Lavoro autonomo occasionale estero: la guida

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Lavoro Autonomo Occasionale Estero: che cos’è? quando è possibile sfruttare questa disciplina fiscale? Come si indicano questi redditi in dichiarazione annuale? Come gestire la prestazione occasionale verso committenti esteri. Ipotesi di non applicazione della ritenuta d’acconto. Compilazione della ricevuta non fiscale. Tutte le info per le prestazioni di Lavoro Autonomo Occasionale Estero.

Quando un soggetto svolge un’attività di tipo lavoro autonomo (di natura intellettuale) in modo non continuativo e non professionale, sta operando attraverso la disciplina della Prestazione Occasionale.

La Prestazione Occasionale può essere svolta verso:

  • Un committente nazionale. Ne ho parlato in questa guida: “Prestazione occasionale guida“;
  • Un committente estero (UE o Extra-UE). In questo caso leggi questo articolo per approfondire.

La disciplina del Lavoro Autonomo Occasionale non cambia a seconda della residenza del committente. Tuttavia, è necessario prestare la dovuta attenzione alla corretta compilazione della ricevuta.

Questo in quanto, in caso di committente estero, non deve essere applicata la ritenuta di acconto.

Oltre a questo aspetto devi tenere sempre presente la durata e la frequenza della prestazione. L’obiettivo è verificare che la tua prestazione professionale non diventi abituale. Questo in quanto, l’abitualità della prestazione porta con se, inevitabilmente, l’apertura della Partita IVA.

Ricevo sempre moltissime domande su questi aspetti, e vedo tantissime persone commettere errori.

Ho deciso di realizzare questa guida per indicarti tutte le informazioni utili se stai effettuando una attività di Lavoro Autonomo Occasionale Estero.

Cominciamo!


LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE ESTERO: LA NORMATIVA CIVILISTICA IN ITALIA


La disciplina sul Lavoro Autonomo Occasionale in Italia è disciplinata dall’articolo 2222 del codice civile.

Questa norma afferma:

si può definire lavoratore autonomo occasionale chi si obbliga a compiere, dietro corrispettivo, un opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio, senza vincolo di subordinazione, ne potere di coordinamento del committente in via del tutto occasionale

La norma ci dice che trattasi di una attività lavorativa caratterizzata dall’assenza di:

  • Abitualità. Intesa come frequenza della prestazione nell’anno;
  • Professionalità. Deve trattarsi di attività ove non è rilevante la professionalità del soggetto;
  • La non coordinazione dell’attività. L’attività deve essere gestita in modo autonomo, senza direzione altrui.

Quando, invece, anche solo uno di questi requisiti viene a verificarsi è obbligatorio operare con Partita IVA.

L’attività di Lavoro Autonomo Occasionale può essere esercitata sia in Italia che all’estero. In questo secondo caso, invece, occorre alcune particolarità da segnalare.

Dal punto di vista fiscale i redditi da Lavoro Autonomo Occasionale sono ricompresi tra i redditi diversi. Si tratta dei redditi di cui all’articolo 67, comma 1, lettera l) DPR n 917/86.

Anche in caso di committente estero, da un punto di vista fiscale nulla cambia. Questo in quanto, tali redditi sono soggetti a tassazione nel Paese di Residenza Fiscale del soggetto che ha svolto l’attività.

LA RESIDENZA FISCALE

La Residenza Fiscale identifica il Paese ove il contribuente, ha il centro dei suoi interessi familiari ed economici, ovvero il c.d. “centro degli interessi vitali“.

Ai sensi dell’articolo 2, commi 1 e 2 del DPR n 917/86, si considerano fiscalmente residenti in Italia:

“le persone fisiche che per la maggior parte del periodo di imposta sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza ai sensi del Codice civile”

Articolo 2 DPR n 917/86

I soggetti fiscalmente residenti in Italia hanno l’obbligo di dichiarare in Italia tutti i redditi, ovunque percepiti.

Per questo motivo, anche i redditi da Lavoro Autonomo Occasionale Estero devono essere dichiarati in Italia.

Vediamo adesso, con maggiore dettaglio la disciplina fiscale.


LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE ESTERO: LA DISCIPLINA FISCALE

Il reddito imponibile derivante dal Lavoro Occasionale Estero si determina dalla differenza tra:

VOLUME DEI COMPENSI INCASSATI NELL’ANNO e

VOLUME DEI COSTI SOSTENUTI

Il reddito imponibile, quindi, segue il principio di cassa. Questo significa che concorrono a formare il reddito soltanto i compensi ed i costi sostenuti/pagati per ogni anno.

Per quanto riguarda la determinazione del reddito occorre prestare particolare attenzione ai rimborsi spese.

Se accanto al tuo compenso richiedi un rimborso spese devi fare attenzione alle seguenti casistiche:

  • Rimborso spese forfettario. Si tratta del rimborso spese non documentato. Costituisce a tutti gli effetti reddito;
  • Rimborso spese analitico. Comprende il rimborso di fatture o ricevute di costi sostenuti. Non costituisce reddito imponibile.

Questo aspetto è molto importante. Si commettono tantissimi errori sul rimborso spese. Ti consiglio di verificare sempre la tipologia di rimborso che applichi.

WORLDWIDE TAXATION

Per capire come deve avvenire la tassazione dell’attività di Lavoro Autonomo Occasionale Estero è necessario partire dall’articolo 3 del DPR n 917/1986.

Questa norma sancisce il principio della tassazione su base mondiale (c.d. “Worldwide Taxation”) del reddito delle persone fisiche residenti fiscalmente in Italia.

Secondo questo principio ogni cittadino residente fiscalmente in Italia deve dichiarare al Fisco italiano ogni reddito prodotto. Il tutto a prescindere dal Paese ove sia stato percepito.

Questo significa che un soggetto residente che svolge attività di lavoro autonomo occasionale all’estero deve pagare le imposte in Italia.

La tassazione avviene necessariamente attraverso la presentazione della Dichiarazione dei Redditi.

MODELLO REDDITI P.F.

La determinazione del reddito imponibile in Italia passa attraverso la presentazione della dichiarazione dei redditi.

In particolare si tratta della presentazione del modello Redditi Persone Fisiche.

In dettaglio, i redditi da Lavoro Autonomo Occasionale Estero devono essere indicati tra i redditi diversi.

Il reddito deve essere indicato nella colonna 1 del Rigo RL 15. Nella colonna 2, invece, devono essere indicati i costi sostenuti.

Il tutto, comunque, non è sempre così semplice.

Questa disposizione deve essere analizzata in relazione alle Convenzioni contro le doppie imposizioni stipulate dall’Italia.

Generalmente, nelle Convenzioni, nelle attività di lavoro autonomo si precede alla tassazione esclusiva nel Paese di residenza del soggetto prestatore.

Soltanto nel caso in cui tale soggetto disponga di una presenza fissa (es. ufficio) nel Paese ove svolge la prestazione, è tenuto ad ivi tassare il reddito percepito.

Solitamente, le prestazioni occasionali estere sono svolte dall’Italia. Per questo è necessario sempre indicare il reddito percepito nella dichiarazione dei redditi italiana.

RITENUTA DI ACCONTO NEL LAVORO OCCASIONALE ESTERO

Altro aspetto che spesso genera errori è l’applicazione della Ritenuta di Acconto nella ricevuta. La ritenuta di acconto è disciplinata dall’articolo 25, comma 1, del DPR n 600/73.

In caso di committente estero, la ritenuta di acconto non deve essere applicata, quindi esposta in fattura. Per questo motivo è opportuno verificare se il committente è tenuto ad applicare la ritenuta di acconto in Italia.

In pratica, ove il committente sia tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi in Italia, questi deve applicare la ritenuta di acconto al prestatore italiano. Si tratta del caso in cui il committente estero disponga di un Stabile Organizzazione in Italia, oppure una subsidiary.

RITENUTA D’ACCONTO DEL COMMITTENTE ESTERO

Questo significa che il lavoratore autonomo occasionale che presta la propria attività all’estero può trovarsi di fronte a due fattispecie:

  • La società di diritto estero presso la quale svolge l’attività è tenuta a presentare la dichiarazione dei redditi in Italia. Presenza di Stabile Organizzazione o subsidiary in Italia. In questo caso la società estera agirà come sostituto d’imposta ed effettuerà la ritenute al soggetto italiano. La stessa società, entro il 28 febbraio dell’anno successivo rispetto al quale l’attività è stata prestata dovrà rilasciare apposita certificazione delle ritenute operate al lavoratore autonomo occasionale italiano;
  • La società di diritto estero presso la quale svolge l’attività non tenuta a presentare la dichiarazione dei redditi in Italia. In questo caso essa non sarà obbligata ad agire come sostituto d’imposta italiano. Per questo motivo il compenso del lavoratore autonomo occasionale non subisce alcuna ritenuta a titolo di acconto.

In entrambi i casi, rimane comunque l’obbligo a carico del lavoratore autonomo occasionale di dichiarare i compensi percepiti nella propria dichiarazione dei redditi italiana.

Nelle ricevute per prestazione occasionale, in caso di committente estero non è obbligatoria l’apposizione della marca da bollo.

Ricordo che ordinariamente il bollo si applica quando la prestazione supera la soglia di € 77,47.


LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE ESTERO: LA DISCIPLINA PREVIDENZIALE

Accanto alla disciplina fiscale occorre analizzare anche gli aspetti previdenziali.

Il prestatore italiano, infatti, è tenuto a verificare l’ammontare dei compensi percepiti nel corso dell’anno.

Quando il valore dei compensi percepiti nel corso dell’anno supera la soglia di € 5.000 scattano gli obblighi previdenziali INPS.

Al superamento dei € 5.000 lordi annui di compensi scatta l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata dell’Inps, di cui all’articolo 44, comma 2, del DL n 269/03.

La norma prevede ordinariamente che il soggetto che ha commissionato la prestazione effettui la ritenute previdenziali. L’obbligo previdenziale è per 2/3 a carico del committente ed 1/3 a carico del prestatore (attraverso una ritenuta sul suo compenso).

RITENUTE PREVIDENZIALI IN CASO DI COMMITTENTE ESTERO

Particolare attenzione deve essere prestata nel caso di superamento della soglia con committente estero.


Se il committente non ha alcuna sede o stabile organizzazione in Italia non può qualificarsi quale sostituto d’imposta per la normativa italiana.

Quindi, in caso di prestazione occasionale svolta nei confronti di committente estero deve essere il soggetto percipiente italiano a liquidare il contributo INPS dovuto.

Nel caso il contributo previdenziale deve essere determinato nella dichiarazione dei redditi.

Il calcolo e la liquidazione del contributo dovuto alla Gestione Separata deve essere effettuato nell’apposita sezione del quadro RR del modello Redditi Persone Fisiche.

Tale contributo, in pratica, viene calcolato sulla base del reddito imponibile ai fini fiscali.

Modello che deve essere compilato tenendo conto che delle relative celle, così come chiarito anche dalla Circolare Inps n. 74/2014.


LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE ESTERO: COMPILAZIONE DELLA RICEVUTA NON FISCALE

Come anticipato la prestazione di lavoro autonomo occasionale estera deve essere regolata attraverso l’emissione di una ricevuta non fiscale.

In sostanza non si tratta di un Fattura, in quanto non vi è applicazione dell’IVA.

La ricevuta che deve essere emessa ha esclusivamente rilevanza come quietanza dell’importo percepito dal prestatore.

Questo aspetto è particolarmente importante, in quanto far percepire al committente la ricevuta prima del pagamento può essere pericoloso. Come detto, la ricevuta funge da quietanza.

Nella ricevuta deve essere specificato che trattasi di prestazione fuori dal campo di applicazione dell’IVA.

“Operazione fuori campo IVA ex articolo 5 del DPR n 633/72”.

La ricevuta deve, in ogni caso, contenere i seguenti elementi obbligatori:

  • I dati del prestatore. Mi riferisco a: nome, cognome, luogo e data di nascita, indirizzo e codice fiscale;
  • I dati del committente. Mi riferisco a: nome, cognome, o ragione sociale se trattasi di società, partita Iva o codice fiscale, indirizzo;
  • La descrizione della prestazione svolta. E’ opportuno far riferimento, se sottoscritta ad una lettera d’incarico che disciplini gli aspetti essenziali della prestazione. Inoltre, è opportuno inserire i giorni di effettuazione della prestazione;
  • Importo lordo percepito. Si tratta dell’importo della prestazione concordata con il committente;
  • L’eventuale ritenuta d’acconto. Ritenuta del 20%, se il committente riveste la qualifica di sostituto d’imposta in Italia. La ritenuta si applica sul compenso lordo;
  • Importo netto percepito. L’importo netto è dato dal lordo al netto dell’eventuale ritenuta fiscale e previdenziale;
  • La data, luogo e firma del prestatore che rilascia la ricevuta.

QUANDO DEVE ESSERE RILASCIATA LA RICEVUTA?

Aspetto su cui spesso si commettono errori è il momento di rilascio della ricevuta non fiscale.

La ricevuta, così compilata, deve essere rilasciata al committente, solo e soltanto al momento del pagamento.

Molto spesso i committenti richiedono l’emissione della ricevuta prima del pagamento. Questo comportamento fiscalmente non è corretto.

Se non vi è una lettera di incarico scritta e firmata, il rilascio della ricevuta può concludere la prestazione. Questo in quanto la ricevuta costituisce quietanza di pagamento.

Il committente, con la ricevuta a disposizione ha la quietanza di un pagamento, che potenzialmente potrebbe anche non effettuare.

Il consiglio che posso darti è quello di evitare di consegnare la ricevuta al committente prima del pagamento se non hai fiducia nello stesso.

Ti eviterai così possibili problematiche future.


LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE ESTERO: CONSULENZA

Se stai svolgendo una prestazione occasionale nei confronti di un soggetto committente residente all’estero, contattami!

Se hai bisogno di capire come compilare la ricevuta o se vuoi sapere se sei in regola con la normativa fiscale italiana chiedi il mio intervento attraverso l’apposito servizio di consulenza online dedicato.

Avrai la possibilità di parlare con professionisti preparati che saranno in grado di aiutarti a risolvere tutti i tuoi dubbi.

Altrimenti lasciami un commento per condividere la tua esperienza.

354 COMMENTI

  1. Salve Giuseppe, come indicato nell’articolo non conta il numero di giorni lavorati, quando la prestazione prosegue nel tempo è necessario operare con Partita IVA. Se vuole possiamo fissare una call in cui approfondire questi aspetti ed effettuare una simulazione reddituale per verificare tassazione e versamenti contributivi obbligatori. Nel caso mi contatti in privato.

  2. La cosa migliore è sicuramente quella di operare con Partita IVA e verificare se può applicare il Regime Forfettario. In questo modo potrà applicare la riduzione della tassazione al 5%. Se vuole mi contatti in privato per una call skype in cui effettuare una simulazione reddituale ed individuare tassazione e contribuzione obbligatoria. La prestazione occasionale in caso di attività che si ripete nel tempo non può trovare applicazione.

  3. Conosco artisti freelance nel mio stesso ambito che sono professionisti con patita IVA a regime forfettario a 65 mila euro e che hanno iniziato con le prestazioni occasionali per poi passare alla partita IVA. Detto questo però, da quello che ho capito, nel mio esempio dei 20 disegni a 20 committenti diversi, anche solo per 1000 euro dovrei aprire la partita IVA. Facendo un esempio estremo se facessi 2 disegni in un anno per 2 committenti incassando 4000 euro(duemila euro a lavoro) potrei anche non aprire la partita IVA perchè non c’è continuità e non supero i 5000 euro?
    Ma come si stabilisce la continuità? Per un disegno finito impiego 4/5 ore di lavoro per singolo committente, quindi se prendiamo l’esempio dei 20 disegni per 20 committenti sarebbero 80/100 ore in un anno, meno di 2 disegni al mese, è considerato lavoro continuativo?
    Detto questo la ringrazio per il suo tempo, mi guarderò in giro e magari le manderò una mail per chiederle una consulenza via Skype. Grazie ancora

    Cordiali saluti

  4. Buonasera,
    Quanto detto nell’articolo rimane valido anche dopo l’entrata in vigore del decreto dignità?
    Ho letto che le prestazioni occasionali sono state sostituite dal libretto famiglia e dal prestO, con l’introduzione di nuovi limiti, vincoli e procedure dedicate.
    Sono strumenti alternativi o effettivamente soppianteranno la prestazione occasionale da lei esposta? Cordialmente

  5. Salve Stefano, la prestazione occasionale è disciplinata dal codice civile, e dalla normativa INPS. Libretto Famiglia e PrestO’ riguardano il lavoro occasionale accessorio, che è un’altra cosa. La prestazione occasionale esiste, ma riguarda solo attività di lavoro autonomo non continuative. Se l’attività è abituale si deve necessariamente operare con partita IVA. Se desidera maggiori info mi contatti in privato per una consulenza.

  6. Ciao,
    sono un’apprendista con CCNL Metalmeccanico ma occasionalmente svolgo delle prestazioni occasionali di controllo dati di alcuni siti web per una società tedesca. Il lavoro lo svolgo saltuariamente (quando ho tempo da dedicarci) e il compenso varia sempre in base all’entità del lavoro svolto. Da qui la prima domanda: quando si parla di abitualità del lavoro svolto come requisito per aprire la partita iva ci si riferisce a 30 giorni lavortivi continuati o anche alla somma di più giorni spalmati però sull’arco dell anno? Infatti mi sembra di capire che dovrei emettere ricevuta per prestazione occasionale senza ritenuta d’acconto, ma come dovrei indicare la “durata” della prestazione dal momento che non c’è una quantificazione del tempo? E’ sufficiente specificare nella ricevuta che l’attività è sporadica? L’azienda mi rilascerebbe anche una ricevuta da loro stessi emessa, andrebbe bene anche quella senza che la faccia io la ricevuta? In un anno solare il guadagno complessivo può anche superare i 5000 €. Quali sarebbero dunque le tassazioni applicate? Ho letto spesso di iscrizione alla Gestione Separata INPS, ma non capisco bene se il mio caso rientra in questo.

    La ringrazio in anticipo per il suo supporto

  7. L’abitualità c’è ogni qualvolta la prestazione si ripete. La prestazione occasionale riguarda solo attività che non vengono ripetute nel corso del tempo. I limiti di giorni, come indicato nell’articolo, non sono più in vigore dal 2015. Occorre capire, come gestire la sua attività con partita IVA. Se vuole mi contatti in privato così analizziamo meglio la situazione.

  8. Buongiorno,

    Per la prestazione occasionale con un’azienda estera che viene in Italia (una volta al’anno), come si procede ?
    L’azienda avrebbe bisogno una fattura, ma non avendo la partita iva come si fa in modo tale che l’azienda possa avere tutto in regola per la sua contabilità.

    Grazie

  9. Salve Lisa, come indicato nell’articolo al momento del pagamento si rilascia la ricevuta, senza ritenuta d’acconto. L’azienda naturalmente richiede fattura che lei non può rilasciare non avendo partita IVA. Non ci sono alternative.

  10. Buongiorno Federico, sono un’artista visivo e ho venduto un’opera d’arte tramite galleria che ha sede in Germania. Ho ricevuto il bonifico del compenso e il gallerista ha richiesto una ricevuta. Io non ho partita Iva perchè non ho vendite, ma posso fare la ritenuta d’acconto. Come posso fare per regolare questo compenso, sia in Italia che con il mio gallerista estero? Se faccio una ricevuta in cui dichiaro di aver percepito questo compenso, come faccio poi con il sostituto d’imposta, non avendo lui residenza in Italia?
    Grazie infinite per la risposta.
    Cordiali saluti

  11. Salve Matteo, devi predisporre una ricevuta per cessione occasionale del bene. Non ci sarà ritenuta d’acconto. Dovrai poi conservare la ricevuta per la tua dichiarazione dei redditi. Per maggiori info mi scriva in privato.

  12. Buongiorno, nel caso il committente estero per una prestazione autonoma occasionale (lavoro intellettuale occasionale sotto la soglia annuale dei 5000 euro) sia un privato, se ho capito bene, sono io a pagare i contributi semplicemente dichiarando il compenso all’INPS nella Dichiarazione, ok. E per quanto riguarda la ricevuta? E’ obbligatoria? Essendo un privato estero non sono in possesso di tutti i suoi dati personali e non penso che accetterebbe di comunicarli e io non sarei nemmeno certo che siano i suoi dati veri.

  13. Buongiorno, da quest’anno ho iniziato a effettuare delle prestazioni occasionali per un’azienda americana che hanno superato il tetto dei 5000 € annui. Se ho capito bene pagherò contributi INPS e tasse il prossimo anno tramite la dichiarazione dei redditi inserendo i redditi percepiti. Quindi per quest’anno non devo pagare nulla, giusto? Mi sono appena iscritta alla gestione separata, ma ovviamente per tutto quest’anno l’INPS non vedrà nessun reddito. Devo inviare qualche comunicazione dei redditi da prestazioni occasionali fin qui ricevute, o appunto sarà gestito tutto il prossimo anno? Non vorrei incappare in qualche multa. Grazie mille per l’attenzione!

  14. Buongiorno. Le faccio i complimenti per l’articolo in cui, amio avviso, si spiega l’argomento in maniera estremamente chiara e esaustiva.
    Vorrei esporLe la mia situazione. Ho intenzione di svolgere delle lezioni di lingua online con studenti russi (quindi committenti privati). Il valore dei compensi percepiti nel corso dell’anno non supererà la soglia di € 5.000. In questo caso percepirei il reddito in un paese extra-UE. Sono residente in Italia. In che modo dovrei dichiarare i redditi ricevuti?
    Dall’articolo si evince che in caso di committente estero, la ritenuta di acconto non deve essere applicata in quanto quest’ultimo non è sostituto d’imposta. Tuttavia avrei l’obbligo di emettere la ricevuta per prestazione occasionale. E’ corretto il mio ragionamento?
    Come mi consiglia di avviare quest’attività?
    La ringrazio in anticipo

  15. Salve Lara, quello che le posso dire è di iniziare emettendo ricevute ma non appena l’attività inizia a funzionare deve pensare di aprire una posizione IVA per non rischiare di incorrere in sanzioni. Se desidera maggiori info mi contatti in privato attraverso il form di contatto.

  16. Buongiorno,
    complimenti per il sito e le informazioni interessanti che fornisce.
    Una domanda relativa al modulo per iscriversi alla gestione separata inps: il modello chiede di scegliere tra lavoratore professionista o collaboratore, nel mio caso sarei collaboratore occasionale in quanto sprovvista di partita iva. Il modello però indica che nel caso di collaboratore gli obblighi di versamenti sono a carico del committente, ma se si parla di committenti esclusivamente esteri devo essere io ad occuparmi dei versamenti. Perciò secondo lei è comunque giusto scegliere l’opzione “collaboratore”?
    Mi sembra di capire che nell’ipotesi di committenti esclusivamente esteri non ci saranno acconti da versare e che il dovuto per la gestione separata inps viene determinata solo in sede di dichiarazione dei redditi. Ho capito bene?
    Grazie mille dell’aiuto.
    Cordialmente
    Tiziana

  17. Salve Tiziana, in caso di committente estero non ci sono obblighi con l’INPS. Eventualmente può fare i versamenti direttamente in dichiarazione dei redditi. L’iscrizione alla gestione separata è obbligatoria.

  18. Buongiorno,
    mi è capitato di fare una prestazione occasionale che è inferiore a Euro 5000 e dovrei fare una ricevuta per una azienda di consulenza dell’UE.
    Posso utilizzare l’inglese per la ricevuta (senza ritenuta d’acconto)
    come dovrei esprimere lil rimborso sperse analitico in inglese in modo tale che venga accettato anche in Italia?

    Grazie per l’aiuto con questo articolo molto interessante

  19. Buongiorno,
    azitutto grazie per il servizio di consulenza che offre.
    Vorrei porle un quesito. Sono una libera professionista che opera nel quadro del regime dei minimi e svolgo la mia attività in Italia, dove risiedo. Un’azienda italiana mi ha proposto una collaborazione di un mese da svolgersi all’estero (extra UE).
    Non riesco a trovare informazioni circa la tassazione applicabile, se è possibile che io sia tenuta a versare imposte anche nel paese in cui svolgo l’attività in questione e quale sarebbe il trattamento dei riborsi spese. Sa aiutarmi?
    La ringrazio per l’aiuto

  20. Salve Matilde, se il datore di lavoro è italiano e lei non ha sede all’estero (ufficio) le imposte sono dovute solo in Italia. Comunque, se desidera approfondire sono a disposizione per una consulenza.

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