Come creare una start up? Se hai deciso di inseguire il tuo sogno e trasformare la tua idea in un progetto di business e hai intenzione di creare una start up vediamo insieme come farlo e di cosa si tratta. Esistono diverse definizioni per startup e il suo significato cambia in relazione al contesto in cui è utilizzato. Una startup può essere creata con l’idea di sviluppare un prodotto innovativo. Pertanto, il punto di partenza per costituire una start up è sicuramente l’idea al fine di creare un modello di business ripetibile e scalabile. L’idea deve essere innovativa ma deve avere anche le caratteristiche della durabilità (sia valida nel tempo) e della sostenibilità. Creare una startup non è semplice, in primo luogo per sviluppare un’idea innovativa.

Inoltre, occorre rispettare anche alcuni requisiti specifici. In primo luogo, è necessario che sia rispettato l’oggetto sociale, cioè svolgere attività di tipo innovativo a carattere tecnologico. Il legislatore ha cercato di incentivare le start up, anche mediante agevolazioni, soprattutto al fine di sviluppare un settore non particolarmente rodato in Italia, oltre che ad incentivare l’occupazione dei giovani.

Scopriamo insieme cosa c’è da sapere.

Cos’è una start up?

Le start-up innovative sono  imprese ad alto contenuto tecnologico che ricevono specifica tutela dal D.L. 179/2012, che ne ha individuato le linee generali ed i requisiti. Già dal nome si può intuire quanto il Governo abbia deciso di investire sulla crescita innovativa e tecnologica del Paese. In questa normativa, si rinviene, infatti, un’intera sezione dedicata proprio alle start-up innovative.

Ad oggi, dopo solo alcuni anni, il mercato delle start up ha assunto importanti dimensioni. In Italia le startup sono circa 5.800 e impiegano circa 35 mila persone tra soci e dipendenti, a testimonianza del successo della figura, grazie alla flessibilità dello schema costitutivo. Sicuramente, le start up costituiscono una tipologia di impresa maggiormente capace di far fronte alle richieste dell’economia nazionale e sovranazionale.

Creare una start up, infatti, è sicuramente un’ottima scelta, soprattutto per quel che attiene agli investimenti e le agevolazioni per avviare la tua attività.

In particolare, per incentivare lo sviluppo di questo tipo di società il legislatore ha previsto una serie di agevolazioni fiscali e amministrative. Si tratta delle seguenti:

  • Articolo 27 del D.L. n. 179/2012. Prevede alcune agevolazioni fiscali per quanto riguarda gli strumenti finanziari attribuiti ad amministratori, dipendenti e collaboratori coordinati e continuativi delle start up innovative;
  • Articolo 27-bis del D.L. n. 179/2012. Dispone invece la concessione di un contributo sotto forma di credito di imposta per le assunzioni di lavoratori dipendenti nelle start up innovative;
  • Infine, l’articolo 29 del D.L. n. 179/2012. Prevede un incentivo fiscale per gli investimenti effettuati in favore delle start up innovative.

Costituire una start up

Le start-up innovative sono delle società di capitali, costituite anche in forma cooperativa, che hanno residenza in Italia o in un Paese europeo, ma comunque con una sede produttiva in Italia. Benché di piccole dimensioni, quindi, non sono società di persone. La principale differenza è che nelle società di capitali l’elemento patrimoniale prevale rispetto a quello personale, a differenza delle società di persone. Il socio, nelle società di capitali pesa per la quota di capitale sottoscritta e non per le sue doti personali, come invece accade nelle società di persone.

Le società di capitali hanno il vantaggio di separare nettamente il socio dalla società, la quale è dotata di personalità giuridica, ed i creditori non possono rivalersi sul patrimonio personale del socio. Le società di persone, a differenza di quelle di capitali, sono dotate di capacità giuridica ma non non hanno “persona giuridica”.

Per essere costituite, le start up devono possedere determinati requisiti. Sono, in genere, imprese giovani, che si affacciano al modo dell’imprenditoria. Queste sono prevalentemente orientate alla fondazione di attività economiche e commerciali legate al mondo di internet, dell’artigianato e manifattura, dell’industria, del sociale.

Requisiti da possedere

Le start up possono essere costituite solo laddove siano individuabili specifici requisiti. In primo luogo, rileva sicuramente l’oggetto sociale, il quale deve essere prevalentemente od esclusivamente volto allo sviluppo, produzione o commercializzazione di prodotti innovativi, a contenuto tecnologico.

Essa, inoltre, è generalmente costituita da giovani. L’età, sebbene non sia un requisito determinate, è sicuramente influente, ciò in quanto è possibile, in base ad essa, accedere ad una serie di incentivi.

Inoltre, sono poi previsti una serie requisiti affinché una società possa definirsi una start-up innovativa sono:

Deve essere costituita e svolgere attività d’impresa da non più di 60 mesi;
Dal secondo anno di attività, il valore totale della produzione annua non deve essere superiore a 5 milioni di euro;
deve avere come oggetto sociale prevalente progetti innovativi e ad alto valore tecnologico;
deve essere costituita come società di capitali;
non deve distribuire, o aver distribuito, utili;
non è stata costituita da fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda.

Le fasi dello sviluppo di una start up

Creare una start up, implica una serie di operazioni, tuttavia piuttosto semplici. Nell’ottica del legislatore, infatti, si intende facilitare la costituzione di predette imprese per favorire sia il commercio e che l’occupazione giovanile.

Sicuramente, uno dei momenti principali per la creazione di una start up, è quella di trovare l’idea. Infatti, rimane il punto da cui partire, sebbene, invero l’idea iniziale non è che una delle tante ipotesi da testare nella continua ricerca di un modello di business ripetibile e scalabile. Quindi, anche una volta che sia stata individuata l’idea di partenza, potrai successivamente scegliere di modificare la tua attività di impresa ed adeguarla alle esigenze che progressivamente avverti, o alle richieste di mercato.

Tuttavia, la tua idea, affinché sia vincente, deve essere innovativa e presentare alcune caratteristiche, come la durabilità (sia valida nel tempo) e sostenibilità (sia fattibile).   

Se invece non avete ancora un’idea, esistono davvero molteplici approcci che vi possono portare a svilupparne una. In particolare, è opportuno partire dalla considerazione che un’idea, affinché possa trasformarsi in un business, deve essere in grado di risolvere un problema comune, che si crei convenienza, scoperta o soddisfi un bisogno. 

Step burocratici

Trattandosi, però di un’impresa, ovviamente, dovrai seguire una serie di step burocratici per aprire la tua attività. In particolare:

  • devi essere in possesso di tutte le caratteristiche richieste per poter accedere a questa particolare forma societaria.
  • successivamente devi costituire la società di capitali vera e propria;
  • dopo la costituzione, devi dichiarare l’inizio dell’attività e, infine, richiedere l’iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese tramite l’apposita domanda.

L’apertura della società può avvenire sia in modo tradizionale, quindi avvalendosi della figura del notaio, oppure con un atto costitutivo tipizzato e sottoscritto con firma digitale.

Dato che si parla di start-up innovative, è superfluo sottolineare che tutta la procedura può essere svolta in via telematica. L’iscrizione è funzionale anche a ricevere i benefici e le agevolazioni. Essa quindi è tenuta registrarsi nelle sezione speciale del Registro delle Imprese. Si tratta di una sezione creata ad hoc presso la Camera di Commercio. L’iscrizione avviene trasmettendo in via telematica una dichiarazione di autocertificazione di possesso dei requisiti descritti.

La start up innovativa, già dal momento della sua iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese, è esonerata dal pagamento dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria dovuti per gli adempimenti relativi alle iscrizioni nel Registro delle imprese. Tuttavia, non è previsto alcun esonero dal pagamento del diritto annuale.

Finanziamenti alle start up

Dal punto di vista dei finanziamenti, le start up possono essere finanziate mediante “tecniche” alternative di finanziamento, particolarmente interessanti.

Uno degli strumenti più utilizzati di finanziamento alle start up innovative è il crowdfunding, nato proprio con il proposito di finanziare questi tipologie di imprese. Con il termine crowfunding si intende un meccanismo che fa ricorso alla rete web e a siti internet per la raccolta di fondi.

È uno strumento accessibile alle start-up, PMI o microimprese, le quali possono raccogliere capitali sotto forma di prestiti (o crediti). Il termine “crowdfunding” deriva dalla congiunzione di più termini, e letteralmente significa il “finanziamento della folla” dall’inglese “crowd” che appunto significa folla e ‘funding’ ossia finanziamento.

Un’altra tipologia di investitori sono i business angel. In tal senso, si fa riferimento ad una categoria di investitori, i quali operano con particolare riferimento all’attività svolta dalle start up innovative o le PMI innovative.

Il Business Angel o Angel Investor è un investitore informale che sceglie di rischiare il proprio capitale per supportare le nuove imprese. Non si tratta solo di aiuti economici, ma anche le competenze, i contatti e l’esperienza di questa persona possono diventare delle risorse molto importanti per lo sviluppo e la crescita della giovane impresa.

Facciamo un breve richiamo anche alle venture capital. Con ciò  si intendono forme di investimento di medio/lungo periodo. L’investitore decide di puntare su società definite “high grow companies”, ossia ad alto potenziale di crescita e sviluppo, nel momento in cui esse sono però ancora agli esordi. Proprio per tale ragione che sono uno strumento ottimale per sovvenzionare le start up innovative.

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Avvocato "Laureatasi in Giurisprudenza con la votazione di 110 e Lode presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II" e con approfondita conoscenza delle materie del Diritto Civile e del Diritto Amministrativo. Ha brillantemente concluso la pratica forense in diritto civile e il tirocinio ex art. 73 d.l. 69/2013 presso la Procura della Repubblica di Napoli Nord".

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