro i tre giorni successivi al giorno programmato di svolgimento della prestazione.

Lavoro Occasionale Accessorio | PrestO’ | per imprese agricole

Come regola generale le imprese del settore agricolo non possono utilizzare il contratto di lavoro occasionale.

Salvo che per le attività lavorative rese dai seguenti soggetti purché non iscritti nell’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli. Quindi si tratta dei seguenti soggetti:

  • Titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità;
  • Giovani con meno di venticinque anni di età. Se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado. Ovvero a un ciclo di studi presso l’università;
  • Persone in stato di disoccupazione;
  • Percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (REI) ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito.

Il valore del compenso orario non è predeterminato. Bensì è pari all’importo della retribuzione oraria delle prestazioni di natura subordinata individuata dal contratto collettivo di lavoro.

Contratto che è stipulato dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Inoltre, nel settore agricolo il limite di durata non è fissato in 280 ore. Bensì è ricavabile dividendo l’importo massimo consentito con la retribuzione oraria come sopra individuata.

Lavoro Occasionale Accessorio | PrestO’ | per le amministrazioni pubbliche

Gli enti e le istituzioni pubbliche possono utilizzare le prestazioni di lavoro occasionale indipendentemente dal numero di dipendenti in forza.

Tuttavia sono previste occasioni specificatamente individuate per l’utilizzo dei buoni PresO’:

  • Nell’ambito di progetti speciali rivolti a specifiche categorie di soggetti in stato di:
    • Povertà;
    • Disabilità;
    • Detenzione;
    • Tossicodipendenza;
    • Soggetti che fruiscono di ammortizzatori sociali;
  • Per lo svolgimento di lavori di emergenza correlati a calamità o eventi naturali improvvisi;
  • Nell’attività di solidarietà. In collaborazione con altri enti pubblici o associazioni di volontariato;
  • Per l’organizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritative.

Fermo restando che è comunque richiesto il rispetto dei vincoli previsti dalla vigente disciplina in materia di contenimento delle spese di personale. Il mancato rispetto dei vincoli economici non comporta la trasformazione del rapporto in contratto di lavoro subordinato.

Anche se non sarà esente da eventuali azioni di responsabilità.

Voucher per Lavoro Accessorio per gli steward da stadio

E’ disponibile sulla piattaforma informatica dell’INPS la procedura che consente alle società sportive di utilizzare i voucher per retribuire le prestazioni occasionali rese dagli steward sui campi da gioco.

In caso di scelta del lavoro occasionale, la disciplina applicabile è quella del Libretto di famiglia. A ciascun prestatore potranno essere erogati compensi fino a € 5.000 annui.

E’ in tal senso elevato da € 2.500 a € 5.000 il limite dei compensi che possono essere percepiti da ogni singolo prestatore di lavoro occasionale per prestazioni rese in favore del medesimo utilizzatore, quando la prestazione è svolta a favore delle società
sportive per l’attività degli steward negli stadi.

Questa possibilità si applica solo per le prestazioni degli steward e non di altre figure che potrebbero essere impiegate dalle società sportive.

Inoltre, qualora venga superato il limite economico o, comunque, il limite di durata della prestazione pari a 280 ore nell’arco dello stesso anno civile, la prestazione lavorativa si trasforma in un rapporto di lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato dal momento
del superamento di uno di detti limiti.

Anche il prestatore non può superare la soglia di € 5.000 ma con riferimento alla totalità degli utilizzatori.

Prestazioni occasionali degli assistenti di stadio

Possono utilizzare i buoni-lavoro le società che gestiscono complessi e impianti sportivi con capienza superiore a 7.500 posti nei quali si svolgono partite ufficiali delle squadre di calcio professionistiche (decreto del Ministro dell’Interno 8 agosto 2007).

A questi soggetti non si applica il limite occupazionale dei 5 dipendenti a tempo indeterminato.

La legge prevede che agli steward possa essere affidato il controllo dei titoli di accesso, l’instradamento degli spettatori, la verifica del rispetto del regolamento d’uso dell’impianto, sotto la direzione ed il controllo da parte del responsabile per la sicurezza dell’impianto.

Oltre che alle prestazioni di lavoro occasionale gli utilizzatori, così come le agenzie di somministrazione e gli istituti di sicurezza privati a cui la società potrebbe affidare il servizio, possono inquadrare gli assistenti di stadio (steward) con qualsivoglia contratto di lavoro subordinato.

Compreso il lavoro intermittente (legge n. 91/1981; decreto del Ministro dell’Interno 8 agosto 2007).


Lavoro Accessorio nel settore del Turismo

L’Inps con la Circolare 103 del 17 ottobre 2018 ha fornito chiarimento sull’applicabilità dei voucher al settore del turismo.

Le aziende interessate sono quelle che, complessivamente, non occupano più di otto dipendenti a tempo indeterminato e che operano nel settore del turismo secondo quanto risulta dal Registro imprese.

Si tratta delle attività principali o prevalenti classificate con i seguenti codici ATECO:

  • Alberghi (codice Ateco2007 55.10.00);
  • Villaggi turistici (55.20.10);
  • Ostelli della gioventù (55.20.20);
  • Rifugi di montagna (55.20.30);
  • Colonie marine e montane (55.20.40);
  • Affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence (55.20.51);
  • Aree di campeggio e aree attrezzate per camper e roulotte (55.30.00).

Le imprese prive di iscrizione al Registro dovranno dichiarare – all’interno della procedura informatica dedicata alla gestione delle prestazioni occasionali – di svolgere attività nel settore del turismo e fornire tutti gli elementi utili all’Istituto per verificarne la corretta classificazione.

Quanto ai parametri economici, ai fin i del superamento della soglia massima di € 5.000 annui da parte dell’utilizzatore, i compensi erogati ai prestatori di lavoro occasionale nel turismo sono computabili al 75% del loro importo.

In sostanza, per l’utilizzatore il tetto massimo annuo di compensi erogabili passa da€ 5.000 a € 6.666 netti.

Attivazione del voucher sul lavoro Accessorio con modalità semplificata

Dal punto di vista amministrativo l’utilizzatore non è esonerato dall’obbligo di comunicazione preventiva. Questa però viene effettuata con modalità semplificata attraverso la piattaforma INPS o il contact centre.

Nella comunicazione, da trasmettere almeno un ora prima, l’utilizzatore deve indicare i dati identificativi del prestatore, il compenso, il luogo e l’oggetto della prestazione. Infine deve essere indicato anche il monte orario complessivo nell’arco temporale di 10 giorni.

Il pagamento dei compensi può avvenire tramite accredito su conto corrente o bonifico bancario. Rimangono a carico dell’utilizzatore i contributi previdenziali ed i costi di gestione.

Ad esempio, un piccolo alberto stipula un contratto di prestazione occasionale con un disoccupato per una prestazione resa in 3 giorni per 4 ore giornaliere. Il compenso netto è di € 12,00 l’ora. L’importo netto al prestatore per tre giorni sarà di € 144,00. Rimango a carico dell’utilizzatore: Il contributo IVS alla gestione separata (33%) € 47,52. Premio INAIL (3,5%) € 5,04. Costi di gestione (1%) € 1,44. Per l’azienda il totale da versare è di € 198,00.

Lavoro autonomo occasionale ed accessorio e prestazioni a sostegno del reddito

L’Inps ha precisato i regimi di compatibilità e cumulabilità della prestazione occasionale e del lavoro accessorio con le seguenti prestazioni sociali:

  • Indennità di mobilità;
  • Naspi;
  • Disoccupazione agricola;
  • Cassa Integrazione Guadagni

Le prestazioni di lavoro occasionale ed accessorio non possono, in ogni caso, determinare un doppio accredito contributivo relativo al medesimo periodo. Pertanto in caso di concomitanza con l’erogazione di prestazioni integrative e/o di sostegno al reddito non può essere riconosciuta la relativa contribuzione figurativa.

Indennità di mobilità e lavoro occasionale

I soggetti beneficiari di indennità di mobilità possono contare sulla piena compatibilità con i redditi derivanti da prestazioni di lavoro occasionale ed accessorio. L’indennità di mobilità, risulta quindi cumulabile:

  • Al 100% con prestazioni di lavoro occasionale accessorio contenute nel tetto annuale di €. 3.000,00 (annualmente rivalutabile)
  • Entro i limiti della retribuzione percepita dal lavoratore al momento della risoluzione del rapporto di lavoro che ha determinato la collocazione nelle liste di mobilità (rivalutata ai sensi dell’articolo 9, comma 9, della Legge n. 223/1991), per compensi percepiti oltre il tetto di €. 3.000,00 (e comunque entro il limite massimo previsto di €. 7.000,00).

Il beneficiario della prestazione a sostegno del reddito (indennità di mobilità) è tenuto obbligatoriamente a comunicare all’Inps il reddito che presume di percepire nell’anno in relazione all’attività di lavoro occasionale ed accessorio. La comunicazione deve avvenire entro cinque giorni dall’inizio dell’attività lavorativa, oppure, all’atto della presentazione della domanda di accesso alla prestazione sociale nei casi di attività lavorativa preesistente.

Indennità di disoccupazione involontaria (naspi) e lavoro occasionale e accessorio

Anche con riferimento all’indennità prevista per la disoccupazione involontaria (Naspi) è sancita la totale compatibilità con i compensi derivanti da attività di lavoro occasionale e di tipo accessorio. Con riferimento alla cumulabilità con tali redditi, la Naspi risulta:

  • Interamente cumulabile con attività accessorie contenute nel limite annuale di €. 3.000,00;
  • Ridotta nella misura dell’80% del compenso percepito oltre il tetto di €. 3.000,00 (ed entro il limite di €. 7.000,00).

In virtù della limitata cumulabilità, il beneficiario dell’indennità Naspi è obbligatoriamente tenuto a comunicare all’Inps il presunto reddito derivante da attività di lavoro occasionale di tipo accessorio. La comunicazione deve avvenire entro un mese dall’inizio dell’attività di lavoro accessorio, oppure, entro la data di presentazione della domanda di Naspi, in caso di attività preesistente.

Disoccupazione agricola lavoro occasionale ed accessorio

L’Inps conferma la compatibilità della prestazione occasionale e del lavoro occasionale di tipo accessorio anche con il percepimento di indennità di disoccupazione agricola. Tuttavia, la cumulabilità è limitata al limite di €. 3.000,00.

In considerazione delle tempistiche previste per l’ottenimento della disoccupazione agricola (che viene riconosciuta nell’anno successivo a quello in cui si è verificato lo stato di disoccupazione), si deve aver cura di prendere come riferimento, ai fini della verifica del cumulo reddituale, gli emolumenti derivanti da attività di lavoro occasionale ed accessorio percepiti nell’anno di competenza della prestazione di disoccupazione.

Ad esempio, un lavoratore agricolo che ha lavorato solo in parte nell’anno “n”, decide di chiedere lo stato di disoccupazione agricola nell’anno “n+1”. Se nell’anno “n” ha percepito redditi da lavoro occasionale accessorio sotto i €. 3.000 l’importo della sua disoccupazione agricola non subirà alcuna decurtazione (come detto si prendere a riferimento l’anno di competenza della disoccupazione, e non l’anno di erogazione della prestazione).

Cassa integrazione guadagni (cig) e lavoro occasionale

Le integrazioni salariali restano interamente cumulabili entro il limite, già più volte citato, di €. 3.000,00 annuali (rivalutati annualmente).

Il conseguimento di redditi di lavoro occasionale ed accessorio eccedenti tale limite, e fino a €. 7.000,00 per anno civile, fanno scattare il regime di cumulabilità parziale ordinariamente previsto per i casi di svolgimento di attività di lavoro autonomo o subordinato, con diniego del diritto al trattamento di integrazione salariale per le giornate di lavoro effettuate (vedi Circolare Inps n. 130/2010).

Ne consegue l’obbligo (vigente esclusivamente nel caso il percettore superi il limite di €. 3.000,00) di comunicazione preventiva all’Inps dello svolgimento di attività lavorative, pena la decadenza dalle integrazioni salariali (a tal riguardo restano in vigore i chiarimenti forniti con le Circolari n. 75/2007 e 57/2014 dell’Inps).


Prestazioni Occasionali: consigli pratici

Stai per effettuare un’attività di lavoro autonomo? Vuoi applicare alla tua situazione la prestazione occasionale?

Oppure se vuoi sapere se sei tenuto o meno all’applicazione delle prestazioni occasionali, piuttosto che all’apertura della partita Iva? Contattaci compila il form di contatto seguente dedicato alla consulenza sulla prestazione occasionale.

Altrimenti se vuoi condividere con noi la tua esperienza con le prestazioni occasionali, lasciaci un commento.

Considerata la mole di commenti pervenuti, nell’articolo saranno pubblicati soltanto commenti che espongono problematiche non trattate in precedenza.

In tutti gli altri casi, se volete contattarmi sono a vostra disposizione, attraverso il servizio di consulenza online.

1428 COMMENTI

  1. buongiorno, vorrei solo una precisazione.
    quest’anno ho emesso alcune notule per prestazioni occasionali, ma avendo raggiunto il limite di € 5.000 devo emettere fattura con partita iva regime forfettario 2019. come mi composto con la numerazione della fattura, inizio con la numero 1, nonostante abbia emesso già n. 5 notule?
    grazie

  2. Salve, quindi non esiste piu’ il limite dei 5000 euro annui per le prestazioni occasionali? Si puo’ sforare il tetto pagando i contributi per la parte eccedente anche se si e’ gia’ dipendenti di un’altra azienda?. Lo chiedo perche’ sono un dipendente pubblico e di tanto in tanto qualcuno mi chiede di fare dei lavori al pc. Ho capito bene? Grazie

  3. Salve Andrea, un dipendente pubblico ha il vincolo lavorativo, non può svolgere prestazioni autonome faccia attenzione. La prestazione occasionale, comunque, ha possibilità davvero limitate attualmente.

  4. Buongiorno vorrei avere una precisazione in quanto nel mio settore c’è un po’ di confusione al riguardo per la regolarizzazione. Sono un cuoco senza partita iva, ho l’opportunità di effettuare delle colazioni a domicilio in una struttura con degli appartamenti, direttamente al cliente finale. In questo frangente non riesco a trovare una specifica su come funziona la gestione fiscale e se devo utilizzare il Libretto famiglia o prestò oppure fare una ricevuta al cliente con la RA.

    Grazie saluti

  5. Salve Vincenzo, l’esercizio dell’attività può avvenire con PrestO’ se il committente è impresa oppure con libretto famiglia se il committente è un privato. Superati questi limiti legati ai buoni lavoro occorre operare con Partita IVA.

  6. Salve, vorrei giusto una delucidazione. Sono uno studente universitario e giusto due/tre mesi l’anno svolgo il ruolo di cameriere. Questa attività può essere definita ‘prestazione occasionale’? Le pongo questa domanda perché ho appena fatto richiesta per una carta di credito munita di codice iban ma recentemente ad un mio conoscente è stato chiuso il conto proprio per queste “prestazioni occasionali”. Non vorrei capitasse anche a me

  7. Salve Federico, Grazie innanzitutto per questo articolo così completo, chiaro, dettagliato e soprattutto utile.
    Avrei qualche domanda aggiuntiva per completare l’estinzione di tutti i miei dubbi sulla materia.
    Per quanto riguarda l’introduzione della fatturazione elettronica dal primo gennaio 2019, non ci sono implicazioni di alcun tipo sulle ricevute da emettere per lavoro occasionale? Si possono continuare ad utilizzare i blocchetti di ricevute reperibili in cartoleria? Lo stesso vale eventualmente per il “regime forfettario” (anche se domanda fuori tema)?
    Altro dubbio, giusto per avere un’idea di cifre/percentuali in gioco, all’atto della dichiarazione dei redditi, quali tasse si pagano col 730, solo l’irpef? E a quanto ammonta circa la cifra delle trattenute totali? Le ritenute d’acconto del 20% di ogni ricevuta immagino verranno tutte rimborsate col 730…
    Grazie in anticipo delle risposte

  8. Salve Massimiliano, la prestazione occasionale non ha niente a che vedere con la fatturazione elettronica. All’atto della dichiarazione dei redditi il reddito da prestazione occasionale confluisce nel reddito imponibile IRPEF. Il rimborso della ritenuta subita c’è solo in assenza di altri redditi.

  9. Sono un pensionato ed ho una barca che occasionalmente potrei noleggiare a turisti. Conduco personalmente
    tale imbarcazione essendo regolarmente fornito di Patente Nautica idonea. Farei tale prestazione per poter continuare a far fronte ai costi di manutenzione, stazionamento nel porto e varie.
    Gradirei un suo parere come fare legalmente e fiscalmente a fare quanto sopra esposto.
    Grazie per la sua risposta.

  10. Salve Oliviero, quello che le posso dire in questo momento è che deve gestire l’attività come impresa, con partita IVA ed adempimenti connessi. La prestazione occasionale è inapplicabile in questo caso. Se vuole ne parliamo con dettaglio in privato.

  11. Buongiorno
    sono un dipendente privato e a volte mi ritrovo a poter svolgere del lavoro
    saltuario di marketing e analisi di mercato per una ditta estera.
    Volevo chiedere se potevo fatturare con codice fiscale, qual’è il limite
    max per ditta in euro di prestazione occasionale e se tale importo lo dovrò
    inserire come “reddito diverso” nel 730
    Grazie
    Massimo Gioioso

  12. Salve Marco, non esistono limiti di reddito per la prestazione occasionale, nel suo caso occorre verificare quanto tempo impiega e quanti incarichi ci sono nell’anno per valutare la possibile apertura di una partita IVA.

  13. Salve,
    vorrei esporre le mie opere artistiche su uno o più siti esteri che vendono stampe delle stesse, sulle quali prenderei una percentuale sulle vendite.
    Dato che le opere sarebbero esposte sul sito tutto l’anno dovrei aprire la partita Iva o le vendite d’arte sono considerate diversamente?
    Non ho idea di quanto potrei guadagnare ma presumo molto poco soprattutto inizialmente.
    Grazie.

  14. Salve Alessandra, l’attività che vuole svolgere non ha niente a che vedere con la prestazione occasionale. Capisco la problematica, ma deve operare con partita Iva. Se vuole ne parliamo meglio in privato, anche con una simulazione numerica.

  15. Salve, percepisco compensi come lavoratore occasionale da 2 committenti, in questo caso gli importi sono cumulabili oppure c’è il limite dei compensi non superiori a 5.000 per ogni committente?

  16. Francesco, invito a leggere bene l’articolo non esiste alcun limite quantitativo, ogni volta che la prestazione è continuativa nel tempo la prestazione occasionale non si può utilizzare. Questo a prescindere da quanto si incassa.

  17. Grazie per l’articolo. Chiedo per favore però ulteriori chiarimenti:
    Per un lavoro occasionale di assistenza per inserimento lavorativo di disabili era previsto un compenso di €5000 lorde (quindi 4000 nette, 20% di ritenuta a carico dell’associazione committente). Il progetto si è leggermente prolungato ed hanno aumentato l’importo raggiungendo la somma di €4200 nette versate, sforando quindi di soli €200 il limite massimo previsto per l’esenzione dei versamenti INPS e gestione separata. Dato che comunque per lo svolgimento dell’attività ho sostenuto delle spese di trasporto possiamo trasformare questo importo o anche di più in spese ed evitare lo sforamento?
    inoltre non ho capito bene: c’è un punto in cui si parla di un limite di 4800€ lordi da non superare per questo tipo di lavori, poi si parla di 5000, quale dei due importi è da tenere in considerazione quale limite? grazie per la risposta.

  18. Salve Gloria, il limite di 5.000 è solo un limite INPS superato il quale sono dovuti i contributi. Non esiste e lo ripeto ancora alcun limite fiscale per la prestazione occasionale. Quello a cui si deve fare riferimento l’occasionalità. Quando la prestazione è continuativa nel tempo occorre partita IVA.

  19. Buonasera, sono un architetto assunto come dipendente presso una società privata e sono iscritto all INPS. Ora mi ritrovo a collaborare con la pubblica amministrazione per una gara vinta qualche mese fa. Dovrei fatturare circa 7000 euro in totale ma è necessaria la fatturazione elettronica per cui la partita iva e l’iscrizione alla cassa? O c è un modo per ovviare a tutto ciò? Potrei sfruttare la prestazione occasionale? Se si come?

  20. Salve, se un dipendente di una società si trovasse a procacciare clienti per un professionista, potrebbe percepire una provvigione tramite ricevuta fiscale per lavoro occasionale. Se si, e se sotto a 5000€ non dovrebbe pagare alcuna imposta, ma il reddito deve comunque essere dichiarato sul 730.

    Grazie

  21. Buongiorno Dott. Migliorini,
    mi appresto ad effettuare un’attività occasionale autonoma per un committente svizzero. Nella notula che redigerò non dovrò tenere conto della ritenuta d’acconto in quanto, il committente, non potrà essere sostituto d’imposta in Italia corretto?
    Dovrò soltanto applicare la marca da bollo di due euro corretto?
    Poi in sede di dichiarazione 730 basterà provare copia della ricevuta e copia dell’incasso economico.
    é sbagliato quanto sopra?
    La ringrazio molto

  22. buona sera, ho intrapreso una piccola attività in regime forfettario di commercio online,
    ora avrei la possibilità di integrare il mio redito andando a fare il cameriere occasionalmente presso un ristorante.
    il titolare del ristorante vorrebbe pagarmi con i voucher , ma è possibile ? visto che come detto ho P.iva forfettaria?
    grazie

  23. Salve, faccio lezioni online di pittura, i miei studenti pagano e io mando loro i video dei corsi,tutto questo tramite facebook. Ho anche un sito web,che sporadicamente vende qualche corso. Non supero i 5000 euro l’anno di incasso. Devo aprire partita iva o va bene,la prestazione occasionale? è un attività che non svolgo in modo continuativo. Guadagnando queste cifre come potrei versare 3000 euro l’anno di inps?

  24. Salve Paola, l’apertura della partita IVA è legata ad attività svolta in modo continuativo ed abituale, non al volume dei compensi percepiti. E’ a questo aspetto che la invito a valutare. Il ragionamento è condivisibile, l’importo dei contributi INPS scoraggia, ma se opera come professionista i contributi si calcolano sul fatturato. Nel caso mi contatti per una consulenza.

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