Come vengono tassati i compensi degli sportivi dilettanti? In quali casi è necessaria la compilazione della dichiarazione dei redditi?

Nello sport non si può parlare di “lavoro” se non in ambito professionistico. Nel variegato mondo del dilettantismo, però, enti senza scopo di lucro intrattengono rapporti di “collaborazione” a carattere oneroso. Si tratta di collaborazioni la cui, a volte anche puntuale, disciplina in ambito tributario non trova analogo approfondimento sotto il profilo civilistico. Tutto questo comporta delle inevitabili criticità sotto il profilo della tutela previdenziale ed assicurativa.

Nel proseguo ci occuperemo di andare a delineare la disciplina civilistica e fiscale legata ai compensi che sono erogati nell’esercizio di attività sportiva dilettantistica. Si tratta di compensi erogati dal Coni, Federazioni sportive nazionali, Unire, Enti di promozione sportiva e da qualunque organismo (incluse quindi le associazioni e le società sportive dilettantistiche), comunque denominato che persegua finalità sportive dilettantistiche e che sia da essi riconosciuto.

La normativa tributaria legata ai compensi degli sportivi dilettanti si ricava dall’art. 67, co. 1, lett. m), del DPR n. 917/86 (TUIR), il quale prevede che le indennità di trasferta, i rimborsi forfetari, i premi e i compensi siano da considerarsi “redditi diversi“. Andiamo ad analizzare, quindi, la disciplina fiscale legata alla tassazione dei compensi percepiti come indennità e rimborsi da parte degli sportivi dilettanti.

Attività sportiva dilettantistica: inquadramento normativo

Il primo problema che si deve affrontare è cosa si debba intendere per “attività sportiva dilettantistica“. Il legislatore, infatti, ha qualificato il professionismo sportivo ritenendo come tale l’esercizio di:

attività sportiva a titolo oneroso con carattere di continuità nell’ambito delle discipline regolamentate dal CONI e che conseguano la qualificazione dalle Federazioni sportive nazionali, secondo le norme emanate dalle Federazioni stesse, con l’osservanza delle direttive stabilite dal CONI per la distinzione dell’attività dilettantistica da quella professionistica.

Tale competenza, affidata al Consiglio Nazionale, viene ribadita anche dal D.Lgs. 23 luglio 1999, n. 242 e recepita nello statuto dell’ente. Se ne ricava che i requisiti perché si possa parlare di attività sportiva professionistica devono essere:

  • Lo svolgimento dell’attività a titolo oneroso, con continuità;
  • Lo svolgimento di attività sportiva in un settore dichiarato professionistico dalla Federazione di appartenenza.

Non sussiste alcune definizione, invece, in “positivo” di attività sportiva dilettantistica. Pertanto, per individuare le attività sportive dilettantistiche è necessario operare per differenza, rispetto alla definizione di attività sportiva professionistica. Questo significa, indirettamente, che la distinzione tra attività sportiva dilettantistica e professionista non rileva sul lato economico. Infatti, la differenza rileva esclusivamente dalla qualificazione dell’attività nell’ordinamento sportivo. Sostanzialmente, un’attività a carattere oneroso e continuativa, se svolta in un settore sportivo non dichiarato professionistico dalla federazione di riferimento, deve essere considerata attività dilettantistica.

Sportivi dilettanti tra onerosità e continuità della prestazione

Si parla di attività sportiva dilettantistica in tutti quei casi in cui vi è una attività non considerata professionistica dalla norma. I soggetti che operano questo tipo di attività possono comunque essere soggetti all’erogazione di un compenso. Classico esempio è quello degli atleti. Si tratta, ad esempio, degli sciatori, i tennisti, i giocatori di pallavolo, di pallacanestro femminile, di rugby e così via. Tuttavia, questa categoria non comprende solo gli atleti, ma anche altre categorie di soggetti ad essi collegati. Si tratta dei tecnici di vertice, come i numerosi istruttori di nuoto, di tennis, di aerobica, body building, pattinaggio, arti marziali, ecc. Si tratta, in buona sostanza, degli operatori che, a vario titolo, operano nei vari centri sportivi italiani. In tutti questi casi, quando sono presenti i caratteri dell’onerosità e della continuità della prestazione siamo di fronte ad attività sportiva dilettantistica (se la federazione sportiva non rientra tra quelle definite “professionistiche“).

Esercizio diretto dell’attività sportiva dilettantistica

Possono usufruire del regime fiscale di tassazione legato agli sportivi dilettanti le somme corrisposte nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche, ovvero i compensi erogati:

  • Agli atleti dilettanti, agli allenatori, ai giudici di gara, ai commissari speciali che durante le gare o manifestazioni, aventi natura dilettantistica, visionano o giudicano l’operato degli arbitri;
  • Ai soggetti che, nella qualità di dirigenti dell’associazione, di solito presenziano direttamente a ciascuna manifestazione consentendone, di fatto, il regolare svolgimento.

Ad esempio, non fruiscono della tassazione agevolata i compensi corrisposti all’arbitro (dilettante) nel caso in cui diriga una gara professionistica. Con Risoluzione n. 38/E/2010 l’Agenzia delle Entrate ha affermato che l’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche (e, di conseguenza, l’applicazione del regime agevolato) si configura a prescindere dalla realizzazione di manifestazioni sportive.

Esercizio di collaborazioni di carattere amministrativo-gestionale

Nei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo/gestionale di natura non professionale, come i compiti tecnici di segreteria di un’associazione sportiva, il compenso erogato rientra nella disciplina degli sportivi dilettanti. Con la Circolare n. 21/E/2003, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che rientrano i compiti tipici di segreteria di un’associazione o società sportiva dilettantistica, ad esempio:

  • La raccolta delle iscrizioni,
  • La tenuta della cassa e
  • Infine, la tenuta della contabilità da parte di soggetti non professionisti.

I compensi degli sportivi dilettanti

I compensi degli sportivi dilettanti sono costituiti da somme concesse al percipiente quando per svolgere il suo mandato è costretto a recarsi in un Comune diverso da quello della sede di lavoro. Sono previste tre diverse forme di compenso per gli sportivi dilettanti, che di seguito andremo ad analizzare. In particolare, si tratta di:

  • Rimborso forfettario;
  • Rimborso analitico;
  • Infine, il rimborso in forma mista.

Andiamo ad analizzare, con maggiore dettaglio, queste forme di rimborso per gli sportivi dilettanti.

Rimborso forfettario degli sportivi dilettanti

Il rimborso forfettario o indennità di trasferta è un compenso al cui pagamento non occorrono giustificativi di spesa. Sostanzialmente allo sportivo viene erogato dalla società sportiva dilettantistica un compenso di natura forfettaria. Tale compenso, fiscalmente, non è soggetto a tassazione IRPEF, fino al superamento delle seguenti soglie:

  • 46,48 euro al giorno in caso di trasferta nel territorio italiano;
  • 77,47 euro per le trasferte all’estero.

In questi importi non devono essere considerate le spese di viaggio e di trasporto. Nel caso in cui lo sportivo dilettante fruisce gratuitamente di alloggio o di vitto, i limiti indicati prima sono ridotti di un terzo (di due terzi nel caso in cui si usufruisca sia di alloggio che di vitto). In questo caso, per lo sportivo dilettante, l’unico aspetto da documentare e la presenza della trasferta a motivi sportivi.

Rimborso analitico degli sportivi dilettanti

Il rimborso analitico è completamente escluso da tassazione. Al fine di poter godere della detassazione è necessario che il rimborso sia debitamente documentato con i giustificativi di spesa. Tali giustificativi devono essere relativi alle spese sostenute per vitto, alloggio, viaggio e trasporto. Eventuali rimborsi di spese di viaggio riconosciuti per raggiungere la sede di svolgimento dell’attività partendo dalla propria residenza sono da considerarsi reddito imponibile, anche se l’abitazione si trova in un altro Comune. In questo caso lo sportivo dilettante è tenuto a rilasciare una ricevuta non fiscale all’associazione sportiva che rilascia il compenso con allegati i giustificativi di spesa. Senza la presenza di questi requisiti il rimborso diventa forfettario con la tassazione vista al paragrafo precedente.

Rimborso spese misto degli sportivi dilettanti

Il rimborso misto è il rimborso che comprende sia l’indennità di trasferta che il rimborso delle spese documentate. Si tratta della tipologia di rimborso più comune nella prassi delle associazioni sportive, e spesso viene rilasciato anche senza la presenza di un documento giustificativo, la ricevuta. Non si deve dimenticare, infatti, che la ricevuta rappresenta la quietanza del pagamento ricevuto. Il regime fiscale di tassazione di questo tipo di compenso, è quella delineata di seguito.

Il comma 358 della Legge n. 205/2017 stabilisce che:

“Le prestazioni di cui all’articolo 2, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, individuate dal Coni ai sensi dell’articolo 5, comma 2, lettera a), del decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242, costituiscono oggetto di contratti di collaborazione coordinata e continuativa.”

Il successivo comma 359 prevede che:

“I compensi derivanti dai contratti di collaborazione coordinata e continuativa stipulati da associazioni e società sportive dilettantistiche riconosciute dal Coni costituiscono redditi diversi ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera m), del testo unico delle imposte sui redditi [omissis].”

In pratica, i citati commi comportano quanto segue.

Tassazione IRPEF dei rimborsi spese in forma mista degli sportivi dilettanti

Le indennità, i rimborsi forfettari, i premi e i compensi percepiti dai collaboratori sportivi dilettanti, c.d. “rimborso misto“, beneficiano della seguente tassazione. Si tratta di questo disposto dall’articolo 67 del TUIR, in relazione alla tassazione IRPEF dei compensi. La tassazione avviene secondo i seguenti criteri:

  • I primi 10.000 euro complessivamente percepiti nel periodo d’imposta non concorrono alla formazione del reddito imponibile IRPEF. Pertanto non sono soggetti a tassazione o indicazione nella dichiarazione dei redditi;
  • Sugli ulteriori 20.658,28 euro percepiti nell’anno è operata una ritenuta alla fonte a titolo d’imposta ai fini IRPEF. Ritenuta che ha aliquota 23%, maggiorata di addizionale regionale e comunale. Anche questi compensi non devono essere riportati in dichiarazione dei redditi. In pratica, su un reddito complessivo di 30.658,28 euro viene operata la ritenuta solo su 20.658,28 euro;
  • Sulle somme eccedenti è operata una ritenuta a titolo di acconto del 23% (pari al primo scaglione dell’IRPEF) sempre maggiorata dell’addizionale regionale e comunale.

La parte del reddito eccedente 30.658,28 (€ 10.000,00 + € 20.658,28), deve essere assoggettata ad IRPEF in modo ordinario in dichiarazione dei redditi. In dichiarazione, tuttavia, devono essere considerati anche i compensi già tassati a ritenuta a titolo d’imposta.

L’erogazione del compenso agli sportivi dilettanti dalle associazioni sportive dilettantistiche

La natura di collaborazione coordinata e continuativa dei compensi comporta, in ogni caso, il rispetto degli adempimenti previsti dalla legge in relazione a tale categoria di lavoratori. In particolare, le associazioni sportive dilettantistiche sono chiamate ad osservare i seguenti adempimenti.

  • La comunicazione preventiva al Centro per l’Impiego:
  • L’istituzione e la tenuta del Libro Unico del Lavoro (LUL);
  • La predisposizione del cedolino paga.

Si tratta di adempimenti legati al diritto del lavoro per i quali è consigliabile rivolgersi ad un professionista qualificato (consulente del lavoro o commercialista). Per quanto riguarda il pagamento di questi compensi è necessario rispettare i requisiti previsti dal comma 910 dell’art. 1 della Legge n. 205/17. In particolare il compenso deve essere erogato:

  • Tramite bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore;
  • Strumenti di pagamento elettronico;
  • Pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
  • Emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato.

L’obbligo di pagamento con mezzi tracciabili s’intende applicabile “qualunque sia la tipologia del rapporto di lavoro instaurato”. Per rapporto di lavoro si intende anche “ogni rapporto di lavoro originato da contratti di collaborazione coordinata e continuativa”. La conseguenza è che è vietato il pagamento in contanti degli stipendi e dei compensi erogati agli sportivi dilettanti. Si tratta dei compensi relativi alle collaborazioni rese a fini istituzionali in favore di associazioni e società sportive dilettantistiche. Infine, si deve evidenziare che la firma “per ricevuta” del collaboratore non costituisce più prova dell’avvenuto pagamento della retribuzione. Le sanzioni previste per chi paga gli stipendi in contanti vanno da 1.000 euro a 5.000 euro.


Compensi per attività sportiva dilettantistica in dichiarazione dei redditi

Come abbiamo visto, per gli sportivi dilettanti, sui compensi percepiti sino alla soglia di 10.000 euro non è prevista alcuna forma di imposizione ai fini delle imposte sui redditi. Per i redditi eccedenti e sino ai 20.658,28 euro è dovuta una ritenuta a titolo di imposta del 23%. Tali compensi non devono essere riportati in dichiarazione dei redditi in quanto già tassati alla fonte dalla società sportiva erogante. Per i redditi eccedenti, invece, la ritenuta operata è a titolo di acconto e quindi tali redditi dovranno essere successivamente assoggettati ad IRPEF in dichiarazione dei redditi, considerando, tuttavia, anche i compensi già tassati a ritenuta a titolo d’imposta. Infatti, ai fini della determinazione dell’IRPEF per la tassazione dei redditi soggetti ad imposizione ordinaria (in dichiarazione dei redditi), il percettore delle somme dovrà tenere conto dell’importo tassato con ritenuta d’imposta secca. In altre parole, le somme assoggettate a ritenuta d’imposta definitiva concorrono comunque alla formazione del reddito imponibile. Tuttavia, esclusivamente ai fini della determinazione degli scaglioni di reddito.

Sportivi dilettanti
Sportivi dilettanti

Certificazione unica per i compensi degli sportivi dilettanti

Gli sportivi dilettanti che incassano più compensi da società e associazioni sportive diverse, devono autocertificare l’ammontare complessivo delle somme percepite, alle associazioni sportive dilettantistiche. Questa autocertificazione è di fondamentale importanza per permettere a queste associazioni di poter applicare correttamente la disciplina dei compensi, in relazione ed esenzioni, ritenuta a titolo di imposta e di acconto. In ogni caso, ogni associazione sportiva è tenuta, al termine di ogni anno, a rilasciare il modello di Certificazione Unica allo sportivo.

Attraverso la Certificazione unica lo sportivo dilettante può identificare se è tenuto, o meno, a presentare la propria dichiarazione dei redditi personale.

Familiari a carico e attività sportiva dilettantistica

Un aspetto particolare riguarda il computo dei compensi di attività sportive dilettantistiche per i familiari a carico. Pensiamo, ad esempio al caso di un figlio minore che percepisce compensi per attività sportiva. E’ necessario capire se tali compensi concorrano o meno nella soglia per essere considerati “a carico” dei genitori. Ebbene, in questi casi è necessario tenere presente quanto segue.

Fino ai 10.000 euro, i compensi in commento, non concorrono a formare il reddito complessivo del contribuente. Art. 69 comma 2 DPR n. 917/86. Tutti i redditi eccedenti, invece, concorrono a formare reddito per il percettore. Ne consegue, che in base alle predette argomentazioni un soggetto può, comunque, considerare fiscalmente a carico un altro soggetto e riportalo quindi tra i familiari a carico.

Collaborazioni coordinate e continuative

Tale modalità di tassazione si applica anche ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo gestionale di natura non professionale resi in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche. A queste forme contrattuali non si rende applicabile la disciplina del cosiddetto “lavoro a progetto“. Delineata dall’articolo 67 del D.Lgs. n. 276 del 10/09/2003.

Secondo l’Agenzia delle Entrate (Circolare n. 22/E del 22/04/2003) rientrano in tali forme contrattuali i compiti tipici di segreteria di un’associazione o società sportiva dilettantistica. Quali ad esempio:

  • La raccolta delle iscrizioni;
  • La tenuta della cassa e la tenuta della contabilità da parte di soggetti non professionisti.

Abrogazione dei contratti a progetto

Il Decreto Legislativo n. 81 del 2015 di attuazione del Jobs Act, ha stabilito all’articolo 52 l’abrogazione del lavoro a progetto. Fatti saldi i contratti già in essere alla data data di approvazione del decreto (25.06.2015). Per questo motivo, a partire da tale data per le collaborazioni è necessario operare attraverso la disciplina dei buoni lavoro. Oppure, attraverso la stipula di un contratto di lavoro dipendente. Se queste opzioni non sono praticabili, è necessario operare come consulenti esterni con partita Iva.


Adempimenti previdenziali ed assicurativi per gli sportivi dilettanti

Le somme erogate agli sportivi dilettanti non devono essere assoggettate alla gestione previdenziale separata dell’INPS. Questo è quanto è stato chiarito dalla Circolare INPS n. 32 del 07/02/2001. Le somme corrisposte agli sportivi dilettanti non devono nemmeno essere assoggettate all’INAIL. In relazione agli obblighi assicurativi, l’art. 6, comma 4, D.L. n. 115 del 30/06/2005, convertito dalla Legge n. 168/2005, ha previsto l’emanazione di un apposito decreto che dovrà stabilire le nuove modalità tecniche per l’iscrizione all’assicurazione obbligatoria degli sportivi dilettanti. Nonché la natura, l’entità delle prestazioni e i relativi premi assicurativi.

La norma ha inoltre previsto che, nel rispetto delle norme comunitarie in materia di assicurazione antinfortunistica, le Federazioni e gli Enti di promozione sportiva potranno scegliere la compagnia assicuratrice con la quale stipulare le relative convenzioni.

Circolare Enpals 2006

La circolare ENPALS n. 13 del 07/08/2006, ha chiarito che l’esercizio diretto di attività sportivo-dilettantistica posta in essere da quegli istruttori i cui compensi percepiti siano inquadrabili tra i “redditi diversi“. Articolo 67, comma 1, lettera m) del DPR n. 917/86. Pertanto i compensi degli istruttori non sono soggetti a contribuzione previdenziale. Secondo l’Enpals, tuttavia, i compensi di cui sopra sono riconducibili alla categoria dei “redditi diversi“. Ma soltanto in presenza di  alcune condizioni:

  • La prima, che siano erogati da associazioni e società sportive iscritte all’apposito registro CONI;
  • Poi, che siano percepiti da soggetti che non svolgano a tal fine un’attività inquadrabile nella fattispecie dell’esercizio di arti o professioni;
  • Infine, che conservino il carattere della marginalità non superando la no tax area dei professionisti fissata attualmente in un importo annuo pari a 4.800,00 euro.

Attività sportiva dilettantistica: consulenza fiscale

In questo articolo ho cercato di racchiudere tutte le informazioni che possono esserti utili per dichiarare i compensi legati alla tua attività di sportivo dilettante. Buona parte di questi redditi non sono soggetti a tassazione, oppure sono soggetti a tassazione a titolo di imposta. Soltanto sopra la soglia di 30.658,28 euro il compenso è soggetto a tassazione in dichiarazione dei redditi.

Quello che ti consiglio è di prestare particolare attenzione al superamento delle varie soglie di reddito. Questo perché sei chiamato in prima persona a certificare ai vari committenti la tua situazione per capire che tipo di ritenuta (a titolo di imposta o acconto) devono applicare. Se tutto questo non ti è sufficiente ed hai bisogno di una consulenza con un esperto, contattami!

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208 COMMENTI

  1. Le condizioni fissate nella circ. Empals che citi nel tuo articolo, dal tenore letterale del vostro testo, sembra che debbano ricorrere comtemporaneamente. E così?
    Chiedo se invece, sia suffiiciente una sola condizione per far perdere il beneficio fiscale e previdenziale (ad esempio se manca il carattere della marginalità).
    Grazie

  2. Buonasera.

    Lavoro come informatico e annualmente effettuo la dichiarazione dei redditi tramite uno dei vari modelli proposti dall’agenzia dell’entrate.
    Ho ricevuto qualche giorno fa, il modello “certificazione unica 2017” in merito all’attivita’ di collaborazione (per l’anno 2016) con una A.S.D.
    Tale importo di 120,00 EUR viene indicato come “Altre somme non soggette a ritenuta”
    Quello che vi chiedo e’ se e come devo dichiararlo all’agenzia dell’entrate oltre il mio “classico” modello 730 che faccio normalmente.

    Spero possiate chiarire il mio dubbio.
    Grazie anticipatamente e buon lavoro!

  3. Buongiorno, mia moglie non lavora ed e’ stata sempre a mio carico.
    Quest’anno ha percepito un compenso di € 4500 da un’associazione sportiva dilettantistica e €300 da un’altra associazione sport. dilet., eentrambe le hanno consegnato il relativo modello ” certif. unica 2017″.
    Rimane sempre a mio carico ? o per aver superato i €2841.51 perdiamo questa opportunità con relativi vantaggi avendola a mio carico?.( rimborso spese mediche, rimborso detr. da mutuo ecc).
    Per aver 2 certificazioni uniche deve presentare il mod unico 730 ?
    Vi ringrazio anticipatamente.
    Mirco Vazzola

  4. buongiorno,
    ricevo un compenso mensile da una società sportiva dilettantistica che comunque non supera i 7500,00 euro annui.
    Inoltre ho un reddito da locazione ,in canone concordato con cedolare secca, di 5100,00euro annui diviso al 50%con mio marito.
    Chiedo cortesemente se con la dichiarazione unica per l’affitto deve inserire anche il reddito della società sportiva.
    Nel farvi i complimenti per le esaustive risposte che puntualmente date vi auguro una buona giornata
    grazie isabella

  5. Salve Isabella, se il reddito da attività sportiva dilettantistica non supera i €. 7.500 non deve essere indicato in dichiarazione, che comunque è obbligata a presentare per i redditi da locazione. Grazie per i complimenti!

  6. Salve, lavoro in piscina da circa 5 anni col classico contratto sportivo. Supero i 7500€ annuali e ho sempre presentato la dichiarazione dei redditi tramite modello unico. Ecco mi ritrovo un’eccedenza di imposta di oltre 800€ risultante dalla precedente dichiarazione, importo a credito dall’ultima dichiarazione del 2016. Volevo sapere se posso fare il 730 incassando quell’importo, o sono obbligato a fare il modello unico. In quest’ultimo caso esiste una maniera in cui possa riscuotere quella somma? Grazie 1000 in anticipo, e buon lavoro.

  7. Non avendo un datore di lavoro non può fare il 730. Per ottenere il rimborso del credito nell’ultima dichiarazione deve chiedere che il credito venga rimborsato, e non riportato in compensazione. Questa è l’unica strada percorribile.

  8. Buongiorno, ho iniziato a fare l’ istruttore di pattinaggio da qualche mese; è la mia principale attivitá e fino ad oggi mi hanno sempre pagato secondo il sistema dei “compensi sportivi”…
    Mi sono rivolto ad un commercialista, che mi ha detto, di mantenere lo status quo delle cose…
    é possibile? O sarebbe opportuno aprire partita iva?
    Grazie mille

  9. Se la sua attività è continuativa, e i guadagni superano i €. 7.500 annui lordi, a mio avviso è conveniente la partita Iva, se può accedere al regime forfettario. Se vuole la contatto in privato.

  10. Buongiorno, mia figlia nel 2013 ha percepito redditi da ASD per circa Eur 8.700,00 e le varie associazioni dilettantistiche hanno operato le opportune ritenute d’imposta e relative addizionali. Essendo redditi esenti da Irpef ed assoggettati solo a ritenuta a titolo d’imposta (aliquota 23%), pur avendo superato la soglia di Eur 2.840,51, ho considerato mia figlia come fiscalmente a mio carico.Purtroppo ho ricevuto in questo mese controllo formale della mia dichiarazione dei redditi 730/2014 e mi viene contestato che mia figlia non poteva essere considerata a mio carico avendo superato il limite di Eur 2.840,51. Con circolare n. 95/2000 l’ Ag. delle Entrate aveva precisato che non vanno considerati per la verifica di detto limite nè i redditi esenti nè quelli soggetti a ritenuta a titolo d’imposta. E’ sempre valida tale interpretazione o sussistono successive variazioni. Posso contestare la posizione dell’ Ag. delle Entrate? Grato per risposta porgo cordiali saluti.

  11. Buongiorno,
    per raggiungere l’età pensionabile al 1 settembre , non lavorando piú, verseró i contributi volontari.
    Ogni anno ricevo piccole somme da un’associazione sportiva dilettantistica (sotto i 7500 euro). Vorrei sapere se dal 1 settembre queste erovazioni contrastano con i versamenti volontari.
    Grazie

  12. buonasera, io ho lavorato presso un’associazione dilettantistica sportiva per 3 anni, come segretaria, prendendo un rimborso spese di 600 euro al mese, il presidente dell’associazione mi deve pagare ancora il mese di aprile, siccome dice che non ha soldi, come posso fare per essere pagata? posso andare al sindacato e farlo chiamare?

  13. Buongiorno,
    Io lavoro per un ASD e mi trovo nella condizione,per motivi di residenza,di dover aggiornare la mia scheda anagrafica lavorativa.
    Mi chiederanno di certo se ho percepito dei redditi per inquadrare il mio profilo lavorativo (stato di disoccupazione o altro) come devo dichiarare i compensi ricevuti dall’associazione?in questo caso sono redditi a tutti gli effetti?
    Grazie in anticipo

  14. Buongiorno, sulla quota percepita oltre i 7.500 viene effettuata ritenuta del 23%. Sono esentato dalla predisposizione della dichiarazione dei redditi? L’addizionale comunale/regionale non viene conteggiata?
    Grazie!

  15. Salve collaboro come socio formatore ai corsi di formazione per un associazione sportiva , per un totale di 400 euro mensili, tale importo fa cumulo con la soglia dei 7500 euro che percepisco come istruttore o è un altro cumulo?È in tal caso va dichiarato? Grazie

  16. Anche questa somma fa cumulo con quella relativa al compenso di istruttore per determinare se è soggetto o meno a ritenuta. Nell’articolo trova indicate le soglie per l’esenzione, la ritenuta d’acconto a titolo di imposta, e le somme da indicare in dichiarazione dei redditi.

  17. Salve…sono un’impiegata con contratto part-time a tempo indeterminato. Ogni anno presento il 730 e ricevo inoltre al 100% l assegno familiare avendo una figlia a carico. Vorrei collaborare con una associaz di coro/banda/filodram….il mio compenso (non oltre 5000,00€all anno) verrebbe giustificat come spese forfettarie …le mie perplessità sono:
    Devo giusticare queste spese forfett?
    Incidono su assegno familiare?
    Vanno indicate nel 730?
    Aumentano il reddito del nucleo famil?
    Grazie a priori!!

  18. Dovrà giustificare questa spesa attraverso ricevuta, che dovrà finire nel suo 730, a meno che l’associzione, non sia un’associazione sportiva dilettantistica. Nel caso il compenso, fino a 7.500 euro annue non va nel 730.

  19. Salve, volevo sapere se il compenso percepito da una ssd (non superiore ai 7500) va ad interferire con la Naspi.
    Sto valutando una proposta di collaborazione in segreteria di una società sportiva ma vorrei capire se la Naspi decade o viene ridotta.
    Grazie per la vs. risposta.

  20. salve ho ricevuto diverse CU per prestazioni odilettantistiche che superano nel cumulo i 7500(circa 12000>) ma nessuna di queste è stata tassata. Inserendo i redditi in dichiarazione essendo sotto il limite dei 20.658,28 non viene effettuata alcuna tassazione , inserisco l’importo in RL21 MOD UNICO , ma mi viene riportata soltanto l’eccedenza in RL 22 senza operare alcuna ritenuta e tassazione. Temo che non sia corretto perchè questi redditi comunque non sono stati tassati alla fonte. Come vanno esposti

  21. Buondì,
    Ai fini degli assegni familiari , come riportato dal sito dell’ INPS, si considerano i redditi assoggettabili all’IRPEF e i redditi di qualsiasi natura, ivi compresi, se superiori a euro 1.032,91, quelli esenti da imposta o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva. Ciò comporta che se i compensi o i rimborsi forfettari, superano l’importo di € 1.032,91 essi rientreranno nel calcolo del reddito del nucleo familiare utile per determinare il diritto alla percezione degli assegni familiari???

  22. Buongiorno,
    la nostra è una società commerciale privata che ogni tanto eroga a sportivi dilettanti (ma iscritti alla FITAV) che sono da noi sponsorizzati dei premi in denaro.
    Tali somme seguono l’art. 67 TUIR o sono soggette a ritenuta? Che giustificativo ci deve dare l’atleta che non possiede la partita IVA? Sono mica considerabili come prestazioni occasionali? Grazie mille

  23. Una palestra A.S.D. senza scopo di lucro mi ha proposto un contratto di collaborazione con reddito max inferiore ai 7500 euro annui, a riguardo vorrei gentilmente sapere:
    Se il contratto fosse intestato a me essendo in pensione di invalidità con anni 32 di contribuzione mi è stato detto nel mio caso specifico che posso svolgere altro lavoro come Autonomo o da collaborazione detto importo come mi verrebbe tassato? si somma allo scaglione relativo alla mia pensione? o rimane esente fino a tale cifra?

    Se il contratto venisse stipulato a nome di mia moglie a mio carico al 100% e non ha altri redditi se non quello relativo alla proprietà della abitazione principale in cui abitiamo, per la quale ricevo detrazione irpef per coniuge a carico di euro 56 mensili perderei detta detrazione poi che supera i famosi euro 2840,00 e con obbligato di dichiarazione in sede di mod.740?

    GRAZIE infinite per la vostra risposta e complimenti per la vostra competenza

  24. Ringraziandovi ancora per la tempestiva e puntuale risposta chiedo ancora una precisazione: Assodato che il contratto di collaborazione della A.S.D. possa essere fatto indifferentemente a me o mia moglie per una somma inferiore ai 7500 euro annui senza doverlo dichiarare nel Mod.730,nel mio caso specifico avendo un figlio minore a mio carico ricevo oltre alla detrazione irpef ricevo un assegno familiare mensile di 44 euro, potrei subire decurtazioni?
    GRAZIE e distinti saluti

  25. É possibile sapere, cortesemente, quali sono i codici tributo da utilizzarsi per il versamento delle seguenti ritenute, da pagarsi a seguito del superamento di euro 7.500 corrisposti ad un insegnante che opera in una ASD.
    – Irpef a titolo d’imposta;
    – Addizionale regionale a titolo d’imposta;
    – Addizionale comunale a titolo d’imposta.

  26. La ritenuta da applicare sulla somma eccedente € 7.500,00 è così scomposta:
    – quota IRPEF aliquota 23% (codice 1040);
    – quota addizionale regionale IRPEF (codice 3802);
    – quota addizionale comunale IRPEF (codice 3848).

  27. buonasera, io sono un preparatore fisico con partita IVA e svolgo diverse attività. inoltre sono stato contattato da una società sportiva la quale mi ha offerto un compenso inferiore ai 7500, posso accettare questo tipo di contratto essendo titolare di partita IVA?

  28. buongiorno, se gli istruttori non sono tesserati all’asd con cui collaborano possono ugualmente essere retribuiti con i rimborsi fino a € 7.500? Devo quindi tesserarli obbligatoriamente o no?
    grazie

  29. mi è capitato di avere la stessa esperienza con altri istruttori con partita iva e il commercialista mi aveva detto che non potevo pagarli coi rimborsi perchè chi ha partita iva è un lavoratore professionista in quello che fa e ciò esclude di perse la natura dilettantistica di collaborazione e che quindi sono obbligati ad emettere fattura

  30. buongiorno, vorrei sapere se il compenso di uno stage “progetto di formazione” della regione Lazio di 3000 euro complessive deve essere cumulato ai 7500 relativi ad un compenso annuo relativo ad un contratto di prestazione sportiva dilettantistica.

    Inoltre un dipendente statale secondo l’art.90 l.289/2002 può prestare la propria attività nell’ambito delle società e associazioni sportive dilettantistiche gli eventuali rimborsi e indennità sempre non superando i 7500 euro non devono essere dichiarati e di conseguenza non creano reddito esatto?

    ringrazio anticipatamente e faccio i complimenti per la chiarezza delle vostre risposto.

  31. Salve Stefania, i due compensi non devono sommarsi, sono relativi a redditi con discipline fiscali diverse. Un dipendente pubblico ha il vincolo alla propria attività a meno che non operi in part-time. Non è possibile effettuare attività sportiva dilettantistica ricevendo un compenso.

  32. Fisioterapista professionista con p. IVA. Antecedentemente all’apertura della P.IVA era anche tesserato in una a.s.d. e svolge l’attività di fisioterapista per gli atleti dilettanti.
    Il compenso che gli corrispondono entro i 7.500,00 euro annui è da considerare esente da imposte oppure per il fatto che è ora anche professionista deve emettere regolare fattura?
    E’ un contribuente forfettario.

  33. Buongiorno,

    ho ricevuto un compenso da una SSD a RL per attività dilettantistica di 150 € (sotto ai 7.500 €/anno).
    La ricevuta che devo rilasciare è soggetta a marca da bollo di 2 €?

    Grazie, Marta

  34. Salve, collaboro come istruttore fitness con una ssd rl con regolare contratto fino a €7.500. Un collega con p.iva mi ha chiesto di poter essere il suo docente, dietro compenso di circa 350 lorde, per una disciplina fitness che intende apprendere. La formazione durerebbe qualche giornata. Poiché desidera un giustificativo di spesa ho pensato che si potrebbe configurare come prestazione occasionale emettendo quindi io una ricevuta con ritenuta d’acconto e relativa marca da bollo. Le domande sono: sarebbe una forma corretta? Il compenso ricevuto con le prestazioni occasionali vanno a cumularsi con i 7500 ricevuti (li percepisco interamente) dalla ssd rl facendomi quindi superare la soglia prevista? Se dovessi effettuare altre prestazioni a soggetti iva per un totale lordo non superiore ai 4.800 non devo effettuare alcuna dichiarazione dei redditi..è corretto?
    Vi ringrazio anticipatamente.

  35. Salve Giuseppe, attualmente la prestazione occsasionale può essere utilizzata soltanto per attività che non si ripetono nel tempo. Nel suo caso potrebbe anche farlo, ma poi successivamente per altre consulenze di questo tipo dovrebbe operare con partita Iva. I compensi della prestazione occasionale non si cumulano con quelli percepiti dall’ASD, sono due discipline di tassazione diverse.

  36. Buonasera,
    Volevo chiedere se una persona lavora come promoter o istruttore sportivo di nuoto con contratto sportivo dilettantistico presso una palestra s.s.d. affiliata ad un ente di promozione sportiva riconosciuto, può lavorare contemporaneamente in zone e giorni e diversi come promoter per un’altra palestra Srl a socio unico che rilascia mensilmente ricevuta d’acconto dove sono indicate il numero di ore lavorate? C’è la soglia da non superare di 7.500 euro oppure quella da 5.000 euro (4800 nette) per non dichiarare? Non si perde il carattere dilettantistico del contratto se si lavora per più di un committente fra i quali uno non affiliato ad enti di promozione ?
    Ringraziando, porgo cordiali saluti.
    Dome

  37. Si tratta di due discipline fiscali diverse, regolate in modo diverso. Per ogni disciplina ci sarà un diverso tipo di tassazione, secondo regole proprie. Si occuperà di tutto il suo commercialista.

  38. Salve, nel caso un soggetto effettui prestazioni presso una ASD per un importo non superiore ai 7500 euro annui, potrebbe comunque firmare un contratto di prestazione occasionale non superiore a 5000 euro? i redditi si sommerebbero, oppure sarebbero entrambi esenti perché in regimi fiscali diversi e sotto le soglie previste? grazie!

  39. Salve, percepisco un compenso annuale da una ASD superiore ad Euro 7.500. Il mio unico dubbio è in riferimento all’aspetto previdenziale. Devo versare a qualche tipo di obbligo contributivo? Grazie mille.

  40. Buongiorno,
    ho due contratti di collaborazione entrambi da 7500€ ho superato il limite e il mio datore di lavoro mi ha calcolato le ritenute sull’eccedenza. Posso in qualche modo recuperarle??

    Grazie

  41. Buongiorno, il redditto per prestazione sportiva dilettantistica è compatibile con l’indennità di disoccupazione? posso essere “contrattualizzata” da un ente percependo la naspi?

  42. Salve,
    Sono un lavoratore Dipendente con il mio reddito dipendente dichiarato dalla mia azienda.
    Mi hanno proposto un compenso come giocatore per un importo inferiore ai 7500€ annui

    questi compensi, dovranno essere da me dichiarati? Vanno a sommarsi al mio reddito? quindi raggiungerò un reddito di stipendio lavoratore dipendente + 7500€ ?

    Potreste aiutarmi?
    Nel caso potreste, riuscireste ad aiutarmi anche in privato cosi da potervi dare il caso più specifico e consigliarmi cosa fare

  43. Salve,
    sono un lavoratore dipendente, mi sono sposato il 30 settembre. Mia moglie riceve solo compensi sportivi, nel 2016 non ha superato la soglia dei 7500€, quest’anno invece l’ha superata. Riesco a metterla a mio carico? Fino a che soglia?

    Grazie mille

  44. Buonasera,

    Sono u consulente del lavoro, premesso che seguo già una società sportiva dilettantistica a rl, e che mi sono attenuto alla regolarizzazione attraverso cococo ed erogazioni per compensi <€7500 anno.
    Un nuovo cliente "una ASD di calcio", mi dice che il commercialista non rilascia contratto ai calciatori ne buste per compensi ne tanto meno CU… c'è qualcosa di particolare nel mondo del calcio dilettanti? oppure sbagliano l'amministrazione della stessa.

  45. A mio avviso non eiste alcuna situazione particolare nel calcio dilettanti. Immagino che il consulente ritenga che sia sufficiente una semplice ricevuta per regolare i pagamenti sotto i €. 7.500.

  46. Salve sono una istruttrice che collabora con una asd e che per questo viene rimborsata con compenso nella soglia dei 7.500 euro. Al contempo lavoro anche all’interno di un centro olistico, fisioterapico, sempre con stessa mansione, ma non essendo quest’ultimo una asd mi trovo costretta ad aprire partita iva. Posso continuare a percepire il rimborso spese a carico della asd o devo fatturare anche il loro rimborso con partita iva?
    Grazie mille per l’attenzione.

  47. Aprendo partita Iva dovrà fatturare tutte le prestazioni, anche quelle della Ads. Se vuole possiamo assisterla noi, per quanto riguarda gli aspetti fiscali legati alla sua partita Iva. Nel caso la ricontatto in privato e ne parliamo in dettaglio.

  48. Buon giorno, nel caso di superamento dei 10000€ che però mi accorgerò a fine anno di questo evt. superamento sarà la società ad avvertire per la ritenuta o io che mi dovrei preoccupare e pagare il23%??? ho in po’ di confusione.
    grazie

  49. Buon giorno al momento sono disoccupata e percepisco la Naspi, pero’ collaboro con una associazione sportiva dilettantistica come segretaria..faccio solo 4 ore a settimana e mi hanno fatto una lettera d incarico di 3000€ annui dicendo che non devo comunicare nulla all inps inquanto questo ‘contratto’non incide sul reddito. Posso stare tranquilla ? Non saprei neanche cosa comunicare all’inps ..però devo dichiarare questo ‘reddito diverso’ in sede di Ise Isee? Vorrei fare le cose correttamente senza sbagliare.
    Grazie

  50. Cosa succede se nonostante io abbia comunicato per tempo il superamento della franchigia di legge (10.00 euro ora prima 7.500 euro), le ASD per cui lavoro NON abbiano applicato (detraendole del mio compenso) le addizionali regionali e comunali oppure abbiano applicato dell’aliquote errate: ne rispondono loro in caso di controlli ?
    Una ASD mi ha detto che tanto io posso sistemare la situazione in fase di dichiarazione dei redditi (modello unico PF) e che quindi detrarre o meno le addizionali è una libera scelta (ma io non credo sia così). Cosa posso fare ?
    Inoltre dall’articolo se ho capito bene le addizionali si applicano solo sulla quota eccedente i 10.000 euro, ma essendo io di Parma l’aliquota è fissa dello 0,8% per reddiiti superiori a 10.000 euro (regolamento comunale) per cui se il mio reddito è di 12.000 euro, lo 0,8% lo devo calcolare su 12.000 euro o solo sulla eccedenza di 2.000 euro ?

  51. Salve.

    Sono un laureato in Scienze dello Sport che collabora con 2 associazioni ASD e con il CONI.

    CONI e una ASD mi percepiscono un rimborso forfettario definito sulla base di tot euro all’ora mentre l’altra ASD mi percepisce un rimborso forfettario fisso al mese.

    Il mio totale ore di prestazione giornaliere è 6 dal lunedì al venerdì.

    Le mie prestazioni sono classificabili come rimborso sportivo dilettantistico o rientro nell’attività professionistica vista l’alto numero di ore, continuate nel tempo (anche se l’attività d’estate si interrompe)?

  52. Salve, vi porgo il mio quesito, ho un accordo economico dilettantistico. All’art.2 vengono corrisposti €. 20.000.
    Come sopra riportato, le somme ulteriori fino a €. 20.658,28 percepiti nell’anno sono tassate al 23%, e questi compensi non devono essere riportati in dichiarazione dei redditi. Quindi secondo voi potrei essere messo a carico di mia moglie? Grazie mille

  53. Buonasera,
    una domanda, ci è stato comunicato che da quest’anno per i collaboratori sportivi con cococo per compensi <€10000 anno, bisogna effettuare comunicazione al centro per l'impiego e cedolino ad ogni compenso dei collaboratori , è corretto? Per tutte le società sia ASD, SSD ?
    Grazie

  54. Buonasera,
    Sono un insegnante Yoga e vorrei iniziare ad insegnare in maniera autonoma affittando alcune sale, sfruttare gli spazi pubblici e la mia abitazione.
    Non superando i 10K annui come posso comportarmi a livello fiscale?
    Cosa posso rilasciare ai futuri praticanti che mi pagheranno un compenso a lezione?

    Grazie infinite per il supporto

  55. Per fare questo dovrà operare come professionista, con partita Iva, fatturando la prestazione agli allievi. Per maggiori info e per effettuare simulazioni economiche, mi contatti in privato.

  56. Buongiorno, siamo una Società Sportiva Dilettantistica a Responsabilità Limitata che vorrebbe affiliarsi al CONI.
    Purtroppo in fase di affiliziaone ci hanno detto che non possiamo in quanto sul certificato di attribuzione del Codice Fiscale è riportato “XXX SSDARL” mentre, ai sensi della Legge n. 289/2004 – Art. 90 è fatto obbligo che la parola “dilettantistica” sia riportata per esteso.
    A noi non sembra che dall’Articolo citato si evinca questo obbligo; cosa ne pensate?

    Grazie,
    Marta G.

  57. Salve Marta, la cosa importante è che sia una società sportiva dilettantistica. Questo lo si evince dallo statuto, a prescindere dal fatto che nel nome ci sia o meno l’abbreviazione.

  58. Siamo una Associazione di Promozione Sociale, regolarmente iscritta al CONI e con Statuto registrato presso l’Agenzia delle Entrate. Effettuiamo tutte le domeniche dei tornei di BURRACO presso la nostra Sede. Come dobbiamo trattare i premi in denaro corrisposti ogni domenica ai nostri soci ? Siamo obbligati ad effettuare la ritenuta d’acconto del 20% ?

  59. Buona Sera, mi hanno proposto un lavoro nel settore amministrativo presso una scuola di ballo. Vogliono assumermi con contratto di collaborazione delle ass. sportive dilettantistiche, per un compenso fisso di 600 Euro al mese. Sarò obbligata a fare la dichiarazione dei redditi l’anno prossimo? Conti che io devo dichiarare pure casa, assicurazioni etc. a me intestate.
    Inoltre, mi hanno comunicato che i contributi non vengono versati: come potrei fare allora per non perdere anni di contributi? Esiste il TFR in questo ambito?
    Che sicurezze da al lavoratore questo tipo di contratto?
    Grazie

  60. Dal 2018 il datore di lavoro è obbligato a farle questo tipo di contratto. Lei dovrà poi presentare la dichiarazione dei redditi sia per recuperare le ritenute che per beneficiare di deduzioni e detrazioni. Per i contributi previdenziali le consiglio di pensare ai versamenti volontari oppure a forme di contribuzione privata. Non esiste Tfr per questo tipo di contratti.

  61. salve io vorrei sapere se una ASD che ha erogato compensi sportivi dilettantistici a soggetti che non superano il limite di euro 7.500 e sui quali quindi non è stata versata la ritenuta d’acconto sono obbligati a fare la certificazione unica 2018 oppure no. grazie mille

  62. buongiorno,
    nel 2017 ho lavorato per due palestre come insegnante di danza, pilates, posturale il compenso annuo rientra nei 7.500.
    le palestre sostengono che non mi devono rilasciare l certificazione unica.
    volevo sapere se è corretto. se viene un controllo basta che io mostri le ricevute che ho firmato?
    grazie in anticipo per la risposta.

  63. Il pagamento dei contributi Enpals è dato dalla professionalità o meno dell’attività svolta per la ASD. Il pagamento dei contributi Enpals è legato all’effettuazione di attività di lavoro subordinato per la ASD. Mentre, se si svolge attività professionale, rientrante nell’articolo 67 del TUIR lettera m), non è prevista contribuzione Enpals. Se ad esempio, l’isegnante tiene dei corsi stabili (due/tre volte a settimana per qualche ora), la gestione del corso è in maniera autonoma sotto il profilo organizzativo e se il compenso non è erogato in modo occasionale ma fisso l’attività, si denota un’attività di tipo professionale esclusa da contribuzione Enpals.

  64. Buongiorno,

    nel caso come SSD a RL si debba rilasciare una ricevuta per un versamento fatto da un atleta relativo a 25 € di quota di rimborso iscrizione ad una gara (che la SSD a RL ha preventivamente anticipato) + 60 € relativo al compenso di assistenza/accompagnamento, si deve applicare marca da bollo perchè fa fede il totale (86 € > 77, 47 €), o, come per i tesseramenti alla società, fa testo solo la quota relativa al compenso percepito, quindi 60 € < 77,47 € quindi niente marca da bollo?

    Grazie mille,
    Marta G.

  65. Salve Marta, bisogna vedere se il rimborso è documentato da un documento che certifica l’anticipo speso dalla ASD. Nel caso trattasi di effettivo rimborso analitico, da non considerare come compenso. Altrimenti senza giustificato anche il rimborso è da considerarsi compenso e si deve quindi computare nel calcolo per l’applicazione della marca da bollo.

  66. buongiorno ho un dubbio su una prestazione di uno sportivo dilettante e non so se è da fare la certificazione unica oppure no. nella ricevuta del compenso c’è scritto “dichiaro di ricevere a titolo di rimborso spese forfettarie ex art. 37 legge n.342 del 21/11/2000 per l’attivita’ svolta in occasione della manifestazione Palio in divisa”. in questo caso la certificazione va fatta? grazie

  67. Buongiorno, devo iniziare a lavorare come insegnante fitness presso una ASD per svolgere lezioni di aerobica. La palestra vuole farmi firmare un “contratto di prestazione d’opera” ai sensi dell’art. 2230 del Codice Civile.
    Domando: dovendo io svolgere un rapporto per prestazione sportiva dilettantistica va bene impostare il contratto in questo modo senza che vengano minimamente citati i riferimenti della “prestazione sportiva dilettantistica” (compreso per esempio il limite dei 10.000 euro per il 2018) ? Non vorrei che a fare cosi il pagamento mensile venisse decurtato della ritenuta di acconto del 20% (come se facessi un lavoro occasionale o tipo partita iva o come se fossi un collaboratore amministrativo) cosa che non succede con le altre palestre con cui ho un contratto “sportivo”.
    Ed è pure corretto scrivere che di ogni accadimento che succedesse nellle mie lezioni dovrei essere io il solo resposanbile sollevando la palestra da ogni responsabilità ?

  68. Dal 2018 la ASD deve farle un contratto di co.co.co. per regolare la prestazione. Altrimenti non sarà in regola. Chieda alla ASD stessa di questo cambio di normativa. Quello che le stanno proponendo è una via di uscita per evitare questo tipo di regolamentazione facendola passare per prestazione occasionale. La sua non è una prestazione occasionale, rischia molto se accetta l’incarico in questo modo.

  69. Le chiedo un cortese approfondimento in riferimento alla sua precedente indicazione:
    1) cosa rischierei io in concreto ?
    2) anche in caso di co.co.co. fatto a “regola d’arte” mi conferma quindi (se ho letto bene nel suo interessante articolo) che fino a 10.000 euro la prestazione sarebbe comunque esentasse ?

  70. Rischia che le notifichino di non aver aperto partita Iva per operare professionalmente. In caso di contratto co.co.co. il compenso è esente fino alla soglia perché segue la regola dei compensi agli sportivi dilettanti.

  71. Ho letto le indicazioni date negli ultimi commenti.
    Io lavoro con alcune ADS senza scopo di lucro: con queste ho fatto nel 2017 contratti per prestazioni sportive dilettantistiche ai sensi degli art. 67 lettera m) e art. 69 co. 2 del DPR 917/86 e smi aventi tutti scadenza nel corso del 2018.
    Mi chiedo ora: quando dovrò rinnovare i contratti cosa cambierà di concreto tra quelli fatti finora e quelli tipo co.co.co. introdotti dal 1° gennaio 2018. Cambiano solo i riferimenti normativi o cos’altro ? Lo chiedo perchè mentre per i “vecchi contratti sportivi” c’è pieno zeppo di facsimili da poter seguire, della “nuova” realtà co.co.co. non riesco a trovare nulla da poter esaminare in anteprima: potrei fare riferminento a dei vecchissimi contratti co.co.co. fatti una decina di anni fà aggiornandoli alla normativa vigente ?

  72. Sarà la ASD a farle firmare il nuovo contratto fatto secondo la nuova normativa, lei dovrà soltanto accettarlo e firmarlo. E’ un contratto simile a quello di lavoro dipendente.

  73. lavoro in una ASD una mia istruttrice ha un contratto a 20 ore come lavoro determinato. posso farle anche un contratto x prestazioni sportive x aumentarle le ore senza toccare il contratto a 20 ore?

  74. Salve, a mia figlia che pratica attività sportiva è stato rilasciata la cu con tipologia reddituale N nella sezione Redditi Diversi, ed il campo 6 è stato valorizzato con la cifra 7… Leggendo da più parti ho trovato che va indicato il numero 3 oppure 6 .
    Cosa significa questo codice? NB l’importo percepito nell’anno 2017 è stato inferiore a 7500 euro.
    Sono tenuto a riportare i dati nel modello 730 oppure vengono rilevati automaticamente dal momento che mia figlia è a carico mio?
    Per gli anni precedenti avevo letto che questi redditi non andavano indicati in dichiarazione.
    Ringrazio infinitamente.

  75. Buongiorno, nel corso del 2017 ho percepito da 3 associazioni sportive differenti compensi per attività diverse, due inquadrate nel regime della tipologia contrattuale da associazione sportiva dilettantistica per un ammontare complessivo di 7.465 e una da 1500 per rimborsi forfetari di spesa. Devo sommare le due differenti tipologie di contratto o la seconda non è comunque tassabile neppure in ritenuta d’acconto? Perché chiaramente se da sommare scatterebbe l’extra 7.500 in vigore per la dichiarazione dei redditi di competenza del 2017. Grazie per l’attenzione

  76. Bisonga vedere che tipo di rimborso ha ricevuto, e la CU che le è deve essere stata notificata. Senza queste info e senza visionare i documenti è impossibile fornire una risposta precisa.

  77. In effetti non ero stato molto chiaro. La somma di 1500 mi è stata erogata da ASD e la cifra risulta nella certificazione unica con causale n, codice 7 e tra le voci altre somme non soggette a ritenuta. Quindi mi chiedo se sia comunque da sommare nel conteggio o meno. Consideri che l’altra ASD per cui lavoro mi ha applicato sulla sua quota la ritenuta del 23% ma il compenso risulta con causale M. Insomma non ci sto capendo gran che’. Grazie

  78. mi hanno erogato compensi per attività sportiva dilettantistica per € 1.000,00 ma la federazione li ha assoggettati all’imposta. mi saranno accreditati con il mod. 730?

  79. Salve,
    ho fatto nel 2017 una prestazione sportiva presso un associazione di Yoga – volevo sapere se i compensi sono da calcolare con i tetto esente dei €. 7.500,00 oppure se la soglia dei 10.000,00

  80. Buongiorno,
    collaboro con una associazione sportiva dilettantistica.

    In merito ai compensi degli allenatori di pallavolo, non mi è chiaro se le associazioni sportive devono rilasciare un cedolino paga.
    Sembrerebbe che il Coni debba ancora esprimersi in merito.

    Avete notizie certe?

    Grazie
    Patrizia

  81. Salve Patrizia, dal 2018 le associazioni sportive, come trova indicato nell’articolo, devono fare cedolini paga, altrimenti ricevere fattura dagli allenatori che operano professionalmente.

  82. Buonasera, sono un’atleta che percepisce un compenso di 15’000. Ho anche una collaborazione in uno studio, che mi paga circa 900 euro. Nella mia futura dichiarazione dovrò indicare qualcosa? Entrambi gli studi pagano le ritenute all’origine”

  83. Salve Sono Saverio, sono un Professionista, che esercita in una S.S.D. A RESPONSABILITA’ limitata. con le mansioni di Itruttore, Tecnico, sia di Equitazione, che di Equitazioni per Disabili. Con Qualifiche ANIRE; CIP; UISP; PARELLI NATURAL HORSEMAN SHIP; ASI: Svolgo Questo impiego in una unica struttura, ed è questa attività, è la fonte unica per il mio sostentamento. Mi vogliono inquadrare come “Sportivo Dilettante” e pagarmi unicamente con rimborsi spese.
    Sapete dirmi se lo possono fare? io credo di no. ma vorrei una vostra risposta.
    Cordiali Saluti

    Saverio

  84. sono una segretaria in una scuola di danza asd mi occupo della raccolta delle iscrizioni il mio compenso non supera i 10.000,00 annui volevo sapere se la scuola mi deve fare un cedolino per i pagamenti o devo presentare io una parcella dove specifico che mi occupo occasionalmente della raccolta delle iscrizioni?

  85. E’ impossibile rispondere, bisogna vedere il contratto di lavoro. Se non ha un contratto dovrà operare come professionista esterno con partita Iva. Non ci sono alternative diverse da queste. Adesso le ASD possono o assumere oppure avere collaboratori a partita Iva.

  86. l’agenzia delle entrate mi dice che il mio compenso istruttore che era di 999 euro fa cumulo con un affitto che avevo percepito euro 2 mila, come è possibile? dovrei pagare una sanzione di 1200 euro ,nessuno mi ha mai detto del cumulo,sapevo che eravamo esenti

  87. Salve,
    sono un impiegato metalmeccanico con un reddito superiore ai 25mila€ annui.
    A breve svolgero’ una collaborazione per una società sportiva ASD con un reddito lordo annuo paro 2mila€.
    Faranno cumulo? Dovrò dichiararli nel 730?
    Vi ringrazio anticipatamente per l’attenzione.
    Saluti

  88. Immagino che faccia riferimento a compensi non percepiti con busta paga e non fatturati. In questo caso dovrebbe trattarsi di rimborsi spesa, quindi non di redditi a cui sottoporre contribuzione. Se vuole comunque può farsi volontariamente una pensione privata, oppure pensare a fare versamenti volontari all’INPS. Deve analizzare la sua situazione e valutare la convenienza.

  89. Buongiorno, lavoro da un anno con una ASD in cui svolgo lezioni di fitness (pilates, aerobica ecc.) con contratto per prestazione sportiva dilettantistica che però non è mai stato perfezionato per iscritto.
    Ora visto che ci sono state discussioni sulla gestione del lavoro vorrei interrompere il “rapporto” di lavoro: chiedevo se occorre da un preavviso e di quale durata. Preciso che nel corso del 2018 non mi sono mai state date ricevute mensili mentre nel 2017. I pagamenti avvengono ogni 10 del mese mediante bonifico bancario.
    Grazie anticipatamente per le indicazioni che vorrete darmi.

  90. Se non c’è un contratto scritto non c’è nessuna norma che debba rispettare, visto che non c’è un documento che tutela i suoi diritti. Non è il modo corretto di operare questo, quindi, non vi sono tutele.

  91. Buonasera,
    Invitando un Maestro di danza che risiede all’estero in paese UE, quale tipo di documento dobbiamo ricevere per giustificare il compenso ed essere in regola, una fattura se ha partita iva o compenso con codice fiscale se non ne fosse in Possesso?
    Inoltre Avendolo visto pubblicizzato è possibile e lecito che una Asd (scuola di danza) possa richiedere il 5/1000 come contributo ai propri associati oppure ai normali cittadini?

  92. Il Maestro di danza rilascerà fattura o ricevuta a seconda del regime fiscale che adotta nel suo Paese di residenza. L’associazione sportiva può chiedere un contributo ai suoi iscritti o a terzi per partecipare all’evento.

  93. Buongiorno,
    Grazie per la tempestiva risposta.
    Il mio secondo quesito era se Le Asd possono ricevere il 5/1000. Perché l’ho visto pubblicato su un sito di una scuola di danza con tanto di codice fiscale pubblicato..
    O se ci sono dei requisiti per richiederlo…
    Sempre nel settore coreutico. Grazie e buona giornata

  94. L’importo percepito come compenso occasionale da una asd (sotto i10.000 annuì) vanno inclusi come altri redditi se la moglie è a carico per calcolare se si ha diritto agli assegni familiari?
    Grazie ed auguri per un sereno Natale

  95. Salve Riccardo, la risposta è nell’articolo, fino a € 10.000 il reddito percepito da ASD non conta ai fini della verifica dei familiari a carico e degli assegni familiari.

  96. Salve, è possibile utilizzare il regime forfetario anche se io ricevo il compenso per l’attività che svolgo in una asd? Il compenso è inferiore a 10 mila euro. La ringrazio.

  97. salve, mia moglie (siamo sposati da giugno 2018) percepisce compensi sportivi da 2 società, la cui somma è sotto i 7500€.
    da ottobre 2017 ha intestato a se mutuo e l’abitazione di residenza (prima casa).
    vorrei chiedere se può effettuare denuncia dei redditi per il rimborso degli interessi passivi del mutuo, o se eventualmente possiamo fare una dichiarazione congiunta.
    grazie

  98. Salve sono il presidente di un’ASD. Corrispondo ad alcuni giocatori un rimborso spese di €500/1000€ annui. Come associazione abbiamo solo il codice fiscale. Io consegno ai giocatori una dichiarazione controfirmata dove inserisco la cifra. Essendo molto al di sotto del limite di 10000€ volevo sapere, io come associazione devo presentare dichiarazione o inserire le ricevute all’interno del mio REFA essendo il tutto una spesa per garantire la finalità istituzionale della mia associazione?

  99. Salve! Lavoro come istruttore in una ASD. Il mio lavoro è continuativo. Mi trovo molto bene in questa associazione e lavoro serenamente. Ma il Presidente giorni fa mi ha detto che non potrà più darmi compensi ma dovrà assumermi o dovrò prendere partiva iva. L’associazione economicamente non riuscirà mai a pagarmi i contributi e tanto meno pagare i contributi tramite fattura. Io ho bisogno di questo lavoro! L’Associazione non vuole mandarmi via ma non sa come gestire questa situazione. Io sto cercando di aiutarli a trovare soluzioni. Esistono soluzioni?
    Grazie
    Davide

  100. Salve, occasionalmente lavoro come istruttore presso una ssd e mi farebbero un contratto sportivo che non superi i 10.000 annui, però mi è capitata l’occasione di essere assunto come dipendente, ed è tutt’altro lavoro. Potrei comunque nel tempo libero che mi rimane lavorare come istruttore con contratto sportivo?
    Grazie
    Antonello

  101. Buongiorno, percepisco assegno di mantenimento di 500 euro mensili, per i quali non ho obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi. Se lavorassi per ASD con compenso di 10000 euro anni, dovrei pagare Irpef sui 6000 euro che adesso sono esenti?

  102. Buongiorno. Sulla ricevuta dei compensi percepiti come collaboratore sportivo dilettantistico, va applicata marca da 2 euro o è stata abolita con lalegge di bilancio 2019? Grazie

  103. Buongiorno,
    Sono un’ istruttrice fitness che collabora con una asd con contratto sportivo dilettantistico. Vorrei collaborare con un’altra palestra che mi richiede la pi. Posso aprire pi e contemporaneamente mantenere il contratto con la asd per lo stesso ruolo?Mi sono informata e non ci sono impedimenti di natura fiscale e i rispettivi contratti lo non vietano. Grazie

  104. Buongiorno, ho lavorato quasi 10 anni presso una ASD. Percepivo un reddito annuo tra 5.000 e 7.500 euro. Posso ora recuperare questi 10 anni ai fini previdenziali versando i contributi all’INPS? Grazie

  105. Buonasera
    io collaboro con una asd da diversi anni e percepisco un rimborso forfettario pari a 10.000 € all’anno.
    sono anche dipendente in un azienda
    vorrei sapere se il rimborso che prendo dall’asd va dichiarato sulla domanda per gli assegni famigliari e se tale compenso incide sulla domanda stessa.
    grazie

  106. Buongiorno dottore,
    settimana scorsa Le avevo posto un quesito ma non so perchè mi è stato cancellato. Glielo riscrivo magari ho fatto qualcosa che non dovevo. Nel 2019 devo dichiarare 4 C.U. per un valore di circa 20000 euro. Tra queste 4 certificazioni è comprese una C.U. di un’associazione sportiva per un imponibile di 2000 euro con Codice N al punto 1 e codice 7 al punto 6.
    Le volevo chiedere se non devo inserire quest’ultima C.U. nel 730 anche se il totale delle 4 certificazioni è di 20000.
    Grazie del suo tempo

  107. Buongiorno Dottore ho un contratto di collaborazione occasionale di tipo sportivo dilettantistico con una ASD, svolgendo attività di segreteria, contabilità e manutenzione. Desidero sapere se l’attività di manutenzione presuppone un’assicurazione obbligatoria presso l’Inail . Grazie

  108. Buongiorno dottore, mi scusi, io ho p.iva in regime forfetario e pago imposta sostitutiva 5% sul 78% del reddito + inps. Inoltre percepisco da un’asd un reddito inferiore ai 10k.
    Come già detto tale reddito inferiore ai 10k non è da tassare, anche se percepisco un altro reddito da lavoratore autonomo, corretto?

    Ringrazio

  109. Salve a tutti e
    grazie per il tempo che trovate per rispondere a tutti in modo gentile e professionale. Insegno Judo presso una Asd vengo pagato in percentuale al mensile pagato dagli studenti…percepisco tra i 5/600 euro al mese. Non ho altre entrate. Rientro nel limite dei 10000 euro? Cioe’ esente da tasse e dichiarazioni tasse anche sre questo e’ il mio unico lavoro? Grazie.
    G.

  110. Buongiorno, nell’anno 2019 ho superato i 10.000€ ma non me ne sono accordo e li ho superato di circa 2000€. Non ho fatto nemmeno 730 ovviamente. Come posso fare? Posso incappare in sanzioni? Grazie

  111. Salve, sono una insegnate di Yoga, riconosciuta da un Ente Nazionale di promozione Sportiva, ma insegno presso un centro sociale, struttura del terzo settore. Sto cercando di comprendere se i compensi ricevuti da quella associazione -che non è sportiva dilettantistica- possono comunque raggiungere il tetto dei 10.000 € senza tassazioni. Molte grazie

  112. Salve, con la riforma del ccnl per i collaboratori coordinati e continuativi delle società e associazioni sportive dilettantistiche sono stati stabiliti dei compensi minimi lordi. A tal proposito quando viene specificato che per una data figura professionale la retribuzione oraria lorda é di €7, tale cifra è da considerarsi quella che effettivamente verrá percepita dal lavoratore? In caso contrario quale diventa il reale compenso minimo? Grazie per l’attenzione.

  113. Buongiorno, con la riforma fiscale dello sport sembra che dal 2023 non esisterà più il rimborso forfettario. Ci saranno altri “contratti” simili?? Cordiali saluti

  114. Salve
    se lavoro con contratto di prestazione occasionale (che prevede di non superare i 5000 euro) presso una palestra e di collaborazione sportiva presso un’altra (che prevede di non superare i 10000 euro) si cumulano oppure sono due contratti diversi e per tanto entrambi senza trattenute? Grazie

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