Il diritto d’autore attribuisce diritti di utilizzazione economica, diritti morali e diritti a compenso a favore di autori di opere creative (quali le opere letterarie, drammatiche, didattiche e religiose) nonché le composizioni musicali, teatrali, le coreografie, le pantomime, i film, le fotografie, i lavori di architettura, i programmi per elaboratore e le banche dati.

La tutela del diritto d’autore prescinde da adempimenti formali. Vige un principio internazionalmente riconosciuto, c.d. “assenza di formalità”, secondo cui i diritti degli autori sussistono dal momento in cui l’opera è creata.

Ciò significa che si ha una tutela “automatica”. Tuttavia, per esser in grado di provare la creazione dell’opera in un dato momento storico, è opportuno attribuire data certa alla creazione dell’opera

Il titolare del diritto d’autore, può decidere di concedere a terzi lo sfruttamento economico della sua opera. Questa concessione ha come contropartita il versamento di una somma di denaro (c.d. royalties).

Attraverso lo sfruttamento economico dell’opera, l’autore ne rimane proprietario, ma concede a terzi lo sfruttamento economico della stessa. In cambio di questa concessione di utilizzo l’autore riceve dei proventi, solitamente in percentuale rispetto al fine commerciale dell’opera.

diritto di autore
diritto di autore

Lo sfruttamento attraverso la cessione o l’utilizzo del Diritto di Autore è disciplinato dalla Legge n 633/1941.

Questa normativa stabilisce che l’autore di un’opera dell’ingegno ha il diritto esclusivo di utilizzarla economicamente in ogni forma e modo. Questo è quanto stabilito dall’articolo 12 della norma.

Il titolo originario dell’acquisto del diritto di autore è costituito dalla creazione dell’opera come particolare espressione del lavoro intellettuale.

Diritti riconosciuti dal diritto di autore

Il diritto di autore nasce in capo all’autore dell’opera e con il riconoscimento di tale diritto si acquista il:

  • Diritto di pubblicizzare l’opera;
  • Diritto di utilizzare economicamente l’opera;
  • Infine, il diritto di rivendicare la paternità dell’opera.

Il diritto di pubblicizzare l’opera e il diritto di utilizzarla economicamente sono diritti patrimoniali, e come tali possono essere oggetto di cessione. Mentre il diritto di paternità dell’opera ha carattere personale è non può mai essere oggetto di cessione.

Vediamo come viene disciplinato fiscalmente in Italia lo sfruttamento economico del diritto di autore.

Sfruttamento economico del Diritto di autore: aspetti fiscali ai fini delle imposte sui redditi

Un soggetto titolare di un opera sulla quale può vantarne la paternità, può sfruttare economicamente questa opera. Il tutto ottenendo vantaggi fiscali importanti.

La disciplina fiscale legata allo sfruttamento economico del diritto di autore, infatti, presenta dei vantaggi non indifferenti.

Sono previste, infatti, agevolazioni, sotto forma di deduzioni dal reddito che rendono questa tassazione molto conveniente.

Naturalmente, per poter accedere a questi benefici è necessario che sono il profilo civilistico si stia effettuando una cessione del diritto di sfruttamento economico dell’opera.

Di fondamentale importanza è, quindi, il contratto che deve essere sottoscritto tra le parti. Sullo stesso deve essere specificata l’opera e la cessione del diritto al suo sfruttamento dietro un corrispettivo.

Sottolineo nuovamente come l’attenta lettura del contratto sottoscritto sia importante per valutare uno sfruttamento economico del diritto di autore, da un contratto di distribuzione dell’opera (come nel caso di portali come Amazon, etc).

Questo aspetto è, molto spesso, fonte di errore. Se si pubblica la propria opera con portali come Amazon, non si sta effettuando sfruttamento del diritto di autore. Infatti, il contratto sottoscritto ha le caratteristiche del contratto di distribuzione.

In questi casi, la disciplina fiscale di riferimento è quella che fa riferimento alle attività commerciali. Questo significa obbligo di apertura della Partita IVA e iscrizione alla gestione previdenziale INPS.

Ti invito, quindi, a leggere sempre con attenzione i contratti che sottoscrivi con terzi in relazione alla vendita della tua opera.

Detto questo, occupiamoci della disciplina fiscale dello sfruttamento del diritto di autore.

Tassazione dei redditi derivanti da diritto di autore

Detto questo, vediamo qual’è la disciplina fiscale legata alla tassazione dei redditi da cessione del diritto di autore.

I compensi percepiti dall’autore dell’opera (sia essa legata alle scienze, alla letteratura, alla musica, arti figurative, architettura, teatro, cinematografia, ecc), a titolo di corrispettivo per la cessione o la concessione in uso di un’opera dell’ingegno tutelata dalle norme sul diritto d’autore, se non sono conseguiti nell’esercizio d’impresa commerciale, ai fini delle imposte sui redditi, sono classificati come redditi di lavoro autonomo. 

Articolo 53, comma 2, lettera b) del DPR n 917/86.

Questo è quanto prevede l’articolo 53, comma 2, lettera b) del DPR n 917/86.

Diritto d’autore e redditi di lavoro autonomo

Il trattamento fiscale di questi compensi, ha un carattere del tutto peculiare rispetto alle regole generali che disciplinano i redditi di lavoro autonomo.

Ai fini delle imposte dirette, infatti, tali compensi sono tassati “per cassa“, ovvero nell’anno in cui vengono percepiti. L’articolo 54, comma 8, del DPR n 917/86 prevede una tassazione al netto di alcune deduzioni forfettarie.

Nel caso in cui, invece, i compensi derivanti dall’utilizzazione economica delle opere dell’ingegno percepiti da persone fisiche diversi dagli autori sono sono considerati, invece, redditi diversi. Questo ai sensi dell’articolo 67, lettera g) del DPR n. 917/86.

Il legislatore fiscale, per questa particolare categoria di redditi ha previsto che il soggetto percettore possa rilasciare una semplice Ricevuta, al posto della Fattura.

Non vi è alcun obbligo per chi percepisce redditi da diritto di autore di aprire Partita IVA. Questo a condizione che, non si percepiscano anche compensi legati ad attività di lavoro autonomo esercitata professionalmente.

Pensa al classico caso del giornalista che percepisce redditi da diritto di autore, ma anche compensi legati all’attività professionale. In questo caso il giornalista è tenuto ad aprire Partita IVA per gestire la sua attività professionale. Il giornalista emette fattura per i compensi legati alla sua attività professionale, ed emette fatture anche per i compensi legati al diritto di autore.

Questo perché tali compensi sono comunque percepiti nello stesso ambito della sua attività professionale.

Se, invece, l’attività di lavoro autonomo esercitata con partita IVA fosse totalmente slegata ai compensi percepiti con diritto di autore, il soggetto percettore potrebbe continuare ad emettere:

  • Ricevute (per il diritto di autore), e
  • Fatture per l’attività di lavoro autonomo.

Fatture di diritto di autore e regime forfettario

Un aspetto su cui spesso si commettono errori riguarda la fatturazione del compensi legati al diritto di autore in Regime Forfettario.

Il Regime Forfettario è un regime fiscale semplificato che non prevede l’applicazione di IVA e ritenute di acconto.

Se vuoi approfondire i requisiti di accesso ti lascio a questo contributo dedicato: “Regime Forfettario: requisiti e vantaggi“.

Spesso ci si chiede se un soggetto in Regime Forfettario che riceva compensi (royalty) legate al diritto di autore le debba fatturare.

Ebbene, la risposta dipende dal tipo di attività esercitata.

Pensa al caso del giornalista, sopra affrontato. Se questi riceve royalty e compensi da lavoro autonomo, le royalty devono essere fatturate. Questo anche se si adotta il regime forfettario. La fatturazione è legata al fatto che le royalty sono attinenti alla sua attività professionale.

In questo caso il giornalista emette fattura, ma attenzione all’interno non si seguirà la normativa sul regime forfettario, ma piuttosto, quella sul diritto di autore, quindi:

  • Applicazione delle deduzioni forfettarie in base all’età;
  • Applicazione della ritenute di acconto del 20% da parte del soggetto committente.

La Circolare n. 9/E/2019, sul tema del Regime forfettario, ha definitivamente chiarito che i compensi riconducibili al diritto d’autore:

  • Devono essere tassati fuori dal regime di lavoro autonomo in applicazione della deduzione forfettaria del 25% o 40%
  • Ai fini IVA, sono esclusi dall’applicazione dell’imposta ai sensi dell’articolo 3 del DPR n. 633/72.

L’Agenzia delle Entrate con la Circolare 9/E/2019 ha precisato che, qualora il contribuente consegua proventi a titolo di diritti d’autore, ai sensi dell’art. 53, co. 2, lett. b), del TUIR, anche se effettivamente correlati con l’attività di lavoro autonomo svolta, rimangono ferme le modalità di tassazione degli stessi previste dal co. 8 del successivo art. 54.

A prescindere dal collegamento all’attività professionalmente e abitualmente svolta, il compenso riconducibile al diritto di autore deve sempre essere tassato ai fini fiscali a tassazione ordinaria su un importo pari al totale del compenso riscosso ridotto del 25% a titolo di deduzione forfetaria delle spese, ovvero del 40% se il compenso è percepito da soggetti di età inferiore a 35 anni.

Ai fini della verifica del requisito dell’accesso al regime forfettario (compensi non superiori ad euro 65.000,00), i compensi da diritto d’autore (per il loro valore intero) devono essere sommati ai compensi dell’attività di lavoro autonomo professionale soltanto nel nel caso in cui il diritto d’autore è correlato all’attività professionale.

La correlazione si integra quando l’attività professionale è il presupposto necessario per la realizzazione del diritto d’autore.

Disciplina fiscale del diritto di autore: imposta sul valore aggiunto (IVA)

Oltre alla disciplina fiscale legata alle imposte sui redditi deve essere tenuta in considerazione anche la disciplina legata all’Imposta sul Valore Aggiunto.

Ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, le cessioni effettuate dagli autori o dai loro eredi o legatari sono considerate fuori dal campo di applicazione dell’IVA.

Ai sensi del articolo 3, quarto comma, lettera a) del DPR n 633/72, in base al quale:

non sono considerate prestazioni di servizi le cessioni, concessioni, licenze e simili relative a diritti di autore effettuate dagli autori”

Articolo 3, comma 4, lettera a) DPR n 633/72

Nella ricevuta per diritto di autore, dovrà quindi essere riportata l’indicazione:

Operazione fuori campo IVA ai sensi del articolo 3, quarto comma, lettera a) del DPR n. 63/1972

Sfruttamento economico del diritto di autore: la ritenuta di acconto

Sul reddito derivante dallo sfruttamento economico del diritto di autore, il committente è è tenuto a trattenere una ritenuta di acconto IRPEF del 20%.

Affinché possa esserci l’applicazione della ritenuta deve trattarsi di operazione effettuata da parte di soggetti residenti (sia committente che prestatore).

L’applicazione della ritenuta di acconto viene fatta sulla parte imponibile delle royalty. Quindi, sull’importo al netto della deduzione forfettaria spettante.

Oppure, nel caso di reddito assimilato, con la ritenuta di acconto avrà aliquota IRPEF variabile secondo lo scaglione di reddito.

Vediamo adesso chi sono i soggetti tenuti ad operare la ritenuta d’acconto sulle royalty.

Mi riferisco alle società e agli enti residenti indicati nell’articolo 73, comma 1, del DPR n 917/86. Ovvero, i seguenti:

  • Le società e le associazioni indicate nell’articolo 5 del DPR n 917/86;
  • Le persone fisiche che esercitano imprese agricole o imprese commerciali ai sensi dell’articolo 55 del DPR n 917/86;
  • Infine, le persone fisiche che esercitano arti e professioni e il condominio quale sostituto d’imposta.

Sfruttamento economico del diritto di autore con soggetti esteri

Quanto l’attività legata allo sfruttamento del diritto di autore viene svolta per conto di un soggetto committente residente in un Paese estero il prestatore italiano non deve essere assoggettato a ritenuta. Questo in quanto il committente non può qualificarsi come “sostituto di imposta” italiano.

Il prestatore è tenuto a rilasciare ricevuta, senza l’applicazione della ritenuta d’acconto.

Nel caso in cui i compensi siano corrisposti a soggetti non residenti (ad esempio committente italiano e prestatore estero) deve essere effettuata una ritenuta a titolo d’imposta pari al 30%.

Questo anche per le prestazioni effettuate nell’esercizio di imprese (la ritenuta verrà applicata al 100% dei compensi) ad eccezione dei compensi per prestazioni di lavoro autonomo effettuate all’estero e quelli corrisposti a stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti.

Sul punto è importante sottolineare che è necessario, se ti trovi in questa fattispecie, consultare un dottore commercialista esperto in fiscalità internazionale. In questo modo potrai verificare se vi sono convenzioni internazionali esistenti tra l’Italia e il Paese estero in questione.

Convenzioni ove è possibile che possano esserci accordi diversi, con l’applicazione di una ritenuta ridotta. Oppure al contrario la ritenuta potrebbe non essere proprio prevista.

Affinché però, la convenzione possa trovare applicazione concreta è necessario analizzare la situazione in dettaglio e chiederne l’applicazione.

Diritto di autore: come compilare la ricevuta

I compensi legati allo sfruttamento del diritto di autore, da un punto di vista fiscale sono trattati alla stregua di compensi percepiti per attività di lavoro autonomo.

Il legislatore fiscale, per questa particolare categoria di redditi ha previsto che il soggetto percettore possa rilasciare una semplice ricevuta, al posto della fattura.

Questo è possibile quando non vi è attività abituale di lavoro autonomo, e quindi non vi è obbligo di operare con Partita IVA.

Il fatto che per percepire royalties derivanti dallo sfruttamento economico del diritto di autore non sia necessaria l’apertura di una Partita IVA semplifica le cose.

Tuttavia, è necessario prestare la dovuta attenzione alle modalità di compilazione di questa ricevuta.

Se hai bisogno di maggiori info, ho realizzato per te questo articolo dedicato: “Compilazione della ricevuta per royalties derivanti dallo sfruttamento economico del diritto di autore“.

Sfruttamento economico del diritto di autore e indicazione dei compensi in dichiarazione dei redditi

L’autore che abbia percepito, nel corso del periodo d’imposta, dei compensi per la cessione o concessione in uso di un’opera dell’ingegno tutelata dalle norme sul diritto d’autore è tenuto a dichiarare tali compensi.

In particolare, l’indicazione deve essere effettuata nella sezione III del Quadro RL del modello Redditi P.F., al rigo RL25.

Su tali proventi spettano deduzioni forfettarie nella seguente misura:

  • Del 25% dei proventi stessi se il beneficiario ha un’età pari o superiore ai 35 anni, alla data di percezione dei redditi dichiarati;
  • Del 40% dei proventi stessi se il beneficiario ha un’età inferiore ai 35 anni.

L’importo della deduzione spettante deve essere indicato al rigo RL29.

Le persone fisiche diverse dagli autori, compresi i soggetti che abbiano acquistato i diritti d’autore per successione o donazione, indicheranno i compensi percepiti al rigo RL13, della sezione II A del Quadro RL. In questo caso il compenso deve essere riportato già al netto della deduzione forfettaria (sopra indicata) spettante.

E’ bene ricordare che nessuna deduzione spetta per gli acquirenti a titolo gratuito.

Dichiarazione dei redditi per i soggetti titolari di partita IVA

I soggetti che percepiscono royalty derivanti dallo sfruttamento economico del diritto di autore con Partita IVA, sono tenuti allo stesso comportamento visto sopra.

In questo caso il contribuente è tenuto a separare il reddito derivante dalla propria attività di lavoro autonomo, da quello derivante dal diritto di autore.

Il reddito da lavoro autonomo deve essere tassato secondo il regime fiscale applicabile a tale reddito. Allo stesso modo, le royalty devono essere gestite separatamente ed indicate nel quadro RL della dichiarazione.

In questo modo tali redditi vengono ricondotti al loro “normale” tassazione. Questo indipendentemente dall’emissione della fattura al posto della ricevuta.

Sfruttamento economico del diritto di autore: le sanzioni

Quando si parla di sfruttamento economico del diritto di autore è necessario prestare attenzione anche al sistema sanzionatorio.

L’aspetto su cui riflettere è il seguente. E’ prevista una sanzione per dichiarazione infedele, che varia dal 100% al 200% della maggiore imposta dovuta e/o de minor credito spettante, quando vi è:

  • Una omessa indicazione del reddito derivante dallo sfruttamento economico del diritto di autore;
  • Quando vi è una minore od errata indicazione del reddito derivante dallo sfruttamento economico del diritto di autore

Nel caso in cui si ometta la presentazione della dichiarazione dei redditi o si presenti la dichiarazione con un ritardo superiore a 90 giorni è prevista una sanzione per dichiarazione omessa.

Sanzione amministrativa che varia dal 120% al 240% dell’ammontare delle imposte dovute e non versate. Con un minimo di € 250,00.

In assenza di debito d’imposta ovvero nei casi in cui il contribuente presenti la dichiarazione con ritardo non superiore a 90 giorni la sanzione amministrativa varia da € 250,00 a € 1.000,00. E’ comunque possibile utilizzare il ravvedimento operoso.

Sfruttamento economico del diritto di autore: i contributi previdenziali

I soggetti che effettuano attività legate allo sfruttamento del diritto di autore, in generale, non sono soggetti a contribuzione legata alla Gestione separata dell’INPS.

Lo stesso ente, con il messaggio 19435 del 28 novembre 2013 ha chiarito che non è dovuta contribuzione alla Gestione separata per tutti quei soggetti che effettuano sfruttamento del diritto di autore.

L’obbligo di Iscrizione alla Gestione separata INPS, oltre a chi produce redditi di lavoro autonomo, infatti sussiste (articolo 50, comma 1, lett. c)-bis del DPR n. 917/86) in capo a chi ha redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente.

Si tratta di contratti con retribuzione definita su base periodica, non in base alla cessione del diritto di autore.

Lo sfruttamento economico del diritto di autore (regolato dalla lettera b) dell’articolo 53, comma 2 del DPR n. 917/86), al contrario, non ricade sotto le tipologie di redditi che definiscono gli autori come lavoratori autonomi obbligati a iscriversi alla Gestione Separata (ex articolo 2, comma 26, della Legge n. 335/1995).

Gli unici soggetti tenuti al versamento dei contributi alla Gestione separata dell’INPS sono tutti quei lavoratori iscritti al Fondo Pensioni dei Lavoratori dello Spettacolo (Fpls), oggi confluito nella Gestione Separata INPS.

All’importo del compenso annuo percepito deve essere applicata la franchigia del 40% (per prestazione lavorativa + redditi con diritto di autore). Questo per determinare il contributo annuo da versare alla Gestione separata, entro i massimali previdenziali.

Esempio di Royalty per diritto di autore

L’autore di un articolo giornalistico ha percepito nel corso dell’anno € 10.000 per la cessione di diritti di autore.

L’autore ha 32 anni, quindi può sfruttare la deduzione forfettaria del 40%. Questo soggetto, quindi, è tenuto alla compilazione della sezione III del Quadro RL del modello Redditi PF nel modo seguente:

  • Rigo RL25 compenso lordo per l’importo di € 10.000. Importo loro pattuito nel contratto.
  • Rigo RL29 deduzione di € 4.000. La deduzione è rapportata all’età;
  • Rigo RL30 compenso netto per l’importo di € 6.000;
  • Rigo RL31 ritenuta d’acconto (20%) su € 6.000, pari a € 1.200.

Sfruttamento economico del diritto di autore: consulenza

Se questo articolo ti ha incuriosito e vuoi capire meglio se e come puoi sfruttare questa disciplina hai sicuramente bisogno di un esperto.

Applicare correttamente la disciplina sullo sfruttamento economico del diritto di autore non è semplice. Evita di commettere errori ed affidati sempre a professionisti esperti.

Per questo se vuoi posso mettere la mia esperienza al tuo servizio.

A questo link troverai l’apposito servizio di consulenza fiscale online.

Diritto di autore: consiglio di lettura

Nel caso in cui la mia guida fiscale non ti sia stata sufficiente a sciogliere i tuoi dubbi e vuoi ancora leggere qualcosa ti consiglio questo libro.

Il nuovo diritto d’autore. La tutela della proprietà intellettuale nella società dell’informazione

E’ un testo che può aiutarti ad analizzare con formulari e giurisprudenza se il tuo caso è inquadrabile o meno da un punto di vista legale come diritto di autore.

Questo, infatti, è il primo passo utile per poter correttamente applicare la disciplina fiscale sul diritto di autore.

Per questo motivo ti consiglio la lettura di questo testo, anche prima di confrontarti con un legale per la parte giuridica, ed un Commercialista, per la parte economica e fiscale del tema.

Ecco il link al libro.

Per qualsiasi dubbio non esitare a contattarmi per una consulenza.

336 COMMENTI

  1. Salve,

    Complimenti innanzitutto per la capacità di spiegazione di argomenti tanto complessi.
    La mia situazione è la seguente. Ricevo pagamenti in ritenuta d’acconto come insegnante per una scuola privata (per i quali dovrebbe esserci un limite annuo di 5000€) e collaboro come redattore di testi/traduttore con contratti di cessione dei diritti d’autore. Per entrambi ricevo pagamenti tramite ritenuta d’acconto. Quello che mi domando è: se la somma di entrambi i pagamenti da lavoratore autonomo supera i 5000€, e penso che lo farà, seppur di poco, devo versare personalmente i contributi alla Gestione Separata INPS?

    La ringrazio molto per la disponibilità e professionalità,

    Daniele

  2. Grazie Daniele. I compensi che riceve sono relativi ad attività diverse, e non è detto che rietnrino nella disciplina del diritto di autore. Bisogna prima verificare questo e poi capire come muoversi, anche per l’eventuale iscrizione previdenziale.

  3. Grazie per la pronta risposta.
    I contratti che ho firmato in quanto redattore/traduttore riguardavano tutti la cessione dei diritti d’autore di quei testi e vengono pagati al netto del 20% sul 75% del totale. L’attività di insegnante, invece, non rientra in questa tipologia, trattandosi di ritenute d’acconto al 20% limitate ad un massimo di 5000€ annuali.

    Sono riuscito a spiegare meglio la situazione? 🙂

  4. Sulla parte relativa alle ricevute per prestazione occasionale sulla parte eccedente i €. 5.000 avrebbe dovuto farsi applicare ritenute previdenziali dai committenti.

  5. Salve, sono un dipendente pubblico e sono iscritto alla gestione separata INPS per alcuni contratti di insegnamento all’Università svolti in passato. Adesso un editore mi ha proposto un contratto rientrante nella tipologia opere dell’ingegno per alcuni testi da pubblicare in un catalogo. Mi hanno detto che in questi casi la ritenuta di acconto è pari al 20 per cento del 75 per cento della somma, ma ho notizie contraddittorie su eventuali ritenute previdenziali. Il mio commercialista dice che, in caso di compenso superiore a 5000 euro annui si dovrà versare all’INPS anche il 24 per cento della quota eccedente 5000 euro, ripartita così: i due terzi a carico del committente e un terzo a carico dell’Autore dei testi. Tuttavia il committente sostiene che per questa tipologia lavorativa (cessione diritti) non è previsto alcun versamento all’INPS, nemmeno per somme eccedenti 5000 euro annui. Potrei sapere cosa prevede la normativa e se questo versamento all’IPNS è dovuto? Grazie e complimenti per il blog. Vincenzo

  6. Salve Vincenzo, per prima cosa bisogna verificare se si può applicare la disciplina sul diritto di autore e poi si potrà capire come muoversi. Le serve un commercialista esperto nel settore.

  7. Buongiorno sto scrivendo un libro per un editore inglese; ho la partita IVA come consulente pubblicitaria, ma il libro rientra nel diritto d’autore: come devo regolarmi con la tassazione Irpef?
    Grazie

  8. Se ha bisogno di un commercialista che la assista nella sua attività, se vuole siamo a disposizione. Riceverà tutta l’assistenza di cui ha bisogno, anche sul diritto di autore. Se interessata la ricontatto in privato.

  9. Salve,
    complimenti innanzitutto per la spiegazione chiara e precisa, ma avrei ancora un dubbio. Devo iniziare un rapporto di collaborazione come articolista per un sito internet e non ho partita IVA. Ricado quindi nel caso della cessione dei diritti d’autore. Nel modulo da compilare con i dati anagrafici e da rinviare al responsabile devo però indicare la tipologia di regime fiscale, e scegliere con una spunta tra “contribuente minimo/forfettario” e “ordinario”. Sono un po’ confusa a riguardo, data soprattutto la mia ignoranza in materia. In rete ho trovato informazioni su regime fiscale forfettario e ordinario solo per possessori di partita IVA. Cosa dovrei quindi selezionare? Forse nulla? La ringrazio anticipatamente per il chiarimento e la disponibilità.

    Rita

  10. Salve Rita, il fatto di operare senza partita Iva non fa ricadere in automatico nella disciplina del diritto di autore. Si ricade nella disciplina del diritto di autore, anche se si opera con partita Iva. Ciò che fa applicare la disciplina, nel suo caso è la redazione di articoli per cui è preponderante l’attività intellettuale. Ovvero articoli non redazionali, nei quali è espressa un’opinione o un punto di vista tali da poter considerare come frutto dell’ingegno dell’autore. Nel suo caso le consiglio di farsi assistere da un professionista esperto. I regimi fiscali che le hanno proposto riguardano soggetti che operano con partita Iva. Se vuole possiamo analizzare meglio il tutto e nel caso le farò un preventivo per la mia consulenza continuativa annuale.

  11. La ringrazio per la gentile e soprattutto tempestiva risposta! Volevo effettivamente conferma che quei regimi fossero inerenti alla Partita IVA. Se dovessi decidere per una consulenza annuale la ricontatterò certamente per il preventivo, anche perché sono molto inesperta a riguardo. Intanto grazie mille per il chiarimento.

    Saluti

    Rita

  12. Salve,
    Ho un dubbio, io sono una Self Publishing, ossia pubblico da sola i miei romanzi.
    Il primo libro l’ho pubblicato esattamente ad ottobre 2017, i miei guadagni per il momento sono davvero pochi, ma la mia domanda è questa: devo comunque sia dichiarare questi pochi soldi, anche se non supero la soglia di 5.000 €? Se non li dichiaro succede qualcosa? Perché ho letto che sotto i 5000 euro siamo esenti da tasse e non abbiamo nemmeno l’obbligo di aprire la p.iva, allora perché devo andare a spendere dei soldi da un commercialista? Ci rimetterei e basta… Spero possa consigliarmi la cosa giusta da fare anche per non avere problemi in futuro.

    Grazie mille,
    Silvia

  13. Silvia, quello che ha letto non è corretto. Quello che lei sta facendo è un attività diversa dalla cessione del diritto di autore, trattasi di attività commerciale, quindi come tale deve essere gestita obbligatoriamente con partita Iva. Da un punto di vista fiscale non esistono soglie di esenzione sotto i 5.000 euro ormai da anni. Esistono altre forme che possono consentirle di avere tassazione molto agevolata. Non dichiarare la porterà soltanto ad andare incontro a futuri accertamenti fiscali. Se vuole ne possiamo parlare senza impegno in privato.

  14. Salve, sono andata da un commercialista e mi ha detto che per i diritti d’autore non è obbligatorio aprire una partita iva. Ed ho sentito più di una voce. Quindi non so cosa fare. In più mi hanno detto che sotto i 4.800 euro non devo dichiarare nulla. In più sono a carico di mio padre, quindi dovrò far dichiarare tutto a lui, ma sono esentasse perché una percentuale di ritenuta la trattiene già la piattaforma dove pubblico.

    Voi però adesso mi state dicendo altro.

    Silvia

  15. Silvia, le dico anche io che per lo sfruttamento del diritto di autore non occorre partita Iva, ed è indicato anche nell’articolo. Ma se lei vende direttamente non sta facendo sfruttamento del diritto di autore, ma attività commerciale. Ripeto bisogna fare attenzione a questo aspetto. Se vuole ne parliamo con maggiore dettaglio in privato.

  16. Salve, vorrei sottoporre alla Vs cortese attenzione il caso (assurdo) di una Signora di anni 95 che in questi giorni si è visto notificare un avviso di accertamento dall’Agenzia delle Entrate di Bologna. La Signora nel 2012 era titolare di una pensione di 20.107,00 erogata dall’INPDAP e non ha presentato alcuna dichiarazione. Nello stesso anno aveva ricevuto dalla Pitagora Editrice di Bologna la somma lorda di euro 70,00 (settanta/00) assoggettata a ritenuta d’acconto del 20% (netto euro 56,00) quali diritti di autore di un manuale di guida pratica in materia scientifica cui la Signora è autrice. L’Agenzia contesta la mancata presentazione della dichiarazione con il conseguente omesso pagamento Irpef di euro 632,00 e addizionale regionale di euro 2,00. Mi dite come sia possibile che il solo reddito omesso contestato di euro 70,00 oltremodo assoggettato a ritenuta d’acconto del 20% possa produrre 632,00 euro di imposta, tenuto conto che gli emolumenti di pensione vengono erogati al netto delle trattenute Irpef?

  17. Senza visionare la documentazione è impossibile rispondere. Se vuole posso aiutarla visionando il tutto per vedere se ci sono possibilità di fare qualcosa. Se vuole mi contatti in privato.

  18. Innanzi tutto La ringrazio moltissimo per aver pubblicato il mio messaggio/denuncia che, ripeto, riguarda una anziana Signora di 95 anni alla quale stiamo garantendo le necessarie rassicurazioni onde evitare ripercussioni al suo equilibrio psico-fisico. Grati della sua disponibilità ci riserviamo di scriverle in privato qualora lo desidero l’interessata.

  19. Grazie innanzitutto.
    Avrei una semplice domanda la.deduzione agevolata under 35 vale ed opera sempre?
    Io(30anni) devo emettere fattura x compenso come autore testi ma nn mi hanno dato indicazioni, quindi posso tranquillamente fare: 800 lordi -96 ritenuta= 704 da ricevere. Giusto??

  20. Prima bisogna vedere se lei ha stipulato un contratto relativo alla cessione del diritto di autore. Solo in questo caso può essere applicata questa disciplina. Altrimenti dovrà fare una normale fattura di vendita. Se ha bisogno di un commercialista esperto che la segua nella sua attività, anche per capire come operare nel modo migliore per l’attività che svolge non esiti a contattarmi. Ne parleremo insieme e se vorrà potrà usufruire della mia consulenza continuativa.

  21. Salve, innanzitutto grazie per i preziosi articoli che pubblicate, non se ne trovano molti di così chiari e precisi. Ma nonostante io abbia letto tutti quelli sui diritti d’autore, non riesco ancora a venire a capo della mia situazione…
    Premetto che questo è il primo anno che farò la dichiarazione dei redditi, ho aperto p.iva in regime forfettario iscritta a giugno 2017, di coneguenza iscritta a gestione separata
    Sono una web content e il mio reddito è composto da collaborazioni occasionali che non superano i 5000 euro + da collaborazioni con cessione di diritti d’autore.
    Se l’Inps non è dovuta sui diritti d’autore, perché il mio commercialista mi dice che dovrò pagare i contributi per la parte di reddito eccedente i 5.000 Euro? e ancora dice: “L’INPS è dovuta anche per i diritti d’autore ma con l’ agevolazione che l’imponibile è ridotto del 25%”.

    Se l’Inps non è dovuta sui diritti d’autore, perché devo versare i contributi? è perché ho la p.Iva?

    Sia per le collaborazioni occasionali che per i diritti d’autore non emetto fattura ma semplice ricevuta con le rispettive ritenute d’acconto.

    Grazie in anticipo per l’aiuto!

    Elisa

  22. Salve Elisa, grazie prima di tutto. Il mio obiettivo è quello di distinguermi dalla concorrenza facendo vedere la competenza in materia. Da quello che mi scrive vedo molta confusione, sia perché ha partita Iva ed emette ricevute sia perché paga i contributi Inps sul diritto di autore. Se vuole analizziamo meglio la sua situazione in privato, ma ripeto vedo alcune cose non corrette.

  23. Sì confusione direi che ce n’è abbastanza, i contributi Inps non li ho ancora pagati, è la prima volta che ho l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi, dunque non l’ho ancora presentata. Volevo sapere se ciò che afferma il mio commercialista sui contributi da versare è corretto. Emetto semplici ricevute perché mi sembrava di aver letto che non c’era l’obbligo di fattura per dei compensi ricevuti sotto contratto di cessione di diritti d’autore…

  24. Ripeto Elisa, se vuole posso aiutarla perché ci sono diverse cose non corrette in quello che mi ha descritto. Naturalmente come potrà capire la mia consulenza è per i miei clienti. Come detto, se vuole ne parliamo in privato.

  25. Buongiorno,
    Lo scorso anno ho ricevuto complessivamente 950 euro come compenso per una prestazione annuale (e quindi con ritenute di acconto mensili) inquadrata come cessione dei diritti di autore. Vorrei sapere se dovrò presentare quest’anno dichiarazione dei redditi. Premetto di essere uno studente e di non avere nessun altro reddito e compenso al di fuori di quello percepito come cessione dei diritti di autore. Grazie mille anticipatamente

  26. Certamente, se si tratta di sfruttamento economico del diritto di aiutore è necessario presentare la dichiarazione dei redditi.

  27. Buongiorno,

    sto scrivendo dei testi come copywriter/traduttore per un sito estero.

    Il committente del lavoro è estero e io ho residenza italiana.

    Nel contratto che mi è stato inviato è esplicitamente dichiarata la modalità “Copyright transfert”, modalità che io ho accettato. (si tratta di testi di un sito web, non ho alcun interesse ad avere royalties di quanto prodotto)

    Stavo quindi pensando di utilizzare questa modalità fiscale per evitare di dover aprire partita IVA.

    IN base a quanto scritto in questo articolo, essendo il soggetto situato all’estero, non devo emettere ricevuta con ritenuta d’acconto.

    DI fatto, sono quindi svincolato da oneri fiscali come soggetto italiano?

    Grazie per la risposta.

  28. Senza un contratto che lega al percepimento di royalties per sfruttamento del diritto di autore, operare in questo modo non la rende in regola e anzi rischia in caso di controlli sanzioni per la mancata fatturazione di queste operazioni. Bisogna fare molta attenzione, lei deve operare come professionista con partita Iva in questa attività. Se cerca un commercialista che possa seguirla e fornirle le giuste indicazioni la riconttatto in privato.

Lascia una Risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here