Come si indicano le attività occasionali in dichiarazione dei redditi? Se hai effettuato delle prestazioni di lavoro autonomo occasionale devi conoscere se e quando devi presentare la dichiarazione dei redditi. Causa di esonero dalla dichiarazione per attività occasionali sotto le € 4.800, in assenza di altri redditi. Tutte le informazioni per la compilazione del modello 730 o del modello Redditi P.F.

Il reddito che deriva da attività occasionali deve essere dichiarato?

La risposta a questa domanda, per quanto banale possa essere, ancora oggi è motivo di confusione e di errore per molti contribuenti.

La possibilità di effettuare attività occasionali attira sempre molti lavoratori che, per passione o nei ritagli di tempo, si prestano ad effettuare attività lavorative autonome occasionali. I casi possibili sono i più disparati, tutti accomunati dal fatto che:

  • La normativa sulle prestazioni occasionali si è modificata nel corso degli ultimi anni, lasciando sul web molte informazioni non aggiornate e non più corrette;
  • Un atteggiamento volto a sottovalutare l’impatto e gli obblighi legati alla dichiarazione dei redditi per le attività occasionali e gli obblighi legati all’eventuale obbligo di operare con partita Iva.

Per questi motivi voglio partire da queste considerazioni per indicarti capire come devi inserire in dichiarazione dei redditi il compenso percepito da una Prestazione di Lavoro Autonomo Occasionale.

Se anche tu hai effettuato nell’ultimo anno attività occasionali sono sicuro che ti stai chiedendo se e come devi dichiarare questo reddito. In questo articolo puoi trovare tutte le informazioni che ti servono in relazione alle principali fattispecie che possono verificarsi.

Attività occasionali

Vediamo, quindi, come inserire le prestazioni di Lavoro Autonomo Occasionale in Dichiarazione dei redditi.

Cominciamo!

Le false informazioni presenti sul web sulle attività occasionali

Ancora oggi, in merito alle attività occasionali, si possono leggere sul web articoli non aggiornati o peggio non corretti sulla disciplina fiscale del lavoro autonomo occasionale.

Mi riferisco, in particolare, al fatto che, secondo alcuni, sia possibile tranquillamente non aprire partita Iva se si percepiscono compensi lordi sotto le € 5.000.

Ebbene, quello che devi sapere è che questo limite a livello fiscale non esiste!

La prestazione occasionale oggi è definita soltanto dall’articolo 2222 del c.c., e dalla regola generale in materia di IVA, secondo la quale:

ogni tipo di attività esercitata abitualmente, deve essere effettuata operando con una Partita IVA

Il problema che si pone, quindi è stabilire quando una prestazione possa definirsi abituale. Per l’Amministrazione Finanziaria un’attività è abituale quando viene esercitata per più di una volta durante l’anno. Non conta se una attività è svolta una volta a settimana, una volta al mese o una volta ogni sei mesi.

Se l’attività professionale è ripetuta è per forza abituale.

Pensa al caso di uno studente che fa ripetizioni nei mesi estivi per 4 mesi all’anno. L’attività non è occasionale ma abituale. Così per tutte le attività che si ripetono nell’anno.

Allo stesso modo pensa allo studente che fa il bagnino nei mesi estivi. In quei mesi l’attività è continuativa e non occasionale.

Quello che voglio dirti è che devi fare molta attenzione all’attività che concretamente svolgi!

Quali sono le attività occasionali?

Altro aspetto su cui tantissimi cadono in errore è che la Prestazione Occasionale riguarda tutti i tipi di attività. Sbagliato!

Il Lavoro Autonomo Occasionale riguarda soltanto le attività professionali.

Le attività professionali sono quelle in cui l’attività intellettuale è preminente rispetto al capitale e ai mezzi impiegati per svolgere l’attività.

Ad esempio, gestire un chiosco di bibite sulla spiaggia è un’attività commerciale e non professionale. Effettuare l’attività di amministratore di condominio per l’immobile in cui si vive è un’esempio di attività professionale.

Soltanto le attività professionali, ma non esercitate abitualmente possono essere svolte con la Prestazione Occasionale. In tutti gli altri casi non è possibile operare con la prestazione occasionale è necessario operare con la partita Iva.

Questa differenziazione è molto importante.

Come si indica il lavoro autonomo occasionale in dichiarazione dei redditi?

Una volta individuate le attività occasionali dobbiamo adesso capire come devi indicare i redditi da attività occasionale in dichiarazione annuale (modello 730 o Redditi P.F.).

I redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale fanno parte della categoria dei cd “Redditi Diversi“. Si tratta di una categoria “residuale”, tra le sei categorie di reddito Irpef indicate nell’art. 6 del TUIR.

Una volta chiarito questo è necessario andare a verificare se, nella tua situazione personale, sei tenuto (o meno) a presentare la tua dichiarazione dei redditi. Dichiarazione che può essere:

  • Il modello 730, se hai percepito anche redditi da lavoro dipendente o assimilati;
  • Oppure il modello Redditi P.F. Questo se non hai un sostituto di imposta, o se non hai un credito da chiedere a rimborso.

Detto questo, vediamo in quali casi sei obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi se hai percepito redditi da prestazione occasionale. Successivamente scoprirai come indicare le attività occasionali in dichiarazione dei redditi.

Attività occasionali e soglia di attenzione di € 4.800

Si parla tantissimo di esenzione da dichiarazione in caso di attività occasionali ed assenza di altri redditi.

La cosa è vera, ma soltanto in parte. Infatti, in assenza di altri redditi percepiti nell’anno, la dichiarazione dei redditi è obbligatoria solo se i compensi ricevuti superano i € 4.800,00.

Mi riferisco ad una soglia lorda di compensi annui percepiti. Compensi relativi a Prestazioni Occasionali.

Lo ripeto ancora una volta, l’esenzione vale solo in assenza di altri redditi percepiti nel corso dell’anno.

La verifica di questa soglia non è casuale. Essa, infatti è disciplinata dall’articolo 13 DPR n. 917/86. Questa norma prevede una specifica detrazione d’imposta per alcune categorie reddituali.

La detrazione in esame presenta queste caratteristiche:

  • Riguarda soltanto i redditi da Lavoro Autonomo Occasionale;
  • Decresce all’aumentare del reddito, sino alla soglia di € 4.800 lorde annue;
  • Non è cumulabile con altre detrazioni;
  • Non deve essere rapportata al periodo lavorativo.

L’ammontare della detrazione fino ai € 4.800,00 è pari a € 1.104,00. In pratica, la detrazione sino a questa soglia copre interamente l’imposta (IRPEF) dovuta sulla Prestazione Occasionale.

Per questo motivo vi è l’esonero dalla presentazione della dichiarazione. L’esonero, tuttavia, è valido soltanto se il limite reddituale di € 4.800 non viene superato nel corso dell’anno, e non vengono percepiti altri redditi.

Questo aspetto è molto importante ed è frutto, spesso, di tantissimi errori ogni anno. Fai attenzione!

Attività occasionali ed altri redditi

Come avrai capito, quando nel corso del periodo di imposta:

  • Si percepiscono nell’anno redditi da attività occasionali ed
  • Altre tipologie di reddito

la possibilità di esonero dalla dichiarazione dei redditi viene meno. In questi casi, infatti, sei obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi.

In particolare, se percepisci nell’anno le seguenti tipologie di reddito in presenza di attività occasionali sei obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi.

  • Redditi da lavoro dipendente;
  • Redditi di capitale imponibili IRPEF;
  • Altre tipologie di “redditi diversi“, come il diritto di autore;
  • Assegni derivanti dal coniuge a seguito di separazione legale.

La regola generale che devi ricordare è questa:

Se percepisci redditi da Prestazione Occasionale e di altre tipologie reddituali devi sempre presentare la dichiarazione dei redditi.

In questo caso i redditi percepiti vanno tutti inseriti in dichiarazione, fin dal primo euro percepito. In questo caso, infatti, non ci sono esoneri possibili.

Attività occasionali e ritenute di acconto

Altra fonte di errore nelle Prestazioni Occasionali riguarda la ritenuta d’acconto. Quando l’attività di lavoro autonomo occasionale viene svolta per conto di un soggetto qualificabile come sostituto d’imposta, vi è l’obbligo di applicazione della ritenuta.

In generale, assumono la veste di sostituto di imposta:

  • I professionisti e gli imprenditori individuali dotati di partita Iva (tranne i casi di utilizzo del Regime Forfettario);
  • Le imprese che operano in forma societaria (sia società di persone che di capitali);
  • Le associazioni e gli enti associativi dotati di codice fiscale.

Per un elenco esaustivo dei soggetti guarda l’articolo 64, comma 3 del DPR n 600/73.

In tutti questi casi, quando operi la tua prestazione verso uno di questi soggetti devi applicare la ritenuta d’acconto nella ricevuta.

In pratica, il committente, al momento del pagamento trattiene una somma pari al 20% del tuo compenso lordo. Questa somma viene trattenuta e versata per tuo conto all’Erario. In questo modo, è come se tu avessi versato un acconto sulle tue future imposte.

Si tratta di una particolare forma di pagamento di un acconto dell’Irpef. Una anticipazione di imposta che verrà calcolata definitivamente con la dichiarazione dei redditi.

La ritenuta si applica direttamente nella ricevuta che devi rilasciare al momento del pagamento del compenso da parte del committente.

Quando la ritenuta di acconto si trasforma in credito di imposta?

Se hai analizzato con attenzione quanto detto sinora avrai capito che potresti trovarti con:

  • L’applicazione della ritenuta di acconto nella ricevuta per prestazione occasionale;
  • Rientrare nella fattispecie di esonero dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. Questo in caso di prestazione occasionale fino a € 4.800 lordi ed assenza di altri redditi.

In questo caso, la ritenuta d’acconto subita non risulta essere dovuta. Come avrai capito la detrazione d’imposta vista copre totalmente l’imposta dovuta. Tuttavia, il committente, per legge, ti ha già versato all’Erario il 20% del compenso percepito.

Che cosa fare, quindi, in questo caso?

Non è come credi, la ritenuta d’acconto non è perduta.

Il recupero della ritenuta subita avviene presentando la dichiarazione dei redditi.

Anche se formalmente ne saresti esonerato, presentando la dichiarazione dei Redditi puoi recuperare la ritenuta applicata dal committente.

Presentando la dichiarazione, infatti, la ritenuta subita si trasforma credito d’imposta.

Cosa posso farne di questo credito?

Il credito di imposta, a tua scelta, può essere utilizzato:

  • Con modello F24 in compensazione, per il pagamento di altre imposte. Classico caso di IMU e / o TASI. Scelta fruibile immediatamente.
  • Oppure, il credito può essere richiesto a rimborso all’Erario. Nel caso occorre aspettare circa un anno per vedersi accreditato il rimborso.

Qual’è la scelta migliore da prendere? compensazione o rimborso?

La compensazione è la scelta migliore se nell’anno si hanno altre imposte da pagare. Come ad esempio IMU e / o TASI.

Se, invece, non hai altre imposte da pagare, l’unica strada è la richiesta di rimborso.

Detto questo, voglio puntualizzare un ultimo aspetto.

Per ottenere il credito di imposta in dichiarazione devi inserire sia il reddito percepito che la ritenuta d’acconto subita. Questo in quanto la ritenuta concorre alla determinazione dell’imposta IRPEF definitiva. Solo così emerge il credito d’imposta.


Qual’è la corretta indicazione delle attività occasionali in dichiarazione dei redditi?

A questo punto non rimane che analizzare, operativamente, come inserire il Lavoro Autonomo Occasionale in Dichiarazione dei Redditi.

L’operazione è piuttosto semplice, ma devi comunque prestare attenzione.

Le indicazioni che vado a fornirti riguardano il Modello Redditi Persone Fisiche. Modello che devi utilizzare se non hai un sostituto di imposta.

Tuttavia, le stesse indicazioni trovano riscontro (con nomenclatura diversa) anche per il modello 730.

Vediamo, quindi, come inserire il Lavoro Autonomo Occasionale in Dichiarazione dei Redditi.

Il primo passo è individuare la categoria dei Redditi Diversi. All’interno di questa categoria i righi interessati sono i seguenti.

RIGO RL15

Nel Rigo RL15 devono essere indicate le prestazioni di Lavoro Autonomo Occasionale in Dichiarazione dei Redditi.

Devono essere riportati in colonna 1 compensi derivanti da attività di lavoro autonomo, non esercitate abitualmente.

Mentre, in colonna 2 possono essere riportate le spese sostenute per l’esercizio dell’attività. Fino a concorrenza dei compensi percepiti.

Naturalmente le spese sostenute per la produzione del reddito devono essere validamente documentate ed inerenti all’attività esercitata.

Sono esempi di spese quelle relative al carburante, ai treni, i ristoranti, la cancelleria, ecc.

Attenzione però!

Il sostenimento di costi per l’esercizio di attività considerata occasionale induce a ritenere che l’attività sia, invece, abituale. Questo è quanto sostiene molto spesso l’Amministrazione finanziaria.

Questo è quanto accade in caso di controlli sulla dichiarazione dei redditi.

Di conseguenza, in questi casi, l’attività svolta diventa esercitabile solo con l’utilizzo di Partita IVA.

Per questo motivo, è quindi bene prestare la massima attenzione all’iscrizione di tali spese.

RIGO RL20

Al Rigo RL20 deve essere riportato il totale delle ritenute d’acconto subite.

Il valore del Rigo RL20 confluisce poi nel Quadro RN del modello Redditi PF. Quadro di riepilogo che determina l’imposta dovuta a saldo, o il credito d’imposta spettante.

E’ bene sottolineare che l’importo delle ritenute da inserire in questo rigo è quello che deriva dalla Certificazione Unica (modello CU).

Si tratta del modello certificativo che il sostituto d’imposta è obbligato a rilasciarti.

La Certificazione Unica deve pervenirti obbligatoriamente entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello del pagamento della prestazione.

Se non ricevi la Certificazione entro questo termine devi sollecitare il committente al rilascio della stessa.

Come si recupera la ritenuta di acconto subita sulla prestazione occasionale?

Arrivati a questo punto della compilazione, quello che devi fare è analizzare il Quadro RN della dichiarazione.

Da questo quadro può emergere una differente situazione:

  • Imposta a debito da versare. L’importo della tassazione effettiva è superiore all’importo delle ritenute subite.
  • Imposta a credito. In questo caso la tassazione effettiva è risultata inferiore alle ritenute subite.

In caso di emersione di imposta a debito devi provvedere al pagamento entro il 30 giugno dell’anno di presentazione della dichiarazione, al pagamento. Il pagamento avviene presentando il modello F24.

La presentazione può avvenire con modalità telematica, home banking, oppure presso uno sportello di Banche o Poste.

L’emersione del credito, invece, si ha quando la ritenuta d’acconto è maggiore rispetto all’IRPEF dovuta per quel periodo d’imposta.

In questo caso, la maggiore ritenuta subita, diventa un credito IRPEF.

Credito che dovrà essere indicato nel Quadro RX del modello Redditi PF.

Attraverso il Quadro RX hai la possibilità di scegliere come utilizzare il credito.

Le possibilità che hai a disposizione sono due:

  1. Utilizzo in compensazione del credito. Il credito può essere utilizzato per compensare altre imposte nel modello F24. La compensazione può avvenire liberamente per crediti di importo fino a € 5.000. Limite oltre il quale dovrà essere apposto il visto di conformità sulla dichiarazione dei redditi;
  2. Richiesta di rimborso del credito. Scelta da fare quando non ci sono nell’anno altre imposte da versare. I tempi di rimborso del credito variano molto, ma in media occorre circa un anno per vedersi rimborsare sul conto corrente la cifra del credito.

Attività occasionali in dichiarazione dei redditi: consigli

In questa guida ho cercato di racchiudere tutte le informazioni utili per la corretta compilazione della dichiarazione dei redditi. Tantissimi errori vengono commessi ogni anno da soggetti che compilano autonomamente la dichiarazione.

Avvalersi di un professionista, specialmente, se i redditi percepiti nell’anno non sono molti, può essere troppo costoso.

Tuttavia, questo non significa che si debba rinunciare a prendersi un eventuale credito, se spettante.

Per farlo occorre compilare correttamente la propria dichiarazione dei redditi. Per questo motivo il mio intento è stato quello di indirizzarti nel modo giusto in questo senso.

Il mio intento, con questo articolo, è fornirti una base utile per risolvere i tuoi dubbi. Se tutto questo non ti basta, ti consiglio di leggere tutti i commenti che trovi di seguito.

Ogni anno aggiorno sempre questa guida, e rispondo a tutti i commenti dei lettori. In questo modo, la guida rimane aggiornata ed i contributi dei lettori contribuiscono a renderla più completa ed utile.

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2 COMMENTI

  1. Vorrei sapere se una prestazione di lavoro occasionale come baby sitter svolta da una persona che svolge anche lavoro dipendente part-time a favore di un utilizzatore di bonus baby sitting deve essere indicata nel mod. 730.
    Grazie per la risposta.
    Mirella

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