Sportivi dilettanti impatriati: regime “ordinario”

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Gli sportivi dilettanti impatriati in Italia a partire dal 2020 applicano il regime di cui all’articolo 16 del Dlgs n 147/15. Per loro non si applicano le disposizioni previste per gli sportivi professionisti. Tutte le info in questo articolo.

Il regime fiscale dei Lavoratori Impatriati di cui al DLgs n 147/15, modificato dal DL n 34/19 apre le porte al mondo degli sportivi dilettanti.

Dopo aver analizzato la disciplina legata all’agevolazione per gli sportivi professionisti può essere utile guardare al mondo dello sport dilettantistico. Infatti, l’agevolazione Impatriati è applicabile anche al mondo dello sport non professionistico in Italia.

In questo caso l’agevolazione legata al rientro in Italia di sportivi dilettanti è “ordinaria“. Sostanzialmente non sono applicabili a questa disciplina le disposizioni “speciali” previste per gli sportivi professionisti.

Mi riferisco agli speciali requisiti che ho analizzato in questo contributo dedicato: “Sportivi professionisti e agevolazione impatriati: guida“.

Vediamo, quindi, di seguito e con dettaglio l’applicazione dell’agevolazione impatriati per gli sportivi dilettanti.

Cominciamo!

Sportivi dilettanti impatriati in Italia
Sportivi dilettanti impatriati in Italia

IL BONUS LEGATO AGLI SPORTIVI DILETTANTI IMPATRIATI IN ITALIA

Ho deciso di proporre questo articolo perché tra le moltissime consulenza che effettuo su questo ambito si commettono spesso degli errori.

Il primo errore, più comune è quello di pensare che l’agevolazione legata agli impatriati sia applicabile solo allo sport professionistico.

Il secondo errore, invece, riguarda il fatto che anche chi crede che l’agevolazione riguardi lo sport dilettantistico il regime del bonus sia quello identico allo sport professionistico.

Per chiarire una volta per tutte questi aspetti è opportuno fare un passo indietro e capire come sport professionistico e dilettantistico sono oggetto di bonus.

Con riferimento al regime degli impatriati, i commi 5-quater e 5-quinquies dell’art. 16 del DLgs n 147/15 (introdotti in sede di conversione in legge del DL 34/2019), prevedono una limitazione a tale regime di favore per i rapporti tra società e sportivi professionisti disciplinati dalla Legge 91/81. 

Nello specifico, i redditi degli sportivi professionisti impatriati concorrono alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 50% del loro ammontare.

Tali soggetti devono, inoltre, versare un contributo pari allo 0,50% dell’imponibile per fruire all’agevolazione.

SPORT DILETTANTISTICO NEL REGIME ORDINARIO DELL’AGEVOLAZIONE

Detto questo per gli sportivi dilettanti è possibile effettuare alcune considerazioni per quanto riguarda il bonus fiscale.

Questo, deve essere fatto tenendo conto che al momento l’Agenzia delle Entrate non ha ancora fornito chiarimenti ufficiali.

Qualora il rapporto di lavoro sportivo non rientri nei parametri disciplinati dalla Legge n 91/81 trova applicazione il regime impatriatiordinario“. Il tutto, naturalmente, in presenza di tutti i requisiti richiesti dalla norma.

Pertanto, i redditi degli sportivi “dilettanti, in possesso dei requisiti previsti dall’art. 16 del DLgs. 147/2015, concorrono alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 30% del loro ammontare.

Il bonus, quindi, prevede una esenzione da tassazione del 70% del reddito (e non del 50% come per gli sportivi professionisti). Inoltre, non sarebbe necessario alcun contributo per accedere al regime di favore.

Rimangono, inoltre, applicabili la riduzione al 10% dell’imponibile prevista in caso di trasferimento nel Mezzogiorno. Nonché quella prevista in caso di prolungamento della durata dell’agevolazione in presenza di tre figli minorenni o a carico.

COME INDIVIDUARE SE UN RAPPORTO SPORTIVO E DI TIPO DILETTANTISTICO?

Al fine di valutare in che misura sia possibile fruire del regime degli impatriati occorrono alcune verifiche.

E’ fondamentale individuare se il rapporto di lavoro rientri o meno ne “i rapporti di cui alla legge 23 marzo 1981, n. 91” richiamati dal comma 5-quater dell’art. 16 del DLgs. 147/15.

L’articolo 2 della L. 91/1981 dispone che si considerano sportivi professionisti:

“gli atleti, gli allenatori, i direttori tecnico-sportivi ed i preparatori atletici, che esercitano l’attività sportiva a titolo oneroso con carattere di continuità nell’ambito delle discipline regolamentate dal CONI e che conseguono la qualificazione dalle federazioni sportive nazionali. Questo secondo le norme emanate dalle federazioni stesse, con l’osservanza delle direttive stabilite dal CONI per la distinzione dell’attività dilettantistica da quella professionistica”

Sotto il profilo soggettivo, possono quindi rientrare nell’ambito degli sportivi professionisti gli atleti, gli allenatori, i direttori tecnico-sportivi e i preparatori atletici.

Tali soggetti, per essere considerati professionisti secondo la citata disposizione, devono esercitare l’attività sportiva:

  • A titolo oneroso;
  • Con carattere di continuità;
  • Nell’ambito delle discipline regolamentate dal CONI e che conseguono la qualificazione dalle federazioni sportive nazionali.

Con riferimento a tale ultimo punto, attualmente le federazioni sportive italiane affiliate al CONI che riconoscono il settore professionistico sono soltanto le seguenti (da ultima, delibera del Consiglio Nazionale del CONI 19 dicembre 2013 n. 1502, che ha modificato la delibera 2 marzo 1988 n. 469):

  • La federazione italiana giuoco calcio (FIGC);
  • Federazione italiana pallacanestro (FIP);
  • La federazione ciclistica italiana (FCI);
  • Federazione italiana golf (FIG).

NOZIONE DI SPORTIVI DILETTANTI INDIVIDUATA PER DIFFERENZA

Quindi, possiamo rilevare che l’attività sportiva dilettantistica non è oggetto di autonoma definizione. Si può arrivare a circoscrivere gli atleti dilettanti (non professionisti) per differenza rispetto alla definizione fornita dalla Legge n 91/81.

In linea generale si qualifica, quindi, come attività dilettantistica un’attività a carattere oneroso e continuativa se svolta in un settore sportivo non dichiarato professionistico dalla federazione di riferimento (quindi in settori diversi da quelli sopra elencati).

Si segnala, altresì, che la disciplina del lavoro sportivo potrebbe subire rilevanti modifiche.

L’art. 5 comma 1 lettera c) della L. 8 agosto 2019 n. 86 (pubblicata sulla G.U. lo scorso 16 agosto e recante “Deleghe al Governo e altre disposizioni in materia di ordinamento sportivo, di professioni sportive nonché di semplificazione”) stabilisce che dovrà essere individuata la:

“figura del lavoratore sportivo, ivi compresa la figura del direttore di gara, senza alcuna distinzione di genere, indipendentemente dalla natura dilettantistica o professionistica dell’attività sportiva svolta”

SPORTIVI DILETTANTI E REGIME IMPATRIATI: CONSULENZA

Sono tantissimi i settori sportivi che si collocano nell’ambito dello sport dilettantistico. Dall’atletica al nuoto passando per la pallavolo, ma anche tennis e sci.

Tutti questi atleti, rispettando i requisiti di residenza fiscale estera per almeno 2 anni ed attività di lavoro prestata in Italia per i successivi due, possono godere di un bonus fiscale importante.

Non vi sono preclusioni legate al datore di lavoro. Questi può essere benissimo un datore di lavoro italiano (società sportiva ad esempio) oppure estero. In ogni caso il reddito percepito può ottenere una detassazione del 70%.

Si tratta di una opportunità molto importante per molte società sportive dilettantistiche. La possibilità di tesserare uno sportivo estero anche nel settore dilettantistico con importanti agevolazioni è fondamentale.

Come saprai bene il mondo dello sport dilettantistico è fatto da tantissime società che non hanno introiti importanti. Un’agevolazione come questa, se adeguatamente sfruttata è in grado di portare un aiuto concreto al settore.

Naturalmente, per poterlo fare è necessario avvalersi di professionisti esperti. Se sei uno sportivo dilettante che rientra in Italia, contattami per verificare la tua posizione personale.

Verificheremo insieme la possibilità di sfruttare questa agevolazione fiscale in consulenza.

Segui il link sottostante per metterti direttamente in contatto con me per una consulenza personalizzata.

FAQ PER L’AGEVOLAZIONE LEGATA AGLI SPORTIVI DILETTANTI IMPATRIATI

L’agevolazione legata ai lavoratori impatriati è applicabile agli sportivi dilettanti?

L’articolo 16 del DLgs n 147/15 si applica anche al mondo dello sport dilettantistico. Nel caso non si applica la norma “speciale” dedicata agli sportivi professionisti, ma quella “ordinaria” legata a tutti i soggetti.

Quanto è il bonus fiscale per gli sportivi dilettanti impatriati?

Il bonus fiscale consiste nella detassazione del 70% del reddito percepito in Italia, per 5 periodi di imposta.

Vi è la possibilità per gli sportivi dilettanti di prolungare l’agevolazione?

Gli sportivi dilettanti che hanno un figlio minorenne o a carico o che acquistano un bene immobile posso estendere l’agevolazione per ulteriori 5 anni. In questo caso la detassazione del reddito è al 50%.

Gli sportivi dilettanti che si trasferiscono dall’estero ad una regione del Sud d’Italia hanno ulteriori agevolazioni?

In questo caso l’agevolazione impatriati è estesa fino a considerare esente dal reddito il 90% dello stesso.

Quali sono le società sportive professionistiche in Italia? Quali federazioni ne fanno parte?

Con riferimento a tale ultimo punto, attualmente le federazioni sportive italiane affiliate al CONI che riconoscono il settore professionistico sono soltanto le seguenti (da ultima, delibera del Consiglio Nazionale del CONI 19 dicembre 2013 n. 1502, che ha modificato la delibera 2 marzo 1988 n. 469):
La federazione italiana giuoco calcio (FIGC);
Federazione italiana pallacanestro (FIP);
La federazione ciclistica italiana (FCI);
Federazione italiana golf (FIG).

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