La presentazione della dichiarazione dei redditi è un adempimento a cui sono chiamati i contribuenti ogni anno.

L’obiettivo è quello di indicare volontariamente i redditi percepiti nel periodo di imposta e determinare la relativa tassazione.

Se la dichiarazione dei redditi non viene presentata nei termini, si incorre nella fattispecie di omessa dichiarazione dei redditi. Questo in generale vale sia se dovevi presentare il modello Redditi Persone Fisiche che il modello 730.

Nella mia attività professionale capitano con molta frequenza situazioni in cui il contribuente (sia esso persona fisica o impresa) incorra nella fattispecie di omessa dichiarazione.

Anche perché sbagliare, con il sistema tributario italiano, è la cosa più facile che possa capitare.

Se anche tu hai omesso di prestare la tua dichiarazione, in questo articolo potrai capire quali sono le sanzioni e come potrai agire per rimediare. Ti indicherò come operare e come intervenire, quali sono i termini di accertamento e di prescrizione ed infine vedrai quando l’omessa dichiarazione ha rilevanza penale.

Omessa dichiarazione dei redditi

La fattispecie di omessa dichiarazione può riguardare le imposte dirette (IRPEF, IRES, IRAP), ma anche le imposte indirette come l’IVA.

Di seguito la guida per affrontare preparati queste evenienze, seguendo le indicazioni fornite dalla Circolare n. 42/E/2016 dell’Agenzia delle Entrate.

Quando si considera omessa la dichiarazione dei redditi?

Il primo aspetto che devi considerare riguarda capire quando si incorre nella fattispecie di dichiarazione omessa.

La dichiarazione dei redditi si considera omessa quando la stessa non è stata presentata dopo 90 giorni dalla scadenza.

Per capire più concretamente, si ha dichiarazione omessa, nelle seguenti fattispecie:

  • Modello Redditi Persone Fisiche, Società di capitali e modello IRAP: se la presentazione avviene dopo il 29/01 dell’anno successivo a quello di scadenza;
  • Modello 730: se la presentazione avviene dopo il 21 ottobre dell’anno di scadenza se la dichiarazione doveva essere presentata tramite intermediario;
  • Dichiarazione Iva: se la presentazione avviene oltre il 29 maggio dell’anno di scadenza.

Su questo punto occorre precisare quanto riportato dalla Sentenza n 13322/14 della Cassazione. Sentenza secondo la quale, quando la presentazione di una dichiarazione reddituale o Iva ha più scadenza si deve prendere a riferimento si deve prendere a riferimento l’ultima scadenza prevista dalla legge per il computo dei giorni.

In pratica, per il modello 730 che prevede diverse scadenze di presentazione, l’omessa presentazione si manifesta se il modello è presentato successivamente al 21 ottobre. Questo in quanto l’ultima scadenza ordinaria utile è il 23 luglio.

Ulteriori ipotesi di dichiarazione omessa

Oltre al ritardo nella presentazione del modello dichiarativo, la fattispecie di omessa presentazione della dichiarazione si realizza anche in altre fattispecie.

In particolare nelle seguenti:

  1. Dichiarazione dei redditi presentata con ritardo superiore a 90 giorni – In tal caso la dichiarazione è considerata omessa, ma costituisce titolo per la riscossione dell’imposta in base agli imponibili in essa indicati;
  2. Dichiarazione dei redditi redatta su stampati non conformi ai modelli ministeriali – In tal caso la dichiarazione è nulla e non costituisce titolo per la riscossione delle imposte relative agli imponibili in essa indicati;
  3. Infine, Dichiarazione dei redditi non sottoscritta – In tal caso la dichiarazione è nulla e non costituisce titolo per la riscossione delle imposte relative agli imponibili in essa indicati. La nullità può essere sanata se il soggetto tenuto a sottoscrivere la dichiarazione vi provvede entro 30 giorni dal ricevimento dell’invito da parte dell’ufficio territorialmente competente.

Omessa presentazione della dichiarazione dei redditi: le sanzioni

Nei casi di omessa presentazione della dichiarazione il D.Lgs. n. 471/97 prevede l’applicazione di una sanzione amministrativa.

Si tratta di una sanzione pecuniaria molto pesante, in quanto la fattispecie di omessa dichiarazione è relativamente grave. Il contribuente, infatti, omette alla conoscenza dell’Amministrazione finanziaria tutti i redditi percepiti durante quell’annualità. Facendo questo il contribuente non permette di esercitare le normali funzioni di controllo e accertamento tributario.

L’importo della sanzione è determinato in percentuale sulla base della differenza tra importo dovuto ed accertato dall’Agenzia delle Entrate e l’importo dichiarato. Questo secondo quanto previsto dalla Circolare n 5/E/2002 dell’Agenzia delle Entrate.

Fattispecie sanzionatorie aliquote e maggiorazioni

In caso di omessa dichiarazione dei redditi la sanzione amministrativa pecuniaria va da un minimo del 120% ad un massimo del 240% dell’ammontare delle imposte dovute.

L’imposta minima applicabile è di € 250,00.

In caso di redditi prodotti all’estero è previsto un aumento di 1/3 della sanzione minima applicabile.

Nel caso in cui non siano dovute imposte è prevista, invece, una sanzione da € 250,00 a € 1.000,00, aumentabile fino al doppio nei confronti dei soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili.

La base di commisurazione della sanzione è costituita “dall’ammontare delle imposte relative agli imponibili accertati, al netto delle ritenute alla fonte operate sui redditi accertati e delle detrazioni spettanti” (C.M. 25.1.99 n. 23).

Nel caso in cui l’omessa dichiarazione concerna anche redditi prodotti all’estero, le sanzioni sono aumentate di 1/3 con riferimento alle imposte relative a tali redditi.

Paradisi fiscali

Gli investimenti e le attività di natura finanziaria negli Stati o territori a fiscalità privilegiata in violazione della normativa in tema di monitoraggio fiscale si presumono costituiti, salvo prova contraria, mediante redditi sottratti a tassazione (art. 12 del DL 78/2009). In questo caso, le sanzioni sono raddoppiate.

Omessa dichiarazione dei canoni di locazione

In caso di opzione per la cedolare secca, in presenza di canone di locazione immobiliare ad uso abitativo non dichiarato o dichiarato in misura inferiore, le sanzioni sono raddoppiate. Questo è quanto prevede l’art. 1, comma 7, del D.Lgs. n. 471/97.

La sanzione va dal 240% al 480% dell’imposta in caso di omessa dichiarazione del canone locatizio con un minimo di € 500. Oppure, dal 180% al 360% in caso di infedele dichiarazione.

Omessa dichiarazione reiterata per più anni

In caso di plurime violazioni, spetta la continuazione, e, secondo un’opinione, opera il solo aumento dalla metà al triplo ex art. 12 co. 5 del DLgs. 472/97. (Cass. 16.9.2016 n. 18230, Cass. 8.2.2017 n. 3364).

Dichiarazione IVA e IRAP

Nell’omessa dichiarazione IVA, può essere irrogata la sanzione dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con un minimo di 250 euro.

Se sono effettuate solo operazioni per le quali non c’è imposta la sanzione è da 250 euro a 2.000 euro.

Per la dichiarazione IRAP, la disciplina è contenuta nell’art. 1 del DLgs. n. 471/97, e la sanzione è uguale alle imposte sui redditi (dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con un minimo di 250 euro).

FattispecieSanzioneNorma
Omessa dichiarazione dei redditi, IRAP e IVADal 120% al 240% delle imposte dovute (minimo 250 euro)Art. 1 co. 1 e 5 co. 1 del DLgs. n. 471/97
Omessa dichiarazione dei redditi e IRAP (se non sono dovute imposte)Da 250 euro a 1.000 euroArt. 1 co. 1 del DLgs. n. 471/97
Infine, omessa dichiarazione IVA (se non sono dovute imposte)Da 250 euro a 2.000 euroArt. 5 co. 3 del DLgs. n. 471/97

Omessa dichiarazione dei redditi ed invio entro un anno

Nel caso in cui il contribuente decida comunque di inviare la dichiarazione successivamente ai 90 giorni dalla scadenza è prevista una piccola agevolazione.

Infatti, se la dichiarazione dei redditi viene comunque presentata entro il termine per l’invio di quella per l’anno successivo. Oppure comunque prima dell’inizio di un accertamento, la sanzione è dimezzata, e varia quindi dal 60% al 120% delle imposte, con un minimo di € 200.

Questo significa che se ti trovi in una situazione in cui l’omessa dichiarazione è chiara e conclamata presentare comunque la dichiarazione dei redditi, ti permette di avere comunque uno sconto sulla sanzione applicabile.

Se, invece, decidi di aspettare i termini di accertamento, e la possibilità di incorrere in un accertamento fiscale, le eventuali sanzioni a cui andrai incontro sono quelle ordinarie.

Avvenuto versamento delle imposte

Per l’omessa dichiarazione, come detto, la sanzione applicabile è quella che va dal 120% al 240% delle imposte dovute. La base di commisurazione della sanzione è data dall’ammontare delle imposte relative agli imponibili accertati, al netto delle ritenute alla fonte operate sui redditi accertati e delle detrazioni spettanti.

Secondo quanto indicato dall’Agenzia delle Entrate, se il contribuente omette la dichiarazione e, nel ravvedimento, sana solo il mancato versamento delle imposte risultanti dalla medesima “qualora l’imposta accertata sia stata completamente versata dal contribuente” la sanzione per l’omessa dichiarazione dei redditi è quella da € 250 a € 1.000. Questo, in quanto per imposta dovuta si ritiene che debba intendersi la differenza tra l’imposta accertata e quella versata a qualsiasi titolo. Questo è quanto indicato dalla Circolare n. 54/E/2002 (§ 17.1). Tale documento non sembra essere stato superato dalla più recente Circolare n. 42/E/2016.

Pertanto, sulla base di queste considerazioni è possibile affermare che:

  • Se la dichiarazione è omessa e le imposte non sono versate la sanzione va dal 120% al 240% del tributo dovuto;
  • Se la dichiarazione è omessa ma le imposte sono versate, anche a seguito del ravvedimento operoso, la sanzione va da € 250 a € 1.000.

Versamento delle imposte in caso di dichiarazione omessa oltre i 90 giorni

Secondo quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate, il contribuente che trasmette la dichiarazione decorsi i 90 giorni dalla scadenza, quindi in un momento in cui il ravvedimento non sarebbe possibile, può beneficiare comunque di sanzioni fisse. Infatti, secondo la Circolare n. 54/E/2002, se le imposte risultano totalmente versate fruendo del ravvedimento operoso per i tardivi pagamenti, la sanzione da omessa dichiarazione viene irrogata nella misura fissa.

Prendiamo il caso di un contribuente che omette di inviare il modello Redditi entro la scadenza di invio, e che, per qualsiasi ragione, non regolarizza l’invio nei 90 giorni. Entro la scadenza della dichiarazione per l’anno successivo, ma anche in un momento successivo, potrebbe presentare la dichiarazione omessa, corrispondere le imposte che ne derivano, versare gli interessi legali e le sanzioni da tardivo versamento ridotte. A questo punto potrebbe confidare nel fatto che gli venga notificato, come conseguenza dell’omessa dichiarazione (violazione non sanabile) un atto di irrogazione della sanzione “fissa“.

Inoltre, la presentazione della dichiarazione anche oltre i 90 giorni può essere opportuna per il contribuente anche in relazione:

  • Al dimezzamento delle sanzioni previsto per la regolarizzazione entro la scadenza di presentazione della dichiarazione dell’annualità successiva (da € 150 a € 500);
  • Alla non punibilità per il reato di omessa dichiarazione ex art. 5 del D.Lgs. n. 74/2000.

Dichiarazione unificata

La possibilità di presentare la dichiarazione unificata (modello UNICO, che ha rilievo sia per le imposte sui redditi che per l’IVA) è venuta meno dal 2017 (periodo d’imposta 2016). 

Essa era una modalità di adempimento dell’obbligo, ma rimaneva ferma l’autonomia delle dichiarazioni (circ. Agenzia delle Entrate 19.6.2002 n. 54).

Somme detenute in paradisi fiscali senza indicazione nel quadro RW

Gli investimenti e le attività di natura finanziaria detenuti in Stati o territori a fiscalità privilegiata in violazione della normativa in tema di monitoraggio fiscale si presumono costituiti, salvo prova contraria, mediante redditi soggetti a tassazione.

Si tratta della presunzione legale relativa di cui all’art. 12 del D.L. n. 78/2009. In questo caso le sanzioni, ex art. 1 del D.Lgs. n. 471/97 sono raddoppiate, così come quelle connesse all’omessa presentazione del quadro RW, che passano dal 6% al 30% degli importi non dichiarati.

La presunzione non qualifica i “redditi sottratti a tassazione” come “redditi prodotti all’estero“. Da questo ne consegue che il raddoppio delle sanzioni non si cumula l’aumento di 1/3 delle sanzioni previsto dall’art. 1 comma 8 del D.Lgs. n. 471/97.

Omessa dichiarazione dei redditi come reato penale

Il reato dell’omessa dichiarazione dei redditi è volto a tutelare l’interesse all’integrale e tempestiva percezione dei tributi, oltre a quello della trasparenza fiscale.

La norma punisce con la reclusione da 2 a 5 anni chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, non presenta, essendovi obbligato, una delle dichiarazioni relative a dette imposte, quando l’imposta evasa è superiore, con riferimento a taluna delle singole imposte, ad euro cinquantamila.

È, inoltre, punito con la reclusione da 2 a 5 anni chiunque non presenta, essendovi obbligato, la dichiarazione di sostituto d’imposta, quando l’ammontare delle ritenute non versate è superiore ad euro 50.000.

Non viene punita, dunque, l’omessa la dichiarazione presentata entro novanta giorni dalla scadenza del termine o non sottoscritta o non redatta su uno stampato conforme al modello prescritto.

Decreto fiscale

Nel tentativo di rendere più efficace il contrasto all’evasione fiscale, il DL n. 124/2019 convertito dalla L. 157/2019, ha aggravato la precedente previsione della reclusione che aveva come limiti edittali da 1 anno e 6 mesi a 4 anni.

Tale intervento rende oggi possibile, l’applicazione della custodia cautelare in carcere laddove vengano integrati i presupposti richiesti dal codice di procedura penale (art. 280 c.p.p.).

Soggetti attivi

I soggetti attivi sono tutti i soggetti obbligati alla presentazione delle dichiarazioni sulle imposte dei redditi e sul valore aggiunto, oltre a quelli previsti dall’art. 1 lett. e) del DLgs. 74/2000 nell’ambito delle persone giuridiche.

Residenza all’estero

Riguardo a tale obbligo deve considerarsi soggetto passivo di imposta il cittadino italiano che, pur risiedendo all’estero, stabilisca in Italia, per la maggior parte del periodo di imposta,il suo domicilio, inteso come sede principale degli affari, degli interessi economici e delle relazioni personali (Cass. pen. 29576/2011).

Non si può ritenere che sia un errore scusante ai sensi dell’art. 47 c.p., in quanto il medesimo obbligo si configura come elemento normativo la cui ignoranza non esclude il dolo di evasione (Cass. pen. 37849/2017).

Condotta

La condotta consiste nell’inottemperanza all’obbligo di presentazione delle dichiarazioni.

Rileva, il termine stabilito dall’art. 2 del DPR 322/1998, sebbene tale termine non sia elemento sufficiente per il perfezionamento dell’illecito, in quanto, “non si considera omessa la dichiarazione presentata entro novanta giorni dalla scadenza del termine”.

Ai sensi del medesimo ultimo comma non si considera omessa nemmeno la dichiarazione “non sottoscritta o non redatta su uno stampato conforme al modello prescritto”.

Più problematiche sono le ipotesi di dichiarazione incompleta. La stessa normativa tributaria indica, infatti, l’obbligatorietà di alcuni dati per la dichiarazione, in assenza dei quali la stessa potrebbe considerarsi omessa.

Soglia di punibilità

Per l’omessa dichiarazione è comunque prevista una soglia di punibilità di 50.000 euro che delimita la rilevanza penale dell’omissione.

Elemento soggettivo

Il dolo richiesto è specifico, consistente nel “fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto”.

Il soggetto deve essere stato consapevole che a tale inadempienza sia conseguita un’evasione di imposta superiore alla soglia di punibilità normativamente prevista. 

Modello 770

La fattispecie dell’omessa dichiarazione è stata, altresì, arricchita di un nuovo comma 1-bis che punisce, con la medesima pena, l’omessa dichiarazione del sostituto d’imposta.

Ciò comporta che oggi l’omissione del modello 770 assume penale rilevanza quando l’ammontare delle ritenute non versate sia superiore a 50.000 euro.

Quest’ultima fattispecie, non richiede il dolo specifico di evasione.

Ai fini dell’integrazione del reato è sufficiente il dolo generico, ovvero la coscienza e volontà di commettere l’illecito.

Causa di non punibilità

L’art. 13 co. 2 del DLgs. n. 74/2000 stabilisce che tale reato non sia punibile se i debiti tributari, comprese sanzioni e interessi, sono estinti mediante integrale pagamento degli importi dovuti.

Ciò può avvenire a seguito del ravvedimento operoso o della presentazione della dichiarazione omessa entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo.

Il ravvedimento o la presentazione, tuttavia, devono essere intervenuti prima che l’autore del reato abbia avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o dell’inizio di qualunque attività di accertamento amministrativo o di procedimenti penali.

La differente disciplina, rispetto a quanto previsto dall’art. 13 co. 1 in riferimento ai reati di omesso versamento e di indebita compensazione, viene ritenuta ragionevole sul presupposto del maggiore disvalore dei reati in materia di dichiarazione che può venir meno solo a seguito di un’iniziativa “spontanea” del contribuente.

Omessa dichiarazione dei redditi e conseguenze accertative

Il fatto di aver omesso la presentazione della tua dichiarazione dei redditi ha delle conseguenze ai fini accertativi.

Quello che voglio dire è che omettere la presentazione della dichiarazione per il nostro legislatore è un fatto piuttosto grave.

Per questo motivo ha subordinato alla mancata presentazione una conseguenza piuttosto pesante in sede accertativa. Infatti, chi ha omesso la presentazione della dichiarazione può subire accertamenti sintetici ed induttivi del reddito.

Cosa significa? 

Ricevere un accertamento induttivo del reddito significa che l’Agenzia delle Entrate può arrivare a ricostruire il tuo reddito anche soltanto attraverso documentazione e prove da chiunque fornite. Prove che possono non avere requisiti di gravità precisione e concordanza.

In pratica l’Agenzia ha una presunzione molto forte che le permette di ricostruire il reddito sulla base di notizie documentabili di cui è venuta a conoscenza.

Questa modalità di accertamento non può venire meno in nessun caso quando si parla di dichiarazione omessa. Una volta verificatasi questa fattispecie, infatti, anche se il contribuente presenta la dichiarazione, la sua fattispecie resta quella di “dichiarazione omessa“.

Quindi presentare la dichiarazione non ti agevola in nessun modo. Per questo motivo devi cercare di evitare di incorrere nella fattispecie di omessa dichiarazione dei redditi.

Omessa dichiarazione dei redditi: cosa fare?

Se ti trovi in una situazione in cui hai omesso la presentazione della tua dichiarazione dei redditi, per prima cosa non preoccuparti.

Ti consiglio di verificare sempre alcune cose prima di allarmarti.

La prima è quella di verificare se eri davvero tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi.

Per verificarlo ti lascio questo link alla nostra guida sull’argomento: Casi di esonero dalla dichiarazione dei redditi.

Il secondo aspetto che ti consiglio di considerare riguarda i termini di decadenza dalle azioni accertative. Per verificare se l’Agenzia delle Entrate ha facoltà di notificarti un accertamento leggi  questa guida sull’argomento. “Termini di accertamento di imposte sui redditi e Iva“.

Una volta effettuate queste verifiche puoi davvero renderti conto se ti trovi in una fattispecie di omessa dichiarazione.

In caso affermativo la cosa migliore che posso consigliarti è quella di affidarti ad un dottore commercialista esperto.

Quello che voglio dire è che in questi casi fare da soli, se non si ha esperienza, può portare a commettere errori ancora più grandi. Se non hai un consulente di riferimento di seguito troverai il form di contatto per metterti in contatto con noi.

Avere l’ausilio di un esperto ti sarà di fondamentale importanza per capire come muoverti e soprattutto per capire se e come presentare comunque la dichiarazione che hai omesso.

Solo con un professionista potrai inviare in sicurezza la dichiarazione e potrai avere il modello F24 per il pagamento delle relative imposte e delle sanzioni dovute.  Oltre, naturalmente al pagamento degli interessi dovuti per il ritardato pagamento.

Servizio di consulenza: omessa dichiarazione dei redditi

Inutile dirti che se ti trovi in una situazione di dichiarazione dei redditi omessa hai bisogno di aiuto.

Specialmente nel caso in cui tu abbia omesso la dichiarazione per redditi esteri non dichiarati, hai bisogno della consulenza di un esperto in questo ambito.

Classico caso che riscontro nella pratica è quello di redditi da lavoro dipendente esteri non dichiarati. Oppure il caso di conti correnti esteri o immobili esteri non dichiarati.

Quello di cui hai bisogno è ricevere una panoramica chiara della situazione con tutte le opzioni che hai a disposizione per individuare la migliore alla tua situazione. Solo a quel punto, avendo individuato imposte, sanzioni e interessi da versare potrai prendere la tua decisione.

La decisione deve essere ponderata ed accompagnata dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. Per questo un valido consulente ti sarà fondamentale.

Non indugiare, contattami compilando il form seguente.

Potrai contare sull’assistenza di un professionista preparato, in grado di soddisfare ogni tua esigenza.

Commenti:
Considerata l’elevata quantità di commenti che ci arrivano ogni giorno è opportuno effettuare alcune precisazioni. Saranno pubblicati soltanto commenti che arricchiscono il testo dell’articolo con particolari situazioni, utili anche per altri lettori. Per l’analisi di situazioni personali, l’unico modo per ottenere risposta è attraverso il servizio di consulenza fiscale.

373 COMMENTI

  1. Buongiorno,
    oggi ho scoperto che mia figlia lo scorso anno aveva ricevuto un CUD da parte dell’università per la borsa di studio percepita per il programma Erasmus+ . Si tratta di una cifra inserita in ALTRI DATI – REDDITI ESENTI che naturalmente non sono riuscito ad inserire nella dichiarazione del 730/2019. Cosa ne pensate? Anche se ho fatto un errore, mi sembra di capire che non si tratta di un reddito tassabile. Cosa è possibile fare per rimediare adesso? Grazie .

  2. Buongiorno, nel 2018 ho fatto due lavori part time, quindi nel 2019 ho percepito due CUD, non ho presentato modello 730. Quest anno ho visitato per la prima volta il sito dell’agenzia delle entrate con accesso alla mia area personale e secondo il modello precompilato del 2019 ho un debito di 74 euro penso relative all’irpef. Ora come faccio a estinguere questo debito senza incorrere in sanzioni prima che arrivi un accertamento?

  3. Buonasera, quest’anno ho scoperto che se pur giovane(20 anni) se ho avuto più di un datore di lavoro é mio obbligo fare la dichiarazione dei redditi, cosa che io non sapevo, nel 2018 ho avuto due datori di lavoro, e pensando di essere a carico di mio padre (visto che non superavo comunque i 4000 euro) non ho fatto la dichiarazione dei redditi nel 2019, si può rimediare adesso visto passato così tanto tempo?

  4. Buonasera, nel 2018 ho percepito redditi diversi per un importo inferiore a 4800€. Non ho presentato dichiarazione.
    Vista l’emergenza covid19 che ha azzerato le mie possibilità di lavoro, volevo richiedere isee e accedere al reddito di cittadinanza.
    Ho ancora possibilità, seppur con ravvedimento o pagando una sanzione, di presentare la dichiarazione che mi consentirebbe di chiedere l’Isee?
    Grazie in anticipo per la risposta e buon lavoro.

  5. Salve devo fare il modello unico ma ho lavorato in germania tutto il 2019.
    Ho fatto nella agenzia delle entrate Richiesta certificato residenza fiscale convencione Italia/Germania prima di partire ma nessuno mi ha detto di iscrivermi al AIRE..
    Ho pagato le tasse in Germania ma adesso risulta che devo pagare anche in italia.

  6. Buonasera.Vi voglio chiedere un consiglio. Ho cominciato lavorare nel 2017 mese di giugno fino a dicembre 2018. Non ho fatto 730 neanche dichiarazione d reddito perche non sapevo . Adesso mi trovo che non so cosa fare. Cosa mi consigliate a fare? Grazie

  7. Per l’analisi di situazioni personali per le quali è richiesto maggiore dettaglio, come nel suo caso, se vuole ci scriva in privato per una consulenza. La aiuteremo a risolvere i suoi dubbi.

  8. Non ho mai fatto la dichiarazione dei redditi perché ho sempre svolto solo lavoro dipendente tassato alla fonte dal sostituto d’imposta. Però ho avuto negli anni scorsi delle spese mediche e anche tasse universitarie dei miei figli per i quali ho scoperto che potevo avere delle detrazioni. Posso recuperare in qualche modo gli anni precedenti?

  9. La possibilità di presentare la dichiarazione è possibile anche in caso di “omessa”, ma occorre valutare bene l’opportunità di farlo o meno. Nel caso mi contatti in privato per una consulenza.

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