Imprenditore Agricolo: il Regime di Esonero

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L’imprenditore Agricolo, in virtù dell’attività svolta, può beneficiare di un regime di vantaggio ai fini IVA. Si tratta di un regime particolare che prevede l’esonero dagli adempimenti IVA. E’ un regime alternativo ai due regimi ordinari dell’Imprenditore Agricolo. In questo articolo le caratteristiche del Regime di Esonero IVA dell’Imprenditore Agricolo.

L’esercizio di attività agricola da parte di un imprenditore è da sempre premiato dall’Amministrazione Finanziaria.

Per questo motivo, l’Imprenditore Agricolo, o il soggetto che si appresta a diventarlo, deve conoscere quali sono i regimi fiscali applicabili.

In questo articolo mi occuperò del regime di vantaggio ai fini IVA per l’agricoltura. Regime meglio conosciuto come “Regime di Esonero“.

In particolare, è importante valutare quale dei regimi IVA previsti per l’agricoltura si addica maggiormente alle caratteristiche della produzione agricola effettuata.

Anche in questo modo, infatti, è possibile raggiungere il miglior carico fiscale.

Vediamo, quindi, i regimi previsti per il settore agricolo ai fini dell’Imposta sul Valore Aggiunto.

Cominciamo!

Regime di Esonero imprenditore agricolo
Regime di Esonero imprenditore agricolo

I REGIMI IVA PER L’IMPRENDITORE AGRICOLO

Il codice civile definisce la figura dell’Imprenditore Agricolo all’articolo 2135.

Tale articolo recita quanto segue:

È imprenditore agricolo colui che esercita un’attività diretta alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, all’allevamento di animali e attività connesse

L’Imprenditore Agricolo, ai sensi dell’articolo 34 del DPR n 633/72 può adottare, a scelta, uno tra tre diversi tipi di regimi IVA.

Si tratta dei seguenti:

  1. Il regime IVA di esonero. Si tratta del regime naturale per gli imprenditori agricoli con volume d’affari annuo non superiore a € 7.000;
  2. Il regime speciale. E’ il regime naturale per gli imprenditori agricolo con volume d’affari annuo superiore a € 7.000 che effettuano cessioni di prodotti di cui alla Tabella A, parte I, DPR n. 633/72;
  3. Il regime ordinario. Regime adottabile per opzione qualora l’imprenditore agricolo ceda beni non presenti nella tabella A sopra indicata. Non si tratta di regime naturale, ma opzionale.

IMPRENDITORE AGRICOLO: IL REGIME DI ESONERO

Il regime di esonero è disciplinato dal comma 6 dell’articolo 34 del DPR n. 633/72.

Si tratta del regime fiscale naturale per gli imprenditori agricoli con volume di affari annuo non superiore a € 7.000.

Per poter applicare questo regime il volume d’affari deve essere costituito per almeno due terzi dalla cessione di prodotti agricoli.

Questo regime consente all’imprenditore agricolo di essere esonerato da qualunque adempimento ai fini IVA.

L’unico adempimento a cui sottostare è la conservazione e la numerazione progressiva di tutte le fatture di acquisto ricevute.

L’Imprenditore Agricolo in Regime di Esonero deve anche conservare copia delle autofatture emesse da parte degli acquirenti. Gli acquirenti dell’imprenditore in Regime di Esonero devono emettere autofattura, in luogo dell’emissione della fattura da parte del cedente.

In questo modo la vendita è certificata ed è concretamente applicato il Regime di Esonero.

Questo regime consente anche l’esonero dalla presentazione della dichiarazione IVA e IRAP.

In caso di vendita diretta a privati consumatori non vi è l’obbligo di emettere né lo scontrino né la ricevuta fiscale.

Inoltre l’agricoltore in regime di esonero non è tenuto all’iscrizione al Registro delle Imprese tenuto a cura delle Camere di Commercio (articolo 2 della Legge n. 77 del 25/3/1997).

Attenzione, però.

Qualora l’imprenditore agricolo nell’anno avesse effettuato prestazioni di servizi con per un valore superiore ad un terzo rispetto alla cessione di prodotti agricoli non può usufruire di questo speciale regime.

Diventa importante, quindi, valutare la propria situazione di anno in anno.

EMISSIONE DELL’AUTOFATTURA DEL CESSIONARIO

Come ho avuto modo di spiegarti l’Imprenditore Agricolo in Regime di Esonero non ha l’obbligo di emissione della Fattura.

In questo caso l’adempimento viene posto a carico del soggetto cessionario o committente dell’operazione.

Tale soggetto, infatti, quando acquista beni o utilizza i servizi dell’imprenditore agricolo in regime di esonero IVA, è tenuto ad emettere autofattura, in luogo del cedente che è esonerato.

Nell’autofattura deve essere indicata la relativa imposta, determinata applicando le aliquote corrispondenti alle percentuali di compensazione.

L’IVA dovrà, quindi, essere scorporata dall’importo totale pagato all’imprenditore agricolo ed eventualmente documentato dal documento di trasporto (DDT) redatto dal cedente.

L’agricoltore cedente ha l’obbligo di conservare l’autofattura emessa dal cessionario o committente e ha il beneficio di “trattenere” l’IVA indicata nell’autofattura, essendo esonerato dall’obbligo di versamento.

Il cessionario o committente provvederà a registrare la fattura emessa per conto del produttore agricolo separatamente nel registro degli acquisti.

CAUSE DI ESCLUSIONE DAL REGIME DI ESONERO IVA

L’efficacia del Regime di Esonero per l’Imprenditore Agricolo cessa:

  • Dall’anno solare successivo, in caso di superamento del limite di €. 7.000, ma non del limite di 1/3 delle cessioni di altri beni;
  • Dallo stesso anno, in caso di superamento del limite di 1/3 delle cessioni di altri beni, indipendentemente dall’ammontare del volume d’affari realizzato.

SUPERAMENTO DEL LIMITE DI 1/3 DELLE CESSIONI DI ALTRI BENI

Nel caso in cui venga superato il limite di 1/3 delle cessioni di altri beni, resta ferma, fino alla conclusione dell’anno (C.M. n 328/E/97) l’applicazione, alle cessioni di prodotti agricoli e ittici:

  • Delle percentuali di compensazione, sia
  • L’obbligo di autofatturazione da parte dei cessionari/committenti.

Nel caso in cui a fine anno risulti confermato il superamento del limite di 1/3 delle cessioni di altri beni, la C.M. n. 328/E/1997 impone al produttore agricolo:

  • Alcune specifiche annotazioni, da effettuare entro il termine di presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno in cui è cessata l’efficacia del regime di esonero;
  • Entro lo stesso termine, la liquidazione e il versamento dell’IVA dovuta per l’intero anno solare, riferito alle operazioni diverse da quelle agricole effettuate nello stesso periodo. Operazioni per le quali sono state applicate le aliquote proprie dei beni e servizi ceduti.

IMPRENDITORE AGRICOLO: IL REGIME SPECIALE IVA

Il regime speciale per l’imprenditore agricolo è disciplinato dall’articolo 34 del DPR n. 633/72.

Questo regime prevede la detrazione dell’IVA, non sulla base degli acquisti effettuati, bensì sulla base di percentuali di compensazione. Si tratta di stime, determinate da apposito Decreto Ministeriale (D.M. 23 dicembre 2005).

L’imprenditore agricolo che adotta questo particolare regime è chiamato ad applicare alle cessioni di prodotti agricoli l’aliquota prevista per il bene ceduto versando solamente l’IVA che risulta a debito dopo l’applicazione della percentuale di compensazione.

Le fatture di vendita vengono emesse applicando le aliquote IVA ordinarie (4%, 10% e 22%). Tuttavia all’Amministrazione finanziaria viene versata la differenza fra l’aliquota ordinaria e quella di compensazione, che è più bassa o al massimo uguale a quella ordinaria.

Aspetto importante riguarda il fatto che suddetto regime si applica solamente alla cessione di prodotti agricoli di cui alla Tabella A, parte I, del DPR n. 633/72.

Le percentuali di compensazione, sono individuate da alcuni decreti ministeriali appositamente individuati. Tali decreti sono:

  • DM del 12/05/1992;
  • DM del 30/12/97
  • Infine, il DM del 23/12/2005.

Riportiamo un esempio di calcolo.

CESSIONE DI VINO DA PARTE DI PRODUTTORE AGRICOLO

Aliquota IVA ordinaria = 22%
Percentuale di compensazione = 12,30%
Totale vendite del periodo = € 1.000,00 IVA a debito del periodo = € 220,00 IVA detraibile del periodo = 1.000,00 (Vendite del periodo) X 12,30% (percentuale di compensazione) = euro 123,00
IVA dovuta = 220,00 – 123,00 = 97,00

IMPRENDITORE AGRICOLO: IL REGIME ORDINARIO

Il regime ordinario, si applica solo a seguito di apposita opzione da effettuare in sede di dichiarazione IVA.

Tale regime comporta l’adozione di tale regime per almeno tre esercizi. Tale regime si caratterizza per il fatto che l’IVA dovuta si determina sulla base della differenza tra l’IVA a debito derivante dalla cessione di beni o servizi e l’IVA a credito sugli acquisti, anche di beni strumentali, inerenti tali cessioni.

Per valutare la convenienza per il regime normale occorre considerare l’ammontare delle spese che si ritiene di dover sostenere, e confrontare l’ammontare dell’IVA detraibile in base alle percentuali di compensazione con l’IVA sulle fatture di acquisto.

In generale, nel caso di investimenti, quali l’acquisto di un trattore o la costruzione di stalle, risulta conveniente applicare il regime normale IVA.


IL REGIME IVA DELLE IMPRESE AGRICOLE

Oggi, sempre più spesso assistiamo al fatto di vedere l’imprenditore agricolo che oltre a vendere i propri prodotti effettua anche altre attività.

Può essere il caso, ad esempio, per la produzione di energia elettrica, magari sfruttando energie rinnovabili.

Ebbene, in questi casi non possiamo parlare di attività agricola tradizionale, bensì di attività agricola mista.

In questo caso se l’impresa adotta il regime speciale ed effettua una prestazione diversa dalla cessione di prodotti elencati nella tabella A, occorre distinguere due ipotesi:

  • Cessione occasionale;
  • Cessione a titolo di impresa;

Se la cessione è a carattere occasionale, l’impresa versa l’IVA relativa a tale cessione e non deve compiere particolari adempimenti.

Qualora invece tali cessioni siano sistematiche si configura, ai fini IVA, una vera e propria attività e quindi diventa necessario optare per l’applicazione del regime normale oppure adottare la cosiddetta contabilità separata che prevede la possibilità di avere, con riferimento allo stesso numero di partita IVA, due regimi diversi tra loro con riferimento alle rispettive cessioni o prestazioni.


REGIME DI ESONERO IMPRENDITORE AGRICOLO E REGIME FORFETTARIO

Prima di tutto occorre chiarire che un contribuente che adotta il Regime Forfettario può esercitare attività agricola.

Spesso mi arrivano tantissime domande su questo argomento, in quanto si crede che l’attività agricola non sia esercitabile in Regime Forfettario.

La conferma di questo arriva dalla Circolare n 7/E/2008 dell’Agenzia delle Entrate. Con questo documento di prassi è stata valutata positivamente la coesistenza del regime dei minimi con l’esercizio di attività agricola in regime di esonero.

E’ possibile, quindi, effettuare un parallelismo tra contribuenti minimi e contribuenti in Regime Forfettario, ritenendo che la disciplina sia applicabile anche a questi ultimi.

Aspetto da sottolineare è che l’adesione al Regime Forfettario fa riferimento all’esercizio di attività professionale. Quindi, di attività non agricola.

Nel documento di prassi l’Agenzia ha valutato la posizione di un geometra che voleva aprire partita IVA in Regime Forfettario come professionista. Tale soggetto possedeva redditi agrari in regime di esonero.

L’Agenzia ha avallato la possibilità di aprire Partita IVA in Regime Forfettario.

Possiamo dire, quindi, che la possibilità di operare in Regime Forfettario è concessa a tutte le altre categorie di attività professionali se si possiedono redditi agrari in regime di esonero.

Per riassumere, sussiste un’incompatibilità tra Regime Forfettario e attività agricola solo quando queste rientra nel reddito di impresa.

Questo significa che non viene considerata una causa ostativa al Regime Forfettario l’attività che rientra nel reddito agrario.


REGIME DI ESONERO IVA IMPRENDITORE AGRICOLO: CONCLUSIONI

Il regime di esonero, di cui ti ho parlato, è un regime fiscale valido ai fini IVA. Tuttavia, su tale regola vi sono diversi pareri discordanti su quale sia il regime fiscale IVA migliore per l’imprenditore agricolo.

Sicuramente, quello che posso dirvi è che è fondamentale effettuare una valutazione annuale della propria posizione, per capire se vi sono gli estremi per modificare regime fiscale dall’anno successivo.

Se hai bisogno di un consulente preparato che conteggi la tua situazione e ti consigli il miglior regime fiscale per te, contattami al link seguente.

Riceverai la mia consulenza e potrai contare su un professionista preparato.

34 COMMENTS

  1. Salve vorrei chiedere un informazione vorrei aprire un P.Iva agricola in regime di esonero,attualmente sono inserita nell’attività di mio marito fabbro,come collaboratore familiare a livello amministrativo pagando inps versando i contributi come tale,potrei comunque aprire la P.iva o le cose si accavallerebbero.
    Grazie mille.

  2. Salve, sono un agricoltore che opera in regime di esonero iva e sto acquistando un trattore usato (immatricolato 2015) da un agricoltore che anch’esso opera in regime di esonero iva. Il “venditore” vorrebbe cedermelo con la sola scrittura privata di compravendita, a me sufficiente per poter richiedere il passaggio di proprietà. E’ sufficiente questo atto o ai fini fiscali bisogna emettere in qualche modo una fattura per poi il venditore dover versare l’iva all’erario? (come si emette fattura o autofattura “elettronica” tra due soggetti in esenzione iva?)

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