Partite IVA, controlli a tappeto sulle fatture in arrivo: cosa si rischia?

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Dal 1° aprile 2025, l’Agenzia delle Entrate, in collaborazione con Sogei, ha iniziato ad effettuare una serie di controlli incentrati sulle fatture d’acquisto di PMI, professionisti e lavoratori autonomi. I controlli sono incentrati sul valore economico delle fatture e sul linguaggio usato per descrivere ciò che viene acquistato. Pertanto, i controlli del Fisco non sono più soltanto indirizzati alla verifica dei numeri o codici fiscali, ma anche sul contenuto testuale della fattura. Adesso, l’Agenzia delle Entrate è in grado di analizzare la coerenza tra gli acquisti effettuati e l’attività economica svolta, effettuando una particolare attenzione sulla descrizione dei beni e servizi acquistati.

Controlli Agenzia Entrate con AI

Mediante gli strumenti di intelligenza artificiale e sistemi avanzati di data analysis gestiti da Sogei, le fatture inviate digitalmente sono monitorate in tempo reale. Il sistema di monitoraggio effettua un confronto tra l’attività dichiarata dal contribuente e le informazioni riportate nella descrizione dell’acquisto. Qualora si ritenga che vi sia una potenziale incoerenza tra ciò che è stato acquistato e il codice Ateco associato all’attività economica, viene generato automaticamente un alert. In tal modo sono effettuati controlli tempestivi sulle spese non riconducibili all’attività d’impresa.

A chi sono rivolti i controlli dell’Agenzia delle Entrate?

I controlli sono rivolti principalmente a chi gestisce la propria contabilità in modo semplificato o senza l’assistenza costante di un professionista, come piccoli imprenditori, artigiani, freelance e studi individuali.

Il principio di inerenza

Il criterio giuridico su cui poggia questa evoluzione è l’inerenza, come stabilito dall’art. 109 del T.U.I.R.. Solo i costi direttamente collegati all’attività economica possono essere detratti o dedotti. Pertanto, una spesa che non risulta pertinente con il codice Ateco dell’attività può essere immediatamente classificata come irregolare.

Secondo il principio di inerenza, per essere deducibile, ogni spesa deve essere strettamente collegata all’attività economica svolta. I sistemi dell’Agenzia delle Entrate permetteranno di identificare automaticamente eventuali irregolarità, come l’acquisto di beni di lusso o servizi personali non correlati all’attività, come viaggi vacanza o articoli non professionali.

Quali sono i rischi?

Si rischia la perdita della detraibilità IVA e l’indeducibilità dei costi, ma anche sanzioni amministrative del 70% dell’imposta evasa. Nei casi più gravi, si può arrivare all’apertura di accertamenti bancari o verifiche tramite redditometro.

L’emissione della fattura irregolare non è sufficiente a giustificare la detrazione, è il contribuente che registra e utilizza la fattura a risponderne fiscalmente. Per prevenire controlli le imprese e i professionisti devono cambiare il modo in cui documentano le spese aziendali. Occorre effettuare descrizioni dettagliate in fattura, e allegare contratti, corrispondenza e documenti che provino l’utilità e la coerenza della spesa rispetto all’attività svolta. E’ fondamentale garantire la coerenza tra il codice Ateco dell’impresa e le spese sostenute. Inoltre, è sempre bene mantenere la separazione tra le spese personali e aziendali.

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Dott.ssa Elisa Migliorini
Dott.ssa Elisa Migliorinihttps://www.linkedin.com/in/elisa-migliorini-0024a4171/
Dottore in Giurisprudenza, laureata presso l’Università di Firenze. Specializzata nell'analisi della normativa fiscale domestica, si occupa prevalentemente di disciplina IVA e diritto societario. Collabora con Fiscomania curando l'aggiornamento tecnico sulle evoluzioni legislative per imprese e professionisti
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