Lavoro autonomo occasionale estero: che cos’è? quando è possibile sfruttare questa disciplina fiscale? Come si indicano questi redditi in dichiarazione annuale? Come gestire la prestazione occasionale verso committenti esteri. Ipotesi di non applicazione della ritenuta d’acconto. Compilazione della ricevuta non fiscale. Tutte le info per le prestazioni di lavoro autonomo occasionale estero.

Quando un soggetto svolge un’attività di tipo lavoro autonomo (di natura intellettuale) in modo non continuativo e non professionale, sta operando attraverso la disciplina della prestazione occasionale. Si tratta di una disciplina che, oggi, è regolamentata esclusivamente dall’art. 2222 del codice civile. La prestazione di lavoro autonomo occasionale, quindi, è un’attività autonoma del tutto episodica ed occasionale (non abituale), svolta nei confronti di un:

  • Committente nazionale. In questo caso il lavoratore effettua la propria attività di lavoro autonomo, senza eterodirezione, nei confronti di un committente fiscalmente residente in Italia. Ho approfondito questa casistica nel seguente articolo: “Prestazione occasionale guida“;
  • Committente estero (UE o Extra-UE). In questo caso il lavoratore effettua la propria attività di lavoro autonomo, senza eterodirezione, nei confronti di un committente che è fiscalmente residente all’estero.

La disciplina del lavoro autonomo occasionale non cambia a seconda della residenza fiscale del committente. Tuttavia, è necessario prestare la dovuta attenzione ad alcuni elementi importanti. Ad esempio, la compilazione della ricevuta, obbligatoria solo in caso di pagamento in contanti, oppure se richiesta dal committente. Ebbene, in caso di prestazione con committente estero, nella ricevuta non deve essere applicata la ritenuta di acconto. Oltre a questo aspetto è necessario tenere presente la durata e la frequenza della prestazione. L’obiettivo è quello di verificare, costantemente, che la prestazione professionale esercitata non diventi abituale (continuativa nel tempo9. Questo in quanto, l’abitualità della prestazione porta con se, inevitabilmente, l’apertura della partita IVA.

Ricevo sempre moltissime domande su questi aspetti, e vedo tantissime persone commettere errori. Per questo motivo, infatti, ho deciso di realizzare questo articolo per indicarti tutte le informazioni utili se stai effettuando una attività di lavoro autonomo occasionale estero. Al termine di questo articolo puoi trovare il form di contatto da compilare per metterti in contatto con me e ricevere, nel caso, una consulenza fiscale personalizzata per risolvere i tuoi dubbi su questo argomento.

Lavoro autonomo occasionale estero: normativa civilistica

La disciplina sul lavoro autonomo occasionale in Italia è normata esclusivamente dall’articolo 2222 del codice civile. Questa norma afferma, in particolare, quanto segue:

si può definire lavoratore autonomo occasionale chi si obbliga a compiere, dietro corrispettivo, un opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio, senza vincolo di subordinazione, ne potere di coordinamento del committente in via del tutto occasionale

art. 2222 c.c.

La norma ci dice che trattasi di una attività lavorativa caratterizzata dall’assenza di alcuni requisiti:

  • Non abitualità – Per abitualità si intende la frequenza della prestazione effettuata nel corso dell’anno. Per questo motivo, la prestazione occasionale è un’attività autonoma esercitata in modo del tutto episodico e non continuativo nel tempo. Questo requisito è sicuramente quello più incerto da verificare in quanto l’Agenzia delle Entrate non ha mai fornito una definizione oggettiva di abitualità della prestazione. Per questo motivo occorre analizzare sempre la situazione caso per caso con l’ausilio di un dottore Commercialista esperto;
  • Professionalità – Deve trattarsi di attività per la quale non è rilevante la professionalità del soggetto che la esegue. Questo significa che trattasi di attività svolte in modo non professionale, quindi, generalmente attività professionali per le quali non vi sono obblighi di iscrizione ad albi o elenchi professionali (tranne eccezioni);
  • Non coordinazione dell’attività – L’attività deve essere gestita in modo autonomo, senza direzione da parte del committente o di altri soggetti. Deve trattarsi, quindi, di un’attività svolta autonomamente senza direzione o controllo da parte del committente.

Nel caso in cui, invece, anche solo uno di questi requisiti viene a mancare è obbligatorio operare con partita IVA. Come puoi vedere non ci sono limiti minimi o massini legati ai compensi percepiti connessi all’apertura di una partita IVA. Questo significa che le valutazioni da fare non solo legate alla convenienza tra lavoro autonomo occasionale o lavoro autonomo con partita IVA, ma la differenza la fanno l’abitualità e professionalità dell’attività svolta dal professionista, senza alcun parametro legato ai compensi percepiti.

Sotto il profilo tributario, i redditi derivanti dall’attività di lavoro autonomo occasionale rientrano nella categoria (ex art. 6 del TUIR) dei redditi diversi, di cui all’art. 67, comma 1, lettera L) del TUIR (DPR n. 917/86). L’attività di lavoro autonomo occasionale può essere esercitata sia in Italia che all’estero. In questo secondo caso occorre fare attenzione ad alcune particolarità aggiuntive. Anche in caso di committente estero, da un punto di vista fiscale nulla cambia. Questo in quanto, tali redditi sono soggetti a tassazione nel paese di residenza fiscale del soggetto che ha svolto l’attività. Questo è il criterio di collegamento del reddito di fonte estera da applicare, ex art. 23 del TUIR e delle Convenzioni internazionali (siglate secondo il modello OCSE).

Come si determina la residenza fiscale?

La residenza fiscale identifica il Paese ove il contribuente, ha il centro dei suoi interessi familiari ed economici, ovvero il c.d. “centro degli interessi vitali“. Ai sensi dell’articolo 2, commi 1 e 2 del DPR n. 917/86, si considerano fiscalmente residenti in Italia:

“le persone fisiche che per la maggior parte del periodo di imposta sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza ai sensi del Codice civile”

Articolo 2 DPR n 917/86

Quindi, possiamo dire che la residenza fiscale italiana si ha quando viene verificato il requisito temporale (della “maggior parte del periodo di imposta“) ed uno dei seguenti requisiti:

  • Iscrizione anagrafica in Italia;
  • Domicilio in Italia ex art. 43 del c.c.;
  • Residenza in Italia ex art. 43 del c.c.

Al verificarsi di anche uno solo di questi requisiti il soggetto è considerato fiscalmente residente in Italia. Per questo motivo occorre prestare molta attenzione a questo aspetto. Infatti, i soggetti fiscalmente residenti in Italia hanno l’obbligo di dichiarare in Italia tutti i redditi, ovunque percepiti. Questo è il principio della c.d. “worldwide taxation” disciplinato ai sensi del successivo art. 3 del TUIR. Per questo motivo, anche i redditi da lavoro autonomo occasionale estero devono essere dichiarati in Italia. Andiamo ad analizzare, adesso, con maggiore dettaglio la disciplina fiscale legata al percepimento di questi proventi di fonte estera.

La disciplina fiscale del lavoro autonomo occasionale estero

Il reddito imponibile derivante dal lavoro occasionale estero si determina dalla differenza tra:

  • VOLUME DEI COMPENSI INCASSATI NELL’ANNO e
  • VOLUME DEI COSTI SOSTENUTI

Il reddito imponibile, quindi, segue il c.d. “principio di cassa“. Questo significa che concorrono a formare il reddito soltanto i compensi ed i costi sostenuti/pagati per ogni anno. Per quanto riguarda la determinazione del reddito occorre prestare particolare attenzione ai rimborsi spese. Infatti, qualora, assieme al compenso della prestazione professionale venga inserito anche un rimborso spese è necessario prestare attenzione ad alcune casistiche:

  • Rimborso spese forfettario. Si tratta del rimborso spese non documentato da fatture o ricevute nominative. Questo tipo di rimborso costituisce a tutti gli effetti reddito imponibile;
  • Rimborso spese analitico. Comprende il rimborso di fatture o ricevute di costi sostenuti. Questo tipo di rimborso non costituisce reddito imponibile.

Questa differenziazione è molto importante. Si commettono tantissimi errori sul rimborso spese. Ti consiglio di verificare sempre la tipologia di rimborso che applichi.

Il rilascio della ricevuta

Una volta individuato il reddito imponibile della prestazione lavorativa occasionale che hai effettuato è necessario conservare la ricevuta che devi emettere nei confronti del committente estero. La ricevuta, è un documento che devi emettere obbligatoriamente in caso di pagamento in contanti. Altrimenti, se il pagamento che hai ricevuto viene effettuato con mezzi tracciabili, la ricevuta deve essere emessa solo qualora venga richiesta dal committente. Per quanto riguarda la compilazione della ricevuta per prestazione occasionale ti lascio a questo articolo di approfondimento: “Compilazione della ricevuta per prestazione occasionale“.

Applicazione della worldwide taxation

Per capire come deve avvenire la tassazione dell’attività di lavoro autonomo occasionale Estero è necessario partire dall’articolo 3 del DPR n. 917/1986. Infatti, la tassazione avviene necessariamente attraverso la presentazione della dichiarazione dei redditi.

La dichiarazione dei redditi: modello Redditi Persone Fisiche

La determinazione del reddito imponibile in Italia passa attraverso la presentazione della dichiarazione dei redditi. In particolare, si tratta della presentazione del:

  • Modello 730. Qualora il percettore delle somme percepisca anche altri redditi e sia dotato di un sostituto di imposta in Italia;
  • Modello Redditi Persone Fisiche. Qualora il percettore delle somme non percepisca altre tipologie reddituali nel periodo di imposta.

In ogni caso, andando in dettaglio, i redditi da lavoro autonomo occasionale estero devono essere indicati tra i redditi diversi. In particolare, il reddito deve essere indicato nella colonna 1 del rigo RL 15. Nella colonna 2, invece, devono essere indicati i costi sostenuti. Il tutto, comunque, non è sempre così semplice. Questa disposizione deve essere analizzata in relazione alle Convenzioni contro le doppie imposizioni stipulate dall’Italia. Generalmente, nelle Convenzioni (stipulate seguendo il modello OCSE), nelle attività di lavoro autonomo si precede alla tassazione esclusiva nel Paese di residenza fiscale del soggetto prestatore. Soltanto nel caso in cui tale soggetto disponga di una presenza (sede) fissa (es. ufficio) nel Paese ove svolge la prestazione, è tenuto ad ivi tassare il reddito percepito. Solitamente, possiamo dire che le prestazioni occasionali estere sono svolte dall’Italia. Per questo è necessario sempre indicare il reddito percepito nella dichiarazione dei redditi italiana.

L’assenza della ritenuta di acconto nel lavoro occasionale estero

Altro aspetto che spesso genera errori è l’applicazione della ritenuta di acconto nella ricevuta. La ritenuta di acconto è disciplinata dall’articolo 25, comma 1, del DPR n. 600/73. In caso di committente estero, la ritenuta di acconto non deve essere applicata, quindi non deve essere esposta nella ricevuta. Per questo motivo è opportuno verificare se il committente è tenuto ad applicare la ritenuta di acconto in Italia. In pratica, ove il committente sia tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi in Italia, questi deve applicare la ritenuta di acconto al prestatore italiano. Si tratta del caso in cui il committente estero disponga di:

Fuori da queste ipotesi il committente estero non assume la qualifica di sostituto di imposta e quindi non deve essere applicata la ritenuta di acconto.

Riepilogo delle casistiche possibili per il prestatore italiano

Volendo riepilogare, brevemente, il lavoratore autonomo occasionale che presta la propria attività all’estero può trovarsi di fronte a due fattispecie diverse. In particolare:

  • La società di diritto estero presso la quale svolge l’attività è tenuta a presentare la dichiarazione dei redditi in Italia. Presenza di stabile organizzazione o subsidiary in Italia. In questo caso la società estera agirà come sostituto d’imposta ed effettuerà la ritenute al soggetto italiano. La stessa società, entro il 28 febbraio dell’anno successivo rispetto al quale l’attività è stata prestata dovrà rilasciare apposita certificazione delle ritenute operate al lavoratore autonomo occasionale italiano;
  • La società di diritto estero presso la quale svolge l’attività non tenuta a presentare la dichiarazione dei redditi in Italia. In questo caso essa non sarà obbligata ad agire come sostituto d’imposta italiano. Per questo motivo il compenso del lavoratore autonomo occasionale non subisce alcuna ritenuta a titolo di acconto.

In entrambi i casi, rimane comunque l’obbligo a carico del lavoratore autonomo occasionale di dichiarare i compensi percepiti nella propria dichiarazione dei redditi italiana. Nelle ricevute per prestazione occasionale, in caso di committente estero non è obbligatoria l’apposizione della marca da bollo. Ricordo, sul punto, che ordinariamente il bollo si applica quando la prestazione supera la soglia di 77,47 euro.

La disciplina previdenziale (cenni) del lavoro autonomo occasionale estero

Accanto alla disciplina fiscale occorre analizzare anche gli aspetti previdenziali. Il prestatore italiano, infatti, è tenuto a verificare l’ammontare dei compensi percepiti nel corso dell’anno. Questo indipendentemente dal fatto che la prestazione occasionale venga svolta per committenti italiani od esteri. Quando il valore dei compensi percepiti nel corso dell’anno supera la soglia di 5.000 euro scattano gli obblighi previdenziali INPS. Infatti, al superamento dei 5.000 euro lordi annui di compensi scatta l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata dell’Inps, di cui all’articolo 44, comma 2, del D.L. n. 269/03.

Le disposizioni dell’INPS prevedono in questo caso che il lavoratore, da un punto di vista previdenziale venga inquadrato attraverso una disciplina previdenziale equiparabile ai collaboratori coordinati e continuativi. La norma prevede ordinariamente che il soggetto che ha commissionato la prestazione effettui la ritenute previdenziali. Il committente, in questi casi è tenuto ad iscrivere il prestatore alla gestione separata INPS e ad effettuare le relative ritenute previdenziali. L’obbligo previdenziale legato al versamento dei contributi (secondo l’aliquota della gestione separata in vigore) è per:

  • 2/3 a carico del committente, e per
  • 1/3 a carico del prestatore (attraverso una ritenuta sul suo compenso).

Applicazione delle ritenute previdenziali in caso di lavoro autonomo occasionale estero

Particolare attenzione deve essere prestata nel caso di superamento della soglia di 5.000 euro con committente estero. Infatti, se il committente non ha alcuna sede o stabile organizzazione in Italia non può qualificarsi quale sostituto d’imposta per la normativa italiana.

Nel caso per poter adempiere correttamente all’applicazione della disposizione previdenziale è necessario che il committente estero si identifichi in Italia con una stabile organizzazione (o con una identificazione) per adempiere l’obbligazione.

L’identificazione previdenziale in Italia si effettua rivolgendosi alla Direzione INPS competente per territorio. Al contrario, la stabile organizzazione è sicuramente un adempimento più complesso (per il quale ti rimando a diversi contenuti dedicati presenti nel sito). L’obbligo di identificazione del soggetto (committente) estero si rende necessaria al fine di evadere l’obbligazione previdenziale in Italia sul prestatore. Molto spesso, infatti, si tende a pensare che non vi siano obblighi previdenziali in Italia in caso di committente estero, ma se la prestazione lavorativa viene svolta in Italia si deve adempiere ai relativi obblighi.

Da segnalare che la possibilità di versare i contributi da dichiarazione dei redditi italiana da parte del prestatore, spesso, nella pratica non viene accolta dall’INPS. Nella pratica, infatti, sovente si vedono contributi dichiarati autonomamente dal prestatore nel quadro dichiarativo (quadro RR) dedicato al versamento dei contributi previdenziali. Si tratta di ipotesi che si riscontra molto nella pratica ma che non risulta attuabile in quanto non disciplinata dalle istruzioni dichiarative del quadro RR. Quadro che deve essere compilato tenendo conto che delle relative celle, così come chiarito anche dalla Circolare Inps n. 74/2014, che non contempla ipotesi di autodichiarazione previdenziale. Per questo, anche i funzionari INPS non riscontrano positivamente questa pratica.

Lavoro autonomo occasionale estero: la compilazione della ricevuta non fiscale

Come anticipato la prestazione di lavoro autonomo occasionale estera deve essere regolata attraverso l’emissione di una ricevuta non fiscale. In sostanza non si tratta di un fattura, in quanto non vi è applicazione dell’IVA. La ricevuta che deve essere emessa ha esclusivamente rilevanza come quietanza dell’importo percepito dal prestatore. Questo aspetto è particolarmente importante, in quanto far percepire al committente la ricevuta prima del pagamento può essere pericoloso. Come detto, la ricevuta funge da quietanza. Nella ricevuta deve essere specificato che trattasi di prestazione fuori dal campo di applicazione dell’IVA.

“Operazione fuori campo IVA ex articolo 5 del DPR n 633/72”.

La ricevuta deve, in ogni caso, contenere i seguenti elementi obbligatori:

  • I dati del prestatore. Mi riferisco a: nome, cognome, luogo e data di nascita, indirizzo e codice fiscale;
  • I dati del committente. Mi riferisco a: nome, cognome, o ragione sociale se trattasi di società, partita Iva o codice fiscale, indirizzo;
  • La descrizione della prestazione svolta. E’ opportuno far riferimento, se sottoscritta ad una lettera d’incarico che disciplini gli aspetti essenziali della prestazione. Inoltre, è opportuno inserire i giorni di effettuazione della prestazione;
  • Importo lordo percepito. Si tratta dell’importo della prestazione concordata con il committente;
  • L’eventuale ritenuta d’acconto. Ritenuta del 20%, se il committente riveste la qualifica di sostituto d’imposta in Italia. La ritenuta si applica sul compenso lordo;
  • Importo netto percepito. L’importo netto è dato dal lordo al netto dell’eventuale ritenuta fiscale e previdenziale;
  • La data, luogo e firma del prestatore che rilascia la ricevuta.

Quando deve essere rilasciata la ricevuta per prestazione occasionale?

Aspetto su cui spesso si commettono errori è il momento di rilascio della ricevuta non fiscale. La ricevuta, così compilata, deve essere rilasciata al committente, solo e soltanto al momento del pagamento. Molto spesso i committenti richiedono l’emissione della ricevuta prima del pagamento. Questo comportamento fiscalmente non è corretto. Se non vi è una lettera di incarico scritta e firmata, il rilascio della ricevuta può concludere la prestazione. Questo in quanto la ricevuta costituisce quietanza di pagamento.

Il committente, con la ricevuta a disposizione ha la quietanza di un pagamento, che potenzialmente potrebbe anche non effettuare. Il consiglio che posso darti è quello di evitare di consegnare la ricevuta al committente prima del pagamento se non hai fiducia nello stesso. Ti eviterai così possibili problematiche future.

Lavoro autonomo occasionale estero: consulenza fiscale

Se stai svolgendo una prestazione occasionale nei confronti di un soggetto committente residente all’estero, contattami!

Se hai bisogno di capire come compilare la ricevuta o se vuoi sapere se sei in regola con la normativa fiscale italiana chiedi il mio intervento attraverso l’apposito servizio di consulenza fiscale online dedicato. Avrai la possibilità di parlare con professionisti preparati che saranno in grado di aiutarti a risolvere tutti i tuoi dubbi anche in relazione alla possibilità di operare con partita IVA che, ricordo, è obbligatorio per tutte le attività autonome svolte con abitualità e continuità nel tempo. Avrai la possibilità di effettuare con noi delle simulazioni numeriche per valutare la pressione fiscale e previdenziale e capire la redditività netta della tua attività.

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Dottore Commercialista, Tax Advisor, Revisore Legale. Aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale. La Fiscalità internazionale le convenzioni internazionali e l'internazionalizzazione di impresa sono la mia quotidianità. Continuo a studiare perché nella vita non si finisce mai di imparare. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.

419 COMMENTI

  1. buongiorno Federico,
    avrei bisogno di chiedere una informazione: dal 1014 sono residente all’estero, in argentina iscritta all’AIRE, mi hanno proposto di fare un lavoro per una SRL Italiana per archiviazione dati tramite internet. Rientrerei nei parametri di lavoro autonomo occasionale. ho due quesiti:
    – essendo residente estero posso fare una ricevuta fiscale con ritenuta d’acconto e quale sarebbe la tassazione.
    – posso fare 2 fatture o posso fare solo una a fine lavoro?

    la ringrazio per la sua risposta!
    cordiali saluti
    Viviana

  2. Salve,
    prima di tutto è bene chiarire che se lei fiscalmente non è residente in Italia, tasserà tutti i suoi redditi in Argentina, mentre in Italia dichiarerà soltanto i redditi ivi percepiti. Lei può certamente emettere una ricevuta per prestazioni di lavoro autonomo occasionale, ma non potrà applicarvi la ritenuta d’acconto, in quanto persona residente all’estero. Le ricevute devono essere emesse nel momento in cui riceve il compenso. Ogni compenso percepito deve corrispondere la relativa ricevuta.

  3. Salve Elisabetta,
    in prima battuta è necessario chiarire che lei, essendo residente in Italia, è tenuta a dichiarare tutti i redditi che percepisce a prescindere dal luogo ove questi vengano percepiti.
    Naturalmente le convenzioni contro le doppie imposizioni dei vari paesi evitano di tassare due volte questi redditi, e permettono di recuperare le imposte pagate all’estero nella dichiarazione dei redditi italiana, in modo da non farle pagare due volte le tasse su uno stesso reddito.
    Ora, non avendo lei dichiarato questi redditi può presentare una dichiarazione integrativa, se si tratta di redditi 2013, ma non è più possibile fare niente per i redditi degli anni precedenti.
    Inoltre, ai fini del monitoraggio fiscale se lei detiene attività estere mobiliari (conti correnti) o immobiliari all’estero è tenuta a compilare un apposito quadro della dichiarazione dei redditi (RW) ed è tenuta al pagamento delle imposte patrimoniali su queste attività. Tutte cose che lei non ha effettuato e che la rendono passibile di sanzione.
    Sarà il Fisco eventualmente a contestarle la mancata dichiarazione di questi redditi, con un’eventuale accertamento.
    Tuttavia è possibile usufruire della c.d. volontary disclosure, ovvero una possibilità concessa ai soggetti che non hanno correttamente adempiuto alle norme sul monitoraggio fiscale per riportare in Italia le attività non dichiarate con sanzioni ridotte.
    Se fosse interessata ad approfondire l’argomento mi contatti in privato.
    Saluti

  4. Salve Federico,
    vorrei,se possibile chiederle una delucidazione.
    Io ho percepito dei redditi negli Stati uniti,in parte compensi, in parte borse di studio, per la mia attività di concertista.
    Tali redditi sono stati regolarmente tassati e pagati negli Usa.
    Qui in Italia, dove risiedo, non li ho mai dichiarati.
    Adesso vorrei riportare questi soldi qui in Italia.
    Come devo procedere?
    La ringrazio dell’attenzione.
    Elisabetta.

  5. Salve, il mio quesito è il seguente. Sono un ingegnere libero professionista. Da qualche mese sono in Qatar dove lavoro per una branch di una società italiana. Non mi sono ancora iscritto all’Aire. Sto emettendo fattura sull’Italia ma vengo pagato in contanti in Qatar. So che per il 2014 farò la dichiarazione dei redditi in Italia, ma mi chiedevo: dal momento che nel mio contratto di collaborazione a partita IVA c’è scritto che vengo dislocato all’estero, iscrivendomi all’AIRE a partire dal 2015, posso non pagare le tasse in italia pur continuando ad emettere fattura alla sede italiana della mia società?

    Grazie anticipatamente per la risposta.
    Distinti saluti.

  6. Salve,
    anche quando lei avrà residenza fiscale in Qatar, se lei tiene aperta una partita IVA italiana ed emette fatture, su quei redditi dovrà sempre pagare le tasse anche in Italia.

  7. La ringrazio per la celere risposta.
    Potrebbe darmi un riferimento normativo per quanto mi ha detto?

    Qualora facessi un contratto direttamente con la branch del Qatar invece non sarei tenuto al pagamento delle tasse in Italia, corretto? (non emettendo più fatture)

  8. Il riferimento normativo è l’articolo 2 comma 2 del Tuir che disciplina i soggetti passivi d’imposta. Se lei fattura con una partita Iva italiana, quei redditi deve per forza tassarli in Italia, e poi eventualmente anche nel Paese di sua residenza.

  9. Salve,
    dovrei ricevere un piccolo compenso da una azienda estera (UK) attraverso una ritenuta d’acconto. Vorrei sapere se devo comunque inserire il 20% sulla ritenuta, e se di conseguenza l’azienda estera deve pagare questo 20% (dall’articolo mi sembra di capire di no).
    C’è qualcos’altro che devo comunicare all’azienda estera, o che devo scrivere sulla ritenuta?

    Grazie in anticipo per la risposta,

    Anna

  10. Salve,
    l’azienda estera non è un sostituto d’imposta per il Fisco italiano. Questo significa che non deve trattenerle alcuna somma a titolo di ritenuta. Nella ricevuta indicherà esclusivamente il compenso che le verrà erogato. Tale compenso, confluirà nella sua dichiarazione dei redditi.
    Saluti

  11. Buona sera Federico, mi occupo di motiongraphics e video editing ed attualmente emetto ricevute a prestazione occasionale perché ancora entro la soglia di reddito legalmente stabilita; fino ad ora ho sempre operato entro i confini italiani, ma sono stato contattato da uno studio statunitense che mi chiede però come andrei a ufficializzare il pagamento. Come devo comportarmi? Dovrei fornire una descrizione dettagliata del tipo di documento che andrò ad emettere.

    Attendo Sue.

    Cordialmente

    Federico

  12. Buonasera,
    quando la ricevuta per prestazioni di lavoro autonomo occasionale viene emessa verso committenti esteri, deve essere emessa senza applicazione della ritenuta d’acconto. Il committente estero, infatti, non essendo un sostituto d’imposta ai fini del Fisco italiano le erogherà il compenso lordo. Nella ricevuta indicherà la prestazione eseguita, il numero progressivo, e la data nella quale le sarà erogato il compenso.

  13. Buongiorno! Collaboro occasionalmente con una ditta che risiede all’estero e mi è già stato comunicato che non mi rilasciano alcuna ricevuta-cud ecc. e che sta a me occuparmi di dichiarare il compenso ricevuto: non avendo alcun documento che attesti il mio guadagno, cosa devo produrre quando faccio la dichiarazione dei redditi? Mi pagano tramite bonifico bancario e l’unica “pezza giustificativa” è, nel mio account sul loro sito internet, un resoconto delle cifre guadagnate di volta in volta: è sufficiente stampare questa pagina?
    Grazie!

  14. Salve,
    se si tratta di lavoro occasionale e non regolato da contratto di lavoro dipendente, lei dovrà certificare con una ricevuta da emettere nei confronti del datore di lavoro le somme riscosse. Tale ricevuta assieme a tutta la documentazione comprovante l’incasso delle somme le servirà per la dichiarazione dei redditi. In caso di controlli, infatti, starà a lei dimostrare da dove sono arrivate le somme che ha percepito, quindi più documenti conserva più sarà in grado di dimostrare le somme percepite.

  15. Grazie mille per la risposta tempestiva ed esauriente!
    Solo una precisazione: la ricevuta da emettere nei confronti del datore di lavoro di fatto non devo farla avere al datore di lavoro in questione ma solo al caf (o chi x esso), giusto? Nè deve riportare qualche firma del suddetto datore di lavoro? E’ una cosa che faccio io e firmo solo io?
    Grazie ancora!

  16. La ricevuta deve essere inviata al soggetto committente come prova dell’avvenuto pagamento. Ora, essendo il committente un soggetto estero, può darsi che non la richieda. La ricevuta deve essere firmata solo da te.

  17. Salve,

    Sto eseguendo un lavoro di una settimana in Francia, il quale stipendio e` inferiore ai minimi di legge, ma alla fine del lavoro dovrò fornire una ricevuta alla ditta o sono loro che la faranno?

  18. buonasera, il 2014 ho lavorato come designer in Marocco con una produzione canadese sono stato assunto per circa 3 mesi, con pagamenti settimanali tramite bonifici bancari, ho rilasciato una “invoce”ad ogni bonifico, una-ricevuta con la mia firma e tutti i dati, alla fine gli ho chiesto una copia del contratto, il compenso percepito è al netto di ritenute, quindi suppongo che nella dichiarazione risulterà reddito tassabile, mi sa indicare se la tassazione è uguale a qualsiasi altro reddito percepito in italia, oppure visto che si tratta di estero ha una altro tipo di tassazione. ultimo sono sufficienti i documenti in mio possesso per un eventuale controllo…grazie per la sua disponibilità.

  19. Salve,
    credo che lei abbia effettuato una prestazione di lavoro autonomo occasionale nei confronti di un committente estero. Il compenso percepito è al netto di ritenute d’acconto e dovrà essere riportato nella sua dichiarazione dei redditi in Italia. Naturalmente tale reddito seguirà le ordinarie regole di tassazione, come se fosse stato erogato da un committente italiano.

  20. Buongiorno, sto valutando un contratto occasionale con una fondazione straniera. Il lavoro si svolgerà in italia. Mi hanno chiesto di compilare il modulo per evitare la doppia tassazione e da quanto ho letto dai commenti precedenti loro dovrebbero versarmi il compenso senza la ritenuta del 20%. Non mi è chiaro però come poi io devo dichiarare questi compensi per essere in regola.lo devo fare in sede di dichiarazione dei redditi semplicemente consegnando le ricevute? E di quanto sarà la tassazione? Cambia qualcosa se supero o meno i 5000 euro? O devo versare una percentuale del compenso nel momento in cui lo ricevo tramite il modello f24? Grazie mille per la sua disponibilità!

  21. Salve,
    lei dovrà dichiarare questi redditi all’interno della sua dichiarazione dei redditi. Non si creeranno problemi di doppia imposizione in quanto la società straniera le erogherà direttamente il compenso lordo che lei dichiarerà poi in Italia. La tassazione italiana dipenderà dallo scaglione Irpef nel quale rientreranno i suoi redditi (attualmente lo scaglione Irpef più basso è del 23%). Al superamento dei €. 5.000 annui vi è l’obbligo di iscriversi alla gestione separata dell’Inps e versare i relativi contributi.

  22. Salve, vorrei chiedere una delucidazione a riguardo della mia situazione. Attualmente sono in ASPI, ma una società estera mi ha proposto un lavoro occasionale anch’esso all’estero. Nel caso in cui io superi i 5000 €, cosa succederebbe? perderei l’ASPI? inoltre che tassazione verrebbe applicata sulle somme percepite per questo lavoro? Mi scusi ma sono molto confusa.. Grazie mille per l’aiuto.

  23. Salve,
    l’inps nel suo caso precisa che un soggetto titolare dell’indennità di disoccupazione ASpI può svolgere attività lavorativa di natura meramente occasionale, purché la stessa non dia luogo a compensi superiori a €. 4.800 (lordi) annui. In questo caso, l’indennità di disoccupazione è ridotta di un importo pari all’80% dei proventi preventivati. Per questo motivo verifichi la soluzione che per lei è più conveniente.

  24. Salve,

    Sono residente in Italia, e nel 2014 ho effettuato una consulenza tecnica (occasionale) presso una ditta con sede all’estero, che mi ha pagato con ritenuta del 20%.

    Come devo dichiarare compensi e ritenute nel modello Unico?

    Visto che prevedo di dover chiedere un rimborso per le imposte trattenute, quali campi del modello dovrò compilare?

    Grazie!

  25. Salve,
    la normativa, nel caso di prestazioni di lavoro autonomo occasionale svolte nei confronti di un committente estero, non prevede l’applicazione di alcuna ritenuta d’acconto. Questo significa che lei avrebbe dovuto ricevere il compenso lordo. Il committente straniero, infatti, non è tenuto a versare allo Stato italiano alcuna ritenuta, per questo motivo non le spetta alcun credito o rimborso. L’unico tentativo da fare può essere quello di farsi certificare dall’azienda straniera il versamento della ritenute d’acconto allo Stato italiano. Solo in questo modo potrebbe avere un giustificativo in caso di controlli. In questo caso, nel quadro RL del modello Unico accanto al compenso percepito indicherà anche la ritenuta d’acconto subita.

  26. Grazie.

    Nella fattispecie, si tratta di una ditta di San Marino che (a quanto posso capire) ha la maggior parte delle proprie attività in Italia. Nella dichiarazione che mi ha rilasciato (intitolata “Dichiarazione del sostituto d’imposta”) sono indicati chiaramente il totale lordo, le ritenute subite e il totale netto.

    Non si fa alcuna menzione al fatto che le ritenute siano state versate in Italia, però.

  27. Se la prestazione si è svolta nel 2014, entro il 28 febbraio scorso la società le avrebbe dovuto rilasciare copia della Certificazione Unica dove avrebbe dovuto riportare il compenso lordo, e la ritenuta effettuata. Se non la avesse ricevuta ha tutto il diritto di richiederla. Sarà in base a quanto riportato in questa certificazione che lei dovrà compilare la sua dichiarazione dei redditi.

  28. Grazie, contatterò la ditta.

    Se la ritenuta fosse stata versata a San Marino e non in Italia, avrei qualche speranza di rivedere quella somma? O dovrei addirittura pagare anche ulteriori tasse in Italia?

    Vi ringrazio per le risposte celerissime.

  29. Buongiorno,
    mi permetto di porre un quesito, che a mio avviso interesserà a molte categorie di ragazzi che si occupano di produrre musica.
    Per mio hobby musicale mi è capitato molto spesso di conoscere produttori musicali a livello amtoriale(sopratutto nell’ambito della musica da discoteca o pop) a cui si appoggiano occasionalmente artisti o etichette musicali estere per delle produzioni. Molte volte l’ammontare annuo netto è sotto ai 5000€.
    E qui scatta la domanda;
    Come fanno questi ragazzi (se vogliono essere a posto con la legge vigente) se sono residente in italia ed il lavoro viene svolto in italia a produrre un brano per una società estera non avendo la partita Iva? Che documentazione devono presentare a questa società straniera? Se rientrano nel secondo caso indicato nel vostro preziosissimo articolo (Non sarà obbligata ad agire come sostituto d’imposta italiano) e avendo (i produttori italiani) l’obbligo occasionale di dichiarare i compensi percepiti nella propria dichiarazione dei redditi italiana dovranno versare in questo caso loro la ritenuta d’acconto del 20% ?

  30. Se la ritenuta fosse stata versata a San Marino non avrebbe titolo per portarla in dichiarazione dei redditi. Se i suoi redditi sono derivati solo da questa prestazione non avrà niente da versare, in quanto fino a €. 4.800 le detrazioni azzerano l’imposta. Al massimo quindi, perderà il credito della ritenuta.

  31. Salve,
    lo sfruttamento di una prestazione intellettuale, come quella relativa alla cessione dei diritti su un brano musicale, rientra nella disciplina del diritto d’autore, e non delle prestazioni di lavoro autonomo occasionale. Fiscalmente i proventi derivanti dallo sfruttamento del diritto d’autore vengono tassati ai fini Irpef con questa modalità: dal compenso corrisposto deve essere applicata una deduzione forfettaria (per le spese sostenute) pari al 25% )per contribuenti con età superiore a 35 anni) ovvero al 40% (per contribuenti con età pari o inferiore a 35 anni) della misura del compenso medesimo (art. 54, co. 8, del Tuir). Questi valori devono devono essere riportati nel quadro RL del modello Unico: nel rigo RL25, si rileva l’importo lordo del compenso e, nel rigo RL29, l’importo della deduzione forfettaria per spese.
    Come può vedere, in questo caso non vi è l’applicazione di alcuna ritenuta d’acconto in quanto nel suo caso il soggetto a cui viene ceduta l’opera è un soggetto estero, non tenuto all’applicazione di ritenute verso lo Stato italiano.

  32. Buongiorno,
    Una prestazione verso la commissione europea, certificata non iva dalla commissione stessa, secondo lei dove andrà dichiarata in Unico Pf 2015? (durata massima 30 giorni nell’anno)
    Grazie
    M

  33. Salve,
    se questo è l’unico compenso percepito nell’anno e la cifra percepita non supera i €. 4.800 allora non è necessario presentare la dichiarazione dei redditi. In caso contrario si è obbligati a presentare il modello Unico dichiarando la prestazione occasionale.

  34. faccio delle traduzioni per una societa spagnola ( madrid) fatturato nel 2014 con r.a. 24,75% un totale netto di € 1800
    ho fatto negli scorsi anni il 730 ma quest anno il caf mi ha detto che devo fare il modello UNICO
    vorrei sapere se è vero grazie

  35. Salve,
    il 730 può farlo solo se ha un sostituto d’imposta in grado di farle trattenute o rimborsi. In pratica il 730 possono farlo solo i lavoratori dipendenti o i pensionati. Nel suo caso se lei percepisce solo compensi da lavoro autonomo occasionale deve presentare il modello Unico e non il 730. Inoltre, se il suo committente non è un soggetto italiano non è tenuto ad applicare alcuna ritenuta d’acconto al suo compenso. Rischia che quei soldi vadano persi.

  36. io lavoro in italia sono dipendente ed ho un CUD allora perchè il caf dice che il sistema blocca il 730?
    che vuol dire che la società spagnola non deve applicare ritenuta?
    scusi e grazie

  37. Salve sono un freelance col regime dei minimi,
    da un mese ho firmato una collaborazione con una ditta di San Marino,
    per tanto al 31/12 entro nel regime normale in quanto non supero il fatturato lordo
    che mi impone l’uscita immediata.
    Dopo questa piccola premessa volevo sapere come mai al pagamento della prima fattura di 10 (valore esemplificativo) mi sono visto accreditare 8 perciò il 20% in meno.

    Per tanto la mia domanda è inerente alla convenienza o meno del mio regime fatturando a san marino, ovvero dovendo pagare il 5% più il 27,7% sul lordo fatturato + il 20% trattenuto per pagare la tassazione di san marino cosa accade quando faccio la dichiarazione del 2015?

    grazie in anticipo e scusate per la confuzione

  38. Salve,
    essendo il suo committente estero, questi non è tenuto ad applicarle la ritenuta d’acconto, in quanto non è tenuto a versare la ritenuta al Fisco italiano. Per l’Italia un soggetto passivo estero, non è un sostituto d’imposta e come tale non dovrebbe applicare la ritenuta d’acconto. Lei dovrebbe ricevere direttamente il compenso lordo. Parli con la società, e si faccia spiegare bene cosa hanno fatto.

  39. Salve,

    sono una dipendente (tempo indeterminato) di un’azienda italiana. Nei mesi di Maggio e Giugno ho aiutato mia sorella, che lavora in partita iva per un’azienda estera, nel suo lavoro per emissione documenti pacchetti di viaggio finali, contatto finale clienti etc. Insomma, un lavoretto serale e nei weekend per darle una mano. La soluzione che mi sembrava piú adeguata non avendo io partita iva era di emettere un documento di collaborazione occasionale e famri pagare con ritenuta d’acconto. A quanto capisco il datore di lavoro non dovrá trattenermi il 20%, ma nel momento in cui vado a fare la dichiarazione dei redditi l’anno prossimo, questa entrata extra cosa comporta? Che documenti devo provvedere al commercialista? La cifra totale comunque é ovviamente inferiore al tetto dei €5.000 previsto. Grazie,

  40. Salve,
    trattandosi di una attività di tipo sporadico e occasionale, può rilasciare all’azienda estera che le erogherà il compenso una semplice ricevuta per lavoro autonomo occasionale. La società estera le erogherà il compenso senza applicazione della ritenuta d’acconto. Dovrà emettere la ricevuta (applicando marca da bollo da €. 2 se il compenso supera le €. 77,47) ed inviarla in copia alla società estera nel momento in cui riceverà il suo compenso. Ai fini della dichiarazione dei redditi dovrà conservare la ricevuta che ha emesso ed eventualmente anche l’estratto conto dove è riportato il compenso percepito. Il reddito percepito confluirà nel reddito imponibile Irpef assieme a quello che le deriva dal lavoro dipendente. Se presenta il modello 730 tale reddito andrà indicato nel quadro D del modello.

  41. Buonasera.
    Devo decidere se mi conviene accettare o meno un lavoro a Bruxelles. Ho percepito Euro 5.000,00 lordi con un contratto di lavoro autonomo occasionale in Italia.
    Ad agosto dovrei cominciare questa consulenza per una società che risiede in Belgio. l’importo lordo totale (per l’anno 2015) sarà di circa 14.000,00 euro (compresi i 5.000,00 percepiti in italia). La domanda è la seguente: devo iscrivermi alla gestione separata? L’inps del 30,72% è tutta a carico mio? Le spese effettuate per lo svolgimento della prestazione (affitto, biglietti aerei, etc.) sono deducibili al 100%?
    La ringrazio molto anticipatamente.
    Marilina

  42. Salve,
    la consulenza per quanto tempo è previstata? Questo è importante perchè se complessivamente si superano i 30 giorni nell’anno non è possibile utilizzare le prestazioni di lavoro autonomo occasionale. Questo tipo di prestazioni, a prescindere dall’importo percepito sono fatte per attività sporadiche della durata di pochi giorni e che non si svolgeranno nuovamente in futuro. Se l’attività è di tipo abituale e professionale è necessario aprire partita Iva e fatturare la prestazione che si svolge, per poi andare a chiudere la partita Iva nel momento si chiuderà la sua attività. A quanto ho capito la consilenza durerà almeno fino alla fine dell’anno, quindi non è possibile utilizzare le prestazioni occasionali. Qualora volesse maggiori informazioni su modalità e costi per l’apertura della partita Iva mi faccia sapere, la ricontatterò in privato.

  43. dottore buongiorno seguo le sue risposte perchè io faccio sporadicamente traduzioni per una società spagnola. mi tassano con ritenuta d acconto al 20% .
    gli scorsi anni c’è stato un po di marasma per la dichiarazione dei redditi, lo scorso anno il commercialista dell’azienda mi ha fatto il 730 ed ho pagato una differenza irpef di circa 500 euro ( in totale avevo fatturato 1800 netti all’estero)
    quest’anno mi sono rivolta ad un caf e mi hanno detto che il sistema non accettava inserimento dell importo “reddito estero” quindi il loro commercialista mi ha detto che dovevo dichiarare con UNICO ed e’ risultato che sono a credito di circa 500 euro…
    una mia collega invece il caf le ha fatto 730 ed è a debito di 1000 euro circa ma lei fattura di piu’
    spero sia esatto altrimenti rischio multa?
    un vero caos
    grazie

  44. Salve,
    la società estera per la quale esercita la sua attività è tenuta ad applicare la ritenuta d’acconto sul suo compenso solo nel caso in cui la stessa sia obbligata a presentare la propria dichiarazione dei redditi in Italia. Prima di tutto bisogna capire se lei oltre a questi redditi da lavoro autonomo occasionale percepisce altri redditi. Se la riposta è positiva e vi sono redditi da lavoro dipendente, allora è corretto presentare il modello 730, in caso negativo non si può presentare il modello 730, ma è necessario compilare il modello Unico. Solo con queste informazioni non è possibile capire se ciò che è stato fatto in passato è corretto. Se le dichiarazioni degli anni passati non fossero corrette il rischio è quello di vedersi notificare una comunicazione di irregolarità dove le verrà richiesta la maggiore imposta dovuta e non versata, sanzioni del 10% (se paga entro 30gg) e interessi di mora.
    Non credo sia il suo caso, ma qualora volesse approfondire la questione mi faccia sapere e la ricontatterò in privato.

  45. Buonasera Federico,

    sono uno studente universitario e da un paio di mesi effettuo prestazioni occasionali (traduzioni) per un’agenzia estera online, non tenuta a presentare la dichiarazione dei redditi in Italia e che mi paga mensilmente l’importo totale lordo in dollari.
    Non ho partita IVA né altre fonti di reddito e non so ancora se queste prestazioni supereranno i 4.800 euro annuali.
    Come dovrei comportarmi in caso li superassero? E se, invece, rimanessi sotto i 4.800?

    Grazie,
    Paolo

  46. Salve Paolo,
    lei sta svolgendo attività di traduzione attraverso ricevute per prestazioni di lavoro autonomo occasionale. La disciplina del lavoro occasionale prevede che lo stesso sia un lavoro del tutto episodico che non supera i 30 giorni lavorativi annui (verso lo stesso committente) e massimo €. 5.000 di compensi annui. A fronte di queste disciplina il Fisco prevede che si debba aprire partita Iva ogni qualvolta si esercita una attività abituale, a prescindere dal volume dei compensi percepiti. Nel suo caso, essendo ancora all’inizio può iniziare con le ricevute per prestazione occasionale, ma inizi a pensare al fatto che dovrà aprire partita Iva, perché la sua attività mi sembra di capire che non sia episodica, ma abituale.

  47. Buongiorno,

    da poco tempo sto scrivendo per una community finanziaria statunitense. Questa community non commissiona lavori, ma semplicemente paga ogni mese lo scrittore, in funzione di quante visualizzazioni riesce ad ottenere attraverso i propri articoli. L’unico metodo di pagamento è PayPal in questo caso, e la società in questione ha sede negli Stati Uniti. Immagino che questa società non debba versare nulla al fisco italiano, mentre nel mio caso? Devo emettere dichiarazioni di prestazione occasionale per ogni compenso ricevuto per ogni mese in assenza di partita IVA? Inoltre, se non supero i 5000€ né come prestazione occasionale, né come reddito complessivo, non devo nulla la fisco? Grazie

  48. Salve,
    lei è tenuto a rilasciare una ricevuta per prestazione occasionale per ogni compensi percepito nei confronti della società USA. Naturalmente non vi sarà ritenuta d’acconto. Per quanto riguarda la dichiarazione dei redditi, se l’unico reddito deriva da questa attività, se resta al di sotto dei €. 4.800 annui, non vi è obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi.

  49. Buongiorno,
    dunque queste prestazioni non vanno dichiarate al di sotto dei 4800€ annui? Perché per quanto ne sapevo, la dichiarazione doveva esserci in ogni caso, oltre al fatto che la soglia oltre la quale s’incorre in tassazione fosse di 500€. Per quanto riguarda la “prestazione occasionale”, incorro in eventuali problemi? La possibilità di poter accorpare il compenso di più mesi in un solo pagamento, è utile?

  50. Può trovare le indicazioni che le ho dato nelle istruzioni relative al modello Unico Persone fisiche, a patto che non vi siano altri redditi percepiti la soglia per attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente è di €. 4.800 annue. Se lei accorpa il pagamento di più mesi in un unico versamento ha soltanto il vantaggio di dover emettere una sola ricevuta, invece che una ricevuta ogni mese, non vi sono altre particolarità.

  51. Buongiorno,
    faccio, oltre al lavoro dipendente, dei lavori occasionali legati all’informatica. Devo fare le ricevute al mio cliente che è svizzero, quest’anno non supero i € 5000.00 il prossimo probabilmente si quindi avrei bisogno di sapere:
    1- devo dichiarare queste fatture e portarle ad un commercialista anche se sono al di sotto dei € 5000.00?
    2- devo pagare il 20% di tasse sulle fatture emesse?
    2a- se si come le pago?
    3- superando i € 5000.00 pago sempre il 20%? Cosa viene aggiunto come onere?

    Grazie mille!

  52. Salve,
    1) sicuramente si, lei ha percepito nell’anno sia redditi da lavoro dipendente che da prestazioni occasionali. Entrambi i redditi concorrono alla determinazione del reddito imponibile Irpef, quindi lei è tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi (modello 730), in cui vi sarà i redditi da lavoro dipendente che delle prestazioni occasionali (a prescindere dal fatto che l’importo delle stesse superi o meno i €. 5.000);
    2) Sulle ricevute per prestazione occasionale dovrà pagare le tasse, in base all’aliquota Irpef del suo reddito imponibile, dato dalla somma tra quello di lavoro dipendente e delle prestazioni occasionali. Il pagamento, presentando il modello 730 avviene direttamente in busta paga. Naturalmente se la sua dichiarazione dei redditi finisce a debito (se non vi sono oneri deducibili o detraibili da sfruttare);
    3) Se supera la soglia dei €. 5.000 deve iscriversi alla gestione separata dell’Inps e versare i relativi contributi. Faccia attenzione che per il Fisco superare questa soglia vuol dire effettuare un’attività non più occasionale ma abituale, per la quale è obbligatorio aprire partita Iva. Presti attenzione a questo aspetto, che è molto importante. Il mio consiglio è quello di valutare, di quanto si supera la soglia, e confrontarsi con un Commercialista per aprire partita Iva.

  53. Salve,

    svolgo un lavoro di prestazione occasionale per poche ore al mese. Do delle lezioni di lingua in Italia, ma vengo pagata da una azienda americana. Dovrei, quindi, emettere una ricevuta per ogni pagamento, con data della ricezione dello stesso? La ricevuta è senza ritenuta d’acconto?
    Al momento sono lavoratore dipendente (contratto con nomina fino avente diritto nella scuola pubblica). Come devo dichiarare il lavoro occasionale?
    Quanto tempo ho per emettere la ricevuta dei pagamenti?
    Inoltre nel pagamento ho ricevuto un rimborse per le spese di materiale didattico. Devo emettere la ricevuta sottraendo il rimborso?

    Grazie

  54. Salve,
    lei deve emettere una ricevuta per prestazioni di lavoro autonomo occasionale nel momento in cui riceve il pagamento della prestazione svolta. La ricevuta non dovrà riportare alcuna ritenuta d’acconto se il committente è un soggetto estero. Il compenso percepito dovrà poi essere riportato in dichiarazione dei redditi, e contribuirà alla formazione del suo reddito imponibile Irpef, che sarà tassato per scaglioni. Per quanto riguarda i rimborsi spese, se sono documentati da fatture o ricevute dei costi sostenuti, il relativo rimborso non sarà soggetto a tassazione, altrimenti la parte di rimborso sarà considerata reddito.

  55. Buongiorno,
    disturbo in quanto avrei bisogno di alcuni chiarimenti per conto di una mia cliente.
    La Signora in questione emette da alcuni mesi ricevute di prestazioni occasionali sia vs clienti italiani che vs clienti esteri.
    Probabilmente, anche se di poco, supererà entro il 31/12 il limite dei 5.000,00 euro che prevede l’iscrizione alla gestione separata.
    La mia domanda è relativa a due ipotesi che possono verificarsi da qui a fine anno, ovvero:
    1- supera i 5.000,00 emettendo ricevute solo a committente estero.
    Non essendo lo stesso sostituto di imposta, la contribuzione INPS (totale, no distinzione fra i 2/3 e 1/3) dovrà essere “autoliquidata” dalla mia stessa cliente in sede di dichiarazione dei redditi/2016?
    In questo caso è dunque anche esonerata dall’avvisare la società estera del superamento della soglia dato l’assenza di coinvolgimento della stessa o sbaglio? Non dovrebbe quindi neppure iscriversi alla gestione separata?
    2- supera i 5.000,00 emettendo ricevute sia a committenti italiani che esteri.
    In questo caso penso che dovrebbe:
    – comunicare al committente italiano il superamento della soglia (se inoltre emettesse ricevute ad entrambi nello stesso mese, effettuare conteggio in misura proporzionale)
    – iscriversi alla gestione separata
    – “autoliquidare” il contributo relativo alle prestazioni estere in sede di dichiarazione
    Potete confermarmi?
    Ringrazio anticipatamente,
    Giulia

  56. Salve,
    1) Superamento della soglia di €. 5.000 annui con committente estero – Al superamento della soglia è il committente ad operare tutte le ritenute previdenziali per poi versarle all’Inps.
    Se il committente estero è soggetto sostituto d’imposta in Italia (è ivi identificato o ha nominato rappresentante fiscale), valgono le regole viste per i committenti nazionali. Mentre,
    nel caso in cui il committente estero non è sostituto d’imposta in Italia, non essendoci norme di riferimento, a parere di chi scrive dovrà essere il percipiente residente a dover auto-liquidare il dovuto in sede di dichiarazione dei redditi. In particolare il calcolo e la liquidazione del contributo dovuto alla Gestione Separata dovrà essere effettuato nella sezione RR del modello Unico;
    2) Per il caso due confermo quanto detto da lei.

  57. Buonasera
    Sono una studentessa universitaria, residente in Svizzera iscritta AIRE. Qui in Italia svolgo lavori occasionali che mi vengono pagati con trattenuta del 20%, in Svizzera faccio la dichiarazione dei redditi ma anche lì non ho reddito alto, sempre da lavori occasionali. Riguardo all’ISEE da fare qui per l’università, dovrò portare la dichiarazione dei redditi svizzera mia? Anche quella dei miei genitori (entrambi in pensione però)? Per poter risultare nucleo famigliare da sola qui dovrei avere un reddito di minimo 6500 euro, che però non ho. Ma il reddito che ho in Svizzera non conta?

    Grazie mille

  58. L’ISEE è un indicatore che tiene conto del reddito e del patrimonio del nucleo familiare del soggetto richiedente: questo è costituito dai soggetti componenti la famiglia anagrafica alla data di presentazione della DSU. Se lei è presente nello stato di famiglia dei suoi genitori, dovete presentare la stessa DSU, in quanto facenti parte dello stesso nucleo familiare. Le istruzioni precisano che deve essere indicato il reddito lordo dichiarato ai fini fiscali da residenti all’estero (AIRE) nel paese di residenza.

  59. Buongiorno, sono un architetto libero professionista in forma singola e vorrei aprire un ufficio di rappresentanza in Svizzera per ampliare le possibilità di acquisire nuove commesse. Pertanto avrò la necessità di sostenere spese relative all’ufficio, all’auto ed a quanto connesso alle attività di pubbliche relazioni. Tali spese sarebbero deducibili secondo le aliquote stabilite dalle norme italiane oppure svizzere?
    La ringrazio,
    Cordiali saluti.

  60. Salve,
    lei vorrebbe costituire una “stabile organizzazione” in Svizzera della sua attività. Come prevede la convenzione contro le doppie imposizioni Italia/Svizzera (articolo 14), i redditi (e quindi anche i costi), derivanti da una stabile organizzazione sono tassati esclusivamente nello Stato estero ove questa è stata costituita. Naturalmente la sua contabilità dovrà tenere distinti costi e ricavi della stabile organizzazione estera rispetto ai costi e ai ricavi ottenuti in Italia.

  61. Buonasera,
    da qualche mese collaboro con un’agenzia di traduzioni britannica alla quale, al termine dei lavori, invio la ricevuta con il riepilogo di quanto fatto e l’importo dovuto che, successivamente, mi viene accreditato sul conto corrente. Nella ricevuta che invio non vengono specificati importi lordi o netti, ma mi viene accreditata semplicemente la somma indicata. Per il 2015, inoltre, ho superato la fatidica soglia dei 5.000 €, mi sono iscritto alla gestione separata INPS e avvertito i committenti con cui ho lavorato che provvedono, o provvederanno, a versarmi i relativi contributi. Ora, vorrei gentilmente sapere come mi devo comportare con i pagamenti ricevuti dall’agenzia britannica che, immagino, non è tenuta a presentare la dichiarazione dei redditi qui in Italia. Dovrò semplicemente dichiararli nel Modello Unico del prossimo anno e verrò quindi tassato sulla base delle aliquote IRPEF? Grazie mille.

  62. Salve,
    l’Agenzia britannica le corrisponde il compenso lordo, per cui lei deve rilasciare ricevuta. La ricevuta le servirà per la compilazione della dichiarazione dei redditi in Italia, in quanto tali redditi sono per lei esclusivamente imponibili in Italia. Mi sembra di capire però, che la sua attività non sia occasionale, per questo dovrebbe aprire partita Iva e lavorare come professionista, e non con collaborazioni occasionali, anche in virtù del fatto che i limiti di 30 giorni lavorativi annui verso uno stesso committente e di €. 5.000 lordi annui, sono stati superati.

  63. Buonasera,

    grazie per la risposta tempestiva. Quindi, non ha importanza il fatto che il committente sia estero? Conta esclusivamente l’imponibile in Italia? Operare senza partita IVA di conseguenza, superando il limite, cosa comporta? Grazie ancora.

  64. Lei è residente fiscalmente in Italia, e quindi è tenuto a dichiarare in Italia tutti i suoi redditi. La prestazione, poi, e svolta anch’essa in Italia. Operare senza partita Iva lavorando in maniera abituale può comportare in caso di controlli fiscali, la contestazione di mancata fatturazione delle operazioni, applicazione di sanzioni e la richiesta dell’Iva sulle operazioni imponibili non fatturate. Le consiglio di iniziare a pensare all’apertura della partita Iva. Valuti la convenienza di aprire partita Iva e avvalersi del regime forfettario. E’ un regime Iva semplificato per chi apre partita Iva.

  65. Salve!
    Svolgo nel tempo libero l’attività di pittore, e per un caso fortuito ho venduto attraverso una galleria americana 10 quadri. Il totale accreditatomi sul conto supera di moltissimo la soglia per la prestazione occasionale, ma il tutto si è svolto in pochi giorni, con una scrittura privata fra me e la galleria, non c’è alcuna collaborazione o rapporto di subordinazione. Come devo dichiarare queste somme percepite? Devo per questo iscrivermi alla gestione separata inps? La galleria è obbligata a pagarmi per due terzi? Chiedo perchè non credo lo farebbe. Tutte le imposte americane sulla vendita sono già state incluse nel prezzo finale e poste a carico del cliente. Il compenso viene poi suddiviso al 50% fra pittore e galleria.
    Es: se vendessi un quadro solo per 100.000$, in queste condizioni, quale sarebbe il modo per mettere tutto in regola? Vige l’obbligo di aprire partita iva vista l’unicità e l’occasionalità dell’evento, che vede solo nelle somme percepite il superamento dei limiti per la prestazione occasionale?
    Grazie in anticipo per l’aiuto..

  66. Salve,
    partiamo dal presupposto che se lei svolge l’attività di pittore, anche solo nel tempo libero, ma in via abituale, lei è tenuto ad aprire partita Iva ed ad operare in maniera professionale. L’operazione che lei ha effettuato, ovvero la vendita di 10 quadri tramite una galleria rende difficilmente configurabile la stessa come una prestazione di lavoro autonomo occasionale, in quanto, come credo, la sua attività, non si è conclusa con la vendita di quei quadri, ma presumibilmente continuerà anche in futuro. Per questo motivo, il mio consiglio è di aprire partita Iva e svolgere in maniera professionale la sua attività di pittore. L’alternativa è quella di fare passare questa vendita come attività occasionale attraverso il rilascio di una ricevuta, ma ciò, a mio avviso potrebbe non lasciarla indenne da possibili accertamenti, soprattutto se l’attività di vendita continuerà, confermando quindi l’abitualità della sua attività. Valuti la convenienza di aprire partita Iva sfruttando i vantaggi e le agevolazioni del regime forfettario.

  67. La ringrazio della celere risposta. Ho sentito parlare di questo nuovo regime. Ma so che ci sono delle soglie massime da non superare per rientrarci. Non so quali siano nella mia categoria. Esiste un documento dove si possa verificare quale sia il limite per la categoria artisti?
    Grazie ancora!

  68. Siamo un gruppo di persone che circa 4 anni fa siamo stati contattati da un operatore turistico con sede alle Barbados per dei gruppi “turistici” di Canadesi che avevano interessi speciali (cibo, musica, moda) in Italia. Essendo lavoretti di pochi giorni sporadici abbiamo tutti emesso una ricevuta/parcella (senza ritenuta d’acconto visto che loro non la pagavano) e la agenzia ci ha sempre pagato con bonifici provenienti da una banca di Zurigo. Cioè loro esigono una ricevuta (fattura o parcella) e solo in seguito di questa inviano bonifico.
    Nel giro di qualche anno però il lavoro è aumentato e l’anno scorso molti di noi sono andati oltre i 5000 euro, alcuni anche 9.000. Con il giubileo che succederà? E se tutti sforiamo i 5000 euro?
    Avendo ormai ottenuto già dal primo anno di collaborazione un patentino di accompagnatore turistico della regione immagino dovremmo aprire partita IVA e iniziare a versare anche INPS e sarà la fine della parcella per lavoro occasionale, no?
    Solo che per diversi motivi e prevedendo di non fare questo lavoro se non per altri due o tre anni, alcuni di noi sono restii ad iniziare un’attività, aprire partita IVA etc etc
    A questo punto ci siamo scontrati con diverse interpretazioni dei commercialisti:
    -il mio dice che assolutamente sforando il tetto dei 5000 sono obbligato ad avere P.IVA e Gestione separata dell’INPS. Potrei optare per il regime dei superminimi 2012 o il nuovo forfettario entro gennaio 2016.
    -un altro dice che c’è una normativa che permette di non pagare INPS anche oltre i 5000 euro perché il lavoro è per un committente estero (ma noi i tour li seguiamo in Italia!) senza obbligo di partita d’IVA. Quindi tutto come prima con semplice parcella e niente INPS (e ha fatto fare così lo scorso anno al mio collega che ha dichiarato nell’Unico 8700 euro!)
    – un terzo dice che non solo bisogna aprire partita IVA ma anche iscriversi alla camera di commercio.

    Inoltre io mi chiedo se, dichiarando lo stesso lavoro già da quattro anni con lo stesso committente estero, vale la regola del lavoro occasionale (pur rimanendo nei 5000 e lavorando 4 mesi l’anno)?

    Insomma siamo confusi… Non vorremmo impelagarci in qualcosa che poi in futuro si riveli una scelta fiscale sbagliata, appunto perché non sarebbe l’attività che porteremo avanti per molti anni. Chi ha ragione?

  69. Salve,
    quella che voi state svolgendo è una attività di tipo professionale, che richiedendo anche un patentino per l’esercizio, richiede necessariamente l’apertura della partita Iva per il suo esercizio. E’ possibile utilizzare le prestazioni occasionali, ma soltanto se l’attività è sporadica, ovvero per max. 30 giorni l’anno verso uno stesso committente per massimo €. 5.000 all’anno. Quella che voi svolgete, mi sembra di capire, è un’attività abituale e non occasionale e quindi siete tenuti ad aprire partita Iva. In caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate correte il rischio di incorrere in sanzioni. Dovete aprire partita Iva come accompagnatori turistici e iscrivervi alla Gestione separata Inps. Non dovete iscrivervi anche in Camera di commercio in quanto non fate attività commerciale, ma soltanto di tipo professionale. Se nei prossimi anni, non volete proseguire con questa attività vi basterà chiudere la partita Iva. Se avete bisogno di informazioni più dettagliate, contattatemi pure in privato, tramite il form di contatto nella barra laterale del sito. Per maggiori informazioni sull’attività di accompagnatore turistico potete leggere questo nostro contributo: “

  70. Buongiorno,

    vorrei chiederle un parere su di un’offerta economica che mi è stata fatta da parte di una società inglese che è socio di un consorzio di società che ha sede in Italia: mi è stato proposto di firmare un contratto di consulenza con una società inglese per un’attività lavorativa che si svolge in Italia. Io non sono titolare di partita IVA e sono fiscalmente residente in Italia.
    Le chiedo: quali sono gli adempimenti per me al momento del pagamento (emissione di una ricevuta di pagamento?) e per l’azienda?

    Soprattutto, quali sono gli adempimenti per me dal punto fiscale? Il mancato versamento della ritenuta d’acconto da parte della società inglese è a mio carico? Ci sono altri oneri?

    Ringrazio in anticipo per la risposta

  71. Salve,
    per darle una risposta bisogna capire di che tipo di contratto si tratta e per quale durata. Se si tratta di una consulenza non sporadica, per un evento particolare o di durata limitata lei dovrebbe aprire partita Iva e fatturare alla società inglese. Senza sapere se la società inglese ha o meno sede in Italia, o se lei può beneficiare o meno di regimi Iva semplificati, le potrei dare solo una risposta molto generica. Di sicuro lei ha bisogno della consulenza di un Commercialista, sia per capire se c’è convenienza ad aprire partita Iva e quindi ad accettare il lavoro e poi per capire le modalità di fatturazione alla società committente. Inoltre, per tutti gli altri adempimenti fiscali conseguenti. Quando avrà a disposizione maggiori informazioni, mi ricontatti pure.

  72. Salve. Vivo e risiedo in Italia e ho lavorato nel 2015 come accompagnatrice turistica per un tour operator estero in Italia ed altri paesi UE, non superando i €5000 nè i 30 giorni di lavoro. Ho svolto una formazione a Londra e possiedo il tesserino europeo (Etoa), ma non quello italiano. Nel 2016 è possibile e per me augurabile di superare la soglia economica (forse) e dei 30 gg (quasi sicuramente), e mi sto chiedendo se è possibile aprire una partita iva per una professione di cui non ho l’abilitazione nazionale (ma europea). Nel caso non fosse possibile come potrei continuare a fare questo lavoro considerando che gli esami di abilitazione in Italia sono molto sporadici e i corsi di preparazione obbligatori in concomitanza dei periodi in cui io già lavorerei per i tour? Inoltre sto valutando la partita iva anche per un’altra professione, in Italia, che vorrei diventasse in futuro quella principale. Potrei aprire partita iva per quest’altra professione e per accompagnatrice? Grazie!

  73. Salve,
    lei sta esercitando la professione di accompagnatrice turistica in maniera professionale e quindi, a prescindere dall’importo dei compensi percepiti dovrebbe aprire partita Iva. L’esercizio dell’attività in Italia presuppone che lei debba superare dei corsi di formazione, per ottenere l’abilitazione all’esercizio dell’attività. Per questo motivo per regolarizzare la sua posizione dovrebbe superare in qualche modo questi adempimenti. Provi ad informarsi presso gli uffici della Regione per sapere se la sua abilitazione europea le consente di avere facilitazioni per ottenere l’abilitazione nazionale. In questo modo lei non è in regola con la normativa amministrativa a fiscale italiana. Se oltre a questa attività ne volesse avviare un’altra, potrebbe farlo benissimo con la stessa partita Iva.

  74. Grazie della tempestività! Vorrei capire meglio, perchè a prescindere dell’importo dovrei aprire partita iva? Se non supero la soglia non si considera come lavoro occasionale? Se invece apro la partita iva per un’altra attività, principale, posso usarla anche per l’attività di accompagnatrice turistica secondaria, quindi occasionale e sporadica quindi senza abilitazione nazionale? Sto valutando diverse opzioni professionali e vorrei avere più informazioni possibili!Grazie ancora.

  75. Il Fisco prevede che un soggetto che intenda svolgere un’attività professionale con abitualità in modo autonomo, debba farlo con partita Iva. Il limite dei famosi €. 5.000 è soltanto un indicatore dell’abitualità di una prestazione, e non è al superamento della soglia che si deve aprire partita Iva. Se lei lavora abitualmente come accompagnatrice turistica, per il Fisco italiano è tenuta ad aprire partita Iva. Il lavoro occasionale che lei richiama riguarda soggetti che intendono svolgere non professionalmente un’attività, per un periodo limitato di tempo, e per compensi non superiori a €. 5.000. Al contrario, un soggetto che svolge abitualmente e professionalmente un’attività deve obbligatoriamente aprire partita Iva. Quello che fa la differenza non è il compenso percepito, ma l’abitualità o meno dell’attività. Una volta aperta la partita Iva potrà utilizzarla anche per svolgere più attività professionali, aprendo più codici attività. Questo non sarebbe un problema. Valuti l’opportunità di aprire sfruttando i vantaggi del regime forfettario.

  76. Salve, vivo e risiedo in Italia dove percepisco reddito da lavoro dipendente. Nel 2015 ho svolto due prestazioni occasionali per due distinte società inglesi che non hanno sede in Italia. La durata delle due prestazioni occasionali è stata di 4 e 2 giorni, rispettivamente. L’importo lordo percepito è stato in totale superiore ai 5000 euro. Nel corso del 2015 non ho svolto altre prestazioni, nè in Italia nè all’estero, e non ho percepito altri redditi se non quello da lavoro dipendente Volevo sapere come devo calcolare e versare i contributi INPS.

  77. Salve, trattandosi di committenti stabiliti all’estero l’applicazione dei contributi Inps alla prestazione occasionale non può essere effettuata nella parte a carico di questi. Infatti, i contributi dovuti alla gestione separata dell’Inps sono dovuti per 2/3 dal committente e per 1/3 dal lavoratore. Non potendo effettuare il versamento all’Inps il committente estero, la cosa migliore è compilare il quadro RR del modello Unico e versare in quella sede i contributi dovuti. Questo è quanto chiarito anche dalla circolare 74/2014 dell’Inps.

  78. Buonasera,
    Le sottopongo un quesito perché non riesco a trovare informazioni dettagliate a riguardo. Io vivo e sono residente in Italia ma l’anno scorso ho fatto un’esperienza in Giappone con un visto studentesco che permette anche di lavorare a patto di non superare le 25 ore settimanali, ho lavorato per circa 6 mesi in regola con orari variabili (sempre senza superare le ore imposte dal tipo di visto) e lo stipendio mi veniva versato su un conto delle poste giapponesi che avevo fatto appositamente per evitare le spese di commissione di un bonifico internazionale sul mio conto italiano ogni mese. Ora mi sta venendo il dubbio se devo o meno dichiararlo sul 730. E’ un problema perché non so praticamente nulla a riguardo, non so che tipo di contratto avevo, ora sono anche passati diversi mesi e non ho idea di quanto ho guadagnato in totale perché il lavoro non rilasciava cedolini e non ho modo di verificarlo perché la carta era una specie di bancomat da cui potevi solo prelevare quindi non ho estratti conto. Potrebbe darmi qualche delucidazione in merito? Grazie in anticipo per la Sua cortesia.

  79. Salve,
    lei nonostante sia stata all’estero per alcuni mesi, se lei ha mantenuto la residenza in Italia, allora per il Fisco italiano è tenuta a dichiarare tutti i suoi redditi, ovunque questi siano stati percepiti. Questo significa che lei è chiamata a dichiarare anche i redditi percepiti in Giappone. Per evitare la doppia imposizione ha diritto ad ottenere un credito d’imposta sulla base delle imposte pagate in Giappone sui quei redditi. Sicuramente se ha trasferito somme dal conto giapponese a quello Italiano il Fisco può sicuramente risalire ai redditi Giapponesi, altrimenti se non ha documenti giustificativi diventa difficile stabilire i redditi da dichiarare, ma questo non la rende esenti da possibili controlli e accertamenti da parte del Fisco italiano.

  80. Buongiorno sono ANNA RITA,
    chiedo cortesemente aiuto per mio figlio, Lui collabora con una ditta americana per dei sondaggi di mercato e loro ogni 15 giorni inviano un bonifico di compenso che varia in base alla quantita’ inviata.
    chiedo e’tenuto dichiarare in italia questi compensi visto che ha dovuto aprire un conto corrente per il bonifico e quale importo vado ad indicare visto che non rilasciano nessuna informazione per eventuali ritenute e/o trattenute effettuate??
    grazie in anticipo dell’aiuto

  81. Salve,
    certamente suo figlio è tenuto a dichiarare questi redditi che percepisce nella dichiarazione dei redditi. Lo farà tramite ricevute per prestazioni occasionali, ma visto che il rapporto è continuativo nel tempo, e non occasionale dovrebbe aprire partita Iva e operare professionalmente.

  82. Salve,
    le pongo la mia richiesta.
    Io lavoro come dipendente in un’azienda italiana.
    Mi sto organizzando per eseguire dei lavori occasionali per un’azienda estera (nello specifico si tratta di agenzia immobiliare spagnola che mi offre un contratto di collaborazione, per trovare clienti per affitto di case vacanza). Loro hanno detto che mi pagherebbe mezzo bonifico. Quindi io come mi devo comportare? Devo emettere ricevuta con ritenuta d’acconto oppure conviene aprire partita iva? i compensi dovrebbe essere inferiori ai 5000 annui..
    grazie in anticipo!

  83. Buongiorno,
    vorrei chiederle cortesemente se può darmi indicazioni riguardo la fatturazione e la tassazione per un’attività on-line. Sono un grafico pubblicitario residente in Italia ed ho la partita IVA con ritenuta d’acconto. Sto valutando l’iscrizione su alcuni siti che fungono da intermediari tra il professionista ed il cliente, per eventualmente realizzare dei progetti on-line con clienti che possono essere ovunque nel mondo (CE o extra CE), per progetti “spot”. Nel caso richiedessero la fattura come dovrei procedere? Ho capito che non dovrò emettere IVA e niente ritenuta d’acconto se sono extra CE ed invece con IVA e senza ritenuta d’acconto se sono CE, dovrò fare una semplice ricevuta/fattura con numerazione progressiva con indicato solo l’importo per tutti gli altri paesi e poi andrà sommata al reddito?

    Grazie anticipatamente per la risposta speriamo utile anche per altri…

  84. Salve,
    se il lavoro che svolgerà ha carattere continuativo nel tempo deve necessariamente aprire partita Iva. Le prestazioni occasionali riguardano attività che sono saltuarie, di breve durata. Non importa se il lavoro le occupa poche ore a settimana, ma se l’azienda prevede che questa attività continui nel tempo deve avere una partita Iva, a prescindere dai compensi percepiti. Per quanto riguarda la partita Iva, le consiglio di verificare i requisiti per entrare nel regime forfettario. Per chi percepisce anche redditi di lavoro dipendente per entrare nel regime i redditi da lavoro dipendente non possono superare i €. 30.000 lordi annui. Altrimenti l’unico regime possibile è quello ordinario dei professionisti. Se il primo pagamento avverrà a breve può rilasciare una semplice ricevuta, senza applicazione della ritenuta, in quanto il committente è soggetto estero. Per il futuro le consiglio l’apertura della partita Iva. Qualora volesse maggiori informazioni sull’apertura della partita Iva mi faccia sapere, la ricontatterò in privato.

  85. L’intenzione dell’azienda straniera è quella di farmi firmare un “contratto di collaborazione annuale” per essere in regola loro..
    Per quanto mi riguarda l’attività l’eseguirei saltuariamente.. Cioè quando amici e conoscenti mi chiedono aiuto io propongo le offerte dell’azienda e se dovessero accettare mi pagano la provvigione..

  86. Quello che conta è la durata con la quale l’azienda da a lei l’incarico, non quanto effettivamente riesce a procacciare affari. Per questo l’attività è abituale da attuare con partita Iva. Questo dice la normativa fiscale.

  87. Salve,
    se lei fa una prestazione per un servizio pubblicitario a un soggetto passivo Iva UE deve emettere fattura “non soggetta ad Iva” ex articolo 7-ter del DPR n. 633/72, mentre se si tratta si privato deve emettere fattura con Iva. Se la prestazione è rivolta verso soggetti extra UE la prestazione sarà sempre non soggetta a Iva. La ritenuta d’acconto non si applica mai per le prestazioni con l’estero. Le fatture sono numerate tutte progressivamente e i compensi contribuiranno a formare il suo reddito imponibile. Per effettuare correttamente la fatturazione, almeno all’inizio ha bisogno di un Commercialista, altrimenti rischia di incorrere in errore, anche perché dovrà predisporre e inviare gli elenchi intrastat per le operazioni con soggetti UE. Se ha bisogno di maggiore aiuto mi faccia sapere la ricontatteremo privatamente.

  88. Ok capisco il discorso.. Quindi, se l’azienda non emettesse nessun contratto di collaborazione il discorso cambia? Se emettesse un pagamento soltanto in caso di “vendita” il discorso é diverso?

  89. Se non vi fosse un contratto non ci sarebbe niente che vi lega all’azienda committente, ma allo stesso tempo se lei riceve pagamenti costanti da uno stesso committente si presume che lei stia lavorando in maniera abituale per quello stesso committente, insomma, il problema si può porre sotto diversi profili. Naturalmente se il Fisco non controlla la sua attività non potrà rendersi conto che lei avrebbe dovuto aprire fin da subito partita Iva, ma qualora vi fosse un controllo il rischio è che le contestino la mancata fatturazione di queste operazioni.

  90. Ok, con la sua ultima risposta mi è già più chiaro il discorso. Ovviamente i pagamenti che riceverò, sempre se li riceverò, non saranno molto frequenti.. Non è così scontato che riesca a produrre così facilmente le vendite.. Anche per questo motivo non mi convinceva l’apertura della partita iva..
    Quindi, in definitiva, senza nessun contratto potrei agire con il lavoro occasionale?

  91. ” Fiscomania febbraio 25, 2016 at 23:41

    Se non vi fosse un contratto non ci sarebbe niente che vi lega all’azienda committente, ma allo stesso tempo se lei riceve pagamenti costanti da uno stesso committente si presume che lei stia lavorando in maniera abituale per quello stesso committente, insomma, il problema si può porre sotto diversi profili. Naturalmente se il Fisco non controlla la sua attività non potrà rendersi conto che lei avrebbe dovuto aprire fin da subito partita Iva, ma qualora vi fosse un controllo il rischio è che le contestino la mancata fatturazione di queste operazioni. ”

    Ora mi è più chiaro.. la mia titubanza iniziale è legata al fatto che non è certa la prestazione del servizio, non è certo che riesco a fare una vendita e quindi venga emesso il pagamento nei miei confronti. Può essere che si verifichi soltanto una volta in un lasso di tempo di 6 mesi ad esempio.. Per questo eviterei l’apertura di partita iva, almeno inizialmente..

  92. Grazie dei preziosi consigli, ho già un’attività aperta in Italia da parecchi anni e quindi un commercialista che mi segue ma non mi aveva spiegato bene. Resta il fatto che se emetto anche una sola fattura (es, 20-50 dollari) in un trimestre devo comunque pagare il commercialista per gli elenchi intrastat e quindi non so se mi conviene. Inoltre devo pagare una percentualeall sito intermediario, pagare la transazione PayPal, pagare la conversione dollari in euro ed infine pagare le tasse in Italia. Cosa mi rimane?

    Grazie ancora, molto gentile!

  93. Sarebbe sicuramente più opportuno. La partita Iva non è una opzione ma è la regola quando si avvia un’attività in forma autonoma, le prestazioni occasionali sono l’eccezione.

  94. Capisco la situazione, come le dicevo, almeno inizialmente può fare con le prestazioni di lavoro autonomo occasionale senza partita Iva, ma in questo periodo si informi bene per l’apertura della partita Iva.

  95. Buongiorno sig. Federico,

    Le scrivo perchè ho appena ricevuto la certificazione unica 2016 da parte di una società italiana per cui ho effettuato una prestazione di natura occasionale nel 2015 come interprete in una fiera a Parigi. Sono iscritta all’aire in Francia e dichiaro i redditi qui in Francia. Mi domando come comportarmi con la dichiarazione italiana, visto che ho percepito una somma al di sotto delle 5000 euro.

    Laq ringrazio per l’attenzione,
    Saluti,
    Fabiana Spoletini

  96. Salve sig.ra Fabiana,
    essendo lei un cittadino residente fiscalmente all’estero è tenuta a dichiarare nello Stato estero tutti i redditi, ovunque essi siano stati percepiti. Quindi dovrà dichiarare in Francia, anche i redditi percepiti in Italia. Tali redditi devono essere tassati anche nello Stato di percezione. Per quanto riguarda l’Italia, ove nell’anno non abbia percepito altri redditi, e questi siano di importo inferiore a €. 4.800, non è tenuta a dichiararli in Italia (ma soltanto in Francia).

  97. Salve,
    Lavoro come frelance, col codice di operatore intracomunitario, per una azienda che prima era italiana, e adesso ha la sede legale a San Marino. Sono spagnolo e residente in spagna. Mi chiedono da fatturare col 20% di retenuta di acconto, e poi devo anche fare le tasse in Spagna, e quindo soffro una doppia imposiozione fiscale. Vorrei sapere se è giusto che mi fanno fatturare col 20% di ritenuta di acconto. Vi ringrazio tanto per la Vostra cortese attenzione.
    Saluti dalla Spagna!

  98. Gentilissimo autore del blog,
    Mi scussi, ma non capisco bene il linguaggio fiscale italiano. Capisco che come libero porfessionista residente alla Spagna, svolgendo un lavoro senza base fissa, non dovrebbe applicarsi la ritenuta del 30% in Italia. Il dubbio mi viene perchè la società e sita in San Marino, e la ritenuta d’acconto è del 30%. Ma sii applica la stessa legge in San Marino? Chiedo perchè la ritenuta d’acconto che mi fanno è dal 20%. Vi ringrazio tanto dell’attenzione, mi è di grande aiuto.
    Cordiali saluti

  99. In pratica la ritenuta è dovuta soltanto se la prestazione è svolta a San Marino. Altrimenti non devono applicarla. Verifichi sulla convenzione controllo le doppie imposizioni tra il suo Paese e San Marino.

  100. Buonasera,
    Sto per firmare un contratto della durata di 8 mesi come libero professionista (freelancer) per una società belga dalla quale fatturerò. Sono residente a Roma, ho l’abilitazione da ingegnere ma non iscritto all’albo e non ho ancora una partita IVA (né quindi sono iscritto a Inarcassa). Gli 8 mesi di contratto saranno cosi ripartiti: 2/3 mesi in Italia e i restanti in Germania.
    Per il mio caso, credo sia bene aprire una partita IVA qui in Italia ed iscrivermi ad Inarcassa. In questo modo posso lavorare in tutta Europa, fatturando normalmente (senza pagare iva e ritenuta d`acconto) e pagando “solo” le tasse in Italia. Ovviamente nei 2/3 mesi che sono in Italia non ci sono problemi, ma come devo comportarmi nel periodo di soggiorno in Germania? Siccome usufruirò dei servizi nel territorio tedesco, dovrei pagare parte delle tasse in Germania e parte in Italia (avendo residenza e partita IVA italiana). Come faccio a scindere le due tassazioni? Devo pagare tutte le tasse come se fossi in Italia e poi dire nella dichiarazione dei redditi che per un periodo sono stato in Germania in modo tale che il fisco italiano, tramite regolamenti della comunità europea, possa successivamente procedere al versamento delle tasse che spettano alla Germania? In caso affermativo, quale quadro del modello Unico bisogna compilare per comunicare ciò?
    Grazie in anticipo per l’attenzione.

  101. Salve, essendo lei un ingegnere, quindi soggetto tenuto all’iscrizione all’albo per esercitare la professione, qualora intenda operare come libero professionista è obbligato ad aprire partita Iva ed iscriversi all’Inarcassa. In questo momento il regime fiscale più conveniente è il regime forfettario. Se ha bisogno di maggiori informazioni la posso contattare in privato. Per quanto riguarda, il periodo di lavoro in cui lei sarà in Germania, potrà continuare a fatturare con la partita Iva italiana. La convenzione contro le doppie imposizioni (Italia Germania) prevede che se un professionista effettua prestazioni in Germania, senza una stabile organizzazione, il compenso è tassabile solo nello stato di residenza del professionista. Mentre se il professionista mette su un ufficio stabile in Germania, allora ecco che tali prestazioni devono essere tassate anche in Germania. Anche trasferendosi per qualche mese in Germania, non credo possa identificarsi li con una sede fissa, quindi tutti i suoi compensi saranno tassati esclusivamente in Italia. Per fare tutto questo dovrà rilasciare una dichiarazione al committente dove indicherà che lei non ha una base fissa in Germania, e che quindi non devono applicare la ritenuta del 30% a titolo di imposta (per maggiori info le lascio il link a questo articolo).

  102. Buongiorno.
    Nel mio caso la società committente (e da cui di percepisce il compenso) è Svizzera e l’attività oggetto della prestazione (prestazione musicale) avviene in Italia.

    Come bisogna comportarsi?

  103. Salve,

    Una domanda da neofita in materia fiscale,

    Sono un cuoco privato ed attualmente emetto ricevute a prestazione occasionale perché ancora entro la soglia di reddito di 5000 euro annui, mi è stato offerto un lavoro da un cliente estero (Spagna), precisamente da un’azienda che si occupa di affittare case vacanze.
    Non avendo partita iva e potendo solamente emettere ricevute mi è stato declinato il lavoro, la motivazione è stata che avevano bisogno di una fattura da dichiarare.

    Due domande:

    Cosa cambia ad un’azienda nel ricevere questo tipo di ricevute rispetto ad una fattura vera e propria?

    Come farei ad applicare una marca da bollo se mi trovassi all’estero? Dovrei applicare marche da bollo spagnole? Sempre se esistono.

    Cordiali Saluti

    Andrea

  104. Salve,
    1) la fattura è un documento fiscale, l’azienda può scaricarsi il costo e dedursi l’Iva. Con la sola ricevuta l’azienda non può scaricarsi l’Iva, in quanto trattasi di ricevuta, documento non fiscale.
    2) se lei si trova all’estero a fare la prestazione tutto è tranne che una prestazione occasionale, lei è tenuto ad aprire partita Iva per essere in regola.

  105. Buongiorno,
    nel caso di una prestazione occasionale commissionata da un committente estero ma svolta in Italia, come ci si comporta con l’emissione della ricevuta? non fa differenza se il lavoro viene svolto all’estero o in italia?
    grazie mille

  106. Salve, deve semplicemente rilasciare la ricevuta per lavoro autonomo occasionale senza applicare la ritenuta di acconto. Deve però fare attenzione che la prestazione sia effettivamente occasionale e non abituale o continuativa nel tempo. La prestazione deve essere svolta in Italia, se lei va a svolgere una prestazione all’estero si presuppone che lo faccia in modo professionale, quindi è tenuto ad aprire partita Iva.

  107. Salve e complimenti per la professionalità e la precisione che da nelle risposte.
    Le chiedo questo: quest’estate farò 4 giorni di esibizioni musicali in Francia e sarò pagato con bonifico bancario.
    Ora, io svolgo lavoro come insegnate di musica in associazioni e supplente sporadico alle scuole medie inferiori, quindi le esibizioni musicali non sono il mio lavoro principale ma solo occasionale.
    In Italia ho già effettuato prestazioni autonome con ritenuta d’acconto al 20%, senza superare la soglia dei 5000 euro lordi annui e i 30 giorni con lo stesso datore (di solito sono prestazioni per un massimo di uno o due giorni a datore). Ora, dall’organizzazione francese di questo festival popolare mi chiedono appunto di fare fattura, ma io non ho partita iva. Come posso regolarmi? Può bastare una ricevuta che poi presenterò durante la dichiarazione dei redditi l’anno prossimo? Se si, nella ricevuta devo mettere solo l’importo lordo o fare come in Italia con già i conteggi al 20%? Mi scuso per le imprecisioni sui termini.
    Grazie per l’eventuale risposta.
    Mauro

  108. Salve e grazie, mi sembra di capire che l’attività di esibizione musicale sia del tutto saltuaria, quindi anche in questo caso potrà utilizzare la ricevuta per prestazione di lavoro autonomo occasionale. Se il committente è un soggetto estero non dovrà applicare la ritenuta di acconto. Il committente le sta chiedendo la fattura in quanto presuppone che lei sia un musicista professionista, tenuto quindi ad emettere fattura ed agire con partita Iva. Faccia presente che lei non è un professionista e che non può emettere fattura.

  109. Sono freelance e lavoro online. Per la prima volta mi è capitato di fare una ricevuta per prestazione occasionale per un cliente francese, comunque dotato di partita iva che inizia con FR, ma che dice di non aver l’obbligo di fare la dichiarazione dei redditi in Italia.
    Ho fatto dunque la ricevuta di prestazione occasionale senza la ritenuta d’acconto di 20%, solo con il netto, ma mi chiedo.. io comunque pagherò delle tasse o i contributi su questa cifra quando il prossimo anno la dichiarerò. Sono ancora in tempo per modificare la ricevuta, che cifra dovrei aggiungere visto che non si aggiunge iva e non si aggiunge ritenuta per i clienti esteri?
    Grazie anticipatamente

  110. Salve, se lei lavora in modo abituale come freelance è tenuta ad operare come operatore professionale e quindi con partita Iva. Le ricevute per prestazione occasionale riguardano soltanto attività sporadiche e non esercitate abitualmente. Per la ricevuta emessa, è corretto non applicare la ritenuta se il committente è estero (l’Iva la applicano solo i soggetti che hanno partita Iva). L’importo del compenso percepito dovrà dichiararlo nella prossima dichiarazione dei redditi. Le consiglio vivamente di pensare all’apertura della partita Iva. Verifichi i vantaggi del regime forfettario (qui link al nostro articolo sull’argomento), un regime fiscale nato per agevolare i soggetti che aprono partita Iva per la prima volta. Se ha bisogno di maggiori informazioni la ricontatto via email.

  111. Salve, ho iniziato da pochissimo e non supero neanche 3.000€ all’anno, per questo per ora non apro partita iva. Quello che chiedevo era come comportarmi col la ricevuta di prestazione occasionale col cliente estero. Esempio: il mio netto è 50€. A un cliente italiano avrei aggiunto 20% di ritenuta d’acconto. Al cliente estero faccio ricevuta solo per i 50€ del netto o devo includere le tasse che pagherò io al momento della dichiarazione dei redditi? E a quanto ammontano queste tasse, o contributi, che non sono né iva ne ritenuta?

  112. Per il Fisco italiano non esiste un limite minimo di compensi al di sotto del quale si può non aprire partita Iva, quello che conta è l’abitualità della prestazione. Per la ricevuta se l’emissione è verso committente estero non applica la ritenuta, ma farà la ricevuta per l’importo che incassa. Questi compensi dovranno essere inseriti in dichiarazione dei redditi, e sconterà l’Irpef al 23%.

  113. Buongiorno, mia sorella ha appena ottenuto un contratto Part-time di 20 ore in uno studio in Italia dove risiede,
    però da tempo collabora con una società online con sede a Londra, dove riceve compensi, questi compensi sono stati regolarizzati con ritenute d’acconto come prestazioni occasionali, visto che prima era disoccupata.
    Adesso vorrebbe iniziare il lavoro Part-time con un contratto d’assunzione a tempo determinato ma proseguire con la collaborazione online, Fiscalmente come potrebbe risolvere la situazione.
    Grazie

  114. Salve, il contratto di lavoro part-time che ha in Italia, non pregiudica il rilascio di ricevute per prestazione occasionale nei confronti del committente estero. Tuttavia, se la prestazione di lavoro con il committente estero è continuativa nel tempo (come mi sembra di capire), e non occasionale, allora sua sorella è obbligata ad aprire partita Iva, e fatturare al committente inglese. L’alternativa è una assunzione da parte della società di Londra (ipotesi remota, me ne rendo conto).

  115. Salve, complimenti per la professionalità e la pazienza di rispomdere ad ogni quesito.
    Possiedo un reddito in quanto commerciante, per il quale presento regolarmente dichiarazione dei redditi. Il mese scorso ho svolto una breve prestazione di lavoro occasionale all’estero, per la quale emetterò ricevuta senza ritenuta d’acconto, come ho dedotto dalle sue preziose indicazioni.Il mio dubbio riguarda altre piccole entrate che ho tramite la vendita di oggetti per la casa che realizzo e vendo online su una sorta di negozio virtuale. Queste vendite, che non sono più di 2500 euro l’anno, vanno inquadrate in una sorta di prestazione occasionale? Dovrei emettere ricevuta quando vendo qualcosa? Grazie mille

  116. Salve e grazie per i complimenti, le entrate che derivano dalla realizzazione di oggetti che realizza e vende tramite portali online, possono essere regolate sempre tramite ricevuta per “vendita occasionale”. Naturalmente questo va bene fino a quando l’attività non diventa abituale e continuativa, in questo caso è obbligatorio l’esercizio dell’attività tramite partita Iva e rilascio di fattura. Essendo lei già un commerciante le basterà eventualmente aggiungere un codice attività e fatturare queste operazioni, che rientreranno nel reddito della sua attività.

  117. Buongiorno,
    sono un medico italiano residente in Svizzera. Vorrei lavorare come libero professionista in Italia.
    Ho letto l’articolo 14 della Convenzione fra Italia e Svizzera contro le doppie imposizioni e mi sembra che io debba pagare le tasse in Svizzera per il lavoro svolto in Italia come libero professionista. Mi conferma questo fatto ?
    E come mi devo comportare, come devo fare le fatture ?
    Grazie

  118. Salve, immagino che lei voglia aprire una posizione come libero professionista in Svizzera. Questo, essendo lei residente fiscalmente in Svizzera, le consentirà di avere una tassazione più favorevole. Se la prestazione che andrà a svolgere è effettuata in Svizzera per clienti italiani, subirà soltanto la tassazione svizzera. Nel caso in cui, invece, lei effettuerà prestazioni professionali Italia, dovrà essere verificato se lei in Italia dispone di una sede fissa. Se avrà una sede fissa in Italia, allora sarà tenuto ad aprire una posizione Iva in Italia, e fatturare con quella le prestazioni italiane. In questo caso sarà tassato in Italia per le prestazioni fatturate con partita Iva italiana, mentre in Svizzera tasserà tutti i compensi percepiti (anche quelli provenienti dall’Italia). Potrà evitare la doppia tassazione del reddito già pagato sui redditi italiani.

  119. Grazie mille per la risposta molto esaustiva.
    In Italia non dispongo di una mia sede fissa per effettuare le prestazioni, farò la libera professione nelle varie cliniche. Ma dispongo di un appartamento che uso per dormire raramente, quando finisco di lavorare tardi. E’ un’abitazione secondaria, ma non uno studio medico.
    Questa seconda mia abitazione può essere considerata “una sede fissa” ?
    E come mi devo comportare quando dovrò fatturare ?
    Gli uffici delle cliniche mi chiedono la partita IVA, non conoscono probabilmente questa convenzione, dicono che a loro serve che io abbia una partita IVA. E’ vero ?

    Grazie mille

  120. Lei deve operare con una partita Iva, questo è fuori di dubbio. Le conviene aprire partita Iva in Svizzera, come le dicevo, avrà una ritenuta fiscale sui compensi italiani, ma si eviterà la doppia tassazione dei redditi. Per quanto riguarda l’abitazione se non vi svolge attività professionale, non è una sede fissa.

  121. Buongiorno, io ho lavorato come libero professionista in Svizzera e il mio commercialista svizzero mi ha detto che qui non si apre partita IVA per i medici. Quindi come mi devo comportare ?
    Grazie

  122. Se li non si apre partita Iva, per lavorare con l’Italia, deve aprire una partita Iva italiana, e pagare le tasse in Italia per i redditi ivi generati

  123. Buongiorno,
    ma allora è il contrario di quello che dice l’art. 14 della convenzione Italo-svizzera contro le doppie imposizioni.
    Lì è indicato che un residente in Svizzera che fa la libera professione come medico in Italia, deve pagare le tasse nel paese di residenza.
    Quindi come mi devo comportare ?
    Grazie

  124. Quello che dice la convenzione è applicabile, ma per poter svolgere la sua attività in Italia ha bisogno di una partita Iva, e se in Svizzera non può averla deve chiedere una partita Iva italiana. Non ci sono altre soluzioni. La libera professione come medico in Italia o avviene in intramoenia, e quindi riceverà un Cud con i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, oppure con partita Iva.

  125. Salve Federico,
    vorrei,se possibile chiederle una delucidazione.
    un amico artigiano residente in italia ha percepito dei redditi in Svizzera per alcuni mesi. Nella dichiarazione dei redditi devono essere indicati nel quadro RL? E le ritenute d’acconto?

    La ringrazio dell’attenzione.
    Rossella

  126. Salve Rossella, se i redditi percepiti derivano da prestazioni di lavoro autonomo occasionale allora devono essere dichiarate nel quadro RL di Unico. Nel caso non ci sono ritenute di acconto, in quanto il committente estero non è tenuto ad applicarle. Qualora, invece, tali redditi derivano dall’attività di artigiano del soggetto, tali proventi devono essere fatturati e rientrano nel reddito imponibile dell’attività artigianale.

  127. Le chiedo scusa il reddito percepito dal mio amico e’ reddito da lavoro dipendente. Quindi cambia tutto… Stoi compilera’il quadro rc al netto dei contributi e non ha diritto al credito di imposta perche’ha lavorato per meno di 183giorni ? La ringrazio Rossella

  128. Per quanto riguarda i redditi da lavoro dipendente se il lavoratore ha lavorato all’estero per meno di 183 giorni il reddito è soggetto a tassazione solo nello stato di residenza fiscale del soggetto. Questo significa che il datore di lavoro estero non “dovrebbe” aver tassato il reddito percepito. Tale reddito andrà tassato solo in Italia, al netto dei contributi, e non vi sarà bisogno di credito di imposta.

  129. Salve,
    sono un disoccupato e non possessore di P.Iva.
    L’anno scorso, nel 2015 ho effettuato all’estero per conto di società estera una prestazione occasionale che però si è protratta oltre i 30 gg e i 5000 euro lordi di compenso.
    In questi giorni vado dal commercialista che mi spiega che per dichiarare questi redditi devo iscrivermi alla gestione separata INPS, ma avrei dovuto farlo molto tempo prima!
    In breve, vorrei chiedere, pagando ora il saldo (2015) e gli acconti di giugno (2016) irpef e inps, sono passibile di sanzioni?
    Inoltre, ho richiesto il PIN per l’iscrizione, ma se mi iscrivo come dipendente autonomo le aliquote che in teoria il committente avrebbe dovuto versare allo stato in pratica ce le ho io in ricevuta e non me le fa versare da me, cosa che potrei fare iscrivendomi come professionista, ma a quel punto mi chiede la partita iva.
    Cosa devo fare?
    Ho cercato di riassumere il tutto, spero di essere stato chiaro.
    Grazie per l’eventuale risposta!

  130. Salve, ormai le resta ben poco da fare se non iscriversi alla gestione separata Inps (come dipendente) e pagare lei tutti i contributi dovuti. So bene che parte di quei contributi erano a carico del suo committente, ma la negligenza è stata sua, non del committente. Anche perché in caso di controlli tali contributi verranno richiesti totalmente a lei, oltre a sanzioni del 30% per mancato versamento e interessi di mora, se non versa tutto il contributo dovuto nei termini di versamento della dichiarazione dei redditi.

  131. Mio figlio, attuamente disoccupato e quindi senza sostitutomd’imposta, è residente con me in Italia e ha percepito nel 2015 redditi di lavoro dipendente (mod CU) per Euro 357 (ritenute Euro 63) e redditi di lavoro occasionale in Slovenia per Euro 357 (2 ricevute senza ritenuta d’acconto). Le sarei grato se volesse farmi sapere se mio figlio resta fiscalmente a mio carico e se è tenuto o meno a presentare il modello Unicoweb (quadri RC e Rl 15) visto andrebbe in credito d’imposta per le ritenute sul lavoro dipendente stante la “franchigia” di Euro 4800 sui redditi di lavoro occasionale. Un Caf mi ha detto che dovrebbe persentare anche il quadro CE dell’Unico per dimostrare che si tratta di redditi occasionali percepiti all’estero ma, francamente non capisco perchè. Grazie e mi scuso per il disturbo ma vorrei fare le cose per bene…

  132. Salve, suo figlio resta a suo carico in quanto non ha superato la soglia di €. 2.840,52. Può valutare se presentare il modello Unico per recuperare le ritenute subite, ma è una facoltà e non un obbligo. Non ci sono imposte estere pagate quindi il quadro CE non deve essere compilato. Si affidi a professionisti esperti e preparati.

  133. Buongiorno,
    Sono fiscalmente residente in Italia e mi trovo fisicamente in Francia, dove svolgo attività professionale, come traduttore, per una società francese che non alcuna presenza in Italia. La missione che mi si propone attualmente durerà molti mesi ed è articolata su diverse fasi, entro la Francia e l’estero.
    La mia domanda è: posso considerare l’attività come occasionale, visto che il reddito a percepire ammonta 2 500€ netti/mese per un periodo di circa 10 a 12 mesi all’anno? Oppure devo aprire una partita Iva? E se fosse così, potrei aprirla da qui, dove mi trovo (Parigi) o devo farlo in Italia?
    Grazie in anticipo

  134. Salve, un’attività che si svolge per almeno 10 mesi all’anno non può essere occasionale. Lei deve aprire partita Iva, se lavorerà in Francia e all’estero, la cosa migliore sarebbe chiedere l’iscrizione all’AIRE e poi aprire partita Iva in Francia.

  135. Salve Federico,
    prima di tutto complimenti per la professionalità esemplare e la pazienza di rispondere ad ogni quesito, leggere questa pagina e’ un piacere.
    Ecco le mie domande.
    Contesto:
    sono cittadino e residente italiano, disoccupato da giugno 2016, ricevo da agosto 2016 contributo NASpI.
    Lavoro occasionale all’estero:
    mi viene proposta una possibile collaborazione di circa sei mesi (non rinnovabile) in Austria, da un committente Inglese, a partire da Gennaio 2017; ho intenzione di rimanere residente in Italia, dove continueranno a vivere mia figlia e la mia compagna; la paga per me e’ elevata, anche se molti dei soldi se ne andranno in viaggio e albergo/affitto, comunque sforero’ di gran lunga i 5000 euro.
    quesiti partita iva:
    sapendo che il lavoro e’ occasionale, sono obbligato ad aprire partita iva o ci sono alternative migliori?
    se devo aprire p.iva, cosa faccio poi, la chiudo immediatamente dopo che il lavoro e’ terminato?
    un amico mi dice che poi mi fanno pagare un anticipo di tasse per l’anno successivo, anche se non lavoro: il mio amico non e’ ben informato vero?
    quesito NASpI:
    lei sa se il contributo viene interrotto o perso?

    Grazie infinite per la pazienza e l’aiuto
    Claudio

  136. Prima di tutto grazie per i complimenti. Per quanto riguarda la sua attività è logico che se la durata è di sei mesi non può trattarsi di attività occasionale, ma continuativa. Per questo motivo il lavoro autonomo occasionale non può trovare applicazione, lei è tenuto ad aprire partita Iva. Se poi dopo i sei mesi l’attività non prosegue può sempre chiudere partita Iva. Gli amici e i parenti sono sempre grandi esperti fiscali, ma poi finiscono sempre per sbagliare. Gli acconti per l’anno successivo si pagano solo se si prevede che l’attività proseguirà, altrimenti non si versano (utilizzando il metodo previsionale). Per la Naspi, se supera i €. 5.000 il contributo viene sospeso. Se ha bisogno di maggiori informazioni la contatto in privato.

  137. Estendo i complimenti anche alla rapidita’ con la quale risponde!

    Dubbi tolti, non si scappa (quasi?) mai alla partita iva!
    Per lo meno non si paga per l’anno successivo senza motivo.

    Grazie ancora
    Claudio

  138. Salve e complimenti per l’ottimo servizio fornito.
    Sono un Ingegnere regolarmente iscritto ad Inarcassa con residenza Italiana e attualmente sto considerando qualche contratto da freelancer in Germania. Non essendo certo di trasferirmi in Germani a vita vorrei poter continuare a lavorare con la mia partita iva italiana e so che questo é possibile se é un’attivitá temporanea. La mia domanda é: posso tuttavia spostare la mia residenza in Germani e avere il domicilio della mia attivitá in Italia in modo da continuare ad usare la mia partita IVA italiana?

    Grazie in anticipo

  139. Salve e grazie per i complimenti. Lei può benissimo trasferire la residenza in Germania e avere il domicilio in Italia, tuttavia, ai fini fiscali lei continuerà comunque a dover dichiarare i suoi redditi in Italia, perché ha una partita Iva italiana, e contemporaneamente dovrà dichiarare i redditi anche in Germania, creando un meccanismo di doppia imposizione. Per evitare tutto questo sarebbe opportuno lasciare la partita Iva italiana, domicilio e residenza in Italia, se possibile e lavorare con l’estero come professionista che semplicemente si sposta per lavoro all’estero. Se poi il lavoro prevede lunghi periodi di residenza all’estero, è da valutare la convenienza a trasferire la residenza, e chiudere la partita Iva italiana.

  140. salve
    vorrei un informazione, sono un creativoe partecipo a mercati locali con autocertificazione di opere del proprio ingegno.
    Per poter partecipare a manifestazioni che si tengono in francia e germania ci sono problemi?
    Grazie per un riscontro
    saluti

  141. Da un punto di vista fiscale italiano, può benissimo partecipare emettendo una ricevuta al momento della vendita, ma deve verificare se ci sono disposizioni particolari nei Paesi ove andrà ad esporre.

  142. Buonasera, ho letto alcuni dei Vs commenti, sono stati utili per il mio caso ma vorrei porre ugualmente la mia domanda.
    Sono residente in italia con lavoro dipendente, ma da qualche mese ho iniziato una collaborazione per prestazione di servizi con una società inglese che mi richiede emissione di fattura/invoice per il pagamento del corrispettivo concordato, non abbiamo alcun contratto ufficiale ma il lavoro e quindi la fatturazione è mensile per un totale annuale tra 3000/3500 eur …. visto che non è saltuario ma continuativo sono costretto ad aprire un p.iva? o ci sono altre alternative?
    Grazie

  143. Buonasera, articolo molto interessante. Ho un quesito: essendo un cantante, vendo le mie canzoni tramite un distributore inglese, sulle maggiori piattaforme (itunes, amazon, spotify etc..). Ho compilato il loro tax form, e quindi ricevo gli accrediti su paypal. In questo caso (gli accrediti che di solito richiedo sono mensili), è considerabile prestazione occasionale? Posso semplicemente scaricare la lista di accrediti annuale ed inserirla nel modello unico? (sono al di sotto della soglia di 5000€) Grazie!

  144. Grazie per la risposta, quindi in caso di apertura P.Iva con quali campi di applicazione, prestazione di servizi?
    le fatture non essendo diretta al commercio di beni materiali sono da emettere escluso iva?
    sarò tenuto a pagare unicamente il contributo annuale per la camera di commercio?
    diciamo che sono una sorta di freelancer

  145. Buongiorno,
    Ho bisogno di un’informazione. Devo svolgere un lavoro di tipo occasionale per un privato estero. Mi è stato però chiesto di intestare la ricevuta di pagamento all’azienda (estera) di cui la famiglia è proprietaria. Quali sono le procedure da seguire in questo caso?

  146. In questo caso la prestazione è svolta nei confronti della società. Dovrà compilare la ricevuta con i dati della società che la pagherà e rilasciare la ricevuta solo al momento del pagamento.

  147. Buongiorno, innanzitutto grazie per il suo servizio di grande valore,
    volevo chiederle un chiarimento: sono titolare di Partita Iva come libero professionista, mi occupo di design e fornisco consulenze su richiesta. Da qualche mese ho cominciato a produrre bigiotteria nel tempo libero, per il momento non ne ho ancora venduta, ma intenderei partecipare a delle competizioni sportive come venditore non abituale di opere del mio ingegno. Ho notato che in alcuni siti viene detto che i titolari di partita iva non possono essere in alcun modo venditori occasionali, ma da un punto di vista matematico non avrebbe nessuna convenienza per me modificare la mia Partita Iva per vendere professionalmente questi oggetti, dal momento che ho pochissimo tempo per farli e ne produco una quantità molto modesta. La mia posizione fiscale è dunque compatibile con la vendita di queste opere? E se sì, quali permessi devo avere, che tipo di ricevute emettere, e come dichiararle in seguito? grazie infinite e buon lavoro.

  148. Quando legge che i soggetti titolari di partita Iva non possono vendere oggetti come hobbisti, si fa riferimento ai soggetti che operano come imprese. Altrimenti, non ci sarebbero più negozi ed imprenditori, ma per evitare Iva e imposte, tutti i venditori diventerebbero hobbisti ;). Nel suo caso lei ha piena facoltà di partecipare a fiere e mercatini come hobbista perché la sua partita Iva riguarda un’attività professionale (e non commerciale). Lei può vendere le sue opere, rilasciando una ricevuta all’acquirente, e dovrà dichiarare la vendita nel quadro RL del modello Unico. Tenga presente però che se le vendite diventano “abituali”, dovrà aprire una apposita posizione come Commerciante. Grazie a lei e continui a seguirci. Se ha bisogno di maggiori info, mi contatti in privato.

  149. Salve,
    Ho letto con attenzione (o almeno, ci ho provato) vari articoli sul tema e le vostre risposte ai commenti di chi mi ha preceduto. Traduco anche io per agenzie estere e sono, attualmente, ben al di sotto della soglia minima dei 4800 annui.
    La ricevuta di prestazione occasionale verso l’agenzia estera può essere inviata via email? Necessita di controfirma?
    In fase di dichiarazione, poi, dovrei portare copia delle ricevute (email o cartacee) da me inviate?
    Le agenzie italiane pagano sempre al netto del 20% di ritenuta d’acconto. In fase di dichiarazione, essendo al di sotto della soglia minima, mi verrebbe restituito quel 20%?
    Grazie mille e tanti complimenti!

  150. La ringrazio davvero per i complimenti. La ricevuta per prestazione occasionale non deve essere firmata e non necessita nemmeno di controfirma. Può essere inviata via mail, a meno che il committente non la richieda in originale (per posta). La ricevuta, in caso di committente estero, non deve riportare la ritenuta d’acconto del 20%. In sede di dichiarazione dei redditi deve conservare le ricevute emesse nell’anno.

  151. Ciao Federico,

    le sede di Monaco di Baviera di una grande azienda di consulenza vuole farmi un contratto da freelancer. Mi hanno detto che basterà mandare loro le fatture e che mi pagheranno direttamente. Non abbiamo ancora concordato il massimo annuale da raggiungere per le mie prestazioni ma non vorrei aprire la partita iva quindi avevo pensato di lavorare per l’azienda fino al raggiungimento massimo di 5000 euro lordi in un anno (verrei pagata a ora). In questo caso, non sono ben riuscita a capire se devo o no fare una ritenuta d’acconto o cosa.
    Premetto che mi hanno detto che loro non hanno rapporti diretti con nessuna filiale italiana della stessa azienda.
    Cosa ne pensi?

  152. Penso che essendo un rapporto continuativo devi aprire partita Iva. La prestazione occasionale per i rapporti continuativi non può essere utilizzata. Se usi la prestazione occasionale e poi apri partita Iva per la stessa attività l’Agenzia ti contesterà la mancata apertura precedente della partita Iva. Verifica se puoi aderire al regime forfettario, è molto più conveniente rispetto alla prestazione occasionale, anche se ci saranno i contributi previdenziali da pagare. Se hai bisogno di maggiori info ti contatto in privato.

  153. La partita Iva deve essere aperta quando c’è un rapporto continuativo, la soglia di €. 5.000 è solo una soglia previdenziale non ha niente a che vedere con la normativa fiscale.

  154. Buonasera.

    Prima di tutto, complimenti per il sito e per le risposte molto esaustive ai vari commenti, mi sono state molto utili. Vorrei un maggiore chiarimento sulla questione del lavoro occasionale e della continuità dell’attività: sto valutando l’idea di iniziare a lavorare da freelance (come primo impiego) e prevedo che, almeno inizialmente, sarei ben al di sotto dei 5000 euro. Ponendo di lavorare per clienti diversi (per un periodo inferiore ai 30gg ciascuno), potrei operare con ritenuta d’acconto (per l’italia) e ricevuta semplice (all’estero, indicando i compensi in “altri redditi”), o dovrei comunque aprire la p.iva perchè il genere di attività svolta sarebbe lo stesso? Insomma, la continuità è riferita al rapporto con un singolo cliente o in generale al tipo di attività svolta? Nel secondo caso, esiste qualche documento da consultare per capire quando smette di essere prestazione occasionale? poichè sto cercando lavoro anche da dipendente, mi sembrerebbe un po’ controproducente affrettarsi ad aprire una p.iva senza sapere nemmeno se e quanti lavori riuscirò a procurarmi …

  155. Quando si esercita un’attività professionale in modo continuativo, è necessario aprire partita Iva. La continuità e abitualità risiede nella possibilità di ricevere richieste da possibili clienti. Insomma, se lei sta avviando un’attività deve aprire partita Iva. La prestazione occasionale riguarda attività non continuative non abituali, esercitate sporadicamente. Utilizzare prestazioni occasionali per attività che proseguono nel corso dell’anno, con vari clienti, non è corretto fiscalmente. Le consiglio di valutare l’opportunità di aprire partita Iva in regime forfettario.

  156. Buongiorno. Avrei bisogno di un chiarimento. Se produco all’estero un reddito inferiore a 4800 euro come lavoratore autonomo occasionale, precisamente vendendo bigiotteria artigianale prodotta da me, devo dichiararlo o no? Valgono per i redditi prodotti all’estero quindi gli stessi parametri di quelli prodotti in Italia?
    Preciso, sono una creativa e lavoro con autocertificazione di opere del proprio ingegno sia in Italia che all’estero e non percependo più di 4800 euro non faccio la dichiarazione dei redditi.
    Mi serviva questa informazione per sapere come comportarmi nella compilazione della DSU per l’ISEE riguardo i redditi ai fini IRPEF.
    Grazie ancora Elena

  157. I soggetti fiscalmente residenti in Italia sono tenuti a dichiarare in Italia i redditi ovunque prodotti, quindi si, valgono le stesse regole per i redditi prodotti in Italia. In assenza di altri redditi se supera i €. 4.800 annui (prodotti in Italia e/o all’estero) è obbligata a presentare la dichiarazione.

  158. Buonasera, innanzitutto complimenti per la professionalità.
    La mia domanda è la seguente: ho appena svolto e svolgerò attività in qualità di relatore a delle conferenze all’estero e verrò pagato da una società svizzera. Le attività verranno svolte occasionalmente (circa 5o6 eventi in un anno) e andrò a superare i 5000€. Posso continuare con il regime della prestazione occasionale o mi consiglia l’apertura di una P.IVA? (Non c’è l’abitualità mi pare ma viene superata la soglia)

    In aggiunta, mi può spiegare cosa si intende con professionalità? Se c’è professionalità nella prestazione è obbligatoria l’apertura di P.IVA?

    Note informative: 1) sono dipendente con una RAL che supera i 30.000€ (niente regime forfettario giusto? Potrei avere solo regime ordinario? 2) Sono già iscritto alla gestione separata INPS.

  159. Lavorare con relatore non è un’attività che può definirsi occasionale, se si lavora per vari eventi all’anno. Per questo è necessaria l’apertura di una partita Iva. Il volume dei compensi non è rilevante ai fini fiscali per l’apertura della partita Iva, quello che conta è un’esercizio abituale dell’attività, attività che è sicuramente professionale visto che lei agisce come relatore per corsi di aggiornamento o conferenze. Nel suo caso dovrà aprire in regime ordinario ed iscriversi alla gestione separata Inps.

  160. Grazie. Quindi, per fare chiarezza, quello che conta è l’esercizio abituale dell’attività. Tuttavia, inquadrare l’abitualità è abbastanza difficile. Esempio: sei conferenze di due ore (speech ad eventi), all’anno, per un totale di 12 ore annue, fanno si che l’attività diventi abituale?? Ero convinto di poter continuare emettendo ricevuta come prestazione occasionale.
    Grazie per la conferma.

  161. Se lei facesse una conferenza all’anno, allora l’attività è occasionale, ma il fatto che durante l’anno le conferenze siano più di una conferisce l’abitualità all’attività.

  162. Buongiorno, volevo chiedere la seguente informazione.
    Risiedo in Italia e ho un reddito da lavoro dipendente. Collaboro in telelavoro con un’azienda con sede estera che non versa contributi quindi per me in Italia ma dalla quale ricevo un bonifico mensile di circa 600 euro al mese. Sa dirmi a che percentuale ammonterà la tassazione quando dichiarerò questa collaborazione in dichiarazione dei redditi?

    Essendo inoltre una collaborazione continuativa e non saltuaria, dovrei aprire partita iva?
    Se è disponibile per una consulenza approfondita la contatterei volentieri anche privatamente.

    Grazie

  163. Salve. Vorrei trasferirmi in UK, dove lavorare sia da dipendente (per lo più contractor, immagino) che come freelance, facendo il trasferimento di residenza ed iscrivendomi all’AIRE. Ho letto che l’AIRE ci mette 6 mesi circa per accertare l’effettivo trasferimento e in quei 6 mesi immagino risulterebbe ancora la residenza italiana, questo vuol dire che dovrei pagare le tasse in entrambi i paesi? Soprattutto, in UK non è necessaria la p.iva per lavorare freelance (al di sotto di determinate soglie che non mi riguarderebbero), ma in Italia potrebbe esserlo (tra l’altro pure con codici ateco differenti, considerando che potrei svolgere diversi tipi di attività), come andrebbero dichiarati tali redditi in quei 6 mesi, ammesso di essere tenuta a dichiararli (parlo di redditi prodotti all’estero per clienti esteri)?

  164. Ottimo articolo.
    Ho un piccolo dubbio: nel caso in cui si tratti di un’agenzia che voglia ingaggiare una hostess per un lavoro di un solo giorno e voglia pagarla con ritenuta d’acconto, quindi contatto collaborazione occasionale, e l’hostess sia straniera (paese europeo) – come ci si comporta?
    si può fare questo contratto o i voucher, o altro ancora?
    Grazie

  165. E’ sufficiente che lei rilasci una ricevuta per prestazione occasionale, senza applicare la ritenuta di acconto. Se le prestazioni professionali della hostess dovessero essere prolungate nel tempo, anche con più committenti, la stessa dovrebbe aprire partita Iva.

  166. Salve,
    Sono colorista di fumetti (quindi lavoro con cessione o anticipo di diritto d’autore). Sono stata contattata da una società americana per un cartone animato. Si tratterebbe di un lavoro creativo della durata di qualche mese, dopo di che la natura dei miei compensi tornerebbe ad essere solo di fumetti. Come dovrei dichiarare questo lavoro per gli usa? Avrei l’obbligo di aprire una partita Iva che non userei mai più (i compensi sarebbero superiori ai 5000€ e il lavoro richiederebbe vari mesi con fatture quindicinali), oppure può essere considerata cessione di diritti d’autore?
    Grazie!

  167. Lei non sta cedendo a terzi i diritti di sfruttamento di una sua opera, quindi, non può utilizzare la disciplina legata allo sfruttamento del diritto di autore. Lei effettuerà una prestazione di lavoro autonomo legata alla realizzazione del progetto per conto del suo committente. Dovrà aprire partita Iva e fatturare le prestazioni. Se poi non dovesse più avere bisogno della partita Iva la stessa può essere chiusa. Se ha bisogno di maggiori info, la contatto in privato.

  168. Salve,
    sono un professore universitario che nel mio anno sabbatico passero’ 4 mesi in francia pagato dall’universita’ ospitante francese (statale) con un contratto di dipendente a tempo determinato. Dal salario lordo (brut) “tolgono” subito circa il 20% (contributi vari mi sembra di aver capito) e poi un altro 20% circa a posteriori di tasse francesi (nel caso vadano pagate). Dove devo dichiarare/pagare le tasse, in italia o in francia (o posso scegliere)? E quante? Come si evita la doppia imposizione? Che procedura va seguita nel caso?

    grazie, saluti

  169. Certamente dovrà dichiarare il reddito anche in Italia. La doppia imposizione viene evitata con un credito di imposta calcolato in base alle imposte estere di competenza. Se vuole maggiori info mi contatti in privato.

  170. Buongiorno, ho svolto per una coppia di sposi danesi l’organizzazione del loro matrimonio in Italia. Dovrei emettere ricevuta di prestazione occasionale, in questo caso trattandosi di privati quali dati del cliente devo richiedere ? Gli stessi che per i privati italiani (dati anagrafici e codice fiscale)?Grazie

  171. Certamente i dati da chiedere non cambiano. Tenga presente che se effettuerà nell’anno un’altra prestazione come questa si renderà necessaria l’apertura di una partita Iva.

  172. Salve,
    sono un architetto residente in Italia (abilitato ma non iscritto all’Albo e senza partita IVA, ho lavorato fondamentalmente in altri paesi con inscrizione AIRE…), mi trovo in questo momento in Grecia dove si stà concretizzando la possibilità di realizzare uno studio di progettazione urbanistica (di base) per l’ufficio tecnico di un comune; una serie di proposte ed idee per migliorare l’urbanistica di una città. Non ho avuto nessun rapporto di lavoro con questa amministrazione e penso che il compenso sarà inferiore ai 5000 euro, dovrei allora emettere una ricevuta di prestazione occasionale? Senza ritenuta d’acconto? E la marca da bollo? La ricevuta è solo per il cliente ma dovrò trattenerne una copia per la dichiarazione dei redditi in Italia? Esistono modelli da seguire per questa ricevuta? Le spese sostenute eventualmente evidenziate nella ricevuta dovranno essere giustificate in Italia con scontrini etc o solo al cliente?
    Contemporaneamente sono in attesa di assunzione a tempo indeterminato dalla Scuola in Italia, quando questo avverrà (uno, due anni) molto probabilmente avrò anche dei rapporti di lavoro come quello descritto prima (piccole consulenze di architettura) o come illustratore per case editrici italiane-estere (uno o due progetti per anno) in questo caso come dovrei comportarmi?

    Grazie per la disponibilità

  173. Prima di tutto non credo che il Comune greco le permetta di lavorare per loro senza aprire una posizione da professionista in loco. Quando tornerà in Italia e sarà nuovamente ivi fiscalmente residente aprirà in Italia una posizione come professionista per tutte le attività ulteriori rispetto all’assunzione nella scuola.

  174. Grazie per la rapida risposta,
    l’ufficio tecnico del comune greco in un modo o nell’altro, sicuramente mi commissionerà il progetto come collaborazione esterna. Dovro’ rilasciare una semplice ricevuta, senza applicazione della ritenuta (committente è soggetto estero)? Esistono modelli da seguire per questa ricevuta?
    Grazie, saluti

  175. Buongiorno, avrei bisogno di delucidazioni per la compilazione corretta della ricevuta per una prestazione occasionale svolta una sola volta per un cliente svizzero. Il totale della prestazione sarà di 1800 euro. Dal Suo esauriente articolo ho appreso molto ma avrei ancora due domande. 1) Devo apporre sulla ricevuta la marca da bollo di 2 euro? Quel’è la dicitura di legge corretta da mettere a piè di pagina, è necessaria?

    Grazie molte. Cordiali saluti

  176. Buongiorno, sono un tecnico in acustica ambientale iscritto ad un elenco regionale ARPA. Per l’esercizio di tale attività non viene richiesta l’iscrizione né ad un ordine (ingegneri, architetti, ecc.), né ad un albo (periti, geometri). Per questa figura di lavoro intellettuale è consentita la prestazione occasionale?
    Ringraziando anticipatamente, porgo cordiali saluti.

  177. Buongiorno,

    Questa estate dovrò lavorare come consulente nei confronti di una compagnia americana. Sebbene la durata del contratto sia da metà luglio fino a fine agosto (teoricamente 33 giorni lavorativi in totale), il lavoro è part-time, ovvero circa 15 per settimana (dunque due giornate lavorative complete a settimana). Inoltre, il compenso rientrerà nei 5000 euro previsti dalla normativa. Mi chiedevo se rientrassi nei canoni del lavoro occasionale all’estero. Visto che non ho ancora firmato il contratto, sono ancora in tempo per inserire alcuni accorgimenti (come la durata della consulenza, che può essere abbreviata di qualche giorno) che potrebbero rendere più chiara la disciplina applicabile.

    Cordiali saluti,

  178. Se l’attività è autonoma e non riceverà nell’altro altre attività lavorative di questo tipo può utilizzare la prestazione occasionale altrimenti dovrà aprire da subito partita Iva.

  179. Grazie mille della cordiale e rapidissima risposta. È esatto, non eseguirò altre attività lavorative di questo tipo.

    Un’ultima domanda. Da quanto ho capito riceverò una retribuzione lorda e spetterà a me: 1) emettere la ricevuta come da voi spiegato 2) dichiarare i compensi ricevuti ai fini della tassazione al momento della dichiarazione delle imposte. Ho compreso correttamente?

    Vorrei aggiungere che non possiedo altro reddito tassabile, poiché lavoro abitualmente per un’organizzazione internazionale ed il mio reddito è esente da tali oneri. Cambia qualcosa riguardo i miei obblighi?

  180. Grazie nuovamente della puntuale risposta.

    Un ultimo dettaglio: ai fini del superamento della fatidica soglia dei 5000 euro si tengono in considerazione tanto l’introito lordo derivante dalla collaborazione quanto le spese effettuate inerenti l’attività, giusto? Nel mio caso, il compenso sarebbe lievemente superiore alla soglia, ma deducendo le spese del viaggio che dovrò effettuare negli Stati Uniti ritornerò al di sotto. Se ho compreso correttamente, non sarei dunque tenuto ad ottemperare gli obblighi contributivi fintanto che la differenza fra i due termini non superi i cinquemila euro. È corretto?

    Mi rendo conto che possano sembrare piccolezze, ma sa meglio di me quanto sia importante curare finanche questi minimi dettagli!

    Colgo l’occasione per complimentarmi per la sua esperienza e professionalità.

  181. Buonasera,
    io ho questo caso. Contratto co.co.pro. Sammarinese a cittadina residente in Italia.
    Certificazione compenso lordo sul quale è stata trattenuta una ritenuta alla fonte a RSM pari al 20% del lordo.
    Ho provveduto a indicare nel quadro RL del modello unico il lordo, ma la ritenuta sammarinese?

  182. Non è questo il modo il modo corretto di operare se è un contratto di co.co.pro. C’è una disciplina apposita per ottenere il credito per imposte pagate all’estero. Per maggiori info c’è il nostro servizio di consulenza fiscale online dedicato ai redditi esteri.

  183. Buongiorno

    Io spendo maggior parte del mio tempo all’estero pur avendo residenza civile e fiscale in Italia.

    Ho aderito a regime forfettario e quando sosto in Italia svolgo prestazioni occasionali senza ritenuta acconto e senza IVA.

    All’estero ho quote di due srl per un importo inferiore ai 10 mila Euro.

    Devo dichiararle in sede di compulazione redditi in Italia?

    Grazie

  184. Prima di tutto se ha una partita Iva aperta perché fa prestazioni occasionali? Per la sua domanda ovviamente è tenuto a dichiarare le quote delle società estere detenute.

  185. Buonasera Dottore,
    volevo esporle alcuni quesiti in merito alla mia situazione professionale, in modo da avere dei chiarimenti.
    Percepisco un reddito da lavoro dipendente in Italia, dove risiedo e possiedo un titolo di traduttrice (professionista di cui alla Legge n.4 del 14 gennaio 2013, pubblicata nella GU del 26/01/2013) ma non ho Partita IVA.
    Sto per iniziare una collaborazione con un’agenzia di traduzioni online residente all’estero (Spagna) e premetto che sarebbe la mia prima collaborazione in assoluto. Si tratterebbe di percepire dei piccoli redditi mensili (o bimestrali in base alle offerte di lavoro disponibili), il cui importo non riesco ancora a quantificare…
    Come mi dovrei comportare con la fatturazione? Si può considerare lavoro autonomo occasionale o sono costretta ad aprire Partita IVA?
    Nel caso in cui questa attività rientrasse nelle prestazioni occasionali e potessi emettere una ricevuta, l’agenzia, prima di firmare il contratto, mi chiede di trasmettere la normativa italiana secondo la quale è possibile emettere delle ricevute per prestazioni occasionali pur non avendo Partita IVA. A che normativa specifica potrei fare riferimento?
    Se invece fossi costretta ad aprire Partita IVA in quanto lavoro autonomo continuativo, (anche se non svolto ogni mese regolarmente), che tipo di Partita IVA mi converrebbe aprire?
    Potrebbe gentilmente darmi delle delucidazioni in merito?
    Grazie.

  186. Salve Stefania, l’attività che vuole intraprendere è di carattere continuativo, visto che ha un committente che le commissionerà prestazioni di lavoro nell’arco del tempo. E’ obbligatorio operare con partita Iva. La prestazione occasionale è utilizzabile soltanto se la prestazione non si ripeterà nel tempo, ma non è questo il suo caso. La contatto in privato per maggiori dettagli sulla partita Iva.

  187. Buonasera,
    dovrei esibirmi ad un evento in Francia suonando tracce musicali di mia produzione con computer e strumenti per conto di una agenzia francese.
    Anticipo che è la prima volta che faccio una ricevuta di questo genere e di conseguenza anche al committente, il valore di tale esibizione ammonta a 500 euro.

    Questo è il giusto procedimento nel mio caso?
    1- compilo il modulo per una prestazione occasionale, visto che il compenso supera i 77 euro sono obbligato ad applicargli una marca da bollo da 2 euro che sia antecedente la data della ricevuta della prestazione occasionale;
    2- nel momento della dichiarazione dei redditi se sono un lavoratore dipendente dovrò presentare il mod. 730 mentre invece se al momento della dichiarazione non percepirò nessun stipendio da lavoratore dipendente dovrò compilare il modello Unico

    In questo caso il committente è un’ agenzia di spettacoli francese che ha sede unicamente in Francia (nessuna sede legale o organizzazione stabile in Italia) quindi non dev’essere riportata, sul modulo, la ritenuta d’acconto giusto?

    Il modello della prestazione dovrà essere scritta in Italiano o si possono utilizzare anche altre lingue?

    Saluti e grazie mille per il suo tempo!

  188. Hi,
    I am a resident of India and having completed my studies in Milan, I have been offered to freelance with a interior design company where the work will be online and occasionally projects will given to me.
    I will be working from India and would like to know the procedure to be able to collaborate with the company and receive payments time to time.

  189. Salve , sono un lavoratore dipendente per un azienda italiana e percepisco un reddito sotto i 30000 euro annui, da qualche mese publico dei video su youtube ricavandone dei profitti , non ancora sopra i 5000 euro annui , ma potenzialmente il prossimo anno potrei superare questa soglia. Come mi devo comportare a livello di dichiarazione in entrambi i casi , e quanto mi vengono tassate queste entrate extra. La ringrazio anticipatamente per la risposta.

  190. Buongiorno Federico,

    Ho una domanda, sono italiano resisedente all’estero in Spagna, regolarmente iscritto all’AIRE e con contratto di lavoro.
    Ora, dovrei svolgere un lavoro puntuale come extra per un’azienda italiana.
    In questo caso è sufficente fare una ricevuta all’azienda italiana come normale prestazionale occasionale o c’è da fare altro? Come mi muovo qui in Spagna? C’è bisogno di dichiararla anche qui la prestazione?
    Grazie in anticipo per la risposta!

  191. Buon pomeriggio,
    sono stato contattato da una multinazionale estera per svolgere lavoro autonomo in campo di studi e ricerche per un periodo di 6 mesi in Arabia Saudita. Sono attualmente dipendente in Italia attorno ai 30K d’imponibile annuo + 8K di somme soggette a tassazione separata.
    L’ammontare che mi è stato offerto supera i 5K. Devo pagare contributi INPS su questo ammontare? Devo per forza aprire partita IVA e dichiarare questi redditi per IVA oppure posso inserirli come redditi diversi?
    Le spese cui andrei incontro (ad esempio, albergo, autovettura affittata) possono essere dedotte dall’imponibile?
    La ringrazio anticipatamente.

  192. La prestazione dovrai dichiararla in Spagna ed in Italia sarà soggetta a ritenuta a titolo di imposta del 30%. Verifica però, che non ci sia obbligo in Spagna, nel tuo caso, di operare con Partita Iva.

  193. Se l’attività è di lavoro autonomo deve operare con partita Iva. La prestazione occasionale non è utilizzabile perché una prestazione continuativa di lavoro autonomo di sei mesi, non ha i requisiti dell’occasionalità. Con la partita Iva potrà dedurisi tutti i costi dell’attività, anche se ci saranno da pagare imposte e contributi. Per valutare il tutto con maggiore dettaglio mi contatti in privato.

  194. Buon giorno, sono una traduttrice americana sposata con un cittadino italiano e residente fiscalmente in Italia. Nel corso del 2016 ho fatto delle prestazioni occasioni per alcune traduzioni con regolare produzione di ricevute intestate a ditte italiane per le quali ho ricevuto la Cu. Il pagamento per queste prestazioni è stato eseguito nel mio c/c in USA. Ho già dichiarato questi redditi percepiti nella mia dichiarazione in USA. Ora ho compilato anche il quadro RL nel mio Unico. Mi chiedo se devo anche compilare il quadro CE dichiarando che questa mia prestazione è già stata dichiarata e tassata in USA; in questo modo mi recuperei anche le tasse gia’ versate. La ringrazio anticipatamente.

  195. Salve,

    Sono una studentessa residente in Italia. Mi è stato offerto un lavoro occasionale (meno di 30 giorni) da una ONG di Brussels. In tutto mi pagheranno circa 800€.
    Non ho mai fatto la dichiarazione di redditi in Italia perché non ho mai avuto un contratto di lavoro (e reddito personale). C’è un documento ufficiale di lavoro autonomo occasionale da compilare, che poi posso mandare alla ONG come ricevuta (visto che mi è stato richiesto)?
    Se mi hanno offerto 800€ netti, quanto dovrebbero pagare in più per permettermi di pagare le tasse in Italia, e come le dovrei pagare? (appunto, non ho mai dovuto compilare una dichiarazione dei redditi)

    Grazie

  196. Salve Paola, in assenza di altri redditi lei non è obbligata a presentalre la dichiarazione dei redditi. E’ sufficiente che rilasci una ricevuta alla ONG estera al momento del pagamento.

  197. Buongiorno!
    Mi trovo in difficoltà, perchè non sono troppo esperta in materia. Sono regolarmente residente in italia.
    Da gennaio 2016 ho lavorato come dipendente in Svizzera fino al mese scorso(non rientro nelle agevolazioni per i frontalieri residenti a 20 km dal confine, quindi faccio regolare dichiarazione dei redditi in Italia).
    Per i prossimi mesi un’azienda sempre svizzera mi ha proposto una collaborazione ad un progetto per il quale mi verserebbero 1500 CHF. Loro mi hanno detto che io in Italia non dovrò dichiarare nulla, ma che sarà necessario che io emetta una semplice ricevuta da consegnare a loro del compenso che riceverò, senza tassazione, senza niente. La domada è: questa ricevuta dovrò poi inserirla io nella mia dichiarazione dei redditi del 2017 quindi ci pagherò le tasse o essendo sotto la soglia dei 5000€ annui parcepiti come lavoro autonomo occasionale non saranno sottoposti a tassazione?
    Grazie in anticipo per l’attenzione!

  198. Non ci sono dubbi, che quel compenso debba essere dichiarato in Italia. Il lavoro autonomo occasionale non porta tassazione, in assenza di altri redditi, ma questo non è il suo caso.

  199. Grazie!!
    Ok quindi é chiaro che quella collaborazione per quanto occasionale subirá regolare tassazione totalmente a carico mio! É possibile e veritiero che non gravi nessun costo all’azienda anche se estera? Grazie ancora per la pronta risposta!!

  200. Salve. Ho effettuato una collaborazione occasionale come Architetto dall’Italia per uno studio Canadese ora conclusasi. In Italia non ho attualmente partita iva e non intendo riaprirla in quanto mi sto per rispostare all’estero.
    L’ammontare della collaborazione è di 5300 € e sfora di poco i 5000 € massimi per ritenuta d’acconto. Non so come comportarmi in merito alla ritenuta d’acconto da emettere. Cosa succede se emetto la ritenuta da 5300 €?
    Grazie
    Elena

  201. Prima di tutto, la prestazione che ha effettuato, non è corretto che sia regolata con ricevuta. Se comunque segue la strada non corretta della ricevuta dovrà indicarla in dichiarazione, senza ritenuta di acconto, versando i contributi Inps alla gestione separata. Per informazioni aggiuntive mi contatti al servizio di consulenza online a questo link “consulenza fiscale online”.

  202. Buongiorno!
    Sono residente in Italia e sono stato ingaggiato per attività concertistica in Germania. La società tedesca mi ha chiesto una ricevuta per il pagamento del cachet E per il rimborso del viaggio. Mi è chiaro che la società non farà da sostituto d’imposta e quindi nella ricevuta inserirò il lordo, senza IVA né ritenuta d’acconto, e sarò poi io in fase di dichiarazione dei redditi l’anno successivo a dover versare il 20%. Ma ho i seguenti dubbi:
    1. la ricevuta posso scriverla in inglese o è obbligatorio che sia in italiano?
    2. nella ricevuta metterò due voci distinte, una per il compenso (lordo) e una per il rimborso del viaggio che se non sbaglio non è soggetto a tassazione, corretto?
    3. leggo nel vostro articolo, nelle sezione Ritenuta d’acconto, “in caso di committente estero non è obbligatoria l’apposizione della marca da bollo, se la prestazione supera la soglia di €. 77,47”. Quindi se il compenso è 1000 euro non devo apporre marca da bollo?

    Grazie mille per il prezioso aiuto!

  203. Articolo chiarissimo, ce ne fossero 🙂
    Solo non ho ancora ben compreso come funziona nel caso in cui contemporaneamente si abbia anche un rapporto di lavoro dipendente in Italia, magari non nello stesso settore della collaborazione occasionale (o magari sì!). Nello specifico, una domanda che mi riguarda; se sono dipendente (per ora a tempo determinato) con un contratto di 5 ore settimanali nel settore cooperative sociali e vado a instaurare una collaborazione occasionale con un’azienda francese che si occupa di tutt’altro, posso farlo senza problemi a patto di stare nei 5mila euro?
    Ancora grazie!

  204. Salve Elisabetta, e grazie. E’ possibile contemporaneamente avere un’attività di lavoro dipendente in Italia e una collaborazione occasionale estera. I redditi saranno cumulati e tassati ad Irpef in Italia. Tuttavia, se la prestazione professionale estera è continuativa nel tempo è necessario operare con partita Iva, a prescindere dal volume dei compensi ricevuti.

  205. Buongiorno,
    soro residente a Londra da 7 anni ed iscritto all’Aire da altrettanto tempo, sono stato contattato recentemente da una societa’ italiana per una prestatione occasionale, per la ritenuta d’Acconto come mi devo regolare?
    Grazie Mille

  206. Buongiorno,

    sono residente in Italia. Ho un blog e ho collaborato con una piattaforma di sponsorizzazione tedesca. Mi hanno rilasciato una nota di credito per €40,00 dove, ovviamente, è specificato che il pagamento di eventuali tasse spetta a me.
    Ho quindi fatto una ricerca e trovato questo articolo.

    Da quanto ho capito:

    1) Il contributo Inps lo liquiderò con la dichiarazione dei redditi;
    2) Devo rilasciare ricevuta di prestazione occasionale, contenente i dati da voi indicati.

    In merito a ciò, si parla di “Eventuale ritenuta d’acconto”. Il mio committente non può fungere da sostituto d’imposta perché non residente in Italia, ergo io devo dedurla o no?
    Non ho partita IVA, svolgo prestazioni saltuarie e comunque di un’entità che non giustificherebbe la creazione di una partita iva.

    Grazie sin da subito.

  207. Salve Chiara, quando si svolgono questo tipo di prestazioni con un blog, sono operazioni di tipo imprenditoriale, non c’entra niente la prestazione occasionale. In questi casi è obbligatorio operare con partita Iva, a prenscindere da quanto incassi. Quindi, il consiglio che posso darti è di fermare i pagamenti fino a quando non avrai incassi sufficienti per operare con partita Iva come imprenditore. Altrimenti meglio lasciar perdere, perché senza operare in questo modo non saresti in regola da un punto di vista amministrativo, fiscale e previdenziale. Poi se con il blog effettua anche prestazioni di servizi via internet c’è una disciplia specifica da rispettare. Se opera online, si faccia seguire da un professionista. Se vuole siamo a disposizione.

  208. Salve. Io sono residente all’estero (iscritta regolarmente all’AIRE) e collaboro come giornalista con soggetti in Italia. Come devo regolarmi in questo caso? Devo rilasciare comunque la ricevuta di prestazione occasionale?

  209. Buongiorno
    sono un pensionato residente in Italia e mi viene proposta da una azienda tedesca senza una stabile organizzazione in Italia una collaborazione occasionale di segnalazione per la quale riceverei un compenso sul quale, dalla stessa azienda verrebbe trattenuto il 20% per tassazione tedesca. Tale compenso non dovrebbe superare i 5.000 euro annui, cosa dovrei fare per essere in regola con il fisco italiano?

  210. Buongiorno,

    attualmente sto lavorando come traduttore freelance anche se non ho ancora aperto la Partita IVA. Non ho ancora mai lavorato con l’estero, ma potrebbe capitare in futuro.

    Mi è chiaro il discorso della ritenuta d’acconto (che devo versare io se l’agenzia non ha sede in italia); non ho capito però se mi devo aspettare un CUD o Dichiarazione Unica da loro in caso non siano tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi in Italia, ed eventualmente (se non dovessero inviare nessuna dichiarazione) come posso far risultare questa attività lavorativa nella dichiarazione dei redditi. Grazie mille!

  211. Per prima cosa dovrebbe regolarizzare la sua posizione aprendo partita Iva. Quello che dice poi sulla ritenuta non è corretto. Ha bisogno della consulenza di un Commercialista che la possa seguire anche per quanto riguarda gli aspetti relativi ad avere committenti esteri. Se vuole siamo a disposizione, ma ci contatti in privato.

  212. Buonasera, ho la possibilita’ di collaborare come freelancer per una societa’ estera (Spagnola). Mi e’ stato richiesto 3-5 settimane di lavoro per 2000 euro. Attualmente non ho Piva e ho solo un contratto COCOCO. Posso ottenere il pagamento senza fattura e poi pagare le tasse in Italia?
    grazie mille

  213. Buongiorno,

    mi è stato chiesta una cosulenza occasionale dall’estero per un corrispettivo di circa €500. Come devo comportarmi nei confronti del fisco italiano? In Italia sono un lavoratore dipendente.
    Grazie

  214. Salve, in settembre 2017 feci una prestazione occasionale come disk jockey per un’agenzia francese su territorio francese. Ad oggi questa agenzia mi chiama nuovamente con le solite richieste lavorative della volta precedente, rischio che il tutto possa diventare un rapporto continuativo quindi andando contro a quello che prevede la legge come prestazione occasionale?
    Grazie per il suo servizio

  215. Salve,
    se svolgo più di una prestazione occasionale per un comittente in Ungheria per esempio, anche se come somma non superano i 2.500,00 € per me come prestatore, rischio che il mio rapporto con il committente diventi continuativo?

  216. Certamente si, l’abitualità dell’attività non dipende dal compenso, ma dal numero e dalla frequenza con cui si effettuano le prestazioni lavorative. Comunque per maggiori info ed analizzare la sua situazione mi contatti in privato.

  217. Salve, ho un lavoro a tempo indeterminato come dipendente e un’azienda estera mi ha richiesto una prestazione occasionale per un valore che si aggira intorno ai 1000 euro. Sarebbe la prima prestazione dell’anno e la prima con questa azienda. Considerato che l’azienda in questione non ha sede in Italia, se ho capito, devo semplicemente produrre una ricevuta uguale a quella da voi fornita con il titolo “RICEVUTA-PER-PRESTAZIONE-OCCASIONALE.x80891.doc” eliminando le voci “Ritenuta d’Acconto 20%” e “Trattenuta INPS (al superamento dei 5.000 €)”, ovvero presentare al cliente una ricevuta recante soltanto l’importo netto che vado a ricevere dal committente e poi presentare la medesima ricevuta al momento della dichiarazione dei redditi 2018, è corretto?

    Grazie mille

  218. buongiorno
    devo ho svolto una prestazione occasionale per una azienda straniera europea, sono lavoratore dipendente.
    Devo emettere la ricevuta, e poi dichiararla nel 730. Ma la mia domanda nella ricevuta devo prevedere che mi verranno addebitate tasse, come IRPEF e/o similari, quindi incrementare il corrispettivo delle eventuali tasse?
    il corrispettivo è di 400 euro

    Grazie

  219. Nella ricevuta non ci sarà ritenuta, ma sull’importo dovrà pagare l’Irpef e le addizionali. Se vuole può maggiorare l’importo concordato, naturalmente se il committente concorda nel pagarle la maggiorazione.

  220. Buonasera. Sono un medico con regime di autonomo aperto in Italia che per ragioni personali si è trasferito da 7 mesi in Spagna. Ho trovato un lavoro in una clinica privata in Spagna, dove mi chiedono pero di lavorare come autonomo. Come devo comportarmi? A chi devo pagare le ritenute? E il regime di autonomo spagnolo è compatibile con l’italiano (in tal caso interromperei il regime di autonomo in Italia)?

  221. Buona sera, lavoro da qualche mese in Francia e ho un contratto a tempo indeterminato con un’azienda Francese.
    Mi è stata chiesta una consulenza in Italia per un valore ancora da definire ma che potrebbe superare i 10K Euro
    In che modo posso fatturarli?
    Come comportarmi con la dichiarazione? il 2018 io dovro’ dichiararlo in francia visto il moi rapporto di lavoro qui.
    Inoltre, sono residente in Italia ma mi sto per iscrivere all’aire (lista degi italiani all’estero)
    Rimango in attesa di un riscontro
    Grazie

  222. Salve.
    Vorrei sapere, nell’ambito della prestazione occasionale, se vige ancora il famigerato limite dei 30 giorni annuali per ciascun cliente. E se sì, come vengono calcolati? Come giorni solari (7/7) o giorni feriali (5/7)?
    Avevo letto che tale limite era stato eliminato addirittura nel 2015, e nella normativa più recente (DL 24 aprile 2017) riportata sul sito dell’INPS non se ne fa alcuna menzione (mentre invece permane il limite di 5.000€ annui per ciascun cliente), tuttavia sembra esserci molta confusione in merito, e su internet diversi siti e forum parlano ancora di questo limite, oltre il quale scatterebbe la presunzione di lavoro abituale e relativo obbligo di partita IVA.
    Faccio questa domanda poiché mi è stata chiesta la disponibilità per svolgere un’attività come traduttore freelance da un cliente estero, e la prestazione potrebbe richiedere fino a 6 settimane (non si sa se continuative o intervallate), senza nessun particolare obbligo lavorativo (come orari o luoghi di lavoro) se non le date di scadenza. Se fossero giorni feriali, si tratterebbe di esattamente 30 giorni, mentre se fossero solari, sarebbero ben di più.
    Ci tengo a precisare che non svolgo altri lavori dipendenti, al momento, e l’attività di freelance (al momento occasionale) è la mia unica, quindi essere costretto ad aprire una partita IVA per un singolo progetto a cui mi ritroverei a partecipare (e che di sicuro non mi darebbe più di 5.000€) non sarebbe il massimo.
    Molte grazie per la risposta.

  223. Come ha giustamente affermato non ci sono più limiti di giorni e compenso nelle prestazioni occasionali dal 2015. L’Inps riporta la cifra di 5.000 euro ma riguarda solo obblighi previdenziali e non fiscali. Se non farà altre prestazioni nell’anno potrà utilizzare la prestazione occasionale. Se, invece, pensa di effettuare altre prestazioni di questo tipo in futuro dovrà operare con partita IVa.

  224. Salve. Dovrei effettuare una prestazione occasionale per un’azienda con sede in Serbia. Non ho ben capito se il compenso massimo dev’essere di 2500€ oppure di 5000€ annui. Specifico che non ho altri lavori. Inoltre volevo chiedere se devo rilasciare una fattura o no. Grazie.

  225. Buongiorno,
    ho partecipato ad un convegno di due giorni in uno stato estero (Spagna) nel 2017. Normalmente queste attività non sono retribuite, ma soggette solo a pagamento delle spese da parte dell’ente ospitante (aereo e hotel infatti erano a loro carico, hanno anticipato tutto, io non ho speso niente). Tuttavia, questa volta, quando ero lì mi hanno chiesto il codice IBAN, e pochi giorni dopo il rientro mi sono trovato accreditato nel contocorrente la cifra di circa 300 euro. Praticamente ho ricevuto un compenso non richiesto, per il quale non mi hanno né richiesto ricevuta o notula, né emesso alcuna C.U. L’unico dato che ho è il bonifico in entrata.
    Che cosa faccio? (Consideriamo che non supero assolutamente i 5000 euro di prestazioni occasionali)
    Aggiungo la cifra che mi è stata accreditata nel rigo D5 del 730 precompilato? Praticamente, va bene se considero di aver ricevuto quella esatta cifra senza indicare alcuna ritenuta d’acconto nel paese estero? (che in effetti non so se ci sia stata e avrei difficoltà a saperlo). Può essere sufficiente per essere in regola con il fisco?

  226. Prima di tutto bisogna vedere se la prestazione riguarda la prestazione di lavoro autonomo occasionale o meno. Poi bisogna rilsciare la ricevute in modo corretto. Se vuole mi contatti in privato per una consulenza in merito.

  227. Salve, sono residente in Giappone e mi è stata chiesta una collaborazione occasionale come interprete per una società inglese. Come devo comportarmi? Devo preparare una ricevuta simile quella che preparerei in Italia?
    Grazie

  228. Buongiorno,
    sono residente in Italia e mi è stata chiesta una collaborazione occasionale come web designer per una società Sud Africana? Non sono in possesso di partita IVA, Rimanendo al di sotto dei 5000 euro, posso preparare una ricevuta con ritenuta d’acconto come farei per una società Italiana?
    Al momento della dichiarazione dei redditi ho delle spese aggiuntive a cui devo far fronte?

    Grazie

  229. Se la prestazione che effettua non sarà ripetuta in futuro anche verso altri committenti può predisporre la ricevuta senza applicazione di ritenuta. Altrimenti dovrà aprire partita Iva.

  230. Salve, Innanzitutto, articolo ben scritto, semplice e chiaro.
    Solo un piccolo recap per mettermi il cuore in pace:
    Io sono residente in italia, non ho partita IVA, il mio committente è britannico e da quel che so, un privato.
    Il lavoro si svolge tramite la piattaforma PeoplePerHour, che richiede di scrivere un invoice (fattura) a fine di ogni prestazione. Io scrivo una quietanza di pagamento, senza marca da bollo ma corredata con la dicitura per l’esclusione dall’IVA.
    Inoltre, sono ben sotto il limite del 5mila euro guadagnati dal lavoro autonomo quindi non devo versare nulla all’INPS e, essendo pure al di sotto dei 8mila euro annui in generale, (sono disoccupata, lavoro occasionalmente, sia da autonoma che non) sono esente da tasse.
    Per dirla con parole spicce: tengo tutto quello che guadagno, giusto?
    Grazie

  231. Tutto corretto, ma attenzione la prestazione occasionale anche in assenza di altri redditi deve essere dichiarata sopra i € 4.800. Le consiglio comunque di far riferimento ad un commercialista per capire insieme quando arriverà il momento di operare professionalmente. Se vuole sono a disposizione.

  232. buongiorno, sono un lavoratore autonomo con p.iva italiana ed ho trovato un collaboratore Italiano che risiede regolarmente in Brasile ed ha il codice fiscale brasiliano. potrebbe svolgere dei piccoli lavori e poi spedirmeli via email. Lui non ha un’attività autonoma in Brasile e mi manderebbe delle ricevute con il suo codice fiscale brasiliano e l’importo da pagare. Io queste ricevute posso detrarle dal mio reddito? o devo trovare un collaboratore con una sorta di partita iva brasiliana? grazie

  233. Salve, sono un freelance di San marino ed ho programmato (a san marino) un software per una ditta italiana. Ho inviato ricevuta di prestazione occasionale con il 20% di ritenuta ma il loro commercialista dice che non è esatta. Ha ragione? Come dovrei fare nel caso?

  234. Con queste informazioni è impossibile sapere se quello che ha fatto è corretto. Bisogna capire bene la situazione e la prestazione richiesta. Se vuole mi contatti in privato.

  235. Salve. Articolo molto interessante.
    Avrei una domanda: sono residente in Italia e l’azienda committente ha sede in Arabia Saudita e non è tenuta a fare la dichiarazione dei redditi in Italia. L’importo è di 1000 euro e da quello che ho capito non devo considerare la ritenuta d’acconto del 20%. Questo significa che posso intascare 1000 euro netti, oppure ci sta qualche altra tassazione da considerare? Se sì, cosa dovrei considerare? Grazie in anticipo.

  236. Buongiorno,

    nel 2017 ho lavorato in maniera occasionale senza partita IVA per vari clienti sulla piattaforma Upwork (clienti non italiani) e ho ricevuto in totale una somma pari a 6700 euro in un anno (unico reddito per tutto l’anno).
    Come posso dichiarare questa somma nel modello unico? I clienti sono vari ma i pagamenti alla fine li ho ricevuti dalla piattaforma (tra l’altro in dollari).
    Inoltre da quanto ho capito per le tasse la situazione è la seguente:
    – IRPEF: no tax area fino a 8.000 euro quindi non dovrei pagare
    – INPS: solo sulle somme eccedenti i 5.000 euro
    – IVA: non so bene come comportarmi visto che i clienti e la piattaforma non sono italiani.

    Ho già consultato un commercialista ma molti non hanno dimestichezza con queste piattaforme tecnologiche, anche perché Upwork non vuole ricevere la ricevuta d’acconto.

    Grazie!

  237. Quello che afferma non è assolutamente corretto. Nel suo caso avrebbe dovuto aprire partita IVA ed operare professionalmente. Se vuole ne parliamo in privato, per il futuro se vuole continuare questa attività dovrà andare in questa direzione. Per il passato è possibile solo cercare di sistemare al meglio le cose, ma non saranno sicuramente corrette, quindi è a rischio sanzioni. Se vuole può affidarsi a noi, le serve un commercialista esperto del mondo del web.

  238. Sì, per il 2018 ho aperto partita IVA.
    Quindi non c’è un modo per dichiarare questi introiti ora in modo da ricevere il minimo delle sanzioni?
    Non possono essere inseriti come altri redditi nel modello unico?

  239. Inserirli come “redditi diversi” è una soluzione per rimediare, ma l’errore resta e potrebbero esserci sanzioni. Prima si mette in regola prima evita che le sanzioni vadano avanti di anno in anno. Adesso il modulo di contatto è funzionante.

  240. Domanda: sono residente in Cina e mi è stato richiesto un servizio di traduzione da un’azienda italiana.
    Trattandosi di una prestazione di natura occasionale e di un importo ampiamente al di sotto dei 5.000euro, posso usare una ricevuta per prestazione occasionale con ritenuta d’acconto?

    Grazie.

  241. Buonasera,
    nel 2017 ho svolto alcune prestazioni occasionali per un committente del Regno Unito per un valore superiore al limite dei 5000€. Le prestazioni sono state svolte direttamente nello stato estero del committente, ma io risiedo in Italia.
    Dal punto di vista previdenziale, dato che il committente non ha una stabile organizzazione nel nostro Paese, devo versare i contributi della parte superiore ai 5000€ anche se la prestazione è stata svolta nel Regno Unito?
    Grazie

  242. In caso di committente estero non identificato in Italia direttamente o tramite stabile organizzazione è necessario che sia il prestatore d’opera a versare i contributi INPS dovuti tramite la presentazione della dichiarazione dei redditi.

  243. Buongiorno,

    sto collaborando con una società inglese che mi bonifica lo stipendio in € sul conto italiano e per cui emetto ricevuta senza ritenuta d’acconto.

    Il superamento dei 5.000€ in questo caso cosa comporta? Quale sarà la percentuale di tasse da pagare arrivando entro fine anno a circa 11.500€?
    Grazie

  244. Il fatto che lei eserciti questo tipo di attività in modo continuativo, significa che non può operare con prestazione occasionale. E’ necessario che apra una posizione IVA come professionista e fatturi i suoi compensi. La prestazione occasionale non è applicabile in una fattispecie come la sua. Lei deve adempiere come professionista ad una specifica normativa. Se vuole ne parliamo in privato e le forniamo una simulazione degli aspetti fiscali a cui andrà incontro con questa attività. Nel caso mi faccia sapere.

  245. Siamo un’Associazione culturale italiana, dobbiamo pagare un netto di € 500,00 a cittadino spagnolo residente a Barcellona che ci ha fatto delle traduzioni in spagnolo e catalano. Come fare? Applicare la ritenuta fiscale di € 125 per prestazione occasionale provvisoria?
    Grazie per una risposta.

  246. Buongiorno,

    grazie per l’articolo.
    Sono una cittadina lettone con la residenza fiscale in Italia. Proporrei dei servizi di traduzione agli enti in Lettonia e in Italia. Senza la certezza della buonriuscita del progetto non aprirei immediatamente una posizione IVA. Alle aziende lettoni che non devono fare la dichiarazione dei redditi in Italia, posso rilasciare le ricevute senza applicazione di ritenuta? Grazie mille.

  247. Se l’attività che andrà a svolgere è continuativa ed abituale deve necessariamente operare con una posizione IVA. Se l’attività e saltuaria ed episodica può rilasciare delle ricevute non fiscali.

  248. E’ il cittadino estero che deve rilasciarvi un documento valido, non siete voi a dovervi preoccupare di questo. Lui dovrà emettere un documento secondo la normativa fiscale del suo Paese. Non conta la normativa italiana in questo caso.

  249. Buongiorno,
    ho svolto un lavoro per un’azienda francese, la quale sostiene che per potermi pagare è necessario che io emetta una fattura (Invoice). Ho spiegato che non avendo partita iva non posso emettere fattura, ma solo ricevuta per prestazione occasionale. L’azienda sostiene che la ricevuta da loro non è un documento fiscale e che quindi non possono accettare altro documento se non una fattura. È possibile emettere una fattura per prestazione occasionale?
    Grazie mille per la risposta

  250. Silvia l’errore commesso è non essersi correttamente individuata come privato. L’azienda si aspetta di ricevere una fattura ed ha ragione. Quello che posso consigliarle di fare è di pensare ad aprire una posizione come professionista in modo da risolvere questo problema. Specialmente se ha intenzione di proseguire con questo tipo di attività anche in futuro.

  251. Buongiorno,

    collaboro di tanto in tanto occasionalmente con una società inglese, dovrei prendere cìrca 4000 eur , posso emettere una dichiarazione di lavoro occasionale senza ritenuta di acconto in quanto questa società non è sostituto d’imposta? posso farmi pagare con un bonifico? che importo massimo posso dichiarare con questa società ? Grazie mille

  252. Non esiste un importo massimo, quello che deve verificare è se questa prestazione è occasionale o meno. Se è occasionale va bene il bonifico e la ricevuta da rilasciare alla società. Se la prestazione ha carattere continuativo ed abituale allora deve operare con partita IVA.

  253. Buongiorno. Sono un docente di scuola media superiore in aspettativa, mi trovo momentaneamemente in Francia. Ho la possibilità di organizzare a privati Atelier di pittura e scultura. Come mi devo comportare a livello fiscale.
    Grazie

  254. Quello che deve fare è operare secondo la normativa fiscale francese se opera in Francia (dovrà chiedere ad un consulente francese). Poi dovrà dichiarare il reddito in Italia, visto che quì si trova la sua residenza fiscale.

  255. Buongiorno,
    Sono residente in Italia e sto svolgendo una collaborazione occasionale con una scuola di lingue in Belgio, facendo sporadicamente delle traduzioni e correzioni di materiale didattico senza superare i 5000 annui. Ho firmato un contratto di collaborazione occasionale rilasciato in Belgio. Da quello che ho capito, non avendo loro sede in Italia, dovrei fare la ricevuta senza il 20% di ritenuta e poi, quando farò la dichiarazione dei redditi, mi toglieranno l’importo corrispondente al 20% dell’importo lordo. è così o ho capito male?

    Grazie mille in anticipo,

    Melina

  256. Gentile Federico,
    nel 2019 percepirò un reddito da fonte estere al di sotto 3000 euro e volevo sapere come comportarmi con la dichiarazione dei redditti. Al precedente utente ha detto “in dichiarazione dei redditi sconterà la tassazione IRPEF su quel reddito.”
    Cosa vuol dire? Che dal reddito percepito mi verrà tolto il 23%?

    Grazie mille

  257. Buongiorno, sono un militare in pensione, ho ricevuto una proposta di lavoro come free lance da una ditta spagnola, si tratta di prestazioni di tipo istruzionale da effettuare in Spagna all’occorrenza. Mi hanno proposto un compenso orario e mi hanno richiesto solamente l’attestato di residenza fiscale. Non mi è chiaro se sono obbligato ad aprire una partita IVA o se posso eseguire le prestazioni intendendole come occasionali emettendo unicamente una nota esente da IVA e aprendo la posizione all’INPS gestione separata con il versamento dei contributi qualora i compensi siano superiori ad € 5.000,00 annui.
    Grazie

  258. Salve Paola, se la prestazione è continuativa nel tempo, indipendentemente dal volume di reddito, è obbligata ad aprire partita IVA. Se vuole ne parliamo meglio in privato, e valutiamo la soluzione migliore per lei. Poi se vorrà potrà usufruire della nostra consulenza fiscale continuativa, le farò un preventivo che potrà valutare.

  259. Salve, le spiego la mia situazione. Effettuo lavori occasionali con aziende estere (USA, Australia ecc). Questi mi pagano su una carta prepagata Payoneer, una carta estera che uno di questi mi ha fatto prendere. Tutti questi lavori pagano su questa carta. Il lavoro è occasionale e non raggiunge i 5000 euro annui. Come devo dichiararli tenuto conto che al momento è la mia unica fonte di reddito? Devo in qualche modo rilasciare qualche ricevuta? Non saprei a chi, oppure mettere solo il totale in fase di dichiarazione in “altri redditi”? Ultima cosa, come faccio a dimostrare che i miei guadagni sono solo quelli e che non nascondo nulla su questa carta? Queste aziende non mi rilasciano nulla, mi pagano e finisce lì. Grazie per l’aiuto.

  260. Salve Gianfranco, se le attività che svolge sono continuative nel tempo deve operare con Partita IVA e fatturare le prestazioni. Il lavoro autonomo occasionale riguarda attività non ripetitive nel tempo e la soglia di € 5.000 ai fini fiscali non esiste, come ha trovato indicato anche nell’articolo. Se vuole posso aiutarla a capire come deve operare per essere in regola con la normativa fiscale. Se vuole mi scriva a questa email: [email protected] per una consulenza personalizzata in cui le spiegherò il nostro servizio di consulenza continuativo.

  261. Vorrei effettuare prestazioni occasionali di traduzione per committente estero (non tenuto ad assumere resp. Sostituto di imposta in Italia).se ho compreso bene non emetto fattura ma ricevuta…non essendoci RA come dovrebbe essere questa ricevuta? Un modello sarebbe aporezzato.grazie,saluti

  262. Salve nel 2018 ho effettuato una prestazione occasionale con una società interinale in Germania per la quale ho emesso ritenuta d’acconto esente iva come da legge.

    la mia domanda è :

    devo sollecitare una sorta di CUD dalla Germania ? se non dovesssi riceverlo come mi devo comportare in fase di dichiarazione dei redditi per dichiarare questa prestazione?

    Grazie mille

  263. Buonasera, lo scorso anno mia moglie ha fatto qualche lavoro di traduzione per committenti esteri diversi per un totale inferiore ai 3000€. In Italia ha avuto un piccolo contratto di collaborazione coordina e continuativa per circa 2500€ ed un’unica prestazione occasionale di circa 1200€. In un situazione simile, posso presentare un modello 730 congiunto visto che lei non ha sostituto d’imposta? Posso mettere i redditi prodotti all’estero da mia moglie, senza ritenuta di acconto, nel quadro REDDITI DERIVANTI DA ATTIVITA OCCASIONALE O DA OBBLIGHI DI FARE, NON FARE E PERMETTERE insieme alla prestazione occasionale svolta in Italia? Grazie

  264. Buonasera,
    Sono un professionista nel campo IT, lavoro in Inghilterra ed insieme all’azienda per la quale lavoro stiamo valutando un mio potenziale trasferimento in Italia. Dato che l’azienda non ha sede nel paese suppongo che vada aperta una partita IVA.

    Percepirei pagamenti mensili regolari da unica fonte. Un rapporto lavorativo del genere ha dei limiti temporali o può andare avanti ad oltranza?

    Grazie

  265. Buonasera, sono un disegnatore in erba in campo artistico e vorrei iniziare come disegnatore freelance; sto ricevendo delle richieste da privati cittadini, sia italiani che esteri, che vorrebbero dei disegni. Come devo comportarmi? Devo aprire una partita IVA a prescindere anche se non supero i 5000 euro? faccio un esempio: se dovessi fare 20 disegni a 20 privati per un compenso totale di 1000 euro in un anno, rientrerebbe in un lavoro continuativo anche se sono diversi committenti? oppure basta una ricevuta di prestazione occasionale? Se invece dovessi ricevere un numero di commissioni, da diversi privati o aziende, tali da superare i 5000 euro devo aprire la partita IVA giusto? Quindi per concludere, se prendiamo l’esempio di prima, dovrei comunque aprirmi la partita IVA anche solo per 1000 euro in un anno? Oppure sto tranquillo e faccio le ricevute e solo dopo, se la mie entrate superano i 5000 euro, aprire la partita IVA?

    Grazie

  266. Buonasera, sono un dottore agronomo e ho una collaborazione in corso con un sito web con sede all’estero, come creatore di articoli tecnico scientifici e revisore di alcuni articoli già pubblicati. La prestazione non supererà i 30 giorni di collaborazione, diciamo 20-25 giorni secondo mie capacità ma supera i 5000 euro di compenso (diciamo 6000). L’azienda dice che non può accettare fatture ma solo prestazione occasionale.
    Se ho capito bene percepirò in questo caso il compenso netto come fosse una normale fattura per poi calcolare le tasse in sede di dichiarazione dei redditi. Sui 1000 euro di eccedenza quanto andrei a pagare di gestione separata? Posso aggiungere in quietanza il 2% di contributi a carico del committente? Grazie mille

  267. Salve Giuseppe, come indicato nell’articolo non conta il numero di giorni lavorati, quando la prestazione prosegue nel tempo è necessario operare con Partita IVA. Se vuole possiamo fissare una call in cui approfondire questi aspetti ed effettuare una simulazione reddituale per verificare tassazione e versamenti contributivi obbligatori. Nel caso mi contatti in privato.

  268. La cosa migliore è sicuramente quella di operare con Partita IVA e verificare se può applicare il Regime Forfettario. In questo modo potrà applicare la riduzione della tassazione al 5%. Se vuole mi contatti in privato per una call skype in cui effettuare una simulazione reddituale ed individuare tassazione e contribuzione obbligatoria. La prestazione occasionale in caso di attività che si ripete nel tempo non può trovare applicazione.

  269. Conosco artisti freelance nel mio stesso ambito che sono professionisti con patita IVA a regime forfettario a 65 mila euro e che hanno iniziato con le prestazioni occasionali per poi passare alla partita IVA. Detto questo però, da quello che ho capito, nel mio esempio dei 20 disegni a 20 committenti diversi, anche solo per 1000 euro dovrei aprire la partita IVA. Facendo un esempio estremo se facessi 2 disegni in un anno per 2 committenti incassando 4000 euro(duemila euro a lavoro) potrei anche non aprire la partita IVA perchè non c’è continuità e non supero i 5000 euro?
    Ma come si stabilisce la continuità? Per un disegno finito impiego 4/5 ore di lavoro per singolo committente, quindi se prendiamo l’esempio dei 20 disegni per 20 committenti sarebbero 80/100 ore in un anno, meno di 2 disegni al mese, è considerato lavoro continuativo?
    Detto questo la ringrazio per il suo tempo, mi guarderò in giro e magari le manderò una mail per chiederle una consulenza via Skype. Grazie ancora

    Cordiali saluti

  270. Buonasera,
    Quanto detto nell’articolo rimane valido anche dopo l’entrata in vigore del decreto dignità?
    Ho letto che le prestazioni occasionali sono state sostituite dal libretto famiglia e dal prestO, con l’introduzione di nuovi limiti, vincoli e procedure dedicate.
    Sono strumenti alternativi o effettivamente soppianteranno la prestazione occasionale da lei esposta? Cordialmente

  271. Salve Stefano, la prestazione occasionale è disciplinata dal codice civile, e dalla normativa INPS. Libretto Famiglia e PrestO’ riguardano il lavoro occasionale accessorio, che è un’altra cosa. La prestazione occasionale esiste, ma riguarda solo attività di lavoro autonomo non continuative. Se l’attività è abituale si deve necessariamente operare con partita IVA. Se desidera maggiori info mi contatti in privato per una consulenza.

  272. Ciao,
    sono un’apprendista con CCNL Metalmeccanico ma occasionalmente svolgo delle prestazioni occasionali di controllo dati di alcuni siti web per una società tedesca. Il lavoro lo svolgo saltuariamente (quando ho tempo da dedicarci) e il compenso varia sempre in base all’entità del lavoro svolto. Da qui la prima domanda: quando si parla di abitualità del lavoro svolto come requisito per aprire la partita iva ci si riferisce a 30 giorni lavortivi continuati o anche alla somma di più giorni spalmati però sull’arco dell anno? Infatti mi sembra di capire che dovrei emettere ricevuta per prestazione occasionale senza ritenuta d’acconto, ma come dovrei indicare la “durata” della prestazione dal momento che non c’è una quantificazione del tempo? E’ sufficiente specificare nella ricevuta che l’attività è sporadica? L’azienda mi rilascerebbe anche una ricevuta da loro stessi emessa, andrebbe bene anche quella senza che la faccia io la ricevuta? In un anno solare il guadagno complessivo può anche superare i 5000 €. Quali sarebbero dunque le tassazioni applicate? Ho letto spesso di iscrizione alla Gestione Separata INPS, ma non capisco bene se il mio caso rientra in questo.

    La ringrazio in anticipo per il suo supporto

  273. L’abitualità c’è ogni qualvolta la prestazione si ripete. La prestazione occasionale riguarda solo attività che non vengono ripetute nel corso del tempo. I limiti di giorni, come indicato nell’articolo, non sono più in vigore dal 2015. Occorre capire, come gestire la sua attività con partita IVA. Se vuole mi contatti in privato così analizziamo meglio la situazione.

  274. Buongiorno,

    Per la prestazione occasionale con un’azienda estera che viene in Italia (una volta al’anno), come si procede ?
    L’azienda avrebbe bisogno una fattura, ma non avendo la partita iva come si fa in modo tale che l’azienda possa avere tutto in regola per la sua contabilità.

    Grazie

  275. Buongiorno Federico, sono un’artista visivo e ho venduto un’opera d’arte tramite galleria che ha sede in Germania. Ho ricevuto il bonifico del compenso e il gallerista ha richiesto una ricevuta. Io non ho partita Iva perchè non ho vendite, ma posso fare la ritenuta d’acconto. Come posso fare per regolare questo compenso, sia in Italia che con il mio gallerista estero? Se faccio una ricevuta in cui dichiaro di aver percepito questo compenso, come faccio poi con il sostituto d’imposta, non avendo lui residenza in Italia?
    Grazie infinite per la risposta.
    Cordiali saluti

  276. Buongiorno, nel caso il committente estero per una prestazione autonoma occasionale (lavoro intellettuale occasionale sotto la soglia annuale dei 5000 euro) sia un privato, se ho capito bene, sono io a pagare i contributi semplicemente dichiarando il compenso all’INPS nella Dichiarazione, ok. E per quanto riguarda la ricevuta? E’ obbligatoria? Essendo un privato estero non sono in possesso di tutti i suoi dati personali e non penso che accetterebbe di comunicarli e io non sarei nemmeno certo che siano i suoi dati veri.

  277. Buongiorno, da quest’anno ho iniziato a effettuare delle prestazioni occasionali per un’azienda americana che hanno superato il tetto dei 5000 € annui. Se ho capito bene pagherò contributi INPS e tasse il prossimo anno tramite la dichiarazione dei redditi inserendo i redditi percepiti. Quindi per quest’anno non devo pagare nulla, giusto? Mi sono appena iscritta alla gestione separata, ma ovviamente per tutto quest’anno l’INPS non vedrà nessun reddito. Devo inviare qualche comunicazione dei redditi da prestazioni occasionali fin qui ricevute, o appunto sarà gestito tutto il prossimo anno? Non vorrei incappare in qualche multa. Grazie mille per l’attenzione!

  278. Buongiorno. Le faccio i complimenti per l’articolo in cui, amio avviso, si spiega l’argomento in maniera estremamente chiara e esaustiva.
    Vorrei esporLe la mia situazione. Ho intenzione di svolgere delle lezioni di lingua online con studenti russi (quindi committenti privati). Il valore dei compensi percepiti nel corso dell’anno non supererà la soglia di € 5.000. In questo caso percepirei il reddito in un paese extra-UE. Sono residente in Italia. In che modo dovrei dichiarare i redditi ricevuti?
    Dall’articolo si evince che in caso di committente estero, la ritenuta di acconto non deve essere applicata in quanto quest’ultimo non è sostituto d’imposta. Tuttavia avrei l’obbligo di emettere la ricevuta per prestazione occasionale. E’ corretto il mio ragionamento?
    Come mi consiglia di avviare quest’attività?
    La ringrazio in anticipo

  279. Salve Lara, quello che le posso dire è di iniziare emettendo ricevute ma non appena l’attività inizia a funzionare deve pensare di aprire una posizione IVA per non rischiare di incorrere in sanzioni. Se desidera maggiori info mi contatti in privato attraverso il form di contatto.

  280. Buongiorno,
    complimenti per il sito e le informazioni interessanti che fornisce.
    Una domanda relativa al modulo per iscriversi alla gestione separata inps: il modello chiede di scegliere tra lavoratore professionista o collaboratore, nel mio caso sarei collaboratore occasionale in quanto sprovvista di partita iva. Il modello però indica che nel caso di collaboratore gli obblighi di versamenti sono a carico del committente, ma se si parla di committenti esclusivamente esteri devo essere io ad occuparmi dei versamenti. Perciò secondo lei è comunque giusto scegliere l’opzione “collaboratore”?
    Mi sembra di capire che nell’ipotesi di committenti esclusivamente esteri non ci saranno acconti da versare e che il dovuto per la gestione separata inps viene determinata solo in sede di dichiarazione dei redditi. Ho capito bene?
    Grazie mille dell’aiuto.
    Cordialmente
    Tiziana

  281. Buongiorno,
    mi è capitato di fare una prestazione occasionale che è inferiore a Euro 5000 e dovrei fare una ricevuta per una azienda di consulenza dell’UE.
    Posso utilizzare l’inglese per la ricevuta (senza ritenuta d’acconto)
    come dovrei esprimere lil rimborso sperse analitico in inglese in modo tale che venga accettato anche in Italia?

    Grazie per l’aiuto con questo articolo molto interessante

  282. Buongiorno,
    azitutto grazie per il servizio di consulenza che offre.
    Vorrei porle un quesito. Sono una libera professionista che opera nel quadro del regime dei minimi e svolgo la mia attività in Italia, dove risiedo. Un’azienda italiana mi ha proposto una collaborazione di un mese da svolgersi all’estero (extra UE).
    Non riesco a trovare informazioni circa la tassazione applicabile, se è possibile che io sia tenuta a versare imposte anche nel paese in cui svolgo l’attività in questione e quale sarebbe il trattamento dei riborsi spese. Sa aiutarmi?
    La ringrazio per l’aiuto

  283. Buonasera e complimenti per il sito chiaro ed esauriente.
    Devo svolgere una prestazione occasionale per un professionista avente partita iva, residente in un paese UE.
    Il compenso è inferiore a 4.800 euro. In questo caso, non avrò nessuna imposta né IRPEF né contributo INPS da pagare, è corretto?
    Ho altri redditi da immobili e da attività professionale (in regime forfettario, attività diversa da quella della prestazione occasionale), quindi presento dichiarazione dei redditi. Devo presentare il compenso occasionale come “altri redditi” ma non avrò nessuna tassazione su di esso, giusto?
    Grazie mille

  284. Buonasera,
    Grazie per tutte le informazioni e chiarimenti messi a disposizione!
    Mi trovo nella situazione di sforare di poco il limite dei 5000euro lordi per prestazioni autonome occasionali all’estero, e volevo capire se mi valesse la pena rinunciare a poche decine di euro di compenso per evitare complicazioni su apertura gestione separata, ecc.
    Se sforo il limite, posso gestire la cosa anche con il 730, oppure devo per forza fare il modello PF?
    Un’ultima domanda, probabilmente sciocca: l’obbligo scatta a 5000 esatti, o parte a 5000,01?
    Grazie in anticipo

  285. Buongiorno
    l’azienda italiana deve pagare un compenso per una prestazione che si assimila al rapporto occasionale autonomo (legge 326/2003) ad un soggetto che lavora e risiede stabilmente negli stati uniti. Per quanto riguarda l’aspetto fiscale non avendo una stabile organizzazione in italia ed in forza dell’accordo bilaterale Stati Uniti-Italia sulle doppie imposizioni, non siamo obbligati alla trattenuta del 30% irpef. Per quanto riguarda l’aspetto previdenziale, essendo una ricevuta che supera i 5.000,00 euro, siamo obbligati all’assoggettamento della gestione separata?
    Grazie mille
    Marco

  286. Salve Marco, attenzione a dire che non c’è obbligo di ritenuta in uscita dall’Italia, verifichi correttamente. Sicuramente l’attività se supera la soglia INPS viene equiparata alle collaborazioni quindi per voi vi sono obblighi di contribuzione INPS. Per maggiori info sono a disposizione in privato.

  287. Buonasera e grazie per le informazioni che rende disponibili. Siamo una band amatoriale ma che ha avuto la fortuna di ottenere una data presso un locale in Germania, che però vuole una fattura. Tutti nella band abbiamo svolgiamo attività di lavoro dipendente, pertanto mi pare di capire che basterebbe che qualcuno di noi emettesse una ricevuta per prestazione occasionale, senza ritenuta. È corretto? Grazie

  288. Buonasera Federico, grazie per la guida che mette a disposizione.
    Sono attualmente residente in Svizzera, disoccupata da 3 mesi e ho in programma l’apertura di una P.iva in Italia (con conseguente cambio di residenza) ma sto aspettando che decorrano i 2 anni di residenza all’estero e iscrizione all’AIRE per rientrare nella fattispecie del rientro dei cervelli e beneficiare degli incentivi fiscali.
    Un’azienda mi ha chiesto prestazione occasionale per un’attività di consulenza urgente, è possibile procedere con la prestazione occasionale e dichiararla in Italia, dove non sono ancora residente?

  289. Buongiorno Federico, complimenti e grazie delle info che pubblica.
    Sono italiano residente in Russia con regolare permesso di soggiorno, attualmente sono disoccupato e vorrei sapere se è possibile fare prestazioni occasionali con aziende italiane.
    Grazie

  290. Buongiorno Federico,
    lavoro come dipendente per un azienda di moda. Nel tempo libero realizzo illustrazioni e ho avuto una commissione di alcuni disegni per un azienda extra UE. Posso rilasciare una ricevuta per prestazione occasionale? Senza richiedere la ritenuta d’acconto in quanto l’azienda ha sede all’estero, giusto?
    In fase di dichiarazione dei redditi dovrò pagare il 20% di tesse sul totale della ricevuta?
    grazie mille!

  291. Può rilasciare ricevuta per prestazione occasionale solo se l’attività non è continuativa nel tempo, altrimenti è necessaria la partita IVA. Se riesce ad applicare il Regime Forfettario questo è sicuramente migliore rispetto alla tassazione della prestazione occasionale (che non è tassata al 20%), che va a cumularsi con il suo reddito da lavoro dipendente e tassato ad aliquota marginale. Se desidera maggiori info ed una simulazione mi scriva in privato.

  292. Buongiorno Federico
    Io sono un musicista, produco e risiedo in Italia ma vendo le mie tracce ad una etichetta tedesca.
    Ho appena compilato una fattura con oggetto: prestazione occasionale con codice fiscale per ricevere le mie royalties, ma continuano ad insistere dicendo che per EU vogliono la partita IVA.
    Cosa devo fare?

  293. La prestazione occasionale non riguarda le royalty, che hanno disciplina particolare. In secondo luogo occorre verificare che ci sia davvero un contratto con il prestatore per le royalty, perché se non è così, ed il soggetto tedesco glie lo sta dicendo, deve operare con partita IVA. Se vuole possiamo aiutarla a chiarire il tutto in consulenza. Nel caso ci scriva in privato.

  294. Salve Federico, ho trovato le Sue informazioni molto utili.

    Sono un’italiana in Portogallo, con residenza in Italia. Lo scorso anno ho lavorato online (come insegnante) per un’azienda tedesca. Al termine delle mie prestazioni, l’azienda mi ha rilasciato ogni volta una ricevuta con l’importo totale che mi versavano e con la dicitura: “il mittente non è soggetto a IVA”. Ho lavorato anche con un’azienda spagnola qui in Portogallo, dando lezioni presenziali. Al termine di ogni prestazione, mi è stata rilasciata una ricevuta con l’importo lordo tassato al 24% e l’importo netto che mi veniva versato (tasse che sono state pagate in Spagna). La mia domanda è la seguente: c’è una soglia massima per queste prestazioni? Se ho superato la soglia, cosa devo fare? A livello fiscale, farò la dichiarazione dei redditi in Italia (dove sono residente). A livello previdenziale, cosa devo fare?
    La ringrazio per la Sua attenzione.

  295. Gianna mi sembra di capire che la sua attività non sia occasionale ma continuativa, quello che deve fare è pensare di operare con partita IVA. Detto questo deve dichiarare gli importi percepiti in Italia. Da un punto di vista previdenziale non ci sono obblighi particolari con prestatori esteri.

  296. Buongiorno,
    sono recentemente rimasta senza lavoro e mentre aspetto la possibilità di cercare un nuovo lavoro ho la possibilità di effettuare un lavoro in smartworking per un’azienda Olandese. Il compenso dovrebbe superare i 5000€ lordi ma siccome non ho la partita Iva ho pensato ad una prestazione occasionale.
    Leggendo il vostro articolo credo si possa fare, sono residente a Milano, potrei quindi ricevere i compensi per questo lavoro con ritenuta anche se superiore ai 5K, iscrivendomi alla gestione separata? e potrei poi comunque a settembre ricominciare a lavorare con un eventuale contratto a tempo indeterminato?
    Grazie inifinite
    Veronica Camaroni

  297. Salve,

    Io ho un contratto a tempo indeterminato con un’azienda italiana ma mi è stato proposto un lavoro occasionale da un’azienda israeliana. Da quello che ho letto dal suo articolo mi sembra di capire che, siccome il lavoro non è continuativo, è autonomo e non supererebbe i 5000 euro, puó rientrare nella prestazione occasionale e non è soggetto a tassazione. È corretto? Nel caso quindi dovrei emettere una ricevuta senza ritenuta d’acconto, in quanto l’azienda non ha sede in Italia. Me lo conferma? L’importo della ricevuta dovrebbe essere scritto in euro o nella valuta nella quale ricevo il pagamento? Grazie

  298. Deve fare attenzione al fatto che l’attività sia davvero occasionale. Nel caso deve emettere una ricevuta (senza ritenuta di acconto perché il datore di lavoro non ha sede in Italia). L’importo deve essere indicato in dichiarazione dei redditi ed è soggetto a tassazione.

  299. Salve,
    Devo compilare una ricevuta di prestazione occasionale per un committente estero. Non dovendo applicare la ritenuta d’acconto, come faccio a stabilire l’importo lordo che devo richiedere? Il mio compenso netto deve essere di 100 euro. Dato che con la dichiarazione dei redditi dovrò pagare le imposte relative ai miei lavori occasionali, a quanto ammontano queste imposte? Devo farmele pagare in anticipo dal committente estero, contestualmente al pagamento dei 100 euro, e poi versarle l’anno successivo con la dichiarazione dei redditi, o no? Grazie in anticipo.

  300. Salve, dopo aver fatto svariate ricerche ed aver letto il suo articolo avrei bisogno di un’informazione. Ho ricevuto una proposta lavorativa della durata di 20h per un’azienda estera e volevo sapere che tipo di ricevuta dovrei presentargli in quanto mi chiedono una fattura ma, non avendo una partita IVA e non rientrando nei termini per aprirne una (non ci sono i 30gg di continuità né il superamento dei €5.000), mi ritrovo abbastanza spiazzato. Premettendo che la mia prestazione è già finita ed attendo il pagamento, cosa dovrei fare?
    Grazie in anticipo.

  301. Giorgio non esistono più dal 2015 i limiti che lei ha indicato. Ogni attività continuativa nel tempo richiede una partita Iva. Se non effettuerà più quel tipo di attività oltre le 20h previste può emettere ricevuta al momento del pagamento. Altrimenti, dovrà aprire partita Iva, valuterei il regime forfettario. Se ha bisogno di approfondire la sua situazione ci scriva in privato e la aiuteremo.

  302. Salve, sono una lavoratrice a tempo indeterminato e non ho P.IVA. Mi è stato chiesto di partecipare in qualità di speaker esperto (quindi sotto compenso) ad un evento internazionale online pagata da una società Greca (senza alcuna sede in Italia). mi pare chiaro dal suo articolo che i passagi sono:
    – loro mi fanno una lattera di incarico segnando in particolare importo lordo e attività (devono segnare qualcos’altro nello specifico nell’incarico?)
    – io svolgo questa attività (evidentemente non continuativa essendo l’intervento ad un convegno online e la successiva risposta ad eventuali domande sull’argomento per un tempo limitato tramite email)
    – mi pagano il lordo
    – emetto ricevuta senza ritenuta d’acconto per il lordo
    – in fase di dichiarazione questo si sommerà al mio reddito e ci pagherò le dovute tasse.
    può confermarmi che abbia bene interpretato essendo la prima volta che mi capita e devo dar loro una risposta.
    la ringrazio anticipatamente. saluti e grazie dell’interessante articolo per “profani” come me su questi argomenti.

  303. Salve, ho di recente cominciato a collaborare con un’azienda straniera con contratto da independent contractor con un ruolo assimilabile a un consulente autonomo o freelance. Il pagamento, effettuato una volta al mese, è basato sulla prestazione svolta, non legato a giorni o ore lavorative, per le quali non ho vincoli e posso gestire in autonomia. Il fatturato mensile può essere da zero a circa 400 euro, difficilmente di più, e la collaborazione può interrompersi in qualsiasi momento. La società non paga tasse per questo mio lavoro, la cui responsabilità è lasciata a me.
    Ho avuto pareri discordanti su come gestire la questione, e non riesco a capire definitivamente se sia possibile considerare il lavoro come prestazione occasionale o se sia necessario aprire partita iva. Grazie

  304. Salve,
    ho percepito un compenso dalla comunità europea in veste di esperto per revisione di progetti H2020. E’ stato gestito tutto tramite portale ECAS e non ho dovuto fare ricevute o fatture. Il compenso lordo supera i 5000 euro. Questa prestazione ricade nelle casistiche riportate nel suo articolo?

    Grazie

  305. Salve,
    Lavoro per un’azienda danese come traduttrice e svolgo delle mansioni variabili ogni mese, però lo stipendio è variabile in base alla quantità di lavoro che hanno.
    Non sono molto propensa all’apertura della partita iva in quanto, se dovessi pagare tutte le tasse, mi rimarrebbe la metà.
    Posso dichiararlo come lavoro occasionale?
    O nel caso in cui il pagamento avviene mensilmente (indipendentemente dal valore) non si può? E nel caso in cui, invece di farmi pagare mensilmente, valutassi la possibilità di farmi pagare una volta ogni 3 mesi? Rientrerebbe nel caso di lavoro occasionale?

  306. Buonasera dott. Migliorini,
    sono un docente universitario e durante il 2019 ho collaborato come editore di una rivista scientifica. Per tale lavoro, effettuato in totale autonomia e senza alcun vincolo di tempo, mi è stato corrisposto un onorario e un rimborso spese forfettario. L’editore ha sede negli USA. Posso dichiarare l’onorario come lavoro autonomo occasionale? Posso indicare l’intero rimborso spese come “spese”? In alternativa, posso dichiarare come spese quelle di cui ho ricevute o scontrini, relativi all’attività svolta? L’editore non richiede alcuna quietanza di pagamento.

  307. Grazie per la risposta, tuttavia il mio contributo è come editore (assimilabile a consulente) e non autore, pertanto credo che non attenga alla disciplina legata al diritto di autore. Mi sbaglio?

  308. Buongiorno,
    mi sono iscritta su upwork.com, un portale che mette in contatto freelancers e committenti.
    Magari una settimana mi occupo di data entry, la successiva di design/illustrazione e quella ancora dopo di una traduzione.
    Dato che sono attività diverse, anche l’eventuale codice ATECO sarebbe diverso, ricadono nella categoria delle prestazioni occasionali giusto?
    Potrebbe anche capitare di magari fare traduzioni per committenti diversi in periodi diversi.
    Essendo lavori diversi, ma comunque di breve durata e per committenti diversi, il limite dei 5000 euro si deve considerare per ciascuna attività o tutte insieme determinano il lordo?
    Grazie

  309. Legga bene l’articolo, perché quello che conta per la partita Iva è l’abitualità della prestazione professionale. Deve operare con partita Iva. Se vuole ci scriva in privato per una consulenza. La aiuteremo a capire il modo corretto di operare nel suo caso.

  310. Buongiorno,
    sto svolgendo un lavoro occasionale per un’Associazione no profit che ha sede in un paese UE, ma non ha nessuna sede e non svolge lavoro in Italia.
    Il compenso per il lavoro supera i 5.000 euro e non ho una partita IVA in quanto dipendente Universitaria.
    Sono già iscritta alla gestione separata in quanto durante gli scorsi anni ho superato il limite dei 5.000 euro per altri lavori.
    Per questo specifico lavoro occasionale posso emettere una Nota con importo lordo (senza marca da bollo e ritenuta d’acconto) e poi in dichiarazione dei redditi pagherò quanto dovuto? In questo caso inoltre i contributi INPS ricadono tutti sulla sottoscritta (o devo aggiungere qualcosa all’importo loro della nota)?

    al momento non ho ancora emesso Note per un valore di 5.000 euro, devo dunque emettere prima una Nota che vada a “riempire” i 5.000 euro di lavoro occasionale e poi una ulteriore dove dichiaro di aver superato tale somma?

    grazie

  311. Prima di tutto occorre capire se l’attività che svolge ha i caratteri dell’occasionalità o se è abituale, quindi si ripete nel tempo. In questo secondo caso è obbligatoria la partita Iva e nel caso in cui non adempia rischia sanzioni. Le regole per la prestazione occasionale sono quelle indicate nell’articolo deve emettere ricevuta e gestire gli adempimenti in dichiarazione dei redditi.

  312. Buonasera,
    Quest’anno ho realizzato un’illustrazione per un committente estero (UE) emettendo una ricevuta non fiscale per prestazione occasionale. Ora sono stato contattato da un nuovo committente per una nuova illustrazione. In questo caso posso utilizzare lo stesso sistema o è necessario aprire la partita iva?

    Grazie e buona serata

  313. Salve,
    mi hanno contattato per un lavoro di editing/ricontrollo testi italiani per un’azienda che ha sede in un altro paese europeo. Mi hanno chiesto un preventivo di spesa a pagina ma non so ancora se si tratta di un solo volume o più. Posso fare nota di prestazione occasionale (senza ritenuta) per il primo lavoro e poi aprire partita iva anche in un secondo tempo se me ne chiedono altri, è corretto? Dopo quante note scatterebbe l’obbligo di aprirla, dopo 2? Grazie

  314. Gentile dottor Migliorini
    Grazie per il suo interessante articolo. Non ho peró trovato il caso in cui il committente estero sia una istituzione sobvranazionale come l’unione europea, la banca mondiale etc. In questo caso gli enti non pagano le contribuzioni e le prestazioni sono normalmente esenti da tassazione nazionale. E´a conoscenza della realtiva legislazione? Come posso informarmi?
    Grazie

  315. Buon pomeriggio. Molte grazie per questo articolo. Tuttavia non mi è affatto chiaro come procedere. Io residente in Italia, se ricevo un compenso inferiore di 5000 euro per una prestazione occasionale da una azienda UE che non ha nessun legame con l’Italia, cosa devo fare? Dichiarerò l’importo nel mio 730? dovrò integrare il precompilato dato che sono dipendente? E poi? Attendo l’agenzia delle entrate che esiga quanto dovuto? Se dovuto? E se dovuto a quanto ammonta? Non si capisce proprio bene cosa si debba fare.

  316. Buongiorno, stiamo per aprire una società all’estero, siamo un agenzia di eventi e vorremmo capire se dovessimo fare un evento in Italia e dunque assumere hostess, musicisti p.iva , agenzia di catering e location come dovremmo muoverci a livello contrattuale e a livello fiscale nei confronti di questi collaboratori?

  317. Buongiorno,
    nel caso di prestazione occasionale per la Commissione Europea superiore a 5000 euro, come è possibile per il prestatore versare i contributi previdenziali alla gestione separata, visto che nell’articolo si dice che nella pratica tale autodichiarazione non viene accolta dall’INPS?

  318. Buonasera dottor Migliorini

    Complimenti per l’articolo pubblicato molto articolato nei suoi contenuti.

    Tuttavia vorrei chiederle una delucidazione. Ho effettuato una prestazione occasionale per committente estero che non ha obbligo di dichiarazione dei redditi in Italia, dall’articolo si evince che andrà dichiarata comunque l’entrata nel 730 ma non si applica la ritenuta d’acconto.

    Saprebbe gentilmente dirmi se in questo caso il fisco Italiano applicherà comunque una tassazione all’importo dichiarato? Nel caso di risposta affermativa saprebbe dirmi indicativamente l’aliquota percentuale che mi verrebbe applicata per la somma dichiarata?

    Soprattutto compilando il 730 come faccio a fare presente che il committente era estero per cui non è soggetta a ritenuta d’acconto?

    Grazie mille in anticipo per il tempo che vorrà dedicarmi.

    Grazie mille

    Saluti

  319. Buongiorno, nel caso di prestazioni per azienda estera non residente fiscalmente in Italia, per progetti di durata variabile e per compensi non superiori ai 5000 euro, non devo applicare ritenuta d’acconto e il mio obbligo è solo quello di inserire il compenso nella dichiarazione dei redditi o devo compilare un F24? Se il committente estero non richiede ricevuta non la devo proprio emettere? Grazie

  320. Bisogna sempre tenere in considerazione che in caso di attività abituale, come pare quella che descrive, si deve operare obbligatoriamente con partita IVA. Il lavoro autonomo occasionale riguarda attività non ripetitive, ovvero non rinnovate nel tempo. Bisogna prestare attenzione altrimenti si rischia di commettere errori importanti.

  321. Buonasera, vorrei lavorare in territorio Elvetico, ma ho già un posto a tempo indeterminato in Italia.
    Posso proporre al datore di lavoro Elvetico, una prestazione d’opera pur avendo già un contratto di lavoro?

    Sarebbe considerato continuativo se proponessi per 5 giorni lavorativi, 8 ore al giorno?

  322. Buonasera, la mia azienda parteciperà ad una fiera ad Istanbul e abbiamo ingaggiato un professionista locale (un architetto turco residente ad istanbul) senza partita iva che presenzierà lo stand nei 3 giorni della manifestazione.
    Si tratta di una collaborazione occasionale per cui il committente è italiano ed il lavoratore straniero residente all’estero per u lavoro da svolgere non in italia..
    E’ necessario che io effettui una comunicazione all’ispettorato di lavoro italiano competente per la mia zona come prevede la normativa in materia?
    Devo trattenere la ritenuta d’acconto oppure versarla al professionista?
    C’è una qualche dicitura da inserire nelle ricevuta?
    Attendo fiduciosa riscontro e grazie

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