Pensionati italiani in Portogallo
Pensionati italiani in Portogallo

Il Portogallo offre ai nuovi residenti, in questo caso pensionati, la possibilità di sfruttare una serie di vantaggi fiscali legati all’applicazione del regime della residenza non abituale (NHR). Se sei un pensionato e stai pensando di trasferirti all’estero per sfruttare al massimo la tua pensione il Portogallo è sicuramente uno dei paesi più attraenti a cui guardare.

Come saprai negli ultimi anni sono sempre di più i pensionati hanno deciso di lasciare l’Italia per trasferirsi all’estero. L’obiettivo è quello di godersi i frutti della pensione, magari cercando una tassazione più favorevole rispetto a quella italiana. Senza voler emigrare troppo lontano, negli ultimi anni ha riscosso un grande successo il Portogallo. Si tratta di un Paese UE che ha introdotto un particolare regime fiscale di vantaggio per i pensionati, legato alla residenza non abituale (NHR). Si tratta di un, particolare regime fiscale introdotto nel 2009, che originariamente prevedeva la totale detassazione delle pensioni estere. Tuttavia, il parlamento portoghese ha approvato il 6 febbraio 2020, la legge di bilancio che ha previsto l’introduzione di un’aliquota fiscale del 10% sulle pensioni dei residenti stranieri aderenti al regime NHR. L’agevolazione fiscale per i pensionati esteri aderenti al regime dei residenti non abituali ha una durata massima di 10 anni.

Ad oggi, oltre 7mila italiani tra i 60 e i 65 anni, hanno già deciso di trasferire la propria residenza in Portogallo. Si tratta del secondo Paese con il maggior numero di pensionati italiani, dopo Malta, che detiene il primato. Se anche tu desideri trasferire la tua residenza fiscale in Portogallo per sfruttare la tassazione ridotta della tua pensione, in questo articolo puoi trovare le informazioni preliminari di cui necessiti. Gli aspetti principali da analizzare riguardano il trasferimento della residenza fiscale all’estero e la possibilità di ottenere il regime dei residenti non abituali in Portogallo.

Che cos’è la residenza non abituale (NHR) in Portogallo?

Il governo portoghese si è da tempo posto l’obiettivo di attrarre persone ed imprese “elevato valore“. Per questo motivo nel 2009 ha introdotto il regime di residenza non abituale (NHR) – che è un’agevolazione fiscale molto interessante da sfruttare nei primi dieci anni nel paese.

In pratica, per i lavoratori dipendenti ed autonomi in Portogallo è possibile beneficiare di un’aliquota fissa del 20% di tassazione sul reddito, che è un generoso risparmio sulle normali aliquote che arrivano fino al 48%. Puoi beneficiare di questa tariffa se sei un dirigente d’azienda o lavori in una delle professioni ad “elevato valore aggiunto” predefinite in aree come la scienza, l’arte o la tecnologia.

Lo schema NHR è interessante anche per gli espatriati e i pensionati non occupati. Con NHR parte del tuo reddito di origine straniera potrebbe essere completamente esente da tasse portoghesi o tassato a un’aliquota ridotta del 10%.

Vantaggi a bassa tassazione di NHR

Se ti qualifichi come residente non abituale, il reddito da investimento che ricevi dall’estero è esente dalla tassazione portoghese per dieci anni consecutivi, a condizione che possa essere tassato nel paese in base alle norme del trattato fiscale.

Gli espatriati italiani potrebbero quindi potenzialmente ricevere redditi da locazione dall’Italia, plusvalenze su immobili, interessi, dividendi e reddito da lavoro non portoghese completamente esentasse. Gli utili realizzati sulle azioni detenute in Italia, tuttavia, non beneficiano dell’esenzione NHR poiché non sono tassabili in Italia se pagati a residenti in Portogallo. Tieni presente che il reddito esente può essere preso in considerazione per calcolare le aliquote fiscali applicate al tuo reddito di origine portoghese (“esenzione con progressione“).

Per approfondire: “Trasferirsi in portogallo: vantaggi della residenza non abituale“.

Come sarà tassata la mia pensione come residente non abituale?

Il Portogallo ha diritti esclusivi di tassazione sulle pensioni italiane ai sensi della Convenzione contro le doppie imposizioni Italia/Portogallo. Questo significa che le pensioni private verranno tassata solo al 10% ai sensi della NHR. Tuttavia, le pensioni derivanti dallo svolgimento di pubbliche funzioni – comprese le autorità locali, l’esercito, la polizia, l’insegnamento, etc – restano sempre tassabili in Italia (in modo ordinario) e non in Portogallo, quindi non rientrano nel regime NHR.

Se percepisci la tua pensione non governativa in Italia in modo regolare, generalmente puoi farlo senza essere tassato in Italia e con un’aliquota del 10% in Portogallo. È necessario assicurarsi che la pensione sia generalmente considerata una “pensione” dalle autorità fiscali o, se non vengono soddisfatte determinate condizioni, potrebbe essere invece vista come un investimento. È meglio chiedere una consulenza finanziaria qualificata su questo.


Pensionati italiani in Portogallo: la residenza fiscale

Una volta individuati i vantaggi del regime dei residenti non abituali in Portogallo è importante capire come effettuare una corretta procedura di trasferimento di residenza all’estero. Questa procedura, infatti, può portare a conseguenze fiscali importanti. Diffida da chi ti propone un trasferimento di residenza all’estero senza prendere in considerazione anche le conseguenze fiscali. Sicuramente si tratta di qualcuno di cui non puoi fidarti.

L’articolo 3 del DPR n 917/86, definisce infatti, quelle che sono le regole di tassazione dei soggetti residenti e non residenti in Italia. I soggetti fiscalmente residenti in Italia, sono tenuti a dichiarare in Italia tutti i loro redditi, ovunque prodotti, secondo la c.d. “worldwide taxation“. Al contrario, i soggetti non residenti fiscalmente sono tenuti a dichiarare in Italia solo i redditi ivi prodotti. Salvo quanto indicato nelle varie Convezioni bilaterali stipulate dall’Italia con i vari Paesi esteri.

Come avrai capito, quindi, è importante capire come fare ad essere considerati fiscalmente residenti all’estero. Per essere considerati residenti fiscalmente all’estero, devono sussistere, congiuntamente, le seguenti condizioni:

  • Non essere stati iscritti nell’anagrafe delle persone residenti in Italia per più della metà dell’anno. Cioè per 183 giorni negli anni normali, 184 in quelli bisestili, con contestuale iscrizione all’A.I.R.E.;
  • Non avere avuto il domicilio in Italia per più di metà dell’anno;
  • Di non aver avuto dimora abituale in Italia per più della metà dell’anno.

Se manca anche una sola di queste condizioni si è considerati residenti fiscalmente in Italia.


Pensionati italiani in Portogallo: ottenere l’esenzione da tassazione italiana della pensione

Trasferirsi in Portogallo, ed effettuare il corretto trasferimento da un punto di vista fiscale è il punto di partenza per poter godere del beneficio più grande, perfettamente legale. Mi riferisco alla possibilità di non vedersi tassare la propria pensione in Italia (e rispettando i requisiti richiesti da Portogallo, ottenere la tassazione al 10% per 10 anni). Prima di analizzare se e come è possibile ottenere l’esenzione dall’applicazione delle ritenute italiane sulla pensione corrisposta ad un soggetto residente all’estero è opportuno andare a vedere la regola generale che disciplina la tassazione dei redditi da pensione corrisposti da Enti italiani. La normativa italiana prevede quanto segue:

Le pensioni corrisposte a persone non residenti nello Stato italiano, da enti residenti nel territorio dello Stato o da stabili organizzazioni nel territorio stesso, sono imponibili in linea generale in Italia.

Anche le persone non residenti nel territorio dello Stato italiano sono obbligate al pagamento delle addizionali regionale e comunale all’Irpef. Questo se, nell’anno di riferimento, risulta dovuta l’Irpef dopo aver scomputato tutte le detrazioni spettanti e i crediti d’imposta per i redditi prodotti all’estero che hanno subito la ritenuta d’imposta a titolo definitivo.

Articolo 23 del DPR n 917/86

Per approfondire: “Pensione all’estero: il regime di tassazione“.

La convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Portogallo

Per evitare la doppia tassazione del reddito, con alcuni Paesi esteri sono in vigore Convenzioni per evitare le doppie imposizioni. Si tratta di accordi in base ai quali ciascuno Stato contraente individua i propri residenti fiscali. Nelle convenzioni stipulate secondo il modello OCSE, tra cui quella tra Italia e Portogallo, all’articolo 18 viene definita la modalità di tassazione della pensione. In particolare la pensione privata percepita da soggetti residenti fiscalmente all’estero (nel nostro caso in Portogallo). Sul punto, la Convenzione afferma:

Fatte salve le disposizioni del paragrafo 2 dell’articolo 19, le pensioni e le altre remunerazioni analoghe, pagate ad un residente di uno Stato contraente in relazione ad un cessato impiego, sono imponibili soltanto in questo Stato

Articolo 18 Convenzione Contro le Doppie Imposizioni Italia/Portogallo

In pratica, viene sancito il fatto che le pensioni dei lavoratori privati debbano essere assoggettata a tassazione solo nello Stato di residenza fiscale del soggetto percettore.

Anche da questo aspetto avrai certamente capito perché è così importante trasferirsi in Portogallo in modo conforme.


Pensionati italiani in Portogallo: la procedura per l’esenzione della pensione in Italia

Per ottenere l’esenzione dall’applicazione delle ritenute alla fonte in Italia, percepite sulla pensione, il pensionato che risiede in Portogallo può chiedere all’INPS l’applicazione delle Convenzione per evitare le doppie imposizioni in vigore. Questo al fine di ottenere,  la detassazione della pensione italiana (con tassazione esclusiva nel Paese di residenza). A tal fine il pensionato deve presentare, alla sede INPS che gestisce la prestazione erogata, l’apposito modulo disponibile nel sito Inps. In particolare il modulo è disponibile nella sezione Moduli > Convenzioni Internazionali in 4 versioni:

  • CI531-EP-I/1 modulo italiano-inglese;
  • CI532-EP-I/2 modulo italiano-francese;
  • CI533-EP-I/3 modulo italiano-tedesco;
  • CI534-EP-I/4 modulo italiano-spagnolo.

Si tratta di un modello predisposto unilateralmente dall’Italia ed accettato dalla maggior parte dei Paesi partners dei trattati. Questo modello costituisce istanza per chiedere la non effettuazione totale o parziale della ritenuta alla fonte dell’imposta italiana. Ritenuta da operare sulle pensioni e/o altre remunerazioni analoghe. Redditi percepiti da soggetti residenti in Stati con i quali l’Italia ha stipulato Convenzioni per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito, che lo prevedono espressamente.

Il modello deve contenere anche la necessaria attestazione della residenza fiscale estera da parte della competente Autorità straniera e dovrà essere consegnato in modalità cartacea.


Pensionati italiani in Portogallo: iter per ottenere tassazione al 10% della pensione in Portogallo

Effettuare il trasferimento di residenza in Portogallo, restando in linea con la normativa fiscale italiana, ti consentirà di chiedere la tassazione al 10% per il tuo reddito da pensione. Non resta, quindi, che capire come applicare il regime fiscale previsto in Portogallo per i pensionati esteri. Questo regime fiscale, riguarda i c.d. “residenti non domiciliati” aderenti al regime NHR.

Regime dei Residenti non domiciliati in Portogallo

Il riconoscimento dello statuto di residente fiscale non abituale, non è automatico, ma prevede una precisa procedura. Lo status di residente non abituale permette di ottenere tassazione al 10% per 10 anni di imposte sulla pensione, da parte delle autorità fiscali portoghesi dipende dal verificarsi di tre condizioni essenziali:

  • Che l’interessato non sia stato tassato come residente fiscale in Portogallo in nessuno dei cinque anni precedenti a quello in cui lo statuto viene richiesto;
  • Che l’interessato possieda le condizioni necessarie per essere considerato residente fiscale in Portogallo. La residenza può essere acquisita nei casi in cui il soggetto :  
    • Abbia soggiornato in territorio portoghese per più di 183 giorni, di seguito o interpolati;
    • Nel caso in cui il periodo di permanenza sia inferiore ai 183 giorni, disponga in territorio portoghese di abitazione in condizioni che permettano di supporre l’intenzione di mantenerla e occuparla come residenza abituale;
  • Lo statuto di residente fiscale non abituale sia richiesto entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui l’attribuzione dello statuto dovrà produrre effetto.

Ottenimento dello status di residente non domiciliato in Portogallo

Va ricordato che il conseguimento dello status di residente non domiciliato in Portogallo non è automatico. Questo ma dipende dalla valutazione e approvazione previa da parte delle autorità fiscali portoghesi. La valutazione di ogni richiesta e la conseguente valutazione avviene, in media, entro sei mesi. Fino a quel momento non si potrà godere del regime di esenzione, di cui sto parlando. Questo aspetto è molto importante e molto spesso non viene indicato ai soggetti che vogliono arrivare a raggiungere lo status di residente non domiciliato.

Per questo motivo prima di partire è consigliabile programmare il trasferimento con un soggetto esperto della materia. 

Eviterai di incorrere in brutte sorprese! Infatti, soltanto a seguito del riconoscimento da parte delle autorità fiscali portoghesi è possibile ottenere lo status di “residente non abituale”. Soltanto successivamente al riconoscimento i pensionati di tutta l’Unione Europea acquisiscono il diritto di usufruire della normativa che prevede la tassazione al 10% della pensione per un periodo di 10 anni (improrogabili). Al termine dei 10 anni il pensionato potrà decidere se mantenere la residenza portoghese, pagando regolarmente le imposte sul reddito (codice IRS). Oppure, il pensionato potrà tornare a considerarsi residente italiano, applicando quel regime fiscale.


Pensionati italiani in Portogallo: incassare la pensione all’estero

Chi si trasferisce in una Nazione che aderisce all’Unione europea può chiedere il versamento della pensione con una delle seguenti modalità:

  • Conto corrente bancario estero, indicando IBAN e SWIFT;
  • Mediante un conto corrente postale estero indicandone le coordinate;
  • Attraverso l’emissione di un assegno bancario in valuta euro.

Chi opta per andare a vivere in uno Stato UE come il Portogallo si trova in presenza di modalità di pagamento che avvengono, attualmente, con periodicità mensile (Inps – “Il pagamento della pensione all’estero“). Sul tema lo stesso portale dell’INPS invita ad interfacciarsi con l’Ufficio Pensioni Estero per ottenere i dettagli specifici (Sportello informatico – [email protected]inps.it).  

Per il pagamento delle pensioni all’estero, l’INPS si avvale di una banca che viene individuata a seguito dello svolgimento di una gara comunitaria, nel rispetto della normativa italiana ed europea in materia di appalti pubblici. Attualmente, la gestione del servizio di pagamento delle pensioni INPS è affidata a Citibank N.A.

I tempi per vedersi accreditare la pensione dall’Inps senza tassazione

I pensionati italiani che vogliono attivare questa procedura, come detto devono presentare la modulistica sopra indicata all’INPS. L’INPS stesso provvederà, una volta evasa la pratica, a modificare i dati bancari con il tuo nuovo Iban estero. In seguito, dietro richiesta lavorerà la richiesta di defiscalizzazione. In questo modo otterrai da subito l’accredito in Portogallo mentre per la pensione lorda sarà necessario attendere i tempi di lavorazione necessari alla sede INPS di competenza.

Alcune sedi INPS controllano attraverso l’elenco AIRE l’effettiva iscrizione del pensionato. Per questo motivo i tempi di attesa arrivano anche a 180 giorni. Solo in seguito l’INPS accredita la pensione lorda. Successivamente può essere presentata alla sede INPS di Pescara la richiesta per ottenere gli arretrati.

Ci sono altri vantaggi fiscali in Portogallo?

Se non ti qualifichi per NHR, il Portogallo può comunque essere una casa altamente efficiente dal punto di vista fiscale.

Il reddito da pensione italiano al di fuori del regime NHR attrae le consuete aliquote dell’imposta portoghese sul reddito dal 14,5% al ​​48% e gli investimenti sono soggetti a un’aliquota fissa del 28%. Ci sono modi per godere di un trattamento fiscale molto favorevole sui tuoi investimenti. Se sei idoneo per NHR, potresti trarre ulteriore vantaggio dalla combinazione di queste strutture con le regole del regime. Ad esempio, potresti potenzialmente vendere una proprietà in Italia senza addebiti sulle plusvalenze e reinvestire in un’assicurazione sulla vita fiscalmente efficiente.

Le aliquote sulla “tassa sulla ricchezza” immobiliare del Portogallo sono relativamente basse e colpiscono solo coloro la cui proprietà di proprietà portoghesi vale più di 600.000 euro (1,2 milioni di euro per le coppie). Anche l’imposta di successione portoghese (imposta di bollo) è limitata; a solo il 10%, si applica solo ai beni portoghesi e coniugi e figli sono esenti.

La migliore linea d’azione per te dipenderà dalle tue circostanze e dai tuoi obiettivi individuali. Qualunque sia la tua situazione, è sensato ricevere una consulenza personalizzata da uno specialista di fiscalità internazionale, per assicurarti di sfruttare appieno le attuali opportunità in Portogallo.


FAQ: per i pensionati italiani in Portogallo

Trasferendo la residenza fiscale in Portogallo si perde il servizio di assistenza sanitario nazionale?

Dal momento dell’iscrizione all’AIRE, il pensionato italiano perde l’assistenza sanitaria di base in Italia (si perde il medico di base). Tuttavia, allo stesso tempo, si acquisisce il medico di base in Portogallo, una volta presa la residenza in un Paese portoghese.

La tessera sanitaria italiana ti permetterà di ottenere l’assistenza sanitaria in Portogallo, fino a quando non avrai preso li la residenza. Da quel momento, invece, avrai una nuova tessera sanitaria Portoghese, con la quale potrai ottenere assistenza anche in Italia.

Per approfondire: “Assistenza sanitaria per gli iscritti all’AIRE“.

Faq: pensionati italiani in Portogallo

Una volta trasferita la residenza fiscale in Portogallo, sono costretto a mantenerla fino alla scadenza dei 10 anni?

L’aspetto da ricordare è che i 10 anni sono il tempo massimo consentito per questa agevolazione fiscale. Tuttavia, nulla vieta di poter tornare ad essere residenti fiscali in Italia in qualsiasi momento e per qualsiasi motivo si rendesse necessario.

Altro aspetto importante è che i 10 anni devono essere conteggiati continuativamente. Ad esempio se dopo i primi tre anni in Portogallo un pensionato torna in Italia per altri 3 anni, resterebbero solo altri 4 anni di agevolazione, se questi tornasse a vivere in Portogallo.

I pensionati pubblici non possono usufruire delle agevolazioni fiscali in Portogallo, giusto?

Nella Convenzione per evitare le doppie imposizioni sottoscritta tra Italia e Portogallo è specificato che le pensioni derivanti da natura privata sono tassate nel paese di residenza fiscale (quindi in Portogallo, una volta ottenuta la Residenza Fiscale). Mentre quelle pubbliche sono tassate alla fonte nel paese nel quale sono stati resi i servizi (quindi in Italia).

I pensionati pubblici, quindi, non possono godere di questa agevolazione fiscale con il Portogallo. Ci sono sicuramente altri Paesi del mondo, con i quali l’Italia ha firmato convenzioni che possono consentire agevolazioni fiscali anche per i pensionati di enti pubblici.

Pensionati Italiani in Portogallo: Trasferimento singolo in Portogallo

Posso trasferire solo io la residenza fiscale in Portogallo, facendo restare mia moglie in Italia?

Da un punto di vista legare non ci sono vincoli di sorta. La normativa europea prevede che il singolo cittadino possa risiedere liberamente nella comunità europea, non limita di fatto i diritti di un singolo all’interno di un nucleo familiare. Quindi si, si può, ma con le dovute accortezze.

Il problema, infatti, è esclusivamente di natura fiscale. Per essere considerati fiscalmente residenti all’estero, infatti, è necessario che il proprio “centro degli interessi vitali“, sia all’estero.

Con centro degli interessi vitali si intende la propria vita lavorativa, ma anche i propri affetti più cari. Lasciando la moglie in Italia, sicuramente non si può affermare che il proprio centro degli interessi vitali sia all’estero. Questo ragionamento, se fatto dall’Agenzia delle Entrate, sarà sufficiente per riportare in Italia la residenza del marito, anche se vive stabilmente in Portogallo.


Consulenza Pensionati Italiani in Portogallo

Se sei un pensionato e l’opportunità offerta dal Portogallo ti sembra interessante, chiedici una consulenza. Analizzeremo la tua posizione e assieme a noi scoprirai come effettuare il corretto trasferimento di residenza all’estero. Evitando di commettere errori.

Saremo a tua disposizione per chiarire tutti i tuoi dubbi e per fornirti i migliori consigli su come procedere.

Contattaci attraverso l’apposito servizio di consulenza fiscale dedicato ai redditi esteri e al trasferimento di residenza all’estero!

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