Come vengono tassate in Italia le pensioni svizzere del primo e secondo pilastro? Confermata la possibilità di applicare l’imposta sostitutiva del 5% anche se le prestazioni o le rendite sono incassate all’estero. Le modalità di tassazione con imposta sostitutiva.

La tassazione di redditi esteri in Italia, richiede sempre un certo tipo di complessità. Infatti, ci si trova sempre a doversi confrontare con la disciplina fiscale estera, oltre che con quella italiana. In questi casi le problematiche raddoppiano e spesso ci si trova di fronte a situazioni di doppia tassazione giuridica dei redditi.

In questo contributo voglio concentrarmi sui redditi da pensione provenienti dalla Svizzera. Il regime previdenziale svizzero, infatti, è basato sui cd “tre pilastri”.

La previdenza professionale obbligatoria (LPP) ha il compito d’integrare le prestazioni delle istituzioni previdenziali AVS (assicurazione vecchiaia, invalidità e superstiti Svizzera) e AI (assicurazione invalidità), che coprono solo il minimo esistenziale del costo della vita per la terza età.

Pensioni Svizzere

Il secondo pilastro svizzero (LLP) costituisce fonte di integrazione del reddito da pensione per numerosi italiani, che hanno trascorso la loro vita oltre confine e ora sono rientrati in Italia e per altrettanto numerosi frontalieri che per lungo periodo hanno varcato giornalmente la frontiera per recarsi al lavoro in Svizzera.

Le modalità di tassazione in Italia delle pensioni svizzere del primo (AVS) e secondo (LLP) pilastro prevedono (in alcuni casi) l’applicazione di una ritenuta a titolo di imposta del 5%. Tuttavia, invece, vi è assoggettamento a tassazione separata nel caso in cui il soggetto decida di riscattare il capitale maturato dalla gestione previdenziale.

In questo articolo vediamo, quindi, le modalità di tassazione in Italia delle pensioni svizzere del primo e secondo pilastro.


I tre pilastri del sistema previdenziale in Svizzera

Il sistema previdenziale svizzero si basa sul cd “sistema dei tre pilastri”.

Le pensioni svizzere possono suddividersi nelle seguenti categorie:

  • Il primo pilastro. Garantisce il minimo essenziale nella vecchiaia del percipiente e in caso di decesso del soggetto assicurato (AVS). Questo pilastro garantisce anche la perdita di guadagno in seguito ad invalidità (AI) è obbligatorio comprendere anche l’indennità per la perdita di guadagno (IPG) e l’assicurazione contro la disoccupazione (AD).
  • Il secondo pilastro. E’ obbligatorio ed è costituito dalla previdenza professionale integrativa (LLP – legge sulla previdenza professionale);
  • Il terzo pilastro. E’ basato sulla previdenza privata individuale e risulta facoltativo.
Pensioni del secondo pilastro in Svizzera
Svizzera

Vediamo, quindi, come deve essere trattata la tassazione in Italia delle pensioni del secondo pilastro svizzero.

Regole generali per la tassazione delle rendite del sistema previdenziale svizzero in Italia

Per i soggetti residenti in Italia le prestazioni previdenziali svizzere appartenenti al secondo pilastro erogate sotto forma di capitale o di rendita sono qualificate come pensioni.

Ai fini dell’imposizione in Italia assumono natura fiscale di redditi da lavoro dipendente, ex articolo 49, comma 2, lettera a) del DPR n 917/86 (TUIR). Queste prestazioni rappresentano, infatti, un trattamento economico periodico e continuativo, discendente da un’attività lavorativa svolta in precedenza.

Per questo il corrispettivo viene erogato al fine di attenuare le conseguenze finanziarie della cessazione della predetta attività.

Secondo quanto previsto dall’articolo 18 della Convenzione per evitare le doppie imposizioni tra Italia e Svizzera si applica il principio generale di tassazione esclusiva nello Stato di residenza del percettore delle pensioni.

In pratica, vi è un criterio di collegamento tra la prestazione lavorativa passata e la prestazione sotto forma di capitale o rendita attuale.

Tassazione in Italia del primo e secondo pilastro svizzero

Nell’ambito della normativa fiscale italiana l’art. 76, comma 1, della Legge n. 413/91 prevede che:

“Le rendite corrisposte in Italia da parte dell’assicurazione invalidità, vecchiaia e superstiti Svizzera (AVS), maturata sulla base anche di contributi previdenziali tassati alla fonte in Svizzera, sono assoggettate a ritenuta del 5% da parte degli istituti bancari italiani, quali sostituti d’imposta, per il cui tramite l’AVS Svizzera le eroga ai beneficiari in Italia. Le rendite, giusta l’accordo tra Italia e Svizzera del 3 ottobre 1974 di cui alla Legge n. 386/75, non formano più oggetto di denuncia fiscale in Italia”

art. 76, comma 1, legge n. 413/91

Il successivo comma 1-bis, dell’art. 76 della Legge n. 413/91 prevede in relazione alle rendite del secondo pilastro svizzero che:

“La ritenuta di cui al comma 1 è applicata dagli intermediari finanziari italiani che intervengono nel pagamento anche sulle somme corrisposte in Italia da parte della gestione della previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità Svizzera (LPP), ivi comprese le prestazioni erogate dagli enti o istituti svizzeri di prepensionamento, maturate sulla base anche di contributi previdenziali tassati alla fonte in Svizzera in qualunque forma erogate”

ART. 76, COMMA 1-bis, LEGGE N. 413/91

Sostanzialmente, La Legge n. 413/91, così come modificata dall’articolo 55-quinquies del D.L. n. 50/17 ha uniformato il trattamento fiscale delle rendite del primo e del secondo pilastro svizzero. Si tratta delle prestazioni corrisposte in Italia, sotto forma di rendita o di capitale. La norma prevede l’applicazione generalizzata di una ritenuta a titolo di imposta del 5% da parte degli intermediari finanziari che intervengono nel pagamento delle somme ed escludendo l’obbligo dichiarativo da parte del contribuente.

Coerentemente con i chiarimenti resi dal Ministero delle finanze in relazione alle rendite AVS, anche la ritenuta sulle pensioni LPP deve ritenersi applicata a titolo di imposta ed esonera gli interessati dagli obblighi dichiarativi.

Chi sono gli intermediari tenuti all’applicazione della ritenuta?

Relativamente ai soggetti tenuti all’applicazione della ritenuta nell’ipotesi di corresponsione delle rendite tramite intermediario, per le rendite AVS, il comma 1 dell’art. 76 prevede che la ritenuta è applicata dagli istituti italiani quali sostituti di imposta. Mentre, per le prestazioni LPP, il comma 1-bis del medesimo articolo prevede che la ritenuta è applicata dagli intermediari finanziari italiani che intervengono nel pagamento.

La differente formulazione utilizzata dal legislatore comporta che, diversamente da quanto avviene per le rendite AVS, che sono corrisposte ai beneficiari per il tramite di determinati istituti di credito italiani e, dunque, sulla base di specifiche convenzioni fra questi ultimi e la gestione AVS, le prestazioni LPP sono direttamente corrisposte ai beneficiari, mediante accreditamento sui rispettivi conti correnti aperti in Italia. Ne consegue che, nel primo caso, la ritenuta è applicata solo dagli istituti italiani individuati dalle convenzioni come destinatari dei pagamenti, mentre, nel secondo caso, la ritenuta è applicata da tutti gli intermediari finanziari presso i quali i beneficiari delle prestazioni decidono di far accreditare le prestazioni.

La circostanza che la norma faccia riferimento all’intermediario finanziario italiano che “interviene” nel pagamento porta a ritenere che la ritenuta unica prevista dal comma 1-bis in esame per le prestazioni LPP vada applicata dall’intermediario laddove gli venga conferito uno specifico incarico da parte del soggetto erogante ovvero del percipiente (in tal senso, vedasi la Circolare n. 21/E/2014, par. n. 3, con riferimento ai fondi di investimento alternativi). Spetta al soggetto che conferisce l’incarico all’intermediario fornire tutte le informazioni necessarie per la corretta applicazione della ritenuta e per la determinazione della base imponibile da assoggettare a tassazione.

Che cosa accade in caso di accredito della prestazione all’estero?

Le disposizioni in commento, tuttavia, non fanno riferimento al trattamento fiscale da applicare nel caso in cui l’accredito delle prestazioni pensionistiche non venga effettuato in Italia. Sul punto:

“Ne consegue che, in tale ipotesi, in assenza di un sostituto residente in Italia, che operi la ritenuta a titolo d’imposta, la disposizione di cui alla legge n. 413 del 1991 non
può trovare applicazione. La citata legge n. 413 del 1991, peraltro, non disciplina
in modo espresso l’ipotesi in cui il percettore abbia ricevuto all’estero l’accredito
delle somme in questione”

risoluzione n. 3/e/2020 agenzia entrate

Tuttavia, in materia di voluntary disclosure l’Agenzia delle Entrate con la Circolare n 30/E/2015 (par. 1.1) ha chiarito che la rendita incassata all’estero (in conti elvetici) senza l’intervento di un intermediario finanziario residente, è soggetto comunque ad imposizione sostitutiva del 5%. In questo modo tali redditi possono essere assoggettati alla medesima tassazione che sarebbe stata applicata qualora il soggetto avesse provveduto a canalizzarli in Italia.

Questa parificazione trova, peraltro, conferma in quanto disposto dall’articolo 2, comma 2, lettera b) del D.L. n. 153/15 (come modificato dalla legge di conversione n. 187/15) che prevede espressamente che:

“Ai soli fini della collaborazione volontaria di cui alla legge 15 dicembre 2014, n. 186”, “l’ammontare di tutte le prestazioni corrisposte dalla previdenza professionale per vecchiaia, i superstiti e l’invalidità Svizzera (LPP), in qualunque forma erogate, ivi comprese le prestazioni erogate dai diversi enti o istituti svizzeri di prepensionamento, sono assoggettate, ai fini delle imposte dirette, su istanza del contribuente, all’aliquota del 5 per cento”.

articolo 2, comma 2, lettera b) del D.L. n. 153/15

Tassazione separata per le somme corrisposte sotto forma di capitale

Nel momento in cui, invece, la somma percepita (AVS, o LPP) è liquidata, una tantum, sotto forma di capitale, la stessa deve essere assoggettata a tassazione separata (secondo il criterio proprio del TFR). Questo, ai sensi dell’art. 17, comma 1, lettera a) secondo periodo del TUIR, che prevede che l’imposta si applica separatamente alle:

“altre indennità e somme percepite una volta tanto in dipendenza della cessione dei predetti rapporti, comprese l’indennità di preavviso, le somme risultanti dalla capitalizzazione di pensioni (…)”

art. 17, comma 1, lettera a) secondo periodo del TUIR

Questa considerazione è stata riportata nella Risoluzione n. 3/E/2020 dell’Agenzia delle Entrate.

Applicazione della tassazione sostitutiva sulle pensioni svizzere del terzo pilastro

Sul punto è intervenuta anche la DRE Lombardia con la risposta all’istanza di interpello n 904-255/2019. Ad avviso della DRE Lombardia la possibilità di applicare l’imposta sostitutiva del 5% deve ritenersi estesa a tutte le ipotesi in cui le persone fisiche residenti in Italia siano titolari di rendite AVS e di rendite LLP, che sono state incassate in Svizzera.

Ricordo che le rendite AVS costituiscono il primo pilastro Svizzero. Mentre le rendite LLP sono il secondo pilastro Svizzero. In questo caso tali redditi devono essere indicati nella sezione V del quadro RM del modello Redditi Persone Fisiche.

Deve essere riportata la causale residuale I” indicando la somma imponibile e l’aliquota 5% con l’imposta dovuta. Per quanto riguarda il versamento dell’imposta può essere utilizzato il modello F24 indicando il codice tributo 1242 e l’anno di riferimento del reddito.

La gestione degli interessi attivi

Gli interessi attivi maturati sulle suddette somme costituiscono redditi di capitale di fonte estera, ai sensi dell’articolo 44, comma 1, lettera a) del TUIR. Qualora questi vengano percepiti direttamente, ovvero senza l’intervento di intermediari residenti devono essere indicati nel rigo RM12, utilizzando il codice “g”, della dichiarazione dei redditi e assoggettati ad imposizione sostitutiva alla fonte a titolo di acconto. Ovvero l’imposta applicata in Italia per i redditi della stessa natura. Vedasi l’articolo 18 del TUIR e l’articolo 26, comma 3, del DPR n. 600/73.

Monitoraggio fiscale e quadro RW nel periodo di maturazione del fondo pensione estero

In ultima analisi deve essere tenuto in considerazione l’obbligo legato al Monitoraggio Fiscale delle attività finanziarie detenute all’estero. In particolare, deve essere compilato il quadro RW del modello Redditi PF, del soggetto percettore della rendita. Tale obbligo riguarda tutto il periodo di maturazione del fondo previdenziale svizzero da parte del soggetto fiscalmente residente in Italia.

La compilazione si rende necessaria sia per assolvere gli obblighi di monitoraggio fiscale previsti dalla normativa. In questo caso, tuttavia, trattandosi di fondi di previdenza esteri, di natura obbligatoria, non è necessario liquidare l’IVAFE (imposta patrimoniale sulle attività finanziarie di fonte estera). Soltanto qualora la forma di previdenza non risulti avere caratteristiche di obbligatorietà per il lavoratore, vi sarà l’obbligo all’assoggettamento degli importi ad IVAFE.


Pensioni Svizzere e tassazione in Italia: consulenza

In questo articolo ti ho riepilogato le modalità di tassazione in Italia delle pensioni del secondo pilastro svizzero. L’applicazione della ritenuta del 5% a titolo di imposta deve essere effettuata da parte dell’intermediario finanziario residente che interviene nel pagamento. Questo, comporta, l’esonero dall’indicazione di questo reddito nella propria dichiarazione annuale.

Quando, invece, la riscossione della rendita avviene all’estero, il contribuente residente fiscalmente in Italia ha l’obbligo dichiarativo. In questo caso l’imposizione sostitutiva avviene con la propria dichiarazione.

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