business angel

Il Business Angel o Angel Investor è un investitore informale che sceglie di rischiare il proprio capitale per supportare le nuove imprese. Non si tratta solo di aiuti economici, ma anche le competenze, i contatti e l’esperienza di questa persona possono diventare delle risorse molto importanti per lo sviluppo e la crescita della giovane impresa.

In particolare, questi operano con riferimento alle c.d. startup innovative, ossia imprese di nuova costituzione che operano nell’ambito dell’innovazione tecnologica.

Questi, sono definiti come informali perché, a differenza dei normali investitori, non sono enti o imprese come le banche e gli istituti di credito. Tuttavia, ciò non comporta che questi soggetti siano privi di adeguate competenze professionali. Infatti, è piuttosto comune che che i business angel siano esperti del settore, professionisti o manager, spesso in pensione, che mettono a disposizione non solo il loro capitale, ma anche le proprie capacità e competenze.

Vediamo cosa c’è da sapere sul punto.

Business angel: quali imprese finanziano?

Con business angel si fa riferimento ad una categoria di investitori, i quali operano con particolare riferimento all’attività svolta dalle start up innovative o le PMI innovative.

Il Business Angel o Angel Investor è un investitore informale che sceglie di rischiare il proprio capitale per supportare le nuove imprese. Non si tratta solo di aiuti economici, ma anche le competenze, i contatti e l’esperienza di questa persona possono diventare delle risorse molto importanti per lo sviluppo e la crescita della giovane impresa.

Le startup innovative sono imprese di nuova costituzione che operano nell’ambito dell’innovazione tecnologica.

Nel 2012, il Decreto Legge n. 179/2012 ha previsto alcune misure a sostegno delle startup innovative per supportarle durante il loro ciclo di vita. Per potersi definire Startup innovativa è necessario avere un oggetto sociale ben definito che faccia riferimento alla realizzazione di prodotti o servizi innovativi. 

Mentre le PMI innovative rappresentano un nucleo di imprese che contribuiscono allo sviluppo innovativo del Paese e, costituiscono il secondo stadio evolutivo delle startup innovative.

Le imprese in possesso dei requisiti possono accedere allo status speciale tramite autocertificazione del legale rappresentante e godere delle agevolazioni dedicate registrandosi nella sezione speciale dedicata del Registro delle Imprese presso le Camere di Commercio sul territorio nazionale.

Start up innovative e PMI innovative

Le start up innovative si distinguono dalle PMI innovative. Vediamo in maniera schematica le differenze tra le due categorie:

STARTUP INNOVATIVEPMI INNOVATIVE
Impresa nuova o costituita da non più di 5 anniNon ci sono delimitazioni temporali, tuttavia deve aver effettuato la certificazione dell’ultimo bilancio e dell’eventuale bilancio consolidato
Società di capitali, costituita anche in forma cooperativaSocietà di capitali, costituita anche in forma cooperativa
Non quotataNon quotata
Residente in Italia o in Paese Ue ma con sede o filiale in ItaliaResidente in Italia o in Paese Ue ma con sede o filiale in Italia
Fatturato annuo inferiore a 5 milioniPer essere considerata PMI è necessario che sussistano i seguenti requisiti:
-Meno di 250 persone
-Fatturato annuo che non superi i € 50 milioni
-Bilancio che non superi i € 43 milioni.
Per essere considerata startup innovativa è necessario il rispetto di uno dei seguenti tre requisiti:
-Sostiene spese in R&S e innovazione pari ad almeno il 15% del maggiore valore tra fatturato e costo della produzione;
-Impiega personale altamente qualificato (almeno 1/3 dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori, oppure almeno 2/3 con laurea magistrale);
-Titolare, depositaria o licenziataria di almeno un brevetto o titolare di un software registrato.
E’ necessario il rispetto di almeno due dei seguenti requisiti:
volume di spesa in ricerca, sviluppo e innovazione: pari ad almeno il 3% del maggiore tra costi e valore della produzione
Impiego come dipendenti o collaboratori: una quota pari ad almeno un quinto della forza lavoro complessiva di dottorandi, dottori di ricerca, laureati, ricercatori o, in alternativa, una quota di almeno un terzo del personale in possesso di laurea magistrale
l’essere titolare, depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale attinente all’oggetto sociale e all’attività di impresa.
Divieto distribuzione utiliNon sussiste divieto di distribuzione utili

Chi sono i Business angel?

Con Business Angel si fa, in genere, riferimento a veri e propri investitori informali.

Questi, sono definiti come informali perché, a differenza dei normali investitori, non sono enti o imprese come le banche e gli istituti di credito.
Tuttavia, ciò non comporta che questi soggetti siano privi di adeguate competenze professionali. Infatti, è piuttosto comune che che i business angel siano esperti del settore, professionisti o manager, spesso in pensione, che mettono a disposizione non solo il loro capitale, ma anche le proprie capacità e competenze.

La qualificazione come informale, invero, deriva anche da un secondo aspetto.

Il business angel non richiede particolari forme di garanzia per il suo investimento.

Il finanziamento è, quindi, concesso sulla base di un rapporto fiduciario esistente con l’azienda. Invero, l’investitore svolge anche un’ulteriore funzione.

Il professionista, infatti, mette a disposizione anche la propria competenza, oltre che parte del patrimonio.

Il business angel fungerà da indirizzo nelle fasi più cruciali della vita dell’impresa.

Ovviamente, lo stesso trarrà un ritorno economico in una seconda fase. Una volta che l’impresa sarà avviata, procederà a vendere le partecipazioni, quando avrà raggiunto un certo standard di efficienza e competitività sul mercato, tale da garantire un buon introito dalla cessione delle partecipazioni.

Dove è possibile trovare un Business Angel?

Presso la Banca d’Italia è possibile trovare il registro dei Business Angel istituito. Inoltre, ci sono molti portali online allo scopo di individuare i Business Angel italiani. Nel tempo si sono costituiti veri e propri network di investitori, che dedicano risorse economiche con la finalità di supportare le start up innovative. La comunità di Business Angel più grande d’Italia al momento è Italian Angels for Growth, formata da ben 190 persone competenti nel settore dell’imprenditoria, dell’industria e della finanza. Dal 2007 sono già stati investiti 30 milioni di euro in 80 progetti.

IBANItalian Business Angel

Non di rado, questi si organizzano anche in piccoli gruppi di investitori. La loro remunerazione deriva dalla stessa partecipazione alle realtà imprenditoriali così costituite, entrando a far parte della compagine sociale. Invero, in tal modo consentono anche lo sviluppo di una solida gestione di impresa.

In molti casi si organizzano in veri e propri network, come i IBAN (Italian Business Angel Network), Questo è il gruppo italiano principale degli esponenti dell’angel investing il quale può fornire a chi sia interessato l’elenco dei B.A.N. locali di ciascuna regione.

Il gruppo costituisce un’associazione di investitori senza scopo di lucro. Essa mette in contatto i suoi associati con progetti imprenditoriali, che saranno poi valutati autonomamente dagli associati IBAN.

IAG – Italian Angels for Growtth

Italian Angels for Growth (IAG), è stata fondata nel 2007, è il più grande network di business angel italiani con più di 190 protagonisti del mondo imprenditoriale, finanziario e industriale che investono tempo, competenze e capitali per la crescita delle startup innovative. In oltre dieci anni di attività, IAG ha analizzato oltre 5.000 opportunità di investimento, finalizzando oltre 80 deals, per un totale di oltre 200 milioni di euro investiti.

Chi sono i business angel italiani?

A questa domanda, è possibile dare risposta facendo riferimento alle statistiche che possono individuare quello che è il profilo tipo di un un business angel italiano:

  • Il tipico Business Angel italiano ha fra i 48 e i 57 anni, è un uomo, vive nel Nord Italia (61%) ed è affiliato ad IBAN o ad uno dei suoi BAN territoriali, oppure ad un Investor Club.
  • Generalmente ha un passato come dirigente (39%), è laureato (94%), e circa il 39% dei Business Angel attualmente si dichiara libero professionista.

Uno dei dati più critici rispetto ai business angel è che generalmente essi sono in prevalenza uomini. Soprattutto negli ultimi anni, è stato possibile assistere ad una progressiva riduzione della componente femminile. Nel 2019 il valore di tale componente è pari all’11% rispetto al 17% registrato l’anno precedente.

Differenza business angel e Capital Venture

Spesso rispetto ai Business angel si pone il problema di individuare la distinzione con i capital venture.

Con venture capital si intendono forme di investimento di medio/lungo periodo. L’investitore decide di puntare su società definite “high grow companies”, ossia ad alto potenziale di crescita e sviluppo, nel momento in cui esse sono però ancora agli esordi. Proprio per tale ragione che sono uno strumento ottimale per sovvenzionare le start up innovative.

Le differenze principali sono:

  • Fase di investimento: Business Angel entrano nel progetto quando la primissima idea di start up si sta formando, detta seed. I Venture Capitalist intervengono nella fase immediatamente successiva, chiamata early stage;
  • Entità investimento: generalmente l’investimento effettuato dai Business angel è maggiormente contenuto, in quanto si intervengono nella fase in cui viene avviata l’impresa. I Business Angel investono un capitale tra i 10.000 e i 500.000 euro. Mentre i Venture Capitalist intervengono nella fase di crescita, quindi l’investimento è fisiologicamente più elevato e si attesta oltre i 500.000 euro;
  • Progetti di investimento: anche la tipologia di investimenti a cui si rivolgono le due categorie di investitori è diversa. Infatti, in genere, i Business Angel si rivolgono verso progetti che operano in un settore che già conoscono bene. Mentre i Venture Capitalist hanno un approccio un po’ più aperto e si focalizzano sulle potenzialità economiche del progetto.

"Laureatasi in Giurisprudenza con la votazione di 110 e Lode presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II" e con approfondita conoscenza delle materie del Diritto Civile e del Diritto Amministrativo. Ha brillantemente concluso la pratica forense in diritto civile e il tirocinio ex art. 73 d.l. 69/2013 presso la Procura della Repubblica di Napoli Nord".

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