Tassazione plusvalenze opzioni binarie
Tassazione plusvalenze opzioni binarie

Le plusvalenze derivanti da investimenti in opzioni binarie sono soggette a tassazione ai fini delle imposte dirette attraverso l’applicazione di una imposta sostitutiva del 26%, da indicare in dichiarazione dei redditi. La tassazione del trading in opzioni binarie.

Uno dei metodi più famosi per fare investimenti sui mercati finanziari è sicuramente quello delle “opzioni binarie“. Si tratta di metodo assai semplice da applicare, quindi alla portata di tutti. Per questo motivo negli ultimi anni ha riscontrato molto successo, anche in persone che non conoscono bene il mondo degli investimenti finanziari. Non è mia intenzione, in questo articolo, entrare nel merito se questo tipo di investimenti sia remunerativo o meno. Ci sono tantissimi siti web che si occupano di questi aspetti ai quali ti rimando per approfondimenti di natura finanziaria. Sicuramente, trattandosi di investimenti in strumenti finanziari derivati è necessario, in ogni caso, prestare la dovuta cautela, ma sono sicuro che, se stai leggendo questo articolo, conosci già tutte le caratteristiche delle opzioni binarie.

L’aspetto importante su cui intendo soffermarmi riguarda il fatto che chiunque effettui questo tipo di attività (investimento finanziario) lo faccia attraverso l’ausilio di intermediari che rispettino le normative imposte dalle autorità competenti in materia. In un precedente contributo abbiamo affrontato le modalità di tassazione dei guadagni derivanti dal mercato del “Forex“. In questo articolo, invece, intendo andare ad approfondire i criteri di collegamento per la tassazione dei profitti ottenuti tramite l’utilizzo del trading in opzioni binarie.

Cosa sono le “opzioni binarie“?

Le “opzioni binarie” sono strumenti finanziari complessi, equiparabili ai contratti finanziari derivati. Il loro funzionamento è legato all’andamento di variabili di diversa natura, come:

  • Le quotazioni azionare;
  • I tassi di interesse;
  • L’andamento dei tassi di cambio;
  • Il valore delle c.d. “commodities” (petrolio, oro, merci, materie prime, etc).

Le “opzioni binarie“, sono state introdotte nei mercati finanziari nel 2008, nel Chicago board options exchange (CBOE). Sino da allora hanno avuto molto successo come strumento speculativo di facile utilizzo ed idoneo a conseguire laute plusvalenze, in periodi molto brevi. In pratica, il trading con le “opzioni binarie” rappresenta una sorta di “scommessa” nella quale se l’evento sul quale si scommette si avvera, il capitale investito aumenta con percentuali vicine al 90%, viceversa lo si perde del tutto.

La Commissione Europea, con parere del 17 settembre 2010, ha stabilito che le società che offrono servizi di trading legato alle “opzioni binarie” devono essere dotate di autorizzazione all’esercizio come società di investimento rientranti sotto la direttiva Mifid.

Regime fiscale del trading in opzioni binarie

Sotto il profilo della disciplina tributaria nazionale, i contratti di trading legati alle “opzioni binarie” sono riconducibili alle attività finanziarie disciplinate dall’articolo 67, comma 1, lettera c)-quater del DPR n. 917/86 (TUIR), se percepiti da persona fisica non esercente attività d’impresa (privato). Pertanto, le eventuali plusvalenze generate da questo tipo di investimento devono essere assoggettate a tassazione tramite imposta sostitutiva. Questo è quanto prevede l’articolo 5 del D.Lgs. n. 461/97.

Base imponibile e imposta sostitutiva

La base imponibile, su cui applicare l’imposta sostitutiva è costituita, ai sensi dell’articolo 68, comma 8, del DPR n. 917/86, dalla somma algebrica dei differenziali, positivi o negativi, percepiti o sostenuti, in relazione a ciascuno dei rapporti ivi indicati. Quindi, riassumendo, un soggetto che ha effettuato nel corso del periodo di imposta operazioni relative ad investimenti in “opzioni binarie” è tenuto a versare un’imposta sostitutiva (del 26%). Imposta applicabile sulle plusvalenze eventualmente generate da questo tipo di attività di investimento. Chi opera attraverso il trading in opzioni binarie opera, generalmente, attraverso il regime dichiarativo. Questo significa che è compito dello stesso investitore determinare la base imponibile fiscale da assoggettare a tassazione e provvedere alla presentazione della propria dichiarazione dei redditi, per versare l’imposta sostitutiva del 26%.

Modalità di dichiarazione delle plusvalenze

Per capire come deve essere effettuata la dichiarazione delle plusvalenze derivanti dai contratti in “opzioni binarie” è necessario capire se il broker di opzioni binarie di cui ci si avvale, ha sede stabile in Italia o meno. Di fatto, la Consob non ha ancora autorizzato i brokers esteri ad operare in Italia con sede stabile. Quindi, come anticipato, l’investitore che ha effettuato investimenti in “opzioni binarie” si trova di fronte due diverse alternative, a seconda che il broker abbia o meno una sede stabile in Italia.

Broker con sede in Italia

Se il broker che funge da intermediario per l’esercizio dell’attività di investimento in “opzioni binarie” ha una sede stabile in Italia (non importa che sia la sede legale, è sufficiente che vi sia una stabile organizzazione nel nostro Paese), è tenuto a rilasciare all’investitore un prospetto nel quale sono evidenziate plusvalenze e minusvalenze derivanti dagli investimenti effettuati durante l’anno. il broker residente ha la possibilità di operare fungendo da sostituto di imposta (nel regime del risparmio amministrato). Tale intermediario, quindi, determina l’imponibile fiscale e trattiene l’imposta sostitutiva all’investitore che si vede bonificare gli importi al netto della tassazione dovuta. Alla fine di ciascun periodo di imposta il broker è tenuto a rilasciare uno specifico prospetto riassuntivo. Questo documento contiene un elenco dettagliato di ogni plusvalenza eventualmente generata dall’attività di investimento e la relativa imposta sostitutiva applicata. Il broker con sede stabile in Italia, quindi, è tenuto ad operare come sostituto di imposta. In pratica deve trattenere e versare all’Erario l’imposta sostitutiva dovuta dall’investitore italiano. Ebbene, in questo caso l’investitore non è tenuto ad effettuare alcun adempimento fiscale (dichiarazione dei redditi). Questo in quanto l’onere del versamento all’Erario dell’eventuale imposta sostitutiva è già stato assolto dal broker, che ha trattenuto e versato l’imposta, per conto dell’investitore.

Per verificare se il broker con cui operi ha sede in Italia il consiglio è quello di verificare attraverso la consultazione del sito della Banca d’Italia, che contiene l’elenco degli operatori finanziari che hanno sede in Italia (e che hanno le autorizzazioni per operare in Italia).

Broker con sede estera

Al contrario, se tutta l’attività di trading è effettuata esclusivamente da broker esteri, con disponibilità di conti correnti detenuti presso Paesi esteri, ecco che la situazione per l’investitore residente in Italia cambia radicalmente. Sotto il profilo fiscale. infatti, operare con broker esteri significa che le eventuali plusvalenze generate devono essere dichiarate direttamente dall’investitore (e non dal broker), attraverso il regime dichiarativo. E’, quindi, dovere di ogni trader, andare a dichiarare le plusvalenze legate alle proprie attività di trading all’Amministrazione finanziaria italiana. L’investitore deve adempiere a questo obbligo attraverso l’obbligatoria presentazione della dichiarazione dei redditi (modello Redditi Persone Fisiche).

Sotto il profilo operativo, i redditi da trading ottenuti con le “opzioni binarie” devono essere indicati dal contribuente all’interno del quadro RT del modello Redditi persone fisiche. Per la compilazione del quadro RT è di fondamentale importanza essere in possesso della certificazione delle plusvalenze/minusvalenze generate durante il periodo di imposta. Documento che, deve essere chiesto al broker estero con cui l’investitore residente ha operato. In assenza di questo documento la compilazione della dichiarazione dei redditi diventa impossibile per mancanza di dati a disposizione e questo può comportare problematiche fiscali importanti. Per questo motivo, il consigli che posso darti è quello di informarti sempre in anticipo presso il broker sulla tipologia di documentazione che rilascia per verificarne la rispondenza alle esigenze fiscali dell’investitore.

Ulteriore obbligo tributario per l’investitore residente che si avvale di broker esteri, per la sua attività di trading, è relativo al monitoraggio fiscale delle attività finanziarie estere detenute. Infatti, detenere conti deposito esteri, o investimenti finanziari esteri obbliga il contribuente alla segnalazione dell’investimento all’interno del quadro RW del modello Redditi PF. Tale quadro consente di adempiere agli obblighi di monitoraggio dell’investimento e permettere di determinare e liquidare l’imposta patrimoniale dovuta dal contribuente, denominata IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie Estere). Anche in questo caso è di fondamentale importanza il documento riassuntivo della posizione rilasciato dal broker estero. E’ opportuno ribadirlo ancora una volta, la documentazione rilasciata dal broker è di fondamentale importanza per il corretto adempimento degli obblighi fiscali a carico dell’investitore.

Compilazione del quadro RT del modello Redditi PF per le plusvalenze finanziarie

Per dichiarare le plusvalenze di natura finanziaria derivanti dal trading in “opzioni binarie“, è necessario compilare il quadro RT del modello Redditi P.F., con riferimento all’anno precedente. Ogni investitore è chiamato, prima di compilare la propria dichiarazione dei redditi a farsi rilasciare dal proprio broker il prospetto con l’andamento degli investimenti e delle operazioni effettuate nel corso dell’anno oggetto di dichiarazione, in modo da trovare certificate le plusvalenze o minusvalenze maturate. Gli importi derivanti da questo prospetto sono fondamentali per la corretta compilazione della dichiarazione dei redditi. Non dimenticare, quindi, di farti rilasciare questo prospetto dal broker e diffida dai broker che non consegnano questo tipo di documentazione.

L’importo delle plusvalenze generate dagli investimenti effettuati deve essere indicato al rigo RT41 della sezione II-B del quadro. Allo stesso modo le minusvalenze devono essere indicate al rigo RT45 del quadro. Il valore complessivo delle plusvalenze generate costituisce, al netto, delle minusvalenze eventualmente riportabili dagli anni precedenti, costituisce la base imponibile su cui applicare l’imposta sostitutiva del 26%. Le minusvalenze maturate, sono deducibili nell’esercizio in corso e nei quattro successivi.

Tale imposta sostitutiva sulle plusvalenze deve essere versata utilizzando il modello F24 dal contribuente entro la data di versamento del saldo delle imposte sui redditi (30 giugno di ogni anno).

Quadro RW del modello Redditi PF

Un aspetto particolare legato ai soggetti che si avvalgono di broker esteri è legato al fatto che operare con questi intermediari comporta necessariamente l’apertura di un conto corrente estero per poter operare. Da un punto di vista fiscale, aprire un conto corrente estero comporta il fatto di dover rispettare la disciplina legata al monitoraggio fiscale delle attività finanziarie detenute all’estero. In pratica, un investitore italiano che apre un conto corrente all’estero è tenuto a dichiararlo, nel quadro RW del modello redditi P.F., se rispetta i requisiti prescritti da questa particolare normativa.

In questo ambito non vogliamo entrare nel merito di questi requisiti, già ampiamente dettagliati in questo nostro contributo “Il quadro RW del modello Redditi“. Voglio, tuttavia, ricordarti che il mancato rispetto di questa disciplina comporta l’applicazione di sanzioni amministrative, per questo vi invito a prestare la massima attenzione, quando aprire un conto corrente estero. In questo ambito il quadro RW è destinato ad accogliere le attività estere di natura finanziaria da cui derivano redditi di capitale o redditi diversi di natura finanziaria di fonte estera. In particolare se l’investitore si avvale di un broker con sede all’estero, ed apre un conto corrente in un Paese estero, è tenuto a riportare il valore del conto corrente nel quadro RW. Allo stesso modo deve essere indicato il deposito titoli, qualora l’investitore ne disponga uno. Per ognuno degli investimenti finanziari esteri è necessario verificare l’assoggettamento ad IVAFE, che è fissa di 34,20 euro per i conti correnti esteri (con giacenza media superiore a 5.000 euro) e del 2 per mille per gli altri investimenti finanziari. La liquidazione dell’IVAFE avviene alla scadenza per il versamento delle imposte sui redditi.

Versamento dell’imposta sostitutiva sulle plusvalenze finanziarie

Una volta determinata la plusvalenza derivante dal trading in opzioni binarie, detenuti da broker esteri (che non fungono da sostituti di imposta), la stessa deve essere versata utilizzando il modello F24. Il modello deve essere compilato inserendo lo specifico codice tributo predisposto dall’Agenzia delle Entrate:

Codice tributo 1100 – imposta sostitutiva sulle plusvalenze

Nel modello F24 deve essere indicato l’anno di imposta nel quale si è percepita la plusvalenza. Queste plusvalenze devono derivare da cessione a titolo oneroso di partecipazioni non qualificate. Rientrano in questo codice tributo anche le plusvalenze derivanti dal trading online. Il versamento deve essere effettuato con la stessa scadenza del versamento del saldo delle imposte sui redditi. Ovvero entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui le plusvalenze si sono realizzate. Il versamento può essere comunque posticipato di 30 giorni. Aggiungendo all’importo dovuto la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse.

Tassazione delle plusvalenza da trading in opzioni binarie: consulenza fiscale e dichiarazione dei redditi

Se hai letto questo articolo significa che probabilmente hai effettuato nell’anno almeno un investimento nel mondo delle “opzioni binarie“. Molto probabilmente vuoi essere sicuro di come devi comportarti con la dichiarazione dei redditi, relativamente ai proventi che hai ottenuto.

Il consiglio che posso darti è quello di verificare sempre l’affidabilità degli intermediari con cui si investe. E’ fondamentale poi avvalersi sempre dell’ausilio di un dottore Commercialista. Questo per capire se e come è necessario andare a compilare la propria dichiarazione dei redditi. Per questo motivo se hai dubbi o vuoi avere un consulto con noi, puoi avvalerti del nostro servizio di consulenza. Potrai trovare risposta alle tue domanda, ma soprattutto eviterai di commettere errori. Segui il link sottostante per metterti in contatto con noi e ricevere una consulenza personalizzata. Inoltre, se hai bisogno di presentare la dichiarazione dei redditi possiamo valutare la documentazione in tuo possesso e qualora sia completa potremo farti un preventivo legato alla predisposizione e presentazione della dichiarazione.

Altrimenti, se vuoi condividere la tua esperienza con le opzioni binarie lasciaci un commento. Potrà essere utile ad altri nostri lettori per rendere questo articolo sempre completo ed aggiornato.

Dottore Commercialista, Tax Advisor, Revisore Legale. Aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale. La Fiscalità internazionale le convenzioni internazionali e l'internazionalizzazione di impresa sono la mia quotidianità. Continuo a studiare perché nella vita non si finisce mai di imparare. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.

43 COMMENTI

  1. Per ogni operazione di investimento effettuata è tenuto a dichiarare le eventuali plusvalenze maturate. Per il periodo di apertura del conto estero dovrà compilare il quadro RW del modello Redditi PF. Si affidi ad un commercialista preparato in questi ambiti.

  2. Buongiorno, purtroppo non ha risposto alla mia domanda. Vorrei sapere se devo pagare delle tasse nel mio caso? Non ho avuto nessun guadagno alla fine.

    Come descritto: investimento di 300€, ho fatto qualche operazione e sono arrivato a 420€, ho fatto ancora delle operazioni e sono arrivato a 260€. Ho avuto plusvalenze o no? Secondo la mia logica no, perchè ho investito 300€ e alla fine ne ho avuti 260€. Devo pagare le tasse o no?

    Grazie per l’aiuto.

  3. Salve io ho investito del denaro con un broker estero con sede a Londra, la gestione delle operazioni è stata svolta esclusivamente da loro (principalmente opzioni binarie 60 sec.) e ha portato ad un guadagno importante circa 30.000$ di plusvalenza.
    Il broker per ritirare tutto il denaro accumulato mi ha chiesto di bonificargli le commissioni del 26% e che poi mi avrebbero inviato il documento di tale versamento per inserirlo nella dichiarazioni dei redditi. E’ corretto?
    grazie

  4. A mio avviso non è corretto, in quanto i broker esteri non sono abilitati ad operare con il regime del risparmio amministrato in Italia. I soggetti italiani che operano con broker esteri devono operare attraverso il regime della dichiarazione. Chiederei al broker estero di farle vedere in base a quale normativa può operare in Italia come sostituto di imposta.

  5. Salve,ho versato per opzioni binarie a dukascopy europe in circa 2 anni 200 euro con carta di credito,per avere ora sul conto.Euro 0.60,devo dichiarare qualcosa?Da premettere sono disoccupato e percepisco solo un reddito di 460 euro con 2 figli a carico e risparmi postali.Grazie.

  6. Per rispondere alla sua domanda è necessario visionare i documenti rilasciati dal broker estero su consistenza del conto e plusvalenze generate. Questo è quanto posso dirle in questo momento. Se ha questi documenti mi contatti per una consulenza.

  7. Salve, negli ultimi 4 anni operando coni cfd ho avuto perdite annuali di circa 1000 euro e non ho fatto alcuna dichiarazione. Nell’anno corrente sto guadagnano circa 20.000 euro. E’ possibile detrarre anche le minusvalenze non dichiarate negli anni precedenti ? Opero con 4 broker, posso compensare le plusvalenze fatte con un broker con le minusvalenze fatte con altro broker ? grazie saluti

  8. Salve Carmine, per al deduzione delle minusalenze precedenti è necessario aver presentato le dichiarazioni precedenti ove risultavano le minusvalenze. Se vuole analizziamo la sua situazione in dettaglio in privato.

  9. Buongiorno, ho effettuato dei versamenti a broker straniero esclusivamente tramite carta di credito prepagata. I soldi versati sono stati tutti persi fatta eccezione di un piccolo prelievo, ma con saldo globale negativo.
    In questo caso l’operazione di versamento è da considerarsi come quelle fatte tramite PayPal e quindi equivalenti all’apertura di un conto estero e quindi dichiarato sul 730, oppure essendo la carta di credito parte del conto corrente italiano non va dichiarato?
    Grazie

  10. Quello che conta non è il trasferimento ma l’investimento che ha all’estero. Non dichiarare correttamente significa incorrere in sanzioni, anche per l’Agenzia può venire a conoscenza di queste informazioni. Se vuole maggiori informazioni mi contatti in privato.

  11. Dal primo gennaio 2018 ho iniziato ad operare con le opzioni ho delle minusvalenze 2014-2015-2016-2017 da investimenti azionari cosa devo riportare nel mio 730-2018 per poterle poi utilizzare nel 2019 per compensare eventuali plusvalenze fatte con le opzioni binarie ?

    Grazie
    Bellati Guglielmo

  12. Salve Guglielmo, non deve presentare il modello 730, ma il modello Redditi PF per dichiarare le minusvalenze. Per capire come dichiararle se vuole possiamo sentirci per una consulenza in merito.

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