Trading online in dichiarazione dei redditi: caso pratico

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Vuoi sapere se e come devi tassare i guadagni derivanti dal Trading Online? Vuoi conoscere le modalità di dichiarazione dei proventi derivanti da investimenti nel mercato del trading o del Forex? In questo contributo ti aiuto a capire come indicare questi proventi nella tua dichiarazione dei redditi e con quali modalità di tassazione.

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una crescente diffusione dell’utilizzo di piattaforme online (per lo più straniere) per l’effettuazione di investimenti finanziari di varia natura.

L’attività di Trading Online (detto anche TOL) si è sviluppata ad un ritmo molto elevato, portando molte persone, ad effettuare direttamente investimenti finanziari senza l’intermediazione di intermediari italiani.

Il Trading Online, infatti, si caratterizza per l’utilizzo di internet come canale di contatto con la clientela per l’esecuzione dei servizi di negoziazione per conto terzi e di ricezione e trasmissione ordini di investimento da parte di investitori privati.

Sia la Consob, con la Comunicazione n. DI30396 del 2000, la quale riconosce agli intermediari piena libertà di ricorrere ad Internet per la prestazione dei propri servizi,  sia l’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 71/E/2016, in risposta ad un interpello, sono intervenute andando a disciplinare l’attività di Trading Online da parte di intermediari ed investitori privati.

In questo contributo analizzerò le modalità di tassazione e di indicazione in dichiarazione del redditi (modello Redditi Persone Fisiche), dei guadagni derivanti dall’attività di Trading Online.

Siete pronti? Si comincia!


TRADING ONLINE: TIPOLOGIE DI INVESTIMENTO

Il Trading Online ha ad oggetto le seguenti tipologie di investimento finanziario:

  • Operazioni finanziarie sul mercato Foreign Exchange Market (c.d. mercato del Forex);
  • Opzioni binarie.

Vediamo adesso in dettaglio queste due tipologie di investimento finanziario.

IL MERCATO DEL FOREX LEGATO ALLA COMPRAVENDITA DI VALUTE ESTERE

Il mercato del Forex ha come oggetto la conclusione online di contratti c.d. spot e rolling spot, legati alla compravendita di valute diverse.

La stessa Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 67/E/2010, aveva evidenziato come:

l’operatività sul mercato Forex prevede il regolamento delle transazioni mediante l’utilizzo di un margine. Pertanto, è espressamente esclusa la possibilità di consegna fisica dei controvalori della valuta intermediata. Le operazioni sono effettuate nel termine giornaliero (contratti spot). Qualora il cliente intenda mantenere in essere oltre la giornata lavorativa le posizioni di mercato assunte, può farlo mediante ordine di chiusura delle operazioni giornaliere e contestuale ordine di riapertura per il giorno successivo, con data valuta rinnovata al giorno di liquidazione successivo (contratti rolling spot). Ne consegue che al termine della giornata lavorativa il cliente non potrà mai avere una giacenza di valuta estera

Risoluzione n 67/E/2010 Agenzia delle Entrate

PROVENTI DA FOREX COME PLUSVALENZE

I redditi realizzati da una persona fisica, derivanti da operazioni di compravendita di valute estere a pronti sul mercato Forex, costituiscono plusvalenze ed altri proventi.

Queste plusvalenze derivano da differenziali positivi di contratti aleatori i quali assumono rilevanza reddituale ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lett. c-quinquies), del DPR n. 917/86.

Successivamente, l’articolo 9, comma 7, ex D.Lgs. n. 141/2010 ha modificato l’art. 1, comma 4 del Testo Unico della Finanza (T.U.F.) – D.Lgs. n. 58/1998 – prevedendo che i contratti di acquisto e vendita di valuta, estranei a transazioni commerciali e regolati per differenza, anche mediante operazioni di rinnovo automatico (c.d. roll-over), debbano essere individuati tra i contratti finanziari differenziali, considerati, pertanto, come strumenti finanziari derivati.

La Risoluzione n. 102/E/2011 dell’Agenzia delle Entrate, tenendo conto della classificazione sancita dal D.Lgs. n. 141/2010 e recepita dal T.U.F., specifica come:

analogamente, sono da considerarsi strumenti finanziari riconducibili alla categoria dei contratti “differenziali” quelli di compravendita in valuta che, pur in assenza di clausole contrattuali che prevedano espressamente il rinnovo automatico, presentino caratteristiche tali da consentire di mantenere aperte overnight le posizioni a fine giornata (con conseguente trasformazione della posizione spot in una posizione a termine)”.

Risoluzione n 102/E/2011 Agenzia delle Entrate

L’Amministrazione finanziaria, nella sopracitata risoluzione, evidenziando come la disciplina fiscale non possa prescindere dalle disposizioni civilistiche, in merito alle operazioni finanziarie, statuisce che si debba necessariamente tenere in considerazione quanto presente nella nuova versione dell’art. 1, comma 4, del T.U.F.

SOGLIA DI ESENZIONE E TASSAZIONE

Quindi, il trattamento fiscale delle plusvalenze dal mercato Forex, secondo l’Agenzia delle Entrate, è inquadrabile in base all’articolo 67, comma 1, lettera c-quater) del DPR n. 917/86.

la tassazione delle plusvalenze derivanti dalla cessione di valute provenienti da depositi e conti correnti si ha solo nel caso in cui la giacenza in valuta nei depositi e conti correnti complessivamente sia superiore a €. 51.645,69 per almeno 7 giorni lavorativi continui nel periodo d’imposta in cui la plusvalenza è stata realizzata

Articolo 67, comma 1, DPR n 917/86.

Tali redditi, se percepiti da parte di un soggetto persona fisica, non esercente attività d’impresa, sono soggetti ad imposta sostitutiva secondo il regime dichiarativo, ex art. 5 del D.Lgs. n. 461/1997.

La determinazione dei redditi di cui al periodo precedente è disciplinata dall’articolo 68, comma 8, del DPR n. 917/86, secondo cui:

i redditi di cui alla lettera c-quater) del comma 1 dell’art. 67, sono costituiti dalla somma algebrica dei differenziali positivi o negativi, nonché degli altri proventi od oneri, percepiti o sostenuti, in relazione a ciascuno dei rapporti ivi indicati”.

IL MERCATO DELLE OPZIONI BINARIE

Gli strumenti denominati opzioni binarie sono stati introdotti nel mondo finanziario nell’anno 2008 all’interno del Chicago board options exchange.

Si tratta di uno strumento speculativo in grado di garantire un utilizzo semplice ma remunerativo nel breve termine.

Le opzioni binarie vengono considerate come strumenti “esotici” in quanto non seguono le regole tipiche delle opzioni.

Sono basati su un contratto tra un venditore e un acquirente in cui si scommette sull’andamento della fluttuazione dell’attività sottostante selezionata.

Si può scommettere su un andamento verso l’alto o verso il basso, oppure per il raggiungimento di un massimo o di un minimo. Oppure ancora per il mantenersi all’interno di un range di valori.

Pertanto, le opzioni binarie non attribuiscono un diritto di acquistare (opzione call) o vendere (opzione put) a un prezzo predeterminato il titolo sottostante, lucrando eventualmente sulla differenza rispetto al prezzo di mercato incrementato del premio pagato all’apertura del contratto. Queste, piuttosto, si sostanziano in una mera scommessa sull’andamento del titolo preso a riferimento.

DEFINIZIONE CONSOB DI OPZIONI BINARIE

La Consob attraverso la Comunicazione n. DTC/DIS/DIN/12055030 del 2 luglio 2012, ha fornito una definizione di opzioni binarie, chiarendo come

si sono diffuse nel mercato operazioni (‘opzioni binarie’ o ‘opzioni digitali’) che presentano una struttura simile a quella di una scommessa in quanto assicurano il pagamento di un importo predeterminato se l’evento (raggiungimento di un determinato livello di prezzo del titolo, indice o altro sottostante) si verifica, prima o entro una determinata scadenza temporale; nel caso in cui l’evento non si verifichi, l’acquirente l’opzione subisce la perdita di tutta la somma investita”.

Nel prosieguo della sopracitata Comunicazione Consob, viene richiamato il parere n. 955 del 17 settembre 2010, emesso dalla Commissione Europea in risposta ad uno specifico quesito circa la natura delle opzioni binarie che vengono inquadrate:

quali contratti derivati regolati in contanti, appaiono riconducibili alla definizione di strumenti finanziari. Di conseguenza, le società che offrono servizi e attività di investimento in opzioni binarie dovrebbero essere autorizzate come imprese di investimento [ovvero banche] ai sensi della MiFID


TASSAZIONE DEI REDDITI DERIVANTI DAL TRADING ONLINE

Come molto spesso accade la normativa fiscale di tassazione segue la normativa civilistica. Questo accade anche per quanto riguarda la tassazione dei proventi derivanti dal Trading Online.

Vediamo, quindi, come avviene la tassazione delle plusvalenze derivanti da mercato del Forex e dalle Opzioni Binarie.

IMPOSTA SOSTITUTIVA PER LE PLUSVALENZE DA FOREX

Nel Trading Online, relativamente ai redditi originatisi sul mercato Forex, occorre rifarsi all’articolo 67, comma 1 DPR n 917/86.

Se tali redditi sono percepiti a soggetto persona fisica, non afferente attività di impresa, tali proventi sono soggetti ad imposta sostitutiva del 26%.

Questo è quanto ribadito anche dalla stessa Agenzia delle Entrate nella Risoluzione n 102/E/2011.

IMPOSTA SOSTITUTIVA PER LE PLUSVALENZE DA OPZIONI BINARIE

Le Opzioni Binarie sono degli strumenti finanziari appartenenti alla categoria dei contratti derivati regolati in contanti.

Per questo, la disciplina fiscale applicabile è quella dell’articolo 67, comma 1, lettera c-quater del DPR n 917/86.

Di conseguenza, i redditi derivanti dalle opzioni binarie, se percepiti da parte di una persona fisica, non esercente attività d’impresa, sono assoggettati ad imposta sostitutiva del 26%.

Questo è quanto previsto anche dalla Risoluzione n. 71/E/2016 dell’Agenzia delle Entrate.

LA BASE IMPONIBILE PER PLUSVALENZE FINANZIARIE

Una volta individuata la corretta tassazione delle plusvalenze finanziarie da Trading Online, è opportuno analizzare come si arriva a determinare la base imponibile.

Il calcolo dell’imponibile, sia che si tratti di operazioni finanziarie sul mercato Forex ovvero di opzioni binarie, si basa su quanto prescritto dall’articolo 68, comma 8, del DPR n. 917/86.

Questo articolo prevede la determinazione dei redditi di cui all’articolo 67, comma 1, lett. c-quater) del DPR n. 917/86 mediante la somma algebrica dei proventi e degli oneri, percepiti o sostenuti.

REGIME DICHIARATIVO E REGIME DEL RISPARMIO AMMINISTRATO

Da quanto evidenziato nella Risoluzione n. 71/E/2016, il soggetto interpellante ha richiesto all’Amministrazione finanziaria chiarimenti in merito:

  1. Alla legittimità alla deduzione delle perdite subite attraverso l’indicazione delle stesse in dichiarazione, conservando la documentazione rilasciata dall’intermediario (c.d. regime dichiarativo);
  2. All’applicabilità del regime del risparmio amministrato in caso di rapporti con broker esteri localizzati nell’area UE (Cipro e Londra) ed in località a fiscalità privilegiata (Seychelles e Nevis).

La Risoluzione n. 71/E/2016 in merito all’esercizio dell’opzione per il risparmio amministrato ex articolo 6 del D.Lgs. n. 461/1997, ha specificato come tale scelta possa manifestarsi solo alle seguenti condizioni:

  • Esistenza di uno stabile rapporto di mandato, di deposito, custodia o amministrazione presso banche, società di intermediazione mobiliare, società fiduciarie e società di gestione del risparmio residenti in Italia. Nonché presso stabili organizzazioni in Italia dei medesimi soggetti non residenti, Poste Italiane S.p.A. e agenti di cambio;
  • Necessità che i soggetti di cui al punto precedente, intervengano in tali rapporti in veste di intermediari professionali o come controparti.

Per il caso analizzato, l’Agenzia delle Entrate non ha ritenuto applicabile il regime del risparmio amministrato ma dovrà essere utilizzato il regime dichiarativo.

Questo in quanto i broker esteri che intervengono nelle transazioni, non risultano idonei ad agire come sostituti d’imposta in Italia.

La regola generale che possiamo desumere dalla risoluzione in commento è che ogni qualvolta si opera con intermediari (broker) esteri si deve operare in regime dichiarativo.

IL REGIME DICHIARATIVO

Il regime dichiarativo è disciplinato dall’art. 5 del D.Lgs. n. 461/1997.

Secondo questo regime è il contribuente stesso che deve provvedere alla dichiarazione dei redditi derivanti dagli investimenti effettuati. Inoltre, è lo stesso soggetto a dover calcolare e versare l’imposta sostitutiva del 26% in presenza di proventi.

In caso di minusvalenze, l’eventuale eccedenza potrà essere portata in deduzione delle plusvalenze realizzate nei quattro periodi di imposta successivi.

Inoltre, l’Agenzia delle Entrate specifica come, trattandosi di attività finanziarie estere, il soggetto persona fisica che le ha detenute ovvero ne è ancora in possesso, dovrà procedere, mediante l’ausilio della documentazione fornita dai broker esteri, a dichiarare tali rapporti con gli intermediari stranieri.

Si tratta degli obblighi legati al Monitoraggio Fiscale delle attività finanziarie detenute all’estero.

OBBLIGHI DICHIARATIVI DELL’INVESTITORE

Per adempiere correttamente a tutti i suoi obblighi fiscali l’investitore che effettua trading online deve:

  • Adempiere agli obblighi legati alla determinazione e tassazione delle plusvalenze. Inserimenti in dichiarazione e tassazione con imposta sostitutiva dei proventi derivanti da Forex e Opzioni Binarie;
  • Adempiere agli obblighi legati al monitoraggio fiscale delle attività finanziarie estere. Tali attività devono essere indicate, ai sensi dell’art. 4, comma 1, ex D.L. n. 167 del 28 giugno 1990, convertito con modificazioni dalla Legge n. 227 del 4 agosto 1990, nel Quadro RW della propria dichiarazione annuale dei redditi. Questo in quanto tali rapporti sono suscettibili di produrre redditi imponibili in Italia (Circolare n. 38/E/2013);
  • Effettuare l’eventuale versamento dell’IVAFE. Il possesso di attività finanziarie estere determina l’obbligo di assoggettamento all’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero (Circolare n. 28/E/2002).

ASPETTI FISCALI DEL TRADING ONLINE: ESEMPIO PRATICO

Al fine di apprendere nel modo migliore quanto detto sinora vediamo un esempio numerico sugli aspetti fiscali del Trading Online.

Un soggetto persona fisica residente fiscalmente in Italia decide di investire nel Trading Online attraverso le opzioni binarie.

L’investimento avviene mediante l’ausilio di tre intermediari esteri, uno situato a Malta, uno nel Regno Unito ed uno a Cipro.

L’investimento avviene secondo il seguente schema:

  • Opzioni binarie A: il soggetto ha investito in data 1 gennaio “n” scommettendo che il prezzo di una determinata materia prima dopo 10 giorni potesse scendere;
  • Opzione binarie B: il soggetto ha investito in data 1 febbraio “n” scommettendo che il prezzo di una determinata merce dopo 1 giorno potesse salire;
  • Opzioni binarie C: il soggetto ha investito in data 1 marzo “n” scommettendo che il prezzo di una determinata valuta dopo 8 giorni potesse salire.
Opzioni binarieCosto d’acquistoProventi/ (perdite) finanziarieValore di mercato – inizialeIl Valore di mercato – finaleValore nominaleGiorni di detenzionePaese broker
Opzione A10.00015.00010.00013.0008.00010Malta
Opzione B50.000(50.000)1Regno Unito
Opzione C26.00038.00026.00032.00020.0008Cipro

Importazione dei dati in dichiarazione dei redditi

Nel caso prospettato, i broker esteri non sono abilitati ad agire come sostituti d’imposta in Italia.

Pertanto, non essendo possibile per il contribuente, optare per il regime amministrato, quest’ultimo risulta obbligato ad indicare i redditi diversi derivanti dai rapporti in oggetto nel Quadro RT del modello Redditi Persone Fisiche. Secondo quanto previsto dal regime dichiarativo.

Fase 1 – dichiarazione dei redditi diversi

I redditi originatesi dai rapporti che il contribuente detiene con i broker esteri rientrano, tra redditi diversi ex articolo 67, comma 1, lett. c-quater) del DPR n. 917/86.

Pertanto, devono essere dichiarati nel Quadro RT – Plusvalenze di natura finanziaria, Sezione II, righi da RT 21 a RT 30 del Modello Redditi Persone Fisiche.

Il rigo RT 21 accoglie i differenziali positivi e negativi originatesi dell’effettuazione dell’investimento finanziario.

Nei righi deve essere indicato il corrispettivo percepito ed il costo sostenuto in modo da determinare l’eventuale minusvalenza ovvero plusvalenza da assoggettare ad imposta sostituiva pari al 26%.

La Sezione II è pertanto compilata nel seguente modo:

  • Rigo RT 21 in cui viene inserito il totale dei corrispettivi positivi derivanti dalle vendite effettuate;
  • Rigo RT 22 in cui viene inserito il totale dei costi ovvero dei valori d’acquisto;
  • Il Rigo RT 23 in cui viene inserita la somma algebrica dei differenziali positivi e negativi, che genererà una plusvalenza/minusvalenza. Se si è originata una plusvalenza, la stessa deve essere riportata al rigo RT 26 non essendo presenti eccedenze di minusvalenze (rigo RT 24 e rigo RT 25);
  • Rigo RT 27 nel quale viene calcolata l’imposta sostitutiva. Il medesimo valore deve essere riportato anche al rigo RT 29, se non vi sono eccedenze di imposte precedenti.
Certificazione del broker

Per poter presentare la dichiarazione dei redditi in modo corretto è indispensabile la certificazione degli acquisti e vendite di titoli rilasciata dal broker estero.

I broker sono tenuti a rilasciare questo tipo di documentazione sapendo che l’obbligo dichiarativo è posto a carico degli investitori.

Fase 2 – obblighi di monitoraggio e calcolo IVAFE

Le attività finanziarie gestite mediante l’ausilio di broker esteri rientrano tra i rapporti finanziari stipulati al di fuori del territorio dello Stato.

Date le premesse appena fatte e seguendo quanto precisato dall’Amministrazione finanziaria nella Risoluzione n. 71/E/2016 tali attività devono essere dichiarate nel Quadro RW con il duplice obiettivo di assolvere gli obblighi legati al monitoraggio delle attività detenute all’estero, sia ai fini del calcolo dell’Ivafe (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie detenute all’Estero).

Nel caso, trattandosi di tre distinte attività finanziarie, devono essere compilati tre diversi righi – RW 1, RW 2 e RW 3.

Trading Online: compilazione del quadro RW

Le colonne da compilare nel rigo RW 1, RW 2 e RW 3 sono le seguenti:

  • Colonna 1 in cui viene indicato il codice di possesso che risulta pari a 1 (proprietà);
  • Colonna 2 nella quale deve essere indicato se il contribuente risulta il titolare effettivo (codice 2);
  • Colonne 3 in cui viene indicato il codice di individuazione del bene, nel caso di specie si tratta del codice 9, “contratti derivati e altri rapporti finanziari stipulati al di fuori del territorio dello Stato”;
  • Colonna 4 che localizza il Paese estero di detenzione delle attività finanziarie secondo l’elenco redatto a cura dell’Agenzia delle Entrate;
  • Colonna 5 in cui viene espressa la percentuale di possesso, pari al 100% in tutti e tre i righi.
Le indicazioni numeriche del quadro RW
  • Colonne 7 e 8 dove sono specificati, rispettivamente, il valore iniziale e quello finale delle attività finanziarie. L’Amministrazione finanziaria stabilisce l’obbligo di indicazione del valore di mercato all’inizio ed al termine di detenzione dell’attività. Valore in assenza del quale, è possibile indicare il valore nominale, se non è possibile ottenere neanche quest’ultimo allora dovrà essere inserito il valore di rimborso. In assenza del quale va indicato il valore d’acquisto. Per il rigo RW 1 ed RW 3 è stato inserito il valore di mercato (codice 1), invece per il rigo RW 2 deve essere indicato il costo d’acquisto (codice 4);
  • Colonna 10 che evidenzia i giorni di possesso dei beni;
  • Colonne 11 dove viene determinata l’IVAFE il cui valore è calcolato ponderando il valore indicato in colonna 8 con la percentuale ed il periodo di possesso applicando l’aliquota pari allo 0,2%;
  • Colonna 14 in cui è inserito il credito d’imposta a fronte del versamento delle imposte estere eventualmente versate;
  • Colonna 15 in cui viene indicato l’importo dell’IVAFE dovuta al netto di eventuali crediti d’imposta (colonna 14).

Successivamente alla compilazione del rigo RW 1, RW 3 e RW 2, al rigo RW 6 Sezione IVAFE si avrà la seguente situazione:

Il totale dell’IVAFE dovuta che risulta dalla somma delle imposte calcolate sulle tre attività finanziarie è pari a €. 34,20.


TRADING ONLINE: CONSULENZA FISCALE

Stai valutando se operare nel Trading Online?

Stai investendo nel mercato del Forex o dell opzioni binarie e vuoi sapere come devi procedere per sapere se devi o meno pagare le imposte in Italia?

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102 COMMENTS

  1. Buongiorno,

    posso fare una domanda?

    Esempio: se nel corso di un anno si investe 2.000€ in un broker estero e fra vari profitti e perdite il conto scende a 1.400€ e dopodichè si decide di prelevare questi 1400€ (quindi con una perdita di 600€), perchè si ha capito che ancora non si è abbastanza preparati per il trading, si è tenuti a compilare il quadro RW? Il conto sarebbe a zero a fine anno in quanto prelevato il saldo restante dopo aver subito una perdita di 600€.

    Grazie mille per l’aiuto.

  2. Deve tenere in considerazione due aspetti. Il primo è la tassazione delle plusvalenze generate dall’attività di trading. Il secondo è la disciplina sul monitoraggio fiscale. Sono due aspetti diversi. L’indicazione del conto corrente va fatta solo se si superano i requisiti previsti dalla norma e non in tutti i casi. Per questo motivo è fondamentale farsi assistere da un consulente esperto e preparato su questi aspetti.

  3. Buongiorno,
    facendo trading con Etoro nel giro di poco sono stati fatti tra vendite e acquisti un migliaio di movimenti.
    Per la dichiarazione è sufficiente compilare il quadro rw riportando le plusvalenze/minusvalenze al 31-12.
    Premetto che non sono stati fatti prelievi dal conto etoro.
    Grazie

  4. Nel quadro RW non si indicano questi valori. Bisogna fare attenzione. Se vuole possiamo aiutarlatramite consulenza ad inviduare i quadri corretti ove insire le plusvalenze e come compilare correttametne il quadro RW.

  5. Buongiorno,

    da Settembre 2017 faccio trading con Etoro. Investo in azioni e criptovalute (Bitcoin, ecc). Volevo capire se:

    1) devo dichiarare questi redditi/perdite
    2) quale sezioni devo compilare
    3) c’è un reddito minimo sotto il quale posso non dichiarare nulla o comunque non è soggetto a tassazione
    4) se non prelevo alcuna somma dal mio conto online, devo dichiarare lo stesso eventuali redditi o perdite

    Grazie

  6. Sicuramente deve compilare il modello Redditi PF, non ci sono redditi minimi e il reddito si dichiara indipendentemente dalla percezione sul proprio conto italiano. Le consiglio di avvalersi della consulenza di un professionista esperto in questo ambito per i calcoli e la compilazione della dichiarazione.

  7. Buongiorno
    Nel 3017 ho investito con etoro copyfind cripto ecc.
    Non ho mai prelevato.
    Cosa debbo fare?
    Grazie

  8. Bisonga analizzare la situazione sicuramente per la compilazione del quadro RW del modello Redditi, con l’indicazione dell’investimento effettuato. Poi si deve verificare se vi sono state eventuali plusvalenze/minusvalenze dagli investimenti fatti. Se vuole la contatto in privato per una consulenza o se ha bisogno di un commercialista che la segua per la dichiarazione dei redditi.

  9. La ringrazio per la risposta,ma le voglio chiedere un’altra cosa: gli anni passati non era in vigore la legge che sotto i 10000 euro non c’era obbligo della dichiarazione?
    Mi sbaglio?
    Grazie nuovamente

  10. Questo limite oggi è 15.000 euro ma vale solo per i conti correnti esteri, ed è un limite parziale. Nel senso che anche non superando la soglia, non è detto che il conto non vada dichiarato. Bisogna analizzare la situazione.

  11. Buon giorno, nel 2017 ho prelevato e chiuso il conto con due broker. per poter fare la dichiarazione dei redditi ho fatto richiesta della certificazione acquisti e vendite. fino ad ora non l’ho ricevuta. Cosa mi consigliate di fare?

  12. Deve continuare a chiederla, non ci sono alternative. Poi affidarsi ad un Commercialista esperto in questo ambito. Se vuole siamo a disposizione.

  13. buongiorno,
    io ho appena iniziato a fare il trading on-line (diciamo a Febbraio 2018), vorrei sapere come e quando dovrei pensare a dichiarare il redditto?
    scusa ma ho già fatto più di 2 prelievi cosa succede?

  14. Salve,

    effettuo trading online dal 2017 ma per ora sono più in perdita che in attivo, ovvero ho depositato solle per 1500€ e mi sono rimasti 200€ ovvero una perdita di 1300€.
    nel corso dell’anno ho fatto versamenti e prelievi ma se eseguo l’estratto conto del broker, unico documento che rilasciano, mi trovo con le prdite sopra citate.

    come posso fare per regolarizzare il tutto con il fisco?

  15. Buongiorno dottore,

    ci sono alcuni broker esteri che hanno una succursale in Italia e che offrono il regime amministrato ed i fondi dei clienti italiani vengono depositati presso conti segregati in una banca italiana (es. Unicredit). Optando per il regime fiscale amministrato naturalmente sarà il broker stesso a versare le imposte. In questo caso, dato che i fondi non sono all’ estero ma in una banca italiana ed il broker agisce come sostituto d’imposta, il cliente non deve nemmeno preoccuparsi del quadro RW, giusto?

    Ringrazio in anticipo per la risposta.

  16. Se è confermato quello che mi scrive e l’intermediario è italiano e si opta per il regime amministrato non c’è obbligo di compilare il quadro RW.

  17. Buongiorno,

    ho bisogno di un breve chiarimento e spero che Lei mi possa aiutare. Ho capito come viene determinata la plus/minusvalenza e l’imposta da pagare, ma su un altro articolo online ho letto qualcosa che non riesco a capire. Cito il passaggio dell’ articolo sotto:

    “In caso di regime dichiarativo, l’investitore riceve il capital gain al lordo delle imposte. Ciò significa che dovrà essere lui a calcolare e versare le imposte secondo le scadenze previste per la dichiarazione dei redditi. Lo strumento dovrà essere il metodo LIFO (last in first out = l’ultimo a entrare è il primo a uscire), determinando così sia il rendimento ottenuto che le imposte da versare.”

    Sinceramente non riesco a capire come si dovrebbe adottare il metodo LIFO nel trading sul forex? Non è sufficiente presentare tutti gli estratti conto del broker al proprio commercialista per determinare plus e minusvalenze e l’imposta da pagare? Che cosa c’entra il LIFO?

    In attesa di un Suo gentile riscontro.

  18. Il LIFO è un metodo che serve per determinare l’eventuale plusvalenza da tassare. A fare il calcolo dovrebbe essere l’intermediario con cui opera, ma se così non è farà il calcolo il commercialista.

  19. Grazie mille.

    un altra domanda: non avendo avuto 5.000€ e di giacenza media e non avendo superato 10.000€ non si è obbligati a compilare il quadro RW, giusto?

    é possibile contattarla in privato per qualche informazione ed eventuale consulenza futura?

  20. Buongiorno
    cortesemente avrei bisogno di un breve chiarimento in merito al calcolo dell’ IVAFE. Nel articolo si parla di “giorni di detenzione”. Se si opera nel mercato Forex/CFD con un broker estero e nel corso dell’ anno si fa 100 operazioni (tutte documentate nella piattaforma del broker) si deve calcolare i giorni di detenzione per ogni singola operazione?
    Esempio:
    EUR/USD buy (chiuso dopo 5 giorni) 5 giorni di detenzione
    USD/JPY sell (chiuso dopo 10 giorni) 10 giorni di detenzione
    etc..
    Si deve tener conto di ogni singola operazione?
    Ringrazio in anticipo per una Sua risposta.

  21. Prima di tutto c’è da verificare la consistenza media, e comunque si eventualmente contano i giorni in cui il conto è stato aperto.

  22. Buongiorno,
    vorrei chiederVi un’informazione in merito alla dichiarazione dei redditi per quanto riguarda l’attività di trading online.
    Il broker che utilizzo per svolgere questa attività ha sede a Cipro e non fa da sostituto d’imposta, quindi con il regime dichiarativo bisogna provvedere autonomamente a dichiarare le plusvalenze e quindi le operazioni che sono state chiuse nell’arco dell’anno tramite compilazione del modello Unico, e pagamento tramite f24 con un’aliquota del 26%.

    Quest’anno ho scaricato il rendiconto relativo all’anno 2017, dove all’interno sono presenti tutte le operazioni dell’anno, il capitale investito e la plusvalenza, che però sono tutti in Dollari Americani.
    Sono stato da un commercialista, ma anche lui ha parecchi dubbi per la conversione in Euro.
    Come posso fare a dichiarare la plusvalenza in Euro di tutte le operazioni avvenute in un anno, dato che il valore Dollaro-Euro cambia giornalmente?
    Dal sito della Banca d’Italia ho scaricato i tassi di cambio Dollaro-Euro sia giornalieri, sia la media annuale.
    Chiedo cortesemente un aiuto al fine di poter adempiere al corretto e regolare pagamento delle tasse dovute.

    Grazie per l’attenzione.

  23. La conversione deve avvenire, come precisato dalla stessa Agenzia delle Entrate, al cambio medio mensile per ogni mese dell’anno.

  24. Buongiorno,
    dallo scorso anno svolgo l’attività di trading online su una piattaforma di un broker residente a Cipro.
    Nello scorso anno ho realizzato profitti e perdite. Mi è stato riconosciuto un bonus ed ho dovuto sostenere un rollover feet. Tutto questo come riportato sulla certificazione rilasciatami dal broker estero.Vorrei sapere se l’imponibile da considerare nella dichiarazione dei redditi, che dovrò presentare quest’anno, è dato da profitti – perdite + bonus – rollover feet.
    Attendo una Vs. risposta e saluto cordialmente.
    Maria

  25. Quello che deve indicare in dichiarazione ai fini delle imposte sui redditi è il totale degli acquisti e il totale delle cessioni effettuate. La differenza individuerà la plusvalenza o minusvalenza generata.

  26. nel 2017 ho fatto un pò di trading utilizzando un broker con sede a Cipro.
    L’importo investito è stato esiguo: circa 450 USD ed ha generato una plusvalenza di USD 1300.00 (per lo più generato da operazioni di copy trading.
    Come devo procedere con al dichiarazione, considerando che le operazioni sono state molteplici, da importo unitario irrisorio (l’estratto conto risulta composto da 99 pg)

  27. Per compilare la dichiarazione le serve il totale acquisti e il totale vendite effettuate nell’anno. Poi c’è da considerare la consistenza nel quadro RW per il monitoraggio fiscale. Se le serve aiuto sono a disposizione per una consulenza.

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