Avvisi Bonari: guida a definizione e rateazione

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Avviso bonario: guida a rateazione e ravvedimento. Guida alle modalità di definizione pagamento e rateazione degli avvisi bonari di cui all’articolo 36-bis del DPR n 600/73. Termini di decadenza dalla rateazione in caso di irregolare pagamento e modalità di sanatoria con il lieve inadempimento.

Le dichiarazioni dei redditi e IVA dei contribuenti sono sottoposte annualmente ad un controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria.

Il controllo ha per oggetto la liquidazione delle imposte dovute o dei rimborsi spettanti ai contribuenti.

Si tratta di controlli automatici che si interpongono tra la fase di presentazione della dichiarazione da parte del contribuente e quella di accertamento dell’Amministrazione.

Il procedimento che scaturisce dalla liquidazione automatica delle dichiarazioni dei redditi e, con alcune differenze, dal controllo formale, può essere in tal modo schematizzato:

  • Controllo automatico o formale ad opera degli uffici;
  • Comunicazione del c.d. “avviso bonario“;
  • In caso di mancata definizione dell’avviso bonario, iscrizione a ruolo delle somme;
  • Notifica della cartella di pagamento ad opera dell’Agente della Riscossione;
  • Ricorso o reclamo in Commissione tributaria provinciale.

Nelle ipotesi illustrate, la violazione dà luogo ad un omesso versamento dell’imposta o ad un’indebita compensazione di credito non spettante. Questo è confermato dall’articolo 13, commi 2 e 5 del DLgs n 471/75.

In questo contributo andrò ad analizzare, con maggiore dettaglio le fasi di questa procedura.

Avvisi Bonari rateazione e ravvedimento
Avvisi Bonari rateazione e ravvedimento

LA PROCEDURA DI LIQUIDAZIONE AUTOMATICA DELLE DICHIARAZIONI

La comunicazione di irregolarità non è altro che un c.d. “avviso bonario“. Si tratta di una comunicazione che l’Agenzia delle Entrate emette a seguito di:

  • Un controllo automatico, ex articolo 36-bis del DPR n 600/73;
  • Un controllo documentale, ex articolo 36-ter del DPR n 600/73.

Ai sensi dell’articolo 36-bis del DPR n 600/73, l’Amministrazione finanziaria può procedere alla:

liquidazione delle imposte, dei contributi e dei premi dovuti, nonché dei rimborsi spettanti in base alle dichiarazioni presentate dai contribuenti e dai sostituti d’imposta

Articolo 36-bis del DPR n 600/73

Il controllo, effettuato esclusivamente:

sulla base dei dati e degli elementi direttamente desumibili dalle dichiarazioni presentate e di quelli in possesso dell’anagrafe tributaria

consiste nel:

  • Correggere gli errori materiali e di calcolo commessi dai contribuenti nella determinazione degli imponibili, delle imposte, dei contributi e dei premi;
  • Correggere gli errori materiali nel riporto delle eccedenze delle imposte, dei contributi/premi risultanti dalle precedenti dichiarazioni;
  • Ridurre le detrazioni d’imposta indicate in misura superiore a quella prevista dalla legge ovvero non spettanti sulla base dei dati risultanti dalle dichiarazioni;
  • Rideterminare le deduzioni dal reddito esposte in misura superiore a quella di legge;
  • Ridurre i crediti d’imposta esposti in misura superiore a quella prevista dalla legge ovvero non spettanti sulla base dei dati risultanti dalle dichiarazioni;
  • Ricontrollare la rispondenza con la dichiarazione e la tempestività dei versamenti delle imposte, dei contributi e dei premi dovuti a titolo di acconto e di saldo e delle ritenute alla fonte operate in qualità di sostituto d’imposta.

COMUNICAZIONI DI IRREGOLARITA’ PER L’IVA

Il controllo automatico non riguarda soltanto le imposte dirette, ma anche l’Imposta sul Valore Aggiunto.

Il controllo, ai fini IVA, ai sensi dell’articolo 54-bis DPR n 633/72, si attua nelle seguenti fasi:

  • Correggere gli errori materiali e di calcolo commessi dai contribuenti nella determinazione del volume d’affari e delle imposte;
  • Correggere gli errori materiali commessi dai contribuenti nel riporto delle eccedenze di imposta risultanti dalle precedenti dichiarazioni;
  • Controllare la rispondenza con la dichiarazione e la tempestività dei versamenti dell’imposta risultante dalla dichiarazione annuale, a titolo di acconto e di conguaglio, nonché dalle liquidazioni periodiche di cui agli articoli 27, 33 comma. 1 lettera a) e 74 comma 4 del DPR n. 633/72.

È ammesso un controllo ante dichiarazione, relativo alla tempestività dei versamenti in acconto e a saldo e delle ritenute alla fonte operate in qualità di sostituto d’imposta nonché dei versamenti IVA.

A tal fine, deve sussistere un concreto pericolo per la riscossione, ovvero la previsione di perdere il credito fiscale in considerazione della particolare situazione debitoria del contribuente.

GLI AVVISI BONARI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

L’Agenzia delle Entrate emette gli Avvisi Bonari, a seguito di una anomalia riscontrata in un controllo automatico.

Sostanzialmente, l’anomalia si verifica quando viene evidenziato un risultato diverso tra:

  • Le risultanza delle banche dati dell’Agenzia;
  • Rispetto ai dati riportati dal contribuente in dichiarazione dei redditi (IVA).

Lo scopo dell’Avviso Bonario è quello di portare a conoscenza il contribuente di questa anomalia. L’Agenzia, effettua tutto questo attraverso una liquidazione della maggiore imposta dovuta con le relative sanzioni.

Il contribuente, a quel punto è chiamato a controllare la veridicità del contenuto dell’avviso. Qualora vengano rilevati dati o elementi non considerati o valutati è possibile intervenire. Il termine per presentare istanza di annullamento o rettifica in autotutela è di 30 giorni successivi al ricevimento della comunicazione.

La richiesta di riesame della propria posizione può avvenire:

  • Telefonicamente, attraverso il call centre dell’Agenzia delle Entrate. Fornendo i chiarimenti necessari agli operatori che possono intervenire modificando l’avviso emesso;
  • Presentando una istanza in autotutela in formato cartaceo da depositare all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate.
  • Utilizzando i canali telematici CIVIS, per i contribuenti in possesso delle credenziali al proprio “cassetto fiscale“.

La modalità di comunicazione dell’avviso bonario varia a seconda che il contribuente abbia o meno inviato la dichiarazione tramite un intermediario abilitato.

Vediamo, di seguito, le due modalità di notifica degli Avvisi Bonari.

NOTIFICA AVVISI BONARI CON DICHIARAZIONE PRESENTATA TRAMITE INTERMEDIARI ABILITATI

Il contribuente ha la possibilità di delegare un intermediario (solitamente un Commercialista) alla predisposizione ed invio della sua dichiarazione dei redditi.

In questo caso è possibile conferire all’intermediario incarico affinché le eventuali comunicazioni di irregolarità siano notificate direttamente a quest’ultimo.

L’intermediario, ha facoltà di accettare o meno questo incarico. In caso di accettazione ha l’obbligo di informare il contribuente dell’esito della procedura entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione. 

La comunicazione degli Avvisi bonari agli intermediari ( ex articolo 3, comma 3, del DPR n. 322/98) deve avvenire attraverso mezzi elettronici.

NOTIFICA AVVISI BONARI AL CONTRIBUENTE

La notifica degli Avvisi Bonari al contribuente avviene quando:

  • Il contribuente ha deciso di non avvalersi di intermediari abilitati;
  • Gli intermediari non hanno accettato l’incarico di ricevere le comunicazioni di irregolarità del contribuente.

In questi due casi la notifica dell’Avviso Bonario avviene presso il domicilio fiscale del contribuente.

L’Avviso Bonario viene inviato tramite raccomandata direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

Attenzione!

Per le ditte individuali, professionisti imprese o artigiani, il domicilio fiscale corrisponde sempre alla residenza anagrafica. Questo anche se l’attività è svolta in altro luogo (es. ufficio o laboratorio).

Anche in tal caso, se il contribuente è abilitato ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, è possibile instaurare il contraddittorio tramite i canali “PEC” e “CIVIS“.

DATA DI NOTIFICA DEGLI AVVISI BONARI

Di fondamentale importanza è individuare a data di ricezione degli Avvisi Bonari.

A partire dalla data di ricezione, infatti, decorrono i 30 giorni con cui il contribuente può:

  • Effettuare istanza in autotutela per l’annullamento totale o parziale dell’Avviso;
  • Effettuare la definizione dell’Avviso Bonario, ai sensi dell’articolo 2 del DLgs n 462/97.

Inoltre, dalla data di ricezione dell’Avviso Bonario per il contribuente è precluso l’utilizzo del ravvedimento operoso per sanare omissioni o ritardati versamenti.

Su questo aspetto è opportuno effettuare alcune puntualizzazioni:

  • La definizione degli Avvisi Bonari non può essere disconosciuta qualora il ritardo nei versamenti derivi dall’utilizzo di modalità di notifica, come la posta semplice. Modalità in merito alle quali non sussiste una prova della data in cui l’avviso è ricevuto;
  • Il termine per definizione o istanza di annullamento decorre sempre dalla data di notifica dell’avviso al contribuente. Non si deve prendere a riferimento la data di avvenuta spedizione postale;
  • Ove il contribuente presentasse ricorso contro la cartella di pagamento notificata a seguito del disconoscimento della definizione o per mancata definizione, è l’Agenzia delle Entrate che, su eccezione del contribuente, deve dimostrare, su base documentale, l’avvenuta notifica dell’avviso bonario.

LA DEFINIZIONE DEGLI AVVISI BONARI

Nel caso in cui ti sia arrivata questa comunicazione devi verificare la bontà della pretesa tributaria richiesta.

In caso positivo, ovvero, se la pretesa è dovuta, hai la possibilità di regolarizzare la tua posizione pagando l’importo richiesto con modello F24.

Attraverso il modello di pagamento F24 puoi versare imposta, oltre a sanzioni ed interessi.

Il versamento deve essere effettuato entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione e può avvenire:

  • In un unica soluzione, oppure
  • Con la rateazione:
    • Massimo 6 rate trimestrali se l’importo è inferiore a €. 5.000;
    • Oppure, con massimo 20 rate trimestrali per importi superiori  a tale soglia.

Nel caso in cui ci si avvalga della rateazione, bisogna prestare adeguata attenzione alla condizioni richieste per non perdere tale beneficio.

LE SANZIONI SULL’AVVISO BONARIO

La sanzione sulle somme dovute a seguito di controllo automatizzato è pari al 30% di quelle non versate o versate in ritardo. Questo è quanto prevede l’articolo 13, commi 2 e 5 del DLgs n. 471/97.

Se il pagamento avviene entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione ovvero della comunicazione definitiva contenente la ri-determinazione delle somme in sede di autotutela, l’ammontare delle sanzioni è ridotto ad un terzo. Ovvero la sanzione è il 10% della maggiore imposta o del minor credito. Questo è quanto prevede l’articolo 2, comma 2, del DLgs n 462/97.

Una volta perfezionata la definizione degli avvisi bonari, le somme corrisposte non possono più essere contestate, ad esempio mediante rimborso.

Se il contribuente non definisce l’avviso bonario, potrà, se del caso, avvalersi della mediazione a seguito di notifica della cartella di pagamento, beneficiando della riduzione delle sanzioni al 35%, e potendo, eventualmente, negoziare la pretesa (Circolare 33/E/2012, Agenzia Entrate).

Lo stesso dovrebbe affermarsi per la conciliazione giudiziale, ove la riduzione delle sanzioni, però, sarebbe al 40% in primo grado e al 50% in secondo grado.

VERSAMENTO DELLE SOMME CONTENUTE NEGLI AVVISI BONARI

Gli importi derivanti dagli avvisi bonari rientrano nella disciplina dei versamenti unificati ex articolo 17 del DLgs n 241/97.

Tali versamenti devono essere effettuati tramite modello F24, che, di norma, è già allegato alla comunicazione.

È ammessa la compensazione con crediti disponibili.

Potrebbe succedere che il termine per il versamento delle somme o delle rate cada di sabato o in giorno festivo.

In tale ipotesi il termine per il pagamento degli importi è prorogato al primo giorno feriale successivo. Sul punto vedi l’articolo 18, comma 1, del DLgs n 241/97.

Sulle somme spettanti sono dovuti gli interessi nella misura del 3,5% annuo, come prevede l’articolo 6, comma 1, del DM 21.5.2009.

La definizione a 1/3 delle sanzioni derivanti dall’avviso bonario postula che il versamento degli importi o della prima rata avvenga entro 30 giorni dalla notifica dello stesso.

PAGAMENTO DELL’AVVISO BONARIO CON PRESENTAZIONE DI ISTANZA IN AUTOTUTELA

Qualora il contribuente abbia presentato autonoma istanza di autotutela, è previsto che il termine decorra dal giorno in cui è comunicata la rideterminazione delle somme.

Prendiamo il caso del contribuente che si è visto notificare l’avviso il 1° giugno. Questi ha poi presentato istanza in autotutela il 10 giugno. L’Agenzia ha rideterminato l’Avviso Bonario e lo ha riemesso con gli importi rideterminati il 15 giugno.

A questo punto il termine per il pagamento dell’Avviso di 30 giorni riparte dal 15 giugno.

Nel caso in cui, invece, l’Agenzia non riconosca la bontà dell’autotutela presentata il termine per il pagamento rimane sempre fissato in 30 giorni dalla notifica dell’avviso.

Sostanzialmente, la rideterminazione dei 30 giorni avviene solo se l’Agenzia, a seguito di contraddittorio instaurato con il contribuente, abbia:

  • o rideterminato le somme
  • o disatteso le sue richieste.

Questo in quanto solo in tal modo questi preserva il diritto di fruire della riduzione delle sanzioni, potendo eseguire i versamenti in tempo utile.

Sostenere che il termine decorre dalla successiva comunicazione solo quando vengono rideterminate le somme richieste con l’avviso bonario significherebbe infatti svalutare e scoraggiare il contraddittorio. Esponendo inoltre il contribuente alla perdita del beneficio ove l’amministrazione ritardi la propria risposta oltre il termine dei trenta giorni dalla originaria comunicazione.

TERMINI PER IL PAGAMENTO IN CASO DI AVVISI BONARI TELEMATICI

L’Avviso Bonario può essere recapitato, tramite mezzi telematici, presso l’intermediario abilitato che ha curato la trasmissione della dichiarazione.

Nel caso, ai fini della definizione il contribuente dispone di un tempo maggiore. Questo, in quanto, il termine dei 30 giorni, entro cui deve avvenire il versamento, “decorre dal sessantesimo giorno successivo a quello di trasmissione telematica” della comunicazione.

Quindi, secondo il combinato disposto degli articoli, il pagamento deve avvenire entro 90 giorni dalla trasmissione dell’avviso.

I 60 giorni decorrono dalla data di invio dell’avviso all’intermediario: non rileva il giorno in cui è avvenuto lo “scarico” dell’avviso.

Per approfondire: Avviso bonario rideterminato

LA DISCIPLINA DEL LIEVE INADEMPIMENTO

Gli articoli 2 e 3-bis del D.Lgs. n. 462/97 stabiliscono che:

  • La totalità delle somme o
  • La prima rata (in caso di rateazione)

vanno pagate entro 30 giorni dalla comunicazione degli Avvisi Bonari.

L’articolo 15-ter del DPR n. 602/73, inserito dal D.Lgs. n. 159/2015, ha introdotto uno speciale regime per i c.d. “lievi inadempimenti“.

La ratio dello strumeno è evitare che si contesti la decadenza dalla dilazione nonché dalla definizione per irregolarità poco consistenti.

Per effetto di ciò, alcuna decadenza si verifica per inadempimenti dovuti a:

  • Insufficiente versamento, per una frazione non superiore al 3% e, in ogni caso, a € 10.000,00;
  • Tardivo versamento non superiore a sette giorni.

Il limite dei € 10.000,00 è l’unica condizione per vagliare se il versamento insufficiente (delle intere somme o della prima rata) sia o meno idoneo a disconoscere la definizione.

Nelle inadempienze descritte, si procede all’iscrizione a ruolo della somma non pagata nonché della sanzione di cui all’articolo 13 del DLgs n 471/97 commisurata all’importo non versato o pagato in ritardo, e dei relativi interessi.

Il contribuente, comunque, può evitare l’esazione coattiva delle somme fruendo del ravvedimento operoso:

  • Entro il termine di pagamento della rata successiva, ove l’inadempimento riguardi la prima rata;
  • Entro 90 giorni dalla scadenza, in caso di inadempienze relative alla totalità delle somme dovute.

Si tratta di ravvedimento che, di fatto, potrà avvenire solo ai sensi dell’articolo 13, comma 1, lettera a) e a-bis) del DLgs n 472/97, con riduzione della sanzione del 15% a 1/10 o 1/9.

LA RATEAZIONE DEGLI AVVISI BONARI

Le somme dovute a seguito delle attività di liquidazione automatica e di controllo formale possono essere versate (articolo 3-bis del DLgs n 462/97):

  • In un massimo di 8 rate trimestrali;
  • In un massimo di 20 rate trimestrali, se superiori a € 5.000,00.

Non è richiesta la dimostrazione della difficoltà economica, per cui ogni contribuente, se ritiene, può fruire della dilazione degli importi.

Sull’importo delle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi, calcolati dal primo giorno del secondo mese successivo a quello di elaborazione della comunicazione, senza più alcun riferimento al tasso del 3,5% annuo. Il contribuente non deve mai prestare idonea garanzia, quale che sia l’importo.

Il mancato versamento della prima rata entro il termine di 30 giorni dal ricevimento dell’avviso bonario, comporta l’automatica decadenza dalla rateazione, e l’iscrizione a ruolo di tutte le somme, con sanzioni piene del 30%.

Omesso versamento di rate successive alla prima

A seguito del D.Lgs. n. 159/2015, l’effetto degli inadempimenti relativi ai versamenti rateali è contenuto nell’articolo 15-ter del DPR n 602/73.

Il pagamento tardivo di una rata sanato entro il termine previsto per quella successiva non comporta la decadenza dalla dilazione, ma solo conseguenze sanzionatorie.

Nello specifico, è contemplato che:

  • Il mancato pagamento della prima rata entro il termine di 30 giorni dal ricevimento dell’avviso bonario o anche di una sola delle rate posteriori alla prima entro il termine previsto per la rata successiva comporta la decadenza dal beneficio della dilazione, e l’importo dovuto a titolo di imposta, sanzioni in misura piena e interessi, dedotto quanto versato, è iscritto a ruolo;
  • Il tardivo versamento di una rata posteriore alla prima sanato entro il termine previsto per la rata successiva comporta la sola irrogazione delle sanzioni del 15% ex articolo 13 del D.Lgs. n. 471/97 commisurate all’importo della rata versata in ritardo, e dei relativi interessi.

Dunque se, per le ragioni esposte, viene meno la dilazione degli importi, è nel contempo disconosciuta la definizione dell’avviso bonario, per cui anche la riduzione a 1/3 o 2/3 delle sanzioni.

Decadenza della notifica della cartella di pagamento

La notifica della cartella di pagamento susseguente al disconoscimento della dilazione deve avvenire, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre:

“del terzo anno successivo a quello di scadenza dell’ultima rata del piano di rateazione per le somme dovute a seguito degli inadempimenti di cui all’articolo 15-ter

Quando si perde il beneficio della rateazione degli avvisi bonari?

L’articolo 3-bis del DLgs n 462/1997 disciplina il sistema di decadenza dalla rateazione degli avvisi bonari.

In particolare, il mancato pagamento della prima rata entro il termine di 30 giorni dal ricevimento della comunicazione è la prima causa di decadenza.

Accanto a questo requisito, il secondo prevede che il mancato pagamento di una delle rate diverse dalla prima entro il termine di pagamento della rata successiva, comporta la decadenza dalla rateazione.

In queste due casistiche, si assiste, una volta verificate, all’automatica iscrizione a ruolo degli importi non ancora versati.

In pratica, il soggetto che non adempie ai versamenti rateali entro tali scadenze perde irrimediabilmente la possibilità di godere della riduzione delle sanzioni.

Infatti, la comunicazione di irregolarità contiene sanzioni ridotte. La sanzione ordinaria del 30% viene ridotta ad 1/3 (la sanzione passa al 10%). Questo, tuttavia, a patto di rispettare le scadenze di pagamento.

Una volta avvenuta la decadenza dalla rateazione dell’avviso bonario, l’agente della riscossione provvederà, entro 180 giorni all’emissione di una cartella di pagamento.

La cartella di pagamento contiene le sanzioni applicate in misura piena, del 30%. Oltre a questi importi vi saranno interessi di mora e aggio.

Cosa fare se ci accorgiamo di aver omesso il pagamento di una rata?

Se ci accorgiamo di esserci dimenticati di effettuare il versamento di una rata del rateizzo di un avviso bonario, dobbiamo prestare particolare attenzione ai tempi.

Infatti, la rateazione non è persa qualora il tardivo pagamento di una rata diversa dalla prima sia effettuato entro i termini di scadenza della rata successiva.

In pratica, l’iscrizione a ruolo non è eseguita se il contribuente effettua il versamento della rata omessa attraverso l’istituto del “ravvedimento operoso“.

Il versamento della rata deve essere effettuato entro il termine di pagamento della rata successiva. Questo termine è inderogabile.

Come dobbiamo fare per effettuare il ravvedimento operoso?

Per effettuare il ravvedimento operoso il contribuente deve versare il tributo omesso, calcolando e versando anche le sanzioni e gli interessi per il ritardo accumulato.

Nella tabella seguente sono riportate le sanzioni applicabili con il ravvedimento operoso. Le sanzioni applicabili aumentano in relazione al tempo intercorso tra scadenza e regolarizzazione.

Termine effettuazione del ravvedimentoRiduzione sanzioniSanzione applicata
Entro 14 giorni dal termine previsto per il versamento 0,10% giornaliero
Entro 30 giorni dal termine previsto per il versamento1/10 del 15%1,5%
Entro 90 giorni dal termine previsto per il versamento1/9 del 15%1,67%
Entro 1 anno dal termine previsto per il versamento1/8 del 30%3,75%
Entro 2 anni dal termine previsto per il versamento1/7 del 30%4,29%
Oltre 2 anni dal termine previsto per il versamento1/6 del 30%5%

Inoltre, nel modello F24 devono essere versati gli interessi giornalieri al tasso legale dello 0,8% dal 2019.

Quali codici tributo utilizzare nel ravvedimento operoso?

Quando si effettua un ravvedimento operoso è importante fare sempre attenzione ai codici tributo da utilizzare.

L’aspetto da ricordare è che quanto si sbaglia il codice tributo si rischia il disconoscimento dell’intero pagamento, in quanto non riconosciuto dall’Erario.

Per evitare queste spiacevoli situazioni è consigliabile affidarsi al proprio commercialista. Questi potrà effettuare i calcoli dovuti ed inviarvi il nuovo modello F24 del rateizzo, comprensivo del ravvedimento.

In questo modo, sarà più semplice evitare errori.

In ogni caso, per chi fosse interessato a provvedere autonomamente sotto potete trovare i codici tributo (approvati dalla Risoluzione n. 132/E/2011) da indicare nella sezione Erario dell’F24. Ricordo che deve essere riportato l’anno di riferimento dell’avviso bonario che state pagando.

I codici tributo da utilizzare per il ravvedimento sono:

  • Codice tributo 8929 – “Ravvedimento su importi rateizzati a seguito dei controlli automatizzati effettuati ai sensi degli artt. 36-bis DPR n. 600/73 e 54-bis DPR n. 633/72- art. 3-bis,c. 4bis, d.lgs. n. 462/97 – SANZIONE ”
  • Codice tributo 1980 – “Ravvedimento su importi rateizzati a seguito dei controlli automatizzati effettuati ai sensi degli artt. 36-bis DPR n. 600/73 e 54-bis DPR n. 633/72- art. 3-bis,c. 4bis, d.lgs. n. 462/97 – INTERESSI
  • Codice tributo 8933 – “Ravvedimento su importi rateizzati a seguito dei controlli formali effettuati ai sensi dell’art. 36-ter DPR n. 600/73 – art. 3-bis,c. 4-bis, d.lgs. n. 462/97 – SANZIONE
  • Codice tributo 1983 – “Ravvedimento su importi rateizzati a seguito dei controlli formali effettuati ai sensi dell’art. 36-ter DPR n. 600/73 – art. 3-bis,c. 4-bis, d.lgs. n. 462/97 – INTERESSI”.

AVVISI BONARI: CONSULENZA FISCALE PER RATEAZIONE E AUTOTUTELA

Se hai ricevuto un Avviso Bonario e hai bisogno di un professionista esperto che valuti la situazione e nel caso presenti per te gli uffici un’istanza di sgravio, contattami!

Insieme fisseremo una consulenza per capire, prima di tutto, se gli importi richiesti nell’avviso sono realmente dovuti. In secondo luogo valuteremo l’eventuale decadenza dalla rateazione e le eventuali possibilità di effettuare un ravvedimento operoso.

Troverai la massima attenzione e disponibilità per aiutarti a risolvere i tuoi problemi. Contattami attraverso il il link seguente.

Ricorda che in queste situazioni il tempismo è importante, ogni giorno perduto potrebbe significare la definitiva decadenza dalla rateazione.