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Chi sono i soggetti non residenti Schumacher?

Chi sono i soggetti non residenti Schumacher: il regime fiscale che consente l'applicazione delle detrazioni fiscali previste per i contribuenti residenti in Italia.

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L’art. 7 della Legge n. 161/2014 (Legge Europea bis 2013) ha introdotto il comma 3-bis all’art. 24 del DPR n. 917/1986. Questa norma ha esteso le medesime detrazioni e deduzioni previste per i soggetti residenti nel territorio dello Stato ai contribuenti che, pur residenti fiscalmente in un altro Stato che garantisce adeguato scambio di informazioni, producono almeno il 75% del proprio reddito complessivo in Italia. Si tratta dei cd “non residenti Schumacher“.

Si tratta di una categoria di contribuenti non fiscalmente residenti nel territorio italiano, purché stabiliti in Paesi che assicurino un adeguato scambio di informazioni (cd Paesi “white list“). Per rientrare nella categoria fiscale dei “non residenti Schumacher” questi contribuenti devono:

  • Produrre nel territorio dello Stato italiano almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto nel periodo di imposta considerato, e
  • Non devono godere (contemporaneamente) di agevolazioni fiscali analoghe nello Stato estero di residenza fiscale.

Il regime interessa anche i titolari di redditi di lavoro dipendente e/o assimilati, i quali possono farsi riconoscere dal sostituto d’imposta italiano gli oneri deducibili e le detrazioni d’imposta, comprese quelle per carichi di famiglia, così come stabilito per i contribuenti residenti.

Al verificarsi di queste condizioni tali soggetti hanno la possibilità di godere delle deduzioni e detrazioni fiscali in forma completa, analogamente a quanto previsto per i soggetti residenti (articolo 24, comma 3-bis, del TUIR).

Detrazioni IRPEF negate per i contribuenti non residenti

Ai sensi degli articoli 2 e 3 del DPR n. 917/86 (TUIR), le persone fisiche fiscalmente non residenti in Italia sono soggette all’IRPEF ed il relativo reddito imponibile è formato soltanto dai redditi prodotti dello stato (tassazione nello Stato della fonte) secondo i criteri individuati dall’art. 23 del TUIR.

Per i soggetti non residenti (ex art. 24 del TUIR) l’IRPEF si applica sul reddito complessivo, costituito dai soli redditi prodotti nel territorio dello Stato e sui redditi tassati separatamente. Il comma 3 dell’art. 24 specifica poi che le detrazioni che possono essere scomputate dall’imposta lorda dovuta dai soggetti non residenti, tra le quali non vi rientrano le detrazioni per carichi di famiglia. Ne consegue che il contribuente non residente in Italia non può̀ usufruire di questa forma di detrazione dal reddito.

La disciplina dei “non residenti Schumacker

Le indicazioni sopra riportate, come regola generale, sono valide ad eccezione che il contribuente non ricada nel regime dei “non residenti Schumacker”.

Il regime dei “non residenti Schumacker” prevede, in deroga al comma 1 dello stesso articolo 24, che, nei confronti dei soggetti non residenti nel territorio italiano, “limposta dovuta è determinata sulla base delle disposizioni contenute negli articoli da 1 a 23 del TUIR, a condizione che:

  1. Il reddito prodotto dal soggetto in Italia sia pari almeno al 75 per cento del reddito dallo stesso complessivamente prodotto e
  2. Che il medesimo soggetto non goda di agevolazioni fiscali analoghe nello Stato di residenza”.

Solo in quest’ultimo caso, il contribuente ha la possibilità fruire di tutte le deduzioni e detrazioni al pari di un qualsiasi contribuente italiano (ex art. 23 del TUIR).

Cosa fare se rientro nella categoria dei “non residenti Schumacher“?

Se ti rendi conto di rientrare nella categoria dei non residenti Schumacher per fruire delle detrazioni per carichi di famiglia sei chiamato ad attestare attraverso una dichiarazione sostitutiva di atto notorio. In particolare, l’art. 2 del D.M. 21.09.2015 disciplina le modalità di comunicazione dell’agevolazione in questione all’eventuale sostituto d’imposta.

A tal fine, per fruire delle detrazioni per carichi di famiglia, si deve attestare, mediante una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà i seguenti aspetti:

  • Lo stato di residenza fiscale;
  • Di aver prodotto in Italia almeno il 75% del reddito complessivamente conseguito nel periodo d’imposta (considerando anche i proventi guadagnati fuori dal Paese di residenza), al lordo degli oneri deducibili;
  • Il grado di parentela del familiare per il quale si intende fruire della detrazione ex art. 12 del TUIR;
  • Che il predetto familiare possiede un reddito complessivo, al lordo degli oneri deducibili e comprensivo dei redditi prodotti anche fuori dal territorio dello Stato di residenza, riferito all’intero periodo d’imposta, non superiore a 2.840,51 euro;
  • Di non godere nel Paese di residenza, o in altro Paese diverso da questo, di alcun beneficio fiscale connesso ai carichi di famiglia.

A quel punto è possibile fruire delle detrazioni in dichiarazione dei redditi.

Deduzione dei contributi INPS per i “non residenti Schumacher

I soggetti non residenti fiscalmente in Italia hanno la possibilità di dedurre i contributi previdenziali versati facoltativamente all’ente che gestisce la forma pensionistica obbligatoria di appartenenza (INPS) solo a condizione che rientrino nella categoria dei c.d. “non residenti Schumacher”. Questo è quanto precisato con la risposta ad interpello n. 148 del 26 maggio 2020.

I contribuenti non residenti rientranti nella categoria dei “non residenti Schumacher” possono dedurre i contributi previdenziali versati alla forma di previdenza obbligatoria versata in Italia.

La regola generale è quella dell’art. 24 comma 2 del TUIR che considera deducibili dal reddito solo gli oneri di cui alle lettere a), g), h), i) e l) del comma 1 del precedente art. 10. Poiché tale elencazione è da ritenersi tassativa, non possono essere dedotti gli oneri di cui all’art. 10 comma 1 lett. e) del TUIR, vale a dire i “contributi previdenziali ed assistenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge, nonché quelli versati facoltativamente alla gestione della forma pensionistica obbligatoria di appartenenza, ivi compresi quelli per la ricongiunzione di periodi assicurativi”.

Tuttavia, il comma 3-bis dell’art. 24 del TUIR rende applicabili i medesimi oneri deducibili previsti per i residenti [e quindi anche la lettera e), comma 1, dell’articolo 10 in esame] a tutti i soggetti non residenti nel territorio italiano che soddisfano i requisiti dei “non residenti Shumacher“.

Quindi, ai fini della determinazione del reddito prodotto in Italia, i contributi previdenziali versati nel nostro Paese da un soggetto residente all’estero non possono quindi trovare riconoscimento fiscale. Questo, a meno che si rientri nell’eccezione prevista dal comma 3-bis dell’art. 24 del TUIR, in relazione ai c.d. “non residenti Schumacher”.

I controlli da parte dell’Amministrazione finanziaria

I “non residenti” devono conservare ed esibire all’Amministrazione finanziaria, in caso di richiesta, la seguente documentazione:

  • Copia delle dichiarazioni dei redditi presentate presso altri Stati, relative ai periodi d’imposta per i quali sono state richieste le agevolazioni in Italia. Deve trattarsi di dichiarazioni dei redditi nei quali il contribuente si è dichiarato fiscalmente residente nel Paese;
  • Certificazione del datore di lavoro estero del reddito prodotto e delle eventuali agevolazioni fruite all’estero;
  • Copia del bilancio dell’eventuale attività d’impresa svolta all’estero.

L’obiettivo è quelli di dimostrare la propria residenza fiscale estera e l’impossibilità di fruire in questo Stato degli oneri deducibili o detraibili ivi previsti.

Per approfondire: “Redditi dei non residenti: guida alla tassazione“.

Soggetti non residenti Schumacher: consulenza fiscale

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Non residenti Schumacher: podcast

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