Regime fiscale agevolato per Neo Residenti. Soggetti che rientrano in Italia con elevata capacità reddituale. Il regime consente una tassazione forfettaria del reddito estero a € 100.000 annue. Articolo 24-bis DPR n 917/86. In questa guida tutti i soggetti che possono aderire al regime e le condizioni da rispettare.

Se sei un soggetto espatriato dall’Italia, o soggetto UE, con elevata capacità reddituale e vuoi tornare in Italia non perderti questo articolo.

Quello che voglio dirti è che per te può essere davvero il momento giusto per venire o rientrare in Italia. Ti dico questo perché è in vigore una particolare agevolazione legata ai cd soggetti “Neo Residenti“.

L’agevolazione è quella di cui all’articolo 1, commi da 152 a 159 della Legge n 232/06. Questa norma ha introdotto nel nostro ordinamento l’articolo 24-bis del DPR n 917/86 (TUIR).

Si tratta di un regime fiscale opzionale per le persone fisiche che consente una tassazione sostitutiva di IRPEF e addizionali locali. In sostanza, si tratta di una Flat Tax per i soggetti Neo Residenti.

Neo Residenti

La ratio di questa norma è, ovviamente, quella di cercare di attrarre persone con elevati investimenti esteri a venire a vivere in Italia. L’obiettivo dichiarato del legislatore è quello di riuscire ad attrarre imprenditori o persone con elevata capacità reddituale in Italia.

Sostanzialmente si vuole incentivare il trasferimento in Italia dei cd “high net worth individuals“.

In questo articolo voglio parlarti, in dettaglio, dei vantaggi legati a questo regime fiscale ed alla procedura da attuare per poterlo utilizzare.

Vediamo, quindi, come puoi rientrare od impatriare in Italia, godendo dei vantaggi di una tassazione flat sui tuoi redditi di fonte estera.

Cominciamo!


Il regime fiscale dei neo residenti in Italia

In Europa vi sono diversi Paesi che adottano regimi fiscali di favore per i soggetti esteri che decidono di ivi trasferirsi stabilmente.

Mi riferisco, in particolare, a regimi come quello dei resident non domiciled vigente in UK (o in altri Paesi UE come Portogallo o Malta).

Si tratta di regimi fiscali che incentivano soggetti esteri a trasferirsi nel Paese concedendo una particolare agevolazione fiscale. Si tratta dell’esenzione da tassazione dei redditi di fonte estera.

In pratica questi regimi fiscali consentono l’esenzione da tassazione di redditi esteri nella misura in cui questi non venga trasferito nello Stato. Quando il reddito estero entra nello Stato di residenza del percettore (cd remittance) viene assoggettato a tassazione. Se vuoi saperne di più ti lascio a questo articolo dedicato: “Regimi fiscali per impatriati: i 6 paesi più attraenti

Sulla base di questi regimi, anche per evitare problematiche di arbitraggio, anche l’Italia ha deciso (o forse era inevitabile) di introdurre un regime fiscale molto simile.

Il regime è quello di cui all’articolo 24-bis del TUIR.

Sostanzialmente, la scelta italiana è stata quella di derogare alla regola di tassazione su base mondiale dei redditi dei soggetti residenti. Si tratta di una delle norme cardine del nostro sistema tributario collocata all’articolo 3 del TUIR. La deroga a questa disposizione è, sostanzialmente, una tassazione territoriale forfettaria per i soggetti che, dotati di determinati requisiti, impatriano o rimpatriano in Italia.

L’elevata capacità reddituale

Rispetto agli altri regimi fiscali di rimpatrio, presenti nel nostro ordinamento, come:

questa agevolazione riguarda soggetti con elevata capacità reddituale. Attenzione quindi, perché non è un regime per tutti, ma soltanto per soggetti dotati di elevata capacità di produrre reddito all’estero.

Infatti, il regime dei neo-domiciliati, per poter essere applicato richiede un principio cardine legato al requisito di residenza e domicilio in Italia, ed il percepimento di redditi esteri.

NEO RESIDENTI IN ITALIA: LA RATIO DELLA NORMA

Come anticipato, lo scopo di questo regime fiscale, è quello di incentivare soggetti esteri a trasferire in Italia il proprio domicilio e la propria residenza anagrafica.

L’obiettivo del legislatore è quello di:

favorire l’ingresso di significativi investimenti in Italia, anche preordinati ad accrescere i livelli occupazionali

In particolare, il Ministero degli Affari Esteri ed il Ministero dell’Interno hanno individuato forme di agevolazione nella trattazione di domande di:

  • Visto di ingresso e
  • Permesso di soggiorno

applicabili ai soggetti che trasferiscono la propria residenza in Italia ai sensi dell’articolo 24-bis del TUIR.

L’obiettivo apertamente dichiarato, quindi, è quello di attrarre in Italia persone fisiche ricche, cd. “high net worth individuals“. Ovvero soggetti in grado di portare in Italia investimenti e posti di lavoro.

In altri termini, l’obiettivo è quello di invogliare questi soggetti a vivere in Italia lasciando le proprie imprese all’estero. Tutto questo, infatti, potrebbe invogliare questi soggetti ad avviare business anche in Italia. Magari attraverso iniziative connesse con Start-Up innovative, formazione, ricerca, paternariato con Università e centri di ricerca.

Detto questo vediamo in dettaglio i requisiti richiesti per il Regime dei Neo Residenti in Italia.


Regime dei neo residenti: i requisiti

L’articolo 24-bis del DPR n. 917/86 (e il provvedimento 8.3.2017 n. 47060) prevede una tassazione agevolata opzionale per i soggetti esteri immigrati in Italia che rispettano i seguenti requisiti:

  • Trasferiscono la loro residenza fiscale ai sensi dell’articolo 2, comma 2, del DPR n. 917/86 e che
  • Non siano stati mai residenti in Italia ai sensi del citato articolo 2, comma 2, per un periodo almeno pari a nove periodi d’imposta nel corso dei dieci precedenti l’inizio del periodo di validità dell’opzione.

Per i soggetti che soddisfano questi due requisiti e quindi considerati “Neo Residenti” in Italia, vi è una agevolazione.

L’agevolazione consiste nella possibilità, dietro l’esercizio di specifica opzione, di tassare in modo forfettario in Italia i loro redditi percepiti all’estero (fuori dall’Italia).

La tassazione dei redditi esteri dei Neo Residenti in Italia è effettuata mediante il pagamento di una imposta sostitutiva dell’Irpef calcolata forfetariamente.

L’imposta sostitutiva forfettaria è determinata nella misura di €. 100.000 per ciascun periodo d’imposta in cui è valido il regime.

Tale importo è determinato a €. 25.000 per ciascun periodo d’imposta per ciascuno dei familiari di cui all’articolo 433 del codice civile (comma 2 dell’articolo 24-bis del DPR n. 917/86).

Questo significa, ad esempio, che se il soggetto che applica questo regime percepisce redditi esteri per € 1.000.000, avrà una tassazione italiana di sole € 100.000.

Non male vero?! Mentre, se lo stesso soggetto percepisce anche redditi di fonte italiana, questi saranno normalmente assoggettati a tassazione secondo le regole del TUIR.

Come esercitare l’opzione per il regime dei Neo Residenti in Italia?

Il regime fiscale dei Neo Residenti, di cui all’articolo 24-bis del TUIR è esercitabile su opzione.

L’opzione per il regime di imposta sostitutiva si perfeziona, alternativamente, con:

  • La presentazione della dichiarazione dei redditi riferita al periodo d’imposta in cui il soggetto ha trasferito la residenza. Ai sensi dell’articolo 2, comma 2, del TUIR in Italia; ovvero
  • La presentazione della dichiarazione dei redditi riferita al periodo d’imposta successivo a quello in cui il soggetto ha trasferito la residenza. Ai sensi dell’articolo 2, comma 2, del TUIR in Italia.

Nella dichiarazione dei redditi italiana devono essere indicati dati quali l’attestazione dello status di non residente per almeno nove periodi d’imposta negli ultimi dieci. Nonché la giurisdizione in cui il soggetto ha avuto residenza fiscale prima dell’esercizio di validità dell’opzione. Inoltre, devono essere indicate anche le giurisdizioni estere per le quali ci si avvale delle facoltà di determinare i redditi di fonte estera con i criteri ordinari.

Opzione per la tassazione ordinaria di redditi esteri:
In dichiarazione dei redditi si deve indicare anche per quali Stati esteri non ci si avvale della tassazione flat dei proventi. Questi redditi, quindi, devono essere tassati in sede di dichiarazione dei redditi scomputando il credito per imposte estere.

La presentazione della dichiarazione per l’esercizio dell’opzione

Come anticipato, l’opzione per il regime dei Neo Residenti si effettua con la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta in cui il soggetto trasferisce la sua residenza fiscale in Italia, oppure con la dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo.

Questa duplice possibilità è legata al fatto di tutelare quei casi in cui il soggetto che ha portato (o riportato) la sua residenza fiscale in Italia in un periodo, ma decide di esercitare l’opzione solo dal periodo di imposta successivo.

La dichiarazione dei redditi, quindi, è lo strumento con cui il soggetto dichiara i propri redditi, l’opzione per questo regime fiscale, determinando e liquidando l’imposta flat da versare. Il quadro del modello Redditi P.F. dedicato all’opzione per il regime dei Neo Residenti in Italia è il Quadro NR. Se vuoi saperne di più sulla compilazione di questo quadro reddituale ti lascio a questo articolo dedicato: “Quadro NR del modello Redditi per i neo domiciliati in Italia“.

Regime dei Neo Residenti ed istanza di interpello

Particolarmente interessante, ad avviso dello scrivente, è la possibilità di presentare istanza di interpello all’Agenzia delle Entrate. Infatti, rispetto ad altre norme agevolative per il rientro in Italia (vedi “impatriati” o “rientro dei cervelli“), questa disposizione prevede la possibilità preventiva di presentare un’istanza di interpello all’Agenzia delle Entrate.

Quello che voglio dire è che, rispetto ad altre disposizioni analoghe, per i Neo Residenti è possibile avere un parare vincolante e preventivo da parte dell’Agenzia delle Entrate. Questo aspetto offre sicurezza verso la concreta possibilità di fruire del regime senza possibili future sorprese legate ad accertamenti fiscali futuri.

Il contenuto dell’istanza

Il contribuente, infatti, ha la possibilità di presentare istanza di interpello (ex articolo 11, comma 1, lettera b), della Legge n. 212/2000) all’Agenzia delle entrate. L’istanza deve essere presentata entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui viene trasferita la residenza in Italia ed è efficace a decorrere da tale periodo d’imposta. Nell’istanza di interpello il contribuente, tra l’altro, deve indicare:

  • I dati anagrafici e, se già attribuito, il codice fiscale. Nonché, se già residente, il relativo indirizzo di residenza in Italia;
  • Lo status di non residente in Italia per un tempo almeno pari a nove periodi di imposta nel corso dei dieci precedenti l’inizio di validità dell’opzione;
  • La giurisdizione o le giurisdizioni in cui ha avuto l’ultima residenza fiscale prima dell’esercizio di validità dell’opzione;
  • Gli Stati o territori esteri per i quali intende esercitare la facoltà di non avvalersi dell’applicazione dell’imposta sostitutiva ai sensi del comma 5 dell’articolo 24-bis del TUIR.

Nell’istanza il contribuente indica la sussistenza degli elementi necessari per il riscontro delle condizioni per l’accesso al regime, compilando l’apposita check list:

L’Agenzia delle Entrate trasmetterà poi tali informazioni, attraverso gli idonei strumenti di cooperazione amministrativa, alle autorità fiscali di tali Paesi.

Il ruolo della check-list

La presentazione o meno dell’interpello dipende sostanzialmente dalla volontà del soggetto, fermo restando il fatto che l’opzione si perfeziona esclusivamente con la presentazione della dichiarazione.

Nel caso in cui venga presentato l’interpello, in esso deve essere riportata la check-list (sopra indicata ed allegata al citato provvedimento dell’Agenzia delle Entrate). Mentre, nel caso in cui si voglia evitare l’interpello, gli stessi dati della check list devono essere riportati in dichiarazione dei redditi (vedi: Stato di ultima residenza fiscale, Stati eventualmente esclusi dall’opzione, etc).

Modalità di presentazione dell’interpello

L’istanza di interpello è presentata dal contribuente alla Direzione Centrale Accertamento. La presentazione avviene mediante:

  • Consegna a mano,
  • Spedizione a mezzo plico raccomandato con avviso di ricevimento ovvero
  • Presentazione per via telematica attraverso l’impiego della casella di posta elettronica certificata. In questo caso l’istanza è inviata alla casella di posta elettronica certificata [email protected]

Per i soggetti non residenti senza domiciliatario nel territorio dello Stato, l’istanza di interpello può essere trasmessa alla casella di posta elettronica ordinaria [email protected]

L’esercizio dell’opzione anche per i familiari del neo residente

Il regime dei Neo Domiciliati riguarda anche i familiari del soggetto, che in via opzionale, possono applicare questo regime. In questo caso l’istanza di interpello deve contenere anche la giurisdizione di provenienza di questi. Si tratta del Paese ove i familiari avevano l’ultima residenza prima dell’esercizio dell’opzione.

L’opzione per i famigliari si esercita direttamente nella dichiarazione dei redditi (Quadro NR) del soggetto “capofamiglia“.

L’estensione dell’opzione può essere revocata in relazione a uno o più familiari di cui al periodo precedente. La revoca dall’opzione o la decadenza dal regime del soggetto che esercita l’opzione si estendono anche ai familiari. La decadenza dal regime di uno o più dei familiari per omesso o parziale versamento dell’imposta sostitutiva loro riferita non comporta decadenza dal regime per le persone fisiche di cui al comma 1.

Gli stati con tassazione forfettaria

L’opzione per i Neo Residenti si intende tacitamente rinnovata di anno in anno, a meno che non intervenga un’ipotesi di cessazione degli effetti, di revoca dell’opzione o di decadenza dal regime.

Gli Stati o territori esteri per i quali il contribuente ha esercitato, la facoltà di non avvalersi dell’applicazione del regime di imposta sostitutiva, possono essere integrati da ulteriori Stati.

L’integrazione avviene in una dichiarazione dei redditi relativa a uno dei periodi d’imposta successivi a quello in cui è stata esercitata la predetta facoltà. E’ importante, quindi, monitorare con attenzione gli Stati esteri coinvolti dall’operazione.

Quando si perdono i requisiti per i Neo Residenti?

Gli effetti del regime di imposizione sostitutiva dei redditi prodotti all’estero cessano, in ogni caso, decorsi 15 anni. Il periodo decorre dal primo periodo d’imposta di validità dell’opzione.

Il contribuente che ha esercitato l’opzione, o il familiare a cui la stessa è stata estesa, possono revocare l’opzione. La revoca avviene nella dichiarazione dei redditi relativa a uno dei periodi d’imposta successivi a quello in cui è stata esercitata.

In tal caso, qualora per tale periodo di imposta il soggetto non sia tenuto alla presentazione della dichiarazione dei redditi, effettua apposita comunicazione alla Direzione Centrale Accertamento. La comunicazione avviene entro la data di scadenza della presentazione della dichiarazione.

Il soggetto che esercita l’opzione decade dal regime nei seguenti casi:

  • Omesso o parziale versamento dell’imposta sostitutiva entro la data prevista per il pagamento del saldo delle imposte sui redditi. Questo con effetto dal periodo d’imposta rispetto al quale doveva essere eseguito il versamento;
  • Trasferimento della residenza fiscale in altro Stato o territorio, con effetto dal periodo d’imposta in cui perde la residenza in Italia ai fini fiscali.

La revoca dell’opzione e la decadenza dal regime precludono l’esercizio di una nuova opzione.

La durata del regime

Il regime fiscale dei Neo Residenti è applicabile dall’ottenimento di risposta positiva all’interpello presentato. Tuttavia, come detto, l’opzione vincolante si esercita in dichiarazione dei redditi.

Questo significa che non è detto che possa trovare applicazione immediatamente. Anche questo aspetto deve essere ben valutato dal soggetto che intende impatriare in Italia.

La durata del regime è di 15 anni dal primo periodo d’imposta di validità dell’opzione.

La durata del regime non è rinnovabile. Successivamente al soggetto si applicherà la normale tassazione sui redditi ai sensi del TUIR.

Neo Residenti: la tassazione dei redditi

Vediamo adesso alcuni aspetti legati alla tassazione dei redditi dei Neo Residenti in Italia.

Su quali redditi esteri si applica la tassazione forfettaria italiana per i Neo Residenti?

A questo punto può diventare interessante capire su quali redditi esteri si applica la tassazione forfettaria italiana.

Ebbene, la normativa non fa esplicito riferimento a singole categorie reddituali. Questo significa che rientrano nel Regime dei Neo Residenti tutti i redditi di fonte estera (es. lavoro dipendente, redditi di impresa, redditi di capitale, redditi diversi di natura finanziaria, etc).

Tuttavia, vi è un’unica eccezione. Questa è data dalle plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioniqualificate“. Plusvalenze che rimangono tassate ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera c) del TUIR.

Queste plusvalenze, se realizzate nei primi 5 periodi di imposta di validità dell’opzione rimangono soggette al regime ordinario di imposizione. Si tratta della ritenuta a titolo di imposta del 26%, di cui all’articolo 68, comma 3, del TUIR.

La tassazione degli altri redditi di fonte estera

Aspetto importante di questa norma riguarda i redditi che saranno oggetto di tassazione forfettaria. Infatti, soltanto i redditi provenienti da Stati esteri indicati nell’istanza di interpello sono oggetto di agevolazione.

Tutti gli altri redditi esteri, non indicati nell’istanza, devono essere soggetti a tassazione italiana ordinaria. Tassazione che avviene con relativo scomputo del credito per imposte estere o con esenzione, a seconda dei casi. Questo significa, infatti, che occorre fare attenzione alla compilazione dell’istanza di interpello.

Potrebbe, infatti, essere opportuno escludere (facendo del cherry picking) qualche giurisdizione non collaborativa con l’Italia. Altrimenti, il rischio è quello di ottenere una risposta negativa alla richiesta di agevolazione.

Occorre sottolineare che si considerano redditi esteri quelli che si qualificano tali secondo il principio di reciprocità. Ovvero occorre effettuare una lettura a specchio dell’articolo 23 del TUIR, così come previsto dallo stesso articolo 165, comma 2.

Il versamento dell’imposta sostitutiva sui redditi esteri

L’imposta sostitutiva sui redditi esteri del contribuente deve essere versata in unica soluzione.La scadenza per effettuare il versamento è quella prevista per il versamento del saldo delle imposte sui redditi. Ovvero, il 30 giugno di ogni anno, con riferimento al periodo di imposta precedente.

Per ciascun familiare al quale si estende il regime è versata l’imposta sostitutiva nella misura di 25mila euro, in un’unica soluzione, per ciascun periodo di imposta. Il versamento deve avvenire entro la data prevista per il versamento del saldo delle imposte sui redditi.

 Con la Risoluzione n. 44/E/2018 l’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo da utilizzare per il versamento dell’imposta. Il codice è NRPP denominato “Imposta sostitutiva dell’Irpef – Nuovi residenti – articolo 24-bis, comma 2, del Tuir”. Tale codice deve essere utilizzato attraverso la compilazione del modello F24 Elide.

Per la compilazione del modello deve essere compilata:

  • La sezione “contribuente”, nei campi “codice fiscale” e “dati anagrafici”, il codice fiscale e i dati anagrafici del soggetto tenuto al versamento;
  • La sezione “Erario”, nel campo:
    • “tipo”, la lettera “R”;
    • “codice”, il codice tributo “NRPP”;
    • “anno di riferimento”, l’anno d’imposta a cui si riferisce il versamento, nel formato “AAAA”.

Esenzione da monitoraggio fiscale e tassazione patrimoniale sulle attività estere

I soggetti che optano per la tassazione forfettaria del reddito (e il loro familiari) possono beneficiare di ulteriori vantaggi legati alle attività patrimoniali e finanziari detenute all’estero.In questi termini il vantaggio ottenibile può essere così riassunto:

  • Non sono tenuti agli obblighi di monitoraggio fiscale. Si tratta degli obblighi di cui all’articolo 4 del D.L. n. 167/1990 (quadro RW) per le attività patrimoniali e finanziarie detenute all’estero;
  • Non pagano le imposte patrimoniali IVIE e IVAFE sulle attività estere.

Questa possibilità è legata, esclusivamente, all’applicazione del regime in commento.

Non cumulabilità con altri incentivi legati all’impatrio o rimpatrio in Italia

La tassazione forfettaria dei redditi esteri dei soggetti “neo residenti” non può essere cumulato:

  • Con quello di cui all’articolo 44 del D.L. n. 78/2010, in tema di incentivi per il rientro in Italia di ricercatori residenti all’estero
  • Con quello di cui all’articolo 16 del D.Lgs. n. 147/2015, in tema di regime speciale per lavoratori rimpatriati.

La normativa: articolo 24-bis del TUIR

Di seguito riportiamo, per completezza, l’articolo 24-bis del DPR n. 917/86.

Art. 24-bis. Opzione per l’imposta sostitutiva sui redditi prodotti all’estero realizzati da persone fisiche che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia.

ARTICOLO 24-BIS COMMA 1 TUIR

1. Le persone fisiche che trasferiscono la propria residenza in Italia ai sensi dell’articolo 2, comma 2, possono optare per l’assoggettamento all’imposta sostitutiva, di cui al comma 2 del presente articolo, dei redditi prodotti all’estero individuati secondo i criteri di cui all’articolo 165, comma 2, a condizione che non siano state fiscalmente residenti in Italia, ai sensi dell’articolo 2, comma 2, per un tempo almeno pari a nove periodi d’imposta nel corso dei dieci precedenti l’inizio del periodo di validità dell’opzione. L’imposta sostitutiva non si applica ai redditi di cui all’articolo 67, comma 1, lettera c), realizzati nei primi cinque periodi d’imposta di validità dell’opzione, che rimangono soggetti al regime ordinario di imposizione di cui all’articolo 68, comma 3.

Articolo 24-bis comma 1 TUIR

ARTICOLO 24-BIS COMMA 2 TUIR

2. Per effetto dell’esercizio dell’opzione di cui al comma 1, relativamente ai redditi prodotti all’estero di cui al comma 1 è dovuta un’imposta sostitutiva dell’imposta sui redditi delle persone fisiche calcolata in via forfetaria, a prescindere dall’importo dei redditi percepiti, nella misura di euro 100.000 per ciascun periodo d’imposta in cui è valida la predetta opzione. Tale importo è ridotto a euro 25.000 per ciascun periodo d’imposta per ciascuno dei familiari di cui al comma 6. L’imposta è versata in un’unica soluzione entro la data prevista per il versamento del saldo delle imposte sui redditi. Per l’accertamento, la riscossione, il contenzioso e le sanzioni si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni previste per l’imposta sul reddito delle persone fisiche. L’imposta non è deducibile da nessun’altra imposta o contributo.

Articolo 24-bis comma 2 del TUIR

ARTICOLO 24-BIS COMMA 3 DEL TUIR

3. L’opzione di cui al comma 1 deve essere esercitata dopo aver ottenuto risposta favorevole a specifica istanza di interpello presentata all’Agenzia delle entrate, ai sensi dell’articolo 11, comma 1, lettera b), della legge 27 luglio 2000, n. 212, entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui viene trasferita la residenza in Italia ai sensi del comma 1 del presente articolo ed è efficace a decorrere da tale periodo d’imposta. Le persone fisiche di cui al comma 1 indicano nell’opzione la giurisdizione o le giurisdizioni in cui hanno avuto l’ultima residenza fiscale prima dell’esercizio di validità dell’opzione. L’Agenzia delle entrate trasmette tali informazioni, attraverso gli idonei strumenti di cooperazione amministrativa, alle autorità fiscali delle giurisdizioni indicate come luogo di ultima residenza fiscale prima dell’esercizio di validità dell’opzione.

Articolo 24-bis comma 3 del TUIR

ARTICOLO 24-BIS COMMA 4 TUIR

4. L’opzione di cui al comma 1 è revocabile e comunque cessa di produrre effetti decorsi quindici anni dal primo periodo d’imposta di validità dell’opzione. Gli effetti dell’opzione cessano in ogni caso in ipotesi di omesso o parziale versamento, in tutto o in parte, dell’imposta sostitutiva di cui al comma 2 nella misura e nei termini previsti dalle vigenti disposizioni di legge. Sono fatti salvi gli effetti prodotti nei periodi d’imposta precedenti. La revoca o la decadenza dal regime precludono l’esercizio di una nuova opzione.

Articolo 24-bis comma 4 del TUIR

ARTICOLO 24-BIS COMMA 5 DEL TUIR

5. Le persone fisiche di cui al comma 1, per sé o per uno o più dei familiari di cui al comma 6, possono manifestare la facoltà di non avvalersi dell’applicazione dell’imposta sostitutiva con riferimento ai redditi prodotti in uno o più Stati o territori esteri, dandone specifica indicazione in sede di esercizio dell’opzione ovvero con successiva modifica della stessa. Soltanto in tal caso, per i redditi prodotti nei suddetti Stati o territori esteri si applica il regime ordinario e compete il credito d’imposta per i redditi prodotti all’estero. Ai fini dell’individuazione dello Stato o territorio estero in cui sono prodotti i redditi si applicano i medesimi criteri di cui all’articolo 23.

Articolo 24-bis comma 5 del TUIR

ARTICOLO 24-BIS COMMA 6 DEL TUIR

6. Su richiesta del soggetto che esercita l’opzione di cui al comma 1, l’opzione ivi prevista può essere estesa nel corso di tutto il periodo dell’opzione a uno o più dei familiari di cui all’articolo 433 del codice civile, purché soddisfino le condizioni di cui al comma 1. In tal caso, il soggetto che esercita l’opzione indica la giurisdizione o le giurisdizioni in cui i familiari a cui si estende il regime avevano l’ultima residenza prima dell’esercizio di validità dell’opzione. L’estensione dell’opzione può essere revocata in relazione a uno o più familiari di cui al periodo precedente. La revoca dall’opzione o la decadenza dal regime del soggetto che esercita l’opzione si estendono anche ai familiari. La decadenza dal regime di uno o più dei familiari per omesso o parziale versamento dell’imposta sostitutiva loro riferita non comporta decadenza dal regime per le persone fisiche di cui al comma 1.

Articolo 24-bis comma 6 del TUIR

Regime fiscale dei Neo Residenti: consulenza fiscale

In questo articolo ho voluto fornirti un quadro completo sul regime dei Neo Residenti.

L’applicazione di questo regime fiscale può essere conveniente per soggetti che hanno implementato un sistema di business in Paesi esteri. In questo modo l’impatrio in Italia può essere conveniente per pagare solo un’imposta forfettaria su questi redditi.

Tuttavia, l’applicazione del regime passa attraverso un’analisi da parte dell’Agenzia delle Entrate. Per questo motivo l’eventuale adesione deve essere attentamente ponderata.

Per questo motivo, se vuoi analizzare la tua posizione fiscale con un esperto, contattami!

Posso analizzare la tua situazione e consigliarti nel modo giusto tra i regimi fiscali legati al rientro o all’impatrio in Italia.

Segui il link seguente per metterti in contatto con me.

Avviso importante:
Fiscomania.com ha raccolto, con ragionevole cura, le informazioni contenute in questo sito, ma non si assume alcuna responsabilità per eventuali perdite o danni finanziari o di altro tipo che potrebbero derivare dal suo utilizzo. In particolare, si consiglia agli utenti del sito di richiedere un’adeguata consulenza professionale prima di impegnarsi ad effettuare operazioni di questo tipo.

Commenti:
Considerata l’elevata quantità di commenti che ci arrivano ogni giorno è opportuno effettuare alcune precisazioni. Saranno pubblicati soltanto commenti che arricchiscono il testo dell’articolo con particolari situazioni, utili anche per altri lettori. Per l’analisi di situazioni personali, l’unico modo per ottenere risposta è attraverso il servizio di consulenza fiscale.

5 COMMENTI

  1. Salve,
    Ho la doppia cittadinanza Italiana e Americana, sono pensionata, sono iscritta all’AIRE e vivo negli USA da 30 anni.
    Sto pensando di tornare a vivere in Italia.
    Ho redditi sia negli USA che in Italia. In Italia e’ solo una pensione.
    Vorrei capire che tasse devo pagare, come e se ho piu’ di una opzione.

    Per la pensione in Italia non devo fare la denuncia dei redditi.
    Se continuo a pagare le tasse negli USA – come ho fatto fin’ora – posso non fare la denuncia dei redditi in Italia?

    Ringraziando,
    Marisa

  2. Salve Marisa, per quesiti di carattere personale mi contatti attraverso il servizio di consulenza fiscale online dedicato.

  3. Grazie perla pronta risposta.
    Mi puo’ spiegare cosa devo fare per usare il servizio di consulenza fiscale online?

    Marisa

Lascia una Risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here