Holding in Olanda o in Lussemburgo: guida al confronto per l’imprenditore italiano

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Per un imprenditore italiano che valuta dove collocare la propria struttura di controllo estera, la scelta tra holding olandese e holding lussemburghese dipende da variabili che vanno ben oltre l'aliquota nominale: il profilo dei proventi, i requisiti di sostanza economica, l'esposizione alla normativa CFC italiana e i costi di gestione reali determinano quale delle due giurisdizioni sia strutturalmente più adatta al proprio caso.

1. Quali sono i proventi principali che la tua holding percepirà?

Dividendi e plusvalenze da partecipazioni Royalties, interessi o management fees

2. Qual è la dimensione del tuo gruppo?

PMI (fatturato consolidato sotto €50M) Gruppo strutturato (fatturato sopra €50M)

3. Sei disposto a dotare la holding di struttura fisica reale (ufficio, dipendenti, amministratori locali)?

Sì, struttura reale è parte del progetto No, preferisco una struttura leggera

4. Hai già verificato che la tua struttura supera il test CFC italiano (art. 167 TUIR)?

Sì, ho già un'analisi tecnica No, non ho ancora approfondito

↩ Ricomincia

Perché la giurisdizione della holding non è una scelta fiscale, ma strategica Quando un imprenditore italiano inizia a valutare dove collocare la propria struttura di controllo estera, la prima domanda che si pone è quasi sempre quella sbagliata: "Dove si pagano meno tasse?". È una domanda comprensibile, ma fuorviante. Nel quadro normativo attuale — segnato dai progetti BEPS dell'OCSE, dalla global minimum tax al 15% introdotta dal Pillar Two e da una normativa italiana sempre più attrezzata sul fronte delle contestazioni internazionali — la giurisdizione della holding non si sceglie in base all'aliquota nominale, ma in base alla compatibilità strutturale con il profilo del gruppo e con le regole del fisco italiano. Per inquadrare il perimetro di questa analisi è utile partire dal quadro generale delle holding on-shore in Europa: le giurisdizioni europee più utilizzate condividono una caratteristica comune, ovvero la presenza di un regime di participation exemption su dividendi e plusvalenze. Il vantaggio competitivo tra di esse si gioca quindi su altri fattori: i requisiti di sostanza economica richiesti, il trattamento dei flussi in uscita verso il socio italiano, il rischio di contestazione da parte dell'Agenzia delle Entrate e i costi reali di gestione annua della struttura. Tra le giurisdizioni europee più utilizzate dagli imprenditori italiani, Olanda e Lussemburgo sono storicamente le più ricorrenti. Non sono intercambiabili. Hanno profili di rischio, costi, requisiti di sostanza e vocazioni strutturali diversi. Questo articolo analizza le differenze operative tra le due giurisdizioni su cinque criteri omogenei, con un cenno finale alle principali alternative, per aiutarti a capire quale delle due, se una delle due, sia adatta alla tua situazione. I cinque criteri per scegliere la giurisdizione di una holding La sce...

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Dott. Federico Migliorini | Commercialista | Fiscalità Internazionale
Dott. Federico Migliorini | Commercialista | Fiscalità Internazionalehttps://fiscomania.com/federico-migliorini/
Dottore Commercialista iscritto all’Ordine di Firenze, Tax Advisor e Revisore Legale. Specializzato in Fiscalità Internazionale, aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale strategica. La gestione delle convenzioni internazionali e i processi di internazionalizzazione d’impresa sono il cuore della mia attività quotidiana. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.
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