Come vendere su Etsy? Realizzi oggetti fatto a mano e vuoi vendere le tue creazioni, oppure vuoi vendere oggetti che non utilizzi più?

Etsy è uno dei più noti marketplace internazionale dove chiunque realizzi oggetti fatti a mano può vendere le proprie creazioni.

Su Etsy è possibile trovare un po’ di tutto, da qualche oggettino realizzato nel tempo libero, l’artista che vende le sue opere, il creativo professionista che per lavoro realizza oggetti fatti a mano, o per vendere oggetti che non usi più.

Se sei intenzionato a vendere online oggetti che non usi più o vuoi vendere sul web gli oggetti che hai realizzato a mano, probabilmente ti starai chiedendo come muoverti e se, a tal fine, sia necessario aprire una Partita Iva

La vendita su un mercato mondiale online suscita molti interrogativi.

come vendere su etsy

Lo scopo di questo articolo è offrirti una guida pratica per sapere come vendere su Esty. Quello che voglio fare è spiegarti come sfruttare uno dei principali canali di vendita attraverso marketplace online.

Se, invece desideri capire come operare come hobbista, senza vendita online, partecipando a mercatini comunali ti lascio a questo articolo dedicato:

Perchè vendere su Etsy?

Etsy è un marketplace internazionale, ciò significa che puoi vendere sia a chi vive in Italia, sia a a chi vive dall’altra parte del mondo.

La circostanza che i tuoi potenziali clienti possano essere in tutto il mondo, comporta, al tempo stesso, alcuni inconvenienti, come l’aumento della concorrenza.

Ad esempio qualora tu vendessi un oggetto che in Italia è raro e poco trovabile, su Etsy rischi di averne molta di più se all’estero quel prodotto è di moda.

Così come se vendi un prodotto particolare e di nicchia, in Italia magari faticheresti a trovare clienti, ma su Etsy al 90% una piccola nicchia che apprezza quello che fai la troverai.

Altra cosa da considerare è il prezzo dei tuoi prodotti. Qualora essi costano poco difficilmente riuscirai a venderli all’estero perché le spese di spedizione saranno elevate e quindi chi compra un oggetto le cui spese di spedizione costano tanto quanto il prodotto?

Etsy è uno dei marketplace più famosi, ha molta visibilità, quindi ti può offrire una visibilità enorme che non potresti mai raggiungere col tuo sito.

Inoltre ci sono anche negozi e blog che fanno scouting su Etsy: setacciano il sito per trovare nuovi prodotti da vendere o di cui parlare sui loro canali. Una visibilità così non è da poco!

Inoltre il suo utilizzo è molto intuitivo, il che ti permette di poterlo utilizzare con facilità.

Quanto costa vendere su Etsy?

Occorre precisare che Etsy è uno dei marketplace con i costi più bassi, infatti ha le commissioni più basse rispetto ad altre piattaforme di vendita online, tuttavia ha un costo anche vendere su Etsy.

Quindi quando calcoli il prezzo del tuo prodotto devi tenere conto dei costi fissi della piattaforma, oltre che ovviamente ai costi di imballaggio e spedizione. Vendere su Etsy ti costa con tutta probabilità di più dei piccoli mercatini locali.

Inoltre, qualora tu non riuscissi a vendere per un po’ di tempo, ci rimetterai perché non ci sono solo le commissioni sulle vendite, ma anche i costi delle inserzioni: ogni prodotto che metti in vendita ti costa 0,20 centesimi.

Vediamo, adesso, nel dettaglio i vari costi di Etsy.

Costo delle inserzioni

Ogni inserzione, sia pubblica che privata, che crei ha un costo di 0,20 centesimi e devi pagarla indipendentemente dalle vendite (quindi anche se non vendi nulla).

L’inserzione scade dopo 4 mesi, quindi se poi vorrai riattivarla perché devi ancora vendere il prodotto, dovrai pagare altri 0,20 centesimi.

Nel caso in cui, tu riesca a vendere il prodotto, l’inserzione viene disattivata, quindi se vorrai riattivarla, dovrai pagare altri 0,20 centesimi.

Costo commissioni di transazione

Etsy trattiene delle commissioni per ogni vendita che fai:

  • 5% del costo di spedizione;
  • 5% del costo totale dell’articolo.

Costo commissioni etsy payments

Nel caso in cui tu accetti i pagamenti, la commissione anche per l’Italia ha un costo del 4% + 0,30 centesimi.

Come vendere su Etsy?

Etsy è nato nel 2005 da un’idea di Rob Kalin, allora poco più che ventenne, che, volendo vendere le sue creazioni fatte a mano, non trovava un sito che riuscisse a mettere in risalto i prodotti in maniera adeguata.

Su Etsy produttori e consumatori si incontrano e creano una community di appassionati di handmade e vintage.

Il successo di Etsy è sicuramente dovuto alla cura che da sempre è stata riservata alla grafica del sito, ai costi bassi di avviamento e all’attenzione che viene data alle richieste della community.

Etsy è quindi il posto ideale per vendere prodotti artigianali online.

Uno dei problemi di Etsy è riuscire a vendere con regolarità.

Soltanto riuscendo a vendere con regolarità gli introiti supereranno i costi.

Riuscire però a vendere qualcosa ogni mese non è facile, per farcela bisogna sfruttare ogni mezzo e segreto. 

Creazione dell’account

Prima di creare il tuo negozio, accedi ad un account Etsy.

Utilizzerai questo account per gestire il tuo negozio, e per acquistare da altri venditori su Etsy. Dopo aver creato il tuo account, aggiungi la foto del profilo e la biografia per far sapere chi sei al resto della Community di Etsy.

 Per aprire il tuo negozio Etsy:

  • Fai clic su Vendere su Etsy in cima a destra della pagina del sito Etsy.com.
  • Fai clic su Apri il tuo negozio Etsy.
  • Seleziona la lingua per il tuo negozio, il paese e la valuta, quindi fai clic su Salva e continua.
  • Scegli il nome del negozio, quindi fai clic su Salva e continua.

Etsy non richiede ai venditori di possedere una licenza commerciale per vendere su Etsy.

Tuttavia, quando si vende su Etsy si deve seguire tutte le leggi che si applicano a una piccola impresa che vende online.

Come vendere su Etsy senza aprire Partita IVA?

La domanda che ci chiedono tutti è se sia possibile operare online, anche su Etsy, senza aprire partita IVA. La risposta esatta a questa domanda è: dipende.

Quello che devi sapere è che l’obbligo di operare con partita IVA scatta quando l’attività di vendita avviene con regolarità. Questo significa che se, occasionalmente, ti capita di esporre un oggetto su Etsy, non hai obblighi fiscali. Tuttavia, al contrario, se esponi più oggetti o l’esposizione è prolungata nel tempo devi operare con partita IVA. Non conta quante vendite hai effettuato e quanto hai incassato.

Potresti benissimo, infatti, trovarti nella situazione di non aver incassato un solo euro, ma dover aprire partita IVA per il solo fatto di esposizione prolungata di più oggetti. La responsabilità legata alla tua posizione fiscale è personale.

Nel momento in cui decidi di vendere su Etsy da privato dichiari di non essere un venditore di professione e che l’attività che potrai svolgere all’interno di questo Marketplace è sporadica e non continuativa. Tuttavia, questo non ti esenta da contestazioni in caso di controlli fiscali.

Aprire un negozio online senza Partita Iva è possibile grazie al servizio offerto dai marketplaces che sono delle piattaforme sulle quali è consentito vendere ed acquistare prodotti afferenti a varie categorie mercelogiche.

Continuità, abitualità e professionalità

Quello che sto cercando di farti capire è che non sempre puoi operare su Etsy, o comunque su portali online di questo tipo, senza una posizione fiscale aperta. Quando si aprono questi portali siamo di fronte all’esposizione di tantissimi artigiani, che spesso ignorano le norme fiscali.

Alcuni lo fanno perché non conoscono la normativa ed i rischi che corrono, altri lo fanno perché magari hanno chiuso la loro attività commerciale e proseguono in questo modo. Il consiglio che posso darti è sempre quello di verificare la tua situazione con un dottore Commercialista esperto (nel caso, contattami!).

Gli elementi da prendere sempre in considerazione per capire se e quando devi aprire la partita IVA sono:

  • La continuità e l’abitualità dell’esercizio dell’attività (quindi l’esposizione degli oggetti, come numero e durata);
  • La professionalità, e l’esercizio in forma organizzata dell’attività. Ad esempio, se ti fai pubblicità ed induci le persone all’acquisto, stai sicuramente esercitando attività commerciale.

Quando si è in presenza di questi requisiti si è obbligati ad aprire partita IVA.

L’apertura della Partita IVA con questi requisiti si rende necessaria anche se l’attività di per se non ha prodotto alcun ricavo. L’aspetto che conta ai fini fiscali e la propensione del soggetto ad esercitare un’attività idonea a produrre reddito. Anche se, magari, per il momento il reddito non è stato generato.

Tuttavia l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che con il termine abituale deve intendersi un’attività che si ripete nel tempo costantemente nel tempo e che necessita dell’impegno intellettuale o materiale per essere svolta.

Esempi di attività economica abituale

Un soggetto che mette in esposizione su Etsy un oggetto che ha realizzato per diletto, non deve porsi problematiche fiscali. Qualora, invece, lo stesso soggetto dopo la prima vendita decida di produrre lo stesso oggetto in quantità per la vendita sul portale, allora deve operare con partita IVA. Nel caso, infatti, siamo di fronte all’organizzazione dell’attività.

Un altro caso potrebbe essere quello di un soggetto che espone sul portale un oggetto realizzato e per invogliare alla vendita le persone effettua dell’attività di advertising sui social network. Anche in questo caso l’attività pubblicitaria conferma l’organizzazione dell’attività e gli obblighi fiscali.

Per approfondimenti:

Aprire Partita IVA: guida definitiva a tutte le casistiche

Casistiche particolari legate all’apertura della partita IVA

Gli aspetti legati alle possibilità di apertura della partita IVA sono davvero molti. Riceviamo sempre tantissime domande legate alle possibilità di aprire partita IVA in situazioni particolari.

Per questo motivo di seguito ti propongo alcune guide che ho realizzato. Ciascuna di queste riprende un argomento legato alla apertura della partita IVA e lo approfondisce:

Apertura della partita IVA e scelta del Regime Fiscale

Collegata all’apertura della partita IVA c’è la scelta del regime fiscale da adottare. Questo è particolarmente importante in quanto dal regime fiscale dipendono gli adempimenti fiscali, il calcolo delle imposte e la fatturazione.

Per quanto riguarda le attività di commercio online, i regimi fiscali tra cui puoi scegliere sono essenzialmente due. Mi riferisco ai seguenti:

Sono due regimi fiscali molto diversi tra loro. Il mio obiettivo in questo momento non è quello di parlarti in dettaglio di questi regimi. Voglio fornirti soltanto qualche informazione generale.

Regime Forfettario per i Business Online

Il Regime Forfettario è un regime di vantaggio, valido per chi inizia un’attività e per chi intende rimanere in volumi di fatturato contenuti, sino a 65.000 euro.

Sono previsti particolari requisiti di accesso e permanenza in questo regime fiscale, che ti invito a verificare con accuratezza.

Per approfondimenti:

Regime Forfettario: guida completa

Questo regime fiscale prevede una tassazione del 5% per i primi cinque anni di attività. Successivamente si passa al 15%, rispettando tutti i requisiti richiesti. Tuttavia, i costi sostenuti non possono essere dedotti analiticamente, bensì forfettariamente.

Per quanto riguarda il versamento dei contributi previdenziali in questo regime:

Regime Forfettario e contributi INPS

In alcuni casi è possibile beneficiare di una riduzione contributiva. Scopri se puoi beneficiarne anche tu in questa guida dedicata:

Agevolazione contributiva per imprenditori individuali in Regime Forfettario

Contabilità Semplificata per Business Online

La Contabilità Semplificata è il regime naturale di imprenditori e professionisti che non possono adottare il Regime Forfettario.

Questo regime fiscale è sicuramente più costoso e più complesso del precedente, in quanto vi è:

Ho approfondito questo regime fiscale in questa guida dedicata:

Contabilità semplificata: le regole

Quello che voglio dirti è che questo regime fiscale è indicato per gli imprenditori che operano in E-commerce. Soprattutto per quelli che producono o gestiscono un magazzino prodotti.

Approfondiremo sicuramente insieme, in consulenza, questo aspetto. Il mio obiettivo, per i miei clienti è aiutarli a scegliere il miglior regime fiscale. Farò la stessa cosa anche con te!

Contributi INPS

Ci sono poi da considerare i contributi INPS, obbligatori.

Qualora tu decida di aprire un’attività e-commerce devi iscriverti alla Gestione commercianti.

Il costo da pagare è fisso e pari a circa 4.000 euro annui, che dovrai pagare anche se non guadagni nulla.

Se poi i tuoi guadagni superano i 15.000 euro, allora sulla soglia oltre i 15.000 euro dovrai pagare il 24% di contributi INPS.

In questo senso è molto interessante la riduzione contributiva del 35% per i soggetti che possono applicare il Regime Forfettario. Inoltre, devi considerare che i soggetti iscritti ad altra forma previdenziale obbligatoria possono chiedere l’esonero dal versamento dei contributi INPS per lo svolgimento di questa attività.

E’ conveniente vendere su Etsy?

Vendere su Etsy è sicuramente conveniente, ma a patto di fare le cose per bene, avere prodotti strepitosi e curare il marketing su ogni canale.

Insomma, qualora tu pensi di aprire il tuo shop su Etsy, creare velocemente le tue schede prodotto e poi metterti seduta aspettando che arrivino gli ordini senza alzare un dito, ecco, lascia perdere.

Come ti ho ampiamente dimostrato in questo articolo, per far funzionare uno shop serve tanto lavoro (e almeno 1-2 anni di sacrifici prima di avere uno shop che ti porti guadagni seri e costanti).

Se vuoi stare sul sicuro, contattami per sapere esattamente cosa devi fare tu nel tuo caso specifico per vendere legalmente su Etsy e come dovrai dichiarare il tuo reddito al fisco in sede di dichiarazione dei redditi per pagare le relative tasse e contributi.

Vendere su Etsy: consulenza fiscale

In questo articolo ho cercato di spiegarti quali sono le variabili che devi tenere in considerazione se vuoi vendere online su un portale come Etsy, dedicato ai piccoli artigiani.

Si tratta di un’attività che può essere esercitata senza particolari investimenti iniziali, ma per produrre oggetti da vendere è necessario essere dotati di particolare manualità. Oltre a questo, inevitabilmente, devi porti la questione legata agli adempimenti amministrativi e fiscali.

Naturalmente, mi rendo conto che ogni situazione personale sia diversa dall’altra e per questo puoi contattarci, ti forniremo l’aiuto necessario per operare secondo le regole. Lasciaci un commento e ti risponderemo al più presto. Inoltre, la tua esperienza può aiutare tanti altri lettori.

6 COMMENTI

  1. Ciao. Io vorrei aprire il mio negozio Etsy ma non mi è chiara una cosa. Ho la partita iva come forfettaria, ma a chi devo fatturare?

  2. La fatturazione avviene nei confronti del cliente. Se cerca un commercialista che possa assisterla in questo tipo di attività ci contatti e le faremo un preventivo. Ci occuperemo noi della verifica della corretta fatturazione e dei suoi adempimenti fiscali.

  3. Quindi se ho un codice Ateco da artista (90.03.09) e sono inscritto all’Inps in gestione separata non posso vendere su Esty senza cambiare cassa previdenziale?

  4. Ciao! Sono una appassionata di incisione e realizzo stampe nel tempo libero. Sono una studentessa e non ho partita IVA. Se volessi vendere le mie stampe tramite etsy, associando un profilo instagram che conterrà il link etsy in bio, dovrei quindi aprire partita IVA?

Lascia una Risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here