La Certificazione Unica per redditi di lavoro autonomo comprende prestazioni occasionali, provvigioni e compensi  a professionisti e i contribuenti in regime forfettario. Istruzioni, compilazione e ritenute su redditi da lavoro autonomo da indicare nella Certificazione Unica. Di seguito tutte le peculiarità e gli esempi di compilazione del modello di Certificazione Unica per i lavoratori autonomi.

La Certificazione Unica (c.d. “modello Cu“) è il documento con il quale i sostituti d’imposta (committenti) sono chiamati a certificare le ritenute di acconto. Si tratta delle ritenute operate sui redditi erogati a lavoratori dipendenti ed autonomi, per ciascun anno solare.

La Certificazione Unica (modello c.u.) deve essere rilasciata al percettore delle somme, utilizzando il modello “sinteticoentro il 31 marzo. La trasmissione all’Agenzia delle Entrate deve essere effettuata utilizzando il modello “ordinarioentro il 7 marzo, in via telematica (prorogata al 31 marzo 2020).

Certificazione Unica 2020

Si precisa che la trasmissione telematica delle certificazioni uniche contenenti esclusivamente redditi esenti o non dichiarabili mediante la dichiarazione dei redditi precompilata (modello 730 o Redditi precompilato), può avvenire entro il termine di presentazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta ovvero entro il 31 ottobre 2020.

Si tratta, in generale, con la certificazione unica lavoratori autonomi di dover certificare i  redditi soggetti a ritenuta d’acconto, erogati nell’anno di imposta precedente.

In questo articolo andrò a riepilogare le modalità di compilazione della Certificazione Unica per i redditi di lavoro autonomo. Vedremo come compilare il modello CU per la certificazione delle ritenute di acconto operate nei confronti di professionisti.

Vediamo, di seguito, tutte le informazioni utili per arrivare preparati alla scadenza del 7 marzo, senza commettere errori.


Certificazione Unica per Redditi di Lavoro Autonomo

Il modello di Certificazione Unica delle ritenute di acconto è suddiviso in due sezioni distinte. Una per ciascuna delle due diverse classi di reddito.

Mi riferisco ai redditi da lavoro dipendente ed ai redditi da lavoro autonomo.

Ogni sostituto di imposta ha la facoltà di inviare separatamente o in modo cumulativo le due sezioni.

Questo in modo tale che Consulenti del lavoro (per la parte relativa ai dipendenti), e Commercialisti (per la parte relativa agli autonomi), potranno adempiere separatamente alla trasmissione telematica. Ognuno per il modello di sua competenza.

In questo contributo voglio soffermarmi sulla gestione della sezione dedicata alla Certificazione Unica per redditi di lavoro autonomo.

Sezione del modello che richiede una particolare attenzione nel reperimento dei documenti utili. Questo anche e soprattutto per il controllo che tutte le ritenute d’acconto siano state operate nei termini da parte del sostituto d’imposta.

Dopodiché bisogna tenere conto di alcune peculiarità legate alla tipologia di prestazione oggetto di certificazione.

Di seguito riporto brevemente i principali aspetti su cui porre attenzione per la compilazione del nodello di Certificazione Unica per  redditi di lavoro autonomo.

Istruzioni per la compilazione della Certificazione Unica per redditi di Lavoro Autonomo

Si riepilogano le regole di compilazione delle certificazioni relative alle ritenute d’acconto operate nell’anno 2019 sui compensi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi.

Si tratta delle ritenute operate sui compensi pagati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2019 e versate dal 16 febbraio 2019 al 16 gennaio 2020.

Quadro relativo alla Certificazione per redditi di lavoro autonomo

In questo riquadro devono essere indicati sia i redditi che verranno dichiarati dal percettore nel modello 730 sia gli altri redditi che verranno dichiarati con il modello Redditi.

Venendo allora alla compilazione della Certificazione Unica, da subito si deve dire che il campo 1, relativo alla causale del rapporto, sarà:

  • CAUSALE A -Per i compensi certificati ai professionisti. Soggetti cioè in possesso di Partita IVA (compresi i cosiddetti contribuenti minimi);
  • CAUSALE M – Per i compensi certificati ai lavoratori occasionali per i quali ricorrono le condizioni di versamento della contribuzione alla gestione separata. Per i compensi complessivamente percepiti nell’anno, dal lavoratore, che eccedano la soglia esente di 5 mila euro;
  • CAUSALE O – Per i  compensi certificati ai lavoratori occasionali per i quali non ricorrono le condizioni di versamento della contribuzione alla gestione separata.

In linea generale tuttavia, le causali più utilizzare nella Certificazione Unica sono le seguenti.

Tabella Causali Certificazione Unica Professionisti e Lavoratori Autonomi

CAUSALETIPOLOGIA REDDITUALE
APrestazioni di lavoro autonomo rientranti nell’esercizio di arte o professione abituale
CUtili derivanti da contratti di associazione in partecipazione e da contratti di cointeressenza, quando l’apporto è costituito esclusivamente dalla prestazione di lavoro
HIndennità corrisposte per la cessazione dei rapporti di agenzia delle persone fisiche e delle società di persone
MPrestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente
M1Redditi derivanti dall’assunzione di obblighi di fare, di non fare o permettere
OPrestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente, per le quali non sussiste l’obbligo di iscrizione alla gestione separata (Circ. INPS n. 104/2001 Nota 1)
O1Redditi derivanti dall’assunzione di obblighi di fare, di non fare o permettere, per le quali non sussiste l’obbligo di iscrizione alla gestione separata (Circ. INPS n. 104/2001 Nota 1)
QProvvigioni corrisposte ad agente o rappresentante di commercio monomandatario
RProvvigioni corrisposte ad agente o rappresentante di commercio plurimandatario
SProvvigioni corrisposte a commissionario
TProvvigioni corrisposte a mediatore
UProvvigioni corrisposte a procacciatore di affari
V1Redditi derivanti da attività commerciali non esercitate abitualmente (ad esempio, provvigioni corrisposte per prestazioni occasionali ad agente o rappresentante di commercio, mediatore, procacciatore d’affari)

La compilazione dei successivi campi discenderà dalla causale utilizzata.

Certificazione unica per redditi di lavoro auitonomo

CAUSALE A – CERTIFICAZIONE UNICA PER REDDITI DI LAVORO AUTONOMO

Al campo 4 deve essere indicato il compenso corrisposto al netto di Iva e della maggiorazione previdenziale. Salvo che non si tratti di maggiorazione riferita alla quota di rivalsa dei lavoratori autonomi iscritti alla sola gestione separata.

Nella normalità dei casi sarà poi riportato detto valore al campo 8 ed al campo 9 sarà indicata la ritenuta di acconto operata.

Il campo 5 deve essere compilato solo in presenza di lavoratori esteri che hanno chiesto (fornendo la necessaria documentazione) di non essere assoggettati a ritenuta di acconto per convenzione con il loro Paese.

In tale ipotesi il valore indicato al campo 5 sarà pari al campo 4 e la certificazione sarà conclusa indicando zero al campo  8.

Se invece il lavoratore straniero non ha chiesto l’applicazione della esenzione da ritenuta per regime convenzionale, allora la certificazione sarà rilasciata come a qualunque professionista. Il tutto con la sola variante che la ritenuta, operata a titolo di imposta, sarà indicata al campo 10, anziché, ovviamente, al campo 9.

Nella ipotesi in cui il soggetto percettore (qualunque sia la causale utilizzata) goda di esenzione dalla ritenuta di acconto (come i contribuenti forfettari) o di una quota (come i percettori di diritti di autore) del reddito, si dovrà utilizzare:

  • Il campo 7, per indicare la quota di reddito esente, ed
  • Il campo 6 nel quale sarà annotato il codice 3,
  • Mentre al campo 8 andrà indicato l’imponibile, che sarà pari a zero nella ipotesi dei contribuenti forfettari. Per i quali non andranno compilati altri campi. Mentre sarà pari al 75% del compenso per i percettori diritti di autore.

CAUSALE M – CERTIFICAZIONE UNICA PER REDDITI DI LAVORO AUTONOMO

La causale M deve essere utilizzata per indicare i compensi percepiti tramite prestazione occasionale. Questo, indipendentemente dal superamento della soglia di € 5.000 lordi annui. Soglia al superamento della quale scatta l’obbligo dei versamenti contributivi alla Gestione Separata INPS.

Oltre ai campi sopracitati, secondo le diverse ipotesi possibili, saranno da compilare i campi 20 e 21.

Questo per l’indicazione dei contributi dovuti alla gestione separata, rispettivamente, a carico del committente e del lavoratore.

I dati previdenziali richiesti per il lavoro autonomo occasionale sono quelli posti di seguito.

Certificazione unica per redditi di lavoro autonomo

Nei punti 34 e 35 del modello CU si deve indicare l’importo dei contributi previdenziali dovuti in relazione ai redditi annui superiori a € 5.000. Redditi derivanti dalle attività contrassegnate al punto 1 dai codici “M” e “M1”.

CAUSALE O E O1 – CERTIFICAZIONE UNICA PER REDDITI DI LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE IN SITUAZIONI PARTICOLARI

La causale O (e O1) deve essere utilizzata per la certificazione dei redditi derivanti dal lavoro autonomo occasionale in situazioni particolari. Si tratta delle fattispecie indicate nella nota 1 della Circolare INPS n 204/2001. Le ipotesi di applicazione sono le seguenti:

  1. Soggetti ultrasessantacinquenni che inizino a svolgere l’attività hanno l’obbligo d’iscriversi alla Gestione;
  2. Gli iscritti che, avendo compiuto il sessantacinquesimo anno d’età, non hanno chiesto la cancellazione, non possono più esercitare tale facoltà;
  3. I medesimi soggetti non hanno titolo al rimborso dei contributi versati ancorchè cessino, a qualunque età, l’attività lavorativa senza aver conseguito il diritto ai trattamenti pensionistici.

Nel caso di compilazione i campi 20 e 21 non saranno da compilare.


Certificazione Unica per Redditi da Lavoro Autonomo senza Ritenuta di Acconto

Alcuni redditi di lavoro autonomo, pur non prevedendo l’applicazione della ritenuta d’acconto da parte del sostituto d’imposta devono comunque essere indicati nel modello CU.

Si tratta, in particolare, dei compensi erogati ai lavoratori autonomi che applicano uno dei regimi fiscali agevolati:

  • Regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità, di cui all’articolo 27, del D.L. n. 98/2011 (c.d. “contribuenti minimi“), e
  • Regime forfettario, di cui all’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 e successive modificazioni.

Per questi soggetti il modello Cu dovrà essere compilato indicando la causaleA” per redditi derivanti dall’esercizio di lavoro autonomo rientranti nell’esercizio di arte o professione.

Il tutto avendo cura di indicare l’ammontare del compenso indicato in fattura sia nella colonna 4 del modello, “ammontare lordo corrisposto“, sia nella colonna 7, “altre somme non soggette a ritenuta“.

Inoltre, è importante non dimenticare che in colonna 6 dovrà essere indicato il codice 6 per indicare che si tratta di “erogazione di redditi non soggetti a ritenuta o esenti“.

Tali importi, a differenza degli anni passati, non dovranno più essere riportati nel modello 770 semplificato (essendo stato cancellato il quadro SS del modello).

Il codice 8 da utilizzare per i soggetti che applicano il Regime Forfettario

Nella Certificazione Unica 2020 per lavoro autonomo è stata introdotta la distinzione tra:

  • Le somme che costituiscono reddito da dichiarare, da indicare con codice 7. Si tratta dei compensi che dovranno poi essere inseriti in dichiarazione dei redditi dal professionista che li ha percepiti, e
  • Le somme riferite a redditi esenti ovvero che non costituiscono reddito imponibile per il percipiente, da indicare con il codice 8. Si tratta delle spese analitiche anticipate dal professionista.

In questo modo viene superata la problematica relativa al controllo incrociato per forfettari e minimi tra somma delle CU presenti in anagrafe tributaria e il totale dei redditi indicati dal contribuente nella relativa dichiarazione.

Per approfondire:


Certificazione delle somme erogate a seguito di Pignoramento presso Terzi

La sezione deve essere compilata dal soggetto erogatore delle somme liquidate a seguito di procedure di pignoramento presso terzi.

Nella ipotesi in cui il creditore pignoratizio sia una persona giuridica l’indicazione delle somme erogate deve essere riportata nel prospetto SY del modello 770 nella sezione II – riservata al soggetto erogatore delle somme.

Nella ipotesi di pignoramento presso terzi dell’assegno periodico di mantenimento del coniuge qualora il terzo erogatore conosca la natura delle somme erogate (ad esempio in quanto datore di lavoro del coniuge obbligato), quest’ultimo applicherà le ordinarie ritenute previste per tale tipologia di reddito.

In tal caso non dovrà essere riportato nella presente sezione alcun importo in quanto tutti i dati riferiti alla suddetta tassazione sono indicati all’interno della certificazione lavoro dipendente, assimilati intestata al coniuge.


Certificazione Unica delle Spese Anticipate dei Professionisti

Capita assai sovente che il professionista in Fattura addebiti al cliente anche spese sostenute in nome e per conto del cliente, e che niente hanno a che vedere con il reddito del professionista.

Classico caso è quello dell’avvocato che ha anticipato spese sostenute in nome e per conto del cliente.

Le spese sostenute per il cliente devono essere riepilogate in fattura come oneri fuori campo IVA. Questo ai sensi dell’articolo 15, comma 1 n 3, del DPR n 633/72.

Tali spese devono essere riportate nella certificazione unica nella colonna 7altre somme non soggette a ritenuta“.

Ricordo che per rientrare nella disciplina di cui al citato articolo 15 la spesa deve essere anticipata dal professionista in nome e per conto del cliente. Questo in virtù di un mandato con rappresentanza del committente, o comunque in virtù di un accordo che giustifichi il rimborso delle somme anticipate dal soggetto passivo.

In pratica, il soggetto che materialmente sopporta il costo deve agire in sostituzione della controparte che, originariamente, vi sarebbe tenuta e che provvederà successivamente al relativo rimborso. Per approfondire:

CERTIFICAZIONE UNICA PER REDDITI DI LAVORO AUTONOMO: SPESE DI VITTO E ALLOGGIO NELLA CU

Per quanto riguarda le spese anticipate, ricordiamo che le spese di vitto e alloggio anticipate dal committente per conto del professionista e recepite come onorario da parte di questi assoggettate a ritenuta ed Iva, devono essere considerate come ordinari compensi del professionista.

Infine, ricordiamo anche che il contributo integrativo alle casse professionali che il professionista addebita in fattura è escluso dalla certificazione. Tale importo non deve essere indicato in nessun campo del modello CU.

Le istruzioni affermano, infatti, che questa componente non deve essere indicata tra i compensi percepiti. Di cui alla colonna 4 del modello.

Mentre per quanto riguarda la rivalsa Inps del 4% applicata dai professionisti iscritti alla gestione separata dell’Inps, trattandosi di compenso professionale, deve essere indicato nella colonna relativa all’ammontare lordo corrisposto al professionista.


Certificazione Unica dei Redditi Corrisposti agli Agenti di Commercio

La Certificazione Unica degli Agenti di Commercio riserva sempre qualche perplessità.

Una questione che si presenta ogni anno riguarda il fisiologico disallineamento tra:

  • Il contenuto della Certificazione unica inviata dal sostituto d’imposta, e
  • I dati della dichiarazione dei redditi del agente sostituito.

Gli agenti di commercio, infatti, tassando il reddito per competenza, possono avvalersi della disciplina prevista dal comma 3 dell’articolo 25-bis del DPR n 600/73.

Disciplina che prevede che la ritenuta sia scomputata dall’imposta di competenza purché già operata al momento di presentazione della dichiarazione dei redditi (30 novembre per il modello Redditi P.F.).

Dato che il soggetto committente, sostituto d’imposta, certifica nel modello CU le ritenute sui compensi “corrisposti” mentre l’agente di commercio indica in dichiarazione dei redditi le ritenute subite sul reddito tassato (quindi anche se operate nell’anno successivo), la differenza che si crea in questi casi è fisiologica.

In ogni caso l’agente di commercio prima di indicare le ritenute subite sul reddito maturato, dovrà acquisire una certificazione straordinaria da parte del sostituto delle ritenute operate a integrazione di quella annuale.

In caso di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate sarà così in grado di poter spiegare i motivi della differenza riscontrata nella sua dichiarazione dei redditi.

La Certificazione Unica Enasarco 2020

Il documento, relativo ai redditi di lavoro dipendente, ai redditi di lavoro autonomo e ai redditi diversi per il periodo d’imposta 2019, può essere consultato direttamente nell’area riservata inEnasarco nella sezione “Richieste” alla voce “Archivio Documenti”.

In alternativa, è possibile chiedere un duplicato scrivendo a [email protected], allegando un documento di identità valido, oppure recandosi presso una sede Enasarco.

In dettaglio si tratta dell’attestazione di tutti i compensi che gli iscritti hanno percepito dalla Fondazione Enasarco nel corso dell’anno solare, come, ad esempio, pensioni, liquidazioni Firr, borse di studio. È utile ai fini degli adempimenti fiscali e svolge il ruolo di sostituto d’imposta.

Sito Enasarco per scaricare la Certificazione Unica:


Certificazione Unica dei Redditi erogati agli Sportivi Dilettanti

Un ultimo aspetto che può produrre dubbi è quello legato alle certificazioni da rilasciare sulle indennità, i rimborsi spese forfettari, i premi e i compensi erogati ai soggetti di cui alla lettera m), del comma 1, dell’articolo 67 del DPR n. 917/86.

Si tratta di indennità e rimborsi legati allo svolgimento di attività sportiva dilettantistica. Compensi da certificare anche se inferiori al limite di esenzione.

Limite previsto dall’articolo 69 del DPR n. 917/86, fissato a €. 10.000.

Ricordiamo che sono esclusi dalla comunicazione i rimborsi per spese documentate per vitto, alloggio, viaggio e trasporto sostenute dagli stessi soggetti in occasione di trasferte fuori dal territorio comunale.

Anche questi importi, infatti, non sono tassati dal percettore.


Certificazione Unica per Redditi di Lavoro Autonomo: Esempi di Compilazione

Vediamo adesso alcuni esempi di compilazione della Certificazione unica aventi ad oggetto i compensi percepiti da diverse categorie di lavoratori autonomi.

CERTIFICAZIONE UNICA PER REDDITI DI LAVORO AUTONOMO: ESEMPIO DI COMPENSO DEI PROFESSIONISTI

Ipotizziamo compensi versati ad un professionista per €. 1.000. Contributo cassa di previdenza per €. 40. Spese anticipate in nome e per conto per €. 350. Ritenuta d’acconto per €. 200.

Nella sezione tipologia reddituale del modello Cu va indicato il codice A, per la causale “prestazioni di lavoro autonomo rientranti nell’esercizio di arte e professione abituale“.

In colonna 4 deve essere indicato l’importo dei compensi, compreso l’importo delle spese anticipate in nome e per conto dei clienti, per €. 1.350.

Restano escluse Iva e contributo integrativo alla cassa professionale.

Infine, in colonna 7 va indicato l’importo delle spese anticipate in nome e per conto del cliente con il codice 6, “erogazione di altri redditi non soggetti a ritenuta, ovvero esenti“.

CERTIFICAZIONE UNICA PER REDDITI DI LAVORO AUTONOMO: ESEMPIO DI PROVVIGIONE AGLI AGENTI

Ipotizziamo provvigioni versate ad un agente plurimandatario per €. 2.000. Contributi Enasarco per €. 146,50 e ritenuta per €. 230 (23% sul 50% delle provvigioni).

Nella sezione tipologia reddituale del modello Cu va indicato il codice R, per la causale

provvigioni ad agente o rappresentante di commercio plurimandatario

In colonna 4 deve essere indicato l’importo delle provvigioni, esclusa sia l’Iva che il contributo Ensarco, per €. 2.000. In colonna 7 va indicato il 50% delle provvigioni non soggette a prelievo con il codice 3

erogazione di altri redditi non soggetti a ritenuta o esenti

Infine, in colonna 8 va indicata la provvigione imponibile  €. 1.000. Mentre in colonna 9 la ritenuta a titolo d’acconto operata per €. 230.

CERTIFICAZIONE UNICA PER REDDITI DI LAVORO AUTONOMO: ESEMPIO PER PROFESSIONISTI ESENTI DA RITENUTA

Ipotizziamo compensi versati per €. 1.000, oltre a rivalsa Inps per €. 40.

Nella sezione tipologia reddituale del modello Cu va indicato il codice A, per la causale:

prestazioni di lavoro autonomo rientranti nell’esercizio di arte e professione abituale

In colonna 4 deve essere indicato l’importo dei compensi compresa la quota addebitata a titolo di rivalsa Inps per la gestione separata.

In colonna 7 va indicato l’intero importo versato con l’identificazione del codice 6.


La correzione o integrazione di CU inviate

Un aspetto da tenere in considerazione è la possibilità di dover inviare Certificazioni Uniche correttive o Integrative, quando ci sono omissioni o errori nell’invio.

A riguardo occorre tenere presente che per integrare o correggere una Certificazione Unica già inviata entro il 7 marzo occorre tenere in considerazione l’impianto sanzionatorio di cui all’art. 21 del D.Lgs. n. 158/15.

Vediamo, quindi, di seguito il regime sanzionatorio e le possibilità di integrare o correggere il modello CU per i lavoratori autonomi.

La correzione della certificazione

Laddove si debba procedere alla correzione della Certificazione Unica inviata si rende necessario inviare direttamente un nuovo modello sostitutivo e/o di annullamento. In questo modo è possibile effettuare l’elaborazione di una nuova attestazione (modello CU) che sostituisce in tutto o in parte quella inviata precedentemente.

Vediamo, di seguito il corretto procedimento per una CU correttiva in sostituzione di un modello precedentemente inviato.

Certificazione Unica Correttiva: il procedimento per la sostituzione

Per poter procedere alla sostituzione di una Certificazione Unica errata, si deve seguire i sottostanti passaggi operativi:

  • Barrare la casella “Sostituzione posta nel frontespizio del modello CU lavoratori autonomi;
  • Compilare il nuovo modello di Certificazione Unica per redditi di lavoro autonomo comprensivo delle modifiche dei dati fiscali;
  • Impostare con il valore “S” il campo 9 della parte fissa del record D della Certificazione Unica per redditi di lavoro autonomo che si intende sostituire;
  • Riportare nei campi 6 e 7 della parte fissa del record D il protocollo telematico attribuito dai Servizi telematici alla singola CU che si intende sostituire.

E’ opportuno ribadire che la nuova certificazione sostituisce integralmente la precedente.

ATTENZIONE – Qualora nella certificazione originaria che si sostituisce era presente sia la certificazione di redditi di lavoro dipendente che la certificazione di redditi di lavoro autonomo, la nuova certificazione dovrà contenere sia la parte di lavoro dipendente che quella di lavoro autonomo, ancorché le modifiche abbiano interessato solo una parte della Certificazione Unica.

Certificazione Unica correttiva: la procedura per l’annullamento

Vediamo adesso le istruzioni operative per arrivare ad effettuare l’annullamento di una Certificazione Unica per redditi di lavoro autonomo inviata erroneamente. Le istruzioni da seguire sono:

  • Barrare la casella Annullamento posta in alto nel frontespizio del modello CU lavoro autonomo;
  • Compilare una nuova certificazione unica riportando solo la parte relativa ai dati anagrafici del contribuente;
  • Impostare con il valore “A” il campo 9 della parte fissa del record D della Certificazione Unica che si intende annullare;
  • Riportare nei campi 6 e 7 della parte fissa del record D il protocollo telematico attribuito dai servizi telematici alla singola certificazione che si intende annullare. In quest’ultimo caso, i record G e H non devono essere riportati.

A seguito dell’annullamento è possibile inviare nuovamente la Certificazione Unica corretta o integrata nel suo contenuto.


Certificazione Unica lavoratori autonomi: il regime sanzionatorio

Come anticipato, la scadenza per l’invio telematico della Certificazione Unica è fissato al 7 marzo di ogni anno. Tuttavia, per le certificazioni uniche contenente redditi non interessati dal 730 precompilato, l’invio telematico può essere effettuato entro il 31 ottobre, termine di invio del modello 770.

Per chi non ha inviato la certificazione unica entro la scadenza o ha commesso errori di compilazione la sanzione prevista è pari a 100 euro per ciascuna delle certificazioni uniche oggetto di errore o ritardo.

Nel caso di correzione delle CU già inviate entro la scadenza ordinaria è possibile, tuttavia, beneficiare della riduzione ad 1/3 della sanzione prevista. Non si applica il ravvedimento operoso sulle sanzioni nel caso di regolarizzazione successiva.

Per quanto riguarda il sistema sanzionatorio della Certificazione Unica occorre tenere presenti i seguenti riferimenti:

  • Il Decreto Legislativo n 158/2015 ed
  • Il Decreto Legislativo n 151/2015.

Si tratta di disposizioni che hanno riformato il sistema delle sanzioni previste a carico del committente in caso di ritardo, omissione ed errori nella redazione ed invio telematico della certificazione unica (modello CU).

Tabella sanzioni per omessa tardiva o errata Certificazione Unica sul Lavoro Autonomo

Di seguito la tabella riassuntiva con le sanzioni previste in caso di ritardo, errori ed omissioni in materia di certificazione unica (modello CU).

FattispecieSanzioni previste
Certificazione Unica omessa, tardiva o errata100 euro per singola certificazione con limite massimo di 50.000 euro per anno e sostituto d’imposta
Certificazione Unica errata trasmessa entro il 7 marzo 2020, poi corretta e nuovamente trasmessa entro 5 giorninessuna sanzione
Certificazione Unica errata trasmessa entro il 7 marzo 2020, poi corretta e nuovamente trasmessa entro 60 giorni33,33 euro per singola certificazione con limite massimo di 20.000 euro per anno e sostituto d’imposta

Il versamento delle sanzioni da Certificazione Unica con modello F24

Le sanzioni conseguenti all’omesso invio della certificazione unica, ovvero al suo invio incompleto e/o con dati errati, devono essere versate con modello F24, utilizzando il codice tributo 8906 e compilando la sezione Erario.

Sul termine dei 5 giorni occorre fare due precisazioni:

  • In caso di certificazioni uniche reinviate dopo scarto da parte dell’Agenzia delle Entrate, i cinque giorni decorrono dalla data contenuta nella comunicazione di scarto ricevuta (così come precisato dalle istruzioni ministeriali che rimandano alla circolare numero 195/1999 del Ministero delle Finanze);
  • In caso di certificazioni uniche di cui ci si accorge di aver omesso o inviato dati incompleti, allora i cinque giorni vanno considerati a partire dalla data di scadenza del 7 marzo.

Correzione Certificazione Unica entro 60 giorni e riduzione delle sanzioni

Come anticipato nella tabella, l’unica modalità attualmente prevista per poter beneficiare della riduzione delle sanzioni certificazione unica 2020 è effettuare un nuovo invio entro 60 giorni dalla scadenza ordinaria.

In caso di correzione della certificazione unica la sanzione sarà ridotta ad 1/3 e quindi sarà pari a 33,33 euro per ogni CU corretta e nuovamente inviata. Nel caso, è ridotto anche l’importo massimo di sanzione applicata al sostituto d’imposta, che passa da 50.000 a 20.000 euro.

Per poter pagare le sanzioni in misura ridotta è necessario inviare una nuova Certificazione Unica entro il 6 maggio 2020. Questa possibilità è prevista soltanto nel caso in cui l’invio riguardi certificazioni uniche contenenti dati errati già trasmesse entro la scadenza ordinaria del 7 marzo 2020.

Certificazione Unica 2020: riepilogo su ravvedimento e sanzioni

Vediamo adesso di riepilogare la situazione del sistema sanzionatorio.

Per ogni certificazione omessa, tardiva o errata è prevista l’applicazione di una sanzione pari a 100 euro per singolo adempimento con il limite massimo di 50.000 euro e sostituto d’imposta per il periodo d’imposta 2019.

Qualora, invece, venga trasmessa una certificazione unica errata, poi corretta e nuovamente trasmessa entro 5 giorni non si incorre in nessuna sanzione.

Nel caso in cui, infine, si trasmetta una certificazione unica errata, poi corretta e nuovamente trasmessa entro 60 giorni si incorrerà nelle sanzioni ridotte di 1/3 e quindi pari ad euro 33,33. In quest’ultimo caso cambiano anche i limiti massimi di applicazione delle sanzioni, che scendono a 20.000 euro per periodo d’imposta e sostituto.


Certificazione Unica per Redditi di Lavoro Autonomo: conclusioni

In questo articolo ho cercato di fornirti le principali indicazioni operative utili per affrontare correttamente la Certificazione Unica per i Redditi di Lavoro Autonomo.

Si tratta di un adempimento molto importante per tutti i lavoratori autonomi. Entro il 28 febbraio, infatti, il committente è tenuto a rilasciare la certificazione a tutti i lavoratori autonomi a cui ha erogato compensi.

La scadenza è tassativa, e molto spesso, nella pratica, non viene rispettata. Per questo motivo se sei un lavoratore autonomo il consiglio che posso darti è quello di richiedere sempre il modello CU ad ogni tuo committente con adeguato anticipo rispetto al momento in cui presenti la dichiarazione dei redditi.

La Certificazione Unica, infatti, è fondamentale per individuare il tuo reddito imponibile e per certificare le ritenute di acconto subite.


Certificazione Unica 2020: normativa e prassi

Provvedimento del 15 gennaio 2020 – Approvazione della Certificazione UnicaCU 2020”, relativa all’anno 2019, unitamente alle istruzioni di compilazione, nonché del frontespizio per la trasmissione telematica e del quadro CT con le relative istruzioni. Individuazione delle modalità per la comunicazione dei dati contenuti nelle Certificazioni Uniche e approvazione delle relative specifiche tecniche per la trasmissione telematica (Pubblicato il 15/01/2020).


Certificazione Unica 2020: modelli e istruzioni

Di seguito i modelli di Certificazione Unica 2020 e le relative istruzioni di compilazione da scaricare:

Certificazione unica: approfondimenti

Se desideri approfondire la tematica legata alla Certificazione Unica puoi visionare i seguenti articoli collegati:

93 COMMENTI

  1. Buongiorno, l’anno scorso ho effettuato un lavoro occasionale in ritenuta, percependo 1500 euro netti.
    Il committente mi ha fatto una CU e me la sono ritrovata nella dichiarazione precompilata, ma era sbagliata in quanto ha specificato la lettera A nella tipologia (da quel che leggo doveva essere O).
    Ho già segnalato il problema, ma ho dei dubbi:
    – possono loro modificare la CU dell’anno scorso e ritrasmetterla?
    – in tal caso c’è qualche speranza che la dichiarazione precompilata si sistemi automaticamente in modo che io possa inviarla senza modificarla?
    – in caso contrario cosa devo fare?
    Grazie.

  2. Deve chiedere la modifica della CU, ma la precompilata si modificherà da sola, dovrà provvedere lei o un suo consulente a predisporre correttamente la sua dichiarazione dei redditi.

  3. Buongiorno,nel 2014 ho ricevuto il pagamento di due prestazioni occasionali effettuate una nel 2012-13 e l’altra nel 2013-14,non ho partita iva, la certificazione avveniva con n.2 cud causale A – punto 4 ammontare lordo corrisposto – punto 8 imponibile- punto 10 ritenuta a titolo d’imposta. il commercialista non ha ritenuto inserire detti importi nel 770, adesso l’ufficio entrate mi ha detto di inserire importi in redditi diversi e fare ravvedimento.
    cosa devo fare.grazie

  4. A questo punto deve fare la dichiarazione integrativa per correggere l’omissione. Le servirà un commercialista che la segua per questa operazione per predisporre ed inviare telematicamente le dichiarazioni.

  5. Vorrei se possibile un aiuto.
    Ho lavorato come collaboratore presso un’azienda di montaggio video.
    Questa azienda su mia richiesta mi ha finalmente dato il CU, credo che pero’ ci sia un errore nella cu nella tipologia reddituale c’è scitto A ma io non ho partita IVA… Sbaglio o hanno sbagliato la CU… Grazie in anticipo per il cortese riscontro.

  6. Per capire se è sbagliata la CU, o se ha sbagliato lei a non aver aperto partita Iva, dipende dal contratto firmato e dall’attività in concreto esercitata.

  7. Ho una partita iva in regime forfettario. Mi pare di capire che, nella CU che riceverò, troverò l’importo “ammontare lordo corrisposto” (colonna 4) uguale a quello “altre somme non soggette a ritenuta” (colonna 7). Questo importo comprenderà anche le spese da me addebitate in fattura come oneri esclusi art.15, che però so di non dover dichiarare nel modello Redditi.
    Quindi è normale che ci sia questa discrepanza di cifre tra la CU e il quadro LM nella colonna dei “componenti positivi”?
    Grazie e cordiali saluti.

  8. Salve Gabriele, se si tratta di rimborso spese analitico, nella CU c’è una voce apposita per questo, che esclude tale importo e lo separa dal reddito. Se si tratta di rimborso spese forfettario quanto ha indicato è corretto, ma dovrà tassare quel compenso perché per lei è reddito. Dipende tutto dal tipo di rimborso.

  9. Buongiorno! sono capitata sul suo sito e ho ancora tanti dubbi.
    Ho aperto la partita iva nel settembre 2018 quindi sono professionista nel regime forfettario, fatturo ai miei clienti (no azienda) essendo biologa, prima di questo percepivo la Naspi, la mia domanda è, bisogna mandare un certificato unico all’agenzia delle entrate entro il 7 Marzo?
    Ringrazio per la risposta

  10. Buongiorno,
    mi ritrovo alcune ricevute emesse da una persona fisica in regime forfettario (L 190/2014) così compilate:
    Prestazioni mediche…€ 1000
    Rimborso spese km € 50
    Rimborso telepass € 20

    In fase di compilazione CU 2019, sia i rimborsi spese km che quelli del telepass vanno inseriti tutti insieme alle prestazioni nell’ammontare lordo corrisposto (quadro 4 e anche 7), corretto?
    Vi ringrazio molto
    Un saluto

  11. Buongiorno, chiedo se un committente in regime ordinario e sostituto d’imposta è obbligato a rilasciare CU a una ditta individuale artigiana che emette regolare fattura per il lavoro svolto (di pulizie) in regime forfettario.
    Cordiali saluti

  12. salve.sto lavorando per una azienda ma ancora non ho aperto p iva e mi ha mandato la dichiarazione da lavoro autonomo,provvigioni ..e’ una certificazione.
    io con questa certificazione cosa devo farne?se a breve apro partita iva devo consegnarla al mio commercialista?

  13. Buongiorno.
    Sono un medico in pensione dall’aprile 2015. Ad ottobre 2015 ho chiuso la partita Iva.
    Nel 2018 l’Enpam mi accredita una tantum un importo lordo di circa 1.800 euro (non so a cosa si riferisca esattamente: riconteggio arretrati???). Oggi ricevo la Certificazione Unica 2019 relativa a questo reddito con indicazione della ritenuta a titolo d’acconto, indicato nel quadro “CERTIFICAZIONE DI LAVORO AUTONOMO, PROVVIGIONI E REDDITI DIVERSI”, con tipologia reddituale causale A.
    CHIEDO:nella compilazione dell’UNICO PF 2019, in quale quadro devo riportare questi dati?
    Preciso che l’Enpam mi ha rilasciato anche la certificazione relativa ai redditi di pensione.
    Grazie

  14. Salve Flavia, la situazione è particolare perché l’Enpam le ha certificato redditi da lavoro autonomo anche se la partita IVA è chiusa. Opterei per l’indicazione di questi redditi nel quadro dei redditi diversi.

  15. buona sera, durante la compilazione del 730 online, trovo nel precompilato, solo i dati cud di un lavoro da dipendente. Ho pero’ ricevuto il cud di un secondo lavoro, come lavoro diverso o autonomo(lavoro con contratto coni sportivo per una palestra), questo cud non risulta nei redditi percepiti sul 730 precompilato. Puo’ centrare con il fatto di aver percepito meno di 1000 euro lordo nell’anno da considerare? Oppure devo ricorrere aggiungendo le informazioni al modulo?
    grazie mille

  16. Buonasera,
    ho ricevuto la CU 2019 con due sezioni CERTIFICAZIONE LAVORO DIPENDENTE, ASSIMILATI ED ASSISTENZA FISCALE in quanto sono stata a progetto per un tot di mesi e poi sono passata a P.IVA e mi ritrovo ulteriori somme con causale V codice 7 nel quadro CERTIFICAZIONE LAVORO AUTONOMO, PROVVIGIONI E REDDITI DIVERSI. Ho scaricato i dati della precompilata ed il software RedditiOnline PF 2019 per effettuare la dichiarazione, caricando i dati della precompilata non vi è alcun cenno ai redditi presenti nella sezione CERTIFICAZIONE LAVORO AUTONOMO, PROVVIGIONI E REDDITI DIVERSI è normale ciò o per meglio dire bisogna dichiarare solo i redditi del contratto cocopro? Grazie.

  17. Salve Giusy, la precompilata non inserisce i redditi da lavoro autonomo, dovrà farlo autonomamente o meglio con un Commercialista che sappia come compilare la dichiarazione, ma soprattutto mi chiedo quale sia il tuo regime fiscale e se hai adempiuto a tutti gli altri obblighi che ti riguardano con la partita IVA. Se ti occorre aiuto e consulenza siamo a disposizione. Nel caso scrivimi a questa email: [email protected].

  18. Salve, in presenza di regime fiscale forfettario 2018 (massimo fatturato 30.000 euro), ho notato che dato che ho fatturato anche le anticipazioni (e per anticipazioni intendo spese per trasferte e missioni sostenute per l’unico committente, esposte in fattura esenti ex art. 15), esse sono state comprese nella CU 2019, con il risultato che ora mi risultano 30.800 euro di fatturato anzichè i 30.000 che mi servivano per rientrare nel regime forfettario 2018.
    Come posso far correggere la CU? Io quelle spese le ho anticipate come mera anticipazione finanziaria, non come spese per l’esercizio della mia attività professionale. Il committente semplicemente mi ha chiesto di anticipare io le spese che avrebbe dovuto sostenere (è un Ministero, e l’erogazione di queste somme segue tempi lunghissimi), e per riaverle ero costretto a rimetterle in fattura, dove le ho indicate come spese esenti. Cosa devo fare?

  19. Salve Fabrizio, le spese anticipate sono considerate reddito, in quanto non sono oneri rimborsati al momento dell’emissione della fattura. Per questo il comportamento tenuto dal committente è corretto. Se ha superato la soglia prevista dovrà uscire dal regime forfettario. La cosa migliore era valutare prima questo tipo di fatturazione.

  20. Salve, una domanda come azienda che emette le CU, quest’ultime dove le posso trovare?

    Mi spiego meglio io azienda che emetto le certificazioni uniche ho modo di vedere quelle da me emesse ? vi è un elenco ?

    grazie mille

  21. Salve, sono un medico in scuola di specializzazione; essendo entrato praticamente subito in scuola, non ho avuto bisogno di aprire la partita IVA in quanto i pochi lavori extra da me compiuti (guardie mediche, sostituzioni di medico di base), che in totale ammontano a poco più di 1500 euro, sono stati eseguiti in ritenuta d’acconto.
    La scelta di non aprire la partita IVA è avvenuta in seguito alla consultazione di varie associazioni di medici che ci hanno sempre rassicurato sul fatto che pur essendo iscritti ad un ordine professionale, la totale occasionalità delle prestazioni, con maturazione di redditi al di sotto dei 5000 euro annui, ci permetteva di lavorare in ritenuta d’acconto senza problemi.
    Ora, in sede di dichiarazione dei redditi, mi ritrovo una CU emessa dalla asl per alcune guardie mediche da me svolte, dove compare la causale A relativa a redditi da lavoro autonomo; il commercialista dell’azienda sanitaria si è rifiutato di apporre la causale M nella stessa in ottemperanza, a suo dire, alla legge Biagi.
    Ora, secondo lei, io come mi dovrei comportare? Perchè ho la possibilità di dimostrare che i lavori compiuti per l’azienda sanitaria fossero del tutto saltuari (circa 4 o 5 guardie in un anno solare), ma posso fidarmi ad inserire comunque tali redditi in dichiarazione come prestazioni occasionali, pur risultando una causale A?

    La ringrazio!

  22. Salve Claudio, la certificazione unica che ha ricevuto è corretto, l’errore è suo perché non ha aperto partita IVA, come invece avrebbe dovuto fare. Le prestazioni fatte come guardia medica non possono essere considerate prestazione occasionale.

  23. Come già le ho indicato, diverse associazioni di categoria ci hanno sempre fatto presente come fosse una pratica possibile, oltre al fatto che nel momento in cui l’azienda sanitaria accetta di farci lavorare in ritenuta d’acconto, è palese che noi stiamo lavorando in assenza di partita IVA. In ogni caso, in una situazione come quella indicata, lei cosa mi consiglia di fare arrivati a questo punto? Grazie mille

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