Agevolazioni startup innovative
Agevolazioni startup innovative

Hai liquidità parcheggiata sul conto corrente? Vorresti investirla ma non sai come? Il Governo italiano con gli incentivi presenti nel Decreto Sostegni-bis, di fatto, incentiva la creazione di business angels italiani a sostegno delle PMI innovative.

Se ci pensi bene non sarebbe impresa da poco quella di riuscire ad incentivare i risparmiatori italiani ad investire almeno parte dei loro risparmi in PMI innovative. Non si tratta di effettuare investimenti da parte di soggetti non abituali a farlo, ma il Governo intende incentivare l’utilizzo del capitale privato per finanziare la crescita delle startup innovative italiane. Guardando il pacchetto di incentivo attualmente in vigore in ottica unitaria vi possono essere delle interessanti attività da analizzare e da sfruttare per ottenere vantaggi fiscali importanti.

In quest’ottica andiamo a vedere quali sono le agevolazioni fiscali previste per gli investimenti in startup innovative.

Agevolazioni startup innovative
Agevolazioni startup innovative

Incentivi fiscali per investimenti in PMI o Startup innovative

Al via dal 1° marzo 2021 l’incentivo fiscale del Ministero dello Sviluppo economico che prevede una detrazione IRPEF del 50% per gli investimenti nel capitale di rischio di startup innovative e di PMI innovative. Prevista dal Decreto Rilancio (D.L. 34/2020, art. 38, commi 7 e 8), l’agevolazione fiscale è concessa in linea con il regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013 sugli aiuti “de minimis.

La nuova misura del MiSE prevede un limite massimo di investimento detraibile:

  • Per investimenti nel capitale di startup innovative fino a 100mila euro, per ciascun periodo di imposta, un ammontare di detrazione non superiore a 50mila euro.
  • Per investimenti nel capitale di PMI innovative fino a 300mila euro, per ciascun periodo di imposta, un ammontare di detrazione non superiore a 150mila euro.

Per citare alcuni dei requisiti: gli investimenti nel capitale devono essere mantenuti per almeno tre anni e la Startup o PMI innovativa beneficiaria non può ottenere aiuti in “de minimis” per più di 200mila euro, nell’arco di tre esercizi finanziari (100mila euro se operante nel settore dei trasporti).

La procedura automatica di richiesta del bonus

Invitalia ha affiancato la Direzione generale per la politica industriale, l’innovazione e le piccole e medie imprese del Ministero dello Sviluppo economico nella definizione e nello sviluppo della piattaforma informatica dedicata all’incentivo e nell’elaborazione delle specifiche di accesso. La verifica del possesso dei requisiti e la verifica della capienza per l’investimento sono effettuati in tempo reale in fase di compilazione della domanda, utilizzando SPID per l’identificazione certa del richiedente, e attraverso controlli incrociati con il Registro delle Imprese per verificare i poteri di firma e requisiti soggettivi dell’impresa e presso il Registro Nazionale degli aiuti di Stato per la capienza del “de minimis”. Al termine della richiesta viene rilasciata automaticamente l’autorizzazione al soggetto richiedente.

Le disposizioni operative per l’accesso e il funzionamento della piattaforma informatica sono illustrate nella recente circolare MiSE del 25 febbraio 2021. È possibile presentare domanda esclusivamente attraverso la piattaforma informatica: 

Detassazione degli utili ed esenzione da tassazione di plusvalenze se reinvestite in società innovative

Il Governo con il Decreto Sostegni-bis (D.L. n. 73/21) ha previsto un incentivo per le persone fisiche che investono in PMI e Startup innovative, prevedendosi che non siano soggette ad imposizione le plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni al capitale di imprese startup innovative (acquisite mediante sottoscrizione di capitale sociale e possedute per almeno tre anni). La tassazione agevolata del capital gain si applica anche agli analoghi investimenti in PMI innovative.

Oltre a questa prima agevolazione, il Governo ha introdotto anche una seconda forma di detassazione delle plusvalenze. Non sono, inoltre, soggette ad imposizione le plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni al capitale in società di cui agli articoli 5, escluse le società semplici e gli enti ad essi equiparati, e 73, comma 1, lettere a) e d), del TUIR, qualora e nella misura in cui, entro un anno dal loro conseguimento, siano reinvestite in imprese startup innovative, o in piccole e medie imprese innovative, mediante la sottoscrizione del capitale sociale entro il 2025. In pratica, in caso di cessione di partecipazione societaria, il proprietario si vedrà recapitare esentasse la plusvalenza (ex articolo 67, comma 1, lettera c) e c-bis) del TUIR), con un risparmio di imposta del 26%, a patto di reinvestire il provento in PMI innovative.

L’agevolazione è subordinata alle seguenti condizioni:

  • Le azioni o quote di partecipazione in società commerciali residenti e non residenti devono essere state acquisite mediante la sottoscrizione di capitale sociale;
  • Le plusvalenze realizzate devono essere reinvestite in start up innovative o in PMI innovative, mediante la sottoscrizione di capitale sociale;
  • Il reinvestimento deve avvenire entro un anno dalla realizzazione della plusvalenza.

L’efficacia di tali disposizioni sarà comunque subordinata, ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, all’autorizzazione della Commissione europea, richiesta a cura del Ministero dello Sviluppo Economico.

Incentivo alla formazione di business angels per le startup innovative

Le novità introdotte dal Governo mirano sicuramente alla creazione di un circuito di finanziamento privato alle startup innovative italiane. In un momento in cui ci sono molte liquidità private parcheggiate sui conti correnti, le possibilità di investimento in PMI innovative potrebbero rivelarsi un’ottimo modo per investire il proprio capitale. Naturalmente occorre sapere dove investire e non affrettare le proprie mosse. In ogni caso, questo tipo di agevolazioni sono in grado di generare un potenziale circuito positivo a favore di tutto il comparto delle PMI italiane.

Con questo tipo di agevolazioni, infatti, è possibile immaginare operazioni capaci di fruire di molteplici vantaggi. Basti pensare ad un imprenditore che dismette un proprio investimento (una partecipazione societaria tradizionale) per acquisire una partecipazione in una startup innovativa. Questo tipo di operazione comporta da subito la prima detassazione della plusvalenza derivante dalla cessione della partecipazione nella società tradizionale. Inoltre, detenendo le quote della startup innovativa per almeno tre anni, anche questo secondo disinvestimento potrebbe essere totalmente detassato. Inoltre, vi possono essere anche i bonus IRPEF legati agli investimenti sul capitale della PMI innovativa. Si tratta di una detrazione IRPEF del 30% (o 50%) dell’importo finanziato. Inoltre, l’eventuale cessione della partecipazione sarebbe esente da capital gain.

Sottovalutare, quindi, questo tipo di agevolazioni potrebbe essere controproducente, ed anzi potrebbe portare allo sviluppo di una serie di società di business angels tutte italiane che potrebbero contribuire al finanziamento ed alla crescita di startup tutte italiane.

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