Ricevuta per Royalties da diritto di autore: negli ultimi anni con l’avvento di internet l’interesse verso la disciplina fiscale del diritto di autore si è accresciuta notevolmente.

Capita sempre più spesso infatti di percepire, anche solo occasionalmente, compensi per lo sfruttamento economico di un’opera d’ingegno. Può trattarsi di opere di carattere artistico, letterario o musicale.

Pensa, ad esempio, ai soggetti che cedono a portali online i diritti di vendita dei propri brani musicali (vedi I-tunes). Oppure chi cede i diritti dei propri E-book ad editori online. Per non parlare dei software concessi in uso ad imprese o professionisti.

Ricevuta per royalties da diritto di autore
Ricevuta per royalties da diritto di autore

Lo scopo di questo articolo è delineare i principi generali che regolano il diritto di autore. Ti aiuterò ad avere una guida su come devi comportarti nel caso in cui tu debba emettere una ricevuta per royalties da diritto di autore.

Capirai il regime fiscale applicabile ai compensi derivati dallo sfruttamento economico del diritto di autore. Inoltre, ti spiegherò come inserire in dichiarazione dei redditi le royalties.

Cominciamo!

Diritto di autore: la normativa civilistica

Il diritto di autore è tutelato civilisticamente dal nostro ordinamento.

La legge sul diritto d’autore, Legge n. 633/1942, riconosce e garantisce due diritti al creatore di un’opera:

  • Diritto di natura economica: ossia la possibilità di poter sfruttare la propria creazione ottenendone ogni beneficio e ritorno patrimoniale possibile. Questo diritto consiste nella pubblicazione dell’opera e nella vendita delle copie o comunque nella realizzazione di un guadagno, nella realizzazione di mostre, concerti, download a pagamento, ecc. Nessuno può, quindi, appropriarsi dell’opera altrui per pubblicarla o trarne altro vantaggio economico;
  • Diritto di natura morale: si tratta del riconoscimento pubblico della propria qualità di autore dell’opera. E’ sempre necessario indicare il nome e cognome di chi ha creato un’opera d’arte, letteraria, fotografica o musicale. Il fatto di rispettare la paternità dell’opera non significa però poterla utilizzare senza il previo consenso dell’autore.

Il soggetto che può vantare la paternità di un’opera artistica o letteraria può vedersi riconosciuti alcuni diritti.

Sfruttamento economico del diritto di autore

Uno dei principali diritti garantiti al creatore e/o inventore dell’opera è quello di poter concedere a terzi lo sfruttamento economico dell’opera.

Secondo il nostro ordinamento:

formano oggetto del diritto d’autore le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alle scienze, alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro e alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione

Articolo 2575 del Codice Civile

L’articolo 12 della citata legge sancisce che l’autore ha il diritto esclusivo di pubblicare l’opera e di utilizzarla economicamente in ogni forma e modo. Sia questo originale o derivato.

Il titolare del diritto di autore può quindi disporre commercialmente e concedere a terzi lo sfruttamento economico della sua opera. Il tutto, rimanendo in ogni caso proprietario della stessa.

Lo sfruttamento economico dell’opera è un diritto esclusivo del proprietario e riguarda la pubblicazione, riproduzione, rappresentazione, esecuzione o diffusione tramite qualsiasi mezzo o strumento.

Sostanzialmente il titolare del diritto di autore nell’atto di sfruttare commercialmente l’opera da parte di un soggetto terzo, riceve un compenso. Tale compenso è a tutti gli effetti una royalties, quindi una somma (fissa o variabile) legata allo sfruttamento economico dell’opera.

Ebbene, il percepimento royalties da parte di un soggetto italiano ha delle conseguenze anche da un punto di vista fiscale.

La cessione del diritto di autore

La legge consente di cedere solo i diritti economici connessi al diritto d’autore, ossia la possibilità di sfruttamento dell’opera.

Ad esempio, l’autore di un libro può concedere ad un editore il diritto di pubblicare l’opera e di venderla, dietro il riconoscimento di un compenso, c.d. royalties, solitamente in percentuale. Il cantante può concedere ad una casa discografica la diffusione della musica nei locali o la realizzazione di dischi etc..

La cessione dei diritti economici relativi al diritto d’autore può avvenire soltanto mediante la stipulazione di un contratto scritto.

Diritto di autore: la normativa fiscale

Anche il legislatore tributario si è occupato di disciplinare il diritto di autore.

Infatti, l’autore dell’opera che incassa compensi sotto forma di royalties periodiche è tenuto a rilasciare al soggetto erogante una ricevuta.

Il soggetto erogante il compenso ad autore residente in Italia è tenuto ad operare all’atto del pagamento una ritenuta del 20% sulle royalties. Questo ai sensi dell’art. 23 del DPR n. 600/1973.

L’autore dell’opera, quindi, percepisce un compenso al netto della ritenuta di acconto, obbligatoria fiscalmente. Tale ritenuta è operata dai soggetti che possono assumere la veste di sostituto di imposta.

I soggetti tenuti ad operare la ritenuta sono:

  • Gli Enti e le società indicati all’articolo 73 del DPR n. 917/86;
  • Le società, le associazioni e le persone fisiche indicate nell’articolo 5 del DPR n. 917/86;
  • Le persone fisiche che esercitano imprese agricole o imprese commerciali ai sensi dell’articolo 55 del DPR n. 917/86;
  • Le persone fisiche che esercitano arti e professioni e il condominio in qualità di sostituto d’imposta.

Questi, se uno di questi soggetti si trova ed erogare delle royalties per sfruttamento del diritto di autore devono applicare la ritenuta. A fronte del compenso percepito l’autore è tenuto all’emissione di una ricevuta per royalties.

Royalities percepite da soggetti non residenti

La ritenuta è elevata al 30% se il percettore del reddito è soggetto non residente.

Per approfondire: “Royalties per diritto di autore dei non residenti“.

Ricevuta per royalties: determinazione dell’imponibile

Quella che ti ho appena descritto è la disciplina fiscale generica che riguarda lo sfruttamento economico del diritto di autore. A fronte del pagamento delle royalties il soggetto erogante opera una ritenuta, e il soggetto percettore rilascia una ricevuta per royalties.

A questo punto, è opportuno andare a determinare l’importo imponibile su cui deve essere applicata la ritenuta di acconto del 20% sulle royalties.

La tassazione della cessione del diritto di autore segue regole diverse in relazione alla tipologia di reddito dove vengono collocati dalla legislazione fiscale. In particolare tali redditi possono essere considerati:

  • Redditi da lavoro autonomo;
  • Redditi diversi.

Vediamoli con maggiore dettaglio.

Diritto di autore come lavoro autonomo

Nel caso in cui il compenso per lo sfruttamento del diritto di autore sia percepito direttamente dall’autore dell’opera, il reddito è considerato di lavoro autonomo.

In questo caso, il calcolo della base imponibile su cui applicare la ritenuta di acconto è determinata applicando al compenso percepito una deduzione forfettaria. Tale deduzione, applicata per tenere conto di alcune spese, si applica in misura variabile.

  • Deduzione del 40% della royalties percepita. Nel caso in cui il compenso sia percepito da soggetti di età inferiore ai 35 anni;
  • Deduzione del 25% della royalties percepita. Nel caso in cui il compenso sia percepito da soggetti di età superiore ai 35 anni.

L’importo delle royalties così dedotto è quello che deve essere poi tassato in via definitiva nella dichiarazione dei redditi, ove sconterà l’IRPEF. E’ su questo importo, infatti, che deve essere applicata la ritenuta di acconto del 20%.

Vediamo due esempi pratici per capire meglio.

Royalties percepita da soggetto di età inferiore a 35 anni

Mario Rossi ha 31 anni e deve emettere una ricevuta per royalties. Supponiamo che debba percepire un compenso lordo pari a € 1.000. La ritenuta d’acconto del 20% si calcola sul 60% del compenso lordo.

Compenso lordo: € 1.000

Compenso netto: € 600

Ritenuta d’acconto del 20% su € 600: € 120,00

Royalties percepita da soggetto di età superiore a 35 anni

Mario Rossi ha 40 anni e deve emettere una ricevuta per royalties. Supponiamo che debba percepire un compenso lordo pari a €. 1.000. La ritenuta d’acconto del 20% si calcola sul 75% del compenso lordo.

Compenso lordo: € 1.000

Compenso netto: € 750

Ritenuta d’acconto del 20% su € 750: € 150,00

Diritto di autore come reddito diverso

Al contrario, se le royalties per diritto di autore sono percepite da parte di un soggetto diverso dall’autore, tale reddito rientra nella categoria dei c.d. “redditi diversi“.

Anche in questo caso è necessario distinguere due diverse fattispecie di tassazione, ai fini fiscali:

  • Deduzione forfettaria del 25% (al pari della deduzione spettante all’autore). Questo se i diritti sono stati acquisiti a titolo oneroso dal soggetto percettore;
  • Nessuna deduzione applicabile. Questo nel caso in cui i diritti sono stati acquisiti a titolo gratuito. In questo caso le royalties vengono tassate integralmente.

Ricevute per Royalties e imposta sul valore aggiunto (IVA)

Il DPR n. 633/72 individua all’articolo 1 le cessioni di beni e le prestazioni di servizio come requisito oggettivo ai fini dell’applicabilità dell’Imposta sul Valore Aggiunto.

Sempre lo stesso DPR n. 633/72 all’articolo 3, comma 4 lettera a) sancisce che:

non sono da considerarsi prestazioni di servizi le cessioni, concessioni, licenze e simili relative a diritti d’autore o diritti simili effettuate dagli autori e da loro eredi o legatari


Articolo 3, comma 4 lettera a) del DPR n 633/72

Questo comma quindi esclude dal campo di applicazione dell’imposta sul valore aggiunto le operazione connesse al diritto di autore o diritti simili. Questo a condizione che l’operazione sia posta in essere dall’autore stesso o da suoi eredi o legatari.

L’esclusione dall’IVA, tuttavia, non si applica ai seguenti casi:

  • Disegni;
  • Opere di architettura;
  • Opere d’arte cinematografiche, mute o sonore.

In ogni caso l’esclusione non è applicabile nell’ipotesi in cui le opere siano utilizzate da imprese a fini di pubblicità commerciale.

La ratio di tale norma si fonda sull’incertezza nell’individuare l’esercizio concreto di una attività professionale. Questo riaffermando, invece, la piena imponibilità dove questa difficoltà non sussista. Ossia nel caso di disegni di opere di architettura, cinematografiche, ecc.

Ricevuta per royalties: esempio di compilazione

ricevuta per royalties

Compensi per royalties in dichiarazione dei redditi

I compensi derivanti dallo sfruttamento del diritto di autore possono essere classificati come redditi di lavoro autonomo, redditi diversi, redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, oppure come redditi di impresa.

In base a questa classificazione trovano una collocazione diversa nel DPR n 917/86. Più precisamente:

  • All’articolo 53, comma 2, lettera b), i diritti d’autore percepiti sono considerati redditi di lavoro autonomo. Questo se conseguiti direttamente dall’autore o dall’inventore;
  • In base all’art. 67, sono considerati redditi diversi i diritti di autore che non sono stati conseguiti direttamente dall’autore ma da persona diversa. Persona che li ha acquisiti a titolo oneroso o gratuito, fuori dall’esercizio di attività commerciale;
  • Secondo l’articolo 50, comma 1, lettera c), i diritti d’autore sono assimilati ai redditi di lavoro dipendente. Questo quando derivano da collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili, svolte senza vincolo di subordinazione a favore di un determinato soggetto nel quadro di un rapporto unitario e continuativo senza impiego di mezzi organizzati e con una retribuzione periodica prestabilita;
  • Se invece i diritti d’autore sono conseguiti nell’esercizio di imprese commerciali vengono considerati reddito di impresa.

Ricevuta per royalties nel modello Redditi Persone Fisiche

I redditi derivanti dallo sfruttamento dei diritti di autore si dichiarano principalmente nel quadro RL del modello Redditi Persone Fisiche. Questa indicazione segue particolari regole e beneficiando di alcune detrazioni.

Nel quadro RL confluiscono i diritti d’autore conseguiti sia come reddito di lavoro autonomo che come reddito diverso.

Nel quadro RL al rigo RL13 devono essere indicati i diritti di autore acquisiti non a titolo originario. Ovvero quelli che non sono percepiti direttamente dall’autore ma da colui che li ha acquistati a titolo oneroso o gratuito. Per gli acquirenti a titolo gratuito il reddito va dichiarato nell’intera misura, senza deduzione di spese. Mentre, per quelli che lo hanno acquisito a titolo oneroso va dichiarato l’importo percepito, forfetariamente ridotto del 25%.

Nella Sezione III al Rigo RL25, invece, devono essere indicati i proventi derivanti dall’utilizzazione economica dei diritti d’autore. Redditi conseguiti direttamente dall’autore o inventore. Più precisamente quelli indicati nel comma 2, dell’articolo 53, del DPR n 917/86.

A tali redditi spettano le deduzioni del 25%, ovvero del 40%, in base all’età dell’autore.

Diritto di autore e vendite su Amazon: facciamo chiarezza

Un aspetto su cui spesso si commettono errori riguarda la vendita di libri, o opere attraverso il portale Amazon.

Si è spesso portati a pensare che Amazon faccia sottoscrivere ai vari autori/venditori un contratto relativo allo sfruttamento economico del diritto di autore.

Ebbene, molto spesso non è così.

I contratti che ho visto, e che vengono fatti sottoscrivere online non hanno alcuna caratteristica che li porti ad essere sfruttamento del diritto di autore.

Sostanzialmente Amazon si pone come distributore degli oggetti che vengono venduti. Si tratta, quindi, di un contratto di distribuzione di questi beni.

Per questo motivo, se decidi di vendere i tuoi oggetti tramite il portale Amazon devi necessariamente operare con Partita IVA.

Per questo motivo non devi fare riferimento alla disciplina sul diritto di autore, ma a quella di una vendita in ambito commerciale.

Ricevuta per Royalties da diritto di autore: consulenza fiscale

Hai bisogno di aiuto per capire se e come puoi sfruttare anche tu la disciplina fiscale legata alla cessione del diritto di autore?

Devi compilare la ricevuta per royalties da diritto di autore ma non sai come fare?

Se stai percependo delle royalties derivanti dallo sfruttamento economico del diritto di autore, allora hai bisogno dell’ausilio di un Commercialista che possa aiutarti a gestire gli aspetti fiscali dei tuoi guadagni.

Affidati sempre alla consulenza di un esperto in questo ambito per evitare di commettere errori e organizzare la tua pianificazione fiscale nel modo migliore.

Affidati alla mia consulenza.

78 COMMENTI

  1. BUON GIORNO,VOLEVO SAPERE COME INDICARE LE ROYALTIES PAGATE DA AMAZON PER LA VENDITA DI LIBRI ON LINE. E’ GIUSTO METTERLE NEL QUADRO RL .

  2. Salve, se commissiono la scrittura di e-book a ghostwriters o freelancers e poi li pubblico su Amazon sono tenuto ad aprire la partita iva?

  3. Certamente, se si pubblicano su Amazon libri si è soggetti ad operare come commercianti, con Amazon vi è solo un accordo di distribuzione. Su questo punto online ci sono molte informazioni non corrette. Se vuole approfondire sono a disposizione in privato per una consulenza.

  4. Buonasera,
    ipotizziamo quanto segue:
    1) posseggo un brevetto registrato a mio nome per un arredo;
    2) firmo con una azienda un contratto – come persona fisica – per l’uso esclusivo del mio brevetto per due anni a fronte del quale percepirò delle royalties che terranno conto sia del valore del brevetto, sia del “venduto”;
    3) all’azienda faccio fattura mensilmente come persona fisica, esentando il 25% del fatturato e accettando la ritenuta di acconto del 20%
    4) nella dichiarazione dei redditi indicherò il 75% delle royalties percepite nell’anno e sconterò dalle tasse il 20% ritenuto alla fonte.
    Le domande sono 3:
    a) quanto descritto è corretto, e se no in quale passaggio ?
    b) quanto sopra assume che io possa fatturare come privato, ovvero senza partita IVA. è corretto ?
    c) non trattandosi di reddito da lavoro non devo versare contributi INPS ?
    Grazie in anticipo per la sua preziosa risposta
    Cordialmente
    Vincenzo

  5. Buongiorno,
    vendo la mia musica online attraverso i siti distribuzione digitale tipo Believe Digital, Distrokid etc..
    Quanto vengono tassate le mie royalties?
    devo sempre applicare la formula scritta sopra?

    “Compenso lordo: € 1.000
    Compenso netto: € 600
    Ritenuta d’acconto del 20% su € 600: € 120,00”

    grazie mille

  6. Domenico la risposta alla sua domanda dipende dal contratto firmato con questi siti. Se vuole possiamo analizzare la sua posizione in consulenza e risolvere tutti i suoi dubbi sulla tassazione dei suoi compensi.

  7. Salve,
    le Royalties sono deducibili sia a fini IRES che a fini IRAP giusto? qual’è la norma di riferimento per quanto riguarda la deduzione?

  8. Salve.. Io carico le mie composizioni musicali su routenote.com, da cui ricevo delle piccole somme di denaro.. Questi “ricavi” (se così vogliamo chiamarli) li devo indicare nel modello 730 che compilo ogni anno? Se si, li devo indicare come “altri guadagni” oppure c’è una voce specifica?

  9. Questi compensi li deve dichiarare come prestazioni occasionali (dato che mi sembra di capire non si tratti di royalty). Attenzione all’abitualità dell’attività e quindi agli obblighi di operare con partita IVA.

  10. Gentile sig. Migliorini vorrei porle un quesito molto chiaro per ricevere una risposta altrettanto chiara se è possibile, mi riferisco alle royalty ricevute da Amazon sulle vendite di libri, perchè su questo discorso sento sempre pareri differenti e non capisco bene come realmente stanno le cose per regolarmi fiscalmente e non incorrere in alcun tipo di problema.

    Io da poco tempo ho iniziato a pubblicare libri sul self publishing di “Amazon Italia” ma i libri che pubblico non vengono delegati a nessuno, nel senso che sono interamente creati disegnati e scritti da me senza nessun tipo di delega quindi con diritto d’autore, quindi nello stesso tempo non creo impresa semplicemente pubblico libri avvalendomi del servizio di distribuzione di Amazon pagando anche le pubblicità all’interno della piattaforma per promuovere i miei libri.

    Un fiscalista a cui ho chiesto qualche informazione, mi ha solo detto che non sono obbligato ad aprire partita iva, testuali parole “Devi fare Autodichiarazione delle royalties come diritto autore in dichiarazione redditi” e nient’altro. Può darmi qualche delucidazione su questo punto?

  11. Amazon non fa contratti legati allo sfruttamento economico del diritto di autore, ma contratti di distribuzione. Per questo motivo non può essere applicata la disciplina in commento, ma piuttosto deve operare con partita IVA. Questo è quanto le possiamo dire, se desidera approfondire la sua situazione siamo a disposizione per una consulenza.

  12. Salve Federico,
    Se un programmatore produce dei software per conto suo, non “su misura” e senza che nessuno glieli commissioni, e successivamente li pubblica sul proprio sito web per “venderli” (in realtà concede licenza d’uso, temporale oppure perpetua) direttamente all’utente finale utilizzatore (persone o imprese), i proventi sono da considerarsi reddito d’impresa o royalties?
    Cambia qualcosa se il programmatore in questione svolge anche un’attività d’impresa con P. IVA come programmatore che sviluppa software “su misura” a committenti?

  13. Gentilissimo Federico, sicuramente le scriverò a breve per ricevere una sua consulenza personalizzata, specifica e approfondita per il mio caso in particolare. Intanto continuo a leggere i suoi articoli sulla proprietà intellettuale (estremamente professionali e allo stesso tempo comprensibilissimi) in modo tale da farmi venire in mente tutte le domande che dovrò porle in consulenza. Nel frattempo, posso chiederle un esempio al volo di elemento di discrimine che configura il reddito d’impresa piuttosto che il reddito da royalties, per un programmatore che rende disponibili le proprie creazioni attraverso un proprio sito web? Mi viene da pensare si configura reddito da royalties per i compensi percepiti da attività di CESSIONE a terzi dei diritti di sfruttamento economico della propria opera (e questi terzi poi operano nel mercato, rendendo “prodotto finito” e vendendo all’utente finale la creazione, cioè il software in questo caso), mentre si ha reddito d’impresa quando il programmatore sfrutta i diritti economici della sua creazione in prima persona, commercializzando lui stesso il prodotto finito, anche se nella licenza d’uso del software in realtà non si sta cedendo la proprietà del software ma soltanto una licenza d’uso a titolo oneroso. E’ così?
    La ringrazio molto per la sua attenzione e per la sua professionalità che mette a disposizione di tutti. Lei è una delle mosche bianche se si guarda la media dei Dottori Commercialisti in Italia (che nessuno si offenda).
    Grazie ancora.

  14. Alex ha compreso benissimo la differenza tra commercializzazione diretta dei diritti di una propria opera e concessione a terzi di questo diritto dietro corrispettivo (royalty). Le due cose sono diverse e gestite fiscalmente in modo diverso. Se vuole approfondire questi aspetti sarò felice di aiutarla. Per il momento la ringrazio per le sue parole.

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