Vendita di ebook: guida alla disciplina fiscale

21
2837

Qual’è la disciplina fiscale legata alla vendita  di ebook sul proprio sito web? Se sei l’autore di un ebook e vuoi guadagnare dalla vendita, è meglio venderlo in proprio sul sito o affidarsi a piattaforme di vendita di terzi?

Vuoi sapere qual’è la migliore disciplina fiscale per vendere il tuo Ebook?  Vuoi sapere se per te è più conveniente vendere in modo diretto o indiretto il tuo Ebook? Scopri come effettuare la vendita di ebook online.

Se stai leggendo questo articolo probabilmente sei un autore indipendente che ha deciso di scrivere il un libro. Probabilmente adesso sei sei alle prese con le modalità che riguardano la gestione della pubblicazione del libro.

Una volta creato il libro, sotto forma di edizione digitale (ebook), l’autore spesso si chiede quale sia la migliore modalità con la quale effettuare la vendita di ebook al pubblico.

Oltre alla mera decisione da un punto di vista economico, è più conveniente una cessione diretta, o una cessione tramite portali che si occupano di vendita di ebook, deve essere presa in considerazione anche la disciplina fiscale.

Disciplina che, come ti mostrerò, sottende a due diverse modalità di vendita (diretta e indiretta) dell’ebook.

In questo contributo andrò ad analizzare queste due diverse modalità di vendita da un punto di vista fiscale. L’obiettivo è di mettere in chiaro gli adempimenti fiscali che sottendono a ciascuna delle due modalità di vendita.

Cominciamo!


Vendita di ebook: cessione diretta sul sito

La modalità di vendita dell’ebook direttamente sul tuo sito è la modalità diretta di vendita e ti consente di avere il totale controllo sulla vendita.

Per effettuare questa modalità dovrai creare un tuo sito web personale, acquistando lo spazio su un hosting professionale, e acquistando il dominio del tuo sito web.

Una volta creato il sito dovrai essere in grado di creare una landing page dedicata al libro che vuoi pubblicizzare per invogliare i tuoi visitatori a diventare clienti ed acquistare il tuo libro.

Non si tratta di una cosa di poco conto!

Tieni presente quanti siti web possono esserci sull’argomento su cui hai basato il tuo Ebook. Non dimenticare che le persone prima di acquistare qualcosa online voglio avere rassicurazioni sul fatto che l’autore sia un esperto, per quel determinato settore.

Il principale “problema” della vendita diretta di ebook in maniera diretta riguarda gli aspetti commerciali e di marketing.

Se non sei in grado di portare quantità ingenti di traffico sulla tua pagina web, allora le probabilità di vendere l’ebook in maniera diretta saranno assai ridotte.

Personal branding

Per prima cosa, quindi, dovrai assicurarti di essere in grado di portare traffico sul sito.

Traffico che deve arrivare attraverso attività di personal branding, in una logica di inbound marketing.

Soltanto dopo un attività di personal branding si può pensare alle strategie di marketing che ti permetteranno di trasformare i visitatori in clienti.

Tutto questo avviene con il tempo. Quindi, se non hai tempo a disposizione, da dedicare ad attività di marketing e di personal branding, ecco che la vendita diretta di Ebook può non essere la scelta migliore.

La vendita diretta dell’Ebook è la scelta migliore nel caso in cui l’autore sia già il proprietario di un sito web nel quale sponsorizza la propria attività, la propria persona e le proprie competenze professionali.

Il lettore, in questo caso, incuriosito dalle capacità professionali dell’autore potrà essere invogliato ad acquistare l’ebook direttamente sul sito.

Vendita ebook sul sito: disciplina fiscale

Da un punto di vista fiscale la vendita diretta di un ebook al pubblico rientra nella disciplina del commercio elettronico diretto (e-commerce diretto).

Questo secondo quanto previsto dall’articolo 7 del Regolamento n.  282/2011. Regolamento secondo il quale rientrano nella disciplina dell’e-commerce diretto:

i servizi forniti attraverso Internet o una rete elettronica la cui natura rende la prestazione essenzialmente automatizzata, corredata di un intervento umano minimo e impossibile da garantire in assenza della tecnologia dell’informazione

Sulla base di questa definizione la vendita di Ebook sul sito web è considerata alla pari di una prestazione di servizi rientrante nella disciplina in commento.

Questo significa che effettuare direttamente la vendita dell’Ebook sul proprio sito rende il proprietario del sito un soggetto che esercita professionalmente un’attività commerciale.

Apertura della partita IVA

Questo significa che effettuare la vendita dell’ebook in modo diretto espone l’autore all’esercizio di un’attività commerciale.

Attività che deve essere obbligatoriamente effettuata attraverso l’apertura della partita IVA, l’iscrizione in Camera di Commercio, l’iscrizione alla Gestione commercianti dell’Inps.

Inoltre è necessaria la presentazione della Comunicazione di inizio attività nel proprio Comune di residenza (SCIA).

E’ opportuno sottolineare che le transazioni relative al commercio elettronico diretto non godono dell’esonero dall’obbligo di emissione della fattura. Questo è quanto previsto dall’articolo 22 del DPR n. 633/72.

In pratica per ogni copia vendita dell’ebook dovrete rilasciare fattura al cliente. Per questo è necessario ottenere dal cliente tutte le informazioni utili per poter rilasciare fattura.

Per approfondire questi aspetti: E-shop: come aprire un negozio online

No attività occasionale

Se pensi che questa attività possa essere gestita esclusivamente attraverso il rilascio di una ricevuta per vendita occasionale, ti stai sbagliando.

Su internet su questo aspetto ci sono molte informazioni errate.

Informazioni dettate forse, dal voler rendere la vita semplice a chi si avvia verso questa attività.

Non voglio illuderti, la vendita occasionale è corretta quando il venditore non pone in essere nessuna attività per la cessione. Infatti, la stessa avviene occasionalmente, per puro caso.

Quando si apre un sito web e si crea un’apposita pagina per la vendita di un Ebook appare logico che lo scopo di tutto questo è arrivare alla vendita dell’ebook.

Per questo la cessione di ebook è un’attività commerciale a tutti gli effetti, da esercitare esclusivamente con partita Iva.

A nulla conta il fatto che il soggetto che ha messo in vendita l’ebook venda soltanto una o due copie del libro al mese. Non è il volume di vendita che determina la possibilità di aprire partita IVA.

Come avrete capito avviare questo tipo di attività, legata alla vendita di ebook, in proprio, comporta l’effettuazione di adempimenti fiscali, identici a quelli di chi vuole avviare un’attività commerciale tradizionale.

Per questo è necessario cercare di valutare in anticipo quali possono essere i volumi di vendita previsti, per verificare la sostenibilità economica e finanziaria di questa attività, prima dell’apertura della stessa.

In alternativa è sempre possibile sfruttare l’opportunità della cessione indiretta dell’ebook, come andremo ad analizzare di seguito.


Vendita di ebook: cessione indiretta

La modalità ad oggi più utilizzata per la vendita di ebook è la cessione indiretta. Questa modalità di vendita è prescelta dagli autori che vogliono dedicarsi totalmente alla scrittura, lasciando a terzi gli aspetti economici e di marketing.

Attraverso la cessione indiretta l’autore cede a terzi il diritto di sfruttamento economico dell’opera.

L’autore di un opera, infatti, ha facoltà di cedere ad altri il diritto di sfruttare economicamente quell’opera cedendola a clienti finali. Questa modalità di vendita presuppone la corresponsione di una percentuale su ogni vendita all’autore dell’opera.

I vantaggi della cessione indiretta del libro derivano dalla possibilità di non dover aprire partita IVA.

Questo in quanto la disciplina legata alla cessione del diritto di autore non richiede necessariamente una partita IVA e la possibilità di non doversi dedicare direttamente ad improntare tecniche di marketing legate alla pubblicizzazione del libro in formato elettronico.

In questo caso l’autore del libro è chiamato a firmare un contratto legato alla cessione dei diritti di sfruttamento dell’ebook al portale online che si occuperà della vendita.

In questo modo l’autore riceverà un compenso (sotto forma di royalty) in percentuale su ogni vendita ottenuta.

Vendita ebook indiretta: disciplina fiscale

L’autore di un ebook è titolare del diritto d’autore sull’opera dal momento stesso della sua creazione. Naturalmente per poterlo dimostrare a terzi, sarebbe necessaria l’iscrizione dell’opera alla SIAE.

Lo sfruttamento del diritto d’autore non è soggetto all’applicazione dell’IVA, quindi non è assolutamente necessario aprire la partita IVA per diventare autore, pubblicare e distribuire la propria opera.

La partecipazione alla vita sociale dell’autore si realizza attraverso l’esplicazione delle attività di creazione e divulgazione dell’opera, senza che possa esercitarsi un controllo di merito sul contenuto di questa, in rispetto alla libertà di espressione (art. 21) e della libertà dell’arte e della scienza (art. 33). Sotto l’aspetto patrimoniale il diritto d’autore trova il suo fondamento giustificativo nella tutela del lavoro “in tutte le sue forme e applicazioni” (art. 35 comma 1). L’inclusione della disciplina dei diritti d’autore nel libro del lavoro del Codice Civile conferma questo assunto, in quanto la creazione dell’opera d’ingegno è considerata dalla legge come particolare espressione del lavoro intellettuale.

La vendita di ebook in maniera indiretta, attraverso la cessione del diritto di autore è disciplinata dalla Legge n. 633/1941.

Normativa che stabilisce che l’autore di un’opera dell’ingegno ha il diritto esclusivo di utilizzarla economicamente in ogni forma e modo. Secondo quanto stabilito ai sensi dell’articolo 12 della Legge n. 633/1941.

Il titolo originario del’acquisto del diritto di autore è costituito dalla creazione dell’opera quale particolare espressione del lavoro intellettuale.

Tale diritto si scinde in tre parti:

  • Diritto di pubblicizzare l’opera;
  • Diritto di utilizzare economicamente l’opera;
  • Infine, diritto di rivendicare la paternità dell’opera.

Il diritto di pubblicizzare l’opera e il diritto di utilizzarla economicamente sono diritti patrimoniali, e come tali possono essere oggetto di cessione. Mentre il diritto di paternità dell’opera ha carattere personale è non può mai essere oggetto di cessione.

Compensi per diritti di autore

I compensi percepiti dall’autore dell’opera (sia essa legata alle scienze, alla letteratura, alla musica, arti figurative, architettura, teatro, cinematografia, ecc), a titolo di corrispettivo per la cessione o la concessione in uso di un’opera dell’ingegno tutelata dalle norme sul diritto d’autore, se non sono conseguiti nell’esercizio d’impresa commerciale, ai fini delle imposte sui redditi, sono classificati come redditi di lavoro autonomo (articolo 53, comma 2, lettera b) del DPR n. 917/86).

Quindi, l’autore di un ebook ha facoltà di fare gestire a terzi (solitamente editori o portali web dedicati), la vendita di ebook che ha scritto, percependo un reddito che è classificato fiscalmente come reddito derivante da lavoro autonomo.

Per gestire tale compenso da un punto di vista fiscale, è necessario rilasciare una ricevuta per sfruttamento di diritti di autore nei confronti del portale o dell’editore che si occupa della gestione dei diritti commerciali dell’opera.

Su tali proventi derivanti dalla cessione del diritto di autore, all’autore spettano deduzioni forfettarie nella seguente misura:

  • Del 25% dei proventi stessi se il beneficiario ha un’età pari o superiore ai 35 anni, alla data di percezione dei redditi dichiarati;
  • Del 40% dei proventi stessi se il beneficiario ha un’età inferiore ai 35 anni.

Su tali redditi, al netto delle deduzioni sopra indicate, se l’editore o il portale web sono soggetti fiscalmente residenti in Italia, deve essere applicata da questi una ritenuta d’acconto del 20%.

I soggetti tenuti ad operare la ritenuta d’acconto sono gli enti e le società indicate nell’articolo 73, comma 1, del DPR n 917/86, le società e le associazioni indicate nell’articolo 5 del DPR n 917/86 e le persone fisiche che esercitano imprese agricole o imprese commerciali ai sensi dell’articolo 55 del DPR n. 917/86, le persone fisiche che esercitano arti e professioni.

Editori non residenti

Nel caso in cui, invece, i compensi derivanti dalla cessione del diritto di autore siano corrisposti da parte di soggetti (editori o portali web) non residenti fiscalmente in Italia, la ritenuta d’acconto non sarà applicata. Quindi il compenso confluirà per intero in dichiarazione dei redditi, ove sarà totalmente imponibile ai fini IRPEF.

L’autore che abbia percepito, nel corso del periodo d’imposta, dei compensi per la cessione o concessione in uso di un’opera dell’ingegno tutelata dalle norme sul diritto d’autore è obbligato (in ogni caso) a dichiarare tali compensi nella sezione III del Quadro RL del modello Redditi Persone Fisiche, al rigo RL25 (mentre, l’importo della deduzione spettante deve essere indicato al rigo RL29).

Questo vale sia nel caso in cui il compenso derivi da parte di editore o portale web fiscalmente residente in Italia, sia nel caso in cui lo stesso sia residente fiscalmente all’estero.

Per approfondire: Redditi da diritto d’autore: disciplina fiscale


Vendere libri su portali online e apertura della Partita IVA

La disciplina legata alla vendita indiretta dell’ebook legata al diritto di autore non può essere applicata indistintamente. Presupposto indispensabile per applicare questo regime fiscale di favore è l’esistenza di un contratto siglato tra le parti che disciplina lo sfruttamento economico del diritto di autore.

Nella realtà quotidiana non è molto frequente riscontrare contratti legati allo sfruttamento economico del diritto di autore. Online ci sono moltissimi portali che si occupano di vendita di ebook di autori diversi (basti pensare ad Amazon, Ibs, Apple, bookrepubblic, e molti altri).

Dalle analisi che abbiamo fatto, su questi portali l’autore dell’ebook non riceve un contratto legato allo sfruttamento del diritto di autore. Bensì, in questi casi il contratto che viene fornito è un semplice contratto legato alla distribuzione dell’opera.

La differenza tra questo tipo di contratto (contratto di distribuzione) e quello di sfruttamento economico del diritto d’autore è che con un contratto di distribuzione non si concede a terzi alcun diritto di sfruttare l’opera. In questi casi i portali fungono soltanto da mezzo per la distribuzione dell’opera.

Quando siamo di fronte ad un contratto di distribuzione non può rendersi applicabile la normativa sullo sfruttamento economico del diritto di autore. Questo significa, che l’attività che stiamo svolgendo è un’attività commerciale. Per questo motivo si rende obbligatoria l’apertura di una partita IVA e di tutti gli adempimenti fiscali sopra elencati per la vendita diretta.

Ti invito a prestare la massima attenzione quando stai valutando di distribuire il tuo ebook tramite portali online. Devi valutare sempre nel modo corretto il contratto che stai siglando perché in base ad esso dipenderà la disciplina fiscale che sei tenuto ad applicare.


Vendita di Ebook: conclusioni e consulenza

La vendita di ebook è un’attività in continua ascesa. Tantissimi autori, infatti, si apprestano a pubblicare le proprie opere online, sfruttando tantissimi portali. L’errore che troppo spesso si commette è quello di credere che ogni tipo di contratto possa rientrare nella disciplina fiscale di favore legata allo sfruttamento del diritto di autore.

Purtroppo non è così. I portali online fanno firmare contratti di distribuzione dell’opera. Soltanto le case editrici, solitamente, propongono contratti legati ad diritto di autore.

Ogni anno mi trovo a fornire consulenza a tantissimi autori che non hanno applicato nel modo corretto la disciplina fiscale legata alle distribuzioni di opere che hanno effettuato sui portali.

L’attenzione, come autore, che devi prestare a questo tipo di situazioni è massima, anche perché le sanzioni amministrative in caso di errore sono importanti.

Se vuoi avere maggiori informazioni sulle modalità di vendita di ebook, contattami!

Di seguito puoi trovare il link al servizio di consulenza fiscale online dedicato.

Sarò lieto di offrirti la mia consulenza. Sarai ricontattato nel più breve tempo e potrai interagire con un professionista preparato.

In alternativa, se vuoi condividere la tua esperienza sull’argomento lasciaci un commento. Potrà essere utile per approfondire l’argomento e per condividere le esperienze tra i tantissimi autori che ci leggono.

21 COMMENTI

  1. Buongiorno ci sono cambiamenti a riguardo dal 2016? Sto realizzando ebook per bambini di cui sono al 100% l’autrice. L’intento è venderli nel mio sito: come posso tutelare le mie vendite dal punto di vista fiscale? Inoltre non prevedo volumi alti di vendita e vorrei valutare anche di aprire un’associazione. Cosa mi consigli?
    Grazie mille. Sarah.

  2. Salve Sarah, se vendi direttamente, sotto qualsiasi forma, anche l’associazione devi operare con partita Iva, in quanto effettui attività commerciale. A mio avviso valuterei ipotesi diverse. Se vuole ne parliamo in privato in consulenza.

  3. se vendo un ebook diciamo su amazon o altro portale come pago le tasse ,con la ritenuta di acconto, con il 730 o con il modello unico ? se faccio scaricare gratis dal mio blog un estratto del mio ebook per farmi pubblicita’ devo pagare qualche cosa anche se non guadagno niente ?

  4. Se vuole fissiamo una consulenza in cui posso rispondere a tutte le sue domande indicandole come operare al meglio in base alla sua situazione personale. Nel caso mi faccia sapere che le scrivo in privato.

  5. Salve, volevo sapere se gli ebook veduti tramite Amazon concorrono al cumulo dei 5000 euro imposto dalla legge quando si incassa con ritenuta d’acconto. Loro scrivono sul sito: Se non sei un editore statunitense, le royalty per Amazon.com (US) sono soggette a ritenuta fiscale in base al Paese in cui paghi le tasse. Per il mercato Amazon.com.br (BR) sei soggetto a ritenuta solo se dichiari imposte in determinati Paesi. Grazie

  6. Questo tipo di attività non si gestisce tramite ritenuta di acconto. Quindi la domanda non è corretta, si tratta di cessione di diritto di autore, che ha una normativa diversa, come indicato nell’articolo. Se vuole ne parliamo in dettaglio in consulenza.

  7. Grazie per la risposta. Quindi dichiarando le vendite effettuate tramite Amazon alla voce altri redditi nel modello fiscale non devo scorporarle dalle 5000 euro che lo stato impone riguardo la ritenuta di acconto? È corretto? Grazie

  8. La gestione delle royalties non ha niente a che vedere con la soglia che ha citato, che fiscalmente comunque non esiste. Se vuole sono a disposizione per analizzare la sua situazione.

  9. se pubblico su amazon un opera di pubblico dominio con note aggiunte da me e quindi aggiugendo contenuti originali, e se lo faccio per diverse opere di pubblico dominio semre e solo tramite amazon, devo considerarla un’attività commerciale oppure è sempre opera intellettuale come chiunque pubblica i propri scritti su amazon? e se ne pubblico diversi perdo l’occasionalità e devo adempiere alla burocrazia delle imprese? tipo diventare casa editrice? Io vedo che ci sono tantissimi utenti su amazon che pubblicano diverse opere e non solo una, non credo che venga considerato il loro lavoro continuativo e quindi siano tutti impresa o case editrici o con partite iva… giusto? anche perchè i guadagni percepiti sono bassi (non credo si arrivi a 4000 euro l’anno se non forse in rari casi), sopratutto poi se si parla di pubblico dominio. grazie.
    p.s. per precisazione, parlo anche di versione cartacea non solo ebook e del programma kdp di amazon quindi di self publishing.
    mi piacerebbe una sua cordiale risposta per chiarirmi le idee. grazie mille.

  10. Salve Alberto, se si pubblicano opere di cui si ha la paternità si deve utilizzare la disciplina relativa al diritto di autore. Può trovare un mio articolo specifico sull’argomento sul sito, e non c’è bisogno di operare con partita IVA, se non si svolgono altre attività (professionali o commerciali). Non ci sono limiti al numero di opere proposte, a patto che siano di propria realizzazione. Se, invece, si pubblicano opere di terzi, si diventa casa editrice. Per maggiori info se vuole mi contatti per una consulenza personalizzata.

  11. si diventa casa editrice anche se si pubblicano opere di pubblico dominio perchè l’autore è deceduto da oltre 70 anni e se si aggiungono, nella composizione del nuovo libro, contenuti propri come recensioni prefazioni ecc?
    Amazon fa intendere che possono essere pubblicati e modificati da chiunque i testi di pubblico dominio (passati 70 anni ecc ecc).
    quindi? che fare?

  12. Un testo di pubblico dominio non è un testo per il quale si può vantare diritto di autore, quindi pubblicando questi testi si è considerati casa editrice. Amazon afferma correttamente che tutti possono pubblicare questi testi, ma da un punto di vista fiscale se si trae reddito da queste pubblicazioni trattasi di reddito di impresa.

  13. Articolo estremamente chiaro e completo.

    Quindi, da quello che si deduce, NON c’è nemmeno alcuna differenza tra chi fa pubblicazioni “professionali” (come parte integrante della propria attività) e chi solo per “passione”.

    Insomma, per fare un esempio chiarificatore, che credo soddisfi il 99% dei casi di chi legge questo articolo:

    Se lei, Dott. Migliorini, pubblicasse su Amazon KDP un libro di poesie (che quindi non rientra in quella che è la sua attività professionale) dovrà comunque iscriversi a Camera di Commercio, presentare SCIA, iscriversi a Gestione Commercianti INPS.

    Stesso discorso anche per chi non ha P.IVA. Esempio: l’impiegata di banca che pubblica una volta all’anno un ebook di ricette (o un romanzo rosa) su Amazon KDP dovrà aprire P.IVA, fare SCIA, iscrizione CC, gestione commercianti INPS.

    GIUSTO???

    A questo punto forse è meglio tenersi le proprie opere nel cassetto (in tutti i sensi) o piuttosto distribuirle gratuitamente dal proprio blog.

    Ringrazio per l’attenzione e rinnovo i miei complimenti.

  14. Salve Samuele, grazie per i complimenti. Quello che afferma è corretto perché in questi casi non si sta cedendo a terzi lo sfruttamento economico del diritto di autore, ma si sta effettuando attività di vendita, quindi attività commerciale, per il tramite di un portale che offre solo la distribuzione dell’oggetto venduto. In questi casi se l’autore vende direttamente svolge attività commerciale. Cosa diversa sarebbe, cedere a terzi lo sfruttamento economico della propria opera. Tuttavia, se non si trovano case editrici disposte a pubblicare per conto dell’autore è molto difficile stipulare questo tipo di contratti.

  15. Grazie per la precisazione, Dottore.
    Direi che (purtroppo) le sue parole confermano l’idea che mi ero fatto, nonostante molti (anche suoi colleghi) continuino a parlare di proventi da diritto d’autore in relazione al sistema KDP Amazon.

    Il dubbio che ancora conservavo era riguardo l’utilizzo “professionale” o “amatoriale” del self-publishing.
    Un avvocato fiscalista, che ho recentemente contattato (e che è totalmente in accordo con la sua tesi), mi ha tuttavia precisato che se non si ha un’organizzazione di impresa allora non ci sono a suo giudizio i termini per dover inquadrare l’attività come tale. In altre parole, secondo lui, se non si fanno ad esempio quelle azioni di marketing che farebbe un vero e proprio editore, allora non c’è un’organizzazione d’impresa e quindi non si ha l’obbligo di istituire un’attività commmerciale (SCIA, ecc.), proprio come accade nel caso di uno scrittore amatoriale che scrive nel tempo libero e pubblica su Amazon KDP più per ego personale che non per fare soldi.

    Da estraneo alla materia giurido-fiscale, questa interpretazione mi sembra comunque generica, dato che non credo vi siano criteri specifici per poter definire un’organizzazione d’impresa in modo chiaro, specie in questo settore.
    Tuttavia, domanda a cui poi lui non mi ha dato risposta, mi chiedo come uno scrittore amatoriale dovrebbe allora in tale scenario dichiarare i proventi di KDP, visto che NON costituiscono reddito da diritto d’autore, e visto che NON avrebbe in essere un’attività di vendita riconosciuta (SCIA, P.IVA, ecc.).

    Ad ogni modo, concludendo, ritengo che a questo punto sarebbe necessario rivalutare l’immagine che spesso si dà a servizi come Amazon KDP, celebrati come una manna per l'”artista di strada”, ma di fatto, dopo un’attenta analisi come la sua, comunque limitanti dal punto di vista fiscale.

    Ancora grazie per il suo prezioso articolo.

  16. Salve Samuele, è astrattamente corretto quanto afferma l’avvocato sull’attività imprenditoriale, ma purtroppo l’Agenzia delle Entrate non bada al teorico, ma al pratico e questo tipo di attività di vendita per lei è da inquadrare come attività commerciale. Per quanto riguarda Amazon occorre fare molta attenzione perché online ci sono molte informazioni non corrette, e moltissimi scrittori stanno erroneamente trattando i compensi percepiti tramite Amazon come diritto di autore, ma in realtà non è così (il tutto a loro inconsapevole rischio).

  17. Già… credo che il 99% degli italiani che fanno self-publishing su Amazon KDP sbagliano!!!

    Onestamente credo che per un autore amatoriale non vi siano quindi grandi possibilità, se non lasciar perdere.

    La quasi totalità ha già un lavoro da dipendente o da autonomo (come nel mio caso) e il vero scoglio (insormontabile) è la quota annuale dell’INPS Gestione Commercianti che supera certamente gli introiti Amazon KDP che un autore medio percepisce (spesso dell’ordine delle decine di euro o anche meno). Perciò non ha alcun senso nemmeno provarci, specie per chi, come me, lo farebbe più per una questione di ego personale, ovvero per vedere il proprio libro sulla pagina di Amazon ed esserne fiero (anche con zero vendite).

    Grazie Dottore per la sua grande disponibilità e pazienza.

  18. Buonasera Dottor Migliorini,

    in una sua risposta a un commento su questo articolo lei ha scritto che “se si pubblicano opere di terzi, si diventa casa editrice”, e non è quindi possibile vendere il relativo ebook in maniere indiretta, cedendo a un editore il diritto di sfruttamento economico del’opera, proprio perchè non si possiede un diritto d’autore.

    Ma se invece si fa una traduzione di un’opera straniera di pubblico dominio, si acquisisce un diritto d’autore sulla traduzione di quell’opera?

    Se ad esempio si volesse tradurre in lingua italiana un romanzo di un autore straniero deceduto da più di 70 anni, e ci si fosse accertati che i diritti d’autore relativamente a quell’opera siano effettivamente scaduti, che quell’opera non sia mai stata tradotta in italiano e che non vi sia una casa editrice detentrice di un diritto esclusivo di traduzione in lingua italiana di quell’opera, sarebbe possibile, in tal caso, pubblicare un ebook di tale traduzione con la modalità della cessione indiretta, cedendo a terzi il diritto di sfruttamento economico dell’opera?

    La ringrazio per la sua disponibilità.

  19. salve Giuseppe, nel caso potrebbe configurare una opera artistica. Tuttavia per utilizzare il regime fiscale legato al diritto di autore dovrebbe trovare un editore che si occupi di diffondere l’opera.

  20. La ringrazio per la sua risposta, Dottor Migliorini.
    Quindi, a parte la difficoltà di trovare un editore, la sua risposta significa che, nel caso che ho descritto, il traduttore del romanzo acquisisce un diritto d’autore? E può legalmente utilizzare la modalità di vendita da lei descritta, ossia la cessione indiretta, cedendo a terzi, ovvero ad un editore, il diritto di fruttamento economico dell’opera?

    La ringrazio per la sua disponibilità.

  21. Salve Giuseppe, le occorre un legale che le dia un parere che confermi la creazione di un opera che può essere tutelata (non tutti i casi di traduzione lo permettono) e nel caso potrà, trovando un editore, sfruttare la relativa normativa fiscale. Questa è la procedura da seguire, senza vedere il risultato della traduzione è impossibile capire la situazione e per farlo le occorre un parere legale.

Lascia una Risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here