Fermo amministrativo sui veicoli: la guida

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2012

Il fermo amministrativo sui veicoli è disposto dall’Agente della Riscossione a seguito del mancato pagamento di una cartella esattoriale. Di seguito la guida per capire come intervenire, come chiedere la sospensione o la cancellazione del fermo ed infine come fare ricorso.

Il fermo amministrativo, c.d. “ganasce fiscali“, è una misura cautelare che ha la funzione, mediante l’apposizione di un “blocco” sul bene mobile registrato del contribuente (debitore), di avere soddisfazione sul contribuente che ha evaso crediti erariali (IVA, IRPEF, IRAP, IRES), oppure multe relative ad infrazioni del codice della strada.

L’Agente della riscossione (Agenzia delle Entrate Riscossione) negli ultimi anni ha fatto un grande uso di questo strumento coattivo, per sollecitare i contribuente a soddisfare le pretese iscritte a ruolo.

Si tratta di uno strumento molto potente utilizzato soprattutto per i piccoli commercianti ed artigiani che utilizzano l’auto come effettivo strumento dell’attività.

Per questo motivo appare utile andare ad esaminare tutte le informazioni utili sul fermo amministrativo. Ti darò i miei consigli per capire cosa fare, come chiedere la cancellazione del fermo, ed eventualmente come fare ricorso.

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IL FERMO AMMINISTRATIVO SUI VEICOLI: QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO

L’istituto del fermo amministrativo sui veicoli è disciplinato dall’articolo 86 del DPR n 602/73 e dal Regolamento contenuto nel DM n. 503/98.

Secondo questo regolamento l’Agenzia delle Entrate Riscossione, una volta constatato il mancato pagamento della cartella esattoriale ha a disposizione uno strumento che consente il blocco di beni mobili registrati. Come ad esempio, veicoli, natanti o aeromobili di proprietà del debitore o degli eventuali coobbligati.

L’Agente della Riscossione, quindi, decorsi, 60 giorni dalla notifica della cartella o 90 giorni dalla notifica dell’avviso di accertamento esecutivo:

  • Può disporre il fermo amministrativo dei beni mobili iscritti in Pubblici registri del debitore. Può fare questo dandone comunicazione alla competente DRE ed alla Regione di residenza;
  • Da esecuzione al fermo amministrativo mediante iscrizione del relativo Provvedimento nel Pubblico registro mobiliare.

IL PREAVVISO DI FERMO AMMINISTRATIVO DEL VEICOLO

Il preavviso di fermo è stato introdotto dal legislatore in sede di conversione del c.d. Decreto del Fare (articolo 52, primo comma, lettera m-bis, del DL n 69/13).

Tale norma ha stabilito l’obbligo per l’Agente della riscossione di inviare al debitore una specifica comunicazione preventiva contenente l’avviso di iscrizione nei pubblici registri del Fermo Amministrativo. Iscrizione che avverrà nel caso in cui non vi sia il pagamento del debito richiesto nei 30 giorni successivi alla notifica di questa comunicazione.

L’opportunità dell’invio di questa comunicazione preventiva si giustifica in considerazione della frequenza con la quale l’Agente della Riscossione adotta questa misura cautelare relativamente ai veicoli a motore. Questo soprattutto in relazione alla rilevanza degli effetti che tale misura può determinare per i soggetti che ne sono interessati.

Basti ricordare in proposito che la comunicazione del Fermo Amministrativo sul veicolo deve essere data al contribuente entro cinque giorni dalla sua iscrizione nel pubblico registro. In questo modo il debitore rimane esposto, ed ignaro del provvedimento, al rischio di incorrere in pesanti sanzioni previste per la circolazione di un bene sottoposto a fermo.

Vedasi sul punto la Risoluzione n 2/E/2006.

INAPPLICABILITÀ DEL FERMO AMMINISTRATIVO SU VEICOLI STRUMENTALI

Per il debitore, imprenditore, professionista o artigiano vi è comunque la possibilità di vedersi applicare il fermo amministrativo del proprio veicolo, se questi è utilizzato nell’attività. In questo caso, nei 30 giorni dal ricevimento della comunicazione deve dimostrare che tale veicolo è per lui strumentale all’attività di impresa o di lavoro autonomo.

L’obiettivo di questa agevolazione è quello di salvaguardare lo svolgimento dell’attività di impresa o professionale che potrebbe essere pregiudicata mediante il provvedimento di fermo. Vedasi il caso dell’Agente di Commercio che non può operare senza il suo veicolo.

Operazione di fermo, che in situazioni come questa potrebbe portare danno allo stesso Ente creditore. Questo in quanto se si ostacola lo svolgimento del lavoro, si limita la possibilità del debitore di riuscire a far fronte ai propri debiti.

Resta tuttavia da chiare quando un bene possa essere considerato strumentale ai fini della norma. Quello che si può dire è che il bene deve essere utile, e per questo indispensabile all’esercizio dell’attività professionale o di impresa.

L’onere della prova grava in capo al debitore (o al coobbligato).

IMPORTI IN CARTELLA SCADUTI CHE POSSONO PORTARE AL FERMO AMMINISTRATIVO DEL VEICOLO

Per disporre di un fermo amministrativo il del veicolo debito non pagato deve superare la soglia di € 50,00.

Mentre, se il debito è compreso:

  • Tra € 50,00 e € 500,00 – vengono emesse la cartelle esattoriali e il sollecito di pagamento a cui segue il preavviso di fermo (può fermarsi un solo veicolo);
  • Tra € 500,00 e € 2.000,00 – viene emesso il preavviso di fermo e nessun sollecito di pagamento (può fermarsi un solo veicolo);
  • Infine, Tra € 2.000,00 e € 10.000,00 – viene emesso il preavviso di fermo e nessun sollecito di pagamento (possono fermarsi al massimo 10 veicoli).

Di fatto, la disposizione in commento è volta a fornire maggiore tutela al contribuente che risulta insolvente rispetto ad una cartella esattoriale notificatagli.

In questo modo Agenzia delle Entrate Riscossione è tenuta ad inviare una comunicazione di avvertimento al contribuente per invitarlo a regolarizzare la propria posizione prima di procedere.

L’Agente della Riscossione dopo i 30 giorni successivi, se il contribuente non ha provveduto al pagamento delle cartelle, ha la possibilità di attivare il fermo amministrativo sui beni mobili registrati del contribuente debitore.

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EFFETTI DEL FERMO AMMINISTRATIVO SUI VEICOLI

A seguito dell’iscrizione del Provvedimento di fermo amministrativo nel Pubblico registro automobilistico (PRA) il veicolo non può circolare.

Tale divieto viene disposto, in particolare:

  • Dall’articolo 5, comma 2, DM n. 503/98 in base al quale a seguito del fermo “è vietata la circolazione del veicolo“;
  • Dall’articolo 214, D.Lgs. n. 285/92, c.d. “codice della strada” in base al quale: “il proprietario, nominato custode, fa cessare la circolazione e provvede alla collocazione del veicolo in un luogo di cui abbia la disponibilità ovvero lo custodisce, a proprie spese, in un luogo non sottoposto a pubblico passaggio“.

SANZIONI PER IL MANCATO RISPETTO DEL FERMO

In caso di violazione del divieto di circolazione il comma 3 dell’articolo 86  DPR n 602/73 prevede l’applicazione delle sanzioni disposte dall’articolo 214, comma 8 del Codice della Strada.

Si tratta di una sanzione amministrativa relativa al pagamento di una somma di denaro che va da un minimo di € 777,00 ad un massimo di € 3.114,00. La sanzione accessoria è la confisca del veicolo.

Rimane salva, comunque, l’applicazione delle sanzioni penali per la violazione degli obblighi posti in capo al custode.

[divider[divider style=”solid” top=”20" bottom=”20"] style="text-align: center;">COSA FARE SE RICEVI IL PREAVVISO DI FERMO AMMINISTRATIVO?

Nel caso in cui tu abbia ricevuto un preavviso di fermo amministrativo l’Agente della riscossione ti sta considerando come debitore verso un ente impositore.

Si tratta di un debito scaduto contenuto in una cartella esattoriale oppure in un avviso di accertamento o di liquidazione esecutivo.

Il Fermo Amministrativo è, quindi, un atto preordinato all’espropriazione forzata, per ottenere la riscossione di un credito da parte di un Ente impositore.

Al fine di evitare questo tipo di espropriazione, prima cosa da fare è, quindi, quella di verificare l’esattezza del debito contestato.

LA PROCEDURA PER LA SOSPENSIONE DELL’AVVISO

La prima cosa da fare in questi casi è non perdere tempo, e non fare passare i 30 giorni che hai a disposizione prima che il fermo amministrativo diventi effettivo.

Quindi, è necessario per prima cosa recarti presso l’Agenzia delle Entrate riscossione e chiedere la cartella esattoriale a tuo carico.

Se la cartella non vi sembra dovuta, in quanto ad esempio il debito è già stato saldato è possibile chiedere la sospensione della riscossione. La domanda di sospensione deve essere accompagna da documentazione utile a verificare l’eventuale sospensione.

Al contrario, qualora il debito richiesto sia effettivamente dovuto, è necessario procedere con la richiesta di rateazione della cartella esattoriale. Per debiti fino a € 50.000 per la rateazione è sufficiente presentare un’apposita istanza presso di gli uffici di Agenzia delle Entrate Riscossione.

La richiesta di rateazione è fondamentale, ai sensi del D.Lgs. n. 159/2015 l’ottenimento della rateazione sulla cartella esattoriale consente la sospensione dall’avvio della procedura di fermo amministrativo.

Per approfondire: Cartella esattoriale: lo sgravio e il rateizzo

MODULISTICA PER LA SOSPENSIONE DEL FERMO AMMINISTRATIVO

Agenzia delle Entrate Riscossione mette a disposizione la modulistica per la richiesta di sospensione del fermo amministrativo sui veicoli.

MODULISTICA SOSPENSIONE FERMO

[divider sty[divider style=”solid” top=”20" bottom=”20"]TTI DEL FERMO AMMINISTRATIVO SUI VEICOLI

Fino a quando il debitore non salda il dovuto o non ottiene comunque la cancellazione del fermo, il mezzo è sottoposto alle seguenti limitazioni:

  • Non può circolare, se lo fa rischia una salatissima sanzione amministrativa;
  • Non può essere radiato dal PRA, esportato o rottamato;
  • Deve essere custodito in un luogo non soggetto a pubblico passaggio, ad esempio garage o cortile privato.

CANCELLAZIONE DEL FERMO AMMINISTRATIVO SUL VEICOLO

Un aspetto importante da sottolineare è che dopo la comunicazione di preavviso di fermo, l’Agente della riscossione non effettua altre comunicazioni, ma procede direttamente all’iscrizione del fermo.

Per sapere se il tuo veicolo è stato sottoposto a fermo amministrativo può esserti utile fare una visura al PRA della targa del veicolo.

Questa procedura può essere attuata nel caso in cui non sei certo se il fermo è avvenuto o meno. Oppure in tutti quei casi in cui ti stai per accingere ad acquistare un autoveicolo usato.

Per il contribuente è sempre possibile procedere alla richiesta della cancellazione del fermo amministrativo una volta che ha saldato il debito presente nella cartella esattoriale.

UFFICIO DEL PRA PER LA CANCELLAZIONE DEL FERMO AMMINISTRATIVO

Per la cancellazione del fermo amministrativo il contribuente devi recarti presso un qualsiasi ufficio provinciale del PRA.

Per la cancellazione del tuo fermo dovrai portare con te la seguente documentazione:

  • Il provvedimento di revoca del fermo rilasciato dall’Agente della riscossione, al momento del saldo della cartella esattoriale, per la quale il fermo è stato iscritto;
  • Il certificato di proprietà del veicolo.

Nel momento in cui verrà cancellato il fermo amministrativo sarà rilasciato il nuovo certificato di proprietà.

[divider style=[divider style=”solid” top=”20" bottom=”20"]text-align: center;">IMPUGNABILITÀ DEL FERMO AMMINISTRATIVO

Il fermo amministrativo è impugnabile dinnanzi alla Commissione tributaria poiché funzionale a portare a conoscenza del contribuente una determinata pretesa tributaria, che comporta, ex articolo 100, C.p.c., che il contribuente possa richiedere al Giudice il controllo di legittimità della stessa.

Il Giudice tributario è quindi competente in caso di impugnazione del fermo amministrativo posto a tutela del credito tributario. mentre è competente il Giudice ordinario se il fermo amministrativo è posto a tutela di crediti non tributari (ad esempio, fermo amministrativo disposto a seguito di violazione del citato D.Lgs. n. 285/92, c.d. “Codice della strada”).

[divider style=”so[divider style=”solid” top=”20" bottom=”20"]-align: center;">CESSIONE DEL VEICOLO PER SFUGGIRE AL FERMO AMMINISTRATIVO

La cessione del veicolo sottoposto a fermo amministrativo è una pratica spesso utilizzata nella pratica per sfuggire a questo meccanismo.

Molto spesso si arriva ad effettuare una intestazione fittizia del mezzo, al fine di evitare di subire il fermo vero e proprio.

Sul punto, anche se il veicolo viene ceduto, ad esempio dal Marito alla Moglie, anche con scambio di denaro, l’operazione non è del tutto legittima.

La normativa, impone di annotare sul libretto di circolazione ogni uso continuativo del veicolo altrui, che si protrae per 30 giorni di seguito. Questa annotazione non si effettua per familiari conviventi del titolare. Per questo, due coniugi non sono tenuti a questo tipo di annotazione. Pertanto, il Marito può liberamente circolare con l’auto formalmente intestata alla moglie.

Tuttavia, affinché la cessione dell’auto sia valida a tutti gli effetti ad evitare il fermo amministrativo è necessario che la stessa avvenga prima della notifica di preavviso di fermo.

Se la cessione del veicolo avviene successivamente alla notifica di preavviso di fermo, l’intestazione risulta essere chiaramente in frode alla legge. Ovvero, operazione eseguita soltanto al fine di eludere la norma di legge. Tale operazione può essere senza dubbio revocata.

Le cose sono ancora più semplici in caso di donazione dell’auto: in tal caso, infatti, il creditore (Agenzia Entrate Riscossione) non deve dimostrare la consapevolezza del terzo relativamente al debito del donante. Così può revocare l’atto di cessione senza dover fornire troppe dimostrazioni.

CHE SUCCEDE SE SI ACQUISTA UN VEICOLO CON ISCRITTO UN FERMO AMMINISTRATIVO?

Il veicolo deve restare inutilizzato e custodito in luogo adatto, poiché vige il divieto di circolazione e radiazione, pena la confisca del mezzo.

Se l’acquisto è già stato fatto, nulla si può eccepire all’Agente della riscossione o all’ente creditore, visto che il fermo è iscritto su registri pubblici liberamente consultabili.

Non resta che invitare il debitore a saldare il debito o, in alternativa, agire per l’annullamento della vendita o per una riduzione del prezzo d’acquisto pagato.

[divider style=”solid[divider style=”solid” top=”20" bottom=”20"]gn: center;">PAGAMENTO DEL BOLLO SUI VEICOLI SOTTOPOSTI A FERMO AMMINISTRATIVO

Il bollo auto – o più correttamente tassa automobilistica – è un tributo applicato a tutti i veicoli sul territorio nazionale da versare alla Regione in cui è residente il proprietario dell’autoveicolo o motoveicolo.

Si tratta quindi di una tassa di possesso, da pagarsi indipendentemente dall’utilizzo del mezzo, che viene calcolata annualmente secondo direttive regionali, potenza del veicoli in kW e impatto ambientale.

In caso di fermo amministrativo, si può dire che il bollo non è da pagare.

Sul punto deve essere presa a riferimento anche la Circolare del Ministero delle Finanze n 2/2003.

La stessa afferma che la documentazione attestante l’iscrizione di un Fermo amministrativo produce effetti riguardo la temporanea perdita di possesso del veicolo e la conseguente esenzione dal pagamento del bollo.

Attenzione però: essendo una tassa regionale è possibile che che vi siano disposizioni diverse (ad esempio, la Regione Piemonte nel 2016 aveva disposto il pagamento del bollo anche per le macchine soggette a fermo).

Quindi il consiglio migliore è di verificare sul sito della regione o direttamente presso gli uffici regionali competenti le disposizioni locali.

[divider style=”solid” t[divider style=”solid” top=”20" bottom=”20"]center;">FERMO AMMINISTRATIVO: CONCLUSIONI

In conclusione, decorsi inutilmente i termini di legge per l’adempimento spontaneo, il provvedimento di fermo deve essere preceduto dalla notificazione del c.d. preavviso di fermo.

Tanto la comunicazione preventiva che l’iscrizione del fermo sono impugnabili dinanzi alla commissione tributaria competente qualora i crediti alla base del provvedimento abbiano natura tributaria.

L’eventuale istanza di dilazione comporta che l’agente della riscossione, ricevuta la richiesta di rateazione, possa iscrivere il fermo solo nel caso di mancato accoglimento della richiesta. Ovvero di decadenza dal beneficio della rateazione, rimanendo comunque salvi i fermi e le ipoteche già iscritti alla data di concessione della rateazione.

Vi è, tuttavia, la possibilità per il debitore (o il coobbligato) di richiedere, mediante specifica istanza, la sospensione del fermo, ricorrendone i presupposti previsti da apposita circolare dell’agente della riscossione.

Infine, il debitore o i coobbligati che svolgono un’attività di impresa ovvero una professione, nel termine di trenta giorni dalla notifica del preavviso di fermo, hanno la possibilità di dimostrare all’agente della riscossione che il bene mobile è strumentale all’attività svolta, in tal modo inibendo la procedura.


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