Domande e risposte sul lavoro autonomo occasionale

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Si può definire lavoratore autonomo occasionale chi si obbliga a compiere, dietro corrispettivo, un opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio, senza vincolo di subordinazione, ne potere di coordinamento del committente in via del tutto occasionale.

Il Lavoro Autonomo Occasionale ha rappresentato per anni una valida possibilità offerta a tutti coloro che volevo arrotondare.

Tuttavia, con l’abrogazione della Legge Biagi prima (2015) e con l’introduzione dei Voucher, la portata applicativa del lavoro autonomo occasionale è cambiata.

Attualmente non esiste più un limite di giorni per i quali è possibile svolgere un’attività occasionalmente.

Questo determina il fatto che chiunque voglia effettuare un’attività di lavoro autonomo debba operare professionalmente (con Partita IVA), ogni volta in cui la prestazione lavorativa, ha più committenti oppure prosegue nel tempo.

L’unica alternativa ad oggi possibile, per evitare la partita IVA, è quindi costituita dall’utilizzo dei buoni lavoro Prestò, oppure dai buoni famiglia.

Considerato il grandissimo numero di domande che mi arrivano sull’utilizzo del Lavoro Autonomo Occasionale ho deciso di riproporre i principali dubbi, con le relative risposte.

L’obiettivo di questo contributo è quelli di riepilogare brevemente le principali informazioni utili da ricordare quando vogliamo utilizzare le ricevute per Prestazioni di Lavoro Autonomo Occasionale, sia da un punto di vista fiscale che previdenziale.

Vorrei far diventare questo articolo una guida aggiornata costantemente con le principali domande che mi arrivano sul tema. Per questo ho bisogno anche della tua collaborazione. Se hai domande su questo argomento, lasciale al termine dell’articolo. Contribuirai anche tu a far crescere e migliorare sempre le informazioni di questo articolo.

Sei pronto?! Ecco le principali domande sul Lavoro Occasionale!


Cosa si intende per Lavoro Autonomo Occasionale?

Dopo le ripetute modifiche sulla disciplina del Lavoro Occasionale, ad oggi la normativa è retta esclusivamente dal codice civile.

L’articolo 2222 del codice civile afferma che:

si può definire lavoratore autonomo occasionale chi si obbliga a compiere, dietro corrispettivo, un opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio, senza vincolo di subordinazione, ne potere di coordinamento del committente in via del tutto occasionale

Articolo 2222 del codice cibile

Si tratta, quindi di un’attività lavorativa caratterizzata dall’assenza di requisiti quali:

  • Abitualità;
  • Professionalità;
  • Continuità e coordinazione.

Quindi, se si svolge un’attività ripetuta, anche due o tre volte all’anno, non si può applicare il Lavoro Autonomo Occasionale.

La stessa cosa vale se svolgo una stessa attività per più committenti.

In sostanza il Lavoro Autonomo Occasionale si può applicare quando si compie una attività lavorativa in modo autonomo per periodi non prolungati e senza “professionalità“.


Esercizio di una attività commerciale, è possibile?

Il Lavoro Autonomo Occasionale, per definizione, riguarda esclusivamente l’esercizio di arti o professioni, svolte in modo non abituale e non “professionale“.

Questo significa che ogni tipologia di attività commerciale è esclusa dall’utilizzo di questa disciplina.

Allo stesso modo sono escluse anche tutte quelle attività di arti o professioni per le quali si rende obbligatoria l’iscrizione ad un ordine professionale.

I soggetti iscritti ad un ordine professionale, infatti, devono ordinariamente operare con Partita IVA. Soltanto in rari casi gli ordini permettono ai loro iscritti di operare con le Prestazioni Occasionali.

Ad esempio, l’ordine dei giornalisti permette ai propri iscritti l’esercizio anche con Lavoro Autonomo Occasionale, rispettandone i requisiti. Attenzione però! Non tutti gli ordini professionali consentono questo tipo di attività. Verificalo chiedendo direttamente al tuo ordine professionale.


Quali i soggetti esclusi dal Lavoro Autonomo Occasionale?

Come anticipato, sono esclusi dalla disciplina sul Lavoro Autonomo Occasionale, i seguenti soggetti:

  • Gli esercenti attività di impresa;
  • Chi vuole effettuare attività alle dipendenze di altri soggetti (es. camerieri, baristi, commessi, etc);
  • I professionisti iscritti ad albi professionali (avvocati, commercialisti, architetti, ingegneri, dentisti, psicologi ecc).

Per tutte le altre attività professionali non vi sono preclusioni all’utilizzo delle ricevute per prestazioni di lavoro autonomo occasionale. Fermo restando quanto detto in precedenza, ovvero attività con unico committente che non si ripeteranno (anche solo per una seconda volta) in futuro.


Quali condizioni da rispettare nel lavoro autonomo occasionale?

Le prestazioni di Lavoro Autonomo Occasionale possono essere utilizzate esclusivamente per rapporti di lavoro che non hanno carattere di continuità (ovvero non ripetuti o ripetibili).

In particolare, questa disciplina può essere utilizzata soltanto rispettando in ogni caso i seguenti limiti:

  • Mancanza di continuità e abitualità della prestazione di lavoro autonomo. La definizione di abitualità, non essendo stata chiaramente definita dal Ministero, può essere identificata come un’attività duratura nel tempo, che possa fare presumere non ad una attività sporadica, ma prolungata nel tempo. In ogni caso, occorre fare una valutazione ad hoc caso per caso;
  • Mancanza di coordinamento della prestazione. Affinché vi sia coordinamento occorre che l’attività sia svolta all’interno dell’azienda o nell’ambito del ciclo produttivo del committente;
  • Contribuzione Inps. Se il compenso annuo lordo percepito per attività di lavoro autonomo occasionale svolta supera i €. 5.000 annui è necessaria l’iscrizione alla gestione separata INPS, ed il versamento dei relativi contributi.

Lavoro Autonomo Occasionale e collaborazioni occasionali?

Accanto alla disciplina del lavoro autonomo occasionale, la Legge n 30/2003 (legge delega al governo in materia di occupazione e mercato del lavoro) sfociata in quella che  poi in è stata denominata “Legge Biagi” ossia il DLgs n 276/2003 (così come modificato dall’articolo 24 del DL n 201/2011 c.d. “Legge Fornero“), aveva introdotto le collaborazioni occasionali.

Le collaborazioni occasionali si caratterizzavano essenzialmente per: 

  • Durata non superiore a 30 giorni con lo stesso committente in un anno;
  • Compenso non superiore a € 5.000 da ogni committente.

Tale normativa è stata abrogata a partire dal 25 giugno 2015, giorno di entrata in vigore del DLgs n 81/2015.

Il Dlgs n 81/15 è il quarto dei decreti applicativi che fanno parte del cosiddetto “Jobs Act“, la legge delega per la riforma del lavoro.

Tra le molte novità di questa riforma si segnale l’abrogazione delle collaborazioni occasionali, con le caratteristiche di durata e prestazione sopra indicati.

Sulla base di questa novità legislativa, quello che possiamo affermare con certezza è che l’unica disciplina che da un punto di vista civilistico disciplina le attività svolte in maniera occasionale è quella di cui all’articolo 2222 del codice civile riguardante le attività di lavoro autonomo occasionale.

Si tratta della normativa che ho analizzato in precedenza, e caratterizzata dalla mancanza di continuità e abitualità e coordinamento della prestazione di lavoro autonomo svolta.


E’ necessario il contratto di lavoro autonomo occasionale?

La legge non prevede espressamente che l’attività di lavoro autonomo occasionale venga formalizzato attraverso un contratto scritto.

Tuttavia per poter dimostrare la fonte del reddito percepito è raccomandabile formalizzare il rapporto, in modo da tutelare entrambe le parti, il lavoratore autonomo e il datore di lavoro.

La tutela del lavoratore attraverso la stipula di un contratto scritto è fondamentale.

Senza un contratto diventa veramente difficoltoso dimostrare l’attività svolta, nel caso in cui il committente, malauguratamente si dovesse rifiutare di effettuare il pagamento del compenso al lavoratore.


Quali sono gli aspetti fiscali da conoscere?

Il reddito del lavoratore autonomo occasionale è determinato dalla differenza tra i proventi percepiti nel periodo d’imposta (criterio di cassa) e le spese inerenti, sostenute e documentate, che non possono mai essere superiori ai proventi.

Tra i proventi si comprendono anche i rimborsi spese per viaggio, vitto e alloggio sostenute e documentate dal lavoratore (Risoluzione n 69/E/2003).

Tuttavia, se per la prestazione è previsto solamente il rimborso delle spese strettamente necessarie per la sua esecuzione o l’anticipo delle stesse da parte del committente, il reddito che si genera è pari a zero (Risoluzione n. 49/E/2013 Agenzia delle Entrate).

Da un punto di vista delle trattenute Irpef, il lavoratore occasionale è soggetto a ritenuta d’acconto per l’ammontare del 20% del compenso lordo pattuito.

Come detto precedentemente ove il soggetto sia obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi (compensi annui superiori a €. 4.800), il reddito deve essere indicato nel:

  • Quadro RL del modello Redditi P.F. o
  • Quadro D del modello 730.

Quali documenti deve emettere il prestatore di lavoro?

Il soggetto che svolge l’attività di Lavoro Autonomo Occasionale è tenuto a rilasciare una ricevutanon fiscale” al proprio datore di lavoro.

La ricevuta è soggetta ad imposta di bollo (di € 2,00) se la prestazione supera i € 77,45.

Inoltre, il compenso è soggetto a ritenuta a titolo d’acconto con aliquota del 20% e concorre a formare il reddito complessivo del percettore, soggetto a tassazione ai fini IRPEF.

La ritenuta di acconto deve essere applicata soltanto nel caso in cui il committente sia un sostituto di imposta, di cui all’articolo 23 del DPR n 600/73. In particolare, sono sostituti di imposta tutte le imprese (soggetti dotati di partita IVA) e le associazioni.


Come si compila la ricevuta per Lavoro Autonomo Occasionale?

La ricevuta per prestazione di Lavoro Autonomo Occasionale deve essere predisposta dal lavoratore.

Questa deve essere emessa al momento del pagamento del corrispettivo pattuito con il committente. La ricevuta ha la funzione di attestare l’avvenuto pagamento del compenso.

Questo significa che se il committente ha a disposizione la ricevuta prima del pagamento del tuo compenso, questi potrebbe anche non pagarti, ed avrebbe in mano il “titolo” per non farlo. Quindi, attenzione!

Se il committente ti chiede la ricevuta prima del pagamento, meglio chiedere spiegazioni.

Sulla ricevuta devono essere riportati i seguenti dati:

  • Dati anagrafici e codice fiscale del lavoratore;
  • Dati anagrafici e codice fiscale  del datore di lavoro;
  • Luogo e data di emissione;
  • Numero progressivo della ricevuta;
  • Descrizione dell’attività svolta e dei giorni per i quali è stata prestata;
  • Corrispettivo lordo;
  • Ritenuta d’acconto applicata.

Casi di non applicazione della ritenuta?

La ritenuta d’acconto deve essere applicata solo se il soggetto committente l’attività è un sostituto d’imposta di cui all’articolo 23 del DPR n 600/73.

In particolare, sono sostituti d’imposta:

  1. Le società di capitali;
  2. Le associazioni senza personalità giuridica per l’esercizio in forma associata di arti e professioni;
  3. Gli enti pubblici e privati diversi dalle società;
  4. Le persone fisiche titolari di partita Iva;
  5. Il curatore fallimentare e il commissario liquidatore.

Nel caso in cui il committente la prestazione sia un soggetto estero questi non è un sostituto di imposta. Questo significa che la ricevuta, in questo caso, non deve prevedere la ritenuta di acconto.


Cosa succede nel caso in cui si superano i € 5.000?

Nel caso in cui nell’anno il soggetto superi i € 5.000 di compensi lordi nell’anno è tenuto all’iscrizione alla gestione separata INPS.

L’iscrizione alla gestione separata comporta l’applicazione dei contributi previsti dal regime previdenziale.

I contributi previdenziali alla gestione separata sono dovuti in percentuale sul compenso percepito al netto delle spese sostenute.

Il contributo dovuto alla gestione separata INPS è suddiviso in questo modo:

  • Per 2/3 a carico del datore di lavoro e
  • Per 1/3 a carico del lavoratore.

Il lavoratore, quindi, nella ricevuta troverà anche la trattenuta previdenziale per i contributi di sua competenza.

Devi prestare attenzione al fatto che è compito del prestatore avvertire il committente del superamento della soglia annua di € 5.000. Senza questa comunicazione il committente non potrà applicare correttamente la ritenuta previdenziale.

Inoltre, il superamento dei € 5.000 di compensi lordi comporta, da un punto di vista fiscale, dovrà essere obbligatoriamente presentata la dichiarazione dei redditi.


Lavoro Autonomo Occasionale ed esonero dalla dichiarazione dei redditi?

Un lavoratore che percepisce compensi inferiori ai € 4.800 annui non è obbligato, in assenza di altri redditi, a presentare la dichiarazione dei redditi.

Tuttavia, nel caso in cui il lavoratore abbia subito delle ritenute d’acconto, in quanto la prestazione lavorativa è stata svolta per conto di un soggetto che ha veste di sostituto d’imposta (come visto sopra), può essere comunque conveniente presentare la dichiarazione dei redditi.

In questo caso presentare la dichiarazione è utile per scomputare queste ritenute. Questa operazione comporta il vedersi riconoscere un credito IRPEF. Tale credito può essere utilizzato in compensazione oppure può essere chiesto a rimborso.


Cosa fare se non rientro nella disciplina del lavoro occasionale?

Quando ci si rende conto che l’attività che si vuole svolgere ha più committenti o più prestazioni lavorative è necessario pensare alle alternative possibili.

La maggior parte di voi mi parla di attività che si svolgono per qualche giorno al mese, per due o più mesi nell’anno. Ebbene, in questi casi, ad oggi, non è possibile operare con prestazione occasionale.

Cosa fare quindi?!

Mi rendo conto che la possibilità legata all’apertura della partita IVA spaventi molti. Tuttavia, consiglio sempre di valutare la vostra posizione con il vostro Commercialista di fiducia.

In ogni caso, se la prestazione lavorativa, non vi permette di poter aprire partita Iva, per evitare di perdere il lavoro, l’unica opzione possibile è quella dei buoni lavoro Presto’ oppure dai buoni famiglia.

Queste sono le alternative possibili che vi permetteranno di operare nella più completa legalità.

Per approfondire vi rimando a questo articolo sul tema: “Buoni lavoro PrestO’ e Buoni famiglia“.


Cosa rischio se applico il lavoro occasionale in violazione della norma?

Altra domanda che mi viene spesso chiesta, riguarda le possibili sanzioni legate al fatto di utilizzare il lavoro occasionale fuori regola.

Mi riferisco a tutti i casi in cui si decide comunque di operare con lavoro occasionale, anche quando la normativa prescrive di operare in modo diverso.

In questo caso la normativa prevede sia una sanzione per il prestatore di lavoro che per il suo committente.

L’Agenzia delle Entrate qualora riscontri anomalie nell’attività di un soggetto, magari perché riscontra che la sua attività professionale è continuativa, può chiedere il versamento dell’IVA su quelle prestazioni. In pratica, ti chiederà di versare l’IVA su tutti gli importi incassati nell’anno.

Questo oltre alla sanzione per la mancata fatturazione dell’operazione. Operazione che prevede una sanzione del 90% dell’IVA dovuta e non applicata.

Oltre a questo, vi sono anche delle sanzioni per il datore di lavoro.

Il caso più frequente riguarda tutti quei datori di lavoro che utilizzano il Lavoro Autonomo Occasionale per fare lavorare personale che dovrebbe essere assunto con contratti di lavoro dipendente.

In questo caso la sanzione prevista, nel caso in cui si riscontri l’abuso nell’utilizzo della prestazione occasionale è l’obbligo di assunzione del lavoratore con un contratto di lavoro dipendente.


Cosa fare se hai ricevuto una richiesta di lavoro?

Un ultimo aspetto riguarda la valutazione su come comportarsi quando si riceve una proposta di lavoro, simile a quella di lavoro dipendente, regolata attraverso il lavoro autonomo occasionale.

Se puoi, non accettare questo tipo di contratti!

Questo è il consiglio che mi sento di darti. In questi casi siamo di fronte a contratti di lavoro dipendentesimulati“.

Il datore di lavoro in questo modo, evita il pagamento dei tuoi contributi previdenziali, e ti fa lavorare con le stesse modalità di un lavoratore dipendente.

In questo modo tu sei soggetto ad alcuna forma di tutela, come ad esempio, sugli infortuni sul lavoro, oppure i permessi o le malattie.

Chiedi, piuttosto, al datore di lavoro di regolare la prestazione coi buoni lavoro, oppure con un diverso tipo di contratto da lavoro dipendente.

Ricorda sempre di fare valere i tuoi diritti! Sempre!


Opportunità di aprire partita IVA

Se stai valutando se nel tuo caso possa essere conveniente aprire una partita IVA e operare in modo professionale, contattami!

Fisseremo un appuntamento e valuteremo insieme la tua situazione, individuando la migliore soluzione, anche attraverso la possibilità di operare con il Regime Forfettario.

Esso, infatti, permette di operare con una tassazione più bassa anche rispetto a quella che avresti con la normale IRPEF. Inoltre, avrai diritto, in alcuni casi che ti spiegherò, alla riduzione dei contributi INPS.

Non perdere la possibilità di migliorare la tua posizione lavorativa da un punto di vista fiscale. Parla con un esperto, in grado di aiutarti a prendere la migliore decisione migliore.

Contattami attraverso il form di contatto! Oppure attraverso il servizio di consulenza online. Sarò a tua disposizione!

803 COMMENTS

  1. Se l’attività è quella di realizzazione di un sito web, può farlo solo con partita IVA, oppure può farlo utilizzando i buoni lavoro PrestO’ acquistati dall’azienda per lei. Se, invece, l’attività può essere ricondotta ad una consulenza informativa, senza realizzazione di sito web, allora può essere usata la prestazione occasionale, a condizione che tale attività non si ripeta nel tempo. In questo caso non vi è limite di compenso a committente, ma se l’attività prosegue e viene svolta ancora occorre operare con partita IVA anche in questo caso.

  2. Salve, volevo chiedere se posso fare lavori di pasticceria da casa in modo occasionale per privati.

  3. Salve Idalba, per questo tipo di attività non è possibile applicare la prestazione occasionale. Inoltre è molto rischioso operare da privati quando si parla di vendita di alimenti, occorre essere in regola con tutte le normative. Non si scherza con gli alimenti e tutte le problematiche conseguenti. Anche in termini di possibili responsabilità.

  4. Buonasera, chiedo gentilmente se c’è un limite reddituale anuale che le aziende devono rispettare sulla totalità dei lavoratori autonomi occasionali assunti e pagati con ritenuta d’acconto. Grazie in anticipo

  5. Per le aziende non ci sono limiti, ma attenzione, se in un controllo venisse riscontrato che queste attività non sono occasionali l’aziende sarebbe costretta ad assumere questi lavoratori con contratto a tempo indeterminato.

  6. Salve, avrei una un paio di domande darle:
    1. Esonero dalla dichiarazione dei redditi: Un lavoratore che percepisce compensi inferiori ai €. 4.800 annui non è obbligato, in assenza di altri redditi, a presentare la dichiarazione dei redditi.
    Si tratta di 4800 lordi? Per altri redditi inteso i redditi da un lavoratore dipendente?
    2. Mi hanno chiesto di svolgere un’attiva nel mese di novembre, per la quale a fine lavoro emetterò una ricevuta a fine lavoro che sarà a dicembre, con il pagamento a 30 gg data ricevuta ovvero a gennaio 2019. In questo caso vado a dichiararlo per il 730 del 2018 oppure l’anno successivo per il 730 del 2019?
    Rimango in attesa della sua risposta. Ringrazio anticipatemente per l’attensione

  7. I redditi si dichiarano nell’anno in cui sono percepiti. Per quanto riguarda l’esonero il reddito è quello lordo e non si deve percepire nessun altro reddito, compreso quello da lavoro dipendente.

  8. Buongiorno! Articolo molto interessante. Tuttavia ho un dubbio: sto percependo l’assegno di disoccupazione, e sto cercando di iniziare a lavorare come traduttrice autonoma. E’ chiaro che all’inizio guadagnerò 4 spicci quindi mi spiacerebbe rinunciare al sostegno al reddito. La prestazione occasionale funziona allo stesso modo? Immagino di dover comunicare all’inps che sto eseguendo un lavoretto. I miei clienti sarebbero agenzie private straniere (Austria e Germania) che naturalmente sono abituate a lavorare con traduttori free-lance con PIVA quindi non saprebbero nulla di libretti di famiglia e cose simili. Come mi devo comportare? Grazie davvero in anticipo.

  9. Se l’attività è continuativa deve operare con partita IVA, da subito, non ci sono esimenti. La prestazione occasionale è possibile solo su prestazioni che non si ripetono. Dall’estero non le accetteranno un prestazione occasionale, è molto difficile. Fossi in lei cercherei di capire se con i committenti è possibile stipulare un contratto per lo sfruttamento del diritto di autore. Se vuole ne parliamo meglio in privato.

  10. Grazie davvero per la risposta. Al di là della questione estero, come funziona la prestazione occasionale con tetto di 5000 euro per chi percepisce il sostegno al reddito? Si complila la notula con ritenuta al 20% e successivamente si comunica il lavoro eseguito all’inps? Se si, in che modo? Grazie ancora

  11. Buongiorno e complimenti per il chiaro articolo. Avrei una domanda specifica: nel 2018 ho svolto alcuni lavori che rientrano nella categoria del lavoro occasionale, emettendo fatture con ritenuta d’acconto. Ora devo firmare un contratto di lavoro a tempo indeterminato che inizierà a dicembre e nella compilazione del modulo delle detrazioni d’imposta ho un dubbio su che opzioni selezionare (nella sezione riguardante i rapporti di lavoro inferiori all’anno). Queste fatture emesse precedentemente, sono considerate “rapporto di lavoro” quindi non devo barrare l’opzione “dichiara di non aver avuto un precedente rapporto di lavoro”? posso richiedere “che la detrazione minima sia applicata interamente” (visto che non ho avuto detrazioni precedentemente)? Posso barrare l’opzione “avvalendosi della facoltá prevista dal DPR 600/1973, art 23 c4, ai fini dell’applicazione delle ritenute fiscali per l’anno in corso, di considerare anche le somme corrisposte, le ritenute operate e le detrazioni effettuate nel corso del precedente rapporto di lavoro (segue certificazione)”? In questo caso quale sarebbe la certificazione richiesta?
    Grazie mille!

  12. Quello che deve fare è chiedere l’applicazione della detrazione minima. Per il resto, effettuerà l’eventuale conguaglio in dichiarazione dei redditi.

  13. Salve,
    Complimenti per l’articolo.
    È possibile stilare un contratto di servizio d’opera tra un soggetto fisico senza partita iva e quindi non sostituito d’imposta e uno sviluppatore informatico anche egli senza partita iva?
    Dal punto di vista fiscale, il prestatore deve solo emettere ricevuta non fiscale (con eventuale bollo da 2€) e poi dichiarare il reddito per prestazione d’opera nella dichiarazione dei redditti del prestatore (eventualmente supera la soglia massima) ? Il committente non deve fare niente dal punto di vista fiscale?
    Inoltre se questo tipo di servizio non può essere svolto tramite lavoro occasionale, quale può essere una soluzione non avendo sia prestatore che committente una partita iva?
    La ringrazio anticipatamente.

    Aspettando una sua risposta le auguro un buon proseguimento

  14. Alfonso la prestazione occasionale si può utilizzare se l’attività è di tipo professionale, come quella dello sviluppatore informatico, ad esempio. Tuttavia è necessario verificare se l’attività è o meno continuativa nel tempo. Se si tratta di attività che non è continuativa, si esegue e si conclude si può utilizzare la prestazione occasionale (nel modo che ha descritto). Altrimenti non ci sono alternative, il prestatore dovrà operare con Partita IVA.

  15. Gentile dott. Migliorini, sono una giornalista pubblicista alle prime armi e le vorrei chiedere se il contratto con cui una Fondazione mi chiede di produrre nell’arco di sei mesi (quindi il nostro rapporto di lavoro termina trascorsi i sei mesi) 25 comunicati stampa corrispondenti a circa 30 giorni di lavoro, possa considerarsi un rapporto di collaborazione occasionale. Specifico che l’attività è da me gestita in totale autonomia, nel senso che l’ente non prevede un suo ufficio stampa. La ringrazio anticipatamente. Elsa

  16. Salve Elsa, non esiste più il limite di 30 giorni di lavoro per committente (ormai dal 2015). Prestazione occasionale è una prestazione autonoma non ripetitiva nel tempo. Il fatto che lavori per sei mesi con un datore di lavoro rende l’attività abituale, considerato il fatto che potrebbe benissimo anche trovare altri committenti. Il mio consiglio è quello di pensare all’apertura di una Partita IVA. In molti casi da un punto di vista fiscale è molto più conveniente del regime forfettario. Se vuole posso analizzare meglio la situazione ed eventualmente fare una simulazione numerica. Nel caso mi contatti a questa email: info@fiscomania.com.

  17. Buonasera,volevo avere maggiori informazioni riguardo il contratto d opera con esperti senza P.iva , per quanto riguarda la paga base oraria, il totale delle ore previste da tale contratto, e ogni quanto è possibile ristipulare questo tipo di contratto con la stessa persona. Lavoro da qualche anno presso un Istituto Comprensivo in qualità di assistente alla persona, servizio rivolto ai bambini disabili, venendo retribuita a 5€lordi l ora, importo non congruente alla paga base prevista. Inoltre, credo il contratto non rispetti alcuni vincoli previsti dai contratti d opera (la non continuità, il superamento delle ore previste per questa tipologia di contratto, la stipulazione di un nuovo contratto a distanza di sei mesi). Spero possiate darmi qualche delucidazione, o consigliarmi qualche via per far valere quei pochi diritti che mi spettano con questa tipologia di contratto.in attesa di un riscontro Le porgo i miei Saluti.

  18. Salve Erika, quello che le stanno proponendo non è un contratto da lavoro dipendente e nemmeno una prestazione occasionale. Per essere in regola, con questi presupposti deve necessariamente aprire partita IVA. Non esistono alternative, accettare quel tipo di contratto non le offre alcuna tutela ed è passibile di sanzioni.

  19. Salve,
    articolo chiarissimo, ma vorrei esporLe il mio caso.
    Sto percependo la Naspi da alcuni mesi, e ad oggi non ho ancora trovato un altro lavoro purtroppo, pertanto ho pensato di fare qualche piccolo lavoro di sartoria saltuario (riparazioni in genere) a privati per arrotondare (ho una famiglia da mantenere), e prima che finisca la disoccupazione vorrei provare a vedere se riesco a fare di questo lavoro saltuario un’attività futura vera e propria con Partita iva. Non vorrei farlo come lavoro nero, pertanto Le chiedo se potrei fare comunque una ricevuta con ritenuta d’acconto ai miei futuri clienti privati, o se c’è un altro modo.

    Grazie in anticipo per la risposta, cordiali saluti.

  20. L’attività che vuole svolgere può essere regolata con prestazione occasionale, ma per come è adesso la normativa, la contestazione per attività abituale potrebbe esserci se svolge la stessa con più committenti nel tempo. Deve prestare attenzione a questo aspetto.

  21. Buongiorno, complimenti per l’articolo molto chiaro.
    Ho bisogno di chiedere una cosa a cui i dipendenti dell’INPS non mi hanno saputo rispondere. Lavoro come dipendente presso una cooperativa con regolare contratto di lavoro come OSS (operatore socio sanitario) a 164 ore al mese. Mi ha contattato una famiglia che ha la mamma in un’altra struttura per farle compagnia per qualche ora quando non sono in turno. Possiamo gestire il tutto con il libretto famiglia?e soprattutto posso farlo anche se lavoro come dipendente?come devo ammettere ricevuta in questo caso?e vado a inserire il tutto in dichiarazione dei redditi?
    Grazie della risposta e buona giornata
    Laura

  22. Salve Laura, se non ci sono vincoli di esclusiva nel suo contratto di lavoro può utilizzare i buoni famiglia che deve rilasciarle la famiglia per cui andrà a lavorare. I compensi sono già stati tassati alla fonte e non concorrono a tassazione IRPEF, quindi non vanno inseriti in dichiarazione dei redditi.

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