Dichiarazione dei redditi 2021

Presentare la dichiarazione dei redditi è obbligatorio, e ogni anno comunicare i dati sulla propria condizione reddituale può garantire l’accesso a importanti agevolazioni fiscali. In particolare, presentare la dichiarazione tramite modello 730 è obbligatorio per tutti i lavoratori e per chi recepisce pensione.

La dichiarazione si propone come scheda riassuntiva dei redditi percepiti l’anno precedente alla presentazione. La dichiarazione dei redditi del 2021 fa riferimento a quanto è stato portato a reddito nel 2020.

Tramite presentazione del modello, si esegue un conguaglio delle tasse. Ci sono due possibilità: essere a credito o a debito con lo stato. Nel primo caso lo stato dovrà compensare il credito, e si riceverà una cifra relativa alle tasse pagate in surplus. Nel secondo caso, essendo a debito con lo stato, avverrà un conguaglio.

La dichiarazione dei redditi permette di ricevere agevolazioni fiscali per alcune importanti spese effettuate nel 2020, come le spese sanitarie, scolastiche o di determinati tipi di contratti di affitto o mutuo. E’ utile conservare la documentazione completa da presentare in sede di comunicazione dei redditi.

Sono obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi tutti i lavoratori, dipendenti o autonomi (titolari di partita iva), e i soggetti che recepiscono pensione.

Dichiarazione dei redditi 2021

Chi è esonerato dalla dichiarazione dei redditi: lavoro dipendente

La dichiarazione è obbligatoria, in linea generale, da chi percepisce un reddito nel corso dell’anno. Ma ci sono alcune importanti eccezioni. Per quanto riguardai lavori dipendenti, sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi:

  • I lavoratori che hanno recepito un reddito non superiore a 3.000 euro. Da questa cifra sono esclusi i redditi derivanti dall’abitazione principale;
  • Chi percepisce un reddito di lavoro dipendente (o pensione) tramite ritenute d’acconto con un unico sostituto di imposta;
  • I redditi da lavoro dipendente corrisposti da più soggetti, purché l’ultimo datore di lavoro abbia già presentato il conguaglio;

Il lavoro dipendente è la prima fonte di reddito di cui è necessario presentare dichiarazione, e per farlo bisogna rivolgersi all’Agenzia delle Entrate o ad un ente preposto. Ogni anno il datore di lavoro è tenuto a consegnare al dipendente il documento riepilogativo della situazione reddituale in essere.

Recentemente sono stati pubblicati i modelli per la compilazione che il lavoratore dovrà poi compilare. Per la presentazione della dichiarazione dei redditi del 2021, c’è tempo fino al 30 settembre, ed è consigliato rivolgersi ad un professionista abilitato a seguire le pratiche o ad un centro CAF.

E’ importante ricordare che, nel caso di presentazione della dichiarazione dei redditi, è consigliato tenere tutta la documentazione per almeno 5 anni dalla compilazione.
Questo include anche i documenti forniti dal datore di lavoro, che attestano il contratto lavorativo in essere del dipendente.

L’Agenzia delle Entrate potrebbe chiedere un controllo in qualsiasi momento nei 5 anni successivi.

Esonero dichiarazione in base al reddito complessivo

Oltre ai criteri che abbiamo visto per quanto riguarda il lavoro dipendente, esistono esoneri anche per alcune fasce di contribuenti. In questo caso si valuta il reddito complessivo di un anno, in riferimento all’anno precedente:

  • E’ esonerato il contribuente che ha un reddito complessivo da lavoro inferiore a 7.500 euro;
  • E’ esonerato il contribuente che presenta solo redditi da pensione inferiori a 7.000 euro;
  • E’ esonerato chi riceve redditi da lavoro dipendente o da fabbricati, che derivano esclusivamente dal possesso di abitazione principale e sue estensioni;
  • E’ esonerato chi recepisce pensione non superiore a 7.500 euro annui, con redditi derivanti da terreni con importo inferiore a 185,92 euro.

In linea generale l’Agenzia delle Entrate ci mostra che sono escluse dall’obbligo di presentazione di dichiarazione dei redditi tutte le persone che hanno come unica fonte di reddito fabbricati o abitazione principale.

In ogni caso è sempre meglio consultarsi con un professionista esperto in materia o con un centro CAF, per non rischiare di sbagliarsi nel valutare una delle eccezioni appena viste.

Quando le rendite non costituiscono reddito: particolari esoneri

Oltre ai casi visti prima, in cui non è obbligatorio presentare dichiarazione dei redditi, ci sono alcune rendite che nella pratica non sono considerate reddito, al fine della tassazione. In questo caso possiamo citare:

  • Rendite Inail per invalidità permanente o morte;
  • Alcune borse di studio, tra cui il programma Erasmus+;
  • Pensioni di guerra o privilegiate per militari di leva;
  • Indennità di accompagnamento e assegni particolari per invalidi;
  • Pensioni sociali;
  • Compensi guadagnati tramite attività sportive dilettantistiche (con importo inferiore ai 7.500 euro);
  • Pensioni per i Carabinieri Ausiliari;
  • Pensioni per chi è stato in servizio di leva presso la Polizia di Stato, la Guardia di Finanza, i Vigili del Fuoco;
  • Non sono inclusi nel conteggio dei redditi gli assegni di maternità per donne non lavoratrici in particolari casi;
  • Assegni di ricerca universitari.

In tutti questi casi particolari va analizzato il tipo di rendita ricevuta, per stabilire l’effettivo esonero. Nei casi citati si tratta sì di rendite, ma che non costituiscono di per sé un reddito, e non è obbligatorio presentare la dichiarazione.

Esoneri della dichiarazione dei redditi per particolari casi

Alcuni bonus messi a disposizione dallo stato nei mesi di pandemia, non vanno a costituire un reddito, ed è possibile richiederli anche senza presentazione ISEE.

In questa particolare eccezione rientrano i bonus per le famiglie italiane con bambini piccoli, che è possibile richiedere, anche senza presentazione dei redditi annuali. Dal bonus bebè al bonus asilo nido, al premio alla nascita.

In tutti questi casi, lo stato viene incontro alle famiglie italiane tramite alcuni bonus in denaro corrisposti mensilmente, o una tantum, per un sostegno economico aggiuntivo.
Altri tipi di reddito sono esenti dalla dichiarazione, in quanto non presentano Iva. Tra questi rientrano i redditi derivati da lavoro occasionale pagato con voucher, alcuni tipi di lavoro autonomo occasionale, il TFR (Trattamento di Fine Rapporto), le borse di studio.

Per quanto riguarda i redditi da vaucher, non rientrano nei redditi da dichiarare se la cifra corrisposta annualmente è inferiore ai 7.000 euro. Questo tipo di compenso non è tassabile, perché non è considerato un vero e proprio lavoro dipendente, ma rimane una prestazione occasionale.

Dichiarazione dei redditi 2021: chi è obbligato a presentarla

L’Agenzia delle Entrate ricorda che ci sono dei casi in cui è obbligatorio per legge presentare la dichiarazione dei redditi, quando cioè non sono applicabili le casistiche viste sopra. In particolare, sono tenuti a presentare la propria situazione reddituale annuale:

  • Chi è obbligato a tenere scritture contabili (come i titolari di partita Iva), in questo caso l’obbligo esiste anche in mancanza di reddito;
  • Lavoratori dipendenti che hanno cambiato lavoro percependo redditi da più di un datore durante l’anno;
  • Lavoratori dipendenti che in più hanno recepito indennità INPS particolari
  • Lavoratori dipendenti a cui sono state riconosciute erroneamente deduzioni dal reddito non spettanti;
  • Lavoratori dipendenti che hanno percepito retribuzioni da privati non obbligati a effettuare ritenute d’acconto (è l’esempio dei collaboratori familiari);
  • A chi ha conseguito redditi su cui l’imposta si applica separatamente;
  • Lavoratori dipendenti a cui non sono state trattenute le addizionali comunale e regionale IRPEF;
  • Chi ha conseguito plusvalenze e redditi di capitale soggetti a imposta.

In ogni caso, anche se non vi è un obbligo diretto, si può presentare dichiarazione dei redditi per poter accedere ad agevolazioni e sgravi fiscali collegati alle spese sostenute durante l’anno precedente.

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Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

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