prelievo forzoso

Si vocifera in questi giorni che potrebbe scattare presto una nuova patrimoniale, sotto forma di prelievo forzoso sui conti correnti. Si tratterebbe di una imposta applicata dallo stato per superare il momento di crisi, attingendo alle risorse dei cittadini.

Avevamo già visto come l’ipotesi di patrimoniale sia stata considerata già negli scorsi mesi, non solo per il prelievo forzoso sui conti correnti, ma soprattutto come ipotesi di imposta sulla prima abitazione. Al momento si discute nuovamente sull’ipotesi di prelievo forzoso sui conti correnti, anche se il dibattito è acceso e al momento non sembra concretizzarsi.

Nel frattempo arriva in questi giorni l’imposta di bollo sui conti correnti, una tassa trimestrale che viene applicata su moltissimi conti correnti dei cittadini, e sono moltissime le novità in questi mesi che riguardano proprio i conti dove gli italiani tengono i propri risparmi.

Vediamo quali sono le ipotesi di prelievo forzoso sui conti correnti e quali sono le novità che riguardano da vicino i risparmi degli italiani.


Perché si parla di prelievo forzoso sui conti correnti

Il prelievo forzoso sui conti correnti è un fenomeno di cui si vocifera da mesi parlando di nuova patrimoniale. La patrimoniale è una particolare imposta che lo stato applica in momenti storici di crisi, l’ultima è stata introdotta nel nostro paese nel 1992.

La patrimoniale può essere applicata in un unico momento, tramite un singolo prelievo forzoso sui conti correnti, oppure in più momenti, come imposta che si ripete. Secondo le ipotesi, la patrimoniale colpirebbe i risparmi dei cittadini, andando a colpire in particolare i conti correnti, oppure imponendosi come tassa sulla prima abitazione.

Come avevamo visto in questo articolo la patrimoniale era stata applicata nel 1992 per l’ultima volta, e andava a colpire i conti correnti dei cittadini tramite prelievo forzoso di una cifra corrispondente al 6 per mille. La misura rifletteva il particolare periodo storico di crisi della moneta, ed è stata vista dai cittadini come una vera e propria ingiustizia.

Quando si parla di patrimoniale, non mancano le proteste, eppure l’Europa negli scorsi mesi ha visto di buon occhio questa possibilità, non tanto per i conti correnti, ma per l’ipotesi di applicare una tassa patrimoniale sulle prime abitazioni. Ricordiamo che nel nostro paese le prime case non sono soggette a tassazione IMU, per questo motivo introdurre una tassa di questo genere in forma straordinaria sarebbe una ulteriore spesa per i cittadini, sicuramente non vista di buon occhio.

Conti correnti: cosa sta accadendo

Oltre all’ipotesi di un nuovo prelievo forzoso sui conti correnti, bisogna tenere conto del fatto che sui conti vengono normalmente applicate delle imposte, sotto forma di bollo. Forse non tutti sanno che a livello trimestrale su molti conti correnti viene applicata l’imposta di bollo, la tassa che già è presente sui conti correnti, non si parla in questo caso di patrimoniale.

Per gli italiani si tratta di una spesa che si attesta sui 34,20 euro per il 2021, tuttavia, anche se non è una vera e propria patrimoniale, questa imposta viene applicata su tutti i conti correnti postali e bancari. Esistono comunque particolari esenzioni dal pagamento dell’imposta di bollo.

Si tratta dei cittadini che presentano una situazione reddituale bassa, o con una giacenza media sul conto corrente inferiore ai 5.000 euro. Giugno in ogni caso è il mese in cui si applica il pagamento del bollo sui conti correnti, in via trimestrale. Questo significa che, talvolta senza esserne consapevoli, i cittadini perdono una piccola parte dei propri risparmi.

Tuttavia in questo caso non si può ancora parlare di prelievo forzoso sui conti correnti, non inteso come patrimoniale. La patrimoniale è un’imposta che viene applicata nel caso in cui le casse dello stato si devono sanare, a causa di ingenti investimenti o di un particolare momento di crisi economica generale.

Prelievo forzoso sui conti correnti: le ipotesi

Il governo tiene in considerazione l’ipotesi di applicare un prelievo forzoso, che si tratti dei conti correnti o di un’applicazione straordinaria di imposta sulle abitazioni. Le ipotesi di patrimoniale possono essere confermate dalla situazione di crisi introdotta dallo scoppio della pandemia.

La patrimoniale sui conti correnti è una soluzione per ristabilire una situazione in positivo per le casse dello stato. Secondo il parere di molti, questo particolare periodo storico potrebbe portare ad una patrimoniale, tramite prelievo forzoso sui conti correnti, nonostante per il momento tale situazione non si sia ancora presentata.

Analizzando i dati dell’ultimo periodo, lo stato ha investito ingenti somme di denaro per garantire forme di sostegno ai cittadini e al mercato del lavoro, portando il debito pubblico in un’impennata che ha peggiorato la situazione del debito già presente prima dell’arrivo della pandemia.

Lo stato ha investito ingenti somme, per mesi, per erogare forme di sostegno tramite INPS, grazie all’introduzione di svariati bonus, agevolazioni, forme di sostegno al reddito, come la cassa integrazione, il reddito di cittadinanza, il reddito di emergenza. Le ipotesi di patrimoniale si fanno concrete valutando la situazione del debito pubblico italiano: si arriva in questi mesi a superare i 2.650 miliardi di euro.

In una situazione di questo tipo, l’ipotesi di prelievo forzoso sui conti correnti si fa sempre più concreta, nonostante non siano ancora arrivate conferme ufficiali su questa misura.

Patrimoniale in base al reddito

Tra le tante ipotesi intorno al concetto di patrimoniale, possiamo anche citare quella più “equa” che prevede un’applicazione straordinaria di questa imposta unicamente per quei redditi più alti. Si tratta quindi di applicare una patrimoniale bilanciata, in modo da evitare di danneggiare la situazione economica già precaria delle fasce più svantaggiate della popolazione.

Secondo questa ipotesi, si andrebbe a compiere un prelievo forzoso sui conti correnti unicamente in quei casi dove le condizioni economiche sono migliori. Questo significa che il prelievo forzoso riguarderebbe i più ricchi, a vantaggio delle fasce povere della popolazione.

Un dato rilevante riguarda anche questo aspetto: sono sempre di più i cittadini e le famiglie italiane che si trovano in una condizione di povertà, e in molti casi il sostentamento non deriva dal lavoro attivo, ma unicamente dai sostegni economici erogati dallo stato. L’arrivo della pandemia ha provocato una crisi economica senza precedenti, peggiore anche dei dati relativi al 2005.

Se da un lato un prelievo forzoso sui conti correnti è visto come un’ulteriore ingiustizia verso la popolazione colpita dalla crisi, dall’altro le ipotesi fanno sperare che, nel caso venga applicata una patrimoniale, non possa colpire le persone già messe a dura prova a livello economico dall’arrivo del virus.

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